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Procedura : 2006/2517(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B6-0335/2006

Testi presentati :

B6-0335/2006

Discussioni :

PV 14/06/2006 - 8
CRE 14/06/2006 - 8

Votazioni :

PV 15/06/2006 - 9.9
CRE 15/06/2006 - 9.9
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P6_TA(2006)0272

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Giovedì 15 giugno 2006 - Strasburgo Edizione definitiva
Strategia per lo sviluppo sostenibile
P6_TA(2006)0272B6-0335/2006

Risoluzione del Parlamento europeo sulla strategia riveduta per lo sviluppo sostenibile

Il Parlamento europeo ,

–   visti la strategia per lo sviluppo sostenibile (SSS) adottata dal Consiglio europeo a Göteborg il 15 e 16 giugno 2001 e il programma d'azione di Johannesburg adottato dal Vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile nel 2002,

–   vista la comunicazione della Commissione sul "Riesame della strategia per lo sviluppo sostenibile - Una piattaforma d'azione" (COM(2005)0658),

–   viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles del 16 e 17giugno 2005, nonché le sue precedenti risoluzioni in materia,

–   viste le interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate alla Commissione e al Consiglio,

–   visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando il persistere di tendenze insostenibili in molti settori, quali l'utilizzazione del territorio e delle risorse del territorio, i trasporti, i cambiamenti climatici, la pesca, l'utilizzazione dei combustibili fossili e l'impoverimento della biodiversità,

B.   sottolineando l'importanza dei tre obiettivi, centrali e interconnessi, della protezione dell'ambiente, dell'equità sociale e della coesione e prosperità economiche, nonché la necessità di assicurare che questi tre elementi dello sviluppo sostenibile siano adeguatamente integrati ed attuati a livello comunitario e mondiale,

C.   considerando i principi di orientamento politici sui quali lo sviluppo sostenibile deve fondarsi, in particolare la qualità della vita e la solidarietà tra le generazioni e all'interno di esse,

D.   sottolineando la necessità di una transizione verso una società basata sui principi dello sviluppo sostenibile, che richiede politiche a lungo termine e miranti a scindere la crescita economica dall'utilizzazione delle risorse naturali,

E.   considerando che una proporzione significativa della popolazione europea continua a soffrire a causa di gravi problemi economici e sociali quali la povertà, la disoccupazione e l'esclusione sociale e che la maggior parte delle persone socialmente deprivate si trova spesso in pessime condizioni sociali ed ambientali, tra cui cattive condizioni di alloggio e di salute; considerando inoltre i drammatici mutamenti demografici registrati nell'UE e le tendenze inverse nei paesi meno sviluppati,

I. Valutazione globale
Mancanza di ambizione

1.   esprime la sua delusione per il mancato progresso nello sviluppo e nell'avanzamento della SSS a Göteborg nel 2001;

2.   considera la piattaforma d'azione della Commissione per il riesame della SSS troppo cauta e debole e ritiene che, nella sua forma attuale, essa non possa mobilitare l'opinione pubblica e i decisori politici ad affrontare i compiti essenziali cui ci confrontiamo;

3.   considera tuttavia positivamente il valido sforzo della Presidenza austriaca di rilanciare l'SSS, rafforzare le proposte della Commissione, riunire gli obiettivi ed indicatori esistenti in una singola struttura più coerente nonché avanzare alcuni nuovi concetti;

Collegamenti con la strategia di Lisbona

4.   ritiene che l'adozione di strategie trasversali quali quelle adottate a Cardiff, Lisbona e Göteborg sia valida soltanto se seguita da un processo globale, coerente e consistente;

5.   nota che nella strategia di Lisbona gli obiettivi ambientali debbano essere importanti quanto la competitività e la creazione di posti di lavoro, mentre nella SSS la sostenibilità economica e la riduzione della povertà debbano essere egualmente prioritarie rispetto agli obiettivi ambientali;

6.   osserva a questo proposito le numerose caratteristiche complementari della nuova SSS e della strategia di Lisbona, quali i loro obiettivi comuni del rafforzamento della competitività, la creazione di un maggior numero di posti di lavoro di migliore qualità e maggiore inserimento sociale, protezione ambientale e prevenzione dei rischi;

7.   propone che siano intrapresi passi concreti per garantire che la loro esecuzione sia tempestiva e adeguatamente coordinata, in particolare attraverso procedure di monitoraggio e di riesame compatibili;

8.   propone inoltre, quale passo concreto verso il coordinamento efficace delle strategie di Lisbona e dello sviluppo sostenibile, che la necessaria trasformazione dei sistemi energetici e dei trasporti, che deve essere basata su una disgiunzione della domanda di energia dalla crescita economica e su una transizione modale verso modi di trasporto ecologici - un obiettivo chiave della SSS - venga utilizzata quale leva per promuovere la crescita, l'occupazione e le esportazioni nell'ambito della strategia di Lisbona;

9.   osserva inoltre la decisione del Consiglio europeo di primavera 2006 di effettuare un riesame annuale sull'energia in occasione dei Consigli europei di primavera e di inquadrare tale attività nel più ampio contesto della SSS e del processo di Lisbona;

II. Rafforzare la strategia
Rinvigorire gli obiettivi: fissare chiari obiettivi intermedi e a lungo termine

10.   osserva che l'espressione "sviluppo sostenibile" ha il vantaggio di costituire un obiettivo economico, sociale ed ecologico realmente trasversale; ritiene necessario che essa venga definita nel modo più preciso possibile alla luce delle diverse interpretazioni;

11.   condivide, a questo proposito, le sette questioni essenziali presentate per essere incluse nel quadro di una SSS riveduta (cambiamenti climatici ed energia pulita, sanità pubblica, esclusione sociale, demografia e migrazione, gestione delle risorse naturali, trasporti sostenibili, povertà mondiale e sfide dello sviluppo);

12.   chiede Commissione che sottoponga a revisione gli obiettivi e gli impegni per garantire il più alto livello possibile di ambizione e assicurare che siano misurabili e specifici, al fine di permettere una valutazione precisa e dettagliata dei progressi;

13.   sottolinea l'importanza dei problemi della sanità pubblica e della protezione della biodiversità alla luce dell'ambizioso obiettivo di invertire entro il 2010 la tendenza alla perdita di biodiversità in Europa e nel mondo, e propone che questi temi siano aggiunti, quale nuova questione essenziale nell'ambito della SSS o, perlomeno, che ricevano particolare attenzione nell'ambito di specifiche sezioni sulla sanità e sulla gestione delle risorse naturali;

14.   evidenzia l'importanza dell'uguaglianza di genere nello sviluppo sostenibile; sottolinea che gli obiettivi comuni della strategia di Lisbona e della strategia per lo sviluppo sostenibile non possono essere raggiunti senza affrontare le attuali disuguaglianze e fare un miglior uso del potenziale sia maschile che femminile; sottolinea quindi che l'inclusione sociale deve essere intesa nel senso più ampio, includendo la dimensione di genere;

15.   ritiene pertanto che occorra riconfermare o introdurre un numero ristretto di obiettivi intermedi e a lungo termine basati sul principio di precauzione e di natura ambiziosa e realistica, attuandoli e monitorandoli poi adeguatamente e sistematicamente; ritiene che tali obiettivi dovrebbero rivolgersi in particolare alle attuali tendenze negative nel settore dell'utilizzazione del territorio e delle risorse del territorio, dei trasporti, dei cambiamenti climatici, della pesca, dell'utilizzazione dei combustibili fossili e dell'impoverimento della biodiversità, e dovrebbero mirare inoltre a favorire la transizione modale, la disgiunzione della crescita economica dai trasporti e una riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra in linea con un aumento del riscaldamento non superiore a +2 C° rispetto ai livelli preindustriali;

16.   sostiene la nuova enfasi posta sulla ricerca di una misurazione dell'efficienza delle risorse attraverso l'applicazione di una contabilità delle risorse ambientali; propone che si compia uno sforzo particolare per monitorare da vicino l'impronta ecologica dell'Unione europea nel mondo, analizzando l'impatto ambientale dal punto di vista sia del consumo che della produzione e proponendo quale obiettivo una sistematica riduzione dell'impronta comunitaria;

17.   accoglie inoltre favorevolmente la proposta della Commissione di un Anno europeo per la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale; esorta la Commissione a presentare iniziative più specifiche e misure di attuazione efficienti per consentire che siano compiuti reali progressi; a questo proposito, indica quale esempio l'iniziativa della Commissione volta all'analisi dell'impatto di una società in fase di invecchiamento, che mira a trovare soluzioni concrete sulla base della partecipazione dei vari livelli decisionali politici dell'UE nonché della società civile;

Migliorare la qualità della crescita quale requisito della SSS

18.   ritiene che l'enfasi posta sul PNL per la misurazione del progresso nella società debba essere equilibrata da una pari preoccupazione per gli aspetti qualitativi della crescita, che sono un requisito per lo sviluppo sostenibile; ritiene pertanto che occorra raggiungere un accordo su una serie limitata di indicatori chiave della sostenibilità, da presentare e discutere in modo approfondito in occasione del riesame annuale della SSS; tali indicatori dovrebbero riferirsi ad aspetti fondamentali della qualità della vita e consentire una valutazione quantitativa e tempestiva della sanità (qualità e distribuzione dell'assistenza sanitaria, aspettativa di vita, mortalità infantile, ecc.), del sapere (istruzione e cultura, accesso alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), ecc.), dell'inserimento (partecipazione alle decisioni della società e al capitale sociale, ecc.) e della qualità ambientale (inquinamento atmosferico e idrico, ecc.);

19.   chiede un ulteriore sviluppo del modello sociale europeo e la presentazione di raccomandazioni, basate su tale modello, volte a far sì che gli Stati membri agiscano per controbilanciare le tendenze "insostenibili" della povertà, dell'esclusione sociale e delle conseguenze dell'invecchiamento della società; ritiene che, a tal fine, occorra sviluppare indicatori della situazione sociale, da includere poi nella valutazione della sostenibilità dell'impatto; sottolinea che l'Europa ha bisogno di una struttura macroeconomica per sostenere lo sviluppo sostenibile, rafforzare la domanda interna ecologica, l'occupazione e la coesione sociale;

20.   ritiene che lo sviluppo sostenibile debba essere considerato come un'opportunità economica, anziché una limitazione, e come uno stimolo all'innovazione tecnologica e agli investimenti; invita pertanto la Commissione a garantire un coordinamento efficace delle strategie di crescita dell'Unione che integri le TIC e tecnologie efficienti in termini di risorse per uno sviluppo sostenibile ed una "crescita intelligente", a livello sia interno che esterno;

21.   ritiene che una società fondata sulla conoscenza, la consapevolezza e la partecipazione, oltre che sull'inserimento e le relazioni interpersonali, dovrebbe essere promossa anche al di là del quadro dell'agenda di Lisbona; ritiene che ciò rappresenterebbe una società di più alta qualità che potrebbe diminuire, attraverso un ampio sostegno alle TIC, la domanda di energia e di altre risorse naturali;

Rafforzare la sostenibilità del buon governo a livello nazionale, europeo e internazionale

22.   ritiene che la SSS necessiti, per essere attuata adeguatamente, di un monitoraggio sistematico;

23.   si propone di effettuare regolarmente un dibattito generale sugli obiettivi contenuti nella SSS, basato su contributi di tutte le sue commissioni competenti, affinché il Parlamento europeo possa fornire la sua opinione sui progressi e le priorità della SSS in tempo utile perché il Consiglio europeo possa tenerne pienamente conto nei suoi riesami di tale strategia; ritiene inoltre di dover svolgere dialoghi regolari con i parlamenti nazionali degli Stati membri e con i parlamenti delle regioni costituzionali, su base generalizzata o bilaterale, al fine di esaminare le migliori pratiche in materia di sviluppo sostenibile e di scambiare esperienze di attuazione della SSS a livello sia europeo che nazionale;

24.   sottolinea l'importanza delle strategie nazionali per lo sviluppo sostenibile nell'ambito di ciascuno degli Stati membri dell'UE e la necessità di uno scambio delle migliori pratiche tra di essi; sottolinea inoltre la necessità di agire per tale strategia a livello regionale e locale, oltre che al livello del singolo cittadino, rafforzando l'istruzione, i processi di partecipazione e la sensibilizzazione dei cittadini ai principi dello sviluppo sostenibile;

25.   ritiene che i riesami della sostenibilità dovrebbero costituire un elemento centrale in tutte le valutazioni dell'impatto di nuove misure politiche comunitarie e del monitoraggio a posteriori dell'attuazione politica;

26.   ritiene che l'azione a livello comunitario debba essere completata dall'azione a livello internazionale, al fine di favorire la promozione di principi di sviluppo sostenibile in tutto il mondo, non da ultimo nei paesi in rapido sviluppo, per promuovere la crescita economica e la riduzione della povertà, risparmiando nel contempo risorse scarse e proteggendo l'ambiente a livello globale;

27.   chiede pertanto un monitoraggio annuale più sistematico dei progressi verso il raggiungimento degli obiettivi fissati dal piano d'azione di Johannesburg e degli obiettivi di sviluppo del Millennio;

28.   riconosce che i paesi in via di sviluppo non devono ripetere gli errori, in termini di inquinamento, commessi dai paesi industrializzati nello sviluppare le loro economie; chiede inoltre che i principi della sostenibilità siano integrati nelle attività di cooperazione allo sviluppo dell'Unione europea e che sia assicurato un finanziamento adeguato al fine di affrontare le sfide e le esigenze ambientali globali;

Misure complementari

29.   sottolinea la necessità di misure complementari, ad esempio misure fiscali e per gli appalti pubblici sostenibili, nonché l'eliminazione quanto prima possibile di sovvenzioni pubbliche insostenibili in una serie di settori politici, in particolare nei settori dell'energia e dell'agricoltura; ritiene che la sostenibilità non sarà raggiunta senza spostare il carico fiscale dal lavoro all'uso delle risorse e alla produzione di inquinamento;

30.   sottolinea l'importanza dei programmi di sviluppo rurale e dell'agricoltura (di tipo sia convenzionale che biologico) per lo sviluppo sostenibile, dal momento che solo aree rurali economicamente ed ecologicamente sostenibili possono invertire la tendenza allo spopolamento rurale e salvaguardare così infrastrutture essenziali; invita a sforzi specifici di ricerca per quanto riguarda i possibili effetti del cambiamento climatico sulla disponibilità di acqua e sulla qualità del suolo nella regione mediterranea;

31.   sottolinea l'importanza del ruolo della scienza e dell'innovazione nell'affrontare le sfide definite nella SSS anche in materia di competitività; deplora che il sostegno pubblico alla ricerca in materia di energia nell'UE e nei suoi Stati membri sia stato recentemente drasticamente ridotto e ne chiede invece un aumento significativo a sostegno delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica;

32.   riconosce che la sicurezza climatica e la necessità di porre fine alla dipendenza dai combustibili fossili stanno emergendo quali priorità principali nell'ambito delle politiche comunitarie e richiedono non solo ambiziose iniziative interne per limitare i gas ad effetto serra, ma anche un consistente sostegno finanziario per la cooperazione tecnologica con i paesi in via di sviluppo, al fine di favorire gli investimenti nell'efficienza energetica e nelle tecnologie a basso consumo di carbone; sottolinea l'importanza del risparmio energetico quale l'unica fonte più significativa di energia in Europa, senza impatti ambientali negativi;

33.   ritiene che gli obiettivi della SSS debbano riflettersi nell'utilizzazione del bilancio dell'UE nel periodo 2007-2013 e contribuire a definire l'agenda per il riesame approfondito del bilancio dell'Unione nel 2008/2009; accoglie favorevolmente, in questo contesto, il fatto che una proposta di regolamento del Consiglio recante disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo e sul Fondo di coesione (COM(2004)0492) dichiara esplicitamente che gli obiettivi dei fondi sono perseguiti nell'ottica dello sviluppo sostenibile; deplora tuttavia che l'attribuzione delle dotazioni cofinanziate dai fondi non corrisponda alla SSS e ritiene che questo aspetto debba essere riesaminato;

34.   insiste, infine, affinché le misure volte a sostenere obiettivi di sviluppo sostenibile non siano giudicate in funzione dei loro costi a breve termine, ma anche dei loro benefici a lungo termine, e che si tenga inoltre pienamente conto del costo dell'inazione;

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35.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

Ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2006Avviso legale