Procedura : 2017/2083(INI)
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A8-0334/2017

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PV 14/11/2017 - 16
CRE 14/11/2017 - 16

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PV 16/11/2017 - 7.7

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P8_TA(2017)0448

RELAZIONE     
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24 ottobre 2017
PE 606.307v02-00 A8-0334/2017

sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo

(2017/2083(INI))

Commissione per lo sviluppo

Relatore: Maurice Ponga

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per gli affari esteri
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo

(2017/2083(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE) e l'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la "strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea: Visione condivisa, azione comune - un'Europa più forte" presentata al Consiglio europeo durante la sua riunione del 28 e 29 giugno 2016,

–  vista la dichiarazione comune del 7 giugno 2017 del Parlamento, del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio e della Commissione relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo: "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro",

–  visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, intitolato "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),

–  visti i principi per gli investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari elaborati dal Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS-RAI), al fine di contribuire alla realizzazione del primo e del secondo obiettivo di sviluppo sostenibile,

–  visto il programma d'azione di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo 2015,

–  visto l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015,

–  visto il vertice d'azione per l'Africa tenutosi il 16 novembre 2016, che ha riconosciuto la dimensione africana della COP 22,

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 26 febbraio 2016, sul piano d'azione dell'UE contro il traffico illegale di specie selvatiche (COM(2016)0087),

–  visti l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 ("accordo di Cotonou")(1), e le sue revisioni del 2005 e del 2010,

–  visti la strategia comune Africa-UE adottata dai capi di Stato e di governo africani ed europei in occasione del vertice di Lisbona il 9 dicembre 2007 nonché i due piani d'azione adottati ad Accra nell'ottobre 2007 (per il periodo 2008-2010) e a Tripoli nel novembre 2010 (per il periodo 2011-2013),

–  viste le conclusioni del quarto vertice UE-Africa tenutosi a Bruxelles il 2 e 3 aprile 2014 e la tabella di marcia che definisce la struttura delle riunioni (struttura del Cairo) e gli assi di cooperazione tra i due continenti per il periodo 2014-2017, come pure la dichiarazione UE-Africa sulla migrazione e la mobilità,

–  vista l'agenda 2063 dell'Unione africana (UA) adottata nel maggio 2014,

–  vista la relazione sulle proposte di raccomandazione relative alla riforma istituzionale dell'Unione africana preparata da S.E. Paul Kagamé con il titolo "L'imperativo di rafforzare la nostra Unione",

–  vista la dichiarazione del 3° forum intercontinentale della società civile tenutosi a Tunisi dall'11 al 13 luglio 2017, che invita a rafforzare la partecipazione delle organizzazioni della società civile e a mettere le persone al centro della strategia UE-Africa,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 7 giugno 2017, dal titolo "Un approccio strategico alla resilienza nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2017)0021),

–  vista la proposta di regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 settembre 2017, che istituisce il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), la garanzia dell'EFSD e il fondo di garanzia dell'EFSD(2),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2016, che modifica il regolamento (UE) n. 230/2014 che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 22 novembre 2016, dal titolo "Un partenariato rinnovato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico" (JOIN(2016)0052),

–  viste le diverse comunicazioni della Commissione europea sulle relazioni tra l'UE e l'Africa, in particolare quella del 27 giugno 2007 da titolo "Dal Cairo a Lisbona – Il partenariato strategico UE-Africa" (COM(2007)0357), quella del 17 ottobre 2008 dal titolo "Un anno dopo Lisbona: il partenariato Africa-UE in azione" (COM(2008)0617), nonché quella del 10 novembre 2010 sul consolidamento delle relazioni UE-Africa: 1,5 miliardi di persone, 80 paesi, due continenti, un futuro (COM(2010)0634),

–  viste la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo e al Consiglio, del 5 maggio 2017, dal titolo "Un nuovo impulso al partenariato Africa-UE" (JOIN(2017)0017) e le conclusioni del Consiglio in materia, del 19 giugno 2017,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni fra l'Unione e l'Africa e i paesi ACP, in particolare quella del 4 ottobre 2016 sul futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020(3),

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sul Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa: le implicazioni per lo sviluppo e gli aiuti umanitari(4),

–  vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 sulla relazione 2015 dell'UE sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo(5),

–  vista la sua risoluzione del 22 novembre 2016 sul miglioramento dell'efficacia della cooperazione allo sviluppo(6),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0334/2017),

A.  considerando che l'Unione europea (UE) intrattiene rapporti storici con i paesi africani e che i loro destini sono strettamente legati; che l'UE è il partner principale dell'Africa nei settori economico e commerciale e anche dello sviluppo, degli aiuti umanitari e della sicurezza;

B.  considerando che è necessario dare al partenariato Africa-UE una nuova visione che rifletta l'evoluzione della situazione politica, economica, ambientale e sociale in entrambi i continenti; che si rende necessario adattarsi a nuovi attori della scena internazionale, compresa la Cina, e puntare a un partenariato rafforzato, aggiornato e più politico, ponendo l'accento sulla difesa dei nostri interessi comuni fondamentali;

C.  considerando che le relazioni tra l'UE e l'Africa devono fondarsi su principi di comprensione e di interesse reciproci, nonché sulla condivisione di valori comuni nel quadro di un partenariato reciproco;

D.  considerando che le relazioni tra l'UE e il continente africano si articolano su diversi strumenti giuridici e diverse strategie politiche e che è opportuno rafforzare le sinergie e la coerenza tra di essi in modo da rendere il partenariato più efficace e sostenibile;

E.  considerando che l'accordo di Cotonou, al quale aderiscono 79 Stati ACP, di cui 48 dell'Africa subsahariana, disciplina il principale partenariato tra l'UE e l'Africa; che l'UE ha parimenti instaurato relazioni con i paesi africani non aderenti all'accordo di Cotonou; che il partenariato UE-ACP è stato istituito in un momento in cui i paesi ACP non avevano ancora dato vita alle attuali strutture di cooperazione regionale o continentale ; che la creazione dell'UA nel 2003 e della JAES nel 2007 rende essenziale razionalizzare i vari quadri politici tra l'UE e l'Africa; che l'obiettivo di "trattare l'Africa come un'unica entità" è chiaramente dichiarato nel preambolo della JAES;

F.  considerando che l'Unione europea mantiene coi paesi africani un dialogo istituzionale politico portato avanti tramite i vertici UE-Africa, l'organizzazione intergovernativa Unione per il Mediterraneo (UPM) e gli organismi della cooperazione ACP-UE, anche a livello parlamentare attraverso l'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, la delegazione del Parlamento europeo presso l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo o ancora il parlamento panafricano;

G.  considerando che l'11° Fondo europeo di sviluppo (FES) dispone di una dotazione pari a 30,5 miliardi di EUR, di cui 900 milioni di EUR sono riservati al Fondo per la pace in Africa, e che 1,4 miliardi di EUR della riserva del FES saranno utilizzati per il fondo fiduciario europeo per l'Africa; che oltre 5 miliardi di EUR sono stati destinati alle necessità dei paesi africani nel quadro dello strumento europeo di vicinato (SEV) e che 845 milioni di EUR sono assegnati al programma panafricano nel quadro dello strumento di cooperazione allo sviluppo (SCS) per attuare la JAES;

H.  considerando che il futuro vertice Africa-UE che si terrà ad Abidjan il 29 e 30 novembre 2017 sul tema "Investire nei giovani" è un'opportunità per creare, sostenere e sviluppare le condizioni economiche di un'autentica uguaglianza tra partner che desiderano difendere interessi comuni fondamentali;

I.  considerando che la nuova JAES dovrà inserirsi nel futuro accordo post-Cotonou;

J.  considerando che l'UE è un partner storico e un importante garante della sicurezza del continente africano, il che è un tema della massima importanza; che la sicurezza e la crescita sostenibile del continente europeo dipendono strettamente e direttamente dalla stabilità e dallo sviluppo del continente africano e viceversa;

K.  considerando che il sostegno costante alla corretta attuazione dell'architettura africana per la pace e la sicurezza nonché l'impegno dell'UE, dell'UA e degli altri attori internazionali presenti in Africa sono essenziali per lo sviluppo e la stabilità del continente;

L.  considerando che la migrazione occupa un posto di rilievo nella strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza e costituisce un tema prioritario nelle relazioni esterne dell'UE, incluse le sue relazioni con l'Africa; che l'Africa e l'Europa hanno un interesse comune e una responsabilità condivisa in materia di migrazione e mobilità, compresa la lotta alla tratta e il traffico di esseri umani, e che la gestione della migrazione richiede soluzioni globali basate sulla solidarietà, la condivisione delle responsabilità, il rispetto dei diritti dei migranti e del diritto internazionale nonché l'uso efficace degli strumenti della cooperazione allo sviluppo;

M.  considerando che in Africa più di 218 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema; che, nell'Africa subsahariana, la povertà estrema è scesa dal 56 % della popolazione del 1990 al 43 % della popolazione nel 2012; che 33 dei 47 paesi meno avanzati si trovano nel continente africano, il che fa del partenariato UE-Africa uno strumento indispensabile per la realizzazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare l'eliminazione della povertà;

N.  considerando che, in Africa, il fabbisogno infrastrutturale è stimato a 75 miliardi di EUR all'anno, il valore del mercato al consumo dovrebbe raggiungere i 1 000 miliardi di dollari nel 2020, gli investimenti esteri diretti dovrebbero aumentare in modo costante fino a 144 miliardi di dollari nel 2020 e la popolazione attuale conta 1 miliardo di abitanti;

O.  considerando che l'Africa esporta ancora soprattutto prodotti grezzi e non trasformati e che la concessione di preferenze commerciali ha assorbito gran parte di tali esportazioni; che il libero accesso al mercato per la maggior parte dei prodotti africani aumenta le capacità dei paesi africani e rafforza la loro competitività e partecipazione ai mercati globali se accompagnato, tra l'altro, da politiche finalizzate all'industrializzazione e alla produttività rurale sostenibili e durature quali elementi essenziali per lo sviluppo;

P.  considerando che si dovrà tenere conto delle tendenze demografiche, in particolare del fatto che entro il 2050, secondo alcune proiezioni, l'Africa potrebbe contare 2,5 miliardi di persone, per la maggior parte giovani, mentre per l'Europa si prevede un significativo invecchiamento della popolazione; che è pertanto essenziale creare milioni di posti di lavoro e aiutare e sostenere l'emancipazione delle donne e dei giovani, in particolare attraverso l'istruzione, l'accesso all'assistenza sanitaria e la formazione nel continente africano;

Intensificare il dialogo politico tra l'UE e l'Africa: una condizione preliminare per un nuovo partenariato strategico

1.  prende atto della comunicazione intitolata "Per un rinnovato slancio del partenariato Africa-UE", che mira a conferire rinnovato slancio al partenariato Africa-UE al fine di rafforzarlo e approfondirlo orientandolo verso la prosperità e la stabilità dei due continenti, conformemente agli impegni assunti nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile, del nuovo consenso europeo per lo sviluppo, che fissa una serie di orientamenti per la politica di sviluppo europea, della strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione e dell'agenda 2063;

2.  ricorda che l'Africa è un partner strategico fondamentale per l'UE e reputa fondamentale rafforzare le relazioni tra l'UE e l'UA attraverso un riesame e un dialogo ampliato che includa i principi della trasparenza e della buona governance, al fine di creare una situazione vantaggiosa per entrambe le parti, instaurare una cooperazione paritaria e sostenibile per far fronte alle sfide condivise e ottenere vantaggi comuni, garantendo nel contempo il principio di titolarità e tenendo conto delle circostanze specifiche e del livello di sviluppo di ciascun paese partner;

3.  invita il futuro partenariato a concentrarsi sui settori prioritari individuati sia dall'UA che dall'UE, quali:

  sviluppo economico (attraverso il commercio, gli accordi di partenariato economico (APE), l'integrazione regionale, la diversificazione economica sostenibile, l'industrializzazione e la creazione di posti di lavoro di qualità),

•  la buona governance, anche per quanto riguarda i diritti umani,

•  lo sviluppo umano, attraverso servizi pubblici che soddisfino esigenze di base come l'istruzione, la sanità, l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, la parità di genere, la scienza, la tecnologia e l'innovazione,

•  sicurezza e lotta al terrorismo,

•  migrazione e mobilità,

•  ambiente (compresi i cambiamenti climatici);

4.  ricorda che il sostegno al bilancio rappresenta il modo migliore per attuare la titolarità, dando ai governi i mezzi per decidere in merito ai bisogni e le proprie priorità; ricorda che il sostegno al bilancio generale o settoriale consente di sostenere le politiche di sviluppo e di assicurare la massima capacità di assorbimento;

5.  si compiace del fatto che il quinto vertice UE-Africa che si terrà in Costa d'Avorio nel novembre 2017 abbia per tema centrale i giovani, tenuto conto della loro importanza per il futuro dei continenti;

6.  ricorda l'importanza e l'efficacia della cooperazione ACP-UE e i risultati ottenuti in materia di sviluppo; sottolinea che tale quadro giuridicamente vincolante deve essere mantenuto dopo il 2020; ribadisce la necessità di intensificare tale cooperazione, pur mantenendone la dimensione regionale, anche attraverso una cooperazione rafforzata con l'UA, le comunità economiche regionali e altre organizzazioni regionali; chiede un approccio più strategico, pragmatico, globale e strutturato al dialogo politico nell'ambito dei negoziati relativi all'accordo post-Cotonou;

7.  chiede che la dimensione parlamentare ACP-UE sia intensificata; sottolinea che l'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE rimane un luogo di scambio privilegiato e svolge un ruolo fondamentale nel rafforzamento della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani;

8.  sottolinea che il riesame della politica europea di vicinato offre opportunità per migliorare il coordinamento della politica di vicinato e di quella relativa agli altri Stati dell'Africa attraverso la creazione di ampi quadri di cooperazione su questioni regionali quali la sicurezza, l'energia e perfino la migrazione;

9.  ribadisce la necessità di adottare, nel quadro del partenariato Africa-UE, un approccio coordinato tra gli Stati membri dell'UE e tra l'UE e i suoi Stati membri, come previsto dall'articolo 210 TFUE; ricorda, inoltre, che è necessario rispettare il principio UE della coerenza delle politiche per lo sviluppo per le politiche e le iniziative sia europee che africane per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

10.  chiede che il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sia pienamente integrato nei rapporti commerciali dell'UE con l'Africa, il che comporta l'inclusione di clausole applicabili in materia di commercio e sviluppo sostenibile in tutti gli accordi commerciali dell'UE con i paesi africani, in linea con l'impegno assunto dalla Commissione nella strategia "Commercio per tutti";

11.  ribadisce che è importante che gli Stati membri rispettino l'accordo che chiede di destinare lo 0,7 % del PIL al sostegno ufficiale allo sviluppo con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione con l'Africa;

12.  condivide la volontà espressa di rafforzare le alleanze tra l'UE e l'Africa per affrontare le questioni di governance globale; insiste, a tale riguardo, sulla necessità di rafforzare il dialogo con l'UA e sull'importanza di assicurarne l'autonomia finanziaria in conformità della decisione di Kigali sui finanziamenti riducendone la dipendenza dai finanziamenti esterni; prende atto delle proposte formulate nella relazione elaborata da Paul Kagamé che mira a rafforzare l'UA al fine di dare impulso al processo di integrazione politica africana;

13.  sottolinea il ruolo svolto dalla società civile — comprese le ONG, le organizzazioni di ispirazione religiosa, le organizzazioni per i diritti delle donne e dei giovani, il settore privato, i sindacati, le assemblee parlamentari, gli enti locali e le diaspore, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche — nel consolidare il dialogo politico tra l'UE e l'Africa per garantire un partenariato incentrato sui cittadini;

14.  insiste sulla necessità di rafforzare la partecipazione della società civile nel partenariato Africa-UE favorendo il potenziamento delle sue capacità, in particolare attraverso il trasferimento di competenze e garantendo la sua partecipazione alla progettazione e all'attuazione delle riforme e delle politiche pertinenti; ritiene che la partecipazione delle organizzazioni della società civile è essenziale per garantire la rendicontabilità pubblica; sostiene le diverse piattaforme create per fare della società civile un attore chiave del partenariato, in particolare il forum annuale congiunto, che mira ad attuare la tabella di marcia UE-Africa; deplora, tuttavia, la mancata convocazione del forum annuale congiunto ed esorta l'UE e l'UA ad attivare i mezzi finanziari e politici necessari ad assicurare la partecipazione significativa di tutte le parti coinvolte nel partenariato, anche nel quadro di questo quinto vertice AU-UE;

Costruire Stati e società più resilienti per tutti, in particolare i giovani, al fine di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile

15.  reputa necessario fare della resilienza – nelle sue cinque dimensioni – un pilastro fondamentale della nuova strategia UE-Africa;

Resilienza politica

16.  insiste sulla necessità di promuovere la buona governance, la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, ma anche di compiere sforzi per combattere la corruzione nei due continenti, dal momento che essi costituiscono elementi inscindibili di uno sviluppo sostenibile;

17.  invita pertanto a condurre un dialogo onesto e inclusivo, basato sul rispetto reciproco, che faccia di tali valori e principi un pilastro essenziale della cooperazione, in particolare estendendo la condizionalità degli aiuti allo sviluppo al rigoroso rispetto dei medesimi;

18.  sottolinea che affrontare con maggiore determinazione le sfide in materia di governance in entrambi i continenti è di fondamentale importanza per edificare società più giuste, più stabili e più sicure; sottolinea la necessità di continuare a difendere e promuovere i diritti umani e la governance sulla base degli attuali strumenti giuridici internazionali, leggi, principi e meccanismi, compresi quelli degli organi di governo regionali africani, quali la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e i suoi protocolli, la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, la Commissione africana sui diritti dell'uomo e dei popoli e la Corte africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, in modo da rafforzare la titolarità;

19.  ricorda l'importanza del ruolo della Corte penale internazionale nella lotta contro l'impunità e nella difesa dei valori della pace, della sicurezza, dell'uguaglianza, dell'equità, della giustizia e della compensazione che essa veicola; chiede agli Stati membri dell'Unione europea e agli Stati africani di continuare a sostenere lo statuto di Roma e la Corte penale internazionale; sollecita tutti i firmatari dello statuto di Roma a ratificarlo quanto prima;

20.  sostiene l'organizzazione di una conferenza congiunta ad alto livello UA-UE sui processi elettorali, la democrazia e la governance in Africa e in Europa e chiede che il Parlamento europeo, il parlamento panafricano, l'Assemblea paritetica ACP-UE e l'Assemblea parlamentare euro-mediterranea siano pienamente coinvolti; invita a rafforzare i legami tra le diverse assemblee per favorire le sinergie e la coerenza delle azioni intraprese;

Resilienza in materia di sicurezza

21.  ribadisce che sicurezza e sviluppo sono direttamente collegati; sottolinea la necessità di integrare meglio gli aspetti legati alla sicurezza e gli obiettivi di sviluppo per affrontare i problemi specifici degli Stati fragili e promuovere Stati e società più resilienti; osserva che ciò dovrebbe essere fatto mediante strumenti specifici e finanziamenti aggiuntivi;

22.  chiede una cooperazione più intensa tra l'UE e l'Africa nel settore della sicurezza e della giustizia, nel rispetto del quadro giuridico internazionale, al fine di adottare un approccio olistico alla risoluzione dei problemi e di lottare contro la criminalità organizzata, il traffico e la tratta di esseri umani, con particolare riferimento ai minori, nonché il terrorismo; ritiene che le azioni intraprese dall'UE debbano essere in sinergia con le strategie adottate dai paesi africani, in particolare quelle in materia di pace e sicurezza espresse nell'agenda 2063;

23.  sottolinea la necessità di una cooperazione tra l'UE, l'UA, le organizzazioni regionali e altri attori politici di rilievo in Africa nel campo della sicurezza, al fine di rafforzare le capacità dei paesi in via di sviluppo, riformare i loro settori della sicurezza e sostenere le attività nel campo del disarmo, della smobilitazione e del reintegro degli ex combattenti;

24.  ricorda che il terrorismo costituisce una minaccia globale per la pace e la stabilità a livello regionale, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza interna, e deve essere affrontato nel quadro di uno sforzo coordinato da parte dei governi nazionali, delle organizzazioni regionali e internazionali e delle agenzie europee; chiede una maggiore cooperazione nell'ambito della strategia UE-Africa al fine di prevenire l'impunità, promuovere lo Stato di diritto e il rafforzamento delle capacità di polizia e giudiziarie per facilitare lo scambio di informazioni e delle migliori prassi e prevenire, contrastare e combattere il finanziamento del terrorismo nonché perseguirlo; osserva che la strategia antiterrorismo dovrebbe altresì includere misure per la promozione del dialogo interreligioso e la prevenzione della radicalizzazione in Africa e in Europa, soprattutto tra i giovani, che conduce all'estremismo violento;

25.  ribadisce l'importanza delle varie missioni e operazioni dell'UE in Africa; accoglie favorevolmente l'istituzione della forza congiunta del G5 Sahel; invita a rafforzare le azioni europee per la pace e la sicurezza in collaborazione con i partner africani e internazionali e a sostenere la piena operatività dell'architettura africana per la pace e la sicurezza; chiede un contributo iniziale da parte dell'UE al Fondo per la pace dell'Unione africana per le attività rientranti nella categoria "mediazione e diplomazia";

Resilienza ambientale

26.  ricorda che l'Africa è particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico; reputa essenziale che l'UE elabori un approccio strategico alla costruzione della resilienza climatica e sostenga i paesi africani, in particolare quelli meno avanzati, nei loro sforzi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di adattamento; sottolinea l'importanza del cambiamento climatico quale moltiplicatore di rischio per i conflitti, la siccità, la carestia e la migrazione, come dimostrato dal recente scoppio della carestia nel Sud Sudan, in Nigeria e in Somalia; ricorda, in tale contesto, che è essenziale promuovere e rispettare l'impegno assunto a Parigi nel 2015 di assegnare 100 miliardi di dollari entro il 2020 ai paesi in via di sviluppo; chiede nuove forme di collaborazione tra l'UE e l'Africa onde ridurre gli ostacoli al finanziamento e al trasferimento delle tecnologie;

27.  sottolinea che l'ambiente naturale dell'Africa è ricco e diversificato; chiede che la tutela della biodiversità sia posta al centro dell'agenda politica UA-UE; chiede che la strategia UE-Africa agisca di concerto con le priorità del piano d'azione dell'UE contro il traffico illegale di specie selvatiche e al fine di proteggere il patrimonio naturale, in particolare i parchi naturali;

28.   incoraggia maggiori investimenti nei settori delle energie rinnovabili e dell'economia circolare, al fine di stimolare ulteriormente azioni che contribuiscono al rispetto dell'ambiente e creano opportunità di lavoro; ricorda che garantire a tutti l'accesso a un'energia a prezzi ragionevoli, affidabile e moderna è fondamentale per soddisfare i bisogni umani di base, ed è essenziale per quasi tutti i tipi di attività economica nonché un fattore chiave per lo sviluppo; chiede un sostegno costante da parte dell'UE a favore dell'iniziativa per l'energia rinnovabile in Africa (AREI) e accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare un nuovo partenariato UE-Africa di ricerca e innovazione sui cambiamenti climatici e le energie sostenibili;

29.  chiede che il partenariato UE-Africa sia incentrato sull'agricoltura e la sicurezza alimentare in una prospettiva a lungo termine e promuova sinergie tra le misure in materia di sicurezza alimentare e quelle relative al clima; esorta l'UE, in tale contesto, ad aumentare la propria assistenza all'agricoltura sostenibile e alle pratiche agroforestali e agroecologiche che rispettano l'utilizzo tradizionale del suolo e assicurano l'accesso ai terreni, all'acqua e alle sementi open source; invita, inoltre, l'UE a sostenere i piccoli produttori/agricoltori e pastori per conseguire la sicurezza alimentare attraverso la costruzione di infrastrutture e gli investimenti nelle stesse, conformemente ai principi per gli investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale, nonché a sostenere l'istituzione di cooperative; evidenzia altresì le capacità e l'esperienza acquisite dalle organizzazioni della società civile a livello comunitario per quanto riguarda l'agricoltura sostenibile;

30.  accoglie con favore le iniziative dell'UE che chiedono una migliore gestione e un commercio più trasparente delle risorse naturali; ritiene che la gestione sostenibile e il commercio delle risorse naturali, quali minerali, legname e fauna selvatica, consentirebbero ai paesi ricchi di risorse e alle loro popolazioni di beneficiarne ulteriormente; ricorda la necessità, nel quadro della legislazione dell'UE sui minerali dei conflitti, di introdurre misure di accompagnamento che seguano un approccio integrato onde promuovere l'applicazione delle norme internazionali sul dovere di diligenza, come indicato nelle linee guida dell'OCSE; chiede l'elaborazione di una carta comune UE-Africa sulla gestione sostenibile delle risorse naturali;

Resilienza economica

31.  ritiene che un contesto normativo e istituzionale stabile e un'economia sana siano elementi essenziali per garantire la competitività, gli investimenti, la creazione di posti di lavoro, un tenore di vita migliore e una crescita sostenibile; sottolinea, in tale contesto, la necessità di accrescere l'accessibilità online delle informazioni concernenti il diritto societario; ricorda che la crescita economica senza uno Stato imparziale non garantisce sistematicamente lo sviluppo o il progresso sociale e ribadisce che è necessario garantire la ridistribuzione della ricchezza e la fornitura di servizi ai cittadini nonché rafforzare le pari opportunità;

32.  invita a rafforzare la cooperazione tra i settori privati europei e africani e a concentrare gli investimenti, soprattutto attraverso partenariati pubblico-privato fondati su un codice etico rigoroso e sul rispetto dei principi della responsabilità sociale, in settori chiave quali:

–  l'energia sostenibile, compreso l'accesso all'elettricità per tutti;

–  le infrastrutture di base, in particolare nel settore dei trasporti, compreso il trasporto marittimo;

–  l'uso sostenibile delle risorse naturali;

–  l'agricoltura sostenibile;

–  l'economia blu, compresa l'industria marittima;

–  ricerca, scienza, tecnologia e innovazione, sia in relazione a temi di interesse comune sia in merito a problematiche che interessano in modo particolare uno dei continenti, ad esempio le malattie legate alla povertà e trascurate;

–  la digitalizzazione in quanto elemento essenziale per garantire lo sviluppo dell'economia africana, ma anche per collegare le persone;

33.  sottolinea che l'integrazione regionale è un motore dello sviluppo economico e una necessità in un mondo globalizzato; chiede di sostenere la cooperazione Sud-Sud che riflette la realtà della progressiva trasformazione del continente africano; sostiene la creazione di una zona continentale di libero scambio in Africa come pure l'obiettivo di aumentare il commercio intra-africano al 50 % entro il 2050; ricorda altresì le prospettive di sviluppo offerte nel quadro degli accordi di partenariato economico (APE) e degli accordi commerciali tra l'UE e i paesi africani, che consentono la promozione dello sviluppo sostenibile, dei diritti umani e del commercio equo ed etico; sottolinea la necessità di predisporre norme di origine a sostegno dello sviluppo, clausole di salvaguardia efficaci, calendari di liberalizzazione asimmetrici, tutele per le industrie nascenti nonché la semplificazione e la trasparenza delle procedure doganali; ricorda che gli APE sono volti ad aiutare gli Stati ACP a espandere i loro mercati, a incoraggiare gli scambi di merci e a stimolare gli investimenti, e che essi prevedono un'apertura lenta, progressiva e asimmetrica dello scambio di merci tra l'Unione europea e gli Stati ACP;

34.  invita a una maggiore trasparenza nei trattati commerciali e alla piena partecipazione di tutti gli attori coinvolti, comprese le società civili dei paesi interessati, attraverso consultazioni formali, ai futuri negoziati e all'attuazione degli accordi attualmente in fase di negoziazione;

35.  invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a migliorare il coordinamento dei loro programmi di aiuto al commercio e a promuovere sinergie con le politiche in materia di investimenti in Africa; invita, inoltre, ad aumentare gli impegni finanziari a favore degli aiuti al commercio come pure delle iniziative di assistenza tecnica e sviluppo delle capacità, che sono essenziali per i paesi africani, in particolare quelli meno avanzati;

36.  osserva che il settore privato, dalle micro alle piccole e medie imprese, alle cooperative e alle multinazionali, svolge un ruolo determinante nella creazione di posti di lavoro e nel processo di sviluppo e contribuisce al finanziamento di quest'ultimo; evidenzia il ruolo specifico svolto dalle PMI e dalle piccole aziende a conduzione familiare e chiede il sostegno dell'iniziativa individuale; accoglie favorevolmente, a tale proposito, l'istituzione del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, che dovrebbe mirare a sostenere il settore privato nei paesi africani, in particolare le imprese locali e le PMI nei paesi fragili, e promuovere in tal modo gli investimenti e la creazione di posti di lavoro sostenibili, soprattutto per le donne e i giovani;

37.  ricorda gli obblighi che il settore privato è tenuto a rispettare nel quadro delle linee guida delle Nazioni Unite e dell'OCSE e ribadisce il suo invito agli Stati membri dell'UE e dell'UA a partecipare costruttivamente al gruppo di lavoro intergovernativo delle Nazioni Unite sulle imprese transnazionali e altre imprese commerciali dal punto di vista dei diritti umani, per lavorare all'elaborazione di un trattato internazionale vincolante, basato sui principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, concernente gli obblighi delle imprese in materia di rispetto dei diritti umani e delle norme sociali e ambientali;

38.  evidenzia la necessità di creare posti di lavoro dignitosi e di collegarli agli investimenti, e di farlo nel quadro del partenariato UE-Africa; chiede il rispetto delle norme dell'OIL in tale contesto; sottolinea l'importanza dell'interazione tra i soggetti sociali, economici e istituzionali e chiede il rafforzamento del ruolo delle parti sociali promuovendo l'efficacia del dialogo sociale a tutti i livelli pertinenti, favorendo in tal modo la contrattazione collettiva;

39.  deplora che ogni anno escano dall'Africa sotto forma di flussi finanziari illeciti circa 50 miliardi di dollari, una cifra che supera l'importo annuo complessivo dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS), e rischia di compromettere gli sforzi per la mobilitazione del reddito interno; invita pertanto entrambe le parti a:

–  mettere a punto strumenti efficaci di lotta contro l'evasione fiscale, le frodi fiscali e la corruzione, compresa la trasparenza pubblica in merito alla titolarità effettiva finale di soggetti giuridici, trust e istituti giuridici analoghi;

–  promuovere i principi per gli investimenti responsabili sostenuti dalle Nazioni Unite;

–  sostenere iniziative volte ad accrescere l'efficienza e la trasparenza dei sistemi di gestione delle finanze pubbliche;

40.  chiede inoltre l'efficace attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite sul debito e i diritti umani e dei principi sulla promozione dell'assunzione/erogazione responsabile di prestiti sovrani della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD); accoglie con favore l'attività delle Nazioni Unite per un meccanismo internazionale di rinegoziazione del debito sovrano;

41.  chiede una maggiore inclusione finanziaria in Africa, anche delle donne, mediante lo sviluppo dei servizi bancari elettronici onde contrastare la polarizzazione della società africana; ricorda che le rimesse costituiscono un flusso di denaro verso i paesi in via di sviluppo superiore all'APS totale e possono contribuire in modo significativo alla realizzazione dell'agenda 2030; chiede pertanto all'UE di sostenere ulteriormente gli sforzi dell'AU volti a migliorare i meccanismi di rimessa;

Resilienza sociale

42.  riconosce l'importanza delle dinamiche demografiche in Africa, che richiedono una visione strategica a lungo termine per sviluppare società sostenibili, inclusive e partecipative; sottolinea parimenti la necessità di assicurare la non discriminazione nei confronti dei gruppi vulnerabili, comprese le persone con disabilità e le popolazioni indigene; riconosce che l'aumento della popolazione in Africa rappresenta sia una sfida per l'economia locale sia un'opportunità per il continente; chiede pertanto all'Unione di dimostrare impegno a favore della promozione di adeguate politiche pubbliche e investimenti nei settori dell'istruzione e della salute, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, per far sì che i giovani siano in grado di prendere decisioni informate sulla loro salute sessuale e riproduttiva, sulla parità di genere e sui diritti dei minori, senza i quali non è possibile raggiungere la resilienza sociale, economica e ambientale;

43.  sottolinea che il tasso di urbanizzazione in Africa è in costante aumento e pone sfide sul piano sociale, economico e ambientale; chiede soluzioni volte a ridurre tale pressione urbana e ad alleviare i problemi legati all'urbanizzazione incontrollata;

44.  invita l'UE e l'UA a rafforzare i sistemi di istruzione nazionali africani, compresa la capacità della relativa struttura amministrativa, investendo almeno il 20 % dei loro bilanci nazionali nell'istruzione e aumentando il sostegno dell'UE al partenariato globale per l'istruzione (GPE) e al fondo "L'istruzione non può aspettare" (ECW);

45.   sottolinea la necessità di un accesso universale, inclusivo, equo e a lungo termine all'istruzione di qualità a tutti i livelli, a partire dalla prima infanzia e per tutti, prestando particolare attenzione alle ragazze, anche in situazioni di emergenza e di crisi;

46.  sottolinea la necessità di investire nel capitale umano e di far sì che i giovani siano collegati alle realtà mondiali e siano dotati di competenze adeguate alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro, rafforzando i sistemi di istruzione e formazione professionale, sia formale che informale, il lavoro autonomo e l'imprenditoria;

47.  ritiene importante sostenere i paesi africani nell'istituzione di sistemi sanitari pubblici efficienti e nella fornitura di un accesso a prezzi ragionevoli a servizi sanitari di qualità per tutti, eliminando in particolare gli ostacoli cui si trovano confrontate le donne e altri gruppi vulnerabili, tra cui i bambini, le persone con disabilità e le persone LGBTI;

48.  chiede l'introduzione di una copertura minima universale attraverso la creazione di sistemi sanitari nazionali orizzontali; sottolinea che, in base alle tendenze attuali, è necessario formare un ulteriore milione di operatori sanitari qualificati rispetto a quanto originariamente previsto per rispettare lo standard minimo dell'OMS entro il 2030;

49.  sottolinea che le malattie infettive rappresentano una grave minaccia per la resilienza sociale; invita la Commissione a intensificare gli sforzi di cooperazione scientifica e medica tra i due continenti, ad esempio il partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP2), e a investire in scienza, tecnologia e innovazione per far fronte all'ancora enorme problema delle malattie relative alla povertà e trascurate attraverso la cooperazione allo sviluppo;

50.  ricorda la necessità di maggiori investimenti nell'accesso all'assistenza sanitaria materna e alla salute sessuale e riproduttiva al fine di ridurre la mortalità materna e infantile e contrastare le pratiche tradizionali, quali la mutilazione genitale femminile e il matrimonio forzato e/o delle spose bambine;

51.  evidenzia l'importanza della parità di genere e dell'emancipazione femminile nell'ambito della cooperazione UE-Africa; pone l'accento sul ruolo positivo e sulla partecipazione delle donne alle sfere politiche ed economiche, come pure alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione di una pace sostenibile;

52.  osserva che la cultura è sia un facilitatore sia una componente importante dello sviluppo e può favorire l'inclusione sociale, la libertà d'espressione, la creazione di identità, il conferimento di responsabilità alla comunità e la prevenzione dei conflitti rafforzando nel contempo la crescita economica; invita pertanto l'UE e l'UA a promuovere il dialogo politico interculturale e la diversità culturale, e a sostenere le strategie di tutela della cultura e del patrimonio; sottolinea che la democrazia è un valore universale che può essere applicato a tutte le culture; riconosce parimenti il ruolo dello sport quale fonte e motore dell'inclusione sociale e della parità di genere;

Definire una strategia per la mobilità e i movimenti migratori che contribuisca allo sviluppo dei due continenti

53.  ricorda che la migrazione e la mobilità tra l'Europa e l'Africa e all'interno dei continenti stessi hanno un'incidenza a livello economico, sociale, ambientale e politico e che questa sfida deve essere affrontata in modo coordinato e olistico tra i due continenti e in cooperazione con i paesi d'origine, di transito e di destinazione, massimizzando le sinergie e ricorrendo alle politiche, ai meccanismi e agli strumenti pertinenti dell'UE, sulla base della solidarietà, della condivisione delle responsabilità, del rispetto e della dignità umana; ricorda, in tale contesto, che è opportuno rafforzare il dialogo UE-Africa prima dei negoziati sui due patti globali concernenti, rispettivamente, migrazione e rifugiati, che saranno elaborati entro il 2018 sotto l'egida delle Nazioni Unite, al fine di individuare le priorità comuni, ove possibile;

54.  ricorda la necessità di rafforzare l'impatto positivo della migrazione e della mobilità affinché tali fenomeni siano considerati strumenti di sviluppo reciproco per i due continenti; sottolinea che a tal fine è necessaria una risposta politica accuratamente elaborata, equilibrata, basata su dati concreti e sostenibile unita a una strategia a lungo termine che tenga conto delle prospettive demografiche e delle cause profonde della migrazione;

55.   riconosce che i conflitti violenti, le persecuzioni, la disuguaglianza, le violazioni dei diritti umani, una governance debole, la corruzione, il terrorismo, i regimi repressivi, le catastrofi naturali, i cambiamenti climatici, la disoccupazione e la povertà cronica hanno condotto negli ultimi anni a spostamenti di popolazioni e a un aumento della migrazione verso l'Europa; ricorda tuttavia che oltre l'85 % delle persone africane che lasciano il loro paese rimane all'interno del continente stesso;

56.  sostiene le varie iniziative adottate a livello europeo per combattere le cause profonde della migrazione irregolare: partenariati in materia di migrazione, fondi fiduciari per l'Africa, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile; chiede che la loro attuazione sia assicurata e portata avanti in modo flessibile, efficiente, coerente e trasparente, rafforzando le possibili sinergie tra diversi strumenti, programmi e attività, sia nell'azione interna che in quella esterna; evidenzia l'esigenza di una maggiore cooperazione nell'ambito della gestione delle frontiere;

57.  ribadisce il suo invito a promuovere la migrazione legale, in linea con le raccomandazioni del piano d'azione di La Valletta; sottolinea inoltre che l'aiuto allo sviluppo non dovrebbe essere subordinato alla cooperazione in ambiti legati alla migrazione;

58.  invita gli Stati membri a offrire posti di reinsediamento a un numero significativo di rifugiati; invita, in tale contesto, a istituire un quadro europeo per il reinsediamento facilmente praticabile dagli Stati membri; invita inoltre l'UE e i suoi Stati membri a cooperare con i paesi africani che si trovano ad affrontare spostamenti di rifugiati o crisi prolungate, fornendo loro assistenza, nell'ottica di rafforzarne le capacità di asilo e i sistemi di protezione;

59.  esorta gli Stati membri a incrementare il loro contributo finanziario ai fondi fiduciari e altri strumenti allo scopo di promuovere la crescita inclusiva e sostenibile e stimolare la creazione di posti di lavoro, contribuendo in tal modo ad affrontare le cause profonde della migrazione; chiede altresì un ruolo di controllo rafforzato del Parlamento europeo per garantire che i partenariati in materia di migrazione e gli strumenti di finanziamento siano compatibili con la base giuridica, i principi e gli impegni dell'UE;

60.  invita l'UE e l'UA a promuovere gli scambi tra studenti, insegnanti, imprenditori e ricercatori tra i due continenti; accoglie con favore la proposta della Commissione di creare uno strumento per i giovani africani, che estenda l'ambito di applicazione di Erasmus+, e uno strumento per l'istruzione e la formazione professionale dell'UE; invita a una discussione sul riconoscimento da parte dell'UE dei certificati e diplomi rilasciati dalle scuole e dalle università africane; osserva che è essenziale assicurare la migrazione circolare ai fini dello sviluppo sostenibile e della prevenzione di una fuga di cervelli dall'Africa;

61.  riconosce la posizione speciale della diaspora sia nei paesi ospitanti che nei paesi d'origine attraverso l'invio di fondi sostanziali e in quanto partner per lo sviluppo ai livelli nazionale e regionale; esprime l'auspicio che la diaspora possa fungere da fonte di informazioni mirate per rispondere alle esigenze reali delle persone, trattando i pericoli legati alla migrazione irregolare come pure le sfide associate all'integrazione nei paesi ospitanti;

°

°  °

62.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione dell'Unione africana, al Consiglio ACP, al Parlamento panafricano e all'Ufficio di presidenza dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1)

GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.

(2)

GU L 249 del 27.9.2017, pag. 1.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2016)0371.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2016)0337.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2016)0246.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2016)0437.


PARERE della commissione per gli affari esteri (5.9.2017)

destinato alla commissione per lo sviluppo

sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo

(2017/2083(INI))

Relatore per parere: Fabio Massimo Castaldo

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea la crescente importanza delle relazioni politiche, economiche e di sicurezza tra l'UE e l'Africa in un'epoca in cui entrambe attraversano profondi cambiamenti e riconosce il contributo apportato dalla strategia comune Africa-UE alla costruzione di un partenariato più forte nel corso degli ultimi 10 anni; sottolinea la necessità di basarsi su tali risultati e sul lavoro svolto per sviluppare una collaborazione equa, sostenibile e reciprocamente vantaggiosa con l'Africa, in uno spirito di titolarità e di responsabilità condivise, rispettando nel contempo l'indipendenza e la sovranità dei paesi africani; giudica favorevolmente, a tale proposito, l'attivo coinvolgimento e l'impegno degli Stati africani con l'UE nei recenti forum internazionali, quali i negoziati per l'accordo di Parigi alla conferenza del 2015 delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21);

2.  sottolinea che attualmente l'UE rappresenta nel complesso il principale investitore straniero in Africa, il suo principale partner commerciale, la sua fonte di rimesse primaria e il primo partner per quanto riguarda gli aiuti allo sviluppo e l'assistenza umanitaria nonché un importante garante della sicurezza nel continente; auspica che il prossimo vertice UE-Africa trasmetta impulsi innovativi e nuove idee in modo tale da adeguare la strategia a un contesto in veloce mutamento, visto il ruolo centrale che gli sviluppi africani ricoprono per l'UE e i suoi interessi strategici;

3.  sottolinea la necessità di un partenariato più forte e più politico tra l'UE e l'Africa, sulla base di valori e interessi comuni, al fine di favorire la pace, affrontare questioni globali quali il cambiamento climatico, l'insicurezza alimentare, l'accesso all'acqua, il degrado dell'ambiente, lo sfruttamento non sostenibile delle risorse naturali, la crescita demografica, l'urbanizzazione delle grandi città, la disoccupazione giovanile, l'impunità, il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il terrorismo, la radicalizzazione, la criminalità organizzata e i flussi migratori, basandosi al contempo sui nostri principi comuni dello Stato di diritto, dell'economia di mercato sociale, della buona governance e del rispetto dei diritti umani, e di promuovere un ordine mondiale basato su regole sulla base di una forte organizzazione delle Nazioni Unite;

4.  accoglie con favore il fatto che l'attenzione speciale del prossimo vertice UA-EU sia rivolta ai giovani, in quanto le dinamiche demografiche di entrambi i continenti pongono la questione al centro delle relazioni tra l'Africa e l'UE; sottolinea che, secondo le previsioni, nell'Africa subsahariana sarà necessario creare 18 milioni di nuovi posti di lavoro all'anno fino al 2035 per assorbire i nuovi entrati sul mercato del lavoro ed evitare in tal modo gravi conseguenze per la stabilità sociale; sottolinea che è necessario accordare priorità, più in generale, alla creazione di posti di lavoro e allo sviluppo economico tra le società e valorizzare il ruolo del settore privato nel continente africano;

5.  accoglie con favore la proposta di creare uno strumento per i giovani africani che estenda l'ambito di applicazione di Erasmus+ e dello strumento per l'istruzione e la formazione professionale dell'UE, per aiutare i paesi destinatari a colmare il divario tra le esigenze e le opportunità del mercato del lavoro e le qualifiche dei laureati, promuovendo nel contempo l'inclusione dei gruppi vulnerabili;

6.  chiede un maggiore sostegno dell'istruzione di qualità a tutti i livelli, in particolare per le ragazze, mediante migliori programmi bilaterali e il costante sostegno alle iniziative globali quali il programma Global Partnership for Education; sottolinea l'importanza di investire maggiormente nelle scuole, nell'università e nella ricerca, promuovendo i partenariati per la mobilità, fronteggiando il fenomeno della fuga dei cervelli, sostenendo programmi quali Erasmus+, nonché armonizzando l'istruzione superiore attraverso programmi transfrontalieri e il riconoscimento delle qualifiche;

7.  rammenta che mai come ora gli interessi di sicurezza dell'UE sono così intrecciati con quelli dell'Africa; chiede un maggiore supporto da parte dell'Unione a favore dei partner africani e delle organizzazioni regionali nel settore della pace e della sicurezza e della prevenzione dei conflitti, anche mediante strumenti specifici quali le operazioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC), i contributi delle forze militari e di polizia europee alle missioni delle Nazioni Unite, le misure dell'UE relative all'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e il Fondo per la pace in Africa in modo da assicurare l'assistenza e gli aiuti necessari nella lotta globale contro il terrorismo jihadista e promuovere la pace e la sicurezza delle popolazioni colpite; sottolinea il ruolo importante delle passate e attuali missioni PSDC, ad esempio, nella lotta alla pirateria, nella promozione dello sviluppo delle capacità e nel consolidamento della sicurezza marittima e dell'assistenza frontaliera in Africa; invita il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e il Consiglio ad assicurare che le missioni PSDC in Africa possano continuare a operare in modo efficace;

8.  sottolinea l'importanza di promuovere la sicurezza e la stabilità aiutando i nostri partner a costruire Stati e società più resilienti, anche attraverso lo sviluppo delle capacità e le riforme del settore della sicurezza, con particolare attenzione alla buona governance nel settore, il controllo parlamentare e l'assunzione di responsabilità e rafforzando le attività nel campo del disarmo, della smobilitazione e del reintegro degli ex combattenti;

9.  chiede un sostegno costante da parte dell'UE a favore dell'approccio sempre più proattivo dell'Unione africana e delle rispettive organizzazioni regionali finalizzato alla piena operatività dell'architettura africana di pace e sicurezza; chiede un contributo iniziale da parte dell'UE al Fondo per la pace dell'Unione africana per le attività rientranti nella categoria "mediazione e diplomazia";

10.  sottolinea la necessità di integrare meglio gli aspetti della sicurezza e gli obiettivi di sviluppo per affrontare i problemi specifici degli Stati fragili e favorire Stati e società più resilienti, anche attraverso lo sviluppo delle capacità e le riforme del settore della sicurezza alimentare, specialmente l'agricoltura su piccola scala, l'adattamento ai cambiamenti climatici, la creazione di nuovi e migliori posti di lavoro, in particolare per i giovani, l'emancipazione delle donne e il sostegno a favore dell'istruzione;

11.  sottolinea che affrontare con maggior determinazione le sfide legate alla governance in Africa è di estrema importanza per la realizzazione di società più eque, più stabili e più sicure e chiede che siano compiuti sforzi per contrastare il fenomeno della corruzione legislativa, caratterizzata da un controllo oligarchico e pratiche estrattive da parte di settori della burocrazia statale, che sta alla base di molti dei problemi socioeconomici e dei conflitti politici in Africa;

12.  sottolinea che il perseguimento degli interessi comuni e la cooperazione in materia di sicurezza devono essere del tutto coerenti con il diritto internazionale, i valori fondamentali dell'UE e l'obiettivo di sostenere la democrazia, la buona governance e la promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto; ritiene inoltre che tali obiettivi dovrebbero essere perseguiti, nei limiti del possibile, in sinergia con altri attori economici e politici esterni in Africa, tra cui la Cina e l'India, e con il loro impegno coerente;

13.  sottolinea che il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali costituisce uno dei punti fermi su cui si basa l'impegno dell'UE a favore dei paesi terzi partner; invita l'UE a rafforzare il proprio sostegno alla democrazia, alla promozione dei diritti umani, dello Stato di diritto, della libertà dei media e a una governance responsabile, trasparente e reattiva, che sono elementi fondamentali per garantire un ambiente politico, sociale ed economico stabile e inclusivo in Africa; invita l'UE a potenziare il suo sostegno a favore degli strumenti dell'Africa per i diritti umani, quali la commissione africana sui diritti umani e dei popoli e il Tribunale africano per i diritti umani e dei popoli;

14.  chiede un approccio più strategico, pragmatico, globale e strutturato al dialogo politico nell'ambito dell'accordo di partenariato di Cotonou, con un maggior coinvolgimento della società civile e una più forte dimensione interpersonale; sottolinea l'importanza del dialogo politico di cui all'articolo 8 dell'accordo, dell'inclusione degli elementi essenziali dell'accordo del rispetto dei diritti umani, dei principi democratici e dello Stato di diritto come elementi essenziali degli accordi di cui all'articolo 9 e della "clausola sulle misure appropriate" contemplata all'articolo 96; invita la Commissione, nel quadro dei negoziati per l'accordo post-Cotonou, ad adottare un approccio più strutturato e strategico ai dialoghi sui diritti umani, istituendo commissioni interparlamentari permanenti, sull'esempio di quelle incluse negli accordi di associazione dell'UE, con il mandato di monitorare l'attuazione delle clausole fondamentali al fine di superare l'approccio d'emergenza e impegnarsi in un dialogo più completo e sistematico;

15.  sottolinea l'importanza di promuovere il dialogo, lo scambio di informazioni e la cooperazione in un certo numero di settori quali la gestione delle finanze pubbliche, sistemi fiscali equi ed efficienti, la lotta alla corruzione, una pubblica amministrazione trasparente e responsabile, la partecipazione della società civile e dei cittadini nei processi decisionali e una gestione sostenibile delle risorse naturali;

16.  ritiene essenziale un efficace partenariato Africa-UE per affrontare le sfide comuni della lotta al terrorismo, all'estremismo e alla radicalizzazione; rammenta che il commercio di armi illegali e il traffico di stupefacenti e di esseri umani sono spesso la principale fonte di reddito per le organizzazioni radicali e terroristiche nella regione; sottolinea gli effetti devastanti dei gruppi terroristici come Daesh e Boko Haram per le popolazioni locali e lo sviluppo economico a lungo termine; evidenzia pertanto l'esigenza di intensificare la cooperazione a lungo termine nel settore della sicurezza e di incrementare gli investimenti nei programmi di istruzione e riabilitazione; sottolinea che il buon funzionamento della democrazia migliora la stabilità e rappresenta uno strumento potente contro il terrorismo;

17.  sottolinea la necessità di contrastare le cause profonde della radicalizzazione, quali l'esclusione sociale, la povertà e la mancanza di istruzione, e di condurre dialoghi mirati sulla sicurezza e l'anti-terrorismo con i partner africani per affrontare assieme le problematiche locali che possono portare alla radicalizzazione e ad atti di terrorismo; sottolinea l'importanza di migliorare il dialogo interreligioso, mediante il sostegno a iniziative di integrazione dei giovani nella società, contrastando la propaganda terroristica, tenendo presente nel contempo del ruolo di Internet e dei mezzi di comunicazione sociali nei processi di radicalizzazione, contrastando il finanziamento al terrorismo e rafforzando la cooperazione giudiziaria;

18.  sottolinea che il riesame della politica europea di vicinato (PEV) offre opportunità per migliorare il coordinamento della politica di vicinato e di quella relativa agli altri Stati dell'Africa attraverso la creazione di ampi quadri di cooperazione; chiede, pertanto, che siano messi a punto tali quadri tematici per rafforzare la cooperazione tra l'UE, i paesi partner del vicinato meridionale e i paesi terzi dell'Africa, in merito alle questioni regionali, quali la sicurezza, l'energia e persino la questione migratoria;

19.  ricorda l'importanza di un'efficace attuazione delle politiche esterne dell'UE in grado di affrontare le reali cause profonde della migrazione e lottare meglio contro le organizzazioni criminali coinvolte nella tratta di esseri umani; chiede maggiori sforzi congiunti per attuare il piano d'azione di La Valletta sulla base di una soluzione equa e un vero partenariato con i paesi terzi di origine e di transito; ribadisce l'importanza di un approccio equilibrato e globale nel nuovo quadro di partenariato e sottolinea, a questo proposito, l'importanza del controllo democratico ad opera del Parlamento; sottolinea che il nuovo quadro di partenariato con i paesi terzi non deve diventare l'unico pilastro dell'azione dell'UE in materia di migrazione e dovrebbe andare al di là di un'eccessiva attenzione alla gestione delle frontiere, per includere ad esempio relazioni commerciali più eque, la lotta al cambiamento climatico e ai trasferimenti finanziari illegali dall'Africa, l'istituzione di canali sicuri e legali per la migrazione e l'introduzione di iniziative per rendere più agevole e meno costoso il trasferimento delle rimesse;

20.  rammenta che le cause profonde della migrazione comprendono i conflitti, una governance debole, l'instabilità del governo, la violazione dei diritti umani, la corruzione, l'assenza dello Stato di diritto, l'impunità, le ineguaglianze, la disoccupazione o la sottoccupazione, la mancanza di mezzi di sussistenza e risorse e i cambiamenti climatici;

21.  ritiene che Africa ed Europa condividano gli stessi interessi e responsabilità per quanto riguarda la migrazione e che la crisi richieda soluzioni globali basate sulla solidarietà, la condivisione di responsabilità, il rispetto dei diritti dei migranti e il principio di non respingimento e l'adempimento dell'obbligo degli Stati di gestire i flussi migratori in tutto il loro territorio, di accogliere i propri cittadini e concedere loro pieni diritti costituzionali se non possono acquisire lo status giuridico di residente all'estero;

22.  sottolinea che una forte cooperazione tra i paesi africani e l'UE, in particolare tra i paesi delle due sponde del Mediterraneo, sia cruciale nella lotta contro la tratta di esseri umani e il traffico di migranti; sostiene, a tale proposito, l'attuazione di quadri politici e giuridici di natura globale, basati sulla convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale e i relativi protocolli;

23.  osserva che i contributi degli Stati membri al Fondo fiduciario di emergenza per l'Africa restano bassi; auspica che il piano europeo per gli investimenti esterni rispetti l'impegno di mobilitare investimenti in Africa, sostenga la crescita inclusiva e sostenibile e stimoli la creazione di posti di lavoro, contribuendo così ad affrontare le cause profonde della migrazione;

24.  prende atto con grande preoccupazione della mancanza di un'autorità statale centrale in talune parti del continente africano, in particolare per quanto concerne la gestione delle frontiere, e rammenta le ripercussioni negative che ciò comporta per la lotta al terrorismo e il traffico di stupefacenti; evidenzia pertanto l'esigenza di una maggiore cooperazione nell'ambito della gestione delle frontiere e delle politiche migratorie;

25.  riconosce l'importanza, il significativo potenziale e il potere di trasformazione dell'integrazione regionale, transregionale e continentale per la crescita e lo sviluppo in Africa nonché la necessità di evitare la costruzione di nuovi ostacoli agli scambi, alla mobilità e alla cooperazione nel settore della sicurezza; ritiene che un'Unione africana che abbracci l'intero continente africano costituisca un passo molto positivo nella direzione di un'integrazione panafricana e si compiace della nuova denominazione del "vertice Africa-UE" in "vertice UA-UE";

26.  rileva la necessità che l'UE sostenga il rafforzamento degli scambi commerciali intra-africani e gli investimenti sostenibili, laddove possibile in valuta locale, nonché la dimensione interregionale, continentale e globale dei progetti e dei programmi in diversi ambiti che spaziano dall'agricoltura sostenibile e l'ambiente all'istruzione superiore, alle TIC, alla ricerca e alle reti di infrastrutture fisiche;

27.  ritiene che i progetti di integrazione regionali, come quelli in Africa australe, occidentale o orientale, debbano essere supportati in maniera tale da integrare e rafforzare i processi di integrazione panafricana nel quadro dell'UA; sostiene che l'UE dovrebbe altresì perseguire relazioni bilaterali strategiche basate sul rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto con Stati cardine aventi un ruolo di leader e promotori dei rispettivi progetti di integrazione; sottolinea, inoltre, l'esigenza di dare nuovo slancio all'Unione per il Mediterraneo, come strumento per conseguire una comune sicurezza e prosperità nel Nord Africa;

28.  riconosce l'importanza delle relazioni interparlamentari e incoraggia i partner africani a continuare a fare della cooperazione interparlamentare a livello bilaterale, regionale e internazionale una priorità politica; sottolinea il ruolo costruttivo delle delegazioni interparlamentari e delle assemblee regionali nel far progredire il partenariato Africa-UE, nel promuovere gli interessi comuni e un autentico dialogo su un piano di parità e propone una più stretta collaborazione con i parlamenti africani per rafforzare il loro ruolo democratico fondamentale;

29.  ricorda il ruolo importante svolto da investimenti e scambi responsabili, da un settore privato responsabile che rispetti le norme internazionali in materia di salute, sicurezza, lavoro e ambiente e da un ambiente imprenditoriale favorevole alla creazione dello sviluppo economico a lungo termine; invita la Commissione e gli Stati membri a favorire la cooperazione con i partner internazionali al fine di prevenire, indagare e bloccare il mancato rispetto di tali norme o i casi in cui imprese europee provocano o favoriscono violazioni dei diritti umani e pregiudicano i diritti dei gruppi vulnerabili, quali le minoranze, le popolazioni autoctone, le donne e i bambini; invita gli Stati membri dell'Unione europea e dell'Unione africana a partecipare attivamente e ad adoperarsi per l'esito positivo dei negoziati sul progetto di trattato sulle imprese transnazionali e i diritti umani al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite;

30.  chiede un maggiore sostegno dell'UE nei confronti dell'Africa nel settore della riduzione del debito e della sostenibilità del debito, e sottolinea l'esigenza di una legislazione internazionale nonché l'istituzione di commissioni per la revisione del debito sui casi di debito "odioso"; invita gli Stati membri ad attuare in modo efficace i principi guida sul debito estero e i diritti umani delle Nazioni Unite e i principi sulla promozione dell'assunzione/erogazione responsabile di prestiti sovrani della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD), rendendoli giuridicamente vincolanti;

31.  sottolinea il valore aggiunto delle infrastrutture di trasporto nel promuovere l'economia e il commercio tra l'UE e l'Africa; sottolinea l'importanza strategica di porti e aeroporti;

32.  riconosce che l'Africa soffre di un enorme deficit energetico in quanto 645 milioni di persone non hanno accesso all'energia elettrica a prezzi abbordabili; è del parere che andrebbe data priorità alle soluzioni sostenibili basate sulle energie rinnovabili, sui sistemi non collegati alla rete e le mini-reti e invita l'UE ad assistere i suoi partner africani a sormontare i problemi finanziari, tecnici e politici che tale processo implica; riconosce la necessità di migliorare la governance nel settore energetico e di stimolare gli investimenti pubblici e privati, sia interni che transnazionali, nel settore delle energie rinnovabili a tutti i livelli e ritiene che un nuovo PEI possa rappresentare un'ottima opportunità al riguardo; chiede un sostegno costante da parte dell'UE a favore dell'iniziativa per l'energia rinnovabile in Africa (AREI) e accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare un nuovo partenariato UE-Africa di ricerca e innovazione sui cambiamenti climatici e le energie sostenibili;

33.  sottolinea l'importanza dei progetti di sviluppo su piccola scala, che hanno conseguenze dirette sulla vita delle persone; esorta la Commissione a continuare a sostenerli;

34.  invita la Commissione a presentare una proposta legislativa sulle misure di accompagnamento al regolamento sui minerali provenienti da zone di conflitto (regolamento (UE) 2017/821)(1) conformemente alla pertinente comunicazione congiunta (JOIN(2014)0008);

35.  riconosce l'importanza di efficaci sistemi di protezione sociale per la sicurezza umana, la prevenzione dei conflitti e per mitigare l'impatto dei conflitti di lunga durata e dei trasferimenti forzati; sottolinea l'impatto sproporzionato dei conflitti violenti e dei trasferimenti forzati sulle donne e sui bambini;

36.  sottolinea il ruolo fondamentale che svolgono le donne ai fini dello sviluppo e ritiene che la loro partecipazione alla governance costituisca un requisito indispensabile per il progresso socio-economico, la coesione sociale e una governance democratica equa; invita ad adottare misure positive per assicurare progressi finalizzati a un'equa partecipazione delle donne alla società, anche nelle posizioni decisionali a tutti i livelli; invita al contempo i paesi africani a incoraggiare e sostenere una maggiore partecipazione delle donne al mercato del lavoro e ad adottare tutti i provvedimenti necessari per impedire la discriminazione di genere sul posto di lavoro;

37.  esorta la Commissione a prestare particolare attenzione ai diritti sessuali e riproduttivi delle donne e delle ragazze nell'ambito dei propri programmi di sviluppo esterni;

38.  invita il SEAE a sollevare costantemente la questione delle persone LGBTI nel suo dialogo politico e sui diritti umani con i paesi africani e a fornire sostegno ai difensori dei diritti delle persone LGBTI attraverso gli adeguati strumenti;

39.  ribadisce il proprio sostegno all'impegno della Corte penale internazionale e dell'UE a favore di una piena cooperazione sulla prevenzione dei reati gravi rientranti nella giurisdizione della corte; chiede che l'UE sia disposta a instaurare un dialogo costruttivo nel quale siano sollevate preoccupazioni nel quadro dello statuto di Roma e continui a sostenere gli Stati africani nella transizione dai conflitti; nella lotta contro l'impunità e nel garantire l'assunzione di responsabilità per i crimini internazionali;

40.  sottolinea che l'imminente vertice UA-UE fornirà un'opportunità per ribadire le priorità dell'UE concernenti le relazioni UE-Africa nel processo post-Cotonou;

41.  ritiene che l'Africa, i Caraibi e il Pacifico siano regioni molto diverse tra loro, con interessi e sfide specifiche che non possono essere facilmente affrontate nell'ambito della struttura globale di Cotonou; è del parere, pertanto, che la futura cooperazione con l'Africa dovrebbe fondarsi sulle organizzazioni regionali e subregionali esistenti, in particolare l'Unione africana.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

30.8.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

54

7

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lars Adaktusson, Petras Auštrevičius, Mario Borghezio, Klaus Buchner, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Lorenzo Cesa, Andi Cristea, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Anna Elżbieta Fotyga, Eugen Freund, Michael Gahler, Iveta Grigule, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Tunne Kelam, Janusz Korwin-Mikke, Andrey Kovatchev, Ilhan Kyuchyuk, Ryszard Antoni Legutko, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Alex Mayer, David McAllister, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, Jozo Radoš, Sofia Sakorafa, Alyn Smith, Jordi Solé, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica, Charles Tannock, Ivo Vajgl, Elena Valenciano, Hilde Vautmans, Anders Primdahl Vistisen, Boris Zala

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Elisabetta Gardini, Neena Gill, Ana Gomes, András Gyürk, Takis Hadjigeorgiou, Liisa Jaakonsaari, Marek Jurek, Urmas Paet, Mirosław Piotrowski, Miroslav Poche, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Bodil Valero, Marie-Christine Vergiat, Janusz Zemke, Željana Zovko

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Seb Dance, Jean-Luc Schaffhauser, Marie-Pierre Vieu, Ivan Štefanec

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

54

+

ALDE

Petras Auštrevičius, Iveta Grigule, Ilhan Kyuchyuk, Javier Nart, Urmas Paet, Jozo Radoš, Ivo Vajgl, Hilde Vautmans

ECR

Anna Elżbieta Fotyga, Ryszard Antoni Legutko, Charles Tannock, Anders Primdahl Vistisen

EFDD

Fabio Massimo Castaldo

PPE

Lars Adaktusson, Lorenzo Cesa, Michael Gahler, Elisabetta Gardini, András Gyürk, Sandra Kalniete, Manolis Kefalogiannis, Tunne Kelam, Andrey Kovatchev, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Alojz Peterle, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Željana Zovko, Ivan Štefanec, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica

S&D

Andi Cristea, Seb Dance, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Neena Gill, Ana Gomes, Liisa Jaakonsaari, Andrejs Mamikins, Alex Mayer, Pier Antonio Panzeri, Demetris Papadakis, Ioan Mircea Paşcu, Miroslav Poche, Elena Valenciano, Boris Zala, Janusz Zemke

Verts/ALE

Klaus Buchner, Barbara Lochbihler, Tamás Meszerics, Alyn Smith, Jordi Solé, Bodil Valero

7

-

EFDD

James Carver

GUE/NGL

Takis Hadjigeorgiou, Sabine Lösing, Marie-Christine Vergiat, Marie-Pierre Vieu

NI

Georgios Epitideios, Janusz Korwin-Mikke

5

0

ECR

Marek Jurek, Mirosław Piotrowski

ENF

Mario Borghezio, Jean-Luc Schaffhauser

GUE/NGL

Sofia Sakorafa

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

GU L 130 del 19.5.2017, pag. 1.


PARERE della commissione per il commercio internazionale (27.9.2017)

destinato alla commissione per lo sviluppo

sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo

(2017/2083(INI))

Relatore per parere: Maria Arena

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, in Africa, il fabbisogno infrastrutturale è stimato a 75 miliardi di euro all'anno, il valore del mercato di consumo dovrebbe raggiungere i 1 000 miliardi di dollari nel 2020, si prevede che gli investimenti esteri diretti aumentino in modo costante fino a 144 miliardi di dollari nel 2020 e la popolazione attuale conta 1 miliardo di abitanti;

B.  considerando che la sicurezza economica e la prosperità dell'Europa e dell'Africa sono legate e che i due continenti devono affrontare insieme le sfide e le opportunità comuni;

C.  considerando la necessità di creare un ambiente propizio agli investimenti e che privilegi, in primo luogo, miglioramenti nell'ambito della sanità e dell'istruzione;

D.  considerando che, nell'Africa subsahariana, la povertà estrema è scesa dal 56 % della popolazione del 1990 al 43 % della popolazione nel 2012;

E.  considerando che vi sono notevoli disparità nello sviluppo economico e nella crescita economica dei paesi dell'Africa e che, secondo le Nazioni Unite, tra i 47 paesi meno sviluppati, 33 sono paesi africani; che in Africa più di 218 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema;

F.  considerando che l'Africa esporta ancora soprattutto prodotti grezzi e non trasformati e che la concessione di preferenze commerciali ha assorbito gran parte di tali esportazioni; che il libero accesso al mercato per la maggior parte dei prodotti africani aumenta le capacità dei paesi africani e rafforza la loro competitività e partecipazione ai mercati globali se accompagnato, tra l'altro, da politiche finalizzate all'industrializzazione e alla produttività rurale sostenibili e durature quali elementi essenziali per lo sviluppo;

G.  considerando che l'accesso preferenziale al mercato dell'UE ha contributo a migliorare l'andamento delle esportazioni dei paesi africani beneficiari in funzione della loro capacità di trarre effettivamente vantaggio da tali preferenze;

H.  considerando che il buon governo e la trasparenza riducono il costo degli scambi e facilitano il commercio, gli investimenti e lo sviluppo economico; che scambi e investimenti equi e responsabili svolgono un ruolo essenziale nello sviluppo e possono contribuire alla creazione di più di 18 milioni di nuovi posti di lavoro sostenibili all'anno in Africa per assorbire la crescente forza lavoro, il che è vantaggioso anche per l'UE;

I.  considerando che la gestione sostenibile e responsabile delle materie prime e delle risorse naturali deve essere al centro della strategia UE-Africa e una delle priorità della cooperazione tra l'Unione europea e l'Unione africana, in particolare per contribuire a combattere e a smantellare la "maledizione delle risorse"; che gli europei e gli africani devono difendere una posizione forte e comune su questo tema nei forum competenti e nei pertinenti vertici internazionali, come il G20, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite o l'OMC;

J.  considerando che l'accesso universale all'energia elettrica è una sfida importante per lo sviluppo dell'Africa;

K.  considerando che, finora, gli interventi non sono riusciti ad integrare pienamente l'Africa negli scambi mondiali e non hanno determinato né l'eradicazione della povertà, né una riduzione delle disuguaglianze nei paesi africani, e che la maggior parte dei paesi africani deve ancora trarre un grande beneficio da una maggiore partecipazione al commercio mondiale e dai suoi potenziali vantaggi;

L.  considerando che la strategia "Commercio per tutti" 2015 definisce l'impegno dell'UE a favore del commercio e dello sviluppo sostenibile (CSS) vincolante e applicabile;

1.  invita l'Unione europea a promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo in Africa e a concentrarsi sul sostegno di progetti che avranno un effetto reale e positivo sulla creazione di posti di lavoro dignitosi per uomini e donne, sulla lotta contro la povertà, sulla promozione dello sviluppo umano e il rispetto dell'ambiente, comportando al contempo un impatto positivo sulla crescita economica sostenibile, sul commercio vantaggioso di beni e servizi basato sul valore e sulle norme, sull'industrializzazione e il rafforzamento delle capacità, sulla competitività e un contesto imprenditoriale di alta qualità e prevedibile, sulla gestione delle finanze pubbliche per migliorare la giustizia fiscale, sulla trasparenza nella gestione delle risorse naturali (in particolare quelle minerarie ed energetiche) e sulla lotta contro la corruzione e i flussi di capitale in uscita dal continente in maniera illecita, nonché sulla promozione dei diritti umani, l'uguaglianza di genere, una buona governance e lo stato di diritto, contribuendo a creare stabilità e sicurezza; sottolinea, in particolare, le iniziative dell'UE incentrate sulla mobilitazione del settore privato, dove è presente il 90 % dei posti di lavoro nelle economie in via di sviluppo;

2.  invita l'Unione europea a rafforzare la sua politica commerciale orientata allo sviluppo e ad aumentare il proprio impegno finanziario a favore dello strumento dell'aiuto per il commercio e delle iniziative di assistenza tecnica e rafforzamento delle capacità che è essenziale affinché i paesi africani, segnatamente i PMS, sfruttino appieno le preferenze commerciali dell'UE; chiede inoltre che la Commissione e gli Stati membri coordinino l'attuazione dei loro programmi al fine di massimizzare l'efficacia degli aiuti al commercio; accoglie con favore, a tale proposito, l'entrata in vigore, nel febbraio 2017, dell'accordo dell'OMC sulla facilitazione degli scambi, che dovrebbe agevolare le procedure doganali, riducendo, di conseguenza, i costi degli scambi;

3.  invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a rafforzare la coerenza dei programmi di aiuto al commercio e a migliorare le sinergie con le loro politiche in materia di investimenti per l'Africa;

4.  ritiene che gli accordi di partenariato economico (APE), ampiamente sostenuti dai parlamenti dei paesi interessati, se correttamente attuati e accompagnati da misure strutturali idonee, abbiano le potenzialità per essere uno strumento importante di promozione dello sviluppo regionale e di inclusione del continente nel commercio mondiale;

5.  sottolinea che le relazioni UE-Africa devono essere articolate in un quadro equo ed equilibrato tra partner paritari, basato sul rispetto reciproco e il riconoscimento degli interessi ed essere finalizzato alla promozione dei diritti umani e alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite;

6.  invita la Commissione a sostenere l'integrazione dei paesi africani nel commercio globale e regionale attraverso la realizzazione delle infrastrutture fondamentali, l'accesso all'energia, l'accesso ai servizi finanziari e la formazione in ambito commerciale;

7.  invita la Commissione ad aiutare i paesi africani a svilupparsi e ad integrarsi nell'economia mondiale, anche attraverso catene di valore globali e regionali, per consentire ai diversi paesi di contribuire alla produzione attraverso prodotti intermedi e finiti; chiede, in questo contesto, all'UE di sostenere ulteriormente le ambizioni africane di creare una zona continentale di libero scambio, favorendo la riduzione delle disparità di reddito locale, di contribuire alla diversificazione economica, al trasferimento tecnologico e di contribuire altresì alla sua maggiore partecipazione al commercio internazionale per cooperare ulteriormente con i paesi interessati al fine di raggiungere tale obiettivo; riconosce che, sebbene le politiche dell'UE siano fondamentali per aiutarli a perseguire tali obiettivi, l'impegno politico dei paesi africani è, ovviamente, essenziale;

8.  chiede che l'Unione continui a tenere costantemente conto dei diversi livelli di sviluppo tra i paesi e le regioni africani, nonché della varietà dello loro aspettative all'atto della definizione e dell'attuazione delle sue politiche commerciali rivolte all'Africa e adotti, quindi, preferenze o misure commerciali mirate e specifiche che rafforzino le capacità di produzione e di trasformazione, l'integrazione regionale e sostengano l'agricoltura su piccola scala e sostenibile, promuovendo il cibo locale sui mercati locali; sottolinea, altresì, la necessità che qualsiasi accordo commerciale o accordo commerciale unilaterale tra l'UE e i paesi o i raggruppamenti regionali africani definisca calendari di liberalizzazione sufficientemente asimmetrici, tutele per le industrie nascenti, norme di origine a sostegno dello sviluppo e clausole di salvaguardia efficaci;

9.  ritiene che l'attuazione efficace dell'accordo dell'OMC sull'agevolazione del commercio, la semplificazione e la trasparenza delle procedure doganali consentirà di intensificare gli scambi tra l'Europa e l'Africa, a vantaggio, in particolare, delle PMI e dell'innovazione;

10.  chiede che l'UE ponga l'accento, attraverso le sue politiche commerciali e di investimento, sul rafforzamento del settore privato e sul sostegno all'innovazione, alla competitività e all'imprenditoria sia in Europa che in Africa, e che l'insieme delle politiche condotte nei confronti dell'Africa si conformi ai principi di sostenibilità e responsabilità sociale;

11.  ritiene che i partenariati pubblico-privato possano svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo economico, nella misura in cui contribuiscono alla vitalità del settore privato e rafforzano le sinergie tra attori istituzionali e operatori economici, e che debbano pertanto essere sostenuti nel quadro di tale strategia;

12.  chiede che i progetti di sviluppo e di investimento europei in Africa si basino su una logica di titolarità, affinché i paesi beneficiari siano padroni dei propri modelli di sviluppo;

13.  auspica che l'UE elabori piani strategici per la cooperazione in un futuro dialogo con l'Africa;

14.  invita la BEI e la Commissione, in particolare attraverso il piano per gli investimenti esterni (PIE), a investire in progetti con un potenziale elevato in termini di creazione di posti di lavoro e nei settori prioritari dell'energia pulita, delle infrastrutture, della salute e della ricerca medica;

15.  sottolinea che il sostegno a iniziative nel campo degli investimenti dovrebbe essere condizionato sul piano economico alla loro efficacia e agli effetti attesi in termini di aumento dei flussi commerciali sul mercato africano e con paesi e regioni terzi, nonché di aumento delle capacità produttive dell'industria dei paesi africani.

16.  ricorda che la politica di investimento dell'UE, in particolare quando implica l'utilizzo di denaro pubblico, deve contribuire alla realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile; rammenta la necessità di rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni di finanziamento allo sviluppo (IFS), dei partenariati pubblico-privati (PPP) per seguire e controllare in modo efficace i flussi di denaro, la sostenibilità del debito e il valore aggiunto per lo sviluppo sostenibile dei loro progetti;

17.  ritiene che lo sviluppo digitale possa offrire opportunità di crescita all'Africa, ad esempio attraverso l'e-commerce o il pagamento tramite telefono, e che le politiche di sviluppo dell'Unione europea e dell'Africa debbano contribuire a migliorare l'accesso all'energia elettrica e a Internet in Africa;

18.  invita a una maggiore trasparenza nei trattati commerciali e alla piena partecipazione di tutti gli attori interessati, comprese le società civili dei paesi interessati, attraverso consultazioni formali, nei futuri negoziati e nell'attuazione degli accordi vigenti.

19.  chiede che i principi della coerenza delle politiche per lo sviluppo siano pienamente integrati nei rapporti commerciali dell'UE con l'Africa, il che comporta l'inclusione di clausole applicabili in materia di CSS in tutti gli accordi commerciali dell'UE con i paesi africani, in linea con l'impegno assunto dalla Commissione nella strategia "Commercio per tutti";

20.  accoglie con favore gli sforzi compiuti negli ultimi anni dall'UE per promuovere la responsabilità delle imprese; invita l'UE a continuare a prendere provvedimenti affinché le imprese si assumano la piena responsabilità delle violazioni dei diritti umani e dei crimini ambientali; condivide, a tale riguardo, l'opinione che i principi guida in materia di commercio e diritti umani delle Nazioni Uniti dovrebbero entrare a far parte di qualsiasi futuro accordo tra paesi africani e UE e chiede a entrambe le parti di includere tali principi in ogni revisione; invita, altresì, l'UE a promuovere efficacemente gli obblighi di dovuta diligenza, al fine di garantire la sostenibilità delle catene di fornitura globali.

21.  auspica, inoltre, lo sviluppo di una strategia di lotta contro la corruzione e la fuga illecita di capitali dall'Africa e insiste affinché lo sviluppo dei mercati regionali africani sia tenuto in considerazione in futuro;

22.  ritiene essenziale che la strategia UE-Africa tenga conto dell'importanza del ruolo delle donne nello sviluppo economico e per la resilienza delle società, sia in Europa che in Africa, e che si debbano realizzare progetti in tale senso.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

25.9.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, Santiago Fisas Ayxelà, Eleonora Forenza, Karoline Graswander-Hainz, Heidi Hautala, France Jamet, Bernd Lange, David Martin, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Viviane Reding, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Helmut Scholz, Adam Szejnfeld, Hannu Takkula, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Klaus Buchner, Edouard Ferrand, Agnes Jongerius, Sajjad Karim, Sander Loones, Paul Rübig, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Massimiliano Salini, Bogdan Brunon Wenta

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

32

+

ALDE

Hannu Takkula

ECR

Emma McClarkin, Jan Zahradil, Sajjad Karim. Sander Loones

EFDD

Tiziana Beghin, William (The Earl of) Dartmouth

GUE/NGL

Anne-Marie Mineur, Eleonora Forenza, Helmut Scholz

PPE

Adam Szejnfeld, Bogdan Brunon Wenta, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Iuliu Winkler, Jarosław Wałęsa, Laima Liucija Andrikienė, Massimiliano Salini, Paul Rübig, Santiago Fisas Ayxelà, Tokia Saïfi, Viviane Reding

S&D

Agnes Jongerius, Alessia Maria Mosca, Bernd Lange, David Martin, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Karoline Graswander-Hainz, Maria Arena, Sorin Moisă

Verts/ALE

Heidi Hautala, Klaus Buchner

2

-

ENF

Edouard Ferrand, France Jamet

0

0

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (29.9.2017)

destinato alla commissione per lo sviluppo

sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo

(2017/2083(INI))

Relatore per parere: Cécile Kashetu Kyenge

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che l'Africa e l'UE sono legate da questioni concernenti la migrazione e la mobilità e che affrontano le sfide comuni riguardanti la sicurezza e le misure intese a contrastare la criminalità organizzata e transfrontaliera; che tali questioni devono essere affrontate insieme e in modo pratico;

1.  sottolinea che, una volta attuata, la strategia UE-Africa dovrebbe affrontare tutti gli aspetti della migrazione, della protezione internazionale e degli sfollamenti forzati, con particolare riferimento ai principi di solidarietà, di partenariato e di responsabilità condivisa, nonché alla responsabilità reciproca in materia di diritti umani;

2.  osserva che il clima di insicurezza legato ai conflitti che imperversano in Africa distoglie l'attenzione dal buon governo e crea un ambiente che non favorisce la crescita, l'occupazione, gli investimenti e lo sviluppo; evidenzia che strutture statali democratiche e trasparenti, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, l'uguaglianza di genere e il buon governo sono elementi fondamentali per lo sviluppo dei paesi africani; ritiene che l'Africa sia un partner fondamentale sulla scena internazionale ed è del parere che l'UE debba intensificare la cooperazione e il dialogo politico con tale continente, responsabilizzando i suoi partner africani attraverso la fiducia reciproca; evidenzia che i fondi e gli aiuti dell'UE destinati allo sviluppo dovrebbero promuovere lo sviluppo sostenibile e il buon governo dei paesi africani; chiede un partenariato più forte e più politico tra l'UE e l'Africa e un quadro finanziario specifico per affrontare tali questioni;

3.  sottolinea che la strategia Africa-UE deve essere in grado di tenere conto della considerevole eterogeneità dei paesi africani e, di conseguenza, di adattarsi alle situazioni specifiche di ogni paese partner;

4.  riconosce le differenze in termini di sviluppo tra i vari paesi dell'Africa; incoraggia l'UE a cooperare con partner strategici e con i principali paesi suscettibili di creare in Africa sotto il profilo politico, economico e sociale, un clima favorevole alla crescita e allo sviluppo, in particolare mediante accordi bilaterali e strategie regionali, che consentano in tal modo di combattere le cause profonde della migrazione tra l'Africa e l'Europa;

5.  ritiene che sui paesi africani e sui loro leader incomba principalmente la responsabilità per il futuro del loro continente, anche se il partenariato UE-Africa dovrebbe essere un elemento centrale delle nostre politiche di aiuti allo sviluppo e degli interventi in Africa; reputa, pertanto, che l'UE debba sostenere gli sforzi dei leader africani intesi a promuovere un contesto stabile e prospero in Africa e la cooperazione sulla base dei nostri interessi condivisi concernenti la pace, la sicurezza e il buon governo;

6.  sottolinea che la migrazione e la mobilità all'interno dell'Africa e tra l'Africa e l'UE sono vantaggiose per entrambi i continenti, e che un approccio olistico nei confronti della migrazione e della mobilità è di fondamentale importanza per rilanciare lo sviluppo sostenibile e promuovere la democrazia, lo Stato di diritto, il buon governo e i diritti umani; incoraggia la Commissione a sviluppare nuovi partenariati in materia di mobilità e migrazione con i paesi partner africani;

7.  riconosce che la popolazione africana dovrebbe raggiungere i 2,4 miliardi entro il 2050 e che sarà costituita prevalentemente da giovani(1); accoglie con favore la volontà di porre l'accento sui giovani nell'ambito del partenariato Africa-UE; incoraggia l'UE a continuare ad individuare e sostenere le iniziative ispirate dai giovani volte a promuovere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, e a intensificare la sua cooperazione con i paesi africani nella lotta contro l'arruolamento di minori, la mutilazione genitale femminile, i matrimoni forzati e altre violazioni dei diritti dei minori; ricorda che a livello mondiale uno studente in mobilità su dieci è africano, di cui la metà si reca in Europa; sottolinea l'importanza di evidenziare lo scambio di conoscenze, al fine di prevenire, in ogni circostanza, una fuga di cervelli dall'Africa;

8.  chiede in particolare l'attuazione della direttiva (UE) 2016/801 relativa alle condizioni di ingresso e soggiorno dei cittadini di paesi terzi per motivi di ricerca, studio, tirocinio, volontariato, programmi di scambio di alunni o progetti educativi, e collocamento alla pari, a beneficio degli studenti africani;

9.  riconosce che i conflitti violenti, le persecuzioni, la disuguaglianza, le violazioni dei diritti umani, il terrorismo, i regimi repressivi, i disastri naturali, i cambiamenti climatici e la povertà cronica hanno condotto negli ultimi anni a spostamenti di popolazioni e a un aumento della migrazione verso l'Europa; ricorda tuttavia che in Africa le migrazioni internazionali riguardano meno di 35 milioni di persone e che oltre l'85 % dei casi di migrazione si verifica all'interno dell'Africa stessa; sottolinea che i rifugiati e i migranti hanno gli stessi diritti umani e le stesse libertà fondamentali universali;

10.  ricorda che la maggior parte dei rifugiati e dei migranti trova rifugio nei paesi in via di sviluppo e che gli spostamenti di popolazioni si svolgono principalmente all'interno di tali paesi e tra tali paesi stessi; sottolinea che i sistemi di aiuti di tali paesi si trovano di fronte a grandi sfide, che possono compromettere seriamente la tutela di una popolazione di sfollati in aumento;

11.  sottolinea, in particolare, la violenza e le persecuzioni ai danni delle persone in base alla razza, all'etnia, alla religione/al credo, all'orientamento sessuale, all'identità di genere e alle caratteristiche sessuali, che violano gli obblighi internazionali in materia di diritti umani e le libertà fondamentali, ostacolano lo sviluppo e conducono a spostamenti su vasta scala di rifugiati e migranti;

12.  considera il terrorismo una minaccia globale per la pace e la stabilità a livello regionale, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza interna, che deve essere affrontato in modo coordinato da parte dei governi nazionali, delle organizzazioni regionali e internazionali e dalle agenzie dell'UE; ricorda che la criminalità organizzata, il riciclaggio di denaro, il traffico di stupefacenti, il traffico illegale di specie selvatiche e la pirateria hanno un impatto innegabile sui paesi africani; chiede una maggiore cooperazione nell'ambito della strategia UE-Africa, al fine di prevenire l'impunità, promuovere lo Stato di diritto e il rafforzamento delle capacità di polizia e giudiziarie per facilitare lo scambio di informazioni e delle migliori pratiche, e prevenire, contrastare, combattere e perseguire il finanziamento del terrorismo e della criminalità organizzata; ritiene che la strategia antiterrorismo debba altresì includere misure per la prevenzione della radicalizzazione che conduce all'estremismo violento in Africa e in Europa, in particolare tra i giovani;

13.  richiama l'attenzione sul fatto che il dialogo Africa-UE sulla migrazione e la mobilità dovrebbe facilitare la mobilità e la libera circolazione delle persone, non solo di quelle altamente qualificate, all'interno dell'Africa e tra l'Africa e l'UE sulla base di una buona gestione dell'approccio basato sui diritti, includendo il rafforzamento dei canali sicuri e legali per la migrazione; invita l'UE e i suoi Stati membri ad agevolare il ricongiungimento familiare;

14.  ribadisce il suo invito a rafforzare i canali legali per le persone che necessitano di protezione internazionale; sollecita gli Stati membri a offrire posti di reinsediamento a un numero significativo di rifugiati, tenendo conto del numero complessivo di rifugiati ospitati nei paesi africani; invita, in tale contesto, a istituire un quadro UE per il reinsediamento facilmente praticabile dagli Stati membri e che incoraggi l'UE e gli Stati membri a svolgere un ruolo cruciale ed esemplare a livello mondiale per quanto concerne il reinsediamento; ricorda agli Stati membri di rendere disponibili tutte le strutture necessarie e di prevedere un piano per l'apertura di nuove rotte sicure per i richiedenti asilo, in particolare per le persone vulnerabili, presso le ambasciate e gli uffici consolari dell'UE nei paesi di origine o di transito;

15.  invita inoltre l'UE e i suoi Stati membri a cooperare con i paesi africani che si trovano ad affrontare spostamenti di rifugiati o crisi prolungate, fornendo loro assistenza, nell'ottica di rafforzarne le capacità di asilo e i sistemi di protezione; ricorda che qualsiasi cooperazione nell'ambito della migrazione e dell'asilo deve mirare a promuovere il rispetto dei principi riguardanti i diritti fondamentali che disciplinano le politiche dell'UE in materia di migrazione e di asilo;

16.  ricorda l'importanza di fornire la massima quantità di informazioni ai potenziali migranti in merito ai pericoli inerenti alle rotte della migrazione clandestina, ma anche per quanto riguarda le loro prospettive nell'UE, in particolare in materia di occupazione e formazione;

17.  ricorda che due patti globali, rispettivamente per la migrazione e i rifugiati, saranno elaborati entro il 2018 sotto l'egida delle Nazioni Unite in seguito alla dichiarazione di New York per i rifugiati e i migranti, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 settembre 2016, e che il dialogo tra l'Africa e l'UE dovrebbe essere intensificato in anticipo per individuare le priorità comuni, ove possibile;

18.  sottolinea che i rimpatri possono avere luogo solo dopo la valutazione di ogni singolo caso nel pieno rispetto dei diritti delle persone interessate e che ogni tentativo di respingimento di migranti è contrario al diritto dell'UE e al diritto internazionale; ritiene che il rimpatrio dei migranti debba essere effettuato solo in condizioni di sicurezza, che i rimpatri volontari debbano avere la priorità sui rimpatri forzati e che il reintegro dei migranti debba essere affrontato in modo sistematico;

19.  chiede una cooperazione efficace, rafforzata e sistematica con i paesi africani, incluse una forte e reale politica di reinsediamento e indagini finanziarie nella lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani; invita l'UE e i paesi africani a intensificare la cooperazione e gli sforzi per porre fine alla tratta e al traffico di esseri umani tra i due continenti;

20.  riconosce il potenziale strategico delle diaspore africane a livello mondiale in termini di rimesse finanziarie e valore non finanziario, per quanto concerne la capacità di costruire e promuovere la pace, la democrazia, il buon governo e la stabilità sociale; richiama l'attenzione sull'importanza di un impegno rispetto a tali diaspore e di collegarle con i progetti di sviluppo, in modo da garantire che contribuiscano all'efficacia delle politiche di sviluppo;

21.  ricorda che i leader africani si sono impegnati ad accelerare la crescita, lo sviluppo, la prosperità e il buon governo nel continente africano entro il 2063; invita l'UE e i suoi Stati membri a sostenere i paesi in via di sviluppo per consentire loro di adottare politiche a lungo termine che rispettino il diritto alla libera circolazione, all'istruzione, alla salute e al lavoro; sottolinea la necessità per l'UE e i suoi Stati membri in particolare di sostenere i paesi meno sviluppati nei loro sforzi intesi a contrastare i cambiamenti climatici, in modo da evitare l'aggravarsi della povertà in tali paesi;

22.  raccomanda ulteriori sforzi per attuare il piano d'azione di La Valletta per la gestione umana e sostenibile della migrazione su entrambe le sponde del Mediterraneo; ricorda l'importanza di iniziative volte a rafforzare il dialogo e la cooperazione sulle questioni in materia di migrazione, come il processo di Rabat e il processo di Khartoum;

23.  chiede un maggiore controllo parlamentare sulle modalità di lavoro convenute con i paesi terzi, nonché sulle attività di cooperazione esterna delle pertinenti agenzie dell'UE.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

28.9.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

2

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jan Philipp Albrecht, Heinz K. Becker, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Cornelia Ernst, Tanja Fajon, Laura Ferrara, Lorenzo Fontana, Kinga Gál, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Brice Hortefeux, Sophia in 't Veld, Dietmar Köster, Barbara Kudrycka, Cécile Kashetu Kyenge, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Roberta Metsola, Louis Michel, Péter Niedermüller, Soraya Post, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Branislav Škripek, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Anna Hedh, Lívia Járóka, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Jean Lambert, Gilles Lebreton, Angelika Mlinar, Emil Radev, Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Jaromír Štětina

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrea Bocskor, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

41

+

ALDE

Nathalie Griesbeck, Sophia in 't Veld, Louis Michel, Angelika Mlinar, Cecilia Wikström

ECR

Branislav Škripek, Helga Stevens

EFDD

Laura Ferrara

PPE

Heinz K. Becker, Andrea Bocskor, Michał Boni, Rachida Dati, Agustín Díaz de Mera García Consuegra, Frank Engel, Kinga Gál, Monika Hohlmeier, Brice Hortefeux, Lívia Járóka, Barbara Kudrycka, Roberta Metsola, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Jaromír Štětina, Traian Ungureanu

S&D

Caterina Chinnici, Tanja Fajon, Ana Gomes, Sylvie Guillaume, Anna Hedh, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Cécile Kashetu Kyenge, Marju Lauristin, Juan Fernando López Aguilar, Péter Niedermüller, Soraya Post, Christine Revault d'Allonnes Bonnefoy, Birgit Sippel, Josef Weidenholzer

Verts/ALE

Jan Philipp Albrecht, Jean Lambert, Judith Sargentini

2

-

ENF

Lorenzo Fontana, Gilles Lebreton

6

0

GUE/NGL

Marina Albiol Guzmán, Malin Björk, Cornelia Ernst, Marie-Christine Vergiat

PPE

Emil Radev

S&D

Dietmar Köster

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

UN, World population prospects, 2015 (Prospettive della popolazione mondiale, Nazioni Unite, 2015).


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

10.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

5

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Ignazio Corrao, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Maria Heubuch, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Maurice Ponga, Lola Sánchez Caldentey, Eleftherios Synadinos, Eleni Theocharous, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Joachim Zeller, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Thierry Cornillet, Brian Hayes, Cécile Kashetu Kyenge, Florent Marcellesi

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

France Jamet


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

19

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Thierry Cornillet, Paavo Väyrynen

ECR

Nirj Deva, Eleni Theocharous

PPE

Brian Hayes, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Maurice Ponga, Bogdan Brunon Wenta, Joachim Zeller, Željana Zovko

S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Cécile Kashetu Kyenge, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Vincent Peillon

5

-

EFDD

Ignazio Corrao

ENF

France Jamet

GUE/NGL

Marina Albiol Guzmán, Lola Sánchez Caldentey

NI

Eleftherios Synadinos

3

0

PPE

Anna Záborská

Verts/ALE

Maria Heubuch, Florent Marcellesi

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2017Avviso legale