Procedura : 2009/2224(INI)
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Ciclo del documento : A7-0154/2010

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A7-0154/2010

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PV 14/06/2010 - 26
CRE 14/06/2010 - 26

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PV 15/06/2010 - 7.12
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P7_TA(2010)0207

RELAZIONE     
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10 maggio 2010
PE 438.414v02-00 A7-0154/2010

sull'internet degli oggetti

(2009/2224(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatrice: Maria Badia i Cutchet

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione giuridica
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'internet degli oggetti

(2009/2224(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni del 18 giugno 2009 “L’internet degli oggetti – Un piano d’azione per l’Europa” (COM(2009)0278),

–   visto il programma di lavoro presentato dalla Presidenza spagnola dell’UE il 27 novembre 2009 e in particolare l’obiettivo di sviluppare l’internet del futuro,

–   vista la comunicazione della Commissione del 28 gennaio 2009 "Investire oggi per l'Europa di domani" (COM(2009)0036),

–   vista la raccomandazione della Commissione sull'applicazione dei principi di protezione della vita privata e dei dati personali nelle applicazioni basate sull'identificazione a radiofrequenza (C(2009)3200),

–   vista la direttiva 95/46/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati,

–   vista la direttiva 2002/58/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 12 luglio 2002, relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche,

–    visto il Piano europeo di ripresa economica per un ritorno più rapido alla crescita economica (COM(2008)0800),

–    vista la relazione della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia su una nuova nuova Agenda europea del digitale: 2015.eu(1),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione giuridica (A7-0154/2010),

A. considerando che negli ultimi 25 anni internet ha conosciuto un rapido sviluppo, che si prevede continuerà tanto a livello di diffusione con l'estensione della banda larga quanto a livello di nuove applicazioni,

B   considerando che l’internet degli oggetti è in grado di soddisfare le aspettative della società e dei cittadini e che occorre indagare per comprendere quali siano tali aspettative e in quali casi le sensibilità e i timori concernenti la sfera privata e le informazioni possano bloccare le applicazioni,

C.  considerando l’importanza che hanno le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) nel promuovere lo sviluppo sociale e la crescita economica, come pure nello stimolare la ricerca, l’innovazione e la creatività degli organismi pubblici e privati europei,

D.  considerando la necessità per l’Unione di dotarsi di un quadro comune di riferimento per inquadrare e rafforzare le regole in materia di governance del sistema, riservatezza, sicurezza delle informazioni, gestione etica, sfera privata, raccolta e immagazzinamento dei dati personali e informazione dei consumatori,

E.  considerando che il termine “internet degli oggetti” si riferisce al concetto generale di oggetti (sia artefatti elettronici sia oggetti di uso quotidiano) leggibili, riconoscibili, indirizzabili, localizzabili e/o controllabili a distanza tramite internet,

F.   considerando la rapida evoluzione attesa nei prossimi anni riguardo all'internet degli oggetti e la conseguente necessità di una governance sicura, trasparente e multilaterale,

G. considerando che l'internet del futuro oltrepasserà gli attuali confini tradizionali del mondo virtuale poiché sarà legata al mondo degli oggetti fisici,

H.  considerando che l’identificazione a radiofrequenza (RFID) e altre tecnologie correlate all’internet degli oggetti presentano vantaggi rispetto ai codici a barre e alle bande magnetiche ed hanno molte più applicazioni che possono essere interfacciate con altre reti, come le reti di telefonia mobile, e potrebbero essere ulteriormente sviluppate una volta interfacciate con sensori che misurino aspetti come la geolocazione (ad esempio, il sistema satellitare Galileo), la temperatura, la luce, la pressione e le forze g; considerando che la diffusione su larga scala dei chip RFID dovrebbe comportare una riduzione importante del loro costo unitario nonché del costo dei rispettivi lettori,

I.   considerando che la tecnologia RFID va intesa come un catalizzatore e acceleratore dello sviluppo economico dell’industria dell’informazione e della comunicazione,

J.    considerando le applicazioni già in atto della tecnologia RFID e di altre tecnologie correlate all’internet degli oggetti nei settori della produzione, della logistica e della catena di distribuzione, i vantaggi riguardanti l'identificazione e la tracciabilità dei prodotti e gli interessanti sviluppi che questa tecnologia prefigura in molti altri settori quali la sanità, i trasporti, l'efficienza energetica, l’ambiente, il commercio al dettaglio e la lotta alle contraffazioni,

K. considerando che, come avviene con tutti i sistemi di sanità elettronica, la progettazione, lo sviluppo e l’attuazione di sistemi abilitati alla tecnologia RFID presuppongono il coinvolgimento diretto dei professionisti sanitari, dei pazienti e delle commissioni competenti (per esempio, sulla protezione dei dati e sull’etica),

L.  considerando che la tecnologia RFID può contribuire ad aumentare l’efficienza energetica e a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, nonché consentire il calcolo del carbonio a livello di prodotto,

M.  considerando i benefici che la tecnologia RFID e altre tecnologie correlate all’internet degli oggetti possono apportare ai cittadini in termini di qualità della vita, sicurezza e benessere, a patto che siano debitamente gestiti gli aspetti legati alla protezione della vita privata e dei dati personali,

N. considerando la necessità di standard di comunicazione sostenibili, efficienti dal punto di vista energetico, incentrati su sicurezza e rispetto della vita privata e che utilizzano protocolli compatibili o identici a diverse frequenze;

O.  considerando che tutti gli oggetti della nostra vita quotidiana (biglietti di trasporto, abiti, telefono cellulare, automobile, ecc.) potrebbero finire per essere muniti di un chip RFID che rappresenterà presto un fattore economico importante alla luce delle sue molteplici applicazioni,

P.   considerando che l'internet degli oggetti permetterà di mettere in rete miliardi di macchine capaci di dialogare e interagire fra loro grazie a tecnologie senza fili combinate con protocolli di indirizzi logici e fisici; che l'Internet degli oggetti deve permettere, attraverso sistemi di identificazione elettronica e dispositivi mobili senza filo, di individuare direttamente e senza ambiguità entità digitali e oggetti fisici per poter recuperare, immagazzinare, trasferire e trattare senza discontinuità i dati in essi contenuti,

Q.  considerando che la miniaturizzazione dei prodotti utilizzati nell’internet degli oggetti comporta sfide tecnologiche come l’integrazione in un chip di pochi millimetri dell'elettronica, dei sensori e del sistema di alimentazione e di trasmissione RFID,

R.   considerando che, se il futuro promette applicazioni ancora più diversificate dei chip RFID, tale tecnologia solleva nondimeno nuove problematiche quanto alla protezione dei dati personali, in testa alle quali figura la loro invisibilità o quasi invisibilità,

S.   considerando l’importanza degli standard di settore, che la standardizzazione della tecnologia RFID necessita di una maturazione e che il mandato sugli standard della tecnologia RFID, assegnato congiuntamente al CEN e all’ETSI (organizzazioni per gli standard europei) nel 2009, contribuirà quindi all’utilizzo della tecnologia RFID da parte di prodotti e servizi più innovativi,

T.   considerando l'importanza che riveste la sensibilizzazione dei cittadini europei alle nuove tecnologie e alle relative applicazioni, incluso il loro impatto sociale e ambientale, come pure la promozione tra i consumatori dell’alfabetizzazione e delle competenze nel campo delle tecnologie digitali,

U. considerando che lo sviluppo dell’internet degli oggetti dovrebbe essere inclusivo e accessibile a tutti i cittadini europei, nonché essere supportato da politiche efficaci tese a colmare il divario digitale in seno all’UE e a conferire a un numero sempre maggiore di cittadini competenze digitali e una conoscenza del mondo digitale che li circonda,

V.  considerando che i vantaggi offerti dalle tecnologie correlate all’internet degli oggetti devono essere accompagnati da un’adeguata sicurezza, requisito essenziale di ogni sviluppo che rischi di compromettere la sicurezza dei dati personali e la fiducia dei cittadini nei confronti di chi è in possesso di informazioni sul loro conto,

W. considerando che l’impatto sociale dello sviluppo dell’internet degli oggetti non è noto e potrebbe acuire l’attuale divario digitale o crearne uno nuovo,

1.   accoglie con favore la comunicazione della Commissione europea e condivide, in linea di massima, le linee guida del piano d’azione volto a promuovere l’internet degli oggetti;

2.   è del parere che la diffusione dell'internet degli oggetti consentirà una migliore interazione tra persone e oggetti e tra gli oggetti stessi, che può tradursi in vantaggi enormi per i cittadini dell'UE, a patto che siano rispettate la sicurezza, la protezione dei dati e la vita privata;

3.   condivide l’attenzione posta dalla Commissione alla sicurezza, alla protezione dei dati personali e della vita privata nonché alla governance dell’internet degli oggetti, in quanto l’internet degli oggetti può conquistare una più ampia accettazione sociale soltanto col rispetto della vita privata e la protezione dei dati personali, accompagnati dall’apertura e dall’interoperabilità; chiede alla Commissione di incoraggiare tutte le parti interessate europee e internazionali ad affrontare le minacce correlate alla cibersicurezza; chiede in tale contesto alla Commissione di spronare gli Stati membri a attuare tutte le disposizioni internazionali esistenti in materia di cibersicurezza, compresa la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla cibercriminalità;

4.   è fermamente convinto che la protezione della vita privata costituisca un valore di primaria importanza e che tutti gli utenti debbano avere il controllo dei propri dati personali; chiede pertanto un adeguamento della direttiva sulla protezione dei dati all’ambiente digitale attuale;

5.   apprezza il fatto che la Commissione stia reagendo con tempestività ai nuovi sviluppi nel settore, consentendo così al sistema politico di stabilire norme con sufficiente anticipo;

6.   insiste sul fatto che per promuovere la tecnologia è indispensabile stabilire norme giuridiche che rafforzino il rispetto dei valori fondamentali nonché della protezione dei dati personali e della vita privata;

7.   sottolinea che negli standard di prossima pubblicazione dovrebbero essere prese in considerazione le questioni relative alla sicurezza e alla vita privata; detti standard dovranno definire diverse caratteristiche di sicurezza volte a garantire la riservatezza, l’integrità o la disponibilità dei servizi;

8.   invita la Commissione a coordinare il lavoro svolto sul tema dell’internet degli oggetti con le attività generali concernenti l’agenda digitale;

9.   esorta la Commissione a condurre una valutazione dell’impatto che ha l’impiego dell’attuale infrastruttura della rete “internet” per le applicazioni e l’hardware dell’internet degli oggetti, in termini di congestione della rete e sicurezza dei dati, al fine di determinare se tali applicazioni e hardware siano compatibili e adeguati;

10. è del parere che lo sviluppo dell’internet degli oggetti e delle relative applicazioni avrà nei prossimi anni un impatto notevole sulla vita quotidiana dei cittadini europei e sulle loro abitudini e comporterà numerosi cambiamenti di carattere economico e sociale;

11. ritiene che occorra realizzare un internet degli oggetti inclusivo ed evitare fin dall’inizio il rischio di uno sviluppo, diffusione e utilizzo non equi delle tecnologie dell’internet degli oggetti a livello sia statale sia regionale; rileva che la comunicazione della Commissione non tiene in debito conto tali questioni, che idealmente andrebbero trattate prima di un’ulteriore evoluzione dell’internet degli oggetti;

12. invita la Commissione a tenere in considerazione le regioni meno sviluppate dell’Unione nella sua pianificazione delle TIC e dell’internet degli oggetti; esorta gli Stati membri a garantire il cofinanziamento dell’attuazione di tali tecnologie e di altri progetti TIC in tali regioni, al fine di garantire la loro partecipazione ed evitarne l’esclusione da imprese comuni europee;

13. sottolinea che, se il ricorso ai chip RFID può essere efficace nella lotta alla contraffazione, nel prevenire le sottrazioni di neonati dai reparti maternità, nell'identificazione degli animali, ecc., esso può anche rivelarsi pericoloso e sollevare problemi di etica per i cittadini e la società, in relazione ai quali si dovranno trovare le necessarie salvaguardie;

14. sottolinea l’importanza di studiare gli effetti sociali, etici e culturali dell’internet degli oggetti, in vista di una trasformazione di civiltà potenzialmente di vasta portata determinata da tali tecnologie; ritiene pertanto importante che la ricerca socioeconomica e il dibattito politico sull’internet degli oggetti vadano di pari passo con la ricerca tecnologica e i suoi progressi, ed invita la Commissione ad istituire un gruppo di esperti che compia una valutazione approfondita di questi aspetti e proponga un quadro etico per lo sviluppo delle tecnologie e delle applicazioni correlate;

15. osserva che la tecnologia RFID e altre tecnologie correlate all’internet degli oggetti per l’etichettatura intelligente dei prodotti e dei beni di consumo e per i sistemi di comunicazione tra gli oggetti e le persone possono essere utilizzate ovunque e sono in pratica invisibili e silenziose; chiede di conseguenza che la suddetta tecnologia sia l'oggetto di ulteriori e più approfondite valutazioni da parte della Commissione europea, concernenti in particolare:

·  l'impatto sulla salute delle onde radio e di altri mezzi tecnologici che consentono l’identificazione;

·  l'impatto ambientale dei chip e del loro riciclaggio;

·  la vita privata e la fiducia degli utenti;

·  i maggiori rischi in tema di cibersicurezza;

·  la presenza di chip intelligenti in un determinato prodotto;

·  il diritto al silenzio dei chip, che garantisce l’autonomia e il controllo da parte dell’utente;

·  le garanzie per i cittadini riguardo alla protezione durante la raccolta e l’elaborazione dei dati personali;

·  lo sviluppo di una struttura e di un'infrastruttura di rete aggiuntive per le applicazioni dell’internet degli oggetti e l'hardware;

·  la garanzia della miglior protezione possibile dei cittadini e delle aziende dell'UE da tutti i tipi di attacchi informatici online;

·  l’impatto dei campi elettromagnetici sugli animali, in particolare gli uccelli presenti nelle città;

·  l’armonizzazione degli standard regionali;

·  lo sviluppo di standard tecnologici aperti e l’interoperabilità tra diversi sistemi;

e sia oggetto, se del caso, di una regolamentazione specifica a livello europeo;

16. sottolinea che i consumatori hanno diritto al rispetto della sfera privata tramite l’esercizio dell’opzione di partecipazione e/o la “privacy by design” (tutela della sfera privata già nella fase della progettazione), in particolare mediante disattivazione automatica delle etichette presso il punto di vendita, salvo espressa decisione contraria del consumatore; fa riferimento a tale riguardo al parere espresso dal Garante europeo della protezione dei dati; sottolinea che, nello sviluppo e nell’applicazione delle tecnologie dell’internet degli oggetti, è necessario tener conto quanto prima possibile della vita privata e della sicurezza; precisa che le applicazioni RFID devono essere utilizzate in conformità delle norme in materia di rispetto della vita privata e protezione dei dati sancite dagli articoli 7 e 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea; invita la Commissione a riflettere sul diritto dei cittadini di scegliere prodotti non equipaggiati con l’internet degli oggetti e di sconnettersi in ogni momento dal proprio ambiente in rete;

17. rileva che, mentre le etichette RFID passive hanno una portata limitata, le etichette RFID attive possono trasmettere dati a distanze molto maggiori; sottolinea che a tale proposito vanno elaborate linee guida per ogni singola tipologia di RFID;

18. invita la Commissione a chiarire la questione della proprietà e del controllo dei dati raccolti e interpretati automaticamente;

19. esorta i produttori a garantire il diritto al “silenzio dei chip” realizzando etichette RFID che possano essere rimosse o disattivate con facilità dal consumatore dopo l’acquisto; sottolinea che i consumatori devono essere informati sulla presenza di etichette RFID attive o passive, sulla gamma di lettura, sul tipo di dati - ricevuti o trasmessi – condivisi dai dispositivi e sull’impiego di tali dati, e che queste informazioni devono essere chiaramente riportate sulla confezione e illustrate in modo più dettagliato nella documentazione pertinente;

20. esorta gli operatori dell'applicazione RFID ad adottare tutte le misure opportune per assicurare che i dati non siano collegati a persone fisiche identificate o identificabili attraverso qualunque mezzo che dovesse essere utilizzato sia dall'operatore dell'applicazione RFID sia da altri, a meno che il trattamento dei dati non risponda ai principi e alle norme giuridiche applicabili in materia di protezione dei dati;

21. sottolinea che, poiché i chip installati nei prodotti al dettaglio non hanno applicazioni previste al di là del punto di vendita, essi dovrebbero poter essere dotati di dispositivi tecnici incorporati sin dalla loro fabbricazione che ne garantiscano la disattivazione, limitando in tal modo la conservazione dei dati;

22. ritiene che ai consumatori dovrebbe essere offerta la possibilità di decidere se attivare o meno singole tecnologie dell’internet degli oggetti senza disattivare altre applicazioni o un dispositivo completo;

23. sottolinea la necessità di garantire che ogni tecnologia dell’internet degli oggetti preveda la massima sicurezza dei dispositivi e sistemi di trasmissione sicura per prevenire le frodi e consentire un’adeguata autenticazione dell’identità e autorizzazione dei dispositivi; rileva il rischio di potenziale frode in termini di identificazione e prodotto tramite la clonazione delle etichette dell’internet degli oggetti o l’intercettazione di dati condivisi; esorta pertanto la Commissione a garantire lo sviluppo di un sistema di internet degli oggetti trasparente che prenda in considerazione in particolare i seguenti aspetti:

•  la menzione esplicita della presenza di mezzi che consentono l’identificazione e la rintracciabilità;

•   misure di sicurezza che garantiscano l’accesso ai dati solamente agli utenti autorizzati;

•  la possibilità, per i consumatori e le autorità responsabili dell’assegnazione, di verificare la leggibilità dei dati e il funzionamento del sistema;

24. considera prioritario assicurare un quadro regolamentare globale e tempi certi a livello europeo per incoraggiare e facilitare gli investimenti pubblici e privati nel settore dell'internet degli oggetti e nelle reti intelligenti necessarie per sostenere lo sviluppo di nuove tecnologie;

25. rileva che, pur non negando l’importanza della RFID, vi sono altre tecnologie che fanno parte dell’internet degli oggetti; evidenzia che la ricerca sulle questioni di finanziamento e di governance dovrebbe interessarsi anche a tali tecnologie;

26. invita la Commissione a valutare l’impiego delle applicazioni dell’internet degli oggetti per portare avanti diverse iniziative UE in corso, quali "TIC per l’efficienza energetica", "misurazione intelligente", “etichettatura energetica", "rendimento energetico nell’edilizia" e "protezione dai medicinali contraffatti e altri prodotti";

27. esorta la Commissione a monitorare eventuali nuovi minacce che scaturiscono dalla vulnerabilità di sistemi altamente interconnessi;

28. chiede alla Commissione di adoperarsi maggiormente per garantire che le tecnologie correlate all’internet degli oggetti tengano conto delle esigenze dell’utente (ad esempio, l’opzione di disattivare la rintracciabilità) e rispettino i diritti e le libertà individuali; ricorda in tale contesto la funzione decisiva dell’ENISA (Agenzia europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione) nel garantire la sicurezza delle reti e dell’informazione e, di conseguenza, dell’internet degli oggetti, che contribuirà a diffondere l’accettazione e la fiducia tra i consumatori;

29. è del parere che lo sviluppo di nuove applicazioni, come pure il funzionamento stesso e il potenziale commerciale dell’internet degli oggetti, andranno di pari passo con la fiducia che i consumatori europei avranno nel sistema, e precisa che la fiducia vige una volta chiariti i dubbi sulle potenziali minacce per la sfera privata e la salute;

30. sottolinea che tale fiducia deve poggiare su un quadro giuridico chiaro che comprenda norme che disciplinano il controllo, la raccolta, l’elaborazione e l’utilizzo dei dati raccolti e trasmessi dall’internet degli oggetti e le tipologie di consenso che occorre ottenere dai consumatori;

31. è dell’avviso che l’internet degli oggetti offra numerosi vantaggi per i disabili e possa rappresentare un modo di soddisfare le esigenze di una popolazione che invecchia e fornire servizi di assistenza efficaci; sottolinea a questo proposito che i ciechi e i videolesi possono, con l’ausilio di queste tecnologie, conoscere meglio il loro mondo attraverso dispositivi di aiuto elettronici; evidenzia tuttavia che occorrono misure per garantire la protezione della vita privata, la facilità di installazione e utilizzo, nonché la fornitura ai consumatori di informazioni su questi servizi;

32. sottolinea la necessità di garantire al consumatore la trasparenza dei costi conseguenti, come il consumo di energia elettrica dovuto all’applicazione e all’uso degli oggetti;

33. reputa che l’internet degli oggetti e i progetti TIC in generale richiedano ampie campagne di informazione per spiegare ai cittadini lo scopo della loro applicazione; sottolinea che è essenziale informare e istruire la società sugli usi potenziali e i chiari vantaggi di sistemi come l’RFID, per evitare che i cittadini interpretino erroneamente il progetto e non lo sostengano; evidenzia che per sfruttare appieno l’internet degli oggetti per l’utilità sia individuale sia collettiva, gli utenti devono essere dotati delle competenze necessarie a comprendere queste nuove tecnologie, nonché essere motivati e in grado di utilizzarle adeguatamente;

34. rileva che l’internet degli oggetti porterà alla raccolta di quantità imponenti di dati; esorta in tale contesto la Commissione a presentare una proposta per l’adeguamento della direttiva europea sulla protezione dei dati, affinché si tenga conto dei dati raccolti e trasmessi mediante l’internet degli oggetti;

35. ritiene che andrebbe adottato un principio generale in base al quale le tecnologie dell’internet degli oggetti andrebbero progettate solo per la raccolta e l’utilizzo della quantità minima assoluta dei dati necessari a portare a termine la propria funzione e dovrebbe essere loro impedita la raccolta di altri dati supplementari;

36. chiede che un volume elevato dei dati condivisi dall’internet degli oggetti siano resi anonimi prima della loro trasmissione, al fine di garantire il rispetto della vita privata;

37. ricorda alla Commissione che altre parti del mondo, in particolare l'Asia, sono più pronte a progredire in tale settore e che occorre pertanto, in sede di elaborazione delle regole applicabili al sistema politico e di introduzione di norme che disciplinano le tecniche dell'internet degli oggetti, adottare un approccio dinamico e assicurare una stretta cooperazione con il resto del mondo;

38. sottolinea che per rilanciare l'economia europea occorre investire nelle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione, facilitando la crescita economica grazie all’accesso a nuovi sistemi e a nuove applicazioni di un numero sempre maggiore di cittadini e d'imprese europee; sottolinea che l’Europa dovrebbe essere all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie internet; propone che venga raddoppiato il bilancio dell'UE per la ricerca nelle TIC e che il bilancio per l’adozione delle TIC venga quadruplicato nelle prossime prospettive finanziarie;

39. sottolinea che la ricerca svolgerà un ruolo fondamentale nel garantire la concorrenza tra i fornitori della capacità di calcolo necessaria per il funzionamento in tempo reale delle applicazioni dell’internet degli oggetti;

40. chiede alla Commissione di proseguire e incrementare i finanziamenti ai progetti di ricerca del Settimo programma quadro nell'ambito dell'internet degli oggetti per rafforzare il settore europeo delle TIC e approva l'utilizzo del programma CIP (Programma Quadro per la Competitività e l'Innovazione) per promuoverne la diffusione; in particolare, chiede lo sviluppo di progetti pilota che possano produrre un effetto positivo immediato sulla vita quotidiana dei cittadini europei nei settori della salute, dell’insegnamento, del commercio e dell’accessibilità online, nonché dell’efficienza energetica); è tuttavia preoccupato per le difficoltà burocratiche associate al programma quadro ed invita la Commissione ad eliminarle rivedendo le procedure del programma quadro e creando un consiglio degli utenti;

41. ritiene che l'internet degli oggetti abbia un notevole potenziale in termini di sviluppo economico e produttivo, migliore qualità dei servizi e ottimizzazione delle catene logistiche e distributive aziendali, gestione dell'inventario e creazione di nuove opportunità lavorative e imprenditoriali;

42. sottolinea che la tecnologia RFID permetterà, da un lato, alle industrie europee di controllare il volume dei beni messi in circolazione, (producendo solo quando necessario e quindi proteggendo l’ambiente) e, dall’altro, di lottare efficacemente contro la pirateria e la contraffazione, in quanto la tracciabilità dei beni sarà garantita;

43. ritiene che con l'applicazione di nuove tecnologie ai processi produttivi i beni di consumo saranno più competitivi sul mercato e maggiormente efficienti dal punto di vista delle risorse;

44. sottolinea la necessità di un intenso dialogo internazionale e di piani di azione comuni riguardo all'internet degli oggetti; invita la Commissione a prendere in considerazione quali possano essere gli effetti che l'internet degli oggetti può esercitare sul commercio internazionale;

45. condivide l'intenzione della Commissione di continuare a monitorare e valutare la necessità di frequenze armonizzate supplementari per i fini specifici dell'internet degli oggetti, tenendo conto delle diverse caratteristiche e capacità di varie bande di frequenza elettromagnetiche; chiede pertanto alla Commissione di tener conto delle esigenze dell’internet degli oggetti quando stabilirà gli obiettivi di coordinamento e armonizzazione dell’Unione mediante i programmi pluriennali relativi alle politiche in materia di frequenze radio; sottolinea che tali frequenze dovrebbero rimanere di proprietà pubblica e il loro utilizzo andrebbe regolamentato in maniera tale da incoraggiare e finanziare ricerca e sviluppo tecnologici più intensi in questo campo; ritiene che le frequenze non soggette a licenza dovrebbero consentire l’impiego di nuove tecnologie e di nuovi servizi (messa in rete senza fili), in modo da favorire l’innovazione;

46. sottolinea il pericolo dell’incertezza giuridica connessa al cloud computing;

47. reputa che il coinvolgimento di tutti i livelli politici (UE, nazionale e regionale) sia un prerequisito essenziale per lo sviluppo e l’adozione efficaci dell’internet degli oggetti; sottolinea il ruolo essenziale che svolgeranno le autorità regionali e locali e le città nello sviluppo dell’internet degli oggetti, facendo in modo che vada oltre la sfera puramente privata; ricorda parimenti che le autorità locali potranno farne un ampio uso, per esempio nell’organizzazione dei trasporti pubblici, nella raccolta dei rifiuti, nel calcolo dei livelli di inquinamento, nella gestione del traffico; esorta la Commissione a consultare tutti i livelli politici durante lo svolgimento di attività inerenti all’internet degli oggetti, in uno spirito di governance plurilivello;

48. rileva che le informazioni fornite tramite le tecnologie dell’internet degli oggetti devono essere rintracciabili, verificabili e correggibili in caso di guasto di un sistema basato su tali tecnologie; sottolinea che, dato che le tecnologie in questione sono parte integrante di sistemi di sicurezza quali il controllo del traffico o la regolazione della temperatura, informazioni non corrette potrebbero mettere a rischio vite umane;

49. evidenzia che le nuove tecnologie sono cruciali per semplificare le catene di trasporto, migliorare la qualità ed efficienza dei trasporti, contribuire allo sviluppo di sistemi di trasporto intelligenti e agevolare i corridoi verdi, e che la tecnologia RFID può offrire soluzioni innovative per coniugare lo svolgimento di un’attività commerciale con il miglioramento della soddisfazione della clientela;

50. è dell’avviso che l’utilizzazione dell’internet degli oggetti nella natura possa contribuire allo sviluppo delle tecnologie verdi migliorando l’efficienza energetica e quindi la protezione dell’ambiente, nonché a migliorare la relazione tra le TIC e la natura;

51. chiede alla Commissione di adoperarsi per definire a livello internazionale standard comuni riguardo alla normalizzazione della tecnologia RFID e di altre tecnologie dell’internet degli oggetti e delle relative applicazioni, in modo da favorire l’interoperabilità e un’infrastruttura aperta, trasparente e tecnologicamente neutra; sottolinea che, in assenza di standard chiari e riconosciuti come il TCP5/IP6 nel mondo della rete, l’espansione dell’internet degli oggetti al di là delle soluzioni RFID non potrà acquisire una portata globale;

52. condivide la proposta di adottare in tempi rapidi il protocollo internet versione 6 (IPv6) quale base per la futura espansione e semplificazione della rete;

53. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare nel 2010 una comunicazione sulla sicurezza, il rispetto della vita privata e la fiducia nella società dell'informazione; sottolinea l'importanza di questa comunicazione e delle misure proposte per rafforzare le norme riguardo agli aspetti riguardanti la sicurezza delle informazioni, la vita privata e la protezione dei dati personali; chiede alla Commissione di coinvolgere attivamente tutte le parti interessate, tra cui l’ENISA e il Garante europeo della protezione dei dati;

54. è convinto dell’importanza di assicurare che tutti i diritti fondamentali, e non solo il rispetto della vita privata, vengano tutelati nel processo di sviluppo dell’internet degli oggetti;

55. ritiene che riguardo all'internet degli oggetti la Commissione debba formulare proposte relative ai compiti e agli ambiti di responsabilità dell'amministrazione pubblica, nonché degli organi legislativi e degli organi preposti all’applicazione della legge;

56. chiede alla Commissione di vigilare attentamente alla corretta applicazione delle normative già adottate a livello europeo in materia e di presentare, entro la fine dell'anno, un calendario riguardo agli orientamenti che intende proporre a livello UE per rafforzare la sicurezza dell'internet degli oggetti e delle applicazioni RFID;

57. chiede alla Commissione di intraprendere un dialogo sociale riguardo all'internet degli oggetti, illustrando con eguale chiarezza sia gli effetti positivi sia quelli negativi che le nuove tecnologie eserciteranno sulla vita quotidiana; chiede pertanto alla Commissione di avviare una consultazione proattiva con il settore industriale europeo e di incoraggiarlo a svolgere un ruolo chiave nel progettare e proporre tecnologie innovative, standardizzate e interoperabili;

58. invita la Commissione a coinvolgere in misura adeguata le piccole e medie imprese (PMI) nel piano d’azione per l’internet degli oggetti;

59. chiede altresì alla Commissione di informarlo regolarmente sull'evoluzione del dialogo con gli operatori del settore e con le parti interessate nonché sulle iniziative che intende adottare;

60. ritiene che la Commissione debba esaminare la possibilità di ridurre ulteriormente i costi del roaming di dati;

61. evidenzia che la governance dell’internet degli oggetti deve ridurre al minimo la burocrazia e coinvolgere tutte le parti interessate nel processo decisionale, e chiede pertanto una regolamentazione appropriata e adeguata a livello dell'UE;

62. invita la Commissione a chiarire quali aspetti della governance di internet relativi all’internet degli oggetti ritiene debbano essere regolamentati in questa fase e mediante quale sistema possa essere tutelato l’interesse pubblico generale;

63. invita pertanto la Commissione ad analizzare le problematiche connesse alla governance dell’internet degli oggetti anche con l'aiuto degli operatori del settore; ritiene inoltre essenziale analizzare gli aspetti relativi ai sistemi di sicurezza Wi-Fi;

64. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

2009/2225(INI), relazione Del Castillo, A7-0066/2010.


MOTIVAZIONE

Sono trascorsi più di quarant'anni dalle prime applicazioni internet, come ricordato da Sir Tim Berners-Lee, inventore del World Wide Web, recentemente ospite del Parlamento europeo(1). In questi anni, soprattutto negli ultimi venticinque anni, l'evoluzione d'internet è stata costante e ininterrotta. Oggi internet collega circa 1,5 miliardi di persone in rete; la sua architettura aperta, fondata su una tecnologia standardizzata, ne ha facilitato la diffusione e l'interoperabilità su scala mondiale.

L'internet degli oggetti, un progetto iniziato nel 1999 negli Stati Uniti, sta a sua volta diventando sempre più popolare e è destinato nei prossimi 10-15 anni a rivoluzionare l'interazione tra persone e oggetti e tra gli oggetti stessi grazie al crescente utilizzo della tecnologia RFID (radio frequency identification).

L'elemento che caratterizza la tecnologia RFID è il transponder (o tag), in altre parole un componente elettronico composto di un chip e di un'antenna. Il chip - la cui dimensione è di alcuni millimetri per lato - è capace di contenere, ricevere e trasmettere informazioni senza fili di collegamento circa la natura e la composizione del prodotto sul quale è applicato.

Gli esperti del settore ritengono che in futuro i chip sostituiranno i codici a barra oggi in uso; il vantaggio della tecnologia RFID rispetto a quelle attualmente utilizzate, è legato al fatto che il chip non deve essere a contatto per essere letto come per le bande magnetiche e non deve essere visibile come per i codici a barra. Si considerino inoltre la specificità e il numero d'informazioni che possono contenere questi chip - riguardo agli oggetti cui sono associati - che questa tecnologia consente.

Applicazioni dell'internet degli oggetti già in corso ed evoluzioni future

Esempi concreti si possono già trovare in diversi settori:

•  nel settore automobilistico, i chip sono in grado di trasmettere in tempo reale al guidatore informazioni sulla pressione degli pneumatici;

•  nel settore agro-alimentare, la tecnologia RFID permette di garantire un elevato standard dei prodotti in termini di sicurezza igienico-sanitaria, caratteristiche chimiche, fisiche e organolettiche del prodotto commercializzato. I chip consentono inoltre una migliore e più veloce tracciabilità del prodotto.

Molte altre applicazioni sono già state sviluppate e applicate nei settori della logistica e dei trasporti con risultati molto positivi; alcuni Paesi (Gran Bretagna e Stati Uniti d'America) hanno introdotto un chip nei rispettivi passaporti nazionali.

Per quanto riguarda il futuro, la tecnologia RFID combinata con un indirizzo IP (internet protocol) consentirà la creazione di una gigantesca rete wireless degli oggetti. L'esempio concreto più frequentemente citato riguarda i frigoriferi che, se opportunamente programmati, saranno in grado di riconoscere eventuali prodotti scaduti o in prossima scadenza e di informare il consumatore. Ulteriori evoluzioni sono previste una volta il sistema interfacciato con Galileo.

La comunicazione della Commissione europea del 18 giugno 2009(2), alla base della presente relazione d'iniziativa, prefigura un piano di azione - 14 sono le iniziative presentate - per, fra l'altro, sviluppare l'internet degli oggetti e favorirne la diffusione.

La posizione della relatrice

La relatrice condivide le linee generali della comunicazione presentata dalla Commissione; considera nondimeno fondamentale valutare attentamente se la legislazione attualmente in vigore è sufficiente ai futuri sviluppi del settore o se invece occorra procedere a ulteriori e più approfondite valutazioni per quanto riguarda alcuni aspetti importanti - specie quelli che hanno un impatto diretto sulla vita e la privacy dei cittadini, sui loro dati personali e sulla salute dei consumatori - e adottare una nuova legislazione comunitaria in materia.

La relatrice teme che alcune linee di azione del piano predisposto dalla Commissione possano essere insufficienti rispetto alla rapida evoluzione della tecnologia RFID in corso. Ritiene quindi che occorra porre maggiormente l'accento su alcune tematiche, in particolare su quelle che concernono:

-  l'impatto delle onde radio sulla salute;

-  l'impatto elettromagnetico dei chip;

-  il loro riciclaggio;

-  la privacy dei consumatori;

-  la presenza di chip intelligenti in un determinato prodotto;

-  il diritto al silenzio dei chip;

-  le garanzie per i cittadini riguardo alla protezione dei dati personali.

Secondo la relatrice, infatti, lo sviluppo di nuove applicazioni e il funzionamento stesso dell’internet degli oggetti, il forte impatto che avrà sulla vita quotidiana dei cittadini europei e sulle loro abitudini, andranno di pari passo con la fiducia che i consumatori europei avranno nel sistema.

Appare quindi prioritario, secondo la relatrice, assicurare un quadro regolamentare e giuridico che da un lato tuteli il consumatore europeo, dall'altro sia di stimolo agli investimenti pubblici e privati nel settore dell'internet degli oggetti.

L'internet degli oggetti è una grande opportunità economica poiché consentirà di ottimizzare i processi produttivi e i consumi energetici, creare nuovi posti di lavoro, creare nuovi servizi per un numero sempre maggiore di cittadini e d'imprese europee.

L'Unione europea, se intende veramente assumere una posizione di leader in questo mercato, dovrà adottare un approccio proattivo in materia dando un impulso alla ricerca e ai progetti pilota.

(1)

8th STOA Annual Lecture: 1 December 2009

(2)

COM(2009)0278


PARERE della commissione per il commercio internazionale (30.4.2010)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sull'Internet degli oggetti

(2009/2224(INI))

Relatore per parere: William (The Earl of) Dartmouth

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto che, nel nostro mondo globalizzato, i progressi tecnologici possono incidere in modo sostanziale sull'innovazione, sulla competitività e sul flusso di informazioni e, di conseguenza, sul commercio internazionale; osserva, in particolare, che l'impiego di tecnologie intelligenti può migliorare sia la quantità che la qualità del flusso di informazioni, favorendo velocità, precisione e trasparenza nelle transazioni commerciali;

2.   rileva che la prima e più concreta applicazione delle tecnologie dell'Internet degli oggetti avrà luogo nel settore del commercio, tramite la sostituzione dei codici a barre con etichette di identificazione a radiofrequenza (RFID) per tutti i prodotti; ritiene che, date le possibilità tecnologiche offerte dalla nuova tecnologia, qualitativamente e quantitativamente superiori rispetto alla precedente, tale transizione potrà arrecare molteplici benefici a fabbricanti/produttori, commercianti e consumatori, soprattutto grazie al miglioramento della qualità dei servizi e ai cambiamenti fondamentali nella catena di fornitura e distribuzione;

3.   invita la Commissione a valutare tutti gli impatti che la strategia proposta potrebbe avere sulla produttività e sulla competitività delle imprese europee nel mercato internazionale;

4.   sottolinea che, anche se un Internet degli oggetti si svilupperà a livello locale, un'evoluzione aperta, trasparente e soprattutto accessibile delle nuove tecnologie amplierebbe le opportunità di sviluppo sostenibile a livello mondiale e potrebbe facilitare il passaggio a un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio;

5.   ritiene che, attraverso la combinazione di tecnologie per la tracciabilità ed etichette di sicurezza relative alla produzione, alla commercializzazione e all'origine dei prodotti, l'Internet degli oggetti possa contribuire ad aspetti importanti della conduzione del commercio, per esempio la lotta al traffico di merci contraffatte, il miglioramento e la creazione di forme più integrate di tutela della salute dei consumatori, la prevenzione di future crisi alimentari, il risparmio energetico e la salvaguardia dell'ambiente;

6.   ritiene che l'Internet degli oggetti possa contribuire ad agevolare i flussi commerciali tra l'UE e i paesi terzi, ampliando i mercati e fornendo garanzie di qualità per i prodotti oggetto di scambio;

7.   invita la Commissione a tenere conto dei limiti finanziari e infrastrutturali delle PMI in sede di formulazione delle norme tecniche e di gestione delle TIC come quelle proposte nella sua comunicazione; ribadisce che le PMI costituiscono l'asse portante della produttività e dell'occupazione in Europa e che i loro interessi dovrebbero essere tutelati a livello orizzontale, nei vari atti legislativi prodotti dall'UE; ricorda che le PMI sono in grado di far uscire l'economia dell'Unione europea dalla recessione, come mostra l'esperienza economica passata; invita pertanto la Commissione a porre un particolare accento sulle PMI e sul loro accesso ai nuovi sistemi e applicazioni;

8.   esprime viva preoccupazione riguardo alla questione della protezione dei dati personali e della tutela della vita privata dei consumatori in generale, per via delle innumerevoli lacune e ambiguità a livello regolamentare e normativo relative ad aspetti cruciali dell'applicazione delle tecnologie per l'Internet degli oggetti; ritiene che i pericoli che attualmente minacciano la protezione dei dati personali degli utenti di Internet siano considerevolmente più modesti di quelli che emergeranno con la graduale diffusione dell'Internet degli oggetti; invita pertanto la Commissione a includere in ogni questione attuale gli aspetti concernenti la protezione dei dati personali che saranno sollevati in relazione all'espandersi dell'Internet degli oggetti;

9.   esorta alla cautela in merito alle infrastrutture centralizzate e agli abusi che potrebbero verificarsi con il monitoraggio centrale dei flussi di prodotti e di informazioni, in particolare per quanto riguarda i codici elettronici dell'equipaggiamento militare e la sfera della sovranità degli Stati in generale;

10. invita la Commissione a contribuire attivamente alla definizione e all'istituzione di principi e norme per la governance dell'Internet degli oggetti in collaborazione con i suoi partner commerciali in forum internazionali, quali l'Organizzazione mondiale del commercio;

11. invita la Commissione a continuare a finanziare progetti a titolo del Settimo programma quadro e del Programma quadro per la competitività e l'innovazione, al fine di rafforzare la competitività dell'Unione europea sul mercato internazionale, nel settore dell'Internet degli oggetti;

12. sottolinea l'importanza di creare un sistema di governance dell'Internet degli oggetti sicuro e trasparente.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.4.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Kader Arif, Daniel Caspary, Joe Higgins, Yannick Jadot, Metin Kazak, Bernd Lange, Emilio Menéndez del Valle, Vital Moreira, Niccolò Rinaldi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Gianluca Susta, Jan Zahradil, Pablo Zalba Bidegain, Paweł Zalewski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, George Sabin Cutaş, Albert Deß, Elisabeth Köstinger, Georgios Papastamkos, Jarosław Leszek Wałęsa


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (28.4.2010)

destinato alla commissione per l’industria, la ricerca e l’energia

sull’Internet degli oggetti

(2009/2224(INI))

Relatore per parere: Christian Engström

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per l’industria, la ricerca e l’energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  invita la Commissione a chiarire quali aspetti della governance di Internet relativi all’Internet degli oggetti ritiene debbano essere regolamentati in questa fase e mediante quale sistema possa essere tutelato l’interesse pubblico generale;

2.  invita pertanto la Commissione ad analizzare le problematiche connesse alla governance di Internet degli oggetti anche con l'aiuto degli operatori del settore; ritiene essenziale inoltre analizzare gli aspetti relativi ai sistemi di sicurezza Wi-Fi;

3.  invita la Commissione a chiarire la questione della proprietà dei dati raccolti e interpretati automaticamente e chi possa disporre di questi ultimi;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a punto un numero maggiore di iniziative volte a garantire un accesso agevole alle nuove tecnologie; sottolinea che tutte le iniziative dovranno essere intese a facilitare la connessione alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e il loro utilizzo e a coinvolgere i gruppi sociali svantaggiati;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri, in considerazione degli importanti cambiamenti legati all’Internet degli oggetti, ad assicurare un uniforme sviluppo delle tecnologie in tutto il territorio dell’UE, onde evitare il crearsi di divari ancora più grandi di quelli esistenti, a coinvolgere nel processo le pubbliche amministrazioni e a riconoscere la necessità di rafforzare i partenariati tra settore pubblico e privato nell’ambito dell’Internet degli oggetti e della governance di Internet;

6.  accoglie con favore l’intenzione della Commissione di pubblicare nel 2010 una comunicazione sul rispetto della vita privata e la fiducia nella società dell'informazione e di monitorare in modo permanente gli aspetti relativi alla protezione dei dati personali, al fine di tutelare i diritti e gli interessi dei consumatori;

7.  sottolinea che qualsiasi dato possa essere ricondotto a un particolare consumatore, attraverso l’estrapolazione dei dati ovvero altri strumenti, è da considerarsi dato personale e deve, dunque, essere trattato in conformità con i principi relativi al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati;

8.  sottolinea la necessità di garantire la trasparenza dei costi conseguenti per il consumatore, per esempio in relazione al consumo di energia elettrica dovuto all’applicazione e all’uso degli oggetti;

9.  accoglie con favore l’intenzione della Commissione di lanciare un dibattito sugli aspetti tecnico-legali del “diritto al silenzio dei chip”, il principio secondo cui i singoli devono avere in qualsiasi momento la possibilità di sconnettersi dal proprio ambiente in rete;

10. conviene che le nuove norme debbano essere definite in modo aperto, trasparente e condiviso e con la partecipazione di tutti i soggetti interessati; sottolinea che tutte le nuove norme adottate nel settore devono essere facilmente e liberamente accessibili a tutti e che le realizzazioni di riferimento devono, anch’esse, essere liberamente accessibili, così come le norme definite dall’Internet engineering task force (IETF); sottolinea che le infrastrutture dell’Internet degli oggetti devono essere efficienti, adattabili, attendibili, sicure e affidabili, rafforzando così la protezione dei consumatori, in particolare in materia di protezione e sicurezza dei dati;

11. ricorda che non si è tenuto un dibattito scientifico sugli eventuali rischi e danni dovuti all’elettrosmog e che la Commissione non deve trascurare tale tematica;

12. sottolinea che l’innovazione e la creatività rappresentano un valore aggiunto rilevante per l’economia e la competitività dell’Europa e che occorre tutelarle e svilupparle;

13. ricorda che è essenziale che la creazione di nuovi sistemi e applicazioni non sia ostacolata da barriere invalicabili e che è opportuno incoraggiare l’interoperabilità dei sistemi e delle applicazioni;

14. ritiene che la Commissione debba verificare la possibilità di ridurre ulteriormente i costi del roaming di dati;

15. ricorda alla Commissione che l’UE non ha attualmente un ruolo guida in termini di innovazione nel settore dell’Internet degli oggetti e invita pertanto la Commissione a incrementare i finanziamenti relativi all'Internet degli oggetti nell'ambito dei progetti di ricerca del Settimo programma quadro e dei progetti pilota del Programma quadro per la competitività e l'innovazione, puntando anche sullo sviluppo dell’infrastruttura a banda larga e sulla sua diffusione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.4.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Cristian Silviu Buşoi, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, António Fernando Correia De Campos, Jürgen Creutzmann, Christian Engström, Evelyne Gebhardt, Louis Grech, Małgorzata Handzlik, Malcolm Harbour, Sandra Kalniete, Alan Kelly, Eija-Riitta Korhola, Edvard Kožušník, Giovanni La Via, Kurt Lechner, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Mitro Repo, Dominique Riquet, Robert Rochefort, Zuzana Roithová, Heide Rühle, Andreas Schwab, Róża Gräfin Von Thun Und Hohenstein, Kyriacos Triantaphyllides, Bernadette Vergnaud

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pascal Canfin, Othmar Karas, Amalia Sartori, Jarosław Leszek Wałęsa


PARERE della commissione giuridica (30.4.2010)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sull'Internet degli oggetti

(2009/2224(INI))

Relatrice: Eva Lichtenberger

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che l'Internet del futuro oltrepasserà gli attuali confini tradizionali del mondo virtuale poiché sarà legata al mondo degli oggetti fisici,

B.  considerando che, se il futuro promette applicazioni ancora più diversificate dei chip RFID (identificazione a radiofrequenza), tale tecnologia solleva nondimeno nuove problematiche quanto alla protezione dei dati personali, in testa alle quali figura la loro invisibilità o quasi invisibilità,

C. considerando che tutti gli oggetti della nostra vita quotidiana (biglietti di trasporto, abiti, telefono cellulare, automobile, ecc.) potrebbero finire per essere muniti di un chip RFID che rappresenterà presto un fattore economico importante alla luce delle sue molteplici applicazioni,

D. considerando che l'Internet degli oggetti deve permettere attraverso sistemi di identificazione elettronica e dispositivi mobili senza filo di individuare direttamente e senza ambiguità entità digitali e oggetti fisici per poter recuperare, immagazzinare, trasferire e trattare senza discontinuità i relativi dati,

1.   apprezza il fatto che la Commissione stia reagendo con tempestività ai nuovi sviluppi nel settore per consentire al sistema politico di stabilire una serie di norme con sufficiente anticipo;

2.   ricorda alla Commissione che altre parti del mondo, in particolare l'Asia, sono più pronte a progredire in tale settore e che occorre pertanto, in sede di elaborazione delle regole applicabili al sistema politico e di introduzione di norme che disciplinano le tecniche dell'Internet degli oggetti, adottare un approccio dinamico e assicurare una stretta cooperazione con il resto del mondo;

3.   sottolinea i possibili benefici, per la competitività dell'UE, che derivano dallo sviluppo dell'Internet degli oggetti;

4.   chiede agli Stati membri e alla Commissione di garantire il principio del "diritto al silenzio/silenzio dei chip", che consente agli individui e alle comunità di disconnettersi da qualunque applicazione dell'Internet degli oggetti;

5.   sottolinea che, poiché i chip installati nei prodotti venduti non hanno applicazioni previste al di là del punto di vendita, essi dovrebbero poter essere dotati di dispositivi tecnici incorporati sin dalla loro fabbricazione che ne garantiscano la disattivazione limitando in tal modo la conservazione dei dati;

6.   ribadisce la necessità di informare, consultare e rendere attivamente partecipi i consumatori e le organizzazioni dei consumatori, così da evitare risvolti negativi, tutelare i diritti civili e garantire la protezione dei dati personali e la sicurezza della privacy;

7.   ricorda che devono essere promosse norme di sicurezza per garantire che le informazioni personali eventualmente contenute nei chip non possano essere lette a distanza da terzi all'insaputa delle persone interessate;

8.   esorta la Commissione a monitorare eventuali nuovi minacce che scaturiscono dalla vulnerabilità di sistemi altamente interconnessi;

9.   ricorda che lo sviluppo di tali tecnologie deve necessariamente essere accompagnato da una presa in considerazione dei principi chiave della tutela dei dati, vale a dire i principi di finalità, proporzionalità, trasparenza e sicurezza;

10. sottolinea il pericolo derivante dall'incertezza giuridica connessa al cloud computing;

11. sostiene l'approccio di "privacy by design" (privacy tutelata nella fase della progettazione) quale norma indispensabile per proteggere la vita privata in futuro;

12. sottolinea che, se il ricorso ai chip RFID può essere efficace nella lotta alla contraffazione, alle sottrazioni di neonati dai reparti maternità, nell'identificazione degli animali, ecc., esso può anche rivelarsi pericoloso e sollevare problemi di etica per i cittadini e la società, contro cui si dovranno trovare le necessarie salvaguardie;

13. ritiene necessario esaminare in che modo le applicazioni dell'Internet degli oggetti incideranno sul controllo che gli utenti esercitano sulla loro vita privata e quale sarà la loro reazione, nonché valutare in che modo gli aspetti legati alla vita privata e alla sicurezza possano essere integrati nei sistemi fin dalle prime fasi della progettazione; ritiene fondamentale assicurare la protezione dei dati personali ed a questo fine chiede alla Commissione di formulare uno studio di impatto delle conseguenze delle applicazioni dell'Internet degli oggetti;

14. invita alla massima vigilanza circa il rispetto dei diritti fondamentali quando si utilizzano i chip RFID, sapendo che chiunque sia in possesso di un lettore adeguato potrà leggere il contenuto di tali chip e che questi ultimi potranno contenere dati personali suscettibili di identificare a distanza i loro detentori;

15. chiede che i dettaglianti informino i consumatori circa la possibile presenza di un'etichetta RFID (identificazione a radiofrequenza) in un prodotto;

16. esorta gli operatori dell'applicazione RFID ad adottare tutte le misure opportune per assicurare che i dati non siano collegati a persone fisiche identificate o identificabili attraverso qualunque mezzo che dovesse essere utilizzato sia dall'operatore dell'applicazione RFID sia da altri, a meno che il trattamento dei dati non risponda ai principi e alle norme giuridiche applicabili in materia di protezione dei dati;

17. insiste sul fatto che la protezione dei dati personali, divenuta indispensabile nella nostra società europea moderna e democratica in cui i dati di carattere personale sono raccolti, generati e analizzati in proporzioni vieppiù crescenti, dovrebbe essere considerata un principio di valore costituzionale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.4.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Luigi Berlinguer, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Christian Engström, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Daniel Hannan, Klaus-Heiner Lehne, Antonio López-Istúriz White, Antonio Masip Hidalgo, Alajos Mészáros, Bernhard Rapkay, Evelyn Regner, Francesco Enrico Speroni, Kay Swinburne, Alexandra Thein, Diana Wallis, Rainer Wieland, Cecilia Wikström, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Piotr Borys, Sergio Gaetano Cofferati, Kurt Lechner, Eva Lichtenberger, József Szájer


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

4.5.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Zigmantas Balčytis, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Jorgo Chatzimarkakis, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Lena Ek, Ioan Enciu, Adam Gierek, Jacky Hénin, Edit Herczog, Arturs Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Philippe Lamberts, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Judith A. Merkies, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

António Fernando Correia De Campos, Andrzej Grzyb, Rebecca Harms, Ivailo Kalfin, Silvana Koch-Mehrin, Bernd Lange, Werner Langen, Marian-Jean Marinescu, Vladimír Remek, Silvia-Adriana Ţicău, Catherine Trautmann, Lambert van Nistelrooij, Hermann Winkler

Ultimo aggiornamento: 3 giugno 2010Avviso legale