Procedura : 2013/2119(INI)
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Ciclo del documento : A7-0055/2014

Testi presentati :

A7-0055/2014

Discussioni :

PV 03/02/2014 - 14
CRE 03/02/2014 - 14

Votazioni :

PV 04/02/2014 - 6.5

Testi approvati :

P7_TA(2014)0051

RELAZIONE     
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27 gennaio 2014
PE 524.709v02-00 A7-0055/2014

sulla 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011)

(2013/2119(INI))

Commissione giuridica

Relatore: Eva Lichtenberger

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 PARERE della commissione per le petizioni
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011)

(2013/2119(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011) (COM(2012)0714),

–   vista la relazione di valutazione del progetto "EU Pilot" della Commissione (COM(2010)0070),

–   vista la seconda relazione di valutazione del progetto "EU Pilot" della Commissione (COM(2011)0070),

–   vista la comunicazione della Commissione, del 5 settembre 2007, intitolata "Un'Europa dei risultati – applicazione del diritto comunitario" (COM(2007)0502),

–   vista la comunicazione della Commissione, del 20 marzo 2002, relativa ai rapporti con gli autori di denunce in materia di violazioni del diritto comunitario (COM(2002)0141),

–   vista la comunicazione della Commissione, del 2 aprile 2012, intitolata "Migliorare la gestione dei rapporti con gli autori di denunce in materia di applicazione del diritto dell'Unione" (COM(2012)0154),

–   vista la sua risoluzione del 14 settembre 2011 sulla 27a relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2009)(1),

–   visto il parere giuridico del Servizio giuridico del Parlamento europeo, del 26 novembre 2013, sull'accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea,

–   visti i documenti di lavoro dei servizi della Commissione che accompagnano la 29ª relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (SWD(2012)0399 e SWD(2012)0400),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per le petizioni (A7-0055/2014),

A. considerando che il trattato di Lisbona ha introdotto una serie di nuove basi giuridiche volte a semplificare l'attuazione, l'applicazione e la garanzia del rispetto del diritto dell'Unione europea;

B.  considerando che l'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea definisce il diritto ad una buona amministrazione come il diritto di ogni individuo a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni;

C. considerando che, conformemente all'articolo 298 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nell'assolvere i loro compiti le istituzioni, organi e organismi dell'Unione si basano su un'amministrazione europea aperta, efficace ed indipendente;

D. considerando che, secondo il Servizio giuridico del Parlamento europeo, il progetto EU Pilot, una piattaforma online utilizzata dagli Stati membri e dalla Commissione per chiarire il contesto fattuale e giuridico dei problemi derivanti dall'applicazione del diritto dell'Unione, non ha alcuno status giuridico e che, conformemente all'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, quest'ultima deve mettere a disposizione del Parlamento informazioni sintetiche su tutte le procedure d'infrazione sin dalla lettera di messa in mora, anche caso per caso, e può rifiutare l'accesso ai dati personali solo nel contesto di EU Pilot;

1.  ribadisce che l'articolo 17 del trattato sull'Unione europea (TUE) definisce il ruolo fondamentale della Commissione quale "custode dei trattati"; rileva, in tale contesto, che il potere e il dovere della Commissione di vigilare sull'applicazione del diritto dell'UE e, tra le altre cose, di avviare una procedura d'infrazione quando reputi che uno Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virtù dei trattati(2) rappresentano una pietra miliare del sistema giuridico dell'Unione e, in quanto tali, sono coerenti con il concetto di un'Unione fondata sullo Stato di diritto;

2.  rileva che, secondo la sua relazione annuale(3), la Commissione ha ridotto il numero di nuove procedure d'infrazione negli ultimi anni, avendo avviato 2 900 procedure di questo tipo nel 2009, 2 100 nel 2010 e 1 775 nel 2011; osserva inoltre che la relazione annuale indica altresì un aumento dei casi di ritardo di recepimento negli ultimi anni (1185 nel 2011, 855 nel 2010, 531 nel 2009) e che i quattro settori maggiormente interessati da casi di infrazione sono l'ambiente (17%), il mercato interno (15%), i trasporti (15%) e la fiscalità (12%);

3.  constata che la proporzione di casi di infrazione (60,4%) chiusi nel 2011 prima di giungere dinanzi alla Corte di giustizia è in diminuzione rispetto all'88% dei casi chiusi nel 2010; ritiene essenziale proseguire nell'accurato controllo delle azioni degli Stati membri, in quanto alcune petizioni presentate al Parlamento e talune denunce sottoposte alla Commissione fanno riferimento a problemi che persistono anche successivamente all'archiviazione del caso;

4.  prende atto che, in totale, 399 casi di infrazione sono stati chiusi perché lo Stato membro ha dimostrato la propria conformità con il diritto dell'Unione, impegnandosi a fondo per risolvere i casi di infrazione senza procedimenti giudiziari; osserva inoltre che nel 2011 la Corte ha emesso 62 sentenze a norma dell'articolo 258 del TFUE, delle quali 53 (l'85%) sono state a favore della Commissione;

5.  manifesta preoccupazione per il costante aumento di procedure di infrazione per ritardo di recepimento da parte degli Stati membri, dal momento che alla fine del 2011 erano aperti ancora 763 procedimenti per ritardo di recepimento, pari a un aumento del 60% rispetto alla cifra equivalente dell'anno precedente;

6.  rileva che, alla fine del 2011, la Commissione ha rinviato alla Corte di giustizia la prima procedura d'infrazione per ritardo di recepimento con una richiesta di sanzioni pecuniarie a norma dell'articolo 260, paragrafo 3, del TFUE;

7.  ritiene tuttavia che tali statistiche non riflettano accuratamente il reale deficit di conformità al diritto dell'Unione, ma che rispecchino soltanto le violazioni più gravi o le denunce presentate dagli individui o dalle entità più inclini a far sentire la propria voce; rileva che, attualmente, la Commissione non dispone né della politica né delle risorse per identificare e perseguire sistematicamente tutti i casi di mancata attuazione(4);

8.  richiama l'attenzione sul fatto che l'accordo tra le istituzioni dell'UE sulle dichiarazioni illustranti la relazione tra gli elementi della direttiva e le parti corrispondenti delle misure di recepimento nazionali ("tabelle di concordanza") è entrato in vigore il 1° novembre 2011 e che pertanto non è stato possibile valutarne l'applicazione nella presente relazione annuale;

9.  attende dalla Commissione una rassegna iniziale di tali dichiarazioni entro il 1° novembre 2014, come indicato nella relazione annuale;

10. è del parere che, per quanto riguarda il funzionamento delle procedure d'infrazione ai sensi degli articoli 258 e 260 del TFUE, la Commissione dovrebbe assicurare che le petizioni al Parlamento e le denunce alla Commissione ricevano la stessa considerazione;

11. segnala che le petizioni presentate da cittadini dell'Unione europea mettono in evidenza violazioni del diritto dell'Unione, in particolare nei settori dei diritti fondamentali, dell'ambiente, del mercato interno e dei diritti di proprietà; ritiene che le petizioni dimostrino che vi sono ancora casi frequenti e diffusi di recepimento incompleto o di applicazione errata del diritto dell'Unione europea;

12. invita la Commissione a fare della conformità al diritto dell'Unione una vera priorità politica, da perseguire in stretta collaborazione con il Parlamento europeo, che ha il dovere a) di chiamare la Commissione a rendere conto del suo operato politico e b), in quanto colegislatore, di assicurarsi di essere pienamente informato per migliorare costantemente la propria attività legislativa;

13. constata che, nelle procedure di trattamento delle denunce, è necessario utilizzare sistematicamente strumenti che favoriscano la conformità ed esercitare il diritto di controllo del Parlamento europeo;

14. rileva che la procedura di infrazione consiste di due fasi: la fase amministrativa (indagine) e la fase contenziosa dinanzi alla Corte di giustizia; constata che la Commissione riconosce che "i cittadini, le imprese e le organizzazioni di soggetti interessati apportano un importante contributo […] riferendo carenze riscontrate nel recepimento e/o nell'applicazione del diritto dell'UE da parte delle autorità degli Stati membri"; osserva altresì che, una volta rilevati, i problemi vengono esaminati attraverso discussioni bilaterali tra la Commissione e lo Stato membro interessato al fine di correggerli, per quanto possibile, utilizzando la piattaforma EU Pilot(5);

15. rileva, in tale contesto, che EU Pilot è definito come una piattaforma per le "discussioni bilaterali tra la Commissione e gli Stati membri(6)" che non ha alcuno status giuridico e che costituisce piuttosto un semplice strumento di lavoro nel quadro dell'autonomia amministrativa della Commissione(7) nella procedura di pre-infrazione;

16. deplora l'assenza di status giuridico della piattaforma EU Pilot, e ritiene che la legittimità possa essere assicurata solo attraverso la trasparenza e la partecipazione dei denuncianti e del Parlamento europeo alla piattaforma EU Pilot e che la legalità possa essere garantita mediante l'adozione, il prima possibile, di un atto giuridicamente vincolante che sancisca le norme che disciplinano l'intera procedura di pre-infrazione e infrazione, come indicato in un recente studio del Parlamento(8); ritiene che un siffatto atto giuridicamente vincolante debba chiarire i diritti e gli obblighi giuridici rispettivamente dei singoli denuncianti e della Commissione, e che debba mirare a consentire la partecipazione dei denuncianti alla piattaforma EU Pilot, per quanto possibile, assicurando almeno che siano informati in merito alle diverse fasi della procedura;

17. si rammarica, in tal senso, del fatto che non sia stato dato seguito alle sue precedenti risoluzioni, e in particolare alla sua richiesta di norme vincolanti sotto forma di un regolamento, in conformità dell'articolo 298 del TFUE, che definisca i vari aspetti della procedura d'infrazione e di pre-infrazione, comprese le notifiche, le scadenze vincolanti, il diritto di essere sentiti, l'obbligo di motivazione e il diritto dei singoli di avere accesso al proprio fascicolo, al fine di rafforzare i diritti dei cittadini e garantire la trasparenza;

18. è dell'avviso che la realizzazione della piattaforma EU Pilot debba essere più trasparente nei confronti dei denuncianti; chiede di beneficiare dell'accesso alla banca dati in cui sono raccolte tutte le denunce per poter svolgere il proprio compito di controllo sul ruolo di custode dei trattati della Commissione;

19. sottolinea l'importanza di buone pratiche amministrative e chiede che sia messo a punto un "codice procedurale" sotto forma di un regolamento avente l'articolo 298 del TFUE quale base giuridica e indicante i vari aspetti della procedura d'infrazione;

20. chiede nuovamente alla Commissione di proporre, pertanto, norme vincolanti sotto forma di un regolamento, in virtù della nuova base giuridica offerta dall'articolo 298 del TFUE, così da garantire il pieno rispetto del diritto dei cittadini a una buona amministrazione, come sancito dall'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali;

21. rammenta che nell'accordo quadro rivisto sulle sue relazioni con il Parlamento europeo, la Commissione si impegna a mettere a disposizione del Parlamento "informazioni sintetiche su tutte le procedure d'infrazione sin dalla lettera di messa in mora, incluse, se richieste dal Parlamento, le questioni cui la procedura d'infrazione si riferisce", e auspica che nella pratica questa clausola sia applicata in buona fede;

22. ribadisce, pertanto, che il Parlamento ha il diritto di ricevere informazioni dettagliate su specifici atti o disposizioni che creano problemi di recepimento, nonché sul numero di denunce per specifici atti e disposizioni(9), e che, mentre la Commissione ha il diritto di negare al Parlamento europeo l'accesso ai dati personali della banca dati EU Pilot, il Parlamento europeo è autorizzato a richiedere informazioni in forma anonima per essere pienamente informato in merito a tutti gli aspetti pertinenti relativi all'attuazione e applicazione del diritto dell'Unione(10);

23. si compiace della partecipazione di tutti gli Stati membri al progetto EU Pilot; auspica che ciò si traduca in un'ulteriore riduzione del numero delle procedure di infrazione; chiede che i cittadini siano meglio informati sul progetto EU Pilot;

24. ritiene che la questione della piattaforma EU Pilot e, più in generale, delle infrazioni del diritto dell'UE e dell'accesso del Parlamento alle informazioni pertinenti che riguardano la procedura di pre-infrazione e di infrazione costituisca un punto essenziale da porre all'ordine del giorno in relazione a un futuro accordo interistituzionale;

25. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché alla Corte di giustizia, al Mediatore europeo e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 66.

(2)

Gli articoli 258 e 260 del TFUE definiscono i poteri della Commissione di avviare una procedura di infrazione contro uno Stato membro. Più in particolare, l'articolo 258 afferma che la Commissione "emette un parere motivato" quando reputi che uno Stato membro abbia mancato a uno degli obblighi a lui incombenti in virtù dei trattati.

(3)

29a relazione annuale della Commissione sul controllo dell'applicazione del diritto dell’Unione europea (2011) (COM(2012)0714), pagg. 2-3.

(4)

Studio commissionato dal Parlamento europeo, unità tematica C, dal titolo "Tools for Ensuring Implementation and Application of EU Law and Evaluation of their Effectiveness" (Strumenti per garantire l'attuazione e l'applicazione del diritto dell'Unione europea e valutazione della loro efficacia), Bruxelles 2013, pag 11.

(5)

Relazione della Commissione (COM(2012)0714), pag. 7.

(6)

Cfr. passaggio citato nel precedente paragrafo.

(7)

"Access to information about pre-infringement cases in the context of the EU Pilot and the annual report on the monitoring of the application of EU law" (Accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea), parere del Servizio giuridico del Parlamento europeo del 26 novembre 2013.

(8)

"Tools for Ensuring Implementation and Application of EU Law and Evaluation of their Effectiveness" (Strumenti per garantire l'attuazione e l'applicazione del diritto dell'UE e la valutazione della loro efficacia), pag. 13.

(9)

"Access to information about pre-infringement cases in the context of the EU Pilot and the annual report on the monitoring of the application of EU law" (Accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea), pag. 4.

(10)

Ibid. La Commissione pubblica già molte informazioni nella sua relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea.


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (26.11.2013)

destinato alla commissione giuridica

sulla 29a relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE (2011)

(2013/2119(INI))

Relatore per parere: Morten Messerschmidt

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  richiama l'attenzione sul fatto che l'accordo tra le istituzioni dell'UE sulle dichiarazioni illustranti la relazione tra gli elementi di una direttiva e le parti corrispondenti delle misure di recepimento nazionali ("tabelle di concordanza") è entrato in vigore il 1° novembre 2011 e pertanto non è stato possibile valutarne l'applicazione nella relazione annuale;

2.  attende dalla Commissione una prima rassegna di tali dichiarazioni entro il 1° novembre, come indicato nella relazione annuale;

3.  manifesta preoccupazione per il costante aumento di procedure di infrazione per ritardo di recepimento da parte degli Stati membri, dal momento che alla fine del 2011 erano aperti ancora 763 procedimenti per ritardo di recepimento, pari a un aumento del 60% rispetto alla cifra equivalente dell'anno precedente;

4.  rileva che, alla fine del 2011, la Commissione ha rinviato alla Corte di giustizia la prima procedura d'infrazione per ritardo di recepimento con una richiesta di sanzioni pecuniarie a norma dell'articolo 260, paragrafo 3, del TFUE;

5.  è dell'avviso che la realizzazione della piattaforma EU Pilot debba essere più trasparente per quanto riguarda le denunce; chiede di beneficiare dell'accesso alla banca dati in cui sono raccolte tutte le denunce per poter svolgere il proprio compito di controllo sul ruolo di custode dei trattati della Commissione;

6.  sottolinea l'importanza della trasparenza nelle procedure di infrazione, non da ultimo in considerazione della possibilità per il Parlamento di controllare l'applicazione del diritto dell'Unione europea;

7.  osserva che i cittadini, le organizzazioni della società civile e le imprese possono presentare denunce alla Commissione riguardanti il mancato rispetto del diritto dell'UE da parte delle autorità degli Stati membri a diversi livelli; invita la Commissione, in tale contesto, a garantire la trasparenza delle procedure di infrazione in corso, informando i cittadini in modo tempestivo e appropriato in merito alle azioni intraprese a seguito della loro richiesta;

8.  sottolinea l'importanza di buone pratiche amministrative e chiede che sia messo a punto un "codice procedurale" sotto forma di un regolamento avente l'articolo 298 del TFUE quale base giuridica e indicante i vari aspetti della procedura d'infrazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.11.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Andrew Henry William Brons, Zdravka Bušić, Carlo Casini, Andrew Duff, Ashley Fox, Gerald Häfner, Stanimir Ilchev, Morten Messerschmidt, Sandra Petrović Jakovina, Paulo Rangel, Rafał Trzaskowski, Manfred Weber, Luis Yáñez-Barnuevo García

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zuzana Brzobohatá, Isabelle Durant, Helmut Scholz

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Leonardo Domenici


PARERE della commissione per le petizioni (27.11.2013)

destinato alla commissione giuridica

sulla 29a relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea (2011)

(2013/2119(INI))

Relatore per parere: Rolandas Paksas

SUGGERIMENTI

La commissione per le petizioni invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  evidenzia che il diritto di petizione al Parlamento europeo è uno dei pilastri fondamentali della cittadinanza europea, che deriva dall'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e fornisce gli strumenti per aumentare la partecipazione del pubblico al processo decisionale dell'Unione europea e, alla luce di ciò, sottolinea il ruolo cruciale della commissione per le petizioni che funge da collegamento efficace fra il cittadino, il Parlamento e la Commissione;

2.  intende partecipare a pieno titolo con le altre commissioni parlamentari al controllo efficace delle modalità di applicazione del diritto dell'Unione negli Stati membri, dal momento che è in gioco la credibilità del diritto dell'UE;

3.  evidenzia che nell'ambito delle petizioni presentate da cittadini dell'Unione europea, in particolare nel campo dei diritti fondamentali, dell'ambiente, del mercato interno e dei diritti di proprietà, emergono casi di violazione del diritto dell'Unione; ritiene che le petizioni dimostrino che vi sono ancora casi frequenti e diffusi di recepimento incompleto o di applicazione errata del diritto dell'Unione europea;

4.  prende atto della domanda formulata dalla commissione giuridica affinché il Servizio giuridico del Parlamento europeo fornisca un parere giuridico sull'accesso alle informazioni relative a casi pre-infrazione nel contesto di EU Pilot e della relazione annuale sul controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea;

5.  invita la Commissione europea a riconoscere il ruolo delle petizioni nel controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione e sottolinea che le petizioni, insieme alle denunce presentate alla Commissione, sono fra i primi indicatori di problemi legati alla cattiva applicazione della normativa dell'Unione;

6.  ritiene che uno scambio più regolare e istituzionalizzato tra la commissione per le petizioni e tutti i suoi omologhi nazionali possa ulteriormente migliorare il controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione, in quanto molti casi che interessano il diritto dell'Unione e che vengono portati all'attenzione delle commissioni per le petizioni nazionali, potrebbero non giungere mai all'attenzione di un'istituzione europea;

7.  sottolinea che la commissione per le petizioni, grazie alle discussioni sulle petizioni, contribuisce a richiamare l'attenzione sull'errata applicazione del diritto dell'Unione; propone che rappresentanti degli Stati membri possano partecipare a tali discussioni in seno alla commissione;

8.  ribadisce le sue precedenti richieste affinché siano messe a disposizione della commissione per le petizioni informazioni chiare sugli stadi di avanzamento delle procedure d'infrazione che sono altresì oggetto di petizioni ancora all'esame, come previsto all'articolo 44 dell'accordo interistituzionale tra la Commissione e il Parlamento europeo;

9.  evidenzia il notevole numero di petizioni ricevute su questioni relative alla crisi economica e sociale e alle misure di austerità che rischiano di pregiudicare i diritti sociali dei cittadini, e ricorda che l’Europa deve porre i cittadini al primo posto e adoperarsi per il loro benessere;

10. è del parere che, per quanto riguarda il funzionamento delle procedure d'infrazione ai sensi degli articoli 258 e 260 del TFUE, la Commissione debba assicurare che le petizioni al Parlamento europeo e le denunce alla Commissione ricevano la stessa considerazione;

11. esorta la Commissione a condurre indagini più veloci sulle procedure di infrazione riguardanti le situazioni di inquinamento ambientale che mettono in pericolo la salute umana;

12. prende atto della diminuzione del numero di casi di infrazione (60,4%) chiusi nel 2011 prima di giungere dinanzi alla Corte di giustizia, rispetto all'88% dei casi chiusi nel 2010; ritiene, pertanto, che sia fondamentale continuare a monitorare attentamente le azioni degli Stati membri, in considerazione del fatto che alcune delle petizioni si riferiscono a problemi che persistono anche dopo l'archiviazione di un caso;

13. denuncia l'estrema lentezza della procedura di infrazione, avviata nel 2008 (petizione 0760/2007), concernente l'inquinamento da diossina provocato dallo stabilimento dell'ILVA di Taranto e auspica una rapida conclusione, al fine di tutelare la salute di migliaia di residenti nella zona;

14. ritiene che, alla luce della situazione economica attuale, la normativa europea debba essere applicata in modo ancora più chiaro, efficace ed efficiente, nell'interesse dei diritti dei cittadini e della coesione sociale, e prestando la massima attenzione ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, anche a livello regionale;

15. sottolinea che i cittadini, le imprese e le altre parti interessate si attendono un quadro normativo semplice, prevedibile e affidabile; rileva che una regolamentazione eccessiva o carente sconvolge la competitività e intralcia la crescita dell'economia;

16. reputa che gli Stati membri, quando recepiscono il diritto dell'UE nel proprio diritto nazionale, dovrebbero recepire le disposizioni della direttiva in modo equo o spiegare perché ritengono sia necessario ampliare le disposizioni più di quanto richiesto dai requisiti minimi stabiliti dal diritto dell'UE;

17. sottolinea che l'instaurazione di norme più elevate in materia di autentica partecipazione dei cittadini è fondamentale per garantire una corretta applicazione del diritto dell'Unione, sia nella lettera che nello spirito; evidenzia che il tempestivo accesso a informazioni pertinenti e complete e l'esistenza di adeguati meccanismi di ricorso sono pilastri fondamentali della partecipazione dei cittadini;

18. accoglie con favore la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea in merito all'interpretazione dell'articolo 51 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea che, nella sentenza ERT, mette in rilievo che gli organi degli Stati membri sono tenuti a rispettare i diritti fondamentali e prioritari dell'Unione anche quando intendono limitare le libertà fondamentali riconosciute dal TFUE con provvedimenti nazionali;

19. chiede alla Commissione di determinare quali siano gli ostacoli che impediscono ai cittadini dell'UE di ottenere un'interpretazione affidabile da parte della Corte di giustizia riguardo alle questioni fondamentali del diritto dell'UE nelle cause dinanzi ai tribunali nazionali;

20. è interessato ad assicurare le massime garanzie nella corretta attuazione del diritto dell'Unione in campo ambientale; ritiene che sia opportuno applicare un approccio precauzionale in sede di autorizzazione di progetti il cui impatto potrebbe violare il diritto dell'Unione in materia ambientale e che a tal fine i meccanismi ingiuntivi possono rivelarsi uno strumento efficace;

21. sottolinea che uno dei principali problemi che gli Stati membri devono affrontare sono i requisiti giuridici formali nella fase di elaborazione, legislazione, pianificazione o adozione di atti legislativi; osserva che il processo di recepimento del diritto dell'UE può protrarsi ancora di più se durante queste fasi la composizione del governo cambia; i problemi possono inoltre sorgere anche a seguito della mancanza di coordinamento o di cooperazione fra i servizi delle istituzioni amministrative, responsabili del recepimento delle disposizioni delle direttive; si rammarica del fatto che i ritardi nell'effettivo recepimento del diritto dell'Unione nel diritto nazionale divengano spesso una causa importante di inadeguata applicazione del diritto dell'UE;

22. si compiace della partecipazione di tutti gli Stati membri al progetto EU Pilot; auspica che ciò si traduca in un'ulteriore riduzione delle procedure di infrazione; chiede che i cittadini siano meglio informati sul progetto EU Pilot;

23. richiede un esame approfondito dell'efficacia dei meccanismi di denuncia (EU Pilot, Solvit, ecc.); ricorda che la Commissione è il principale organo responsabile del rispetto del diritto dell'Unione negli Stati membri, sia in termini di recepimento giuridico che di applicazione;

24. sottolinea che una fase sperimentale iniziale di EU Pilot è già terminata e che ora si tratta di un metodo di lavoro ben collaudato che consente alla Commissione, agli Stati membri coinvolti nel progetto e ai cittadini di ottenere i risultati necessari; rileva che la mancanza di coinvolgimento dei denuncianti e di accesso del pubblico ai documenti sono fra i problemi principali del progetto EU Pilot, ragion per cui è necessario adottare norme chiare sulla partecipazione dei denuncianti, tramite misure giuridicamente vincolanti;

25. esorta a migliorare la cooperazione e l’efficienza del progetto EU Pilot, innanzitutto per rispettare maggiormente i termini preliminari concordati e per migliorare la qualità delle richieste della Commissione e delle risposte degli Stati membri;

26. invita la Commissione ad adottare misure più rigorose contro il recepimento tardivo delle direttive; incoraggia la Commissione a ricorrere maggiormente alle penalità di mora; sottolinea, con riferimento al ritardo di recepimento del diritto dell'Unione nei singoli Stati membri, l'importanza di subordinare la nuova legislazione alla corretta attuazione negli Stati membri;

27. esorta la Commissione ad aiutare le istituzioni nazionali competenti a garantire che un recepimento e un'applicazione adeguati della normativa dell'UE determinino ed eliminino i principali fattori di rischio per un'attuazione corretta e tempestiva dei nuovi (o parzialmente modificati) atti legislativi, nonché a raccomandare i fattori di riduzione del rischio da prevedere nei piani di attuazione; esorta inoltre a prestare maggiore attenzione allo sviluppo della comunicazione bilaterale fra amministrazioni nazionali e la Commissione nonché alla messa a punto di altre forme di sostegno agli Stati membri e alle amministrazioni regionali;

28. invita la Commissione a rendere accessibili al pubblico le informazioni relative ai casi di infrazione attraverso una banca dati di facile impiego che fornisca informazioni concrete sulle infrazioni relative a specifici atti legislativi dell'UE o a un determinato Stato membro e in particolare ad aggiornare puntualmente la commissione per le petizioni sullo stato di avanzamento delle procedure di infrazione relative alle petizioni;

29. prende atto che, nel complesso, sono stati chiusi 399 procedimenti d'infrazione, poiché lo Stato membro ha dimostrato di rispettare il diritto dell'Unione; sottolinea che nel 2011 la Corte ha emesso 62 sentenze a norma dell'articolo 258 del TFUE, delle quali 53 (l'85%) sono state a favore della Commissione;

30. sottolinea che il ruolo della Commissione nella procedura d'infrazione continua a essere uno stimolo importante per una corretta attuazione del diritto dell'Unione negli Stati membri; ritiene che la Commissione dovrebbe proporre un regolamento che disciplini le regole della procedura a monte di un'infrazione e della procedura di infrazione, basato su criteri e procedure chiari e globali garantendo, fra l'altro, un'esauriente attività di comunicazione con gli autori delle denunce; l'elaborazione di queste norme deve passare attraverso un processo di consultazione, prima di essere oggetto del processo decisionale legislativo;

31. presta attenzione alla sempre minore quantità di casi di infrazione non conclusi; apprezza il fatto che gli Stati membri si adoperino per sopprimere le infrazioni senza processo giudiziario.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

25.11.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Margrete Auken, Victor Boştinaru, Michael Cashman, Giles Chichester, Nikolaos Chountis, Carlos José Iturgaiz Angulo, Peter Jahr, Erminia Mazzoni, Judith A. Merkies, Roberta Metsola, Jarosław Leszek Wałęsa, Angelika Werthmann, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jaroslav Paška, Keith Taylor, Ioannis A. Tsoukalas

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Juozas Imbrasas


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.1.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Sebastian Valentin Bodu, Françoise Castex, Christian Engström, Marielle Gallo, Giuseppe Gargani, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sajjad Karim, Klaus-Heiner Lehne, Antonio López-Istúriz White, Antonio Masip Hidalgo, Alajos Mészáros, Bernhard Rapkay, Evelyn Regner, Francesco Enrico Speroni, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Cecilia Wikström, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Piotr Borys, Eva Lichtenberger, Angelika Niebler, Axel Voss

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

María Irigoyen Pérez

Ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2014Avviso legale