Procedura : 2017/2053(INI)
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A8-0041/2018

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PV 13/03/2018 - 13

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PV 14/03/2018 - 8.10

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P8_TA(2018)0076

RELAZIONE     
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26 febbraio 2018
PE 616.543v02-00 A8-0041/2018

sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Commissione per i bilanci

Relatori: Gérard Deprez, Janusz Lewandowski

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per i problemi economici e monetari
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Il Parlamento europeo,

  visti gli articoli 311 e 332, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

  visti gli articoli 106 bis e 171 del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

  vista la decisione 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(1),

  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 608/2014 del Consiglio, del 26 maggio 2014, che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione europea(2),

  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 609/2014 del Consiglio, del 26 maggio 2014, concernente le modalità e la procedura di messa a disposizione delle risorse proprie tradizionali e delle risorse proprie basate sull'IVA e sull'RNL, nonché le misure per far fronte al fabbisogno di tesoreria(3),

  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 21 settembre 2017, su "Un sistema fiscale equo ed efficace nell'Unione europea per il mercato unico digitale" (COM(2017)0547),

   vista la sua risoluzione del 29 marzo 2007 sul futuro delle risorse proprie dell'Unione europea(4),

  vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 su "Investire nel futuro: un nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) per un'Europa competitiva, sostenibile e inclusiva"(5),

  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2014 su "Negoziati sul QFP 2014-2020: insegnamenti da trarre e prospettive per il futuro(6),

  vista la sua risoluzione del 16 aprile 2014 sul progetto di decisione del Consiglio riguardante il sistema delle risorse proprie(7),

  vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2014 sul sistema delle risorse proprie dell'Unione(8),

  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2016 sulla preparazione della revisione post-elettorale del QFP 2014-2020(9),

  vista la relazione "Futuro finanziamento dell'UE": relazione finale e raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, del dicembre 2016,

  visti l'articolo 1 della decisione della Conferenza dei presidenti, del 12 dicembre 2002, sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione ad elaborare relazioni di iniziativa,

  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

  visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per gli affari costituzionali (A8-0041/2018),

A.  considerando che il trattato di Roma del 25 marzo 1957 prevedeva che la Comunità economica europea si sarebbe finanziata con contributi nazionali solo per un periodo di transizione, per poi passare a un sistema di risorse proprie;

B.  considerando che il Consiglio europeo di Lussemburgo dell'aprile 1970 ha stabilito un sistema di risorse proprie, ponendo fine ai contributi nazionali e introducendo due autentiche risorse proprie, i prelievi agricoli e i dazi doganali, integrate da una terza risorsa basata sull'imposta sul valore aggiunto (IVA);

C.  considerando che nel giugno 1988 il Consiglio europeo ha introdotto una risorsa propria basata sull'RNL degli Stati membri, sulla base del fatto che i ricavi generati dalle risorse proprie esistenti erano insufficienti a coprire il totale delle spese a titolo del bilancio dell'Unione;

D.  considerando che la quota del contributo basato sull'RNL è aumentata considerevolmente, passando da circa l'11 % nel 1988 al 69 % nel 2014, e che tale risorsa "residuale" e "di equilibrio" è ormai di fatto divenuta la principale fonte di entrate del bilancio dell'UE; che la risorsa IVA rappresenta attualmente circa il 12 % del bilancio dell'UE, che le risorse proprie tradizionali (dazi doganali, prelievi agricoli e contributi nel settore dello zucchero e dell'isoglucosio) rappresentano circa il 13 % e che la percentuale restante è coperta da altre entrate, tra cui le imposte a carico del personale dell'Unione o le ammende pagate dalle imprese in caso di violazione del diritto della concorrenza;

E.  considerando che, dall'introduzione nel 1984, in occasione del Consiglio europeo di Fontainebleau, della correzione a favore del Regno Unito, in base alla quale il 66 % del contributo netto del Regno Unito gli è rimborsato, sono stati progressivamente introdotti una serie di correzioni e meccanismi di rettifica al fine di ovviare alle carenze dei cosiddetti "saldi operativi di bilancio" di taluni Stati membri; che tali rettifiche riguardano attualmente per lo più una riduzione del finanziamento della correzione a favore del Regno Unito o una riduzione lorda dei contributi RNL o IVA annui;

F.  considerando che il Parlamento ha sottolineato, in diverse risoluzioni nel corso dell'ultimo decennio, i problemi e la complessità del sistema delle risorse proprie dell'Unione e ha ripetutamente sollecitato una riforma approfondita volta a rendere il sistema più semplice, più trasparente e più democratico, tra l'altro introducendo nuove e reali risorse proprie che dovrebbero, gradualmente e per quanto possibile, sostituire i contributi basati sull'RNL;

G.  considerando che nel 2011 la Commissione ha presentato un ambizioso pacchetto legislativo sulle risorse proprie (COM(2011)0510), unitamente alle proposte per il quadro finanziario pluriennale 2014-2020, ai fini della semplificazione dei contributi degli Stati membri, dell'introduzione di nuove risorse proprie – un'IVA riformata e un'imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) – e della riforma dei meccanismi di correzione; che il Consiglio ha ignorato tali proposte;

H.  considerando che, a seguito dei negoziati sul QFP 2014-2020, è stato istituito un gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, composto dai rappresentanti delle tre principali istituzioni dell'Unione e presieduto da Mario Monti; che nel dicembre 2016 tale gruppo ad alto livello ha presentato la propria relazione finale e le relative raccomandazioni, che costituiscono la base per l'elaborazione della posizione del Parlamento quale illustrata nella presente relazione; sottolineando che la relazione in oggetto è stata adottata all'unanimità da tutti i membri del gruppo, inclusi quelli nominati dal Consiglio;

1.  osserva che la Commissione europea presenterà le sue proposte sul QFP post-2020 entro il maggio 2018; chiede che il futuro QFP proposto dalla Commissione includa proposte ambiziose volte a rivedere la decisione sulle risorse proprie e tutti gli atti legislativi correlati, nonché a introdurre nuove risorse proprie; sottolinea che la parte delle spese e quella delle entrate del prossimo QFP saranno trattate come un pacchetto unico nei prossimi negoziati tra il Consiglio e il Parlamento; afferma che non potrà essere raggiunto alcun accordo sul QFP in assenza di corrispondenti progressi sul versante delle risorse proprie;

2.  presenta la presente relazione al fine di esprimere la propria posizione sui principali elementi della riforma del sistema delle risorse proprie dell'Unione, compresi la composizione del paniere delle nuove risorse proprie e gli elementi dell'attuale sistema che dovrebbero rimanere in vigore; invita la Commissione a tenere debitamente conto della posizione del Parlamento in sede di preparazione delle proposte legislative sulle risorse proprie dell'Unione, che dovrebbero essere di portata ambiziosa e presentate congiuntamente alle proposte sul QFP post 2020; è convinto dell'assoluta necessità di compiere progressi significativi sul versante delle entrate del bilancio dell'Unione, onde facilitare il raggiungimento di un accordo sul prossimo QFP;

I.  Quadro giuridico e processo decisionale

3.  ricorda che l'articolo 311 TFUE recita: "L'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche. Il bilancio, fatte salve le altre entrate, è finanziato integralmente tramite risorse proprie"; sottolinea, pertanto, che l'obbligo giuridico di dotare il bilancio dell'Unione di reali risorse proprie scaturisce direttamente dal trattato;

4.  rammenta che l'articolo 310 TFUE stabilisce che "nel bilancio, entrate e spese devono risultare in pareggio"; rileva, di conseguenza, che le entrate devono coprire la totalità delle spese, quali adottate ogni anno dall'autorità di bilancio; sottolinea che il bilancio dell'Unione non può incorrere in un disavanzo annuo o essere finanziato mediante prestiti sui mercati finanziari;

5.  osserva che il principale atto legislativo che stabilisce le disposizioni relative al sistema delle risorse proprie, la cosiddetta decisione sulle risorse proprie, è adottato dal Consiglio che delibera all'unanimità, previa consultazione del Parlamento, e che tale decisione è soggetta a ratifica di tutti gli Stati membri; sottolinea che questa è una delle procedure legislative più gravose previste dal trattato;

6.  osserva che, in tale atto legislativo, il Consiglio deve fissare tra l'altro il massimale delle risorse proprie, può istituire nuove categorie di risorse proprie o sopprimere una categoria esistente; sottolinea che, anche se la decisione sulle risorse proprie non ha una data di scadenza, essa è direttamente collegata al corrispondente QFP, che stabilisce il livello massimo di spesa per lo stesso periodo coperto dalla decisione;

7.  ricorda che il trattato di Lisbona ha introdotto nuove disposizioni riguardo all'attuazione della legislazione in materia di risorse proprie, prevedendo la possibilità che il Consiglio adotti un regolamento deliberando a maggioranza qualificata, previa approvazione del Parlamento; deplora tuttavia il fatto che diverse norme di attuazione, in particolare quelle relative al calcolo delle risorse basate sull'RNL, figurino a tutt'oggi nella decisione sulle risorse proprie; chiede pertanto una procedura più efficiente di adozione della decisione sulle risorse proprie, che dovrebbe avvenire secondo la procedura legislativa ordinaria, la quale prevede il voto a maggioranza qualificata in seno al Consiglio e la codecisione con il Parlamento; ricorda che, a norma dell'articolo 48, paragrafo 7 TUE, il Consiglio europeo può adottare una decisione che consenta l'adozione secondo la procedura legislativa ordinaria, che è molto più democratica e aperta, di atti per i quali tale procedura non è prevista; invita il Consiglio europeo ad attivare senza indugio un tale meccanismo;

8.  ricorda che gli Stati membri sono responsabili delle loro politiche di bilancio e sottolinea che la potestà tributaria rappresenta uno dei pilastri della sovranità degli Stati membri; sottolinea che la riforma delle risorse proprie dell'UE non comporta alcun trasferimento di sovranità nazionale in tale ambito bensì permette di allineare il sistema attuale allo spirito e alla lettera dei trattati europei;

II.  Perché occorre riformare l'attuale sistema delle risorse proprie

i.  Necessità di ovviare ad alcune carenze del sistema attuale

9.  sottolinea che l'attuale sistema di risorse proprie è estremamente complesso, iniquo, opaco e totalmente incomprensibile per i cittadini dell'Unione; evidenzia, in particolare, l'opacità dei calcoli relativi agli sconti nazionali e ai meccanismi di correzione che si applicano al sistema delle risorse proprie o alla risorsa basata sull'IVA; sottolinea, inoltre, che tale sistema non è soggetto ad alcun efficace controllo parlamentare a livello di UE e, in sostanza, manca di legittimità e responsabilità democratica;

10.  sottolinea che il modo in cui è evoluto il sistema delle risorse proprie, sostituendo gradualmente le reali risorse proprie con i cosiddetti "contributi nazionali", pone un'enfasi eccessiva sui saldi netti tra gli Stati membri, ignorando quindi per lo più il contributo del bilancio dell'Unione al conseguimento di obiettivi comuni europei a vantaggio dei cittadini dell'UE; deplora pertanto che la quota totale dei contributi nazionali al bilancio dell'Unione, calcolata sulla base dell'RNL o in percentuale della risorsa basata sull'IVA, rappresenti circa l'83 % delle entrate complessive dell'Unione;

11.  è persuaso che il predominio della risorsa RNL abbia rafforzato la logica del "juste retour" ("giusto ritorno") che ha monopolizzato le discussioni, in sede di Consiglio, per quanto riguarda sia le entrate che le spese del bilancio dell'Unione; evidenzia, in tale contesto, l'introduzione della correzione a favore del Regno Unito e di una serie di sconti e altri meccanismi di correzione sul fronte delle entrate, da un lato, nonché l'impossibilità di concordare un livello sufficiente di stanziamenti per il bilancio dell'Unione nel quadro della procedura annuale di bilancio, dall'altro; è del parere che l'UE debba abbandonare il concetto del saldo operativo netto, poiché in pratica tutti gli Stati membri sono beneficiari del bilancio dell'Unione;

12.  ritiene, in particolare, che sulla decisione relativa all'entità del bilancio annuale dell'Unione influiscano considerazioni politiche e finanziarie a livello nazionale, le quali impongono vincoli ai negoziati sul bilancio che sfociano spesso in un gioco a somma zero tra contribuenti netti e beneficiari netti in seno al Consiglio, ignorando gli impegni dell'Unione, compresi quelli assunti dal Consiglio; ritiene che, di conseguenza, alcune politiche unionali con un elevatissimo valore aggiunto europeo siano spesso quelle per le quali si propongono risparmi e che il progetto dell'Unione in quanto tale ne risulta pertanto indebolito;

13.  osserva che i contributi nazionali al bilancio dell'Unione sono chiaramente identificati sul fronte della spesa dei bilanci nazionali e sono frequentemente percepiti come un onere finanziario superiore ai benefici derivanti da settori di spesa dell'Unione che, spesso, risultano meno visibili; insiste, a tale proposito, sulla necessità di affrontare il problema della scarsa sensibilità dell'opinione pubblica circa i vantaggi del bilancio dell'Unione;

14.  è pertanto convinto che l'attuale sistema di risorse proprie violi, in sostanza, la lettera e lo spirito del trattato; ribadisce la propria posizione di lunga data secondo cui una profonda riforma delle risorse dell'Unione è imperativa per riallineare il finanziamento del bilancio dell'Unione al trattato e alle esigenze dell'Unione nel suo insieme;

ii.  Necessità di dotare l'Unione delle risorse per finanziare le sue politiche e affrontare nuove sfide

15.  sottolinea che il QFP post-2020 dovrà garantire l'adeguato finanziamento delle politiche e dei programmi dell'Unione dotati di un chiaro valore aggiunto europeo, ma anche fornire risorse supplementari per affrontare le sfide che sono già state individuate in settori quali la crescita e l'occupazione, il cambiamento climatico, la tutela dell'ambiente, la competitività, la coesione, l'innovazione, la migrazione, il controllo delle frontiere esterne dell'UE, la sicurezza e la difesa;

16.  insiste inoltre sulla necessità di evitare le carenze dell'attuale QFP e prevedere, sin dall'inizio, un livello di risorse che consenta all'Unione di perseguire il suo programma politico con finanziamenti adeguati e di rispondere efficacemente agli imprevisti o a situazioni di crisi che possano verificarsi durante il periodo del prossimo quadro finanziario; insiste sulla necessità di risolvere il problema ricorrente della mancanza di sufficienti stanziamenti di pagamento nel quadro della procedura di bilancio annuale; ricorda il sostanziale ricorso alle disposizioni in materia di flessibilità del QFP che è stato necessario per affrontare la crisi migratoria e dei rifugiati;

17.  si aspetta che, fatta salva la liquidazione finanziaria, le conseguenze del recesso del Regno Unito dall'Unione costituiranno una sfida importante anche per il prossimo QFP e per tutte le relative decisioni di bilancio; è convinto che, in vista di una decisione sul QFP post-2020, sia opportuno colmare l'ammanco imputabile alla Brexit, garantendo nel contempo che le risorse dell'Unione non siano ridotte e che non vi siano incidenze negative sui programmi dell'Unione;

18.  plaude alla proposta avanzata dal Presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, di creare una linea specifica dedicata alla zona euro nell'ambito del bilancio dell'Unione, inclusa nel suo "discorso sullo stato dell'Unione" al Parlamento europeo e ulteriormente sviluppata nella comunicazione della Commissione del 6 dicembre 2017 su nuovi strumenti di bilancio per una zona euro stabile nel quadro dell'Unione (COM(2017)0822); chiede, a tal fine, che la capacità del bilancio dell'Unione sia superiore agli attuali massimali;

III.  Verso un sistema di risorse proprie accettabile ed equilibrato

Principi e presupposti alla base della realizzazione di un nuovo sistema di risorse proprie

19.  si esprime a favore di un nuovo sistema di risorse proprie trasparente, più semplice, più prevedibile e più equo, basato su quegli elementi dell'attuale sistema che si sono dimostrati efficaci, al fine di garantire la stabilità delle finanze a livello di Unione; ritiene che la riforma del sistema delle risorse proprie dovrebbe basarsi su una serie di principi guida;

20.  sottolinea la necessità di collegare le entrate agli obiettivi politici, in particolare il mercato unico, l'unione dell'energia e le politiche in materia di ambiente, clima e trasporti; è convinto, a tale proposito, che il bilancio dell'Unione debba concentrarsi su politiche che presentano un valore aggiunto europeo, come stabilito nella propria risoluzione sul documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE(10);

21.  sottolinea, da un punto di vista operativo, che le nuove risorse proprie non possono essere introdotte tutte simultaneamente, evidenziando la necessità di un'attuazione progressiva; ritiene pertanto che la riforma del sistema delle risorse proprie possa essere attuata mediante un approccio bifase: in primo luogo, introducendo risorse proprie meno complesse sul piano tecnico, la cui riscossione sia facilmente realizzabile a un costo ragionevole e, in secondo luogo, introducendo gradualmente ciascuna nuova risorsa propria sulla base di un calendario fisso, sino a quando tutte le risorse non avranno raggiunto la velocità di crociera;

22.  ritiene che l'introduzione di nuove risorse proprie dovrebbe avere una duplice finalità, vale a dire, in primo luogo, ridurre sostanzialmente (puntando a un 40%) la percentuale dei contributi basati sull'RNL, realizzando in tal modo risparmi per i bilanci degli Stati membri e, in secondo luogo, consentire la copertura di un maggior livello di spesa dell'Unione a titolo del QFP post-2020, in modo tale da coprire anche l'ammanco imputabile al recesso del Regno Unito; ricorda, in tale contesto, che le nuove risorse proprie non mirano ad aggravare l'onere fiscale complessivo per i contribuenti dell'Unione, sui quali non deve incidere negativamente l'introduzione di nuove risorse proprie;

23.  chiede l'abolizione di tutte le correzioni e rettifiche, garantendo al contempo un trattamento equo tra gli Stati membri; sottolinea, in tale contesto, che la Brexit implicherà che la correzione a favore del Regno Unito e i relativi "sconti sullo sconto" diverranno obsoleti e cesseranno di esistere, mentre la riforma della risorsa propria statistica basata sull'IVA diverrà inevitabile;

24.  ritiene che le risorse proprie tradizionali, vale a dire i dazi doganali, i prelievi agricoli e i contributi nel settore dello zucchero e dell'isoglucosio, costituiscano una fonte affidabile e autentica di entrate dell'Unione, poiché derivano direttamente dal fatto che l'UE costituisce un'unione doganale e dalle competenze giuridiche e dalla politica commerciale comune ad essa connesse; è pertanto del parere che le risorse proprie tradizionali debbano essere mantenute come fonte di entrate per il bilancio dell'Unione; ritiene che, qualora si riduca la proporzione delle spese di riscossione trattenute dagli Stati membri, il bilancio dell'Unione possa beneficiare di una quota maggiore di tali entrate;

25.  riconosce che il contributo basato sull'RNL costituisce una fonte affidabile, stabile e sicura di entrate per il bilancio dell'Unione e gode del forte sostegno di un'ampia maggioranza di Stati membri; ritiene pertanto che debba essere mantenuto ma unicamente come risorsa di equilibrio e residuale per il bilancio dell'Unione, il che porrebbe fine alla logica di bilancio basata sul "giusto ritorno"; sottolinea la necessità, in tale contesto, di assicurare che il contributo basato sull'RNL sia classificato allo stesso modo in tutti i bilanci nazionali, vale a dire come entrata attribuita all'UE e non come spesa dei governi nazionali;

Criteri utilizzati per individuare nuove risorse proprie

26.  condivide l'opinione espressa nella relazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, secondo la quale, per l'individuazione di possibili nuove risorse proprie, occorre tenere conto dei seguenti criteri : giustizia/equità; efficienza; disponibilità in misura sufficiente e stabilità; trasparenza e semplicità; responsabilità democratica e disciplina di bilancio; attenzione al valore aggiunto europeo; principio di sussidiarietà e sovranità fiscale degli Stati membri; contenimento dei costi di transazione politici;

27.  invita la Commissione, su tale base, a esaminare l'introduzione del seguente paniere di nuove risorse proprie;

Paniere di eventuali nuove risorse proprie

a.  Obiettivo: consolidare il mercato unico, accrescere la trasparenza e migliorare la parità di condizioni

•  Imposta sul valore aggiunto

28.  ricorda che, fin dalla sua introduzione circa 50 anni fa, l'IVA è utilizzata come base per il calcolo delle risorse proprie del bilancio dell'UE e che tale risorsa rappresenta attualmente circa il 12 % delle entrate dell'UE;

29.  osserva, tuttavia, che l'attuale sistema presenta alcune gravi lacune: la risorsa è calcolata su base statistica; è inutilmente complessa e non ha alcun legame diretto con i cittadini; rappresenta un semplice trasferimento di una parte delle entrate riscosse dagli Stati membri e, pertanto, non apporta alcun valore aggiunto rispetto alla risorsa basata sull'RNL; la base di calcolo del contributo non è trasparente né è garantita la parità tra i contribuenti;

30. deplora il fatto che l'OLAF ha ripetutamente riscontrato gravi casi di frode doganale negli Stati membri, che hanno comportato una sostanziale perdita di gettito per il bilancio dell'Unione; richiama l'attenzione sulla relazione speciale n. 19/2017 della Corte dei conti europea dal titolo: "Procedure di importazione: carenze nel quadro giuridico e un'attuazione inefficace incidono sugli interessi finanziari dell'UE" e teme che i truffatori possano continuare a trovare "l'anello debole" tra gli Stati membri da utilizzare come punto d'ingresso nell'Unione doganale e che il bilancio dell'Unione possa continuare a subire perdite di gettito anche durante il prossimo QFP; invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare i necessari provvedimenti per porre fine a tali attività pregiudizievoli per il bilancio dell'Unione;

31.  ricorda la proposta legislativa del 2011 su una nuova risorsa IVA, che avrebbe comportato l'applicazione di un tasso fisso a livello dell'UE basato sul valore netto delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi o sulle importazioni di beni cui si sarebbe applicata un'aliquota IVA comune standard; rileva che, sebbene la proposta non sia stata approvata, il Consiglio europeo di febbraio 2013 ha incoraggiato il Consiglio a continuare a lavorare sul fascicolo; ritiene che il contesto attuale offra l'opportunità di compiere un grande passo avanti in tale ambito;

32. si compiace della proposta del gruppo ad alto livello relativa alla sua visione della risorsa propria basata sull'IVA, finalizzata a semplificarla, a ridurre i costi amministrativi e a rafforzare il nesso tra la politica UE in materia di IVA e l'effettivo gettito IVA;

33.  prende atto del piano d'azione della Commissione sull'IVA ("Verso uno spazio unico europeo dell'IVA – Il momento delle scelte"), pubblicato il 7 aprile 2016 (COM(2016)0148) e della successiva proposta del 4 ottobre 2017 relativa a una serie di principi fondamentali e di riforme chiave per lo spazio unico europeo dell'IVA; sostiene una riforma approfondita del sistema dell'IVA nell'UE, che dovrebbe mirare ad ampliare la base imponibile, a ridurre le possibilità di frode e i costi di conformità e a generare nuove entrate; ritiene che una parte di tali nuove entrate debba essere destinata al bilancio dell'Unione;

34.  ritiene che una risorsa IVA semplificata debba essere basata sul denominatore comune dei regimi IVA dell'intera Unione e rileva che, di conseguenza, non eliminerebbe tutte le specificità nazionali che sono giustificate da una serie di motivi;

35.  è favorevole alla fissazione di un tasso di prelievo uniforme (dall'1 % al 2 %) sul gettito dell'IVA riformata riscossa interamente dalle amministrazioni degli Stati membri come risorsa propria dell'Unione; ritiene che tale sistema possa garantire entrate significative e stabili per l'UE con un costo amministrativo contenuto;

36.  sottolinea che la Commissione ha già presentato proposte legislative per una vasta riforma delle norme dell'UE in materia di IVA e che sono previste ulteriori iniziative nel 2018; insiste sulla necessità di completare quanto prima la riforma dell'IVA e, al più tardi, prima dell'inizio del prossimo QFP;

37.  invita la Commissione, in attesa dell'adozione della pertinente legislazione in materia di IVA, a presentare una proposta di risorsa propria riformata basata sull'IVA nell'ambito del suo prossimo pacchetto legislativo sulle risorse proprie dell'UE; è del parere che tale proposta debba tenere conto dei principali risultati della riforma dell'IVA attualmente in discussione;

•  Imposta sul reddito delle società

38.  ricorda di aver esortato la Commissione, nella propria risoluzione del 6 luglio 2016 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto(11), a presentare una proposta per una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), "corredata di una chiave di distribuzione adeguata ed equa, che fornisca una soluzione globale per far fronte alla maggior parte delle pratiche fiscali dannose all'interno dell'Unione, apporti chiarezza e semplicità per le imprese e agevoli le attività economiche transfrontaliere all'interno dell'Unione";

39.  prende atto delle proposte della Commissione relative a una CCCTB, rammentando la propria richiesta che la base consolidata sia estesa a tutte le imprese dopo un periodo transitorio; insiste sulla necessità che nelle attuali proposte relative a una CCCTB rientri anche l'economia digitale; suggerisce, sulla base di tali proposte, che la presenza digitale di una società sia trattata allo stesso modo della sede fisica mediante la definizione e l'individuazione di una sede digitale permanente;

40.  concorda con la valutazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, secondo la quale la CCCTB può essere la base per una nuova risorsa propria, in quanto è conforme a tutti i criteri stabiliti dal gruppo; sottolinea che la CCCTB è inoltre un elemento fondamentale nello sviluppo del mercato unico, che è un bene pubblico europeo, poiché previene sia una concorrenza fiscale scorretta tra Stati membri sia l'ottimizzazione fiscale che pregiudica la parità di condizioni;

41.  ricorda che l'evasione fiscale in tutte le sue forme comporta per l'Unione la perdita di un importo annuo stimato dalla Commissione a 1 bilione di EUR; insiste sulla necessità di reintegrare le entrate fiscali non percepite mediante una politica coordinata di contrasto alle frodi e all'evasione fiscale e mediante un quadro fondato sulla trasparenza, la cooperazione e il coordinamento;

42.  chiede alla Commissione, sulla base delle conclusioni del riesame della direttiva CCCTB, di proporre la creazione di una nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione, da calcolarsi sulla base delle entrate degli Stati membri generate dalla CCCTB; è favorevole alla fissazione di un tasso di prelievo uniforme sulle entrate provenienti dalla CCCTB, da riscuotere come risorsa propria; ritiene che tale sistema possa garantire entrate significative e stabili per l'UE con un costo amministrativo contenuto;

•  Signoraggio

43.  è del parere che le entrate provenienti dagli utili della Banca centrale europea (generati dall'emissione di valuta), quindi direttamente connesse all'Unione monetaria dell'UE, debbano formare la base di una nuova risorsa propria anziché essere versate alle tesorerie nazionali;

b.  Obiettivo: ridurre la speculazione finanziaria e rafforzare l'equità fiscale in settori che utilizzano strumenti di pianificazione fiscale aggressiva o ottimizzazione fiscale aggressiva.

•  Un'imposta sulle transazioni finanziarie (ITF) a livello europeo

44.  incoraggia gli sforzi compiuti nell'ambito della cooperazione rafforzata da un gruppo di 11 Stati membri per l'istituzione di un'imposta sulle transazioni finanziarie (ITF), a seguito della proposta della Commissione del 2011; esorta tutti gli altri Stati membri a unirsi al suddetto gruppo al fine di evitare perturbazioni dei mercati finanziari e garantire il corretto funzionamento del mercato unico;

45.  condivide la valutazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, che sostiene l'ITF come potenziale base per una nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione, considerando tuttavia che dovrebbero essere esaminate anche altre modalità di tassazione delle attività finanziarie;

46.  chiede pertanto la creazione di una nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione, calcolata sulla base del metodo scelto per la tassazione delle attività finanziarie;

•  Tassazione delle imprese nel settore digitale

47.  accoglie con favore le conclusioni del Consiglio informale dei ministri delle finanze del 16 settembre 2017, che ha chiesto l'elaborazione di nuove norme sulla tassazione del digitale, in risposta alla lettera dei quattro ministri delle finanze in cui si chiedeva alla Commissione di esaminare soluzioni efficaci basate sul concetto dell'istituzione di una cosiddetta imposta di compensazione sul fatturato generato in Europa dalle aziende digitali; sottolinea che la Commissione, nella sua comunicazione del 21 settembre 2017 su "Un sistema fiscale equo ed efficace nell'Unione europea per il mercato unico digitale", ribadisce che la CCCTB fornisce un quadro propizio alla revisione delle norme per una fiscalità moderna e stabile delle imprese digitali e in grado di affrontare le sfide fiscali poste dall'economia digitale; chiede un approccio coordinato a livello di UE, anche per le soluzioni a breve termine, allo scopo di evitare distorsioni del mercato unico imputabili ad azioni unilaterali e la creazione di paradisi fiscali per le imprese digitali;

48.  conviene sul fatto che l'economia digitale dovrebbe disporre di un quadro fiscale moderno e stabile al fine di stimolare l'innovazione, contrastare la frammentazione del mercato e la concorrenza sleale e consentire a tutti gli operatori di trarre vantaggio dalle nuove condizioni eque ed equilibrate, garantendo nel contempo che le piattaforme e le imprese digitali paghino la loro quota di imposte dovute nel luogo in cui generano gli utili; evidenzia, inoltre, che è essenziale garantire la certezza degli investimenti delle imprese sul piano fiscale, al fine di ovviare alle attuali lacune ed evitare l'emergere di nuove scappatoie fiscali all'interno del mercato unico;

49.  ritiene fondamentale che siano adottate misure fiscali per il mercato digitale al fine di limitare l'evasione fiscale e le distorsioni fiscali, la pianificazione fiscale aggressiva o i sistemi di ottimizzazione fiscale, nonché l'abuso dei meccanismi europei allo scopo di sottrarsi al fisco; ritiene che tali pratiche falsino la concorrenza nel mercato unico e privino gli Stati membri di entrate fiscali dovute;

50.  invita, in linea di principio, a creare una nuova risorsa propria per il bilancio dell'UE applicata alle transazioni nell'economia digitale; ritiene tuttavia che, in vista degli importanti negoziati in corso a livello di UE e di OCSE, sia troppo presto per decidere in merito alle modalità specifiche per la creazione di tale risorsa;

51.  è convinto, tuttavia, che le modalità stabilite dalle autorità dell'UE, quali sistemi di registrazione o monitoraggio o meccanismi di regolamentazione, dovrebbero consentire immediatamente la riscossione di diritti e prelievi a beneficio del bilancio dell'Unione sulla base del loro valore aggiunto europeo; ritiene che si tratti di beni pubblici dell'Unione che, come afferma il gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, costituiscono una base per l'istituzione di un prelievo che costituisce "altre entrate" derivanti dalle politiche dell'Unione;

c.  Obiettivo: promuovere la transizione energetica e la lotta al riscaldamento globale

•  Imposte e tasse ambientali

52.  conferma che la lotta al cambiamento climatico, il passaggio a un'economia sostenibile, circolare e a basse emissioni di carbonio nonché gli obiettivi approvati di comune accordo dell'Unione dell'energia costituiscono un'importante finalità delle politiche dell'UE;

53.  ribadisce la propria convinzione che soltanto imposte energetiche o ambientali comuni a livello di Unione possano garantire una concorrenza leale tra le imprese e il corretto funzionamento del mercato unico, promuovendo in tal modo il passaggio a un modello di sviluppo più progressivo e sostenibile;

54. insiste sull'importanza della tassazione ecologica quale meccanismo particolarmente indicato a contribuire alle risorse proprie europee; invita la Commissione a incorporare maggiormente le proposte di risorse proprie ecologiche aggiuntive, come indicato nella relazione del gruppo di lavoro sulle risorse proprie e dal Commissario al bilancio dell'UE, che sono in linea con talune politiche dell'Unione, ad esempio in materia di energia (tassazione dei prodotti energetici), di ambiente e clima (meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, tassa sulla plastica e sistema di scambio delle quote di emissione (ETS)) e di trasporti (tasse sul carburante per il trasporto stradale e sui biglietti aerei), allo scopo di promuovere ulteriori risorse proprie dell'Unione in futuro;

55. chiede di considerare una quota sostanziale dei proventi delle aste nell'ambito del sistema ETS dalla fase 4 (2021) in poi una nuova risorsa propria dell'UE; ricorda che tale parere è stato discusso in seno al gruppo ad alto livello sulle risorse proprie ed è espressamente raccomandato dalla Commissione nella sua comunicazione del 14 febbraio 2018 dal titolo "Un QFP nuovo e moderno per un'Unione europea in grado di realizzare efficientemente le sue priorità post-2020" (COM(2018)0098); chiede parallelamente l'introduzione di una tassa di adeguamento del carbonio alla frontiera, quale nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione, che dovrebbe anche avere l'effetto di assicurare la parità di condizioni nel commercio internazionale e ridurre la delocalizzazione della produzione, internalizzando al contempo i costi dei cambiamenti climatici nei prezzi dei beni importati;

56.  chiede alla Commissione di valutare l'introduzione, a livello di UE, di una tassa sulla plastica e sugli oggetti monouso, al fine di incoraggiare l'impiego di alternative più sostenibili;

57.  ritiene che le risorse proprie basate su un'imposta sull'energia elettrica possano sovrapporsi all'ambito di applicazione del sistema ETS e destare preoccupazione per la stabilità delle condizioni di investimento e l'onere finanziario che grava sulle famiglie;

58.  ritiene che, qualora una qualsiasi risorsa propria comporti un onere eccessivo per un determinato Stato membro, tale onere potrebbe essere ridotto grazie a un maggiore sostegno attraverso i programmi dell'UE, di durata ed entità limitati, in linea con gli obiettivi e le finalità dell'Unione; sottolinea che tale sostegno non può essere concesso tramite l'introduzione di eventuali nuove correzioni o rettifiche sul versante delle entrate del bilancio dell'UE;

59.  sottolinea che l'introduzione di imposte o tasse ambientali non dovrebbe compromettere il diritto degli Stati membri di determinare le condizioni di utilizzo delle loro fonti energetiche, la scelta tra varie fonti energetiche e la struttura generale del loro approvvigionamento energetico;

Altre fonti di entrate

60.  ricorda che, sebbene le risorse proprie debbano essere la componente principale delle entrate del bilancio dell'Unione, esse sono tuttavia integrate da quelle che l'articolo 311 TFUE definisce "altre entrate", che comprendono: l'imposta sulle retribuzioni del personale dell'UE; le entrate provenienti dal funzionamento amministrativo delle istituzioni, quali i ricavi dalla vendita di beni, da noleggi e locazioni, dalla fornitura di servizi e dagli interessi bancari; i contributi dei paesi terzi a favore di determinati programmi dell'UE; gli interessi di mora; le ammende pagate dalle imprese, nella maggior parte dei casi quando è riscontrata una violazione del diritto dell'UE in materia di concorrenza; le entrate dalle operazioni di assunzione ed erogazione di prestiti dell'UE;

61.  osserva che il saldo di ogni esercizio è iscritto nel bilancio dell'esercizio successivo come entrata in caso di eccedenza e che le altre entrate, i saldi e gli adeguamenti tecnici, compresa l'eccedenza dell'esercizio precedente, ammontano a circa il 6 % delle entrate totali; sottolinea che, negli ultimi anni, le "altre entrate" sono state per lo più costituite da ammende, che rappresentano da sole il 2,5 % delle entrate totali (escluse le entrate con destinazione specifica);

62.  si rammarica del fatto che il potenziale di tali altre entrate sia stato finora trascurato nel dibattito sul finanziamento dell'UE; ritiene che, sebbene tali entrate non rappresentino un'alternativa alle altre risorse proprie per via della loro entità, della loro volatilità e della loro imprevedibilità, esse costituiscano comunque un eventuale mezzo per coprire l'accresciuto fabbisogno finanziario nel quadro del prossimo QFP;

63.  ricorda che le procedure giuridiche che disciplinano tali entrate e le eventuali modifiche sono più flessibili rispetto a quelle utilizzate per le risorse proprie, poiché non sono stabilite nella decisione relativa alle risorse proprie ma nella legislazione secondaria, e non sono pertanto soggette al requisito dell'unanimità;

64.  ribadisce la propria posizione di lunga data secondo cui eventuali entrate derivanti da ammende imposte alle imprese che violano le norme sulla concorrenza dell'Unione o connesse a pagamenti tardivi dei contributi nazionali al bilancio dell'Unione, dovrebbero costituire entrate supplementari per il bilancio dell'Unione, senza comportare una corrispondente riduzione dei contributi basati sull'RNL;

65.  chiede, a tal fine, la creazione di una riserva speciale sul lato delle entrate del bilancio dell'Unione, da alimentare progressivamente con ogni tipo di altre entrate impreviste; ritiene che tale riserva debba essere attivata per coprire esigenze di pagamento supplementari, in particolare quelle connesse alla mobilitazione del margine globale per gli impegni o agli strumenti speciali del QFP;

66.  sottolinea il potenziale, per il bilancio dell'Unione, di diritti richiesti per l'attuazione delle politiche dell'UE e in particolare dei programmi europei, quali ad esempio il futuro sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) per i cittadini di paesi terzi; ritiene che, in certi casi, tali entrate possano essere destinate alla stessa politica o finalità; ritiene che, per la generazione dei programmi e delle politiche dell'Unione dopo il 2020, questo tipo di entrata potenziale debba essere preso in considerazione in modo più sistematico, allo scopo di fornire al bilancio dell'Unione un'ulteriore fonte di entrate;

67. sottolinea che nel 2016 le entrate destinate alle agenzie decentrate dell'UE, quali diritti e oneri versati dalle imprese e contributi a carico dei bilanci nazionali, ammontavano all'incirca a 1 miliardo di EUR; invita la Commissione a proporre nel prossimo QFP un approccio coerente in materia di finanziamento delle agenzie tramite la riscossione di diritti;

***

68.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU L 168 del 7.6.2014, pag. 105.

(2)

GU L 168 del 7.6.2014, pag. 29.

(3)

GU L 168 del 7.6.2014, pag. 39.

(4)

GU C 27E del 31.1.2008, pag. 214.

(5)

GU C 380E dell'11.12.2012, pag. 89.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2014)0378.

(7)

Testi approvati, P7_TA(2014)0432.

(8)

Testi approvati, P8_TA(2014)0097.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2016)0309.

(10)

Testi approvati, P8_TA(2017)0401.

(11)

Testi approvati, P8_TA(2016)0310.


PARERE della commissione per il commercio internazionale (22.1.2018)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Relatore per parere: Wim van de Camp

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  chiede una riforma delle risorse proprie che sia incentrata su priorità moderne, offra una gestione finanziaria efficiente ed economicamente vantaggiosa e definisca una base stabile e prevedibile per il bilancio dell'UE che sia indipendente, trasparente ed equilibrata e in grado di rispondere all'attuale e crescente pressione subita dal bilancio dell'UE e di semplificare le esistenti disposizioni complesse e opache in materia di sconti in vista della loro abolizione e fornire i mezzi finanziari necessari per soddisfare le esigenze dei nostri cittadini;

2.  chiede una riduzione della dipendenza dell'UE dai contributi nazionali basati sull'IVA e sull'RNL, tenendo conto di un sistema in cui le risorse proprie basate sull'IVA siano sostituite dal trasferimento di una quota dell'IVA riscossa a livello nazionale;

3.  accoglie positivamente le iniziative relative a una riforma globale delle risorse proprie dell'UE, al fine di aumentare il sostegno da parte degli Stati membri e dei cittadini a un bilancio dell'UE veramente credibile e indipendente e in grado di promuovere l'economia sostenibile dell'UE e generare un valore aggiunto europeo;

4.  sottolinea che l'unione doganale è un pilastro fondamentale dell'UE ed è essenziale nei negoziati dell'UE sugli accordi commerciali, essendo uno dei principali blocchi commerciali nel mondo; sottolinea che il commercio internazionale dell'UE si collega direttamente alle sue risorse proprie tradizionali che comprendono anche dazi doganali sulle importazioni da paesi terzi e contributi nel settore dello zucchero e che nel 2015 hanno rappresentato il 12,8 % delle entrate totali dell'UE;

5.  sottolinea la necessità di analizzare l'impatto della conclusione di accordi commerciali o di libero scambio da parte dell'UE sulle risorse proprie tradizionali e di individuare fonti di entrate per compensare un'eventuale riduzione di tali risorse e la conseguente potenziale instabilità;

6.  chiede una valutazione giuridica completa e un esame di fattibilità della possibilità di introdurre dazi doganali e prelievi sugli scambi di beni e servizi basati sullo sviluppo sostenibile e sulle emissioni e chiede che tali misure siano eventualmente incorporate nelle politiche e negli accordi dell'UE in materia di commercio internazionale allo scopo di incentivare i partner commerciali a produrre secondo modalità compatibili con il clima, ma anche come fonte di risorse proprie; sottolinea a tale proposito, che tali misure dovrebbero essere introdotte solo se incontestabilmente compatibili con le norme dell'OMC e salvaguardano la parità di condizioni a livello internazionale e la competitività delle imprese dell'UE, di cui le PMI sono un elemento importante;

7.  ricorda le sue precedenti richieste di un approccio più attuale, efficace, efficiente, univoco e meno divergente per quanto riguarda le norme e le procedure doganali dell'UE, in modo da ottimizzare e far applicare l'attuale sistema doganale UE e favorire la cooperazione, con il chiaro obiettivo di affrontare e combattere l'evasione fiscale e tutte le forme di concorrenza sleale per raccogliere efficacemente i dazi e i prelievi da destinare alle risorse proprie dell'UE;

8.  osserva che gli strumenti di difesa commerciale (SDC) sono una fonte di risorse proprie per l'UE ma che, per loro stessa natura, non possono costituire una base prevedibile e stabile per un contributo sistematico alle risorse proprie dell'UE; sottolinea che gli SDC non dovrebbero essere utilizzati principalmente come risorsa propria dell'UE, in quanto essi dovrebbero essere creati solamente in modo adeguato e proporzionato in conformità delle norme in vigore.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

6

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

William (The Earl of) Dartmouth, Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Borrelli, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Eleonora Forenza, Karoline Graswander-Hainz, Nadja Hirsch, Yannick Jadot, France Jamet, Bernd Lange, David Martin, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Franz Obermayr, Artis Pabriks, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Tokia Saïfi, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, Hannu Takkula, Iuliu Winkler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Reimer Böge, Seán Kelly, Sander Loones, Fernando Ruas, Lola Sánchez Caldentey, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Virginie Rozière

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

25

+

ALDE

Nadja Hirsch, Hannu Takkula

EFDD

Tiziana Beghin, David Borrelli

PPE

Laima Liucija Andrikienė, Reimer Böge, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Seán Kelly, Sorin Moisă, Artis Pabriks, Fernando Ruas, Tokia Saïfi, Adam Szejnfeld, Jarosław Wałęsa, Iuliu Winkler

S&D

Maria Arena, Karoline Graswander-Hainz, Bernd Lange, David Martin, Alessia Maria Mosca, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Virginie Rozière, Joachim Schuster

VERTS/ALE

Yannick Jadot

6

-

ECR

David Campbell Bannerman, Sander Loones, Emma McClarkin, Joachim Starbatty

ENF

France Jamet, Franz Obermayr

4

0

EFDD

William (The Earl of) Dartmouth

GUE/NGL

Eleonora Forenza, Anne-Marie Mineur, Lola Sánchez Caldentey

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (27.11.2017)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Relatore: Nedzhmi Ali

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, in una congiuntura caratterizzata da scarsità di risorse, si dovrebbe attribuire una rinnovata importanza alla tutela degli interessi finanziari dell'Unione se si aumentano le entrate nel bilancio dell'UE accrescendo il valore imputato delle risorse proprie; che tale rinnovata importanza dovrebbe essere accordata anche al rafforzamento della cooperazione e alla collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri;

B.  considerando che il bilancio dell'UE è principalmente un bilancio d'investimento con alcune funzioni redistributive tra gli Stati membri e che la sua principale funzione è quella di sostenere le politiche e gli obiettivi comuni dell'UE, fornendo un capitale di avviamento per investimenti a medio e lungo termine;

C.  considerando che uno degli obiettivi primari del bilancio dell'UE dovrebbe essere quello di sostenere l'accelerazione della crescita e i posti di lavoro nelle regioni meno sviluppate, onde conseguire un livello equivalente di sviluppo sociale ed economico in tutti gli Stati membri, obiettivo al quale un maggiore utilizzo delle risorse proprie dovrebbe contribuire in modo significativo;

1.  ritiene che le risorse proprie debbano essere incentrate sui progetti che possono generare il massimo valore aggiunto europeo; sottolinea che occorre concentrare la spesa negli ambiti per i quali i finanziamenti europei sono indispensabili o laddove i finanziamenti a livello nazionale non sarebbero sufficienti per conseguire l'obiettivo europeo;

2.  sottolinea che l'attuale sistema di risorse proprie è eccessivamente complesso e pone un'ingiusta enfasi sui saldi netti tra Stati membri; sostiene l'introduzione di nuove risorse proprie, che ridurrà la dipendenza del bilancio dell'Unione dai contributi basati sull'RNL degli Stati membri e consentirà una migliore assegnazione dei finanziamenti dell'UE alle politiche e priorità dell'Unione; è del parere che la quota delle nuove e autentiche risorse proprie dovrebbe essere aumentata almeno al 50 % delle entrate del bilancio dell'UE;

3.  ritiene che i prossimi negoziati sul nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP), come pure la Brexit, forniscano all'UE l'opportunità di riformare il suo sistema di risorse proprie; ritiene che una riforma basata su principi chiari e stabiliti di comune accordo dovrebbe essere elaborata dalla Commissione e dagli Stati membri; invita pertanto gli Stati membri ad avviare una profonda riforma del sistema, e a rendere i futuri finanziamenti dell'Unione più stabili, sostenibili e prevedibili, nonché maggiormente trasparenti e giustificabili dinanzi ai cittadini dell'UE; invita la Commissione a tenere conto delle raccomandazioni formulate dal gruppo ad alto livello sulle risorse proprie nella sua relazione sul futuro finanziamento dell'UE;

4.  invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare la riforma per introdurre incentivi e incoraggiare gli Stati membri a investire nel progetto europeo, nonché ad abolire tutti i meccanismi di sconto e correttivi, conferendo in tal modo una struttura più semplice, stabile, equa e trasparente; ritiene, a tale proposito, che i contributi nazionali al bilancio dell'UE dovrebbero essere esclusi dal calcolo del deficit nel quadro del patto di stabilità e crescita;

5.  invita gli Stati membri a tenere conto dei rischi che l'aumento delle risorse proprie potrebbe comportare per il sistema di riscossione delle entrate, richiedendo, di conseguenza, l'introduzione delle necessarie salvaguardie;

6.  richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare i sistemi di controllo esistenti e di introdurre nuovi meccanismi per la prevenzione di frodi e irregolarità che potrebbero mettere a rischio gli interessi finanziari dell'Unione in sede di riscossione delle nuove risorse proprie; invita, in tale contesto, la Commissione a prepararsi a proporre misure pertinenti per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione se e quando nuove risorse proprie per il bilancio dell'UE saranno introdotte dagli Stati membri;

7.  deplora le disparità nell'ambito dei controlli doganali effettuati all'interno dell'UE come pure i numerosi casi di frodi che interessano il sistema di riscossione delle risorse proprie; sottolinea l'importanza dei controlli doganali e della relativa riscossione dei dazi; richiama l'attenzione sulle perdite di gettito fiscale dovute al divario dell'IVA e alle frodi transfrontaliere in materia di IVA; sottolinea che il contrabbando di merci fortemente tassate si traduce in ingenti perdite di entrate a danno del bilancio dell'UE e degli Stati membri; invita la Commissione a rafforzare la politica comune in materia di controlli doganali disponendo una reale armonizzazione al fine di migliorare la riscossione delle risorse proprie tradizionali;

8.  ricorda l'importanza di facilitare e accelerare lo scambio di informazioni con autorità quali l'OLAF ed Europol al fine di contrastare le frodi doganali e lottare contro i reati fiscali transfrontalieri; richiama in particolare l'attenzione sul crescente numero casi di frode all'IVA transnazionali, fenomeno noto anche come "frode carosello", e invita la Commissione a rafforzare maggiormente le misure volte a prevenire ed evitare frodi di questo tipo; reputa essenziale ottimizzare la risorsa basata sull'IVA a livello pratico senza imporre un onere aggiuntivo per i cittadini dell'UE e gli Stati membri;

9.  ritiene che ogni nuova risorsa adottata dovrebbe seguire tre criteri fondamentali: semplicità, equità e controllo democratico; ricorda che si dovrebbe tenere conto dei principi citati dal gruppo ad alto livello sulle risorse proprie all'atto di valutare nuove fonti di finanziamento; evidenzia che il nuovo sistema dovrebbe essere comprensibile e trasparente per i contribuenti europei e denuncia l'attuale applicazione, da parte di alcuni Stati membri, di una politica di "gioco a somma zero"; è del parere che i negoziati di bilancio non siano guidati dal principio del valore aggiunto europeo, bensì dalla logica nazionale del "giusto ritorno" e dai saldi di bilancio;

10.  incoraggia inoltre la Commissione e gli Stati membri a prendere in considerazione altre risorse a base fiscale disponibili all'UE che potrebbero generare maggiore valore aggiunto europeo in determinati settori d'intervento correlati al rischio, rafforzando al tempo stesso il bilancio dell'UE e riducendo le risorse basate su RNL e IVA; ritiene che l'attuale sistema di risorse proprie basato sull'IVA dovrebbe essere sostituito da un adeguato trasferimento di una quota dell'IVA riscossa a livello nazionale; ritiene che nuove risorse potrebbero essere individuate anche nell'ambito di politiche europee quali quelle in materia di ambiente, energia, clima o trasporti;

11.  sottolinea che l'utilizzo delle risorse proprie dovrebbe orientarsi verso quei beni pubblici europei di cui tutti gli Stati membri possono beneficiare equamente e per i quali un'azione a livello di UE è non solo pertinente bensì indispensabile, o verso i casi in cui le possibilità di finanziamento nazionali sono insufficienti a conseguire le priorità e gli obiettivi dell'Unione; evidenzia, a tale proposito, l'importanza del bilancio dell'UE per sostenere l'ulteriore integrazione dell'UE e la coesione tra gli Stati membri; segnala due settori caratterizzati da un maggiore valore aggiunto europeo che registrano altresì un elevato tasso di approvazione tra i cittadini, ossia ricerca e sviluppo e la sicurezza interna ed esterna;

12.  sottolinea che l'UE dovrebbe considerare di intervenire meno in settori in cui la percezione è che l'Unione apporti un valore aggiunto limitato o non sia in grado di mantenere le promesse fatte; evidenzia tuttavia che laddove sono fissati obiettivi europei ambiziosi andrebbero conseguentemente stanziati fondi sufficienti e che dovrebbero essere presentate nuove risorse qualora si definiscano nuovi obiettivi;

13.  è convinto che l'utilizzo di risorse proprie per progetti di sicurezza interna ed esterna sarà accolto positivamente dai cittadini, e ciò ne aumenterà il valore aggiunto europeo; esprime preoccupazione per il basso livello di spesa in alcuni importanti ambiti relativi alla sicurezza, ad esempio le azioni preparatorie per la cooperazione e la ricerca in materia di difesa e sicurezza;

14.  accoglie con favore l'incremento registrato nell'impiego delle risorse proprie in progetti relativi alla ricerca e allo sviluppo, sebbene permangano dubbi in merito ai tipi di progetti finanziati; evidenzia che occorre concentrare la spesa su progetti che siano redditizi nel lungo termine e vantaggiosi per l'UE, e non su programmi di finanziamento che producono soltanto benefici a breve termine;

15.  esprime preoccupazione circa la ridotta quota del bilancio dell'Unione dedicata alla spesa relativa al clima; ritiene che i proventi ricavati dalle risorse proprie debbano essere spesi a favore di progetti che generano un maggiore valore aggiunto europeo, ivi compresa la lotta ai cambiamenti climatici;

16.  chiede un dibattito aperto sul mantenimento del livello dei pagamenti per la politica di coesione e la politica agricola comune (PAC) nel prossimo periodo di programmazione, tenendo conto dell'addizionalità e dell'elevato valore aggiunto apportato da tali politiche ai fini della stabilità, della competitività e della crescita economica in Europa;

17.  chiede uno sviluppo mirato di capacità negli Stati membri che si trovano in difficoltà per quanto riguarda i programmi gestiti a livello centrale quali il meccanismo per collegare l'Europa (MCE), Orizzonte 2020 e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS);

18.  invita la Commissione a presentare una comunicazione al Parlamento indicando come intende conciliare gli obiettivi politici a lungo termine, come la strategia Europa 2020, e la situazione successiva al QFP 2020, nel corso del prossimo anno; è convinto che l'agenda dell'UE per il prossimo decennio debba svolgere un ruolo decisivo nel processo di definizione dei successivi QFP;

19.  rammenta che nell'ambito dello stanziamento delle risorse proprie occorre tener conto dei progetti di lunga durata, quali Orizzonte 2020 e le dieci priorità della Commissione Juncker; invita la Commissione a orientare le proprie priorità verso la piena realizzazione di questi progetti a lungo termine;

20.  ritiene che disponendo di norme più chiare e semplici sarà possibile stanziare più prontamente le risorse e incrementare l'efficienza e la trasparenza, con una conseguente riduzione degli errori; chiede alla Commissione di elaborare un piano d'azione in tal senso;

21.  esprime preoccupazione quanto al modo in cui si misura l'assegnazione delle spese; ritiene che il sistema dell'equilibrio di bilancio non sia adeguato quando si tratta di progetti che includono un valore aggiunto europeo, dal momento che tali progetti potrebbero essere attuati in un solo Stato membro, dando così luogo a uno squilibrio tra i conti del paese interessato e quelli degli altri;

22.  sottolinea che le politiche vantaggiose per tutti i cittadini dell'UE e con un maggiore valore aggiunto europeo non sono allettanti in termini di saldi netti; ritiene quindi che occorra sviluppare un nuovo metodo di misurazione del valore dei progetti nonché razionalizzare il sistema di comunicazione;

23.  ribadisce che è essenziale assegnare risorse proprie ai progetti potenzialmente in grado di generare il maggiore valore aggiunto europeo, invece che limitarsi a considerare i conti di ciascuno Stato membro; incoraggia la Commissione a presentare proposte ambiziose relative a nuove risorse proprie; ritiene che ciò consentirebbe di ridurre la quota relativa dei contributi nazionali al bilancio dell'Unione basati sull'RNL, contribuendo in tal modo ad abbandonare la visione antieuropea incentrata sul giusto ritorno sui saldi netti;

24.  ritiene che la Commissione dovrebbe esaminare, come modalità di rafforzamento del bilancio dell'UE, la possibilità di riscuotere una tassa sulle emissioni di CO2 attraverso la fissazione del prezzo del carbonio (tramite la tassazione o strumenti di mercato); è del parere che un tale strumento potrebbe fornire un elevato valore aggiunto europeo, in quanto il prelievo potrebbe fungere da incentivo a modificare il comportamento di consumatori e produttori a favore di un futuro a bassa intensità di carbonio; ritiene, tuttavia, che qualsiasi soluzione fiscale dell'UE dovrebbe essere il più neutrale possibile per il carico fiscale complessivo di un determinato Stato membro; sottolinea che tale tassa dovrebbe inoltre tenere conto degli attuali sistemi di scambio delle emissioni per evitare sovrapposizioni e mezzi o obiettivi contrastanti;

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

20.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Arndt Kohn, Monica Macovei, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Bart Staes, Hannu Takkula, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Brian Hayes, Karin Kadenbach, Younous Omarjee, Julia Pitera

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Tiziana Beghin, Tiemo Wölken

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

17

+

ALDE

ECR

GUE/NGL

PPE

S&D

Greens

Nedzhmi Ali, Martina Dlabajová, Hannu Takkula

Monica Macovei

Younous Omarjee

Ingeborg Gräßle, Brian Hayes, Julia Pitera, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Petri Sarvamaa, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Arndt Kohn, Karin Kadenbach, Inés Ayala Sender, Tiemo Wölken

Bart Staes

1

-

EFDD

Tiziana Beghin

1

0

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per i problemi economici e monetari (29.1.2018)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Relatore per parere: Luigi Morgano

SUGGERIMENTI

La commissione per i problemi economici e monetari invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che studi recenti suggeriscono che la maggioranza dei cittadini europei sono a favore di un'azione più importante dell'UE in settori quali la difesa e la sicurezza, l'istruzione e l'innovazione, come pure nell'ambito delle politiche sociali ed economiche, e che ciò ha implicazioni sul bilancio;

B.  considerando che la Brexit avrà un impatto significativo sul versante delle entrate del bilancio dell'UE;

C.  considerando che il contributo basato sull'RNL è stato previsto per bilanciare le spese non coperte da altre entrate a livello dell'UE e, in quanto tale, potrebbe avere carattere residuale; considerando che la quota del contributo basato sull'RNL è aumentata, passando dal 13,2 % nel 1991 al 66,3 % nel 2016, e che attualmente costituisce la principale fonte di finanziamento del bilancio dell'UE;

1.  accoglie con favore l'approccio adottato nel documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE, in base al quale il principio fondamentale del bilancio dell'UE deve consistere nel fornire un valore aggiunto europeo rispetto ai bilanci nazionali, conseguire economie di scala migliori e garantire che i fondi dell'UE siano utilizzati nella maniera più efficiente e mirata possibile, in modo da massimizzare il rendimento di ogni euro speso;

2.  sottolinea che la riforma del sistema delle risorse proprie dell'UE non dovrebbe creare un onere fiscale aggiuntivo a carico dei cittadini dell'UE e dovrebbe evitare di ampliare il carattere regressivo del sistema delle risorse proprie dell'Unione;

3.  ritiene che un'eccessiva dipendenza dai contributi basati sull'RNL come principale fonte di finanziamento del bilancio dell'UE perpetui una logica basata sul "giusto ritorno"; accoglie favorevolmente il lavoro del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, in particolare le misure proposte che sono finalizzate a compensare la quota del contributo basato sull'RNL; sostiene che l'uso di autentiche risorse proprie tradizionali e nuove potrebbe almeno sostituire parzialmente e, di conseguenza, ridurre il contributo basato sull'RNL;

4.  ritiene che la riforma del sistema delle risorse proprie dovrebbe essere improntata ai principi di semplicità, stabilità, flessibilità, trasparenza, equità, democrazia e valore aggiunto dell'UE, con l'obiettivo di consentire ai cittadini di comprendere meglio le modalità di finanziamento del bilancio dell'Unione;

5.  ritiene che, come sottolineato nella relazione del gruppo ad alto livello, si dovrebbero privilegiare autentiche risorse proprie europee con una chiara dimensione europea;

6.  si compiace della proposta del gruppo ad alto livello relativa alla sua visione della risorsa propria basata sull'IVA, finalizzata a semplificarla, a ridurre i costi amministrativi e a rafforzare il nesso con la politica UE in materia di IVA e le effettive entrate dell'IVA; ritiene che tale riforma della risorsa propria basata sull'IVA contribuirebbe alla lotta contro la frode, l'evasione e l'elusione fiscali in modo molto più efficace; ritiene inoltre che soltanto un sistema definitivo dell'IVA dell'Unione, unitamente alla corrispondente risorsa propria, assicurerebbe un sistema equo per i cittadini europei per quanto riguarda il bilancio dell'UE;

7.  ritiene che la Commissione, sulla base delle conclusioni della revisione della direttiva sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), dovrebbe proporre i termini e le condizioni per allocare parte dei proventi fiscali generati dalla CCCTB al bilancio dell'Unione, al fine di ridurre proporzionatamente i contributi provenienti dai bilanci degli Stati membri;

8.  accoglie con favore il dibattito sulle possibili opzioni di imposte finalizzate a sostenere gli sforzi dell'UE per far fronte alle sfide ambientali;

9.  sottolinea che tutti gli sconti sul fronte delle entrate dovrebbero essere aboliti; ritiene che la percentuale dei costi di gestione che le amministrazioni doganali nazionali ricevono sulle tariffe e sulle commissioni liquidate non dovrebbe superare i costi amministrativi associati;

10.  valuta positivamente l'intenzione della Commissione di presentare una proposta concernente la creazione di una specifica linea di bilancio della zona euro nell'ambito del bilancio dell'UE;

11.  sottolinea che, sebbene occorra garantire sufficienti risorse finanziarie per l'UE, è importante non aumentare l'onere fiscale a carico dei cittadini;

12.  prende atto del pacchetto UEM presentato dalla Commissione il 6 dicembre 2017, che contiene proposte volte a creare la posizione di "ministro dell'economia e delle finanze", a trasformare il meccanismo europeo di stabilità in un Fondo monetario europeo e a mettere a punto nuovi strumenti di bilancio per garantire la stabilità della zona euro all'interno del quadro dell'UE;

13.  ritiene che, al fine di garantire che la zona euro porti benefici a tutti i cittadini, potrebbe essere utile istituire una capacità di bilancio per la zona euro con una linea di bilancio specifica nel bilancio dell'UE, nell'ambito del quadro dell'Unione ma oltre i calcoli del massimale per gli impegni e i pagamenti nell'ambito del quadro finanziario pluriennale e entro i limiti legali dei trattati, evitando sovrapposizioni con le politiche esistenti e senza creare frammentazioni all'interno del bilancio; auspica che tale capacità di bilancio sia dotata dei mezzi e degli strumenti necessari per svolgere funzioni di stabilizzazione macroeconomica; sottolinea, tuttavia, la necessità che gli Stati membri rispettino il patto di stabilità e crescita, compreso il rispetto delle clausole di flessibilità esistenti; sottolinea inoltre la necessità di salvaguardare gli investimenti, prevenire la disoccupazione e l'insicurezza, fornire incentivi per l'attuazione di riforme strutturali per modernizzare le economie degli Stati membri, creare convergenza economica e sociale e rafforzare il sistema finanziario europeo nel suo complesso;

14.  ritiene inoltre che, come suggerito dal gruppo ad alto livello, una capacità di bilancio per la zona euro potrebbe essere parzialmente finanziata mediante risorse proprie di più facile attuazione nella zona euro, quali una quota delle entrate derivanti da un'imposta sulle transazioni finanziarie; sottolinea tuttavia che nel quadro del bilancio andrebbe evitato il collegamento tra tipologie specifiche di spese ed entrate;

15.  ritiene che dovrebbe essere stabilito un chiaro legame tra le spese di bilancio e gli obiettivi strategici, in modo da garantire la legittimità democratica delle misure concordate a livello europeo; ritiene che, al fine di aumentare il sostegno pubblico alle risorse proprie dell'Unione europea, queste ultime dovrebbero presentare una chiara componente di valore aggiunto a livello dell'UE;

16.  ritiene che la legittimità della politica pubblica a livello nazionale e dell'UE, in particolare per quanto riguarda la politica fiscale e di bilancio, si basi sulla democrazia, sulla trasparenza e su un chiaro legame tra processo decisionale, rendicontabilità e responsabilità; prende atto della proposta presentata dal presidente della Commissione concernente la creazione della posizione, all'interno della Commissione, di "ministro europeo dell'economia e delle finanze"; ritiene che ciò potrebbe migliorare la responsabilità democratica della governance economica dell'UE, in particolare nei confronti del Parlamento europeo;

17.  ritiene che la decisione del Consiglio relativa alle risorse proprie dovrebbe essere adottata nel quadro di un maggior coinvolgimento del Parlamento europeo.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

24.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

13

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Burkhard Balz, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, David Coburn, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Barbara Kappel, Wajid Khan, Wolf Klinz, Philippe Lamberts, Werner Langen, Sander Loones, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Fulvio Martusciello, Bernard Monot, Caroline Nagtegaal, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Martin Schirdewan, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Kay Swinburne, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Jakob von Weizsäcker

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Matt Carthy, Mady Delvaux, Herbert Dorfmann, Ramón Jáuregui Atondo, Verónica Lope Fontagné, Thomas Mann, Luigi Morgano, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Edward Czesak, Manolis Kefalogiannis, Rainer Wieland

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

39

+

ALDE

Enrique Calvet Chambon, Ramon Tremosa i Balcells, Lieve Wierinck

PPE

Burkhard Balz, Herbert Dorfmann, Markus Ferber, Brian Hayes, Danuta Maria Hübner, Manolis Kefalogiannis, Esther de Lange, Werner Langen, Verónica Lope Fontagné, Ivana Maletić, Thomas Mann, Fulvio Martusciello, Luděk Niedermayer, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Anne Sander, Tom Vandenkendelaere, Rainer Wieland

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Mady Delvaux, Jonás Fernández, Roberto Gualtieri, Cătălin Sorin Ivan, Ramón Jáuregui Atondo, Wajid Khan, Olle Ludvigsson, Luigi Morgano, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Jakob von Weizsäcker

VERTS/ALE

Sven Giegold, Philippe Lamberts, Molly Scott Cato, Ernest Urtasun

13

-

ALDE

Caroline Nagtegaal

ECR

Edward Czesak, Sander Loones, Bernd Lucke, Stanisław Ożóg, Pirkko Ruohonen-Lerner, Kay Swinburne

EFDD

David Coburn, Marco Valli

ENF

Gerolf Annemans, Bernard Monot

GUE/NGL

Matt Carthy, Martin Schirdewan

3

0

ALDE

Wolf Klinz

ENF

Barbara Kappel

GUE/NGL

Dimitrios Papadimoulis

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (8.12.2017)

destinato alla commissione per i bilanci

sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Relatore per parere: Ivo Belet

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  sottolinea che per incoraggiare la transizione verso un'economia sostenibile, circolare e a basse emissioni di carbonio, conseguire gli obiettivi stabiliti di comune accordo dell'Unione dell'energia ed essere coerenti con gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di Parigi, occorrono cospicui investimenti aggiuntivi per il periodo 2020-2030;

2.  è convinto che, per ottenere progressi tangibili nelle suddette politiche chiave dell'UE e conseguire l'obiettivo di emissioni prossime allo zero entro la metà del secolo, siano fondamentali l'integrazione delle questioni climatiche e una profonda riforma del bilancio unionale; osserva che l'articolo 2, lettera c, dell'Accordo di Parigi pone l'accento sulla necessità di "rendere tutti i flussi finanziari coerenti con un percorso orientato verso uno sviluppo a basse emissioni di gas a effetto serra e resiliente ai cambiamenti climatici";

3.  è dell'avviso che la riforma del bilancio dell'UE debba essere guidata dai principi di sussidiarietà, solidarietà e sostenibilità, al fine di stabilire un bilancio unionale più efficiente e basato su una combinazione di risorse proprie nuove ed esistenti, che contribuiscono in maniera trasparente e diretta agli investimenti nei progetti che presentano un indiscusso valore aggiunto europeo per i cittadini, le imprese e l'ambiente;

4.  ricorda che l'introduzione di nuove risorse proprie o di altri tipi di entrate dell'UE dovrebbe rendere il bilancio unionale meno dipendente dai contributi degli Stati membri basati sul reddito nazionale lordo e condurre alla riduzione di detti contributi;

5.  ritiene che le risorse proprie basate su un'imposta sull'energia elettrica possano sovrapporsi all'ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (EU ETS) ed esprime preoccupazione per la stabilità delle condizioni di investimento e l'onere finanziario che grava sulle famiglie;

6.  rileva che la DG Ambiente è la seconda in termini di volume delle sanzioni pecuniarie comminate in ragione del mancato rispetto della legislazione dell'UE, con un importo complessivo di 284 milioni di EUR per il periodo 2014-2017; chiede che le entrate direttamente derivanti dalla legislazione dell'UE in materia di ambiente e dalla sua applicazione siano incanalate nel bilancio dell'UE sotto forma di "altre entrate" e destinate a investimenti in progetti in grado di generare il più elevato valore aggiunto europeo nel settore dell'ambiente; ricorda, tuttavia, che le entrate derivanti dalle sanzioni non costituiscono una fonte stabile di reddito per il bilancio dell'Unione europea;

7.  chiede che una percentuale dei proventi delle aste del sistema ETS, dalla fase 4 (2021) in poi, sia destinata a progetti concreti dell'UE, sostenibili e a basse emissioni di carbonio, volti ad esempio a ottimizzare l'uso delle infrastrutture energetiche transfrontaliere e, laddove necessario, svilupparne di nuove (per agevolare l'integrazione delle energie rinnovabili ad esempio), oppure riguardanti lo stoccaggio dell'energia e gli investimenti in innovazioni pionieristiche nel settore al fine di contribuire a un'equa transizione verso un'economia a basso tenore di carbonio; invita la Commissione a continuare ad analizzare il modo in cui i programmi e i fondi dell'UE esistenti e futuri possono sostenere un'equa transizione nelle regioni ad alta intensità di carbone e di carbonio; osserva che i proventi delle aste delle quote di emissioni dovrebbero aumentare dalla fase 4 in poi;

8.  invita a svolgere un'analisi per stabilire se le entrate derivanti dai sistemi nazionali di pedaggio stradale convenuti, basati sulla distanza, sul tempo di viaggio e sulle emissioni dei trasporti, possano contribuire a finanziare progetti dell'UE che promuovono lo sviluppo della mobilità a basse o a zero emissioni, compresi gli incentivi per i veicoli a basse o a zero emissioni, l'impiego di energie alternative a basse emissioni per i trasporti e il trasporto multimodale sostenibile, segnatamente le linee ferroviarie ad alta velocità e la navigazione interna a basse emissioni; invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto della situazione specifica delle aree remote e rurali, caratterizzate ad esempio, da lunghe distanze e dall'assenza di trasporti pubblici, nello sviluppare sistemi di tariffazione stradale;

9.  ritiene che le entrate supplementari derivanti dai contributi basati sulle emissioni del settore del trasporto aereo interno all'UE debbano essere impiegate, in particolare, per intensificare la ricerca e gli investimenti a favore di aeromobili dell'UE a basse emissioni di carbonio e per migliorare ulteriormente l'uso efficiente dello spazio aereo;

10.  ritiene opportuno, in assenza di misure internazionali armonizzate per la tassazione del cherosene, considerare l'imposizione di una tassa basata sull'intensità delle emissioni di carbonio dei voli;

11.  ritiene opportuno che gli eventuali contributi futuri per le attività di trasporto marittimo basati sulle emissioni siano reinvestiti nel settore del trasporto marittimo europeo attraverso il finanziamento delle attività di ricerca e sviluppo nell'ambito delle tecnologie pulite e delle imbarcazioni sostenibili;

12.  ritiene opportuno che i proventi del sistema europeo di informazione e autorizzazione ai viaggi (ETIAS) per i cittadini dei paesi terzi siano investiti a favore della ricerca e dello sviluppo nel settore del trasporto aereo pulito e a basse emissioni, per apportare ulteriori miglioramenti all'uso efficiente dello spazio aereo nonché per rafforzare le dotazioni della guardia di frontiera e costiera europea;

13.  invita a considerare la possibilità di introdurre una risorsa propria che tenga conto del tenore di carbonio dei beni di consumo venduti nel mercato unico, comprese le merci in esso importate, quale un meccanismo di adeguamento delle carbonio alle frontiere o un'imposta europea sul carbonio che sostituisca progressivamente una parte dell'attuale risorsa propria basata sull'imposta sul valore aggiunto.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

7.12.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

7

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Zoltán Balczó, Ivo Belet, Biljana Borzan, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Miriam Dalli, Angélique Delahaye, Stefan Eck, Bas Eickhout, Karl-Heinz Florenz, Gerben-Jan Gerbrandy, Arne Gericke, Jens Gieseke, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Urszula Krupa, Peter Liese, Norbert Lins, Susanne Melior, Rory Palmer, Piernicola Pedicini, Pavel Poc, John Procter, Julia Reid, Annie Schreijer-Pierik, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jørn Dohrmann, Herbert Dorfmann, Luke Ming Flanagan, Martin Häusling, Krzysztof Hetman, Merja Kyllönen, Gesine Meissner, Nuno Melo, Ulrike Müller, Gabriele Preuß, Bart Staes, Claude Turmes

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Norbert Erdős, Sven Schulze

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

ALDE

Gerben-Jan Gerbrandy, Gesine Meissner, Ulrike Müller

EFDD

Piernicola Pedicini

GUE/NGL

Stefan Eck, Merja Kyllönen

NI

Zoltán Balczó

PPE

Ivo Belet, Angélique Delahaye, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Karl-Heinz Florenz, Jens Gieseke, Françoise Grossetête, Krzysztof Hetman, Peter Liese, Norbert Lins, Nuno Melo, Annie Schreijer-Pierik, Sven Schulze

S&D

Biljana Borzan, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Miriam Dalli, Jytte Guteland, Karin Kadenbach, Susanne Melior, Rory Palmer, Pavel Poc, Gabriele Preuß, Damiano Zoffoli

VERTS/ALE

Marco Affronte, Bas Eickhout, Martin Häusling, Bart Staes, Claude Turmes

7

-

ECR

Jørn Dohrmann, Arne Gericke, Urszula Krupa, John Procter, Jadwiga Wiśniewska

EFDD

Julia Reid

ENF

Sylvie Goddyn

1

0

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (24.1.2018)

destinato alla commissione per i bilanci

su una riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Relatore per parere: Nicola Caputo

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  chiede una riforma approfondita del sistema delle risorse proprie che non appesantisca l'onere fiscale a carico dei contribuenti europei, comprendente priorità ben definite e nuove risorse proprie che permetterebbero di ridurre la quota dei contributi basati sull'RNL, che rappresentavano il 65,4 % delle entrate dell'Unione nel 2016; segnala che sebbene la maggior parte delle entrate dell'UE provenga ancora da contributi nazionali basati su RNL e IVA, questi non sono considerati delle autentiche risorse proprie; sottolinea che l'UE necessita di una forma stabile di risorse proprie e osserva che, di conseguenza, i dazi punitivi, ad esempio, non possono essere visti come entrate e non sono, per lo stesso motivo, adatti come fonti di introito prevedibili; chiede inoltre una graduale eliminazione di ogni forma di correzione; sottolinea che il sistema attuale prevede meccanismi di correzione complessi e poco chiari che contribuiscono ogni anno alla carenza di stanziamenti di pagamento;

2.  osserva che la relazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie ha presentato nuove proposte, tra cui la riforma della risorsa propria IVA e del sistema di scambio delle emissioni dell'UE, una tassa sulle emissioni di CO2, la tassazione dei trasporti, la tassazione dell'energia elettrica nonché entrate provenienti dal mercato unico digitale; sottolinea che l'introduzione di nuove risorse proprie potrebbe portare ad una maggiore coerenza tra le politiche delle entrate e delle spese di bilancio; sottolinea che, nonostante queste proposte, i contributi degli Stati membri debbono rimanere una risorsa propria fondamentale all'interno di un sistema più semplice, trasparente ed equo e democraticamente responsabile in cui le entrate vengono spese in modo oculato;

3.  invita tutte le parti a trarre le debite conclusioni dalla relazione del suddetto gruppo ad alto livello e ad analizzare la fattibilità delle raccomandazioni che permetterebbero di rendere il bilancio dell'Unione più trasparente, stabile, semplice, coerente, equo e prevedibile, nel rispetto del principio di sussidiarietà, e con un'attenzione ancora più marcata alla solidarietà e alla ridistribuzione tra i paesi più ricchi e quelli più poveri; sottolinea, in questo senso, che l'attuale sistema di risorse proprie è caratterizzato da un grado di complessità elevato che comporta una mancanza di trasparenza da risolvere con uno sforzo congiunto tra istituzioni dell'UE e Stati membri;

4.  evidenzia che questi nuovi tipi di risorse proprie sono essenziali per finanziare i nuovi compiti dell'Unione in settori come la migrazione, l'accordo di Parigi sul clima e la sicurezza interna e la difesa e compensare la prevista perdita di entrate (da 9 a 12 miliardi di EUR l'anno) che potrebbe derivare dalla Brexit; rileva altresì che al fine di preservare il valore aggiunto europeo del bilancio dell'UE, sono necessarie nuove risorse proprie per consentire all'UE di finanziare in maniera adeguata sia le sue politiche tradizionali sia le sue nuove priorità, evitando i potenziali tagli alla spesa per la politica agricola comune (PAC), proposti dalla Commissione nel documento di riflessione sul futuro delle finanze dell'UE;

5.  sottolinea che i dazi agricoli rappresentano sia uno strumento politico che uno strumento di finanziamento della PAC e che gli accordi di libero scambio comporteranno una diminuzione delle entrate provenienti dai dazi; osserva che la relazione del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie raccomanda che, in futuro, essi siano mantenuti nell'ambito del bilancio della PAC, dal momento che costituiscono una risorsa propria semplice, efficace e autentica per l'Unione; osserva che la quota delle risorse proprie tradizionali è progressivamente diminuita negli anni, poiché le riduzioni delle tariffe medie non sono state sufficientemente compensate dall'aumento dei volumi degli scambi;

6.  sottolinea che le entrate supplementari, comprese le ammende per violazione delle norme sulla concorrenza e dazi doganali superiori al previsto, non creano opportunità di spesa supplementari, bensì comportano una riduzione dei contributi basati sull'RNL;

7.  sottolinea che una risorsa propria basata sull'IVA riformata (in sostituzione di quella esistente), una risorsa propria basata sull'imposta sul reddito delle società, una tassa sulle transazioni finanziarie o altre imposizioni sulle attività finanziarie, avrebbero il vantaggio di migliorare il funzionamento del mercato unico;

8.  sottolinea il valore aggiunto della PAC nello stimolare l'innovazione, la competitività e la sostenibilità nel settore agricolo e nel rafforzamento della sicurezza alimentare e ambientale a lungo termine dell'Unione nonché delle garanzie di stabilità dei prezzi alimentari grazie ad una maggiore stabilità dei redditi agricoli e a misure di sviluppo rurale sostenibili che investano nelle comunità rurali e nelle aziende agricole, evitando in tal modo lo spopolamento delle zone rurali e sfruttando il loro potenziale; riconosce la necessità di una riforma della PAC al fine di generare credibilità e la motivazione per un sostegno continuato da parte di un pubblico non agricolo grazie a un maggior numero di beni pubblici ambientali e garantendo una più equa distribuzione dei pagamenti tra gli Stati membri e al loro interno; sottolinea infine l'esigenza di salvaguardare il contributo dei dazi agricoli alle finanze dell'UE;

9.  osserva che, in sostanza, la PAC fornisce quotidianamente prodotti alimentari di qualità a prezzi accessibili a circa 500 milioni di cittadini europei; segnala inoltre che ciò comporta, per ciascun cittadino dell'UE, un costo medio di 32 centesimi al giorno quale contributo per la garanzia di alimenti sicuri e sani e un paesaggio agricolo diversificato; sottolinea che la PAC, in quanto unica politica pienamente integrata a livello dell'UE, apporta il valore aggiunto europeo più elevato e che una politica agricola finanziata a livello nazionale risulterebbe notevolmente più costosa;

10.  sottolinea che è anche possibile incrementare indirettamente le entrate semplificando e riducendo la burocrazia nel contesto della politica agricola comune;

11.  chiede che i fondi che sono stati assegnati attraverso il meccanismo di disciplina finanziaria nel settore dell'agricoltura, ma che sono rimasti inutilizzati, vengano messi interamente a disposizione nel prossimo esercizio finanziario sotto forma di pagamenti diretti;

12.  è del parere che la PAC sia efficace e che debba riaffermare la propria legittimità in quanto uno dei principali strumenti per l'azione dell'UE in relazione al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro nelle zone rurali, in particolare nel settore dell'agricoltura.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.1.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

7

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Richard Ashworth, José Bové, Daniel Buda, Nicola Caputo, Paolo De Castro, Jean-Paul Denanot, Albert Deß, Jørn Dohrmann, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Edouard Ferrand, Luke Ming Flanagan, Martin Häusling, Esther Herranz García, Peter Jahr, Ivan Jakovčić, Jarosław Kalinowski, Zbigniew Kuźmiuk, Philippe Loiseau, Mairead McGuinness, Ulrike Müller, James Nicholson, Maria Noichl, Marijana Petir, Laurenţiu Rebega, Bronis Ropė, Ricardo Serrão Santos, Czesław Adam Siekierski, Tibor Szanyi, Marc Tarabella, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Franc Bogovič, Stefan Eck, Jens Gieseke, Maria Heubuch, Karin Kadenbach, Momchil Nekov, Sofia Ribeiro, Annie Schreijer-Pierik, Hannu Takkula, Tom Vandenkendelaere, Thomas Waitz

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Stanisław Ożóg

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

28

+

ALDE

Ivan Jakovčić, Ulrike Müller, Hannu Takkula

EFDD

Marco Zullo

ENF

Rebega Laurentiu

PPE

Franc Bogovič, Daniel Buda, Albert Deß, Herbert Dorfmann, Norbert Erdős, Jens Gieseke, Esther Herranz García, Mairead McGuinness, Marijana Petir, Sofia Ribeiro, Annie Schreijer-Pierik, Czesław Adam Siekierski, Tom Vandenkendelaere

S&D

Clara Eugenia Aguilera García, Eric Andrieu, Nicola Caputo, Paolo De Castro, Jean-Paul Denanot, Karin Kadenbach, Maria Noichl, Ricardo Serrão Santos, Tibor Szanyi, Marc Tarabella

7

-

ECR

Jørn Dohrmann, Zbigniew Kuźmiuk, James Nicholson, Stanisław Ożóg

EFDD

John Stuart Agnew

GUE/NGL

Stefan Eck, Luke Ming Flanagan

5

0

ECR

Richard Ashworth

ENF

Philippe Loiseau

VERTS/ALE

José Bové, Martin Häusling, Bronis Ropė

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astensioni


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (11.10.2017)

destinato alla commissione per i bilanci

su una riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea

(2017/2053(INI))

Relatore per parere: Mercedes Bresso

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ribadisce il suo fermo sostegno a una riforma globale del sistema di risorse proprie dell'Unione europea; ricorda che l'attuale sistema di risorse proprie è in contraddizione con lo spirito dei trattati in quanto l'articolo 310, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) stabilisce che l'Unione non può adottare atti che abbiano implicazioni di bilancio senza garantire che le spese derivanti da tali atti possano essere finanziate entro i limiti delle risorse proprie dell'Unione, e in quanto l'articolo 311 TFUE prevede che il bilancio dell'Unione sia finanziato integralmente tramite risorse proprie; sottolinea che nella pratica, tuttavia, la maggior parte delle entrate dell'UE proviene da contributi nazionali in percentuale dell'RNL (69,1 %) e dell'IVA (12,4 %), che non sono considerati autentiche risorse proprie dal momento che hanno dato luogo a un gioco a somma zero tra gli Stati membri;

2.  sottolinea che l'attuale sistema di risorse proprie è caratterizzato da un grado di complessità elevato e da una mancanza di trasparenza; invita quindi le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad affrontare queste carenze in modo efficace e costruttivo;

3.  ritiene opportuno rafforzare il ruolo del Parlamento nella procedura di adozione delle risorse proprie; ritiene che il passaggio dal voto all'unanimità al voto a maggioranza qualificata (VMQ) e alla procedura legislativa ordinaria per l'adozione delle risorse proprie accorderebbe al Parlamento e al Consiglio pari diritti decisionali per quanto concerne sia le entrate sia le spese del bilancio dell'UE;

4.  evidenzia l'importanza di cogliere l'opportunità presentata dalla Brexit e incoraggia gli Stati membri e la Commissione a superare l'attuale sistema di riduzioni e rettifiche, che non solo sono contrarie allo spirito dei trattati ma che hanno anche contribuito a spostare il fulcro delle discussioni dal valore aggiunto europeo del bilancio dell'UE all'effetto "saldo netto" sui contributi degli Stati membri, senza tener conto degli effetti di ricaduta del bilancio dell'UE;

5.  sottolinea che il bilancio dell'UE dovrebbe essere dotato di un sistema di effettive risorse proprie, in linea con le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie;

6.  invita la Commissione ad avviare una riflessione su come convertire in entrate del bilancio dell'UE i fondi generati direttamente dalle politiche dell'UE;

7.  ritiene che qualsiasi riforma del sistema delle risorse proprie debba basarsi sui principi di equità, stabilità, unità, solidarietà, sostenibilità, sussidiarietà e comprensibilità per i cittadini europei; rammenta i principi elencati nella relazione Monti e utilizzati dal gruppo ad alto livello sulle risorse proprie per valutare le possibili nuove risorse proprie, e ritiene che essi costituiscano orientamenti utili per la riflessione sulle riforme; sottolinea inoltre l'importanza di garantire che le entrate del bilancio dell'Unione siano sufficienti per finanziare in modo adeguato e credibile le politiche dell'UE, in particolare dopo la Brexit;

8.  è dell'avviso che la riforma sul fronte delle entrate dovrebbe andare di pari passo con quella sul fronte delle spese, onde incrementare il valore aggiunto europeo delle spese dell'UE assicurando un collegamento visibile tra tali spese e le politiche e le priorità dell'UE e sostenendo le politiche dell'UE nei principali settori di competenza dell'Unione dalle forti potenzialità in termini di valore aggiunto europeo, quali il mercato unico, la tutela dell'ambiente e l'azione climatica, l'Unione dell'energia, la politica di difesa comune e la riduzione dell'eterogeneità fiscale nel mercato unico, come raccomandato nella relazione Monti(1);

9.  rammenta che, nell'ambito delle future riforme, è importante preservare l'unità del bilancio dell'UE e limitare il ricorso a programmi e veicoli impiegati parallelamente al bilancio dell'UE, circoscrivendoli ai casi rigorosamente giustificati e sottoponendoli a un adeguato controllo, come raccomandato dal gruppo ad alto livello sulle risorse proprie;

10.  richiama l'attenzione sulla necessità di condurre una riflessione approfondita sugli effetti del dibattito concernente il futuro dell'Europa, avviato dalla Commissione nel marzo 2017, sulla riforma del sistema di risorse proprie; è del parere che ognuno dei cinque scenari per il futuro dell'UE presentati dalla Commissione nel marzo 2017 richiederebbe ulteriori finanziamenti, derivanti da autentiche risorse proprie, per il perseguimento degli obiettivi di cui all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea, ora inclusi nelle nuove priorità dell'Unione; insiste sull'importanza di rispettare l'unità del bilancio e di ridurne la complessità, invece di aumentarla, onde garantire la coerenza delle politiche dell'UE a livello interno ed esterno;

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mercedes Bresso, Richard Corbett, Pascal Durand, Danuta Maria Hübner, Diane James, Alain Lamassoure, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Markus Pieper, Paulo Rangel, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Claudia Țapardel, Kazimierz Michał Ujazdowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ashley Fox, Enrique Guerrero Salom, Jérôme Lavrilleux, Jasenko Selimovic

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Tadeusz Zwiefka

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

14

+

ALDE

Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jasenko Selimovic

PPE

Danuta Maria Hübner, Alain Lamassoure, Jérôme Lavrilleux, Paulo Rangel, György Schöpflin, Tadeusz Zwiefka

S&D

Mercedes Bresso, Richard Corbett, Enrique Guerrero Salom, Pedro Silva Pereira, Claudia Țapardel

VERTS/ALE

Pascal Durand

3

-

ECR

Ashley Fox, Kazimierz Michał Ujazdowski

NI

Diane James

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Cfr. la relazione finale e le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie sul futuro finanziamento dell'UE, adottate a dicembre 2016.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

22.2.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, Manuel dos Santos, André Elissen, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Esteban González Pons, John Howarth, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Urmas Paet, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Jordi Solé, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Indrek Tarand, Isabelle Thomas, Inese Vaidere, Daniele Viotti, Tiemo Wölken, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Jean-Paul Denanot, Janusz Lewandowski, Ivana Maletić, Stanisław Ożóg, Pavel Poc, Nils Torvalds, Helga Trüpel, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Anders Primdahl Vistisen


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

31

+

ALDE

Nedzhmi Ali, Gérard Deprez, Urmas Paet, Nils Torvalds

ECR

Zbigniew Kuźmiuk, Stanisław Ożóg

PPE

Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Esteban González Pons, Janusz Lewandowski, Ivana Maletić, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Inese Vaidere, Tomáš Zdechovský

S&D

Jean-Paul Denanot, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, John Howarth, Vladimír Maňka, Pavel Poc, Isabelle Thomas, Daniele Viotti, Tiemo Wölken, Manuel dos Santos

VERTS/ALE

Jordi Solé, Indrek Tarand, Helga Trüpel

4

-

ECR

Anders Primdahl Vistisen

ENF

André Elissen, Marco Zanni

NI

Eleftherios Synadinos

1

0

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2018Avviso legale