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Procedura : 2006/2110(INI)
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Ciclo del documento : A6-0266/2006

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A6-0266/2006

Discussioni :

PV 27/09/2006 - 13
CRE 27/09/2006 - 13

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PV 28/09/2006 - 7.9
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P6_TA(2006)0390

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Giovedì 28 settembre 2006 - Strasburgo Edizione definitiva
Miglioramento della situazione economica del settore della pesca
P6_TA(2006)0390A6-0266/2006

Risoluzione del Parlamento europeo sul miglioramento della situazione economica nell'industria della pesca (2006/2110(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   vista la revisione della politica comune della pesca del dicembre 2002 e, in particolare, la sua risoluzione del 17 gennaio 2002 sul Libro verde della Commissione sul futuro della politica comune della pesca(1) ,

–   vista la sua posizione del 6 luglio 2005 sulla proposta di regolamento del Consiglio concernente il Fondo europeo per la pesca(2) ,

–   visto il regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio, del 27 luglio 2006, relativo al Fondo europeo per la pesca(3)

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 9 marzo 2006, relativa al miglioramento della situazione economica nell'industria della pesca (COM(2006)0103),

–   vista l'audizione pubblica, organizzata il 3 maggio 2006 dalla commissione per la pesca, sull'impatto degli aumenti dei prezzi dei carburanti sull'industria europea della pesca,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per la pesca (A6-0266/2006),

A.   considerando l'importanza strategica del settore della pesca per la situazione socio-economica, per l'approvvigionamento pubblico di pesce e per l'equilibrio del bilancio alimentare dei singoli Stati membri e dell'Unione europea nonché il suo considerevole contributo al benessere socioeconomico delle comunità costiere, allo sviluppo locale, all'occupazione, alla conservazione e alla creazione di attività economiche e posti di lavoro a monte e a valle, all'approvvigionamento di pesce fresco e alla conservazione delle tradizioni culturali locali,

B.   considerando che esiste una politica comune della pesca, che deve assumersi la responsabilità del finanziamento dei propri costi, segnatamente delle decisioni e delle misure adottate nell'ambito di tale politica,

C.   considerando la necessità di rispettare i limiti massimi del quadro finanziario 2007-2013, benché per il settore della pesca sia auspicabile una dotazione più congrua,

D.   considerando che nel 2004 le flotte degli Stati membri contavano in totale circa 90.000 imbarcazioni e impiegavano direttamente circa 190.000 pescatori,

E.   considerando che la politica comune della pesca deve tener conto delle notevoli differenze tra flotte, segmenti di flotte, specie bersaglio, attrezzi da pesca, produttività, preferenze dei consumatori e pesce consumato per abitante nei singoli Stati membri, nonché delle caratteristiche specifiche dell'attività di pesca derivanti dalla struttura sociale e dalle disparità strutturali e naturali tra le singole regioni,

F.   considerando che la sostenibilità delle risorse alieutiche è fondamentale per garantire, a lungo termine, l'attività di pesca e la viabilità del settore,

G.   considerando che l'attività nel settore della pesca si concentra soprattutto nelle regioni che presentano un'economia fragile e rientrano per la maggior parte nell'Obiettivo 1 e che la situazione di crisi del settore ha un profondo impatto a livello di coesione economica e sociale in tali regioni,

H.   considerando che la politica comune della pesca dovrà appoggiare lo sviluppo sostenibile dell'industria della pesca,

I.   considerando che, per determinate attività di pesca, esiste un'evidente disparità di reddito tra le popolazioni che vivono della pesca e altre categorie, aggravata dal fatto di dipendere dall'incertezza della pesca, dal valore fluttuante del pesce e dal costo di taluni fattori di produzione; che, di conseguenza, le politiche comunitarie devono garantire un livello di vita equo alla popolazione che vive della pesca, in particolare migliorando l'equilibrio tra le entrate e i costi delle imprese,

J.   considerando l'insicurezza dei redditi e dei salari degli addetti alla pesca, derivante dalle modalità di commercializzazione e di formazione dei prezzi di prima vendita e dal ritmo irregolare dell'attività, il che implica la necessità di mantenere determinati aiuti pubblici nazionali e comunitari,

K.   considerando che l'aumento del prezzo del carburante si ripercuote direttamente e negativamente sul reddito del personale navigante, data la relazione esistente fra salari e redditi provenienti dalla prima vendita delle catture, dando luogo ad una flessione che può raggiungere il 25%,

L.   considerando che la situazione economica di un gran numero di imprese dedite alla pesca si è deteriorata negli ultimi anni, fatto questo che ha comportato la scomparsa di molte di esse, a seguito della diminuzione dei redditi, con le incidenze socioeconomiche negative che ne derivano,

M.   considerando che il calo dei redditi dipende, da un lato, dalle restrizioni imposte all'attività di pesca (riduzione delle capacità, totale delle catture ammissibili, quote, aree in cui la pesca non è ammessa, piani di ricostituzione degli stock e riduzione delle giornate di pesca), e dall'altro dal mantenimento di prezzi bassi a livello di prima vendita imputabili alla struttura del settore (scarsa concentrazione dell'offerta, concentrazione crescente della domanda, distribuzione irregolare del valore aggiunto, progressivo incremento delle importazioni di prodotti della pesca, aumento della produzione dell'acquacoltura),

N.   considerando che la crisi economica e sociale che il settore della pesca sta attraversando colpisce tutte le flotte, ma in misura diversa,

O.   considerando che, negli ultimi dieci anni, il settore della pesca ha subito una riduzione del 35% dei posti di lavoro, del 20% delle imbarcazioni e del 28% delle catture, nonostante i tentativi compiuti durante la revisione della politica comune della pesca nel 2002 per invertire tale tendenza,

P.   considerando che per garantire la sostenibilità economica del settore della pesca è essenziale affiancare al suo adeguamento misure socioeconomiche destinate, in particolare, a raggiungere migliori livelli di sicurezza attraverso l'ammodernamento della flotta, ad assicurare un livello più elevato di formazione degli addetti e a migliorare le condizioni di lavoro e di vita dei marittimi,

Q.   considerando che, negli ultimi anni, il deficit della bilancia commerciale dei prodotti della pesca con i paesi terzi è andato progressivamente aumentando e che l'UE importa già più del 40% del suo consumo di prodotti ittici,

R.   considerando che la dinamica di vendita impedisce che le oscillazioni dei fattori di costo si ripercuotano sui prezzi del pesce e che, dal 2000, i prezzi medi di prima vendita ristagnano o sono diminuiti, senza tradursi in una riduzione dei prezzi per il consumatore finale di pesce fresco,

S.   considerando che, in alcuni casi, l'attuale organizzazione comune di mercato dei prodotti della pesca non è riuscita a contribuire in misura sufficiente a migliorare i prezzi di prima vendita, né a meglio ripartire il valore aggiunto a livello di settore,

T.   considerando che la promozione dello smantellamento indiscriminato delle imbarcazioni, senza tener conto delle specificità delle flotte, delle risorse alieutiche e delle esigenze di ciascun paese in termini di consumo sono stati il motore dell'adeguamento delle dimensioni della flotta alle risorse alieutiche esistenti, con enorme impatto economico e sociale,

U.   considerando che la riduzione dello sforzo di pesca ha colpito di più determinati Stati membri e meno altri, per cui in alcuni Stati membri le flotte hanno effettuato riduzioni globali superiori alla media comunitaria e in altri hanno invece aumentato lo sforzo di pesca,

V.   considerando che la soppressione di talune tecniche di pesca comporterà la scomparsa automatica di molte attività di pesca artigianali, con notevoli ripercussioni socioeconomiche,

W.   considerando che l'aumento dei prezzi dei carburanti nell'ultimo triennio hanno colpito in modo particolarmente negativo il settore della pesca, aggravando in misura considerevole la crisi già esistente, i suoi margini operativi e la sua viabilità economica e riducendo in modo molto significativo i redditi dei pescatori,

X.   considerando che tra il 2004 e il 2006 i prezzi dei carburanti sono aumentati del 100% circa, tanto da rappresentare, in alcuni segmenti del settore, approssimativamente il 50% del totale dei costi operativi delle imprese di pesca,

Y.   considerando che taluni studi mettono in evidenza il rischio che scompaiano migliaia di imprese di pesca, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro, a seguito dell'aumento del prezzo dei carburanti,

Z.   considerando che diversi Stati membri hanno applicato misure specifiche per compensare le loro flotte dell'aumento di prezzo dei carburanti, segnatamente tramite la creazione di fondi di garanzia e l'apertura di linee di credito agevolate,

AA.   considerando che la tendenza verso prezzi elevati per i carburanti ha un carattere strutturale,

AB.   considerando che, in termini di deroga alla notifica degli aiuti di Stato, la Commissione ha proposto un incremento della regola "de minimis" per il settore della pesca di circa 30 000 EUR per beneficiario e per un periodo di tre anni, ossia un importo inferiore a quello applicato agli altri settori industriali,

AC.   considerando che, rispetto alla proposta della Commissione, il Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre 2005 ha ridotto la dotazione del Fondo europeo per la pesca (FEP) da circa 4 900 000 000 EUR a circa 3 800 000 000 EUR, per il periodo 2007-2013, aggravando così ulteriormente l'insufficienza delle risorse finanziarie comunitarie destinate al settore della pesca,

AD.   considerando che l'accordo politico sul FEP, concluso dal Consiglio "Agricoltura e pesca" il 19 giugno 2006 a Lussemburgo, non recepisce importanti aspetti della summenzionata positiva del Parlamento del 6 luglio 2005 e integra talune proposte della Commissione che figurano nella comunicazione summenzionata,

Comunicazione della Commissione

1.   lamenta il ritardo della comunicazione della Commissione nonché la mancanza di ambizione dimostrata, visto che le proposte avanzate sono insufficienti e alcune addirittura inadeguate di fronte alle dimensioni e alla gravità della crisi che il settore sta attraversando e che, peraltro, la Commissione constata e illustra;

2.   deplora l'esistenza di una politica che, approfittando del deterioramento socioeconomico del settore dovuto all'aumento vertiginoso del prezzo del carburante, è volta a promuovere lo smantellamento e la cessazione definitiva d'attività delle imbarcazioni;

3.   deplora che le misure presentate non contemplino un'effettiva dimensione socioeconomica e siano invece misure che non tengono conto delle conseguenze della loro attuazione sugli equipaggi dei pescherecci;

4.   richiama l'attenzione sul fatto che la comunicazione della Commissione non contiene un'analisi coerente dello stato attuale dell'industria della pesca, segnatamente dello sforzo di pesca;

5.   sottolinea che molte delle proposte presentate avranno tutt'al più solo un'incidenza a medio e lungo termine sulla situazione economica del settore della pesca;

Misure immediate

6.   deplora che nell'ambito degli aiuti al salvataggio e alla ristrutturazione la Commissione continui ad ostacolare l'eventuale concessione di indennità compensative e di aiuti di funzionamento e quindi insiste sulla necessità di adottare misure immediate e concrete per ridurre l'elevata instabilità dei prezzi del carburante per il settore, segnatamente attraverso l'istituzione di misure di sostegno ai relativi costi; sollecita, in tal senso, la creazione di un fondo di garanzia a compartecipazione comunitaria, che garantisca la stabilità del prezzo del carburante nonché la concessione di un'indennità transitoria alle imprese interessate del settore;

7.   ritiene necessario utilizzare tutte le possibilità e i margini finanziari, nel quadro del bilancio comunitario per il 2006, per finanziare misure straordinarie di sostegno al settore, in modo che possa superare le difficoltà create dall'aumento del prezzo del carburante, finché non saranno applicate misure di altro genere;

8.   chiede alla Commissione, al fine di garantire la competitività della flotta dell'UE che opera al di fuori delle acque comunitarie e che deve competere sugli stessi mercati con le flotte di paesi terzi sebbene i costi di una nave comunitaria possono essere più del 300% superiori a quelli delle altre navi, che valuti le proposte del settore in vista della creazione di un quadro per la concessione di agevolazioni fiscali;

9.   chiede alla Commissione di considerare l'attuale crisi dei prezzi del carburante come evento imprevedibile, a norma dell'articolo 16 del regolamento (CE) n. 2792/1999 del Consiglio, del 17 dicembre 1999, che definisce modalità e condizioni delle azioni strutturali nel settore della pesca(4) , che disciplina lo Strumento finanziario di orientamento della pesca (SFOP), di modo che possano essere concessi gli stessi aiuti a breve termine, come nel caso di arresto temporaneo, senza applicare criteri biologici o di riduzione della capacità; ricorda gli impegni assunti da tempo in questo senso;

10.   esorta la Commissione a portare a dodici mesi la durata degli aiuti al salvataggio;

11.   sottolinea che gli aiuti pubblici dovranno essere mirati anche alla salvaguardia degli interessi, alla risposta alle necessità e alla soluzione dei problemi che coinvolgono gli equipaggi dei pescherecci;

12.   esprime la propria delusione per la normativa recentemente annunciata dalla Commissione, che porta a soli 30.000 EUR in tre anni il massimale degli aiuti "de minimis" per il settore della pesca; ricorda le insistenti richieste del settore e delle amministrazioni di numerosi Stati membri intese ad aumentare tali aiuti portandoli a 100.000 EUR e confronta tale cifra con il massimale recentemente convenuto per altri settori produttivi, che raggiunge i 200.000 EUR; sottolinea gli impegni assunti in relazione all'aumento dell'importo fissato dalla regola "de minimis" e chiede alla Commissione di rivedere con urgenza verso l'alto l'accordo recentemente concluso;

13.   chiede alla Commissione di prevedere la possibilità di anticipare gli aiuti nell'ambito dello SFOP e del FEP al fine di costituire linee di finanziamento per ridurre l'aumento dei costi operativi;

Misure aventi effetti a medio e lungo termine
Rinnovo e ammodernamento della flotta

14.   prende atto della proposta della Commissione di considerare, nell'ambito dei futuri piani di ristrutturazione, investimenti relativi a modifiche degli attrezzi da pesca, acquisto di attrezzature e sostituzione dei motori, al fine di contribuire alla riconversione, all'efficienza e al risparmio energetico;

15.   ritiene che i piani di ristrutturazione di taluni Stati membri debbano rappresentare una parte essenziale della ristrutturazione dell'industria della pesca;

16.   ritiene che la Commissione e gli Stati membri debbano adottare un piano globale per ridurre il consumo energetico della flotta, comprendente lo sviluppo di attrezzi da pesca ad uso meno intensivo di energia e di motori più puliti e, nel lungo periodo, la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili;

17.   deplora la mancanza di lungimiranza con cui il FEP gestisce gli aiuti destinati alla sostituzione dei motori; ritiene che misure come quella che subordina detti aiuti per le imbarcazioni di lunghezza superiore ai 12 metri ad una diminuzione del 20% della potenza renderanno praticamente impossibili alcune prassi di pesca, potranno incidere sulla sicurezza e favorire nel contempo un aumento delle frodi attraverso notifiche in difetto della potenza;

18.   ribadisce la necessità che il FEP continui a concedere aiuti per il rinnovo e l'ammodernamento dei pescherecci - in particolare sostituendo i motori, per ragioni di sicurezza, protezione dell'ambiente o risparmio di combustibile - soprattutto per la piccola pesca costiera e artigianale, nonché per la sostituzione di imbarcazioni aventi più di venti anni che non operano più in condizioni di sicurezza;

Pesca costiera

19.   sollecita la Commissione a riconoscere la specificità della piccola pesca costiera e della pesca artigianale nell'ambito della politica comune della pesca e ad analizzare in che misura gli attuali strumenti siano adeguati per rispondere alle esigenze del settore, adattandoli di conseguenza;

20.   sollecita la Commissione a presentare una proposta volta a istituire un programma comunitario di sostegno alla piccola pesca costiera e alla pesca artigianale, che aiuti a coordinare le azioni e canalizzi i finanziamenti di altri strumenti esistenti per rispondere ai problemi specifici di questo segmento del settore;

Commercializzazione

21.   si compiace del fatto che la Commissione preveda una valutazione approfondita dell'attuale organizzazione comune di mercato (OCM) dei prodotti della pesca; sottolinea la necessità di una revisione ambiziosa della OCM per migliorare la commercializzazione del pesce e dei prodotti della pesca e aumentarne il valore aggiunto;

22.   considera essenziale che i pescatori siano coinvolti più direttamente nella trasformazione e commercializzazione al fine di potenziare la loro base di guadagno e migliorare i livelli di vita; sollecita la Commissione a presentare proposte di revisione della OCM dei prodotti della pesca in questa direzione, segnatamente introducendo meccanismi che migliorino il prezzo della prima vendita e promuovano una distribuzione giusta e adeguata del valore aggiunto sulla catena di valori;

23.   è deluso dal fatto che, in molti casi, le possibilità di migliorare la competitività previste dall'attuale OCM non siano state sfruttate in misura sufficiente dal settore e chiede che la Commissione, collaborando con le amministrazioni nazionali, dia la massima pubblicità a queste ed altre possibilità che potranno essere inserite in una futura revisione dell'OCM,

24.   ritiene importante valutare l'adozione di altre forme d'intervento analoghe ai prezzi di garanzia o alle aliquote massime sui profitti, al fine di assicurare una migliore distribuzione del valore aggiunto e ridurre i margini degli intermediari;

25.   sottolinea la necessità che i Fondi strutturali contribuiscano all'ammodernamento e alla creazione delle infrastrutture di commercializzazione per il settore della pesca;

26.   appoggia l'iniziativa volta a creare un codice di condotta per il commercio dei prodotti comunitari della pesca;

27.   concorda sul fatto che l'ecocertificazione potrebbe promuovere la differenziazione dei prodotti e incentivare un commercio sostenibile della pesca;

28.   sollecita la Commissione a studiare meccanismi, come gli aiuti al consumo, per promuovere la commercializzazione di prodotti trasformati della pesca, aventi un maggiore valore aggiunto, in particolare le conserve, analogamente a quanto avviene per determinati prodotti agricoli;

29.   esorta la Commissione ad assicurare la promozione esterna dei prodotti comunitari della pesca, come le conserve, in particolare finanziandone la diffusione nell'ambito di esposizioni e fiere internazionali;

30.   ritiene importante che la Commissione presenti uno studio sull'impatto della produzione acquicola comunitaria e importata sui prezzi del pesce, in particolare sui prezzi di prima vendita;

31.   esorta la Commissione a prendere misure affinché ai prodotti della pesca importati, commercializzati sul mercato interno, siano applicati gli stessi requisiti previsti per i prodotti della pesca comunitari;

32.   ritiene che investire nel miglioramento del trattamento delle catture a bordo, segnatamente il sostegno agli investimenti in attrezzature di refrigerazione, potrebbe contribuire a migliorare i prezzi della prima vendita;

Questioni finanziarie

33.   esprime preoccupazione per le scarse risorse finanziarie che il quadro finanziario 2007-2013, ed in particolare il FEP, ha messo a disposizione dell'industria della pesca e ritiene che occorra aumentarle per poter affrontare la crisi che il settore sta attraversando;

Sostenibilità delle risorse

34.   ribadisce la richiesta alla Commissione di adottare un approccio integrato per le misure di protezione dell'ambiente marino e la ricostituzione degli stock ittici, in particolare considerando ed analizzando altri fattori che hanno un profondo impatto sull'ambiente marino e lo stato delle risorse alieutiche, come l'inquinamento costiero e d'alto mare, gli effluenti industriali e agricoli, il dragaggio dei fondali o il trasporto marittimo, a complemento dei metodi attuali di gestione; sollecita alla Commissione un'iniziativa comunitaria in tale settore;

35.   segnala che è fondamentale raggiungere un equilibrio tra la situazione socioeconomica e la sostenibilità ambientale, sottolineando, nel contempo, la necessità di mettere in atto un meccanismo di sovvenzione o compensazione per i pescatori interessati dalle ripercussioni economiche e sociali dei piani di ricostituzione degli stock ittici o da altre misure volte ad aumentare la protezione degli ecosistemi, in particolare nelle regioni più sfavorite;

36.   mette in evidenza la necessità di istituire un quadro regolamentare per azioni intese ad adeguare lo sforzo di pesca alle risorse disponibili, con particolare riferimento al problema delle navi di grandi dimensioni, dotate di attrezzi imponenti che pescano in piccoli bacini;

37.   sottolinea che la riduzione dello sforzo e delle capacità di pesca deve essere intrapresa con lo scopo di preservare a lungo termine l'industria;

38.   è convinto che i problemi sociali ed economici che si pongono all'industria europea della pesca non possono essere risolti senza una migliore gestione delle attività di pesca, che porti alla ricostituzione degli stock ittici, dal momento che senza pesce non può esserci pesca;

39.   sottolinea che l'adeguamento delle flotte nazionali alle risorse esistenti deve tener conto della riduzione dello sforzo di pesca già effettuato;

40.   ricorda la necessità che tutte le misure di ricostituzione delle risorse alieutiche siano prese con il coinvolgimento dei pescatori e basate sulla ricerca scientifica nel settore della pesca;

41.   chiede alla Commissione di operare una distinzione tra tecniche di pesca e uso delle stesse; sottolinea che la pratica di determinate tecniche di pesca, ritenute nocive su scala industriale, può inserirsi nel quadro di una pesca sostenibile per le attività artigianali e permettere quindi la conservazione di comunità di pescatori attualmente destinate a scomparire;

42.   chiede alla Commissione di riconoscere che le attività di pesca non sono isolate le une dalle altre, ma fanno parte di un sistema globale di sfruttamento delle risorse (a livello di una determinata regione geografica); sottolinea che le misure restrittive (interdizioni o limitazioni), imposte all'una o all'altra di dette attività, creano uno squilibrio e un trasferimento dello sforzo di pesca verso altre specie, con notevoli conseguenze socioeconomiche per le comunità di pescatori e le catture eccessive di talune specie già ora completamente sfruttate;

Pesca illegale

43.  ritiene indispensabile che siano prese misure per rafforzare la lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata e chiede agli Stati membri di rafforzare i loro meccanismi di controllo; ritiene che siano necessari maggiori controlli alle frontiere dell'Unione europea per impedire l'entrata nel territorio di quest'ultima di pesce catturato illegalmente;

44.   invita la Commissione a rivedere le attuali disposizioni della politica comune della pesca riguardanti le catture illegali, non dichiarate e non regolamentate; ritiene che sia necessario elaborare con particolare urgenza regolamentazioni volte ad impedire lo scarto di una percentuale rilevante delle catture;

Ricerca

45.   sottolinea la necessità di promuovere gli investimenti, attraverso il FEP e il settimo programma quadro della Comunità per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione, per contribuire alla riduzione dell'intensità energetica del settore della pesca e all'aumento dell'efficienza energetica;

46.   ritiene importante valutare le possibilità di modificare il tipo di carburante, nonché le sinergie che si possono stabilire con il settore agricolo a livello energetico;

47.   sottolinea quanto sia importante che nel Settimo programma quadro comunitario in materia di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione sia assegnata una priorità chiara alle risorse marine e alla pesca, con adeguati finanziamenti;

Gestione della politica comune della pesca

48.   prende atto delle proposte della Commissione sulla gestione economica della pesca, ma ricorda che la distribuzione delle quote e dei diritti di pesca rientra nelle competenze esclusive degli Stati membri;

Partecipazione alla gestione della politica comune della pesca

49.   ricorda che i consigli consultivi regionali possono svolgere un ruolo importante ai fini del coinvolgimento dei pescatori nel processo decisionale della politica comune della pesca; sottolinea l'importanza che essi ricevano aiuti comunitari per il loro funzionamento che dovrebbero essere riesaminati tra cinque anni;

50.   ribadisce la necessità di appoggiare i gruppi di pescatori e le organizzazioni professionali disposte a condividere la responsabilità per l'applicazione della politica comune della pesca (cogestione);

51.   sollecita una maggiore decentralizzazione della politica comune della pesca in modo da garantire un maggiore coinvolgimento dei pescatori, delle loro organizzazioni rappresentative e delle comunità dei pescatori nella politica comune della pesca e nel miglioramento della gestione della pesca;

52.   constata che è necessaria un'organizzazione adeguata dei mercati della pesca, prevedendo un sistema di controllo efficace, un sistema di certificazione ecologica e l'introduzione di un codice giuridico per il settore della pesca;

o
o   o

53.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 271 E del 7.11.2002, pag. 401.
(2) GU C 157 E del 6.7.2006, pag. 324.
(3) GU L 223 del 15.8.2006, pag. 1.
(4) GU L 337 del 30.12.1999, pag. 10.

Ultimo aggiornamento: 26 gennaio 2007Avviso legale