Procedura : 2011/2274(INI)
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Ciclo del documento : A7-0425/2012

Testi presentati :

A7-0425/2012

Discussioni :

PV 15/01/2013 - 17
CRE 15/01/2013 - 17

Votazioni :

PV 16/01/2013 - 8.4

Testi approvati :

P7_TA(2013)0011

RELAZIONE     
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20 dicembre 2012
PE 496.375v03-00 A7-0425/2012

sulle finanze pubbliche nell'UEM – 2011 e 2012

(2011/2274(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Alfredo Pallone

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle finanze pubbliche nell'UEM – 2011 e 2012

(2011/2274(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la relazione della Commissione del 2011 sulle finanze pubbliche nell'UEM(1),

–   vista la relazione della Commissione del 2012 sulle finanze pubbliche nell'UEM(2),

–   visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 136, in combinato disposto con l'articolo 121, paragrafo 2,

–   visto il regolamento (UE) n. 1175/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche(3),

–   vista la direttiva 2011/85/UE del Consiglio, dell'8 novembre 2011, relativa ai requisiti per i quadri di bilancio degli Stati membri(4),

–   visto il regolamento (UE) n. 1174/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulle misure esecutive per la correzione degli squilibri macroeconomici eccessivi nella zona euro(5),

–   visto il regolamento (UE) n. 1177/2011 del Consiglio, dell'8 novembre 2011, che modifica il regolamento (CE) n. 1467/97 per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi(6),

–   visto il regolamento (UE) n. 1176/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, sulla prevenzione e la correzione degli squilibri macroeconomici(7),

–   visto il regolamento (UE) n. 1173/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 novembre 2011, relativo all'effettiva esecuzione della sorveglianza di bilancio nella zona euro(8),

–   visto l'allegato I delle conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011 intitolato "Patto per l'Euro: un coordinamento più stretto delle politiche economiche per la competitività e la convergenza"(9),

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012, in particolare l'allegato sul patto per la crescita e l'occupazione,

–   vista la comunicazione della Commissione del 23 novembre 2011 dal titolo "Analisi annuale della crescita per il 2012" (COM(2011)0815),

–   vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2011 sul progetto iniziale relativo al quadro di valutazione per la sorveglianza degli squilibri macroeconomici(10),

–   vista la sua risoluzione del 15 febbraio 2012 sul contributo all'analisi annuale della crescita per il 2012(11),

–   viste le Prospettive economiche mondiali del FMI dell'ottobre 2012,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A7-0425/2012),

A. considerando che la crisi economica, finanziaria e bancaria non si è alleviata e ha dimostrato che le finanze pubbliche influiscono negativamente sullo sviluppo socioeconomico e sulla stabilità politica;

B.  considerando l'incremento del rapporto tra debito pubblico e PIL nella zona euro, che è passato dall'86,2% nel primo trimestre del 2011 all'88,2% nel primo trimestre del 2012;

C. considerando che le recenti riforme nel quadro della governance di bilancio ed economica dell'Unione europea non possono risolvere da sole la crisi; che è necessario un intervento globale per fronteggiare in maniera simmetrica gli eccessivi squilibri macrofinanziari e accrescere il grado di convergenza socioeconomica generale e di solidarietà all'interno dell'Unione economica e monetaria (UEM);

D. considerando che l'assunzione di impegni credibili per l'adozione di misure di risanamento favorevoli alla crescita costituisce un prerequisito per qualunque soluzione sostenibile del problema dell'indebitamento e dei disavanzi eccessivi di gran parte degli Stati membri della zona euro;

E.  considerando che nei paesi dell'UE sono state intraprese importanti iniziative per risanare le finanze pubbliche, sebbene permangano numerosi problemi quanto al miglioramento della situazione; che la grave recessione economica in atto desta preoccupazione in quanto mette a repentaglio gli ingenti sforzi compiuti dagli Stati membri in materia di risanamento di bilancio;

F.  considerando che gli Stati membri non si trovano tutti nella stessa situazione e occorre quindi attuare strategie sostenibili propizie alla crescita differenziate in linea con le raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio, che riflettano i rischi di bilancio e macrofinanziari propri di ciascun paese nonché le condizioni economiche e sociali;

G. considerando che le ultime raccomandazioni specifiche per paese insistono in maniera sproporzionata sulla necessità di ridurre i salari e la spesa per la previdenza sociale, come pure sulla riforma dei regimi pensionistici pubblici; che le raccomandazioni specifiche relative ad altri settori, tra cui le imposte sulle rendite da capitale, sui consumi, sui beni immobiliari e sulle attività inquinanti sono invece per lo più trascurate;

H. considerando che in particolare gli Stati membri beneficiari dei programmi di assistenza finanziaria e quelli sottoposti a uno stretto controllo del mercato dovrebbero attuare strategie a lungo termine credibili di risanamento del bilancio; che è urgentemente necessario fronteggiare le ricadute negative sull'UEM al fine di riequilibrare e calibrare gli sforzi richiesti agli Stati membri nel loro insieme per superare la crisi;

I.   considerando che le democrazie richiedono un forte controllo pubblico a tutti i livelli degli organi decisionali responsabili dell'economia e delle relative politiche, nonché meccanismi di rendicontabilità e legittimità;

1.  accoglie con favore l'atteso miglioramento delle posizioni di bilancio degli Stati membri dell'UE e gli sforzi profusi per il conseguimento dei loro obiettivi di bilancio; si rammarica del previsto protrarsi del rallentamento congiunturale in corso; rileva che la grave recessione economica in atto desta preoccupazione in quanto mette a repentaglio gli ingenti sforzi compiuti dagli Stati membri ai fini del risanamento del bilancio;

2.  ritiene che siano a tutt'oggi necessarie strategie credibili e a lungo termine di risanamento del bilancio, dati l'elevato livello del debito pubblico e privato e il disavanzo in taluni Stati membri, nonché la difficoltà di riportare le finanze pubbliche a un livello sostenibile, con una conseguente forte pressione esercitata dai mercati finanziari; rammenta che la riduzione dei disavanzi pubblici globali è stata finora ottenuta grazie a un incisivo impegno di risanamento; osserva che la Commissione prevede attualmente una crescita negativa del PIL per l'UEM in generale nel 2013 e il deterioramento degli equilibri fiscali di sette Stati membri dell'UEM nel 2013 o nel 2014; è pertanto del parere che, data la continua necessità di ingenti adeguamenti di bilancio, occorra trovare un equilibrio tra il rafforzamento della crescita sostenibile, lo sviluppo economico e la protezione sociale;

3.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che, nonostante gli sforzi di riforma e di risanamento intrapresi dagli Stati membri, i mercati delle obbligazioni sovrane della zona euro siano a tutt'oggi in difficoltà, il che si riflette negli elevati differenziali di rendimento (spread) e nella forte volatilità dei tassi di interesse; rileva che il catalizzatore immediato e la causa profonda di una tale situazione risiedano nelle preoccupazioni dei mercati finanziari circa la solidità delle finanze pubbliche e private in alcuni paesi della zona euro;

4.  è del parere che gli sforzi intrapresi verso un maggiore coordinamento e risanamento di bilancio non sortiranno i risultati attesi se non si affronteranno gli squilibri macroeconomici tra gli Stati membri, nonché la loro incidenza sulla ripresa;

5.  sottolinea che la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche e private è una condizione essenziale per la crescita e per il mantenimento di livelli adeguati della spesa pubblica, compresi gli investimenti; evidenzia che un elevato livello di debito ha ripercussioni negative su sanità, pensioni, occupazione ed equità tra le generazioni e indebolisce la crescita;

6.  sottolinea che l'elevato tasso di disoccupazione giovanile pregiudicherà la crescita economica anche in futuro, ragion per cui gli Stati membri dovrebbero adottare fin d'ora misure concrete per ridurlo;

7.  incoraggia gli Stati membri a seguire le raccomandazioni adottate dal Consiglio, sulla base di una raccomandazione della Commissione, in linea con le norme stabilite nel patto di stabilità e crescita, modificato dal "six-pack" sulla governance economica al fine di attuare un risanamento del bilancio in modo più incisivo, credibile, tempestivo e differenziato, tenendo conto delle circostanze specifiche nei singoli paesi; incoraggia il Consiglio a riesaminare tali raccomandazioni qualora necessario onde tenere debitamente conto del contesto macroeconomico;

8.  invita gli Stati membri ad agevolare un accordo con il Parlamento ai fini dell'adozione del cosiddetto "two-pack" nel più breve tempo possibile e comunque non oltre la fine dell'anno;

9.  invita la Commissione a fornire agli Stati membri feedback sia positivi che negativi mediante esplicite e dettagliate raccomandazioni specifiche per paese e a riconoscere gli sforzi degni di nota e le migliori pratiche;

10. esorta la Commissione a continuare nei suoi sforzi volti a integrare la sua tradizionale analisi della sostenibilità con metodologie alternative; invita la Commissione a pubblicare regolarmente indicatori che riflettano tale analisi della sostenibilità nelle future relazioni sulle finanze pubbliche nell'UEM e a comunicare i presupposti su cui si basano i suoi modelli in sede di valutazione dell'effetto di stimolo dei livelli della spesa pubblica sulla crescita del PIL;

11. sottolinea il ruolo importante che è chiamato a svolgere il bilancio dell'Unione ai fini della riduzione degli squilibri macroeconomici e sociali nell'intera Unione, in modo da ricreare le condizioni per un'Unione monetaria sostenibile;

12. si compiace della nuova enfasi posta sul decentramento di bilancio nella relazione Commissione del 2012 sulle finanze pubbliche nell'UEM e propone che le future edizioni includano sistematicamente un capitolo sulle finanze pubbliche locali e regionali;

13. ritiene che il risanamento del bilancio possa essere attuato efficacemente e possa avere effetti positivi duraturi a condizione che le misure di sostegno siano sufficientemente propizie alla crescita, al fine di promuovere la crescita e le prospettive occupazionali, e rispettino l'equità dei cittadini;

14. invita gli Stati membri ad attuare politiche e riforme orientate alla crescita in linea con la strategia Europa 2020, tenendo conto della protezione sociale, dell'inclusione sociale e degli investimenti pubblici; ricorda le proprie richieste in merito alla necessità di rendere più flessibile il mercato del lavoro, in particolare: riducendo la tassazione del lavoro, ottimizzando i programmi di formazione per incentivare i lavoratori anziani a restare più a lungo sul mercato del lavoro, riducendo la disoccupazione giovanile favorendo meglio l'incontro tra le qualifiche dei giovani e le esigenze del mercato del lavoro, garantendo che le retribuzioni restino in linea con la produttività e trasferendo l'imposizione fiscale dal lavoro, soprattutto delle fasce a basso reddito, alle attività nocive per l'ambiente; chiede agli Stati membri di porre in essere politiche innovative mediante investimenti intesi a incrementare la produttività e ad adeguarla all'andamento delle retribuzioni, e di creare un contesto imprenditoriale più competitivo liberalizzando taluni settori, eliminando restrizioni ingiustificate a mestieri e professioni regolamentate, agevolando l'accesso al credito e la creazione di nuove imprese, incoraggiando infine una riforma del settore della pubblica amministrazione, tagliando la burocrazia e i costi ed eliminando inutili livelli di governo;

15. ricorda che l'elemento chiave nella relazione tra crescita e risanamento è la composizione del risanamento; sottolinea che la giusta combinazione di interventi sul lato delle spese e delle entrate dipende dal contesto e dovrebbe essere attentamente valutata; sottolinea tuttavia, a tale riguardo, che il risanamento basato sulla riduzione della spesa improduttiva invece che sull'aumento delle entrate tende ad essere più duraturo, e a sostenere maggiormente la crescita nel medio termine, ma più recessivo nel breve termine; è del parere che le strategie di risanamento del bilancio debbano mitigare l'impatto recessivo a breve termine sostenendo la crescita nel medio termine; ritiene che le possibili ripercussioni negative del risanamento nel breve termine possano essere mitigate, in particolare a condizione che le misure adottate siano credibili, durature ed evitino la riduzione dell'investimento pubblico nei settori produttivi dell'economia;

16. incoraggia gli Stati membri a concentrare gli sforzi di risanamento sulla giusta combinazione di interventi in materia di spese ed entrate, a seconda del contesto, salvaguardando nel contempo i fattori di crescita sostenibili e legati alla strategia Europa 2020, quali gli investimenti in ricerca e sviluppo, istruzione, salute ed efficienza energetica; ritiene che vada rivolta particolare attenzione anche al mantenimento o al rafforzamento della copertura e dell'efficacia dei servizi per l'occupazione e delle politiche attive del mercato del lavoro quali i programmi di formazione e aggiornamento per le persone in cerca di lavoro, tra cui una garanzia europea per l'occupazione giovanile per i disoccupati e nuovi imprenditori;

17. incoraggia la Commissione a valutare la politica di bilancio consolidata della zona euro nel suo insieme, combinando le misure di bilancio decise a livello nazionale e il loro impatto previsto tramite gli effetti di ricaduta in ciascuno Stato membro della zona euro;

18. invita la Commissione a pubblicare la metodologia a supporto della valutazione dei saldi strutturali degli Stati membri, nonché le modifiche apportate a tale metodologia dal 2008, come pure l'incidenza delle modifiche in questione sulla valutazione dei saldi strutturali degli Stati membri;

19. sottolinea che la strategia di risanamento dovrebbe riguardare anche le entrate dei bilanci degli Stati membri; evidenzia, in particolare, che le misure di risanamento inerenti alle entrate incentrate sulla riduzione delle spese fiscali che creano nicchie improduttive o incoraggiano la ricerca inefficiente di rendite, sulla diminuzione delle sovvenzioni nocive per l'ambiente, nonché sull'introduzione di tasse ecologiche mirate alla fonte delle esternalità negative, possono comportare il duplice vantaggio di migliorare la situazione di bilancio e contribuire al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020;

20. sostiene il proseguimento della riforma e della modernizzazione dei sistemi pensionistici, nel pieno rispetto dell'autonomia e del ruolo delle parti sociali e delle specificità dei contesti nazionali, garantendo nel contempo la sostenibilità finanziaria a lungo termine e l'adeguatezza delle pensioni; rileva che tali riforme servono altresì a preservare il contributo di tali sistemi in quanto stabilizzatori automatici e strumenti di coesione sociale e solidarietà; incoraggia, in particolare, l'adozione di misure per l'innalzamento dell'età effettiva di pensionamento; è favorevole alle politiche intese a incrementare il numero di persone che decidono di restare sul mercato del lavoro durante i primi anni successivi all'età pensionabile;

21. incoraggia gli Stati membri ad attuare procedure di risanamento sul fronte delle entrate incentrate sul miglioramento della riscossione fiscale e sull'equità tra i cittadini, in particolare per quanto riguarda la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale; ritiene che, qualora ciò non sia sufficiente, sia necessario prendere in considerazione un ampliamento della base imponibile, anche nell'ottica di una riduzione delle distorsioni economiche e sociali; ritiene necessario compiere maggiori sforzi per contrastare l'evasione fiscale e la frode fiscale;

22. ritiene che, ai fini dell'equilibrio delle finanze pubbliche nel medio e lungo termine, sia importante svolgere un'analisi costi-benefici di tutti progetti infrastrutturali con incidenze significative sul bilancio;

23. ricorda che gli Stati membri si sono impegnati a intraprendere la riforma della politica fiscale nell'ambito del patto Euro Plus e ad avviare discussioni periodiche sull'adozione delle migliori pratiche;

24. sottolinea il ruolo svolto dalle autorità pubbliche a livello locale e regionale a sostegno degli investimenti pubblici e privati; rileva l'importanza degli investimenti propizi alla crescita ai fini di una rapida ripresa economica;

25. invita gli Stati membri a chiarire la responsabilità, il ruolo, i trasferimenti di bilancio e le fonti delle entrate dei diversi livelli di amministrazione (nazionale, regionale e locale) nel garantire un quadro delle finanze pubbliche solido e sostenibile, tenendo conto in particolare dell'impatto sull'autonomia di bilancio a livello locale e regionale del trattato sulla stabilità, il coordinamento e la governance nell'Unione economica monetaria;

26. esprime preoccupazione per il rischio che l'impostazione dei rapporti tra i governi centrali e subnazionali possa nuocere all'attuazione del risanamento di bilancio, soprattutto nei casi in cui il decentramento è finanziato principalmente mediante trasferimenti da parte del governo centrale, senza una corrispondente competenza a livello subnazionale in materia di entrate;

27. esprime preoccupazione per il fatto che in taluni Stati membri possano esistere livelli amministrativi e ministeriali privi di competenze e compiti effettivi; rileva che tali livelli governativi accrescono l'inefficienza e la dissipatezza dell'amministrazione generale, ragion per cui andrebbero soppressi nell'ambito degli sforzi di risanamento di bilancio;

28. rileva che gli sforzi di risanamento di bilancio dovrebbero essere equamente ripartiti tra le diverse amministrazioni, tenendo conto dei servizi che prestano;

29. riconosce che alcuni Stati membri altamente indebitati stanno a tutt'oggi incrementando il numero netto di lavoratori pubblici, pur essendosi pubblicamente impegnati a congelarne o ridurne la quota sul mercato del lavoro;

30. invita gli Stati membri con problemi di finanza pubblica a dare priorità agli interventi di risanamento di bilancio mirati alla riduzione delle spese superflue in materia di difesa quali l'acquisto di materiale militare nuovo e costoso;

31. accoglie favorevolmente i diversi sforzi profusi al fine di risolvere la crisi, tra cui riforme strutturali orientate alla crescita e sostenibili; sottolinea il nuovo quadro rafforzato della governance dell'Unione europea di recente adozione; è del parere che tali riforme, pur non potendo risolvere la crisi immediatamente, debbano mirare a promuovere la credibilità dell'adeguamento fiscale, riducendo il suo impatto negativo a breve termine sulla crescita e definendo il quadro di una migliore azione politica per gli anni in cui si tornerà a crescere;

32. incoraggia il dialogo e la cooperazione a livello economico tra le assemblee regionali dotate di poteri legislativi, i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo, in particolare nel contesto del semestre europeo, al fine di discutere gli orientamenti economici presentati nell'analisi annuale della crescita e nelle raccomandazioni specifiche per paese;

33. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Banca centrale europea e ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/2011/pdf/ee-2011-3_en.pdf.

(2)

http://ec.europa.eu/economy_finance/publications/european_economy/2012/pdf/ee-2012-4.pdf.

(3)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 12.

(4)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 41.

(5)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 8.

(6)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 33.

(7)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 25.

(8)

GU L 306 del 23.11.2011, pag. 1.

(9)

http://www.consilium.europa.eu/uedocs/cms_data/docs/pressdata/en/ec/120296.pdf.

(10)

Testi approvati, P7_TA(2011)0583.

(11)

Testi approvati, P7_TA(2012)0048.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

6.12.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Burkhard Balz, Elena Băsescu, Sharon Bowles, Leonardo Domenici, Derk Jan Eppink, Ismail Ertug, Diogo Feio, Markus Ferber, Elisa Ferreira, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Liem Hoang Ngoc, Gunnar Hökmark, Syed Kamall, Philippe Lamberts, Werner Langen, Astrid Lulling, Hans-Peter Martin, Sławomir Nitras, Ivari Padar, Alfredo Pallone, Anni Podimata, Antolín Sánchez Presedo, Olle Schmidt, Edward Scicluna, Peter Simon, Ivo Strejček, Kay Swinburne, Marianne Thyssen, Ramon Tremosa i Balcells, Corien Wortmann-Kool

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Herbert Dorfmann, Robert Goebbels, Sophia in ‘t Veld, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Claudio Morganti, Nils Torvalds

Ultimo aggiornamento: 4 gennaio 2013Avviso legale