sull'attuazione del regolamento sui Fondi strutturali per il periodo 2007-2013: risultati dei negoziati relativi alle strategie nazionali e ai programmi della politica di coesione
sull'attuazione del regolamento sui Fondi strutturali per il periodo 2007-2013: risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione
- visto il trattato che istituisce la Comunità europea,
- visti l’articolo 2 e l’articolo 3, paragrafo 2, del trattato CE,
- vista la comunicazione della Commissione del 14 maggio 2008 sui risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione per il periodo di programmazione 2007-2013 (COM(2008)0301),
- visti il regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio, dell'11 luglio 2006, recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione(1) (regolamento generale sul FESR, sul FSE e sul Fondo di coesione),
- vista la decisione 2006/702/CE del Consiglio del 6 ottobre 2006 sugli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione(2) (orientamenti strategici in materia di coesione),
- visti i risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione per il periodo di programmazione 2007-2013 – Schede per Stato membro,
- vista la quarta relazione sulla coesione economica e sociale (COM(2007)0273) ("quarta relazione sulla coesione"),
- vista la proposta di regolamento del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1083/2006 sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione, per quanto riguarda alcune disposizioni relative alla gestione finanziaria (COM(2008)0803),
- vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1080/2006 relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale per quanto riguarda l'ammissibilità degli investimenti a favore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili nell'edilizia abitativa (COM(2008)0838),
- vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 1081/2006 relativo al Fondo sociale europeo per estendere i tipi di costi ammissibili a un contributo dell’FSE (COM(2008)0813),
- vista la sua risoluzione del 21 ottobre 2008 sulla governance e il partenariato a livello nazionale e regionale e per progetti di politica regionale(3),
- visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
- vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0108/2009),
A. considerando che la Commissione ha pubblicato la summenzionata comunicazione sulla base dei risultati dei negoziati con gli Stati membri sui quadri di riferimento strategico nazionali e sui programmi operativi,
B. considerando che, in conformità dell'articolo 158 del trattato, al fine di rafforzare la sua coesione economica e sociale, la Comunità mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite o insulari, comprese le aree rurali,
C. considerando che gli ultimi due allargamenti dell'Unione europea hanno comportato un notevole ampliamento delle disparità regionali nella Comunità che occorre affrontare in modo adeguato al fine di promuovere uno sviluppo armonioso, equilibrato e sostenibile,
D. considerando che le recenti relazioni in materia di coesione denotano una tendenza all’aggravamento delle disparità territoriali fra le regioni dell’UE e, a livello subregionale, delle disparità caratterizzate da fenomeni quali la segregazione territoriale, risultate nell'emergere di una certa forma di ghettizzazione, e il costante declino di alcune aree remote e prevalentemente agricole,
E. considerando che nell'ottobre 2006 il Consiglio ha adottato i summenzionati orientamenti strategici in materia di coesione, quale quadro indicativo per gli Stati membri ai fini dell'elaborazione dei quadri di riferimento strategico nazionali e dei programmi operativi per il periodo 2007-2013,
F. considerando che le tre priorità indicate negli orientamenti strategici in materia di coesione sono incentrate sul rendere l’Europa e le sue regioni più attraenti per gli investimenti e l’occupazione, promuovere la conoscenza e l’innovazione a favore della crescita e creare posti di lavoro migliori e più numerosi,
G. considerando che tradurre tali priorità in programmi operativi dovrebbe consentire alle regioni di affrontare le sfide della globalizzazione, dei cambiamenti strutturali, demografici e climatici e di rafforzare lo sviluppo sostenibile,
H. considerando che esistono notevoli diversità nel modo in cui gli Stati membri hanno attuato le priorità di cui sopra nell'ambito dei rispettivi programmi operativi, a seconda dell'obiettivo di sviluppo regionale, convergenza o competitività e occupazione regionale in cui rientra ciascuna specifica regione,
I. considerando che il regolamento generale sul FESR, sul FSE e sul Fondo di coesione prevede che gli Stati membri che hanno aderito all'Unione europea anteriormente al 1° maggio 2004 stanzino il 60% della spesa totale dell'obiettivo "convergenza"e il 75% dell'obiettivo relativo alla competitività regionale e all'occupazione a priorità correlate alla strategia di Lisbona, e considerando che agli Stati membri entrati nell'Unione europea il 1° maggio 2004 o successivamente è stato consigliato di adottare lo stesso approccio,
J. considerando che la sostenibilità, la prevenzione di ogni tipo di discriminazione, il buon governo e l'applicazione del principio di partenariato, insieme a una forte capacità istituzionale e amministrativa, sono elementi essenziali per una riuscita attuazione della politica di coesione,
K. considerando che la politica di coesione deve essere sufficientemente forte e flessibile al fine di svolgere un importante ruolo nel quadro delle azioni dell'Unione intese a contrastare gli effetti dell'attuale crisi economica globale,
1. riconosce gli sforzi compiuti da tutti gli Stati membri per inserire nei propri programmi operativi le tre priorità indicate negli orientamenti strategici in materia di coesione, che corrispondono agli obiettivi dell'agenda di Lisbona,
2. rileva l’avvio piuttosto lento del nuovo periodo di programmazione in molti Stati membri, che potrebbe compromettere l'utilizzo efficace dei fondi; si dichiara tuttavia fiducioso che gli impegni assunti durante il negoziato e il processo di approvazione dei programmi operativi saranno rispettati nell’interesse delle regioni e dell’Unione nel suo insieme;
Mitigare le disparità regionali
3. constata la determinazione degli Stati membri nell'affrontare specifiche esigenze territoriali imputabili all'ubicazione geografica e allo sviluppo economico e istituzionale, mediante l'elaborazione di strategie volte a ridurre squilibri intraregionali e interregionali; ricorda a tale proposito le misure proposte dagli Stati membri per affrontare le particolari sfide relative allo sviluppo di regioni con caratteristiche geografiche specifiche, quali aree montuose, insulari e ultraperiferiche, città di confine periferiche, regioni con problemi di spopolamento e regioni di confine; ribadisce che uno sviluppo sano sul piano economico e ambientale e la riduzione delle disparità regionali restano i principali obiettivi della politica regionale dell'UE;
4. rileva che l’esperienza passata ha dimostrato che la convergenza tra i paesi può mascherare la crescita del divario tra le regioni e al loro interno; nota inoltre che tali disparità regionali e locali sono osservabili sotto diverse angolature, ossia in termini di occupazione, produttività, reddito, livello di istruzione e capacità di innovazione; sottolinea altresì l'importanza della dimensione territoriale della coesione per superare tali problemi;
Politica di coesione e attuazione dell'agenda di Lisbona
5. apprezza gli sforzi compiuti dalle autorità nazionali volti a garantire che lo stanziamento medio della spesa per la realizzazione dell'agenda di Lisbona costituisca il 65% dei fondi disponibili nelle regioni dell'obiettivo di convergenza e l'82% nelle regioni dell'obiettivo di competitività regionale e occupazione, il che di fatto supera quanto richiesto inizialmente;
6. è convinto che in questo settore siano necessari molti più investimenti; è del parere che, alla luce della revisione di medio periodo dell'attuazione dei Fondi strutturali, vadano adottati orientamenti UE più severi e destinate risorse finanziarie maggiori a favore di questi obiettivi e più specificamente che almeno il 5% dei Fondi strutturali debba necessariamente essere speso per il miglioramento dell'efficienza energetica delle abitazioni esistenti; a questo proposito chiede alla Commissione di dare seguito alle conclusioni del Consiglio Concorrenza del 9-10 ottobre 2008 sull'efficienza energetica; sottolinea il ruolo chiave e il potenziale di sviluppo che rappresentano per le regioni dell'UE le energie rinnovabili, in termini sia di creazione di posti di lavoro che di promozione dello sviluppo locale sostenibile;
7. incoraggia le regioni nei loro sforzi intesi a conseguire gli obiettivi di Lisbona attraverso un'attuazione completa ed efficace dei propri programmi operativi; invita anche la Commissione a seguire da vicino la loro attuazione al fine di garantire la traduzione nella pratica degli obiettivi nonché di informare il Parlamento riguardo ai problemi emersi;
8. è del parere che le risorse finanziarie destinate alle reti transeuropee di energia siano insufficienti, dal momento che le reti sono essenziali per il completamento del mercato interno dell'energia;
9. rammenta il ruolo importante svolto in particolare dalle piccole imprese e dalle microimprese, in particolare quelle artigiane, per la coesione economica, sociale e territoriale mediante il loro rilevante contributo alla crescita e all'occupazione; chiede pertanto una politica attiva di sostegno a tutte le forme di innovazione presso tali imprese e sollecita la Commissione a creare opportunità di mutua cooperazione fra le aziende, il settore pubblico, le scuole e le università al fine di creare cluster regionali di innovazione nello spirito della Strategia di Lisbona;
Far fronte alla globalizzazione e ai cambiamenti strutturali
10. apprezza il fatto che tutti gli Stati membri abbiano destinato un importo significativo dei rispettivi stanziamenti finanziari totali agli investimenti nell’attività di R&S e innovazione, nello sviluppo di un'economia di servizi basata sulla conoscenza, nella promozione dell'imprenditorialità e dei servizi di sostegno alle imprese, nonché nell'assistenza alle imprese e ai lavoratori ad adattarsi a nuove condizioni; nota che, per la maggior parte delle regioni dell'obiettivo di convergenza dell'Unione, la garanzia dell'accessibilità continua a rappresentare un problema rilevante, in quanto devono affrontare la questione della mancanza di infrastrutture di trasporto;
11. è convinto che la politica industriale debba essere sostenuta attraverso i Fondi strutturali allo scopo di incrementare la competitività degli Stati membri e dell'Unione; appoggia pertanto la priorità nella politica di coesione volta a sbloccare il potenziale delle imprese, in particolare delle PMI;
Cambiamenti demografici e mercati del lavoro più inclusivi
12. si congratula con gli Stati membri per il loro impegno ad attribuire priorità agli investimenti intesi a rafforzare la partecipazione al mondo del lavoro, a garantire le pari opportunità e quindi a sostenere le iniziative promosse dal FSE e dal programma PROGRESS per il periodo 2007-2013, che mirano a contribuire ad eliminare la discriminazione e a migliorare la situazione delle donne sul mercato del lavoro; accoglie con favore le misure adottate dagli Stati membri nei loro programmi finanziati dal FSE intese a potenziare le competenze e combattere la povertà e l’esclusione sociale; sottolinea l'importanza e la necessità di perseverare negli sforzi a favore dell'occupazione dato l'aggravarsi della crisi economica, tenendo particolarmente conto delle specifiche esigenze delle persone disabili e dei cittadini anziani in ogni fase dell’attuazione e della valutazione della politica di coesione;
13. è favorevole al “principio del partenariato” applicato dalla Commissione nella politica di coesione e invita la Commissione a coinvolgere le organizzazioni femminili a livello locale e nazionale nella sua negoziazione e attuazione;
Far fronte alle sfide dello sviluppo sostenibile, dei cambiamenti climatici e dell'energia
14. ritiene che tutti i programmi operativi dovrebbero contemplare misure intese a proteggere l'ambiente, contrastare il cambiamento climatico e promuovere l'efficienza energetica e apprezza gli impegni assunti dagli Stati membri per affrontare questi aspetti, destinando loro circa un terzo del bilancio totale della politica di coesione; reputa tuttavia che gli specifici stanziamenti a favore della lotta al cambiamento climatico e della promozione dell'efficienza energetica non siano sufficienti per rispondere alle reali esigenze;
15. ritiene essenziale lo sviluppo di poli di competitività attraverso i Fondi strutturali, visto che essi offrono un notevole potenziale per la creazione di posti di lavoro ben remunerati e la generazione di crescita ma anche per ridurre la pressione sulle grandi conurbazioni; a questo riguardo si compiace della continuazione del programma URBAN, ritenendo necessarie la rivitalizzazione delle zone urbane e il ripristino delle vecchie infrastrutture urbane;
16. sottolinea che i regolamenti relativi ai Fondi strutturali stabiliscono che gli Stati membri e la Commissione devono garantire che la parità fra uomini e donne e l'integrazione della prospettiva di genere siano promosse nelle varie fasi di esecuzione di tali fondi;
17. invita gli Stati membri a fornire ai cittadini, alle autorità locali e non governative e alle organizzazioni femminili tutte le informazioni relative alle possibilità di finanziamento, e in particolare informazioni concernenti programmi specifici, l'idoneità al cofinanziamento a partire dai fondi strutturali, le regole di cofinanziamento e di rimborso nonché dove trovare gli inviti a presentare proposte nel quadro del periodo di programmazione 2007-2013;
18. invita gli Stati membri a garantire che gli eccessivi ostacoli di tipo amministrativo non scoraggino le organizzazioni non governative, in particolare quelle che si occupano del sostegno alle donne in situazioni economiche sfavorevoli, alle donne immigranti, alle donne appartenenti a minoranze etniche, alle donne disabili, alle donne con persone dipendenti a carico e alle vittime di violenze e torture, dal presentare domanda per ottenere il finanziamento dei progetti;
19. osserva che esiste una sostanziale differenza tra gli Stati membri dell'UE-15 e dell'UE-12 sul versante delle risorse stanziate per questo ambito e riconosce che per i nuovi Stati membri è essenziale destinare risorse molto più consistenti per il conseguimento degli obiettivi dell’Unione relativi all'ambiente, al clima e alla biodiversità sanciti dall'acquis comunitario;
20. sottolinea l'importanza di consolidare le capacità di cooperazione e di effettivo assorbimento dei fondi disponibili utilizzando tutti i mezzi possibili, tra cui scambi di prassi ottimali, campagne di informazione, azioni comuni, scambi di nuova tecnologia e sviluppo di partenariati, in quanto ciò contribuirà all'efficace attuazione dei programmi di cooperazione avviati e in particolare all'aumento della capacità di assorbimento dei nuovi Stati membri;
21. ritiene che in tempi di crisi economica gli Stati membri dovrebbero pensare a conseguire sinergie fra la protezione dell'ambiente e la creazione di posti di lavoro, secondo quanto indicato negli orientamenti strategici in materia di coesione, e destinare maggiori risorse a progetti che promuovono un’economia “verde”, posti di lavoro “verdi” e un’innovazione "verde";
Rafforzare la governance a più livelli e il partenariato
22. ritiene che la governance a più livelli e il principio di partenariato siano elementi fondamentali per la legittimità dei programmi operativi e per la loro trasparenza ed efficacia durante la fase di programmazione e, in particolare, nell'ambito del processo di attuazione; accoglie pertanto con favore gli sforzi compiuti da tutti gli Stati membri, conformemente ai loro specifici quadri istituzionali e alle rispettive tradizioni, volti a rafforzare il principio di partenariato nei programmi per l'attuale periodo, ai sensi dell'articolo 11 del regolamento generale sul FESR, sul FSE e sul Fondo di coesione; raccomanda in particolare ai nuovi Stati membri, che hanno scarsa esperienza nel creare partenariati efficaci, di rafforzare costantemente il principio di partenariato e di trasparenza nel contesto dell'attuazione dei programmi operativi;
23. invita gli Stati membri a evitare eccessivi ritardi nel rimborso dei costi relativi a progetti portati a termine, osservando che l’insolvenza dovuta a tali ritardi spesso impedisce ai beneficiari – soprattutto autorità locali e organizzazioni senza scopi di lucro – di avviare ulteriori iniziative specifiche al loro settore di attività;
24. sottolinea che i ritardi nell'attuazione della politica strutturale sono dovuti in parte all'eccessiva rigidità delle procedure e che queste andrebbero pertanto semplificate, introducendo una chiara divisione delle responsabilità e delle competenze fra l'UE, gli Stati membri e gli enti locali e regionali;
25. invita gli Stati membri a cooperare strettamente con gli enti locali e regionali durante la fase di programmazione dei Quadri strategici di riferimento nazionali onde garantire un'implementazione ottimale delle strategie nazionali e realizzare pienamente gli ideali sottesi al governo multi-livello;
26. sottolinea la necessità di promuovere la cooperazione fra i settori pubblico e privato sotto forma di partenariati pubblico-privato, per portare avanti un numero elevato di progetti di importanza chiave e moltiplicare in tal modo gli effetti degli investimenti;
27. rileva è necessaria una valutazione del coordinamento e della complementarità dei programmi dei Fondi strutturali con i programmi di sviluppo rurale; osserva che l'esperienza acquisita sul campo indica che le sinergie fra i due tipi di programmi non sono sufficientemente sfruttate;
Rafforzare le capacità istituzionali
28. apprezza la maggiore consapevolezza dell'importanza di rafforzare la capacità istituzionale e amministrativa per l'efficace attuazione delle politiche pubbliche e per la gestione dei fondi UE; esorta a compiere in tutte le regioni della convergenza sforzi sostanziali al fine di potenziare la capacità istituzionale e di rafforzare la professionalità delle autorità pubbliche;
29. sottolinea la necessità di concentrare la coesione politica anche sulle zone rurali, visto che la coesione territoriale può essere raggiunta soltanto sviluppando un equilibrio urbano/rurale;
Integrazione delle politiche efficaci, miglioramento delle conoscenze e diffusione delle buone pratiche
30. apprezza in particolare l'integrazione da parte dei nuovi Stati membri dei risultati delle iniziative comunitarie URBAN ed EQUAL nei programmi operativi per il periodo 2007-2013; approva gli forzi compiuti dagli Stati membri volti a mettere in atto piani integrati per lo sviluppo urbano sostenibile, in quanto città e centri urbani sono sedi di industrie, responsabili della crescita economica e della creazione di posti di lavoro; ritiene inoltre che occorrerebbe sfruttare appieno le potenzialità dei programmi di cooperazione territoriale europea, come pure gli strumenti Jessica, Jaspers, Jeremie e Jasmine, al fine di accelerare lo sviluppo e registrare tassi di crescita più elevati;
31. invita gli Stati membri a tener conto dell'impatto sulle donne e della dimensione di genere in tutti i progetti dei Fondi strutturali.
Conclusioni
32. ritiene che non si possa formulare alcun giudizio di merito riguardo a come gli Stati membri hanno deciso di applicare il quadro fornito dagli orientamenti strategici in materia di coesione nell'ambito dell'elaborazione dei propri quadri strategici nazionali di riferimento e dei programmi operativi; apprezza il fatto che tutti gli Stati membri abbiano compiuto notevoli sforzi, in ogni fase, al fine di realizzare le priorità della politica di coesione, nel contesto delle loro esigenze e restrizioni specifiche;
33. ritiene che la trasparenza nell'assegnazione dei finanziamenti e lo snellimento amministrativo che agevoli l'accesso all'informazione dei potenziali beneficiari dei fondi strutturali rappresentino prerequisiti chiave per giungere agli obiettivi globali della politica di coesione;
34. esorta gli Stati membri a rafforzare le procedure che istituiscono al fine di garantire il ricorso a un approccio integrato pienamente operativo per l'attuazione della politica di coesione, garantendo in tal modo di tenere in debito conto tutti gli aspetti di un particolare programma operativo;
35. incoraggia la Commissione nel suo impegno di assicurare che gli Stati membri gestiscano sistemi di controllo efficaci affinché la spesa comunitaria sia oggetto di una sana gestione finanziaria;
36. constata che l'attuale crisi economica globale ha creato una nuova situazione in tutti gli Stati membri che richiede di riesaminare ed eventualmente adattare le priorità di investimento; accoglie con favore le proposte della Commissione di cui sopra che modificano i regolamenti al fine di rispondere alle esigenze dell'Unione in queste circostanze eccezionali e ribadisce la propria posizione secondo cui la politica di coesione è cruciale per la ripresa economica, su tutto il territorio dell'Unione; respinge pertanto qualsiasi tentativo di rinazionalizzare la politica;
37. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e parlamenti degli Stati membri.
In molte aree politiche europee le relazioni sull'attuazione si limitano a un audit legislativo del recepimento della normativa dell'Unione europea nel diritto nazionale. Tale risultato è spesso ottenuto grazie a un processo di campionamento della legislazione in questione e degli Stati membri oggetto della relazione. Nel caso dei Fondi strutturali, al momento non è possibile adottare simile approccio, in quanto la normativa che disciplina tale ambito è costituita da regolamenti direttamente applicabili o ricade sotto la procedura del parere conforme(1). Le misure di attuazione elaborate dalla Commissione sotto forma di decisioni della Commissione stessa non sono sottoposte né al Parlamento né al Consiglio. La situazione può tuttavia cambiare con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona o suo equivalente.
Contesto generale
Nell'ambito della presente legislatura e in armonia con la Commissione e il Consiglio, il Parlamento europeo ha sottolineato la necessità di investire gran parte dei fondi di sviluppo regionale disponibili in azioni intese ad assistere quegli Stati membri e quelle regioni in ritardo in termini di sviluppo economico, sociale e ambientale. Ha tuttavia attribuito almeno pari importanza alla garanzia della disponibilità delle risorse anche per assistere tutte le regioni europee, e in particolare le più prospere, al fine di finanziare attività di ricerca e sviluppo, formazione delle economie di servizi basate sull'alta tecnologia, servizi di sostegno alle imprese affinché l'Unione consegua gli ambiziosi obiettivi indicati nelle agende di Lisbona e di Göteborg. Il Parlamento ritiene che sarebbe stato controproducente limitare agli Stati membri più poveri le azioni nel quadro di tale politica. La politica di sviluppo regionale è l'area politica di cui i cittadini europei vedono e percepiscono i risultati nell'immediata vicinanza e che per avere esiti positivi deve essere presente in tutti gli Stati membri, senza alcuna distinzione.
A tal fine, e nel periodo quinquennale, il Parlamento ha individuato azioni strategiche che intende vedere attuate negli Stati membri, tra cui:
Ø misure volte a migliorare l'ambiente urbano mirate in particolare ai trasporti urbani e misure intese a contrastare le emissioni di CO2, il controllo dell'espansione urbana e la disponibilità di valide abitazioni accessibili e di spazi aperti;
Ø misure atta a garantire lo sviluppo policentrico;
Ø misure intese a migliorare le condizioni di vita e l'integrazione dei gruppi minoritari, in particolare per quanto riguarda i Rom;
Ø misure volte a garantire la divulgazione e la condivisione delle buone prassi;
Ø misure finalizzate a preparare le economie e gli ambienti locali ad affrontare la sfida del cambiamento climatico;
Ø l'adozione e l'esecuzione sistematica dell'approccio integrato nell'ambito della programmazione strategica e dell'attuazione dei progetti;
Ø misure volte a favorire il coinvolgimento del settore privato nella realizzazione di progetti e a sostenere l'importanza dei partenariati pubblico-privato;
Ø sostegno del ruolo importante delle autorità regionali e locali nell'elaborazione e nella preparazione dei quadri strategici nazionali.
L'obiettivo della presente relazione è mostrare il modo in cui gli Stati membri hanno inteso e seguito gli orientamenti strategici comunitari del 2006 in materia di coesione nella formulazione dei rispettivi quadri di riferimento strategico nazionali e dei concomitanti programmi operativi atti a rispondere ai loro specifici vincoli e requisiti.
L'attuazione di strategie e programmi operativi per il periodo di programmazione 2007-2013 è appena iniziata. La Commissione ha terminato la procedura di approvazione dei programmi operativi nel giugno 2008 e pertanto i nuovi progetti iniziano a delinearsi solo adesso e occorrerà almeno un anno prima di poter valutare qualsiasi reale progresso nella loro attuazione. Di conseguenza, la relazione in oggetto è necessariamente limitata in termini di portata e obiettivi a individuare come e in quale misura gli Stati membri e le regioni abbiano tenuto conto delle priorità comunitarie indicate negli orientamenti strategici in materia di coesione nella preparazione e nell'elaborazione dei programmi operativi, che regolamentano l'attuazione della politica di sviluppo regionale per l'intero periodo di programmazione. Sarà possibile procedere a un'autentica analisi del processo di esecuzione dei programmi operativi solo quando gli Stati membri produrranno le loro relazioni che riportano informazioni sul contributo apportato dai programmi cofinanziati dai Fondi ai fini del conseguimento degli obiettivi della politica di coesione, dell'assolvimento dei compiti dei Fondi, dell'attuazione delle priorità indicate negli orientamenti strategici comunitari in materia di coesione e della realizzazione dell'obiettivo di promuovere la competitività e la creazione di posti di lavoro, come stabilito dall'articolo 29 del regolamento generale.
La comunicazione della Commissione sui risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione per il periodo di programmazione ci consente di avere un quadro riguardo a come la nuova generazione di programmi regionali della politica di coesione utilizzerà i 347 miliardi di euro(2) stanziati a favore di tale area politica per il periodo di sette anni.
Principali valutazioni
In linea con il principio fondamentale della solidarietà, pietra angolare della politica di coesione, l'obiettivo più importante rimane "ridurre le disparità tra Stati membri, regioni e cittadini in termini di tenore di vita e di opportunità e di promuovere la coesione economica, sociale e territoriale nel contesto dell'economia mondiale(3)."
Detto ciò, durante il periodo di programmazione 2007-2013 la struttura della politica strategica dimostra che tutti gli Stati membri, tra cui quelli che hanno aderito di recente, hanno compiuto uno sforzo concertato al fine di incentrare la politica e gli investimenti sul conseguimento degli obiettivi di Lisbona e Göteborg. Pertanto, osserviamo che le regioni interessate dall'obiettivo "Convergenza" hanno destinato il 65% delle risorse alle priorità dell'agenda di Lisbona, mentre le regioni e i paesi dell'obiettivo "Competitività regionale" hanno stanziato l'82% delle risorse (70% delle risorse totali) a tal fine. Infatti, questi stanziamenti sono maggiori di quelli inizialmente necessari in conformità dell'articolo 9 del regolamento generale (60% della spesa per l'obiettivo "Convergenza" e 75% della spesa a favore dell'obiettivo "Competitività regionale e occupazione). Questa situazione riconosce il fatto che le politiche connesse all'agenda di Lisbona hanno la potenzialità di garantire un vantaggio comparativo all'economia europea in un ambiente sempre più globalizzato nonché un notevole impegno da parte delle regioni e dei paesi meno sviluppati che hanno compreso la necessità di affrontare in via prioritaria i problemi della competitività, dell'innovazione e del dinamismo.
Adattare le nostre economie, ossia i nostri stili di vita, a rispondere alle sfide della globalizzazione e del cambiamento climatico è una necessità che inciderà sulla politica di sviluppo regionale nel prossimo futuro. Compiere progressi in queste aree richiede risorse a favore di ricerca e innovazione, imprenditorialità, efficienza energetica e fondi specifici destinati a contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Il relatore ha constatato con piacere che oltre 100 miliardi di euro saranno investiti nel settore della protezione dell'ambiente, ma al contempo ritiene che gli stanziamenti per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili (9 miliardi), da un lato, e, dall'altro, per le misure volte a lottare contro il cambiamento climatico (48 milioni), siano inferiori a quanto necessario. In un'epoca in cui il pianeta si comporta in modo imprevedibile e intere regioni del mondo sono vittime di improvvise alluvioni e sempre maggiore siccità, i passi avanti compiuti durante questi cruciali sette anni non determineranno solo il futuro di tutti, ma anche la regione economica che dominerà le nuove industrie e le attività economiche emergenti del XXI secolo.
Altri importanti aspetti affrontati dalla relazione, in linea con le priorità della politica di coesione, riguardano misure volte a:
Ø aumentare i livelli di occupazione;
Ø promuovere un mercato del lavoro più flessibile;
Ø promuovere società socialmente inclusive e a lottare contro la povertà;
Ø sottolineare la necessità di una buona governance e di capacità istituzionali rafforzate, laddove necessario, ai fini dell'attuazione dei programmi operativi;
Ø integrare iniziative comunitarie di successo;
Ø sviluppare la società della conoscenza e a condividere buone prassi.
Conclusioni
L'ipotesi di lavoro del relatore, ossia che le priorità generali della politica di coesione siano state rispettate da tutti gli Stati membri nell'elaborazione e nella fase negoziale dei programmi operativi, si è dimostrata vera. Ovviamente, gli Stati membri hanno rispettato gli obiettivi comunitari, che hanno tradotto nelle rispettive priorità, in linea con i vincoli imposti dal proprio particolare livello di sviluppo economico e territoriale.
La relazione in oggetto arriva in un momento di tumulto economico senza precedenti. A milioni di contribuenti europei viene chiesto di pagare miliardi di euro per rifinanziare i sistemi monetari di Europa, Regno Unito, Francia, Spagna, Germania e Italia, a prescindere dal fatto che la fase di recessione sia già avviata o in procinto di iniziare. Il relatore non ha intenzione di affrontare nell'ambito del presente testo la questione della grande crisi economica, ma desidera accogliere con favore i riesami del quadro legislativo, volti a garantire che la politica di coesione è uno strumento forte, in grado di promuovere uno sviluppo sostenibile costante ed equilibrato, anche in un periodo di turbolenze economiche inaspettate. La Commissione ha presentato alcune proposte al Parlamento volte a dotare la politica di coesione degli strumenti necessari per svolgere un ruolo centrale nell'ambito dell'azione intrapresa dall'Europa per affrontare questa sfida senza precedenti, e senza dubbio metodi, programmi e norme saranno adattati alle esigenze. Per questo motivo assume ancora maggiore importanza esaminare in modo approfondito quali programmi sono stati predisposti, quali Stati membri e regioni sono stati giudicati di primaria importanza nel loro quadro in base alle condizioni predominanti all'inizio del periodo di programmazione e verificare se e come le azioni dell'Unione riflettono la realtà.
Tenuto conto della concentrazione demografica dell'Unione in agglomerati urbani, le città e i centri urbani occupano una posizione chiave nell'ambito della prestazione economica dell'Unione, la dimensione urbana dei programmi operativi da attuare nel periodo 2007-2013 è un elemento cruciale della sua strategia volta a conseguire gli obiettivi di Lisbona e Göteborg. Nel suo documento di lavoro del 14 novembre, la Commissione sottolinea che oltre la metà dei programmi FESR esaminati nel periodo di riferimento presenta una dimensione urbana. I programmi operativi mirati al rinnovamento dei centri delle città, alla conservazione dell'energia, allo sviluppo di sistemi di trasporto urbano puliti ed efficiente dal punto di vista del consumo di energia proteggeranno e, al contempo, miglioreranno l'ambiente, stimolando l'attività economica e la creazione di nuovi posti di lavoro. Siamo tutti consapevoli dell'ineluttabilità della rivoluzione post-industriale, giunta con i suoi vincoli e le sue sfide, ma anche con vantaggi e promesse. È nel riconoscere gli aspetti positivi di quelle sfide e integrandole in ogni aspetto della nostra attuazione dei programmi operativi che il tessuto socioeconomico della nostra Unione acquisterà priorità.
Ovviamente, le attività di ricerca e sviluppo costituiscono l'elemento chiave per scoprire nuove tecnologie in grado di sfruttare risorse naturali rinnovabili per produrre energia non inquinante e fornirci gli strumenti per mantenere e rafforzare il nostro tenore di vita e la nostra posizione cruciale quale potenza mondiale politica ed economica.
Gli attuali avvenimenti mondiali sottolineano la necessità di disporre di efficaci sistemi di controllo per proteggere, per quanto possibile, la spesa pubblica contro frode e irregolarità. Considerata la reputazione che il mondo finanziario si è aggiudicata nelle ultime settimane, la gestione dei fondi europei deve essere chiara e trasparente. Sarebbe tuttavia errato rendere più rigorosi metodi e procedure che rallentino ancora di più un sistema già complicato. La necessità di semplificare le procedure e accelerare l'attuazione è stata riconosciuta da tutte le parti interessate e il Parlamento è al momento impegnato con proposte legislative e comunicazioni della Commissione europea che modificano molte delle disposizioni legislative al preciso scopo di snellire e velocizzare l'attuazione della politica di coesione. Speriamo che i nostri sforzi non siano vani.
Cfr. regolamento (CE) n. 1083/2006 del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione e che abroga il regolamento (CE) n. 1260/1999.
PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (21.1.2009)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sull'attuazione del regolamento Fondi strutturali 2007-2013: i risultati dei negoziati relativi alle strategie e ai programmi della politica di coesione
La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
1. accoglie con favore la forte interconnessione tra la nuova politica di coesione per il 2007-2013 e l'Agenda di Lisbona; nota con soddisfazione che dei 347 miliardi di euro destinati alla politica di coesione, più del 65% è riservato alla spesa correlata a Lisbona, quale innovazione, ricerca e capitale umano;
2. accoglie con favore il fatto che gli Stati membri hanno dato priorità agli investimenti nella ricerca e sviluppo e nell'innovazione, fino a un totale di 86 miliardi di euro; sottolinea l'importanza della dimensione regionale per l'innovazione; accoglie con favore il fatto che più di metà del totale sarà investito per migliorare la capacità innovativa delle imprese;
3. esprime grave preoccupazione per l'importo relativamente limitato di fondi riservati ad azioni volte a contrastare il cambiamento climatico e a migliorare l'efficienza energetica e le energie rinnovabili; è convinto che in questo settore siano necessari investimenti molto più importanti; è del parere che, alla luce della revisione di medio periodo dell'attuazione dei Fondi strutturali, vadano adottati orientamenti UE più severi e destinate risorse finanziarie maggiori a favore di questi obiettivi e più specificamente che almeno il 5% dei Fondi strutturali debba necessariamente essere speso per il miglioramento dell'efficienza energetica delle abitazioni esistenti; a questo proposito chiede alla Commissione di dare seguito alle conclusioni del Consiglio Concorrenza del 9-10 ottobre 2008 sull'efficienza energetica; sottolinea il ruolo chiave e il potenziale di sviluppo che rappresentano per le regioni dell'UE le energie rinnovabili, in termini di creazione di posti di lavoro e di promozione dello sviluppo locale sostenibile; chiede alla Commissione di esaminare tutte le possibilità di finanziamento della costruzione di 12 impianti dimostrativi di cattura e stoccaggio del CO2 al 2015 e di presentare le sue proposte tempestivamente;
4. è del parere che le risorse finanziarie destinate alle reti transeuropee di energia siano insufficienti, dal momento che le reti sono essenziali per il completamento del mercato interno dell'energia;
5. è convinto che la politica industriale debba essere sostenuta attraverso i Fondi strutturali allo scopo di incrementare la competitività degli Stati membri e dell'UE; pertanto, appoggia la priorità nella politica di coesione allo sblocco del potenziale delle imprese, in particolare delle PMI;
6. sottolinea la necessità di tener conto delle esigenze specifiche dei nuovi Stati membri di investire nello sviluppo infrastrutturale di base come prerequisito per raggiungere gli obiettivi di Lisbona;
7. ritiene che lo sviluppo di poli di competitività attraverso i Fondi strutturali è essenziale, visto che essi offrono un notevole potenziale per la creazione di posti di lavoro ben remunerati e la generazione di crescita ma anche per ridurre la pressione sulle grandi conurbazioni; a questo riguardo si compiace della continuazione del programma URBAN, in quanto la rivitalizzazione delle zone urbane e la riabilitazione delle vecchie infrastrutture urbane sono necessarie;
8. sottolinea l'importanza di consolidare le capacità di cooperazione e di effettivo assorbimento dei fondi disponibili utilizzando tutti i mezzi possibili tra cui scambi di prassi ottimali, campagne di informazione, azioni comuni, scambi di nuova tecnologia e sviluppo di partenariati, in quanto ciò contribuirà all'efficace attuazione dei programmi di cooperazione avviati e in particolare all'aumento della capacità di assorbimento dei nuovi Stati membri;
9. sottolinea l'importanza di concepire e attuare programmi speciali nelle regioni nelle quali le attività industriali predominanti sono in declino, al fine di sostenere le attività di ricostruzione economica che possano aumentare notevolmente il peso del terziario nell'economia;
10. sottolinea la necessità di mirare la politica di coesione anche sulle zone rurali, visto che la coesione territoriale può essere raggiunta soltanto sviluppando un equilibrio tra urbano e rurale;
11. ritiene che i temi riguardanti la popolazione rappresentino una sfida chiave per gli Stati membri nel contesto, per la grande maggioranza di questi ultimi, di una popolazione in declino e invecchiata; sottolinea che questo aspetto non viene affrontato sufficientemente dalla comunicazione della Commissione COM(2008)O301;
12. ritiene che la trasparenza nell'assegnazione dei finanziamenti e lo snellimento amministrativo che agevoli l'accesso all'informazione dei potenziali beneficiari dei Fondi rappresentino prerequisiti chiave per giungere agli obiettivi complessivi della politica di coesione.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
Approvazione
20.1.2009
Esito della votazione finale
+:
–:
0:
46
1
0
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Šarūnas Birutis, Jan Březina, Jerzy Buzek, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Dragoş Florin David, Den Dover, Lena Ek, Nicole Fontaine, Adam Gierek, Norbert Glante, Fiona Hall, Erna Hennicot-Schoepges, Mary Honeyball, Ján Hudacký, Romana Jordan Cizelj, Werner Langen, Anne Laperrouze, Pia Elda Locatelli, Patrick Louis, Eluned Morgan, Angelika Niebler, Atanas Paparizov, Aldo Patriciello, Francisca Pleguezuelos Aguilar, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Vladimír Remek, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Mechtild Rothe, Paul Rübig, Patrizia Toia, Catherine Trautmann, Claude Turmes, Nikolaos Vakalis, Alejo Vidal-Quadras, Dominique Vlasto
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Pilar Ayuso, Juan Fraile Cantón, Matthias Groote, Françoise Grossetête, Edit Herczog, Vittorio Prodi, Esko Seppänen, Silvia-Adriana Ţicău, Vladimir Urutchev
PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (10.11.2008)
destinato alla commissione per lo sviluppo regionale
sull’attuazione del regolamento dei Fondi strutturali 2007-2013: risultati dei negoziati relativi alle strategie nazionali di coesione e ai programmi operativi
La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per lo sviluppo regionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
– visti l’articolo 2 e l’articolo 3, paragrafo 2, del trattato CE,
1. è favorevole al fatto che i nuovi programmi continuino a perseguire l'obiettivo di rimuovere gli ostacoli all'occupazione, soprattutto per le donne, specie in ambiente rurale, i giovani, i disabili, gli anziani e i lavoratori scarsamente qualificati; osserva che l’obiettivo di un tasso di occupazione più elevato per le donne è lungi dall’essere raggiunto;
2. sottolinea che i regolamenti relativi ai Fondi strutturali stabiliscono che gli Stati membri e la Commissione garantiscano che la parità fra uomini e donne e l'integrazione della prospettiva di genere siano promosse nelle varie fasi di esecuzione di tali fondi;
3. sollecita l’introduzione di programmi operativi che rispettino i principi dell'integrazione delle questioni di genere, che si occupino della discriminazione e che promuovano la parità di trattamento, di retribuzione e di opportunità per uomini e donne sia sul posto di lavoro che nella società in generale, promuovendo la capacità imprenditoriale delle donne in particolare, facilitando la partecipazione delle donne nel processo decisionale e incrementando la presenza femminile in ambito scientifico, accademico e tecnologico, lanciando campagne di sensibilizzazione del grande pubblico, scambiando le buone prassi e mantenendo un dialogo continuo con i cittadini;
4. sostiene le iniziative promosse dal Fondo sociale europeo e dal programma PROGRESS per il periodo 2007-2013, che migliorano la situazione delle donne sul mercato del lavoro e contribuiscono ad eliminare la discriminazione;
5. mette in evidenza che, per garantire le condizioni necessarie a un'equa partecipazione delle donne e degli uomini nella sfera pubblica e privata e al contempo far fronte alla sfida demografica, questi programmi dovrebbero anche impegnarsi a conciliare vita familiare e vita professionale; sottolinea la necessità di migliorare la disponibilità, la qualità e l'accessibilità dei servizi per l'infanzia e dei servizi di assistenza per le persone dipendenti, gli anziani, i malati cronici e le persone affette da disabilità, in linea con gli obiettivi di Barcellona;
6. è favorevole al “principio del partenariato” che la Commissione ha applicato nella politica di coesione, e invita la Commissione a coinvolgere le organizzazioni femminili a livello locale e nazionale nella sua negoziazione e attuazione;
7. invita gli Stati membri a fornire ai cittadini, alle autorità locali e non governative e alle organizzazioni femminili tutte le informazioni relative alle possibilità di finanziamento, e in particolare le informazioni su programmi specifici, l'idoneità al cofinanziamento a partire dai fondi strutturali, le regole relative di cofinanziamento e di rimborso nonché dove trovare gli inviti a presentare proposte nel quadro del nuovo periodo di programmazione 2007-2013;
8. invita gli Stati membri a garantire che gli eccessivi ostacoli di tipo amministrativo non scoraggino le organizzazioni non governative, in particolare quelle che si occupano del sostegno alle donne in situazioni economiche sfavorevoli, alle donne immigranti, alle donne appartenenti a minoranze etniche, alle donne disabili, alle donne con persone dipendenti a carico e alle vittime di violenze e torture, dal presentare domanda per ottenere il finanziamento dei progetti;
9. invita gli Stati membri a evitare eccessivi ritardi nel rimborso dei costi relativi a progetti portati a termine, osservando che l’insolvenza dovuta a tali ritardi spesso impedisce ai beneficiari – soprattutto autorità locali e organizzazioni senza scopi di lucro – di avviare ulteriori iniziative specifiche al loro settore di attività;
10. invita gli Stati membri, nel quadro della programmazione e dell'esecuzione di progetti strategici, a tener debitamente conto dei bisogni delle donne, delle famiglie, soprattutto monoparentali e numerose, delle persone disabili e dei gruppi vulnerabili nelle regioni geograficamente e socialmente sfavorite.
11. invita gli Stati membri a tener conto dell'impatto sulle donne e della dimensione di genere in tutti i progetti dei Fondi strutturali.
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
Approvazione
6.11.2008
Esito della votazione finale
+:
–:
0:
27
0
0
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Emine Bozkurt, Věra Flasarová, Claire Gibault, Lissy Gröner, Zita Gurmai, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Urszula Krupa, Roselyne Lefrançois, Astrid Lulling, Siiri Oviir, Marie Panayotopoulos-Cassiotou, Zita Pleštinská, Anni Podimata, Raül Romeva i Rueda, Eva-Britt Svensson, Britta Thomsen, Anne Van Lancker, Anna Záborská, Iva Zanicchi
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Lena Ek, Iratxe García Pérez, Donata Gottardi, Mary Honeyball, Christa Klaß, Ria Oomen-Ruijten, Maria Petre
Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale
Inger Segelström
ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE
Approvazione
12.2.2009
Esito della votazione finale
+:
–:
0:
48
2
3
Membri titolari presenti al momento della votazione finale
Emmanouil Angelakas, Stavros Arnaoutakis, Elspeth Attwooll, Rolf Berend, Jana Bobošíková, Victor Boştinaru, Wolfgang Bulfon, Giorgio Carollo, Bairbre de Brún, Gerardo Galeote, Iratxe García Pérez, Monica Giuntini, Ambroise Guellec, Pedro Guerreiro, Gábor Harangozó, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Mieczysław Edmund Janowski, Gisela Kallenbach, Evgeni Kirilov, Miloš Koterec, Constanze Angela Krehl, Florencio Luque Aguilar, Jamila Madeira, Miguel Angel Martínez Martínez, Iosif Matula, Miroslav Mikolášik, Jan Olbrycht, Maria Petre, Markus Pieper, Giovanni Robusti, Wojciech Roszkowski, Catherine Stihler, Margie Sudre, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák
Supplenti presenti al momento della votazione finale
Domenico Antonio Basile, Jan Březina, Den Dover, Emanuel Jardim Fernandes, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Stanisław Jałowiecki, Zita Pleštinská, Samuli Pohjamo, Christa Prets, Miloslav Ransdorf, Flaviu Călin Rus, Richard Seeber, László Surján, Nikolaos Vakalis, Iuliu Winkler
Supplenti (art. 178, par. 2) presenti al momento della votazione finale