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Procedura : 2005/2078(INI)
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Ciclo del documento : A6-0197/2005

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A6-0197/2005

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PV 04/07/2005 - 17

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PV 05/07/2005 - 7.11

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P6_TA(2005)0270

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Martedì 5 luglio 2005 - Strasburgo Edizione definitiva
Strategia d'informazione e di comunicazione riguardante l'euro e l'UEM
P6_TA(2005)0270A6-0197/2005

Risoluzione del Parlamento europeo sull'attuazione della strategia d'informazione e di comunicazione riguardante l'euro e l'Unione economica e monetaria (2005/2078(INI))

Il Parlamento europeo,

   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni sull'attuazione della strategia d'informazione e di comunicazione riguardante l'euro e l'Unione economica e monetaria (COM(2004)0552),

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni e alla Banca centrale europea - Prima relazione sui preparativi concreti per il futuro ampliamento della zona euro (COM(2004)0748),

–   viste le sue posizioni del 16 giugno 2000(1) sulle disposizioni relative all'introduzione dell'euro,

–   vista la sua risoluzione del 6 luglio 2000(2) sulla strategia di comunicazione e informazione sull'Unione economica e monetaria (UEM) e sull'euro fino al 2002,

–   vista la sua risoluzione del 4 luglio 2001 sui mezzi per aiutare gli operatori economici nel passaggio all'euro(3) ,

–   visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

–   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A6-0197/2005),

A.   considerando che, dopo sei anni di esistenza, il progetto di realizzazione dell'UEM e di introduzione dell'euro, è ritenuto in generale un progetto oltremodo ben riuscito,

B.   considerando che tale giudizio è suffragato dal prestigio dell'euro sui mercati finanziari internazionali, dalla fatturazione commerciale in euro in continua crescita e dal crescente spostamento verso l'euro delle riserve mondiali in dollari delle banche centrali,

C.   considerando che i benefici della moneta unica e degli strumenti che la accompagnano - politica monetaria unica e accentuato coordinamento delle politiche economiche - non possono essere messi seriamente in discussione in questa fase, con disponibilità di crediti a condizioni più interessanti grazie a tassi di interesse che hanno raggiunto il minimo storico, aumentata trasparenza dei prezzi con conseguente loro abbassamento nel medio termine, eliminazione del rischio di cambio nella zona euro, agevolazione del commercio e dei viaggi all'interno dell'Unione europea, pressione sugli Stati membri affinché attuino politiche fiscali volte alla stabilità,

D.   considerando tuttavia che determinati settori della popolazione europea sembrano avere una percezione negativa dell'euro, soprattutto negli Stati membri in cui il tasso di conversione della valuta nazionale rispetto all'euro è stato fissato ad un livello elevato; considerando che i sondaggi dell'Eurobarometro mostrano che tale tendenza è in aumento, visto che immediatamente prima dell'introduzione dell'euro era favorevole alla nuova moneta il 68% degli intervistati, passati subito dopo al 75% e al 66% nella prima metà del 2004; considerando che i risultati negativi dei referendum svoltisi in Svezia e Danimarca sono un'ulteriore prova dell'esistenza di un'opposizione pubblica alla moneta unica europea; considerando che anche i sondaggi condotti in nuovi Stati membri riflettono un certo scetticismo nei confronti dell'adozione dell'euro dovuto principalmente a una mancanza di informazioni pertinenti,

E.   considerando che tali percezioni sono state in ampia misura aggravate da taluni errori effettuati durante il passaggio all'euro nonostante si sia trattato, da un punto di vista politico e tecnico, di un'operazione utile e molto positiva che ha avuto solamente un effetto di appena lo 0,2% sull'inflazione; considerando che non è stata prestata sufficiente attenzione alle conseguenze del passaggio per il consumatore medio che ha visto un aumento dei prezzi dei prodotti e dei servizi di uso quotidiano, nonché per le piccole e medie imprese che sono state inadeguatamente informate e non è stata loro fornita sufficiente liquidità; considerando che con il senno di poi è stato chiaramente un errore terminare le campagne di comunicazione sull'euro così presto dopo la sua introduzione materiale,

F.   considerando che, oltre alle indagini quantitative effettuate tramite l'Eurobarometro, sarebbe importante condurre indagini qualitative sulle ragioni più profonde che determinano la posizione dei cittadini europei rispetto all'euro; considerando che è soltanto mediante interviste in profondità che i reali motivi del rifiuto dell'euro e dello scetticismo nei confronti dell'UEM in certi gruppi di popolazione possono essere accertati e quindi utilizzati come base di strategie di informazione mirate, in cui la selezione dei gruppi di popolazione (euroscettici) dovrebbe competere allo Stato membro interessato e ai rispettivi responsabili nazionali della comunicazione,

G.   considerando che le esperienze delle imprese e le conclusioni della scienza della comunicazione sul cosiddetto marketing post-vendita possono essere addotte a conferma dell'importanza della comunicazione anche dopo l'introduzione dell'euro; considerando inoltre che è importante non solo conquistare la fiducia dei cittadini nel periodo che precede l'introduzione dell'euro, ma anche far sì che coloro che si sono convinti trovino conferma della giustezza della loro decisione e delle loro opinioni in messaggi ed eventi comunicativi anche dopo l'introduzione dell'euro,

H.   considerando che una strategia di comunicazione coerente, ambiziosa e duratura sull'euro e sull'UEM è necessaria per sostenere la moneta unica, per non ripetere gli errori del passato e per preparare i nuovi aderenti a una transizione senza scosse; considerando che la Commissione e la Banca centrale europea (BCE), sotto il controllo democratico del Parlamento europeo, unitamente alle autorità finanziarie degli Stati membri, sono i principali organismi responsabili del successo di tale strategia,

I.   considerando che nel medio e lungo periodo è inevitabile che l'inflazione nei nuovi Stati membri sia leggermente più elevata rispetto alla zona euro, a prescindere dall'introduzione dell'euro, a causa di differenze tuttora sostanziali nel livello dei prezzi e del complesso fenomeno del "catching up",

J.   considerando che, nell'ambito del processo democratico europeo, qualsiasi politica di informazione e comunicazione su un argomento europeo, per essere efficace, deve iscriversi nel quadro della strategia generale di informazione e comunicazione dell'Unione europea e riuscire quindi a dimostrare ai cittadini in modo coerente che l'Unione porta vantaggi nella loro vita quotidiana,

1.   saluta con favore i vantaggi offerti dall'UEM, quali stabilità dei prezzi, costi di transazione ridotti, maggiore trasparenza dei prezzi nella zona euro, minore volatilità sui mercati valutari internazionali e protezione contro le crisi esterne, tassi di interesse storicamente bassi, tassi ipotecari bassi e maggiore facilità per chi viaggia; sostiene l'euro in quanto potente simbolo dell'integrazione europea e mezzo atto ad avvicinare i cittadini europei agli ideali su cui si fonda l'Unione;

2.   nota l'evidente mancanza di popolarità dell'euro in determinati settori della popolazione; considera tale fenomeno in contraddizione con il fatto che l'euro rappresenta probabilmente il più grande progetto europeo mai lanciato; ritiene che la moneta unica rimanga per l'UE una priorità in termini di comunicazione; è persuaso che i benefici dell'euro e dell'UEM - stabilità dei prezzi, tassi ipotecari ridotti, maggiore facilità per chi viaggia, protezione contro le fluttuazioni dei tassi di cambio e contro gli shock esterni - devono continuare ad essere promossi e spiegati esaurientemente al pubblico; ritiene che occorra porre un accento particolare sull'informazione e l'aggiornamento dei cittadini e dei consumatori europei e delle PMI, che non dispongono di capacità sufficienti per adeguare immediatamente all'euro le loro transazioni economiche;

3.   ritiene che la campagna per l'euro e l'UEM debba concentrarsi sui piccoli centri urbani e sulle regioni ultraperiferiche, dove le opportunità di informazione del pubblico rimangono ancora oggi limitate; ritiene opportuno mantenere, a discrezione di ciascuno Stato membro, la doppia indicazione dei prezzi (in valuta nazionale e in euro) fino alla piena familiarità dei cittadini, in particolare quelli di suddette regioni, con il sistema;

4.   ritiene essenziale che i principali attori politici si assumano la piena responsabilità politica per l'ulteriore sviluppo della politica monetaria comune e di un maggior coordinamento economico, in quanto la sua vitalità a lungo termine dell'euro contribuirà al progresso generale dell'Unione e in quanto la popolarità dell'euro è importante relativamente alla eventuale futura ratifica del trattato che adotta una Costituzione per l'Europa;

5.   è favorevole a un più stretto coordinamento delle politiche economiche fra gli Stati membri e alla prudenza fiscale nel quadro di un riformato ma solido Patto di stabilità e di crescita; ritiene che il Patto di stabilità e di crescita riformato, approvato in linea di massima dal Consiglio europeo di Bruxelles del 22 e 23 marzo 2005, e i pertinenti regolamenti comunitari concernenti temi specifici, dovrebbero contribuire, mediante un'applicazione unitaria negli Stati membri, alla stabilità economica a lungo termine degli Stati membri e al loro adeguamento agli obiettivi della strategia di Lisbona; sottolinea che la debole crescita economica dopo l'introduzione dell'euro non è stata causata dal cambio di moneta ma da una inappropriata esecuzione degli orientamenti sulla politica economica e dal fatto che l'accordo di Lisbona non è stato eseguito e le riforme strutturali non sono state attuate;

6.   plaude all'ultima relazione della Commissione concernente la sua strategia di comunicazione sull'euro ma rileva che i suoi toni sono troppo ottimistici in rapporto alla tendenza al ribasso della popolarità dell'euro; invita la Commissione a perseguire i suoi principali obiettivi di comunicazione e ad indicare in dettaglio i passi necessari a raggiungerli; sottolinea la necessità di utilizzare maggiormente le moderne tecniche di marketing nel presentare l'UEM al pubblico e di adoperarsi di "vendere" i vantaggi dell'UEM, e dell'euro come un interessante "pacchetto";

7.   concorda con la Commissione nel ritenere che la campagna di informazione debba essere adattata alla cultura, alla lingua, all'opinione pubblica prevalente ed alle preoccupazioni dei cittadini dei vari stati membri e debba altresì considerare se il paese è già nella zona euro o vi entrerà a medio o breve termine o se intende invece rimanerne fuori;

8.   continua a sostenere il programma PRINCE e chiede al riguardo un incremento dei fondi all'uopo disponibili; ritiene che il dialogo interistituzionale sull'euro possa essere migliorato per il tramite del Gruppo interistituzionale sull'informazione; avverte che il principio del cofinanziamento sotteso al programma PRINCE può generare gravi problemi e ritardi nell'introduzione dell'euro nei nuovi Stati membri, che non hanno le necessarie risorse finanziarie;

9.   ritiene importante tener conto delle preoccupazioni dei cittadini dei tre stati pre-allargamento che restano fuori dalla zona euro - Regno Unito, Svezia e Danimarca - ed invita la Commissione ad aiutare i governi di questi Stati membri nel loro tentativo di vincere lo scetticismo del pubblico, qualora lo desiderino;

10.   ritiene che il recente allargamento dell'Unione porrà importanti sfide all'UEM e alla moneta unica; ritiene che la Commissione debba adoperarsi soprattutto per assistere i nuovi Stati membri a preparare i propri cittadini all'adozione dell'euro mediante un'intensa campagna di informazione, sorvegliarne l'attuazione una volta avviata tale campagna e presentare relazioni periodiche sull'attuazione dei piani d'azione nazionali per l'adozione dell'euro;

11.   constata che l'obbligo della duplice indicazione dei prezzi, almeno circa tre mesi prima e fino a dodici mesi dopo l'introduzione dell'euro, può, in primo luogo, ridurre i timori del pubblico rispetto all'aumento dei prezzi indotto dall'euro e, in secondo luogo, esercitare una certa pressione sulle imprese e i fornitori di servizi affinché non prendano a pretesto il passaggio all'euro per aumentare i prezzi; ritiene che la duplice indicazione dei prezzi su base nazionale, vincolante o in base a codici di condotta volontari delle camere di commercio o in base ad accordi tra le parti economiche e sociali, abbia dato buoni risultati in occasione dell'introduzione dell'euro in molti dei primi dodici paesi della zona euro;

12.   invita la Commissione a tener conto del timore di aumento di prezzi espresso dal pubblico dei nuovi Stati membri; ritiene che negli Stati che entreranno in futuro a far parte della zona euro si dovrebbe far tesoro dell'esperienza acquisita negli Stati membri che attualmente fanno parte della zona euro, nei quali sono stati registrati comportamenti scorretti ed esempi di eccessivo arrotondamento, al fine di evitare simili comportamenti; ritiene che vada spiegata ai cittadini di tutti gli Stati membri la differenza tra l'inflazione annuale e l'aumento dei prezzi causato dall'introduzione dell'euro;

13.   nota che, rispetto ai vecchi Stati membri, nei nuovi Stati membri si fa maggior ricorso alle transazioni finanziarie in contanti anziché ai i mezzi di pagamento elettronici; sollecita la Commissione, gli Stati membri e le banche centrali nazionali a tener conto di tale fenomeno al momento di predisporre la transizione nei nuovi Stati membri; incoraggia questi ultimi ad approfittare del passaggio all'euro per aumentare il numero dei pagamenti elettronici e con carte di credito; ritiene che un breve periodo di doppia circolazione monetaria sia la soluzione migliore per il successo della transizione all'euro nei nuovi Stati membri;

14.   ritiene che le migliori pratiche e le conoscenze tecniche acquisite nel precedente processo di transizione all'euro siano utili per la transizione dei nuovi Stati membri, anche in vista del successivo allargamento e della preparazione dei nuovi paesi candidati;

15.   invita la Commissione ad annettere maggiore importanza alle procedure di consultazione con le parti sociali, al fine di comprendere le esigenze del pubblico e in particolare delle organizzazioni sociali ed economiche specifiche;

16.   chiede risorse finanziarie supplementari per l'istituzione in ogni Stato membro di forum nazionali per l'euro, sotto la responsabilità del ministero delle finanze e in stretta collaborazione con le banche centrali nazionali, un sistema che ha dato prova della sua utilità in precedenti occasioni nel passato; ritiene che l'Unione europea debba sostenere progetti di "gemellaggio" mediante i quali i vecchi Stati membri possano contribuire alla diffusione di buone pratiche e al trasferimento di conoscenze, a livello dei ministeri delle finanze e in seno alle banche centrali; invita la Commissione a elaborare relazioni specifiche basate sulle migliori pratiche e a incoraggiare le autorità nazionali, regionali e locali a stabilire centri informativi a livello locale a cui tutti possano riferire eventuali abusi, come gli aumenti ingiustificati dei prezzi;

17.   invita la Commissione a riconoscere l'importanza del ruolo attivo del Parlamento europeo, dei parlamenti nazionali e delle autorità regionali e locali nella pianificazione e nell'attuazione della strategia di comunicazione riguardante l'euro e l'UEM; ritiene che l'azione di tali istituzioni renda più democratico il dialogo sulla strategia di comunicazione e consenta di integrarvi meglio le preoccupazioni e le perplessità dei cittadini;

18.   invita la BCE ad intraprendere, nel quadro della sua relazione annuale o di una relazione speciale, un'analisi quantitativa annua - da sottoporre all'esame del Parlamento - dei benefici che l'euro ha apportato per il cittadino comune, con esempi concreti di come l'uso dell'euro abbia influito positivamente sulla vita quotidiana dei cittadini;

19.   invita la Commissione a condurre un sondaggio specifico tra le PMI di tutta Europa per stabilire il livello di accettazione dell'euro nel settore; sottolinea l'importanza di associare i gestori di distributori automatici alle strategie di comunicazione e adeguamento, poiché questi svolgono un ruolo importante nell'accettazione delle nuove monete e banconote nella vita quotidiana dei cittadini;

20.   invita il settore bancario a mettere a disposizione sportelli bancomat in grado di distribuire alla clientela un maggior numero di biglietti di piccolo taglio, dal momento che la maggior parte dei pagamenti in contanti sono mediamente inferiori ai 15-20 EUR, in modo da ridurre il contante detenuto in cassa dai negozianti e ridurre conseguentemente il rischio di rapine; ritiene inoltre che ciò riduca il rischio per i consumatori di ricevere come resto banconote contraffatte;

21.   chiede alla Commissione di pubblicare un'analisi, da sottoporre all'esame del Parlamento, sul numero eccessivo di banconote da 500 EUR circolanti, la cui emissione nel 2005 è raddoppiata raggiungendo il valore di 190 milioni, a seguito dell'accresciuta domanda proveniente dagli attori economici della zona euro; comprende i vantaggi delle banconote da 500 EUR come strumento di tesaurizzazione, ma ammonisce contro i possibili rischi di criminalità finanziaria e riciclaggio connessi all'uso di banconote di tale valore;

22.   constata l'aumento della quota del commercio elettronico nelle transazioni e si interroga di conseguenza sull'opportunità di mantenere le banconote da 500 EUR, in origine giustificate dalla necessità di tener conto delle abitudini dei consumatori di taluni Stati membri;

23.   chiede urgentemente alla BCE di rendere pubblica la ripartizione delle richieste di banconote da 500 EUR da parte delle diverse banche centrali;

24.   deplora i costi tuttora elevati dei pagamenti transfrontalieri al dettaglio effettuati in euro, sebbene il regolamento (CE) n. 2560/2001 relativo ai pagamenti transfrontalieri in euro(4) , abbia comportato riduzioni sostanziali delle tariffe relative ai bonifici transfrontalieri standard in euro, e sostiene la creazione di uno spazio unico europeo dei pagamenti; invita la Commissione a presentare una disciplina globale per il settore e di cogliere tale opportunità per armonizzare i sistemi elettronici di pagamento nell'UE, onde ridurre i costi sostenuti dai consumatori e dalle PMI; sottolinea che l'efficacia del sistema poggia sulla fiducia dei consumatori, che è condizionata al riconoscimento dei loro diritti;

25.   saluta con favore il fatto che la BCE sta attualmente lavorando a una seconda generazione di banconote; ritiene che la vasta diffusione dell'euro renda la moneta europea particolarmente vulnerabile alla contraffazione e sollecita la BCE ad esercitare grande vigilanza e a basarsi sull'esperienza acquisita al momento di mettere a punto la nuova generazione di banconote; giudica essenziale che Europol e le forze di polizia degli Stati membri trattino questo problema in via prioritaria;

26.   ritiene che il dialogo interistituzionale sull'euro possa essere migliorato attraverso il Gruppo interistituzionale sull'informazione; invita la Commissione a continuare a trasmettere al Parlamento europeo la relazione trimestrale di aggiornamento sul programma PRINCE;

27.   ribadisce la sua volontà, espressa nella sua risoluzione del 12 maggio 2005 sull'attuazione della strategia di informazione e comunicazione dell'Unione europea(5) , di approfondire la cooperazione interistituzionale al riguardo, organizzando annualmente una grande discussione sulla base di una relazione presentata dalla Commissione, associandovi le commissioni aventi una competenza globale e parziale in materia, dibattito cui parteciperebbe anche il Consiglio;

28.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 67 del 1.3.2001, pag. 324.
(2) GU C 121 del 24.4.2001, pag. 459.
(3) GU C 65 E del 14.3.2002, pag. 162.
(4) GU L 344 del 28.12.2001, pag. 13.
(5) Testi approvati, P6_TA(2005)0183.

Ultimo aggiornamento: 10 febbraio 2006Avviso legale