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Procedura : 2005/0127(COD)
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Ciclo del documento : A6-0073/2007

Testi presentati :

A6-0073/2007

Discussioni :

PV 23/04/2007 - 18
CRE 23/04/2007 - 18

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PV 25/04/2007 - 11.2
CRE 25/04/2007 - 11.2
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P6_TA(2007)0145

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Mercoledì 25 aprile 2007 - Strasburgo Edizione definitiva
Misure penali volte ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale ***I
P6_TA(2007)0145A6-0073/2007
Risoluzione
 Testo consolidato

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 25 aprile 2007 sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale (COM(2006)0168 – C6-0233/2005 – 2005/0127(COD))

(Procedura di codecisione: prima lettura)

Il Parlamento europeo ,

–   vista la proposta modificata della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2006)0168)(1) ,

–   visti l'articolo 251, paragrafo 2, e l'articolo 95 del trattato CE, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C6-0233/2005),

–   visto l'articolo 51 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A6-0073/2007),

1.   approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.   chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione.

(1) Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.


Posizione del Parlamento europeo definita in prima lettura il 25 aprile 2007 in vista dell'adozione della direttiva 2007/.../CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale
P6_TC1-COD(2005)0127

(Testo rilevante ai fini del SEE)

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 95,

vista la proposta della Commissione,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo(1) ,

visto il parere del Comitato delle regioni(2) ,

deliberando secondo la procedura di cui all'articolo 251 del trattato(3) ,

considerando quanto segue:

(1)  Nel Libro verde sulla lotta alla contraffazione e alla pirateria nel mercato interno, presentato dalla Commissione il 15 ottobre 1998, si è constatato che la contraffazione e la pirateria sono divenuti un fenomeno di dimensioni mondiali che ha ripercussioni importanti sul piano economico e sociale e in termini di protezione dei consumatori, in particolare per quanto riguarda la salute e la sicurezza pubbliche. Nell'ambito del seguito da dare al Libro verde è stato elaborato un piano d'azione, successivamente inserito nella Comunicazione sullo stesso soggetto che la Commissione ha indirizzato al Consiglio, al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale il 30 novembre 2000.

(2)  Il Consiglio europeo di Bruxelles del 20 e 21 marzo 2003, nelle sue conclusioni, ha invitato la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale adottando misure contro la contraffazione e la pirateria.

(3)  Sul piano internazionale, gli Stati membri e la Comunità, per le questioni di sua competenza, sono vincolati dall'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio ("l'accordo sugli ADPIC"), approvato dalla Comunità nell'ambito dell'Organizzazione mondiale del commercio, con la decisione 94/800/CE del Consiglio(4) . L'accordo sugli ADPIC contiene, in particolare, alcune disposizioni penali che costituiscono norme comuni applicabili sul piano internazionale, ma le disparità tra Stati membri restano tuttavia eccessivamente marcate e non permettono di contrastare efficacemente le violazioni della proprietà intellettuale, in particolare per quanto riguarda le manifestazioni più gravi. Questo comporta una perdita di fiducia degli ambienti economici nell'ambito del mercato interno e, di conseguenza, una riduzione degli investimenti nell'innovazione e nella creazione.

(4)  La Commissione ha inoltre adottato nel novembre 2004 una strategia per l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale nei confronti dei paesi terzi.

(5)  La direttiva 2004/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 29 aprile 2004 sul rispetto dei diritti di proprietà intellettuale prevede misure, procedure e mezzi di ricorso di natura civile e amministrativa(5) . Le disposizioni di tale direttiva devono essere integrate da alcune disposizioni penali sufficientemente dissuasive e applicabili su tutto il territorio della Comunità. Per contrastare efficacemente la contraffazione e la pirateria nell'ambito del mercato interno è necessario procedere al ravvicinamento di alcune disposizioni penali. Il legislatore comunitario è competente ad adottare le misure penali necessarie per garantire la piena efficacia delle norme che esso emana in materia di protezione della proprietà intellettuale, come definita dalla presente direttiva e comunque ad esclusione della materia brevettuale.

(6)  Sulla base della comunicazione della Commissione relativa alla risposta delle amministrazioni doganali agli ultimi sviluppi nel campo della contraffazione e della pirateria, adottata nell'ottobre 2005, il 13 marzo 2006 il Consiglio ha adottato una risoluzione nella quale sottolinea che gli obiettivi definiti dalla strategia di Lisbona possono essere conseguiti "solo tramite il buon funzionamento del mercato interno e con misure adeguate per incoraggiare investimenti nell'economia basata sulla conoscenza" e "riconosce la minaccia rappresentata dalla preoccupante crescita della contraffazione e della pirateria per l'economia dell'Unione basata sulla conoscenza e in particolare per la salute e la sicurezza (…)".

(7)  Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 7 settembre 2006 sulla contraffazione di medicinali, ha ritenuto che la Comunità europea dovesse dotarsi con la massima urgenza degli strumenti necessari per contrastare con efficacia le pratiche illecite nel settore della pirateria e della contraffazione dei medicinali.

(8)  Occorre, in particolare, realizzare un ravvicinamento del livello delle sanzioni nei confronti delle persone fisiche e giuridiche che hanno commesso tali reati o ne sono responsabili. Tale ravvicinamento deve interessare le pene detentive, le ammende e la confisca.

(9)  Per quanto riguarda le persone accusate di aver commesso le violazioni di cui alla presente direttiva, nel determinare la loro intenzione di violare il diritto di proprietà intellettuale in questione si dovrebbe tener conto della misura in cui la persona accusata può aver avuto, prima di commettere la violazione, fondati motivi per sostenere che il diritto di proprietà intellettuale in questione non era valido.

(10)  Occorre prevedere disposizioni finalizzate ad agevolare le indagini penali. Gli Stati membri devono prevedere la cooperazione dei titolari del diritto di proprietà intellettuale con le squadre investigative comuni, in base alle disposizioni contenute nella decisione quadro 2002/465/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, sulle squadre investigative comuni (6) . L'implicazione dei titolari del diritto di proprietà intellettuale interessati, dovrebbe costituire un ruolo d'appoggio che non interferirà con la neutralità delle investigazioni statali.

(11)  Al fine di agevolare le indagini o i procedimenti penali riguardanti le violazioni della proprietà intellettuale, è necessario che questi non siano subordinati alla dichiarazione o all'accusa della vittima del reato.

(12)  I diritti sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea devono essere pienamente rispettati in sede di definizione dei reati e delle sanzioni penali, nell'ambito delle indagini e nel corso dei procedimenti penali.

(13)  La presente direttiva non rimette in discussione i regimi di responsabilità dei prestatori del servizio Internet previsto dalla direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (7) e dalla direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione (8) .

(14)  Poiché l'obiettivo dell'azione prevista non può essere realizzato in misura sufficiente dagli Stati membri e può invece essere realizzato meglio a livello comunitario, la Comunità può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito all'articolo 5 del trattato. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale scopo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(15)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi sanciti, in particolare, nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Nella fattispecie, la presente direttiva mira a garantire il pieno rispetto della proprietà intellettuale conformemente all'articolo 17, paragrafo 2, della suddetta Carta.

(16)   è necessario assicurare un'adeguata tutela ai diritti di proprietà intellettuale nell'ambito del settore audiovisivo, così come indicato dalla direttiva 98/84/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 1998, sulla tutela dei servizi ad accesso condizionato e dei servizi di accesso condizionato (9) ,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

Articolo 1

Oggetto e campo d'applicazione

La presente direttiva stabilisce le misure penali necessarie per garantire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, come definiti in appresso, nel contesto della contraffazione e della pirateria.

Tali misure si applicano ai diritti di proprietà intellettuale, ad esclusione della materia brevettuale, previsti dalla legislazione comunitaria .

Le disposizioni della presente direttiva non si applicano ai diritti di proprietà industriale derivanti da brevetti.

In particolare la presente direttiva non si applica alle violazioni di un diritto di proprietà intellettuale collegato a:

   brevetti, modelli di utilità e certificati complementari di protezione;
   importazione parallela di beni originali che sono stati commercializzati con l'accordo del titolare dei diritti in un paese terzo.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva:

  a) per "diritti di proprietà intellettuale'si intendono uno o più dei seguenti diritti:
   diritto d'autore,
   diritti connessi al diritto d'autore,
   diritto sui generis del costitutore di una banca di dati,
   diritti dei creatori di topografie di prodotti semiconduttori,
   diritti relativi ai marchi, nella misura in cui l'estensione ad essi della protezione del diritto penale non sia in contravvenzione delle norme sul libero mercato e sulle attività di ricerca,
   diritti relativi ai disegni,
   indicazioni geografiche,
   denominazioni commerciali, nella misura in cui sono protetti dal diritto nazionale in quanto diritti di proprietà esclusivi,
   e in ogni caso unicamente per quanto riguarda i diritti previsti a livello comunitario, i diritti relativi alle merci di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b) del regolamento (CE) n. 1383/2003 del Consiglio, del 22 luglio 2003, relativo all'intervento dell'autorità doganale nei confronti di merci sospettate di violare taluni diritti di proprietà intellettuale e alle misure da adottare nei confronti di merci che violano tali diritti (10) , e in ogni caso, ad esclusione dei brevetti;
   b) per "violazione su scala commerciale" si intende la violazione di un diritto di proprietà intellettuale commesso per ottenere un vantaggio commerciale; ciò esclude atti compiuti da un utilizzatore privato per fini personali e non di lucro;
   c) per "violazione intenzionale di un diritto di proprietà intellettuale" si intende la violazione deliberata e cosciente del diritto in oggetto allo scopo di ottenere un vantaggio economico su scala commerciale;
   d) per " persona giuridica" si intende qualsiasi soggetto giuridico che sia tale in forza del diritto nazionale applicabile, ad eccezione degli Stati o di altre istituzioni pubbliche nell'esercizio dei pubblici poteri e delle organizzazioni internazionali pubbliche.

Articolo 3

Reati

Gli Stati membri provvedono a qualificare come reato qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale, la complicità e l'istigazione della violazione stessa .

Non si applicano sanzioni penali in caso di importazione parallela di beni originali che sono stati commercializzati con l'accordo del titolare dei diritti in un paese terzo.

Gli Stati membri provvedono affinché l'uso equo di un'opera protetta, inclusa la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l'uso in classe), studio o ricerca, non sia qualificato come reato.

Articolo 4

Natura delle sanzioni

1.  Per i reati di cui all'articolo 3, gli Stati membri prevedono le sanzioni seguenti:

   a) per le persone fisiche: pene restrittive della libertà personale;
  b) per le persone fisiche e giuridiche:
   i) ammende penali per le persone fisiche e ammende penali e non penali per le persone giuridiche ,
   ii) la confisca dell'oggetto, degli strumenti e dei prodotti originati dai reati, o dei beni il cui valore corrisponde a tali prodotti.

2.  Per i reati di cui all'articolo 3 gli Stati membri prevedono altresì l'applicazione, ove opportuno, delle seguenti sanzioni:

   a) la distruzione dei beni, inclusi i materiali o le attrezzature utilizzati per commettere la violazione del diritto di proprietà intellettuale;
   b) la chiusura, totale o parziale, definitiva o temporanea, dello stabilimento usato per commettere la violazione in questione;
   c) l'interdizione, permanente o temporanea, di esercitare attività commerciali;
   d) l'assoggettamento a controllo giudiziario;
   e) la liquidazione giudiziaria;
   f) l'esclusione dal godimento di benefici e aiuti pubblici;
   g) la pubblicazione delle decisioni giudiziarie;
   h) un ordine che richieda il pagamento, da parte del contraffattore, delle spese di custodia dei beni confiscati.

Articolo 5

Livello delle sanzioni

1.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie per garantire che il massimo della pena comminabile alle persone fisiche responsabili dei reati di cui all'articolo 3 non sia inferiore ad almeno quattro anni di reclusione quando tali reati siano gravi ai sensi dell'articolo 3, punto 5, della direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo (11) , ovvero siano commessi nell'ambito di una organizzazione criminale ai sensi della decisione quadro 2007/.../GAI [ sulla lotta contro la criminalità organizzata] ovvero comportino un rischio per la salute o la sicurezza delle persone.

2.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che le persone fisiche o giuridiche responsabili dei reati di cui all'articolo 3 siano soggette a sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. Tali sanzioni comprendono ammende penali o non penali:

   a) di un massimo non inferiore a 100 000 EUR per i casi diversi da quelli di cui al paragrafo 1 ;
   b) di un massimo non inferiore a 300 000 EUR per i casi di cui al paragrafo 1.

3.  Gli Stati membri adottano le misure necessarie a garantire che, nel fissare il livello delle sanzioni conformemente ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo, si tenga conto dei reati di cui all'articolo 3, ripetutamente commessi da persone fisiche e da persone giuridiche in un altro Stato membro.

Articolo 6

Ampi poteri di confisca

Gli Stati membri adottano le misure necessarie a permettere la confisca, totale o parziale, dei beni appartenenti a persone fisiche o giuridiche condannate conformemente alle disposizioni previste all'articolo 3 della decisione quadro 2005/212/GAI del Consiglio del 24 febbraio 2005 relativa alla confisca di beni, strumenti e proventi di reati(12) , quando tali reati siano gravi ai sensi dell'articolo 3, punto 5, della direttiva 2005/60/CE, ovvero siano commessi nell'ambito di una organizzazione criminale ai sensi della decisione quadro 2007/ ... [ sulla lotta contro la criminalità organizzata] ovvero comportino un rischio per la salute o la sicurezza delle persone.

Articolo 7

Ricorso abusivo a minacce di sanzioni penali

Gli Stati membri assicurano che, mediante misure penali, civili e procedurali, il ricorso abusivo a minacce di sanzioni penali possa essere vietato e soggetto a sanzioni.

Gli Stati membri vietano gli abusi procedurali, in particolare qualora vengano applicate misure penali per far rispettare norme di diritto civile.

Articolo 8

Diritti dell'imputato

Gli Stati membri assicurano che i diritti dell'imputato siano debitamente protetti e garantiti.

Articolo 9

Squadre investigative comuni

1.  Gli Stati membri assicurano che i titolari dei diritti di proprietà intellettuale interessati, o i loro rappresentanti, e gli esperti possano contribuire alle indagini condotte dalle squadre investigative comuni sui reati di cui all"articolo 3 .

2.  Gli Stati membri pongono in essere adeguati meccanismi di salvaguardia per fare in modo che tale contributo non comprometta i diritti dell'accusato, ad esempio pregiudicando l'accuratezza, l'integrità e l'imparzialità delle prove.

3.  L'articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che riguarda la protezione dei dati di carattere personale, e la direttiva 95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (13) devono essere pienamente rispettati durante le indagini e le procedure giudiziarie.

Articolo 10

Diritto a ricevere informazioni dalle autorità di polizia

Gli Stati membri provvedono a che, nel caso in cui sequestrino articoli in violazione dei diritti di proprietà intellettuale o ottengano altre prove di violazioni, le autorità di polizia producano tali prove nei processi civili pendenti o futuri avverso il presunto responsabile intentati dal titolare dei diritti dinanzi a una Corte avente giurisdizione nel territorio dell'Unione europea, e a che, ove possibile, tali autorità informino il titolare dei diritti interessato o il suo rappresentante del sequestro o delle prove in questione. Gli Stati membri hanno la facoltà di decidere che le prove siano messe a disposizione del titolare dei diritti con riserva di determinati requisiti in materia di accesso ragionevole, sicurezza o d'altro tipo, onde garantire l'integrità delle prove stesse ed evitare di compromettere l'eventuale azione penale che ne può scaturire.

Articolo 11

Avvio dell'azione penale

Gli Stati membri garantiscono che la possibilità di avviare indagini o procedimenti penali inerenti i reati di cui all'articolo 3 non sia subordinata alla dichiarazione o all'accusa di una vittima del reato, quantomeno nel caso in cui i fatti siano stati commessi nel proprio territorio.

Articolo 12

Attuazione

1.  Gli Stati membri attuano le disposizioni necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il termine di …(14) . Essi notificano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni corredato da una tabella di concordanza tra queste ultime e la presente direttiva.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all'atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni di diritto interno adottate nell'ambito disciplinato dalla presente direttiva.

Articolo 13

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.

Articolo 14

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a ,

Per il Parlamento europeo Per il Consiglio

Il presidente Il presidente

(1) GU C ...
(2) GU C ...
(3) Posizione del Parlamento europeo del 25 aprile 2007.
(4) GU L 336 del 23.12.1994, pag. 1.
(5) GU L 157 del 30.4.2004, pag. 45. Rettifica in GU L 195 del 2.6.2004, pag. 16.
(6) GU L 162 del 20.6.2002, pag. 1.
(7) GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1.
(8) GU L 167 del 22.6.2001, pag. 10.
(9) GU L 320 del 28.11.1998, pag. 54.
(10) GU L 196 del 2.8.2003, pag. 7.
(11) GU L 309 del 25.11.2005, pag. 15 .
(12) GU L 68 del 15.3.2005, pag. 49.
(13) GU L 281 del 23.11.1995, pag. 31. Direttiva modificata dal regolamento (CE) n. 1882/2003 (GU L 284 del 31.10.2003, pag. 1).
(14)* Diciotto mesi dalla data di adozione della presente direttiva .

Ultimo aggiornamento: 8 febbraio 2011Avviso legale