Procedura : 2016/0231(COD)
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Ciclo del documento : A8-0208/2017

Testi presentati :

A8-0208/2017

Discussioni :

PV 13/06/2017 - 3
CRE 13/06/2017 - 3

Votazioni :

PV 14/06/2017 - 8.1
CRE 14/06/2017 - 8.1

Testi approvati :

P8_TA(2017)0256

RELAZIONE     ***I
PDF 1080kWORD 159k
6 giugno 2017
PE 592.423v03-00 A8-0208/2017

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2012-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e che modifica il regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

(COM(2016)0482 – C8-331/2016 – 2016/0231(COD))

Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Relatore: Gerben-Jan Gerbrandy

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
  VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2012-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e che modifica il regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo a un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

(COM(2016)0482 – C8-331/2016 – 2016/0231(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0482),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 192, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-331/2016),

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2016(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 22 marzo 2017(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A8-0208/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

relativo a un'azione per il clima al fine di onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici ("regolamento relativo all'azione per il clima recante attuazione dell'accordo di Parigi")

(Testo rilevante ai fini del SEE)

(Testo rilevante ai fini del SEE)

Motivazione

Il nuovo titolo vuole rispecchiare maggiormente il contenuto del regolamento.

Emendamento  2

Proposta di regolamento

Visto 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visto il protocollo (n. 1) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

Emendamento  3

Proposta di regolamento

Visto 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visto il protocollo (n. 2) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Il 10 giugno 2016 la Commissione ha presentato la proposta di ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'Unione. La presente proposta legislativa è uno degli strumenti d'attuazione dell'impegno preso dall'Unione sottoscrivendo l'accordo di Parigi. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

(3)  Il Consiglio ha ratificato l'accordo di Parigi il 5 ottobre 2016, dopo che il 4 ottobre 2016 il Parlamento europeo aveva dato la sua approvazione. A norma del suo articolo 2, l'accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre 2016, mira a "rafforzare la risposta mondiale alla minaccia posta dei cambiamenti climatici, nel contesto dello sviluppo sostenibile e degli sforzi volti a eliminare la povertà, in particolare: a) mantenendo l'aumento della temperatura media mondiale ben al di sotto di 2º C rispetto ai livelli preindustriali e proseguendo l'azione volta a limitare tale aumento a 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali, riconoscendo che ciò potrebbe ridurre in modo significativo i rischi e gli effetti dei cambiamenti climatici; b) aumentando la capacità di adattamento agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e promuovendo la resilienza climatica e lo sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra, con modalità che non minaccino la produzione alimentare; c) rendendo i flussi finanziari coerenti con un percorso che conduca a uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente al clima."

 

L'accordo di Parigi impone altresì alle parti di intraprendere azioni per conservare e migliorare, ove opportuno, i pozzi e i serbatoi di gas a effetto serra, comprese le foreste.

 

La presente proposta legislativa è uno degli strumenti d'attuazione dell'impegno preso dall'Unione sottoscrivendo l'accordo di Parigi. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  L'accordo di Parigi si sostituisce all'approccio adottato nell'ambito del protocollo di Kyoto del 1997, che non sarà più d'applicazione dopo il 2020.

(4)  L'accordo di Parigi si sostituisce all'approccio adottato nell'ambito del protocollo di Kyoto del 1997, che non sarà più d'applicazione dopo il 2020. Anche i programmi di investimenti verdi collegati al protocollo di Kyoto, che forniscono sostegno finanziario a progetti finalizzati alla riduzione delle emissioni negli Stati membri a basso reddito, saranno pertanto abbandonati.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  Nella sua riunione del 21 ottobre 2009, il Consiglio Ambiente si è espresso a favore di un obiettivo dell'Unione consistente nel ridurre le emissioni, entro il 2050, di una percentuale compresa fra l'80 e il 95 % rispetto ai livelli del 1990, nel quadro delle necessarie riduzioni che i paesi sviluppati considerati nel loro insieme devono conseguire secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC).

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Per realizzare la transizione verso l'energia pulita occorre modificare i comportamenti d'investimento e offrire nuovi incentivi nell'intero spettro delle politiche. Per l'Unione è di primaria importanza la creazione di un'Unione dell'energia resiliente capace di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile, competitivo e a prezzi ragionevoli ai propri cittadini. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario proseguire con azioni ambiziose per il clima mediante il presente regolamento e compiere progressi riguardo ad altri aspetti dell'Unione dell'energia, come indicato nella strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici16.

(5)  Per realizzare la transizione verso l'energia pulita e la bioeconomia occorre modificare i comportamenti d'investimento nell'intero spettro delle politiche e prevedere incentivi per le piccole e medie imprese (PMI) con minore disponibilità di capitale e per le piccole aziende agricole affinché adeguino i loro modelli commerciali. Per l'Unione sono di primaria importanza la creazione di un'Unione dell'energia resiliente, che dia priorità all'efficienza energetica e punti a garantire un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile e a prezzi ragionevoli ai propri cittadini, nonché l'applicazione di politiche rigorose in materia di sostenibilità e riduzione delle emissioni quanto all'uso di risorse biologiche in sostituzione delle risorse fossili. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario proseguire con azioni ambiziose per il clima mediante il presente regolamento e compiere progressi riguardo ad altri aspetti dell'Unione dell'energia, come indicato nella strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici16.

__________________

__________________

16 COM(2015)80

16 COM(2015)80

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  L'approccio adottato nella decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio19, che fissa per ciascuno Stato membro un limite annuale vincolante, dovrebbe continuare a essere utilizzato anche nel periodo 2021-2030, impostando una traiettoria che inizia nel 2020 al livello delle sue emissioni medie di gas serra nel periodo 2016-2018 e termina nel 2030 per ciascun Stato membro. È previsto un adeguamento dell'assegnazione 2021 per gli Stati membri con un limite positivo a norma della decisione n. 406/2009/CE e un aumento delle assegnazioni annue di emissioni tra il 2017 e il 2020 stabilito ai sensi delle decisioni. 2013/162/UE e 2013/634/UE, per rispecchiare la capacità di aumento delle emissioni in quel periodo. Il Consiglio europeo ha concluso che la disponibilità e l'impiego degli attuali strumenti di flessibilità nei settori non coperti dal sistema ETS dovrebbero essere rafforzati in misura significativa per garantire l'efficacia in termini di costi dello sforzo collettivo dell'Unione e la convergenza delle emissioni pro capite entro il 2030.

(9)  L'approccio adottato nella decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio19, che fissa per ciascuno Stato membro un limite annuale vincolante, dovrebbe continuare a essere utilizzato anche nel periodo 2021-2030, impostando una traiettoria che inizia nel 2018 al livello delle sue emissioni medie di gas serra nel periodo 2016-2018 o del valore dell'assegnazione annuale di emissioni per il 2020, a seconda del dato che risulti inferiore, e termina nel 2030 per ciascun Stato membro. Per premiare gli interventi tempestivi e sostenere gli Stati membri con minori capacità d'investimento, gli Stati membri con un PIL pro capite inferiore alla media UE le cui emissioni nel periodo dal 2013 al 2020 sono inferiori alle loro assegnazioni annuali di emissioni per tale periodo a norma della decisione n. 406/2009/CE possono richiedere, a talune condizioni, assegnazioni supplementari provenienti da una riserva. È previsto un adeguamento supplementare dell'assegnazione 2021 per gli Stati membri con un limite positivo a norma della decisione n. 406/2009/CE e un aumento delle assegnazioni annue di emissioni tra il 2017 e il 2020 stabilito ai sensi delle decisioni 2013/162/UE e 2013/634/UE, per rispecchiare la capacità di aumento delle emissioni in quel periodo. Il Consiglio europeo ha concluso che la disponibilità e l'impiego degli attuali strumenti di flessibilità nei settori non coperti dal sistema ETS dovrebbero essere rafforzati in misura significativa per garantire l'efficacia in termini di costi dello sforzo collettivo dell'Unione e la convergenza delle emissioni pro capite entro il 2030.

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19 Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 (GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136).

19 Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 (GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136).

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Per far sì che l'Unione si indirizzi verso un'economia a basse emissioni di carbonio, il presente regolamento prevede una traiettoria di riduzione delle emissioni a lungo termine volta a ridurre, a partire dal 2031, le emissioni di gas a effetto serra oggetto del presente regolamento. Il regolamento contribuisce inoltre al conseguimento dell'obiettivo dell'accordo di Parigi di raggiungere un equilibrio tra le emissioni di origine antropica dalle varie fonti e gli assorbimenti tramite pozzi dei gas a effetto serra nella seconda metà del secolo.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  Per salvaguardare la piena efficacia della riserva stabilizzatrice del mercato istituita dalla decisione (UE) 2015/18141 bis del Parlamento europeo e del Consiglio, le quote cancellate per effetto dell'utilizzo dello strumento di flessibilità istituito dal presente regolamento a seguito della riduzione delle quote ETS UE non dovrebbero essere considerate come quote cancellate in conformità della direttiva 2003/87/CE nel determinare, come previsto dalla decisione (UE) 2015/1814, il numero totale di quote in circolazione in un dato anno a norma di detta decisione.

 

____________________________

 

1 bis  Decisione (UE) 2015/1814 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 ottobre 2015, relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra e recante modifica della direttiva 2003/87/CE (GU L 264 del 9.10.2015, pag. 1).

Emendamento     11

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Una serie di misure dell'Unione rafforza la capacità degli Stati membri di rispettare gli impegni assunti sul fronte del clima ed è determinante per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni nei settori disciplinati dal presente regolamento. Si tratta in particolare della legislazione in materia di gas fluorurati a effetto serra, riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli stradali, prestazione energetica dell'edilizia, fonti rinnovabili di energia, efficienza energetica ed economia circolare, nonché degli strumenti unionali di finanziamento destinati a investimenti nel settore del clima.

(11)  Una serie di misure dell'Unione rafforza la capacità degli Stati membri di rispettare gli impegni assunti sul fronte del clima ed è determinante per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni nei settori disciplinati dal presente regolamento. Si tratta in particolare della legislazione in materia di gas fluorurati a effetto serra, riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli stradali, miglioramento delle prestazioni energetiche dell'edilizia, aumento delle fonti rinnovabili di energia, incremento dell'efficienza energetica e promozione dell'economia circolare, nonché degli strumenti unionali di finanziamento degli investimenti nel settore del clima.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)  Al fine di conseguire tali riduzioni delle emissioni, e nel tentativo di massimizzare il ruolo del settore agricolo, è importante che gli Stati membri promuovano le azioni di mitigazione innovative che presentano le maggiori potenzialità, tra cui: conversione di seminativi in prato permanente; gestione di siepi, fasce tampone e alberi sui terreni agricoli; nuovi programmi agroforestali e di riforestazione; prevenzione dell'abbattimento degli alberi e del disboscamento; lavorazione del terreno minima o nulla e utilizzo di colture protettive/intercalari e dei residui di coltivazione sul terreno; realizzazione di bilanci del carbonio ed elaborazione di piani di gestione del suolo e dei nutrienti; miglioramento dell'efficienza dell'azoto e inibizione della nitrificazione; recupero e conservazione delle zone umide e delle torbiere; perfezionamento dei metodi di allevamento, alimentazione e gestione del bestiame al fine di ridurre le emissioni.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 ter)  Il presente regolamento, inclusi gli strumenti di flessibilità disponibili, incentiva riduzioni delle emissioni coerenti con il resto della legislazione dell'Unione in materia di clima ed energia relativa ai settori oggetto del regolamento stesso, tra cui l'ambito dell'efficienza energetica. Dal momento che oltre il 75 % delle emissioni di gas a effetto serra è legato all'energia, una maggiore efficienza nell'uso dell'energia e l'incremento del risparmio energetico svolgeranno un ruolo importante nella riduzione delle emissioni. Politiche ambiziose in materia di efficienza energetica sono pertanto essenziali non solo per consentire maggiori risparmi sulle importazioni di combustibili fossili al fine di garantire la sicurezza energetica e ridurre le bollette per i consumatori, ma anche per diffondere maggiormente le tecnologie di risparmio energetico nell'edilizia, nell'industria e nei trasporti, rafforzare la competitività economica, creare occupazione a livello locale, nonché migliorare le condizioni di salute e lottare contro la povertà energetica. Ammortizzandosi nel tempo, le misure adottate nei settori oggetto del presente regolamento rappresentano un modo economicamente efficace per aiutare gli Stati membri a conseguire i loro obiettivi ai sensi del regolamento medesimo. Di conseguenza, all'atto di tradurre il presente regolamento in politiche nazionali, è importante che gli Stati membri prestino particolare attenzione alle specifiche e diverse possibilità di miglioramento dell'efficienza energetica e di investimento nei vari settori.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 11 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 quater)  Il settore dei trasporti non è soltanto il maggiore responsabile delle emissioni di gas serra, ma anche il settore in cui il consumo energetico è cresciuto più rapidamente dal 1990. È dunque importante che la Commissione e gli Stati membri compiano ulteriori sforzi per migliorare l'efficienza energetica, promuovere il passaggio a modalità di trasporto sostenibili e ridurre l'elevata dipendenza dal carbonio del settore. La decarbonizzazione del mix energetico, da conseguire promuovendo l'energia a basse emissioni per i trasporti, ad esempio ricorrendo a biocarburanti sostenibili e ai veicoli elettrici, contribuirà all'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2, in linea con le finalità dell'accordo di Parigi. Tutto ciò potrebbe essere agevolato garantendo al settore un quadro chiaro e a lungo termine che offra certezza, sul quale basare gli investimenti.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 11 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 quinquies)   L'impatto delle politiche energetiche e settoriali sugli impegni nazionali e dell'Unione in materia di clima dovrebbe essere valutato mediante metodi di quantificazione comuni, affinché risulti trasparente e verificabile.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Il regolamento [ ] [relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per le politiche del clima e dell'energia] stabilisce le norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Dato che il risultato ambientale per cui è inteso il presente regolamento, ossia la riduzione dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, varia se si tiene conto degli assorbimenti e delle emissioni, fino a una quantità pari alla somma del loro totale netto, risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti ai termini del regolamento [ ], si dovrebbe offrire agli Stati membri un'ulteriore possibilità di onorare i propri impegni, se necessario, introducendo uno strumento di flessibilità che consenta di tenere conto della quantità massima di 280 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di tali assorbimenti, suddivisa tra gli Stati membri in base ai valori di cui all'allegato III. Quando l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe, in relazione all'articolo 7, essere delegato alla Commissione per rispecchiare un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti nella flessibilità prevista da tale articolo. Prima di adottare atti delegati di questo tipo, la Commissione dovrebbe valutare la validità della contabilità per i terreni forestali gestiti rispetto ai dati disponibili, in particolare la coerenza tra i tassi di utilizzazione previsti e quelli effettivi. Il presente regolamento dovrebbe inoltre dare facoltà agli Stati membri di eliminare volontariamente determinate quantità di emissioni annuali assegnategli affinché siano prese in considerazione in sede di valutazione della conformità degli Stati membri agli obblighi del regolamento [ ].

(12)  Il regolamento [ ] [relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per le politiche del clima e dell'energia] stabilisce le norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Dato che il risultato ambientale per cui è inteso il presente regolamento, ossia la riduzione dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, varia se si tiene conto degli assorbimenti e delle emissioni, fino a una quantità pari alla somma del loro totale netto, risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite, pascoli gestiti e, ove applicabile, zone umide gestite ai termini del regolamento [ ], si dovrebbe offrire agli Stati membri un'ulteriore possibilità di onorare i propri impegni, se necessario, introducendo uno strumento di flessibilità che consenta di tenere conto della quantità massima di 190 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di tali assorbimenti, suddivisa tra gli Stati membri in base ai valori di cui all'allegato III. Quando l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo all'articolo 7 per rispecchiare un contributo equilibrato della categoria contabile dei terreni forestali gestiti nella flessibilità di 190 milioni di tonnellate prevista da tale articolo. Prima di adottare atti delegati di questo tipo, la Commissione dovrebbe valutare la validità della contabilità per i terreni forestali gestiti rispetto ai dati disponibili, in particolare la coerenza tra i tassi di utilizzazione previsti e quelli effettivi. Il presente regolamento dovrebbe inoltre dare facoltà agli Stati membri di eliminare volontariamente determinate quantità di emissioni annuali assegnate loro affinché siano prese in considerazione in sede di valutazione della conformità degli Stati membri agli obblighi del regolamento [ ].

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  Il raggiungimento, in modo reciprocamente coerente, dei molteplici obiettivi dell'Unione connessi al settore agricolo, tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, la qualità dell'aria, la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici e il sostegno alle economie rurali, richiederà cambiamenti sotto il profilo degli investimenti e degli incentivi sostenuti da misure dell'Unione, come la PAC. È essenziale che il presente regolamento tenga conto dell'obiettivo di contribuire alle finalità della strategia forestale dell'Unione, che mira a promuovere un approvvigionamento competitivo e sostenibile di legno per la bioeconomia dell'Unione, alle politiche forestali nazionali degli Stati membri, alla strategia dell'Unione sulla biodiversità e alla strategia dell'Unione sull'economia circolare.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Per garantire che la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni necessarie a valutare l'andamento delle assegnazioni annuali delle emissioni degli Stati membri avvengano all'insegna dell'efficienza, della trasparenza e dell'efficacia dei costi, gli obblighi di comunicazione e di valutazione annuali a norma del presente regolamento sono integrati con i pertinenti articoli del regolamento (UE) n. 525/2013, che dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza. La modifica del suddetto regolamento dovrebbe anche garantire che i progressi realizzati dagli Stati membri nel ridurre le emissioni continuino a essere valutati ogni anno, tenendo conto dell'evoluzione delle politiche e delle misure dell'Unione, nonché delle informazioni trasmesse dagli Stati membri. Ogni due anni la valutazione dovrebbe vertere anche sulle proiezioni dei progressi dell'Unione attesi per tenere fede agli impegni di riduzione e dagli Stati membri per adempiere gli obblighi ad essi incombenti. L'applicazione delle deduzioni dovrebbe tuttavia essere presa in considerazione soltanto ogni cinque anni, in modo da tenere conto del contributo potenziale dei terreni disboscati, dei terreni imboschiti, delle terre coltivate gestite e dei pascoli gestiti a norma del regolamento [ ]. Ciò non pregiudica l'obbligo della Commissione di garantire il rispetto degli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente regolamento o il potere della Commissione di avviare procedimenti di infrazione a tal fine.

(13)  Per garantire che la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni necessarie a valutare l'andamento delle assegnazioni annuali delle emissioni degli Stati membri avvengano all'insegna dell'efficienza, della trasparenza e dell'efficacia dei costi, gli obblighi di comunicazione e di valutazione annuali a norma del presente regolamento sono integrati con i pertinenti articoli del regolamento (UE) n. 525/2013, che dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza. La modifica del suddetto regolamento dovrebbe anche garantire che i progressi realizzati dagli Stati membri nel ridurre le emissioni continuino a essere valutati ogni anno, tenendo conto dell'evoluzione delle politiche e delle misure dell'Unione, nonché delle informazioni trasmesse dagli Stati membri. Ogni due anni la valutazione dovrebbe vertere anche sulle proiezioni dei progressi dell'Unione attesi per tenere fede agli impegni di riduzione e dagli Stati membri per adempiere gli obblighi ad essi incombenti. Ogni due anni si dovrebbe procedere a una verifica completa della conformità. L'applicazione del contributo potenziale dei terreni disboscati, dei terreni imboschiti, delle terre coltivate gestite e dei pascoli gestiti a norma del regolamento [ ] dovrebbe essere presa in considerazione secondo la periodicità stabilita nel suddetto regolamento. Ciò non pregiudica l'obbligo della Commissione di garantire il rispetto degli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente regolamento o il potere della Commissione di avviare procedimenti di infrazione a tal fine.

Emendamento     19

Proposta di regolamento

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Dal momento che i settori oggetto del presente regolamento sono responsabili di oltre la metà delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione, le politiche di riduzione delle emissioni in tali settori rivestono una grande importanza ai fini del rispetto degli impegni dell'Unione conformemente all'accordo di Parigi. Pertanto, le procedure di monitoraggio, comunicazione e follow-up previste dal presente regolamento dovrebbero essere assolutamente trasparenti. Gli Stati membri e la Commissione dovrebbero rendere pubblicamente disponibili le informazioni sulla conformità al presente regolamento, garantendo che i portatori d'interesse e i cittadini siano adeguatamente associati al processo di riesame del regolamento. La Commissione dovrebbe altresì creare un sistema efficiente e trasparente per verificare gli effetti degli strumenti di flessibilità introdotti.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Per potenziare l'efficacia globale rispetto ai costi delle riduzione totali, gli Stati membri dovrebbero poter trasferire ad altri Stati membri parte della loro assegnazione annuale di emissioni. È opportuno garantire che tali trasferimenti siano effettuati in totale trasparenza, ad esempio con modalità reciprocamente concordate come la vendita all'asta, il ricorso a intermediari del mercato operanti a titolo di agenti o accordi bilaterali.

(14)  Per potenziare l'efficacia globale rispetto ai costi delle riduzione totali, gli Stati membri dovrebbero poter accantonare o anticipare parte delle loro assegnazioni annuali di emissioni. Essi dovrebbero altresì poter trasferire ad altri Stati membri parte della loro assegnazione annuale di emissioni. È opportuno garantire che tali trasferimenti siano effettuati in totale trasparenza, ad esempio con modalità reciprocamente concordate come la vendita all'asta, il ricorso a intermediari del mercato operanti a titolo di agenti o accordi bilaterali.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Il compito dell'Agenzia europea dell'ambiente è promuovere lo sviluppo sostenibile e contribuire a un miglioramento significativo e misurabile dell'ambiente in Europa, fornendo informazioni tempestive, mirate, pertinenti e attendibili ai responsabili delle politiche, alle istituzioni pubbliche e ai cittadini. L'Agenzia europea dell'ambiente dovrebbe assistere la Commissione, laddove necessario, in linea con il suo programma di lavoro annuale.

(15)  Il compito dell'Agenzia europea dell'ambiente è promuovere lo sviluppo sostenibile e contribuire a un miglioramento significativo e misurabile dell'ambiente in Europa, fornendo informazioni tempestive, mirate, pertinenti e attendibili ai responsabili delle politiche, alle istituzioni pubbliche e ai cittadini. L'Agenzia europea dell'ambiente dovrebbe assistere la Commissione, laddove necessario, in linea con il suo programma di lavoro annuale, e contribuire in maniera diretta ed efficace a far fronte ai cambiamenti climatici.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione dell'articolo 4 in base al quale saranno determinati i limiti annuali di emissioni degli Stati membri. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio21.

(17)  Dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea per integrare il presente regolamento mediante la determinazione dei limiti annuali di emissioni degli Stati membri.

_________________

 

21 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

 

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  Oltre agli sforzi intesi a ridurre le sue emissioni, è importante che l'Unione, in linea con l'obiettivo di accrescere il suo contributo alle azioni positive a livello mondiale in materia di carbonio ("carbon handprint"), contempli soluzioni per il clima, insieme ai paesi terzi, attuando progetti comuni con tali paesi nel contesto delle politiche per il clima all'orizzonte 2030, tenendo conto del fatto che l'accordo di Parigi fa riferimento a un nuovo meccanismo di cooperazione internazionale per contrastare i cambiamenti climatici.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni al fine di valutarne il funzionamento generale. Il riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi.

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni al fine di valutarne il funzionamento generale. Il riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi.

 

Per rispettare l'accordo di Parigi, è necessario che l'Unione intensifichi progressivamente i propri sforzi e presenti, ogni cinque anni, un contributo che rispecchi il massimo livello di ambizione che le è possibile.

 

Il riesame dovrebbe pertanto tener conto dell'obiettivo dell'Unione di ridurre di una percentuale compresa fra l'80 e il 95 % entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990, le emissioni di gas a effetto serra in tutti i comparti economici, così come dell'obiettivo dell'accordo di Parigi di raggiungere un equilibrio tra le emissioni di origine antropica dalle varie fonti e gli assorbimenti tramite pozzi dei gas a effetto serra nella seconda metà del secolo. Il riesame dovrebbe essere basato sulle migliori conoscenze scientifiche disponibili e prendere le mosse da una relazione preparatoria dell'Agenzia europea per l'ambiente.

 

Il riesame delle riduzioni delle emissioni degli Stati membri per il periodo successivo al 2031 dovrebbe tener conto dei principi di equità ed efficacia dei costi.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Il presente regolamento stabilisce gli obblighi relativi ai contributi minimi degli Stati membri all'impegno di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra assunto dall'Unione per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030, e le norme relative alla determinazione delle assegnazioni annuali di emissioni e alla valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell'apporto dei rispettivi contributi minimi.

Il presente regolamento stabilisce gli obblighi relativi ai contributi minimi degli Stati membri all'impegno di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra assunto dall'Unione per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030, e le norme relative alla determinazione delle assegnazioni annuali di emissioni e alla valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell'apporto dei rispettivi contributi minimi. Esso impone agli Stati membri di ridurre le emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 2 al fine di rispettare l'obiettivo dell'Unione di una loro riduzione di almeno il 30 %, rispetto ai livelli del 2005, da conseguire entro il 2030 in modo equo ed efficace sotto il profilo dei costi.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

L'obiettivo generale del presente regolamento è indirizzare l'Unione verso un'economia a basse emissioni di carbonio mediante la definizione di un percorso prevedibile a lungo termine, volto a ridurre entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra dell'Unione di una percentuale compresa tra l'80 e il 95 %, rispetto ai livelli del 1990.

Emendamento     27

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Ai fini del presente regolamento, le emissioni di CO2 risultanti da fonti di categoria IPCC "1.A.3.A trasporto aereo" sono considerate pari a zero.

3.  Ai fini del presente regolamento, le emissioni di CO2 risultanti da fonti di categoria IPCC "1.A.3.A trasporto aereo" che rientrano nella direttiva 2003/87/CE sono considerate pari a zero.

Emendamento     28

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Il presente regolamento si applica alle emissioni di CO2 risultanti da fonti di categoria IPCC "1.A.3.D navigazione" che non sono oggetto della direttiva 2003/87/CE.

Motivazione

Le emissioni prodotte dal trasporto marittimo devono essere contemplate nel presente regolamento, a meno che non siano incluse nel sistema ETS.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 4

Articolo 4

Livelli annuali di emissioni per il periodo 2021-2030

Livelli annuali di emissioni per il periodo 2021-2030

1.  Entro il 2030 gli Stati membri limitano le loro emissioni di gas a effetto serra almeno della percentuale stabilita per ciascuno di essi nell'allegato I della presente decisione rispetto ai livelli nazionali del 2005 determinati a norma del paragrafo 3.

1.  Entro il 2030 gli Stati membri limitano le loro emissioni di gas a effetto serra almeno della percentuale stabilita per ciascuno di essi nell'allegato I della presente decisione rispetto ai livelli nazionali del 2005 determinati a norma del paragrafo 3.

2.  Fatti salvi gli strumenti di flessibilità di cui agli articoli 5, 6 e 7 e l'adeguamento di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e tenuto conto delle eventuali deduzioni derivanti dall'applicazione dell'articolo 7 della decisione n. 406/2009/CE, lo Stato membro assicura che le emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2021 e il 2029 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia nel 2020 con il livello medio delle sue emissioni di gas serra degli anni 2016, 2017 e 2018, determinato a norma del paragrafo 3, e che termina nel 2030 con il limite fissato per tale Stato membro nell'allegato I del presente regolamento.

2.  Fatti salvi gli strumenti di flessibilità di cui agli articoli 5, 6 e 7 e l'adeguamento di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e tenuto conto delle eventuali deduzioni derivanti dall'applicazione dell'articolo 7 della decisione n. 406/2009/CE, lo Stato membro assicura che le emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2021 e il 2029 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia nel 2018 o con il livello medio delle sue emissioni di gas serra degli anni 2016, 2017 e 2018, determinato a norma del paragrafo 3, o con l'assegnazione annuale di emissioni per il 2020 stabilita in conformità dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 10 della decisione n. 406/2009/CE, utilizzando il valore inferiore, e che termina nel 2030 con il limite fissato per tale Stato membro nell'allegato I del presente regolamento.

3.  La Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce le assegnazioni annuali di emissioni per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030 espresse in tonnellate di CO2 equivalente, come specificato nei paragrafi 1 e 2. Ai fini del suddetto atto di esecuzione, la Commissione procede a un riesame completo dell'ultimo inventario nazionale per gli anni 2005 e dal 2016 al 2018, presentati dagli Stati membri a norma dell'articolo 7 del regolamento (UE) n. 525/2013.

3.  La Commissione adotta atti delegati, conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento, che stabilisce le assegnazioni annuali di emissioni per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030 espresse in tonnellate di CO2 equivalente, come specificato nei paragrafi 1 e 2. Ai fini dei suddetti atti delegati, la Commissione procede a un riesame completo dell'ultimo inventario nazionale per gli anni 2005 e dal 2016 al 2018, presentati dagli Stati membri a norma dell'articolo 7 del regolamento (UE) n. 525/2013.

4.  Il suddetto atto di esecuzione specifica altresì, sulla base delle percentuali comunicate dagli Stati membri a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, le quantità di cui si può tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 tra il 2021 e il 2030. Se la somma delle quantità di tutti gli Stati membri supera di 100 milioni la quantità totale collettiva, le quantità per ciascuno Stato membro sono ridotte proporzionalmente in modo che la quantità totale collettiva non sia superata.

4.  Il suddetto atto delegato specifica altresì, sulla base delle percentuali comunicate dagli Stati membri a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, le quantità di cui si può tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 tra il 2021 e il 2030. Se la somma delle quantità di tutti gli Stati membri supera di 100 milioni la quantità totale collettiva, le quantità per ciascuno Stato membro sono ridotte proporzionalmente in modo che la quantità totale collettiva non sia superata.

5.  Il suddetto atto di esecuzione è adottato secondo la procedura di esame di cui all'articolo 13.

 

Motivazione

Il testo è in linea con l'atto delegato.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

Traiettoria a lungo termine per la riduzione delle emissioni a partire dal 2031

 

Salva decisione contraria nel primo o in uno dei riesami successivi di cui all'articolo 14, paragrafo 2, in ciascuno degli anni compresi tra il 2031 e il 2050, ogni Stato membro continua a ridurre le emissioni di gas a effetto serra oggetto del presente regolamento. Ogni Stato membro assicura che le sue emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2031 e il 2050 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia con le sue assegnazioni annuali di emissioni per il 2030 e termina nel 2050 con un livello di emissioni inferiore dell'80 % rispetto ai livelli del 2005 di tale Stato membro.

 

La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento specificando le assegnazioni annuali di emissioni per gli anni dal 2031 al 2050 espresse in tonnellate di CO2 equivalente.

Motivazione

Il testo è in linea con l'atto delegato.

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

Strumenti di flessibilità per rispettare i limiti annuali

Strumenti di flessibilità per rispettare i limiti annuali

1.  Gli Stati membri possono utilizzare gli strumenti di flessibilità di cui ai paragrafi da 2 a 6 e agli articoli 6 e 7.

1.  Gli Stati membri possono utilizzare gli strumenti di flessibilità di cui ai paragrafi da 2 a 6 e agli articoli 6 e 7.

2.  Per gli anni del periodo compreso tra il 2021 e il 2029 uno Stato membro può prendere a prestito fino al 5% dalla sua assegnazione annuale di emissioni per l'anno successivo.

2.  Per gli anni del periodo compreso tra il 2021 e il 2025 uno Stato membro può prendere a prestito fino al 10 % dalla sua assegnazione annuale di emissioni per l'anno successivo. Per gli anni del periodo compreso tra il 2026 e il 2029 uno Stato membro può prendere a prestito fino al 5 % dalla sua assegnazione annuale di emissioni per l'anno successivo.

3.  Lo Stato membro le cui emissioni di gas a effetto serra per un determinato anno sono inferiori all'assegnazione annuale per quell'anno può, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui al presente articolo e all'articolo 6, riportare la parte in eccesso dell'assegnazione annuale di emissioni agli anni successivi, fino al 2030.

3.  Lo Stato membro le cui emissioni di gas a effetto serra per un determinato anno sono inferiori all'assegnazione annuale per quell'anno può, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui al presente articolo e all'articolo 6, riportare, in relazione agli anni dal 2021 al 2025, la parte in eccesso dell'assegnazione annuale di emissioni, fino a un livello pari al 10 % dell'assegnazione annuale di emissioni, agli anni successivi fino al 2025. In relazione agli anni dal 2026 al 2029, uno Stato membro può riportare la parte in eccesso dell'assegnazione annuale di emissioni, fino a un livello pari al 5 % dell'assegnazione annuale di emissioni, agli anni successivi fino al 2030.

4.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri fino al 5% dell'assegnazione annuale di emissioni per un dato anno. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030.

4.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri fino al 5 % dell'assegnazione annuale di emissioni per un dato anno, in relazione agli anni dal 2021 al 2025, e fino al 10 % in relazione agli anni dal 2026 al 2030. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030.

5.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri la parte dell'assegnazione annuale di emissioni in eccesso rispetto alle sue emissioni di gas a effetto serra relative all'anno in questione, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui ai paragrafi da 2 a 4 e all'articolo 6. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030.

5.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri la parte dell'assegnazione annuale di emissioni in eccesso rispetto alle sue emissioni di gas a effetto serra relative all'anno in questione, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui ai paragrafi da 2 a 4 e all'articolo 6. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030.

 

5 bis.  Uno Stato membro non trasferisce parte della sua assegnazione annuale di emissioni qualora, al momento del trasferimento, le emissioni di detto Stato membro risultino superiori alla sua assegnazione annuale.

6.  Gli Stati membri possono utilizzare i crediti derivanti da progetti ad essi rilasciati a norma dell'articolo 24 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE ai fini della conformità a norma dell'articolo 9, senza limiti quantitativi di alcun tipo ed evitando la doppia contabilizzazione.

6.  Gli Stati membri possono utilizzare i crediti derivanti da progetti ad essi rilasciati a norma dell'articolo 24 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE ai fini della conformità a norma dell'articolo 9, senza limiti quantitativi di alcun tipo ed evitando la doppia contabilizzazione. Gli Stati membri possono incoraggiare la creazione di partenariati privato-privato e pubblico-privato per progetti di questo tipo.

Emendamento     32

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  L'accesso allo strumento di flessibilità di cui al presente articolo e all'allegato II è accordato a condizione che gli Stati membri interessati si impegnino ad adottare misure in altri settori nei quali in passato hanno conseguito risultati insufficienti. Entro il 31 dicembre 2019 la Commissione integra il presente regolamento adottando un atto delegato a norma dell'articolo 12, in cui figuri un elenco di tali misure e settori.

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 280 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 190 milioni risultanti da uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite" e "pascoli gestiti" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale per un dato anno, comprese le eventuali assegnazioni di emissioni riportate a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite", "pascoli gestiti", "zone umide gestite", ove del caso e subordinatamente all'atto delegato adottato in conformità del paragrafo 2, e "terreni forestali gestiti" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

 

-a)  lo Stato membro presenti, entro il 1º gennaio 2019, un piano d'azione alla Commissione che stabilisce le misure, ove del caso anche l'utilizzo dei fondi dell'Unione, per un'agricoltura efficiente dal punto di vista del clima e per i settori dell'utilizzo del suolo e della silvicoltura, e che dimostra in che modo tali misure contribuiranno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra a norma del presente regolamento e ad andare oltre gli obblighi di cui all'articolo 4 del regolamento [ ] [LULUCF] per il periodo dal 2021 al 2030;

a) la quantità cumulativa considerata per lo Stato membro per tutti gli anni del periodo compreso tra il 2021 e il 2030 non superi il livello stabilito nell'allegato III per tale Stato membro;

a) la quantità cumulativa considerata per lo Stato membro per tutti gli anni del periodo compreso tra il 2021 e il 2030 non superi il livello stabilito nell'allegato III per tale Stato membro;

b) tale quantità sia eccedentaria rispetto agli obblighi dello Stato membro a norma dell'articolo 4 del regolamento [ ][LULUCF];

b) sia dimostrato che tale quantità è eccedentaria rispetto agli obblighi dello Stato membro a norma dell'articolo 4 del regolamento [ ][LULUCF] nei quinquenni di cui all'articolo 12 del regolamento [ ][LULUCF];

c) lo Stato membro non abbia acquisito da altri Stati membri più assorbimenti netti a norma del regolamento [ ][LULUCF] di quelli che ha trasferito; e

c) lo Stato membro non abbia acquisito da altri Stati membri più assorbimenti netti a norma del regolamento [ ][LULUCF] di quelli che ha trasferito; e

d) lo Stato membro abbia rispettato le disposizioni del regolamento [ ] [LULUCF].

d) lo Stato membro abbia rispettato le disposizioni del regolamento [ ] [LULUCF].

 

La Commissione può formulare pareri sui piani d'azione presentati dagli Stati membri conformemente alla lettera -a).

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Laddove l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, alla Commissione è conferito il potere di adottare un atto delegato per modificare il paragrafo 1 del presente articolo al fine di tenere conto di un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti a norma dell'articolo 12 del presente regolamento.

2.  Laddove l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, alla Commissione è conferito il potere di adottare un atto delegato per modificare il paragrafo 1 del presente articolo e le categorie contabili di cui all'allegato III al fine di tenere conto di un contributo bilanciato della categoria contabile dei terreni forestali gestiti a norma dell'articolo 12 del presente regolamento, senza eccedere la quantità totale di 190 milioni disponibile a norma dell'articolo 7 del presente regolamento.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Nel 2027 e nel 2032, se le emissioni riesaminate di gas a effetto serra di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

1.  Ogni due anni la Commissione procede a un controllo della conformità degli Stati membri al presente regolamento. Se le emissioni riesaminate di gas a effetto serra di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

a)  si aggiunge alle emissioni dello Stato membro dell'anno successivo una quantità pari all'ammontare, in tonnellate di CO2 equivalente, delle emissioni eccedentarie di gas a effetto serra moltiplicata per un fattore di 1,08, in conformità alle misure adottate a norma dell'articolo 11; e

a)  si aggiunge alle emissioni dello Stato membro dell'anno successivo una quantità pari all'ammontare, in tonnellate di CO2 equivalente, delle emissioni eccedentarie di gas a effetto serra moltiplicata per un fattore di 1,08, in conformità alle misure adottate a norma dell'articolo 11; e

b)  è temporaneamente vietato allo Stato membro trasferire una parte dell'assegnazione annuale di emissioni a un altro Stato membro fino a quando non ottempera al presente regolamento. L'amministratore centrale dispone tale divieto nel registro di cui all'articolo 11.

b)  è temporaneamente vietato allo Stato membro trasferire una parte dell'assegnazione annuale di emissioni a un altro Stato membro fino a quando non ottempera al presente regolamento. L'amministratore centrale dispone tale divieto nel registro di cui all'articolo 11.

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Articolo 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 9 bis

 

Riserva di intervento rapido

 

1.  Al fine di tenere conto degli interventi rapidi effettuati prima del 2020, si tiene conto, su richiesta di uno Stato membro, di una quantità non superiore a un totale di 70 milioni di tonnellate di assegnazioni annuali di emissioni per il periodo dal 2026 al 2030, per la conformità di detto Stato membro ai fini dell'ultimo controllo di conformità a norma dell'articolo 9 del presente regolamento, a condizione che:

 

a)  il totale delle assegnazioni annuali di emissioni per il periodo dal 2013 al 2020 determinato conformemente all'articolo 3, paragrafo 2, e all'articolo 10 della decisione 406/2009/CE ecceda il totale delle emissioni annuali di gas a effetto serra verificate per il periodo dal 2013 al 2020;

 

b)  il PIL pro capite a prezzi di mercato nel 2013 sia inferiore alla media UE;

 

c)  abbia utilizzato al massimo le flessibilità di cui agli articoli 6 e 7 ai livelli indicati allegati II e III;

 

d)  abbia utilizzato al massimo le flessibilità di cui all'articolo 5, paragrafi 2 e 3, e abbia quindi trasferito le assegnazioni di emissioni a un altro Stato membro a norma dell'articolo 5, paragrafi 4 e 5; e

 

e)  l'Unione nel suo complesso raggiunga l'obiettivo di cui all'articolo 1, paragrafo 1.

 

2.  La quota massima di competenza di uno Stato membro della quantità totale di cui al paragrafo 1, che può essere presa in considerazione ai fini della conformità, è definita dal rapporto, da un lato, tra la differenza tra il totale delle assegnazioni annuali di emissioni per il periodo dal 2013 al 2020 e il totale delle emissioni annuali di gas a effetto serra verificate nello stesso periodo e, dall'altro, la differenza tra il totale delle assegnazioni annuali di emissioni per il periodo dal 2013 al 2020 di tutti gli Stati membri che soddisfano il criterio di cui al paragrafo 1, lettera b), e il totale delle emissioni annuali di gas a effetto serra verificate di tali Stati membri nello stesso periodo.

 

Le assegnazioni annuali di emissioni e le emissioni annuali verificate sono determinate a norma del paragrafo 3.

 

3.  La Commissione adotta atti delegati conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento, stabilendo le quote massime per ciascuno Stato membro in termini di tonnellate di CO2 equivalente, come specificato nei paragrafi 1 e 2. Ai fini di tali atti delegati, la Commissione utilizza le assegnazioni annuali di emissioni determinate a norma dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 10 della decisione 406/2009/CE e i dati riveduti dell'inventario per gli anni dal 2013 al 2020 a norma del regolamento (UE) n. 525/2013.

Motivazione

Le regole di assegnazione proposte dalla Commissione possono non riconoscere in maniera sufficiente le azioni tempestive di alcuni Stati membri prima del 2020. Ciò è particolarmente difficile per gli Stati membri con un PIL pro capite inferiore alla media, che riflette una minore capacità di investimento. La riserva di intervento rapido proposta premia le azioni tempestive intraprese e consente agli Stati membri di utilizzare le assegnazioni supplementari ai fini della conformità, nel caso in cui altre forme di flessibilità non fossero sufficienti. L'ammontare relativo delle assegnazioni supplementari a disposizione di uno Stato membro dovrebbe dipendere dal grado di superamento dell'obiettivo fissato per il 2020.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'importo riportato nell'allegato IV del presente regolamento viene aggiunto all'assegnazione per l'anno 2021 per ciascun Stato membro di cui a tale allegato.

2.  L'importo riportato nell'allegato IV del presente regolamento, corrispondente in totale a 39,14 milioni di tonnellate di CO2 equivalente per tutti gli Stati membri, viene aggiunto all'assegnazione per l'anno 2021 per ciascun Stato membro di cui a tale allegato.

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Articolo 11 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Registro

Registro europeo

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione assicura una contabilizzazione accurata a norma del presente regolamento per mezzo del registro dell'Unione istituito conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 525/2013, che comprende le assegnazioni annuali di emissioni, gli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 4 e 7, la conformità a norma dell'articolo 9 e la modifica del campo d'applicazione a norma dell'articolo 10 del presente regolamento. L'amministratore centrale effettua un controllo automatizzato di ciascuna transazione a norma del presente regolamento e, qualora necessario, blocca le transazioni per accertarsi che non siano state commesse irregolarità. Queste informazioni sono rese pubbliche.

1.  La Commissione assicura una contabilizzazione accurata a norma del presente regolamento per mezzo del registro dell'Unione istituito conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 525/2013. A tale scopo, la Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento, in particolare riguardo alle assegnazioni annuali di emissioni, agli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 4 e 7, alla conformità a norma dell'articolo 9 e alla modifica del campo d'applicazione a norma dell'articolo 10 del presente regolamento. L'amministratore centrale effettua un controllo automatizzato di ciascuna transazione a norma del presente regolamento e, qualora necessario, blocca le transazioni per accertarsi che non siano state commesse irregolarità. Il sistema del registro europeo è trasparente e include tutte le informazioni pertinenti relative al trasferimento di quote tra Stati membri. Queste informazioni sono rese pubbliche attraverso un sito web dedicato ospitato dalla Commissione.

Motivazione

L'emendamento è inteso ad accrescere la trasparenza dei trasferimenti di quote tra Stati membri e degli adeguamenti tecnici.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Al fine di attuare il paragrafo 1, alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 12.

soppresso

Motivazione

L'emendamento introduce un adeguamento tecnico: l'atto delegato è inserito all'articolo 11, paragrafo 1.

Emendamento     42

Proposta di regolamento

Articolo 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 11 bis

 

Impatto sul clima dei finanziamenti dell'Unione

 

La Commissione realizza un esaustivo studio transettoriale sull'impatto in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici dei finanziamenti concessi a titolo del bilancio dell'Unione o comunque in applicazione del diritto dell'Unione.

 

Entro il 1° gennaio 2019 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sui risultati dello studio, corredata, se del caso, di proposte legislative intese a sospendere qualsiasi finanziamento dell'Unione che non sia compatibile con gli obiettivi o le politiche dell'Unione in materia di riduzione delle emissioni di CO2. È inclusa inoltre la proposta di una verifica ex-ante obbligatoria della compatibilità climatica, che si applica a tutti i nuovi investimenti dell'Unione a partire dal 1° gennaio 2020 e l'obbligo di rendere pubblici i risultati in modo trasparente e accessibile.

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, è conferito alla Commissione per una durata indeterminata a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.

2.  Il potere di adottare atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 4 bis, all'articolo 6, paragrafo 3 bis, all'articolo 7, paragrafo 2, all'articolo 9 bis e all'articolo 11 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere da ... [data di entrata in vigore del presente regolamento]. La Commissione elabora una relazione sulla delega di potere al più tardi nove mesi prima della scadenza del periodo di cinque anni. La delega di potere è tacitamente prorogata per periodi di identica durata, a meno che il Parlamento europeo o il Consiglio non si oppongano a tale proroga al più tardi tre mesi prima della scadenza di ciascun periodo.

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La delega di potere di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

3.  La delega di potere di cui all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 4 bis, all'articolo 6, paragrafo 3 bis, all'articolo 7, paragrafo 2, all'articolo 9 bis e all'articolo 11 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, e dell'articolo 11, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, dell'articolo 4 bis, dell'articolo 6, paragrafo 3 bis, dell'articolo 7, paragrafo 2, dell'articolo 9 bis e dell'articolo 11 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Articolo 13

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 13

soppresso

Procedura di comitato

 

1.   La Commissione è assistita dal comitato sui cambiamenti climatici istituito dal regolamento (UE) n. 525/2013. Si tratta di un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

 

2.   Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.

 

Motivazione

L'emendamento è collegato alla soppressione degli atti di esecuzione.

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

 

1.  Entro sei mesi dal dialogo di facilitazione nel quadro dell'UNFCCC del 2018, la Commissione pubblica una comunicazione che valuta la coerenza della legislazione dell'Unione in materia di clima ed energia con gli obiettivi dell'accordo di Parigi. In particolare, la comunicazione esamina il ruolo e l'adeguatezza degli obblighi di cui al presente regolamento per raggiungere tali obiettivi e la coerenza degli atti legislativi dell'Unione nel settore del clima e dell'energia, compresi i requisiti in materia di efficienza energetica ed energie rinnovabili, nonché degli atti legislativi nel settore dell'agricoltura e dei trasporti con l'impegno di riduzione dei gas a effetto serra assunti dall'UE.

La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 28 febbraio 2024 e successivamente ogni cinque anni, circa il funzionamento del presente regolamento, il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento dei traguardi stabiliti dall'accordo di Parigi, potendo eventualmente formulare proposte.

2.  La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 28 febbraio 2024, dopo il primo bilancio globale dell'attuazione dell'accordo di Parigi del 2023 ed entro sei mesi dalle valutazioni globali successive, circa il funzionamento del presente regolamento, il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento dei traguardi stabiliti dall'accordo di Parigi. La relazione è corredata, se del caso, di una proposta legislativa volta ad accrescere i contributi minimi degli Stati membri.

 

Il riesame delle riduzioni delle emissioni degli Stati membri per il periodo successivo al 2031 tiene conto dei principi di equità ed efficacia dei costi nella distribuzione tra gli Stati membri.

 

Esso tiene conto anche dei progressi compiuti dall'Unione e dai paesi terzi nel conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi nonché di quelli nell'incentivare e sostenere i finanziamenti privati a favore della transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio.

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Articolo 15 bis (nuovo)

Decisione (UE) 2015/1814

Articolo 1 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 15 bis

 

Modifiche alla decisione (UE) 2015/1814

 

L'articolo 1, paragrafo 4, della decisione (UE) 2015/1814 è sostituito dal seguente:

 

"4.  La Commissione pubblica il numero totale di quote di emissione in circolazione ogni anno entro il 15 maggio dell'anno successivo. Il numero totale di quote in circolazione in un dato anno è il numero complessivo delle quote rilasciate nel periodo a partire dal 1º gennaio 2008, ivi comprese le quote rilasciate a norma dell'articolo 13, paragrafo 2, della direttiva 2003/87/CE in tale periodo e i diritti di utilizzare crediti internazionali esercitati da impianti a titolo del sistema ETS dell'UE per le emissioni fino al 31 dicembre di tale anno, meno le tonnellate complessive di emissioni verificate provenienti da impianti a titolo del sistema ETS dell'UE tra il 1º gennaio 2008 e il 31 dicembre di quello stesso anno, le quote cancellate a norma dell'articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2003/87/CE, diverse dalle quote cancellate a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2017/... * del Parlamento europeo e del Consiglio, e il numero di quote nella riserva. Non sono computate le emissioni comprese nel triennio 2005-2007 né le quote per esse rilasciate. La prima pubblicazione del numero totale di quote in circolazione ha luogo il 15 maggio 2017.

 

______________

 

*  Regolamento (UE) 2017/... del Parlamento europeo e del Consiglio, del ..., relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e che modifica il regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici (GU L … del …, pag. … .)."

Emendamento    49

Proposta di regolamento

Allegato III

 

Quantità massima espressa in milioni di tonnellate di CO2 equivalente

Belgio

3,8

Bulgaria

4,1

Repubblica ceca

2,6

Danimarca

14,6

Germania

22,3

Estonia

0,9

Irlanda

26,8

Grecia

6,7

Spagna

29,1

Francia

58,2

Croazia

0,9

Italia

11,5

Cipro

0,6

Lettonia

3,1

Lituania

6,5

Lussemburgo

0,25

Ungheria

2,1

Malta

0,03

Paesi Bassi

13,4

Austria

2,5

Polonia

21,7

Portogallo

5,2

Romania

13,2

Slovenia

1,3

Slovacchia

1,2

Finlandia

4,5

Svezia

4,9

Regno Unito

17,8

Totale massimo:

280

 

Emendamento

 

Quantità massima espressa in milioni di tonnellate di CO2 equivalente

Belgio

2,6

Bulgaria

2,8

Repubblica ceca

1,8

Danimarca

9,9

Germania

15,2

Estonia

0,6

Irlanda

18,2

Grecia

4,6

Spagna

19,8

Francia

39,5

Croazia

0,6

Italia

7,8

Cipro

0,4

Lettonia

2,1

Lituania

4,4

Lussemburgo

0,2

Ungheria

1,4

Malta

0

Paesi Bassi

9,1

Austria

1,7

Polonia

14,8

Portogallo

3,5

Romania

8,9

Slovenia

0,9

Slovacchia

0,8

Finlandia

3,1

Svezia

3,4

Regno Unito

12,1

Totale massimo:

190

(1)

  GU C 75 del 10.3.2017, pagg. 103–108.

(2)

  Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


MOTIVAZIONE

La proposta della Commissione concernente un regolamento sulla condivisione degli sforzi ("regolamento relativo all'azione per il clima recante attuazione dell'accordo di Parigi") disciplina il 60 % circa delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE. Tutti i settori che non rientrano nell'ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) sono disciplinati dal regolamento, compresi i trasporti, i rifiuti, l'ambiente costruito e l'agricoltura.

La proposta della Commissione è un ottimo primo passo per ottenere, nei settori interessati, la riduzione del 30 % delle emissioni entro il 2030 rispetto ai livelli del 2005. Sono tuttavia necessarie varie modifiche per promuovere al meglio la prevedibilità a lungo termine, garantire la coerenza con le altre politiche, in particolare l'obiettivo di efficienza energetica dell'UE, nonché offrire sufficiente flessibilità e solidarietà tra gli Stati membri.

Prevedibilità a lungo termine

Il mondo sta avanzando verso un'economia a basse emissioni di carbonio e l'accordo di Parigi sul clima, adottato lo scorso anno, sancisce l'irreversibilità di tale evoluzione. L'accordo di Parigi sancisce l'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura mondiale ben al di sotto di 2 °C e di sforzarsi di contenere l'aumento della temperatura entro 1,5 °C al massimo. In linea con tali obiettivi, l'accordo di Parigi richiede anche di raggiungere nella seconda metà del secolo le zero emissioni nette. In aggiunta, nel 2009 l'UE ha adottato l'obiettivo di diminuire dell'80-95 % le emissioni di gas a effetto serra entro il 2050.

Nonostante tali impegni la proposta di regolamento della Commissione mira soltanto a conseguire gli obiettivi del 2030 dell'UE. In mancanza di una traiettoria a lungo termine, vi è il rischio di restare vincolati a investimenti in infrastrutture di trasporto, edifici ecc. ad alta intensità di carbonio, traducendosi in attivi non recuperabili, con un costo globale dell'azione per il clima decisamente maggiore nel lungo periodo. Al fine di garantire la prevedibilità a lungo termine, la proposta è stata modificata con un nuovo articolo che fissa una traiettoria a lungo termine per conseguire entro il 2050 una riduzione delle emissioni di gas serra dell'ordine di almeno l'80 %.

In aggiunta, alla luce delle sfide significative a livello di decarbonizzazione di tutti i settori dell'economia, è prevista una traiettoria più rigorosa per la riduzione delle emissioni tra il 2021 e il 2030, basata sull'attuale tendenza in Europa a sganciare le emissioni dalla crescita economica.

Efficienza energetica

Il Parlamento europeo promuove da sempre un maggiore livello di ambizione da parte dell'UE in materia di efficienza energetica. Oltre ad apportare vantaggi in termini climatici, l'efficienza energetica riduce i costi dell'energia, crea occupazione e migliora la sicurezza energetica.

La proposta di regolamento della Commissione è stata pubblicata nel luglio 2016, prima del "pacchetto invernale" della Commissione del novembre 2016, che prevedeva un aumento del 30 % dell'obiettivo di efficienza energetica (lievemente più ambizioso rispetto all'obiettivo del 27 % adottato dal Consiglio europeo nell'ottobre 2014).

La valutazione d'impatto della Commissione dimostra che, in presenza di un obiettivo di efficienza energetica del 30 %, sono necessarie 79 milioni di tonnellate di crediti LULUCF per conseguire gli obiettivi di condivisione degli sforzi degli Stati membri, in modo efficiente sotto il profilo dei costi. Alla luce di ciò, per mantenere un incentivo coerente per il miglioramento dell'efficienza energetica nel regolamento in parola e per garantire che il conseguimento degli obiettivi complessivi dell'UE non sia indebolito, la flessibilità nei settori LULUCF di cui all'articolo 7 viene modificata prevedendo un numero inferiore di crediti LULUCF (190 milioni anziché i 280 milioni proposti).

LULUCF

La flessibilità nei settori LULUCF di cui all'articolo 7 è importante per alcuni Stati membri per ridurre i costi di adeguamento alla normativa. Essa potrebbe inoltre assicurare un sostegno supplementare al settore agricolo e forestale di alcuni Stati membri per contribuire all'azione per il clima. Tuttavia, occorre garantire che i crediti LULUCF assicurino reali pozzi di assorbimento supplementari e permanenti.

Dovrebbe essere migliorato anche il ricorso agli strumenti finanziari dell'UE in vigore a sostegno del settore agricolo. La Corte dei conti europea ha affermato di recente che, con riferimento all'impiego della politica agricola comune, non è stato preso in debita considerazione un passaggio significativo verso l'azione per il clima e non sono state colte tutte le potenziali opportunità per il finanziamento dell'azione legata al clima.

La proposta è pertanto modificata con il fine di garantire al meglio che la flessibilità del LULUCF apporti vantaggi al clima e di incoraggiare gli Stati membri a sfruttare le esistenti tipologie di strumenti finanziari dell'UE per il settore agricolo.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (23.3.2017)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

(COM(2016)0482 – C8-0331/2016 – 2016/0231(COD))

Relatore per parere: Benedek Jávor

EMENDAMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di regolamento

Visto 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

– visto il protocollo (n. 1) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Visto 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

– visto il protocollo (n. 2) del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Il 10 giugno 2016 la Commissione ha presentato la proposta di ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'Unione. La presente proposta legislativa è uno degli strumenti d'attuazione dell'impegno preso dall'Unione sottoscrivendo l'accordo di Parigi. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

(3)  L'accordo di Parigi sottoscritto dall'Unione europea è entrato in vigore il 4 novembre 2016. La presente proposta legislativa è uno degli strumenti d'attuazione dell'impegno preso dall'Unione sottoscrivendo l'accordo di Parigi per rafforzare la risposta globale alla minaccia dei cambiamenti climatici mantenendo l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e per proseguire gli sforzi volti a limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali, riducendo nel contempo le emissioni di gas a effetto serra interne, conservando e migliorando i pozzi e i serbatoi di gas a effetto serra e salvaguardando la sicurezza alimentare. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015. Conformemente all'accordo di Parigi, gli Stati membri continueranno a ridurre le emissioni di gas a effetto serra oggetto del presente regolamento dopo il 2030 in modo da conseguire entro il 2050, in linea con la tabella di marcia per l'energia 2050 dell'Unione stabilita nella comunicazione della Commissione del 15 dicembre 2011, una riduzione delle emissioni complessive di gas a effetto serra nell'Unione dell'80-95 % rispetto ai livelli del 1990.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Per realizzare la transizione verso l'energia pulita occorre modificare i comportamenti d'investimento e offrire nuovi incentivi nell'intero spettro delle politiche. Per l'Unione è di primaria importanza la creazione di un'Unione dell'energia resiliente capace di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile, competitivo e a prezzi ragionevoli ai propri cittadini. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario proseguire con azioni ambiziose per il clima mediante il presente regolamento e compiere progressi riguardo ad altri aspetti dell'Unione dell'energia, come indicato nella strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici16.

(5)  Per realizzare la transizione verso l'energia pulita occorre modificare i comportamenti d'investimento e offrire nuovi incentivi nell'intero spettro delle politiche a partire dalla riduzione e dall'ottimizzazione dei consumi energetici. Per l'Unione è di primaria importanza la creazione di un'Unione dell'energia resiliente capace di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile, competitivo e a prezzi ragionevoli ai propri cittadini. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario proseguire con azioni ambiziose per il clima mediante il presente regolamento e compiere progressi riguardo ad altri aspetti dell'Unione dell'energia, come indicato nella strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici16.

__________________

__________________

16 COM(2015) 80.

16 COM(2015) 80.

Motivazione

Le azioni sul risparmio energetico sono quelle che hanno il più rapido ed efficace periodo di ammortamento e i minori costi di realizzazione.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  L'approccio adottato nella decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio19, che fissa per ciascuno Stato membro un limite annuale vincolante, dovrebbe continuare a essere utilizzato anche nel periodo 2021-2030, impostando una traiettoria che inizia nel 2020 al livello delle sue emissioni medie di gas serra nel periodo 2016-2018 e termina nel 2030 per ciascun Stato membro. È previsto un adeguamento dell'assegnazione 2021 per gli Stati membri con un limite positivo a norma della decisione n. 406/2009/CE e un aumento delle assegnazioni annue di emissioni tra il 2017 e il 2020 stabilito ai sensi delle decisioni. 2013/162/UE e 2013/634/UE, per rispecchiare la capacità di aumento delle emissioni in quel periodo. Il Consiglio europeo ha concluso che la disponibilità e l'impiego degli attuali strumenti di flessibilità nei settori non coperti dal sistema ETS dovrebbero essere rafforzati in misura significativa per garantire l'efficacia in termini di costi dello sforzo collettivo dell'Unione e la convergenza delle emissioni pro capite entro il 2030.

(9)  L'approccio adottato nella decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio19, che fissa per ciascuno Stato membro un limite annuale vincolante, dovrebbe continuare a essere utilizzato anche nel periodo 2021-2030, impostando una traiettoria che inizia nel 2020 al livello delle sue emissioni medie di gas serra nel periodo 2016-2018, applicando quale limite massimo gli obiettivi per il 2020 stabiliti dalla decisione n. 406/2009/CE, e termina nel 2030 per ciascun Stato membro, scegliendo il valore più basso. Il Consiglio europeo ha concluso che la disponibilità e l'impiego degli attuali strumenti di flessibilità nei settori non coperti dal sistema ETS dovrebbero essere rafforzati in misura significativa per garantire l'efficacia in termini di costi dello sforzo collettivo dell'Unione e la convergenza delle emissioni pro capite entro il 2030.

__________________

__________________

19 Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 (GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136).

19 Decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 (GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136).

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)  Il presente regolamento incentiva riduzioni delle emissioni coerenti con altri atti legislativi dell'Unione in materia di clima ed energia. Dato che oltre il 75 % delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione è legato all'energia, un aumento dell'efficienza nell'uso delle risorse e dei risparmi energetici svolgerà un ruolo importante nella riduzione delle emissioni. Politiche ambiziose in materia di efficienza energetica sono pertanto essenziali non solo per consentire maggiori risparmi sulle importazioni di combustibili fossili al fine di garantire la sicurezza energetica e ridurre le bollette per i consumatori, ma anche per diffondere maggiormente le tecnologie di risparmio energetico negli edifici, nell'industria e nei trasporti, rafforzare la competitività economica, creare occupazione a livello locale, nonché migliorare le condizioni di salute e lottare contro la povertà energetica. Ammortizzandosi nel tempo, le misure adottate nei settori oggetto del presente regolamento rappresentano un modo economicamente efficace per aiutare gli Stati membri a conseguire gli obiettivi stabiliti dal presente regolamento. Di conseguenza, all'atto di tradurre il presente regolamento in politiche nazionali, è importante che gli Stati membri prestino particolare attenzione alle specifiche e diverse possibilità di migliorare l'efficienza energetica e gli investimenti in tutti i settori.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 ter)  Al fine di ridurre le emissioni nel settore agricolo, gli Stati membri dovrebbero includere nella loro tabella di marcia per la riduzione delle emissioni misure volte a migliorare il potenziale di mitigazione efficiente sotto il profilo dei costi del settore e sfruttare meglio gli strumenti di finanziamento nell'ambito della politica agricola comune (PAC) per promuovere pratiche sostenibili nel settore. Conformemente all'articolo 14, la Commissione valuta i progressi effettivi realizzati nella riduzione efficace in termini di costi delle emissioni agricole diverse dal CO2 e riferisce in merito al Parlamento europeo e al Consiglio, e presenta, se del caso, proposte volte a modificare la quantità di assorbimenti netti risultanti da terre coltivate gestite, pascoli gestiti e zone umide gestite che possono essere utilizzati.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Il regolamento [ ] [relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per le politiche del clima e dell'energia] stabilisce le norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Dato che il risultato ambientale per cui è inteso il presente regolamento, ossia la riduzione dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, varia se si tiene conto degli assorbimenti e delle emissioni, fino a una quantità pari alla somma del loro totale netto, risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti ai termini del regolamento [ ], si dovrebbe offrire agli Stati membri un'ulteriore possibilità di onorare i propri impegni, se necessario, introducendo uno strumento di flessibilità che consenta di tenere conto della quantità massima di 280 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di tali assorbimenti, suddivisa tra gli Stati membri in base ai valori di cui all'allegato III. Quando l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe, in relazione all'articolo 7, essere delegato alla Commissione per rispecchiare un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti nella flessibilità prevista da tale articolo. Prima di adottare atti delegati di questo tipo, la Commissione dovrebbe valutare la validità della contabilità per i terreni forestali gestiti rispetto ai dati disponibili, in particolare la coerenza tra i tassi di utilizzazione previsti e quelli effettivi. Il presente regolamento dovrebbe inoltre dare facoltà agli Stati membri di eliminare volontariamente determinate quantità di emissioni annuali assegnategli affinché siano prese in considerazione in sede di valutazione della conformità degli Stati membri agli obblighi del regolamento [ ].

(12)  Il regolamento [ ] [relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per le politiche del clima e dell'energia] stabilisce le norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Dato che il risultato ambientale per cui è inteso il presente regolamento, ossia la riduzione dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, varia se si tiene conto degli assorbimenti e delle emissioni, fino a una quantità pari alla somma del loro totale netto, risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite, pascoli gestiti e zone umide gestite ai termini del regolamento [ ], si dovrebbe offrire agli Stati membri un'ulteriore possibilità di onorare i propri impegni, se necessario, introducendo uno strumento di flessibilità che consenta di tenere conto della quantità massima di 280 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di tali assorbimenti, suddivisa tra gli Stati membri in base ai valori di cui all'allegato III. Quando l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe, in relazione all'articolo 7, essere delegato alla Commissione per rispecchiare un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti nella flessibilità prevista da tale articolo. Prima di adottare atti delegati di questo tipo, la Commissione dovrebbe valutare la validità della contabilità per i terreni forestali gestiti rispetto ai dati disponibili, in particolare la coerenza tra i tassi di utilizzazione previsti e quelli effettivi. Tale valutazione non dovrebbe tuttavia incidere sulla quantità complessiva di 280 milioni di assorbimenti netti. Il presente regolamento dovrebbe inoltre dare facoltà agli Stati membri di eliminare volontariamente determinate quantità di emissioni annuali assegnategli affinché siano prese in considerazione in sede di valutazione della conformità degli Stati membri agli obblighi del regolamento [ ].

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Per garantire che la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni necessarie a valutare l'andamento delle assegnazioni annuali delle emissioni degli Stati membri avvengano all'insegna dell'efficienza, della trasparenza e dell'efficacia dei costi, gli obblighi di comunicazione e di valutazione annuali a norma del presente regolamento sono integrati con i pertinenti articoli del regolamento (UE) n. 525/2013, che dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza. La modifica del suddetto regolamento dovrebbe anche garantire che i progressi realizzati dagli Stati membri nel ridurre le emissioni continuino a essere valutati ogni anno, tenendo conto dell'evoluzione delle politiche e delle misure dell'Unione, nonché delle informazioni trasmesse dagli Stati membri. Ogni due anni la valutazione dovrebbe vertere anche sulle proiezioni dei progressi dell'Unione attesi per tenere fede agli impegni di riduzione e dagli Stati membri per adempiere gli obblighi ad essi incombenti. L'applicazione delle deduzioni dovrebbe tuttavia essere presa in considerazione soltanto ogni cinque anni, in modo da tenere conto del contributo potenziale dei terreni disboscati, dei terreni imboschiti, delle terre coltivate gestite e dei pascoli gestiti a norma del regolamento [ ]. Ciò non pregiudica l'obbligo della Commissione di garantire il rispetto degli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente regolamento o il potere della Commissione di avviare procedimenti di infrazione a tal fine.

(13)  Per garantire che la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni necessarie a valutare l'andamento delle assegnazioni annuali delle emissioni degli Stati membri avvengano all'insegna dell'efficienza, della trasparenza e dell'efficacia dei costi, gli obblighi di comunicazione e di valutazione annuali a norma del presente regolamento sono integrati con i pertinenti articoli del regolamento (UE) n. 525/2013, che dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza. La modifica del suddetto regolamento dovrebbe anche garantire che i progressi realizzati dagli Stati membri nel ridurre le emissioni continuino a essere valutati ogni anno, tenendo conto dell'evoluzione delle politiche e delle misure dell'Unione, nonché delle informazioni trasmesse dagli Stati membri. Ogni due anni la valutazione dovrebbe vertere anche sulle proiezioni dei progressi dell'Unione attesi per tenere fede agli impegni di riduzione e dagli Stati membri per adempiere gli obblighi ad essi incombenti. L'applicazione delle deduzioni dovrebbe essere presa in considerazione a cadenza annuale quando si sia tenuto conto di tutti strumenti di flessibilità previsti dal presente regolamento, incluso il contributo potenziale della flessibilità prevista dal regolamento [ ] [LULUCF], e dovrebbe essere verificata periodicamente in conformità della comunicazione di cui al regolamento [ ] [LULUCF]. Ciò non pregiudica l'obbligo della Commissione di garantire il rispetto degli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente regolamento o, in caso di inadempienza, il potere della Commissione di avviare procedimenti di infrazione a tal fine.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Poiché i settori oggetto del presente regolamento sono responsabili di oltre la metà delle emissioni di gas a effetto serra dell'Unione, l'attuazione di politiche e misure volte a ridurre le emissioni in tali settori avrà un forte impatto sull'ambiente. È pertanto necessario garantire la trasparenza nel monitoraggio, nella comunicazione e nel seguito dato agli sforzi degli Stati membri per conseguire gli obiettivi stabiliti dal presente regolamento, in particolare quando si applicano maggiori flessibilità, conformemente alla convenzione della Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite (UNECE) sull'accesso alle informazioni, la partecipazione del pubblico ai processi decisionali e l'accesso alla giustizia in materia ambientale (convenzione di Aarhus) del 25 giugno 1998 e alla direttiva 2001/42/CE. Di conseguenza, è importante che gli Stati membri e la Commissione consultino le parti interessate e i cittadini, procurino loro tempestive ed efficaci opportunità di partecipazione alla preparazione delle relazioni nazionali e dei piani d'azione correttivi e garantiscano che siano opportunamente coinvolti nel processo di riesame del presente regolamento.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Per potenziare l'efficacia globale rispetto ai costi delle riduzione totali, gli Stati membri dovrebbero poter trasferire ad altri Stati membri parte della loro assegnazione annuale di emissioni. È opportuno garantire che tali trasferimenti siano effettuati in totale trasparenza, ad esempio con modalità reciprocamente concordate come la vendita all'asta, il ricorso a intermediari del mercato operanti a titolo di agenti o accordi bilaterali.

(14)  Per potenziare l'efficacia globale rispetto ai costi delle riduzione totali, gli Stati membri dovrebbero poter trasferire ad altri Stati membri parte della loro assegnazione annuale di emissioni. È opportuno garantire che tali trasferimenti siano effettuati in totale trasparenza, ad esempio con modalità reciprocamente concordate come la vendita all'asta, il ricorso a intermediari del mercato operanti a titolo di agenti o accordi bilaterali. È importante che i proventi di tali trasferimenti siano messi a disposizione per progetti di ristrutturazione edilizia, in particolare per le famiglie a basso reddito interessate dalla povertà energetica e per l'edilizia sociale, in linea con la direttiva sull'efficienza energetica [...].

Motivazione

I proventi dei trasferimenti, uniti ad altri strumenti finanziari dell'UE, possono mobilitare investimenti significativi a favore delle ristrutturazioni del patrimonio immobiliare. Inoltre, si stabilisce un collegamento con l'articolo 7 della proposta di direttiva sull'efficienza energetica (COM(2016) 761), che impone agli Stati membri di tenere conto in modo specifico delle famiglie a basso reddito interessate dalla povertà energetica e dell'edilizia sociale nella definizione delle misure di efficienza energetica.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Il compito dell'Agenzia europea dell'ambiente è promuovere lo sviluppo sostenibile e contribuire a un miglioramento significativo e misurabile dell'ambiente in Europa, fornendo informazioni tempestive, mirate, pertinenti e attendibili ai responsabili delle politiche, alle istituzioni pubbliche e ai cittadini. L'Agenzia europea dell'ambiente dovrebbe assistere la Commissione, laddove necessario, in linea con il suo programma di lavoro annuale.

(15)  Il compito dell'Agenzia europea dell'ambiente è promuovere lo sviluppo sostenibile e contribuire a un miglioramento significativo e misurabile dell'ambiente in Europa, fornendo informazioni tempestive, mirate, pertinenti e attendibili ai responsabili delle politiche, alle istituzioni pubbliche e ai cittadini. L'Agenzia europea dell'ambiente dovrebbe assistere la Commissione, laddove necessario, in linea con il suo programma di lavoro annuale e contribuire in maniera diretta ed efficace alla lotta contro i cambiamenti climatici.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni al fine di valutarne il funzionamento generale. Il riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi.

(20)  Entro sei mesi dal dialogo di facilitazione da organizzare nel quadro dell'UNFCCC nel 2018, nel 2024 e successivamente ogni cinque anni la Commissione dovrebbe presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio al fine di valutare il funzionamento generale del presente regolamento. La relazione dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi e dovrebbe essere accompagnata, se del caso, da proposte legislative intese ad aggiornare il presente regolamento e la sua ambizione sulla base degli sviluppi che emergono dal dialogo di facilitazione nell'ambito dell'UNFCCC e dei più recenti dati scientifici dell'IPCC.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 20 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis)  La Commissione dovrebbe procedere a un ulteriore riesame nel caso in cui uno stato Membro receda dall'Unione a norma dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea (TUE), al fine di tenere conto delle conseguenze economiche di tale recesso e del modo di assicurare l'integrità ambientale del presente regolamento conformemente all'impegno assunto dall'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma -1 (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

Il fine ultimo del presente regolamento è di contribuire all'adempimento dell'impegno assunto dall'Unione e dagli Stati membri nel quadro dell'UNFCCC e dell'accordo di Parigi di ridurre le emissioni di gas a effetto serra per mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2°C rispetto ai livelli preindustriali e di proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5°C rispetto ai livelli preindustriali.

Emendamento  16

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Il presente regolamento stabilisce gli obblighi relativi ai contributi minimi degli Stati membri all'impegno di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra assunto dall'Unione per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030, e le norme relative alla determinazione delle assegnazioni annuali di emissioni e alla valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell'apporto dei rispettivi contributi minimi.

Il presente regolamento impone agli Stati membri di conseguire gli obiettivi di cui all'allegato I, in modo da ridurre collettivamente le emissioni di gas a effetto serra dell'Unione di cui all'articolo 2 di almeno il 30 % nel 2030 rispetto ai livelli del 2005. Esso stabilisce gli obblighi relativi ai contributi minimi degli Stati membri all'impegno di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra assunto dall'Unione per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030, e le norme relative alla determinazione delle assegnazioni annuali di emissioni e alla valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell'apporto dei rispettivi contributi minimi.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento si applica alle emissioni di gas a effetto serra delle categorie di fonti IPCC "energia", "processi industriali e uso dei prodotti", "agricoltura" e "rifiuti" determinate ai sensi del regolamento (UE) n. 525/2013, escluse le emissioni risultanti dalle attività di cui all'allegato I della direttiva 2003/87/CE.

1.  Il presente regolamento si applica alle emissioni di gas a effetto serra delle categorie di fonti IPCC "energia", "processi industriali e uso dei prodotti", "agricoltura" e "rifiuti" determinate ai sensi del regolamento (UE) n. 525/2013, escluse le emissioni risultanti dalle attività di cui all'allegato I della direttiva 2003/87/CE. Ai fini del presente regolamento, la bioenergia è considerata a impatto zero in termini di carbonio.

Motivazione

La neutralità in termini di emissioni di carbonio è coerente con le metodologie dell'IPCC e le prassi di notifica dell'UNFCC. Le emissioni di gas a effetto serra già prese in considerazione nel settore LULUCF non dovrebbero essere conteggiate anche nel settore dell'energia.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Fatti salvi gli strumenti di flessibilità di cui agli articoli 5, 6 e 7 e l'adeguamento di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e tenuto conto delle eventuali deduzioni derivanti dall'applicazione dell'articolo 7 della decisione n. 406/2009/CE, lo Stato membro assicura che le emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2021 e il 2029 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia nel 2020 con il livello medio delle sue emissioni di gas serra degli anni 2016, 2017 e 2018, determinato a norma del paragrafo 3, e che termina nel 2030 con il limite fissato per tale Stato membro nell'allegato I del presente regolamento.

2.  Fatti salvi gli strumenti di flessibilità di cui agli articoli 5, 6 e 7 e l'adeguamento di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e tenuto conto delle eventuali deduzioni derivanti dall'applicazione dell'articolo 7 della decisione n. 406/2009/CE, lo Stato membro assicura che le emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2021 e il 2029 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia nel 2020 con il livello medio delle sue emissioni di gas serra degli anni 2016, 2017 e 2018, determinato a norma del paragrafo 3, e utilizzando quale limite massimo il valore delle assegnazioni annuali per il 2020 definito negli obiettivi stabiliti dalla decisione n. 406/2009/CE, aggiornata dalla decisione di esecuzione della Commissione 2013/634/UE, scegliendo il valore più basso, e che termina nel 2030 con il limite fissato per tale Stato membro nell'allegato I del presente regolamento.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La Commissione adotta un atto di esecuzione che stabilisce le assegnazioni annuali di emissioni per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030 espresse in tonnellate di CO2 equivalente, come specificato nei paragrafi 1 e 2. Ai fini del suddetto atto di esecuzione, la Commissione procede a un riesame completo dell'ultimo inventario nazionale per gli anni 2005 e dal 2016 al 2018, presentati dagli Stati membri a norma dell'articolo 7 del regolamento (UE) n. 525/2013.

3.  La Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento stabilendo le assegnazioni annuali di emissioni per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030 espresse in tonnellate di CO2 equivalente, come specificato nei paragrafi 1 e 2. Ai fini del suddetto atto delegato, la Commissione procede a un riesame completo dell'ultimo inventario nazionale per gli anni 2005 e dal 2016 al 2018, presentati dagli Stati membri a norma dell'articolo 7 del regolamento (UE) n. 525/2013.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il suddetto atto di esecuzione specifica altresì, sulla base delle percentuali comunicate dagli Stati membri a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, le quantità di cui si può tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 tra il 2021 e il 2030. Se la somma delle quantità di tutti gli Stati membri supera di 100 milioni la quantità totale collettiva, le quantità per ciascuno Stato membro sono ridotte proporzionalmente in modo che la quantità totale collettiva non sia superata.

4.  Il suddetto atto delegato specifica altresì, sulla base delle percentuali comunicate dagli Stati membri a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, le quantità di cui si può tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 tra il 2021 e il 2030. Se la somma delle quantità di tutti gli Stati membri supera di 50 milioni la quantità totale collettiva, le quantità per ciascuno Stato membro sono ridotte proporzionalmente in modo che la quantità totale collettiva non sia superata.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Per gli anni del periodo compreso tra il 2021 e il 2029 uno Stato membro può prendere a prestito fino al 5% dalla sua assegnazione annuale di emissioni per l'anno successivo.

2.  Per gli anni del periodo compreso tra il 2021 e il 2029 uno Stato membro può prendere a prestito fino al 10 % dalla sua assegnazione annuale di emissioni per l'anno successivo.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri interessati da una cancellazione limitata delle quote ETS UE ai termini dell'articolo 3, lettera a), della direttiva 2003/87/CE, fino a un massimo di 100 milioni, che ai fini della conformità a norma del presente regolamento possono far considerare tali quote, collettivamente, figurano nell'allegato II del regolamento stesso.

1.  Gli Stati membri interessati da una cancellazione limitata delle quote ETS UE ai termini dell'articolo 3, lettera a), della direttiva 2003/87/CE, fino a un massimo di 50 milioni, che ai fini della conformità a norma del presente regolamento possono far considerare tali quote, collettivamente, figurano nell'allegato II del regolamento stesso senza effetti negativi per l'integrità ambientale del sistema di riduzione delle emissioni dell'Unione.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Su richiesta di uno Stato membro, l'amministratore centrale designato a norma dell'articolo 20 della direttiva 2003/87/CE ("l'amministratore centrale") tiene conto della quantità di cui all'articolo 4, paragrafo 4, ai fini della conformità dello Stato membro a norma dell'articolo 9. Un decimo della quantità di quote determinata a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, è cancellato a norma dell'articolo 12, paragrafo 4, della direttiva 2003/87/CE per ciascun anno del periodo compreso tra il 2021 e il 2030.

3.  Su richiesta di uno Stato membro, l'amministratore centrale designato a norma dell'articolo 20 della direttiva 2003/87/CE ("l'amministratore centrale") tiene conto della quantità di cui all'articolo 4, paragrafo 4, ai fini della conformità dello Stato membro a norma dell'articolo 9. Un decimo della quantità di quote determinata a norma dell'articolo 4, paragrafo 4, è cancellato per ciascun anno del periodo compreso tra il 2021 e il 2030. Per non distorcere la costituzione della riserva stabilizzatrice del mercato, l'articolo 1, paragrafo 4, della decisione (UE) 2015/1814 relativa all'istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato nel sistema dell'Unione per lo scambio di quote di emissione dei gas a effetto serra non tiene conto della quantità di quote cancellata a norma del presente paragrafo ai fini della determinazione del numero totale di quote in circolazione.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 280 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 280 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite, pascoli gestiti e zone umide gestite

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite" e "pascoli gestiti" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite", "pascoli gestiti" e "zone umide gestite" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera -a (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-a)  lo Stato membro abbia presentato alla Commissione, entro il 30 giugno 2019 e successivamente ogni cinque anni, un piano d'azione che definisce le azioni e le misure finanziarie che detto Stato membro adotta per garantire che gli assorbimenti netti in eccesso rispetto agli obblighi a norma dell'articolo 4 del regolamento [ ][LULUCF] siano mantenuti nell'arco dei quinquenni di cui all'articolo 9, paragrafo 2; il piano d'azione disciplina fra l'altro l'utilizzo dei pertinenti finanziamenti dell'Unione per la mitigazione dei cambiamenti climatici;

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Laddove l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, alla Commissione è conferito il potere di adottare un atto delegato per modificare il paragrafo 1 del presente articolo al fine di tenere conto di un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti a norma dell'articolo 12 del presente regolamento.

2.  Laddove l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, alla Commissione è conferito il potere di adottare un atto delegato prima della revisione del regolamento [LULUCF] nel 2024 per modificare il paragrafo 1 del presente articolo, senza incidere sulla quantità complessiva di 280 milioni di assorbimenti netti a norma del presente articolo, al fine di tenere conto di un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti a norma dell'articolo 12 del presente regolamento.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Nel 2027 e nel 2032, se le emissioni riesaminate di gas a effetto serra di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

1.  Se le emissioni riesaminate di gas a effetto serra di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione assicura una contabilizzazione accurata a norma del presente regolamento per mezzo del registro dell'Unione istituito conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 525/2013, che comprende le assegnazioni annuali di emissioni, gli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 4 e 7, la conformità a norma dell'articolo 9 e la modifica del campo d'applicazione a norma dell'articolo 10 del presente regolamento. L'amministratore centrale effettua un controllo automatizzato di ciascuna transazione a norma del presente regolamento e, qualora necessario, blocca le transazioni per accertarsi che non siano state commesse irregolarità. Queste informazioni sono rese pubbliche.

1.  La Commissione assicura una contabilizzazione accurata a norma del presente regolamento per mezzo del registro dell'Unione istituito conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 525/2013. A tale scopo, la Commissione adotta un atto delegato conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento riguardo alle assegnazioni annuali di emissioni, agli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 4 e 7, alla conformità a norma dell'articolo 9 e alla modifica del campo d'applicazione a norma dell'articolo 10 del presente regolamento. L'amministratore centrale effettua un controllo automatizzato di ciascuna transazione a norma del presente regolamento e, qualora necessario, blocca le transazioni per accertarsi che non siano state commesse irregolarità. Queste informazioni sono rese pubbliche.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, è conferito alla Commissione per una durata indeterminata a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 4, paragrafo 3, all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, è conferito alla Commissione per una durata indeterminata a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Prima dell'adozione di un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

4.  Prima dell'adozione di un atto delegato la Commissione consulta gli esperti designati da ciascuno Stato membro e dal Parlamento europeo nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016.

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Articolo 13

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 13

soppresso

Procedura di comitato

 

1.  La Commissione è assistita dal comitato sui cambiamenti climatici istituito dal regolamento (UE) n. 525/2013. Si tratta di un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

 

2.  Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l'articolo 5 del regolamento (UE) n. 182/2011.

 

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 14 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 28 febbraio 2024 e successivamente ogni cinque anni, circa il funzionamento del presente regolamento, il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento dei traguardi stabiliti dall'accordo di Parigi, potendo eventualmente formulare proposte.

Entro sei mesi dalla fine del dialogo di facilitazione nel quadro dell'UNFCCC nel 2018, ed entro il 28 febbraio 2024 e successivamente ogni cinque anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sul funzionamento del presente regolamento e il suo contributo agli obiettivi globali dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030, il 2040 e il 2050 e valuta il suo contributo al conseguimento degli obiettivi di mitigazione a lungo termine stabiliti dall'accordo di Parigi, tenendo conto nel contempo degli ultimi dati scientifici dell'IPCC nonché della necessità di aggiornare il presente regolamento alla luce del bilancio mondiale per rafforzare l'azione dell'Unione per il clima. La relazione è accompagnata, se del caso, da proposte legislative.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 14 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Nel caso in cui uno Stato membro receda dall'Unione a norma dell'articolo 50 TUE dopo la pubblicazione del presente regolamento nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, non oltre un anno dopo la data di entrata in vigore dell'accordo di recesso o, laddove non sia possibile, entro tre anni dalla notifica di cui all'articolo 50, paragrafo 2, TUE e successivamente ogni anno, circa le conseguenze economiche di tale recesso per ciascuno Stato membro e il modo di assicurare l'integrità ambientale del presente regolamento conformemente all'impegno assunto dall'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi e, se del caso, presenta proposte.

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Articolo 15 – punto 5 bis (nuovo)

Regolamento (UE) n. 525/2013

Articolo 21 – paragrafo 3

 

Testo in vigore

Emendamento

 

(5 bis)  All'articolo 21, il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

"3.   Entro il 31 ottobre di ogni anno la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sintetica delle conclusioni delle valutazioni previste dai paragrafi 1 e 2.".

"3.   Entro il 31 ottobre di ogni anno la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sintetica delle conclusioni delle valutazioni previste dai paragrafi 1, 2 e 2 bis.".

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

Riferimenti

COM(2016)0482 – C8-0331/2016 – 2016/0231(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ENVI

12.9.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ITRE

12.9.2016

Relatore per parere

       Nomina

Benedek Jávor

19.10.2016

Esame in commissione

28.11.2016

12.1.2017

 

 

Approvazione

22.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

28

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nikolay Barekov, Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, Cristian-Silviu Buşoi, Reinhard Bütikofer, Jerzy Buzek, Angelo Ciocca, Edward Czesak, Pilar del Castillo Vera, Fredrick Federley, Ashley Fox, Adam Gierek, Françoise Grossetête, András Gyürk, Rebecca Harms, Eva Kaili, Kaja Kallas, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Peter Kouroumbashev, Zdzisław Krasnodębski, Miapetra Kumpula-Natri, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Olle Ludvigsson, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Nadine Morano, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Michel Reimon, Herbert Reul, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Jean-Luc Schaffhauser, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Kathleen Van Brempt, Henna Virkkunen, Martina Werner, Lieve Wierinck, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Mario Borghezio, Soledad Cabezón Ruiz, Jens Geier, Benedek Jávor, Olle Ludvigsson, Piernicola Pedicini, Sofia Sakorafa, Anne Sander, Maria Spyraki, Marco Zullo

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Arndt Kohn, Maria Noichl, Pavel Poc

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

35

+

ALDE

Fredrick Federley, Kaja Kallas, Angelika Mlinar, Morten Helveg Petersen, Lieve Wierinck

EFDD

Isabella Adinolfi, Piernicola Pedicini, Dario Tamburrano, Marco Zullo

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga, Paloma López Bermejo, Sofia Sakorafa, Neoklis Sylikiotis

S&D

José Blanco LópezSoledad Cabezón Ruiz, Jens Geier, Adam Gierek, Eva Kaili, Arndt Kohn, Peter Kouroumbashev, Miapetra Kumpula-Natri, Olle Ludvigsson, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Dan Nica, Maria Noichl, Pavel Poc, Kathleen Van Brempt, Martina Werner, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

VERTS/ALE

Reinhard Bütikofer, Rebecca Harms, Benedek Jávor, Michel Reimon, Claude Turmes

28

-

ECR

Nikolay Barekov, Edward Czesak, Ashley Fox, Zdzisław Krasnodębski, Evžen Tošenovský

ENF

Mario Borghezio, Angelo Ciocca, Jean-Luc Schaffhauser

PPE

Bendt Bendtsen, Jerzy Buzek, Cristian-Silviu Buşoi, Françoise Grossetête, András Gyürk, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Janusz Lewandowski, Nadine Morano, Angelika Niebler, Herbert Reul, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Anne Sander, Algirdas Saudargas, Maria Spyraki, Vladimir Urutchev, Henna Virkkunen, Anna Záborská, Pilar del Castillo Vera

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (27.3.2017)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

(COM(2016)0482 – C8-0331/2016 – 2016/0231(COD))

Relatore per parere: Merja Kyllönen

BREVE MOTIVAZIONE

I trasporti producono un quarto delle emissioni di CO2 nell'Unione europea. Sin dagli anni '90 si discute della necessità di ridurre le emissioni nel settore dei trasporti, con obiettivi diversi a seconda della situazione economica. Benché si sia continuato a parlare della questione, le emissioni di gas serra riconducibili ai trasporti non hanno fatto che aumentare in Europa, e nel 2014 hanno superato del 20 % i livelli del 1999.

Il fatto che le emissioni prodotte dai trasporti siano complessivamente cresciute è dovuto principalmente all'aumento delle emissioni nel settore dei trasporti stradali e dell'aviazione, poiché le emissioni generate dai trasporti ferroviari e dalla navigazione interna sono diminuite rispetto al 1990. Alle autovetture è riconducibile circa il 44 % delle emissioni dei trasporti, mentre veicoli pesanti e autobus vi contribuiscono complessivamente per il 18 % circa. Nel regolamento sulla condivisione degli sforzi in esame rientra l'intero settore dei trasporti, ad esclusione dei trasporti marittimi internazionali e dei trasporti aerei.

Oltre a un obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030, la proposta di regolamento fissa per gli Stati membri obiettivi di riduzione annuali per il periodo 2021-2030. Gli Stati membri saranno tenuti sia a rispettare quote annue di emissione sia a seguire una traiettoria lineare di riduzione delle emissioni. Secondo la proposta, il 2020 rappresenta il punto di partenza della traiettoria di riduzione delle emissioni per il periodo 2021-2030, traiettoria da determinare, in linea di principio, sulla base del livello medio di emissioni negli anni dal 2016 al 2018. Il relatore per parere ritiene importante creare forti incentivi affinché tutti i paesi riducano le emissioni sin dall'inizio del periodo, e propone dunque di riconsiderare la scelta di utilizzare come punto di partenza i livelli del 2020. Il relatore per parere sottolinea la necessità di ridurre le emissioni in modo coerente anche a lungo termine, ossia nel periodo che va fino al 2050.

La Commissione ha inserito nella sua proposta di regolamento strumenti di flessibilità mediante i quali si vuole garantire che l'adozione delle misure di riduzione delle emissioni avvenga nel modo più efficiente in termini di costi. Tuttavia, gli strumenti di flessibilità contenuti nella proposta della Commissione e la loro base di calcolo comportano incertezze che rischiano di compromettere l'attuazione della politica dell'UE per il clima e il livello generale dei risultati finali. Con i meccanismi di flessibilità proposti, è possibile che l'Unione europea non rispetterà i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni conformemente all'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, anche se gli Stati membri dovessero raggiungere gli obiettivi assegnati loro dalla decisione sulla condivisione degli sforzi. D'altro lato, l'accettabilità della proposta della Commissione in vari Stati membri dipende da tali strumenti di flessibilità. Presi nel loro insieme, comunque, molti strumenti di flessibilità, che in parte si sovrappongono, potrebbero portare a una situazione in cui la riduzione delle emissioni dell'UE nell'ambito interessato dalla condivisione degli sforzi sia in realtà nettamente inferiore all'obiettivo del 30 %. Il relatore per parere ritiene che, fra gli strumenti di flessibilità proposti, siano assolutamente fondati i trasferimenti tra settori, dai settori interessati da scambi di emissioni verso settori interessati dalla condivisione degli sforzi (il cosiddetto meccanismo unico), e la flessibilità nel settore LULUCF, che dovrebbe permettere agli Stati membri di utilizzare anche il massimale fissato nella proposta per le cosiddette unità di assorbimento (pozzi) LULUCF per rispettare l'obbligo di riduzione delle emissioni nel settore oggetto della condivisione degli sforzi.

Il relatore per parere comprende l'idea contenuta nel testo della Commissione di ridurre l'onere amministrativo, ma, in luogo della valutazione quinquennale proposta, ritiene sia indispensabile verificare su base annua in che modo gli obiettivi di riduzione delle emissioni siano perseguiti nei vari Stati membri. Per garantire un'applicazione effettiva ed efficace, il relatore per parere ritiene auspicabile che la Commissione disponga anche di strumenti per imporre sanzioni agli Stati membri che non rispettano i propri obiettivi di riduzione delle emissioni.

Il regolamento sulla condivisione degli sforzi prevede che la scelta degli strumenti per ridurre le emissioni sia lasciata ai singoli Stati membri. Contestualmente alla pubblicazione della proposta di regolamento sulla condivisione degli sforzi, nel luglio 2016 la Commissione ha presentato la sua posizione sulle misure da adottare per ridurre le emissioni dei trasporti nella sua comunicazione dal titolo " Strategia europea per una mobilità a basse emissioni". La comunicazione della Commissione dovrà essere seguita da una serie di proposte legislative intese a colmare le carenze, ad esempio, della normativa sulle emissioni dei veicoli pesanti. La responsabilità del successo della politica per il clima dell'UE nel suo complesso dipende comunque fortemente dalle politiche e decisioni a livello nazionale e locale; le zone urbane hanno un ruolo particolarmente importante, dal momento che i trasporti urbani sono responsabili del 23 % delle emissioni di CO2 riconducibili in Europa al settore dei trasporti. Sulla base della proposta di regolamento sulla condivisione degli sforzi, la pressione maggiore, in termini di riduzione delle emissioni dei trasporti, ricadrà sugli Stati membri i cui obiettivi di riduzione delle emissioni sono complessivamente elevati.

Il relatore per parere approva che la scelta dei metodi da utilizzare per ridurre le emissioni dei trasporti sia lasciata ai responsabili nazionali, ma considera problematico il fatto che l'UE non abbia competenze nel campo delle politiche urbane e auspica che essa assuma un ruolo di coordinamento più ampio nel diffondere le migliori prassi in materia di trasporti urbani. Il relatore per parere ricorda inoltre che, grazie ai suoi vari strumenti di finanziamento, l'UE dispone di ingenti fondi da assegnare, e ritiene essenziale che, nel caso dei trasporti, le risorse da erogare a titolo dei vari programmi e strumenti siano destinate a quei progetti che favoriscono la transizione verso un sistema di trasporti rispettivamente a basse emissioni (nel breve termine) e a zero emissioni (nel medio e lungo termine).

La politica comune dei trasporti europea si è basata per molto tempo sull'idea che fosse possibile conseguire obiettivi di riduzione delle emissioni soprattutto attraverso il progresso tecnico nel settore dei veicoli e dei carburanti. Tuttavia, le irregolarità emerse recentemente nel comparto automobilistico hanno sollevato interrogativi quanto all'impegno dell'industria per un'effettiva riduzione delle emissioni. La transizione verso una mobilità a basse emissioni o a zero emissioni è ostacolata dalla forte dipendenza dai combustibili fossili, e negli ultimi tempi il prezzo basso del petrolio ha rallentato il loro progressivo abbandono. Il relatore per parere è dell'avviso che il modo più efficace per conseguire gli obiettivi di riduzione delle emissioni consista in un ampio pacchetto di misure comprendenti una pianificazione razionale dell'uso del territorio, i trasporti pubblici, politiche per promuovere gli spostamenti a piedi o in bicicletta, la piena valorizzazione delle tecnologie in materia di veicoli, motori e combustibili in fase di sviluppo, l'introduzione di servizi d'informazione e di servizi digitali e il ricorso a strumenti di prezzo per orientare le scelte di mobilità.

La digitalizzazione e i nuovi servizi digitali hanno reso possibile la nascita di nuovi tipi di servizi di mobilità che, se si diffonderanno, potranno ridurre la necessità di avere e utilizzare un'auto di proprietà, creando quindi un notevole potenziale di riduzione delle emissioni. È pertanto auspicabile che tali servizi si affermino sia nei trasporti urbani che nei trasporti interurbani. Essi permettono agli utenti di spostarsi facilmente e rendono inoltre più prevedibili e trasparenti i costi totali della mobilità. Anche l'automazione dei trasporti sembra procedere più rapidamente del previsto. Il relatore per parere considera positivi entrambi questi sviluppi, ma osserva che i legislatori, a livello dell'Unione così come degli Stati membri, dovranno seguire attentamente come l'evoluzione del settore inciderà sulle emissioni dei trasporti. Occorre garantire che i cambiamenti portino a comportamenti di mobilità meno nocivi per il clima e l'ambiente rispetto a quelli attuali.

I trasporti sono uno dei servizi quotidiani più importanti per i cittadini europei, e una logistica efficace, accurata ed efficiente in termini di costi è assolutamente essenziale per l'integrazione europea e il funzionamento del mercato interno. Dal momento che, con questo regolamento sulla condivisione degli sforzi, gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il settore dei trasporti e della logistica divengono decisamente ambiziosi, il relatore per parere non può nascondere la sua preoccupazione per il fatto che non siano ancora stati stimati i costi della riduzione delle emissioni per il settore dei trasporti e l'economia europea in generale. È necessario disporre di un calcolo costi-benefici credibile anche quando gli Stati membri adottano decisioni relativamente alla ripartizione degli obblighi di riduzione tra i vari settori, e la Commissione dovrebbe sostenere gli Stati membri fornendo tali strumenti.

EMENDAMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Il 10 giugno 2016 la Commissione ha presentato la proposta di ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'Unione. La presente proposta legislativa è uno degli strumenti d'attuazione dell'impegno preso dall'Unione sottoscrivendo l'accordo di Parigi. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

(3)  Dopo l'approvazione da parte del Parlamento europeo il 5 ottobre 2016, l'accordo di Parigi è stato ratificato dal Consiglio europeo il 4 novembre 2016, ed è entrato in vigore in tale data. L'accordo di Parigi mira a contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2° C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5° C rispetto ai livelli preindustriali. L'impegno dell'Unione nel quadro dell'accordo di Parigi di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

Emendamento     2

Proposta di regolamento

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  Alcuni Stati membri hanno compiuto sforzi importanti, e questa flessibilità è anche espressione della volontà condivisa degli Stati membri di garantire una distribuzione equa e ambiziosa degli sforzi finalizzati alla riduzione annuale delle emissioni di gas a effetto serra al fine di onorare gli impegni assunti a Parigi in occasione della COP21.

Emendamento     3

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Una serie di misure dell'Unione rafforza la capacità degli Stati membri di rispettare gli impegni assunti sul fronte del clima ed è determinante per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni nei settori disciplinati dal presente regolamento. Si tratta in particolare della legislazione in materia di gas fluorurati a effetto serra, riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli stradali, prestazione energetica dell'edilizia, fonti rinnovabili di energia, efficienza energetica ed economia circolare, nonché degli strumenti unionali di finanziamento destinati a investimenti nel settore del clima.

(11)  Una serie di misure dell'Unione rafforza la capacità degli Stati membri di rispettare gli impegni assunti sul fronte del clima ed è determinante per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni nei settori disciplinati dal presente regolamento. Si tratta in particolare della legislazione in materia di gas fluorurati a effetto serra, riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli stradali, promozione di una migliore prestazione energetica anche per quanto riguarda gli edifici, fonti rinnovabili di energia, efficienza energetica e promozione dell'economia circolare, nonché degli strumenti unionali di finanziamento destinati a investimenti nel settore del clima.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)  Oltre il 75 % delle emissioni di gas a effetto serra nell'Unione è collegato al settore dell'energia. È dunque importante privilegiare e promuovere tutte le misure intese a migliorare l'efficienza energetica in modo efficace in termini di costi, e quindi a ridurre la domanda di energia, integrandole debitamente con azioni transettoriali in materia di politica climatica.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 ter)  Il settore dei trasporti non è soltanto il maggiore responsabile delle emissioni di gas serra, ma anche il settore in cui il consumo energetico è cresciuto più rapidamente dal 1990. È dunque importante che la Commissione e gli Stati membri compiano ulteriori sforzi per migliorare l'efficienza energetica, promuovere il passaggio a modalità di trasporto sostenibili e ridurre l'elevata dipendenza dal carbonio del settore. La decarbonizzazione del mix energetico, da conseguire promuovendo l'energia a basse emissioni per i trasporti, ad esempio i biocarburanti sostenibili e i veicoli elettrici, contribuirà all'obiettivo di riduzione delle emissioni di CO2, in linea con le finalità dell'accordo di Parigi. Tutto ciò potrebbe essere agevolato garantendo al settore, al fine di offrire certezza, un quadro chiaro e a lungo termine sul quale basare gli investimenti.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 11 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 quater)  Al fine di conseguire una "Unione per il clima" più efficace, il presente regolamento dovrebbe fornire incentivi per una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra coerente con gli altri atti giuridici dell'Unione in materia di clima ed energia. È essenziale che tanto l'Unione quanto i suoi Stati membri garantiscano il perseguimento di politiche che si rafforzano a vicenda in tutti i settori pertinenti (quali clima, energia e altre politiche settoriali), per realizzare con successo la transizione verso un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio. L'impatto delle politiche energetiche e settoriali sugli impegni per il clima dell'Unione e degli Stati membri dovrebbe essere valutato mediante metodi di quantificazione comuni, affinché risulti trasparente e verificabile.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  È opportuno attribuire alla Commissione competenze di esecuzione al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione dell'articolo 4 in base al quale saranno determinati i limiti annuali di emissioni degli Stati membri. È altresì opportuno che tali competenze siano esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio21.

(17)  Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione dell'articolo 4, in base al quale saranno determinati i limiti annuali di emissioni degli Stati membri, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla fissazione delle assegnazioni annuali di emissioni per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, e che tali consultazioni avvengano in conformità dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione degli atti delegati.

_________________

 

21 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

 

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  Oltre agli sforzi intesi a ridurre le sue emissioni, è importante che l'Unione, in linea con l'obiettivo di accrescere il suo contributo alle azioni positive a livello mondiale in materia di carbonio ("carbon handprint"), contempli soluzioni per il clima, insieme ai paesi terzi, attuando progetti comuni con tali paesi nel contesto delle politiche per il clima all'orizzonte 2030, tenendo conto del fatto che l'accordo di Parigi fa riferimento a un nuovo meccanismo di cooperazione internazionale per contrastare i cambiamenti climatici.

Emendamento     9

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  Al fine di garantire il rispetto degli articoli 4 e 14 dell'accordo di Parigi, è necessario che l'Unione intensifichi progressivamente i propri sforzi e presenti, ogni cinque anni, un contributo che rispecchi il massimo livello di ambizione che le è possibile. Il presente regolamento include pertanto una clausola di riesame per stabilire nuovi obiettivi al fine di aumentare gli impegni dell'Unione. Per garantire che gli adattamenti dell'obiettivo dell'Unione siano in linea con il meccanismo del bilancio globale previsto dall'accordo di Parigi, è essenziale che il riesame sia globale e tenga conto delle migliori conoscenze scientifiche disponibili.

Motivazione

Il regolamento dovrebbe includere una robusta clausola di riesame che consenta di adeguare ogni cinque anni gli obiettivi dell'UE al fine di onorare gli impegni previsti dall'accordo di Parigi. In questa prospettiva, la clausola di riesame dovrebbe basarsi su una relazione preparatoria e indipendente dell'Agenzia europea dell'ambiente.

Emendamento     10

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni al fine di valutarne il funzionamento generale. Il riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi.

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni, il che corrisponde sia al ciclo di conformità LULUCF che al ciclo internazionale a norma dell'accordo di Parigi, al fine di valutare il suo funzionamento generale. Il riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi. Pertanto, qualsiasi riesame dovrebbe tener conto delle potenziali conseguenze economiche che potrebbero derivare dall'uscita di uno Stato membro dall'Unione in conformità dell'articolo 50 del trattato sull'Unione europea.

Emendamento     11

Proposta di regolamento

Considerando 20 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(20 bis)  Al fine di garantire un sistema globale di progressivo innalzamento del livello degli impegni ("ratchet up") in linea con l'accordo di Parigi e di tener conto dell'esperienza dell'Agenzia europea dell'ambiente nel promuovere l'inclusione delle informazioni ambientali europee nei programmi internazionali di monitoraggio e nel fornire valutazioni esaustive dello stato dell'ambiente in Europa, il riesame dovrebbe basarsi su una relazione preparatoria e indipendente dell'Agenzia europea dell'ambiente.

Motivazione

Il regolamento dovrebbe includere una robusta clausola di riesame che consenta di adeguare ogni cinque anni gli obiettivi dell'UE al fine di onorare gli impegni previsti dall'accordo di Parigi. In questa prospettiva, la clausola di riesame dovrebbe basarsi su una relazione preparatoria e indipendente dell'Agenzia europea dell'ambiente.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento stabilisce gli obblighi relativi ai contributi minimi degli Stati membri all'impegno di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra assunto dall'Unione per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030, e le norme relative alla determinazione delle assegnazioni annuali di emissioni e alla valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell'apporto dei rispettivi contributi minimi.

1.  Il presente regolamento impone agli Stati membri di ridurre collettivamente di almeno il 30 % entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005, le emissioni di gas a effetto serra di cui all'articolo 2. Esso stabilisce gli obblighi relativi ai contributi minimi degli Stati membri per conseguire la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra al fine di rispettare l'impegno assunto dall'Unione e dagli Stati membri nel quadro dell'accordo di Parigi per il periodo compreso tra il 2021 e il 2030, e le norme relative alla determinazione delle assegnazioni annuali di emissioni e alla valutazione dei progressi compiuti dagli Stati membri nell'apporto dei rispettivi contributi minimi.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Articolo 1 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Il fine ultimo del presente regolamento è il rispetto dell'impegno assunto dall'Unione e dagli Stati membri, nel quadro dell'UNFCCC e dell'accordo di Parigi, di ridurre le emissioni di gas a effetto serra per mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto di 2° C, rispetto ai livelli preindustriali, e di proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5° C, rispetto ai livelli preindustriali. Per conseguire tale obiettivo, dopo il 2030 gli Stati membri continuano a ridurre annualmente, in modo lineare, le emissioni di gas a effetto serra oggetto del presente regolamento, fino a raggiungere il traguardo delle emissioni zero nella seconda metà di questo secolo.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Fatti salvi gli strumenti di flessibilità di cui agli articoli 5, 6 e 7 e l'adeguamento di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e tenuto conto delle eventuali deduzioni derivanti dall'applicazione dell'articolo 7 della decisione n. 406/2009/CE, lo Stato membro assicura che le emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2021 e il 2029 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia nel 2020 con il livello medio delle sue emissioni di gas serra degli anni 2016, 2017 e 2018, determinato a norma del paragrafo 3, e che termina nel 2030 con il limite fissato per tale Stato membro nell'allegato I del presente regolamento.

2.  Fatti salvi gli strumenti di flessibilità di cui agli articoli 5, 6 e 7 e l'adeguamento di cui all'articolo 10, paragrafo 2, e tenuto conto delle eventuali deduzioni derivanti dall'applicazione dell'articolo 7 della decisione n. 406/2009/CE, lo Stato membro assicura che le emissioni di gas a effetto serra per ogni anno compreso tra il 2021 e il 2029 non superino il livello definito da una traiettoria lineare che inizia nel 2020 con il livello medio delle sue emissioni di gas serra degli anni 2016, 2017 e 2018, determinato a norma del paragrafo 3, utilizzando quale limite massimo gli obiettivi per il 2020 di cui alla decisione n. 406/2009/CE, e che termina nel 2030 con il limite fissato per tale Stato membro nell'allegato I del presente regolamento.

Emendamento     15

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il suddetto atto di esecuzione specifica altresì, sulla base delle percentuali comunicate dagli Stati membri a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, le quantità di cui si può tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 tra il 2021 e il 2030. Se la somma delle quantità di tutti gli Stati membri supera di 100 milioni la quantità totale collettiva, le quantità per ciascuno Stato membro sono ridotte proporzionalmente in modo che la quantità totale collettiva non sia superata.

4.  Il suddetto atto delegato specifica altresì, sulla base delle percentuali comunicate dagli Stati membri a norma dell'articolo 6, paragrafo 2, le quantità di cui si può tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 tra il 2021 e il 2030. Se la somma delle quantità di tutti gli Stati membri supera di 100 milioni la quantità totale collettiva, le quantità per ciascuno Stato membro sono ridotte proporzionalmente in modo che la quantità totale collettiva non sia superata.

Emendamento     16

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il suddetto atto di esecuzione è adottato secondo la procedura di esame di cui all'articolo 13.

soppresso

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Lo Stato membro le cui emissioni di gas a effetto serra per un determinato anno sono inferiori all'assegnazione annuale per quell'anno può, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui al presente articolo e all'articolo 6, riportare la parte in eccesso dell'assegnazione annuale di emissioni agli anni successivi, fino al 2030.

3.  Lo Stato membro le cui emissioni di gas a effetto serra per un determinato anno sono inferiori all'assegnazione annuale per quell'anno può, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui al presente articolo e all'articolo 6, riportare la parte in eccesso dell'assegnazione annuale di emissioni agli anni successivi, fino al 2029. La parte in eccesso può essere utilizzata parzialmente o totalmente in uno degli anni successivi, fino al 2029, senza superare il 5 % dell'assegnazione annuale di emissioni.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri fino al 5 % dell'assegnazione annuale di emissioni per un dato anno. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030.

4.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri fino al 10 % dell'assegnazione annuale di emissioni per un dato anno. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030. Tali trasferimenti sono iscritti nel registro europeo di cui all'articolo 11.

Emendamento     19

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri la parte dell'assegnazione annuale di emissioni in eccesso rispetto alle sue emissioni di gas a effetto serra relative all'anno in questione, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui ai paragrafi da 2 a 4 e all'articolo 6. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030.

5.  Uno Stato membro può trasferire ad altri Stati membri la parte dell'assegnazione annuale di emissioni in eccesso rispetto alle sue emissioni di gas a effetto serra relative all'anno in questione, tenuto conto del ricorso agli strumenti di flessibilità di cui ai paragrafi da 2 a 4 e all'articolo 6. Lo Stato membro ricevente può usare tale quantità ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione o per anni successivi, fino al 2030. Tali trasferimenti sono iscritti nel registro europeo di cui all'articolo 11.

Motivazione

L'emendamento è inteso a rafforzare la trasparenza dei trasferimenti delle assegnazioni di emissioni tra Stati membri.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri possono utilizzare i crediti derivanti da progetti ad essi rilasciati a norma dell'articolo 24 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE ai fini della conformità a norma dell'articolo 9, senza limiti quantitativi di alcun tipo ed evitando la doppia contabilizzazione.

6.  Gli Stati membri possono utilizzare i crediti derivanti da progetti ad essi rilasciati a norma dell'articolo 24 bis, paragrafo 1, della direttiva 2003/87/CE ai fini della conformità a norma dell'articolo 9, senza limiti quantitativi di alcun tipo ed evitando la doppia contabilizzazione. Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione del settore privato a tali progetti.

Motivazione

Anche il settore privato dovrebbe poter partecipare ai progetti di riduzione delle emissioni, al fine di stimolare maggiormente gli investimenti. L'articolo 24 bis della direttiva ETS garantisce che la responsabilità finale del progetto e la responsabilità di evitare una doppia contabilizzazione continuino a incombere allo Stato membro in cui il progetto viene realizzato.

Emendamento     21

Proposta di regolamento

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 280 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 280 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti, terreni forestali gestiti e prodotti ottenuti dall'estrazione del legno

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite" e "pascoli gestiti" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9, per l'anno in questione, di una quantità pari al massimo alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite", "pascoli gestiti", "aree forestali gestite" e prodotti ottenuti dall'estrazione del legno di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

 

(La modifica si applica all'intero testo legislativo in esame)

Emendamento     23

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  gli interventi predisposti al fine di adempiere gli obblighi specifici a norma dell'articolo 4, sotto forma di politiche e misure nazionali e attuando l'azione dell'Unione;

a)  gli interventi predisposti al fine di adempiere gli obblighi specifici a norma dell'articolo 4, sotto forma di politiche e misure nazionali e attuando l'azione dell'Unione, senza produrre effetti negativi sulla vita dei cittadini;

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Nel 2027 e nel 2032, se le emissioni riesaminate di gas a effetto serra di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

1.  A partire dal 2020, la Commissione valuta ogni due anni se i progressi compiuti dagli Stati membri sono sufficienti per ottemperare ai rispettivi obblighi a norma del presente regolamento. Se uno Stato membro supera la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Articolo 11 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Registro

Registro europeo

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione assicura una contabilizzazione accurata a norma del presente regolamento per mezzo del registro dell'Unione istituito conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 525/2013, che comprende le assegnazioni annuali di emissioni, gli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 4 e 7, la conformità a norma dell'articolo 9 e la modifica del campo d'applicazione a norma dell'articolo 10 del presente regolamento. L'amministratore centrale effettua un controllo automatizzato di ciascuna transazione a norma del presente regolamento e, qualora necessario, blocca le transazioni per accertarsi che non siano state commesse irregolarità. Queste informazioni sono rese pubbliche.

1.  La Commissione assicura una contabilizzazione accurata a norma del presente regolamento per mezzo del registro dell'Unione istituito conformemente all'articolo 10 del regolamento (UE) n. 525/2013, che comprende le assegnazioni annuali di emissioni, gli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 4 e 7, la conformità a norma dell'articolo 9 e la modifica del campo d'applicazione a norma dell'articolo 10 del presente regolamento. L'amministratore centrale effettua un controllo automatizzato di ciascuna transazione a norma del presente regolamento e, qualora necessario, blocca le transazioni per accertarsi che non siano state commesse irregolarità. Il sistema del registro europeo è trasparente e include tutte le informazioni pertinenti relative al trasferimento di quote tra Stati membri. Queste informazioni sono rese pubbliche attraverso un sito web ad hoc ospitato dalla Commissione.

Motivazione

L'emendamento è inteso ad accrescere la trasparenza dei trasferimenti di quote tra Stati membri.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Articolo 14 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 28 febbraio 2024 e successivamente ogni cinque anni, circa il funzionamento del presente regolamento, il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento dei traguardi stabiliti dall'accordo di Parigi, potendo eventualmente formulare proposte.

Entro sei mesi dal dialogo di facilitazione da organizzare nel quadro dell'UNFCCC nel 2018 per fare il punto sugli sforzi collettivi delle Parti in relazione ai progressi verso il raggiungimento dell'obiettivo globale a lungo termine, nonché entro sei mesi dal bilancio globale del 2023 e dai bilanci globali successivi, la Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio circa il funzionamento del presente regolamento, il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento degli obiettivi a lungo termine di cui all'articolo 1 del presente regolamento. Al fine di rafforzare l'azione dell'Unione per il clima, la Commissione valuta altresì, sulla base di una relazione indipendente stilata dall'Agenzia europea dell'ambiente, l'opportunità di modificare il presente regolamento o di presentare altre proposte legislative, ovvero di procedere in entrambe le direzioni, al fine di garantire il rispetto degli impegni dell'Unione a norma degli articoli 3, 4 e 14 dell'accordo di Parigi.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Articolo 14 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Dopo ogni bilancio globale a norma dell'accordo di Parigi, uno Stato membro può cancellare volontariamente parte delle sue assegnazioni annuali di emissioni. Lo Stato membro comunica alla Commissione la sua intenzione di cancellare parte delle sue assegnazioni annuali di emissioni e la Commissione rende pubblicamente disponibile tale informazione sul suo sito web.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

Riferimenti

COM(2016)0482 – C8-0331/2016 – 2016/0231(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ENVI

12.9.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

TRAN

12.9.2016

Relatore per parere

       Nomina

Merja Kyllönen

28.9.2016

Esame in commissione

25.1.2017

28.2.2017

 

 

Approvazione

22.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

8

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Peter Lundgren, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Jens Nilsson, Markus Pieper, Gabriele Preuß, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Jill Seymour, Claudia Țapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, István Ujhelyi, Wim van de Camp, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Hugues Bayet, Mark Demesmaeker, Bas Eickhout, Markus Ferber, Maria Grapini, Franck Proust, Patricija Šulin, Matthijs van Miltenburg

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Herbert Dorfmann

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

32

+

ALDE

Gesine Meissner, Dominique Riquet, Pavel Telička, Matthijs van Miltenburg

GUE/NGL

Tania González Peñas, Merja Kyllönen

PPE

Georges Bach, Deirdre Clune, Herbert Dorfmann, Markus Ferber, Dieter-Lebrecht Koch, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Cláudia Monteiro de Aguiar, Markus Pieper, Franck Proust, Massimiliano Salini, Patricija Šulin, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Luis de Grandes Pascual, Wim van de Camp

S&D

Lucy Anderson, Inés Ayala Sender, Hugues Bayet, Ismail Ertug, Maria Grapini, Miltiadis Kyrkos, Jens Nilsson, Gabriele Preuß, Christine Revault D'Allonnes Bonnefoy, Claudia Țapardel, István Ujhelyi, Janusz Zemke

8

-

ECR

Mark Demesmaeker, Jacqueline Foster, Roberts Zīle

 

EFDD

Peter Lundgren, Jill Seymour

Verts/ALE

Michael Cramer, Bas Eickhout, Keith Taylor

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (4.5.2017)

destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

(COM(2016)0482 – C8-0331/2017 – 2016/0231(COD))

Relatore per parere: Nicola Caputo

BREVE MOTIVAZIONE

Posizione del relatore

Il settore agricolo è responsabile, a livello globale, del 10 % delle emissioni di gas a effetto serra provenienti dall'Unione europea. Negli ultimi anni una significativa diminuzione del numero dei capi di bestiame, un più efficiente ricorso ai fertilizzanti e una migliore gestione del letame hanno contribuito alla riduzione delle emissioni provenienti dell'UE determinandone, tra il 1990 ed il 2012, una diminuzione del 24 %.

Nel 2016, 16,3 miliardi di euro del bilancio della PAC sono stati indirizzati verso l'agricoltura sostenibile e rispettosa del clima a dimostrazione della importante accelerazione che il settore agricolo europeo sta imprimendo alla transizione verso un'economia circolare a basse emissioni di carbonio e resistente ai cambiamenti climatici e della forte predisposizione dello stesso a cogliere tutte le opportunità per ulteriormente migliorare le prestazioni ambientali.

L'approccio dal basso verso l'alto posto alla base del nuovo accordo globale sui cambiamenti climatici induce però a ritenere improbabile che, almeno in un primo periodo e con le attuali politiche, le emissioni di gas serra possano diminuire sufficientemente per centrare l'obiettivo dell'Unione europea della riduzione, entro il 2030, almeno del 40 % rispetto al 1990 e della riduzione, rispetto al 2005, del 30 % dei gas serra nei settori non ETS.

Pertanto la proposta di regolamento in questione, che fa seguito alla valutazione della Commissione sull'accordo di Parigi e che stabilisce obiettivi di riduzione nazionali come incentivo per politiche future che portino a più forti riduzioni delle emissioni, è essenziale.

Tuttavia vanno evidenziati sei punti problematici della proposta in questione:

1) Le attività del settore LULUCF dovrebbero essere contabilizzate pienamente, al pari degli altri settori coperti dal regolamento sulla condivisione degli sforzi, e non come mero meccanismo di flessibilità. La piena contabilizzazione del settore agroforestale, inclusa la gestione forestale, attualmente non considerata, garantirebbe il riconoscimento delle possibili emissioni derivanti da politiche energetiche inadeguate che possano depauperare la capacità di assorbimento degli ecosistemi agroforestali. Il tempo a disposizione prima dell'entrata in vigore della proposta di regolamento sulla condivisione degli sforzi è sufficientemente congruo per stabilire criteri rigorosi e affidabili di contabilizzazione affinché il contributo di tutto il settore, inclusa la gestione forestale, possa essere preso in piena considerazione.

2) Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare i crediti, si ravvisa la necessità di estenderne la portata e quindi di fissare a 425 milioni di tonnellate l'uso supplementare di assorbimenti netti risultanti dal settore LULUCF, come indicato nella terza opzione presente nella valutazione d'impatto della Commissione che accompagna la proposta di regolamento LULUCF. Tale proposta è in linea con le disposizioni dell'accordo di Parigi che riconoscono l'importanza del settore LULUCF in ragione del suo potenziale di mitigazione. Questo approccio è inoltre in linea con le indicazioni del Consiglio europeo di ottobre 2014 che evidenziano il potenziale di mitigazione ridotto del settore agricolo e l'importanza di riflettere sulle modalità più adeguate per ottimizzare il contributo del settore stesso alla mitigazione e al sequestro dei gas serra, in particolare attraverso le attività LULUCF.

3) La proposta di regolamento sulla condivisione degli sforzi stabilisce degli obiettivi di emissioni annuali per gli Stati membri per il periodo 2021-2030 senza suggerire strumenti di mitigazione in grado di contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di riduzione, in particolare per il settore agricolo dove, per contro, risulta necessario incentivare le buone pratiche di riduzione delle emissioni.

Bisogna innanzitutto favorire l'innovazione in agricoltura introducendo tecniche "verdi" in grado di proteggere il suolo e la riduzione delle emissioni derivanti dal settore agricolo. A tal fine, oltre alle tecniche proprie dell'agricoltura di precisione, è necessario promuovere, in particolare, le tecniche di agricoltura conservativa.

4) Relativamente all'attività di monitoraggio e controllo si propongono controlli di conformità annuali piuttosto che quinquennali. Controlli di conformità quinquennali determinerebbero una limitazione del campo di applicazione delle misure correttive e una sostanziale inefficacia di eventuali sanzioni (in caso di inadempimento, per esempio, si applicheranno solo nel 2027 per la prima volta). Controlli di conformità annuali favorirebbero anche lo scambio di quote in considerazione della maggiore consapevolezza, in tempi relativamente brevi, che gli Stati membri potranno avere della situazione.

5) Si evidenzia che l'uso di atti delegati deve essere inteso a modificare elementi non essenziali dell'atto di base. Inoltre si raccomanda alla Commissione di non abusare degli atti delegati e si sottolinea l'importanza della partecipazione del Parlamento nella fase preparatoria di questi atti.

6) La proposta di Regolamento non contiene alcun riferimento alla Brexit. Allo stato le tabelle della proposta in questione riguardano tutti i 28 Stati membri e il Regno Unito è presente nella tabella dell'Allegato I con l'obiettivo del -37 % delle emissioni. Si ritiene che la Commissione debba impegnarsi ad adeguare i dati e gli obiettivi non appena sarà attivato l'articolo 50 del Trattato di Lisbona per l'uscita dalla UE.

EMENDAMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  In base alle conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2014, l'obiettivo dovrà essere raggiunto collettivamente dall'Unione nel modo più efficace possibile in termini di costi, mediante riduzioni da realizzare entro il 2030 sia nei settori che rientrano nel sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) sia negli altri settori, pari rispettivamente, al 43% e al 30% rispetto al 2005, ripartendo lo sforzo in base al prodotto interno lordo (PIL) pro capite. È opportuno che tutti i settori dell'economia contribuiscano a realizzare tali riduzioni e tutti gli Stati membri partecipino a questo sforzo in uno spirito di equilibrio fra equità e solidarietà e che gli obiettivi nazionali per gli Stati membri con un PIL pro capite superiore alla media dell'Unione siano adeguati di conseguenza affinché il principio dell'efficacia rispetto ai costi sia applicato in modo equo ed equilibrato. Il conseguimento di queste riduzioni di gas a effetto serra nelle suddette proporzioni dovrebbe incentivare l'efficienza e l'innovazione nell'economia europea, in special modo promuovendo miglioramenti nell'edilizia, nell'agricoltura, nella gestione dei rifiuti e nei trasporti, nella misura in cui rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento.

(2)  In base alle conclusioni del Consiglio europeo dell'ottobre 2014, l'obiettivo dovrà essere raggiunto collettivamente dall'Unione nel modo più efficace possibile in termini di costi, mediante riduzioni da realizzare entro il 2030 sia nei settori che rientrano nel sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) sia negli altri settori, pari rispettivamente, al 43% e al 30% rispetto al 2005, ripartendo lo sforzo in base al prodotto interno lordo (PIL) pro capite. È opportuno che tutti i settori dell'economia contribuiscano a realizzare tali riduzioni e tutti gli Stati membri partecipino a questo sforzo in uno spirito di equilibrio fra equità e solidarietà e che gli obiettivi nazionali per gli Stati membri con un PIL pro capite superiore alla media dell'Unione siano adeguati di conseguenza affinché il principio dell'efficacia rispetto ai costi sia applicato in modo equo ed equilibrato. Il conseguimento di queste riduzioni di gas a effetto serra nelle suddette proporzioni dovrebbe incentivare l'efficienza e l'innovazione nell'economia europea, in special modo promuovendo miglioramenti nella silvicoltura, nell'edilizia, nell'agricoltura, nella gestione dei rifiuti e nei trasporti, nella misura in cui rientrano nel campo di applicazione del presente regolamento.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  Al fine di conseguire tali riduzioni di emissioni e nel tentativo di massimizzare il ruolo del settore agricolo, è importante che gli Stati membri promuovano le azioni di mitigazione innovative che presentano le maggiori potenzialità, tra cui: conversione di seminativi in prato permanente; gestione di siepi, fasce tampone e alberi sui terreni agricoli; nuovi programmi agroforestali e di riforestazione; prevenzione dell'abbattimento degli alberi e del disboscamento; lavorazione del terreno minima o nulla e utilizzo di colture protettive/intercalari e di residui del raccolto sul terreno; realizzazione del bilancio del carbonio e piani di gestione del suolo e dei nutrienti; una maggiore efficienza dell'azoto e inibizione della nitrificazione; recupero e conservazione delle zone umide e delle torbiere; perfezionamento dei metodi di allevamento, alimentazione e gestione del bestiame al fine di ridurre le emissioni.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 ter)  Il Consiglio ha ratificato l'accordo di Parigi il 5 ottobre 2016, dopo che il 4 ottobre 2016 il Parlamento europeo aveva dato la sua approvazione. L'accordo di Parigi, entrato in vigore il 4 novembre 2016, mira a contenere l'aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali e prevede che per raggiungere tali obiettivi dovranno essere adottate pratiche agricole più sostenibili che sviluppino sinergie tra la biodiversità e gli obiettivi ambientali e climatici.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Il 10 giugno 2016 la Commissione ha presentato la proposta di ratifica dell'accordo di Parigi da parte dell'Unione. La presente proposta legislativa è uno degli strumenti d'attuazione dell'impegno preso dall'Unione sottoscrivendo l'accordo di Parigi. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

(3)  Il contributo del settore agricolo è una priorità fondamentale per migliorare la capacità dell'Unione di adattarsi alle future sfide derivanti dai cambiamenti climatici e il presente regolamento fa parte dell'attuazione dell'impegno dell'Unione nell'accordo di Parigi con una maggiore coerenza tra la politica in materia di cambiamento climatico e gli obiettivi di sicurezza alimentare, al fine di garantire una produzione alimentare sostenibile, efficiente e resiliente che riconosca le particolari vulnerabilità dei sistemi di produzione alimentare agli effetti negativi dei cambiamenti climatici. L'impegno dell'Unione di ridurre le emissioni in tutti i settori dell'economia è stato confermato dal contributo previsto, determinato a livello nazionale, che l'Unione e i suoi Stati membri hanno presentato al segretariato della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici il 6 marzo 2015.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Per realizzare la transizione verso l'energia pulita occorre modificare i comportamenti d'investimento e offrire nuovi incentivi nell'intero spettro delle politiche. Per l'Unione è di primaria importanza la creazione di un'Unione dell'energia resiliente capace di garantire un approvvigionamento energetico sicuro, sostenibile, competitivo e a prezzi ragionevoli ai propri cittadini. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario proseguire con azioni ambiziose per il clima mediante il presente regolamento e compiere progressi riguardo ad altri aspetti dell'Unione dell'energia, come indicato nella strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici16.

(5)  La transizione verso l'energia pulita e la bioeconomia richiedono mutamenti nei comportamenti di investimento nell'intero spettro delle politiche e incentivi per le piccole e medie imprese (PMI) con capitali inferiori e per le piccole aziende agricole affinché adeguino i loro modelli commerciali. Per l'Unione è di primaria importanza la creazione di un'Unione dell'energia resiliente, che dia priorità all'efficienza energetica e punti a fornire energia sicura, sostenibile e accessibile ai propri cittadini, nonché l'applicazione di rigorose politiche in materia di sostenibilità e di riduzione delle emissioni e l'uso di risorse biologiche per sostituire risorse fossili. Per raggiungere questo obiettivo sarà necessario proseguire con azioni ambiziose per il clima mediante il presente regolamento e compiere progressi riguardo ad altri aspetti dell'Unione dell'energia, come indicato nella strategia quadro per un'Unione dell'energia resiliente con politiche lungimiranti in materia di cambiamenti climatici16.

__________________

__________________

16 COM(2015)80

16 COM(2015)80

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Una serie di misure dell'Unione rafforza la capacità degli Stati membri di rispettare gli impegni assunti sul fronte del clima ed è determinante per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni nei settori disciplinati dal presente regolamento. Si tratta in particolare della legislazione in materia di gas fluorurati a effetto serra, riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli stradali, prestazione energetica dell'edilizia, fonti rinnovabili di energia, efficienza energetica ed economia circolare, nonché degli strumenti unionali di finanziamento destinati a investimenti nel settore del clima.

(11)  Una serie di misure dell'Unione rafforza la capacità degli Stati membri di rispettare gli impegni assunti sul fronte del clima ed è determinante per conseguire le necessarie riduzioni delle emissioni nei settori disciplinati dal presente regolamento. Si tratta in particolare della legislazione in materia di gas fluorurati a effetto serra, riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli stradali, prestazione energetica dell'edilizia, fonti rinnovabili di energia, colture energetiche, efficienza energetica ed economia circolare, nonché degli strumenti unionali di finanziamento destinati a investimenti nel settore del clima, compresi tutti gli strumenti nell'ambito della politica agricola comune (PAC) e in aggiunta ai finanziamenti destinati alla transizione verso un sistema di produzione agricola e alimentare sostenibile, a basse emissioni di carbonio e ad alta biodiversità inteso come un importante obiettivo della PAC.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)  Poiché i settori agricolo e forestale hanno la capacità unica di catturare le emissioni di gas a effetto serra, ma offrono minori potenzialità di misure di abbattimento, occorre una migliore comprensione delle potenzialità di mitigazione delle singole aziende e delle aree forestali designate nell'Unione per incrementare i possibili incentivi per gli agricoltori più efficienti e le migliori pratiche di gestione forestale, in particolare a livello di singola azienda o zona forestale.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 ter)  È importante che tali misure incentivino la riduzione di emissioni di gas serra ricompensando le migliori pratiche, aiutino gli agricoltori a sviluppare e integrare le specifiche misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e in generale migliorare l'efficienza della produzione. La politica di sviluppo rurale (secondo pilastro) assegna 99,6 miliardi di EUR per una serie di attività, tra cui la promozione di un uso efficiente delle risorse e il sostegno alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici nel settore agroalimentare e forestale. Gli Stati membri devono incoraggiare i comportamenti che promuovono la transizione a un'economia a basse emissioni di carbonio.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Il regolamento [ ] [relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per le politiche del clima e dell'energia] stabilisce le norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Dato che il risultato ambientale per cui è inteso il presente regolamento, ossia la riduzione dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, varia se si tiene conto degli assorbimenti e delle emissioni, fino a una quantità pari alla somma del loro totale netto, risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti ai termini del regolamento [ ], si dovrebbe offrire agli Stati membri un'ulteriore possibilità di onorare i propri impegni, se necessario, introducendo uno strumento di flessibilità che consenta di tenere conto della quantità massima di 280 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di tali assorbimenti, suddivisa tra gli Stati membri in base ai valori di cui all'allegato III. Quando l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea dovrebbe, in relazione all'articolo 7, essere delegato alla Commissione per rispecchiare un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti nella flessibilità prevista da tale articolo. Prima di adottare atti delegati di questo tipo, la Commissione dovrebbe valutare la validità della contabilità per i terreni forestali gestiti rispetto ai dati disponibili, in particolare la coerenza tra i tassi di utilizzazione previsti e quelli effettivi. Il presente regolamento dovrebbe inoltre dare facoltà agli Stati membri di eliminare volontariamente determinate quantità di emissioni annuali assegnategli affinché siano prese in considerazione in sede di valutazione della conformità degli Stati membri agli obblighi del regolamento [ ].

(12)  Il regolamento [ ] [relativo all'inclusione delle emissioni e degli assorbimenti di gas a effetto serra risultanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura nel quadro 2030 per le politiche del clima e dell'energia] stabilisce le norme di contabilizzazione delle emissioni e degli assorbimenti dei gas a effetto serra derivanti dall'uso del suolo, dai cambiamenti di uso del suolo e dalla silvicoltura (LULUCF). Dato che il risultato ambientale per cui è inteso il presente regolamento, ossia la riduzione dei livelli di emissioni di gas a effetto serra, varia se si tiene conto degli assorbimenti e delle emissioni, fino a una quantità pari alla somma del loro totale netto, risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terreni forestali gestiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti ai termini del regolamento [ ], si dovrebbe offrire agli Stati membri un'ulteriore possibilità di onorare i propri impegni, se necessario, introducendo uno strumento di flessibilità che consenta di tenere conto della quantità massima di 425 milioni di tonnellate di CO2 equivalente di tali assorbimenti, suddivisa tra gli Stati membri in base ai valori di cui all'allegato III. Dato il limitato potenziale di mitigazione che il settore agricolo possiede, dovrebbe essere innanzitutto l'agricoltura a beneficiare degli assorbimenti netti a norma del presente regolamento, operando anche una chiara distinzione tra le emissioni biogeniche "verdi" di gas a effetto serra derivanti dal settore LULUCF e dal settore agricolo e quelle prodotte dall'uso di combustibili fossili. È importante che la Commissione valuti anche le modifiche alla proprietà fondiaria derivanti dalle disposizioni sul LULUCF, onde garantire che le politiche in materia di cambiamenti di uso del suolo non incoraggino l'accaparramento dei terreni. Il presente regolamento dovrebbe inoltre dare facoltà agli Stati membri di eliminare volontariamente determinate quantità di emissioni annuali assegnategli affinché siano prese in considerazione in sede di valutazione della conformità degli Stati membri agli obblighi del regolamento [ ].

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  Il raggiungimento, in modo reciprocamente coerente, dei molteplici obiettivi dell'Unione connessi al settore agricolo, tra cui la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, la qualità dell'aria, la conservazione della biodiversità e dei servizi ecosistemici e il sostegno alle economie rurali, richiederà cambiamenti sotto il profilo degli investimenti e degli incentivi, sostenuti da misure dell'Unione, come la PAC. Il presente regolamento, inclusi gli strumenti di flessibilità disponibili, dovrebbe incentivare le riduzioni delle emissioni conformemente al resto della legislazione dell'Unione in materia di clima ed energia relativa ai settori oggetto del regolamento stesso, incluso l'ambito dell'efficienza energetica. È essenziale che il presente regolamento tenga conto del previsto contributo agli obiettivi della strategia forestale dell'Unione che mirano a promuovere un approvvigionamento competitivo e sostenibile di legno per la bioeconomia dell'Unione, alle politiche forestali nazionali degli Stati membri, alla strategia per la biodiversità dell'Unione e alla strategia dell'Unione sull'economia circolare.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Per garantire che la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni necessarie a valutare l'andamento delle assegnazioni annuali delle emissioni degli Stati membri avvengano all'insegna dell'efficienza, della trasparenza e dell'efficacia dei costi, gli obblighi di comunicazione e di valutazione annuali a norma del presente regolamento sono integrati con i pertinenti articoli del regolamento (UE) n. 525/2013, che dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza. La modifica del suddetto regolamento dovrebbe anche garantire che i progressi realizzati dagli Stati membri nel ridurre le emissioni continuino a essere valutati ogni anno, tenendo conto dell'evoluzione delle politiche e delle misure dell'Unione, nonché delle informazioni trasmesse dagli Stati membri. Ogni due anni la valutazione dovrebbe vertere anche sulle proiezioni dei progressi dell'Unione attesi per tenere fede agli impegni di riduzione e dagli Stati membri per adempiere gli obblighi ad essi incombenti. L'applicazione delle deduzioni dovrebbe tuttavia essere presa in considerazione soltanto ogni cinque anni, in modo da tenere conto del contributo potenziale dei terreni disboscati, dei terreni imboschiti, delle terre coltivate gestite e dei pascoli gestiti a norma del regolamento [ ]. Ciò non pregiudica l'obbligo della Commissione di garantire il rispetto degli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente regolamento o il potere della Commissione di avviare procedimenti di infrazione a tal fine.

(13)  Per garantire che la comunicazione e la verifica delle emissioni di gas a effetto serra e di altre informazioni necessarie a valutare l'andamento delle assegnazioni annuali delle emissioni degli Stati membri avvengano all'insegna dell'efficienza, della trasparenza e dell'efficacia dei costi, gli obblighi di comunicazione e di valutazione annuali a norma del presente regolamento sono integrati con i pertinenti articoli del regolamento (UE) n. 525/2013, che dovrebbe pertanto essere modificato di conseguenza. La modifica del suddetto regolamento dovrebbe anche garantire che i progressi realizzati dagli Stati membri nel ridurre le emissioni continuino a essere valutati ogni anno, tenendo conto dell'evoluzione delle politiche e delle misure dell'Unione, nonché delle informazioni trasmesse dagli Stati membri. Ogni due anni la valutazione dovrebbe vertere anche sulle proiezioni dei progressi dell'Unione attesi per tenere fede agli impegni di riduzione e dagli Stati membri per adempiere gli obblighi ad essi incombenti. L'applicazione delle deduzioni dovrebbe tuttavia essere presa in considerazione soltanto ogni cinque anni, in modo da tenere conto del contributo potenziale dei terreni disboscati, dei terreni imboschiti, dei terreni forestali gestiti, delle terre coltivate gestite e dei pascoli gestiti a norma del regolamento [ ]. Ciò non pregiudica l'obbligo della Commissione di garantire il rispetto degli obblighi degli Stati membri derivanti dal presente regolamento o il potere della Commissione di avviare procedimenti di infrazione a tal fine.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni al fine di valutarne il funzionamento generale. Il riesame dovrebbe tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi.

(20)  Il presente regolamento dovrebbe essere riesaminato nel 2024 e successivamente ogni cinque anni al fine di valutarne il funzionamento generale e la conformità da parte degli Stati membri. Il riesame dovrebbe contribuire a far sì che gli Stati membri siano sulla buona strada nel realizzare i loro obiettivi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra a lungo termine e dovrebbe basarsi su una relazione preparatoria dall'Agenzia europea per l'ambiente, tenendo conto dell'obiettivo dell'Unione di ridurre in tutta l'economia le emissioni di gas a effetto serra dell'80-95 % entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, dell'obiettivo dell'accordo di Parigi di raggiungere un livello di emissioni nette pari a zero nella seconda metà di questo secolo secondo modalità che non mettano a repentaglio la produzione alimentare e dell'importanza di riflettere sul modo più adeguato di ottimizzare il contributo del settore all'attenuazione e al sequestro dei gas a effetto serra, in particolare tramite attività LULUCF. La Commissione e l'Agenzia europea per l'ambiente dovrebbero tener conto dell'evoluzione delle situazioni nazionali e dei risultati del bilancio mondiale dell'accordo di Parigi e dell'obiettivo di un livello di emissioni nette pari a zero nella seconda metà di questo secolo, in modo da non mettere a repentaglio la produzione alimentare e conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del 23 e 24 ottobre 2014 che hanno riconosciuto il limitato potenziale di mitigazione dell'agricoltura e il suo carattere multifunzionale.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento si applica alle emissioni di gas a effetto serra delle categorie di fonti IPCC "energia", "processi industriali e uso dei prodotti", "agricoltura" e "rifiuti" determinate ai sensi del regolamento (UE) n. 525/2013, escluse le emissioni risultanti dalle attività di cui all'allegato I della direttiva 2003/87/CE.

1.  Il presente regolamento si applica alle emissioni di gas a effetto serra delle categorie di fonti IPCC "energia", "processi industriali e uso dei prodotti", "agricoltura" e "rifiuti" determinate ai sensi del regolamento (UE) n. 525/2013, escluse le emissioni risultanti dalle attività di cui all'allegato I della direttiva 2003/87/CE. Il fattore di emissione pari a zero per la biomassa viene applicato esclusivamente alla bioenergia ottenuta da rifiuti e residui.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

Obiettivi a lungo termine di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra

 

Entro il 2026, la Commissione valuta i progressi verso gli obiettivi a lungo termine dell'Unione in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e la capacità degli Stati membri di onorare i propri impegni specifici, tenendo conto dei risultati del primo bilancio globale dell'attuazione dell'accordo di Parigi previsto per il 2023. La Commissione utilizza le informazioni risultanti da tale valutazione per assicurarsi che gli Stati membri siano sulla buona strada riguardo all'obiettivo di ridurre le emissioni entro il 2050 dell'80% rispetto ai livelli del 1990, tenendo conto degli obiettivi internazionali.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Al fine di migliorare l'integrità ambientale valorizzando gli strumenti di flessibilità e, nel contempo, affrontare il limitato potenziale di mitigazione del settore agricolo, è opportuno subordinare l'accesso al nuovo meccanismo di flessibilità istituito nel presente regolamento all'impegno da parte degli Stati membri interessati a favore di misure di mitigazione in altri settori nei quali in passato sono stati conseguiti risultati insufficienti. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento stabilendo un elenco di misure e settori del genere prima del 2020.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 ter.  L'accesso allo strumento di flessibilità di cui al presente articolo e all'allegato II è accordato a condizione che gli Stati membri interessati si impegnino ad adottare misure in altri settori nei quali in passato hanno conseguito risultati insufficienti. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all'articolo 12 al fine di integrare il presente regolamento elaborando un elenco di misure e settori del genere entro il 31 dicembre 2019.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 280 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti

Uso supplementare di assorbimenti netti fino a 425 milioni risultanti da terreni disboscati, terreni imboschiti, terreni forestali gestiti, terre coltivate gestite e pascoli gestiti

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terre coltivate gestite" e "pascoli gestiti" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

1.  Se le emissioni di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale maggiorata delle eventuali assegnazioni di emissioni riportate a norma dell'articolo 5, paragrafo 3, è possibile tenere conto ai fini della conformità a norma dell'articolo 9 per l'anno in questione, fino a una quantità pari alla somma degli assorbimenti netti totali e delle emissioni nette totali, risultanti dalle categorie contabili combinate "terreni disboscati", "terreni imboschiti", "terreni forestali gestiti", "terre coltivate gestite" e "pascoli gestiti" di cui all'articolo 2 del regolamento [ ] [LULUCF], a condizione che:

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Laddove l'atto delegato per aggiornare i livelli di riferimento per le foreste sulla base dei piani nazionali di contabilizzazione forestale a norma dell'articolo 8, paragrafo 6, del regolamento [LULUCF] è adottato, alla Commissione è conferito il potere di adottare un atto delegato per modificare il paragrafo 1 del presente articolo al fine di tenere conto di un contributo della categoria contabile dei terreni forestali gestiti a norma dell'articolo 12 del presente regolamento.

soppresso

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a)  gli interventi predisposti al fine di adempiere gli obblighi specifici a norma dell'articolo 4, sotto forma di politiche e misure nazionali e attuando l'azione dell'Unione;

a)  gli interventi predisposti al fine di adempiere gli obblighi specifici a norma dell'articolo 4, che rispettano le minori potenzialità di mitigazione dell'agricoltura e della sicurezza alimentare, sotto forma di politiche e misure nazionali e attuando l'azione dell'Unione;

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Nel 2027 e nel 2032, se le emissioni riesaminate di gas a effetto serra di uno Stato membro superano la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

1.  Se uno Stato membro supera la sua assegnazione annuale di emissioni per uno degli anni del periodo, ai sensi del paragrafo 2 del presente articolo e degli strumenti di flessibilità utilizzati a norma degli articoli 5 e 7, si applicano le misure seguenti:

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b)  è temporaneamente vietato allo Stato membro trasferire una parte dell'assegnazione annuale di emissioni a un altro Stato membro fino a quando non ottempera al presente regolamento. L'amministratore centrale dispone tale divieto nel registro di cui all'articolo 11.

b)  è vietato allo Stato membro trasferire una parte dell'assegnazione annuale di emissioni a un altro Stato membro fino a quando non ottempera al presente regolamento. L'amministratore centrale dispone tale divieto nel registro di cui all'articolo 11.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, è conferito alla Commissione per una durata indeterminata a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.

2.  Il potere di adottare gli atti delegati di cui all'articolo 6, paragrafi 3 bis e 3 ter, e all'articolo 11, è conferito alla Commissione per una durata indeterminata a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La delega di potere di cui all'articolo 7, paragrafo 2, e all'articolo 11, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

3.  La delega di potere di cui all'articolo 6, paragrafi 3 bis e 3 ter, e all'articolo 11, può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, e dell'articolo 11, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

6.  L'atto delegato adottato ai sensi dell'articolo 6, paragrafi 3 bis e 3 ter, e dell'articolo 11, entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Articolo 14 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 28 febbraio 2024 e successivamente ogni cinque anni, circa il funzionamento del presente regolamento, il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento dei traguardi stabiliti dall'accordo di Parigi, potendo eventualmente formulare proposte.

La Commissione riferisce al Parlamento europeo e al Consiglio, entro il 28 febbraio 2024 dopo il primo bilancio globale dell'attuazione dell'accordo di Parigi del 2023 e le successive valutazioni globali e successivamente ogni cinque anni, circa il funzionamento del presente regolamento, la coerenza con altri atti legislativi il suo contributo all'obiettivo globale dell'Unione di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e il suo contributo al conseguimento dei traguardi stabiliti dall'accordo di Parigi, potendo eventualmente formulare proposte. La relazione illustra i progressi compiuti sul piano degli stimoli e del sostegno ai finanziamenti privati a favore della transizione a lungo termine verso un'economia a basse emissioni di carbonio. Deve essere accompagnata da una valutazione costi/benefici e di una valutazione dell'impatto delle attività di mitigazione sugli obiettivi dell'Unione in materia di ambiente e biodiversità. Comprende inoltre una valutazione della ripartizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni degli Stati membri sulla base delle strategie di riduzione delle emissioni innovative ed efficaci sotto il profilo dei costi e non sulla base del PIL pro capite. Se del caso, la Commissione presenta proposte legislative per gli impegni di riduzione delle emissioni per il periodo successivo al 2030.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Allegato III – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

ASSORBIMENTI NETTI TOTALI RISULTANTI DALLE CATEGORIE CONTABILI DI TERRENI DISBOCATI, TERRENI IMBOSCHITI, TERRE COLTIVATE GESTITE E PASCOLI GESTITI DI CUI GLI STATI MEMBRI POSSONO TENERE CONTO A FINI DI CONFORMITÀ PER IL PERIODO 2021-2030 A NORMA DELL'ARTICOLO 7

ASSORBIMENTI NETTI TOTALI RISULTANTI DALLE CATEGORIE CONTABILI DI TERRENI DISBOCATI, TERRENI IMBOSCHITI, TERRENI FORESTALI GESTITI, TERRE COLTIVATE GESTITE E PASCOLI GESTITI DI CUI GLI STATI MEMBRI POSSONO TENERE CONTO A FINI DI CONFORMITÀ PER IL PERIODO 2021-2030 A NORMA DELL'ARTICOLO 7

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Allegato III – tabella

 

Quantità massima espressa in milioni di tonnellate di CO2 equivalente

Belgio

3,8

Bulgaria

4,1

Repubblica ceca

2,6

Danimarca

14,6

Germania

22,3

Estonia

0,9

Irlanda

26,8

Grecia

6,7

Spagna

29,1

Francia

58,2

Croazia

0,9

Italia

11,5

Cipro

0,6

Lettonia

3,1

Lituania

6,5

Lussemburgo

0,25

Ungheria

2,1

Malta

0,03

Paesi Bassi

13,4

Austria

2,5

Polonia

21,7

Portogallo

5,2

Romania

13,2

Slovenia

1,3

Slovacchia

1,2

Finlandia

4,5

Svezia

4,9

Regno Unito

17,8

Totale massimo:

280

 

Emendamento

Allegato III

ASSORBIMENTI NETTI TOTALI RISULTANTI DALLE CATEGORIE CONTABILI DI TERRENI DISBOCATI, TERRENI IMBOSCHITI, TERRE COLTIVATE GESTITE E PASCOLI GESTITI DI CUI GLI STATI MEMBRI POSSONO TENERE CONTO A FINI DI CONFORMITÀ PER IL PERIODO 2021-2030 A NORMA DELL'ARTICOLO 7

 

Quantità massima espressa in milioni di tonnellate di CO2 equivalente

Belgio

5,7

Bulgaria

6,2

Repubblica ceca

4,0

Danimarca

22,2

Germania

33,9

Estonia

1,3

Irlanda

40,7

Grecia

10,2

Spagna

44,2

Francia

88,4

Croazia

1,4

Italia

17,4

Cipro

0,9

Lettonia

4,8

Lituania

9,9

Lussemburgo

0,4

Ungheria

3,2

Malta

0,3

Paesi Bassi

20,0

Austria

3,8

Polonia

33,0

Portogallo

7,9

Romania

20,0

Slovenia

1,9

Slovacchia

1,9

Finlandia

6,9

Svezia

7,5

Regno Unito

27,0

Totale massimo:

425

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un'Unione dell'energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell'accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

Riferimenti

COM(2016)0482 – C8-0331/2016 – 2016/0231(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ENVI

12.9.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

AGRI

12.9.2016

Relatore per parere

       Nomina

Nicola Caputo

30.8.2016

Esame in commissione

5.12.2016

 

 

 

Approvazione

3.5.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

7

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Richard Ashworth, José Bové, Daniel Buda, Nicola Caputo, Viorica Dăncilă, Michel Dantin, Paolo De Castro, Jean-Paul Denanot, Albert Deß, Diane Dodds, Jørn Dohrmann, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Beata Gosiewska, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Esther Herranz García, Jan Huitema, Peter Jahr, Ivan Jakovčić, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, Nuno Melo, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Jens Rohde, Bronis Ropė, Maria Lidia Senra Rodríguez, Ricardo Serrão Santos, Czesław Adam Siekierski, Tibor Szanyi, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Stefan Eck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

James Carver

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

35

+

ALDE

Jan Huitema, Ivan Jakovčić, Ulrike Müller, Jens Rohde

ECR

Richard Ashworth, Jørn Dohrmann, Beata Gosiewska, Zbigniew Kuźmiuk, James Nicholson

ENF

Laurenţiu Rebega

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan

NI

Diane Dodds

PPE

Daniel Buda, Michel Dantin, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Esther Herranz García, Peter Jahr, Jarosław Kalinowski, Elisabeth Köstinger, Mairead McGuinness, Nuno Melo, Marijana Petir, Czesław Adam Siekierski

S&D

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Nicola Caputo, Paolo De Castro, Jean-Paul Denanot, Viorica Dăncilă, Maria Noichl, Ricardo Serrão Santos, Tibor Szanyi, Marc Tarabella

7

-

EFDD

James Carver

GUE/NGL

Stefan Eck, Anja Hazekamp, Maria Lidia Senra Rodríguez

Verts/ALE

José Bové, Martin Häusling, Bronis Ropė

2

0

ENF

Edouard Ferrand, Philippe Loiseau

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Riduzioni annuali vincolanti delle emissioni di gas a effetto serra a carico degli Stati membri nel periodo 2021-2030 per un’Unione dell’energia resiliente e per onorare gli impegni assunti a norma dell’accordo di Parigi e recante modifica del regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo ad un meccanismo di monitoraggio e comunicazione delle emissioni di gas a effetto serra e di comunicazione di altre informazioni in materia di cambiamenti climatici

Riferimenti

COM(2016)0482 – C8-0331/2016 – 2016/0231(COD)

Presentazione della proposta al PE

20.7.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ENVI

12.9.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

DEVE

12.9.2016

ITRE

12.9.2016

TRAN

12.9.2016

REGI

12.9.2016

 

AGRI

12.9.2016

 

 

 

Pareri non espressi

       Decisione

DEVE

7.9.2016

REGI

8.9.2016

 

 

Relatori

       Nomina

Gerben-Jan Gerbrandy

19.9.2016

 

 

 

Esame in commissione

24.1.2017

27.2.2017

 

 

Approvazione

30.5.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

42

4

20

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Nessa Childers, Birgit Collin-Langen, Mireille D’Ornano, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Mark Demesmaeker, Stefan Eck, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Arne Gericke, Jens Gieseke, Julie Girling, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, Anneli Jäätteenmäki, Benedek Jávor, Josu Juaristi Abaunz, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Jo Leinen, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Pavel Poc, Frédérique Ries, Daciana Octavia Sârbu, Annie Schreijer-Pierik, Davor Škrlec, Renate Sommer, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Ivica Tolić, Estefanía Torres Martínez, Nils Torvalds, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jørn Dohrmann, Eleonora Evi, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Merja Kyllönen, Stefano Maullu, James Nicholson, Christel Schaldemose

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Pál Csáky, Siôn Simon

Deposito

6.6.2017


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

42

+

ALDE

Catherine Bearder, Gerben-Jan Gerbrandy, Anneli Jäätteenmäki, Valentinas Mazuronis, Frédérique Ries, Nils Torvalds

ECR

Mark Demesmaeker, Jørn Dohrmann*, Arne Gericke, Julie Girling, James Nicholson

EFDD

Eleonora Evi

GUE/NGL

Stefan Eck, Josu Juaristi Abaunz, Kateřina Konečná, Merja Kyllönen, Estefanía Torres Martínez

NI

Zoltán Balczó

PPE

Karl-Heinz Florenz

S&D

Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Nessa Childers, Miriam Dalli, Seb Dance, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Jo Leinen, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Pavel Poc, Christel Schaldemose, Siôn Simon, Daciana Octavia Sârbu, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Damiano Zoffoli

Verts/ALE

Marco Affronte, Margrete Auken, Bas Eickhout, Benedek Jávor, Davor Škrlec

4

-

ECR

Urszula Krupa, Jadwiga Wiśniewska

ENF

Mireille D’Ornano

EFDD

Robert Jarosław Iwaszkiewicz

20

0

PPE

Pilar Ayuso, Ivo Belet, Birgit Collin-Langen, Pál Csáky, Angélique Delahaye, José Inácio Faria, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Jens Gieseke, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Stefano Maullu, Miroslav Mikolášik, Annie Schreijer-Pierik, Renate Sommer, Ivica Tolić, Adina-Ioana Vălean

* Correzioni di voto: Jørn Dohrmann ha espresso l'intenzione di astenersi

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 9 giugno 2017Avviso legale