Procedura : 2011/2106(INI)
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Ciclo del documento : A7-0285/2011

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A7-0285/2011

Discussioni :

PV 27/10/2011 - 5
CRE 27/10/2011 - 5

Votazioni :

PV 27/10/2011 - 8.1
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P7_TA(2011)0467

RELAZIONE     
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20 luglio 2011
PE 466.968v02-00 A7-0285/2011

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2010

(2011/2106(INI))

Commissione per le petizioni

Relatore: Iliana Malinova Iotova

PR_INI_AnnOmbud

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2010

(2011/2106(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2010,

–   visto l'articolo 24, terzo comma, e gli articoli 228 e 298 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–   visti l'articolo 41 e l'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–   vista la sua risoluzione del 18 giugno 2008(1), relativa all'adozione di una decisione del Parlamento europeo recante modifica della decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del 9 marzo 1994 sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del Mediatore(2),

–   visto l'accordo quadro di cooperazione concluso tra il Parlamento europeo e il Mediatore il 15 marzo 2006, entrato in vigore il 1 aprile 2006,

–   viste le disposizioni di attuazione dello statuto del Mediatore europeo del 1 gennaio 2009(3),

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulle attività del Mediatore europeo,

–   visto l'articolo 205, paragrafo 2, frasi seconda e terza, del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per le petizioni (A7-0285/2011),

A. considerando che la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2010 è stata ufficialmente trasmessa al Presidente del Parlamento europeo il 10 maggio 2011 e che il Mediatore europeo, sig. Nikiforos Diamandouros, ha presentato la propria relazione alla commissione per le petizioni il 23 maggio 2011 a Bruxelles,

B.  considerando che l'articolo 24 TFUE dispone che "ogni cittadino dell’Unione può rivolgersi al Mediatore istituito conformemente all’articolo 228",

C. considerando che, ai sensi dell'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali, "ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione",

D. considerando che la politica estera comune, la politica di sicurezza e le competenze del Consiglio europeo rientrano nel mandato del Mediatore europeo,

E.  considerando che, ai sensi dell'articolo 43 della Carta, "qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al Mediatore dell'Unione casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni o degli organi comunitari, salvo la Corte di giustizia nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali",

F.  considerando che la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea è divenuta giuridicamente vincolante nella maggior parte degli Stati membri dell'UE a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, conferendo un'ulteriore legittimità alle decisioni del Mediatore europeo,

G. considerando che il trattato di Lisbona ha introdotto una base giuridica per norme comuni in materia di procedure amministrative nelle istituzioni, negli organi e negli organismi dell'Unione che, conformemente all'articolo 298 del trattato FUE, "si basano su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente", il che ha anche un impatto sull'attività del Mediatore europeo, fra l'altro come conseguenza della creazione del Servizio europeo per l'azione esterna e del fatto che il Consiglio europeo è divenuto un'istituzione UE,

H. considerando che si ha cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non opera conformemente a una norma o a un principio per esso vincolante,

I.   considerando che Nikiforos Diamandouros è stato rieletto Mediatore europeo dal Parlamento in seduta plenaria a Strasburgo il 20 gennaio 2010 e ha prestato giuramento dinanzi alla Corte di giustizia a Lussemburgo il 25 ottobre 2010,

J.   considerando che il 27 settembre 2010 l'istituzione del Mediatore europeo ha festeggiato il suo quindicesimo anniversario e che in questo arco di tempo il Mediatore ha risposto a oltre 36 000 denunce e concluso più di 3 800 inchieste su casi di presunta cattiva amministrazione,

K. considerando che il Mediatore si è avvalso del quindicesimo anniversario della sua istituzione per lanciare una nuova strategia per il suo mandato 2009-2014, e che questa strategia consiste nell'ascoltare le parti interessate, consegnare più velocemente i risultati, incidere positivamente sulla cultura amministrativa dell'Unione, fornire informazioni tempestive e utili alle parti interessate e al pubblico e ripensare costantemente l'utilizzo delle risorse disponibili,

L.  considerando che nel 2010 il Mediatore ha ricevuto 2 667 denunce, ovvero oltre 400 denunce in meno rispetto al 2009,

M. considerando che nel 2010 il Mediatore ha completato 326 inchieste (318 nel 2009), di cui 323 erano basate su denunce; che il tempo medio necessario per il completamento delle indagini è sceso da 13 mesi nel 2008 a 9 mesi nel 2009 e nel 2010; che la maggior parte delle indagini è stata completata entro un anno (66%) mentre oltre la metà (52%) è stata completata entro tre mesi,

N. considerando che il Mediatore può avviare indagini di propria iniziativa quando intende esaminare un possibile caso di cattiva amministrazione sulla base di una denuncia presentata da una persona non autorizzata o quando sembra esservi un problema sistemico nelle istituzioni; considerando che il Mediatore ha completato tre indagini di propria iniziativa nel 2010 e ne ha aperte sei,

O. considerando che il 65% delle indagini avviate nel 2010 riguardavano la Commissione europea (56% nel 2009), il 10% riguardava l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO), il 7% il Parlamento europeo, il 2% il Consiglio dell'Unione europea e l'1% la Corte di giustizia dell'Unione europea,

P.  considerando che in oltre la metà dei casi (55%) chiusi nel 2010 l'istituzione interessata ha accettato una conciliazione amichevole o ha risolto la questione,

Q. considerando che il Mediatore può formulare un'osservazione complementare qualora nel trattare un caso si riscontri l'opportunità di migliorare la qualità dell'amministrazione; che nel 2010 il Mediatore ha inviato osservazioni complementari in 14 casi (28 nel 2009), nell'intento di migliorare la qualità del servizio offerto ai cittadini,

R.  considerando che una valutazione critica viene fatta nei casi in cui (i) non è più possibile per l'istituzione interessata eliminare la cattiva amministrazione, (ii) la cattiva amministrazione non ha implicazioni generali o (iii) non si ritiene necessario un seguito da parte del Mediatore,

S.  considerando che una valutazione critica conferma al denunciante che la denuncia era fondata e segnala all'istituzione in cosa ha sbagliato, in modo che possa evitare in futuro casi di cattiva amministrazione; che negli ultimi anni il numero di valutazioni critiche non ha cessato di diminuire, passando da 44 nel 2008 a 35 nel 2009 e a 33 nel 2010,

T.  considerando che viene redatto un progetto di raccomandazione nei casi in cui siano necessarie azioni di seguito da parte del Mediatore, nei casi in cui la cattiva amministrazione può essere eliminata o quando la cattiva amministrazione è particolarmente grave o presenta implicazioni generali,

U. considerando che il Mediatore ha identificato casi di cattiva amministrazione nel 12% dei casi (40) nel 2010; che ha ottenuto risultati positivi in sette di questi casi, emettendo progetti di raccomandazione,

V. considerando che, se un'istituzione o un organismo non risponde in modo soddisfacente a un progetto di raccomandazione, il Mediatore può inviare una relazione speciale al Parlamento europeo,

W. considerando che una relazione speciale costituisce l'ultima arma del Mediatore ed è l'ultimo passo sostanziale che compie nel trattare un caso, poiché l'adozione di una risoluzione e l'esercizio dei poteri del Parlamento competono al giudizio politico del medesimo,

X. considerando che il Mediatore ha presentato una relazione speciale al Parlamento europeo nel 2010,

1.  approva la relazione annuale per il 2010 presentata dal Mediatore europeo; si congratula con il Mediatore per la sua rielezione nel gennaio 2010;

2.  prende atto della nuova strategia che il Mediatore ha sviluppato per il suo attuale mandato e che costituisce la base per le sue iniziative e attività; rileva che tale strategia comprende, tra l'altro il dialogo continuo con i ricorrenti, la società civile e gli altri soggetti interessati, l'individuazione delle migliori prassi di cooperazione e di consultazione con i colleghi della rete europea dei difensori civici, il rendere le procedure decisionali dell'UE più eque e trasparenti e la promozione di una cultura del servizio nelle amministrazioni delle istituzioni dell'Unione europea;

3.  sottolinea che la trasparenza, l'accesso alle informazioni e il rispetto dei diritti dei cittadini europei sono requisiti essenziali per il mantenimento della fiducia tra i cittadini e le istituzioni;

4.  ritiene che il ruolo del Mediatore nel potenziare la trasparenza e la responsabilità nei processi decisionali e nell'amministrazione dell'Unione europea rappresenti un contributo essenziale per un'Unione in cui le decisioni sono prese “nel modo più trasparente possibile e il più vicino possibile ai cittadini”, come disposto dall'articolo 1, secondo comma, del trattato sull'Unione europea;

5.  ricorda che il 27 settembre 2010 l'istituzione del Mediatore europeo ha festeggiato il suo quindicesimo anniversario; osserva che in questi quindici anni il Mediatore ha risposto a più di 36 000 denunce e ha svolto un ruolo importante nel coadiuvare le istituzioni europee a garantire un mezzo di ricorso e ad aumentare la qualità della loro amministrazione;

6.  osserva che l'esperienza di questi quindici anni di attività ha fornito all'istituzione del Mediatore una visione reale delle tendenze alla cattiva amministrazione, dei problemi sistemici e delle carenze strutturali delle amministrazioni, che le consente di offrire alle amministrazioni una guida per evitare il ripetersi di errori e migliorare la qualità e la trasparenza del loro lavoro;

7.  accoglie favorevolmente l'iniziativa del Mediatore di pubblicare regolarmente gli studi in cui esamina il seguito che le istituzioni dell'Unione europea hanno dato alle sue valutazioni critiche e osservazioni complementari; rileva che il tasso complessivo di azioni di seguito soddisfacenti nel 2009 era dell'81% (94% nel caso di osservazioni complementari e 70% per le valutazioni critiche); ritiene che si tratti di un risultato incoraggiante ma che vi sia spazio per un ulteriore miglioramento, soprattutto per quanto riguarda il dato relativo alle valutazioni critiche; esorta le istituzioni a collaborare con il Mediatore per migliorare le rispettive percentuali di follow-up;

8.  accoglie con favore la cooperazione in genere costruttiva tra il Mediatore e le istituzioni e gli organismi dell'UE; sottoscrive il ruolo del Mediatore quale meccanismo di controllo esterno e come preziosa fonte di miglioramento continuo per l'amministrazione europea;

9.  si congratula con il Mediatore per il nuovo logo e la nuova identità visiva della sua istituzione e per il nuovo look della relazione annuale; elogia il Mediatore anche per aver incrementato la trasparenza della sua istituzione con la pubblicazione sul suo sito web di informazioni su tutte le nuove indagini che sta aprendo in relazione a denunce;

10. sottolinea la necessità che i cittadini siano meglio informati circa il modus operandi dell'istituzione e il sito web di informazione, a convalida della trasparenza del ruolo del Mediatore;

11. suggerisce che quando il Mediatore presenta la sua relazione annuale alla riunione della commissione per le petizioni dovrebbero essere presenti non solo i rappresentanti della Commissione europea, ma anche le rispettive amministrazioni del Parlamento europeo, del Consiglio e di altre istituzioni, agenzie, servizi e organi dell’UE, che sono stati oggetto di un'indagine, di una relazione speciale, di valutazioni critiche o altre misure adottate dal Mediatore, per commentare la relazione e prendere parte alla discussione; esorta le amministrazioni del Parlamento, del Consiglio e di altre istituzioni, agenzie e organi UE interessati a farsi rappresentare nelle riunioni future, quando viene presentata e discussa la relazione annuale del Mediatore; ritiene che la loro partecipazione a queste discussioni e la condivisione delle loro opinioni sulla buona amministrazione e sui problemi superati a seguito di raccomandazioni e osservazioni del Mediatore europeo potrebbero aiutare a migliorare il servizio fornito ai cittadini dell'Unione europea e il dialogo interistituzionale e contribuire alla creazione di un'autentica cultura di servizio;

12. invita il Mediatore a tenerlo al corrente degli sviluppi delle sue relazioni con il nuovo Servizio europeo per l'azione esterna e il Consiglio europeo;

13. osserva che nel 2010 il Mediatore ha ricevuto 2 667 denunce di cittadini, imprese, associazioni, ONG e uffici regionali, osserva che ciò rappresenta un calo di oltre 400 denunce rispetto all'anno precedente;

14. concorda che questo calo delle denunce irricevibili può essere attribuito in parte alla guida interattiva che è stata introdotta sul sito web del Mediatore europeo nel 2009 e che aiuta efficacemente a dirigere i denuncianti verso l'organismo che meglio può aiutarli;

15. incoraggia il Mediatore europeo a continuare a promuovere la Rete europea dei difensori civici al fine di sviluppare una solida base dati e informare meglio i cittadini dell'Unione europea circa la ripartizione delle responsabilità tra il Mediatore europeo, i difensori civici nazionali e la commissione per le petizioni del Parlamento europeo;

16. sottolinea che lo stesso Parlamento deve predisporre risorse per attivare un analogo portale web per la sua commissione per le petizioni onde migliorare la visibilità e la trasparenza dell'istituzione nonché contribuire a ridurre il numero delle petizioni irricevibili, offrendo nel contempo orientamento e consulenza ai firmatari e migliorando l'efficienza e l'efficacia della procedura delle petizioni;

17. rileva con soddisfazione la riduzione consistente delle valutazioni critiche (33 nel 2010, 35 nel 2009, 44 nel 2008 e 55 nel 2007) emesse dal Mediatore; conviene che questa è la prova che le istituzioni dell'UE stanno assumendo un ruolo più proattivo nella risoluzione dei reclami e che con la propria efficacia il Mediatore ha ottenuto legittimità presso queste istituzioni;

18. si congratula con il Mediatore della progressiva riduzione dei tempi richiesti per completare le indagini (all'incirca 9 mesi nel 2009 e nel 2010); chiede che ci si avvalga dei mezzi necessari per ridurli ulteriormente così da poter meglio rispondere alle aspettative dei cittadini dell'Unione europea;

19. rileva che il 65% delle indagini avviate dal Mediatore nel 2010 riguardava la Commissione europea (219 inchieste); esprime la propria preoccupazione per questo forte aumento rispetto al 56% del 2009 (191 inchieste) e chiede ancora una volta al Commissario, in particolare al Commissario per le relazioni interistituzionali e l'amministrazione, di adottare misure per migliorare la situazione attuale in modo tangibile e al più presto;

20. prende atto delle preoccupazioni del Mediatore per il numero relativamente elevato di risposte insoddisfacenti da parte della Commissione europea alle valutazioni critiche (10 su 32 risposte); condivide il parere del Mediatore che ci sia ancora molto lavoro da fare per convincere i funzionari che un approccio difensivo nei confronti del Mediatore rappresenta un'occasione mancata per le istituzioni e rischia di danneggiare l'immagine dell'Unione nel suo insieme; chiede il radicale miglioramento del processo di risposta, compresa la riduzione del tempo impiegato nel fornire risposte (in particolare nei casi in cui l'elemento tempo è cruciale), e l'elaborazione di risposte orientate alla soluzione anziché risposte difensive; sottolinea che i cittadini europei hanno diritto a una buona amministrazione in base alla Carta dei diritti fondamentali;

21. sottolinea il fatto che nel 2010 l'accusa di gran lunga più comune pervenuta al Mediatore riguarda la mancanza di trasparenza nell'amministrazione dell'Unione europea; osserva che tale accusa è presente nel 33% di tutte le inchieste chiuse e comprende il rifiuto di informazioni e di accesso ai documenti; condivide la frustrazione del Mediatore per il fatto che il numero dei casi di non trasparenza si è mantenuto sensibilmente elevato negli ultimi anni;

22. rileva che nel 2010 il Mediatore ha presentato una relazione speciale, che riguardava il rifiuto della Commissione di divulgare dei documenti e di cooperare con il Mediatore in completa trasparenza; ricorda che la relazione(4) della commissione per le petizioni sulla relazione speciale è stata adottata dal Parlamento il 27 ottobre 2010; ricorda che nella risoluzione approvata si sollecita la Commissione a impegnarsi nei confronti del Parlamento ad ottemperare al suo dovere di leale cooperazione con il Mediatore europeo;

23. auspica l'avvio di una campagna di informazione per rassicurare i funzionari delle istituzioni UE circa la volontà del Mediatore di ascoltare e discutere i vari casi, e per evidenziare i vantaggi di un intervento del Mediatore ai fini del ravvicinamento delle amministrazioni delle istituzioni UE ai cittadini;

24. ricorda che il regolamento (CE) n.1049/2001(5) sull'accesso ai documenti delle istituzioni UE è in vigore da 10 anni; ricorda che il concetto fondamentale alla base del regolamento è che l'apertura dovrebbe essere la regola e il segreto l'eccezione; rileva che le istituzioni si battono ancora contro questa idea; ritiene che nel redigere i documenti, le istituzioni, le agenzie, i servizi e gli organi dell'UE devono tenere presente questo principio e fare in modo di trovare un giusto equilibrio tra la trasparenza utile e necessaria e l'autentica necessità di riservatezza;

25. ricorda che la rifusione del regolamento (CE) n. 1049/2001 è ancora in corso; deplora la mancanza di progressi nella procedura di rifusione; sollecita il Consiglio e la Commissione ad essere più aperti dando accesso ai documenti e alle informazioni ai cittadini e al Parlamento europeo;

26. incoraggia il Mediatore a continuare ad insistere sul diritto fondamentale dell'accesso ai documenti, sull'idonea attuazione del principio della trasparenza nel processo decisionale, su una cultura di servizio in funzione dei cittadini e su un atteggiamento proattivo da parte delle istituzioni, delle agenzie e degli organi dell'UE per quanto concerne la divulgazione dei documenti, il che costituisce un principio fondamentale per la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni europee; propone di pubblicizzare fra i cittadini dell'Unione esempi di buone pratiche così da contrastare l'immagine negativa che essi nutrono nei confronti dell'amministrazione europea, nonché per promuovere il dialogo fra le varie istituzioni sui problemi attinenti alla qualità della loro amministrazione;

27. concorda con il Mediatore che una dichiarazione concisa dei principi del servizio pubblico può contribuire a una cultura del servizio e promuoverebbe la fiducia dei cittadini nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni dell'Unione europea; attende la dichiarazione del Mediatore sui principi del servizio pubblico, su cui si sta attualmente consultando con gli omologhi nazionali e altre parti interessate;

28. propone che questa dichiarazione dei principi del servizio pubblico abbia la massima diffusione possibile e sia facilmente accessibile ai cittadini per rassicurarli sulla volontà dell'Unione europea di difendere i servizi pubblici presenti nella loro vita quotidiana;

29. ritiene tuttavia che l'adozione di norme e principi comuni vincolanti sulla procedura amministrativa all'interno della stessa amministrazione UE, come già richiesto dal primo Mediatore europeo, e l'introduzione del principio di servizio in questo contesto sarebbero il modo migliore per garantire un cambiamento duraturo nella cultura amministrativa dell'UE e attende quindi che la Commissione presenti in via prioritaria un progetto di regolamento a tal fine sulla base dell'articolo 298 del trattato FUE;

30. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai loro difensori civici o analoghi organi competenti.

(1)

GU C 286E del 27.11.2009, pag. 172.

(2)

GU L 189 del 17.7.2008, pag. 25.

(3)

Approvate l'8 luglio 2002 e modificate con decisione del Mediatore il 5 aprile 2004 e il 3 dicembre 2008.

(4)

Relazione speciale del Mediatore europeo a seguito del progetto di raccomandazione alla Commissione europea relativamene alla denuncia 676/2008RT. Relatrice: Chrysoula Paliadeli (Testi approvati: P7_TA(2010)0436).

(5)

Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, concernente l'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).


MOTIVAZIONE

Il 10 maggio 2011 il Mediatore europeo ha presentato la sua relazione annuale 2010 al Presidente del Parlamento europeo, Jerzy Buzek. Il 23 maggio 2011 ha presentato la sua relazione in occasione della riunione della commissione per le petizioni del Parlamento, commissione competente per i rapporti con la sua istituzione.

Nikiforos Diamandouros, Mediatore europeo, è stato rieletto dal Parlamento europeo in seduta plenaria a Strasburgo il 20 gennaio 2010 e ha prestato solenne giuramento dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea a Lussemburgo il 25 ottobre 2010.

La base giuridica per il mandato del Mediatore europeo è l'articolo 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che lo abilita a ricevere denunce riguardanti casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni dell'Unione europea(1). Il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo è previsto dall'articolo 24 del TFUE e dall'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona il mandato del Mediatore è stato ampliato per includere possibili casi di cattiva amministrazione nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC), compresa la sicurezza comune e la politica di difesa (PESD).

La definizione del Mediatore di cattiva amministrazione, che è stata sottoscritta dal Parlamento europeo e della Commissione europea, è che: "Si ha cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non opera conformemente a una norma o a un principio per esso vincolante". Per le istituzioni ciò implica il rispetto dello Stato di diritto, dei principi di buona amministrazione e dei diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali include il diritto a una buona amministrazione come diritto fondamentale dei cittadini dell'Unione europea (articolo 41) e la Carta è vincolante per le amministrazioni delle istituzioni dell'Unione europea.

Il 27 settembre 2010 l'istituzione del Mediatore europeo ha festeggiato il suo XV anniversario. In questi quindici anni l'istituzione ha trattato oltre 36 000 denunce e completato più di 3 800 inchieste su casi di presunta cattiva amministrazione. Il risultato dell'esame di così tante lamentele è che l'istituzione ha accumulato un notevole bagaglio di esperienze che offre al Mediatore una chiara visione delle tendenze della mala amministrazione, dei problemi sistemici e delle carenze strutturali nelle amministrazioni delle istituzioni UE. Questo gli permette di garantire risarcimenti, di contribuire ad aumentare la qualità delle amministrazioni dell'Unione europea e di contribuire a garantire che le buone prassi siano diffuse e applicate.

La relazione annuale del Mediatore 2010 ha un nuovo look e nel 2010 sia il Mediatore che la Rete europea dei difensori civici hanno assunto un nuovo logo. Sulla base delle reazioni dei lettori e al fine di riflettere la nuova identità visiva dell'istituzione, cercando nel contempo di fare il miglior uso possibile delle risorse, il Mediatore ha rinnovato la relazione annuale che non contiene più l'introduzione e la sintesi tradizionale, ma ora presenta una panoramica separata in cui il Mediatore richiama l'attenzione sui casi più importanti dell'anno di riferimento.

Nel 2010 il Mediatore ha registrato 2 667 reclami di cittadini, imprese, associazioni, ONG e uffici regionali (3 098 nel 2009) e ne ha trattati un numero complessivo di 2 727. Di questi 744 denunce (27%) rientrano nel suo mandato. Quasi il 58% delle denunce pervenute nel 2010 sono state presentate utilizzando Internet. Il Mediatore ha completato 326 indagini sulla base delle denunce e avviato dodici indagini di propria iniziativa.

Quando possibile, il Mediatore cerca di giungere a un risultato positivo operando per una conciliazione amichevole soddisfacente per entrambi, denunciante e istituzione interessata. Nel 2010 si sono trovate conciliazioni amichevoli in 179 casi. Se, tuttavia, non è possibile raggiungere una conciliazione amichevole il Mediatore chiude il caso con una valutazione critica o elabora un progetto di raccomandazione.

La valutazione critica è formulata quando non è più possibile per l'istituzione eliminare i casi di cattiva amministrazione, la cattiva amministrazione non abbia implicazioni generali o non sia richiesto un seguito da parte del Mediatore. Il Mediatore può anche fare una valutazione critica quando ritiene che un progetto di raccomandazione non sarebbe efficace o nei casi in cui l'istituzione interessata non accetta un progetto di raccomandazione, ma il caso di cattiva amministrazione non giustifica l'elaborazione di una relazione speciale per il Parlamento. L'osservazione critica, tuttavia, funge da conferma per il denunciante che la sua denuncia era giustificata e indica chiaramente all'istituzione interessata dove ha agito in modo errato, in modo che possa evitare che questo si ripeta in futuro. Nel 2010 il Mediatore ha formulato osservazioni critiche alle istituzioni in soli 33 casi, rispetto ai 35 del 2009 e ai 44 casi del 2008. Nondimeno ritiene che vi siano ancora margini di miglioramento.

Osservazioni complementari, strumento che il Mediatore utilizza quando nel trattare un caso intravede la possibilità di migliorare la qualità dell'amministrazione, sono state formulate in 14 casi (28 nel 2009). Le osservazioni complementari da parte del Mediatore non sono destinate a criticare l'istituzione interessata, ma servono a guidare e a consigliare l'istituzione sulla maniera per migliorare la qualità dei propri servizi.

Per informare il pubblico e per garantire che le istituzioni imparino dai propri errori, il Mediatore pubblica ogni anno sul suo sito web uno studio sul seguito dato dalle istituzioni alle sue valutazioni critiche e invita anche le istituzioni a reagire. L'ultimo studio, relativo al 2009, ha mostrato che il tasso complessivo di seguito soddisfacente era dell'81% (94% nel caso di osservazioni complementari e 70% per le valutazioni critiche). Anche se il dato generale è incoraggiante, quello relativo alle valutazioni critiche, in particolare, presenta margini di miglioramento.

Il Mediatore ha individuato casi di cattiva amministrazione nel 12% dei casi chiusi (40) nel 2010. Ha ottenuto un risultato positivo per il ricorrente in sette casi, formulando progetti di raccomandazione che sono stati accettati. Nel 2010 il Mediatore ha redatto 16 nuovi progetti di raccomandazioni.

Un progetto di raccomandazione è emesso nei casi in cui è possibile per l'istituzione interessata eliminare un caso di cattiva amministrazione o nei casi in cui la cattiva amministrazione sia grave o abbia implicazioni generali. Nel caso di un progetto di raccomandazione l'istituzione interessata è tenuta a norma del trattato ad inviare un parere circostanziato al Mediatore entro tre mesi.

Se un'istituzione UE non riesce a rispondere in maniera soddisfacente a un progetto di raccomandazione, il Mediatore può redigere e inviare una relazione speciale al Parlamento europeo. La relazione speciale è lo strumento di ultima istanza del Mediatore e costituisce l'ultimo passo del Mediatore nel trattare un caso di denuncia. A questo punto spetta al Parlamento decidere in merito ad ulteriori iniziative, ad esempio se elaborare una risoluzione. Le relazioni speciali sono presentate alla commissione per le petizioni, che è responsabile per le relazioni con il Mediatore.

Il Mediatore ha presentato una relazione speciale al Parlamento nel 2010, a seguito di un'indagine su una denuncia relativa all'accesso ai documenti relativi alle emissioni di CO2 delle autovetture. La relazione speciale ha sottolineato che la Commissione ha omesso di rispondere a un progetto di raccomandazione per quasi 15 mesi, benché il termine stabilito dal trattato sia di tre mesi. La Commissione ha anche omesso di attuare un impegno che aveva preso con il Mediatore. Queste mancanze costituivano una violazione del dovere della Commissione di leale cooperazione con il Mediatore. La commissione per le petizioni ha redatto una relazione(2) sulla relazione speciale del Mediatore europeo (relatrice: Chrysoula Paliadeli, Vicepresidente), che è stata approvata dal Parlamento il 27 ottobre 2010.

Per quanto riguarda i temi delle denunce della relazione annuale del Mediatore emerge che il tema dell'accesso del pubblico ai documenti delle istituzioni UE è chiaramente predominante ed ha innescato una grande quantità di denunce. Il 33% di tutte le inchieste chiuse nel 2010 riguardavano l'accesso ai documenti.

Le istituzioni sono vincolate dal trattato a svolgere la loro attività nel modo più trasparente possibile, al fine di promuovere il buon governo e garantire la partecipazione della società civile. L'articolo 15 (3) TFUE e l'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali prevedono un diritto di accesso ai documenti delle istituzioni. Questo diritto è recepito nel regolamento (CE) n. 1049/2001.

Il Mediatore europeo è sempre stato uno strenuo difensore del diritto di accesso ai documenti dell'UE e ha più volte dato importanti contributi alla discussione riguardante la revisione del regolamento (CE) n. 1049/2001. Nel 2010 il Mediatore ha completato 22 indagini su reclami riguardanti l'applicazione di detto regolamento. In effetti, la relazione speciale inviata al Parlamento nel 2010 è il risultato di un caso che è iniziato con una denuncia per il rifiuto di dare accesso ai documenti.

Il Mediatore ha inoltre il diritto di riesaminare il merito delle analisi e delle conclusioni raggiunte dalla Commissione nell'ambito delle indagini su denunce di infrazione. Può verificare per esempio se sono ragionevoli, ben argomentate e spiegate pienamente e chiaramente ai denuncianti.

Nel 70% dei casi trattati nel 2010 il Mediatore è stato in grado di aiutare i denuncianti aprendo un'inchiesta egli stesso, trasferendo la denuncia a un organismo competente nazionale o dell'Unione o consigliando al denunciante a chi rivolgersi. Le denunce che non rientrano nel mandato del Mediatore possono in molti casi essere gestite al meglio da un difensore civico nazionale o regionale. Nel 2010 1 435 denunce rientravano nell'ambito del mandato di un membro della Rete europea dei difensori civici, di cui la commissione per le petizioni è membro a pieno titolo. Nel 2010 il Mediatore ha deferito 145 denunce alla commissione per le petizioni, mentre altre denunce (601) sono state trasmesse alla Commissione (176) e alle altre istituzioni e organismi, tra cui SOLVIT.

Nella relazione annuale 2010 particolare attenzione è rivolta alla nuova strategia che il Mediatore e il suo staff hanno formulato per il mandato 2009-2014. Gli obiettivi sono:

•  ascoltare le parti interessate per ottenere feedback dai denuncianti, ampliando ed approfondendo i contatti con le istituzioni dell'Unione europea e della società civile e individuando le migliori pratiche;

•  ottenere risultati più velocemente, riducendo il tempo necessario per chiudere le indagini e sviluppando procedure semplificate per favorire una rapida risoluzione dei reclami;

•  ottenere un effetto positivo sulla cultura amministrativa delle istituzioni dell'Unione europea, contribuendo a migliorare le pratiche amministrative e concentrandosi su problemi sistemici;

•  fornire informazioni tempestive e utili alle parti interessate e al pubblico comunicando meglio;

•  ripensare a come vengono utilizzate le risorse applicando gli standard più elevati di amministrazione nell'istituzione.

L'istituzione del Mediatore, che attualmente ha un organico di 64 posti (20 funzionari e 44 agenti temporanei) e un bilancio di circa 9 milioni di euro, utilizzerà questa nuova strategia per sostenere e guidare le sue azioni, volte a garantire che i cittadini dell'UE godano pienamente dei loro diritti e a migliorare la qualità dell'amministrazione dell'UE.

(1)

4 Ai fini del presente documento, il termine "istituzione" comprende anche gli organi, le agenzie e gli uffici dell'Unione.

(2)

Relazione sulla relazione speciale del Mediatore europeo a seguito del progetto di raccomandazione alla Commissione europea relativamente alla denuncia 676/2008/RT (2010/2086(INI)). Testo approvato: A7-0293/2010.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

13.7.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Elena Băsescu, Heinz K. Becker, Victor Boştinaru, Peter Jahr, Lena Kolarska-Bobińska, Erminia Mazzoni, Edward McMillan-Scott, Mariya Nedelcheva, Chrysoula Paliadeli, Nikolaos Salavrakos, Jarosław Leszek Wałęsa, Angelika Werthmann, Rainer Wieland, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Kinga Göncz, Cristian Dan Preda, Phil Prendergast

Ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2011Avviso legale