Procedura : 2012/2042(INI)
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Testi presentati :

A7-0293/2012

Discussioni :

PV 22/10/2012 - 23
CRE 22/10/2012 - 23

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PV 23/10/2012 - 13.24
CRE 23/10/2012 - 13.24
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P7_TA(2012)0387

RELAZIONE     
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28 settembre 2012
PE 486.147v02-00 A7-0293/2012

sulle piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali

(2012/2042(INI))

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Relatore: Paul Rübig

Relatore per parere (*): Iuliu Winkler, commissione per il commercio internazionale

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del regolamento

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali

(2012/2042(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la Carta europea per le piccole imprese adottata dal Consiglio europeo di Santa Maria da Feira del 19 e 20 giugno 2000,

–   vista la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (PMI)(1),

–   vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2011 dal titolo "Politica industriale: rafforzare la competitività" (COM(2011)0642),

–   vista la comunicazione della Commissione del 9 novembre 2011 dal titolo "Piccole imprese, grande mondo - un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali" (COM(2011)0702),

–   vista la relazione della Commissione del 23 novembre 2011 dal titolo "Ridurre al minimo indispensabile gli oneri normativi che gravano sulle PMI – Adeguare la normativa dell'UE alle esigenze delle microimprese" (COM(2011)0803),

–   vista la comunicazione della Commissione del 23 febbraio 2011 dal titolo "Riesame dello 'Small Business Act' per l'Europa" (COM(2011)0078),

–   vista la comunicazione della Commissione del 13 aprile 2011 dal titolo "L'Atto per il mercato unico – Dodici leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia – 'Insieme per una nuova crescita'" (COM(2011)0206),

–   vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–   vista la proposta di regolamento presentata dalla Commissione il 30 novembre 2011 che istituisce un programma per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (2014 – 2020) (COM (2011)0834),

–   vista la relazione della Commissione 2011 sulla competitività europea (COM(2011)0642),

–   vista la sua risoluzione del 16 febbraio 2011 sugli aspetti pratici della revisione degli strumenti dell'UE per il sostegno al finanziamento delle PMI nel prossimo periodo di programmazione(2),

–   vista la sua risoluzione del 9 marzo 2011 su una politica industriale per l'era della globalizzazione(3),

–   vista la sua risoluzione del 12 maggio 2011 sul riesame dello "Small Business Act"(4),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0293/2012),

A.  considerando che le microimprese e le PMI soffrono, in un periodo di crisi economica, delle difficoltà di accesso ai finanziamenti, in particolare ai piccoli crediti, necessari a sostenere il loro sviluppo;

B.   considerando che il 25% delle PMI dell'Unione europea opera a livello internazionale all'interno del mercato unico, ma che solo il 13% è attivo sul piano internazionale al di fuori dell'UE; considerando che solo il 24% delle microimprese esporta beni o servizi, contro il 38% delle piccole imprese e il 53% delle medie imprese;

C.  considerando che quasi un terzo degli oneri amministrativi imputati alla normativa UE scaturisce principalmente da un'attuazione sproporzionata e inefficiente a livello nazionale, il che significa che si potrebbero risparmiare fino a 40 miliardi di euro se la legislazione dell'Unione fosse recepita con maggiore efficienza dagli Stati membri(5);

D.  considerando che oltre il 96% delle PMI dell'Unione europea ha meno di 50 dipendenti e un fatturato annuale inferiore a 10 milioni di euro e che la capacità di tali imprese di esportare beni e servizi oltre i confini nazionali è limitata, soprattutto a causa degli elevati costi fissi legati al commercio internazionale, all'incertezza giuridica e alla frammentazione normativa;

E.   considerando che l'85% di tutti i nuovi posti di lavoro nell'UE tra il 2002 e il 2010 sono stati creati dalle PMI, in particolare dalle nuove imprese; considerando che 32,5 milioni di persone nell'UE sono lavoratori autonomi;

F.   considerando che l'industria svolge un ruolo fondamentale nell'economia europea e che l'industria manifatturiera genera il 25% dell'occupazione diretta nel settore privato dell'UE e rappresenta l'80% delle attività private di ricerca e sviluppo;

G.  considerando che la creazione di posti di lavoro nelle ecoindustrie è stata positiva durante la recessione rispetto a molti altri settori e che, secondo le previsioni, tale tendenza dovrebbe continuare nei prossimi anni(6);

H.  considerando che Internet e le tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) offrono alle PMI maggiori opportunità di vendere servizi in tutto il mondo e svolgono un ruolo essenziale nel rafforzare il contributo delle PMI alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro;

I.    considerando che, secondo le stime della Commissione, le politiche che incoraggiano la transizione verso un'economia "verde", quali le politiche in materia di impiego efficiente delle risorse, efficienza energetica e cambiamento climatico, potrebbero consentire di creare oltre 9 milioni di posti di lavoro entro il 2020, in particolare nel settore delle PMI;

1. "Piccole imprese – grande mondo"

1.  sottolinea le sfide strutturali e normative comuni affrontate dalle PMI, come l'accesso alle risorse finanziarie, umane e organizzative; plaude, a tale proposito, al fatto che la Commissione intenda promuovere e sostenere le attività economiche delle PMI nel mercato unico e nei mercati dei paesi terzi; sottolinea che, in generale, l'internazionalizzazione delle PMI deve essere considerata un processo; rileva che, per riuscire a espandere la propria attività al di fuori dell'UE, le PMI necessitano di servizi di consulenza già a livello locale, e non soltanto nei mercati terzi; sottolinea che tale necessità deve riflettersi nelle politiche di sostegno dell'UE;

2.  rileva che le PMI sono estremamente varie e che, pertanto, quando la Commissione definisce nuove politiche per le PMI, deve tenere in considerazione le diverse sfide che le imprese affrontano in base alle dimensioni e al settore;

3.  ricorda che le PMI traggono profitto dall'internazionalizzazione in misura maggiore delle grandi imprese, grazie all'esposizione alle buone pratiche, a un più efficace assorbimento della produzione eccedentaria, a un migliore approvvigionamento dei fattori di produzione per mezzo delle importazioni e, quindi, a una migliore competitività, tanto che le PMI esportatrici ottengono sempre risultati più positivi rispetto alle PMI non esportatrici e producono maggiori vantaggi in termini di benessere per tutta l'economia e per i consumatori;

4.  respinge la convinzione secondo cui proteggendo le PMI dell'UE dalla concorrenza internazionale sia possibile aiutarle a crescere e ad ottenere migliori risultati sulla scena internazionale; crede, al contrario, che l'UE dovrebbe sostenere un programma costruttivo a beneficio delle sue PMI nel quadro dei negoziati internazionali, al fine di ridurre gli ostacoli su base reciproca nell'interesse delle PMI di tutto il mondo;

5.  osserva che l'efficace tutela delle PMI dalle pratiche commerciali sleali dei paesi partner dell'UE è altrettanto importante del sostegno alle PMI che desiderano internazionalizzarsi; considera l'internazionalizzazione e la tutela due facce della stessa medaglia del processo di globalizzazione;

6.  sottolinea che la comunicazione avrebbe dovuto riconoscere le differenze esistenti tra i settori, in quanto l'internazionalizzazione delle PMI di servizi è fondamentalmente diversa dall'internazionalizzazione delle PMI di produzione; osserva che molte delle PMI di servizi, che costituiscono la maggior parte delle PMI, spesso non hanno bisogno di raggiungere una dimensione critica per iniziare a esportare e sarebbero avvantaggiate soprattutto da una regolamentazione più aperta e da un migliore accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei paesi obiettivo, mentre le PMI del settore industriale trarrebbero maggiore vantaggio da un miglioramento delle condizioni negli ambiti della logistica dei trasporti e dall'agevolazione degli scambi;

7.  osserva che la maggior parte delle politiche pubbliche a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI dell'Unione si concentra sull'attività manifatturiera, e raccomanda, pertanto, che tali politiche siano riadattate in modo da tenere conto delle diverse necessità delle PMI di servizi; raccomanda, in particolare, una ridefinizione dei requisiti di dimensione minima imposti dai programmi di sostegno commerciale per le PMI, di norma basati sul modello di esportazione delle PMI del settore industriale, in base al quale l'impresa può espandersi a livello internazionale dopo aver raggiunto una dimensione critica;

8.  ritiene che, sebbene la comunicazione tenti di affrontare le difficoltà incontrate dalle PMI nell'individuare opportunità imprenditoriali all'estero, non sottolinea in misura sufficiente che la fornitura alle PMI di orientamenti, suggerimenti e incentivi di internazionalizzazione è un percorso auspicabile dell'azione pubblica; ritiene che l'UE, ancora una volta di concerto con gli Stati membri, dovrebbe sostenere e promuovere incentivi volti a sviluppare proattivamente le PMI in settori strategici valorizzando le iniziative già esistenti, in particolare laddove si tratta di attività manifatturiere con elevato valore aggiunto e tecnologicamente avanzate che offrono un vantaggio competitivo nei confronti delle economie emergenti; sottolinea, pertanto, l'esigenza di identificare mercati di nicchia promettenti, esigenza che ha già iniziato a essere integrata in altri documenti strategici dell'UE, come la relazione del gruppo di alto livello sulle tecnologie abilitanti fondamentali;

Informazioni per le PMI

9.   esorta la Commissione a inaugurare il portale Internet multilingue previsto dalla comunicazione quanto prima e a renderlo pienamente operativo entro il 2013 al più tardi; ritiene, pur riconoscendo la grande varietà di PMI e delle loro domande, che il portale non dovrebbe creare doppioni ma piuttosto collegare tra loro i portali esistenti, che dovrebbe essere facilmente accessibile e non generare ulteriori costi di ricerca per le PMI; sottolinea che il portale dovrebbe accrescere il numero di PMI dell'UE operanti a livello internazionale;

10. chiede un maggiore e più efficiente sostegno per le PMI nell'accesso al mercato unico e ai mercati dei paesi terzi a livello europeo, nazionale e regionale, in particolare per quanto riguarda attività di promozione e l'accesso alle informazioni, la tutela dei diritti di proprietà intellettuale, la partecipazione agli appalti pubblici, le TIC e gli aspetti relativi alla normalizzazione e alla regolamentazione; ritiene che la rete Enterprise Europe Network (EEN) sia uno strumento efficace per il raggiungimento di tali obiettivi; è del parere che, sulla base di un'approfondita valutazione, sia opportuno realizzare un nuovo modello di governance per la rete EEN, al fine di rafforzarne l'efficacia, ridurre gli oneri amministrativi e di gestione e consentire un sostegno su misura; reputa che tale sostegno dovrebbe aiutare le imprese nell'acquisire le competenze necessarie e nel definire una strategia di espansione verso i mercati esteri nonché promuovere la cooperazione tra le imprese favorendo l'incontro tra la domanda e l'offerta;

11. è convinto che la rete EEN massimizzerà il suo valore per le PMI nell'UE solo se si provvederà al rafforzamento del funzionamento e della governance delle organizzazioni in essa rappresentate e alla promozione della conoscenza dei suoi servizi di sostegno;

12. esorta gli Stati membri ad adottare una rete unica di helpdesk per l'esportazione a livello locale e regionale, gestita in collaborazione con le imprese, le camere di commercio, le università e altri attori interessati, in modo tale che le PMI possano avere un solo interlocutore facilmente individuabile e ricevere, nella propria lingua e per uso immediato, consulenze personalizzate e analisi economiche dei mercati esteri, informazioni relative all'assistenza, alle opportunità di esportazione, alle barriere commerciali esistenti (sia tariffarie che non tariffarie), alla tutela degli investimenti, alle disposizioni vigenti per la composizione delle controversie, alle formalità amministrative e ai concorrenti nei mercati terzi; ritiene che tali helpdesk dovrebbero contribuire agli scambi di buone prassi, conformemente alla Carta europea per le piccole imprese;

13. raccomanda che si rivolgano maggiori informazioni alle piccole e microimprese, che rappresentano i gruppi di PMI meno attivi sul piano internazionale e meno consapevoli del loro potenziale di esportazione e dei vantaggi che possono trarre dall'internazionalizzazione;

Mappatura dei servizi di sostegno

14. condivide l'opinione secondo cui i programmi di sostegno finanziati con risorse pubbliche dovrebbero essere realizzati nella forma economicamente più valida, specialmente in una fase in cui l'economia dell'UE sta ancora uscendo dalla peggiore crisi degli ultimi decenni; rileva, a tale proposito, che la qualità dei programmi dovrebbe rimanere almeno allo stesso livello;

15. sostiene la proposta di procedere a un "esercizio di inventario" del gran numero di regimi di sostegno locali, regionali, nazionali ed unionali; ritiene che tale esercizio dovrebbe includere le iniziative del settore privato e iniziative locali per aiutare le PMI ad accedere ai finanziamenti, in particolare iniziative volte a facilitare l'accesso delle microimprese ai piccoli crediti, nonché una valutazione dell'efficacia dei regimi di sostegno esistenti nell'UE; è del parere che la mappatura dovrebbe essere eseguita a intervalli regolari e fungere da base per un sistema di riferimento e di valutazione; ritiene che l'esercizio di inventario iniziale debba fornire la base per la valutazione dell'efficacia dei regimi di sostegno esistenti nell'UE; nota che qualunque esercizio di inventario potrebbe non includere tutte le iniziative, in particolare se sono di dimensioni ridotte o informali e se il relativo costo e/o le modalità di attuazione non sono sostenibili;

16. si aspetta in primo luogo proposte specifiche entro la fine del 2012 per semplificare e coordinare i regimi di sostegno dell'UE esistenti al fine di renderli efficaci e capaci di rispondere alle esigenze delle PMI dell'Unione; reputa che l'azione dell'UE debba evitare la creazione di doppioni o lo sviluppo di strutture parallele e dimostrare un chiaro valore aggiunto a livello europeo; ritiene che le strutture di sostegno nazionali esistenti vadano rispettate, in considerazione del principio di sussidiarietà; è del parere che il sostegno alle singole PMI dell'UE debba essere incentrato sull'organizzazione più adatta alle specifiche esigenze commerciali della PMI in questione; chiede alla Commissione di informare regolarmente le commissioni competenti del Parlamento in merito ai progressi compiuti nell'ambito di tale esercizio;

17. ricorda che queste nuove attività dell'UE devono presentare un valore aggiunto dimostrato rispetto agli strumenti esistenti; ritiene che un siffatto valore aggiunto possa essere riscontrabile laddove vi siano carenze geografiche o sostanziali del mercato ("blank spots"), oppure quando sono necessari maggiori sforzi per difendere gli interessi della politica commerciale dell'UE o per acquisire informazioni per una banca dati sull'accesso al mercato;

18. sottolinea l'esigenza di far partecipare le PMI alla revisione del quadro di sostegno esistente; chiede alle PMI, unitamente alla rete EEN ed alle organizzazioni commerciali dell'UE, di partecipare da vicino all'implementazione della revisione;

19. insiste sul fatto che gli strumenti attualmente a disposizione di tutte le aziende dell'UE quando svolgono attività di esportazione, come la banca dati sull'accesso ai mercati e l'helpdesk per l'esportazione, dovrebbero essere adeguati alle necessità delle PMI; apprezza l'apertura dell'helpdesk destinato alle PMI per le questioni che riguardano gli strumenti di difesa commerciale (l'helpdesk per gli strumenti di difesa commerciale per le PMI); raccomanda una maggiore coerenza tra le diverse strutture di sostegno alle PMI europee nei paesi terzi;

20. reputa che, qualora sulla base della mappatura risulti necessario e realizzabile, sia opportuno definire e attuare, attraverso la politica commerciale comune dell'UE o un altro strumento adeguato dell'UE, soluzioni pratiche ed economicamente vantaggiose per assistere le PMI a superare la carenza di capitale circolante, in particolare del capitale per effettuare l'investimento iniziale necessario e iniziare a finanziare le prime esportazioni;

21. ritiene che, pur facendo un uso effettivo delle strutture nazionali esistenti, siano necessarie iniziative dell'UE in mercati terzi ove risulti esservi un valore aggiunto; promuove la cooperazione tra esperti nelle sfere sia pubblica che privata, compresi i gruppi dell'UE specializzati nell'accesso ai mercati; concorda sul fatto che le PMI di alcuni Stati membri più piccoli e più recenti versano in una condizione svantaggiata in quanto in alcuni mercati terzi potrebbero essere prive di rappresentanza diplomatica, partner esperti o di entrambi; sottolinea, tuttavia, che le iniziative dell'Unione europea non devono interferire nella concorrenza tra singole imprese di diversi Stati membri sui mercati terzi;

22. sottolinea che l'internazionalizzazione delle PMI è un processo e, che per essere vincenti, tali imprese necessitano di misure di sostegno già a livello locale e non solo sui mercati terzi; riconosce che gli sforzi comuni dell'UE sui mercati terzi concernenti i gruppi di pressione, la politica commerciale e l'accesso al mercato, nonché i programmi complementari per far fronte a un mancato funzionamento del mercato possono aggiungere valore sostanziale a tale processo;

23. chiede alla Commissione che, al fine di evitare duplicazioni, proceda a creare nuove strutture soltanto dopo aver debitamente analizzato i finanziamenti ed effettuato un inventario dei servizi di consulenza già disponibili negli Stati membri, verificando adeguatamente la loro efficienza e la reale necessità di creare nuove strutture;

Promuovere i cluster e le reti dell'UE

23. sostiene il suggerimento della Commissione di migliorare la cooperazione tra le varie associazioni d'imprese, le camere di commercio e gli altri soggetti attivi sul mercato unico e nei paesi terzi al fine di facilitare i partenariati di imprese e promuovere i cluster e l'accesso a nuovi mercati, favorendo il processo di internazionalizzazione dal livello della singola impresa al livello della rete o delle filiere multi localizzate, per favorire progetti di internazionalizzazione più complessi e duraturi e che coinvolgano una pluralità di imprese ed altre organizzazioni ed istituzioni pubbliche di supporto;

24. sottolinea l'importanza del territorio nel quale la piccola e media impresa opera e invita la Commissione e gli Stati membri a cooperare in maniera continuativa con gli enti locali per valorizzare il lavoro in rete;

25. ritiene opportuno promuovere la creazione di joint venture o altri accordi di partenariato tra o con le PMI come strategia per penetrare in nuovi mercati, sviluppare progetti di investimenti diretti nel mercato unico e nei paesi terzi e partecipare a gare d'appalto; invita la Commissione a mobilitare risorse al fine di promuovere tale cooperazione transnazionale;

26. osserva che i cluster e le reti possono spesso essere creati in maniera virtuale, oltre che fisicamente; incoraggia gli Stati membri a promuovere gli strumenti e le risorse necessari per agevolare la creazione di cluster e reti virtuali;

27. invita gli Stati membri a sostenere attivamente il ruolo della Commissione nel promuovere l'accesso delle PMI ai mercati di paesi terzi nei consessi e nelle conferenze internazionali;

Azioni future

29. raccomanda alla Commissione di considerare tutte le dimensioni correlate all'internazionalizzazione, in particolare quelle dell'esportazione e dell'importazione, comprese le varie forme di partenariato e di cooperazione economici; osserva che la comunicazione non pone sufficientemente l'accento su questa seconda dimensione;

30. auspica una maggiore integrazione delle politiche dell'Unione a favore delle PMI con particolare riferimento all'innovazione, alla crescita, all'internalizzazione, alla produttività, al contenimento dei costi e alla riduzione della burocrazia, alla qualità del capitale umano, alla responsabilità sociale;

31. accoglie con favore il nuovo programma per la competitività delle PMI (COSME); sottolinea le azioni efficaci del Programma quadro per la competitività e l'innovazione (CIP); ritiene che tali azioni – quali il gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi e la rete Enterprise Europe – dovrebbero essere mantenute e ampliate ulteriormente nel quadro del nuovo programma; sottolinea la necessità di migliorare l'accesso ai finanziamenti per le PMI e di rafforzare il ruolo che il settore privato potrebbe svolgere; chiede una semplificazione e una razionalizzazione dei vari strumenti dell'Unione dedicati all'accesso al credito, alle garanzie o al venture capital, in particolare per le PMI con progetti di internazionalizzazione; chiede un riesame dei costi e la disponibilità di servizi bancari di base per le PMI che partecipano a scambi commerciali transfrontalieri, in particolare con più valute, anche al di fuori dell'UE; invita gli Stati membri a esaminare la possibilità di utilizzare parte delle loro entrate nazionali derivanti dalle imposte sulle società per facilitare l'accesso a garanzie sui prestiti per le PMI; sottolinea che tutti gli strumenti, in particolare quelli non finanziari, dovrebbero essere adottati sulla base di una valutazione critica del CIP e in stretta collaborazione con le organizzazioni di PMI;

32. sottolinea la necessità di aumentare in modo significativo gli stanziamenti di bilancio per il programma COSME nel quadro finanziario pluriennale (QFP), tenuto conto in particolare dei fallimenti di mercato rispetto al finanziamento delle PMI e l'esigenza di aumentare il sostegno dell'UE ai trasferimenti di imprese; ritiene a tale proposito che la linea di demarcazione tra COSME e Orizzonte 2020 in termini di attività e bilancio meriti un ulteriore approfondimento, per permettere alle PMI di orientarsi più facilmente;

33. invita gli Stati membri ad assicurarsi che le PMI dispongano di sufficienti garanzie per l'esportazione;

34. sottolinea l'importanza di disporre di imprenditori competenti e qualificati per affrontare le sfide del commercio internazionale; invita la Commissione a promuovere il programma "Erasmus per giovani imprenditori" e ad esaminare le possibilità di un "Erasmus Mundus per gli imprenditori", al fine di dare la possibilità agli imprenditori capaci di acquisire esperienza presso i centri di eccellenza al di fuori dell'UE e, grazie a questi, di organizzarsi in rete, anche attraverso un'alta formazione culturale di impresa che permetta di avere una visione imprenditoriale a livello internazionale per dotarsi degli strumenti necessari e fondamentali per concorrere in un mercato globale; invita la Commissione e gli Stati membri a integrare nel programma "Erasmus per tutti" i giovani imprenditori e le politiche industriali, attraverso politiche europee afferenti al programma;

35. accoglie con favore la proposta della Commissione sulla revisione della normalizzazione europea; sottolinea la necessità di un sistema più coerente di norme internazionali per consentire l'interoperabilità e ridurre gli ostacoli che le PMI incontrano nell'aprirsi alla dimensione internazionale;

36. è favorevole a un sistema di normalizzazione europeo che coinvolga le PMI in maniera più sistematica nei processi decisionali, utilizzando nel contempo il principio comprovato della delega nazionale; invita la Commissione ad adottare le misure necessarie affinché le norme elaborate dagli organismi europei di normazione siano maggiormente accessibili alle PMI a costi inferiori, al fine di consentire l'interoperabilità e ridurre alcuni dei notevoli ostacoli che le PMI incontrano nell'estendersi a livello internazionale; sottolinea che l'adattamento della politica europea di normalizzazione delle TIC agli sviluppi politici e di mercato è essenziale per coinvolgere le PMI nell'e-business, e-commerce, trasporto merci informatizzato e sistemi di trasporto intelligenti (STI), ecc.;

37. sottolinea che l'introduzione di un sistema semplice, efficace e accessibile di tutela dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) e dei diritti d'autore è fondamentale per promuovere l'internazionalizzazione delle PMI; ritiene che le PMI necessitino di un'efficace tutela dei DPI per incoraggiare lo sviluppo di nuove tecnologie quale base per le loro attività internazionali;

38. rileva la mancanza di risorse a disposizione delle PMI per combattere le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) che esse subiscono sui mercati terzi; chiede iniziative concrete da parte dell'UE al fine di migliorare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale delle PMI nei paesi terzi, come è stato conseguito dall'helpdesk DPI per le PMI in Cina; osserva che questo modello di helpdesk è attualmente in fase di estensione, attraverso un'iniziativa pilota, ad una rosa di paesi ASEAN e del Sud America; sottolinea la necessità di effettuare una corretta valutazione degli helpdesk esistenti, al fine di ottimizzare il funzionamento del modello prima di estenderlo ulteriormente; esorta la Commissione, una volta tratte le lezioni da questa valutazione, ad adottare helpdesk simili nei mercati prioritari sui quali il DPI è un problema importante; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare la cooperazione doganale nell'UE e con i paesi terzi relativamente al sequestro delle merci contraffatte e a semplificare le procedure doganali;

39. sottolinea l'importanza di istituire un quadro normativo UE semplificato e trasparente nell'ambito degli appalti pubblici, affinché le PMI abbiano maggiore accesso ai contratti pubblici, sia all'interno dell'UE sia nei paesi terzi, anche mediante l'applicazione del principio "una sola volta" e l'uso di sistemi di trasmissione elettronica, nonché applicando il codice europeo di buone pratiche per facilitare l'accesso delle PMI agli appalti pubblici; ritiene che gli appalti pubblici costituiscano uno strumento pubblico efficace per sostenere le capacità d'innovazione tecnica delle PMI nazionali e permettere che tali imprese crescano fino a raggiungere le dimensioni necessarie per poter avviare il processo di internazionalizzazione; chiede una migliore definizione degli appalti nonché l'apertura dei servizi agli appalti pubblici;

40. attende che la Commissione adotti un'iniziativa atta ad assicurare che le PMI dell'UE godano di un accesso agli appalti pubblici nei mercati terzi pari a quello di altre imprese; auspica che la proposta di recente pubblicazione relativa a un regolamento sul mercato degli appalti pubblici dell'UE possa favorire una reciprocità di apertura, che sarebbe vantaggiosa per le PMI dell'Unione; chiede che l'UE elabori un'ambiziosa politica industriale comune fondata sull'incentivazione della ricerca e dell'innovazione, che benefici di finanziamenti innovativi quali i project bond e che sostenga lo sviluppo delle PMI, segnatamente attraverso l'accesso agli appalti pubblici, affinché esse possano conservare la loro competitività rispetto ai nuovi attori di rilievo dell'industria e della ricerca; invita l'UE a valorizzare la produzione europea fornendo ai consumatori informazioni di migliore qualità, in particolare attraverso l'adozione del regolamento sul marchio di origine ("made-in") dei prodotti importati nell'UE;

41. esorta gli Stati membri a concludere, quanto prima e al più tardi alla fine del 2012, un accordo sul brevetto europeo, in quanto è essenziale che l'UE offra alle imprese un accesso semplice e a costi contenuti alla tutela dei brevetti nel mercato unico, analogamente a quanto previsto dai loro concorrenti negli Stati Uniti, in Cina e in Giappone;

42. raccomanda che gli attuali centri UE per le PMI siano ampliati tenendo debitamente conto delle conclusioni della valutazione dell'efficacia dei centri esistenti e dei principi orientativi generali; rileva che tali centri funzionerebbero meglio in combinazione con helpdesk adeguati alle esigenze comuni, come "negozi one-stop" con punti di contatto unici per le PMI dell'UE nei paesi terzi; ritiene che le iniziative comunitarie dovrebbero concentrarsi sui settori in cui effettivamente operano le PMI;

43. chiede di definire in modo più chiaro i mercati prioritari delle PMI sulla base dell'agenda per i negoziati commerciali dell'UE; ricorda che tra i mercati prioritari dovrebbero certo essere annoverati quelli ad alto tasso di crescita, come i paesi BRIC, ma che si deve anche tenere conto delle opportunità di internazionalizzazione captate dalle PMI nei paesi sviluppati e nelle regioni vicine; riconosce, pertanto, la crescita dei mercati ospitanti e le lacune nelle strutture di sostegno esistenti quali criteri principali di elaborazione di un elenco dei mercati prioritari; raccomanda che molti dei paesi confinanti con l'UE, soprattutto quelli dei Balcani occidentali e dell'area del Mediterraneo o quelli che condividono le frontiere con l'UE, siano aggiunti all'elenco, visto che la maggior parte delle PMI esportano inizialmente verso partner commerciali nei paesi vicini e che il commercio dell'UE con questi paesi svolge un ruolo importante nella loro crescita e stabilità;

44. esorta la Commissione a garantire che le esigenze e gli interessi specifici delle PMI siano tenuti presenti in tutti i negoziati commerciali; osserva che sarebbe opportuno, a tale riguardo, individuare i settori negoziali in cui le PMI incontrano più problemi rispetto ad altre categorie di imprese e concentrarsi su tali aspetti in fase di negoziazione degli accordi commerciali con paesi terzi; sostiene una riforma del quadro multilaterale per coinvolgere le PMI nell'OMC e per garantire un arbitrato e una risoluzione delle controversie più rapidi per le PMI;

45. sottolinea che gli investimenti all'estero costituiscono la forma di internazionalizzazione più impegnativa per le PMI; raccomanda che in futuro, quando l'UE si troverà a negoziare trattati bilaterali d'investimento, sia tenuta in considerazione l'esigenza delle PMI di un maggior livello di sicurezza per i propri investimenti esteri diretti;

46. ritiene che un accesso migliore, più rapido e meno costoso da parte delle PMI alle procedure antidumping sia fondamentale ai fini di una loro più efficace tutela dalle pratiche commerciali sleali dei partner commerciali; invita la Commissione a tenere in debito conto tale problematica in fase di riforma degli strumenti di difesa commerciale dell'UE;

47. apprezza le iniziative volte a promuovere i contatti tra imprese previste negli accordi bilaterali di libero scambio; ricorda che le sfide relative all'individuazione e all'instaurazione di contatti con potenziali clienti all'estero e all'istituzione di catene di approvvigionamento affidabili pongono ostacoli notevoli alla volontà delle PMI di accedere ai mercati di esportazione e che soprattutto le aziende più piccole e le microimprese fanno affidamento su intermediari per vendere i propri prodotti all'estero;

2. Oneri amministrativi

Approccio normativo

48. plaude al raggiungimento dell'obiettivo del 2012 di minimizzare gli oneri amministrativi, ma ritiene che vi sia ancora molto da realizzare; esorta la Commissione a riesaminare la legislazione esistente e a presentare nuovi ambiziosi obiettivi di riduzione, in linea con la normativa europea per le piccole imprese (SBA) e il principio "pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First); ritiene che tale nuovo obiettivo debba essere un obiettivo netto che tenga conto della nuova legislazione adottata dopo la fissazione dell'obiettivo; raccomanda che il nuovo obiettivo sia misurabile e verificabile e consegua un miglioramento qualitativo, per esempio riducendo la mole di documenti richiesti alle PMI e garantendo che queste ultime non debbano affrontare scadenze irrealistiche per la presentazione della documentazione; ritiene che il gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti debba svolgere un ruolo centrale e costante nella supervisione dei progressi conseguiti su tale obiettivo di riduzione;

49. invita gli Stati membri e la Commissione a concludere accordi che consentano alle PMI di operare in tutta Europa e di commercializzare le loro idee, garantendo loro un accesso migliore ai mercati e riducendo la burocrazia;

50. sottolinea la sua delusione in merito all'applicazione superficiale e non uniforme del test PMI da parte della Commissione; ribadisce che tale test dovrebbe costituire sistematicamente un capitolo fisso della valutazione d'impatto; invita la Commissione a chiarire la ragione per cui non sia stato condotto un test PMI adeguato per il pacchetto di misure sulla tutela dei dati e ad agire in modo rapido e concreto per porre rimedio a tale omissione;

51. appoggia con forza l'attenzione posta sulle microimprese in un "test PMI" rafforzato e prende nota dell'idea di escludere automaticamente le microimprese da qualsiasi regolamentazione prevista; ritiene tuttavia che un'esenzione potrebbe essere applicata solo laddove le esigenze specifiche delle microimprese non possano essere soddisfatte con soluzioni adattate o regimi agevolati, come dimostrato dal "test PMI"; insiste pertanto sull'introduzione di una microdimensione quale parte integrante del test PMI, al fine di valutare sistematicamente tutte le opzioni disponibili; ricorda che qualsiasi soluzione o soluzione adattata non dovrebbe interferire con i requisiti fondamentali dell'UE in materia di salute e sicurezza sul lavoro, con i diritti fondamentali dei lavoratori dell'UE o con i principi fondamentali della legislazione ambientale dell'Unione; sottolinea che se le microimprese sono incluse appieno nell'ambito di applicazione di una disposizione, i motivi di tale inclusione devono essere chiaramente dimostrati dai risultati sul test PMI;

52. sottolinea la necessità di migliorare l'efficienza nel recepimento della normativa UE nel diritto nazionale; invita la Commissione a una maggiore armonizzazione della normativa, per ridurre l'ambito della sovraregolamentazione (gold-plating) e a un utilizzo più sistematico del test PMI; chiede alla Commissione di valutare la misura in cui l'applicazione della "check-list per la buona attuazione della normativa UE"(7) possa essere introdotta sotto forma di obbligo per gli Stati membri a beneficio del mercato unico;

53. esorta i governi nazionali ad applicare un approccio "rispetta o spiega" in analogia alle disposizioni in materia di governance societaria; sottolinea che, nell'ambito di tale approccio, i governi sarebbero tenuti a giustificare debitamente l'attuazione di disposizioni aggiuntive rispetto a quelle previste dalla normativa europea;

54. si rammarica del fatto che solo pochi Stati membri applichino sistematicamente un test PMI nel proprio processo decisionale nazionale; invita la Commissione a presentare, e il Consiglio a sostenere una proposta per requisiti minimi, inclusi orientamenti per l'attuazione di test PMI a livello nazionale, in base alle migliori prassi ottenute dal test PMI applicato dalla Commissione e a livello nazionale;

55. chiede un "controllo di qualità" della normativa europea esistente, per eliminare le incongruenze e le norme obsolete o inefficaci;

56. chiede che, nell'ambito dei controlli d'idoneità, vengano indicati i settori su cui gravano oneri eccessivi, incoerenze o una legislazione inefficace, con un impatto negativo sulle PMI; invita la Commissione ad assicurare che siano mantenuti gli obiettivi relativi alle disposizioni in materia di salute, sicurezza e uguaglianza, nonché in campo sociale;

57. sostiene con convinzione l'idea del "one in, one out" quale principio guida per la normativa europea relativa al mercato interno, allo scopo di evitare di introdurre qualsiasi nuova normativa che imponga costi alle PMI senza avere prima identificato regolamentazioni esistenti in un dato settore e di valore equivalente che possano essere eliminate;

58. chiede che il ruolo della rete dei rappresentanti delle PMI sia rafforzato, in quanto apporta un reale valore aggiunto alla comunicazione e al coordinamento tra gli Stati membri e tra il livello nazionale ed europeo, dalla formulazione delle politiche all'attuazione della normativa; chiede alla Commissione e all'amministrazione nazionale di garantire che i rappresentanti delle PMI possano agire in modo indipendente e seguire un approccio interdisciplinare nell'assicurare che gli interessi delle PMI siano tenuti in considerazione in tutti gli ambiti di definizione delle leggi e delle politiche; insiste affinché i rappresentanti delle PMI siano fortemente coinvolti nelle procedure del test PMI; incoraggia altresì a rafforzare le organizzazioni della società civile che operano al fine di unire le PMI dell'UE e chiede che le esigenze di tali organizzazioni siano prese in considerazione nell'ambito delle procedure amministrative e legislative;

59. sottolinea l'importanza di consultare le parti sociali al momento della pianificazione delle misure nazionali volte a rafforzare e a promuovere le PMI;

Definizione di PMI

60. prende atto della valutazione attuale della definizione di PMI, che comprende già oltre il 99% di tutte le imprese europee; invita la Commissione a prendere in esame gli effetti di: a) un aumento della flessibilità e un'attenuazione dei disincentivi alla crescita (ad esempio estendendo i periodi di transizione a tre anni), b) un adeguamento del fatturato e del tetto del bilancio agli sviluppi economici e c) consentire una considerazione più differenziata delle singole sottocategorie;

61. invita la Commissione e gli Stati membri a creare un regime specifico di visti, nel quadro dell'accordo di Schengen, collegato alle attività di importazione/esportazione;

Ulteriori misure

62. sottolinea il ruolo del mercato unico quale elemento chiave per creare il migliore ambiente possibile per le PMI; deplora il fatto che in molti settori esso ancora non sia una realtà, in particolare per quanto riguarda la sua dimensione digitale; invita pertanto la Commissione a insistere sull'attuazione del mercato unico digitale entro il 2015, anche promuovendo lo sviluppo dell'infrastruttura e delle tecnologie a banda larga, al fine di costringere gli Stati membri ad attuare ed applicare la legislazione esistente ed a presentare nuove proposte, laddove una normativa nel settore del mercato interno non sia ancora presente, in particolare con l'obiettivo di ridurre i costi e la burocrazia dell'attività commerciale;

63. invita la Commissione ad accelerare le connessioni a banda larga ad alta velocità nelle regioni dell'UE, per garantire la massima partecipazione delle PMI al mercato interno digitale;

64. riconosce che il cloud computing può incrementare in modo significativo l'efficienza e la produttività delle PMI; invita pertanto la Commissione a sviluppare un quadro europeo per il cloud computing che sia aperto ad altri cloud mondiali;

65. si rammarica che l'UE sia in ritardo rispetto ad altri attori globali come il Giappone e la Corea del sud, con solo il 2% delle connessioni Internet a fibra ottica; invita pertanto gli Stati membri e la Commissione ad accelerare la diffusione e l'adozione della banda larga ultraveloce;

66. riconosce che il commercio elettronico è un potente strumento per le PMI che vogliono accedere a nuovi mercati e ampliare la loro clientela; invita pertanto la Commissione ad agevolare il commercio elettronico transfrontaliero, per esempio con la creazione di un sistema di pagamenti online affidabile, sicuro ed efficiente;

67. sottolinea che l'UE deve agire con urgenza per dare alle PMI e agli imprenditori la fiducia e i mezzi per effettuare scambi commerciali online, al fine di incrementare il commercio transfrontaliero; chiede pertanto una semplificazione dei regimi di concessione delle licenze e l'istituzione di un quadro di riferimento efficace in materia di diritti d'autore;

68. invita la Commissione a incoraggiare la libera circolazione dei servizi, ampliando e dando piena attuazione alla direttiva sui servizi, per concedere alle PMI e agli imprenditori una possibilità reale di crescere e vendere servizi e prodotti ai 500 milioni di consumatori dell'UE;

69. invita gli Stati membri ad approfittare dei vantaggi offerti dall'amministrazione elettronica e ad introdurre soluzioni di e-governance;

70. incoraggia la segreteria generale della Commissione, in collaborazione con le associazioni d'imprese e le altre parti interessate, a istituire un premio annuale riservato al collegio dei Commissari da assegnare al Commissario e/o allo Stato membro nel quadro del semestre europeo che abbia applicato il principio del "pensare anzitutto in piccolo" nel modo più efficace e soddisfacente;

71. chiede di semplificare gli strumenti dell'UE per le PMI e di renderli maggiormente accessibili per queste ultime; osserva che troppo spesso i programmi dell'UE si rivelano eccessivamente burocratici per essere utilizzati dalle PMI;

72. sottolinea che è necessario attuare e applicare misure di semplificazione di ampia portata, ivi compresi metodi di rimborso semplificati, per aiutare le PMI a prendere parte ai programmi finanziati dall'UE;

3. Rafforzare la competitività industriale e delle PMI

73. accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione intitolata "Politica industriale: rafforzare la competitività" (COM(2011)0642) nonché il documento di lavoro della Commissione sui "test di competitività" (SEC(2012)91);

74. prende atto del fatto che la Commissione ha avviato l'attuazione del concetto di prova di concorrenzialità e una valutazione a posteriori della legislazione; insiste affinché la Commissione applichi tale concetto in modo coerente e approfondito, anche nei casi in cui le eventuali modifiche delle disposizioni d'attuazione della legislazione dell'UE incidano sulla competitività industriale (per esempio in caso di modifica delle norme relativa alla messa all'asta delle quote di emissioni); invita la Commissione a riferire periodicamente in merito ai progressi conseguiti in questo settore;

75. ritiene che sia necessario organizzare campagne regionali di promozione volte a incoraggiare lo spirito imprenditoriale, con la partecipazione delle organizzazioni imprenditoriali locali, per presentare le buone prassi in materia e organizzare tavole rotonde con gli imprenditori che hanno avuto successo, il che consentirebbe di far conoscere la cultura imprenditoriale nelle regioni;

76. sottolinea che il libero scambio e l'accesso ai mercati globali rappresentano un catalizzatore fondamentale per il lavoro e la crescita e un fattore decisivo per consentire alle PMI dell'UE di assumere un ruolo di primo piano sui mercati mondiali; sottolinea pertanto l'importanza di compiere progressi nell'ambito dei negoziati commerciali, per ridurre ulteriormente le barriere normative al commercio che colpiscono le PMI in modo sproporzionato;

77. accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia riconosciuto, nell'ambito delle sue varie strategie e comunicazioni, l'importanza del settore manifatturiero per la crescita sostenibile e l'occupazione nell'UE; ribadisce la necessità di una politica industriale integrata basata sui principi dell'economia sociale di mercato e che sostenga la transizione verso un'economia sostenibile, efficiente sotto il profilo delle risorse e resiliente;

78. sottolinea l'importanza di incoraggiare il coinvolgimento delle PMI a livello locale e regionale nei piani di efficienza energetica e tutela dell'ambiente, dato che la loro partecipazione in tali settori determinerà un aumento significativo delle opportunità commerciali;

79. riconosce che se gli Stati membri devono conseguire gli obiettivi per un'Europa innovativa, intelligente e inclusiva previsti dalla strategia UE 2020, occorre che essi tengano conto delle PMI e delle microimprese, facilitandone la creazione, in quanto queste possiedono un potenziale significativo per creare nuova occupazione, in particolare l'occupazione giovanile, e possono in tal modo contribuire a ridurre la povertà e l'esclusione sociale; rileva che diventare lavoratore indipendente e avviare una microimpresa può rappresentare una buona opportunità, anche flessibile, in particolare per le donne;

80. constata che le PMI svolgono un ruolo importante per assicurare la stabilità sociale, la coesione sociale e l'integrazione, in particolare nelle regioni che si trovano ad affrontare effetti negativi sull'andamento demografico; chiede alla Commissione e agli Stati membri di assistere le PMI nel creare un ambiente di lavoro che incoraggi i lavoratori a rispettare le norme previste dal diritto del lavoro e quelle in materia di protezione del lavoro e della salute, contribuendo, in tal modo, al benessere sociale e alla lotta alla povertà;

81. sottolinea che andrebbero incoraggiati un accesso agevolato al microcredito attraverso lo strumento europeo di microfinanziamento e l'ulteriore sviluppo di tale strumento nel quadro del programma per il cambiamento e l'innovazione sociale per il periodo 2014-2020 e il futuro del Fondo sociale europeo (FES), di modo che in particolare i fondatori di microimprese provenienti da fasce socialmente svantaggiate della popolazione possano accedere agli strumenti finanziari adeguati; esorta, a tal proposito, la Commissione a introdurre negli strumenti finanziari gestiti attraverso il Fondo europeo per gli investimenti uno speciale riferimento alle cooperative;

82. osserva che nei casi di prestazione transfrontaliera di servizi, lo sportello unico, in stretta collaborazione con le parti sociali, informa in modo esaustivo anche sulle condizioni di lavoro vigenti nel paese in cui deve essere prestato il servizio;

83. ritiene che l'imprenditoria e le giuste condizioni quadro per la crescita e la competitività delle PMI, anche mediante investimenti nelle infrastrutture quali le infrastrutture verdi, possano facilitare fortemente l'uscita dalla crisi economica; sottolinea la necessità di promuovere il potenziale imprenditoriale dove il tasso di creazione di PMI è inferiore alla media in tutti i segmenti della società, oltre che nei settori in cui l'imprenditoria è necessaria in relazione a gruppi specifici, in particolare i giovani e le donne;

84. ritiene che qualsiasi revisione della normativa dei mercati finanziari debba consentire alle PMI di raccogliere maggiori finanziamenti attraverso i mercati dei capitali, al fine di ridurre la dipendenza dai prestiti bancari;

85. reputa che, nella riforma in atto dei fondi strutturali, le PMI dovrebbero essere tenute in seria considerazione, ove opportuno e laddove ciò favorisca condizioni quadro regionali per la crescita e la creazione di sinergie con altri programmi e iniziative dell'UE; ritiene che occorra ridurre la burocrazia, ad esempio accettando norme di revisione e rendicontazione aziendali proporzionate e introducendo regole comuni per tutti i fondi e i programmi in occasione della revisione del regolamento finanziario;

86. invita gli Stati membri a recepire quanto prima la direttiva sui ritardi di pagamento negli ordinamenti nazionali, per contribuire a fornire ulteriore liquidità alle PMI nell'attuale crisi economica;

87. chiede strumenti dell'UE più efficaci, più semplici e maggiormente coordinati dedicati all'accesso al credito o al capitale di rischio, in particolare per le PMI con progetti di internazionalizzazione;

88. chiede tutele efficaci per i portafogli delle PMI, tenuto conto dei maggiori requisiti di capitale per le banche, nel quadro dell'attuazione del programma di controllo di Basilea III e del processo di riduzione della leva finanziaria attuato di recente da numerose banche, tenendo conto, nel contempo, dell'effetto cumulativo della normativa in materia di servizi finanziari;

89. sottolinea che l'azione dell'UE nell'ambito delle PMI non costituisce un sostituto, ma piuttosto un complemento delle azioni degli Stati membri e delle regioni ed è intesa a realizzare tali sforzi sulla base del principio del "più per più e meno per meno", per cui gli Stati membri che offrono maggiore sostegno alle PMI dovrebbero ricevere più sostegno da parte dell'UE; esorta pertanto gli Stati membri ad attuare programmi ambiziosi basati sugli incentivi per promuovere ulteriormente l'imprenditoria; chiede che tali programmi includano misure per migliorare l'accesso al finanziamento e ai mercati, attenuare gli obblighi amministrativi e dare una migliore istruzione imprenditoriale nei programmi scolastici a tutti i livelli; ritiene che tali misure dovrebbero sostenere le iniziative del settore privato che consentono di ridurre i tempi per ottenere piccoli finanziamenti, come i partenariati tra banche e professionisti della contabilità; suggerisce di organizzare concorsi generali per gli studenti basati sulla pratica e a livello regionale, per valutare le loro conoscenze lessicali e il loro spirito imprenditoriale;

90. sostiene le iniziative del settore privato volte a facilitare l'accesso delle PMI, in particolare le microimprese, ai finanziamenti, quali i partenariati tra banche e professionisti della contabilità, che mirano a ridurre a 15 giorni il termine necessario per ottenere un piccolo finanziamento (inferiore a 25 000 euro); ritiene che tali partenariati siano efficaci per le microimprese poiché da un lato i professionisti della contabilità preparano e trasmettono online tutti i documenti finanziari necessari alle banche e forniscono un'assicurazione moderata in merito ai dati previsionali forniti dalle microimprese, mentre dall'altro lato le banche mettono a disposizione online richieste di finanziamento standardizzate e motivano il rifiuto di un finanziamento;

91. invita la Commissione a prendere in esame nuove iniziative per la raccolta di fondi per imprenditori e imprese in via di avviamento, come il finanziamento partecipativo, per valutare in che modo dette iniziative possano andare a vantaggio delle PMI e stabilire se debbano essere promosse; sottolinea inoltre che occorre valutare l'esigenza di un quadro legislativo nel cui ambito organizzare tali pratiche a livello dell'UE;

92. chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire, nel prossimo quadro finanziario pluriennale, un accesso più semplice per le PMI ai finanziamenti europei, per migliorare il loro accesso al mercato interno;

93. invita gli Stati membri e la Commissione a rendere più facili le opportunità di investimento per la creazione di imprese innovative, eliminando gli ostacoli che frenano la nascita di un mercato dei capitali di rischio su scala unionale;

94. afferma che occorre identificare ed eliminare gli ostacoli che limitano la crescita delle microimprese e delle PMI e il loro ulteriore sviluppo;

95. esorta la Commissione a colmare le lacune nelle conoscenze e nelle competenze delle PMI relative a modelli di tecnologie, pratiche e imprese verdi; raccomanda di intervenire per identificare le esigenze in termini di competenze e colmare le lacune presenti nel mercato del lavoro attraverso strategie di istruzione e formazione professionale e programmi di formazione e sviluppo delle competenze incentrati sulle PMI;

96. ritiene che i futuri programmi COSME, Orizzonte 2020 e i programmi dei fondi strutturali nell'ambito del prossimo quadro finanziario pluriennale debbano destinare fondi sufficienti a sostenere gli sforzi delle PMI nell'ambito dell'innovazione e della creazione di posti di lavoro in modo sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse;

97. chiede che i nuovi strumenti finanziari che saranno sviluppati nei programmi di sostegno alle PMI, come COSME, tengano conto non solo dello stato patrimoniale delle PMI, ma anche dei cosiddetti "valori intangibili", in modo che l'accesso al credito preveda forme di riconoscimento del capitale intellettuale delle PMI; chiede di prevedere un bilancio ambizioso per lo strumento per le PMI istituito nel quadro del programma Orizzonte 2020, che fornirà un sostegno mirato a PMI innovative e con un elevato potenziale di crescita; ritiene che lo strumento debba essere fornito da un'unica struttura dedicata, adattata alle specifiche esigenze delle PMI;

99. sottolinea che il potenziale degli strumenti di ingegneria finanziaria dovrebbe essere sviluppato ulteriormente, in modo da consentire sia l'elaborazione di progetti strategici qualitativi che la partecipazione di soggetti privati – segnatamente le PMI – e di capitale privato ai progetti europei; richiama l'attenzione sul fatto che l'attuale sottoutilizzo degli strumenti di ingegneria finanziaria, a causa della loro eccessiva complessità, rende estremamente urgente il dibattito sulla loro governance;

100.  sottolinea che i Fondi strutturali – tramite gli strumenti finanziari – dovrebbero continuare a fornire finanziamenti alle PMI mediante capitali, garanzie e prestiti agevolati ed evidenzia la necessità di semplificare le procedure amministrative complesse, soprattutto a livello nazionale, e di evitare che le disposizioni siano applicate in modo sostanzialmente diverso dalle autorità di gestione e dagli organismi intermedi;

101.  chiede alla Commissione di stabilire una tabella di marcia su un'imposizione fiscale competitiva per le PMI, incoraggiando gli Stati membri ad adeguare i propri regimi tributari nella prospettiva di ridurre, per le giovani aziende, i costi salariali che non riguardano il lavoro e di consentire a tali aziende di conservare una quota maggiore dei propri utili per reinvestire nell'azienda stessa; suggerisce che la tabella di marcia sia basata sulle buone pratiche e includa progetti pilota;

102.  chiede di compiere maggiori sforzi per l'attuazione del riconoscimento reciproco, al fine di facilitare le attività transfrontaliere delle PMI; chiede l'istituzione di uno sportello unico per l'IVA, affinché gli imprenditori possano espletare i propri adempimenti nel paese di origine dell'impresa;

103.  invita la Commissione a incoraggiare gli Stati membri a uniformare le condizioni applicabili a tutte le forme di finanziamento; raccomanda di adottare misure urgenti affinché le imprese siano meno dipendenti dal debito; sostiene l'attuazione della neutralità fiscale tra capitale e debito;

104.  esorta la Commissione e gli Stati membri a promuovere la continuità delle PMI, attraverso un ambiente regolamentare che faciliti il trasferimento della proprietà delle imprese; raccomanda l'eliminazione delle barriere fiscali (imposta sulle successioni, imposta sulle donazioni ecc.) che potrebbero mettere a repentaglio la continuità delle imprese familiari;

105.  sottolinea la necessità di una riduzione delle imposte che gravano sul lavoro e sugli investimenti;

106.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure concrete per promuovere l'imprenditoria sociale in Europa, in particolare migliorandone l'accesso ai finanziamenti pubblici e privati, riducendo le discriminazioni salariali fra i generi, promuovendo misure per la conciliazione tra vita professionale e familiare e aumentando la mobilità e il riconoscimento della manodopera qualificata, oltre a migliorare la qualità e la disponibilità di consulenze in merito alla responsabilità sociale delle imprese (RSI) per le PMI; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure specifiche per promuovere l'imprenditoria sociale in Europa, in particolare migliorando l'accesso ai finanziamenti pubblici e privati ed aumentando la mobilità e il riconoscimento dei lavoratori competenti e degli apprendisti; sottolinea, tuttavia, che ciò non dovrebbe portare a una categorizzazione degli imprenditori in "buoni" e "cattivi";

107.  sottolinea l'importanza di un approvvigionamento di materie prime affidabile, anche per le medie imprese nel settore industriale; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure concrete per assicurare in maniera sostenibile l'approvvigionamento di materie prime e aumentarne l'utilizzo efficiente, garantendo in particolare un accesso libero ed equo alle materie prime scambiate sui mercati internazionali e la promozione dell'utilizzo efficiente e del riciclaggio delle risorse che tenga conto del rapporto costi-benefici;

108.  invita il Consiglio europeo a mantenere la dotazione finanziaria destinata alla politica di coesione per il prossimo periodo di programmazione, poiché i Fondi strutturali e il Fondo di coesione sono tra gli strumenti più efficaci di cui dispone l'UE per creare crescita e occupazione, aumentare la competitività dell'economia europea e sostenere le PMI;

109.  invita gli Stati membri a incoraggiare lo sviluppo e la competitività dei diversi tipi di PMI e a rispondere alle loro esigenze specifiche tramite provvedimenti su misura; sottolinea come il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione contribuiscano a sviluppare e a migliorare l'infrastruttura dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente e della banda larga, creando così un contesto favorevole alle imprese, tale da attrarre gli investimenti e rafforzare la competitività; sottolinea la necessità di promuovere l'imprenditorialità e di sostenere maggiormente le PMI, riconoscendo il ruolo fondamentale che esse svolgono nel promuovere la competitività economica;

110.  sottolinea la necessità di un migliore coordinamento e di una migliore sinergia tra le diverse politiche e i diversi strumenti unionali, nazionali regionali e locali direttamente indirizzati alle PMI; sottolinea che le iniziative e gli strumenti finanziari esistenti per dare sostegno alle PMI dovrebbero essere gestiti in modo più coerente e dovrebbero integrarsi a vicenda; sottolinea la necessità di ridurre la frammentazione e di consolidare e promuovere i regimi di sostegno finanziario per le PMI, onde garantire una maggiore condivisione e un maggior coordinamento delle risorse a livello unionale, nazionale, regionale e locale; pone in rilievo il fatto che, se si adeguano gli investimenti e gli aiuti diretti alle PMI in funzione della diversità regionale, anche la competitività aumenterà;

111.  reputa che l'obiettivo dei finanziamenti destinati alle PMI a titolo del FESR sia stimolare la competitività in tutte le regioni dell'Unione in modo da conseguire lo sviluppo economico, sociale e territoriale, in linea con gli obiettivi della politica di coesione;

112.  segnala che i Fondi strutturali, segnatamente il FESR, rappresentano uno strumento importante per sostenere le PMI innovative stimolandone la competitività e, soprattutto, l'internazionalizzazione e sottolinea che l'ammissibilità a questo tipo di sostegno dovrebbe pertanto essere interpretata nel senso più ampio possibile; invita le regioni a cogliere le opportunità loro offerte dai regolamenti a sostegno dei rispettivi programmi operativi;

113.  sottolinea la necessità di applicare incentivi finanziari per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro nelle PMI;

114.  segnala che i programmi europei di cooperazione territoriale sostengono le attività di "networking"e di scambio di conoscenze e competenze fra le organizzazioni di diverse regioni europee e potrebbero rappresentare uno strumento utile per creare nuove opportunità commerciali;

115.  ritiene che i Fondi strutturali, e in particolare il FSE, svolgano un ruolo importante ai fini dell'acquisizione di conoscenze e competenze, del "networking" e dello scambio di buone pratiche; reputa che gli investimenti in capitale umano e nei progetti di cooperazione forniscano un contributo essenziale al rafforzamento della competitività delle PMI europee;

116.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

1 GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2011)0057.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2011)0093.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2011)0235.

(5)

"L'Europa può fare meglio – Relazione sulle buone pratiche degli Stati membri per l'attuazione della normativa UE con il minor onere amministrativo", presentata dal gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi il 15 novembre 2011.

(6)

Secondo Eurostat il numero totale di persone occupate è aumentato, passando da 2,4 milioni nel 2000 a 3 milioni in 2008 e dovrebbe raggiungere i 3,4 milioni nel 2012 – (aprile 2012).

(7)

Come suggerito dal gruppo ad alto livello sugli oneri amministrativi.


MOTIVAZIONE

INTRODUZIONE

Nell'UE vi sono circa 23 milioni di piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano il 99% di tutte le imprese.

Nel loro complesso, le PMI danno lavoro a 75 milioni di persone (il 70% degli impieghi totali dell'UE). Inoltre, tra il 2002 e il 2010, l'85% dei nuovi posti di lavoro creati nell'UE proveniva dalle PMI. Questi dati dimostrano l'impatto delle PMI sull'economia dell'UE e sottolineano l'importanza che i decisori politici esplorino nuove opportunità per sfruttare la dinamicità del settore, recando un beneficio generale alla società europea. Solo se l'UE riuscirà a rafforzare la competitività delle PMI e se, al tempo stesso, adotterà misure in grado di ridurre gli oneri amministrativi che gravano su tali imprese, il potenziale degli imprenditori europei si svilupperà e l'economia dell'UE tornerà a crescere.

L'industria svolge un ruolo fondamentale per l'economia europea. Il settore manifatturiero genera il 25% dell'occupazione nel settore privato dell'Unione europea e rappresenta l'80% delle attività private di ricerca e sviluppo.

Il relatore considera i documenti della Commissione su cui si basa la presente relazione, in particolare la relazione sul tema "Ridurre al minimo indispensabile gli oneri normativi che gravano sulle PMI" e le due comunicazioni sull'internazionalizzazione delle PMI e sulla competitività europea(1), un importante e positivo passo in avanti verso la ripresa dalla crisi economica del 2008. La relazione INI sarà suddivisa in tre parti, ciascuna riferita a una delle summenzionate proposte specifiche della Commissione.

RAFFORZARE LA COMPETITIVITÀ INDUSTRIALE E DELLE PMI

Il fatto che, se vuole uscire dalla crisi, l'UE debba rafforzare la competitività delle imprese europee, a prescindere dalle loro dimensioni, è ampiamente condiviso da tutti i soggetti. Per questo, serve un contesto favorevole per nuove idee e nuove imprese. Un simile contesto propizio alle imprese è poco sviluppato in Europa, anche perché le politiche industriali degli Stati membri variano notevolmente da un paese all'altro. La realtà, tuttavia, è che, per ottenere una crescita sostenibile e per rilanciare l'economia, come richiesto dalla strategia "Europa 2020", politiche industriali coerenti e coordinate da parte degli Stati membri nonché mutamenti strutturali profondi del sistema industriale dell'UE sono essenziali e necessari.

La comunicazione della Commissione intitolata "Politica industriale: rafforzare la competitività", che è una nuova iniziativa annuale che riguarda soprattutto la competitività degli Stati membri e offre una serie di spunti su ciò che si potrebbe fare a livello dell'UE, si propone di individuare i settori nei quali occorre compiere notevoli progressi in direzione degli obiettivi della strategia "Europa 2020". I settori individuati sono i seguenti: 1) i cambiamenti strutturali dell'economia; 2) la capacità d'innovazione delle imprese; 3) la sostenibilità e l'efficacia delle risorse; 4) il contesto delle imprese; 5) il mercato unico e 6) le piccole e medie imprese.

Il relatore accoglie con favore tale comunicazione della Commissione e prende atto del riconoscimento dell'importanza centrale dell'industria manifatturiera per la crescita sostenibile e l'occupazione nell'Unione europea, come già nella strategia "Europa 2020" e nella comunicazione su una politica industriale europea integrata. Il relatore condivide l'approccio complessivo della comunicazione della Commissione, ma avrebbe preferito che il concetto di prova di concorrenzialità e la valutazione a posteriori della legislazione che riguarda l'industria fossero meglio sviluppati all'interno del documento della Commissione.

A giudizio del relatore, l'UE dovrebbe investire in programmi il cui obiettivo sia considerare il potenziale imprenditoriale dei cittadini europei come un'alternativa reale all'occupazione, in particolare tra i giovani, le donne e i migranti. Solo ampliando la cultura imprenditoriale nell'UE e attraendo un maggior numero di persone nel mondo dell'imprenditoria attraverso programmi, incentivi, come i regimi tributari favorevoli alle PMI, e benefici fiscali ad hoc, si possono aiutare le persone a superare la paura del fallimento e a trovare il coraggio di iniziare un'attività o di espanderla. La conseguenza naturale sarà la creazione di nuovi posti di lavoro, una maggiore innovazione e una più elevata crescita economica del complesso delle imprese, che si tratti di imprese individuali, di servizi o a orientamento sociale. È questo ciò di cui l'Europa ha bisogno.

PICCOLE IMPRESE, GRANDE MONDO

Solo il 25% delle PMI dell'UE opera a livello internazionale all'interno del mercato unico e solo il 13% è attivo internazionalmente al di fuori dell'UE. Poiché l'UE deve reperire nuove fonti di crescita per creare occupazione e benessere per i suoi cittadini, dovrebbe incoraggiare le PMI ad aprirsi alla dimensione internazionale. Le opportunità di crescita futura per le imprese al di fuori dell'UE e soprattutto nei nuovi paesi emergenti sono elevate, anche se, a causa del numero elevato di piccole imprese legate all'economia locale, è bene non sopravvalutare il potenziale inespresso del settore delle PMI in Europa in termini di espansione a livello internazionale.

Fra le ragioni per le quali molte PMI non colgono l'occasione di espandersi al di là delle frontiere dell'UE vi sono gli innumerevoli ostacoli che si frappongono al loro tentativo di proporsi sul mercato globale. La complessità delle norme doganali, la scarsa chiarezza delle norme e dei regolamenti tecnici, la mancanza di accesso alle informazioni commerciali o la difficoltà nell'individuare clienti potenziali o soci adeguati sono solo alcuni esempi di tali ostacoli.

La promozione e il sostegno delle attività economiche delle PMI al di fuori dell'UE è quindi un elemento importante della strategia generale dell'Unione in materia di competitività quale delineata nella comunicazione faro rientrante nella strategia "Europa 2020" "Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione" e nello "Small Business Act" per l'Europa riveduto. L'obiettivo della comunicazione della Commissione è definire una nuova strategia che contribuisca a creare le condizioni per assicurare che le PMI siano parimenti impegnate sui mercati extra-UE.

Il relatore condivide la struttura della strategia contenuta nella proposta della Commissione nonché la maggior parte delle azioni previste nella comunicazione, ma è convinto che, per essere più efficace, la Commissione dovrebbe affrontare entrambe le dimensioni dell'internazionalizzazione, ovvero l'esportazione e l'importazione, mentre a questa seconda dimensione non è dato sufficiente rilievo nel documento della Commissione.

In particolare, il relatore è favorevole all'ampliamento della portata e dell'uso della rete EEN e all'inaugurazione del portale Internet multilingue, che dovrebbe fornire informazioni specifiche sui mercati prioritari nonché dettagli sui vari servizi di supporto disponibili. La sua principale preoccupazione, tuttavia, è assicurare che gli strumenti disponibili a livello UE e nazionale siano coordinati e che non vi siano doppioni. In questa fase particolare, infatti, è importante razionalizzare il dispendio di risorse pubbliche.

In tale contesto, accoglie con favore la proposta della Commissione di procedere a un "esercizio di inventario" del gran numero di regimi di sostegno locali, regionali, nazionali ed europei. Al tempo stesso, il relatore ritiene che tale esercizio sarà soddisfacente solo se valuterà l'efficacia dei regimi di sostegno esistenti, e non si limiterà a indicare quali siano tali regimi.

Le informazioni disponibili alle PMI e le sinergie tra le PMI sono due elementi importanti della strategia, che dovrebbero essere ulteriormente sviluppati se l'UE intende realmente incrementare la presenza delle PMI europee sul mercato globale. Per tale ragione, il relatore sostiene l'idea di rafforzare le forme esistenti di cooperazione e partenariato fra le PMI e altri partner e di crearne di nuove.

Il relatore auspica che la Commissione prosegua e rafforzi programmi quali l'"Erasmus per giovani imprenditori" e studi la possibilità di istituire un nuovo programma che offra agli imprenditori capaci l'opportunità di acquisire esperienza presso centri di eccellenza situati al di fuori dell'UE.

ONERI AMMINISTRATIVI

Nel 2007 la Commissione ha intrapreso un'iniziativa importante di semplificazione della normativa europea con l'obiettivo di ridurre del 25% gli oneri amministrativi delle imprese entro il 2012. Tale esercizio si è dimostrato molto soddisfacente dal momento che la riduzione effettiva degli oneri considerati è stata del 33%, un valore ben superiore all'obiettivo previsto del 25%.

Nel 2011, a seguito di una proposta avanzata dal presidente Barroso, accolta con favore dal Consiglio europeo nel giugno 2011, la Commissione ha avviato un nuovo esame dell'acquis legislativo dell'UE per applicare il principio del "pensare anzitutto in piccolo" e individuare ulteriori possibili esenzioni o riduzioni degli oneri che gravano sulle PMI e in particolare sulle microimprese. In tale contesto, il relatore esorta la Commissione a proporre un nuovo e ambizioso obiettivo di riduzione.

Il relatore sottolinea l'importanza del principio del "pensare anzitutto in piccolo" e la necessità di illustrare azioni concrete per ridurre al minimo indispensabile gli oneri normativi che gravano sulle PMI e in particolare sulle microimprese. Per quanto concerne quest'ultima categoria di imprese, suggerisce di creare una dimensione speciale a loro dedicata quale parte integrante del test PMI. L'approccio che prevede un'esenzione generale automatica non è ritenuto appropriato. Più in generale, il relatore ritiene che i risultati dell'attuale valutazione della definizione di PMI non dovrebbero apportare cambiamenti significativi nella definizione (in particolare non per quanto riguarda il tetto massimo dell'occupazione). Qualsiasi modifica potrebbe comportare un aumento della flessibilità e un'attenuazione dei disincentivi alla crescita. Inoltre, il test PMI, che di per sé è un buona idea, in realtà non si dimostra efficace poiché non è applicato in maniera uniforme dalla Commissione. Inoltre, solo pochi Stati membri hanno integrato il test all'interno del proprio processo decisionale nazionale. Per tale ragione, il relatore ritiene che occorrerebbe introdurre requisiti minimi per l'attuazione sistematica del test PMI a livello nazionale.

CONCLUSIONI

I tre documenti della Commissione rappresentano un passo avanti importante verso una politica dell'UE a favore delle PMI più coerente e coordinata. Di fatto, affrontano diversi problemi che impediscono alle PMI di esprimere appieno il loro potenziale. La Commissione ha il potere di offrire spunti agli Stati membri e dovrebbe svolgere il ruolo di "coordinatore europeo". Il relatore è convinto che la direzione scelta dalla Commissione per le azioni future sia quella giusta, ma auspica che l'attuazione delle nuove strategie sia realizzata quanto prima possibile. La ripresa dell'economia europea, infatti, è troppo lenta e le PMI hanno bisogno che l'UE agisca più rapidamente.

(1)

Comunicazione intitolata "Politica industriale: rafforzare la competitività".

Comunicazione intitolata "Piccole imprese, grande mondo - un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali".

Relazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo dal titolo "Ridurre al minimo indispensabile gli oneri normativi che gravano sulle PMI – Adeguare la normativa dell'UE alle esigenze delle microimprese".


PARERE della commissione per il commercio internazionale (21.6.2012)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

su piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali

2012/2042(INI)

Relatore per parere (*): Iuliu Winkler

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 50 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che soltanto il 13% delle piccole e medie imprese (PMI) dell'UE sono impegnate in attività commerciali e di investimento con paesi non appartenenti all'UE; sostiene l'iniziativa della Commissione, come presentata nella sua comunicazione "Piccole imprese, grande mondo", volta a promuovere l'internazionalizzazione delle PMI in linea con lo Small Business Act (2008);

2.  sottolinea che le piccole e medie imprese (PMI) europee sono particolarmente colpite dalla crisi economica e finanziaria mondiale;

3.  ricorda che le PMI traggono profitto dall'internazionalizzazione in misura maggiore delle grandi imprese, grazie all'esposizione alle buone pratiche, a un più efficace assorbimento della produzione eccedentaria, a un migliore approvvigionamento dei fattori di produzione per mezzo delle importazioni e, quindi, a una migliore competitività, tanto che le PMI esportatrici ottengono sempre risultati più positivi rispetto alle PMI non esportatrici e producono maggiori vantaggi in termini di benessere per tutta l'economia e per i consumatori;

4.  respinge la convinzione secondo cui proteggendo le PMI dell'UE dalla concorrenza internazionale sia possibile aiutarle a crescere e a ottenere migliori risultati sulla scena internazionale; crede, al contrario, che l'UE dovrebbe sostenere un programma costruttivo a beneficio delle sue PMI nel quadro dei negoziati internazionali, al fine di ridurre gli ostacoli su base reciproca nell'interesse delle PMI di tutto il mondo;

5.  osserva che l'efficace tutela delle PMI dalle pratiche commerciali sleali dei paesi partner dell'UE è altrettanto importante del sostegno alle PMI che desiderano internazionalizzarsi; considera l'internazionalizzazione e la tutela due facce della stessa medaglia del processo di globalizzazione;

6.  sottolinea l'esigenza di far partecipare le PMI alla revisione del quadro di sostegno esistente; chiede alle PMI, unitamente alla rete Enterprise Europe e alle organizzazioni commerciali europee, di partecipare da vicino all'implementazione della revisione;

7.  accoglie con favore la proposta di mappatura delle strutture e dei programmi dell'UE e degli Stati membri atti a fornire servizi di sostegno all'internazionalizzazione delle PMI; auspica che tale iniziativa tanto attesa sia seguita da azioni volte ad assicurare un approccio armonizzato in linea con i principi di sussidiarietà e di efficacia ed efficienza, al fine di garantire una distribuzione più razionale del lavoro tra gli attori pubblici e di impedire un aumento delle formalità amministrative; insiste che ogni iniziativa dell'UE deve dimostrare di apportare un chiaro valore aggiunto;

8.   chiede che il sostegno alle PMI sia elaborato appositamente per rispondere alle esigenze individuali di ciascuna impresa, in quanto le PMI mostrano un'ampia gamma di profili e di esigenze imprenditoriali che riflettono le loro rispettive dimensioni, aree di attività e ubicazioni geografiche nonché i loro rispettivi settori industriali; propone, pertanto, che sia sviluppata una rete tra le PMI e le grandi imprese europee affinché le prime beneficino delle competenze, della capacità di esportazione e della capacità di innovazione delle seconde;

9.  incoraggia la Commissione a valutare, durante il processo di mappatura, in quale misura le raccomandazioni e i suggerimenti dello "Small Business Act" sulla semplificazione amministrativa siano stati effettivamente applicati; invita la Commissione a presentare quindi una proposta legislativa che stabilisca impegni vincolanti per gli Stati membri al fine di semplificare tutte le procedure nazionali e di eliminare qualsiasi forma di burocrazia relativa alle politiche a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI; chiede alla Commissione di proteggerle meglio da pratiche di concorrenza sleale sui mercati terzi, e di farlo in stretta consultazione con le associazioni europee delle piccole imprese, le camere di commercio e l'industria, nonché le altre parti interessate; riconosce che tale proposta andrebbe fatta nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri, in particolare nel settore delle misure di sostegno individuali per le imprese;

10. ritiene che un portale dell'informazione online di maggiori dimensioni e una migliore consapevolezza dei sistemi di sostegno consentano di accrescere il numero di PMI dell'UE operanti a livello internazionale, soprattutto se tali elementi sono accompagnati da una strategia mirata per le PMI che non hanno ancora riconosciuto il proprio potenziale a tale riguardo;

11. ritiene che, sebbene la comunicazione tenti di affrontare le difficoltà incontrate dalle PMI nell'individuare opportunità imprenditoriali all'estero, non sottolinea in misura sufficiente che la fornitura alle PMI di orientamenti, suggerimenti e incentivi di internazionalizzazione è un percorso auspicabile dell'azione pubblica; ritiene che l'UE, ancora una volta di concerto con gli Stati membri, dovrebbe sostenere e promuovere incentivi volti a sviluppare proattivamente le PMI in settori strategici valorizzando le iniziative già esistenti, in particolare laddove si tratta di attività manifatturiere con elevato valore aggiunto e tecnologicamente avanzate che offrono un vantaggio competitivo nei confronti delle economie emergenti; sottolinea, pertanto, l'esigenza di identificare mercati di nicchia promettenti, esigenza che ha già iniziato a essere integrata in altri documenti strategici dell'UE, come la relazione del gruppo di alto livello sulle tecnologie abilitanti fondamentali;

12. esorta gli Stati membri ad adottare una rete unica di helpdesk per l'esportazione a livello locale e regionale, gestita in collaborazione con le imprese, le camere di commercio, le università e altri attori interessati, in modo tale che le PMI possano avere un solo interlocutore facilmente individuabile e ricevere, nella propria lingua e per uso immediato, consulenze personalizzate e analisi economiche dei mercati esteri, informazioni relative all'assistenza, alle opportunità di esportazione, alle barriere commerciali esistenti (sia tariffarie che non tariffarie), alla tutela degli investimenti, alle disposizioni vigenti per la composizione delle controversie, alle formalità amministrative e ai concorrenti nei mercati terzi; ritiene che tali helpdesk dovrebbero contribuire agli scambi di buone prassi, conformemente alla Carta europea per le piccole imprese;

13. raccomanda che si rivolgano maggiori informazioni alle piccole e micro-imprese, che rappresentano i gruppi di PMI meno attivi sul piano internazionale e meno consapevoli del loro potenziale di esportazione e dei vantaggi che possono trarre dall'internazionalizzazione;

14. sottolinea che la comunicazione avrebbe dovuto riconoscere le differenze esistenti tra i settori, in quanto l'internazionalizzazione delle PMI di servizi è fondamentalmente diversa dall'internazionalizzazione delle PMI di produzione; osserva che molte delle PMI di servizi, che costituiscono la maggior parte delle PMI, spesso non hanno bisogno di raggiungere una dimensione critica per iniziare a esportare e sarebbero avvantaggiate soprattutto da una regolamentazione più aperta e da un migliore accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei paesi obiettivo, mentre le PMI del settore industriale trarrebbero maggiore vantaggio da un miglioramento delle condizioni negli ambiti della logistica dei trasporti e dall'agevolazione degli scambi;

15. osserva che la maggior parte delle politiche pubbliche a sostegno dell'internazionalizzazione delle PMI dell'Unione si concentra sull'attività manifatturiera, e raccomanda, pertanto, che tali politiche siano riadattate in modo da tenere conto delle diverse necessità delle PMI di servizi; raccomanda, in particolare, una ridefinizione dei requisiti di dimensione minima imposti dai programmi di sostegno commerciale per le PMI, di norma basati sul modello di esportazione delle PMI del settore industriale, in base al quale l'impresa può espandersi a livello internazionale dopo aver raggiunto una dimensione critica;

16. insiste sul fatto che gli strumenti attualmente a disposizione di tutte le aziende dell'UE quando svolgono attività di esportazione, come la banca dati sull'accesso ai mercati e l'helpdesk per l'esportazione, dovrebbero essere adeguati alle necessità delle PMI; apprezza l'apertura dell'helpdesk destinato alle PMI per le questioni che riguardano gli strumenti di difesa commerciale (l'helpdesk per gli strumenti di difesa commerciale per le PMI); raccomanda una maggiore coerenza tra le diverse strutture di sostegno alle PMI europee nei paesi terzi;

17. reputa che, qualora dalla mappatura risulti necessario e realizzabile, sia opportuno definire e attuare, attraverso la politica commerciale comune dell'UE o un altro strumento adeguato dell'UE, soluzioni pratiche ed economicamente vantaggiose per assistere le PMI a superare la carenza di capitale circolante, in particolare del capitale per effettuare l'investimento iniziale necessario e iniziare a finanziare le prime esportazioni;

18. ritiene che, pur facendo un uso effettivo delle strutture nazionali esistenti, siano necessarie iniziative dell'UE in mercati terzi ove risulti esservi un valore aggiunto; promuove la cooperazione tra esperti nelle sfere sia pubblica che privata, compresi i gruppi dell'UE specializzati nell'accesso ai mercati; concorda sul fatto che le PMI di alcuni Stati membri più piccoli e più recenti versano in una condizione svantaggiata in quanto in alcuni mercati terzi potrebbero essere prive di rappresentanza diplomatica, partner esperti o di entrambi; sottolinea, tuttavia, che le iniziative dell'Unione europea non devono interferire nella concorrenza tra singole imprese di diversi Stati membri sui mercati terzi;

19. sottolinea che l'internazionalizzazione delle PMI è un processo, e che per essere vincenti, tali imprese necessitano di misure di sostegno già a livello locale e non solo sui mercati terzi; riconosce che, gli sforzi comuni dell'UE sui mercati terzi concernenti i gruppi di pressione, la politica commerciale e l'accesso al mercato, nonché i programmi complementari per far fronte a un mancato funzionamento del mercato, possono aggiungere valore sostanziale a tale processo;

20. raccomanda che gli attuali centri UE per le PMI siano ampliati tenendo debitamente conto delle conclusioni della valutazione dell'efficacia dei centri esistenti e dei principi orientativi generali; rileva che tali centri funzionerebbero meglio in combinazione con helpdesk adeguati alle esigenze comuni e come "negozi one-stop" con punti di contatto unici per le PMI dell'UE nei paesi terzi; ritiene che le iniziative comunitarie dovrebbero concentrarsi sui settori in cui effettivamente operano le PMI;

21. chiede di definire in modo più chiaro i mercati prioritari delle PMI sulla base dell'agenda per i negoziati commerciali dell'UE; ricorda che tra i mercati prioritari dovrebbero certo essere annoverati quelli ad alto tasso di crescita, come i BRIC, ma che si deve anche tenere conto delle opportunità di internazionalizzazione captate dalle PMI nei paesi sviluppati e nelle regioni vicine; riconosce, pertanto, la crescita dei mercati ospitanti e le lacune nelle strutture di sostegno esistenti quali criteri principali di elaborazione di un elenco dei mercati prioritari; raccomanda che molti dei paesi confinanti con l'UE, soprattutto quelli dei Balcani occidentali e dell'area del Mediterraneo o quelli che condividono le frontiere con l'UE, siano aggiunti all'elenco, visto che la maggior parte delle PMI esportano inizialmente verso partner commerciali nei paesi vicini e che il commercio dell'UE con questi paesi svolge un ruolo importante nella loro crescita e stabilità;

22. esorta la Commissione a garantire che le esigenze e gli interessi specifici delle PMI siano tenuti presenti in tutti i negoziati commerciali; osserva che sarebbe opportuno, a tale riguardo, individuare i settori negoziali in cui le PMI incontrano più problemi rispetto ad altre categorie di imprese e concentrarsi su tali aspetti in fase di negoziazione degli accordi commerciali con paesi terzi; sostiene una riforma del quadro multilaterale per coinvolgere le PMI nell'OMC e per garantire un arbitrato e una risoluzione delle controversie più rapidi per le PMI;

23. sottolinea che gli investimenti all'estero costituiscono la forma di internazionalizzazione più impegnativa per le PMI; raccomanda che in futuro, quando l'UE si troverà a negoziare trattati bilaterali d'investimento, sia tenuta in considerazione l'esigenza delle PMI di un maggior livello di sicurezza per i propri investimenti esteri diretti;

24. ritiene che un accesso migliore, più rapido e meno costoso da parte delle PMI alle procedure antidumping sia fondamentale ai fini di una loro più efficace tutela dalle pratiche commerciali sleali dei partner commerciali; invita la Commissione a tenere in debito conto tale problematica in fase di riforma degli strumenti di difesa commerciale dell'UE;

25. sottolinea la mancanza di risorse a disposizione delle PMI per combattere le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) che le colpiscono sui mercati terzi; chiede iniziative concrete da parte dell'UE al fine di migliorare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale delle PMI nei paesi terzi, come è stato conseguito dall'helpdesk DPI per le PMI in Cina; osserva che questo modello di helpdesk è attualmente in fase di estensione, attraverso una iniziativa pilota, ad una rosa di paesi ASEAN e del Sud America; sottolinea la necessità di effettuare una corretta valutazione degli helpdesk esistenti, al fine di ottimizzare il funzionamento del modello prima di estenderlo ulteriormente; esorta la Commissione, una volta tratte le lezioni da questa valutazione, ad adottare helpdesk simili nei mercati prioritari sui quali il DPI è un problema importante; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare la cooperazione doganale nell'UE e con i paesi terzi relativamente al sequestro delle merci contraffatte e a semplificare le procedure doganali;

26. si aspetta che la Commissione prenda l'iniziativa di garantire che le PMI dell'Unione europea abbiano accesso agli appalti pubblici sui mercati terzi su un piano di parità con altre imprese; auspica che la proposta, recentemente pubblicata, di regolamento relativo al mercato degli appalti pubblici dell'UE favorisca la reciprocità nell'apertura che andrebbe a vantaggio delle PMI dell'UE; chiede che l'UE elabori un'ambiziosa politica industriale comune fondata sull'incentivazione della ricerca e dell'innovazione, che benefici di finanziamenti innovativi quali i project bond e che sostenga lo sviluppo delle PMI, segnatamente attraverso l'accesso agli appalti pubblici, al fine di conservare la sua competitività rispetto ai nuovi attori di rilievo dell'industria e della ricerca; invita l'UE a valorizzare la produzione europea fornendo ai consumatori informazioni di migliore qualità, in particolare attraverso l'adozione del regolamento sul marchio di origine ('made-in") dei prodotti importati nell'UE;

27. ritiene che gli appalti pubblici costituiscano uno strumento pubblico efficace, soprattutto a livello subnazionale, per sostenere le capacità d'innovazione tecnica delle PMI nazionali e permettere che tali imprese crescano fino a raggiungere la dimensione necessaria per poter avviare il processo di internazionalizzazione;

28. ricorda che la cooperazione internazionale in materia di regolamenti e norme è di grande utilità per l'internazionalizzazione delle PMI, in quanto consente di eliminare una parte dei costi iniziali che tali imprese sono costrette a sostenere per vendere beni o servizi sui mercati terzi;

29. apprezza le iniziative volte a promuovere i contatti tra imprese previste negli accordi bilaterali di libero scambio; ricorda che le sfide relative all'individuazione e all'instaurazione di contatti con potenziali clienti all'estero e all'istituzione di catene di approvvigionamento affidabili pongono ostacoli notevoli alla volontà delle PMI di accedere ai mercati di esportazione e che soprattutto le aziende più piccole e le microimprese fanno affidamento su intermediari per vendere i propri prodotti all'estero.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.6.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Laima Liucija Andrikienė, John Attard-Montalto, Maria Badia i Cutchet, Daniel Caspary, María Auxiliadora Correa Zamora, Marielle de Sarnez, Harlem Désir, Yannick Jadot, Metin Kazak, Franziska Keller, Bernd Lange, David Martin, Paul Murphy, Cristiana Muscardini, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Niccolò Rinaldi, Helmut Scholz, Peter Šťastný, Gianluca Susta, Iuliu Winkler, Paweł Zalewski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amelia Andersdotter, George Sabin Cutaş, Syed Kamall, Maria Eleni Koppa, Elisabeth Köstinger, Marietje Schaake, Konrad Szymański, Jarosław Leszek Wałęsa

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Richard Ashworth, Philip Claeys, Marielle Gallo


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (11.7.2012)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulle piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali

2012/2042(INI)

Relatore per parere: Anthea McIntyre

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che le PMI sono di fondamentale importanza per l'economia europea quale fonte di occupazione e innovazione; sottolinea che 23 milioni di PMI assicurano circa 90 milioni di posti di lavoro nel settore privato dell'UE, di cui il 30% derivante dalle microimprese, e che l'85% di tutti i nuovi posti di lavoro creati nell'UE tra il 2002 e il 2012 è dovuto alle PMI, in particolare ad aziende nuove(1); ritiene che le PMI abbiano la capacità di promuovere e diffondere ulteriormente un sistema duale di formazione professionale e apprendistato, al fine di agevolare l'ingresso sul mercato del lavoro a quanti più giovani possibile e, quindi, di ridurre la disoccupazione giovanile;

2.  riconosce che se gli Stati membri devono conseguire gli obiettivi per un'Europa innovativa, intelligente e inclusiva previsti dalla strategia UE 2020, occorre tenere conto delle PMI e delle microimprese, facilitandone la creazione, in quanto queste possiedono un potenziale significativo per creare nuova occupazione, in particolare l'occupazione giovanile, e possono in tal modo contribuire a ridurre la povertà e l'esclusione sociale; rileva che diventare lavoratore indipendente e avviare una microimpresa può rappresentare una buona opportunità, anche flessibile, in particolare per le donne;

3.  sottolinea che le PMI sono fondamentali per conciliare gli obiettivi di innovazione e di sostenibilità, ma necessitano di un quadro normativo stabile, di lungo periodo e ambizioso quale presupposto per sfruttare al meglio il potenziale occupazionale di un'economia sostenibile, ed esorta, pertanto, la Commissione e gli Stati membri a definire le norme ambientali e gli incentivi finanziari su un orizzonte temporale lungo e a creare, così, un clima sicuro per gli investimenti;

4.  constata che le PMI svolgono un ruolo importante per assicurare la stabilità sociale, la coesione sociale e l'integrazione, in particolare nelle regioni che si trovano ad affrontare effetti negativi sull'andamento demografico; chiede alla Commissione e agli Stati membri di assistere le PMI nel creare un ambiente di lavoro che incoraggi i lavoratori a rispettare le norme previste dal diritto del lavoro e quelle in materia di protezione del lavoro e della salute, contribuendo, in tal modo, al benessere sociale e alla lotta alla povertà;

5.  sottolinea che, nonostante gli investimenti dell'UE, esistono ancora gravi ostacoli all'avvio e allo sviluppo delle PMI, quali l'accesso limitato al finanziamento e al credito, la mancanza di trasparenza e di pubblicità nell'esecuzione dei fondi dell'UE in taluni Stati membri, i costi finanziari, gli oneri normativi, le restrizioni nell'accesso ai mercati dell'esportazione e la limitata capacità di svilupparli, i tempi medi dei pagamenti e la carenza di competenze; sottolinea che agli imprenditori, in particolare alle donne, spesso non viene offerto il sostegno di cui hanno bisogno, e invita pertanto gli Stati Membri a adottare politiche volte a facilitare l'accesso al credito per l'avviamento e la crescita delle PMI;

6.  insiste sul fatto che la riduzione degli oneri amministrativi non deve tradursi in una minore protezione dei lavoratori; riconosce, tuttavia, che gli oneri amministrativi e i rischi finanziari sono spesso causa di stress e di altri danni per la salute dei lavoratori e dei proprietari di PMI e di microimprese; mette in rilievo, pertanto, l'importanza di assicurare che tutte le misure siano proporzionate e non disincentivino l'avviamento e lo sviluppo di PMI e microimprese;

7.  sottolinea l'importanza di consultare le parti sociali al momento della pianificazione delle misure nazionali volte a rafforzare e a promuovere le PMI;

8.  accoglie con favore il sostegno alle PMI mediante iniziative quali i programmi PSCI, COSME e Orizzonte 2020 che, tra gli altri vantaggi offerti, consentiranno ai lavoratori occupati nelle PMI e nelle microimprese di sviluppare la propria base di competenze e conoscenze; sottolinea che tali misure non devono creare ulteriore burocrazia, devono dimostrare il valore aggiunto dell'UE e un buon rapporto qualità/prezzo, nonché integrare le iniziative adottate dagli Stati membri;

9.  sottolinea che è necessario attuare e applicare misure di semplificazione di ampia portata, ivi compresi metodi di rimborso semplificati, per aiutare le PMI a prendere parte ai programmi finanziati dall'UE;

10. sottolinea che andrebbero incoraggiati un accesso agevolato al microcredito attraverso lo strumento europeo di microfinanziamento e l'ulteriore sviluppo di tale strumento nel quadro del programma per il cambiamento e l'innovazione sociale per il periodo 2014-2020 e il futuro del FES, di modo che in particolare i fondatori di microimprese provenienti da fasce socialmente svantaggiate della popolazione possano accedere agli strumenti finanziari adeguati; esorta, a tal proposito, la Commissione a introdurre negli strumenti finanziari gestiti attraverso il Fondo europeo per gli investimenti uno speciale riferimento alle cooperative;

11. sottolinea la necessità di sostenere le PMI per incoraggiare gli investimenti in progetti di innovazione, sviluppando un ambiente favorevole alla cooperazione transfrontaliera, al fine di creare nuovi posti di lavoro sostenibili; evidenzia, in tale contesto, la costante necessità delle PMI di adeguarsi alle crescenti esigenze del mercato interno, ad acquisire competitività sul piano internazionale e a facilitare l'accesso ai nuovi mercati, ai paesi terzi e agli appalti pubblici, in particolare nei paesi emergenti;

12. pone in evidenza il principio "pensare anzitutto in piccolo" (Think Small First); riconosce i vantaggi del commercio elettronico nel fornire alle PMI opportunità per accedere al mercato unico e ridurre i costi; esorta inoltre la Commissione a prendere provvedimenti per assicurare che l'Osservatorio europeo sulle PMI includa nelle sue indagini anche le imprese dell'economia sociale;

13. evidenzia la necessità di ridurre in tutti i modi i costi per le PMI, inclusi i tempi della burocrazia: sviluppare l'amministrazione online potrebbe consentire alle PMI di ridurre il tempo impiegato per le procedure amministrative e di trovare nuove opportunità commerciali; osserva che un maggiore accesso ai mercati degli appalti può aiutare le PMI a liberare il loro potenziale come creatrici di posti di lavoro e di crescita, consentendo loro di conseguire gli obiettivi previsti dalla strategia UE2020; osserva che l'amministrazione elettronica può essere impiegata per dare accesso a tutte le informazioni pertinenti sul rispetto della legislazione del lavoro e dei regimi fiscali, nonché sull'accesso ai diversi livelli dei programmi di finanziamento e di sostegno per le PMI e per le microimprese europei, nazionali e regionali;

14. osserva che nei casi di prestazione transfrontaliera di servizi, lo sportello unico, in stretta collaborazione con le parti sociali, informa in modo esaustivo anche sulle condizioni di lavoro vigenti nel paese in cui deve essere prestato il servizio;

15. osserva che la mancanza di infrastrutture adeguate nelle aree rurali, come l'accesso alla banda larga, rappresenta un grave ostacolo per l'occupazione e per la crescita, soprattutto per le PMI, per le microimprese, per i lavoratori autonomi e per i cosiddetti self-starter, che potrebbero invece trarre vantaggio da strutture al di fuori delle città e delle aree con elevati costi di locazione;

16. osserva che i costi associati agli adempimenti formali hanno un effetto sproporzionato sulle PMI, in particolare sulle microimprese, e che tali costi possono rappresentare un ostacolo fondamentale alla crescita di tali imprese e alla loro capacità di assumere e di mantenere il personale; esorta gli Stati membri a tenerne conto nel momento in cui riesaminano i regimi fiscali e i sistemi di sicurezza sociale nazionali;

17. osserva che agli Stati membri non deve essere impedito di applicare a livello nazionale norme più rigorose rispetto alle norme minime convenute in seno all'UE; sottolinea con particolare enfasi che i benefici a livello economico e aziendale devono sempre essere comparati ai costi; sottolinea in particolare che è necessario considerare che un ambiente di lavoro di ottima qualità e l'elevata qualità dei posti di lavoro in Europa contribuiscono a una riduzione della spesa sanitaria e a un calo dei congedi dovuti a infortuni sul lavoro e a malattie professionali o invalidità, e che aumentando la produttività e la crescita possono ripercuotersi anche sui bilanci nazionali e sulla sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale;

18. chiede che, nell'ambito dei controlli d'idoneità, vengano indicati i settori su cui gravano oneri eccessivi, incoerenze o una legislazione inefficace, con un impatto negativo sulle PMI; invita la Commissione ad assicurare che siano mantenuti gli obiettivi relativi alle disposizioni in materia di salute, sicurezza e uguaglianza, nonché in campo sociale;

19. sottolinea che la riduzione degli oneri amministrativi non può comportare un'applicazione insufficiente nelle PMI e nelle microimprese delle norme e dell'agenda del lavoro dignitoso dell'ILO;

20. prende atto dell'introduzione di una dimensione microimprese in un "test PMI" rafforzato (cfr. COM(2011)0803) mediante il quale siano sistematicamente valutate tutte le possibilità disponibili, quali l'esclusione dal campo d'applicazione di taluni oneri della legislazione dell'UE, disposizioni individuali, periodi di transizione più lunghi o regimi semplificati; sottolinea che le nuove normative in campo occupazionale e sociale che supereranno il "test PMI" rafforzato dovrebbero essere applicate nel modo più semplice possibile, garantendo il rispetto della legislazione europea in materia di salute e sicurezza sul lavoro e mantenendo solo gli oneri amministrativi strettamente necessari per rispettare le norme fissate dalle tradizioni e dai costumi nazionali; invita gli Stati membri a riflettere con attenzione sull'obiettivo perseguito dalla legislazione sul lavoro e sull'impatto derivante dall'introduzione di ulteriori requisiti non esplicitamente previsti dalla legislazione dell'UE;

21. riconosce che l'internazionalizzazione delle PMI può contribuire a un aumento dell'occupazione nell'UE e rileva che l'internazionalizzazione rappresenta un processo e che, per riuscire, le PMI necessitano di servizi di sostegno non solo sui mercati terzi, ma anche a livello locale; osserva che dovrebbero essere evitati anche gli ostacoli amministrativi e burocratici e che tutte le iniziative condotte dall'UE devono rispettare il principio di sussidiarietà e apportare un chiaro valore aggiunto;    

22. esorta la Commissione e gli Stati membri a migliorare le condizioni generali esistenti per i nuovi imprenditori, per sfruttare meglio il potenziale di creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili che essi esprimono; sottolinea la necessità di ridurre gli ostacoli amministrativi che le piccole e medie imprese incontrano per assumere lavoratori di un altro Stato membro; esorta gli Stati membri a mettere a disposizione informazioni esaustive per quegli imprenditori che investono in uno Stato membro e intendono crearvi nuovi posti di lavoro, consolidando al contempo il modello sociale europeo.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

10.7.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Phil Bennion, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Philippe Boulland, David Casa, Ole Christensen, Minodora Cliveti, Marije Cornelissen, Emer Costello, Karima Delli, Sari Essayah, Marian Harkin, Roger Helmer, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Csaba Őry, Siiri Oviir, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Elisabeth Schroedter, Nicole Sinclaire, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Kinga Göncz, Svetoslav Hristov Malinov, Anthea McIntyre, Evelyn Regner

(1)

Commissione europea (Impresa e Industria): "I risultati e le politiche degli Stati membri in tema di competitività: rafforzare la competitività, edizione 2011",

(Comunicazione della Commissione europea: "Politica industriale: rafforzare la competitività" (COM(2011)0642),

Documento di lavoro dei servizi della Commissione: "I risultati e le politiche degli Stati membri in tema di competitività 2011" (SEC(2011) 1187)), sezione 3.4.4: I problemi affrontati dalle PMI, pag.39.


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (22.6.2012)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

sulle piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali

2012/2042(INI).

Relatore: Filiz Hakaeva Hyusmenova

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie favorevolmente la comunicazione della Commissione intitolata "Politica industriale: rafforzare la competitività" (COM(2011)0642) nonché il documento di lavoro della Commissione sui "test di competitività";

2.  sottolinea che alle piccole e medie imprese (PMI) spetta un ruolo determinante nel perseguire il raggiungimento degli obiettivi UE 2020, rafforzando la crescita economica e la coesione sociale e territoriale; sottolinea che la crisi economica e finanziaria ha avuto un impatto enorme sulla posizione e sulle prospettive di molte PMI, e che emerge pertanto l'impellente necessità di semplificare le norme a livello sia nazionale che europeo onde migliorare l'accesso ai finanziamenti, soprattutto per le PMI avviate di recente o da persone che appartengono a gruppi vulnerabili, come i giovani e le donne, o che danno loro impiego; osserva che la politica di coesione è particolarmente utile per affrontare efficacemente le situazioni in cui gli Stati devono far fronte al cambiamento tecnologico necessario a dare impulso alla competitività;

3.  condivide l'obiettivo indicato dalla Commissione di sostenere una transizione verso un'economia sostenibile e meno dipendente dal carbonio, al fine di stimolare la competitività nel lungo periodo; evidenzia il contributo apportato, in questo senso, dalla politica di coesione;

4.  condivide l'approccio della Commissione di favorire lo sviluppo dell'economia sociale, tenendo conto del ruolo importante che essa svolge oggigiorno nell'economia dell'UE; ricorda, a tale proposito, i contributi apportati dal Fondo sociale europeo e dal Fondo europeo di sviluppo regionale;

5.  invita il Consiglio europeo a mantenere la dotazione finanziaria destinata alla politica di coesione per il prossimo periodo di programmazione, poiché i Fondi strutturali e il Fondo di coesione sono tra gli strumenti più efficaci di cui dispone l'UE per creare crescita e occupazione, aumentare la competitività dell'economia europea e sostenere le PMI;

6.  invita gli Stati membri a incoraggiare lo sviluppo e la competitività dei diversi tipi di PMI e a rispondere alle loro esigenze specifiche tramite provvedimenti su misura; sottolinea come il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione contribuiscano a sviluppare e a migliorare l'infrastruttura dei trasporti, dell'energia, dell'ambiente e della banda larga, creando così un contesto favorevole alle imprese, tale da attrarre gli investimenti e rafforzare la competitività; sottolinea la necessità di promuovere l'imprenditorialità e di sostenere maggiormente le PMI, riconoscendo il ruolo fondamentale che esse svolgono nel promuovere la competitività economica;

7.  ritiene che la competitività delle PMI europee nel lungo periodo richieda un approccio fondato su un'economia sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse e riconosce la necessità di sostenere maggiormente la ricerca, lo sviluppo e l'innovazione; evidenzia il ruolo svolto dai Fondi strutturali nel sostenere l'innovazione tecnologica, organizzativa e industriale; ricorda la necessaria complementarità fra il programma Orizzonte 2020 e la politica di coesione nel promuovere la competitività delle PMI e il loro contributo al conseguimento dell'obiettivo di una crescita intelligente;

8.   sottolinea la necessità di un migliore coordinamento e di una migliore sinergia tra le diverse politiche e i diversi strumenti europei, nazionali regionali e locali direttamente indirizzati alle PMI; sottolinea che le iniziative e gli strumenti finanziari esistenti per dare sostegno alle PMI dovrebbero essere gestiti in modo più coerente e dovrebbero integrarsi a vicenda; sottolinea la necessità di ridurre la frammentazione e di consolidare e promuovere i regimi di sostegno finanziario per le PMI, onde garantire una maggiore condivisione e un maggior coordinamento delle risorse a livello europeo, nazionale, regionale e locale; pone in rilievo il fatto che, se si adeguano gli investimenti e gli aiuti diretti alle PMI in funzione della diversità regionale, anche la competitività aumenterà;

9.   chiede un rafforzamento del dialogo fra il gruppo Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti, onde valutare la possibilità di contribuire a migliorare l'accesso al finanziamento per le micro-imprese e le piccole e medie imprese; invita la Commissione europea a inserire nei nuovi programmi di cooperazione territoriale il sostegno alla creazione di joint venture di PMI fra le regioni degli Stati membri;

10. sottolinea che il potenziale degli strumenti di ingegneria finanziaria dovrebbe essere sviluppato ulteriormente, in modo da consentire sia l'elaborazione di progetti strategici qualitativi che la partecipazione di soggetti privati – segnatamente le PMI – e di capitale privato ai progetti europei; segnala che l'attuale sottoutilizzo degli strumenti di ingegneria finanziaria a causa della loro eccessiva complessità rende necessario discutere con la massima urgenza della loro governance;

11. reputa che l'obiettivo dei finanziamenti destinati alle PMI a titolo del FESR sia stimolare la competitività in tutte le regioni dell'Unione europea in modo da conseguire lo sviluppo economico, sociale e territoriale, in linea con gli obiettivi della politica di coesione;

12. chiede che nella concezione delle politiche, soprattutto quelle concernenti le PMI, si tenga conto delle peculiarità regionali, prestando particolare attenzione alle regioni e ai territori con caratteristiche geo-demografiche e territoriali specifiche, come le regioni ultraperiferiche, le isole, le regioni montuose e le regioni scarsamente popolate, come pure le regioni interessate da un profondo cambiamento strutturale di particolare rilevanza e specificità, ove i vincoli geografici e strutturali, unitamente al forte impatto della crisi economica, costituiscono un grave ostacolo alla competitività e agli sforzi per promuovere l'occupazione; sottolinea a maggior ragione l'importanza, in queste regioni, di fornire sostegno alle azioni congiunte intraprese dai centri di formazione e dalle imprese al fine di sviluppare l'imprenditorialità;

13. invita gli Stati membri ad approfittare dei vantaggi offerti dall'amministrazione elettronica, a introdurre soluzioni di e-governance e ad adoperarsi per la creazione di "sportelli unici" informativi sulle opportunità di finanziamento per le PMI, in modo da facilitare il loro accesso al finanziamento;

14. sottolinea che i Fondi strutturali – tramite gli strumenti finanziari – dovrebbero continuare a fornire finanziamenti alle PMI mediante capitali, garanzie e prestiti agevolati e sottolinea la necessità di semplificare le procedure amministrative complesse, soprattutto a livello nazionale, e di evitare che le disposizioni siano applicate in modo sostanzialmente diverso dalle autorità di gestione e dagli organismi intermedi;

15. segnala che i Fondi strutturali, segnatamente il FESR, rappresentano uno strumento importante per sostenere le PMI innovative stimolandone la competitività e, soprattutto, l'internazionalizzazione e sottolinea che l'ammissibilità a questo tipo di sostegno dovrebbe pertanto essere interpretata nel senso più ampio possibile; invita le regioni a cogliere le opportunità loro offerte dai regolamenti a sostegno dei rispettivi programmi operativi;

16. sottolinea la necessità di applicare incentivi finanziari per stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro nelle PMI;

17. sottolinea che, ai fini del sostegno alle PMI, l'efficace attuazione della politica di coesione dipende ampiamente dalle modalità con cui è concepita e che è pertanto fondamentale, per il prossimo periodo di programmazione, coinvolgere sin dall'inizio le autorità locali e regionali nell'elaborazione e nell'esecuzione dei programmi operativi;

18. invita in particolare la Commissione a chiarire i regimi di sostegno statali, in particolare quelli indirizzati alle PMI, che vengono perseguiti nel quadro dei programmi di cooperazione transfrontaliera;

19. invita gli Stati membri e le autorità regionali e locali ad attuare, ove opportuno, politiche di valutazione d'impatto per la misurazione degli oneri amministrativi, come pure i test per le PMI, e ad applicare rigorosamente la direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, onde garantire l'efficacia complessiva delle politiche ed evitare ripercussioni negative per le PMI; sottolinea che occorre adoperarsi per un aumento degli investimenti volti al sostegno finanziario e alla formazione, onde sviluppare le capacità delle amministrazioni nazionali e regionali e la loro conoscenza delle procedure in vigore;

20. segnala che i programmi europei di cooperazione territoriale sostengono le attività di "networking"e di scambio di conoscenze e competenze fra le organizzazioni di diverse regioni europee e potrebbero rappresentare uno strumento utile per creare nuove opportunità commerciali;

21. invita la Commissione a evitare di modificare la definizione di PMI, se non per apportare gli adeguamenti necessari a tenere conto dell'inflazione e di altre variabili economiche, o per introdurre misure transitorie volte a eliminare potenziali ostacoli alla crescita, a meno che la modifica non risulti favorevole alle PMI;

22. ritiene che i Fondi strutturali, e in particolare il FSE, svolgano un ruolo importante ai fini dell'acquisizione di conoscenze e competenze, del "networking" e dello scambio di buone pratiche; reputa che gli investimenti in capitale umano e nei progetti di cooperazione forniscano un contributo essenziale al rafforzamento della competitività delle PMI europee;

23. sottolinea l'importanza comprovata di fornire consulenza alle PMI affinché possano sfruttare adeguatamente il proprio potenziale e la propria capacità di innovazione, non ultimo in termini di accesso al mercato interno e ai mercati dei paesi terzi, e sostiene la rete Enterprise Europe Network (EEN);

24. reputa tuttavia necessario un maggiore impegno per informare le PMI dell'esistenza di questo servizio di consulenza;

25. è del parere che i servizi offerti dalla rete EEN dovrebbero concentrarsi sulle reali esigenze delle PMI e ritiene, pertanto, che le associazioni di PMI debbano essere maggiormente coinvolte della gestione di tale rete;

26. chiede alla Commissione che, al fine di evitare duplicazioni, proceda a creare nuove strutture soltanto dopo aver debitamente analizzato i finanziamenti ed effettuato un inventario dei servizi di consulenza già disponibili negli Stati membri, verificando adeguatamente la loro efficienza e la reale necessità di creare nuove strutture;

27. ricorda che queste nuove attività dell'UE devono presentare un valore aggiunto dimostrato rispetto agli strumenti esistenti; ritiene che un siffatto valore aggiunto possa essere riscontrabile laddove vi siano carenze geografiche o sostanziali del mercato ("blank spots"), oppure quando sono necessari maggiori sforzi per difendere gli interessi della politica commerciale dell'UE o per acquisire informazioni per una banca dati sull'accesso al mercato.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.6.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

2

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Catherine Bearder, Jean-Paul Besset, Victor Boştinaru, John Bufton, Alain Cadec, Salvatore Caronna, Nikos Chrysogelos, Ryszard Czarnecki, Francesco De Angelis, Rosa Estaràs Ferragut, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Vladimír Maňka, Riikka Manner, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Miroslav Mikolášik, Jan Olbrycht, Younous Omarjee, Markus Pieper, Monika Smolková, Ewald Stadler, Lambert van Nistelrooij, Oldřich Vlasák, Kerstin Westphal, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonello Antinoro, Cornelia Ernst, Pat the Cope Gallagher, Jens Geier, Lena Kolarska-Bobińska, James Nicholson, Ivari Padar, Vilja Savisaar-Toomast, Elisabeth Schroedter, Czesław Adam Siekierski, Patrice Tirolien


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

5

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Josefa Andrés Barea, Jean-Pierre Audy, Zigmantas Balčytis, Ivo Belet, Bendt Bendtsen, Jan Březina, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Jürgen Creutzmann, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Vicky Ford, Gaston Franco, Adam Gierek, Norbert Glante, Fiona Hall, Jacky Hénin, Edit Herczog, Romana Jordan, Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Béla Kovács, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Vittorio Prodi, Miloslav Ransdorf, Herbert Reul, Teresa Riera Madurell, Paul Rübig, Amalia Sartori, Salvador Sedó i Alabart, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Catherine Trautmann, Ioannis A. Tsoukalas, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Alejo Vidal-Quadras

Supplenti presenti al momento della votazione finale

António Fernando Correia de Campos, Ioan Enciu, Satu Hassi, Roger Helmer, Jolanta Emilia Hibner, Ivailo Kalfin, Zofija Mazej Kukovič, Mario Pirillo, Vladimír Remek, Algirdas Saudargas, Hannu Takkula

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Morten Løkkegaard, Indrek Tarand

Ultimo aggiornamento: 11 ottobre 2012Avviso legale