Procedura : 2011/0901B(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0252/2013

Testi presentati :

A7-0252/2013

Discussioni :

Votazioni :

PV 12/12/2013 - 12.1
CRE 12/12/2013 - 12.1
PV 15/04/2014 - 8.18

Testi approvati :

P7_TA(2013)0581
P7_TA(2014)0358

RELAZIONE     ***I
PDF 195kWORD 192k
10 luglio 2013
PE 504.284v02-00 A7-0252/2013

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea aumentando il numero dei giudici del Tribunale

(02074/2011 – C7-0126/2012 – 2011/0901B(COD))

Commissione giuridica

Relatore: Alexandra Thein

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea aumentando il numero dei giudici del Tribunale

(02074/2011 – C7-0126/2012 – 2011/0901(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la richiesta della Corte di giustizia sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio (02074/2011),

–   visti l'articolo 254, paragrafo 1, e l'articolo 281, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali il progetto di atto gli è stato sottoposto (C7-0126/2012),

–   visto l'articolo 294, paragrafi 3 e 15, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto il parere della Commissione (COM(2011)0596),

–   vista la lettera della Corte di giustizia dell'8 maggio 2012,

–   vista la lettera della Commissione del 30 maggio 2012,

–   visti i paragrafi 2 e 3 della sua risoluzione legislativa del 5 luglio 2013 sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea(1) e l'allegato I al medesimo,

–   visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione giuridica (A7-0252/2013),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Corte di giustizia e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

EMENDAMENTI DEL PARLAMENTO EUROPEO(2)*

al progetto della Corte di giustizia

---------------------------------------------------------

Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il Protocollo dello statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea

aumentando il numero di giudici presso il Tribunale

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea e, in particolare, l’articolo 19, paragrafo 2, secondo comma, di quest’ultimo,

visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 254, primo paragrafo e l'articolo 281, secondo paragrafo,

Visto il Trattato che istituisce la Comunità europea dell’energia atomica e, segnatamente, l’articolo 106 bis, paragrafo 1, del medesimo

vista la richiesta della Corte di giustizia,

visto il parere della Commissione,

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, visto il progetto comune approvato il ... dal comitato di conciliazione,

considerando quanto segue:

(5)          In seguito al progressivo ampliamento delle sue competenze sin dalla sua istituzione, il Tribunale è investito, al giorno d’oggi, di un numero di cause in costante aumento.

(6)          Il numero di cause proposte dinanzi a quest'organo giurisdizionale continua ad aumentare col passare degli anni, il che a lungo termine comporta un aumento del numero di cause pendenti dinanzi ad esso e un allungamento della durata dei procedimenti.

(7)          Questo allungamento appare difficilmente accettabile da parte dei cittadini, in particolare alla luce dei principi enunciati sia dall’articolo 47 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, sia dall’articolo 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

(8)          La situazione in cui si trova il Tribunale dipende da cause strutturali, che traggono origine tanto dall’intensificazione e diversificazione dell’attività legislativa e regolamentare delle istituzioni, organi e organismi dell’Unione, quanto dal volume e dalla complessità dei fascicoli di cui il Tribunale è investito, particolarmente in materia di concorrenza e di aiuti di Stato.

(9)          Di conseguenza, occorre adottare le misure necessarie per far fronte a questa situazione e la facoltà, prevista dai trattati, di aumentare il numero di giudici del Tribunale è tale da consentire di ridurre, in breve tempo, sia il volume di cause pendenti, sia l’eccessiva durata dei procedimenti dinanzi a quest’organo giurisdizionale.

(9 bis)    Tali misure dovrebbero includere altresì una normativa che preveda una soluzione duratura del problema della provenienza dei giudici, dal momento che l'attuale ripartizione dei posti di giudice tra gli Stati membri non è applicabile a una situazione in cui il numero dei giudici è superiore a quello degli Stati membri.

(9 ter)    Ai sensi dell'articolo 19, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, il Tribunale è composto da almeno un giudice per Stato membro. Poiché questo già garantisce un adeguato equilibrio geografico ed una rappresentanza dei sistemi giuridici nazionali, giudici supplementari dovrebbero essere nominati esclusivamente sulla base della loro idoneità professionale e personale, tenendo conto della loro conoscenza dei sistemi giuridici dell'Unione europea e degli Stati membri. Tuttavia, non vi dovrebbero essere più di due giudici per ogni Stato membro.

HANNO ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Al protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea sono apportate le seguenti modifiche:

6a.        All'articolo 47, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

“Gli articoli 9 bis, 14 e 15, l’articolo 17, primo, secondo, quarto e quinto comma, e l’articolo 18 si applicano al Tribunale e ai suoi membri.”

7.          L'articolo 48 ▌ è sostituito dal seguente:

"In Tribunale, vi sarà un giudice per Stato membro e 12 giudici supplementari. Non vi saranno più di due giudici per ogni Stato membro.

Tutti i giudici hanno la stessa posizione e gli stessi diritti e doveri.

Il rinnovo parziale dei giudici, che ha luogo ogni tre anni, riguarda alternatamente una metà di essi, se vi è un numero pari di giudici; alternativamente, se vi è un numero dispari di giudici, sono sostituiti un numero pari di giudici e un numero dispari di giudici, cioè quel numero meno uno."

7a.        è inserito l'articolo seguente:

Articolo 48 bis

Per quanto riguarda i giudici da nominare per ogni Stato membro, il diritto di nomina spetta al governo dello Stato membro in questione."

7b.        è inserito l'articolo seguente:

Articolo 48 ter

1.      I giudici supplementari sono nominati a prescindere dallo Stato membro di origine del candidato.

2.      Nell'ambito di una procedura di nomina di uno o più dei 12 giudici supplementari, tutti i governi degli Stati membri possono presentare candidature. Inoltre, gli stessi giudici uscenti del Tribunale possono comunicare per iscritto la propria candidatura al presidente del comitato di cui all'articolo 255 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.

3.      Nell'ambito di una procedura di nomina di uno o più dei 12 giudici supplementari, il comitato di cui all'articolo 255 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea fornisce un parere sull'idoneità dei candidati all'esercizio delle funzioni di giudice del Tribunale. Il comitato integra il parere con un elenco di candidati che possiedono un'esperienza di alto livello adeguata alla funzione in ordine di merito. In tale elenco figurano i nomi di almeno il doppio dei candidati rispetto al numero di giudici che dovranno essere nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri, a condizione che vi sia un numero sufficiente di candidati idonei."

Articolo 3

1.        Il presente regolamento entra in vigore il primo giorno del mese successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

2.        I giudici supplementari nominati in virtù e in seguito all'entrata in vigore del presente regolamento entrano in funzione immediatamente dopo la prestazione del giuramento.

Il mandato di sei di loro, scelti per sorteggio, termina sei anni dopo il primo rinnovo parziale del Tribunale successivo all'entrata in vigore del presente regolamento. Il mandato degli altri sei giudici termina sei anni dopo il secondo rinnovo parziale del Tribunale successivo all'entrata in vigore del presente regolamento.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a ..., il …

Per il Parlamento europeo                                     Per il Consiglio

Il presidente                                                          Il presidente                                    

(1)

Testi approvati, P7_TA(2012)0294.

(2)

* Emendamenti: il testo nuovo o modificato è evidenziato in grassetto corsivo e le soppressioni sono segnalate con il simbolo ▌.


MOTIVAZIONE

1. Scissione della procedura legislativa in due parti

La presente relazione costituisce la seconda parte della procedura legislativa inerente alla modifica dello statuto della Corte di giustizia. Per quanto riguarda una parte delle modifiche proposte – l'aumento del numero dei giudici – nella primavera del 2012 è apparso chiaramente che non sarebbe emerso alcun accordo in seno al Consiglio. Vi è senz'altro un consenso sulla necessità di aumentare il numero dei giudici ma poiché il numero dei giudici supplementari sarà comunque inferiore a 27, non tutti gli Stati membri potranno designare un ulteriore giudice. È pertanto inevitabile che, dati i criteri di selezione, soltanto alcuni Stati membri saranno in grado di designare due giudici, ragion per cui i criteri di selezione risultano controversi.

È per questa ragione che la commissione giuridica ha deciso di scindere la proposta di direttiva in due parti: la parte non controversa riguardante le modifiche allo statuto è stata votata prima dell'estate 2012 ed ormai testo di legge; per quanto riguarda la seconda parte in esame, si tratta ora di trovare una soluzione sul numero dei giudici supplementari del Tribunale (di primo grado) e sui criteri per la loro selezione.

2. Aumento costante della mole di lavoro del Tribunale dell'Unione europea (Tribunale di primo grado)

Nel corso degli ultimi anni il numero di cause decise dal Tribunale è stato regolarmente inferiore a quello delle cause introdotte, ragion per cui il numero di cause pendenti è cresciuto costantemente. Soltanto nel 2012 si è avuta una prima inversione di tendenza, con un totale di 617 cause pendenti e 668 cause decise. Complessivamente, al 31 dicembre 2012 risultavano pendenti 1237 cause. A titolo di confronto, nel 2007 le cause pendenti erano 522 a fronte di 397 cause decise. Al 31 dicembre 2007 erano pendenti 1154 cause. Tali dati dimostrano, in primo luogo, che il numero delle cause tende ad aumentare e, in secondo luogo, che la produttività della Corte è cresciuta sostanzialmente grazie alle riforme organizzative interne.

Nonostante gli ingenti sforzi intrapresi, il Tribunale non riesce più a gestire il crescente carico di lavoro. I dati forniti non tengono conto del numero di richieste di procedure accelerate, né di quello delle richieste di tutela giuridica provvisoria, procedure che richiedono entrambe ingenti risorse.

L'aumento attuale del carico di lavoro è dovuto a) all'aumento di tipi di ricorsi ammissibili; (b) all'aumento del contenzioso in seguito all'allargamento del 2004 e del 2007; (c) all'aumento del contenzioso che deriva dall'approfondimento dell'integrazione europea, con conseguente incremento e diversificazione dell'attività legislativa e regolamentare delle istituzioni, organi, organismi e agenzie dell'Unione; nonché d) all'aumento del contenzioso relativo alle domande di registrazione di marchi comunitari. Va rilevato che molte delle motivazioni succitate non erano state previste.

3. Reazione del Tribunale

Il Tribunale non è rimasto inattivo di fronte all'accresciuta mole di lavoro. In primo luogo, ha proceduto a modificare il proprio regolamento di procedura per essere in grado di decidere senza procedura orale in merito alle cause di proprietà intellettuale, le quali possono ormai essere evase più rapidamente.

In secondo luogo, nel 2007 il Tribunale ha deciso di organizzarsi in otto collegi giudicanti diversi, affiancati da una sezione delle impugnazioni, ponendo in essere nel contempo un sistema dinamico di gestione delle cause. In terzo luogo, è stata decisa la produzione in forma sintetica della relazione d'udienza per tutte le cause. In quarto luogo, il presidente può ora attribuire nuove cause alle sezioni che già trattano altri casi con aspetti giuridici simili. In quinto luogo, sono stati introdotti nuovi metodi per redigere sentenze e ordinanze e, in sesto luogo, sono state messe a punto nuove applicazioni informatiche a elevate prestazioni per rendere immediatamente disponibile la documentazione e consentire rapidi scambi sia tra un gabinetto e l'altro sia tra i gabinetti, la Cancelleria e i vari servizi della Corte.

4. Soluzioni possibili

Nonostante le suddette migliorie apportate allo svolgimento delle procedure, il Tribunale considera urgente una soluzione strutturale. I trattati prevedono due possibilità di riforma:

(a) creazione di organi giurisdizionali specializzati;

(b) aumento del numero dei giudici del Tribunale, modificando l'articolo 48 dello statuto.

Nell'ambito della prima parte della procedura legislativa, la Corte di giustizia ha respinto la creazione di organi giurisdizionali specializzati presso il Tribunale, ragion per cui l'aumento del numero dei giudici costituisce l'unica soluzione che consente di far fronte al carico di lavoro del Tribunale.

In tale contesto, il 17 gennaio 2013 il relatore si è recato a Lussemburgo per discutere di tali questioni con il presidente, il cancelliere e i giudici del Tribunale, nonché con il Presidente della Corte di giustizia. Si è inoltre tenuta un'audizione in materia in data 24 aprile 2013.

5. Numero di giudici supplementari

La Corte di giustizia ha proposto di aumentare di 12 unità il numero dei giudici del Tribunale, portandolo a 39. Il relatore considera comprovato il fatto che il Tribunale necessiti di ulteriori giudici sebbene sia difficile determinarne e sostanziarne il numero preciso. Dall'analisi effettuata dalla commissione per i bilanci(1) si evince che ogni giudice supplementare, inclusi i posti da creare per i loro collaboratori, ecc., comporterebbe un costo di circa 1 milione di EUR l'anno. Anche tenendo conto della più che difficile situazione di bilancio dell'Unione europea e dei suoi Stati membri, il relatore considerata adeguato il numero di 12 nuovi posti di giudice. Il potere giudiziario deve poter svolgere la propria funzione di controllo entro tempi ragionevoli. È ciò che si attendono i cittadini per garantire il principio dello Stato di diritto.

6. Il problema della scelta dei giudici

Nella sua proposta, la Corte di giustizia non si pronuncia sulle modalità di designazione dei giudici supplementari. La questione è di norma di competenza degli Stati membri, dal momento che il trattato si limita a disporre, all'articolo 19, paragrafo 2, del TUE, che vi sia almeno un giudice per Stato membro. I negoziati finora condotti hanno dimostrato chiaramente che si tratta di una questione estremamente delicata per gli Stati membri.

In linea di principio, vi sono due soluzioni. In primo luogo, è possibile, come avviene oggi, designare i giudici in base allo Stato membro di origine. Poiché, come indicato in precedenza, non tutti gli Stati membri potranno designare un giudice supplementare, è opportuno stabilire un sistema di rotazione.

In secondo luogo, è possibile proporre i giudici supplementari in base alla loro idoneità professionale, che è poi anche l'approccio preferito dalla Commissione.

7. Possibile sistema di rotazione

Il relatore è convinto dell'urgenza di trovare una soluzione. La necessità di mettere celermente a disposizione del Tribunale ulteriori giudici è più importante della questione relativa al sistema di selezione. Il relatore è aperto a qualsiasi proposta di compromesso, in particolare da parte della Corte di giustizia o del Tribunale. Intende comunque svolgere le seguenti osservazioni sulle due possibili soluzioni.

Nell'ambito delle discussioni svolte con le istituzioni e con gli Stati membri, sono stati proposti numerosi sistemi di rotazione diversi:

(a) un sistema di rotazione interamente paritaria, in virtù del quale tutti gli Stati membri hanno il medesimo diritto di designare un secondo giudice;

(b) un sistema di rotazione che tenga conto della dimensione degli Stati membri, in base al quale i grandi Stati membri designerebbero un secondo giudice più frequentemente dei piccoli Stati membri;

(c) un sistema di rotazione cui parteciperebbero tutti gli Stati membri, sebbene i giudici provenienti dagli Stati membri più grandi verrebbero nominati per due mandati;

(d) un sistema di rotazione misto, in virtù del quale gli Stati membri più grandi designano sempre un secondo giudice, mentre quelli più piccoli soltanto in determinati periodi;

(e) un sistema di rotazione "aleatorio", in base al quale per ciascun posto di giudice da coprire, si tirerebbe a sorte per stabilire quale Stato membro ha il diritto di nominare un giudice;

(f) uno dei sistemi appena elencati, in virtù del quale i posti supplementari di giudice verrebbero creati in un primo momento soltanto per un periodo di tempo determinato, ad esempio sei anni.

8. Il criterio dimenticato dell'idoneità professionale

In generale, va rilevato che nessuno dei suddetti sistemi di rotazione risulta convincente. La regola attualmente applicata in base alla quale ogni Stato membro designa un giudice, è intesa a garantire un determinato equilibrio tra gli Stati membri e tra le diverse culture giuridiche. Si tratta di un approccio che, in determinata misura, trova una sua giustificazione.

In ultima analisi, è comunque fondamentale proporre, per la copertura di un posto di giudice, non soltanto giuristi qualificati di un determinato Stato membro, bensì quelli che risultano più idonei a livello di Unione. In particolare, i cittadini devono poter fare affidamento sul fatto che i loro interessi sono trattati dai giudici più qualificati (e non soltanto da giudici qualificati).

Ciò avviene già per quanto riguarda la nomina dei giudici del Tribunale della funzione pubblica. Ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 4, dell'allegato allo Statuto della Corte di giustizia, il relativo comitato di selezione non esprime soltanto un parere sull'idoneità dei candidati bensì integra il parere con un elenco di candidati che possiedono un'esperienza di alto livello adeguata alla funzione.

La compilazione di un tale elenco per il Tribunale potrebbe in futuro essere affidata al comitato di cui all'articolo 255 del TFUE. Allo stato attuale, l'unico compito di tale comitato consiste nell'esaminare l'idoneità dei candidati proposti dagli Stati membri. In alcuni casi, è già successo che determinati candidati fossero giudicati non idonei. Sebbene i governi degli Stati membri non siano vincolati dalle raccomandazioni del comitato, finora le hanno sempre seguite. In effetti, sarebbe difficile designare un giudice considerato non idoneo.

Né ci si può aspettare che uno stesso Stato membro designi complessivamente più di due giudici. Ciò si evince dall'esperienza acquisita con l'elenco dei candidati per il Tribunale della funzione pubblica. Poiché ai sensi dell'articolo 253 del TFUE deve esserci un comune accordo tra i governi degli Stati membri, se figurassero nell'elenco più candidati di uno stesso Stato membro ritenuti in possesso dell'esperienza adeguata alla funzione, soltanto uno sarebbe nominato mentre gli altri sull'elenco verrebbero semplicemente saltati. Ecco perché è indispensabile che nell'elenco figurino più nominativi dei necessari candidati.

9. Proposta del relatore

Il relatore è del parere che il sistema debba funzionare nel modo seguente: un giudice per Stato membro verrebbe nominato in base al sistema attualmente in vigore, rispettando in tal modo il principio dell'equilibrio geografico e tenendo sufficientemente conto dei diversi sistemi giuridici nazionali; I giudici "supplementari" sarebbero nominati in funzione della loro idoneità, a prescindere dalla loro nazionalità. I governi di tutti gli Stati membri potrebbero proporre candidature. Si tratta di un sistema oggettivamente giustificato, che corrisponde alla volontà dei cittadini.

Per evitare di disperdere l'esperienza acquisita dai giudici uscenti, ad esempio perché gli Stati membri che li hanno designati li considerano troppo indipendenti per il loro governo, il relatore propone inoltre che gli stessi giudici uscenti possano presentare direttamente la propria candidatura al comitato.

Il possibile ruolo futuro del comitato di cui all'articolo 255 in merito a queste proposte è stato discusso con l'attuale presidente del comitato, Jean-Marc Sauvé, in un'audizione del 30 maggio 2013. Il presidente si è dimostrato generalmente favorevole all'idea, pur avanzando alcune proposte di miglioramento che sono state ampiamente affrontate nella relazione finale.

10. Osservazioni conclusive del relatore

Il relatore reputa convincenti le argomentazioni addotte dal Tribunale e giudica comprovata la necessità di designare ulteriori giudici. È importante che il Tribunale sia in grado di decidere entro tempi ragionevoli.

Il problema principale riguarda tuttavia la nomina dei giudici, una questione questa che ha già provocato ritardi. Nella presente relazione il relatore formula una proposta concreta che non tiene conto della nazionalità dei giudici supplementari. Un approccio "nazionalistico" alla copertura dei posti non deve compromettere lo Stato di diritto nell'Unione europea.

Ai fini di un rapido accordo, il relatore propone tuttavia che il Parlamento si mostri aperto alle proposte di compromesso formulate dal Consiglio o dalla Corte di giustizia, nella consapevolezza dell'urgenza di incrementare il numero dei giudici. Qualsiasi accordo è preferibile a ulteriori rinvii. Si rischia di violare ulteriormente la Convenzione europea dei diritti dell'uomo a causa dell'attuale protrarsi delle procedure giurisdizionali.

La commissione invita pertanto il Consiglio a reagire quanto prima alle proposte contenute nel presente progetto di relazione e a non compromettere l'efficacia del sistema giudiziario dell'Unione con ulteriori ritardi.

(1)

Parere del 27 gennaio 2012 (relatore: Angelika Werthmann).


PROCEDURA

Titolo

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica lo statuto della Corte di giustizia dell’Unione europea aumentando il numero dei giudici presso il Tribunale

Riferimenti

02074/2011 – C7-0126/2012 – 2011/0901B(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

JURI

12.6.2012

 

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

       Annuncio in Aula

AFCO

12.6.2012

 

 

 

Pareri non espressi

       Decisione

AFCO

17.9.2012

 

 

 

Relatore(i)

       Nomina

Alexandra Thein

8.6.2012

 

 

 

Esame in commissione

18.9.2012

26.11.2012

19.3.2013

30.5.2013

Approvazione

20.6.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Luigi Berlinguer, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Christian Engström, Marielle Gallo, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Klaus-Heiner Lehne, Antonio Masip Hidalgo, Jiří Maštálka, Alajos Mészáros, Bernhard Rapkay, Evelyn Regner, Dimitar Stoyanov, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Eva Lichtenberger, Angelika Niebler

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Frédérique Ries, Nikolaos Salavrakos, Jacek Włosowicz

Deposito

10.7.2013

Ultimo aggiornamento: 25 novembre 2013Avviso legale