Procedura : 2012/2028(INI)
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Ciclo del documento : A7-0402/2012

Testi presentati :

A7-0402/2012

Discussioni :

PV 15/01/2013 - 16
CRE 15/01/2013 - 16

Votazioni :

PV 16/01/2013 - 8.12

Testi approvati :

P7_TA(2013)0018

RELAZIONE     
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7 dicembre 2012
PE 491.075v02-00 A7-0402/2012

sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond

(2012/2028(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Sylvie Goulard

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione giuridica
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond

(2012/2028(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto il quadro rafforzato di governance economica dell'Unione, compresi il "six-pack", le proposte concordate dal Parlamento in merito al "two-pack" e il patto di bilancio,

–   viste le due relazioni del Presidente del Consiglio europeo intitolate "Verso un'autentica Unione economica e monetaria", presentate rispettivamente il 26 giugno 2012(1) e il 12 ottobre 2012(2),

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012 in cui sono esaminate possibili soluzioni per migliorare l'architettura economica e finanziaria dell'area dell'euro(3),

–   visto l'articolo 125 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–   vista la sua risoluzione del 18 novembre 2008 intitolata "UEM @10: successi e sfide di un decennio di Unione economica e monetaria"(4),

–   vista la sua risoluzione del 6 luglio 2011 sulla crisi finanziaria, economica e sociale: raccomandazioni sulle misure e le iniziative da adottare(5),

–   visto il Libro verde della Commissione, del 23 novembre 2011, sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond (COM(2011)0818),

–   vista la sua risoluzione del 15 febbraio 2012 sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond(6),

–   vista la tabella di marcia allegata alla presente risoluzione,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione giuridica (A7-0402/2012),

A. considerando che il Parlamento ha chiesto alla Commissione di presentare una relazione sulla possibilità di introdurre eurobbligazioni in quanto parte integrante dell'accordo tra il Parlamento e il Consiglio sul pacchetto di governance economica (six-pack);

B.  considerando che Libro verde ha dato avvio a un'ampia consultazione pubblica sul concetto di "stability bond"; che lo stesso Libro verde valuta la fattibilità di un'emissione congiunta di obbligazioni sovrane da parte degli Stati membri dell'area dell'euro occupandosi altresì delle condizioni necessarie a tale scopo;

C. considerando, senza dimenticare la più ampia prospettiva dell'Unione, l'unicità della situazione dell'area dell'euro, caratterizzata dal fatto che gli Stati membri partecipanti dispongono di una moneta unica ma non di una politica di bilancio o di un mercato obbligazionario comuni; considerando quindi che è giusto accogliere favorevolmente i progetti di proposte contenuti nelle due relazioni intitolate "Verso un'autentica Unione economica e monetaria", presentate dal Presidente del Consiglio europeo, in quanto positivo punto di partenza verso un'UEM sana e autentica;

D. considerando che l'articolo 125 del TFUE vieta agli Stati membri di farsi carico degli impegni di altri Stati membri;

E.  considerando che la politica monetaria intrapresa dalla Banca centrale europea (BCE) non rappresenta una soluzione ai problemi strutturali e di bilancio degli Stati membri, e che le misure atipiche dalla stessa previste hanno un'efficacia limitata;

F.  considerando che nessuno Stato federale (nemmeno gli Stati Uniti o la Germania) emette strumenti analoghi alle eurobbligazioni previste dalle opzioni 1 e 2 del Libro verde, e che di conseguenza esse fanno capo a un concetto assolutamente nuovo non paragonabile a quelli di "treasury bond" (USA) o "Bundesanleihen" (Germania) in quanto strumenti di comprovata affidabilità;

G. considerando che gli Stati membri hanno difficoltà nell'accedere a finanziamenti a tassi ragionevoli a causa della sfiducia del mercato nei confronti del debito pubblico e della situazione delle banche europee nonché della capacità dei leader europei di adottare provvedimenti definitivi a tutela e integrazione della moneta unica;

H. considerando che la crisi ha dimostrato non solo l'interdipendenza tra gli Stati membri dell'area dell'euro ma anche la necessità di una più solida unione fiscale dotata di meccanismi efficaci in grado di correggere le tendenze di bilancio, gli squilibri macroeconomici, i livelli di indebitamento e i limiti massimi del saldo di bilancio degli Stati membri non sostenibili;

I.   considerando che l'assunzione di impegni credibili in materia di misure di risanamento favorevoli alla crescita costituisce un prerequisito per qualunque soluzione sostenibile del problema dell'indebitamento e dei disavanzi eccessivi di gran parte degli Stati membri dell'area dell'euro;

J.   considerando che la mutualizzazione del debito sovrano dell'area dell'euro non può, di per sé, compensare la perdita di competitività dell'area stessa;

K. considerando che l'emissione congiunta di debito con responsabilità in solido e un rafforzamento dell'integrazione fiscale caratterizzato dalla disciplina e dal controllo di bilancio rappresentano due facce della stessa medaglia;

1.   accoglie favorevolmente i diversi sforzi di attenuazione e risoluzione della crisi e pone l'accento sul nuovo quadro rafforzato di governance economica dell'UEM nonché sui recenti accordi raggiunti in merito ai fondi di salvataggio e sulle decisioni adottate dalla BCE; ritiene tuttavia che sia tuttora necessario un accordo su una soluzione duratura che porti a un'impostazione bilanciata in grado di conciliare solidarietà e responsabilità all'interno dell'area dell'euro; ricorda che anche tre Stati membri esterni a detta area hanno beneficiato di aiuti per il superamento delle rispettive crisi del debito sovrano;

2.   rimane estremamente preoccupato per la crisi dell'area dell'euro in corso e per la minaccia che la stessa rappresenta per il benessere di milioni di persone vittima di povertà e disoccupazione in tutta l'UE; fa notare che, per preservare l'integrità dell'Unione economica e monetaria pur portando avanti riforme strutturali e sviluppando una "capacità di bilancio" per l'area dell'euro in grado di contribuire all'assorbimento degli shock economici di singoli paesi o di agevolare le citate riforme strutturali, occorre trovare soluzioni alternative, non esclusivamente basate su meccanismi di salvataggio come il meccanismo europeo di stabilità (MES) e il Fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF), che consentano di mantenere l'accesso ai mercati o di ridurre gli oneri di finanziamento a carico degli Stati membri;

3.   accoglie favorevolmente la decisione del Consiglio europeo del 30 giugno 2012 che prevede l'esame di possibili soluzioni per migliorare l'architettura economica e finanziaria dell'area dell'euro evitando nel contempo il rischio morale nonché giungendo a una situazione di sanità e sostenibilità delle finanze pubbliche; ritiene che la prospettiva di lungo termine necessaria per rafforzare l'Unione debba basarsi su una maggiore legittimità democratica, nel rispetto del metodo comunitario e di una tabella di marcia con precise scadenze;

4.   osserva che il meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria (MESF), il FESF e MES rappresentano le più importanti "reti di salvataggio" finora messe a punto dall'UE; è consapevole del fatto che il ruolo del MES in materia di solvibilità e separazione delle attività (ring fencing) non dovrà essere trascurato in futuro; si compiace dell'impegno, assunto dal Consiglio dell'UE il 18-19 ottobre 2012, riguardante la possibile attribuzione al MES della facoltà di ricapitalizzare direttamente le banche dell'area dell'euro, a seguito di una legittima decisione in tal senso, una volta che sarà istituito un efficace meccanismo di vigilanza unico con la partecipazione della BCE;

5.   sottolinea che, per ripristinare la credibilità fiscale, sono necessarie una strategia per il risanamento dei conti pubblici per l'appunto credibile e riforme strutturali in tutti gli Stati membri in quanto elementi essenziali anche in vista del conseguimento di una bilancia dei pagamenti sostenibile nonché di finanze pubbliche sane e sostenibili; fa notare che la sanità delle finanze pubbliche è una condizione necessaria per l'introduzione e il funzionamento di un sistema di emissione congiunta di debito;

6.   si compiace della presentazione del Libro verde in quanto provvedimento che il Parlamento europeo chiedeva da tempo; ritiene che introduzione di "stability bond" sia equiparabile, per importanza, a quella della moneta unica;

7.   accoglie favorevolmente l'impegno già profuso dagli Stati membri in termini di riforme strutturali e di risanamento dei conti pubblici; prende atto del carattere difficile e oneroso degli sforzi attualmente richiesti ai cittadini europei; esorta gli Stati membri a continuare a rispettare gli impegni e gli accordi conclusi in materia di risanamento dei conti pubblici, tenendo debitamente conto del contesto macroeconomico, nonché a incrementare gli sforzi finalizzati alla riduzione degli squilibri macroeconomici eccessivi;

8.   è tuttavia seriamente preoccupato per il fatto che gli investitori e gli attori operanti sui mercati finanziari, non riconoscendo in maniera sufficiente gli sforzi finora profusi dagli Stati membri in termini di riforme e risanamento, continuano a esercitare sulle politiche una pressione speculativa che trova riscontro nell'aumento dei differenziali di rendimento (spread) e nell'elevata volatilità;

9.   ritiene che vi sia l'urgente necessità di attivarsi in vista dell'approvazione di una strategia a lungo termine per l'area dell'euro in grado di garantire la sanità delle finanze pubbliche, una crescita sostenibile, la coesione sociale ed elevati livelli di occupazione, prevenendo nel contempo il rischio morale nonché sostenendo la convergenza attraverso un avvicinamento all'unione fiscale; si compiace del fatto che la relazione presentata dai Presidenti del Consiglio europeo, della Commissione, dell'Eurogruppo e della BCE abbia avviato un dibattito su una strategia completa, ambiziosa e credibile;

10. riconosce non solo i segnali di difficoltà attualmente evidenziati dai mercati del debito degli enti locali ma anche i legami tra tale situazione e i problemi registrati dagli Stati membri di appartenenza;

11. invita gli Stati membri caratterizzati da un elevato volume di debito emesso dagli enti locali a introdurre appositi meccanismi per l'emissione congiunta di stability bond che, nel rispetto delle condizioni riguardanti la disciplina di bilancio, allevino la situazione di difficoltà in cui versa il debito degli enti locali riportandola a livelli equivalenti a quelli dello Stato membro di appartenenza;

12. si compiace del fatto che l'euro sia ormai la seconda valuta di riserva internazionale a livello mondiale; fa notare che è nell'interesse strategico a lungo termine dell'area dell'euro trarre ogni possibile vantaggio dalla moneta unica, ad esempio la possibilità di istituire un mercato obbligazionario comune liquido e diversificato nonché di rafforzare la posizione dell'euro come valuta di riserva internazionale; ritiene che simili obiettivi presuppongano un quadro europeo integrato in materia finanziaria, economica e di bilancio;

13. osserva che, per assicurare una sana politica di bilancio, è fondamentale un quadro finanziario integrato che comprenda il coordinamento, processi decisionali comuni, una più incisiva applicazione e iniziative proporzionali in vista di un'emissione congiunta di debito; osserva altresì che, attualmente, alcuni dei regimi di mutualizzazione del debito pubblico proposti potrebbero non essere compatibili con le norme costituzionali di taluni Stati membri;

14. sottolinea che la situazione attuale ha portato, nel breve periodo, a una "corsa alla qualità" (ricerca delle attività più sicure, anche a fronte di rendimenti estremamente modesti) che genera difficoltà di finanziamento per le banche e gli altri istituti finanziari;

15. esprime preoccupazione per le banche che detengono notevoli volumi di obbligazioni dei rispettivi governi in quanto si tratta di una situazione che dà adito a un effetto di controreazione perverso nel momento in cui la pressione si sposta dal debito sovrano alle banche stesse; ricorda che la diversificazione di attività e passività è uno strumento che consente di garantire la stabilità nonché uno dei vantaggi trascurati del mercato interno;

16. sottolinea che tutte le istituzioni o gli strumenti attuali e futuri che fanno parte, stricto sensu o lato sensu, del quadro di governance economica dell'Unione necessitano di legittimazione democratica;

17. ritiene che la prospettata introduzione di obbligazioni comuni possa costituire un segnale forte per i mercati finanziari, contribuire a preservare l'integrità dell'UEM, sostenere un ritorno alla stabilità economica e ridurre l'incertezza, a condizione che siano realizzati progressi nell'ambito dell'integrazione e della vigilanza dell'UE a livello finanziario e di bilancio; ribadisce la sua posizione secondo cui è fondamentale definire un calendario anche mediante una tabella di marcia vincolante analoga a quella prevista per i criteri di Maastricht in riferimento all'introduzione della moneta unica; chiede ulteriori chiarimenti in merito alla proposta della Commissione di subordinare l'emissione congiunta di debito a determinate condizioni, ad esempio al rispetto del patto di stabilità e crescita;

18. raccomanda alla Commissione di definire criteri di ingresso e di uscita basati sul sensibile risanamento dei conti pubblici e su una ferrea disciplina di bilancio, tenendo altresì conto della crisi in corso e delle correzioni di bilancio in atto in diversi paesi dell'area dell'euro;

19. prende atto delle evoluzioni, positive e negative, registrate nell'area dell'euro dal 1999 e sottolinea come, nel caso del debito sovrano, la convergenza dei tassi di interesse abbia favorito il raggiungimento di livelli di indebitamento insostenibili; osserva che, nell'ambito del dibattito pubblico e politico, sono state proposte diverse soluzioni per una parziale emissione congiunta di titoli di debito, ad esempio la messa in comune di taluni strumenti di finanziamento a breve termine, entro certi limiti e a determinate condizioni (eurotitoli), oppure il rinnovo graduale nell'ambito di un fondo europeo di rimborso;

20. sottolinea la necessità che qualunque provvedimento finalizzato all'emissione congiunta di obbligazioni tenga pienamente conto della prospettiva del mercato unico evitando in ogni caso l'introduzione di ostacoli o squilibri non necessari tra Stati membri partecipanti e non partecipanti;

21. ricorda che, anche in presenza di un sistema di emissione congiunta di obbligazioni, ciascuno Stato membro è tenuto a rimborsare la totalità del suo debito; ricorda che l'emissione congiunta di obbligazioni non costituisce una garanzia nei confronti degli Stati membri eventualmente inadempienti in relazione al rispettivo debito;

22. ritiene opportuno prendere in considerazione soltanto la possibilità di un'emissione congiunta di obbligazioni che attribuisca ai detentori di queste ultime uno status assolutamente privilegiato, in modo da tutelare i contribuenti dell'UE;

23. riconosce che la scarsa competitività e la mancata realizzazione di riforme strutturali costituiscono, a livello di economia reale, fattori decisivi in relazione al continuo peggioramento della situazione economica di un paese;

24. osserva che la maggior parte delle proposte relative alle eurobbligazioni prevede limitazioni dell'accesso ai bond per gli Stati membri caratterizzati da posizioni di bilancio fuori controllo; invita pertanto a mantenere meccanismi in grado di aiutare gli Stati membri attualmente interessati da difficoltà che si traducono in crisi di liquidità (in contrapposizione alle crisi di solvibilità) e quindi esclusi dall'emissione congiunta di obbligazioni; ritiene opportuno, in tale ottica, mantenere il MES, assoggettandolo al metodo comunitario;

25. chiede alla Commissione di approfondire la questione dei criteri per la concessione di prestiti agli Stati membri, in quanto il Libro verde si limita ad affermare che il provvedimento dipende dalle esigenze degli Stati stessi; ribadisce che la capacità di onorare il debito dovrebbe essere inclusa tra i principali criteri di assegnazione;

26. fa notare che, secondo il Libro verde della Commissione, il limite massimo del 60% del PIL previsto dalle proposte relative alle "obbligazioni blu" può rivelarsi eccessivamente elevato in un'ottica di stabilità del sistema; chiede quindi ulteriori chiarimenti in merito a detto limite;

27. ritiene essenziale l'elaborazione di una tabella di marcia che consenta, nel breve termine, di uscire dall'attuale crisi e, nel lungo termine, di avvicinarsi sempre più all'unione fiscale attraverso il completamento, il potenziamento e l'approfondimento dell'Unione economica e monetaria;

28. invita la Commissione a presentare quanto prima al Parlamento e al Consiglio una relazione in cui, tenendo conto degli aspetti finanziari, giuridici e di bilancio, esamina le varie opzioni, avanzando altresì proposte riguardanti una tabella di marcia in tal senso, per l'emissione congiunta di strumenti di debito pubblico; ritiene, in tale contesto e in linea con la relazione intermedia di Van Rompuy del 12 ottobre 2012, che la Commissione dovrebbe riservare particolare attenzione alla fattibilità dell'introduzione di un fondo di rimborso che, oltre ad abbinare l'emissione congiunta temporanea di strumenti di debito a rigide norme sulle correzioni di bilancio nei paesi con un indebitamento superiore al 60% del PIL, sia caratterizzato dall'impegno dei paesi partecipanti a effettuare i rimborsi di competenza, in modo da consentire a tutti paesi partecipanti stessi di ridurre l'indebitamento eccessivo entro un termine di 25 anni, ovvero un lasso di tempo superiore a quello previsto dalla nuova versione del patto di stabilità e crescita che comunque presuppone, in pratica, una crescita economica sufficiente e una ferrea disciplina finanziaria;

29. chiede agli Stati membri di valutare l'emissione di debito comune a breve termine sotto forma di eurotitoli (cfr. relazione Van Rompuy del 12 ottobre 2012) al fine di proteggere gli Stati membri con politiche fiscali fondamentalmente sostenibili da situazioni di illiquidità e dal circolo vizioso tra crisi del debito sovrano e crisi bancaria nonché dalle esternalità negative determinate dal panico in quanto fenomeni che generano significative distorsioni del mercato e costituiscono un implicito aiuto economico per gli Stati membri che registrano tassi di interesse inverosimilmente bassi sulle rispettive obbligazioni sovrane;

30. esorta gli Stati membri a studiare la fattibilità del passaggio a un sistema di obbligazioni europee sicure o comunque di altre proposte basate sull'idea di un paniere di obbligazioni;

31. ritiene che gli eurotitoli, che potrebbero essere soggetti a limiti quantitativi e temporali, sarebbero in grado di fornire il tempo e la stabilità necessari per il buon esito di altre misure, ad esempio il patto di stabilità e crescita nonché il "two-pack", nonché per l'attuazione di ulteriori iniziative a lungo termine finalizzate alla futura integrazione dell'area dell'euro;

32. invita la Commissione a impegnarsi a chiarire i vincoli giuridici applicabili all'emissione congiunta di obbligazioni, con particolare riferimento all'articolo 125 del TFUE e alle sue implicazioni per le tre modalità di emissione possibili, ovvero responsabilità collettiva, responsabilità individuale e responsabilità in solido; esorta la Commissione a valutare l'eventuale ricorso all'articolo 352, paragrafo 1, del TFUE, o a qualunque altra base giuridica, per l'attuazione di una soluzione che preveda una parziale emissione congiunta di debito senza necessità di procedere a una modifica del trattato e contempli, sulla base degli articoli 121 e 136 del TFUE, un quadro per la vigilanza e le segnalazioni finalizzato non solo al monitoraggio, con cadenza trimestrale, dei progressi realizzati dagli Stati membri dell'area dell'euro e da tale area nel suo complesso in vista di un'autentica Unione economica e monetaria rafforzata ma anche al coordinamento dell'emissione di strumenti di debito sovrano esclusi dai vari quadri di mutualizzazione esistenti;

33. accoglie favorevolmente i principi della decisione adottata in occasione del vertice dell'Eurogruppo del 29 giugno 2012 per garantire la stabilità dell'euro, "in particolare facendo ricorso, in modo flessibile ed efficace, agli strumenti FESF/MES esistenti al fine di stabilizzare i mercati per gli Stati membri che rispettino le raccomandazioni specifiche per paese e gli altri impegni, tra cui i rispettivi calendari, nell'ambito del semestre europeo, del patto di stabilità e crescita e delle procedure per gli squilibri eccessivi"; apprende che le condizioni figureranno in un memorandum d'intesa e che la BCE fungerà "da agente per conto del FESF/MES nel condurre operazioni di mercato in modo effettivo ed efficace";

34. ritiene che, parallelamente, vi sia l'urgente necessità di ricapitalizzare il settore bancario europeo e di completare il mercato unico dei servizi finanziari nell'UE; accoglie con favore le proposte della Commissione relative all'introduzione di un meccanismo di vigilanza unico a livello europeo per gli istituti bancari nonché di un regime unico europeo per l'ordinato svolgimento delle ristrutturazioni e delle liquidazioni (recovery and resolution regime), magari in parallelo con l'entrata in vigore del meccanismo di vigilanza unico; chiede inoltre che, in futuro, una volta entrato in funzione il meccanismo di vigilanza unico, il MES possa finanziare direttamente le banche in difficoltà; sottolinea la necessità che il meccanismo di vigilanza unico risponda al Parlamento e al Consiglio per le azioni e le decisioni adottate nell'ambito della vigilanza europea e riferisca alla commissione competente dello stesso Parlamento;

35. ribadisce la necessità di avvalersi di strumenti di gestione delle crisi e riconosce che l'insufficiente regolamentazione del settore finanziario rappresenta un fattore importante in rapporto alla difficile situazione di bilancio di alcuni Stati membri dell'area dell'euro;

36. ritiene che l'emissione congiunta di debito con responsabilità separata, analoga a quella delle obbligazioni del FESF, rischi di non essere sufficientemente interessante per gli investitori nel caso in cui alcuni degli Stati membri partecipanti al sistema continuino a presentare situazioni finanziarie non sostenibili;

37. prende atto della possibilità che si renda necessaria una scelta fra tre scenari: il primo prevede un tasso di interesse unico per tutti gli Stati membri partecipanti e quindi un trasferimento di ricchezza tra i paesi, il secondo un tasso di interesse differenziato, e il terzo un tasso unico abbinato a un sistema di compensazione, come quello ventilato dalla Commissione, in virtù del quale gli Stati membri caratterizzati da rating più bassi corrispondono una contropartita economica a quelli che invece hanno rating migliori;

38. chiede alla Commissione di dettagliare ulteriormente l'opzione, dalla stessa proposta, riguardante l'istituzione di un sistema di differenziazione dei tassi di interesse tra gli Stati membri caratterizzati da rating diversi, in particolare al fine di chiarire come e da chi saranno stabiliti i rating stessi una volta che l'introduzione di obbligazioni comuni avrà neutralizzato i meccanismi di mercato;

39. condivide l'opinione, espressa dalla Commissione nel suo Libro verde, secondo cui la stabilità dell'eventuale sistema delle eurobbligazioni non può dipendere unicamente da un ristretto numero di Stati membri caratterizzati da una situazione finanziaria sostenibile e un simile sistema presuppone un'unione fiscale rafforzata nonché una disciplina e controlli di bilancio più rigorosi per prevenire il rischio morale;

40. ritiene che, laddove l'eventuale sistema di mutualizzazione del debito sia ritenuto possibile e sia ben integrato in un quadro orientato alla stabilità, sarebbe opportuno prevedere nella tabella di marcia verso un'autentica Unione economica e monetaria una modifica del trattato che dia eventualmente adito all'emissione di obbligazioni con responsabilità in solido;

41. è del parere che un sistema di parziale sostituzione dell'emissione nazionale (ad esempio le obbligazioni blu/rosse) possa, da un lato, ridurre gli oneri di finanziamento per gli Stati membri caratterizzati da finanze pubbliche sane e sostenibili e, dall'altro, incentivare quelli eccessivamente indebitati a ridurre il debito, dal momento che il rischio associato alle obbligazioni rosse sarebbe più elevato e quindi anche i tassi di interesse aumenterebbero;

42. invita la Commissione a valutare attentamente, se del caso in cooperazione con la BCE e l'Autorità bancaria europea (ABE) nonché in consultazione con il Consiglio e il Parlamento, tutti gli aspetti tecnici legati all'eventuale sistema, ad esempio le garanzie, le strutture di aggregazione e suddivisione in tranche, le potenziali garanzie collaterali, l'equilibrio tra la disciplina di bilancio dettata dalle norme e quella dettata dal mercato, le salvaguardie aggiuntive (in particolare per quanto concerne la partecipazione ai vari sistemi), la ristrutturazione, l'emissione, le relazioni con i meccanismi di stabilità esistenti, la base di investitori, i requisiti di legge (ad esempio in termini di adeguatezza patrimoniale), la copertura del debito nella fase di transizione e la scadenza; esorta la Commissione a portare avanti una riflessione in merito a forme di governance e responsabilità che siano legittime e appropriate;

43. sottolinea la necessità di dare un seguito, nell'ambito delle prime azioni della tabella di marcia vincolante, all'attuazione delle misure a breve termine per l'uscita dalla crisi, avvalendosi della procedura legislativa ordinaria e mantenendo la piena responsabilità democratica allo stesso livello in cui è adottata la decisione; fa notare alla Commissione che ha la possibilità, in sede di elaborazione delle proposte, di istituire un organismo temporaneo composto da deputati al Parlamento europeo e rappresentanti degli Stati membri nonché della BCE; ricorda che intende avvalersi appieno delle sue prerogative e dei diritti di iniziativa, anche in relazione all'avvio della procedura per la modifica del trattato; ritiene che il citato organismo dovrebbe altresì valutare la possibilità di emettere vere e proprie obbligazioni federali, abbinate a un bilancio europeo rafforzato;

44. sottolinea che la Commissione dovrebbe analizzare la fattibilità delle singole opzioni illustrate nell'allegato alla presente risoluzione (in riferimento sia alla fase 1 che alla fase 2), dal momento che non necessariamente costituiscono l'una un'alternativa dell'altra e possono invece, in presenza di determinate circostanze, essere attuate in maniera cumulativa;

45. è consapevole del crescente numero di proposte avanzate, soprattutto in ambito accademico, in vista di una mutualizzazione del debito; osserva che si tratta di proposte estremamente eterogenee;

46. condivide le preoccupazioni della Commissione riguardo al trattamento contabile degli stability bond nel quadro delle legislazioni nazionali; esorta la stessa Commissione a procedere a una valutazione esaustiva dell'impatto delle diverse strutture di garanzia degli stability bond sui rapporti tra debito nazionale e PIL;

47. prende atto del problema del rischio morale menzionato dalla Commissione nel Libro verde, ma giudica comunque necessaria un'attenta analisi del problema per poter trarre le conclusioni corrette e, se possibile, individuare le soluzioni adeguate;

48. ritiene che il problema del rischio morale possa essere risolto attraverso l'opportuna definizione di garanzie e meccanismi volti a incentivare la disciplina di bilancio;

49. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca centrale europea.

(1)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/131298.pdf

(2)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/132864.pdf

(3)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/it/ec/131369.pdf

(4)

GU C 16 E del 22.1.2010, pag. 8.

(5)

Testi approvati, P7_TA(2011)0331.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2012)0046.


ALLEGATO

La tabella di marcia

Di seguito è illustrato un possibile percorso composto da una serie di fasi

Fase 1 - Misure immediate per uscire dalla crisi

1. Istituzione di un fondo di rimborso europeo temporaneo per ridurre il debito fino a raggiungere livelli sostenibili, con tassi di interesse adeguati

La Commissione propone l'immediata istituzione di un fondo di rimborso europeo temporaneo che rispetti i seguenti principi:

-  trasferimento una tantum degli importi di debito superiori al valore di riferimento di Maastricht del 60% del PIL a un fondo comune, con responsabilità in solido, passando per una fase di introduzione di cinque anni; il trasferimento dovrebbe essere suddiviso in più fasi e riguardare inizialmente solo il 10% del debito che supera il massimale di Maastricht pari al 60% del PIL; i successivi trasferimenti dovrebbero essere graduali;

-  limitazione della partecipazione agli Stati membri non soggetti a un programma di correzione completo, possibilità di partecipazione progressiva degli Stati membri che hanno portato a termine con successo un programma di correzione, attenta valutazione della transizione verso la partecipazione per gli Stati membri soggetti a un programma di correzione;

-  obbligo per gli Stati membri di rimborsare autonomamente il debito trasferito entro un termine di 25 anni;

-  applicazione di rigorose condizioni che potrebbero consistere i) nel deposito di garanzie, o ii) nell'impegno ad attuare piani di risanamento dei conti pubblici e riforme strutturali;

-  attuazione delle norme di bilancio numeriche del quadro rafforzato dell'UEM al fine di limitare i debiti che rimangono di esclusiva responsabilità degli Stati membri partecipanti a un massimo del 60% del PIL;

-  maggior coordinamento attraverso l'attuazione del nuovo quadro di governance economica, unito a un calendario rafforzato per la strategia UE 2020 e a un programma di riforma strutturale vincolante soggetto al controllo della Commissione;

-  disponibilità di procedure trasparenti e prevedibili per l'uscita degli Stati membri, ovvero un'operazione che deve essere onerosa in modo da incentivare la permanenza; il mancato rispetto degli impegni durante la fase di introduzione dovrebbe comportare l'immediata interruzione del processo, mentre in qualunque momento il mancato rispetto degli impegni dovrebbe comportare l'escussione della garanzia collaterale depositata nel fondo;

2. Introduzione degli eurotitoli al fine di proteggere gli Stati membri da situazioni di illiquidità

La Commissione propone l'immediata istituzione di un sistema di emissione di debito comune a breve termine che rispetti i seguenti principi:

-  istituzione di un'agenzia o utilizzo di un'entità esistente per l'emissione di eurotitoli, con la partecipazione di tutti gli Stati membri dell'area dell'euro non soggetti a un programma di correzione completo; possibilità di partecipazione progressiva degli Stati membri che hanno portato a termine con successo i rispettivi programmi di correzione;

-  possibilità di maggiorazione del tasso di interesse, a titolo di penalizzazione, per gli Stati membri che non rispettano le norme fissate dal patto di stabilità e crescita;

-  fissazione della scadenza massima degli eurotitoli (pari a un massimo del 10% del PIL), in modo da consentire un monitoraggio continuo e, grazie alla scadenza a breve termine, il rinnovo frequente delle garanzie;

-  sostituzione con gli eurotitoli di tutto il debito a breve termine emesso dagli Stati membri, che di conseguenza rimangono responsabili unicamente dell'emissione del proprio debito per scadenze più lunghe, con controlli e limitazioni adeguati alle esigenze, alla situazione di bilancio e all'indice di indebitamento dei singoli paesi;

-  adozione di misure per il coordinamento dell'emissione di strumenti di debito sovrano esclusi dai vari quadri di mutualizzazione esistenti;

-  possibilità di partecipazione per i parlamenti nazionali secondo quanto previsto dalle norme costituzioni degli Stati membri interessati;

La Commissione dovrebbe tenere conto delle conclusioni di cui alla versione definitiva della relazione Van Rompuy su un'autentica Unione economica e monetaria.

Fase 2 - Emissione congiunta parziale - Introduzione delle obbligazioni blu: debito assegnato annuale ≤ 60 % del PIL da emettere in assenza di modifica del trattato

La Commissione esamina, riferendo altresì al Parlamento europeo le sue conclusioni in merito, la possibilità di proporre l'istituzione di un sistema per l'assegnazione del debito al di sotto del 60% del PIL da emettere congiuntamente, in presenza di freni al debito nazionale o di altri meccanismi appropriati per la prevenzione del rischio morale, nel rispetto dei seguenti principi:

-  limitazione della partecipazione agli Stati membri che rispettano il patto di stabilità e crescita nonché il patto di bilancio integrato nel quadro dell'Unione, conformemente all'articolo 16 del trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance, e che non sono soggetti a un programma di correzione completo;

-  rigorosa limitazione dell'importo di debito da emettere con responsabilità in solido a una quota inferiore al 60% del PIL, attraverso il divieto per gli Stati membri partecipanti di emettere debito senior al di fuori dell'emissione congiunta;

-  adozione della decisione finale in merito all'assegnazione delle obbligazioni blu e delle corrispondenti garanzie da parte dei parlamenti nazionali di tutti i paesi partecipanti;

-  obbligo per gli Stati membri partecipanti di depositare garanzie collaterali;

-  progettazione di un meccanismo di assegnazione che tenga conto del rispetto della disciplina di bilancio, della congiuntura economica e degli spread storici, ponderato in base al fabbisogno finanziario.

Fase 3 – Emissione congiunta totale di debito nazionale con modifica del trattato

Sulla base dei lavori del comitato, previa realizzazione di tutte le eventuali modifiche del quadro normativo dell'UE e se del caso di una modifica del trattato nonché tenendo conto delle modifiche costituzionali eventualmente necessarie negli Stati membri, la Commissione presenta apposite proposte per l'istituzione di un sistema di emissione congiunta di obbligazioni che rispetti i seguenti principi:

-  limitazione della partecipazione agli Stati membri che rispettano le condizioni di cui alla fase 2;

-  istituzione di un'agenzia del debito europeo per l'emissione di obbligazioni;

-  creazione di opportune istituzioni competenti, democraticamente legittimate, che siano tra l'altro incaricate della vigilanza e del coordinamento delle politiche di bilancio nazionali e del programma per la competitività nonché della rappresentanza esterna dell'area dell'euro nell'ambito delle istituzioni finanziarie internazionali.

Fase 4 - Emissione congiunta di un autentico debito europeo abbinata a un bilancio europeo rafforzato, con modifica del trattato

La Commissione, previa predisposizione di tutte le eventuali modifiche al quadro normativo dell'UE e se del caso dell'area dell'euro, presenta proposte per l'eventuale emissione di obbligazioni volta a finanziare gli investimenti dell'UE in beni pubblici della stessa UE (ad esempio infrastrutture, ricerca e sviluppo, ecc.), al fine di agevolare le correzioni necessarie in caso di shock di singoli paesi, grazie alla disponibilità di un certo grado di assorbimento a livello centrale, e quindi le riforme strutturali atte a migliorare la competitività e la crescita potenziale in relazione a un quadro integrato di politica economica.


MOTIVAZIONE

1. Il Parlamento europeo ha introdotto l'idea di "eurobbligazioni" nei testi riguardanti la governance dell'area dell'euro ("six-pack")(1) per diverse ragioni:

- per garantire una disciplina di bilancio sostenibile, basata su mercati liquidi, che rispecchi le rispettive situazioni degli Stati membri;

- per fornire attività liquide e sicure agli investitori, traendo vantaggi dal potenziale dell'euro sui mercati mondiali;

- per tutelare la BCE consentendole di concentrarsi sulla politica monetaria.

Un'altra questione è rappresentata dal pericolo per il mercato unico costituito dall'attuale ritiro degli investitori verso il debito nazionale.

2. Il Libro verde(2) della Commissione europea, la cui pubblicazione è stata ottenuta dal PE durante i negoziati per il "six-pack", rappresenta un buon punto di partenza.

3. L'obiettivo della presente relazione è di approfondire ulteriormente tale questione, in particolare analizzando gli ostacoli individuati nella risoluzione approvata dall'Aula del Parlamento a grande maggioranza(3): rischio morale, vincoli giuridici, eventuali costi aggiuntivi per i paesi a tripla A.

4. Alla luce del legame esistente tra la crisi del debito sovrano e la crisi del settore bancario, si menziona, senza poter approfondire la questione, l'impatto positivo di una stabilizzazione dei mercati del debito sovrano sulle banche. Le eurobbligazioni non sono tuttavia una "cura miracolosa" per consentire al settore di evitare l'adozione di misure specifiche, quali la creazione di un fondo di risoluzione o di un fondo di garanzia dei depositi.

5. Il cumulo del debito non può tuttavia essere considerato con leggerezza. Soggetto al rispetto di condizioni rigorose, deve essere usato ai fini della stabilità e non per comodità, per limitare il rischio morale e non per incoraggiarlo.

Dato che il "six-pack", il patto di bilancio e il "two-pack" sono in corso di adozione(4), la sorveglianza di bilancio reciproca e la convergenza macroeconomica stanno per essere rafforzate.

È per tale ragione che è ora possibile prevedere una "tabella di marcia" che colleghi tutti i progressi conseguiti in merito all'introduzione delle eurobbligazioni, alla stabilizzazione di bilancio e alla convergenza economica(5); i due processi devono imperativamente procedere di pari passo.

6. Al fine di fornire ai cittadini e ai mercati un nuovo orizzonte, è importante guardare al medio termine; tuttavia, il peggioramento della crisi richiede un'azione immediata: la BCE ha dovuto avviare un programma per concedere liquidità alle banche (LTRO) e i differenziali di rendimento (spread) tra gli Stati membri stanno aumentando. Pur avendo avviato le riforme, alcuni Stati membri stanno pagando tassi d'interesse più elevati, con il rischio di insolvenza, mentre altri beneficiano di tassi molto vantaggiosi, in parte grazie ai loro eccellenti risultati, in parte a causa dei problemi dei loro partner.

Spetta a noi adottare misure per eliminare le distorsioni di mercato e per stabilizzare l'area dell'euro. Se tale situazione proseguirà, verrà colpito il cuore del progetto europeo e l'armonia tra i cittadini. Metterà inoltre a rischio la nostra credibilità nei confronti di terzi, come ha mostrato il G8 di Camp David.

Parte I. L'immediato presente

È possibile utilizzare due strumenti, isolatamente o congiuntamente, per ridurre i differenziali di rendimento tra i tassi d'interesse (spread) mantenendo la disciplina.

I.1. Il fondo di rimborso del debito sovrano ("fondo di rimborso")

Proposto dal Consiglio tedesco degli esperti economici, comporta il trasferimento(6) del debito degli Stati membri eccedente il 60% del PIL nazionale in un fondo, soggetto a responsabilità in solido, con una durata di circa 25 anni. Gli Stati membri partecipanti s'impegnano a rispettare una rigorosa disciplina di bilancio e a intraprendere le riforme (competitività/crescita). Alcune entrate fiscali, così come le garanzie ex ante (collaterali), vengono assegnate al fondo.

La durata limitata riduce il rischio morale e gli ostacoli giuridici del debito congiunto(7). Il costo aggiuntivo del debito che continua a essere emesso a livello nazionale (60% del PIL) potrebbe essere certamente problematico per alcuni paesi (per esempio per l'Italia), mentre altri paesi (per esempio la Spagna) ne trarrebbero benefici limitati. Tuttavia, il "six-pack" richiede già una drastica riduzione del debito. Senza uno strumento volto a contenere i tassi d'interesse, tale impegno sarà più difficile da rispettare.

Questo è il motivo per cui, quando il "two-pack" è stato approvato il 14 giugno 2012, la commissione ECON del Parlamento ha richiesto la creazione di tale fondo.

I.2. Eurotitoli

Sulla base di una logica totalmente differente, la creazione di eurotitoli(8) mira a eliminare il rischio di liquidità tramite il finanziamento congiunto di una parte del debito nel breve termine (il 10% massimo del PIL/scadenza inferiore a un anno) degli Stati membri partecipanti (o circa 900 miliardi di EUR). Gli Stati membri continuano a decidere la tabella di marcia delle emissioni. L'emissione è congiunta (tramite un'agenzia per il debito) ed esclusiva; la garanzia è "in solido". È possibile lasciare il sistema, secondo i termini prestabiliti.

Poiché l'impegno congiunto degli Stati membri può essere annullato in qualsiasi momento, vi è un determinato numero di riserve di carattere giuridico da superare. Garantendo la liquidità del mercato del debito, tali titoli potrebbero altresì agevolare la soppressione del programma LTRO della BCE destinato alle banche. Insieme alle norme relative ai requisiti patrimoniali (attuate mediante "Basilea III"), gli eurotitoli potrebbero rappresentare un investimento particolarmente attraente.

Infine, tali titoli dovrebbero indirettamente portare a tassi a lungo termine più bassi, nonché agevolare la trasmissione della politica monetaria e la gestione del rischio della BCE.

C. Lagarde e O. Blanchard (FMI) si sono espressi sulla stampa a favore di tali titoli.

I.3. Gli strumenti esistenti (FESF/MES)

Con il FESF, creato nel 2010, sono già stati emessi titoli comuni europei, nello spirito della "terza opzione" del Libro verde (responsabilità proporzionale). La discussione riguardante le "eurobbligazioni" necessita di una prospettiva più ampia. Tutto dipende dall'oggetto della discussione.

"Cominciare in piccolo", senza garanzie congiunte, è certamente allettante ma tali titoli devono essere collocati(9), senza garanzie collaterali eccessive. Per questo motivo stiamo escludendo questo tipo di opzione. D'altro canto, al fine di evitare ripetizioni, il FESF, o in misura ancora maggiore il MES, potrebbero fungere, per esempio, da "agenzia per il debito".

In ogni caso, questo Parlamento vorrebbe sottolineare la necessità di accrescere la legittimità democratica: il FESF, società soggetta al diritto lussemburghese, è sottoposta solamente al controllo dei parlamenti nazionali degli Stati membri contribuenti, mentre il MES non è controllato a livello europeo. Indipendentemente dalle scelte che verranno prese dai governi in futuro, chiediamo loro di valutare seriamente la necessità di "responsabilità" (la pertinenza di orientamenti generali, scelte di gestione) e di controllo contabile a livello dell'UE.

Parte 2. Nel breve termine (nell'ambito dell'attuale trattato)

La proposta allo stadio più avanzato è quella sulle "obbligazioni blu"(10), che la Commissione ha preso in considerazione nell'opzione 2 del Libro verde e che consiste nel dividere ciascun debito pubblico nazionale tra debito "blu", inferiore al 60% del PIL (senior) e debito "rosso", superiore al 60% (junior); al debito blu corrisponde una responsabilità in solido; il debito rosso rimane nazionale. Un'agenzia per il debito (o un consorzio di agenzie nazionali) emette debito blu misto e distribuisce i fondi raccolti secondo un metodo di ripartizione predeterminato.

Sosteniamo con forza la riduzione del debito rosso e la creazione di un mercato equivalente per dimensioni, qualità e liquidità al mercato del debito pubblico statunitense con volumi fissati da un organismo europeo indipendente, sotto il controllo dei parlamenti nazionali (ciò dovrebbe consentirci di lavorare nell'ambito degli attuali trattati, evitando modifiche alle costituzioni nazionali). Naturalmente, restano ancora aperte numerose questioni, in particolare i costi aggiuntivi del debito rosso, che sono molto scoraggianti per alcuni paesi.

Al fine di evitare un impatto eccessivo sui paesi a tripla A, è assolutamente possibile prevedere tassi d'interesse modulati in base al paese, in particolare a seconda del rispetto della disciplina di bilancio e degli sforzi macroeconomici(11).

Parte 3. Nel medio termine (con un nuovo trattato)

Una volta che la disciplina e la convergenza macroeconomica saranno avviate, sarà più semplice progettare le eurobbligazioni in solido. A tal fine sarà necessario rivedere il trattato e, in alcuni Stati membri, apportare modifiche costituzionali, come osservato nell'opzione 1 del Libro verde.

Tenendo conto delle sfide poste da questa fase, proponiamo di seguire ancora una volta il metodo utilizzando per la moneta unica: il "comitato Delors", oltre al coinvolgimento della BCE e alla legittimazione democratica a livello europeo mediante il Parlamento europeo: rappresentanti degli Stati membri (indipendenti dal governo), in collaborazione con la Commissione e la BCE, elaborano proposte che saranno oggetto di dibattito pubblico presso il Parlamento europeo e il Consiglio, con lo scopo di creare obbligazioni con tutte le garanzie necessarie: rigorose condizioni di bilancio e convergenza macroeconomica, creazione di un Tesoro europeo, maggiore legittimità democratica, rappresentanza esterna dell'euro.

Parte 4. Nel lungo termine, debito federale dell'area dell'euro?

Anche nella forma più integrata prevista nella parte 3, le eurobbligazioni si distinguerebbero dalle obbligazioni emesse dagli Stati federali poiché finanzierebbero, in modo aggregato, il debito degli Stati membri e non dell'area dell'euro.

Negli Stati Uniti, le obbligazioni emesse dal Tesoro statunitense coesistono con le obbligazioni emesse dagli Stati federali, che sono di loro unica responsabilità (vi è la possibilità di default e non vi è alcun "salvataggio").

Concettualmente, tale "comitato Delors 2" dovrebbe inoltre studiare la creazione, nel tempo e con tutte le garanzie necessarie, di un debito dell'area dell'euro basato su risorse proprie fiscali, dotato di un bilancio che potrebbe assolvere una funzione anticiclica e finanziare investimenti produttivi, in particolare "beni pubblici" europei (per esempio l'ambiente o la sicurezza).

L'opzione merita di essere analizzata al fine di preservare la stabilità collettiva dell'area dell'euro da una parte e la libertà di bilancio di ciascun Stato membro dall'altra. Durante la fase attuale stiamo soffrendo a causa della prima e abbiamo già ridotto la seconda; la necessaria sorveglianza reciproca si sta infatti rivelando piuttosto invasiva.

Il rifiuto di qualsiasi soluzione federale ha altresì un costo che, anche se viene raramente menzionato, è tuttavia reale.

(1)

Progetto di relazione dell'11.1.2011, PR\853146IT; Relazione del 2.5.2011, A7-0180/2011; Prima lettura del 28.9.2011, T7-0422/2011 – normativa entrata in vigore alla fine del 2011

(2)

Fattibilità dell'introduzione di stability bond, COM(2011) 0818 def., 23.11.2011

(3)

Risoluzione del 15.2.2012 sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond.

(4)

Progetto di regolamento sulle disposizioni comuni per il monitoraggio e la valutazione dei documenti programmatici di bilancio e per la correzione dei disavanzi eccessivi nell'area dell'euro.

(5)

Le eurobbligazioni non devono essere confuse con i "project bond" (obbligazioni emesse per finanziare progetti infrastrutturali e garantite dalla Banca europea per gli investimenti).

(6)

Relazione annuale 2011/12 del Consiglio tedesco degli esperti economici, Capitolo III "Crisi dell'area dell'euro" e Libro verde (riquadro 3).

(7)

§ 191 "Il patto per il rimborso sarebbe sicuramente sottoposto all'esame della Corte suprema tedesca. Ai sensi della sua sentenza del 7.9.2011, il parlamento tedesco non può trasferire la sua responsabilità in materia di bilancio ad altri soggetti tramite indeterminate autorizzazioni di politica di bilancio.

Ciò che conta è in primo luogo la possibilità del potere legislativo tedesco di decidere caso per caso in merito ai pagamenti di sostegno ai suoi partner europei che incidono sulla spesa. In secondo luogo, l'eventuale carico per il bilancio federale tedesco deve essere limitato nel tempo, nella dimensione e nella sostanza".

(8)

Eurobills, not Eurobonds, Ch. Hellwig and T. Philippon, voxeu.org

(9)

La creazione di "basket bond" o "eurogovies" (un paniere di obbligazioni degli Stati membri dell'area dell'euro) è intelligente ma non risponde alla necessità di un patrimonio "europeo".

(10)

The Blue bond proposal, Bruegel Policy Brief, Delpla/von Weizsäcker, maggio 2010.

(11)

An Eurobond without a free rider, Natixis, Cuillière/El Moutawakil, October 2011 or "Gains for All: A Proposal for a Common Euro Bond", De Grauwe/Moesen, Intereconomics, maggio/giugno 2009.


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (16.7.2012)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond

(2012/2028(INI))

Relatore per parere: António Fernando Correia de Campos

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che, quale presupposto per l'emissione comune di obbligazioni, è necessario definire un quadro fiscale sostenibile; ritiene che, se basati su una cultura della stabilità e della crescita e su un accordo credibile, gli stability bond possano favorire la stabilità nella zona euro; reputa che l'introduzione di stability bond potrebbe allegerire la pressione sul debito pubblico, creando spazio per la crescita e l'occupazione, promuovendo lo sviluppo delle piccole e medie imprese e contribuendo al completamento del mercato interno;

2.  osserva che emettere stability bond comuni significa mettere in comune il rischio di tasso di interesse e aggravare i tipici problemi derivanti dal rischio morale del debitore, fattori che gli Stati debitori devono affrontare adottando una rigorosa disciplina in materia di politica di bilancio, allo scopo di conseguire una finanza pubblica solida e di conquistare la fiducia dei mercati; osserva che con la messa in comune del debito gli Stati membri potrebbero essere tentati a non profondere gli sforzi necessari in fatto di disciplina di bilancio, se non saranno introdotti rigorosi meccanismi condizionali e di sorveglianza;

3.  ritiene che il problema del rischio morale possa essere risolto definendo in modo appropriato le garanzie e i meccanismi volti a incentivare la disciplina finanziaria;

4.  ritiene che gli stability bond possano promuovere pratiche di bilancio sostenibili e responsabili se accompagnati da requisiti in materia di disciplina di bilancio e di governance economica rafforzata;

5.  osserva che l'introduzione di stability bond comuni deve assolutamente essere accompagnata da misure che prevedano una costante riduzione del debito pubblico, riforme strutturali negli Stati membri e una politica di bilancio solida;

6.  ritiene che l'emissione di stability bond comuni sia il risultato di un processo di convergenza economica e finanziaria; è del parere, tuttavia, che l'emissione di obbligazioni comuni, una volta pienamente soddisfatti i presupposti e i criteri, possa a lungo termine contribuire a risolvere la crisi del debito e che altri strumenti di politica finanziaria a sostegno delle piccole e medie imprese si prestino meglio ad accrescerne la liquidità;

7.  accoglie con soddisfazione l'analisi dei diversi approcci al sistema di stability bond, ma ritiene necessario procedere a uno studio più approfondito di tutte le proposte esistenti che figurano nell'allegato 2 del Libro verde, oltre che della recente proposta del Consiglio tedesco degli esperti economici; reputa importante sapere in quale misura l'elevato rischio morale attribuito al primo approccio possa essere limitato differenziando i tassi d'interesse imposti ai paesi;

8.  chiede alla Commissione di tenere conto dei diritti degli attuali possessori di titoli di debito, qualora i nuovi stability bond emessi siano privilegiati rispetto a tali titoli obbligazionari;

9.  invita la Commissione a chiarire le situazioni che potrebbero porre gli Stati membri in amministrazione controllata da parte dell'Unione europea nonché i poteri d'intervento eventualmente conferiti a quest'ultima e ad avviare il dibattito politico e la consultazione pubblica necessari per quanto riguarda la fattibilità degli stability bond; ricorda, a tal proposito, che le misure necessarie per evitare il rischio morale possono avere conseguenze sulla sovranità degli Stati membri in materia di politiche finanziarie; invita la Commissione a chiarire quali siano i meccanismi di coordinamento e di sorveglianza necessari per una pronta applicazione delle condizioni economiche e istituzionali richieste per gli stability bond;

10. è del parere che l'introduzione di stability bond richieda la definizione di un quadro normativo coerente a livello di Unione europea;

11. ricorda che l'articolo 125 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) vieta agli Stati membri di farsi carico degli impegni di un altro Stato membro;

12. esorta la Commissione a spiegare in che modo sarebbero introdotti stability bond comuni alla luce dell'esclusione di responsabilità stabilita all'articolo 125 del TFUE e in che misura sarebbe necessario modificare il diritto nazionale degli Stati membri;

13. chiede alla Commissione di precisare quale sarebbe il regime giuridico delle obbligazioni e di stabilire gli organi competenti in caso di controversie, al fine di poter prevedere la definizione dei mezzi di difesa per i cittadini investitori;

14. raccomanda alla Commissione di definire criteri di ingresso e di uscita sulla base di un forte consolidamento fiscale e della disciplina di bilancio, tenendo conto della crisi in corso e degli adeguamenti fiscali perseguiti in diversi paesi dell'area dell'euro.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

10.7.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

7

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Cristian Silviu Buşoi, Sergio Gaetano Cofferati, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, António Fernando Correia de Campos, Cornelis de Jong, Vicente Miguel Garcés Ramón, Evelyne Gebhardt, Louis Grech, Philippe Juvin, Sandra Kalniete, Edvard Kožušník, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Sirpa Pietikäinen, Phil Prendergast, Mitro Repo, Robert Rochefort, Heide Rühle, Andreas Schwab, Catherine Stihler, Emilie Turunen, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Jürgen Creutzmann, María Irigoyen Pérez, Emma McClarkin, Sabine Verheyen, Anja Weisgerber


PARERE della commissione giuridica (4.6.2012)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla fattibilità dell'introduzione di stability bond

(2012/2028(INI))

Relatore per parere: Raffaele Baldassarre

SUGGERIMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie favorevolmente il Libro verde della Commissione, che rappresenta un buon punto di partenza per valutare possibili soluzioni al fine di promuovere la stabilità finanziaria, la disciplina di bilancio e la crescita economica all'interno dell'UE; ricorda che gli stability bond possono rappresentare uno strumento per la stabilità a medio termine e che sono necessarie ulteriori misure per contrastare la crisi del debito sovrano in modo efficace;

2.  sottolinea che, tra le proposte avanzate, la sostituzione totale delle emissioni nazionali con stability bond costituirebbe la risposta più adeguata alla crisi del debito sovrano; ritiene tuttavia che debbano ancora essere soddisfatte le condizioni necessarie in termini di integrazione economica, finanziaria e politica; conclude pertanto che appare opportuno procedere in maniera graduale, specialmente per quanto riguarda l'attuazione degli stability bond sul piano giuridico; invita la Commissione a fare rapidamente chiarezza su tutti i dubbi giuridici rispetto al quadro giuridico per l'applicazione di stability bond e a presentare quindi delle proposte, associando il Parlamento e il Consiglio ove necessario;

3.  è del parere che la coerenza con il diritto dell'UE sia una conditio sine qua non per l'introduzione degli stability bond; sottolinea pertanto la necessità di un quadro giuridico solido per garantire la stabilità dei mercati finanziari secondo modalità compatibili con il trattato, riducendo al contempo i pericoli di rischio morale, rafforzando anche la disciplina di bilancio e creando lo spazio per ulteriori misure che contribuiscano alla stabilità dei mercati e alla sostenibilità del debito sovrano;

4.  è consapevole del fatto che l'introduzione di stability bond può migliorare l'attuazione delle politiche di bilancio a livello di Stato membro; rileva d'altra parte che l'adozione di ulteriori misure in materia di governance economica potrebbe richiedere una modifica del trattato; esorta la Commissione a valutare altre misure nell'ottica di combattere in tempi brevi la crisi del debito sovrano;

5.  condivide le preoccupazioni della Commissione riguardo alle questioni di contabilità inerenti al trattamento degli stability bond nel quadro della legislazione nazionale; esorta la Commissione a procedere a una valutazione esaustiva dell'impatto delle diverse strutture di garanzia degli stability bond sui rapporti tra debito nazionale e PIL;

6.  prende atto del problema del rischio morale menzionato dalla Commissione nel Libro verde, ma giudica comunque necessaria un'analisi approfondita del problema per poter trarre le conclusioni corrette e, se possibile, individuare le soluzioni adeguate;

7.  invita la Commissione a studiare ulteriormente la possibilità di combinare approcci diversi attraverso un'attuazione graduale; ritiene in tale contesto che un'introduzione degli stability bond basata su un approccio parziale potrebbe facilitarne l'accettazione da parte dei mercati e consentire allo stesso tempo di superare le limitazioni giuridiche.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

31.5.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Luigi Berlinguer, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Christian Engström, Marielle Gallo, Giuseppe Gargani, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Klaus-Heiner Lehne, Antonio Masip Hidalgo, Evelyn Regner, Francesco Enrico Speroni, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Cecilia Wikström, Zbigniew Ziobro, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Luis de Grandes Pascual, Eva Lichtenberger, Axel Voss

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Elisabeth Morin-Chartier


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.11.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

12

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean-Paul Besset, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Leonardo Domenici, Diogo Feio, Markus Ferber, Elisa Ferreira, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Liem Hoang Ngoc, Othmar Karas, Jürgen Klute, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Philippe Lamberts, Hans-Peter Martin, Arlene McCarthy, Ivari Padar, Anni Podimata, Antolín Sánchez Presedo, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Sampo Terho, Marianne Thyssen, Corien Wortmann-Kool, Pablo Zalba Bidegain

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Philippe De Backer, Herbert Dorfmann, Ashley Fox, Sophia in ‘t Veld, Marisa Matias, Nils Torvalds

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Evelyne Gebhardt, Monika Hohlmeier, Christa Klaß, Christa Klaß, Jan Kozłowski, Edvard Kožušník, Jo Leinen, Peter Liese

Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2013Avviso legale