Procedura : 2014/2252(INI)
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A8-0301/2015

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PV 11/04/2016 - 16
CRE 11/04/2016 - 16

Votazioni :

PV 12/04/2016 - 5.10

Testi approvati :

P8_TA(2016)0103

RELAZIONE     
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16 ottobre 2015
PE 557.127v02-00 A8-0301/2015

sulle relazioni annuali 2012 e 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità

(2014/2252(INI))

Commissione giuridica

Relatore: Sajjad Karim,

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle relazioni annuali 2012 e 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità

(2014/2252(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"(1),

–  viste le modalità pratiche, convenute il 22 luglio 2011 fra i servizi competenti del Parlamento europeo e del Consiglio, per l'applicazione dell'articolo 294, paragrafo 4, del TFUE in caso di accordi in prima lettura,

–  vista la propria risoluzione del 4 febbraio 2014 sull'adeguatezza della regolamentazione dell'Unione europea e sulla sussidiarietà e la proporzionalità ("Legiferare meglio" – 19a relazione riguardante l'anno 2011)(2),

–  vista la propria risoluzione del 13 settembre 2012 sulla 18a relazione riguardante l'anno 2010 – "Legiferare meglio" – applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità(3),

–  vista la propria risoluzione del 14 settembre 2011 su una migliore legiferazione, sulla sussidiarietà, la proporzionalità e la normativa intelligente(4),

–  viste la relazione annuale 2012 in materia di sussidiarietà e proporzionalità della Commissione (COM(2013)0566) e la relazione annuale 2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità della Commissione (COM(2014)0506),

–  viste le conclusioni del Consiglio sulla regolamentazione intelligente del 4 dicembre 2014,

–  viste le conclusioni della Conferenza dei presidenti dei parlamenti dell'Unione europea del 21 aprile 2015,

–  viste le relazioni semestrali della COSAC "on Developments in European Union Procedures and Practices Relevant to Parliamentary Scrutiny" (sugli sviluppi delle procedure e delle pratiche dell'Unione europea relative al controllo parlamentare) del 27 settembre 2012, del 17 maggio 2013, del 4 ottobre 2013, del 19 giugno 2014 e del 14 novembre 2014,

–  vista la relazione finale, del 14 ottobre 2014, del "High Level Group of Independent Stakeholders on Administrative Burdens" (gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi), intitolata "Cutting Red Tape in Europe – Legacy and Outlook" (Alleggerire le formalità amministrative in Europa - Bilancio e prospettive)(5),

–  visti gli articoli 52 e 132 del proprio regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e della commissione per gli affari costituzionali(A8-0301/2015),

A.  considerando che nel 2012 la Commissione ha ricevuto pareri motivati riguardanti 83 proposte legislative; che il numero totale dei pareri pervenuti nel 2012 è stato di 292, inclusi i pareri che non avevano i requisiti per essere considerati pareri motivati;

B.  considerando che nel 2013 la Commissione ha ricevuto pareri motivati riguardanti 99 proposte legislative; che il numero totale dei pareri pervenuti nel 2013 è stato di 313, inclusi i pareri che non avevano i requisiti per essere considerati pareri motivati;

C.  considerando che nel 2012 i parlamenti nazionali hanno formulato 12 pareri motivati sulla proposta Monti II(6), per un totale di 19 voti (la soglia essendo di 18 voti), facendo così scattare per la prima volta il cosiddetto "cartellino giallo", che obbliga l'istituzione che ha presentato la proposta a riesaminarla e a motivare la decisione con cui ritira, modifica o mantiene la proposta;

D.  considerando che la Commissione ha ritirato la proposta Monti II, dichiarando tuttavia di considerarla conforme al principio della sussidiarietà e di ritirarla a causa dell'insufficiente appoggio alla proposta in seno al Parlamento europeo e al Consiglio(7);

E.  considerando che nel 2013 i parlamenti nazionali hanno formulato 13 pareri motivati sulla proposta per l'istituzione della Procura europea(8), per un totale di 18 voti, facendo così scattare per la seconda volta la procedura del cartellino giallo;

F.  considerando che la Commissione ha concluso che la proposta era conforme al principio di sussidiarietà e che non era necessario ritirarla né modificarla; che la Commissione ha dichiarato che avrebbe tenuto in debita considerazione i pareri motivati nel corso del processo legislativo(9);

G.  considerando che diversi parlamenti nazionali hanno espresso preoccupazione per l'impostazione della Commissione, giudicando insufficienti le motivazioni e le argomentazioni da essa addotte; che la commissione giuridica e la commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo hanno tenuto discussioni su tale questione;

H.  considerando che nei successivi negoziati con il Consiglio riguardo al Procuratore europeo il campo d'applicazione e le metodologie di lavoro sono state ridotte rispetto alla proposta originaria sulla quale erano stati formulati i pareri motivati;

I.  considerando che, in virtù del suo diritto d'iniziativa, la Commissione ha la responsabilità di assicurare che le scelte appropriate circa l'opportunità di proporre un'azione a livello di UE e le modalità di tale proposta siano fatte in una fase precoce dello sviluppo delle politiche;

J.  considerando che la Commissione si sta accingendo a una revisione degli orientamenti per il processo della valutazione d'impatto, che prende in considerazione anche gli aspetti della sussidiarietà e della proporzionalità;

K.  considerando che il Parlamento ha istituito una propria Unità Valutazione d'impatto, la quale nel 2013 ha prodotto 50 analisi iniziali e due analisi dettagliate delle valutazioni d'impatto della Commissione;

L.  considerando che i parlamenti nazionali hanno osservato che quando s'introducono importanti e numerosi poteri delegati diventa difficile valutare adeguatamente se le norme finali rispetteranno il principio di sussidiarietà;

M.  considerando che il controllo della sussidiarietà e della proporzionalità, come pure la valutazione d'impatto, sono eseguiti soltanto all'inizio del processo legislativo;

1.  osserva che i principi di sussidiarietà e proporzionalità sono principi guida fondamentali per l'Unione europea;

2.  sottolinea che l'esercizio delle competenze dell'UE dovrebbe essere guidato dai principi di sussidiarietà e proporzionalità, come sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea; valuta positivamente il fatto che nel 2012 e nel 2013 il rispetto di questi due principi sia stato oggetto di attento controllo da parte delle istituzioni dell'UE e dei parlamenti nazionali;

3.  accoglie con favore la maggiore partecipazione e il più stretto coinvolgimento dei parlamenti nazionali nel processo legislativo europeo negli ultimi anni, il che ha condotto a un'accresciuta consapevolezza circa i principi su cui è fondata l'UE, ivi inclusi i principi di sussidiarietà e di proporzionalità nel contesto interistituzionale; rileva tuttavia che vi è ancora del lavoro da fare in questo campo; propone, come primo passo, che la Commissione s'impegni in un dibattito annuale con ciascun parlamento nazionale al fine di rafforzare il suo dialogo con tali parlamenti;

4.  ritiene inoltre che i principi di sussidiarietà e di proporzionalità rappresentano il punto di partenza per la formulazione delle politiche; sottolinea pertanto l'importanza di valutare all'inizio del processo legislativo se gli obiettivi politici possano essere conseguiti meglio a livello europeo piuttosto che attraverso iniziative nazionali o regionali;

5.    mette in rilievo l'importanza dei parlamenti e della loro incidenza sul territorio e vicinanza ai cittadini, e chiede che, ove opportuno, essi siano maggiormente coinvolti nel sistema di allerta precoce;

6.  rileva tuttavia che la maggior parte dei pareri dei parlamenti nazionali è presentata soltanto da un numero ridotto di camere nazionali; incoraggia le altre camere a partecipare di più al dibattito europeo;

7.  sottolinea che le istituzioni europee devono rispettare i principi di sussidiarietà e di proporzionalità sanciti dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea e dal protocollo n. 2 al trattato sul funzionamento dell'Unione europea, principi che sono di carattere generale e che vincolano le istituzioni nell'esercizio delle competenze dell'Unione, fatta eccezione per i settori di competenza esclusiva dell'Unione stessa, nei quali il principio di sussidiarietà non è applicabile;

8.  ritiene che il meccanismo per la verifica del principio di sussidiarietà rivesta grande importanza per la cooperazione tra istituzioni europee e nazionali;

9.  si duole perciò che le relazioni annuali preparate dalla Commissione abbiano un carattere alquanto routinario e spesso non svolgano un esame più approfondito e dettagliato del modo in cui il principio di sussidiarietà e soprattutto quello di proporzionalità sono osservati nella definizione delle politiche dell'UE;

10.  prende atto della metodologia adottata dalla Commissione nelle relazioni annuali per il 2012 e il 2013, nelle quali si utilizzano statistiche che classificano i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali su un pacchetto di proposte come un unico parere motivato, anziché come un parere motivato per ciascuna delle singole proposte;

11.  osserva che, globalmente, la percentuale di pareri motivati sul totale dei pareri presentati è aumentata in modo significativo rispetto al 2010 e al 2011, e che nel 2012 i pareri motivati hanno rappresentato il 25% del totale, mentre nel 2013 hanno costituito il 30% dei pareri presentati dai parlamenti nazionali nel quadro della procedura del protocollo n. 2; rileva a questo proposito la consultazione dei parlamenti nazionali nel processo legislativo;

12.  sottolinea che il 2012 è stato l'anno in cui i parlamenti nazionali hanno fatto scattare per la prima volta la procedura cosiddetta del "cartellino giallo" riguardo al principio di sussidiarietà, il che è avvenuto in risposta alla proposta della Commissione per un regolamento sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi (Monti II); nota che la Commissione, pur concludendo che non vi era   stata violazione del principio di sussidiarietà, ha ritirato la proposta a causa dell'insufficiente sostegno politico; osserva che un secondo "cartellino giallo" è scattato nel 2013 sulla proposta della Commissione per un regolamento del Consiglio che istituisce la Procura europea (EPPO); prende atto che la Commissione ha concluso che la proposta rispetta il principio di sussidiarietà e ha deciso di mantenerla;

13.  osserva che i pareri motivati emessi dai parlamenti nazionali mettono in evidenza l'esistenza di diverse interpretazioni dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; ricorda in questo contesto che il principio di sussidiarietà, quale formulato nei trattati, consente all'Unione di agire nei settori che non sono di sua competenza esclusiva soltanto "se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello regionale e locale, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione"; ricorda altresì che, "in virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati"; incoraggia i parlamenti nazionali ad essere fedeli alla lettera del TUE nel valutare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; raccomanda vivamente che i parlamenti nazionali e le istituzioni europee procedano a scambi di opinioni e prassi in materia di controllo della sussidiarietà e della proporzionalità;

14.  osserva che i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali variano notevolmente per quanto riguarda il tipo di argomentazioni sollevate e la forma; si duole dell'assenza di modelli comuni, che rende più difficile valutare su quale base i parlamenti nazionali intervengono;

15.  ricorda le perplessità manifestate in precedenti relazioni dal Parlamento riguardo a casi in cui l'aspetto della sussidiarietà non era stato adeguatamente trattato nelle valutazioni d'impatto elaborate dalla Commissione; ricorda inoltre che tale problema è stato sollevato nelle relazioni annuali del comitato per la valutazione d'impatto; rileva che tale comitato ha ritenuto che in più del 30% delle valutazioni d'impatto da esso esaminate nel 2012 e nel 2013 l'analisi del principio di sussidiarietà fosse insoddisfacente; è preoccupato del fatto che nel 2014 tale percentuale è salita al 50%, e sollecita la Commissione ad affrontare questo problema nella sua revisione degli orientamenti per le valutazioni d'impatto e a invertire la tendenza;

16.  rimarca l'importanza delle valutazioni d'impatto quale ausilio alle decisioni nel processo legislativo e sottolinea in tale contesto la necessità di tenere in debita considerazione le questioni relative alla sussidiarietà e alla proporzionalità;

17.  sottolinea che valutazioni d'impatto esaustive, che valutino in modo approfondito il rispetto della sussidiarietà, sono essenziali per accrescere la fiducia dei cittadini, i quali spesso considerano il principio di sussidiarietà un aspetto fondamentale del processo democratico; mette pertanto in rilievo il fatto che controlli di sussidiarietà rafforzati potrebbero essere considerati uno strumento importante per ridurre il cosiddetto "deficit democratico";

18.  ribadisce l'invito, contenuto nella sua summenzionata risoluzione del 14 settembre 2011, a ricorrere a valutazioni d'impatto nazionali per integrare quelle effettuate dalla Commissione – la cui riforma è in corso di discussione – a supporto della normativa proposta; ritiene che le unità per la valutazione d'impatto create di recente dal Parlamento offriranno utili complementi al lavoro della Commissione;

19.  esprime delusione per la risposta della Commissione ai parlamenti nazionali nei casi in cui si è arrivati al "cartellino giallo"; ritiene necessario che la Commissione risponda in modo esauriente a ogni perplessità sollevata dai parlamenti nazionali, e individualmente nell'ambito di un dialogo in aggiunta agli eventuali pareri pubblicati; considera altresì necessario che la Commissione europea si presenti dinanzi alla commissione o alle commissioni competenti del Parlamento europeo per spiegare in dettaglio la sua posizione;

20.  sottolinea che la procedura del "cartellino giallo", che è uno strumento per influenzare il processo decisionale dell'UE, potrebbe essere efficacemente rafforzata da uno scambio preliminare di informazioni sulle posizioni dei parlamenti nazionali; incoraggia pertanto questi ultimi a scambiarsi opinioni sui metodi di valutazione impiegati per verificare la conformità ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità e sulla portata di tale processo;

21.  ritiene che il dialogo politico sia sempre più importante per garantire il rispetto della sussidiarietà; considera auspicabile migliorare il dialogo politico non solo in caso di cartellino giallo o arancione, ma come regola generale; plaude a questo proposito all'impegno assunto dalla Commissione Juncker di presentarsi di fronte a un maggior numero di parlamenti nazionali, e chiede che il Parlamento europeo prenda in considerazione iniziative analoghe; ritiene che si potrebbero incoraggiare i relatori a rapportarsi più spesso con i parlamenti nazionali, specialmente grazie alla sempre maggior facilità ed efficacia di sistemi quali la videoconferenza e altri metodi di comunicazione online;

22.  sottolinea che le istituzioni europee e i parlamenti nazionali dovrebbero continuare ad adoperarsi per promuovere una "cultura della sussidiarietà" in tutta l'UE; raccomanda due iniziative specifiche che contribuiranno a migliorare da subito l'esame della sussidiarietà nel processo legislativo, e cioè facilitare una maggiore integrazione delle posizioni, delle prospettive o di altri suggerimenti formulati dai parlamenti nazionali nel dialogo politico, in particolare nel corso dei lavori preparatori come i libri verdi o bianchi prodotti dalla Commissione, e prendere in considerazione la possibilità di estendere il periodo per la consultazione dei parlamenti nazionali nell'ambito della verifica della sussidiarietà, qualora questi lo chiedano a causa di ristrettezze di tempo dovute a ragioni obiettive e giustificate, come calamità naturali o periodi di sospensione dei lavori parlamentari, estensione da concordare tra i parlamenti nazionali e la Commissione; ritiene che in una prima fase ciò potrebbe essere fatto attraverso un impegno politico concordato tra le istituzioni e i parlamenti nazionali, senza dar luogo a ritardi nell'adozione della legislazione in questione;

23.  considera importante che la procedura del cartellino giallo sia facilmente applicabile per i parlamenti, riaffermando nel contempo il principio di sussidiarietà conformemente ai trattati;

24.  rileva che diversi parlamenti nazionali, in sede di COSAC, hanno espresso il loro interesse a proporre l'introduzione di un "cartellino verde", come strumento per migliorare il dialogo politico che darebbe ai parlamenti nazionali l'opportunità, dopo essersi assicurati il sostegno del Parlamento europeo, di formulare proposte costruttive da sottoporre all'esame della Commissione, nel dovuto rispetto del diritto d'iniziativa di quest'ultima;

25.  osserva che le proposte legislative possono subire cambiamenti radicali nel loro iter fino all'adozione da parte delle istituzioni; ricorda che la verifica del rispetto del principio di sussidiarietà avviene solo all'inizio e non alla conclusione del processo legislativo; ricorda inoltre che, più in generale, vengono redatte valutazioni d'impatto solo per le fasi iniziali e non per quelle finali del processo legislativo; sottolinea la necessità di una valutazione intermedia dopo l'avvio della procedura di adozione, nonché al termine del processo legislativo, prevedendo la possibilità, in determinati casi, di rivolgere un avvertimento agli Stati membri che non rispettino il principio di sussidiarietà;

26.  chiede pertanto che una nuova verifica della sussidiarietà e una valutazione completa dell'impatto siano intraprese alla conclusione dei negoziati legislativi e prima dell'adozione del testo definitivo, affinché possa essere garantito il rispetto del principio di sussidiarietà e si possano compiere valutazioni concernenti anche la proporzionalità; ritiene che un siffatto "periodo di riflessione" aiuterebbe i decisori politici a valutare la conformità della legislazione ai principi dell'Unione e aumenterebbe la trasparenza riguardo ai risultati di periodi di negoziazione spesso piuttosto intensa;

27.  prende atto degli obiettivi strategici della nuova Commissione per quanto riguarda le iniziative e le proposte legislative unionali: minimizzare il costo; apportare benefici a cittadini, imprese e lavoratori; evitare oneri normativi superflui;

28.  ritiene che i programmi nell'ambito del quadro finanziario pluriennale dovrebbero valutare e provare la conformità al principio di sussidiarietà in termini di valore aggiunto dimostrabile negli Stati membri beneficiari;

29.  invita la Commissione, conformemente ai principi di proporzionalità e di sussidiarietà, a semplificare la procedura per la richiesta di fondi UE, al fine di renderla più efficiente e orientata ai risultati;

30.  sottolinea il proprio impegno ad assicurare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità mediante la valutazione delle proprie relazioni d'iniziativa legislativa, l'analisi ex ante delle valutazioni d'impatto della Commissione e la costante valutazione del potenziale valore aggiunto unionale e del "costo della non Europa";

31.  pone l'accento sulla necessità di chiarire, riguardo al principio di sussidiarietà, la ripartizione delle competenze quando le politiche commerciali hanno un impatto su investimenti diversi dagli investimenti esteri diretti, specificamente gli investimenti di portafoglio, in quanto continuano a esservi controversie nell'ambito degli attuali accordi di libero scambio; rileva in particolare le recenti discussioni sul tema della risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) e le proposte della Commissione per aggiornare e riformare il modello vigente; sottolinea a questo proposito che gli Stati membri dovrebbero anch'essi assumersi una responsabilità per il loro ruolo in tale processo, dati gli impegni che hanno assunto in forza di accordi bilaterali esistenti con paesi terzi; chiede che nel quadro della negoziazione e applicazione di clausole bilaterali di salvaguardia sia rispettato il principio di proporzionalità; ricorda che l'articolo 3 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea stabilisce che la politica commerciale comune è un settore interamente di competenza esclusiva dell'Unione, che deve basarsi su principi uniformi; osserva pertanto che il principio di sussidiarietà non si applica alla politica commerciale comune;

32.  chiede che si chiarisca se strumenti commerciali quale l'ISDS possano pregiudicare il principio di sussidiarietà per quanto concerne le competenze degli Stati membri; invita gli Stati membri a sbloccare la convenzione UNCITRAL sulla trasparenza nell'arbitrato tra investitori e Stato basato su trattati, affinché la Commissione possa firmare tale convenzione a nome dell'intera Unione; deplora l'attuale situazione, nella quale alcuni Stati membri sono parte della convenzione e altri non lo sono; ritiene che questo esempio dimostri chiaramente la necessità di chiarezza sotto tutti gli aspetti in merito alla portata della competenza esclusiva dell'Unione in materia di investimenti esteri diretti; ricorda che le politiche diverse attuate dagli Stati membri per quanto riguarda la protezione degli investimenti hanno portato alla situazione attuale in cui gli Stati membri sono parti di circa 1400 trattati bilaterali di investimento, con disposizioni talvolta diverse, il che può portare a distorsioni all'interno del mercato unico e a una disparità di trattamento degli investitori dell'UE all'estero;

33.  chiede, in relazione all'assistenza finanziaria dell'UE ad altri paesi, in particolare l'assistenza macrofinanziaria, valutazioni d'impatto ex ante ed ex post più approfondite per quanto riguarda la proporzionalità delle misure proposte, affinché l'assistenza sia efficiente e realmente utile ai nostri partner in difficoltà; insiste sulla necessità di subordinare l'erogazione dell'assistenza a una maggiore condizionalità e di assicurare un adeguato controllo dell'utilizzo dei fondi che comprenda misure riguardanti la prevenzione e la lotta contro la frode e la corruzione, nonché sulla necessità di un esame dettagliato da parte del Parlamento; chiede una forte integrazione degli strumenti esterni dell'UE che combini il commercio, lo sviluppo e la politica estera e di sicurezza; sottolinea che gli Stati membri devono mostrare maggiore impegno a questo proposito;

34.  sottolinea l'estrema importanza di forme adeguate di consultazione e dialogo e di coinvolgimento dei cittadini, delle imprese (in particolare le PMI) e della società civile nel processo decisionale dell'UE in materia di politica commerciale;

o

o  o

35.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2014)0061.

(3)

GU C 353 E del 3.12.2013, pag. 117.

(4)

GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 87.

(5)

http://ec.europa.eu/smart-regulation/refit/admin_burden/docs/08-10web_ce-brocuttingredtape_en.pdf

(6)

Proposta di regolamento del Consiglio sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi - COM(2012)0130.

(7)

Lettera del 12 settembre 2012 del Vicepresidente Šefčovič ai parlamenti nazionali.

(8)

Proposta della Commissione per l'istituzione della Procura europea - COM(2013)0534.

(9)

Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e ai parlamenti nazionali sul riesame della proposta di regolamento del Consiglio che istituisce la Procura europea per quanto riguarda il principio di sussidiarietà, a norma del protocollo n. 2, del 27 novembre 2013 (COM(2013)0851 final).


PARERE della commissione per il commercio internazionale (17.6.2015)

destinato alla commissione giuridica

sulle relazioni annuali 2012-2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità

(2014/2252(INI))

Relatore per parere: David Borrelli

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva l'importanza per la crescita e l'occupazione nell'UE della politica commerciale comune, nella quale l'UE può sfruttare le proprie dimensioni per massimizzare l'impatto in sede negoziale, e delle relazioni economiche dell'Unione con i paesi terzi e le organizzazioni regionali; ritiene pertanto che il principio di proporzionalità e, ove applicabile, di sussidiarietà, debbano essere adeguatamente rispettati anche in questo ambito politico, soprattutto se si determina che gli accordi commerciali hanno natura mista; accoglie favorevolmente l'iniziativa della Commissione volta a chiarire la questione degli accordi commerciali di natura mista, sottoponendo l'accordo di libero scambio UE-Singapore all'esame della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE); auspica che il parere della CGUE serva ad avanzare verso una maggiore chiarezza in merito a quali aspetti dei negoziati commerciali dell'UE attengano alla responsabilità degli Stati membri; sottolinea che la chiarezza dovrebbe costituire la base per una posizione negoziale più efficace dell'UE e per una procedura di ratifica più celere degli accordi commerciali tra l'UE e paesi terzi; sottolinea a questo proposito la fondamentale importanza della trasparenza in sede di negoziati commerciali;

2.  pone l'accento sull'esigenza di chiarire, riguardo al principio di sussidiarietà, la ripartizione delle competenze quando le politiche commerciali hanno un impatto su investimenti diversi dagli investimenti stranieri diretti, nella fattispecie su investimenti di portafoglio, in quanto continuano a esservi controversie nell'ambito degli attuali accordi di libero scambio; rileva nello specifico le recenti discussioni sul tema della risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) e la proposta della Commissione di aggiornare e riformare il modello vigente; sottolinea a questo proposito che gli Stati membri dovrebbero anch'essi assumere responsabilità per il ruolo che svolgono in tale processo, visti i loro impegni in virtù di accordi bilaterali esistenti con paesi terzi; chiede che sia rispettato il principio di proporzionalità nel quadro delle negoziazioni e dell'applicazione di clausole bilaterali di salvaguardia; ricorda che l'articolo 3 TFUE stabilisce che la politica commerciale comune è un settore di esclusiva competenza dell'Unione, che deve essere basato su principi uniformi; osserva pertanto che il principio di sussidiarietà non si applica alla politica commerciale comune;

3.  chiede che sia chiarito se strumenti commerciali quali l'ISDS possano pregiudicare il principio di sussidiarietà per quanto concerne le competenze degli Stati membri; esorta gli Stati membri a sbloccare la convenzione UNCITRAL sulla trasparenza nell'arbitrato tra investitori e Stato, basato sui trattati, affinché la Commissione possa firmare tale convenzione a nome dell'intera Unione; deplora l'attuale situazione, nella quale alcuni Stati membri sono parti della convenzione e altri non lo sono; ritiene che questo esempio dimostri chiaramente la necessità di chiarezza per tutte le parti riguardo alla portata della competenza esclusiva dell'Unione in materia di investimenti esteri diretti; ricorda che le diverse politiche attuate dagli Stati membri per quanto concerne la protezione degli investimenti hanno portato alla situazione attuale, nella quale gli Stati membri sono parti di circa 1 400 trattati bilaterali sugli investimenti, con disposizioni talvolta diverse, il che può portare a distorsioni all'interno del mercato unico e a un trattamento disuguale degli investitori dell'UE all'estero;

4.  chiede, in relazione all'assistenza finanziaria dell'UE ad altri paesi, con particolare riferimento all'assistenza macrofinanziaria, valutazioni d'impatto ex ante ed ex post più approfondite, che vertano sulla proporzionalità delle misure proposte, affinché l'assistenza sia efficace e realmente utile per i partner dell'UE in difficoltà; insiste sulla necessità di subordinare l'erogazione dell'assistenza a una maggiore condizionalità e di procedere a un adeguato controllo dell'utilizzo dei fondi che comprenda misure riguardo alla prevenzione della frode e della corruzione e alla lotta contro di esse, nonché un esame dettagliato da parte del Parlamento; chiede una solida integrazione degli strumenti esterni dell'UE che combini il commercio, lo sviluppo e la politica estera e di sicurezza; sottolinea che gli Stati membri devono mostrare maggiore impegno a questo proposito;

5.  constata che gli accordi commerciali preferenziali esistenti hanno mostrato di poter essere benefici per l'economia europea e di portare a crescita e occupazione; sottolinea che gli effetti degli accordi commerciali dipendono dai risultati dei negoziati e che le proiezioni dell'impatto sono quindi sempre basate su determinati presupposti; esorta la Commissione a svolgere valutazioni d'impatto sulla sostenibilità prima di avviare i negoziati sugli accordi commerciali, in un più ampio esercizio di valutazione d'impatto ex ante volto a valutare l'impatto economico, sociale e ambientale sui cittadini e sulle imprese dell'UE, segnatamente sulle PMI; sottolinea che anche gli Stati membri dovrebbero svolgere un ruolo centrale nella valutazione dei potenziali benefici e risvolti degli accordi commerciali preferenziali per le loro economie;

6.  sottolinea l'importanza fondamentale di un adeguato sistema di consultazione, dialogo e coinvolgimento che associ i cittadini, le imprese (in particolare le PMI) e la società civile al processo decisionale dell'UE in materia di politica commerciale.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

16.6.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

3

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Eleonora Forenza, Yannick Jadot, Ska Keller, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, Marine Le Pen, Emmanuel Maurel, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Artis Pabriks, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Viviane Reding, Tokia Saïfi, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Eric Andrieu, Dita Charanzová, Frédérique Ries, Fernando Ruas, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Mercedes Bresso, Rosa D'Amato, Kaja Kallas, Afzal Khan, Marc Tarabella


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (7.5.2015)

destinato alla commissione giuridica

sulle relazioni annuali 2012-2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità

(2014/2252(INI))

Relatore per parere: Patricija Šulin

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che l'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, e il relativo protocollo n. 2, stabiliscono norme relative all'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

B.  considerando che detti principi sono strumenti importanti per plasmare le politiche a beneficio dei cittadini dell'Unione europea e sono quindi anche strumenti per valutare l'impatto finanziario della legislazione;

1.  accoglie con favore l'avvio, da parte della Commissione, di una consultazione pubblica sulla revisione dei suoi orientamenti in materia di valutazione d'impatto e in materia di consultazione delle parti interessate(1), a seguito della richiesta del Parlamento di migliorare la comunicazione con la società civile, contenuta nella risoluzione del 14 settembre 2011 su una migliore legiferazione, sulla sussidiarietà, la proporzionalità e la normativa intelligente(2);

2.  prende atto degli obiettivi politici della nuova Commissione relativi alle seguenti iniziative e proposte legislative dell'UE: costo minimo; vantaggi per i cittadini, le imprese e i lavoratori; eliminazione degli oneri normativi superflui;

3.  sottolinea che la valutazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità è parte integrante del processo decisionale dell'UE; chiede alla Commissione di promuovere una corretta valutazione del valore aggiunto europeo e l'utilità e la necessità di un'azione dell'UE;

4.  rileva che una valutazione completa dei risultati delle politiche sostenute dalla Commissione sarà utilizzata ai fini della preparazione del bilancio UE da parte delle autorità di bilancio;

5.  ritiene che i programmi nell'ambito del quadro finanziario pluriennale dovrebbero valutare e dimostrare la conformità con il principio di sussidiarietà, in termini di valore aggiunto dimostrabile all'interno degli Stati membri beneficiari;

6.  esprime preoccupazione per il fatto che i fondi di bilancio dell'UE vengano in alcuni casi spesi per progetti che non producono risultati efficaci; incoraggia pertanto la Commissione a prendere in considerazione l'introduzione di valutazioni in loco per i progetti con un notevole impatto finanziario a livello locale;

7.  ribadisce l'invito, contenuto nella sua summenzionata risoluzione del 14 settembre 2011, di ricorrere a valutazioni d'impatto nazionali per completare quelle effettuate dalla Commissione - la cui riforma è in corso di discussione - a sostegno della legislazione proposta; ritiene che le unità per la valutazione d'impatto create di recente dal Parlamento possano completare fruttuosamente il lavoro della Commissione;

8.  invita la Commissione a proporre alla Corte dei conti l'inclusione, nelle sue relazioni speciali sulla gestione condivisa, se del caso, di un controllo della sussidiarietà e della proporzionalità degli strumenti dell'Unione;

9.  invita la Commissione, conformemente ai principi di proporzionalità e di sussidiarietà, a semplificare la procedura per la richiesta di fondi dell'UE, al fine di renderla più efficace e orientata ai risultati;

10.  ricorda alla Commissione la responsabilità del Parlamento di controllare l'esecuzione del bilancio dell'Unione europea e di ritenere la Commissione responsabile della sua gestione; sottolinea che il controllo parlamentare ha una dimensione di costo e dovrebbe concentrarsi su come porre rimedio alle irregolarità commesse ed evitare errori;

11.  auspica che la Commissione sviluppi sinergie fra l'UE, i bilanci nazionali e subnazionali e li sottoponga a valutazione per quanto riguarda il principio di sussidiarietà.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

5.5.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Bernd Kölmel, Verónica Lope Fontagné, Fulvio Martusciello, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Igor Šoltes, Bart Staes, Marco Valli, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Monika Hohlmeier, Karin Kadenbach, Julia Pitera, Patricija Šulin

(1)

http://ec.europa.eu/budget/explained/management/managt_who/who_en.cfm

(2)

GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 87; http://ec.europa.eu/smart-regulation/impact/planned_ia/consultation_2014/index_it.htm


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (29.5.2015)

destinato alla commissione giuridica

sulle relazioni annuali 2012-2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità

(2014/2252(INI))

Relatore per parere: Helga Stevens

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che le politiche occupazionali e sociali rientrino prevalentemente nell'ambito delle competenze degli Stati membri e che l'UE abbia il compito di adottare misure che assicurino il coordinamento delle politiche occupazionali degli Stati membri, definendo orientamenti e in particolare attraverso documenti normativi per il mercato del lavoro; incoraggia pertanto la Commissione e gli Stati membri a intensificare le discussioni sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità nell'ambito di tale politica;

2.  accoglie con favore la maggiore partecipazione e il più stretto coinvolgimento dei parlamenti nazionali nel processo legislativo europeo negli ultimi anni, il che ha condotto a un'accresciuta consapevolezza circa i principi su cui è fondata l'UE, ivi inclusi i principi di sussidiarietà e di proporzionalità nel contesto interistituzionale; rileva, tuttavia, che in tale contesto resta ancora molto da fare; propone, in primo luogo, che la Commissione si impegni in un dibattito annuale con ciascuno dei parlamenti nazionali al fine di rafforzare il dialogo tra la Commissione e i parlamenti nazionali;

3.  ricorda che secondo l'articolo 5 del trattato di Maastricht, l'Unione europea interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri;

4.  sottolinea che la formulazione di tutte le politiche dovrebbe rispettare il principio di sussidiarietà e garantire un valore aggiunto europeo tangibile; che i casi di sussidiarietà e di proporzionalità devono essere discussi approfonditamente e non dovrebbero essere utilizzati per minare il dialogo sociale nell'UE; che ai fini del rispetto del principio di sussidiarietà è fondamentale tenere conto del ruolo delle parti sociali e garantire la loro autonomia secondo i costumi e le tradizioni degli Stati membri; ritiene, a tale proposito, che le violazioni del principio di sussidiarietà possano determinare conseguenze indesiderate, minando ad esempio la fiducia dei cittadini nell'Unione europea, e che sia pertanto opportuno evitare questo genere di violazioni;

5.  prende atto dell'importanza dei parlamenti, del loro impatto territoriale e della loro vicinanza ai cittadini, e chiede, ove opportuno, che essi siano maggiormente coinvolti nel sistema di allerta precoce;

6.  incoraggia i parlamenti nazionali a emanare pareri motivati non soltanto in merito ai documenti legislativi della Commissione, ma anche per quanto concerne i documenti non legislativi che precedono l'elaborazione della legislazione dell'UE, onde influenzare più efficacemente le future iniziative e normative dell'UE;

7.  ricorda che, conformemente al principio di sussidiarietà, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l'UE interviene soltanto se e in quanto gli obiettivi di un'azione programmata possono essere conseguiti meglio a livello di Unione piuttosto che a livello nazionale, regionale o locale; evidenzia che la sussidiarietà può pertanto comportare sia un ampliamento dell'azione dell'Unione nel quadro delle sue competenze, ove le circostanze lo richiedano, sia, al contrario, una restrizione o un taglio dell'azione in questione quando questa non sia più giustificata; sottolinea che la sussidiarietà, in questo contesto, non si applica solo alle relazioni tra l'UE e i suoi Stati membri, ma abbraccia anche il livello regionale e locale;

8.  evidenzia che nel 2012, per la prima volta, i parlamenti nazionali hanno mostrato il "cartellino giallo", nel contesto del meccanismo di controllo della sussidiarietà, in relazione alla proposta di regolamento sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione di servizi; osserva, tuttavia, che secondo la Commissione il principio di sussidiarietà non era stato violato;

9.  ritiene che il ritiro finale della proposta da parte della Commissione, provocato secondo quest'ultima dall'opposizione politica e non in conseguenza della violazione del principio di sussidiarietà, debba incoraggiare le varie parti coinvolte a impegnarsi in un nuovo dibattito interistituzionale che sia maggiormente orientato a pervenire a un consenso sugli aspetti transnazionali delle relazioni industriali e a una maggiore considerazione del principio di sussidiarietà;

10.  invita la Commissione a fornire informazioni preliminari sulla propria scelta riguardante la base giuridica degli atti legislativi, poiché ciò agevolerà la cooperazione con i parlamenti nazionali;

11.  prende atto del fatto che nel 2013 i parlamenti nazionali, per la seconda volta in assoluto, hanno esercitato il diritto di ricorrere alla procedura del "cartellino giallo" nel quadro del meccanismo di controllo della sussidiarietà, attestando l'accresciuto interesse, ruolo e valore aggiunto dei parlamenti nazionali nell'elaborazione del diritto dell'UE;

12.  sottolinea che la procedura del "cartellino giallo", che è uno strumento inteso a influenzare il processo decisionale dell'UE, potrebbe essere rafforzata in modo efficace mediante uno scambio preliminare di informazioni sulle posizioni dei parlamenti nazionali, pertanto incoraggia i parlamenti nazionali a procedere a uno scambio di opinioni in merito all'ambito di applicazione e ai metodi di valutazione impiegati per valutare la conformità ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

13.  ritiene che il significato dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità non sia chiaro e che per questo motivo i parlamenti nazionali li interpretino in modo diverso, il che crea difficoltà nel conseguire accordi e soddisfare il rispetto delle loro decisioni; si compiace del fatto che la Commissione abbia stabilito criteri comuni per valutare il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità; incoraggia i parlamenti nazionali e le altre istituzioni a utilizzare tali criteri al fine di rafforzare la valutazione della compatibilità, il coordinamento e l'efficacia del meccanismo di controllo della sussidiarietà;

14.  prende atto che i parlamenti nazionali sono stati sul punto di sollevare il "cartellino giallo" nel quadro della proposta sulla Procura europea; ritiene che nei casi in cui la procedura del "cartellino giallo" sia sostenuta da diversi parlamenti nazionali, la comunicazione di follow-up della Commissione debba affrontare tutte le obiezioni sollevate da tali parlamenti;

15.  rileva che la legislazione può avere un impatto diverso sulle grandi imprese e sulle PMI e ritiene che sia necessario tenere conto di tale aspetto durante il processo di redazione; reputa che il principio "pensare anzitutto in piccolo" non punti a esentare le microimprese e le PMI dall'applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza, ma che possa invece costituire un elemento chiave nel processo politico e svolgere un ruolo importante nello stimolare la creazione di posti di lavoro e la crescita mediante la riduzione dei costi e della burocrazia e concentrandosi su una regolamentazione intelligente suscettibile di essere attuata in modo tale da garantire parità di condizioni per le PMI e le microimprese; sottolinea che tutti i lavoratori hanno diritto al massimo livello di tutela in materia di salute e sicurezza, indipendentemente dalle dimensioni dell'impresa, dal contratto sottostante o dallo Stato membro in cui lavorano;

16.  prende atto della crescente enfasi posta dalla Commissione sui cicli programmatici e sulle valutazioni d'impatto; invita la commissione competente a passare sistematicamente in rassegna le valutazioni d'impatto della Commissione e a prendere in esame l'analisi della valutazione d'impatto ex ante del Parlamento il più tempestivamente possibile nel processo legislativo, valutando nel contempo sempre il rispetto dei due principi; ritiene, da una parte, che le valutazioni d'impatto non debbano sostituirsi alle valutazioni e alle decisioni politiche e che, dall'altra, ogni proposta della Commissione debba avere un valore aggiunto europeo tangibile; chiede, pertanto, un approccio più olistico nei confronti delle valutazioni d'impatto, anche per quanto riguarda, se del caso, le conseguenze della mancata legiferazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.5.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

5

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Brando Benifei, David Casa, Ole Christensen, Agnes Jongerius, Jan Keller, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Krasnodębski, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Patrick Le Hyaric, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Edouard Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Yana Toom, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Heinz K. Becker, Lynn Boylan, Mercedes Bresso, Deirdre Clune, Eduard Kukan, Evelyn Regner, Csaba Sógor

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Andor Deli, Norica Nicolai, Urmas Paet, Pavel Telička, Marco Zanni


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (7.5.2015)

destinato alla commissione giuridica

sulle relazioni annuali 2012-2013 in materia di sussidiarietà e proporzionalità

(2014/2252(INI))

Relatore per parere: Kazimierz Michał Ujazdowski

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore, a questo proposito, il fatto che la Commissione verifichi ex ante che le sue proposte siano necessarie e che gli obiettivi dell'azione prevista non possano essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, come pure il fatto che giustifichi la propria azione rispetto ai principi di sussidiarietà e proporzionalità, conformemente all'articolo 5 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità; sottolinea vigorosamente l'importanza delle valutazioni d'impatto per assicurare il rispetto di questi due principi nell'elaborazione di proposte legislative; sottolinea altresì che assicurare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità dovrebbe essere anche una priorità della Commissione quando valuta le politiche esistenti dell'UE;

2.  ricorda che la sussidiarietà è salvaguardata anche dal fatto che nessuna normativa europea può essere adottata senza l'approvazione di un'ampia maggioranza di ministri nazionali (che rispondono ai parlamenti nazionali) in sede di Consiglio;

3.  rileva che, nella pratica, la sussidiarietà è un problema solo per un'esigua minoranza di proposte legislative, come mostrato dal fatto che la procedura del "cartellino arancione" non è mai stata avviata e quella del "cartellino giallo" lo è stata solo due volte in sei anni; considera che i parlamenti nazionali sono probabilmente interessati alla sostanza delle proposte anziché al solo aspetto della sussidiarietà e osserva che molti parlamenti nazionali stanno rafforzando le proprie procedure per poter influire sulla posizione adottata dai rispettivi ministri in sede di Consiglio;

4.  osserva che in virtù del principio di sussidiarietà, come sancito nei trattati, nei settori che non sono di sua competenza esclusiva l'Unione può intervenire "soltanto se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello regionale e locale, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione"; sottolinea che la sussidiarietà, che è un principio giuridico neutro connesso al concetto del livello ottimale di azione, può servire, quando lo circostanze lo richiedano, a estendere le attività dell'Unione, pur rimanendo nei limiti delle sue competenze, o al contrario a limitare o porre fine all'azione dell'Unione qualora essa non sia più giustificata;

5.  sottolinea che l'esercizio delle competenze dell'Unione europea dovrebbe essere guidato dai principi di sussidiarietà e proporzionalità come sancito all'articolo 5 del TUE; accoglie positivamente il fatto che, nel 2012 e 2013, il rispetto di questi due principi sia stato oggetto di attento controllo da parte delle istituzioni europee e dei parlamenti nazionali;

6.  apprezza il lavoro del comitato per la valutazione d'impatto sulle tematiche connesse alla sussidiarietà e alla proporzionalità degli atti giuridici e chiede maggiore cooperazione con il Comitato delle regioni e con la commissione AFCO già in questa fase della procedura su queste due problematiche interconnesse;

7.  chiede che i parlamenti locali e regionali siano consultati regolarmente e non solo su singole questioni specifiche;

8.  sottolinea il notevole aumento delle informazioni scambiate dai parlamenti nazionali grazie al sistema IPEX e prende atto dell'incremento del numero di pareri motivati formulati dai parlamenti nazionali (+ 9 % nel 2012, + 25 % nel 2013); si compiace del più stretto coinvolgimento dei parlamenti nazionali nel processo legislativo europeo, in particolare per quanto riguarda il vaglio delle proposte legislative alla luce dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

9.  sottolinea che sia nel 2012 che nel 2013 i parlamenti nazionali hanno fatto ricorso alla procedura del cartellino giallo nel contesto del meccanismo di controllo della sussidiarietà; ritiene pertanto che i parlamenti nazionali abbiano migliorato la propria capacità di servirsi delle prerogative di cui dispongono nel contesto del meccanismo di controllo della sussidiarietà; incoraggia vivamente i parlamenti nazionali a continuare a sviluppare la cooperazione reciproca, al fine di svolgere appieno il ruolo loro conferito dai trattati in vigore;

10.  è consapevole del fatto che molti parlamenti nazionali desiderano influenzare il contenuto della legislazione, anziché limitarsi a commentare i casi relativamente rari nei quali la sussidiarietà può costituire un problema; accoglie positivamente i contributi presentati alla Commissione nel quadro dell'"iniziativa Barroso"; ritiene che il metodo più efficace affinché i parlamenti nazionali esercitino tale influenza consista nel definire, prima delle riunioni del Consiglio, la posizione dei ministri dei rispettivi paesi, e che il periodo di 8 settimane possa essere utilizzato anche a questo fine;

11.  sostiene che le istituzioni europee debbano mettere i parlamenti nazionali in condizione di controllare le proposte legislative e che la Commissione dovrebbe di conseguenza fornire motivazioni dettagliate e complete delle proprie decisioni in materia di sussidiarietà e proporzionalità;

12.  sottolinea il proprio impegno ad assicurare il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità attraverso una valutazione delle proprie relazioni d'iniziativa legislativa, l'analisi ex ante delle valutazioni d'impatto della Commissione e la costante valutazione del potenziale valore aggiunto unionale e del "costo della non-Europa";

13.  rileva tuttavia che la maggior parte dei pareri di parlamenti nazionali è presentata da un piccolo numero di camere nazionali, e incoraggia gli altri parlamenti a partecipare più attivamente al dibattito europeo;

14.  ritiene che una discussione in merito all'estensione del periodo di cui i parlamenti nazionali dispongono per formulare un parere motivato, conformemente all'articolo 6 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, potrebbe essere fruttuosa nell'ottica di identificare possibili miglioramenti dell'attuale quadro legislativo; ritiene che, nel frattempo, il periodo concesso ai parlamenti nazionali per formulare un parere motivato dovrebbe essere calcolato in modo flessibile; ricorda che qualsiasi modifica del termine in questione richiederebbe una modifica del trattato; raccomanda, pertanto, che tale riflessione abbia inizio a tempo debito per consentire una discussione sulla questione del coinvolgimento dei parlamenti nazionali prima della prossima modifica dei trattati; sottolinea che la discussione sull'estensione del periodo attualmente concesso ai parlamenti nazionali potrebbe includere la questione del ruolo dei parlamenti regionali, nonché quella delle risorse a disposizione dei parlamenti nazionali; si appella altresì alla Commissione affinché si pronunci sull'iniziativa del "cartellino verde" dei parlamenti nazionali;

15.  ritiene che, vista la loro esperienza, i parlamenti nazionali possano apportare contributi significativi al dibattito e al processo decisionale europei; incoraggia pertanto i parlamenti nazionali a fare pienamente uso delle competenze loro attribuite dai trattati vigenti, anche sviluppando ulteriormente la cooperazione reciproca;

16.  suggerisce che una nuova misura da considerare potrebbe essere una procedura di "cartellino verde", in base alla quale i parlamenti nazionali potrebbero avviare il processo legislativo europeo, svolgendo in tal modo un ruolo costruttivo nell'elaborazione della legislazione europea; ritiene che una tale procedura potrebbe essere introdotta mediante un impegno volontario della Commissione e senza necessità di modificare i trattati;

17.  sottolinea che nel 2012 i parlamenti nazionali hanno fatto scattare per la prima volta la procedura del cartellino giallo riguardo al principio di sussidiarietà, in reazione alla proposta di regolamento della Commissione sull'esercizio del diritto di promuovere azioni collettive nel quadro della libertà di stabilimento e della libera prestazione dei servizi (Monti II); osserva che la Commissione, pur concludendo che non vi era stata violazione del principio di sussidiarietà, ha ritirato la proposta a causa del mancato sostegno politico; osserva che nel 2013 è stata attivata una seconda procedura del cartellino giallo, in merito alla proposta della Commissione di un regolamento del Consiglio che istituisce la Procura europea (EPPO); rileva che la Commissione ha concluso che la proposta rispettava il principio di sussidiarietà e ha deciso di mantenerla;

18.  sottolinea l'enorme impatto potenziale che le decisioni a livello di Unione in merito alla conclusione di accordi commerciali internazionali quali il partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) e l'accordo economico e commerciale globale (CETA) possono avere sulla capacità di governo autonomo regionale e locale, in particolare sulle decisioni in merito a servizi di interesse economico generale; esorta la Commissione e il Consiglio a tenere pienamente conto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità quando negoziano accordi commerciali internazionali, e a riferire al Parlamento in merito ai potenziali effetti di questi ultimi sulla sussidiarietà;

19.  osserva che i pareri motivati presentati dai parlamenti nazionali mettono in evidenza l'esistenza di diverse interpretazioni dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; ricorda in questo contesto che il principio di sussidiarietà, come sancito nei trattati, consente all'Unione di agire nei settori che non sono di sua competenza esclusiva soltanto "se e in quanto gli obiettivi dell'azione prevista non possono essere conseguiti in misura sufficiente dagli Stati membri, né a livello centrale né a livello regionale e locale, ma possono, a motivo della portata o degli effetti dell'azione in questione, essere conseguiti meglio a livello di Unione"; ricorda altresì che, "in virtù del principio di proporzionalità, il contenuto e la forma dell'azione dell'Unione si limitano a quanto necessario per il conseguimento degli obiettivi dei trattati"; incoraggia i parlamenti nazionali a rispettare fedelmente la lettera del TUE quando valutano il rispetto dei principi di sussidiarietà e proporzionalità; raccomanda vivamente che i parlamenti nazionali e le istituzioni europee procedano a scambi di opinioni e prassi in materia di controllo di sussidiarietà e proporzionalità.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

5.5.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mercedes Bresso, Fabio Massimo Castaldo, Kostas Chrysogonos, Richard Corbett, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Jo Leinen, Morten Messerschmidt, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Paulo Rangel, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Claudia Tapardel, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Sylvie Goulard, David McAllister, Cristian Dan Preda, Viviane Reding


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

13.10.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

13

7

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Laura Ferrara, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Sajjad Karim, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, József Szájer, Axel Voss, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Stefano Maullu

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrew Lewer

Ultimo aggiornamento: 13 novembre 2015Avviso legale