Risoluzione del Parlamento europeo del 6 settembre 2007 sul Bangladesh
Il Parlamento europeo
,
– viste le sue precedenti risoluzioni sul Bangladesh, in particolare la risoluzione del 16 novembre 2006(1)
,
– visto lo stato di emergenza decretato dal governo ad interim del Bangladesh l'11 gennaio 2007,
– vista la dichiarazione della Presidenza, a nome dell'Unione europea, sui recenti sviluppi politici nel Bangladesh, del 16 gennaio 2007,
– vista la visita svolta nel Bangladesh dalla Troika dell'Unione europea nel giugno 2007,
– visto l'accordo di cooperazione tra la Comunità europea e la Repubblica popolare del Bangladesh sul partenariato e sullo sviluppo (2)
,
– vista la dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite sul Bangladesh, del 17 luglio 2007,
– visto l'articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. considerando che le elezioni parlamentari, il cui svolgimento era previsto per il 22 gennaio 2007, sono state rinviate a seguito di violenze elettorali in virtù di una decisione del tribunale superiore del 29 gennaio 2007, e che è stato ora annunciato che si svolgeranno entro la fine del 2008,
B. considerando che la situazione politica prima dell'imposizione dello stato di emergenza era caratterizzata dal rifiuto del dialogo da parte dei principali attori politici, da antagonismi personali, da occasionali episodi di violenza e da un livello di corruzione estremamente alto,
C. considerando che lo stato di emergenza è stato dichiarato l'11 gennaio 2007 e che l'ex governatore della Banca centrale, Fakhruddin Ahmed, ha assunto la guida del governo ad interim non di partito con una piattaforma volta a porre a fine alla corruzione,
D. considerando che la missione di osservazione elettorale dell'Unione europea ha sospeso la sua attività il 22 gennaio 2007, in quanto in quel momento la possibilità di uno svolgimento libero ed equo delle elezioni appariva remota,
E. considerando che le Nazioni Unite hanno deciso, lo stesso giorno, di ritirare il proprio sostegno al processo elettorale,
F. considerando che, con l'obiettivo di porre fine alla corruzione, il governo ad interim appoggiato dall'esercito ha introdotto misure repressive, tra cui il divieto di ogni tipo di attività politica e la detenzione o la messa sotto accusa di oltre 160 leader politici, tra cui tre ex primi ministri, Moudud Ahmed, Sheik Hasina e Khaleda Zia, e di oltre 100 000 civili,
G. considerando che si è riferito di frequenti violazioni della libertà di stampa, inclusi arresti e casi di tortura nei confronti di giornalisti e personale dei media,
H. considerando che le forze congiunte stanno svolgendo un ruolo sempre più importante nella lotta alla corruzione a livello nazionale, con poteri generalizzati di razzia delle case di persone sospette e di confisca dei loro beni,
I. considerando che la lunga tradizione del Bangladesh di democrazia laica, rispettosa dei diritti dell'uomo e, in particolare, dei diritti della donna, della libertà di espressione e di tolleranza religiosa sembra essere sempre più a rischio,
J. considerando che il famoso avvocato del Bangladesh Sigma Huda, attivista dei diritti dell'uomo e relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tratta delle persone è stata arrestata nel luglio 2007 e condannata a tre anni di detenzione con l'accusa di corruzione; che vi sono preoccupazioni crescenti che alla sig.a Huda, che è gravemente malata, sia negato un trattamento medico specializzato; che il Segretario generale delle Nazioni unite Ban-Ki Moon ha esortato le autorità del Bangladesh, il 17 luglio 2007, a rispettare pienamente i diritti fondamentali della sig.a Huda,
K. considerando che, a norma dell'articolo 10 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, "ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza di ogni accusa penale che gli venga rivolta",
L. considerando che il 27 agosto 2007 la Corte suprema ha capovolto una sentenza del Tribunale superiore per il rilascio su cauzione dell'ex primo ministro e presidente della Lega Awami Sheikh Hasina, che era in carcere dal 16 luglio 2007,
M. considerando che l'ex primo ministro Khaleda Zia e suo figlio sono stati arrestati il 3 settembre 2007 a Dacca per presunti fatti di corruzione,
N. considerando che l'Unione europea e il Bangladesh hanno da lungo tempo buone relazioni e importanti legami commerciali,
1. esprime profonda preoccupazione dinanzi alla risposta sproporzionata da parte dell'esercito e delle forze di polizia nei confronti delle proteste studentesche scoppiate alla fine di agosto 2007 all'Università di Dacca; ritiene che le dimostrazioni fossero la prova del ruolo politico impopolare svolto dall'esercito; accoglie positivamente il fatto che il coprifuoco imposto a Dacca e in altre cinque città a causa di tali proteste sia stato sollevato il 28 agosto 2007; chiede l'immediato rilascio delle persone arrestate a seguito delle agitazioni di studenti e insegnanti, tra cui i membri dell'associazione degli insegnanti Shikkhok Samity, vale a dire Anwar Hossain, Harun Ur Rashid, Saidur Rahman Khan e Abus Sobhan;
2. esprime profonda preoccupazione per l'arresto e per la motivazione del mantenimento in detenzione del presidente della Lega Awami Sheikh Hasina, arrestata il 16 luglio 2007 con accuse di estorsione, e del presidente del Partito nazionalista del Bangladesh Khaleda Zia, con accuse di corruzione; esorta le autorità del Bangladesh, a svolgere il processo in modo trasparente e nel rispetto dello Stato di diritto; in particolare, esorta il governo a fondare la propria compagna di lotta contro la corruzione solo su fatti rilevanti nel contesto di procedimenti penali in materia di corruzione;
3. esorta le autorità del Bangladesh a permettere l'accesso a tutti i tribunali alle organizzazioni internazionali per i diritti dell'uomo, alle parti interessate e a osservatori internazionali quali diplomatici degli Stati membri dell'Unione europea o il personale della delegazione della Commissione, al fine di accertare che il procedimento si svolga in modo equo e imparziale;
4. esprime profonda preoccupazione per le condizioni detentive cui è soggetta Sigma Huda, condannata per accuse di corruzione, in particolare per il mancato accesso a trattamento medico, del quale ha urgentemente bisogno; esorta le autorità del Bangladesh a fornire alla sig.a Huda tutta l'assistenza medica e l'aiuto che le sue condizioni di salute richiedono; esorta le autorità del Bangladesh a rispettare i diritti fondamentali della sig.a Huda, in particolare il diritto di ricevere visite dai suoi familiari e amici in carcere; esorta le autorità ad autorizzare immediatamente tali visite;
5. deplora che il governo ad interim, pur compiendo progressi nella lotta contro la corruzione, mostri meno impeto nell'affrontare le riforme politiche; chiede un ritorno alla democrazia e la fine dello stato di emergenza in Bangladesh; in particolare, chiede che sia posto fine al divieto di attività politica, al fine di permettere a tutti i partiti e le organizzazioni politiche di prepararsi per elezioni aperte ed eque, come garantito dalla Costituzione;
6. prende atto della pubblicazione di un piano d'azione per le elezioni da parte della commissione elettorale nel luglio 2007 e degli sforzi intrapresi per riesaminare il processo di registrazione e modificare la legislazione in materia elettorale; esorta tuttavia il governo a riconsiderare il piano d'azione per le elezioni e ad accelerarne i preparativi;
7. accoglie favorevolmente l'impegno dell'Unione europea di fornire piena assistenza tecnica alle autorità del Bangladesh per l'organizzazione delle elezioni; chiede che la missione di osservazione elettorale dell'Unione europea riprenda le sue attività a lungo termine non appena ciò sarà fattibile e consigliabile;
8. esige che sia posta fine alla militarizzazione lenta ma progressiva del paese; esprime profonda preoccupazione quanto al ruolo del servizio militare di intelligence del Bangladesh (DGFI), le informazioni relative alla tortura di detenuti;
9. invita il governo del Bangladesh ad evitare le espulsioni arbitrarie di abitanti delle baraccopoli e di contadini senza terra dai bordi delle strade urbane e dai terreni a maggese, in conformità con la sentenza del tribunale superiore, e a effettuare gli sgomberi realmente necessari solo sulla base di piani di risanamento ben preparati;
10. invita il Consiglio e la Commissione a seguire con attenzione la situazione politica e dei diritti dell'uomo del Bangladesh alla luce dei recenti eventi e a protestare per il proseguimento dello stato di emergenza; invita i gruppi di lavoro istituiti tra l'Unione europea e il Bangladesh per la costruzione delle istituzioni, la riforma amministrativa, il buon governo e i diritti dell'uomo a contribuire attivamente alla stabilizzazione della democrazia nel Bangladesh;
11. invita il governo ad interim a compiere progressi per quanto riguarda la creazione di una commissione nazionale per i diritti dell'uomo, la cui messa in atto dovrebbe anche costituire una priorità per il futuro governo civile;
12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo ad interim del Bangladesh e al Segretario generale delle Nazioni Unite.