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Procedura : 2007/2113(INI)
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Ciclo del documento : A6-0326/2007

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A6-0326/2007

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PV 26/09/2007 - 17
CRE 26/09/2007 - 17

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PV 27/09/2007 - 9.2
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P6_TA(2007)0417

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Giovedì 27 settembre 2007 - Strasburgo Edizione definitiva
Efficienza ed equità nei sistemi d'istruzione e formazione
P6_TA(2007)0417A6-0326/2007

Risoluzione del Parlamento europeo del 27 settembre 2007 sull'efficienza e l'equità nei sistemi europei d'istruzione e formazione (2007/2113(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo intitolata "Efficienza e equità nei sistemi europei d'istruzione e formazione" (COM(2006)0481),

–   vista la proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche e dei titoli per l'apprendimento permanente (COM(2006)0479),

–   viste la sua posizione adottata in seconda lettura il 25 ottobre 2006 in vista dell'adozione della decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un programma d'azione integrato nel campo dell'apprendimento permanente(1) e la decisione n. 1720/2006/CE del Parlamento e europeo e del Consiglio, del 15 novembre 2006, che istituisce un programma d'azione nel campo dell'apprendimento permanente(2) ,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Educazione degli adulti: non è mai troppo tardi per apprendere" (COM(2006)0614),

–   viste la sua posizione adottata in prima lettura il 26 settembre 2006 sulla proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(3) e la raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(4) ,

–   viste la sua posizione adottata in prima lettura il 13 ottobre 2005 sulla proposta di raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio sul proseguimento della cooperazione europea in materia di certificazione della qualità nell'istruzione superiore(5) e la raccomandazione 2006/143/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, sul proseguimento della cooperazione europea in materia di certificazione della qualità nell'istruzione superiore(6) ,

–   visto l'articolo 45 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A6-0326/2007),

A.   considerando che, nel contesto dei tagli ai bilanci pubblici, delle sfide della globalizzazione, del mutamento demografico e dell'innovazione tecnologica, viene attribuita un'importanza sempre maggiore, in tutta Europa, al miglioramento dell'efficienza nel settore dell'istruzione e della formazione professionale,

B.   considerando che i notevoli divari di efficienza esistenti tra i vari sistemi di istruzione nell'Unione europea, illustrati nel rapporto Pisa 2003, sono fonte di preoccupazione,

C.   considerando che tale fattore potrebbe tradursi in un aumento delle disparità di sviluppo economico e sociale tra gli Stati membri e mettere in pericolo il conseguimento degli obiettivi della Strategia di Lisbona,

D.   considerando che il diritto all'istruzione è un principio riconosciuto sia a livello internazionale che dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

E.   considerando che la maggior parte degli attuali sistemi d'istruzione e formazione riproducono o addirittura aggravano le disparità esistenti,

F.   considerando che l'ingiustizia nel campo dell'istruzione e della formazione comporta pesanti costi occulti,

G.   considerando che gli investimenti nel campo dell'istruzione e della formazione determinano vantaggi economici e sociali a lungo termine e devono essere programmati a lungo termine,

H.   considerando che occorre istituire una cultura della valutazione nell'ambito dei sistemi d'istruzione e formazione, al fine di garantire un controllo efficace e a lungo termine della loro evoluzione,

I.   considerando la necessità di collegare le politiche in materia d'istruzione e formazione alle politiche relative all'occupazione, all'economia e all'integrazione sociale,

J.   considerando il ruolo fondamentale dell'istruzione e della formazione nel processo di formazione di un'identità europea meticcia, basata sull'educazione interculturale e sulla pace,

K.   considerando che le giovani donne hanno tuttora maggiori probabilità di essere disoccupate rispetto ai giovani, visto che nel 2006 il tasso di disoccupazione nell'UE-27 è stato pari al 18,1% per quanto riguarda le ragazze, rispetto al 16,9% dei ragazzi; che le donne sono meno rappresentate in posizioni guida, nonostante il fatto che in gran parte degli Stati membri più donne che uomini raggiungono un elevato livello di istruzione,

Efficienza ed equità nella prospettiva della formazione permanente

1.   sostiene il processo di programmazione a lungo termine nel settore dell'apprendimento permanente, poiché gli investimenti in tale settore determinano vantaggi economici e sociali a lungo termine;

2.   riconosce che gli investimenti in un determinato livello d'istruzione non soltanto rafforzano le capacità e le competenze da sviluppare a tale livello, ma gettano anche le basi per l'acquisizione di altre qualifiche e competenze ad altri livelli d'istruzione;

3.   appoggia il progetto di creare un Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente che agevolerà il riconoscimento del livello d'istruzione raggiunto e consentirà un passaggio trasparente e visibile tra le diverse opzioni di studio;

4.   è convinto che occorra introdurre una cultura della valutazione nell'ambito dei sistemi d'istruzione e formazione, e che pertanto delle politiche efficaci a lungo termine debbano essere fondate su misurazioni affidabili;

5.   si compiace del tentativo della Commissione di tenere in considerazione l'efficienza e l'equità dell'istruzione in sede di elaborazione di un quadro di indicatori e di criteri di riferimento per il monitoraggio dei progressi compiuti nella realizzazione degli obiettivi di Lisbona;

6.   ritiene che, al fine di procedere ad un esame dell'efficacia/efficienza e dell'equità dei sistemi di istruzione in Europa, occorra precisare i termini efficacia/efficienza ed equità; ritiene che, nell'esaminare l'equità, occorra prendere in considerazione caratteristiche individuali quali il genere, l'origine etnica o la disabilità (al di là delle caratteristiche socioeconomiche);

7.   riconosce che gli investimenti nell'apprendimento permanente volti a migliorare l'accesso e l'equità promuovono la coesione sociale e offrono alle persone le competenze necessarie per risolvere i loro problemi nonché per adeguarsi, costruire la propria autostima e far fronte ai cambiamenti, migliorando così il loro sviluppo personale e consentendo loro di gestire meglio i vari mutamenti che hanno luogo durante la vita;

8.   invita gli Stati membri ad applicare politiche e materiali di istruzione e formazione rispondenti al genere, come strumento per eliminare la disparità di genere nell'istruzione e nell'occupazione ed eradicare gli stereotipi di genere; esorta gli Stati membri a promuovere una occupazione atipica rispetto al genere (ad esempio più insegnanti maschi nelle scuole elementari e più donne nelle materie scientifiche) per i giovani, compresi i bambini prima dell'età in cui vengono adottate decisioni fondamentali in materia di istruzione e carriera e in modo tale da ridurre la segregazione occupazionale basata sul genere; ribadisce che dati di migliore qualità, disaggregati per genere ed età, costituiscono un requisito fondamentale per qualsiasi politica;

Garantire efficienza ed equità nel quadro delle politiche d'istruzione e formazione
Istruzione prescolare: concentrarsi sull'apprendimento in età precoce

9.   è convinto che l'efficienza e l'equità si possano rafforzare reciprocamente, se le riforme e gli investimenti sono concentrati in una fase precoce dell'istruzione;

10.   rileva la necessità di elaborare, sin dalla fase prescolare, azioni mirate a favorire l'integrazione dei bambini provenienti da paesi terzi residenti nel territorio dell'Unione europea;

11.   invita gli Stati membri ad intensificare significativamente i loro investimenti nell'istruzione prescolare e a livello di asilo, visto che possono rivelarsi un mezzo efficace per creare una base per la scolarità successiva, lo sviluppo delle capacità intellettuali dei bambini, il miglioramento del livello globale delle competenze, e possono rafforzare notevolmente l'equità del sistema d'istruzione;

12.   è convinto tuttavia che sia necessario svolgere a livello dell'Unione europea una ricerca più approfondita sull'istruzione prescolare, in particolare nel campo delle azioni precoci e mirate, al fine di individuare le pratiche che producono gli effetti desiderati;

13.   ritiene che la qualità dell'istruzione prescolare dipenda parzialmente dalla qualità della formazione degli insegnanti, e che pertanto occorra sviluppare una strategia finanziariamente sostenibile volta a garantire un insegnamento di elevata qualità e rivolto al futuro nonché una carriera soddisfacente per gli insegnanti;

14.   riconosce che, sin dalla fase prescolare, occorre garantire la diversità sociale delle classi e degli istituti, al fine di evitare una differenziazione dei programmi e delle prospettive;

15.   è del parere che il coinvolgimento dei genitori grazie a programmi educativi e informativi (in particolare nel caso di bambini svantaggiati) svolga un ruolo importante ai fini del successo dell'istruzione prescolare;

16.   è favorevole a tutte le forme di istruzione prescolare e di interventi in età precoce (quando i bambini sviluppano le loro capacità di apprendimento), dal momento che questa fase, tra tutte le fasi dell'intero processo di apprendimento permanente, è quella che a lungo termine dà i maggiori frutti;

17.   esorta gli Stati membri ad aumentare il numero di posti sovvenzionati a livello di istruzione prescolare, offrendo quindi ai bambini in età prescolare in condizioni finanziarie precarie maggiori opportunità di accedere al sistema di istruzione;

Istruzione primaria e secondaria: migliorare la qualità dell'istruzione primaria per tutti

18.   rileva che la frequenza scolastica obbligatoria e il sistema di formazione dovrebbero fornire l'istruzione di base e le competenze fondamentali; rileva inoltre che l'istruzione e competenze fondamentali adeguate contribuiscono a consentire l'accesso ai valori sociali e civili fondamentali, rafforzano la coesione sociale e aiutano a migliorare le qualifiche e l'occupabilità delle persone;

19.   rileva altresì che il ruolo della scuola, sopratutto nei cicli d'educazione primaria e secondaria, deve tenere conto prioritariamente dei principi d'interculturalità e di educazione alla pace, valori caratterizzanti di un'identità europea;

20.   ritiene che una categorizzazione prematura abbia un effetto negativo sull'efficienza e l'equità nei sistemi d'istruzione;

21.   è convinto che la parità di accesso ad un'istruzione di qualità per le persone svantaggiate possa altresì migliorare l'efficienza e l'equità dei sistemi di istruzione europei;

22.   è favorevole invece all'istituzione di una serie flessibile di opzioni di studio a livello d'istruzione secondaria, il che non dovrebbe precludere la possibilità di scegliere un percorso diverso in fasi successive dell'istruzione;

23.   esorta gli Stati membri a monitorare tutte le carriere scolastiche, in particolare nei momenti delle scelte e dell'orientamento, e ad assicurare che i loro sistemi d'istruzione sostengano gli allievi e gli studenti motivando i loro sforzi per raggiungere il loro sviluppo personale;

24.   incoraggia le iniziative volte ad associare i genitori al processo d'istruzione al fine di ridurre significativamente il rischio di una futura esclusione sociale, in considerazione dei diversi livelli di sostegno di cui ciascun allievo può beneficiare a casa durante la sua carriera scolastica e della natura talora assai diseguale dell'istruzione fornita;

25.   invita gli Stati membri a sostenere la formazione iniziale e l'aggiornamento continuo degli insegnanti, a promuovere la loro motivazione e a migliorare le condizioni qualitative della vita scolastica, trattandosi di fattori decisivi per conseguire l'efficienza e l'equità;

26.   esorta gli Stati membri a promuovere il multilinguismo nei sistemi di istruzione a tutti i livelli, favorendo in tal modo la mobilità tanto dei bambini e dei giovani quanto degli adulti nel territorio dell'Unione europea, e migliorando l'efficienza del processo educativo all'interno dell'UE;

27.   incoraggia gli Stati membri a sensibilizzare il corpo insegnante e i professionisti dell'istruzione alla parità tra donne e uomini, affinché possano trasmettere alle giovani generazioni il rispetto di tale principio;

Istruzione universitaria: migliorare gli investimenti e aumentare l'accesso

28.  riconosce che l'istruzione universitaria costituisce un aspetto fondamentale di un'economia e di una società basate sulla conoscenza;

29.   è favorevole al progetto di modernizzare le università per garantire che l'istruzione universitaria diventi maggiormente competitiva, sia accessibile a tutti su una base di equità e rimanga finanziariamente redditizia ed efficace;

30.   invita gli Stati membri a rafforzare l'efficienza e l'equità creando condizioni e incentivi adeguati per ottenere maggiori investimenti da fonti pubbliche e private;

31.   riconosce che l'offerta di un'istruzione universitaria gratuita non garantirà necessariamente e di per sé l'equità; sollecita al riguardo ulteriori studi sull'ipotesi che le tasse universitarie non costituiscano un fattore isolato, ma formino parte di un insieme di fattori connessi ad incentivi finanziari combinati ad un sostegno finanziario di accompagnamento capace, nel caso dei gruppi svantaggiati, di ridurre le disuguaglianze sul piano dell'accesso all'istruzione universitaria;

32.   afferma che le università devono concepire politiche globali d'informazione e di ammissione, in modo da poter reagire ad esigenze sociali ed economiche in rapida evoluzione;

Istruzione e formazione professionale: migliorarne la qualità e l'adeguatezza

33.   ritiene che, considerato l'invecchiamento della popolazione, si stia sempre più aggravando il problema di un tasso permanentemente elevato di disoccupazione tra i giovani;

34.   è favorevole, alla luce del problema dell'invecchiamento della popolazione, al miglioramento dell'offerta di istruzione per adulti, al fine di aiutare le persone ad adeguarsi alle esigenze del mercato del lavoro nonché di incoraggiare le persone scarsamente qualificate ad aderire a programmi d'istruzione;

35.   rileva che i giovani con i più bassi livelli d'istruzione hanno grandi difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro e sono i più vulnerabili nel caso di una congiuntura economica negativa, corrono un rischio più elevato di ritrovarsi disoccupati e facilmente finiscono per svolgere mansioni meno qualificate o lavori occasionali;

36.   invita gli Stati membri a promuovere l'accesso all'istruzione e alla formazione delle ragazze, provenienti soprattutto dalle regioni ultraperiferiche e da categorie vulnerabili come le migranti, le donne delle minoranze etniche, le disabili e le donne con scarse qualifiche; invita gli Stati membri a individuare e a scambiarsi le migliori pratiche nel settore e sollecita le parti sociali e le imprese pubbliche e private a eliminare qualsiasi forma di discriminazione e a incoraggiare attivamente la formazione sul luogo di lavoro eliminando tutti gli ostacoli legati all'età, nonché a sostenere un congedo a fini di formazione per gli svantaggiati;

37.   invita gli Stati membri a promuovere l'accesso ai programmi di formazione per adulti finanziati con fondi pubblici per le donne disoccupate e per quelle che non sono riuscite a completare il ciclo di studi obbligatorio;

38.   invita gli Stati membri ad attuare politiche che agevolino il passaggio dei giovani dalla scuola alla vita lavorativa, con particolare attenzione alle ragazze che tendono a sperimentare maggiori difficoltà; sottolinea che una istruzione e formazione di più elevata qualità e un migliore accesso ad esse nonché agli investimenti nel corso della gioventù hanno conseguenze sul mercato lavorativo nelle fasi successive della vita; rileva che sarebbe opportuno attuare un meccanismo di valutazione per essere in grado di valutare l'efficacia e l'impatto della spesa per l'istruzione dei governi sui giovani che sono senza lavoro, in particolare le ragazze;

39.   invita gli Stati membri a sostenere i programmi di eccellenza nelle università, dal momento che, creando specialisti altamente qualificati in svariati settori, si soddisferebbe meglio la domanda del mercato del lavoro;

40.   richiama l'attenzione sulla necessità di incoraggiare, nel quadro dei sistemi di istruzione e di formazione, la parità di accesso delle donne e degli uomini alle nuove tecnologie, al fine di colmare il divario digitale tra i sessi;

41.   esorta gli Stati membri ad incrementare la quota e a rafforzare la posizione delle donne nelle scienze, nell'ingegneria e nella tecnologia; invita i governi nazionali ad aumentare il numero delle donne nelle posizioni guida e a misurare i progressi adottando obiettivi qualitativi e quantitativi;

42.   raccomanda di migliorare l'accesso all'istruzione terziaria e di sviluppare opportunità che consentano a coloro che hanno completato la loro formazione di continuare a studiare e di proseguire la loro istruzione anche lavorando;

43.   rileva che i programmi di formazione offerti dovrebbero essere flessibili in modo da tenere presente la domanda del mercato del lavoro, poiché questo è un modo particolarmente efficace di aumentare le opportunità di occupazione per le persone svantaggiate; riconosce al riguardo che gli investimenti pubblici dovrebbero concentrarsi sui gruppi particolarmente svantaggiati, dal momento che sono quelli che traggono i minori vantaggi dalla formazione permanente;

44.   invita gli Stati membri a proporre, in associazione con gli istituti di istruzione superiore e di formazione professionale, un'organizzazione flessibile degli studi, in particolare al fine di rispondere meglio alle esigenze dei giovani e delle giovani che assumono contemporaneamente responsabilità professionali e familiari, evitando in tal modo che essi abbandonino prematuramente l'istruzione;

45.   invita gli Stati membri a coinvolgere gli istituti d'istruzione, le imprese, le parti sociali e altri attori nonché il settore pubblico in un partenariato comune per la realizzazione di programmi efficaci di formazione;

Azione dell'Unione europea

46.   sottolinea che l'obiettivo fondamentale dell'azione dell'UE consiste nel promuovere la convergenza dei sistemi di istruzione dell'UE verso livelli più elevati di efficienza;

47.   è convinto che, ai fini di un'azione dell'UE più correttamente mirata, sarebbe necessario elaborare un processo, basato su relazioni presentate periodicamente dagli Stati membri nonché su una verifica indipendente, allo scopo di valutare l'efficienza dei sistemi di istruzione e formazione nell'UE, prestando particolare attenzione all'acquisizione delle competenze fondamentali da parte degli allievi e al conseguimento degli obiettivi in materia di equità;

48.   chiede alla Commissione di pubblicare regolarmente relazioni sull'efficienza e l'equità dei sistemi europei di istruzione e formazione, al fine di monitorare i progressi verso livelli più elevati di efficienza;

49.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e parlamenti degli Stati membri.

(1) GU C 313 E del 20.12.2006, pag. 187.
(2) GU L 327 del 24.11.2006, pag. 45.
(3) GU C 306 E del 15.12.2006, pag. 165.
(4) GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10.
(5) GU C 233 E del 28.9.2006, pag. 100.
(6) GU L 64 del 4.3.2006, pag. 60.

Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2008Avviso legale