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Procedura : 2009/2519(RSP)
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Ciclo del documento : B6-0133/2009

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B6-0133/2009

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PV 11/03/2009 - 3
CRE 11/03/2009 - 3

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P6_TA(2009)0122

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Mercoledì 11 marzo 2009 - Strasburgo Edizione definitiva
Orientamenti per le politiche a favore dell'occupazione
P6_TA(2009)0122B6-0133/2009

Risoluzione del Parlamento europeo dell'11 marzo 2009 sull'attuazione degli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione per il periodo 2008-2010

Il Parlamento europeo,

–   vista la sua posizione del 20 maggio 2008 sugli orientamenti per le politiche a favore dell'occupazione per il periodo 2008-2010(1) ,

–   vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2008 intitolata "Un piano europeo di ripresa economica" (COM(2008)0800),

–   vista la decisione 2008/618/CE del Consiglio del 15 luglio 2008 sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione(2) ,

–   vista la proposta della Commissione di decisione del Consiglio, del 28 gennaio 2009, relativa ad orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione (COM(2008)0869),

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo dell'11 e 12 dicembre 2008, che stabiliscono il quadro d'azione dell'Unione europea per evitare la recessione e incoraggiare l'attività economica e l'occupazione,

–   vista la sua risoluzione del 9 ottobre 2008 sulla promozione dell'inclusione sociale e la lotta contro la povertà, inclusa la povertà infantile, nell'Unione europea(3) ,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 2 del suo regolamento,

A.   considerando che esiste una forte correlazione tra crescita economica, occupazione, lotta contro la povertà e inclusione sociale,

B.   considerando che l'attuale crisi economica presenta le sfide senza precedenti di una crescente disoccupazione e dell'esclusione sociale e considerando che si prevede che la situazione economica dell'Unione europea peggiori ulteriormente, generando una crescita dell'occupazione ridotta o persino negativa e un aumento della disoccupazione nell'Unione nel 2009,

C.   considerando che la strategia europea per l'occupazione e gli orientamenti per l'occupazione sono i principali strumenti nel quadro della Strategia di Lisbona per far fronte alle sfide del mercato del lavoro,

D.   considerando che all'Unione e agli Stati membri incombe una responsabilità condivisa per affrontare le sfide, le opportunità e le incertezze dei cittadini nei confronti della globalizzazione,

E.   considerando che la crisi finanziaria ed economica globale richiede che l'Unione reagisca in modo risoluto e coordinato al fine di evitare una perdita di posti di lavoro, sostenere un reddito adeguato per i cittadini ed evitare la recessione e trasformare le attuali sfide sul piano economico ed occupazionale in opportunità,

F.   considerando che pertanto è urgente intensificare gli sforzi a tutti i livelli di governance, con la partecipazione delle parti sociali e degli altri attori interessati, per investire nelle persone e modernizzare i mercati del lavoro europei, in particolare applicando approcci basati sulla flessicurezza, in consultazione con le parti sociali e conformemente alle prassi e agli usi nazionali,

In generale: ripresa economica e orientamenti in materia di politica occupazionale

1.  ritiene che, a fronte della grave recessione mondiale e di un aumento previsto dei disoccupati di almeno 3,5 milioni nell'Unione europea entro la fine del 2009, gli obiettivi centrali della politica occupazionale dell'Unione e dei suoi Stati membri debbano essere i seguenti: conservare il maggior numero possibile di posti di lavoro effettivi a fronte della contrazione a breve termine della domanda; dare un aiuto alla creazione di occupazione e sostenere sia il potere d'acquisto dei lavoratori disoccupati che la loro rapida reintegrazione nel mondo del lavoro; invita la Commissione a segnalare chiaramente agli Stati membri che gli orientamenti per l'occupazione dovrebbero essere applicati in questo spirito e a considerare l'occupazione una questione prioritaria, presentando proposte al Consiglio europeo di primavera 2009 per un'iniziativa occupazionale europea, con un'azione coordinata degli Stati membri per salvaguardare l'occupazione e creare nuovi posti di lavoro;

2.   accoglie con favore la comunicazione della Commissione su un piano europeo di ripresa economica e il fatto che sottolinei la connessione tra l'incentivo fiscale a breve termine e la Strategia di Lisbona a lungo termine e gli orientamenti integrati; sottolinea, a tal riguardo, l'importanza di garantire che qualsiasi misura a breve termine adottata dagli Stati membri per rilanciare l'economia contribuisca a realizzare gli obiettivi stabiliti di comune accordo;

3.   rileva che il dilemma centrale dell'attuale crisi consiste nel fatto che gli strumenti di politica economica dell'Europa non sono ancora sufficientemente sviluppati per raccogliere con successo le sfide che ci attendono; chiede pertanto una revisione e un aggiornamento degli strumenti programmatici essenziali, in particolare gli Orientamenti integrati, il Patto di stabilità e di crescita e la Strategia di sviluppo sostenibile, al fine di integrarli nell'ambito di un New Deal per la crescita intelligente nell'Unione europea;

4.   sottolinea la necessità di riorientare gli Orientamenti integrati alla luce della congiuntura economica negativa e sollecita il Consiglio a decidere misure a breve termine per salvaguardare il tasso di occupazione del 2008 e per investire nella lotta contro il cambiamento climatico, come pure di invitare gli Stati membri e le parti sociali, conformemente alle pratiche nazionali, ad assicurare un reddito sufficiente soprattutto ai gruppi sociali più vulnerabili; si attende che la Commissione lanci iniziative e presenti proposte per il conseguimento di tali obiettivi in tempo utile per il prossimo Consiglio europeo di primavera;

5.   ricorda che gli investimenti coordinati dagli Stati membri nei cinque obiettivi principali di Lisbona – ricerca, istruzione, politiche attive del mercato del lavoro, assistenza per l'infanzia e incentivi per gli investimenti privati – devono costituire un elemento chiave della politica occupazionale e che le infrastrutture per l'infanzia devono essere considerate uno dei presupposti per una maggiore partecipazione, soprattutto delle donne, al mercato del lavoro; esorta gli Stati membri ad integrare questi principi comuni nella loro consultazione con le parti sociali in merito ai loro programmi di riforma nazionali;

Orientamenti per l'occupazione 2008-2010: urgente necessità di una rigorosa attuazione

6.   ritiene che, nell'attuare gli orientamenti, gli Stati membri debbano:

   - tener conto dei requisiti legati alla promozione di un livello elevato di occupazione, alla garanzia di un'adeguata protezione sociale, alla lotta contro l'esclusione sociale e ad un elevato livello d'istruzione, formazione e protezione della salute umana, e
   - puntare a combattere la discriminazione fondata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o la fede, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale;

7.   ritiene che gli Stati membri debbano garantire un'interazione rafforzata tra gli orientamenti e il metodo aperto di coordinamento sul processo protezione sociale e di inclusione sociale;

8.   ribadisce che gli Stati membri, in cooperazione con le parti sociali e secondo la tradizione nazionale di ciascuno Stato membro, debbano esaminare e riferire nei loro piani nazionali di riforma sui metodi per migliorare il rispetto e l'applicazione dei principi e delle norme della legislazione sociale europea, degli accordi tra le parti sociali e dei principi fondamentali della parità di trattamento e della non discriminazione;

9.   ribadisce l'importanza di utilizzare il concetto di flessicurezza nell'orientamento 21 per creare un ponte tra i vari posti di lavoro e sottolinea che ciò richiede un livello elevato di protezione nei sistemi di sicurezza sociale nonché politiche attive del mercato del lavoro;

10.   accoglie favorevolmente a questo proposito la dichiarazione della Commissione secondo cui è essenziale: rafforzare i piani di attivazione, in particolare per i lavoratori poco qualificati; migliorare le sovvenzioni per l'occupazione e i corsi di formazione di breve durata per i gruppi vulnerabili e per le persone che sono maggiormente esposte al rischio di disoccupazione di lunga durata; fornire la formazione o una nuova formazione e le nuove competenze necessarie nei settori meno colpiti; assicurare una protezione sociale adeguata che garantisca la sicurezza a livello di reddito nonché assumere un impegno decisivo a favore del dialogo sociale e della partecipazione delle parti sociali;

11.   sottolinea l'importanza di azioni mirate per i gruppi vulnerabili nei periodi di elevata disoccupazione e, in particolare, di azioni mirate per i gruppi dei disoccupati di lunga durata, delle persone con disabilità e dei gruppi di migranti;

12.   è convinto che, in considerazione della gravità della crisi economica, la Commissione debba essere pronta ad adottare misure eccezionali, tra cui un ampliamento dell'accesso al Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FAG), che deve essere in grado di sostenere i lavoratori in una più ampia gamma di situazioni, compresi i lavoratori temporanei che hanno perso i loro posti di lavoro, e un'apertura temporanea del Fondo sociale europeo (FSE) per sostenere le misure di conservazione del lavoro attraverso programmi di formazione;

13.   ritiene che la crisi economica richieda il rafforzamento delle misure dell'Unione europea per far fronte alla ristrutturazione, in particolare il rafforzamento dei diritti di informazione e consultazione;

14.   ritiene che la prossima riforma dei Fondi strutturali dell'Unione europea dovrebbe cercare di concentrare gli obiettivi del Fondo più strettamente sulla creazione di un'occupazione sostenibile e di elevata qualità;

15.   sottolinea, inoltre l'importanza della formazione non soltanto per aumentare l'occupabilità dei lavoratori bensì anche per migliorare la loro mobilità, il che è importante per il funzionamento del mercato interno; sottolinea, pertanto, l'importanza della convalida delle qualifiche acquisite a livello formale ed informale;

16.   sottolinea l'importanza dell'orientamento 23 e di cospicui investimenti nell'apprendimento permanente al fine di ridurre il tasso di disoccupazione come pure di raggiungere l'obiettivo di creare migliori posti di lavoro in Europa; sottolinea, in tale contesto, la necessità che tutti i cittadini godano di pari accesso ed opportunità di prendere parte a programmi di apprendimento permanente riservando, al contempo, un'attenzione particolare ai gruppi vulnerabili; sottolinea che il FSE e il FEG dovrebbero essere utilizzati per finanziare immediatamente tali azioni;

17.   si rammarica per il fatto che le persone con i più bassi livelli di istruzione iniziale, gli anziani, le persone che vivono nelle zone rurali, e le persone con disabilità abbiano le minori probabilità di partecipare a corsi di istruzione, formazione e apprendimento permanente in tutti i paesi;

18.   sottolinea il fatto che migliorare l'offerta educativa per gli adulti è essenziale per aumentare la partecipazione e che le misure a favore di un'offerta efficace comprendono la disponibilità di locali per l'apprendimento e strutture di assistenza per l'infanzia a livello locale; la disponibilità di offerte formative aperte e a distanza per coloro che risiedono in zone periferiche; informazione e orientamento; programmi su misura e sistemi di insegnamento flessibili;

19.   ricorda il fatto che i tassi di disoccupazione tra i giovani in Europa sono ancora troppo elevati; ricorda altresì che l'esperienza acquisita nel quadro di crisi economiche precedenti rivela che i giovani adulti che diventano disoccupati abbandonando il sistema educativo, hanno sostanzialmente minori opportunità di entrare sul mercato del lavoro; sottolinea pertanto che è importante che tutti gli Stati membri ottemperino all'obiettivo dell'orientamento 18 secondo cui ogni giovane che abbia lasciato la scuola benefici, entro quattro mesi, di un posto di lavoro, di un apprendistato, di una formazione supplementare o di un'altra misura di occupabilità;

20.   raccomanda l'adozione di misure decisive per lottare contro il problema della scarsa partecipazione delle donne al mercato del lavoro; ricorda che i tassi di occupazione delle donne sono generalmente più bassi e che è più abituale per le donne, che per gli uomini, occupare un posto di lavoro a tempo parziale; sottolinea pertanto l'importanza di una politica in cui gli uomini e le donne assumano uguali responsabilità; a tal fine, chiede agli Stati membri di ottemperare in modo urgente ai loro obblighi conformemente agli obiettivi di Barcellona;

21.   rileva con preoccupazione che l'occupazione a tempo parziale, in cui la maggior parte dei lavoratori è costituita dalle donne, si rivela particolarmente sensibile alla crisi economica;

22.   ritiene che nei periodi di elevata disoccupazione esista un rischio evidente che la coesione sociale e regionale sia compromessa e, pertanto, sottolinea l'importanza che l'orientamento 17 concernente l'attuazione della coesione sociale e territoriale per prevenire le lacune in tale ambito; invita pertanto gli Stati membri a promuovere un'integrazione sociale attiva per tutti, al fine di lottare contro la povertà e l'esclusione sociale, garantendo un reddito dignitoso e servizi sociali di qualità nonché l'accesso al mercato del lavoro mediante opportunità di assunzione e di formazione professionale di base o continua;

23.   sottolinea l'importanza, specialmente in tempi di crisi economica, degli investimenti nel settore dei servizi sociali; ritiene che si tratti di un settore che realizza una gamma estesa di importanti servizi alla comunità e che impiega altresì una grande percentuale di popolazione; sottolinea che il settore dei servizi sociali deve essere mantenuto per prevenire un declino della qualità dei servizi prestati alla comunità e un aumento dei tassi di disoccupazione;

24.   constata con rammarico che è possibile che, durante questo periodo di crisi economica, si possano avere pressioni sui salari in alcune imprese come alternativa volontaria ai licenziamenti selettivi; sottolinea, tuttavia, l'importanza di non lasciare che la crisi eserciti una pressione negativa sui salari in generale; ritiene importante che:

   - ogni Stato membro, conformemente alle tradizioni e alle pratiche nazionali, stabilisca una politica che impedisca l'esistenza sul mercato di una concorrenza basata su salari da miseria,
   - i contratti collettivi abbiano un'estesa copertura,
   - la gerarchia dei contratti collettivi sia rispettata,
   - i salari e le condizioni di lavoro, quali previsti nei contratti collettivi e/o nel diritto del lavoro, siano rispettati e attuati nella pratica;

Necessità di un'azione coordinata in risposta alla crisi economica

25.   sottolinea l'importanza di investimenti proattivi e coordinati in tutti gli Stati membri, anche nelle infrastrutture produttive, nell'istruzione e nel cambiamento climatico, per realizzare l'obiettivo di innalzare i livelli di occupazione, contribuire alla creazione di posti di lavoro di qualità e garantire la coesione sociale; sottolinea, in tale contesto, l'importanza del sostegno dell'Unione europea allo sviluppo di un'industria moderna e sostenibile;

26.   sottolinea l'importanza non soltanto di creare posti di lavoro supplementari bensì anche di conservare e migliorare la qualità dei posti di lavoro attualmente disponibili;

27.   invita gli Stati membri a continuare a promuovere la responsabilità e a migliorare la partecipazione di tutti gli attori interessati, comprese le parti sociali e le altre parti interessate, se del caso, al fine di attuare gli orientamenti a favore dell'occupazione in modo efficace;

o
o   o

28.   incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Comitato delle regioni e al Comitato economico e sociale europeo.

(1) Testi approvati, P6_TA(2008)0207.
(2) GU L 198 del 26.7.2008, pag.47.
(3) Testi approvati, P6_TA(2008)0467.

Ultimo aggiornamento: 2 dicembre 2009Avviso legale