Risoluzione del Parlamento europeo sulle recenti ripercussioni economiche dell'aumento del prezzo del petrolio (2006/2247(INI))
Il Parlamento europeo
,
– vista la relazione della Commissione su "Energie e trasporti in Europa, scenari relativi agli elevati prezzi del gas e del petrolio", pubblicata nel settembre 2006,
– vista la comunicazione della Commissione "Piano d'azione sull'efficienza energetica: concretizzare le potenzialità" (COM(2006)0545),
– viste le conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Göteborg del 15 e 16 giugno 2001 e dei Consigli europei di Bruxelles del 23 e 24 marzo 2006 e del 15 e 16 giugno 2006,
– viste le conclusioni della riunione informale dei capi di Stato e di governo dell'UE a Hampton Court il 27 ottobre 2005, data di avvio della nuova politica energetica dell'Unione europea,
– vista la sua risoluzione del 26 febbraio 2004 sulla situazione dell'economia europea: relazione sugli indirizzi di massima per le politiche economiche(1)
,
– vista la sua risoluzione del 23 marzo 2006 sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico nell'Unione europea(2)
,
– vista la sua risoluzione del 1° giugno 2006 sul Libro verde dell'efficienza energetica: fare di più con meno(3)
, in particolare per quanto riguarda la sua richiesta di piani d'azione in materia di efficienza energetica alla Commissione e agli Stati membri,
– vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2006 concernente una strategia europea per un'energia sostenibile, competitiva e sicura - Libro verde(4)
,
– visto che il pacchetto integrato sull'energia e il cambiamento climatico della Commissione concernente la riduzione delle emissioni nel 21° secolo, pubblicato il 10 gennaio 2007,
– visto il rapporto Stern sugli aspetti economici del cambiamento climatico, pubblicato nell'ottobre 2006,
– visto l'articolo 45 del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A6-0001/2007),
A. considerando che gli aumenti del prezzo del petrolio hanno delle ripercussioni sull'Unione europea essendo importatore netto di petrolio, in quanto rallentano la crescita del prodotto interno lordo (PIL), l'occupazione e gli investimenti e rafforzano le pressioni inflazionistiche e i tassi d'interesse,
B. considerando che i prezzi petroliferi più elevati farebbero sicuramente aumentare i prezzi degli altri carburanti, accentuando vieppiù l'impatto macroeconomico negativo dell'aumento del prezzo del petrolio,
C. considerando che i precedenti shock del prezzo del petrolio sono stati causati da importanti perturbazioni dell'approvvigionamento petrolifero, mentre l'aumento attuale del prezzo del petrolio è essenzialmente dovuto a un aumento considerevole della domanda di petrolio in Asia e negli Stati Uniti nonché all'instabilità geopolitica che caratterizza le regioni esportatrici di petrolio,
D. considerando che le incertezze concernenti l'equilibrio tra domanda e offerta di petrolio hanno comportato nuovi aumenti del prezzo del petrolio e la fluttuazione del mercato,
E. considerando che il petrolio a basso prezzo ha contraddistinto l'economia mondiale per oltre 50 anni e che la prospettiva di prezzi elevati a lungo termine comporta già profondi mutamenti nell'economia; considerando che se non si prendono delle misure la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di energia può passare dall'attuale 50% al 70% nel 2030 e che il 94% del petrolio sarà importato,
F. considerando che qualsiasi misura presa dall'UE per ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio deve tener conto del cambiamento climatico; che il succitato rapporto Stern insiste sul fatto che il programma energetico dell'UE sarà un elemento chiave per lottare contro il cambiamento climatico; che il rapporto Stern evidenzia anche le enormi opportunità economiche che l'UE potrebbe avere se si mettesse in prima fila nella lotta contro il cambiamento climatico;
1. esprime inquietudine per il fatto che negli ultimi anni l'evoluzione del prezzo del petrolio sia stata caratterizzata da una grande fluttuazione del prezzo del petrolio e da un fortissimo aumento, il prezzo infatti è passato da 12 dollari al barile prima del 2000 a 79 dollari al barile l'8 agosto 2006, pregiudicando la ripresa economica europea; nota che il recente aumento dei prezzi è simile, in termini reali, ai cambiamenti intervenuti nella fase di investimento precedente che va dalla metà degli anni '70 alla metà degli anni '80, ma che esistono ulteriori circostanze e sfide implicite;
2. ritiene che tali percezioni siano state rafforzate anche dalle paure inerenti all'adeguatezza futura delle risorse in quanto alcune analisi prevedono una riduzione a breve termine delle risorse fisiche mentre altre, soprattutto nell'ambito dell'industria petrolifera, presentano un quadro rassicurante delle riserve di greggio; segnala che le percezioni in merito alla scarsità futura influenzano i prezzi di mercato a lungo termine;
3. rileva che diventa sempre più difficile trovare nuove fonti di petrolio e che ogni nuovo barile viene a costare di più in termini di esplorazione e produzione; rileva inoltre che sono necessari enormi investimenti nel settore petrolifero per promuovere le capacità di produzione e di raffinazione al fine di far fronte all'aumento della domanda;
4. constata che in passato gli aumenti del prezzo del petrolio erano connessi all'offerta e transitori, mentre l'attuale aumento del prezzo del petrolio è principalmente dovuto al rapido aumento della domanda di economie emergenti come la Cina, ma anche all'elevato consumo negli Stati Uniti, alle crisi nelle regioni di produzione del petrolio e alle penurie dell'offerta per l'assenza di investimenti nelle infrastrutture; per cui il recente aumento del prezzo presenta una componente essenzialmente permanente;
5. è preoccupato in quanto la domanda di petrolio aumenta non solo nel settore dell'energia ma anche in altri comparti come quello petrolchimico; ritiene che il petrolio non andrebbe utilizzato per generare elettricità;
6. ha preso atto delle stime e dei pareri estremamente divergenti concernenti le riserve petrolifere e il momento in cui sarà raggiunto il picco petrolifero; al riguardo sollecita un continuo miglioramento della trasparenza dei dati sulle statistiche energetiche, segnatamente per quanto concerne i livelli delle scorte di petrolio; sottolinea tuttavia che l'Europa dovrà fare ancor più i conti con la sfida di un prezzo del petrolio permanentemente elevato e fluttuante e con le conseguenti ripercussioni economiche del fenomeno; rileva che le risorse scoperte di recente hanno tendenza a essere inferiori alle aspettative e più costose da sfruttare, in quanto si tratta sempre più di risorse sottomarine; fa presente che i costi di prospezione, sviluppo e produzione aumenteranno, rendendo ancor più urgente il passaggio a fonti di energia alternative nonché lo sviluppo di tecnologie nel campo del risparmio energetico e delle energie rinnovabili;
Effetti recessivi
7. sottolinea l'effetto tangibile degli aumenti del prezzo del petrolio per l'Unione europea, essendo importatore netto di petrolio, in quanto rallentano la crescita del PIL, l'occupazione e gli investimenti, rafforzando le pressioni inflazionistiche e i tassi d'interesse,
8. pone l'accento sul fatto che secondo diversi gradi di dipendenza dal petrolio e dalle strutture di produzione, gli aumenti del prezzo del petrolio hanno ripercussioni variabili da uno Stato membro all'altro e che sono maggiori nei paesi fortemente dipendenti dalle importazioni di petrolio, come la zona euro, nella quale la flessione del PIL è stimata ad almeno 0,5%, e nei nuovi Stati membri, vista la maggiore intensità energetica delle loro economie;
9. si preoccupa della pressione all'aumento esercitata dall'aumento dei prezzi dell'energia sui prezzi al consumo, che spinge l'inflazione dell'indice dei prezzi al consumo armonizzato al 2,3% nella zona euro e nell'Unione europea, richiama l'attenzione sull'aumento dei prezzi della produzione industriale del 5,9% nel luglio 2006 nella zona euro, mentre persiste l'assenza di effetti secondari dell'impennata dei prezzi del petrolio sui salari che registrano aumenti moderati; si dichiara preoccupato per gli effetti negativi dell'aumento del prezzo del petrolio sulla domanda delle famiglie a seguito della diminuzione del reddito disponibile;
10. esprime la propria inquietudine in merito alle conseguenze sociali dell'aumento del costo degli alloggi, del riscaldamento e dei trasporti soprattutto sui segmenti della popolazione a basso reddito, poveri e vulnerabili; sollecita gli Stati membri a prendere le misure del caso per garantire l'accesso e la sostenibilità economica di questi servizi nonostante l'aumento del prezzo del petrolio, così da garantire la mobilità e scongiurare l'esclusione sociale e l'impoverimento;
11. rileva che la BCE ha già aumentato i tassi d'interesse sei volte dal dicembre 2005; constata con preoccupazione la crescente imprevedibilità del costo del credito per le PMI e le ripercussioni negative sull'investimento e sull'occupazione nell'Unione europea; deplora che la pressione inflazionistica dovuta all'aumento del prezzo del petrolio, unitamente agli eventuali effetti secondari, rende inevitabile un certo rigore della politica monetaria;
12. sottolinea i rischi, per la crescita, di un aumento dei tassi d'interesse in un contesto di fragile ripresa e attira l'attenzione sui rischi connessi all'evoluzione del tasso di cambio dell'euro e al prezzo del petrolio, fattori che hanno contribuito alla debole crescita verificatasi nel 2005 a causa del loro impatto sul potere d'acquisto delle famiglie; propone di sondare le opportunità e le possibilità di incoraggiare l'indicazione nella zona euro dei prezzi del petrolio e dei suoi derivati in euro anziché in dollari;
13. rileva che l'incertezza sul futuro equilibrio fra domanda e offerta ha offerto incentivi per nuovi operatori dei mercati finanziari, con nuovi e complessi prodotti finanziari derivati connessi con i prezzi del petrolio e di altre fonti energetiche; segnala che è noto che in alcuni casi queste attività possono aver ampliato tendenze sfavorevolmente, ma in altri casi essi possono contribuire ad aumentare la liquidità del mercato riducendone l'instabilità; propone di adottare le iniziative necessarie per aumentare la trasparenza di queste attività in modo da risolvere le preoccupazioni relative alla loro costante evoluzione;
Il settore dei trasporti
14. fa osservare che le ripercussioni dell'aumento del prezzo del petrolio variano considerevolmente da settore a settore: il settore dei trasporti, che assorbe il 56% del consumo totale del petrolio nell'Unione europea e il settore degli alloggi sono quelli più colpiti, mentre altri settori sono riusciti a ridurre la loro dipendenza dal petrolio migliorando la loro efficienza energetica e modificando la combinazione di combustibili utilizzati; sottolinea che questi due settori del trasporto e degli alloggi costituiscono le prime voci di spesa delle famiglie e che l'aumento del prezzo del petrolio aumenta le disparità di potere d'acquisto a scapito delle famiglie più modeste;
15. chiede una strategia completa dell'UE per la progressiva eliminazione totale dei combustibili fossili nel settore dei trasporti, che porterebbe a una riduzione progressiva della dipendenza dell'UE dal petrolio e all'impiego progressivo di energie pulite per i trasporti;
16. ritiene che le forniture di combustibili destinati ai trasporti potrebbero essere potenziate agevolando la produzione di combustibili liquidi e oli non convenzionali a base di gas naturali o carbone, qualora ciò sia economicamente realizzabile; appoggia lo sviluppo e la produzione di veicoli e combustibili alternativi come biocarburanti, veicoli a idrogeno/cellule di combustibile e veicoli ibridi; appoggia anche gli sforzi per reperire soluzioni innovative per la gestione dei sistemi di trasporto in generale, comprese misure relative all'efficienza dell'energia per i veicoli;
Bilancia commerciale; equilibri mondiali
17. fa osservare gli effetti perversi dell'aumento del prezzo del petrolio sulla bilancia commerciale per i paesi importatori di petrolio: ridistribuisce ricchezza ai paesi esportatori di petrolio e li rende protagonisti nel contesto degli squilibri globali e nel riciclaggio di petrodollari, il che si traduce già nell'accumulo di una quantità considerevole di attività sull'estero;
18. si compiace per il fatto che il riciclaggio dei petrodollari da parte degli esportatori di petrolio è andato a vantaggio della zona euro con ripercussioni positive sull'investimento estero e sull'aumento della domanda di beni e servizi provenienti dalla zona euro, il che compensa in parte il rallentamento connesso con gli aumenti del prezzo del petrolio;
Concorrenza
19. ricorda l'urgenza di far diminuire i prezzi dell'energia sui mercati nazionali dell'energia; constata al riguardo che i mercati dell'energia restano essenzialmente nazionali e sono dominati da poche società sia private che pubbliche che spesso possiedono anche le infrastrutture; invita la Commissione e le autorità garanti nazionali in materia di concorrenza a sorvegliare con attenzione le società operanti nel settore dell'energia;
20. chiede il completamento del mercato interno dell'energia mediante l'adozione di misure volte a superare le attuali divergenze relative alle competenze delle autorità, l'assenza di un'autorità europea in materia di energia competente delle questioni transfrontaliere, l'assenza di un piano prioritario di interconnessione, di norme di rete, di regimi di equilibrio e di stoccaggio del gas;
21. sottolinea che la separazione delle infrastrutture dai fornitori è essenziale per il corretto funzionamento dei mercati nazionali e del mercato interno nonché per incentivare l'investimento nelle infrastrutture;
22. rileva inoltre che una maggiore concentrazione nel mercato interno può aggravare le distorsioni esistenti, il che richiede il miglioramento delle capacità di regolamentazione degli Stati membri e dell'UE al fine di garantire i diritti dei consumatori e il rispetto degli obiettivi di efficienza energetica dell'UE;
23. invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre un requisito di elevata efficienza energetica nei criteri di selezione dei bandi pubblici; ritiene che nel contesto della revisione degli orientamenti della Commissione sugli aiuti nazionali per la protezione dell'ambiente dovrebbero essere adottate misure per promuovere maggiormente gli investimenti in materia di efficienza energetica e di misure di diversificazione;
L'Europa deve agire adesso
24. sottolinea che se non si adottano adesso misure, la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di energia passerà dal 50% al 70% nel 2030, le importazioni di petrolio incidono per il 94%, aggravando quindi le ripercussioni negative dell'aumento e della fluttuazione del prezzo del petrolio sull'economia europea;
25. invita la Commissione a tener conto, al momento della valutazione degli aiuti statali, dei bisogni d'investimento al servizio dell'innovazione richiesti dal contesto energetico e a fare in modo che i nuovi aiuti non conducano a distorsioni della concorrenza;
26. sottolinea la necessità nei prossimi anni di massicci investimenti nelle infrastrutture e nell'approvvigionamento energetico, chiede lo svolgimento di un ampio dibattito su scala comunitaria sulle diverse fonti d'energia, tenendo conto dei costi connessi con la produzione, lo stoccaggio, la distribuzione, il trasporto, il consumo e la sicurezza dell'approvvigionamento dell'energia nonché con gli aspetti relativi alla sicurezza e alle scorie e al contributo dell'energia al cambiamento climatico, in particolare per quanto riguarda le emissioni di CO2; chiede alla Commissione di procedere a valutazioni delle incidenze di diverse fonti energetiche e di combinazioni energetiche tenendo conto di tali parametri;
27. ricorda la sua risoluzione del 26 febbraio 2004 nella quale sottolineava "la necessità di ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di petrolio, che costituiscono un grave onere dal punto di vista politico e della volatilità dei prezzi"; accoglieva con favore "le piattaforme tecnologiche, quali il Partenariato europeo per l'economia dell'idrogeno"; raccomandava di potenziare "gli investimenti delle energie rinnovabili, che consentiranno di ridurre la volatilità del costo per unità di energia, aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, limitare i danni all'ambiente e innescare una rivoluzione industriale analoga a quella trainata dalle tecnologie dell'informazione negli Stati Uniti";
28. sottolinea che i paesi in fase di trasformazione, emergenti e in via di sviluppo, sono particolarmente penalizzati dall'aumento del prezzo del petrolio, a causa della loro alta intensità di energia e della loro scarsa efficienza energetica; sottolinea l'importanza del programma di sviluppo sostenibile nell'ambito della politica estera, commerciale e di sviluppo dell'UE;
29. pone l'accento sui promettenti mercati per le tecnologie relative alle energie rinnovabili e all'aumento dell'efficienza energetica; sottolinea i tassi di crescita e di occupazione positivi nel settore delle energie rinnovabili; mette in guardia dal rischio di perdere il primo posto sui mercati delle tecnologie dell'ambiente a vantaggio degli Stati Uniti e delle economie emergenti altamente qualificate; sottolinea la grande importanza, ai fini del risparmio energetico, dei programmi di risanamento degli edifici in materia di CO2;
30. nota che esistono tuttora risorse petrolifere europee; è convinto che massimizzare lo sfruttamento delle risorse indigene dovrebbe essere considerato un mezzo importante (seppure temporaneo) per controbilanciare l'aumento del volume di petrolio importato in Europa;
31. sottolinea la necessità di orientare le infrastrutture energetiche verso la cogenerazione di elettricità e calore e la produzione di energia decentralizzata;
32. invita la Commissione e il Consiglio a elaborare un piano dettagliato per ridurre la dipendenza dell'Unione europea dalle importazioni petrolifere e per passare all'energia pulita; chiede immediatamente l'adozione di misure volte a migliorare l'efficienza energetica; ricorda che l'efficienza energetica è di gran lunga il metodo più economico per ridurre le emissioni di anidride carbonica e aumentare la sicurezza energetica;
33. accoglie con favore il piano d'azione per l'efficienza energetica della Commissione, che rappresenta un contributo chiave al risparmio energetico e dunque alla riduzione della dipendenza energetica;
34. sottolinea la necessità che i Fondi strutturali e di coesione, al pari del programma quadro per la competitività e l'innovazione(5)
, tengano debitamente conto delle politiche e azioni in materia di efficienza energetica; accoglie favorevolmente la proposta contenuta nel piano d'azione per l'efficienza energetica di potenziare il finanziamento privato attraverso questi strumenti;
35. chiede la creazione di un meccanismo d'urgenza integrato dell'Unione europea per la sicurezza dell'approvvigionamento con un aumento delle riserve minime di petrolio nell'Unione europea, passando dai 90 ai 120 giorni di consumo e la costituzione di riserve di gas minime per almeno 90 giorni; deplora, a tale riguardo, che la Commissione non abbia proposto l'aumento e la ripartizione delle riserve di emergenza di petrolio e di gas nel contesto del suo pacchetto integrato sull'energia e il cambiamento climatico del 10 gennaio 2007;
36. rileva che una pubblicazione settimanale (a partire da dati pubblici, come negli Stati Uniti) delle riserve europee di petrolio e di prodotti petroliferi, come pure delle importazioni e esportazioni per tipo di prodotto (greggio, benzina, gasolio, gasolio domestico, altri) consentirebbe di valutare meglio le tensioni presenti sul mercato mondiale, di evidenziare il consumo europeo, di ridurre il tropismo degli operatori di mercato verso le riserve americane e contribuirebbe pertanto ad attenuare la volatilità del prezzo del petrolio.
37. ribadisce la sua richiesta di creazione, da parte delle istituzioni finanziarie pubbliche e delle banche multilaterali, di fondi per l'efficienza energetica che eroghino versamenti per progetti nel settore dell'efficienza energetica; ritiene che occorra inserire gli obiettivi relativi all'efficienza energetica in altre politiche settoriali, in particolare nelle politiche fiscali, dei trasporti e di coesione; ritiene che occorra incoraggiare programmi di finanziamento innovativi e strumenti contrattuali come il microcredito e le imprese in partecipazione pubblico/privato per sollecitare la partecipazione attiva di partner e decisori locali;
38. sottolinea il ruolo fondamentale della Banca europea per gli investimenti (BEI) nel promuovere investimenti nell'energia pulita; si compiace dell'impegno preso dalla BEI di rafforzare il suo contributo agli investimenti infrastrutturali, ivi compreso il settore della sicurezza energetica, le energie rinnovabili, le reti transeuropee e il raddoppio della quota degli investimenti in progetti rinnovabili passando dal 7% al 15%; sottolinea che occorre diversificare con urgenza le fonti energetiche e che l'Unione europea si mobilita a favore dello sviluppo sostenibile e rispetta i suoi impegni internazionali derivanti dal protocollo di Kyoto; invita la BEI a integrare i criteri relativi alle emissioni di CO2 nei suoi requisiti di selezione e ad adottare un obiettivo ancora più ambizioso per i progetti relativi alle energie rinnovabili e all'efficacia energetica;
Fiscalità
39. prende atto dell'aumento degli oneri fiscali energetici che derivano da recenti aumenti del prezzo del petrolio; sottolinea l'importanza di misure fiscali adeguate, anche nel settore degli alloggi, come mezzo per ridurre la dipendenza economica dai combustibili fossili, affrontare il cambiamento climatico e stimolare gli investimenti nell'efficacia energetica, nelle energie rinnovabili e nei prodotti rispettosi dell'ambiente e a preferire queste opzioni; sottolinea che anche i regimi fiscali dovrebbero adottare il principio "chi inquina paga";
40. sottolinea che il 56% del petrolio consumato nell'Unione europea è utilizzato nel settore dei trasporti, il più esposto alle ripercussioni dell'aumento del prezzo del petrolio; chiede una direttiva quadro sull'efficacia energetica nei trasporti; sottolinea che il mutamento dei modi di trasporto è un importante mezzo per ridurre il consumo di petrolio; è favorevole all'armonizzazione delle legislazioni sulle automobili private, ivi compresa un'imposta dei veicoli in base al CO2 e armonizzata a livello dell'Unione europea con procedure di certificazione, di etichettatura e di incentivi fiscali per diversificare le fonti energetiche; chiede una strategia globale per sopprimere progressivamente l'utilizzazione di combustibili fossili nel settore dei trasporti e favorire l'arrivo sul mercato di veicoli a bassa emissione di CO2, utilizzando biocombustibili di ultima generazione e/o bioidrogeno; sottolinea che l'introduzione di biocombustibili non deve finire per sollevare l'industria automobilistica dall'obbligo di produrre veicoli che consumano meno e inquinano meno;
Politica energetica comune: diplomazia energetica
41. plaude al dialogo e alla cooperazione che l'Unione europea ha con i paesi esportatori per ridurre le incertezze sia a livello di offerta che di domanda, per facilitare le decisioni in materia di investimento e di diversificazione economica ed energetica da entrambe le parti e per creare un clima di fiducia;
42. rende atto della politica energetica, in particolare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico che deve diventare parte integrante della politica esterna comune, nonché delle politiche commerciale e di sicurezza dell'Unione europea e chiede una strategia comune per garantire e diversificare gli approvvigionamenti e rotte di transito, assicurando la solidarietà nell'ambito dell'UE; propone di utilizzare gli accordi di partenariato e di cooperazione con regioni produttrici di petrolio per creare un ambito regolamentare stabile ma aperto nei paesi fornitori, per promuovere gli investimenti nelle infrastrutture di sfruttamento e di trasporto e per garantire gli approvvigionamenti a lungo termine;
43. sottolinea l'importanza di integrare nella nuova diplomazia dell'energia dell'Unione europea un dialogo costruttivo con i paesi esportatori di petrolio, i paesi che si trovano sulle rotte di trasporto e tutti i grandi consumatori di energia, in particolare le economie emergenti e in via di sviluppo sull'efficienza energetica e la conservazione dell'energia al fine di definire norme minime di efficienza per i prodotti di interesse mondiale, per sviluppare la solidarietà nell'ambito della politica dell'energia e per lottare contro l'inquinamento dell'ambiente e i cambiamenti climatici;
44. ricorda l'importanza cruciale di garantire la sicurezza e la sostenibilità dell'approvvigionamento energetico nell'UE; ribadisce il duplice ruolo che un'adeguata regolamentazione del mercato e la diplomazia energetica dovrebbero rivestire in modo da creare un contesto stabile per l'approvvigionamento energetico;
45. invita la Commissione a esaminare eventuali misure volte a ridurre l'impatto del picco del petrolio sui cittadini dell'UE, compresa un'analisi di proposte programmatiche quali il protocollo sull'esaurimento mondiale degli idrocarburi che renderebbe meno drammatica l'eliminazione di carburanti fossili;
46. plaude al ruolo che il piano dell'UE sullo scambio delle emissioni ha svolto nel ridurre i consumi energetici; chiede di estendere tale piano al settore aereo e invita la Commissione a svolgere la sua parte nella messa a punto di un sistema mondiale di scambio delle emissioni;
47. riconosce che il perdurare di prezzi più elevati dell'energia eserciterà pressioni sui processi produttivi che si basano su materia prime provenienti da diverse regioni geografiche lontane; chiede alla Commissione di fornire un'analisi completa delle implicazioni dei maggiori prezzi dell'energia e del picco del petrolio per i flussi commerciali nell'ambito delle sue attività su commercio e competitività;
48. sottolinea l'importanza di favorire un corretto funzionamento del mercato mondiale del petrolio e del gas naturale attraverso soprattutto le norme e le direttive dell'OMC; ritiene che tale approccio consentirebbe di apportare un importante contributo all'efficienza energetica e di ridurre in tal modo le pressioni al rialzo dei prezzi dell'energia;
49. sottolinea la necessità di coinvolgere più attivamente l'Organizzazione Mondiale del Commercio nella politica energetica e di promuovere un'intesa dell'Unione europea con gli Stati aderenti all'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio al fine di esercitare un controllo sull'incremento dei prezzi dell'energia;
50. chiede che sia accordato un ruolo centrale alla costituzione di un vero e proprio mercato euromediterraneo dell'energia; prende atto con interesse della volontà espressa dalla Commissione, in occasione della Conferenza sulla politica energetica estera il 20 e 21 novembre 2006, di accordare un posto importante al Nord Africa e al Medio Oriente nella sua politica energetica estera ed auspica che a tali dichiarazioni si accompagnino azioni concrete;
o o o
51. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.
Decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un programma quadro per la competitività e l'innovazione (2007-2013) (GU L 310 del 9.11.2006, pag. 15).