Procedura : 2010/2108(INI)
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Ciclo del documento : A7-0313/2010

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A7-0313/2010

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PV 24/11/2010 - 13
CRE 24/11/2010 - 13

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PV 25/11/2010 - 8.9
CRE 25/11/2010 - 8.9
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P7_TA(2010)0441

RELAZIONE     
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8 novembre 2010
PE 445.675v02-00 A7-0313/2010

Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020

(2010/2108(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatore per parere: Lena Kolarska-Bobińska

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020

(2010/2108(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto il documento riepilogativo della Commissione intitolato “Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020”, pubblicato il 7 maggio 2010,

–   vista la Comunicazione della Commissione al Consiglio europeo e al Parlamento europeo, del 10 gennaio 2007, dal titolo “Politica energetica per l’Europa” (COM(2007)0001), seguita dalla Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 13 novembre 2008, dal tiolo “Secondo riesame strategico della situazione energetica: piano d'azione europeo in materia di sicurezza e solidarietà nel settore dell'energia”, corredata dei documenti di accompagnamento (COM(2008)0781),

–   vista la sua risoluzione del 3 febbraio 2009 sul secondo riesame strategico per le tecnologie energetiche(1),

–   visto il terzo pacchetto Energia, comprendente il regolamento (CE) n. 713/2009 del 13 luglio 2009, che istituisce un’Agenzia per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell’energia, il regolamento (CE) n. 714/2009, del 13 luglio 2009 relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica e che abroga il regolamento (CE) n. 1228/2003, il regolamento (CE) n. 715/2009 del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale e che abroga il regolamento (CE) n. 1775/2005, la direttiva 2009/72/CE del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica e che abroga la direttiva 2003/54/CE (la “direttiva Elettricità” o “DE”), nonché la direttiva 2009/73/CE del 13 luglio 2009 relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE (la "direttiva GN" o "DGN")(2),

–   visto il pacchetto Energia e cambiamento climatico dell’UE, costituito dal regolamento (CE) n. 443/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove nell'ambito dell'approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli leggeri, la direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE, la direttiva 2009/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra, la direttiva 2009/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che modifica la direttiva 98/70/CE per quanto riguarda le specifiche relative a benzina, combustibile diesel e gasolio nonché l'introduzione di un meccanismo inteso a controllare e ridurre le emissioni di gas a effetto serra e recante modifica della direttiva del Consiglio 1999/32/CE per quanto concerne le specifiche relative al combustibile utilizzato dalle navi adibite alla navigazione interna e abroga la direttiva 93/12/CEE, la direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico del biossido di carbonio e recante modifica della direttiva del Consiglio 85/337/CEE, le direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e il regolamento (CE) n. 1013/2006, nonché la decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sugli sforzi compiuti dagli Stati membri per raggiungere una riduzione delle loro emissioni di gas a effetto serra e per rispettare gli impegni comunitari fino al 2020(3),

–   vista la sua risoluzione del 26 settembre 2007 su una politica estera comune dell'Europa in materia di energia(4),

–   vista la Carta europea dell'energia (ECT), del 17 dicembre 1994, che stabilisce il quadro giuridico per la cooperazione energetica internazionale, unitamente al suo protocollo sul transito,

–   visto il regolamento (CE) n. 663/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, che istituisce un programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell'energia (Programma energetico europeo per la ripresa)(5),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 31 maggio 2010 dal titolo “Programma per favorire la ripresa economica tramite la concessione di un sostegno finanziario comunitario a favore di progetti nel settore dell’energia (che modifica il regolamento (CE) n. 663/2009) (COM(2010)0283),

–   vista la Comunicazione della Commissione del 7 ottobre 2010 dal titolo "Investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)" (COM (2009)519)) e vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2010 sull'opportunità di investire nello sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio (Piano SET)(6),

–   vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 4 maggio 2010 sull'attuazione delle reti transeuropee dell'energia nel periodo 2007 - 2009 (COM(2010)0203),

–   vista la proposta della Commissione per un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas e che abroga la direttiva 2004/67/CE (COM(2009)0363) (Relazione Vidal-Quadras),

–   vista la Comunicazione della Commissione dal titolo “Piano d’azione per l’efficienza energetica: concretizzare le potenzialità” (COM(2006)0545),

–   vista la relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo del 25 giugno 2010 sui progressi compiuti relativamente alle misure per la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico e per gli investimenti nelle infrastrutture (COM(2010)0330),

–   visto il progetto di conclusioni del Consiglio del 21 maggio 2010, dal titolo “Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020”(7),

–   vista la direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e recante abrogazione della direttiva 93/76/CEE del Consiglio (direttiva sui servizi energetici)(8),

–   vista la direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia e che modifica la direttiva 92/62/CEE ("direttiva CHP")(9),

–   visto l'articolo 194 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per l’industria, la ricerca e l’energia e il parere della commissione per il commercio internazionale (A7-0313/2010),

A. considerando che il trattato di Lisbona segna per l'Unione l'inizio di un nuovo periodo, che richiederà l'adeguamento dei nostri obiettivi e delle nostre strategie nonché del bilancio dell'UE, per dare piena attuazione al trattato,

B.  considerando che l'inserimento di un capitolo specifico sull'energia nel trattato di Lisbona offre ora una solida base giuridica per lo sviluppo di iniziative in materia di energia basate sulla sostenibilità, la sicurezza di approvvigionamento, l'interconnessione delle reti e la solidarietà,

C. considerando che l'Unione si trova a fronteggiare il problema della tardiva o carente applicazione della legislazione sull'energia e dell’assenza di strategie energetiche coordinate, e che è pertanto necessaria una forte leadership da parte della Commissione affinché tale lacuna sia colmata, insieme a una dimostrazione visibile e convincente della determinazione e del sostegno degli Stati membri,

D. considerando che l'Europa è sempre più dipendente dalle importazioni di fonti energetiche dall'estero, in particolare per quanto riguarda i combustibili fossili; che la dipendenza dal petrolio è particolarmente elevata e aumenterà in futuro e che pertanto la politica energetica dell'Unione europea deve avere una dimensione internazionale,

E.  considerando che il tenore di vita e la competitività economica dipendono dal prezzo e dalla disponibilità dell'energia,

F.  considerando che la politica energetica dell'Unione europea deve favorire l’assolvimento del suo impegno a ridurre le emissioni di gas serra,

G. considerando che entro il prossimo decennio saranno necessari notevoli investimenti nel settore energetico, in particolare in nuove centrali, interconnessioni e reti di energia elettrica e che, visto che tali investimenti configureranno il mix energetico per un periodo ancora più lungo, occorre adottare iniziative per garantire che essi permettano il passaggio a un'economia sostenibile; considerando che ciò richiederà una ulteriore diversificazione degli strumenti di finanziamento o, possibilmente, nuovi assetti di mercato, specie nelle regioni maggiormente isolate sul piano energetico,

H. considerando che l'UE 27 dispone di considerevoli risorse di biomassa in grado di produrre quantità significative di biocarburanti di seconda generazione;

I.   considerando che il carbone continuerà ad essere una fonte primaria importante di approvvigionamento energetico per il pubblico e per l'economia,

J.   considerando che gli investimenti nel settore dell'energia sono ad alta intensità di capitale, e che occorre creare un quadro regolamentare stabile e a lungo termine che consenta alle imprese di adottare decisioni di investimento valide da un punto di vista ambientale ed economico, evitando assolutamente di generare distorsioni di concorrenza,

K. considerando che l'ambizioso obiettivo dell'UE di riduzione delle emissioni a lungo termine deve inserirsi nel quadro di un accordo globale sul cambiamento climatico, al fine di massimizzare il contributo positivo dell'Unione europea nei negoziati internazionali e di ridurre al minimo i rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio (carbon leakage) e di perdita di competitività per l'industria europea,

L.  considerando che le infrastrutture delle reti energetiche devono essere precipuamente finanziate mediante le tariffe; considerando tuttavia che i finanziamenti e il sostegno dell'UE potrebbero altresì rivelarsi necessari, ove i mercati da soli non siano in grado di finanziare tali investimenti, al fine di realizzare reti ben funzionanti e di aprire i mercati europei dell'energia, in particolare nelle regioni meno sviluppate,

M. considerando che la crisi economica successiva alla crisi finanziaria ha ritardato gli investimenti nel settore energetico, ma che la crisi può anche costituire per l'Europa un'occasione di riforma,

N. considerando che un'economia sostenibile e dinamica deve puntare a scindere la crescita economica dal consumo energetico, in particolare aumentando l'efficienza energetica per unità prodotta,

O. considerando che la Commissione ha altresì espresso la sua intenzione di valutare nel 2009 la situazione globale del GNL e di identificare le eventuali lacune con l'obiettivo di proporre un piano d'azione in materia,

Introduzione: una Strategia per la piena attuazione del trattato di Lisbona

1.  accoglie con favore il consuntivo tracciato dalla Commissione nel documento intitolato “Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020”, quale primo passo verso una politica energetica globale dell'UE nell'ambito della strategia UE 2020,

2.  ritiene che ogni futura strategia debba essere tesa alla realizzazione dei principali obiettivi del trattato di Lisbona: mercato unico dell'energia, sicurezza dell'approvvigionamento, efficienza e risparmio energetico, sviluppo di forme di energia nuove e rinnovabili e promozione delle reti energetiche; essa deve inoltre contribuire a: tariffe accessibili per tutti i consumatori; potenziamento delle energie rinnovabili nel quadro della produzione di energia sostenibile; sviluppo di reti energetiche interconnesse, integrate, interoperabili e “intelligenti”, e condurre alla riduzione della dipendenza dalle importazioni di energia e all'aumento della produzione energetica locale, mantenendo la competitività e la crescita industriale e il processo di riduzione delle emissioni di gas serra;

3.  sottolinea che la strategia proposta andrebbe portata avanti innanzitutto in uno spirito di solidarietà e di responsabilità, in modo che nessuno Stato membro rimanga arretrato o isolato e che tutti gli Stati membri adottino misure volte a garantire la loro sicurezza reciproca in seno all'Unione; sottolinea l’importanza dell'inclusione nel trattato di un capitolo specifico in materia di energia (articolo 194 del TFUE) che garantisce una solida base giuridica per un'azione dell'Unione condotta secondo il metodo comunitario;

4.  sottolinea che l'Unione necessita di una visione a lungo termine per una politica energetica efficiente e sostenibile fino al 2050, basata su suoi target di riduzione delle emissioni a lungo termine e completata da piani d'azione a breve e medio termine organici e particolareggiati che contribuiscano alla realizzazione di questi obiettivi;

5.  chiede di elaborare piani per una Comunità europea dell'energia caratterizzata da una forte cooperazione in materia di reti dell'energia e finanziamenti europei per le nuove tecnologie energetiche; ritiene che la Comunità europea dell'energia debba, senza che sia preventivamente necessaria alcuna modifica del trattato di Lisbona, superare la frammentazione della politica europea dell’energia e dare all'Unione una forte peso internazionale nelle sue relazioni nel campo dell’energia;

Garantire il funzionamento del mercato dell'energia

6.  evidenzia che il processo completamento del mercato interno europeo dell'energia è indispensabile ai fini del conseguimento degli obiettivi programmatici dell'UE; ritiene che tale processo debba basarsi su un quadro giuridico chiaro, in cui la legislazione sia applicata rigorosamente e in cui la Commissione sia più propensa, se necessario, ad aprire procedure di infrazione contro gli Stati membri;

7.  sottolinea con forza la necessità di attuare pienamente la vigente legislazione dell'UE nel settore dell'energia e di realizzare gli obiettivi energetici dell'UE; evidenzia la necessità di una rapida e corretta attuazione delle regole del terzo pacchetto energia e del pacchetto sull’efficienza energetica in tutti gli Stati membri;

8.  invita la Commissione a provvedere a che le attuali direttive sul mercato interno siano trasposte negli ordinamenti nazionali in modo corretto e completo e, in caso di mancata reazione da parte degli Stati membri, a considerare, in ultima istanza, la possibilità di ripresentare le principali disposizioni delle attuali direttive sul mercato interno sotto forma di regolamenti per garantirne la piena e diretta applicazione in tutto il mercato unico;

9.  sottolinea la necessità di garantire la sicurezza degli approvvigionamenti del parco elettrico europeo, in particolare mediante lo sviluppo di una politica industriale che promuova gli investimenti a lungo termine nei mezzi di produzione di elettricità nell'UE;

10. ritiene che occorra rafforzare il ruolo delle autorità di regolamentazione del mercato dell'energia e la cooperazione tra i regolatori nazionali, le autorità garanti della concorrenza e la Commissione, in particolare per quanto riguarda i mercati al dettaglio e all'ingrosso; invita al riguardo la Commissione a prendere tutte le misure necessarie per garantire che l'ACER e gli ENTSO possano svolgere i loro compiti in modo efficace; osserva che, se le competenze dell'ACER e degli ENTSO si rivelano insufficienti a creare un mercato dell'energia più integrato a livello europeo, potrebbe essere necessario modificare il loro mandato; invita la Commissione e l'ACER a elaborare proposte su come si possa rafforzare la partecipazione delle parti interessate (stakeholder);

11. sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza e di un migliore funzionamento dei mercati all'ingrosso a beneficio del consumatore, in particolare per quanto riguarda i prodotti finanziari scambiati nel mercato dell'energia e la creazione in tutta Europa di mercati infragiornalieri efficienti; accoglie con favore, a tale proposito, il fatto che la Commissione abbia dichiarato di voler presentare una proposta sulla trasparenza e l'integrità dei mercati energetici e chiede che venga sviluppato un quadro normativo coerente in materia;

12. ritiene che una maggiore concorrenza sul mercato dell’energia non possa che andare a beneficio del consumatore; rimarca la necessità di stimolare la concorrenza tramite la diversificazione delle rotte di trasporto, delle fonti di energia e dei soggetti operanti sui mercati europei e l’importanza di incoraggiare lo sviluppo di nuovi modelli commerciali;

13. rammenta l'indagine settoriale condotta dalla Commissione nel 2005; chiede una seconda indagine settoriale da varare nel 2013;

14. invita la Commissione a organizzare con i rappresentanti delle commissioni dei parlamenti nazionali competenti per l'energia, i membri del Parlamento europeo e i soggetti interessati un vertice annuale sulle politiche, la legislazione e le altre questioni UE afferenti all'energia al fine di garantire una migliore comprensione reciproca; promuove inoltre l'idea di una riunione speciale del Consiglio europeo imperniata su temi rilevanti di politica energetica, che tenga conto delle relazioni del Parlamento sulla Strategia energetica 2011-2020 e del Piano d'azione per l'efficienza energetica;

Sostegno a favore di reti integrate moderne

15. sottolinea con vigore che qualsiasi ritardo nello sviluppo di una rete di energia elettrica e gas moderna e intelligente attraverso l'UE mette a repentaglio l'ambizione dell'Unione di conseguire entro il 2020 gli obiettivi energetici e climatici 20-20-20 decisi dai Capi di Stato e di governo e di rafforzare in tal modo la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell'UE; accoglie pertanto con favore il fatto che la strategia energetica riservi un ruolo centrale alle infrastrutture moderne e intelligenti al fine di sviluppare reti moderne e integrate a livello europeo;

16. sottolinea che soltanto una rete energetica paneuropea che ignori le frontiere degli Stati membri, consentirà il completamento definitivo del mercato interno dell'energia; ritiene urgente e necessario sviluppare e applicare pienamente i meccanismi legislativi e finanziari previsti dal trattato e dal diritto derivato per risolvere senza indugio i casi di inazione per quanto riguarda gli anelli mancanti o carenti nelle reti transeuropee dell'energia; considera che garantire che tutta la produzione europea di energia sarà utilizzata in modo ottimale ridurrà la necessità di importazioni;

17. esorta gli Stati membri a fornire alla Commissione in modo tempestivo e completo le informazioni richieste ai sensi del regolamento n. 617/2010 del Consiglio concernente la comunicazione di progetti di investimento in infrastrutture per l’energia, perché sia possibile delineare un quadro delle potenziali lacune nella domanda e nell'offerta e degli ostacoli agli investimenti, in attesa della sentenza della Corte di giustizia sulla legittimità del regolamento, che avrebbe dovuto essere adottato secondo la procedura di codecisione come previsto dall'articolo 194 del trattato;

18. ritiene che il futuro progetto della Commissione per una rete offshore nel mare del Nord insieme ad altre iniziative regionali come l’Anello mediterraneo e il progetto d'interconnessione del Baltico, debbano porsi come pietre angolari dello sviluppo di una Super-rete europea; invita gli Stati membri e la Commissione ad accantonare le risorse necessarie per il loro sviluppo;

19. sottolinea la necessità che il Piano di sviluppo decennale della rete (per l’integrazione delle reti di elettricità e gas dell'UE) sia ravvicinato agli obiettivi per il 2020 e successivamente implementato in quanto base metodologica e tecnologica per una nuova legislazione in materia di infrastrutture energetiche; rileva il ruolo di monitoraggio dell'ACER in tale opera di implementazione; sottolinea l'urgente necessità di integrare le isole energetiche nelle reti europee dell’energia, in particolare realizzando migliori interconnessioni della rete del gas e terminali GNL; così facendo si metterebbe fine all’isolamento di mercato di alcuni Stati membri e si rafforzerebbe la sicurezza di approvvigionamento di quei paesi UE che oggi dipendono fortemente da pochi paesi extra-UE;

20. rileva la necessità di un maggiore scambio di informazioni sulla gestione delle reti infrastrutturali da parte degli operatori, al fine di evitare distorsioni di mercato dovute ad asimmetrie informative;

21. ribadisce che se il mercato deve essere incentivato ad investire nella ricerca e sviluppo di nuove tecnologie energetiche occorre un idoneo quadro normativo; sottolinea, a tal riguardo, la persistente necessità di un brevetto comune dell'Unione europea;

22. sottolinea inoltre la necessità e l’urgenza di sviluppare e modernizzare le reti di distribuzione, al fine di integrare le crescenti quantità di energia generata a livello decentrato;

23. è del parere che l'attuale programma delle reti transeuropee dell'energia (RTE-E) si sia rivelato inefficiente, non abbia contribuito in modo significativo alla creazione di interconnessioni tra gli Stati membri e necessiti di adattamenti per raggiungere gli obiettivi definiti nel pacchetto su clima ed energia e nel terzo pacchetto sul mercato interno; ritiene inoltre che il pacchetto relativo alle infrastrutture energetiche proposto e il piano sostitutivo per le RTE-E debbano di conseguenza:

a)   valutare il problema dei permessi per le infrastrutture energetiche e confrontare i diversi approcci sulla base di parametri onde eliminare la burocrazia, abbreviare i processi di approvazione e andare incontro alle istanze del pubblico;

b)   definire e sostenere progetti prioritari e stabilire criteri per individuare gli investimenti fondamentali ai fini dello sviluppo del mercato interno dell'energia, tenendo conto del contributo dei progetti alla sicurezza dell’approvvigionamento e della necessità di rafforzare la concorrenza, di conseguire obiettivi di energia sostenibile di lungo periodo e di migliorare la coesione sociale e territoriale;

(c)  fornire agli Stati membri criteri e orientamenti chiari sui finanziamenti statali e sui fondi UE per le infrastrutture energetiche;

(d)  estendere il sostegno finanziario, compreso quello della Banca europea per gli investimenti e di altri intermediari finanziari, alla fase di implementazione dei progetti per rimediare alle carenze del mercato;

e)   creare un modello transfrontaliero di condivisione dei costi, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo coordinato delle infrastrutture e delle fonti rinnovabili, ispirato a modelli esistenti già sperimentati con successo;

f)    valutare se aprire agli appalti i progetti infrastrutturali di rilevanza europea possa accelerare gli investimenti in infrastrutture;

Finanziamento della politica energetica

24. ritiene che il nuovo Quadro finanziario pluriennale debba rispecchiare le priorità politiche dell'UE, come delineato nella strategia 2020, tenendo conto dei risultati e delle priorità del Secondo riesame strategico della situazione energetica, il che comporta che una quota significativamente maggiore del bilancio deve essere destinata alla politica energetica, ad es. infrastrutture energetiche moderne e intelligenti, efficienza energetica, ricerca e progetti in materia di energie rinnovabili, sviluppo e diffusione di nuove tecnologie energetiche;

25. ritiene che una rete moderna di energia elettrica in tutta l'UE avrà un ruolo fondamentale nel raggiungimento del target del 20% per le energie rinnovabili; invita la Commissione, quindi, a sviluppare un adeguato sistema di incentivi per gli investimenti in centrali elettriche in specifiche regioni, al fine di ottenere un effetto economico ottimale ed evitare investimenti in reti di scarsa efficienza; ricorda, a questo proposito, che una strategia globale deve affrontare il sistema energetico nel suo complesso, dal produttore al consumatore;

26. chiede alla Commissione di proporre una strategia volta ad aumentare l'efficienza del mercato del riscaldamento al fine di sostenere infrastrutture locali efficienti, quali i sistemi di teleriscaldamento e di teleraffreddamento, che favoriscano lo sviluppo di soluzioni integrate per il riscaldamento, il raffreddamento e l'energia elettrica basate sulla generazione combinata di calore ed elettricità e sull'uso efficiente di fonti energetiche rinnovabili;

27. ritiene che strumenti finanziari innovativi (come ad esempio i dispositivi di finanziamento con ripartizione del rischio e i piani di credito da parte delle banche pubbliche) possano rappresentare uno strumento importante per sostenere gli investimenti in infrastrutture energetiche, efficienza energetica, ricerca e progetti in materia di rinnovabili e sviluppo/diffusione di nuove tecnologie energetiche, nel quadro dell’obiettivo di supportare la transizione verso un’economia sostenibile; chiede pertanto alla Commissione di integrare o sostituire in misura crescente le sovvenzioni classiche con questi programmi e di esortare gli Stati membri a ricorrere a strumenti finanziari innovativi di questo tipo; richiama al riguardo l’attenzione sulle esperienze positive fatte con altri analoghi strumenti; appoggia fortemente la proposta di utilizzare i fondi propri del bilancio dell'UE come garanzie di credito per incoraggiare gli investimenti privati e pubblici;

28. ritiene, come evidenziato dalla Commissione nella strategia UE 2020, che l'Unione debba trasferire la pressione fiscale sulle attività dannose per l'ambiente; incoraggia la Commissione a procedere a una revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici secondo tali linee;

29. reputa essenziale che i futuri fondi destinati agli investimenti nell'energia si concentrino su progetti la cui attuazione crei il maggiore numero possibile di posti di lavoro;

30. sottolinea che alcuni Stati membri potrebbero necessitare del sostegno dell'Unione per i grandi investimenti infrastrutturali - fra cui le reti elettriche e le reti di approvvigionamento, in particolare quelle volte ad assicurare l'approvvigionamento energetico e a conseguire gli obiettivi in materia di clima e ambiente - qualora il mercato non sia in grado da solo di assicurare gli investimenti necessari;

31. pone l’accento sul fatto che l'integrazione del mercato richiede un uso migliore delle reti funzionali esistenti, basato sull'armonizzazione dell'assetto del mercato attraverso le frontiere e sullo sviluppo di regimi comuni europei per la gestione delle interconnessioni;

32. ritiene che, al fine di evitare forti ripercussioni socioeconomiche nelle regioni dell'UE in cui l'estrazione del carbone rimane una fonte di occupazione primaria, l'UE dovrebbe mantenere la possibilità per gli Stati membri di sovvenzionare tale attività fino al 2021; considera anche che eventuali restrizioni in quest'ambito, segnatamente a partire dal 2014, causerebbero inevitabilmente povertà e disoccupazione e altre conseguenze sociali negative;

33. rileva la responsabilità dell'ACER di garantire che la programmazione nazionale per lo sviluppo della rete elettrica sia in linea con il Piano di sviluppo decennale della rete;

34. sottolinea che molti degli Stati membri di più recente adesione sono particolarmente vulnerabili alle interruzioni delle forniture esterne di energia e necessitano di uno speciale sostegno dell'Unione ai fini di una stabile sicurezza energetica;

35. valuta positivamente la creazione, presso la Commissione, di una task force sulle reti intelligenti e raccomanda che tale task force tenga debitamente conto dei pareri di tutti i soggetti interessati; chiede alla Commissione di informare regolarmente il Parlamento in merito allo stato di avanzamento dei lavori della task force; sottolinea che, secondo le conclusioni della task force, la Commissione dovrebbe garantire su scala europea un quadro normativo favorevole per le reti intelligenti, che fornisca agli operatori della rete adeguati incentivi all’efficienza operativa e che stabilisca standard comuni a livello UE per lo sviluppo delle reti intelligenti, contribuendo in tal modo alla transizione verso un'economia sostenibile; sostiene inoltre i progetti pilota per le tecnologie innovative in materia di comunicazione, automazione e controllo delle reti; rammenta al riguardo le disposizioni sui contatori intelligenti delle direttive 2009/72/EC e 2009/73/EC;

36. sostiene i progetti pilota per l'introduzione dei contatori intelligenti – ad esempio nel quadro dell'iniziativa "città intelligenti" prevista dal piano SET – a condizione che i consumatori e gli utenti a basso reddito risultino tutelati e la riservatezza risulti garantita;

37. invita la Commissione a presentare, entro il 2011, un’analisi sul futuro del mercato del gas mondiale ed europeo, includendovi l'impatto dei progetti infrastrutturali del gas già previsti (ad esempio i progetti sviluppati nel contesto del Corridoio meridionale), i nuovi terminali di GNL, l’impatto del gas da scisto sul mercato del gas statunitense (in particolare sul fabbisogno in termini di importazioni di GNL) e l’impatto di eventuali sviluppi UE nel settore del gas da scisto sulla futura sicurezza dell'approvvigionamento e sulle future tariffe del gas; ritiene che l’analisi debba riflettere, prendendolo come punto di partenza, l'attuale stadio di sviluppo delle infrastrutture e i target dell'UE per il 2020 in fatto di emissioni di CO2; sottolinea al riguardo la necessità di consultare tutti i soggetti interessati;

Migliorare lo sfruttamento del potenziale di efficienza energetica e di energia rinnovabile dell'UE

38. ritiene che l'efficienza e il risparmio energetico debbano costituire una delle principali priorità di qualsiasi strategia futura, in quanto trattasi della soluzione economicamente più vantaggiosa per ridurre la dipendenza energetica dell'UE e combattere il cambiamento climatico, contribuire alla creazione di occupazione e alla competitività economica, contrastare l'aumento delle tariffe e delle bollette e ridurre in tal modo la povertà energetica; invita la Commissione e il Consiglio ad assegnare all'efficienza energetica una posizione prioritaria nell'agenda dell'Unione europea e chiede di intensificare l’implementazione delle disposizioni vigenti e la tempestiva adozione da parte della Commissione di un piano d'azione ambizioso per l'efficienza energetica; ritiene che il Piano in questione debba essere implementato in modo da tenere conto degli sforzi già compiuti in alcuni Stati membri;

39. accoglie con favore la revisione del piano d'azione per l'efficienza energetica e invita la Commissione a tener conto del parere del Parlamento europeo;

40. sottolinea che le TIC possono e devono svolgere un ruolo di primo piano nella promozione di un consumo energetico responsabile nelle famiglie, nei trasporti, nella generazione di energia e nell'industria manifatturiera; ritiene che contatori intelligenti, un'illuminazione efficiente, il "cloud computing" e software distribuiti possano potenzialmente trasformare gli schemi d'utilizzo dell’energia;

41. ritiene che l’efficienza e il risparmio energetico debba privilegiare l'intera catena della domanda e dell'offerta di energia, compresa la trasformazione, la trasmissione, la distribuzione e l'approvvigionamento, come pure il consumo industriale e domestico e i consumi del settore trasporti;

42. sostiene lo sviluppo di un mercato dei servizi energetici ben funzionante e l'introduzione di nuovi meccanismi di mercato volti a migliorare l'efficienza energetica in quanto mezzo per stimolare la competitività dell'economia dell'UE;

43. ritiene inoltre che occorra concentrarsi maggiormente sul rendimento energetico dei prodotti che consumano energia; incoraggia la Commissione ad applicare pienamente la direttiva sulla progettazione ecocompatibile, ad es. includendovi un maggior numero di prodotti e attuando un modello di produzione normativa (standard setting) dinamico che garantisca obiettivi ambiziosi e regolarmente aggiornati;

44. invita la Commissione a presentare una valutazione dell’attuazione della normativa vigente; ritiene che, se la valutazione dovesse indicare un’implementazione insoddisfacente dell’intera strategia di efficienza energetica e l'UE fosse pertanto destinata a non conseguire il suo obiettivo di efficienza energetica per il 2020, il Piano d'azione europeo per l'efficienza energetica (EEAP) debba prevedere l’impegno da parte della Commissione a proporre ulteriori misure UE per gli Stati membri - ad es. target individuali di efficienza energetica corrispondenti a un risparmio di almeno il 20% a livello UE in linea con i target primari UE 2020, che tengano conto delle rispettive posizioni di partenza e delle condizioni nazionali - e l’adozione anticipata dei piani nazionali d’azione per l’efficienza energetica dei singoli Stati membri; ritiene che di queste misure aggiuntive occorra dimostrare il carattere di necessità, equità e misurabilità e la loro capacità di avere un'incidenza diretta ed efficace sull'implementazione dei piani energetici nazionali; invita la Commissione e gli Stati membri a concordare una metodologia comune per misurare gli obiettivi nazionali di efficienza energetica e monitorare i progressi nel raggiungimento di questi obiettivi;

45. è favorevole a una governance multilivello e al decentramento della politica e dell'efficienza energetica, con particolare riferimento al Patto dei sindaci e all’ulteriore sviluppo dell’iniziativa “Città intelligenti”; sottolinea la necessità di mezzi di finanziamento credibili, anche per le iniziative bottom-up e per la partecipazione di città e regioni; sottolinea che l'allineamento della futura politica di coesione e dell’uso dei suoi fondi alla strategia "Europa 2020" può fornire un importante meccanismo per giungere a una crescita intelligente e sostenibile negli Stati membri e nelle regioni;

46. ritiene che l'Europa accusi un ritardo rispetto ai suoi partner internazionali nello sviluppo del pieno potenziale tecnologico della bioenergia; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a elaborare una politica inter-settore in materia di biomassa che, in collaborazione con gli Stati membri, crei un mercato sostenibile per la biomassa di provenienza agricola e forestale (residui) evitando incremento delle emissioni e perdita di biodiversità; rileva che sono oggi disponibili tecnologie sostenibili di seconda generazione; invita la Commissione a proporre al riguardo un quadro programmatico ed è favorevole a un ulteriore sostegno alla diffusione dei biocombustibili sostenibili di seconda generazione in Europa;

47. chiede alla Commissione di analizzare i programmi nazionali per le energie rinnovabili presentati dai vari Stati membri, e la invita a intervenire, se necessario, per aiutare taluni Stati a migliorare i loro piani e a ricorrere alle sue piene prerogative per garantire che gli Stati membri rispettino il loro obbligo giuridico di realizzare gli obiettivi nazionali; sottolinea che la direttiva prevede meccanismi di cooperazione per aiutare gli Stati membri a realizzare i propri obiettivi; invita inoltre la Commissione a istituire una piattaforma di cooperazione tra gli organismi nazionali competenti al fine di facilitare lo scambio di informazioni e l'individuazione delle migliori prassi per le energie rinnovabili;

48. riconosce il ruolo importante degli impianti di accumulazione per pompaggio come un'efficiente e affidabile fonte ecologica di energia per i servizi ausiliari e di bilanciamento;

49. ritiene inoltre che, per garantire una diffusione efficace delle energie rinnovabili, debbano essere utilizzati i meccanismi di flessibilità previsti dalla direttiva sulle fonti energetiche rinnovabili (direttiva RES) e che le condizioni di collegamento alla rete debbano essere armonizzate al fine di garantire condizioni di redditività uniformi per le energie rinnovabili (ad esempio il pagamento dei costi di connessione alla rete attraverso le tariffe); ritiene che, a medio termine, si potrebbero creare gruppi di mercato regionali delle energie rinnovabili;

50. chiede che lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili nell'UE sia reso più efficace puntando a più lungo termine a un sistema di incentivi a livello europeo per le fonti energetiche rinnovabili, che consentirebbe di distribuire determinati tipi di rinnovabili nelle regioni dell'UE in cui sono più efficienti, riducendo i costi della loro promozione e garantendo una distribuzione efficiente dei finanziamenti; ritiene che, a lungo termine, l'energia rinnovabile dovrebbe far parte integrante di un mercato interno UE dell'energia integrato e ben funzionante;

51. è del parere che andrebbe sviluppata una visione di medio termine che affronti le questioni principali connesse alla piena integrazione delle energie rinnovabili nel mercato; sottolinea al riguardo che ogni processo di armonizzazione deve essere accuratamente preparato onde evitare di perturbare gli attuali mercati nazionali; ritiene che un regime di sostegno armonizzato postuli un mercato interno dell'energia elettrica ben funzionante e senza distorsioni e reali condizioni di parità; ritiene che qualsiasi futura politica o strategia debba basarsi sui meccanismi di sostegno che hanno dimostrato la loro efficacia nel conseguimento degli obiettivi e, al contempo, hanno garantito un'ampia diversità geografica e tecnologica nonché la fiducia degli investitori;

52. date le restrizioni imposte dal pacchetto clima ed energia alla costruzione di centrali elettriche a carbone, sollecita la Commissione a elaborare disposizioni di legge per facilitare la costruzione di tali centrali, ove il loro rendimento nominale sia superiore al 50%;

53. invita la Commissione e gli Stati membri ad incorporare strumenti finanziari e fiscali per l'efficienza energetica (specie per quanto riguarda le migliorie edilizie) nei loro piani di intervento nazionali in materia e a considerare l'efficienza e le strutture energetiche una priorità del futuro quadro finanziario pluriennale; ritiene che un utilizzo intelligente dei fondi - tra cui il reperimento di capitale privato tramite banche che finanziano infrastrutture verdi e un accesso facile e mirato ai fondi dell'UE – sia essenziale ai fini della raccolta di fondi UE finalizzati a promuovere l’efficienza energetica;

Garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico

54. ritiene che, in coordinamento con il SEAE, la Commissione debba garantire che l'Unione si esprima a una sola voce in materia di politica estera dell'energia; ritiene inoltre che l'UE debba utilizzare attivamente i suoi nuovi poteri per identificare l’ambito della cooperazione – e rafforzarla – con i paesi terzi in materia di mitigazione dei cambiamenti climatici e protezione dell’ambiente;

55. ritiene che l'UE debba garantire una politica energetica con una dimensione internazionale forte e coerente e integrare le considerazioni energetiche nelle sue politiche e azioni esterne; ritiene che l'Alto Rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, debba fornire un forte sostegno diplomatico alla politica dell'Unione europea in materia di energia, al fine di rafforzare la sicurezza energetica;

56. ritiene che, nel breve-medio termine, occorra privilegiare lo sviluppo delle infrastrutture energetiche strategiche e l’ampliamento delle relazioni con i fornitori centrali e i paesi di transito; è peralto dell’avviso che la soluzione più efficace e sostenibile a lungo termine sia realizzabile tramite l’implementazione delle misure di efficienza e risparmio energetico e il ricorso a fonti energetiche sostenibili autoctone;

57. ritiene che tutti i gasdotti e le altre reti energetiche esterne che entrano nel territorio dell'Unione europea debbano essere regolati da accordi intergovernativi trasparenti ed essere sottoposti alle regole del mercato interno, comprese quelle in materia di accesso di terzi, di destinazione, di supervisione dell’allocazione energetica e di gestione dei bottleneck e incluse le clausole di take or pay; invita la Commissione ad assicurare che le pipeline attuali e future e gli accordi commerciali rispettino l'acquis europeo in materia d'energia e, se del caso, a intervenire;

58. ritiene che l'Unione europea debba attenersi alla lettera del diritto ed imporne l'osservanza nello spirito della solidarietà energetica e nel rispetto della concorrenza e delle norme del mercato comune, senza cedere agli interessi di singoli paesi europei, specie i paesi esportatori di gas nel mercato europeo;

59. chiede l’estensione del Trattato istitutivo della Comunità dell’energia (ECT) a un maggior numero di paesi limitrofi dell'UE, in particolare a quelli del Partenariato orientale; sottolinea che la Commissione deve garantire e imporre un'attuazione tempestiva e rigorosa delle norme energetiche dell'UE da parte degli Stati membri dell’ECT, in particolare subordinando la disponibilità dei fondi europei all'applicazione degli obblighi derivanti da questo trattato;

60. ritiene che il capitolo energia (riguardante la cooperazione politica e tecnologica) presente in tutti gli accordi con gli Stati confinanti debba essere rafforzato, in particolare potenziando i programmi di efficienza energetica e le regole del mercato interno; ritiene che il Consiglio debba dare mandato alla Commissione di avviare negoziati intesi a trasformare l'attuale Menorandum di intesa sulle questioni energetiche in testi giuridicamente vincolanti; sottolinea la necessità che il rispetto dei diritti umani e la dimensione sociale siano integrati nei dialoghi in materia di energia;

61. invita la Commissione ad accelerare, mediante accordi commerciali, il processo di adozione di norme di sicurezza e di efficienza energetica compatibili con la normativa UE, per la generazione, la trasmissione, il transito, l'accumulazione e la trasformazione/raffinazione dell'energia importata ed esportata, e a proporre a livello di OMC la definizione di norme globali per promuovere scambi aperti ed equi di fonti di energia sicure e rinnovabili e di nuove tecnologie energetiche innovative;

62. accoglie con favore la partecipazione della Russia alle riunioni della Conferenza della Carta dell'energia; invita la Commissione ad adoperarsi affinché il trattato sia esteso ad un maggior numero di paesi e affinché, in seno al forum della Conferenza della Carta dell'energia, si lavori a una soluzione negoziata che conduca alla piena accettazione dei principi di tale Carta e dei relativi protocolli da parte della Russia; sottolinea, tuttavia, la necessità che un eventuale accordo sia conforme alle regole del mercato interno dell'energia dell'Unione europea; sottolinea inoltre che l'energia deve costituire un aspetto centrale dell'accordo successivo all'APC con la Russia e che tale accordo deve fungere da guida e da elemento fondante dell'uniformità e della coerenza delle relazioni dei singoli Stati membri con la Russia;

63. chiede alla Commissione e al Consiglio di lavorare a stretto contatto con la NATO onde garantire la coerenza fra le strategie dell'Unione e della NATO in materia di sicurezza energetica;

64. chiede alla Commissione di garantire la piena applicazione del regolamento sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas subito dopo la sua entrata in vigore;

65. invita la Commissione e gli Stati membri interessati a portare avanti la realizzazione del Corridoio meridionale UE per il gas, specie il progetto di gasdotto Nabucco, che potrebbe notevolmente migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento di gas dell'Unione europea; chiede alla Commissione di riferire al Parlamento europeo e al Consiglio europeo in merito alle misure adottate al riguardo;

66. chiede l'avvio di un dialogo speciale in materia di energia con i paesi della regione del Mar Caspio e si compiace dei lavori sulla Caspian Development Corporation; approva, in tale contesto, il dialogo sulla strategia dell'UE per la regione del Mar Nero e sottolinea l'importanza di tutte le questioni energetiche nell'ambito del dialogo tra l'Unione e i paesi di tale regione;

67. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere i progetti DESERTEC e TRANSGREEN nel quadro delle iniziative del Piano solare mediterraneo, per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento e promuovere lo sviluppo dei paesi interessati, tramite il sostegno a centrali solari e ad altre tecnologie energetiche rinnovabili e sostenibili nella regione del Nord Africa e alla loro connessione alla rete europea, sempre che i progetti siano economicamente praticabili e non abbiano ripercussioni sul sistema ETS dell'UE; è persuaso che gli strumenti di cooperazione previsti dalla direttiva sulle importazioni di energia rinnovabile dai paesi terzi debbano essere sfruttati appieno;

68. rammenta che spetta agli Stati membri decidere in merito al proprio specifico mix energetico, visto che lo scopo è di ridurre le emissioni di carbonio e la dipendenza dai combustibili esposti alle variazioni di prezzo; ritiene che gli Stati membri e la Commissione debbano garantire i più elevati standard di sicurezza per le attuali e le nuove centrali nucleari, sia all'interno che all'esterno dell'Unione;

69. considera che la ricerca sulla fusione nucleare come futura fonte di energia debba proseguire, nell’osservanza dei principi di bilancio;

70. ritiene che, per gli Stati membri che hanno scelto di inserire l'energia nucleare nel proprio mix energetico, l'introduzione di norme minime UE per il rilascio delle autorizzazioni e delle certificazioni di progetto per le nuove centrali nucleari possa risultare utile per garantire la massima sicurezza possibile delle tecnologie in questione; ritiene che i progetti di costruzione di nuove centrali nucleari debbano sempre avvalersi delle migliori tecnologie disponibili (BET); chiede inoltre ulteriori interventi dell'UE volti a stimolare l'introduzione di standard per la gestione sostenibile delle scorie radioattive;

71. incoraggia e sostiene la costruzione di terminali e interconnessioni GNL, in particolare nei paesi più vulnerabili alle interruzioni dell'approvvigionamento di gas, previa analisi costi-benefici e a condizione che non si producano distorsioni della concorrenza o discriminazioni; sottolinea l'importanza dell'ulteriore espansione della flotta europea per il trasporto di GNL, che rafforzerebbe così ulteriormente la sicurezza energetica dell'Unione; saluta con favore a tale riguardo la proposta della Commissione di rafforzare la cooperazione in materia di energia con i paesi del Golfo e del Medio Oriente;

72. ritiene che talune zone rurali d'Europa abbiano particolari esigenze in termini di approvvigionamento energetico e invita gli Stati membri a tenerne conto, anche mediante la rimozione degli ostacoli, come quelli di natura fiscale, alla produzione locale di energia, come quelle prodotta tramite la microcogenerazione;

73. non ritiene opportuno lasciare che la strategia di limitare il consumo di carbone negli Stati membri dell'UE rafforzi il monopolio delle importazioni di gas; è del parere che le restrizioni al consumo di carbone nel settore dell'energia debbano essere subordinate a un'effettiva diversificazione delle fonti di approvvigionamento del gas negli Stati membri, onde evitare di rafforzare i monopoli esistenti nel settore della produzione di materie prime;

Promozione di ricerca, sviluppo e innovazione nel settore dell'energia

74. chiede un attento monitoraggio e implementazione del piano SET e l'individuazione degli ostacoli alla mobilitazione degli investimenti pubblici e privati; plaude ai recenti progressi registrati nell'avvio delle prime quattro Iniziative industriali europee (EII) e delle Iniziative di ricerca comune; chiede che le altre iniziative vengano lanciate al più presto possibile ed invita il Consiglio a mettere a disposizione i fondi necessari; chiede alla Commissione di garantire alle parti interessate informazioni trasparenti sulle opzioni di finanziamento delle iniziative del piano SET;

75. accoglie con favore i progressi compiuti con l'istituzione delle Iniziative tecnologiche congiunte (ITC); invita la Commissione a presentare nuove e complementari Iniziative industriali europee (EII) nell'ambito del piano SET allo scopo di sfruttare il forte potenziale offerto da altre soluzioni tecnologiche rinnovabili, segnatamente in materia di energia geotermica e termosolare, idroelettrica e oceanica, nonché a includere l'attuale Piattaforma RHC (per il riscaldamento e raffreddamento da fonti rinnovabili); sottolinea la necessità di mettere a disposizioni risorse finanziarie UE per finanziare tali iniziative;

76. sostiene lo sviluppo di nuove tecnologie economicamente efficienti per la previsione delle variazioni nella produzione di energia, la gestione dal lato della domanda, la trasmissione e lo stoccaggio di energia elettrica (compreso l'impiego di idrogeno e di celle a combustibile), che consentirebbe di accrescere la domanda totale di base e di migliorare la flessibilità di un sistema caratterizzato da elevati livelli di energie rinnovabili e dall’uso di veicoli elettrici;

77. sottolinea l'importanza di disporre di lavoratori capaci e qualificati nei settori del gas e dell'elettricità; pertanto invita la Commissione a valutare, consultando le parti sociali interessate, le soluzioni e gli incentivi possibili nell'ambito dell'istruzione e formazione professionali;

78. sottolinea che l'Europa deve essere all'avanguardia nello sviluppo di tecnologie Internet legate all'energia e di applicazioni TIC a basse emissioni di carbonio; è del parere che un maggior sostegno dell'innovazione debba sempre andare di pari passo con un alleggerimento burocratico per i richiedenti; invita la Commissione a eliminare le pastoie burocratiche ristrutturando le procedure del Programma quadro;

79. invita la Commissione a promuovere e sostenere progetti pilota ecocompatibili dell'UE per lo sfruttamento delle fonti energetiche non convenzionali a livello nazionale; invita la Commissione ad assistere gli Stati membri nell’effettuazione di prospezioni geologiche per determinare il livello delle riserve di gas da scisto disponibili nell'Unione e a valutare la sostenibilità economica e ambientale del gas da scisto prodotto a livello nazionale; chiede che tale dato sia preso in considerazione nelle future strategie a lungo termine dell'Unione;

80. è convinto che alcuni paesi, ad esempio la Cina, abbiano attribuito un ruolo strategico allo sviluppo di un'industria nazionale delle energie rinnovabili destinate all'esportazione e che stiano quindi offrendo incentivi alle imprese locali garantendo loro un accesso agevolato a capitali e infrastrutture economicamente convenienti; invita la Commissione ad adottare un quadro strategico in grado di incrementare la competitività e l'attrattività dell’Europa per gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili;

81. ritiene che nel quadro della fase di transizione verso quell'economia sostenibile che dovrà essere realizzata entro il 2050, le fonti convenzionali e non convenzionali di gas naturale rappresentino una fonte energetica necessaria che consentirà di ridurre le emissioni in maniera rapida ed economicamente efficiente; ritiene inoltre che i fondi per le attività di ricerca e sviluppo debbano essere utilizzati in maniera mirata per rendere più ecologiche le attuali fonti;

82. è favorevole a una ulteriore cooperazione tra Stati membri e Commissione volta a garantire gli incentivi necessari per lo sviluppo di un mercato sostenibile della biomassa, tenendo conto al contempo degli specifici problemi in tema di biodiversità e di produzione alimentare;

83. ritiene che la ricerca e lo sviluppo per l'innovazione nel campo delle tecnologie energetiche, soprattutto dirette verso nuove tecnologie pulite, sostenibili ed efficienti, debbano costituire una priorità centrale del nuovo Ottavo programma quadro di ricerca e sviluppo; esorta vivamente gli Stati membri e la Commissione a dare priorità al settore in questione nel prossimo bilancio e nel prossimo Quadro finanziario pluriennale e sottolinea che i metodi di allocazione delle risorse devono riflettere le differenze tra gli Stati membri in termini di capacità di R&S;

84. invita la Commissione a integrare il trasporto sostenibile nella strategia energetica in modo da sfruttare appieno il potenziale delle varie tecnologie, anche mediante un idoneo quadro normativo e un piano d’azione sui veicoli “verdi”, il sostegno alla ricerca e sviluppo tecnologico, la rimozione degli ostacoli allo sviluppo di nuove tecnologie (anche di combustibile), la definizione di standard comuni (ad es. per il trasporto ferroviario e i veicoli elettrici), standard ambiziosi per i motori a combustibile fossile, l’instaurazione di “corridoi di trasporto verdi” in tutta Europa e l’integrazione dei modi di trasporto; particolare attenzione dovrebbe essere dedicata alle autovetture elettriche, per assicurarne la facilità di guida e di rifornimento in tutta Europa e far sì che la loro diffusione sia accompagnata dallo sviluppo di reti elettriche e sistemi di stoccaggio "intelligenti", da alti livelli di produzione energetica rinnovabile e dal ricorso alla cogenerazione di energia elettrica e termica;

85. rammenta che la ricerca in campo energetico deve contribuire non solo alla riduzione delle emissioni di gas serra e alla sicurezza dell'approvvigionamento, ma anche al miglioramento della competitività dell'industria europea; ritiene, a tale proposito, che gli sforzi di standardizzazione compiuti con la partecipazione dei partner strategici dell'UE (quali Cina, Giappone, India, Russia e Stati Uniti) riguardo alle nuove tecnologie a basse emissioni di carbonio, fra cui i veicoli elettrici, sia fondamentale per garantire che le innovazioni europee siano pienamente commerciabili sul mercato internazionale; inoltre, al fine di garantire un trasferimento delle tecnologie efficiente ed equo, invita l'UE e i suoi partner commerciali internazionali ad adoperarsi per la liberalizzazione commerciale delle tecnologie sostenibili, in vista del conseguimento, nel lungo termine, dell'obiettivo del "dazio zero" sulle tecnologie verdi;

86. ritiene che, per ridurre il consumo di energia, una soluzione efficace possa essere quella di avviare ricerche volte a individuare materie prime e materiali da costruzione caratterizzati da una produzione a minor intensità energetica e in grado di sostituire quelli convenzionali;

Porre i vantaggi per consumatori e cittadini al centro della politica energetica dell'UE

87. sottolinea l'importanza dei contatori intelligenti come mezzo per aiutare i consumatori a monitorare più efficacemente i consumi durante i periodi di picco e per migliorare l'efficienza energetica delle proprie abitazioni; ritiene che la misurazione intelligente e i progetti energetici in generale necessitino di campagne di sensibilizzazione e di programmi di educazione all'efficienza energetica finalizzati a spiegare al pubblico i loro vantaggi; sottolinea che informare la società dei benefici della misurazione intelligente è fondamentale ai fini del successo della stessa; osserva che il Parlamento ha richiesto quale obiettivo programmatico l'installazione di contatori intelligenti nel 50% delle case europee entro il 2015 e l’obbligo da parte degli Stati membri di garantire che almeno l'80% dei consumatori sia dotato di sistemi di misurazione intelligente entro il 2020(10);

88. è del parere che clienti e cittadini informati possano influire sul mercato attraverso decisioni consapevoli; accoglie pertanto con favore iniziative quali il Forum europeo sull’energia nucleare, che offre una sede di confronto a un ampio ventaglio di soggetti interessati;

89. ritiene che la riqualificazione termica degli edifici e il riciclaggio dei materiali e dell'energia derivanti dai rifiuti urbani e industriali possano produrre notevoli vantaggi per i consumatori;

90. è favorevole alle iniziative volte ad agevolare l’adattamento delle esigenze in fatto di risorse umane alla transizione verso un mix energetico a basso CO2;

91. invita la Commissione a monitorare e a riferire al Parlamento europeo in merito all'attuazione del terzo pacchetto Mercato interno per quanto attiene alle misure nazionali volte a prevenire la povertà energetica e rammenta agli Stati membri gli obblighi loro derivanti dalla vigente regolamentazione;

92. invita ad adottare standard di sicurezza quanto più possibile elevati per tutte le filiere energetiche, anche portando avanti programmi di cooperazione tra Stati membri, al fine di tener conto delle riserve da parte del pubblico e creare un maggiore consenso; chiede al tempo stesso una maggiore sensibilizzazione pubblica all'importanza di un approvvigionamento adeguato di elettricità e alla necessità di nuove infrastrutture per la generazione e la trasmissione di energia elettrica; è favorevole alle campagne di sensibilizzazione dei consumatori sui risparmi energetici di cui possono beneficiare nella loro vita quotidiana e sui meccanismi esistenti, quali i servizi di consulenza energetica, al fine di favorire un cambiamento comportamentale;

93. rileva che la percentuale di clienti che ogni anno cambia fornitore varia tra lo 0 e il 20% nei diversi Stati membri; sottolinea che la difficoltà di raffrontare le offerte sul mercato e l'assenza di informazioni costituiscono un ostacolo per il cambiamento di fornitore oltre che per un'autentica concorrenza sul mercato al dettaglio; ricorda che, a norma del terzo pacchetto Energia, le autorità di regolamentazione nazionali hanno il dovere di garantire l'applicazione e il rispetto delle misure di protezione dei consumatori previste dalle direttive;

94. ricorda all'industria energetica l'obbligo, derivantele dal terzo pacchetto Energia, di introdurre fatture energetiche chiare e comprensibili; ritiene che i modelli di bolletta del Forum dei cittadini per l’energia della Commissione contenga le informazioni minime richieste per ogni bolletta energetica e debbano essere utilizzati come modelli di fattura energetica trasparenti in tutta l'Unione;

95. ribadisce che la nuova politica energetica deve sostenere l'obiettivo a lungo termine di ridurre le emissioni di gas dell'UE;

96. a tale proposito invita la Commissione a effettuare analisi delle attività di lungo periodo, anche nel campo della domanda e dell'offerta, nonché dei rischi e dei costi di un'interruzione delle forniture in rapporto alle capacità di stoccaggio, alla diversificazione delle forniture e ai costi connessi; ritiene che le analisi debbano altresì includere gli sviluppi a lungo termine a livello di strategia e politica energetica all'interno dell'UE e, aspetto non meno importante, un esame delle soluzioni che l'UE può adottare per evitare un’interruzione degli approvvigionamenti;

97. ritiene, in previsione del vertice di Cancun, che l'UE debba assumere un ruolo guida in vista del raggiungimento di un accordo globale, vincolante e ambizioso, dimostrando così di essere in grado di esprimersi con voce unanime, e confermando la propria leadership; in tale ambito esorta la Commissione e gli Stati membri a ripensare le proprie precedenti proposte come parte di un accordo internazionale sui target di riduzione delle emissioni di CO2 al fine di agevolare e rendere economicamente più efficiente il conseguimento degli obiettivi a lungo termine;

98. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi degli Stati membri.

(1)

Testi approvati, P6_TA(2009)0038.

(2)

GU L 211 del 14.8.2009, pag. 1.

(3)

GU L 140 del 5.6.2009, pag. 1.

(4)

GU C 219 E del 28.8.2008, pag. 206.

(5)

GU L 200 del 31.7.2009, pag. 31.

(6)

Testi approvati, P7_TA-PROV(2010)0064.

(7)

9744/10.

(8)

GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64.

(9)

GU L 52 del 21.2.2004, pag. 50.

(10)

Relazione di iniziativa del 25 marzo 2010 sulla "nuova Agenda europea del digitale: 2015.eu" (2009/2225(INI)) e relazione d’iniziativa sull’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione per agevolare la transizione verso un’economia efficiente sotto il profilo energetico e a basse emissioni di carbonio (2009/2228(INI)).


MOTIVAZIONE

Dal punto di vista energetico l'Unione europea si trova ad affrontare molteplici sfide. La strada verso il futuro energetico dell'Europa è irta di ostacoli. A livello di energia l'UE dipende in misura sempre maggiore dalle importazioni dall'estero. Il sistema energetico europeo necessita di cospicui investimenti, e ciò proprio in un momento in cui il continente sta ancora affrontando le conseguenze di una crisi economica. Va aggiunto che l'Europa non è riuscita ad attuare la propria legislazione in materia.

Il trattato di Lisbona è stato il primo passo verso la soluzione dei citati problemi. Esso definisce infatti chiaramente una serie di obiettivi che l'Unione europea dovrà raggiungere: funzionamento del mercato unico dell'energia, sicurezza dell'approvvigionamento, efficienza energetica, promozione delle reti energetiche e delle fonti di energia rinnovabili. Inoltre l'UE dispone ora di un quadro e di una base giuridici forti (articolo 194) per poter intervenire nel settore della politica energetica.

Il trattato segna l'inizio di una nuova era per l'Unione. È giunto il momento di procedere a un adeguamento degli obiettivi e delle strategie per dare piena attuazione al trattato stesso. Per tale motivo il relatore del Parlamento europeo ritiene indispensabili un orientamento strategico e una nuova strategia energetica in vista del conseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 194 e di quelli previsti dal pacchetto sul clima (20-20-20). L'azione dell'Unione europea può essere rafforzata sotto diversi punti di vista. Uno di questi riguarda il miglior impiego delle risorse di bilancio destinate alle politiche energetica e climatica dell'UE. Altro aspetto è quello relativo all'elaborazione di strumenti con un miglior rapporto costi-benefici in grado di incentivare l'ulteriore sviluppo e la modernizzazione delle reti energetiche paneuropee nonché l'elaborazione di sistemi energetici a basse emissioni di carbonio. È fondamentale creare maggiori sinergie tra le dimensioni interna ed esterna della politica energetica dell'UE. Il relatore del PE ritiene che esista una chiara volontà politica di intervenire maggiormente nelle citate questioni energetiche a livello dell'UE.

Il relatore concorda pienamente con il giudizio espresso dalla Commissione secondo cui, al momento, l'attuazione delle norme europee in materia di energia è sostanzialmente scarsa, anche per quanto concerne le disposizioni meno recenti come quelle del secondo pacchetto sul mercato interno dell'energia risalente al 2003. Assolutamente condivisibile è altresì la posizione della Commissione che prevede di concentrarsi maggiormente sull'attuazione delle politiche decise a partire dal 2007. È infine giusto che la Commissione, pur ribadendo la necessità di intraprendere ulteriori iniziative, abbia fatto notare che, in assenza di una piena attuazione delle norme e dei programmi esistenti, le nuove misure non potranno risultare credibili o efficaci.

Obiettivi strategici. È opportuno che le nuove iniziative in ambito energetico lascino impregiudicati i tre principali obiettivi già fissati dall'UE in materia:

1.  adoperarsi per arrivare all'istituzione di un sistema energetico a basse emissioni di carbonio (che è poi l'oggetto del primo riesame strategico della situazione energetica realizzato dalla Commissione, oltre che del pacchetto sul clima);

2.  garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico per tutti (tema centrale del secondo riesame strategico della situazione energetica realizzato dalla Commissione nel 2008) durante la transizione verso un sistema energetico e un'economia a basse emissioni di carbonio;

3.  e garantire che i primi due obiettivi contribuiscano anche a rafforzare la competitività dell'UE consentendo nel contempo la fornitura di energia a tutti i consumatori a prezzi accessibili.

Il primo obiettivo può essere tradotto (ed effettivamente così è stato) nella fissazione di obiettivi di riduzione delle emissioni, integrati da sotto-obiettivi riguardanti le percentuali di energia rinnovabile e biocarburanti nell'ambito del mix di approvvigionamento energetico. È tuttavia difficile, oltre che inopportuno, raggiungere un analogo livello di precisione per quanto concerne le altre componenti del mix energetico (petrolio, carbone, gas, nucleare); difficile perché i prezzi delle fonti energetiche in questione sono soggetti a fluttuazioni sui mercati mondiali delle materie prime e il loro utilizzo varia di conseguenza, inopportuno in quanto la percentuale di combustibili fossili dovrebbe essere determinata in funzione della quota di energia rinnovabile e pertanto non può (e non deve) essere fissata in anticipo. È giusto fissare la percentuale di energie rinnovabili da raggiungere nell'ambito del mix energetico globale (indipendentemente dal tipo di energia rinnovabile da utilizzare) al fine di controbilanciare la crescente dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e di conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2. In generale, tuttavia, è opportuno che la questione del mix energetico sia risolta al livello degli operatori e delle società attivi sul mercato; spetterà poi a questi ultimi effettuare i dovuti calcoli sulla base delle politiche, degli incentivi e delle sanzioni definiti con chiarezza dall'Unione europea.

Nel lungo termine il primo obiettivo, ovvero il conseguimento di un'economia a basse emissioni di carbonio, si rivelerà funzionale al raggiungimento del secondo, relativo alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico, grazie alla riduzione della domanda europea di petrolio e gas d'importazione. Nel contempo occorrerà riservare particolare attenzione ad aspetti come la competitività dell'UE e l'accessibilità dei prezzi dell'energia per l'industria e i consumatori privati europei.

Fondi a titolo del bilancio dell'UE. La mancanza di finanziamenti diretti dell'UE a favore di un settore che, malgrado la recessione, rimane assolutamente prioritario per i governi e i cittadini europei, costituisce una grave lacuna nell'ambito della politica energetica dell'Unione. La stessa Commissione afferma che i sistemi energetici dell'Unione europea necessitano di investimenti per miliardi di euro a favore delle reti energetiche, della produzione di energia, delle capacità di trasporto e delle tecnologie pulite, e che la futura strategia energetica non potrà non tenere conto di tale considerazione fondamentale.

Il relatore è del parere che a questo punto l'Europa debba mostrare la volontà necessaria per porre in essere appositi strumenti volti a conseguire gli obiettivi dichiarati delle proprie politiche, ivi inclusi gli obiettivi "20-20-20" e quelli sanciti dagli articoli relativi alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico contenuti nel trattato di Lisbona. La nuova strategia energetica dovrebbe favorire, a partire dalle prospettive finanziarie post 2013, lo stanziamento di maggiori risorse a titolo del bilancio dell'Unione europea per le politiche energetica e climatica.

Finora l'Europa ha contribuito alla politica energetica con le proprie regolamentazioni, più che con i propri finanziamenti (eccezion fatta per i fondi destinati alle attività di R&S). La regolamentazione europea è incentrata sulle reti dell'energia e i prodotti energetici. Tutti e tre i pacchetti legislativi sul mercato interno dell'energia adottati in successione dall'UE avevano un obiettivo comune, ovvero quello di eliminare le discriminazioni esistenti nei settori delle reti elettriche e dei gasdotti trasformando altresì i gestori dei sistemi di trasmissione (GST) in vettori energetici universali attivi in tutta Europa. Le norme erano basate sul presupposto secondo cui i GST, se opportunamente incentivati, sarebbero stati disposti a finanziare l'intera infrastruttura necessaria per la creazione delle reti, in collaborazione con i rispettivi utenti. Appare tuttavia sempre più chiaro che tale processo è troppo lento per poter garantire la disponibilità delle nuove connessioni alla rete, necessarie per portare le energie rinnovabili nelle aree più remote, o delle reti intelligenti in grado di generare maggiori interazioni tra produttori e consumatori di energia nonché di assicurare una migliore gestione della domanda. Del resto anche la Commissione fa notare che il mercato, da solo, non potrà farsi carico della totalità degli investimenti infrastrutturali, soprattutto nei casi in cui la natura transfrontaliera delle reti rende più difficile la suddivisione dei costi tra i vari Stati membri.

Il relatore è del parere che la Commissione debba contribuire alla realizzazione degli investimenti infrastrutturali sviluppando infrastrutture strategiche su scala europea che favoriscano l'integrazione dei mercati dell'energia a livello regionale e di UE incrementando altresì le capacità di assorbimento delle energie rinnovabili. Va tuttavia rilevato che anche l'intero bilancio dell'Unione europea, rapportato alle esigenze dell'Europa in materia di investimenti nel campo dell'energia, non è sufficiente. In ogni caso, attraverso un adeguato contributo a favore delle politiche energetica e climatica, si potrebbe

· allineare le priorità del bilancio alle priorità politiche dell'UE;

· contribuire allo sviluppo dell'ingente potenziale dei nuovi Stati membri dell'Europa centrale e orientale in termini di riduzione delle emissioni e produzione di energia rinnovabile; e

· intervenire fornendo incentivi quando i meccanismi di mercato si rivelano insufficienti in vista del conseguimento degli obiettivi dell'UE nel settore dell'energia.

Alla luce della relativa esiguità del bilancio dell'UE, il relatore ritiene che quest'ultima debba esaminare possibili soluzioni per utilizzare le risorse del bilancio in maniera tale da generare un elevato effetto leva. Una delle opzioni possibili è quella di utilizzare il bilancio dell'Unione per offrire garanzie su prestiti, in modo da incentivare gli investimenti realizzati da privati o da partenariati pubblico-privato (PPP) come avviene attualmente per i fondi destinati all'energia nell'ambito del piano europeo per la ripresa economica. Tali dispositivi di finanziamento con ripartizione del rischio e programmi di prestito da parte di banche pubbliche potrebbero rappresentare un valido strumento per sostenere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e sostituire progressivamente i prestiti tradizionali attraverso una formula innovativa.

Aiuti a favore delle energie rinnovabili con un miglior rapporto costi-benefici. I programmi di sostegno di alcuni Stati, presi singolarmente, sono molto più consistenti dell'impegno complessivo dell'Unione europea. Tuttavia, una delle possibili soluzioni per offrire un maggiore sostegno alle energie rinnovabili potrebbe essere quella di riunire i più cospicui fondi nazionali in questione in un programma paneuropeo. A tale scopo la nuova strategia energetica dovrebbe valutare la possibilità di tornare alla proposta originaria della Commissione che prevedeva l'istituzione di un sistema paneuropeo di scambio delle energie rinnovabili e delle garanzie di origine. In questo modo si creerebbero economie di scala in tutta Europa e gli investimenti sarebbero convogliati verso le mete più redditizie. Nel medio termine l'Europa potrebbe altresì adoperarsi per sviluppare mercati delle energie rinnovabili su scala regionale in vista della successiva creazione di un analogo mercato a livello paneuropeo.

Efficienza energetica. Sono molti gli attori che vedono nell'eventuale nuova strategia energetica un'opportunità per rafforzare l'obiettivo non vincolante del piano "20-20-20", ovvero quello relativo al miglioramento dell'efficienza energetica (20% entro il 2020). Il relatore ritiene tuttavia che, se da un lato la realizzazione di qualunque obiettivo di efficienza energetica giuridicamente vincolante risulta difficile, dall'altro é opportuno potenziare quelle iniziative che, mantenendo un ottimo rapporto costi-benefici, consentono di sfruttare meglio il potenziale di risparmio energetico dell'UE tuttora inutilizzato. È positivo il fatto che la Commissione stia facendo pressione sugli Stati membri affinché procedano a una revisione dei rispettivi piani di efficienza energetica, presentati nel 2008, che, secondo la stessa Commissione, presenterebbero ampi margini di miglioramento.

Innovazione. È sicuramente necessario un maggiore impegno da parte dell'UE in vista dell'integrazione tra gli sforzi di R&S dei suoi ventisette Stati membri e della relativa ottimizzazione. Per conseguire tali obiettivi l'Unione europea ha a propria disposizione tre strumenti: gli accordi e il coordinamento in materia di attività di ricerca (come nel caso delle iniziative industriali europee nell'ambito dell'energia), la fissazione di requisiti tecnici e giuridici applicabili alle nuove tecniche (com'è avvenuto nel caso della cattura e dello stoccaggio del carbonio) e i finanziamenti (ad esempio quelli erogati a titolo del programma quadro per la ricerca). Tuttavia, in base al piano strategico europeo per le tecnologie energetiche (SET) della Commissione, gli investimenti pubblici e privati nelle tecnologie a basse emissioni di carbonio dovranno passare da 3 a 8 miliardi di euro entro il 2020. Il relatore è del parere che sia necessario trovare nuove soluzioni per incentivare gli investimenti privati nell'ambito del piano SET e, al contempo, orientare l'Ottavo programma quadro più specificamente all'energia.

Politica esterna in materia di energia. Il documento della Commissione elenca i numerosi interlocutori dell'Unione europea in materia di energia (organizzazioni internazionali, partner stranieri e fornitori). Tuttavia le iniziative esterne più importanti, dal fondamentale punto di vista della sicurezza dell'approvvigionamento energetico, sono quelle volte a

· estendere la regolamentazione del mercato interno dell'energia dell'UE anche ai paesi vicini;

· tentare di diversificare la provenienza e le rotte di transito delle importazioni di energia.

Il relatore ritiene che il primo obiettivo debba essere raggiunto attraverso l'allargamento della Comunità dell'energia e un forte impegno con la Russia, sia nell'ambito del forum della Conferenza della Carta dell'energia, sia nel contesto dei negoziati per un nuovo accordo di partenariato e di cooperazione. È giusto congratularsi con la Moldova per la positiva conclusione delle procedure di ratifica e l'ormai raggiunta conformità all'acquis dell'UE della sua legislazione sul gas, oltre che per la sua adesione alla Comunità dell'energia avvenuta nel maggio 2010. Anche l'Ucraina, dopo l'adesione condizionale nel dicembre 2009, dovrà procedere nella stessa direzione adoperandosi altresì per garantire la conformità all'acquis dell'UE della sua legislazione sul gas.

Per quanto concerne il conseguimento del secondo obiettivo, si potrebbe invece incentivare la costruzione di terminali per il gas naturale liquefatto (GNL) che consentano di importare il gas in Europa da tutto il mondo. Grazie ai terminali GNL è possibile sia aggiungere nuove fonti di approvvigionamento che modificare le rotte di transito delle importazioni di gas. Anche lo sviluppo del "corridoio meridionale", attraverso progetti come quello del gasdotto Nabucco, potrebbe garantire all'Europa fonti di approvvigionamento alternative e una nuova rotta di transito per le importazioni di gas. Il relatore plaude ai tentativi della Commissione di studiare eventuali meccanismi creativi per incrementare il potere d'acquisto dell'UE e di elaborare nuovi strumenti, come la cooperazione allo sviluppo nella regione del Caspio, atti a creare una convergenza della domanda europea in grado di incoraggiare i produttori di gas dell'Asia centrale a vendere il loro prodotto all'Europa.

Il relatore è del parere che, in generale, i finanziamenti destinati a migliorare la capacità dell'Europa di resistere a crisi energetiche esterne siano più proficui se utilizzati all'interno dell'UE piuttosto che al di fuori della stessa (con l'unica eccezione, forse, del progetto "Nabucco"). La motivazione risiede nel fatto che le nuove reti interne di trasmissione e stoccaggio transfrontalieri del gas non solo costituiscono un'espansione durevole dell'infrastruttura energetica europea ma rappresentano altresì una concreta espressione della solidarietà energetica tra gli Stati membri. La revisione del regolamento sulla sicurezza dell'approvvigionamento di gas attualmente in corso offrirà un contributo in tal senso. In ogni caso, durante il periodo contemplato dalla nuova strategia energetica, occorrerà mantenere l'impegno volto a creare un mercato del gas maggiormente integrato. Il relatore auspica pertanto che la Commissione attui una sinergia tra le dimensioni interna ed esterna della politica energetica.


PARERE della commissione per il commercio internazionale (29.9.2010)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Verso una nuova strategia energetica per l'Europa 2011-2020

(2010/2108(INI))

Relatore per parere: Jan Zahradil

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  invita la Commissione a sviluppare il mercato interno dell'energia sulla base di una posizione comune di Commissione, Parlamento europeo e Stati membri in materia di politica energetica, nel rispetto del diritto degli Stati membri di attuare il loro specifico mix energetico aderendo agli imperativi dell'UE di sostenibilità, competitività, efficienza energetica e protezione del clima con l'impiego delle fonti energetiche rinnovabili, e soprattutto sicurezza dell'approvvigionamento grazie a un rafforzamento della cooperazione con i paesi vicini;

2.  incoraggia gli Stati membri dell'UE a dar prova di solidarietà nell'affrontare le sfide energetiche del 21° secolo, alimentando così con energia positiva le azioni dell'Unione basate sull'articolo 194 del TFUE;

3.  sottolinea la necessità di sviluppare sinergie tra la strategia energetica dell'UE e le sue relazioni esterne con i fornitori strategici di energia, in modo che nei futuri accordi commerciali si dia maggior importanza alla sicurezza dell'approvvigionamento energetico e all'efficienza energetica, per garantire tanto l'accesso a lungo termine dell'UE alle materie prime quanto le possibilità di sviluppo, nell'interesse di entrambe le parti;

4.  ritiene che l'efficienza energetica vada promossa a livello internazionale e debba diventare una priorità globale, e che pertanto essa debba essere incorporata nella futura strategia di politica energetica dell'UE e nelle politiche dello sviluppo e del commercio internazionale;

5.  invita la Commissione a sostenere progetti in paesi terzi nel campo dell'energia solare ed eolica o della bioenergia; ritiene che l'approvvigionamento decentrato di energia rafforzerà la sicurezza dell'approvvigionamento energetico; ritiene inoltre che occorra un collegamento con le reti energetiche sovraregionali; è del parere che iniziative come DESERTEC vadano sviluppate e vadano formulate in modo tale da rispecchiare gli interessi dell'UE e dei paesi terzi;

6.  invita la Commissione ad accelerare, mediante accordi commerciali, l'adozione di norme di sicurezza e di efficienza energetica compatibili con la normativa UE per la generazione, la trasmissione, il transito, l'accumulazione e la trasformazione/raffinazione dell'energia importata ed esportata, e ad avviare a livello di OMC la definizione di norme globali per promuovere scambi aperti ed equi di fonti di energia sicure e rinnovabili e di nuove tecnologie energetiche innovative;

7.  ritiene che la diversificazione delle fonti di energia, delle rotte di approvvigionamento e delle infrastrutture, l'interconnessione delle reti di petrolio e di gas e le reti intelligenti siano elementi fondamentali per la sicurezza e la sostenibilità a lungo termine delle forniture energetiche destinate all'UE e ai paesi terzi; ricorda che questi orientamenti strategici contribuiscono inoltre a favorire nuovi sviluppi delle tecnologie dell'energia e la creazione di posti di lavoro nell'UE ed anche nei paesi terzi;

8.  sottolinea la necessità di sfruttare il potenziale innovativo delle imprese dell'UE e dei servizi pubblici dell'UE nel settore delle energie e delle tecnologie rinnovabili, comprese le tecnologie per l'efficienza energetica e le TIC avanzate, per promuovere mediante accordi commerciali un graduale passaggio a un'economia a basse emissioni di carbonio, garantendo così nuove opportunità di vendere i prodotti e il know-how dell'UE in questo settore o di trasferire tale know-how ove ciò sia appropriato;

9.  ribadisce l'importanza di intensificare le attività di ricerca nell'UE e di incrementare le iniezioni di capitali - quali gli investimenti esteri diretti (IED) dell'UE - nella costruzione e nell'ammodernamento delle infrastrutture energetiche dell'UE e dei paesi in via di sviluppo, specialmente attraverso partenariati pubblico-privato e joint venture oppure, ove appropriato, partenariati pubblico-pubblico, in tal modo incoraggiando il trasferimento di tecnologia e promuovendo la diversificazione del mix energetico in tali paesi;

10. invita la Commissione ad instaurare un elevato grado di trasparenza del mercato nel commercio internazionale di energia; afferma con vigore che regole internazionali devono impedire l'abuso e la manipolazione del mercato.

11. si compiace della decisione del governo ecuadoriano di rinunciare allo sfruttamento del giacimento di petrolio dello Yasuni, nella foresta amazzonica, al fine di preservare l'ambiente e ridurre la dipendenza del paese dall'esportazione di energia fossile, e ritiene che l'UE debba sostenere questo sforzo e altri analoghi.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.9.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Laima Liucija Andrikienė, Kader Arif, Daniel Caspary, Christofer Fjellner, Metin Kazak, David Martin, Emilio Menéndez del Valle, Cristiana Muscardini, Niccolò Rinaldi, Tokia Saïfi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Robert Sturdy, Gianluca Susta, Keith Taylor, Iuliu Winkler, Pablo Zalba Bidegain, Paweł Zalewski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pino Arlacchi, George Sabin Cutaş, Syed Kamall, Miloslav Ransdorf, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Franziska Keller


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.10.2010

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Pierre Audy, Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Pilar del Castillo Vera, Lena Ek, Ioan Enciu, Gaston Franco, Adam Gierek, Norbert Glante, Fiona Hall, Jacky Hénin, Edit Herczog, Romana Jordan Cizelj, Arturs Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Philippe Lamberts, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Marisa Matias, Angelika Niebler, Jaroslav Paška, Anni Podimata, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Jens Rohde, Paul Rübig, Amalia Sartori, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Britta Thomsen, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Niki Tzavela, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, Matthias Groote, Andrzej Grzyb, Yannick Jadot, Oriol Junqueras Vies, Silvana Koch-Mehrin, Bernd Lange, Mario Pirillo

Ultimo aggiornamento: 15 novembre 2010Avviso legale