Risoluzione del Parlamento europeo del 4 settembre 2007 sulle catastrofi naturali
Il Parlamento europeo
,
– visti gli articoli 2, 6 e 174 del trattato CE,
– viste la sua risoluzione del 7 settembre 2006 sugli incendi boschivi e le inondazioni in Europa(1)
, la sua risoluzione del 5 settembre 2002 sulle inondazioni in Europa(2)
, la sua risoluzione del 14 aprile 2005 sulla siccità in Portogallo(3)
, la sua risoluzione del 12 maggio 2005 sulla siccità in Spagna(4)
, la sua risoluzione dell'8 settembre 2005 sulle calamità naturali (incendi e inondazioni) in Europa(5)
e le sue risoluzioni del 18 maggio 2006 sulle calamità naturali (incendi boschivi, siccità e inondazioni) – aspetti attinenti all'agricoltura(6)
, allo sviluppo regionale(7)
e all'ambiente(8)
,
– viste le due audizioni pubbliche organizzate congiuntamente dalla propria commissione per lo sviluppo regionale, dalla propria commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e dalla propria commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale sui temi "Strategia europea contro le calamità naturali" (20 marzo 2006) e "Forza di protezione civile europea: Europe aid (5 ottobre 2006),
– viste la decisione 2001/792/CE, Euratom del Consiglio, del 23 ottobre 2001, che istituisce un meccanismo comunitario inteso ad agevolare una cooperazione rafforzata negli interventi di soccorso della protezione civile(9)
e l'imminente approvazione della versione rifusa della decisione del Consiglio che istituisce un Meccanismo comunitario di protezione civile, nonché la posizione del Parlamento del 24 ottobre 2006(10)
,
– viste la proposta della Commissione concernente un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un Fondo di solidarietà dell'Unione europea (COM(2005)0108) e la posizione del Parlamento del 18 maggio 2006(11)
,
– vista la relazione di Michel Barnier del 9 maggio 2006 dal titolo "Per una forza di protezione civile europea: Europe aid",
– vista la sua posizione del 25 aprile 2007 sulla posizione comune del Consiglio in vista dell'adozione di una direttiva sulla valutazione e la gestione dei rischi di inondazione(12)
,
– vista la decisione 2007/162/CE, Euratom del Consiglio, del 5 marzo 2007, che istituisce uno strumento finanziario per la protezione civile(13)
,
– viste le conclusioni del Consiglio "Giustizia e affari interni" del 12 e 13 giugno 2007 sul rafforzamento della capacità di coordinamento del Centro di informazione e di monitoraggio (MIC) nell'ambito del Meccanismo comunitario di protezione civile,
– visti il Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC) dell'11 dicembre 1997 e la ratifica del Protocollo di Kyoto effettuata dalla Comunità il 4 marzo 2002,
– visto il regolamento (CE) n. 2152/2003, del 17 novembre 2003, relativo al monitoraggio delle foreste e delle interazioni ambientali nella Comunità (Forest Focus)(14)
,
– visto il punto 12 delle conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo di Bruxelles del 15 e 16 giugno 2006 in merito alla reazione dell'Unione alle emergenze, alle crisi e ai disastri,
– vista la comunicazione della Commissione intitolata "Affrontare il problema della carenza idrica e della siccità nell'Unione europea" (COM(2007)0414),
– visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che i devastanti incendi e le violente inondazioni che hanno seminato morte e distruzione in tutta l'Europa, soprattutto in Grecia e nel Regno Unito, nel corso dell'estate 2007 hanno colpito Stati membri UE, e anche regioni periferiche, in particolare la Martinica e la Guadalupa che sono anche state spazzate dal ciclone Dean, paesi candidati e paesi immediatamente confinanti con l'UE; che la superficie bruciata nel solo mese di luglio è pari all'intera superficie andata in fumo durante l'intero 2006; che nel mese di agosto la Grecia ha subito una grave tragedia nazionale in ragione di uno dei più gravi incendi mai verificatosi al mondo dal 1871,
B. considerando che l'intera superficie vegetativa e boschiva in Europa, inclusi i Siti di importanza comunitaria (SIC) inseriti nella rete Natura 2000 e altre zone di grande valore ecologico con connettività ecologica nell'intera regione, che è stata colpita dagli incendi durante l'estate appena trascorsa supera i 700 000 ettari e che i paesi più gravemente colpiti sono la Grecia, l'Italia, la Bulgaria, Cipro, la Croazia, l'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, la Spagna (in particolare le Isole Canarie e la provincia di Castillón), l'Ucraina, la Turchia e l'Albania,
C. considerando che i recenti e catastrofici incendi forestali in Grecia hanno provocato la perdita di più di 60 vite umane e numerosissimi feriti, l'incendio di più di 250 000 ettari, comprese migliaia di ettari di boschi e di macchia mediterranea, la morte di animali, la distruzione di numerose case, proprietà e l'annientamento di villaggi,
D. considerando che, allo stesso tempo, altre regioni d'Europa, in particolare il Regno Unito, sono state colpite da gravi alluvioni, che sono costate la vita ad almeno dieci persone e hanno provocato, secondo le stime, 5 miliardi di euro di danni ad abitazioni, scuole, infrastrutture e all'agricoltura, nonché l'interruzione dell'approvvigionamento di acqua potabile per 420 000 cittadini, il che ha comportato l'evacuazione di numerose persone e ingenti perdite per le aziende, l'agricoltura e l'industria del turismo; considerando che l'Italia si è trovata in una situazione critica, contrassegnata da inondazioni nel centro-nord e da siccità e incendi nel sud, mentre, nello stesso periodo, si registrava una grave siccità nei paesi dell'Europa orientale e soprattutto in Romania,
E. considerando che il Meccanismo comunitario di protezione civile è stato attivato dodici volte per lo stesso tipo di emergenza nell'arco di due mesi e che sette di questi casi sono stati simultanei; considerando che l'aiuto degli Stati membri non è stato sufficiente a garantire una rapida e adeguata risposta della protezione civile in tutte queste emergenze,
F. considerando che, vista la frequenza di stagioni estive sempre più calde e asciutte nell'Europa meridionale, gli incendi boschivi e di altro tipo rappresentano un fenomeno ricorrente, che tuttavia ogni anno drammaticamente cambia sia di intensità che di ubicazione geografica; considerando che la tendenza di questi eventi disastrosi è influenzata anche dal cambiamento climatico ed è collegata al sempre più frequente ripetersi di ondate di calore e di siccità, come notato nella comunicazione della Commissione di cui sopra; considerando che gli investimenti destinati alla lotta contro i cambiamenti climatici corrispondono pertanto a investimenti per la prevenzione di catastrofi quali la siccità e gli incendi boschivi; considerando che nei periodi di siccità, la cui durata continua ad allungarsi, risulterà sempre più difficile ripristinare le foreste incendiate, con il conseguente rischio di desertificazione,
G. considerando le negative conseguenze economiche e sociali delle calamità naturali per le economie regionali, l'attività produttiva e il turismo,
H. considerando che il gran numero di incendi verificatisi nel 2007 in Europa meridionale, così come la loro ampiezza, è il risultato di vari fattori come il cambiamento climatico, le carenze in materia di definizione e cura delle zone boschive e una combinazione di cause naturali e di negligenze umane ma anche di attività criminali, unitamente a una carente applicazione delle norme legislative che proibiscono l'edificazione delle zone incendiate,
I. considerando che l'Unione europea deve riconoscere la natura specifica delle calamità naturali che si concretizzano nelle siccità e negli incendi nel bacino del Mediterraneo e adattare di conseguenza la prevenzione, la ricerca, la gestione dei rischi, la difesa civile e gli strumenti di solidarietà di cui dispone,
1. esprime le proprie condoglianze e la a propria viva solidarietà ai parenti in lutto per la perdita dei loro cari nonché agli abitanti delle zone sinistrate;
2. rende omaggio ai vigili del fuoco, agli altri professionisti e ai volontari che hanno lavorato incessantemente, rischiando la propria vita per spegnere gli incendi, salvare le persone e limitare i danni provocati dalle catastrofi naturali di quest'estate, oltre alle numerosissime persone che hanno lottato per salvare i loro mezzi di sostentamento e l'ambiente circostante;
3. chiede alla Commissione europea di mobilitare l'attuale Fondo di solidarietà dell'UE con la massima flessibilità e senza indugio, evitando le lungaggini procedurali e gli ostacoli amministrativi; in tale contesto ritiene che le risorse necessarie devono essere rese disponibili immediatamente per alleviare le sofferenze e venire incontro alle esigenze delle vittime dei disastri naturali, incendi e inondazioni e alle loro famiglie per il tramite del Fondo di solidarietà dell'UE, di altri strumenti comunitari (ad es. i Fondi strutturali e il FEASR) oppure qualsiasi altro strumento finanziario,
basandosi sulle condizioni d'attuazione dei fondi comunitari, quali il principio di partenariato e lo sviluppo sostenibile;
4. esorta la Commissione a introdurre misure straordinarie di aiuto comunitario, soprattutto di natura finanziaria, in modo da sostenere il ripristino delle regioni che hanno subito gravi danni, ripristinare il potenziale produttivo delle zone colpite, tentare di rilanciare la creazione di posti di lavoro e adottare le idonee misure per compensare i costi sociali inerenti alla perdita di posti di lavoro e di altre fonti di reddito;
5. sottolinea la necessità di accelerare le procedure di accesso ai fondi UE per il recupero dei terreni agricoli in seguito a inondazioni e incendi e di mettere a disposizione maggiori finanziamenti per la costruzione di difese contro le inondazioni; invita la Commissione europea e gli Stati membri a rivedere e a condividere le migliori pratiche alla luce delle ultime ricerche sui crescenti rischi di inondazioni e di incendi forestali causati dal modo in cui sono gestite la terra, l'habitat e la rete idrografica; sollecita gli Stati membri ad agevolare per quanto possibile il drenaggio naturale e l'assorbimento delle acque nell'ambiente, aumentando al contempo la capacità delle infrastrutture di controllo delle alluvioni e di drenaggio per limitare i danni che posso derivare dalle piogge torrenziali;
6. plaude alla solidarietà dimostrata dall'Unione europea, dai suoi Stati membri e da altri paesi che hanno aiutato le regioni colpite durante gli incendi forestali, fornendo velivoli, attrezzature antincendio e competenze, come pure all'encomiabile assistenza prestata alle autorità competenti e alla squadre di soccorso; ritiene che le dimensioni di questo fenomeno e le sue conseguenze superino spesso le dimensioni e le capacità a livello regionale e nazionale ed esigono con urgenza un efficace impegno europeo;
7. riconosce il contributo del MIC nel sostenere e agevolare la mobilitazione e il coordinamento dell'assistenza della protezione civile durante l'emergenza; rileva tuttavia che le risorse degli Stati membri per combattere gli incendi boschivi, soprattutto i mezzi aerei, sono limitate e che non sempre è possibile per gli Stati membri offrire sostegno quando le risorse sono necessarie nel loro territorio nazionale; rileva pertanto che taluni Stati membri hanno ottenuto meno assistenza di altri e hanno dovuto ricorrere ad accordi bilaterali con paesi terzi; deplora dunque che in taluni casi l'Unione europea nel suo insieme non abbia dato prova di sufficiente solidarietà;
8. invita vivamente il Consiglio a giungere senza indugio a una decisione sulla proposta di regolamento UE per il Fondo di solidarietà, tenendo presente che il Parlamento ha già approvato la sua posizione nel maggio 2006; ritiene inaccettabile il ritardo del Consiglio a tale proposito; ritiene che il nuovo regolamento, che tra l'altro riduce la soglia necessaria per mobilitare il Fondo di solidarietà UE, renderà possibile riparare i danni in modo più effettivo, flessibile e tempestivo; invita la Presidenza portoghese in carica e i ministri UE delle finanze, dell'ambiente, dell'agricoltura e dello sviluppo regionale a prendere immediatamente un'azione veloce e decisa; a tale fine propone di convocare una riunione straordinaria comune del Consiglio dei suddetti ministri UE, a cui il Parlamento europeo e la Commissione europea saranno presenti in qualità di osservatori;
9. chiede che venga creata una forza europea che possa reagire immediatamente in caso di emergenza, come propone la relazione del Commissario Barnier, e si rammarica che sia mancata una reazione e un seguito a tale riguardo; inoltre, sottolinea a tale proposito la necessità di sviluppare ulteriormente la capacità di risposta rapida basata sui meccanismi di protezione civile degli Stati membri, come invocato dal Consiglio europeo di Bruxelles del 16 e 17 giugno 2006; invita la Commissione europea ad elaborare una proposta concreta a tale riguardo; sottolinea il ruolo degli Stati membri e delle loro autorità locali in materia di prevenzione e di lotta contro gli incendi;
10. sollecita la Commissione europea a chiedere agli Stati membri informazioni sui loro programmi operativi concernenti casi di catastrofi naturali e a richiedere le relative modalità applicative e a esaminare, inoltre, l'idoneità dei dispositivi di prevenzione, di preparazione e di reazione utilizzati allo scopo di scambiare esperienze e trarre conclusioni sulle misure immediate, sul coordinamento degli organi amministrativi ed operativi e sulla disponibilità delle risorse umane e dei materiali necessari; invita la Commissione a esplorare la potenziale cooperazione con i paesi confinanti con l'UE e altri paesi terzi nella lotta contro gli incendi catastrofici e nello scambio delle migliori pratiche e capacità durante i pericolosi mesi estivi, al fine di essere meglio preparati per l'estate del 2008;
11. ritiene che l'esperienza degli ultimi anni e dell'anno in corso evidenzi la necessità di rafforzare lo stato di preparazione preventiva e la capacità di risposta della Protezione civile comunitaria in materia di incendi forestali e di altro tipo ed esorta fermamente la Commissione a provvedere a tal fine;
12. invita la Commissione a studiare la possibilità di prevedere in anticipo l'accesso a capacità supplementari in grado di assicurare una risposta rapida alle emergenze di grave entità, che possano provenire da altre fonti, tra cui il mercato commerciale; propone che il costo di una tale forza in stato di allerta sia finanziato a titolo dello Strumento finanziario di protezione civile;
13. accoglie con soddisfazione la recente decisione 2007/162/CE, Euratom del Consiglio del 5 marzo 2007 di istituire uno Strumento finanziario di protezione civile e ritiene che gli interventi che beneficiano di finanziamenti a titolo di tale strumento debbano garantire la visibilità della solidarietà europea, apportando un ulteriore valore aggiunto europeo alla gestione efficace delle calamità naturali; è preoccupato tuttavia che l'importo assegnato al nuovo strumento non sia sufficiente per consentire di svolgere effettivamente i suoi ambiziosi compiti;
14. sottolinea la necessità di misure più incisive per la prevenzione delle calamità naturali e attende con impazienza, a tale proposito, la pubblicazione nel 2008 di due studi della Commissione finalizzati alla definizione di una strategia integrata per la prevenzione di simili calamità; propone inoltre che la Commissione europea esamini gli usi potenziali di un coordinamento aperto per prevenire i disastri naturali, mediante una cura generalizzata per il territorio allo scopo di aumentare i tempi di ritenzione delle masse acquifere e un intervento generalizzato sulle foreste al fine di ridurre per quanto possibile il loro carico incendiario, l'estensione degli incendi e la velocità a cui si diffondono; sottolinea che la biomassa recuperata potrebbe contribuire alla fattibilità economica dell'operazione;
15. invita la Commissione a svolgere maggiori ricerche finalizzate al miglioramento della prevenzione degli incendi forestali e delle metodologie e dei materiali per contrastarli e a riesaminare l'uso e la programmazione dei terreni; invita gli Stati membri ad intervenire fermamente per migliorare e attuare il loro quadro legislativo di protezione forestale e ad astenersi da attività di commercializzazione, riclassificazione e privatizzazione, limitando quindi le ingerenze e la speculazione; chiede che tutto il know-how disponibile dell'UE, compresi i sistemi satellitari, sia utilizzato a tal fine;
16. deplora il fatto che sembra che moltissimi incendi boschivi siano dovuti ad atti dolosi ed è in particolare preoccupato dal fatto che sempre più spesso gli incendi boschivi in Europa sono dovuti ad atti criminali; invita gli Stati membri ad inasprire le sanzioni penali per gli atti dolosi che danneggiano l'ambiente, in particolare per quelli che provocano incendi boschivi e ritiene che lo svolgimento tempestivo di indagini efficaci per la determinazione delle responsabilità, cui facciano seguito sanzioni proporzionate, possa scoraggiare comportamenti negligenti e fraudolenti;
17. esprime la propria preoccupazione per il crescente numero di calamità provocate da fenomeni climatici estremi che, stando agli esperti, sono per lo più imputabili ai cambiamenti climatici dovuti al surriscaldamento del pianeta; invita pertanto gli Stati membri ad adottare i provvedimenti necessari per conformarsi agli obiettivi di Kyoto e chiede alla Commissione di adoperarsi per garantire il rispetto degli impegni di Kyoto, assicurandone altresì il seguito; invita la Commissione e tutte le autorità pubbliche competenti a tener conto dei cambiamenti climatici e della maggiore probabilità che si verifichino calamità, quali le inondazioni e gli incendi forestali, in sede di determinazione delle dotazioni finanziarie e la costituzione di riserve per i servizi di emergenza;
18. invita la Commissione a continuare a collaborare con le autorità nazionali allo scopo di elaborare misure che riducano al minimo l'impatto ambientale degli incendi; chiede una politica di rimboschimento basata sul rispetto delle caratteristiche bioclimatiche e ambientali; sottolinea la necessità di raccogliere e registrare i dati delle risorse naturali di ognuno degli Stati membri, mediante la creazione di "Conti verdi nazionali" sotto forma di una base di dati accessibile a tutti i cittadini;
19. sottolinea la necessità di attribuire un'attenzione particolare, in casi di catastrofi naturali, ai bisogni specifici dei disabili in tutte le azioni intraprese utilizzando i meccanismi della protezione civile;
20. ritiene che l'Azione volontaria di protezione civile debba essere promossa e sostenuta senza indugio, con attività di formazione ed equipaggiamenti di base che potrebbero sfruttare le tecnologie avanzate, trattandosi di una delle maggiori risorse disponibili per gli Stati membri nell'affrontare stati di emergenza derivanti da calamità naturali; invita l'Unione europea e gli Stati membri a fare in modo che la società sia consapevole del valore delle nostre foreste, delle loro risorse e dei benefici della loro conservazione promuovendo il coinvolgimento della società civile mediante attività volontarie organizzate o mediante altri metodi;
21. ritiene che una condizione fondamentale per la protezione a lungo termine e la cura territoriale delle foreste sia la programmazione sostenibile e l'applicazione di piani di sviluppo regionali e rurali allo scopo di ridurre lo spopolamento rurale, di creare nuovi redditi rurali diversificati, in particolare per le giovani generazioni, e di stabilire le necessarie infrastrutture moderne per attrarre nelle zone rurali il turismo sostenibile e i servizi;
22. rileva che quest'anno le calamità naturali, e in particolare gli incendi forestali, hanno messo gravemente a repentaglio monumenti e siti archeologici di notevole importanza per il patrimonio culturale europeo; sottolinea in questo contesto il pericolo al sito antico di Olimpia, e in particolare al suo museo, quale sito del patrimonio mondiale; chiede che vengano immediatamente rese disponibili risorse qualora siti che costituiscono il patrimonio culturale europeo siano danneggiati dai persistenti incendi boschivi;
23. invita tutti gli Stati membri a garantire che tutte le zone boschive incendiate continuino ad essere foreste, che siano contemplate da programmi di riforestazione, imponendo condizioni vincolanti, e che non venga consentito alcun cambiamento della destinazione dei terreni; li invita inoltre ad attuare adeguate norme legislative sulla conservazione e il buon uso dei terreni, come le pratiche agricole e forestali sostenibili, la gestione delle acque e la gestione efficace dei rischi e a prevedere immediatamente ampie politiche di ricostruzione per il turismo e le economie locali ove colpite;
24. invita la Commissione a monitorare l'uso opportuno, efficiente ed efficace di tutti i finanziamenti per le emergenze messi a disposizione degli Stati membri per affrontare le conseguenze delle catastrofi naturali e chiede agli Stati membri che vengano restituiti gli aiuti comunitari utilizzati in modo improprio, ad esempio qualora non siano stati effettuati i programmi di riforestazione, e di garantire l'aggiornamento catastale;
25. condanna la prassi di condonare le costruzioni edificate illegalmente in zone protette e più in generale in zone non autorizzate e preme affinché si ponga immediatamente fine a tutti i tentativi di diminuire la tutela delle zone boschive in Grecia mediante modifiche della Costituzione (articolo 24);
26. suggerisce l'invio di una delegazione del Parlamento europeo nei paesi maggiormente colpiti dalle recenti catastrofi naturali allo scopo di esprimere la propria solidarietà alla popolazione, monitorare il livello di devastazione per quanto riguarda la perdita di vite umane, la distruzione di proprietà, la disintegrazione di reti sociali, i danni all'ambiente e all'economia e a trarre conclusioni utili per una più efficace prevenzione e reazione a situazioni estreme di questo tipo nell'UE in avvenire;
27. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.