Procedura : 2008/2224(INI)
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A6-0107/2009

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PV 23/03/2009 - 23
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P6_TA(2009)0154

RELAZIONE     
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26 febbraio 2009
PE 415.281v02-00 A6-0107/2009

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatore: Gyula Hegyi

Relatrice per parere (*):

Sylvia-Yvonne Kaufmann, commissione per gli affari costituzionali

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 47 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per gli affari costituzionalI (*)
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 PARERE della commissione per le petizioni
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Il Parlamento europeo,

- vista la dichiarazione comune del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione intitolata "Insieme per comunicare l'Europa", firmata il 22 ottobre 2008,

- vista la comunicazione della Commissione del 2 aprile 2008 intitolata "Debate Europe" – Valorizzare l'esperienza del Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito" (Piano D) (COM(2008) 158),

- vista la comunicazione della Commissione del 24 aprile 2008 intitolata "Comunicare l'Europa tramite gli audiovisivi" (SEC(2008) 506),

- vista la comunicazione della Commissione del 21 dicembre 2007 intitolata "Comunicare l'Europa via Internet – Coinvolgere i cittadini" (SEC(2007)1742),

- visto il documento di lavoro della Commissione del 3 ottobre 2007 intitolato "Proposta relativa ad un accordo interistituzionale su Insieme per comunicare l'Europa"(COM(2007)0569),

- vista la decisione n. 1904/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 dicembre 2006, che istituisce, per il periodo 2007-2013, il programma Europa per i cittadini mirante a promuovere la cittadinanza attiva europea(1),

- vista la comunicazione della Commissione del 1° febbraio 2006 intitolata "Libro bianco su una politica europea di comunicazione" (COM(2006) 0035),

- vista la comunicazione della Commissione del 13 ottobre 2005 intitolata "Il contributo della Commissione al periodo di riflessione e oltre: Un Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito" (COM(2005) 494),

- vista la sua risoluzione del 16 novembre 2006 sul Libro bianco su una politica europea di comunicazione(2),

- vista la sua risoluzione del 12 maggio 2005 sull'attuazione della strategia di informazione e comunicazione dell'Unione europea(3),

- visto l'articolo 45 del suo regolamento,

- visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per gli affari costituzionali, della commissione per gli affari esteri, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere e della commissione per le petizioni (A6-0107/2009),

A.  considerando che un’Unione europea democratica e trasparente richiede maggior dialogo tra i cittadini e le istituzioni europee, compreso il Parlamento, ma anche una discussione ininterrotta sull’Europa a livello sia europeo che nazionale e locale,

B.   considerando che dopo il rifiuto del trattato costituzionale in Francia e nei Paesi Bassi, il 53,4% del popolo irlandese ha votato contro la ratifica del trattato di Lisbona in un referendum; considerando altresì che quando le persone hanno una comprensione inadeguata delle politiche dell'Unione europea o dei trattati è più probabile che vi si oppongano,

C.  considerando che il sondaggio 69 dell'Eurobarometro ha evidenziato che il 52% dei cittadini dell'Unione crede che l'adesione del proprio paese all'UE sia stata una scelta positiva, mentre solo il 14% è convinto del contrario,

D.  considerando che la conoscenza dell’Unione europea, delle sue politiche e del suo funzionamento, ma anche dei diritti garantiti dai trattati sarà fondamentale per il ripristino della fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee,

E.   considerando che nel 2004 è stato nominato, per la prima volta, un commissario specifico per la strategia di comunicazione, nonostante non sia stata ancora adottata una politica in materia di comunicazione a causa della mancanza di una base giuridica adeguata nei trattati,

Opinione pubblica.

1.  rammenta che i sondaggi mostrano che più sono bassi il grado di istruzione e la ricchezza dei cittadini dell'Unione, più aumenta la probabilità che essi si oppongano a un'ulteriore integrazione europea, un fatto che indica che l'ideale europeo, a dispetto di tutti gli sforzi compiuti finora, raggiunge soprattutto la fascia sociale europea colta e abbiente; considera essenziale alla realizzazione dei principi e dei valori del progetto UE un dialogo attivo tra l'Unione europea e i suoi cittadini, ma riconosce che finora esso non è stato molto efficace;

2.  deplora che, nonostante gli sforzi e le buone idee della Commissione, si sia conseguito solo un successo molto modesto nell'accrescere la conoscenza e l'interesse dei cittadini europei per le tematiche europee, cosa che è stata messa, purtroppo, in risalto dall'esito del referendum svoltosi in Irlanda;

3.  rimarca che è particolarmente importante creare rapporti di comunicazione coesi con contenuti mirati, sia tra l'UE e le regioni con caratteristiche particolari, sia tra l'UE e determinati gruppi sociali;

4.  osserva che, secondo recenti sondaggi, una vasta maggioranza di europei vuole che l'Europa si esprima con una sola voce sulle questioni di politica estera; sottolinea che una dichiarazione in tal senso è stata inserita, su richiesta dei cittadini europei, nelle raccomandazioni/lettera aperta dei partecipanti alla conferenza conclusiva dei sei progetti dei cittadini relativi al "Piano D" del 9 dicembre 2007; rileva che le 27 raccomandazioni contenute in tale lettera aperta includono anche una richiesta all'Unione di un'azione più efficace nel settore della politica e della coesione sociale, in particolare al fine di ridurre le disparità salariali e promuovere la parità tra uomini e donne e, più in generale, di accordare un'attenzione specifica alle questioni connesse alla parità, che vengono spesso trascurate; suggerisce che è quindi altresì importante riflettere su quanto viene comunicato attraverso le azioni e operare un confronto per verificare in che misura il messaggio trasmesso attraverso le azioni si discosta da quello che l'UE vuole trasmettere ai suoi cittadini;

5.       ricorda che la maggioranza delle donne ha votato "no" negli ultimi referendum sull'Unione europea: il 56 % in Francia (Eurobarometro Flash 171), il 63 % nei Paesi Bassi (idem 172) e il 56 % in Irlanda (idem 245); ritiene che tale voto negativo sia dovuto, fra l'altro, al mancato coinvolgimento delle istituzioni comunitarie nelle politiche che riguardano direttamente le donne e che sono alla base della persistente disparità fra donne e uomini, quali le politiche in materia di conciliazione della vita professionale e familiare o in materia di assistenza alle persone dipendenti;

Aspetti costituzionali e interistituzionali

6.  sottolinea la necessità di concludere rapidamente il processo di ratifica del trattato di Lisbona, che rafforzerà ulteriormente la trasparenza dell'UE e il coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali; ricorda in questo ambito le nuove opportunità che il trattato di Lisbona concederebbe alla democrazia partecipativa, in particolar modo nell'ambito dell'iniziativa dei cittadini;

7.  sottolinea la necessità di iniziative coordinate e di un'azione comune da parte di tutte le istituzioni dell'Unione europea e degli Stati membri, per dialogare con i cittadini dell'UE sulle tematiche europee; accoglie favorevolmente la summenzionata dichiarazione comune del 22 ottobre 2008 che stabilisce obiettivi chiari per il miglioramento della comunicazione nell'Unione europea da parte del Parlamento europeo, del Consiglio, della Commissione e degli Stati membri e ne prende atto; ritiene che essa potrebbe essere più ambiziosa, in quanto il Parlamento stesso aveva chiesto un accordo interistituzionale tra tutte le istituzioni sulla politica della comunicazione;

8.   ritiene che le istituzioni dell'Unione europea dovrebbero avviare ulteriori discussioni sull'Europa, e attuare immediatamente i concetti enunciati nella summenzionata dichiarazione comune, nella comunicazione della Commissione del 1 ° febbraio 2006 e nel documento di lavoro della Commissione del 3 ottobre 2007;

9.  condivide la posizione della Commissione nel considerare la democrazia partecipativa uno strumento in grado di integrare utilmente la democrazia rappresentativa; sottolinea, tuttavia, che la democrazia partecipativa non significa soltanto prestare ascolto ai cittadini, ma anche fornire loro strumenti utili per influenzare la politica europea; osserva che, per conseguire tali obiettivi, le istituzioni dovranno aprirsi maggiormente e adottare approcci in grado di consentire, ogniqualvolta si discutano questioni concernenti l'UE, l'effettiva partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni in tutte le fasi di discussione; sottolinea inoltre l'esigenza di garantire al pubblico il più ampio accesso possibile ai documenti elaborati dalle istituzioni quale condizione indispensabile per esercitare influenza;

10.  sottolinea l'importanza ed il valore del processo di consultazione quale efficace strumento per coinvolgere i cittadini, permettendo loro di fornire direttamente il loro apporto al processo politico a livello di UE; invita la Commissione ad adottare ulteriori iniziative per diffondere tempestivamente informazioni sulle future consultazioni UE attraverso i media e le altre sedi appropriate a livello nazionale, regionale e locale, ad ampliare la gamma dei pareri dei soggetti interessati sentiti nel corso delle consultazioni sulla legislazione UE e a pubblicizzare maggiormente su Internet le consultazioni sulle politiche e le iniziative dell'Unione europea in modo da garantire che tutte le parti interessate, in particolare le piccole e medie imprese e le organizzazioni locali non governative (ONG), siano coinvolte nel dibattito; sottolinea l’importanza dei rappresentanti della società civile, ad esempio le reti di professionisti e consumatori a tutti i livelli, da quello transnazionale a quello locale, che costituiscono piattaforme per uno scambio di opinioni informato sulle politiche dell'Unione europea, contribuendo in tal modo ad una migliore qualità delle normative UE; riconosce i problemi di attuazione e applicazione delle normative e incoraggia i consumatori e le imprese ad esercitare i propri diritti e ad informare le istituzioni europee dei problemi esistenti;

11. ritiene che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dovrebbero coordinare i loro sforzi di comunicazione e creare un partenariato con la società civile al fine di sfruttare le possibili sinergie; sottolinea la necessità di un coordinamento fra le istituzioni e l'opportunità di istituire rapporti fra i canali televisivi della Commissione e del Parlamento; invita la Commissione a migliorare la cooperazione e il coordinamento fra i suoi rappresentanti negli Stati membri e gli Uffici di informazione del Parlamento; chiede alle rappresentanze della Commissione e del Parlamento negli Stati membri di migliorare la cooperazione in materia di consultazione dei cittadini, condivisione con i cittadini di informazioni, conoscenze e idee sull'Unione europea, nonché possibilità per gli elettori di incontrare i deputati del Parlamento europeo eletti nei diversi paesi e funzionari dell'UE;

12. si compiace del fatto che la Commissione sostenga il ruolo del Parlamento e dei partiti politici europei e riconosce la necessità di colmare il divario esistente tra le politiche nazionali e quelle europee, specialmente durante le campagne elettorali europee;

13. invita le tre principali istituzioni a prevedere l'organizzazione di discussioni aperte comuni in grado di integrare i dibattiti aperti del Parlamento attraverso la trattazione di temi relativi ai problemi quotidiani dei consumatori rafforzando così la fiducia di questi ultimi nel mercato interno e nella protezione di cui godono; rileva che gli intergruppi del Parlamento stanno svolgendo pienamente il loro ruolo di intermediari dei cittadini, e costituiscono quindi uno strumento che collega effettivamente la sfera politica e la società civile;

14. prende atto con soddisfazione del fatto che la Commissione ha recepito molti suggerimenti precedentemente avanzati dal Parlamento, quali i forum dei cittadini in ambito sia comunitario che nazionale, un ruolo più importante da riservare alle organizzazioni della società civile e l'uso innovativo dei nuovi mezzi di comunicazione;

Aspetti locali

15. invita la Commissione a estendere il suo dialogo a tutti i livelli adattando il proprio messaggio ai vari gruppi di destinatari in base alla loro estrazione sociale; propone di rafforzare il dialogo tra l'Unione europea e i suoi cittadini fornendo ad ognuno le stesse informazioni, con modalità adeguate ai singoli gruppi di destinatari, e facilitando il dibattito con e tra cittadini informati; ritiene che le istituzioni dell'UE dovrebbero integrare nelle loro politiche le conclusioni dei dibattiti locali organizzati sotto l'egida del Piano D, nonché tenere in considerazione le aspettative che i cittadini nutrono nei confronti dell'Unione europea quando questa decide sulle nuove normative;

16. invita gli Stati membri a lanciare efficaci campagne di comunicazione sull'UE a tutti i livelli, nazionale, regionale e locale; invita la Commissione a diffondere le migliori prassi individuate nell'ambito di tali campagne e propone la creazione di un sistema di comunicazione permanente ed interattivo, tra le istituzioni dell'Unione europea ed i cittadini, mediante regolari campagne di tipo locale e regionale di matrice UE, l'aiuto dei media regionali e la partecipazione attiva della società civile, delle ONG, delle camere di commercio, dei sindacati e delle organizzazioni professionali;

17. sottolinea che la politica di coesione dell'UE rappresenta un punto fermo della solidarietà sociale e dell'integrazione europea; ritiene, pertanto, che i cittadini dovrebbero essere messi al corrente degli sforzi e degli effetti specifici delle politiche dell'Unione europea sulla loro vita quotidiana, mettendo in evidenza il contributo della UE e i benefici del progetto comune europeo; auspica in questo contesto che le autorità locali assolvano più efficacemente i propri obblighi di informazione in merito agli aiuti ricevuti dall'Unione europea; sottolinea altresì che il volontarismo dei rappresentanti eletti locali e regionali è essenziale per sviluppare la formazione e l'informazione; plaude al riguardo all'istituzione di un Erasmus per i rappresentanti eletti locali e regionali;

18. sottolinea che il coinvolgimento dei partner nella preparazione e attuazione dei programmi operativi, ai sensi dell'articolo 11 del regolamento generale sui Fondi strutturali (FSE) 2007-2013, contribuisce in maniera significativa a promuovere la politica di coesione dell'UE e ad avvicinarla ai cittadini; rileva che tali partner hanno l'opportunità unica di rendersi conto di prima mano dei problemi reali che preoccupano più profondamente i cittadini; invita pertanto la Commissione a garantire che il principio del partenariato sia correttamente applicato a livello nazionale, regionale e locale; sottolinea l'importanza per le autorità nazionali e regionali di avvalersi delle attuali possibilità finanziarie previste dal FSE, al fine di migliorare le competenze di questi partner, in particolare per quanto concerne la formazione; nota l'importante ruolo che i fondi strutturali hanno svolto nel promuovere la cooperazione transfrontaliera attraverso programmi e progetti comunitari che ha incoraggiato lo sviluppo di una cittadinanza attiva e di una democrazia partecipativa; invita la Commissione a continuare a fornire sostegno e lavorare in partenariato con tali progetti e programmi;

19. sottolinea, nel contesto delle prossime elezioni europee, l'esigenza di un'informazione a livello locale e regionale rivolta ai cittadini, in particolare ai giovani e a coloro che votano per la prima volta; in un contesto più generale, pone in evidenza l'importanza di coinvolgere i deputati al Parlamento europeo, in cooperazione con gli eletti a livello regionale e locale, nel processo di consultazione dei cittadini nelle rispettive regioni, dal momento che rappresentano la voce dell'opinione pubblica nell'UE; sostiene gli sforzi profusi dal Comitato delle regioni per rafforzare la consultazione a livello regionale e per includere in tale processo le reti regionali e i principali attori locali e regionali, onde incoraggiare un dibattito al livello di base che tenga conto delle loro opinioni e dei loro interessi;

20. insiste sulla necessità di una maggiore partecipazione dei suoi membri alla comunicazione con i cittadini dell'UE, nonché di modifiche nell'organizzazione del lavoro del Parlamento, tali da consentire che il dialogo tra i deputati e i cittadini si svolga ad un livello quanto più locale possibile; auspica che, in parallelo con le campagne dei partiti politici, i deputati al Parlamento europeo saranno strettamente coinvolti "sul terreno" nella campagna elettorale europea;

21. esorta la Commissione ad avviare campagne d'informazione su scala ridotta a livello locale con il coinvolgimento degli attori locali, a promuovere attività che consentano una migliore informazione dei cittadini riguardo ai paesi di origine degli immigrati, ma anche di informare meglio gli immigrati sui diritti e doveri connessi alla cittadinanza UE, quale modo più efficace e significativo di conseguire i citati obiettivi di comunicazione, nonché a proseguire gli sforzi compiuti nel quadro dell'Anno europeo del dialogo interculturale 2008;

Istruzione, Media e ICT, Cittadinanza attiva

22. sottolinea l'importanza di introdurre la politica e la storia europea nei programmi scolastici di ciascuno Stato membro al fine di rafforzare i valori europei nonché di sviluppare i dipartimenti di studi europei nelle università; chiede alla Commissione di fornire un sostegno finanziario per la promozione di tali progetti; invita gli Stati membri a promuovere l'istituzione di un corso sulla storia dell'integrazione europea e sul funzionamento dell'UE al fine di gettare le basi di una conoscenza europea comune;

23. sottolinea il particolare ruolo dell'educazione civica quale fattore essenziale per la promozione della cittadinanza attiva; nota l'esigenza di sostenere un modello attivo di educazione civica che offra ai giovani l'opportunità di entrare in contatto diretto con la vita politica, con i rappresentanti politici a livello nazionale, locale ed europeo, con i rappresentanti delle ONG e con le iniziative civiche; propone che la Commissione sostenga progetti pilota che promuovano un siffatto modello di educazione civica negli Stati membri;

24. raccomanda che programmi come Erasmus, Leonardo da Vinci, Grundtvig e Comenius siano promossi più efficacemente attraverso una comunicazione più diffusa e organizzata in modo da incoraggiare il maggior numero possibile di persone a prendervi parte, aumentare la partecipazione dei cittadini meno abbienti e agevolare la loro mobilità all'interno dell'Unione europea; richiama l'attenzione sul fatto che proprio questi programmi hanno un'eco molto positiva presso i giovani e danno un importante contributo al successo dell'integrazione europea;

25. accoglie positivamente la summenzionata comunicazione della Commissione del 21 dicembre 2007, che stabilisce obiettivi chiari per trasformare il sito Web Europa in un sito Web 2.0 orientato ai servizi; sollecita la Commissione a completare la costruzione del nuovo sito entro il 2009 e ritiene che il nuovo sito Web debba offrire ai cittadini un forum per condividere le loro opinioni e partecipare a sondaggi online, nel cui ambito tutte le ONG, le istituzioni pubbliche e i singoli individui possano condividere le loro esperienze di progetti di comunicazione UE; invita la Commissione a raccogliere e pubblicare in tale pagina Web le esperienze dei beneficiari delle attività finanziate nell'ambito del Piano D;

26. accoglie favorevolmente l'idea di "EU Tube", poiché con quasi 1,7 milioni di visitatori, costituisce uno strumento unico con cui comunicare le politiche dell'Unione ai giovani utenti di Internet; invita inoltre la Commissione a preparare orientamenti per campagne Internet efficienti e a condividerli con le altre istituzioni dell'UE;

27. invita la Commissione a sfruttare meglio il materiale audiovisivo disponibile su "Europa via Satellite", creando rapporti con i canali televisivi locali e i mezzi di comunicazione comunitari interessati a ricevere questo materiale per trasmetterlo, al fine di raggiungere un pubblico più vasto;

28. ritiene che la rete Europe Direct sia uno strumento importante per rispondere alle domande dei cittadini attraverso la posta elettronica o il numero telefonico gratuito da tutta l'Unione e che sarebbe opportuno pubblicizzare ulteriormente tale strumento;

29. giudica la protezione dei consumatori e il mercato interno quali settori della massima importanza per comunicare l’Europa ai consumatori e alle imprese; invita gli Stati membri a moltiplicare gli sforzi volti a comunicare i benefici del mercato unico a livello nazionale, regionale e locale; chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere e rafforzare la comunicazione e l'informazione interattiva, al fine di realizzare un dialogo efficace tra consumatori, imprese e istituzioni mediante i vari strumenti elettronici della tecnologia più recente, e di contribuire allo sviluppo del commercio elettronico;

30. chiede alla Commissione di rafforzare, potenziando le proprie risorse umane e finanziarie, gli sforzi di coordinamento nel settore della formazione e dell’informazione dei consumatori sui loro diritti e doveri; invita gli Stati membri a incrementare le risorse finanziarie e umane assegnate alla rete dei Centri europei dei consumatori, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica e garantire l'applicazione dei diritti dei consumatori e sollecita gli Stati membri, in considerazione della crisi finanziaria mondiale e dell'aumento dei livelli di indebitamento dei consumatori, ad adoperarsi per migliorare il livello di alfabetizzazione finanziaria dei consumatori stessi, in particolare per quanto riguarda i loro diritti e doveri, come pure i loro mezzi di ricorso in materia di risparmio e prestiti;

31. invita gli Stati membri ad incrementare le risorse finanziarie e umane destinate alla rete SOLVIT che consente di risolvere gratuitamente i problemi relativi all' applicazione erronea o mancata delle norme comunitarie; chiede alla Commissione di accelerare la semplificazione dei vari servizi di informazione e consulenza sul mercato unico; sostiene quindi il concetto, presentato nella sua comunicazione del 20 novembre 2007 dal titolo "Un mercato unico per l’Europa del XXI secolo" (COM (2007) 0724), di approccio integrato per la fornitura di servizi di assistenza connessi al mercato unico, attraverso la creazione di un portale unico; prende atto delle iniziative della Commissione sulla riduzione degli oneri amministrativi e su “legiferare meglio”; chiede in particolare miglioramenti per sostenere le piccole e medie imprese che rappresentano un'importante fonte di occupazione in Europa;

32.  rileva che un Anno europeo del volontariato sarebbe un'opportunità ideale per collegare ai cittadini le istituzioni dell'Unione europea; ricorda che in tutta l'UE i volontari sono oltre 100 milioni, e invita la Commissione a preparare il terreno perché il 2011 sia dichiarato "Anno europeo del volontariato" presentando non appena possibile una proposta legislativa adeguata in tal senso;

33. sottolinea l'importanza di tenere in considerazione le opinioni dei cittadini riguardo all'Europa come attore mondiale, tenendo conto, in particolare, del ruolo sempre più significativo assunto al riguardo dal Parlamento europeo; incoraggia pertanto i suoi deputati e i membri del Consiglio a partecipare alle visite dei membri della Commissione in relazione al "Piano D" in considerazione del fatto che esse svolgono una funzione di rilievo nello stabilire un contatto con i parlamenti nazionali, la società civile, i dirigenti d'impresa, i leader sindacali e le autorità locali e regionali degli Stati membri;

34. si compiace del fatto che il mondo in generale sta dimostrando un interesse sempre maggiore per il progetto europeo e che l'Unione europea e i suoi cittadini, dal canto loro, stanno acquisendo maggiore consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla condivisione della propria esperienza sopranazionale con altri paesi e regioni, in particolare con i vicini dell'Unione europea; invita pertanto la Commissione a individuare, tramite le sue delegazioni presso i paesi terzi, metodi per raggiungere i cittadini di questi paesi e informarli sulle opportunità nell'Unione europea, ad esempio per quanto concerne i programmi dei mezzi di comunicazione e altri tipi di programmi incentrati sulla cultura, l'istruzione, l'apprendimento linguistico, la mobilità o gli scambi, come Erasmus Mundus;

35. osserva che, soprattutto nel quadro dell'aumento delle presenze di cittadini di paesi terzi sul territorio dell'UE e dell'emergere di società multiculturali, cui anch'essi hanno contribuito, occorre compiere maggiori sforzi per provvedere all'integrazione degli immigrati nell'UE, assicurando loro un concreto accesso alle informazioni sulle implicazioni della cittadinanza comunitaria, ad esempio rafforzando i partenariati tra i diversi livelli di amministrazione (locale, regionale e nazionale) e i soggetti non governativi (p. es. datori di lavoro, società civile e associazioni per i migranti, media e organizzazioni non governative a sostegno dei migranti); ritiene che un'integrazione riuscita favorirà l'ulteriore sviluppo di una consapevolezza multiculturale europea basata sulla tolleranza, il dialogo e l'uguaglianza;

36.     invita la Commissione a promuovere programmi e campagne (quali "Il mondo visto dalle donne") al fine di incoraggiare le attività sociali, politiche e culturali delle donne, tenendo conto del ruolo delle donne nel dialogo intragenerazionale e ai fini della sostenibilità e prosperità della società; esorta quindi a una migliore informazione delle ragazze e delle donne in merito al concetto di cittadinanza europea e ai diritti ad essa connessi, segnatamente nelle regioni socialmente e geograficamente isolate; sottolinea che il fine di tali campagne di sensibilizzazione dovrebbe essere una migliore partecipazione delle donne nella vita politica e nel processo decisionale; sottolinea la necessità di promuovere misure volte a eliminare il divario digitale di genere affinché le donne possano beneficiare, a pari condizioni, degli strumenti di partecipazione al dialogo sull'Europa; si congratula con la Commissione per la scelta dei progetti da co-finanziare, ai sensi del Piano D, operata dalle sue rappresentanze, che includono molti progetti gestiti da organizzazioni di donne e molti progetti che coinvolgono le donne; sottolinea l'esigenza di promuovere la partecipazione dei cittadini in ambiti quali la violenza di genere o la tratta degli esseri umani, dato che in tali ambiti il coinvolgimento della società risulta indispensabile al fine di progredire nella risoluzione dei problemi; riconosce le competenze delle donne in materia di risoluzione dei problemi e dei conflitti ed esorta la Commissione a potenziare la partecipazione delle donne a task force e gruppi di lavoro dedicati a questioni di vita familiare, custodia dei bambini, istruzione, ecc.;

37.     incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, alla Commissione, al Consiglio, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Comitato delle regioni, al Comitato economico e sociale e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 378 del 27.12.2006, pag. 32.

(2)

GU C 314 E del 21.12.2006, pag. 369.

(3)

GU C 92 E del 20.4.2006, pag. 403.


MOTIVAZIONE

L'Europa è il Vecchio continente, per chi ha antenati che in passato l'hanno lasciato alla ricerca di un rifugio o di un futuro migliore. L'Europa è il continente della speranza, per coloro che vi giungono per sfuggire alla povertà o alla tirannia. L'Europa è una promessa, per gli europei che vivono nei Balcani o in Europa orientale e che credono che la futura adesione all'Unione europea li farà entrare nel gruppo dei privilegiati. Inoltre, l'Europa è l'Unione europea, l'alleanza di ventisette Stati membri, i cui cittadini raramente condividono le illusioni ottimistiche sull'UE di coloro che si trovano al suo esterno: molto più spesso, infatti, criticano, o addirittura negano i vantaggi dell'Unione. I professionisti della comunicazione dell'UE fanno tutto il possibile per diffondere le conquiste dell'integrazione europea, ma talvolta i loro sforzi somigliano più a una conferenza, che a un dialogo con i cittadini. Per questo motivo, il relatore incoraggia le istituzioni europee ad avviare un dialogo attivo con i cittadini, grazie al quale questi ultimi (i cittadini comuni, i rappresentanti delle ONG, i giornalisti e coloro che lavorano nel settore dei mezzi di comunicazione) possano dire all'UE come vorrebbero fossero comunicati i vantaggi dell'integrazione europea. Il relatore ha organizzato in Ungheria alcune conferenze con i rappresentanti delle ONG, gli attivisti ambientalisti e i giornalisti, oltre ad avere raccolto le loro e-mail di suggerimenti. Una di queste conferenze si è tenuta a Budapest, alla presenza di più di cento partecipanti attivi, mentre altre conferenze sono state organizzate a Miskolc e Békéscsaba. Il tempo e i mezzi a disposizione del relatore non gli hanno consentito di organizzare tali conferenze in altri Stati membri, anche se in futuro sarebbe opportuno procedere in tal senso.

I soggetti coinvolti nelle questioni europee, oppure coloro che le studiano, di solito conoscono e comprendono il significato dell'integrazione europea. Tuttavia, i sondaggi di Eurobarometro mostrano che i cittadini meno istruiti e meno abbienti sono i più propensi a opporsi a un'ulteriore integrazione europea. L'ideale europeo raggiunge soprattutto la fascia istruita e abbiente della società europea. I cittadini meno istruiti e meno abbienti ottengono scarse informazioni sulle politiche europee e tali notizie, inoltre, si rivolgono principalmente gli studenti e i giovani professionisti. Per questo motivo, il relatore sollecita la Commissione a estendere il dialogo a nuovi gruppi obiettivo, attraverso la definizione di piani di comunicazione non elitari, che coinvolgano negli affari dell'UE le persone che vivono nelle cittadine e nei paesi, la classe operaia e i pensionati. Non basta disporre di piani di comunicazione pensati esclusivamente per le élite e per gli studenti: anche le persone che vivono in campagna, i "colletti blu" e i pensionati dovrebbero essere un obiettivo della comunicazione.

La televisione costituisce uno degli strumenti più importanti per raggiungere i cittadini comuni. Pertanto, il relatore invita la Commissione a mettere a disposizione del pubblico programmi televisivi in tutte e 23 le lingue ufficiali dell'UE incentrati sulle questioni europee, attraverso contratti di servizi che garantiscano la piena indipendenza editoriale. Ciò contribuirebbe ad aumentare la percentuale di notizie sull'UE trasmesse dai mezzi di comunicazione, attualmente del 10% negli Stati membri, una cifra inferiore persino alla percentuale di notizie relative agli USA. Dato che i giornalisti europei non sono peggiori, né meno talentuosi di quelli americani, un canale televisivo come Euronews dovrebbe raggiungere un'influenza, standard professionali e una popolarità analoghi a quelli della CNN. È inoltre inaccettabile che Euronews (un progetto cofinanziato dell'UE) non trasmetta in tutte le lingue ufficiali degli Stati membri. La Commissione dovrebbe trovare fonti di finanziamento a tale scopo. Inoltre, Euronews dovrebbe rendersi conto (e mostrare nei suoi programmi) che l'Europa non è costituita soltanto da alcuni grandi paesi occidentali: anche la Finlandia, l'Ungheria o la Bulgaria fanno parte dell'Europa comune.

Le persone giovani e istruite possono essere raggiunte, nella maggior parte dei casi, attraverso Internet. La comunicazione "Comunicare l'Europa via Internet – Coinvolgere i cittadini" definisce obiettivi chiari per trasformare il sito Web Europa in un sito Web 2.0 orientato ai servizi, che dia l'opportunità di ottenere un feedback sulle opinioni dei cittadini e consenta un dialogo attivo. Il nuovo sito dovrebbe essere inaugurato prima delle elezioni del Parlamento europeo del 2009, per poter informare efficacemente i cittadini in merito alle questioni europee. EUtube costituisce anch'esso un progetto interessante, anche se ha meno di 8000 iscritti e un numero relativamente basso di visite rispetto ai programmi di Youtube. Pertanto deve essere migliorato per aumentare il numero di visitatori.

L'Europa ha una storia comune, che però viene insegnata e compresa in modi diversi negli Stati membri, tanto da registrare addirittura differenze di carattere regionale. Pertanto il relatore propone di definire un piano di studi europeo di un anno, incentrato sulla storia dell'Europa dopo il 1945, da insegnare nelle scuole superiori e sviluppato in modo consensuale tra gli esperti degli Stati membri nelle 23 lingue ufficiali. Esso dovrebbe inoltre trattare la storia e il funzionamento dell'Unione europea, compresi i diritti dei cittadini. Tale piano di studi potrebbe essere adottato volontariamente negli Stati membri, al fine di costruire la base di una conoscenza europea comune nelle scuole superiori. Il relatore accoglie favorevolmente l'idea di inaugurare un museo della storia europea a Bruxelles, nelle vicinanze della sede del Parlamento europeo. Il relatore è inoltre favorevole all'idea lanciata da un professore ungherese, che propone l'istituzione una European Open University (università europea a distanza), gratuita e aperta a tutti i cittadini europei, indipendentemente dalla loro nazionalità, età e titolo di studio. Il piano di studi completo della European Open University tratterebbe la storia, gli obiettivi, le istituzioni, le politiche e il futuro possibile dell'Unione europea. La sede di tale università potrebbe essere istituita negli edifici di istituti scolastici esistenti, in cooperazione con la Commissione e rappresenterebbe uno dei mezzi per mettere in pratica la recente dichiarazione "Insieme per comunicare l'Europa". Tuttavia, dovrebbe utilizzare le tecnologie più avanzate, come i vari strumenti di apprendimento attraverso le tecnologie dell'informazione e i Webinar, per raggiungere il pubblico più vasto possibile e consentire a chiunque lo desideri di partecipare alle lezioni.

Pochi cittadini europei conoscono gli obiettivi comuni e i diversi punti di vista dei partiti politici europei. Se le differenze politiche tra i partiti europei avessero visibilità, ciò potrebbe aiutare i cittadini europei a identificarsi con i vari modi di concepire il futuro dell'Europa. Pertanto, il relatore propone che tutti i partiti europei annuncino il proprio manifesto politico per le elezioni del Parlamento europeo del 2009, sia in forma estesa che sintetica, per raggiungere le varie fasce della società.


PARERE della commissione per gli affari costituzionalI (*)  (26.1.2009)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Relatore per parere (*): Sylvia-Yvonne Kaufmann

(*) Commissione associata - articolo 47 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore la Comunicazione della Commissione sulla valorizzazione dell'esperienza dal Piano D, che sottolinea l'importanza della comunicazione interattiva con i cittadini europei;

2.  invita la Commissione a coinvolgere nel dialogo ampi gruppi di destinatari elaborando piani di comunicazione in grado di rendere partecipi delle questioni comunitarie anche abitanti di piccoli insediamenti e persone appartenenti a varie fasce di età e i cui standard di vita differiscono; propone l'adozione di un approccio in due fasi per rafforzare il dialogo fra l'Unione europea e i suoi cittadini, in primo luogo fornendo informazioni e successivamente agevolando le discussioni con e fra i cittadini informati;

3.  prende atto con soddisfazione del fatto che la Commissione ha recepito molti suggerimenti precedentemente avanzati dal Parlamento, quali i forum dei cittadini in ambito sia comunitario che nazionale, il ruolo più importante da riservare alle organizzazioni della società civile e l'uso innovativo dei nuovi mezzi di comunicazione;

4.  deplora che, nonostante gli sforzi e le buone idee della Commissione, si sia conseguito solo un successo molto modesto nell'accrescere la conoscenza e l'interesse dei cittadini europei per le tematiche europee, cosa che è stata messa, purtroppo, in risalto dall'esito del referendum svoltosi in Irlanda;

5   condivide la posizione della Commissione nel considerare la democrazia partecipativa uno strumento in grado di integrare utilmente la democrazia rappresentativa; sottolinea, tuttavia, che la democrazia partecipativa non significa soltanto prestare ascolto ai cittadini, bensì fornire loro strumenti utili per influenzare la politica europea;

6.  osserva che, per conseguire gli obiettivi summenzionati, le istituzioni dovranno aprirsi maggiormente e adottare approcci in grado di consentire, ogniqualvolta si discutano questioni comunitarie, l'effettiva partecipazione dei cittadini e delle loro organizzazioni in tutte le fasi di discussione; sottolinea inoltre l'esigenza di garantire al pubblico il più ampio accesso possibile ai documenti elaborati dalle istituzioni quale condizione indispensabile per esercitare influenza;

7.  ricorda le nuove opportunità che il Trattato di Lisbona concederebbe alla democrazia partecipativa, in particolar modo nell'ambito dell'iniziativa dei cittadini;

8.  si compiace del fatto che la Commissione sostenga il ruolo del Parlamento e dei partiti politici europei e riconosce la necessità di colmare il divario esistente tra le politiche nazionali e quelle comunitarie, specialmente durante le campagne elettorali per le europee;

9.  sottolinea la necessità di iniziative coordinate e di un'azione comune, da parte di tutte le istituzioni dell'Unione europea e degli Stati membri, nel dialogare con i cittadini europei sulle tematiche comunitarie; prende atto con soddisfazione della dichiarazione politica congiunta sulla comunicazione, approvata nel mese di ottobre; ricorda tuttavia che il Parlamento ha chiesto un accordo interistituzionale fra tutte le istituzioni sulla politica in materia di comunicazione;

10. sottolinea il particolare ruolo dell'educazione civica quale fattore essenziale per la promozione della cittadinanza attiva; osserva l'esigenza di sostenere un modello attivo di educazione civica che offra ai giovani l'opportunità di entrare in contatto diretto con la vita politica, con i rappresentanti politici a livello nazionale, locale ed europeo, con i rappresentanti delle ONG e con le iniziative civiche; propone che la Commissione sostenga progetti pilota che promuovano un siffatto modello di educazione civica negli Stati membri;

11. invita la Commissione a migliorare la cooperazione e il coordinamento fra le sue rappresentanze negli Stati membri e gli Uffici di informazione del Parlamento europeo.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.1.2009

Esito della votazione finale

+ :

– :

0 :

17 3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Enrique Barón Crespo, Richard Corbett, Jean-Luc Dehaene, Andrew Duff, Anneli Jäätteenmäki, Aurelio Juri, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Timothy Kirkhope, Jo Leinen, Íñigo Méndez de Vigo, Ashley Mote, Adrian Severin, József Szájer, Riccardo Ventre, Andrzej Wielowieyski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Costas Botopoulos, Panayiotis Demetriou, Roger Helmer, Klaus-Heiner Lehne, Gérard Onesta, Sirpa Pietikäinen, Kathy Sinnott, Mauro Zani


PARERE della commissione per gli affari esteri (12.2.2009)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Relatrice per parere: Maria Badia i Cutchet

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore la dichiarazione comune intitolata "Insieme per comunicare l'Europa", firmata il 22 ottobre 2008, che stabilisce obiettivi chiari per un miglioramento della comunicazione europea da parte del Parlamento europeo, del Consiglio, della Commissione e degli Stati membri nell'ottica di stabilire un contatto con i cittadini europei;

2.  osserva che, secondo recenti sondaggi, una vasta maggioranza di europei vuole che l'Europa si esprima con una sola voce sulle questioni di politica estera; sottolinea che una dichiarazione in tal senso è stata inserita, su richiesta dei cittadini europei, nelle raccomandazioni/lettera aperta dei partecipanti alla conferenza conclusiva dei sei progetti dei cittadini relativi al "Piano D" del 9 dicembre 2007(1);

3. sottolinea l'importanza di tenere in considerazione le opinioni dei cittadini riguardo all'Europa come attore mondiale, tenendo conto, in particolare, del ruolo sempre più significativo assunto al riguardo dal Parlamento europeo; incoraggia pertanto i deputati del PE e i membri del Consiglio a partecipare alle visite dei membri della Commissione relative al "Piano D" in considerazione del fatto che esse svolgono una funzione di rilievo nello stabilire un contatto con i parlamenti nazionali, la società civile, i dirigenti, i leader sindacali e le autorità locali e regionali degli Stati membri; chiede alla Commissione e alle rappresentanze del Parlamento europeo negli Stati membri di migliorare la cooperazione in materia di consultazione dei cittadini, condivisione di informazioni, conoscenze e idee sull'Unione europea, nonché possibilità per gli elettori di incontrare i deputati del Parlamento europeo eletti nei diversi paesi e i funzionari dell'UE;

4. incoraggia pertanto la Commissione a esaminare la possibilità di introdurre, entro un periodo compreso tra quattro e sei anni, un meccanismo organizzato su base regolare per la consultazione generale dei cittadini dell'Unione europea su questioni fondamentali connesse alle attività dell'UE, in modo da avvicinare maggiormente l'Europa ai suoi cittadini;

5. si compiace del fatto che il mondo in generale sta dimostrando un interesse sempre maggiore per il progetto europeo e che l'Unione europea e i suoi cittadini, dal canto loro, stanno acquisendo maggiore consapevolezza dei vantaggi derivanti dalla condivisione della propria esperienza sopranazionale con altri paesi e regioni, in particolare con i vicini dell'Unione europea; invita pertanto la Commissione a individuare, tramite le sue delegazioni presso i paesi terzi, metodi per raggiungere i cittadini di questi paesi e informarli sulle opportunità nell'Unione europea, ad esempio attraverso programmi realizzati mediante i mezzi di comunicazione e altri tipi di programmi incentrati sulla cultura, l'istruzione, l'apprendimento linguistico, la mobilità o gli scambi, come Erasmus Mundus;

6. sottolinea l'importanza di introdurre la politica e la storia europea nei programmi scolastici di ciascuno Stato membro al fine di rafforzare i valori europei nonché di sviluppare i dipartimenti di studi europei nelle università; chiede alla Commissione di fornire un sostegno finanziario per la promozione di tali progetti;

7. chiede alla Commissione di fornire un sostegno finanziario ai progetti volti a promuovere le idee dell'Unione europea; ritiene che tali programmi andrebbero destinati a studenti delle scuole superiori e dell'università che possano coinvolgere le comunità locali (villaggi e piccoli centri) e accrescere la familiarità della popolazione locale con i valori delle Comunità europee;

8. osserva che, soprattutto nel quadro dell'aumento delle presenze di cittadini di paesi terzi sul territorio dell'UE e dell'emergere di società multiculturali, cui anch'essi hanno contribuito, occorre compiere maggiori sforzi per provvedere all'integrazione degli immigrati nell'UE, assicurando loro un concreto accesso alle informazioni sulle implicazioni della cittadinanza comunitaria, ad esempio rafforzando i partenariati tra i diversi livelli di amministrazione (locale, regionale e nazionale) e i soggetti non governativi (p. es. datori di lavoro, società civile, associazioni per i migranti, media e organizzazioni non governative a sostegno dei migranti); ritiene che un'integrazione riuscita favorirà l'ulteriore sviluppo di una consapevolezza multiculturale europea basata sulla tolleranza, il dialogo e l'uguaglianza;

9. esorta la Commissione ad avviare campagne d'informazione su scala ridotta a livello locale con il coinvolgimento dei soggetti locali, a promuovere attività che consentano una migliore informazione dei cittadini riguardo ai paesi di origine degli immigrati, ma anche di informare meglio gli immigrati sui loro diritti e doveri in quanto cittadini europei, quale modo più efficace e utile di conseguire i citati obiettivi di comunicazione nonché a proseguire gli sforzi compiuti nel quadro dell'Anno europeo del dialogo interculturale 2008.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

64

7

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Sir Robert Atkins, Angelika Beer, Bastiaan Belder, André Brie, Colm Burke, Véronique De Keyser, Giorgos Dimitrakopoulos, Michael Gahler, Jas Gawronski, Georgios Georgiou, Alfred Gomolka, Richard Howitt, Jana Hybášková, Anna Ibrisagic, Ioannis Kasoulides, Metin Kazak, Maria Eleni Koppa, Helmut Kuhne, Joost Lagendijk, Willy Meyer Pleite, Francisco José Millán Mon, Pasqualina Napoletano, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Raimon Obiols i Germà, Vural Öger, Janusz Onyszkiewicz, Ria Oomen-Ruijten, Ioan Mircea Paşcu, João de Deus Pinheiro, Hubert Pirker, Samuli Pohjamo, Pierre Pribetich, Raül Romeva i Rueda, Libor Rouček, Christian Rovsing, Flaviu Călin Rus, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Jacek Saryusz-Wolski, György Schöpflin, Marek Siwiec, Hannes Swoboda, Konrad Szymański, Charles Tannock, Inese Vaidere, Kristian Vigenin, Andrzej Wielowieyski, Jan Marinus Wiersma, Zbigniew Zaleski, Josef Zieleniec

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexandra Dobolyi, Árpád Duka-Zólyomi, James Elles, Martí Grau i Segú, Milan Horáček, Aurelio Juri, Evgeni Kirilov, Alexander Graf Lambsdorff, Marios Matsakis, Yiannakis Matsis, Erik Meijer, Nickolay Mladenov, Alexandru Nazare, Doris Pack, Athanasios Pafilis, Rihards Pīks, Jean Spautz

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Emine Bozkurt, Ioannis Gklavakis, José Albino Silva Peneda, Antonios Trakatellis, Nikolaos Vakalis

(1)

Cfr.: punto 17: "In un mondo globalizzato, è logico che l'Unione europea assuma responsabilità maggiori di quelle che ha oggi nei campi dell'azione militare, dell'aiuto estero e delle relazioni diplomatiche. L'Unione europea deve poter parlare con una sola voce sulla scena mondiale per difendere i propri valori."


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (23.1.2009)

destinato alla commissione per la cultura e l’istruzione

sul dialogo attivo con i cittadini sull’Europa

(2008/2224(INI))

Relatore: Magor Imre Csibi

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per la cultura e l’istruzione, competente nel merito, a introdurre i seguenti suggerimenti nella propria proposta di risoluzione:

1. giudica la protezione dei consumatori e il mercato interno quali settori della massima importanza per comunicare l’Europa ai consumatori e alle imprese; invita gli Stati membri a moltiplicare gli sforzi volti a comunicare i benefici del mercato unico a livello nazionale, regionale e locale; chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere e rafforzare la comunicazione interattiva e l'informazione, ai fini di un dialogo efficace tra consumatori, imprese e istituzioni mediante i vari strumenti elettronici della tecnologia più recente, e di contribuire allo sviluppo del commercio elettronico;

2. accoglie con favore la comunicazione della Commissione del 2 aprile 2008, dal titolo"Debate Europe"— Valorizzare l'esperienza del Piano D per la democrazia, il dialogo e il dibattito (COM(2008)0158) in quanto iniziativa utile in vista del recupero della fiducia dei cittadini nel progetto comune europeo dopo i risultati negativi degli ultimi referendum; chiede la definizione di un efficace quadro di comunicazione tra la società civile e l'Unione europea che conferisca ai cittadini un ruolo attivo nell'ambito delle questioni comunitarie; ritiene essenziale che i deputati al Parlamento europeo, i membri della Commissione e i funzionari delle istituzioni comunitarie abbiano la possibilità di viaggiare attraverso l'Unione europea per dialogare con i cittadini di tutti gli Stati membri, comprendere meglio la situazione in cui si trovano e spiegare loro i progetti legislativi in corso;

3. invita la Commissione ad ampliare la gamma delle opinioni dei soggetti interessati coinvolti nelle consultazioni sulle normative comunitarie; sottolinea a tale proposito l’importanza dei rappresentanti della società civile, ad esempio le reti di professionisti e consumatori a tutti i livelli, da quello transnazionale a quello locale, che costituiscono piattaforme per uno scambio di opinioni informato sulle politiche comunitarie, contribuendo in tal modo a migliorare la qualità delle normative comunitarie; riconosce i problemi di attuazione e applicazione delle normative e incoraggia i consumatori e le imprese ad esercitare i propri diritti e ad informare le istituzioni europee dei problemi che riscontrano;

4. invita gli Stati membri ad incrementare le risorse finanziarie e umane destinate alla rete SOLVIT che consente di risolvere gratuitamente i problemi relativi alla mancata applicazione o all'attuazione lacunosa delle norme comunitarie; chiede alla Commissione di accelerare la semplificazione dei vari servizi di informazione e consulenza sul mercato unico; sostiene quindi il concetto, presentato nella sua comunicazione del 20 novembre 2007 dal titolo "Un mercato unico per l’Europa del XXI secolo" (COM (2007) 0724), di approccio integrato per la fornitura di servizi di assistenza connessi al mercato unico, attraverso la creazione di un portale unico;

5. chiede alla Commissione di rafforzare, potenziando le proprie risorse umane e finanziarie, gli sforzi di coordinamento nel settore della formazione e dell’informazione dei consumatori sui loro diritti e doveri; invita gli Stati membri a potenziare le risorse umane e finanziarie destinate ala rete dei centri europei dei consumatori per promuovere la consapevolezza e garantire il rispetto dei diritti dei consumatori europei;

6. sollecita gli Stati membri, alla luce della crisi finanziaria globale e dell’incremento dell’indebitamento dei consumatori, a profondere sforzi volti a migliorare l’alfabetizzazione finanziaria dei consumatori, particolarmente in merito ai loro diritti e doveri, nonché sui mezzi di difendere risparmi e prestiti;

7. invita le tre grandi istituzioni a prevedere l'organizzazione di discussioni aperte comuni in grado di integrare le discussioni parlamentari attraverso la trattazione di temi relativi ai problemi quotidiani dei consumatori e quindi di rafforzare la fiducia di questi ultimi nel mercato interno e nella protezione di cui godono;

8. prende nota delle iniziative della Commissione sulla riduzione degli oneri amministrativi e sul “legiferare meglio”; chiede in particolare miglioramenti per sostenere le piccole e medie imprese che rappresentano un'importante fonte di occupazione per l'Europa;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.1.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Cristian Silviu Buşoi, Charlotte Cederschiöld, Janelly Fourtou, Evelyne Gebhardt, Martí Grau i Segú, Malcolm Harbour, Iliana Malinova Iotova, Kurt Lechner, Toine Manders, Nickolay Mladenov, Catherine Neris, Zita Pleštinská, Karin Riis-Jørgensen, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Leopold Józef Rutowicz, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Eva-Britt Svensson, Marianne Thyssen, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Emmanouil Angelakas, Wolfgang Bulfon, Colm Burke, Giovanna Corda, Joel Hasse Ferreira, Olle Schmidt

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Michel Teychenné


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (13.2.2009)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Relatore per parere: Emmanouil Angelakas

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che le regioni siano i centri più idonei alla promozione dell'ideale europeo e che le autorità locali e regionali, in quanto soggetti che osservano da vicino la vita quotidiana della cittadinanza, siano gli organismi più competenti a promuovere il dialogo con i cittadini; a tale proposito, esprime soddisfazione rispetto all'avvenuta adozione, da parte dell'UE, di misure atte a decentralizzare la politica in materia di comunicazione;

2.   auspica che le autorità locali assolvano più efficacemente i propri obblighi di informazione in merito agli aiuti ricevuti dall'Unione europea; sottolinea altresì che il volontarismo dei rappresentanti eletti locali e regionali è essenziale per sviluppare la formazione e l'informazione; plaude al riguardo all'istituzione di un Erasmus per i rappresentanti eletti locali e regionali;

3.  sottolinea che la politica comunitaria di coesione rappresenta una delle basi della solidarietà sociale e dell'integrazione europea; ritiene pertanto necessario rendere i cittadini partecipi delle iniziative e delle ripercussioni specifiche della politica comunitaria sulla loro vita quotidiana, ponendo in rilievo il contributo dell'UE e i vantaggi derivanti dal progetto comune europeo;

4.   sottolinea che il coinvolgimento dei partner nella preparazione e nell'attuazione dei programmi operativi, a norma dell'articolo 11 del regolamento generale sui Fondi strutturali 2007-2013, contribuisce notevolmente a promuovere la politica di coesione dell'UE e ad avvicinarla ai cittadini; evidenzia che tali partner sono nella migliore posizione per acquisire informazioni di prima mano sui reali problemi che stanno a cuore ai cittadini; sollecita pertanto la Commissione a garantire che il principio di partenariato sia correttamente applicato a livello nazionale, regionale e locale; sottolinea l'importanza per le autorità nazionali e regionali di sfruttare le possibilità di finanziamento attualmente offerte dal FSE al fine di potenziare le competenze di tali partner, in particolare per quanto riguarda la formazione;

5.  sostiene gli sforzi profusi dal Comitato delle regioni per rafforzare la consultazione a livello regionale e per includere in tale processo le reti regionali e i principali attori locali e regionali, onde incoraggiare un dibattito quanto più prossimo ai cittadini, che tenga conto delle loro opinioni e dei loro interessi;

6.  propone la creazione di un sistema permanente di comunicazione interattiva tra le istituzioni europee e i cittadini, che permetta all'Unione europea di organizzare frequenti campagne locali e regionali, con l'aiuto dei media regionali e la partecipazione attiva della società civile, delle ONG, delle camere di commercio, dei sindacati e delle organizzazioni professionali;

7.  sottolinea, nel contesto delle prossime elezioni europee, l'esigenza di un'informazione a livello locale e regionale rivolta ai cittadini, in particolare ai giovani e soprattutto a coloro che votano per la prima volta; in un contesto più generale, pone in evidenza l'importanza di coinvolgere i deputati al Parlamento europeo nel processo di consultazione dei cittadini nelle rispettive regioni, in collaborazione con i rappresentanti eletti locali e regionali, dal momento che i membri del PE sono la voce dei cittadini nell'UE;

8.   sottolinea l'importanza e il valore del processo di consultazione come strumento efficace per conferire potere ai cittadini, consentendo loro di fornire direttamente il proprio apporto al processo politico a livello UE; invita la Commissione a varare ulteriori iniziative per divulgare tempestivamente informazioni in merito alle future consultazioni UE, attraverso i mass media e altre sedi idonee a livello nazionale, regionale e locale;

9.   auspica che parallelamente alle campagne dei partiti politici, i deputati europei siano strettamente associati "sul campo" alla campagna istituzionale dell'Unione;

10. rimarca che è particolarmente importante creare rapporti di comunicazione coesi con contenuti mirati, sia tra l'UE e le regioni con caratteristiche particolari sia tra l'UE e determinati gruppi sociali;

11.  osserva che un Anno europeo del volontariato sarebbe per le istituzioni UE l'occasione ideale per instaurare un dialogo con i cittadini; rileva che nell'UE i volontari sono oltre 100 milioni ed invita la Commissione a preparare il terreno alla proclamazione del 2011 come Anno europeo, presentando il più presto possibile opportune proposte legislative;

12.  nota il significativo ruolo di stimolo che i Fondi strutturali hanno svolto per la cooperazione transfrontaliera attraverso progetti e programmi comunitari; rileva che ciò ha incoraggiato lo sviluppo della cittadinanza attiva e la democrazia partecipativa; invita la Commissione a continuare a sostenere tali progetti e programmi operando in regime di partenariato;

13. appoggia l'idea di creare una European Open University (EOU), ossia un'università europea a distanza, che abbia forti legami con le regioni degli Stati membri, con l'obiettivo di facilitare la formazione, l'informazione, la comunicazione, l'interattività e i collegamenti tra tutti i cittadini, in particolare i giovani di ogni regione.

14. sottolinea che gli intergruppi del Parlamento europeo assolvono pienamente il loro ruolo di intermediari dei cittadini, ossia di autentico strumento di collegamento fra il mondo politico e la società civile.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

12.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Emmanouil Angelakas, Stavros Arnaoutakis, Elspeth Attwooll, Rolf Berend, Victor Boştinaru, Wolfgang Bulfon, Giorgio Carollo, Bairbre de Brún, Gerardo Galeote, Iratxe García Pérez, Monica Giuntini, Ambroise Guellec, Pedro Guerreiro, Gábor Harangozó, Mieczysław Edmund Janowski, Gisela Kallenbach, Evgeni Kirilov, Miloš Koterec, Constanze Angela Krehl, Florencio Luque Aguilar, Jamila Madeira, Iosif Matula, Miroslav Mikolášik, Lambert van Nistelrooij, Jan Olbrycht, Maria Petre, Markus Pieper, Giovanni Robusti, Wojciech Roszkowski, Bernard Soulage, Catherine Stihler, Margie Sudre, Oldřich Vlasák

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Emanuel Jardim Fernandes, Stanisław Jałowiecki, Zita Pleštinská, Samuli Pohjamo, Christa Prets, Flaviu Călin Rus, Richard Seeber, László Surján, Iuliu Winkler

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Sepp Kusstatscher, Toine Manders


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (20.1.2009)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Relatrice per parere: Claire Gibault

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che i cittadini, sebbene siano sempre meglio informati, sono ancora troppo spesso trascurati dalle strutture politiche, in particolare nell’ambito delle azioni condotte dall’Unione europea e all’interno del suo territorio,

1.   ricorda che la maggioranza delle donne ha votato "no" negli ultimi referendum sull'Unione europea: il 56 % in Francia (Eurobarometro Flash 171), il 63 % nei Paesi Bassi (idem 172) e il 56 % in Irlanda (idem 245); ritiene che tale voto negativo sia dovuto, fra l'altro, al debole coinvolgimento delle istituzioni comunitarie nelle politiche che concernono direttamente le donne e che sono alla base della persistente disuguaglianza fra donne e uomini, quali le politiche in materia di conciliazione della vita professionale e familiare o in materia di assistenza alle persone dipendenti;

2.   sottolinea che le 27 raccomandazioni raccolte nella lettera aperta dei partecipanti alla conferenza conclusiva sui sei progetti dei cittadini del Piano D, intitolata “Il futuro dell'Europa - L'agenda dei cittadini”, chiedono all’Unione di agire con maggiore efficacia nei settori della politica sociale e della coesione sociale, in particolare per combattere gli scarti salariali e promuovere la parità fra uomini e donne e, più in generale, di prestare particolare attenzione a questi temi relativi alla parità che rimangono spesso trascurati;

3.   richiede un'analisi esaustiva in merito alla partecipazione delle donne nei processi decisionali in tutta l'Unione, al fine di riconoscere e promuovere il loro ruolo quale fattore di coesione sociale;

4.   insiste sul ruolo delle donne all’interno dell’Unione e incoraggia le istituzioni europee a porre in essere, in cooperazione con gli Stati membri, dispositivi durevoli che tengano conto delle relazioni sociali e delle disparità tra uomini e donne in tutte le politiche pubbliche;

5.    esorta a fornire una migliore informazione alle ragazze e alle donne in merito al concetto di cittadinanza europea e ai diritti ad essa connessi, segnatamente nelle regioni socialmente e geograficamente isolate; sottolinea che tali campagne di sensibilizzazione devono mirare a una migliore partecipazione delle donne alla vita politica e al processo decisionale;

6.   si congratula con la Commissione per la scelta dei progetti cofinanziati operata, nel quadro del piano D, dalle sue rappresentanze e del fatto che tali progetti, oltre a coinvolgere un elevato numero di organizzazioni femminili, comprendano numerose azioni relative alle donne;

7.   chiede alla Commissione di promuovere programmi e campagne (quali "Il mondo visto dalle donne") al fine di incoraggiare le attività sociali, politiche e culturali delle donne, tenendo conto del loro ruolo per il dialogo intergenerazionale e la sostenibilità e prosperità della società;

8.   incoraggia le istituzioni europee a sviluppare politiche economiche e sociali che rispondano alle aspettative e alle esigenze dei cittadini degli Stati membri, piuttosto che campagne di comunicazione e marketing; in questo ambito, ad esempio, sostiene le proposte della Commissione in materia di congedo parentale intese a rafforzare il principio di conciliazione tra vita professionale e familiare, consentendo così agli europei di avere tanti figli quanti desiderano, e a fornire quindi una risposta al deficit demografico, che rappresenta per il nostro continente una minaccia economica e sociale;

9.   riconosce le competenze delle donne in materia di risoluzione dei problemi e dei conflitti ed esorta la Commissione a potenziare la partecipazione delle donne a task force e gruppi di lavoro dedicati alla vita familiare, la custodia dei bambini, l'istruzione, ecc.;

10. ribadisce l'esigenza di promuovere la partecipazione dei cittadini in ambiti quali la violenza di genere o la tratta degli esseri umani, dato che in tali ambiti il coinvolgimento della società risulta indispensabile per ottenere progressi nella risoluzione dei problemi;

11. sottolinea la necessità di promuovere misure volte a eliminare il divario digitale di genere affinché le donne possano beneficiare, a parità di condizioni, degli strumenti di partecipazione al dialogo sull'Europa.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.1.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Edit Bauer, Emine Bozkurt, Hiltrud Breyer, Edite Estrela, Ilda Figueiredo, Claire Gibault, Lívia Járóka, Urszula Krupa, Roselyne Lefrançois, Siiri Oviir, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Eva-Britt Svensson, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gabriela Creţu, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Maria Petre


PARERE della commissione per le petizioni (11.2.2009)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul dialogo attivo con i cittadini sull'Europa

(2008/2224(INI))

Relatrice per parere: Kathy Sinnott

SUGGERIMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che la conoscenza dell’Unione europea, delle sue politiche e del suo funzionamento, nonché dei diritti garantiti dai trattati sarà fondamentale per il ripristino della fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee,

B.   considerando che un’Unione europea democratica e trasparente dipende dal progresso del dialogo tra i cittadini e le istituzioni europee, tra cui il PE, ma anche da una discussione ininterrotta sull’Europa a livello sia europeo che nazionale e locale,

1.   considera essenziale alla realizzazione dei principi e dei valori del progetto UE un dialogo attivo tra l'Unione europea e i suoi cittadini, ma riconosce che finora esso non è stato molto efficace;

2.   ritiene che presupposto fondamentale per un dialogo efficace sia un sistema di comunicazione bilaterale, per cui la voce dei cittadini sia ascoltata e le loro preoccupazioni ricevano risposte pertinenti;

3.   suggerisce che è altresì importante riflettere su quanto viene comunicato attraverso le azioni e operare un confronto per verificare in che misura il messaggio trasmesso attraverso le azioni si discosta da quello che l'UE vuole diffondere ai cittadini;

4.   considerando che, secondo l'Eurobarometro, l'85% degli adulti è consapevole di avere il diritto di presentare petizioni alla Commissione, al Mediatore oppure al Parlamento europeo, nelle 23 lingue ufficiali; ritiene che le petizioni presentate dai cittadini e l'attività della commissione per le petizioni siano modalità fondamentali della comunicazione diretta dell'UE con i suoi cittadini; precisa che il dato si riflette nel rapido aumento del numero delle petizioni presentate dai cittadini e ritiene che in futuro esse cresceranno ancor più in numero e importanza;

5.   ricorda che il diritto di petizione al Parlamento europeo è uno strumento democratico essenziale che l’Unione europea fornisce ai suoi cittadini per difendere i loro diritti, e che l’efficacia e l'incoraggiamento del suo utilizzo devono far parte delle priorità di una politica comune della comunicazione;

6.   ricorda che il Parlamento, mediante la commissione per le petizioni, riceve direttamente dai cittadini ricorsi contro la violazione da parte delle autorità nazionali dei diritti sanciti dai trattati e dal diritto derivato; suggerisce pertanto che l'UE dovrebbe trasmettere un messaggio proattivo ai propri cittadini, sottolineando l'importanza dell'attività svolta dalla commissione per le petizioni;

7.   propone, a tal fine, che siano destinate maggiori risorse alla già oberata segreteria della commissione per le petizioni, affinché le azioni, ovvero la gestione delle petizioni sia svolta in modo efficiente, efficace e tempestivo, affinché possa essere trasmesso un chiaro messaggio riguardo all'Europa e, attraverso l'azione, possa essere migliorata la comunicazione;

8.   accoglie favorevolmente la diffusione via Internet dei lavori della commissione per le petizioni reputandola uno sviluppo positivo e adeguato che rafforzerà i contatti, la comprensione e la trasparenza della comunicazione e, con tutta probabilità, determinerà una maggiore partecipazione dei cittadini nel progetto UE, come messo in evidenza dall'aumento negli anni dell'afflusso di petizioni; ritiene che questa prospettiva sia un'ulteriore conferma della necessità di assegnare risorse umane supplementari alla commissione per le petizioni;

9.   raccomanda un miglioramento della gestione delle petizioni, incoraggiando con forza, fin dalle prime fasi di tale procedura, una cooperazione istituzionalizzata con i rappresentanti ufficiali degli Stati membri, ove stimato necessario dalla commissione per le petizioni;

10. raccomanda che la commissione per le petizioni migliori ulteriormente la comunicazione con i cittadini incoraggiando con forza i rappresentanti dei governi degli Stati membri a partecipare, ove opportuno, ai lavori della commissione, nello specifico alle attività che vertono su petizioni concernenti un particolare Stato membro;

11. riconosce la grande attenzione riservata a tutte le petizioni da parte della commissione per le petizioni, raccomandando tuttavia una risposta maggiormente proattiva alle petizioni valide attraverso il coinvolgimento della commissione in tutte le fasi della relativa procedura sino alla sua conclusione; ritiene che un seguito sistematico ed esaustivo come quello proposto innalzerebbe il profilo di questa modalità di comunicazione e accrescerebbe la comunicazione attraverso l'azione;

12. insiste sulla necessità di un maggiore impegno dei deputati al PE e delle strutture di tale istituzione nella comunicazione con i cittadini dell'UE, nonché di modifiche, nell'organizzazione del lavoro del Parlamento, affinché il dialogo tra i deputati e i cittadini si svolga a livello locale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Sir Robert Atkins, Margrete Auken, Alessandro Battilocchio, Victor Boştinaru, Simon Busuttil, Michael Cashman, Alexandra Dobolyi, Glyn Ford, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Cristina Gutiérrez-Cortines, David Hammerstein, Carlos José Iturgaiz Angulo, Marcin Libicki, David Martin, Miguel Angel Martínez Martínez, Manolis Mavrommatis, Mairead McGuinness, Willy Meyer Pleite, Gay Mitchell, José Javier Pomés Ruiz, Nicolae Vlad Popa, Andreas Schwab, Richard Seeber, Kathy Sinnott, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Thijs Berman, Daniel Caspary, Roger Helmer, Mieczysław Edmund Janowski, Henrik Lax, Juan Andrés Naranjo Escobar

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Vicente Miguel Garcés Ramón, Jules Maaten, Teresa Riera Madurell, Frédérique Ries, Ewa Tomaszewska


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.2.2009

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

1

11

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Giovanni Berlinguer, Guy Bono, Nicodim Bulzesc, Marie-Hélène Descamps, Věra Flasarová, Milan Gaľa, Claire Gibault, Vasco Graça Moura, Lissy Gröner, Luis Herrero-Tejedor, Ruth Hieronymi, Ramona Nicole Mănescu, Adrian Manole, Manolis Mavrommatis, Ljudmila Novak, Doris Pack, Christa Prets, Karin Resetarits, Pál Schmitt, Hannu Takkula, Helga Trüpel

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gyula Hegyi, Iosif Matula, Christel Schaldemose, Ewa Tomaszewska

Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Raül Romeva i Rueda, Salvador Domingo Sanz Palacio, Alejo Vidal-Quadras

Ultimo aggiornamento: 12 marzo 2009Avviso legale