Procedura : 2010/0821(NLE)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0052/2011

Testi presentati :

A7-0052/2011

Discussioni :

PV 09/03/2011 - 7
CRE 09/03/2011 - 7

Votazioni :

PV 23/03/2011 - 13.1
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2011)0103

RELAZIONE     *
PDF 238kDOC 153k
7 marzo 2011
PE 458.618v02-00 A7-0052/2011

sul progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l'articolo 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l'euro

(00033/2010 – C7-0014/2011 – 2010/0821(NLE))

Commissione per gli affari costituzionali

Relatori: Elmar Brok e Roberto Gualtieri

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE PER I BILANCI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l'articolo 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l'euro

(00033/2010 – C7-0014/2011 – 2010/0821(NLE))

Il Parlamento europeo,

–   visti l'articolo 48, paragrafo 6, e l'articolo 48, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea (TUE),

    vista la relazione finale della task force al Consiglio europeo sul rafforzamento della governance economica nell'UE,

    visto il progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l'articolo 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), presentato al Consiglio europeo il 16 dicembre 2010 (00033/2010 – C7-0014/2011),

    visto l'articolo 74 ter del suo regolamento,

    vista la lettera della commissione per i bilanci alla commissione per gli affari costituzionali, del 18 febbraio 2011,

    visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e il parere della commissione per i problemi economici e monetari (A7-0052/2011),

A.  considerando che l'articolo 3, paragrafo 4, del TUE recita: "L'Unione istituisce un'unione economica e monetaria la cui moneta è l'euro",

B.   considerando che il Regno Unito ha scelto di non aderire alla moneta unica,

C.  considerando che, a norma dell'articolo 3, paragrafo 1, del TFUE, "la politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro" è una competenza esclusiva dell'Unione,

D.  considerando che l'articolo 5, paragrafo 1, del TFUE stabilisce che "gli Stati membri coordinano le loro politiche economiche nell'ambito dell'Unione" e che agli Stati membri la cui moneta è l'euro si applicano disposizioni specifiche,

E.   considerando che il progetto di decisione del Consiglio europeo, se adottato, potrebbe sfociare nella creazione di un meccanismo completamente al di fuori della sfera dell'Unione, senza che alle istituzioni dell'Unione in quanto tali sia affidato alcun ruolo,

F.   considerando che è opportuno assicurare pienamente e garantire stabilmente la partecipazione delle istituzioni dell'Unione a tale meccanismo e che occorre istituire un collegamento in vista di un eventuale intervento del bilancio europeo nel sistema di garanzie,

G.  considerando che occorre esplorare tutte le possibilità per inserire pienamente tale meccanismo nel quadro istituzionale dell'Unione e far sì che ad esso partecipino anche gli Stati membri la cui moneta non è l'euro; considerando che ciò potrebbe includere il ricorso all'articolo 20 del TUE sulle cooperazioni rafforzate, ove tale ricorso sia appropriato al fine di garantire la coerenza della politica economica dell'Unione,

H.  considerando che sarebbe preferibile che le disposizioni che disciplinano il meccanismo di stabilità siano proposte dalla Commissione,

I.    considerando che le disposizioni che disciplinano il meccanismo di stabilità dovrebbero garantire procedure adeguate in materia di audit, responsabilità e trasparenza,

J.    considerando che il meccanismo di stabilità dovrebbe essere affiancato dal rafforzamento della parte preventiva e correttiva del patto di stabilità e crescita (PSC) e da misure concernenti la competitività a medio e lungo termine e volte ad affrontare gli squilibri macroeconomici tra gli Stati membri,

K.  considerando che, a integrazione del meccanismo di stabilità, l'Unione dovrebbe promuovere un mercato consolidato di eurobond,

L.   considerando che la Commissione dovrebbe presentare proposte di atti legislativi e, ove necessario, di revisione del trattato al fine di costruire, a medio termine, un sistema di governance economica per l'Unione, e in particolare per la zona euro, atto a rafforzare la coesione e la competitività dell'economia, nonché a stabilizzare il sistema finanziario,

M.  considerando che l'articolo 48, paragrafo 6, del TUE consente al Consiglio europeo, previa consultazione del Parlamento, di adottare una decisione che modifica in tutto o in parte le disposizioni della parte terza del TFUE, senza alterare l'equilibrio delle competenze tra l'Unione e i suoi Stati membri,

N.  considerando che per accrescere o ridurre le competenze dell'Unione sarebbe necessaria una procedura di revisione ordinaria,

O.  considerando che qualsiasi ulteriore revisione del TFUE dovrebbe avvenire secondo la procedura di revisione ordinaria,

P.   considerando che la decisione proposta può entrare in vigore solo dopo essere stata approvata dagli Stati membri, conformemente alle rispettive norme costituzionali;

1.   sottolinea che la politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro è una competenza esclusiva dell'Unione ed è una politica comunitaria sin dal trattato di Maastricht;

2.   sottolinea il significato che l'euro riveste per il progetto politico ed economico europeo ed evidenzia l'importanza dell'impegno assunto da tutti gli Stati membri a favore della stabilità della zona euro, nonché il senso di responsabilità e solidarietà di cui essi hanno dato prova;

3.   sottolinea che il meccanismo europeo di stabilità costituisce un elemento importante di un pacchetto globale di misure intese a definire un nuovo quadro, atto a rafforzare la disciplina di bilancio e il coordinamento delle politiche economiche e finanziarie degli Stati membri, il che dovrebbe includere la promozione di una risposta comune a livello europeo alle sfide legate alla crescita, superando contestualmente gli squilibri economici e sociali e migliorando la competitività;

4.   osserva che il Consiglio non si è avvalso di tutte le possibilità offerte dai trattati per dare piena attuazione al patto di stabilità e crescita e migliorare il coordinamento economico a livello europeo;

5.   ritiene fondamentale andare oltre le misure temporanee intese a stabilizzare la zona euro e reputa che l'Unione dovrebbe potenziare la sua governance economica, anche attraverso politiche e strumenti finalizzati a promuovere una crescita sostenibile negli Stati membri; è del parere che il rafforzamento del PSC, il semestre europeo, la strategia Europa 2020 e la modifica dell'articolo 136 del TFUE in relazione al meccanismo di stabilità rappresentino solo un primo passo in tale direzione;

6.   sottolinea che il meccanismo europeo di stabilità e la rigorosa condizionalità che esso prevede riguardano tutti gli Stati membri la cui moneta è l'euro, anche quelli più piccoli la cui economia potrebbe essere ritenuta non "indispensabile" per salvaguardare la zona euro nel suo insieme;

7.   avverte che l'intenzione di istituire il meccanismo permanente di stabilità al di fuori del quadro istituzionale dell'UE costituisce una minaccia per l'integrità del sistema basato sui trattati; ritiene che la Commissione debba far parte del consiglio di amministrazione di detto meccanismo in qualità di membro, e non come semplice osservatore; ritiene inoltre che, in tale contesto, la Commissione dovrebbe poter prendere le iniziative opportune al fine di conseguire gli obiettivi del meccanismo europeo di stabilità, con il consenso degli Stati membri interessati; sottolinea che gli Stati membri devono in ogni caso rispettare il diritto dell'Unione e le prerogative delle istituzioni ivi sancite;

8.   sottolinea che l'istituzione e il funzionamento del meccanismo permanente di stabilità devono rispettare pienamente i principi essenziali del processo decisionale democratico, quali trasparenza, controllo parlamentare e responsabilità democratica; mette l'accento sul fatto che le istituzioni e gli organi dell'Unione competenti per le questioni monetarie – Commissione europea, Banca centrale europea, Banca europea per gli investimenti – dovrebbero essere strettamente associati a tale meccanismo; sottolinea che l'istituzione del meccanismo non deve dar luogo a un nuovo modello di governance europea inferiore agli standard democratici raggiunti nell'Unione;

9.   deplora che il Consiglio europeo non abbia esplorato tutte le altre possibilità contemplate dai trattati per l'istituzione di un meccanismo permanente di stabilità; ritiene in particolare che, nel quadro delle competenze attuali dell'Unione per quanto attiene all'unione economica e monetaria (articolo 3, paragrafo 4, del TUE) e alla politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro (articolo 3, paragrafo 1, lettera c) del TFUE), sarebbe stato opportuno avvalersi dei poteri conferiti al Consiglio all'articolo 136 del TFUE o, in alternativa, ricorrere all'articolo 352 del TFUE in combinato disposto con gli articoli 133 e 136 del TFUE;

10. invita la Commissione a studiare altri meccanismi atti a garantire la stabilità finanziaria e una crescita economica sostenibile e adeguata nella zona euro, nonché a formulare le necessarie proposte legislative; sottolinea la necessità che il meccanismo di stabilità comprenda misure destinate a ridurre i rischi per la stabilità finanziaria, economica e sociale, fra cui un'efficace regolamentazione dei mercati finanziari, la revisione del PSC e un miglior coordinamento economico, l'introduzione di strumenti per ridurre gli squilibri macroeconomici nella zona euro e misure finalizzate al risanamento dell'ambiente;

11. ritiene inoltre che la costituzione e il funzionamento del meccanismo permanente di stabilità dovrebbero essere inseriti nel quadro dell'Unione europea, anche mediante il ricorso, per analogia, ai modelli istituzionali di cooperazione rafforzata quale strumento per coinvolgere le istituzioni dell'Unione in tutte le varie fasi e incoraggiare gli Stati membri la cui moneta non è ancora l'euro a partecipare al meccanismo;

12. osserva che, per poter esaminare in modo adeguato il progetto di decisione del Consiglio europeo, sono necessarie informazioni supplementari, nella fattispecie in merito alla prevista impostazione del meccanismo di stabilità e a quelli che dovrebbero essere i suoi rapporti con le istituzioni dell'Unione, con il progettato Fondo monetario europeo e con il Fondo monetario internazionale; invita pertanto il Consiglio europeo a rispettare le condizioni seguenti nel contesto dell'istituzione del nuovo meccanismo europeo di stabilità:

a)        la riformulazione del progetto di decisione del Consiglio europeo quale proposta negli emendamenti allegati, fermo restando che, coinvolgendo le istituzioni dell'UE nella costituzione del meccanismo permanente di stabilità e nella definizione della condizionalità dell'assistenza finanziaria, tale meccanismo, malgrado il suo carattere intergovernativo, sarebbe inserito nel quadro dell'Unione, ad esempio sotto forma di agenzia; chiede che il meccanismo di stabilità sia aperto fin dall'inizio agli Stati membri che, pur non avendo l'euro come propria moneta, siano intenzionati a partecipare;

oppure

b)        un impegno chiaro da parte del Consiglio europeo che garantisca quanto segue:

–  le modalità operative del meccanismo permanente di stabilità e le misure di condizionalità, che comprenderanno un rigoroso programma di adeguamento economico e fiscale, saranno decise sulla base di una proposta della Commissione, in conformità della procedura legislativa ordinaria, e la Commissione avrà la responsabilità di garantire che tali misure siano pienamente rispettate e che il meccanismo sia utilizzato con precauzione, riferendo regolarmente al Parlamento in proposito;

  la Commissione europea si farà carico di tutti i compiti necessari per l'attuazione e il monitoraggio del meccanismo permanente e la valutazione della situazione finanziaria di tutti Stati membri la cui moneta è l'euro, riferendo regolarmente al Parlamento europeo in proposito;

–  l'assistenza finanziaria a titolo del meccanismo sarà subordinata a un'analisi rigorosa e a un programma di ripresa economica e finanziaria; nel decidere in merito alla concessione di un'assistenza finanziaria, gli Stati membri la cui moneta è l'euro e gli Stati membri che partecipano al meccanismo permanente di stabilità e vi contribuiscono si baseranno sulla valutazione fornita dalla Commissione, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale, nella misura in cui esso possa essere associato a tale esercizio; la Commissione riferirà al Parlamento in merito alle analisi e alle condizioni per la ripresa economica e finanziaria;

–  nessuno Stato membro la cui moneta è l'euro e che ha contribuito al meccanismo permanente di stabilità dovrebbe essere escluso dall'accesso a quest'ultimo a causa delle sue dimensioni;

–  il segretariato del meccanismo permanente di stabilità sarà assicurato dalla Commissione;

13. ricorda che il futuro meccanismo permanente di stabilità dovrebbe avvalersi delle istituzioni dell'Unione, poiché ciò eviterebbe una duplicazione di strutture che potrebbe rivelarsi pregiudizievole per l'integrazione europea;

14. chiede che, qualora venga attivato il meccanismo permanente di stabilità, le condizioni di prestito da applicare per il rimborso dei fondi al meccanismo stesso siano simili a quelle applicate allo strumento di sostegno della bilancia dei pagamenti (BoP) e allo strumento di sostegno macrofinanziario (AMF) utilizzati dalla Commissione europea, ossia una rigorosa modalità "back to back", senza applicare una maggiorazione superiore agli oneri finanziari; ritiene inoltre che per i tassi di interesse praticati dal meccanismo permanente di stabilità dovrebbero essere offerte condizioni favorevoli;

15. insiste sulla necessità che il Parlamento controlli che gli Stati membri si attengono agli indirizzi economici definiti dalla Commissione e alle condizioni imposte dal meccanismo di stabilità e sottolinea che ogni parlamento nazionale deve essere pienamente associato in tutte le fasi, in conformità delle sue competenze di bilancio e di controllo, in particolare nel contesto del semestre europeo, per accrescere la trasparenza, la titolarità e la responsabilità delle decisioni prese;

16. appoggia l'intenzione della Commissione di garantire la coerenza tra il futuro meccanismo e la governance economica dell'Unione, in particolare nella zona euro, nel rispetto delle competenze che il trattato conferisce all'Unione e alle sue istituzioni;

17. sottolinea che il progetto di decisione del Consiglio europeo quale emendato non estenderebbe le competenze dell'Unione e continuerebbe pertanto a rientrare nell'ambito d'applicazione della procedura di revisione semplificata dei trattati; osserva, per converso, che tale decisione non può ridurre le competenze delle istituzioni dell'Unione nel settore della politica economica e monetaria e, rispettivamente, della politica monetaria per gli Stati membri la cui moneta è l'euro, né può in alcun caso pregiudicare la corretta applicazione del diritto dell'Unione, nella fattispecie gli articoli 122 e 143 del TFUE, e dell'acquis dell'Unione;

18. ribadisce che il ricorso all'articolo 48, paragrafo 6, del TUE è una procedura straordinaria e ricorda che, conformemente all'articolo 48, paragrafo 3, del TUE, il Parlamento ha il diritto di chiedere la convocazione di una convenzione per rimodellare le istituzioni, le procedure e le politiche che definiscono la governance economica dell'Unione;

19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca centrale europea quale parere del Parlamento europeo in conformità dell'articolo 48, paragrafo 6, del TUE.


ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE

Emendamento al progetto di decisione del Consiglio europeo

All'articolo 136, paragrafo 1, del TFUE sono aggiunti i seguenti commi:

"Su raccomandazione della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo, gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà decisa sulla base di una proposta della Commissione europea e sarà soggetta a rigorosi criteri di condizionalità conformemente ai principi e agli obiettivi dell'Unione, quali sanciti nel trattato sull'Unione europea e nel presente trattato.

I principi e le regole generali per la condizionalità dell'assistenza finanziaria nell'ambito del meccanismo e per il controllo della stessa sono stabiliti in un regolamento secondo la procedura legislativa ordinaria."

L'articolo 136, paragrafo 2, è così modificato:

"Solo i membri del Consiglio che rappresentano gli Stati membri la cui moneta è l'euro prendono parte al voto sulle misure di cui al paragrafo 1, lettere a) e b).

Per maggioranza qualificata di detti membri s'intende quella definita conformemente all'articolo 238, paragrafo 3, lettera a).

Solo i membri del Consiglio che rappresentano gli Stati membri che partecipano al meccanismo prendono parte al voto sulle misure di cui al paragrafo 1, terzo comma".


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (14.2.2011)

destinato alla commissione per gli affari costituzionali

Progetto di decisione del Consiglio europeo che modifica l'articolo 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l'euro

(00033/2010 – C7-0014/2011 – 2010/0821(NLE))

Correlatori: Jean-Paul Gauzès, Edward Scicluna

EMENDAMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Progetto di decisione

Considerando 1

Testo del Consiglio europeo

Emendamento

(1) L'articolo 48, paragrafo 6, del trattato sull'Unione europea (TUE) consente al Consiglio europeo, che delibera all'unanimità previa consultazione del Parlamento europeo, della Commissione e, in taluni casi, della Banca centrale europea, di adottare una decisione che modifica in tutto o in parte le disposizioni della parte terza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Tale decisione non può estendere le competenze attribuite all'Unione nei trattati e la sua entrata in vigore è subordinata alla previa approvazione degli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali.

(1) L'articolo 48, paragrafo 6, del trattato sull'Unione europea (TUE) consente al Consiglio europeo, che delibera all'unanimità previa consultazione del Parlamento europeo, della Commissione e, in taluni casi, della Banca centrale europea, di adottare una decisione che modifica in tutto o in parte le disposizioni della parte terza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Tale decisione non può estendere le competenze attribuite all'Unione nei trattati e la sua entrata in vigore è subordinata alla previa approvazione di tutti gli Stati membri dell'UE conformemente alle rispettive norme costituzionali.

Motivazione

L'emendamento intende chiarire quali Stati membri dell'Unione europea dovranno approvare la modifica del trattato proposta.

Emendamento  2

Progetto di decisione

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo del Consiglio europeo

Emendamento

 

(3 bis) Nella riunione del 16 dicembre 2010 il Consiglio europeo ha altresì convenuto che gli Stati membri la cui moneta non è l'euro possono decidere di partecipare a operazioni condotte nel quadro del meccanismo, su una base ad hoc.

Motivazione

L'emendamento è in linea con le conclusioni della riunione del Consiglio europeo di dicembre 2010.

Emendamento  3

Progetto di decisione

Considerando 4

Testo del Consiglio europeo

Emendamento

(4) Il meccanismo di stabilità costituirà lo strumento necessario per affrontare situazioni di rischio per la stabilità finanziaria dell'intera zona euro come quelle verificatesi nel 2010 e contribuirà dunque a preservare la stabilità economica e finanziaria dell'Unione stessa. Nella riunione del 16 dicembre 2010, il Consiglio europeo ha convenuto che, poiché detto meccanismo è destinato a salvaguardare la stabilità finanziaria dell'intera zona euro, l'articolo 122, paragrafo 2, TFUE non sarà più necessario a tale scopo. I capi di Stato o di governo hanno pertanto convenuto che non debba essere usato per tali fini.

(4) Il meccanismo di stabilità costituirà uno strumento necessario per affrontare situazioni di rischio per la stabilità finanziaria della zona euro composta dagli Stati membri la cui moneta è l'euro, come quelle verificatesi nel 2010 e contribuirà a preservare la stabilità economica e finanziaria dell'Unione stessa. Nella riunione del 16 dicembre 2010, il Consiglio europeo ha convenuto che, poiché detto meccanismo è destinato a salvaguardare la stabilità finanziaria dell'intera zona euro, l'articolo 122, paragrafo 2, TFUE non sarà più necessario a tale scopo a decorrere dalla data in cui entra in vigore la presente decisione.

Emendamento  4

Progetto di decisione

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

 

(4 bis) Il meccanismo di stabilità integra le misure addizionali utilizzate per ridurre i rischi per la stabilità finanziaria, come il rafforzamento dello strumento preventivo e correttivo del Patto di crescita e di stabilità, una maggiore sorveglianza dei bilanci nazionali e il ricorso a nuove procedure per gli squilibri macroeconomici.

Emendamento  5

Progetto di decisione

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

 

(4 ter) Gli Stati membri, e soprattutto quelli la cui moneta è l'euro, devono operare congiuntamente all'insegna della solidarietà per affrontare le questioni connesse alla competitività a medio e lungo termine e agli squilibri macroeconomici fra Stati membri.

Emendamento  6

Progetto di decisione

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

 

(4 quater) La Commissione dovrebbe redigere una proposta per approvare, in base alla procedura legislativa ordinaria, una normativa dettagliata sulla maniera in cui il meccanismo di stabilità sarà gestito e posto in atto e dovrebbe specificare gli strumenti da utilizzare nel suo ambito di competenza.

Emendamento  7

Progetto di decisione

Considerando 4 quinquies (nuovo)

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

 

(4 quinquies) La Commissione dovrebbe prendere in considerazione anche altri meccanismi atti a garantire la stabilità finanziaria della zona euro e predisporre le necessarie proposte legislative.

Emendamento  8

Progetto di decisione

Considerando 4 sexies (nuovo)

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

 

(4 sexies) La Commissione dovrebbe accertare il potenziale di un futuro sistema di eurobbligazioni, come meccanismo addizionale per preservare la stabilità della zona euro, esaminando in particolare le condizioni in base alle quali tale sistema gioverebbe a tutti gli Stati membri partecipanti nonché alla zona euro nel complesso.

Emendamento  9

Progetto di decisione

Considerando 4 septies (nuovo)

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

 

(4 septies) La crisi ha evidenziato la necessità di accelerare un processo di convergenza economica equilibrato, sostenibile e completo e un coordinamento politico che vada oltre il quadro attuale, contribuendo così al rafforzamento del metodo dell'Unione. Di conseguenza, qualsiasi ulteriore revisione del trattato FUE secondo la procedura ordinaria dovrebbe contenere proposte atte a garantire che disposizioni relative alla creazione e al funzionamento di qualsiasi meccanismo di stabilità siano integrate e attuate in base al metodo dell'Unione.

Emendamento  10

Progetto di decisione

Articolo 1

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

All'articolo 136 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea è aggiunto il paragrafo seguente:

All'articolo 136, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea è aggiunta la seguente lettera:

"3. Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità.".

"(c) istituire un meccanismo di stabilità permanente per salvaguardare la stabilità della zona euro composta dagli Stati membri la cui moneta è l'euro. Gli Stati membri che non si avvalgono dell'euro possono decidere di partecipare al meccanismo. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità in linea con i principi e gli obiettivi dell'Unione stabiliti nel trattato sull'Unione europea e nel presente trattato. Il meccanismo di stabilità permanente sarà concepito in maniera da rafforzare la disciplina di bilancio e contribuire a finanze pubbliche sostenibili a lungo termine."

Emendamento  11

Progetto di decisione

Articolo 1 bis (nuovo)

Testo del Consiglio Emendamento

Emendamento

 

Articolo 1 bis

 

All'articolo 136, paragrafo 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il primo comma è sostituito dal seguente testo:

 

“Solo i membri del Consiglio che rappresentano gli Stati membri la cui moneta è l'euro prendono parte al voto sulle misure di cui al paragrafo 1, lettere a) e b). Per quanto concerne il paragrafo 1, lettera c), prendono parte al voto solo i membri del Consiglio che rappresentano gli Stati membri la cui moneta è l'euro e quelli che rappresentano gli Stati membri che partecipano e contribuiscono al meccanismo di stabilità permanente.”

Emendamento  12

Progetto di decisione

Articolo 2 – comma 1

Testo proposto dal Consiglio europeo

Emendamento

Gli Stati membri notificano senza indugio al segretario generale del Consiglio l'espletamento delle procedure richieste dalle rispettive norme costituzionali per l'approvazione della presente decisione.

Tutti gli Stati membri dell'UE notificano senza indugio al segretario generale del Consiglio l'espletamento delle procedure richieste dalle rispettive norme costituzionali per l'approvazione della presente decisione.

Motivazione

L'emendamento intende chiarire quali Stati membri dell'Unione europea notificano al Segretario generale del Consiglio l'espletamento delle procedure per l'approvazione della presente decisione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

14.2.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

6

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Pascal Canfin, Nikolaos Chountis, George Sabin Cutaş, Leonardo Domenici, Derk Jan Eppink, Diogo Feio, Elisa Ferreira, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Liem Hoang Ngoc, Gunnar Hökmark, Wolf Klinz, Jürgen Klute, Philippe Lamberts, Werner Langen, Hans-Peter Martin, Íñigo Méndez de Vigo, Ivari Padar, Alfredo Pallone, Anni Podimata, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Peter Simon, Peter Skinner, Theodor Dumitru Stolojan, Ivo Strejček, Kay Swinburne, Ramon Tremosa i Balcells, Corien Wortmann-Kool

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sophie Auconie, Elena Băsescu, Arturs Krišjānis Kariņš, Sirpa Pietikäinen, Andreas Schwab, Catherine Stihler

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Roberto Gualtieri


ALLEGATO: LETTERA DELLA COMMISSIONE PER I BILANCI

Lettera dell'on. Lamassoure, presidente della commissione per i bilanci, all'on. Casini, presidente della commissione per gli affari costituzionali

Commissione per i bilanci - Il presidente

Ref.:D(2011) 8060

303128 18.02.2011                                                                    

On. Carlo Casini

Presidente della commissione

per gli affari costituzionali ASP09E205 Bruxelles

Onorevole Casini,

nella sua ultima riunione del 7 febbraio la commissione per i bilanci ha avuto modo di discutere, alla presenza dei due co-relatori della commissione per gli affari costituzionali, onn. Elmar Brok e Roberto Gualtieri, la proposta di modifica (inserimento di un nuovo paragrafo 3) dell'articolo 136 del TFUE, mediante la procedura semplificata contemplata all'articolo 48, paragrafo 6, del TUE, proposta che è attualmente all'esame della commissione per gli affari costituzionali. Al termine dello scambio di opinioni, la commissione ha deciso di esprimere sotto forma di lettera del suo presidente la posizione emersa a grande maggioranza durante la discussione.

La proposta in esame riguarda una modifica dell'articolo 136 del TFUE intesa a permettere agli Stati membri interessati di istituire un meccanismo di stabilità per l'area dell'euro, che potrebbe essere attivato "ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo insieme".

La commissione per i bilanci si compiace per il fatto che i trattati riconoscano la possibilità di creare un siffatto meccanismo. Nondimeno, è preoccupata che la formulazione proposta possa spianare la strada alla creazione di un meccanismo che si collochi completamente al di fuori della sfera dell'Unione, quale un meccanismo intergovernativo o addirittura di diritto privato, senza che alle istituzioni europee in quanto tali sia attribuito alcun ruolo.

La commissione per i bilanci ritiene che la credibilità di qualsiasi meccanismo di stabilità risulterebbe rafforzata se si prevedesse il coinvolgimento dell'Unione europea in una data fase, in particolare mediante l'eventuale intervento del bilancio europeo quale parte del meccanismo di garanzia, come avviene attualmente per il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria. Le recenti esperienze sembrano confermare abbondantemente questa tesi.

D'altro lato, è chiaro anche che l'intervento delle istituzioni europee permetterebbe un maggior controllo democratico sul meccanismo, in particolare mediante l'esercizio, da parte del Parlamento europeo, delle sue competenze in quanto ramo dell'autorità di bilancio.

In questo contesto la commissione per i bilanci ritiene essenziale che alle istituzioni europee sia assegnato un ruolo nell'ambito del meccanismo, il che permetterebbe di esercitare un certo controllo democratico sulla gestione del fondo. Inoltre, è opportuno preservare la possibilità di una futura partecipazione delle istituzioni dell'Unione al meccanismo in parola e istituire un collegamento in vista di un eventuale coinvolgimento del bilancio europeo nel sistema di garanzia.

Infine, con riferimento al dibattito più generale in corso sulla governance economica, la commissione per i bilanci, pur convenendo sulla necessità di rafforzare i meccanismi di esecuzione applicabili in caso di mancato rispetto dei criteri del patto di stabilità e di crescita, desidera sottolineare che le sanzioni non dovrebbero riguardare misure concernenti gli strumenti di spesa previsti nel bilancio europeo per l'attuazione delle politiche europee, tanto più dette sanzioni sarebbero il frutto di procedure condotte principalmente mediante meccanismi intergovernativi.

Voglia gradire i sensi della mia stima.

B-1047 Brussels - Tel +32 2 28 43454 - Fax +32 2 28 49012 F-67070 Strasbourg - Tel +33 3 88 1 72655 - Fax +33 3 88 1 76951


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

7.3.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Andrew Henry William Brons, Andrew Duff, Ashley Fox, Matthias Groote, Roberto Gualtieri, Enrique Guerrero Salom, Zita Gurmai, Gerald Häfner, Daniel Hannan, Stanimir Ilchev, Constance Le Grip, David Martin, Algirdas Saudargas, György Schöpflin, Søren Bo Søndergaard, Indrek Tarand, Rafał Trzaskowski, Guy Verhofstadt, Luis Yáñez-Barnuevo García

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Elmar Brok, Marietta Giannakou, Alain Lamassoure, Íñigo Méndez de Vigo, Vital Moreira, Helmut Scholz, Alexandra Thein

Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2011Avviso legale