Procedura : 2011/2180(INI)
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A7-0035/2012

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P7_TA(2012)0072

RELAZIONE     
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9 febbraio 2012
PE 472.247v02-00 A7-0035/2012

sul contributo delle istituzioni europee al consolidamento e all'avanzamento del Processo di Bologna

(2011/2180(INI))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatore: Luigi Berlinguer

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul contributo delle istituzioni europee al consolidamento e all'avanzamento del Processo di Bologna

(2011/2180(INI))

Il Parlamento europeo,

–    visto l'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–    vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, in particolare l'articolo 26(1),

–    vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 14,

–    vista la dichiarazione congiunta della Sorbona sull'armonizzazione dell'architettura del sistema europeo di istruzione superiore, sottoscritta a Parigi il 25 maggio 1998 dai quattro ministri competenti di Francia, Germania, Italia e Regno Unito (dichiarazione della Sorbona)(2),

–    vista la dichiarazione congiunta sottoscritta il 19 giugno 1999 a Bologna dai ministri dell'Istruzione di 29 paesi europei (dichiarazione di Bologna)(3),

–    visto il comunicato della Conferenza dei ministri europei per l'Istruzione superiore svoltasi il 28 e 29 aprile 2009 a Lovanio e Louvain-la-Neuve (comunicato di Leuven)(4),

–    vista la dichiarazione di Budapest e Vienna adottata il 12 marzo 2010 dai ministri dell'Istruzione di 47 paesi, con la quale viene ufficialmente varato lo Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS)(5),

–    vista la direttiva 2005/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 settembre 2005, relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali(6),

–    vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 settembre 2005, diretta a facilitare il rilascio, da parte degli Stati membri, di visti uniformi di soggiorno di breve durata per i ricercatori di paesi terzi che si spostano nella Comunità a fini di ricerca scientifica(7),

–    vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, sul proseguimento della cooperazione europea in materia di certificazione della qualità nell'istruzione superiore(8),

–    vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF-LLL)(9),

–    viste le conclusioni del Consiglio, del 12 maggio 2009, su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione ("ET 2020")(10),

–    viste le conclusioni del Consiglio e dei Rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 26 novembre 2009, sullo sviluppo del ruolo dell'educazione in un triangolo della conoscenza perfettamente funzionante(11),

–    viste le conclusioni del Consiglio, dell'11 maggio 2010, sull'internazionalizzazione dell'istruzione superiore(12),

–    vista la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico(13),

–    vista la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, intitolata "Youth on the Move – Promuovere la mobilità dei giovani per l'apprendimento"(14),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 10 maggio 2006, intitolata "Portare avanti l'agenda di modernizzazione delle università: istruzione, ricerca e innovazione" (COM(2006)0208),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, intitolata "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 26 agosto 2010, intitolata "Un'agenda digitale europea" (COM(2010)0245/2),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 20 settembre 2011, intitolata "Sostenere la crescita e l'occupazione – Un progetto per la modernizzazione dei sistemi d'istruzione superiore in Europa" (COM(2011)0567),

–    vista la relazione intitolata "Higher Education in Europe 2009: Developments in the Bologna Process" (L'istruzione superiore in Europa nel 2009: gli sviluppi del Processo di Bologna), Eurydice, Commissione europea, 2009(15),

–    vista la relazione intitolata "Focus on Higher Education in Europe 2010: The Impact of the Bologna Process" (L'istruzione superiore in Europa nel 2010: l'impatto del Processo di Bologna), Eurydice, Commissione europea, 2010(16),

–    vista l'indagine condotta dall'Eurobarometro nel 2007 sulla percezione della riforma dell'istruzione superiore tra i docenti(17),

–    vista l'indagine condotta dall'Eurobarometro nel 2009 sulla percezione della riforma dell'istruzione superiore tra gli studenti(18),

–    vista la pubblicazione di Eurostat, del 16 aprile 2009, intitolata "The Bologna Process in Higher Education in Europe – Key Indicators on the Social Dimension and Mobility" (Il Processo di Bologna nell'istruzione superiore in Europa – Indicatori chiave sulla dimensione sociale e sulla mobilità)(19),

–    vista la relazione finale della conferenza internazionale sul finanziamento dell'istruzione superiore tenutasi a Yerevan, in Armenia, l'8 e 9 settembre 2011(20),

–    vista la sua risoluzione del 23 settembre 2008 sul Processo di Bologna e la mobilità degli studenti(21),

–    visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–    visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e il parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0035/2012),

A.  considerando che il Processo di Bologna si propone gli obiettivi tuttora validi di assicurare la compatibilità dei sistemi di istruzione superiore in Europa, di eliminare le barriere ancora esistenti al trasferimento in un altro paese per motivi di studio o di lavoro e di rendere l'istruzione superiore europea attraente per il maggior numero possibile di persone, compresi i giovani dei paesi terzi, e che il proseguimento del processo – attraverso un dialogo tra i diversi livelli del sistema di istruzione onde elaborare piani di studio da costruire sulla base di ciascuno dei livelli preliminari – concorre a realizzare una crescita basata sulla conoscenza e sull'innovazione nel quadro della strategia Europa 2020, in particolare nel contesto dell'attuale crisi economica; considerando che occorre una valutazione per fare il punto dell'evoluzione del Processo e tenere conto dei successi, delle difficoltà, delle incomprensioni e delle opposizioni incontrate;

B.   considerando che il ruolo dell'istruzione superiore consiste nell'offrire un ambiente di apprendimento accessibile a tutti e a tutte senza alcuna discriminazione, che favorisca l'autonomia, la creatività, l'accesso a un'istruzione di qualità e l'ampliamento delle conoscenze, e che a tal fine è essenziale garantire il coinvolgimento della comunità universitaria nel suo insieme, in particolare gli studenti, i docenti e i ricercatori, nella definizione dei cicli di studio universitari;

C.  considerando che le università, tenuto conto del loro triplice ruolo (istruzione, ricerca e innovazione), svolgono un ruolo fondamentale per il futuro dell'Unione europea e la formazione dei suoi cittadini;

D.  considerando che l'università è un'importante conquista europea pressoché millenaria, la cui importanza per il progresso della società non può essere ridotta semplicemente al suo contributo all'economia e la cui evoluzione non può dipendere dai soli bisogni economici;

E.   considerando che, nonostante le difficoltà incontrate, la struttura a tre cicli viene applicata nella maggior parte dei paesi che partecipano al Processo di Bologna, in alcuni casi con successo;

F.   considerando che l'impegno a portare avanti la riforma non dovrebbe essere perseguito attraverso azioni frammentarie e senza l'adeguato sostegno finanziario; considerando che i tagli alla spesa pubblica per l'istruzione effettuati in alcuni Stati membri non aiutano a promuovere le riforme necessarie;

G.  considerando che la mobilità deve essere accessibile a tutti e a tutte e rappresenta il fondamento della riforma dell'istruzione superiore; considerando che la mobilità degli studenti può favorire, in prospettiva, la mobilità professionale; considerando che, tuttavia, nel corso del processo occorre altresì tenere in considerazione l'accessibilità per tutti e per tutte;

H.  considerando che gli Stati membri devono compiere ulteriori sforzi per garantire il mutuo riconoscimento dei titoli, condizione indispensabile per il successo del processo;

I.    considerando che la dimensione sociale deve essere rafforzata quale condizione necessaria per l'avanzamento del Processo di Bologna, con l'obiettivo di rendere il diritto allo studio economicamente accessibile per tutti gli studenti – in particolare quelli appartenenti a categorie vulnerabili – onde garantire un accesso equo per tutti e migliori prospettive occupazionali;

J.    considerando che le università, le amministrazioni pubbliche e le imprese devono assicurare un forte impegno a favore dell'occupabilità; considerando che l'università dovrebbe fornire alle persone le competenze e gli strumenti necessari per garantire il pieno sviluppo del loro potenziale umano; considerando che l'apprendimento accademico dovrebbe tenere conto anche delle esigenze del mercato del lavoro, prefiggendosi l'obiettivo di fornire agli studenti le competenze di cui hanno bisogno per trovare un'occupazione stabile e ben remunerata;

K.  considerando che l'accesso all'istruzione – valore fondamentale dell'Unione – costituisce una responsabilità pubblica degli Stati membri, delle istituzioni dell'UE e di altri attori fondamentali, e che all'Unione europea spetta un ruolo essenziale nell'ambito della costruzione dello Spazio europeo dell'istruzione superiore attraverso il sostegno agli sforzi e alla cooperazione degli Stati membri in materia; considerando che un maggiore coordinamento dell'istruzione e dei titoli di studio – sempre nel rispetto del principio di sussidiarietà – rappresenta una condizione preliminare per conseguire gli obiettivi dell'occupabilità e della crescita in Europa;

L.   considerando che il Processo di Bologna non produrrà effetti retroattivi sugli studenti che hanno già iniziato il corso di laurea sulla base del piano di studio pre-Bologna;

Importanza del processo

1.  sottolinea l'importanza dell'istruzione quale settore chiave di cooperazione con gli Stati membri, per raggiungere gli obiettivi fondamentali della strategia UE 2020 in termini di crescita e di occupazione e la necessaria ripresa economica;

2.   invita a rafforzare il sostegno al Processo di Bologna a livello di Unione europea, in particolare per quanto concerne il riconoscimento reciproco dei titoli accademici, l'armonizzazione degli standard accademici, la promozione della mobilità, la dimensione sociale e l'occupabilità, la partecipazione democratica attiva, l'analisi dello stato di attuazione dei principi di Bologna, e l'eliminazione degli ostacoli amministrativi; invita gli Stati membri a ribadire il loro impegno nei confronti del Processo rafforzando il sistema di finanziamento al fine di conseguire gli obiettivi di crescita definiti nella strategia Europa 2020;

3.   osserva che lo Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) rappresenta un risultato di grande importanza per la creazione e lo sviluppo di una vera e propria cittadinanza europea; sottolinea che ciò deve tradursi in un rafforzamento del SEIS attraverso il ricorso a strumenti e procedure adeguati;

4.   rileva che il Processo di Bologna e il SEIS svolgono un ruolo chiave all'interno della strategia Europa 2020 e rileva l'importanza cruciale del connubio tra insegnamento e ricerca come tratto distintivo dell'istruzione superiore europea;

5.   sottolinea che le priorità definite nel quadro del Processo di Bologna, ovvero mobilità, riconoscimento e occupabilità, rappresentano le condizioni necessarie per garantire a tutti gli studenti iscritti a un'università europea il diritto di ottenere un'istruzione di qualità, di laurearsi e di vedere riconosciuto il proprio titolo in tutti i paesi dell'UE;

Governance

6.   invita a sviluppare un efficace approccio dal basso, che coinvolga attivamente tutti gli attori chiave quali università, sindacati, organizzazioni professionali, istituti di ricerca, imprese e, soprattutto, docenti, studenti, associazioni studentesche e personale universitario;

7.   osserva che alcune università europee sono restie a compiere sforzi sufficienti per consolidare il SEIS, sebbene l'appartenenza al SEIS costituisca, per alcune di loro, l'unico modo possibile per migliorare la competitività e la qualità della conoscenza che impartiscono;

8.   chiede che le università si impegnino ad applicare nuove strategie di insegnamento e di formazione professionale e permanente – che facciano un uso ottimale delle nuove tecnologie e riconoscano l'importanza di forme di apprendimento complementari come i sistemi di educazione non formale – articolate sui pilastri di un sistema universitario incentrato sull'apprendimento, sugli studenti e sulla ricerca e capace di fornire un pensiero critico, competenze creative, uno sviluppo professionale continuo nonché la conoscenza sia teorica che pratica di cui gli studenti avranno bisogno nella loro vita lavorativa; invita gli Stati membri e l'Unione europea a sostenere finanziariamente le università nei loro sforzi volti a modificare e sviluppare le pratiche di istruzione;

9.   sollecita il rafforzamento e l'ampliamento dei programmi di formazione dei docenti, tenendo conto delle possibilità offerte dall'apprendimento permanente e dalle nuove tecnologie;

10. sottolinea che l'apertura delle università europee alle esigenze dell'economia globale e l'ulteriore consolidamento del SEIS andrebbero considerati come sforzi compiuti dalle università europee per aiutare l'Europa a superare il periodo di generale incertezza economica e per riportarla sul cammino dello sviluppo e della crescita sostenibili;

11. invita a sviluppare la "terza missione" dell'università nei confronti della società, che deve essere considerata anche nell'ambito dello sviluppo dei criteri multidimensionali di classificazione e nei riconoscimenti dell'eccellenza;

12. invita ad aumentare gli investimenti pubblici a favore dell'istruzione superiore, in particolare per contrastare la crisi economica con una crescita basata sul rafforzamento delle competenze e della conoscenza e per rispondere alla maggiore domanda da parte degli studenti di una migliore qualità dell'istruzione e dei servizi e di un migliore accesso ai medesimi, soprattutto alle borse di studio; ritiene che i tagli al bilancio abbiano un impatto negativo sui tentativi volti a rafforzare la dimensione sociale dell'istruzione, principio su cui si fonda il Processo di Bologna; chiede pertanto agli Stati membri e alle istituzioni dell'Unione di sviluppare nuovi meccanismi di finanziamento mirati e flessibili e di promuovere le sovvenzioni a livello europeo al fine di sostenere la crescita, l'eccellenza e le diverse vocazioni specifiche delle università; sottolinea l'esigenza di sviluppare un approccio basato su diversi fondi, definito da regole chiare ed efficaci e finalizzato a far fronte al futuro modello di finanziamento dell'Unione e a garantire l'indipendenza delle università;

Consolidamento

13. rileva che il Processo di Bologna e il programma Erasmus hanno impresso un impulso alla mobilità degli studenti e possiedono il potenziale per contribuire al rafforzamento della mobilità dei lavoratori; deplora, cionondimeno, che i tassi di mobilità permangano relativamente deboli;

14. invita l'UE, gli Stati membri e le università a porre in essere meccanismi di informazione e di sostegno finanziario e amministrativo per tutti gli studenti, gli accademici e il personale al fine di promuovere flussi di mobilità strutturati; accoglie con favore l'introduzione del programma Erasmus post-laurea e chiede il rafforzamento dei servizi di Erasmus nel loro complesso e della nuova generazione dei programmi di istruzione attraverso un finanziamento più cospicuo, secondo criteri sociali, oltre che tramite l'apertura di tale programma a un maggior numero di studenti, un riconoscimento effettivo e reale dei crediti, una maggiore integrazione nell'offerta formativa delle possibilità di semestri all'estero, e una maggiore flessibilità quanto al calendario consentito; insiste, tuttavia, sul fatto che la mobilità non debba creare in nessun caso discriminazioni nei confronti degli studenti che dispongono di scarsi mezzi finanziari;

15. ritiene che la mobilità dei docenti del ciclo superiore non apporti nuove conoscenze ed esperienze soltanto agli stessi docenti, bensì anche, indirettamente, ai loro studenti, permettendo loro nel contempo di collaborare alla preparazione del materiale didattico;

16. invita gli Stati membri a rispettare l'impegno della completa portabilità dei prestiti e delle sovvenzioni e a migliorare in modo significativo il sostegno finanziario alla mobilità degli studenti, di pari passo con gli aumenti registrati nei nuovi programmi dell'UE; chiede all'UE di esaminare in che modo sia possibile rafforzare l'attuale legislazione sui diritti alla libertà di circolazione attraverso la garanzia della portabilità dei prestiti e delle sovvenzioni;

17. invita l'UE a prendere in maggiore considerazione il fenomeno dell'immigrazione dall'Africa, dall'Asia e dall'America latina al fine di emanare una normativa tendente al riconoscimento dei titoli scolastici conseguiti nei paesi d'origine;

18. invita l'UE – al fine di garantire la fiducia reciproca e semplificare il riconoscimento dei titoli accademici mediante l'applicazione del quadro europeo delle qualifiche (EQF) in ogni Stato membro – a consolidare un sistema di certificazione della qualità a livello sia di Unione europea sia di Stati membri; invita gli Stati membri ad applicare i rispettivi sistemi nazionali di certificazione della qualità secondo le norme e gli indirizzi europei per la certificazione della qualità, rispettando nel contempo la diversità dei corsi di studio e degli approcci delle università in termini di contenuti e modelli di apprendimento; incoraggia le agenzie di certificazione della qualità ad aderire al Registro europeo di certificazione della qualità e a sostenere la loro cooperazione europea e lo scambio di buone pratiche anche tramite l'Associazione europea per la garanzia della qualità nell'istruzione superiore (ENQA);

19. rileva la varietà delle scale dei voti tra gli Stati membri e la necessità di un'adeguata conversione dei punti ECTS (sistema europeo di trasferimento e di cumulo dei crediti accademici) in voti;

20. esorta tutti i paesi che partecipano al Processo di Bologna ad applicare quadri nazionali delle qualifiche correlati al Quadro delle qualifiche del SEIS, nonché a sviluppare e a sostenere finanziariamente il riconoscimento reciproco;

21. invita a fornire un forte sostegno finanziario agli accordi su curricoli di base comuni, che garantiscano risultati dell'apprendimento ben definiti, in particolare analizzando l'approccio metodologico sviluppato dal progetto "Tuning" e dall'esperienza della "Tuning Academy"; invita a prestare particolare attenzione ai caratteri specifici dei curricoli umanistici, in quanto roccaforte della democrazia e veicolo per la realizzazione della coesione europea, al fine di identificare le conoscenze e le competenze specifiche relative al corso di laurea in modo da favorire un apprendimento che coniughi le competenze generali misurabili (in termini di abilità a utilizzare le conoscenze) e l'istruzione e la ricerca come analisi critica e originale; ritiene che tutti i programmi in tutte le discipline, parallelamente alla conoscenza della materia base, debbano fornire competenze chiave trasversali quali pensiero critico, comunicazione e capacità imprenditoriali;

22. chiede un sostegno maggiore alle misure nazionali ed europee volte a garantire un'inclusione equa e un accesso imparziale allo studio nonché l'avanzamento con successo negli studi e un sistema di sostegno sostenibile (ad esempio per l'alloggio, le spese di trasporto ecc.) per tutti gli studenti, oltre a un sostegno mirato, in particolare, a coloro che appartengono a gruppi sottorappresentati, che provengono da ambienti socialmente svantaggiati o che hanno difficoltà economiche, al fine di ridurre il tasso di abbandono degli studi e di garantire che l'istruzione e la formazione siano indipendenti da fattori socioeconomici tali da causare svantaggi e che l'insegnamento soddisfi le esigenze di apprendimento dei singoli; raccomanda di accelerare il processo di istituzione di centri di consulenza in materia di carriere lavorative che offrano servizi gratuiti agli studenti;

23. sottolinea l'importanza del comunicato di Londra del 2007(22) che vedeva nella dimensione sociale dell'insegnamento uno degli obiettivi del Processo di Bologna, con lo scopo di garantire un accesso equo all'istruzione, indipendentemente dall'ambiente d'origine; si rammarica degli insufficienti progressi fatti per raggiungere tale obiettivo ed incoraggia la Commissione a facilitare i passi avanti in materia;

24. esorta la Commissione e gli Stati membri a dare impulso al riconoscimento reciproco eliminando gli ostacoli amministrativi;

25. richiama l'attenzione sulle particolari esigenze della laurea triennale, in particolare in termini di curricoli, percorsi di accesso ai master e occupabilità; sottolinea al riguardo la necessità di azioni specifiche, come la messa a punto di piani di studio teorico-pratici, e di una cooperazione più efficace tra le università, gli Stati membri e gli attori economici e sociali, al fine di migliorare l'inserimento professionale dei futuri laureati in posti di lavoro stabili e ben retribuiti che corrispondano al loro livello di qualifica; invita in tal senso gli istituti universitari a sviluppare la propria offerta di apprendistati e a migliorare l'integrazione dei tirocini nei corsi universitari;

26. sottolinea che misure per promuovere l'inserimento professionale, come la formazione lungo tutto l'arco della vita e lo sviluppo di una più vasta gamma di competenze adatte al mercato del lavoro, devono costituire priorità assolute, al fine di ottenere una crescita sostenibile e raggiungere gli obiettivi di prosperità; sostiene fermamente, in tale contesto, gli scambi di docenti e studenti universitari, il dialogo tra università e imprese, gli apprendistati e il passaporto delle competenze;

27. ritiene che la modernizzazione della direttiva sulle qualifiche professionali (2005/36/CE) aiuterà la mobilità professionale in Europa e agevolerà la mobilità degli studenti, garantendo che le qualifiche acquisite in un altro Stato membro vengano riconosciute in tutta l'Unione europea;

28. chiede agli Stati membri e alle istituzioni dell'Unione di sostenere la transizione dal concetto metodologico "monodisciplinare" della scienza, ancora dominante nelle università europee, ai concetti di "interdisciplinarietà" e "transdisciplinarietà";

29. invita gli Stati membri e le istituzioni dell'Unione a promuovere il dialogo e la cooperazione tra università e imprese quale obiettivo comune del SEIS consolidato, al fine di incrementare l'occupabilità dei laureati delle università europee;

30. sottolinea al riguardo la necessità di azioni specifiche e di una cooperazione più efficace tra le università e il mercato del lavoro, al fine di sviluppare curricoli più pertinenti, rendere più omogeneo il percorso didattico e migliorare l'occupabilità garantendo criteri simili per l'accesso alle professioni;

31. rileva l'importanza di garantire la disponibilità di un numero sufficiente di tirocini per gli studenti, al fine di agevolare ulteriormente il loro inserimento nel mercato del lavoro;

32. invita i governi nazionali e la Commissione a sviluppare un sistema di cooperazione strutturata per il rilascio di diplomi comuni, all'interno di aree disciplinari, che siano riconosciuti in tutta l'UE, migliorando i risultati e aumentando il sostegno finanziario di Erasmus Mundus e dei futuri programmi di istruzione e formazione e promuovendo la creazione di un sistema europeo di accreditamento dei programmi comuni;

33. accoglie favorevolmente la proposta della Commissione relativa a un programma di mobilità Erasmus per le lauree di secondo livello;

34. ritiene che i dottorati di ricerca universitari, compresi quelli condotti in collaborazione con le imprese, rappresentino un nesso fondamentale tra l'istruzione superiore e la ricerca, e ricorda il loro potenziale quale componente chiave per la creazione di un'innovazione e di una crescita economica basate sulla conoscenza; riconosce l'importanza dei dottorati condotti presso le imprese in termini di integrazione di laureati altamente qualificati nel mercato del lavoro; accoglie con favore l'impegno della Commissione nei confronti dello sviluppo di un sistema europeo per i dottorati universitari in ambito industriale, nel quadro delle azioni Marie Curie;

35. ritiene che una migliore cooperazione tra il SEIS e lo Spazio europeo della ricerca rappresenti una potenziale fonte di innovazione e sviluppo per l'Europa;

36. pone l'accento sul contributo fornito dal settimo Programma quadro di ricerca dell'UE, dal Programma quadro per la competitività e l'innovazione nonché dallo Spazio europeo della ricerca alla facilitazione della mobilità dei ricercatori dell'Unione e alla valorizzazione del potenziale di innovazione e competitività dell'UE;

37. sollecita l'istituzione di una strategia efficace a sostegno dei programmi di apprendimento permanente in Europa e l'adozione di iniziative sostenibili pienamente integrate che promuovano una cultura dell'apprendimento permanente; chiede inoltre che si stimoli l'apprendimento permanente in seno alle imprese affinché i lavoratori e le lavoratrici abbiano la possibilità di ampliare la loro formazione e le loro competenze; chiede agli istituti di istruzione superiore e alle università di offrire una maggiore flessibilità nei programmi basati sui risultati dell'apprendimento, il riconoscimento dell'apprendimento non formale e informale, e servizi a sostegno dei percorsi di apprendimento attraverso la promozione di partenariati tra università, imprese e istituti di formazione professionale superiore, allo scopo di colmare il divario e rafforzare le competenze scientifiche, umanistiche e tecniche;

38. attira l'attenzione sull'esigenza di definire lo status degli studenti pre-Processo di Bologna nei paesi in cui essi sono svantaggiati sul piano dell'iscrizione ai master;

39. osserva che l'ECTS (sistema europeo di trasferimento e di cumulo dei crediti accademici) deve essere più trasparente e offrire raffronti più precisi tra qualifiche e diplomi; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a utilizzare uno strumento ECTS migliorato per agevolare la mobilità di studenti e professionisti;

Azione europea

40. accoglie con favore la proposta della Commissione di aumentare sensibilmente i fondi destinati ai programmi europei di istruzione e formazione; invita la Commissione ad assegnare una percentuale significativa di tali fondi al sostegno della modernizzazione dell'istruzione superiore e delle infrastrutture universitarie, conformemente agli obiettivi del Processo di Bologna e dell'agenda di modernizzazione dell'UE; esorta la Commissione a trovare soluzioni che consentano l'accesso a tali programmi anche agli studenti che hanno difficoltà finanziarie;

41. invita gli Stati membri e l'UE a valutare la possibilità di promuovere, all'interno del ciclo di studi, un periodo di formazione obbligatorio da trascorrere in un'università di uno Stato membro diverso da quello di appartenenza dello studente;

42. richiama l'attenzione sul forte legame esistente tra il Processo di Bologna e la direttiva sulle qualifiche professionali e sottolinea la necessità di un coordinamento da parte della Commissione che sia assolutamente coerente con il Processo di Bologna; ritiene che tale legame possa essere ulteriormente rafforzato fornendo agli studenti tutte le informazioni concrete e pertinenti circa il riconoscimento dei diplomi conseguiti all'estero e le prospettive occupazionali dischiuse dalla formazione all'estero;

43. rivolge un appello affinché, nel quadro della revisione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali e in vista della creazione di un autentico Spazio europeo dell'istruzione superiore, si effettui un confronto tra i requisiti minimi nazionali in materia di formazione e si proceda a scambi più regolari tra gli Stati membri, le autorità competenti e gli organi professionali;

44. suggerisce che il riconoscimento dei crediti ottenuti nell'ambito del programma Erasmus da università partner dovrebbe essere un elemento obbligatorio per tutti gli istituti che partecipano agli scambi di studenti finanziati dall'UE, al fine di rafforzare l'ECTS (sistema europeo di trasferimento e di cumulo dei crediti accademici);

45. richiama l'attenzione sull'importanza di un'attuazione armonizzata del sistema ECTS; chiede alla Commissione, agli Stati membri e agli istituti di istruzione superiore di elaborare una tabella comparativa che indichi il numero di crediti ECTS attribuiti per i corsi di insegnamento, al fine di favorire l'armonizzazione e facilitare la mobilità di studenti e professionisti; rileva gli ostacoli incontrati dagli studenti nel trasferimento di crediti fra università e ritiene che possano dissuadere gli studenti dal partecipare a scambi universitari;

46. sollecita l'elaborazione di una strategia efficace in vista della piena armonizzazione dei titoli accademici in tutta l'Unione europea, eventualmente con un riconoscimento retroattivo (anche dei titoli accademici più vecchi) a partire dall'istituzione del Processo di Bologna;

47. invita gli Stati membri dell'UE ad adottare una decisione definitiva e chiara in merito al pieno riconoscimento reciproco delle qualifiche e dei diplomi, oppure a stabilire una tabella di marcia che indichi quando tale decisione sarà infine possibile;

48. esorta ad una maggiore strutturazione e al rafforzamento della cooperazione tra le università, rinforzando l'impatto sugli istituti e sui sistemi di istruzione superiore e per il beneficio di studenti e personale;

49. propone che le università di tutti gli Stati firmatari riconoscano i tirocini pratici effettuati nell'ambito dei programmi di mobilità sostenuti dalla Commissione europea;

50. chiede una maggiore trasparenza delle informazioni fornite agli studenti prima dell'inizio di uno scambio riguardo al numero di crediti attribuiti, e invita gli Stati membri e gli istituti di istruzione superiore a collaborare nella valutazione del numero di crediti da assegnare per i corsi di insegnamento; incoraggia lo sviluppo di piattaforme comuni per fornire una base comune di conoscenze e competenze definite da professionisti e da istituti di istruzione superiore, con il possibile obiettivo di pervenire all'armonizzazione di taluni diplomi, garantendo nel contempo il mantenimento delle specificità nazionali, sul modello del sistema di riconoscimento automatico delle qualifiche professionali nell'Unione europea(23);

51. chiede di migliorare il collegamento in rete, il coordinamento e la comunicazione tra le università dell'UE, così da accelerare il riconoscimento dei nuovi titoli di studio, agevolare il trasferimento dei crediti, migliorare la conoscenza e la comprensione dei vari sistemi d'istruzione e di formazione e consentire agli studenti di capire meglio la diversità dei programmi europei;

52. invita la Commissione europea, nell'ambito del nuovo programma di istruzione e formazione, a favorire la cooperazione in materia di curricoli transnazionali, diplomi comuni e riconoscimento reciproco, anche attraverso incentivi finanziari; caldeggia un aumento del numero di partenariati di tirocinio Erasmus nella pratica;

53. richiama l'attenzione sull'esistenza di numerosi istituti che si occupano di istruzione superiore e di ricerca a livello europeo; invita l'Unione europea a promuovere modalità per il loro coordinamento sotto la medesima egida;

54. ritiene che sarebbe opportuno attuare iniziative intese ad aiutare gli studenti a trasferire la loro documentazione da un'università all'altra durante i loro studi;

55. invita gli Stati membri e l'UE a fornire dati aggiornati e comparabili – in particolare sulla rappresentanza proporzionale dei gruppi vulnerabili – che permettano di monitorare l'attuazione del SEIS, per far emergere gli ostacoli e i problemi legati all'attuazione del processo e non per penalizzare gli istituti che non abbiano ancora proceduto alle riforme previste; ritiene che tali dati debbano essere pubblicati ogni anno, paese per paese e università per università, al fine di comprendere più agevolmente in quali ambiti si debbano compiere progressi;

56. esorta le università ad armonizzare i loro standard accademici attraverso la formazione di partenariati per lo scambio di buone pratiche;

57. invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare e creare nuovi programmi di cooperazione e di ricerca basati sugli interessi reciproci in collaborazione con le università dei paesi terzi, in particolare quelle situate in zone di conflitti, per consentire l'accesso all'istruzione superiore e alla formazione agli studenti provenienti da tali paesi, senza alcuna discriminazione;

58. ritiene che il SEIS, istituito dal Processo di Bologna, sia un'iniziativa all'avanguardia; esorta pertanto a integrare in tale struttura già esistente uno Spazio euromediterraneo dell'istruzione superiore e a compiere progressi verso l'istituzione di un autentico Spazio dell'istruzione superiore per i paesi interessati dalla cooperazione nell'ambito del Partenariato orientale nonché in altri ambiti interstatali all'interno dell'UE; invita la Commissione ad eliminare gli ostacoli alla circolazione degli studenti e dei docenti, a sostenere la realizzazione di una rete di università euromediterranee, tra cui l'EMUNI, e a proseguire con le buone pratiche dei programmi Tempus ed Erasmus Mundus;

59. sottolinea la necessità di migliorare l'informazione in merito al Processo di Bologna e allo Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) attraverso un'efficace e vasta politica europea di comunicazione, al fine di aumentare l'attrattiva delle università all'interno e all'esterno dell'Europa;

60. chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire la trasferibilità dei prestiti e delle sovvenzioni, in particolare delle borse di studio legate al merito e alle necessità degli studenti, tra tutti i paesi europei, al fine di garantire pari accesso alle opportunità di mobilità;

61. promuove la creazione di marchi universitari unificati a livello regionale, per rafforzare il prestigio delle università a livello internazionale conformemente agli obiettivi del Processo di Bologna;

62. invita le istituzioni dell'Unione europea a istituire meccanismi volti a sostenere gli Stati membri e gli istituti di istruzione superiore nell'attuazione degli obiettivi di Bologna – il che si potrebbe ottenere attraverso relazioni periodiche e un uso mirato dei programmi dell'Unione, compresi quelli che prevedono la cooperazione con i paesi terzi nell'ambito del SEIS;

63. chiede all'Unione europea di promuovere l'attuazione degli impegni assunti nel quadro del Processo di Bologna nella sua politica di cooperazione con i paesi terzi interessati; invita la Commissione e il Parlamento europeo a svolgere un ruolo forte nel guidare tali sforzi;

64. è convinto che il bilancio che si farà nella riunione a livello ministeriale che si svolgerà nel 2012 a Bucarest permetterà di elaborare una chiara tabella di marcia per la definizione di uno Spazio europeo dell'istruzione superiore pienamente funzionale alla scadenza del 2020; insiste affinché siano formulate proposte transettoriali per la formazione alle TIC, per l'apprendimento professionale e lungo tutto l'arco della vita nonché per i tirocini nelle aziende, e affinché tali proposte favoriscano attivamente sia l'inclusione sia una crescita intelligente e sostenibile, dando all'Unione europea un vantaggio concorrenziale nel mondo post-crisi in termini di creazione di posti di lavoro, di capitale umano, di ricerca, d'innovazione, di imprenditorialità e di economia della conoscenza;

65. esorta la Commissione e i ministri dell'istruzione dell'UE a sfruttare appieno le opportunità offerte dalla loro partecipazione congiunta al SEIS per assumere un ruolo di primo piano nel conseguimento degli obiettivi di Bologna, e invita i ministri a rinforzare i loro impegni nell'ambito del Processo di Bologna con gli impegni comuni a livello UE in seno al Consiglio, col sostegno della Commissione, in modo che l'attuazione di tale processo di appoggio reciproco prosegua armoniosamente;

66. rileva che la riunione ministeriale biennale che si terrà a Bucarest nel 2012 deve tenere conto del fatto che la creazione del SEIS consente all'Unione e agli Stati membri di arrecare un contributo importante e unificato al Processo di Bologna sulla base delle loro competenze condivise in materia di istruzione superiore, della loro partecipazione congiunta al processo e del loro impegno comune all'azione, sostenuto dalle dichiarazioni programmatiche delle istituzioni dell'Unione;

o

o        o

67. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

http://www.ohchr.org/EN/UDHR/Documents/UDHR_Translations/frn.pdf

(2)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/SORBONNE_DECLARATION1.pdf

(3)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/BOLOGNA_DECLARATION1.pdf

(4)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/Leuven_Louvain-la-Neuve_Communiqu%C3%A9_April_2009.pdf

(5)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/Budapest-Vienna_Declaration.pdf

(6)

GU L 255 del 30.9.2005, pag. 22; rettifica GU L 271 del 16.10.2007, pag 18; rettifica GU L 93 del 4.4.2008, pag. 28.

(7)

GU L 289 del 3.11.2005, pag. 23.

(8)

GU L 64 del 4.3.2006, pag. 60.

(9)

GU C 111 del 6.5.2008, pag. 1.

(10)

GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2.

(11)

GU C 302 del 12.12.2009, pag. 3.

(12)

GU C 135 del 26.5.2010, pag. 12.

(13)

GU C 191 del 1°.7.2011, pag. 1.

(14)

GU C 199 del 7.7.2011, pag. 1.

(15)

http://eacea.ec.europa.eu/education/eurydice/documents/thematic_reports/099EN.pdf

(16)

http://eacea.ec.europa.eu/education/eurydice/documents/thematic_reports/122EN.pdf

(17)

http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl198_en.pdf

(18)

http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_260_en.pdf

(19)

http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_OFFPUB/KS-78-09-653/EN/KS-78-09-653-EN.PDF

(20)

http://www.ehea.info/news-details.aspx?ArticleId=253

(21)

GU C 8 E del 14.1.2010, pag. 18.

(22)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/London_Communique18May2007.pdf

(23)

Allegato V: Riconoscimento in base al coordinamento delle condizioni minime di formazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.


MOTIVAZIONE

La creazione di uno Spazio europeo aperto dell'istruzione superiore costituisce un importante risultato e rappresenta l'ampio quadro istituzionale necessario per l'attuazione dell'ambizioso percorso avviato dal Processo di Bologna.

La cooperazione intergovernativa e le strategie definite dalle istituzioni europee sono state lo stimolo per un'ampia riforma strutturale del sistema europeo di istruzione superiore. Non solo le università europee hanno rivisto e riorganizzato in modo sostanziale le loro attività didattiche applicando il quadro a tre cicli introdotto dal Processo di Bologna, ma hanno anche rafforzato il loro ruolo sociale con attività più adeguate alla cosiddetta "terza missione" del sistema universitario.

Va osservato che il rapporto tra questo sistema e il mercato del lavoro non ha sempre dato esiti positivi. Rimane quindi valido quanto affermato nel documento di Lisbona, secondo cui "le università europee, malgrado una qualità abbastanza valida di insegnamento, non riescono a esprimere tutto il loro potenziale in maniera da favorire la crescita economica, la coesione sociale e il miglioramento della qualità e della quantità dei posti di lavoro". Tale affermazione desta particolari preoccupazioni in questo periodo di crisi economica globale e richiede un'ulteriore attenzione alla luce dell'obiettivo dell'UE di diventare "l'economia fondata sulla conoscenza più dinamica e competitiva del mondo, in grado di conseguire una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale".

A tale riguardo, il rafforzamento dell'intero Processo di Bologna è funzionale al conseguimento degli obiettivi di crescita fissati dalla strategia Europa 2020: esso rappresenta un requisito per la piena integrazione del mercato interno dell'UE e uno strumento indispensabile per far fronte alle sfide poste dalla crisi economica e finanziaria.

Il primo obiettivo del Processo di Bologna rimane una condizione fondamentale: qualsiasi studente iscritto a un'università europea ha il diritto di laurearsi e di vedere riconosciuto il proprio titolo in tutta l'UE.

Governance

Uno dei fattori che ha rallentato i progressi è la natura "dall'alto verso il basso" del Processo.

Il Processo è stato inizialmente creato dalla volontà politica dei governi nazionali; solo in una seconda fase ha iniziato a coinvolgere gradualmente i direttori delle istituzioni accademiche dell'EUA (Associazione europea delle università) e deve ancora essere pienamente integrato nelle università europee, tra gli studenti e nelle famiglie.

Sono quindi necessari un cambiamento radicale e un coinvolgimento più completo di tutti i soggetti interessati nella gestione degli obiettivi del Processo e nell'individuazione di nuove misure a suo sostegno.

Un altro aspetto della "governance incompiuta" del Processo è rappresentato dalle azioni frammentarie intraprese dai singoli Stati membri.

Le ridotte dotazioni di bilancio destinate al conseguimento degli obiettivi sono una delle ragioni di parte delle stesse critiche: l'illusione che il Processo di Bologna possa essere realizzato a costo zero.

L'attuale crisi finanziaria comporterà verosimilmente un'ulteriore riduzione delle risorse finanziarie disponibili nell'intero settore dell'istruzione.

Il contesto economico dovrebbe tuttavia indurci a promuovere un'accelerazione del processo e a studiare nuovi formati e quadri finanziari che consentano un'attuazione più efficace degli obiettivi di crescita e di eccellenza delle università europee.

Accanto agli Stati membri, anche le istituzioni europee hanno un ruolo essenziale nel processo, in particolare per quanto concerne il riconoscimento dei titoli e le politiche di mobilità.

In questa fase il SEIS non è ancora pienamente sviluppato ed è essenziale ottimizzarne il potenziale e affrontare una serie di questioni aperte, tra cui la regolamentazione governativa, i vincoli di bilancio, il controllo della qualità e l'accreditamento nazionale.

Gli altri attori del Processo di Bologna (università, studenti, docenti, sindacati, imprese) hanno la responsabilità fondamentale di assicurare che il processo sia effettivamente radicato nel corpo sociale universitario.

La scarsa conformità di alcune università europee alle linee guida del processo dimostra inoltre la necessità di attuare nuove strategie didattiche.

È necessario prestare sempre più attenzione all'istituzione di un sistema di apprendimento incentrato sugli studenti, in cui le università e il personale accademico incoraggino gli studenti a gestire attivamente la loro esperienza nel quadro dell'istruzione superiore.

Strozzature

Mobilità - La mobilità riveste particolare importanza in quanto caratteristica fondamentale del SEIS, come indicato nella recente comunicazione della Commissione europea sulla modernizzazione del SEIS e nell'ultima risoluzione del PE del 2008 sul Processo di Bologna e la mobilità degli studenti(1) (relatrice: Doris Pack).

La mobilità non è solo territoriale (all'interno dei paesi e tra paesi diversi), ma anche orizzontale (tra cicli di laurea) e verticale (all'interno dei cicli di laurea).

Per favorire i flussi di mobilità degli studenti sono necessarie l'istituzione di maggiori incentivi a livello di politica di finanziamento, l'assegnazione di risorse finanziarie più cospicue, l'adozione di misure sulla qualità per il riconoscimento dei crediti, nonché una maggiore trasparenza e disponibilità di informazioni sui programmi di mobilità.

Riconoscimento dei titoli e quadro delle qualifiche - Le riforme introdotte dal Processo di Bologna comprendono un insieme di strumenti volti a incoraggiare il riconoscimento dei titoli, come il sistema europeo di trasferimento e di cumulo dei crediti accademici.

Allo stato attuale, la maggior parte dei paesi partecipanti al Processo di Bologna non ha attuato quadri nazionali delle qualifiche correlati al Quadro delle qualifiche del SEIS.

Per essere misurabili e facilitare la comparabilità e il riconoscimento dei titoli formali, non formali e informali, queste qualifiche nazionali dovrebbero basarsi sui risultati dell'apprendimento.

A tale riguardo, sarà interessante considerare come sviluppare ulteriormente il progetto "Tuning" del 2000, finalizzato a fornire un approccio concreto per l'attuazione del Processo di Bologna e a individuare punti di riferimento comuni per le competenze generiche e specifiche a una singola disciplina dei laureati del primo e del secondo ciclo in una serie di aree disciplinari.

Certificazione della qualità: La revisione dei sistemi nazionali di certificazione della qualità è attualmente ancora in corso nella maggior parte dei paesi e le università si stanno adoperando per sviluppare in tale ambito sistemi uniformi sostenuti da procedure di valutazione esterne.

Il Registro europeo di certificazione della qualità rappresenta un risultato importante, allo stesso modo di altri strumenti quali le norme e gli orientamenti europei per la certificazione della qualità; le misure nazionali di certificazione della qualità devono essere ulteriormente adeguate sotto tale aspetto.

Sarà necessario creare incentivi che inducano i paesi ad aderire al registro e a migliorare i loro sistemi di autovalutazione.

In particolare, un approccio positivo è stato sviluppato in Austria e in Danimarca, dove possono operare tutte le agenzie per la certificazione della qualità che hanno aderito al registro. In questo modo, ogni titolo avente un certificato di qualità dovrebbe essere riconosciuto in tutti gli altri paesi del SEIS.

Dimensione sociale - L'obiettivo della coesione sociale è diventato un aspetto fondamentale del SEIS e rappresenta una condizione che deve essere soddisfatta se si vuole rafforzare lo Spazio. Dovrebbe essere attribuita maggiore importanza all'accesso equo e al completamento dell'istruzione superiore a tutti i livelli.

A tal fine sarebbe necessario un maggiore sostegno governativo per mettere in atto misure volte a estendere l'accesso agli studenti appartenenti a gruppi sottorappresentati o provenienti da un contesto socioeconomico svantaggiato, nonché a immigrati, minoranze culturali e studenti diversamente abili.

Occupabilità e laurea triennale - La carenza di dati statistici rende difficile il monitoraggio dei livelli di occupazione dei laureati. L'occupabilità potrebbe in particolare essere aumentata anche coinvolgendo i datori di lavoro nell'integrazione dei tirocini in azienda all'interno dei curricoli accademici.

Un efficace sistema di riconoscimento a livello di Unione europea sarà altresì essenziale per la definizione di standard di capacità e competenze per il mercato del lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Migliore cooperazione tra il SEIS e lo Spazio europeo della ricerca (SER) - L'inclusione del dottorato nella struttura del Processo di Bologna quale terzo ciclo di studi universitari rappresenta il principale nesso tra l'istruzione superiore e la ricerca.

Risulta ora necessario modificare la percezione comune secondo cui il dottorato è esclusivamente finalizzato alla ricerca accademica. Il dottorato di ricerca ha infatti le potenzialità per diventare un elemento fondamentale nella creazione di un'innovazione e di una crescita economica basate sulla conoscenza e può altresì contribuire all'avanzamento e alla diffusione della conoscenza e della tecnologia.

Azione europea

Per migliorare i risultati e porre rimedio ai problemi irrisolti risulta più incisivo intervenire a livello europeo. Il compito di modernizzare e rafforzare le università spetta agli Stati membri, alle istituzioni europee e a tutti gli altri soggetti interessati (imprese, università, studenti). L'Europa è in grado di assicurare un sistema più efficiente sia attraverso una politica di incentivi, sia tramite i legami con lo Spazio europeo della ricerca.

Certificazione della qualità: non è possibile procedere senza il mutuo riconoscimento dei titoli e la fiducia reciproca. L'UE dovrebbe adoperarsi in tal senso attraverso una politica di incentivi.

Quadro delle qualifiche: è stato istituito un Quadro europeo delle qualifiche per tutti i livelli di istruzione. Gli Stati membri dell'UE devono adottare il proprio quadro nazionale per l'apprendimento permanente.

Curricoli di base: occorre concentrarsi sugli accordi relativi ai curricoli di base comuni nei programmi riguardanti le stesse aree disciplinari, che devono essere strutturati per garantire risultati minimi di apprendimento ben definiti.

Diplomi di laurea comuni: uno degli obiettivi prioritari dei SEIS dovrebbe essere l'istituzione e lo sviluppo di un sistema di lauree europee riconosciute in tutta Europa, in modo da assicurare che tutti gli studenti che completano l'università in Europa ottengano un titolo riconosciuto e valido in tutti gli Stati membri.

Verso il vertice di Bucarest

La conferenza ministeriale del Processo di Bologna si terrà nell'aprile 2012. È di fondamentale importanza che la formulazione dei nuovi impegni per i tre anni che ci separano dalla prossima riunione ministeriale non si limiti alla definizione di un elenco di punti di riferimento, ma comprenda invece misure concrete intese a promuovere la piena realizzazione degli obiettivi del Processo di Bologna in tutte le università e in tutti gli Stati membri.

(1)

GU C 8 E del 14.1.2010, pag. 18.


PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI (28.11.2011)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul contributo delle istituzioni europee al consolidamento e all'avanzamento del Processo di Bologna

(2011/2180(INI))

Relatore per parere: Emma McClarkin

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea l'importanza dell'istruzione quale settore chiave di cooperazione con gli Stati membri, per raggiungere gli obiettivi fondamentali della strategia UE 2020 in termini di crescita e di occupazione e la necessaria ripresa economica;

2.  sottolinea che il Processo di Bologna e il programma Erasmus hanno impresso un impulso alla mobilità degli studenti e rappresentano un contributo potenziale al rafforzamento della mobilità dei lavoratori; deplora, nondimeno, che i tassi di mobilità permangano relativamente deboli; invita pertanto le istituzioni dell'Unione europea e degli Stati membri, nonché gli istituti di insegnamento superiore a comunicare più efficacemente fra loro e con gli studenti sulle esistenti possibilità di mobilità, anche in materia di borse di studio; ritiene inoltre che occorre considerare seriamente l'incremento del finanziamento al programma Erasmus;

3.  ritiene che l'istituzione in buona e debita forma di uno sportello unico dedicato al settore dell'istruzione nei vari Stati membri possa ovviare in misura considerevole al carattere disuguale e irregolare dell'attuazione dei vari aspetti del Processo di Bologna, contribuire alla modernizzazione delle politiche nazionali in materia di insegnamento superiore e permettere maggiore cooperazione, coordinamento, collegamento e scambi delle migliori pratiche tra i 27 Stati membri dell'Unione europea;

4.  sottolinea che misure per promuovere l'inserimento professionale, come la formazione lungo tutto l'arco della vita e lo sviluppo di una più vasta gamma di competenze adatte al mercato del lavoro, devono costituire priorità assolute, al fine di ottenere una crescita sostenibile e raggiungere gli obiettivi di prosperità; in tale contesto sostiene fermamente gli scambi di insegnanti e studenti universitari, il dialogo tra università e imprese, l'apprendistato e il passaporto delle competenze;

5.  ritiene che la mobilità degli insegnanti del ciclo superiore non apporti soltanto nuove conoscenze ed esperienze agli insegnanti stessi, bensì anche, indirettamente, ai loro studenti, permettendo loro nel contempo di partecipare alla preparazione del materiale pedagogico comune;

6.  pone l'accento sul contributo del settimo programma quadro UE per la ricerca, del programma quadro per la competitività e l'innovazione nonché dello Spazio europeo della ricerca nel favorire la mobilità dei ricercatori UE e nel valorizzare il potenziale di innovazione e competitività dell'Unione ed invoca un rafforzamento dei legami tra lo Spazio europeo dell'insegnamento superiore e lo Spazio europeo della ricerca;

7.  chiede alla Commissione di sostenere e assistere gli Stati membri nell'intero processo intergovernativo in vista della prossima conferenza dei Ministri competenti per l'istruzione superiore, che si terrà a Bucarest nell'aprile 2012; sostiene l'impostazione della Commissione europea esposta nella recente comunicazione “Sostenere la crescita e l'occupazione – un progetto per la modernizzazione dei sistemi di istruzione superiore in Europa”(1);

8.  è convinto che il bilancio che si farà nella riunione a livello ministeriale che si svolgerà l'anno prossimo a Bucarest permetterà di elaborare una chiara tabella di marcia per la definizione di uno Spazio europeo dell'insegnamento superiore pienamente funzionale alla scadenza del 2020; insiste perché siano formulate proposte transettoriali per la formazione alle TIC, l'apprendistato professionale e lungo tutto l'arco della vita nonché per i tirocini nelle aziende e perché tali proposte favoriscano attivamente sia l'inclusione sia una crescita intelligente e sostenibile dando all'Unione europea un vantaggio concorrenziale nel mondo post-crisi in termini di creazione di posti di lavoro, di capitale umano, di ricerca, d'innovazione, di imprenditorialità e di economia della conoscenza;

9.  sottolinea l'importanza del comunicato di Londra del 2007 che vedeva nella dimensione sociale dell'insegnamento uno degli obiettivi del Processo di Bologna, con lo scopo di garantire un accesso equo all'istruzione, indipendentemente dall'ambiente d'origine; si rammarica degli insufficienti progressi fatti per raggiungere tale obiettivo ed incoraggia la Commissione a facilitare i passi avanti in materia;

10. richiama l'attenzione sul forte legame esistente tra il Processo di Bologna e la direttiva sulle qualifiche professionali e sottolinea la necessità di un coordinamento da parte della Commissione assolutamente coerente con il Processo di Bologna; ritiene che il legame possa essere ulteriormente rafforzato fornendo agli studenti tutte le informazioni concrete e pertinenti circa il riconoscimento dei diplomi conseguiti all'estero e concernenti le prospettive occupazionali dischiuse dalla formazione all'estero;

11. chiede alla Commissione, nell'ambito delle sue competenze, di valutare le disparità nell'attuazione del Processo di Bologna e di stabilire una tabella di marcia, di modo che il Processo di Bologna diventi uno strumento concreto atto a favorire la mobilità di professionisti, non solo tra gli Stati membri, ma anche tra l'UE e i paesi terzi aderenti al progetto; sottolinea che una tabella di marcia sull'attuazione del Processo di Bologna dovrebbe esaminare tale questione in modo approfondito, sia qualitativamente che quantitativamente, in modo da orientare il futuro andamento e consentire decisioni in base a dati comprovati;

12. rivolge un appello perché nel quadro della revisione della direttiva sul riconoscimento delle qualifiche professionali e in vista di un autentico Spazio europeo dell'insegnamento superiore si effettui un confronto tra i requisiti minimi nazionali in materia di formazione e si proceda a scambi più regolari tra gli Stati membri, le autorità competenti e gli organi professionali;

13. chiede alla Commissione di sostenere gli Stati membri nell'aumentare la trasparenza del sistema europeo di trasferimento e di cumulo dei crediti accademici (ECTS) di modo che venga impiegato come uno strumento comparativo per facilitare il riconoscimento delle qualifiche professionali, e ritiene che un approccio più basato sulle competenze potrebbe agevolare le comparazioni in numerosi settori; chiede alle pertinenti parti interessate di considerare la possibilità di integrare nei crediti ECTS i periodi di tirocinio effettuati nel quadro di studi superiori;

14. richiama l'attenzione sull'importanza di un'attuazione armonizzata del sistema ECTS; chiede alla Commissione, agli Stati membri e agli istituti di insegnamento superiore di elaborare una tabella comparativa che indichi il numero di crediti ECTS attribuiti per i corsi di insegnamento al fine di favorire l'armonizzazione e facilitare la mobilità di studenti e professori; rileva gli ostacoli incontrati dagli studenti nel trasferimento di crediti fra università e ritiene che possano dissuadere gli studenti dal partecipare a scambi universitari;

15. chiede maggiore trasparenza delle informazioni fornite agli studenti prima dell'inizio di uno scambio relative al numero di crediti attribuiti e invita gli Stati membri e le istituzioni di insegnamento superiore a collaborare nella valutazione dei crediti da assegnare per i corsi di insegnamento; incoraggia lo sviluppo di piattaforme comuni per fornire una base comune di conoscenze e abilità definite da professionisti e da istituzioni di insegnamento superiore, con il possibile obiettivo di pervenire all'armonizzazione di taluni diplomi, garantendo nel contempo il mantenimento delle specificità nazionali sul modello del sistema di riconoscimento automatico delle qualifiche professionali nell'Unione europea(2);

16. chiede di migliorare il collegamento in rete e la comunicazione tra le università dell'UE, così da accelerare il riconoscimento dei nuovi titoli di studio, agevolare il trasferimento di crediti, migliorare la conoscenza e la comprensione dei vari sistemi d'istruzione e di formazione e consentire agli studenti di capire meglio la diversità dei programmi europei.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

22.11.2011

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, António Fernando Correia De Campos, Jürgen Creutzmann, Cornelis de Jong, Evelyne Gebhardt, Małgorzata Handzlik, Iliana Ivanova, Eija-Riitta Korhola, Edvard Kožušník, Hans-Peter Mayer, Phil Prendergast, Mitro Repo, Robert Rochefort, Heide Rühle, Matteo Salvini, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Emilie Turunen, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, María Irigoyen Pérez, George Lyon, Emma McClarkin, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Marc Tarabella, Kyriacos Triantaphyllides, Wim van de Camp

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ramona Nicole Mănescu

(1)

Comunicazione della Commissione, del 20settembre 2011, al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, intitolata - "Sostenere la crescita e l'occupazione - un progetto per la modernizzazione dei sistemi d'istruzione superiore in Europa" (COM(2011)0567).

(2)

Allegato V: Riconoscimento in base al coordinamento delle condizioni minime di formazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.1.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Badia i Cutchet, Zoltán Bagó, Malika Benarab-Attou, Piotr Borys, Santiago Fisas Ayxela, Lorenzo Fontana, Mary Honeyball, Petra Kammerevert, Morten Løkkegaard, Emma McClarkin, Marek Henryk Migalski, Katarína Neveďalová, Doris Pack, Chrysoula Paliadeli, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Marco Scurria, Emil Stoyanov, Hannu Takkula, László Tőkés, Helga Trüpel, Gianni Vattimo, Sabine Verheyen, Milan Zver

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Heinz K. Becker, Ivo Belet, Seán Kelly, Iosif Matula, Georgios Papanikolaou, Inês Cristina Zuber

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Luigi Berlinguer

Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2012Avviso legale