Risoluzione del Parlamento europeo del 2 aprile 2009 sulla valutazione semestrale del dialogo UE-Bielorussia
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione in Bielorussia, in particolare quella del 15 gennaio 2009 sulla strategia dell'Unione europea nei confronti della Bielorussia(1)
,
– viste le conclusioni del Consiglio affari generali e relazioni esterne sulla Bielorussia del 16 marzo 2009 che prevedono una sospensione ulteriore delle sanzioni del divieto di rilascio del visto a funzionari bielorussi, incluso il Presidente Alexander Lukashenko, e proroga le misure restrittive,
– vista la comunicazione della Commissione del 3 dicembre 2008 sull'iniziativa per un partenariato orientale (COM(2008)0823),
– vista la dichiarazione della Commissione del 21 novembre 2006 sulla volontà dell'Unione europea di rinnovare la sua relazione con la Bielorussia ed il suo popolo nel quadro della politica europea di vicinato (PEV),
– visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che il Consiglio nelle summenzionate conclusioni del 16 marzo 2009 ha confermato la sua disponibilità ad approfondire le relazioni con la Bielorussia, a condizione che quest'ultima compia progressi nel cammino verso la democrazia, i diritti dell'uomo e lo stato di diritto e ad aiutare la Bielorussia a raggiungere tali obiettivi,
B. considerando che il Consiglio, dopo aver valutato gli sviluppi in Bielorussia a seguito della decisione presa nell'ottobre 2008 sulla sospensione temporanea delle restrizioni di viaggio imposte a taluni funzionari della Bielorussia, conformemente ai termini fissati dalla posizione comune del Consiglio 2008/844/PESC(2)
, ha deciso di mantenere la sospensione dell'applicazione di tali restrizioni di viaggio per un periodo di 9 mesi,
C. considerando che il Consiglio ha deciso di prorogare di un anno le misure restrittive nei confronti di determinati funzionari della Bielorussia, previste dalla posizione comune 2006/276/PESC,
D. considerando che l'Unione europea continua ad essere preoccupata per la situazione dei diritti umani in Bielorussia e per i recenti casi di violazioni perpetrate in tale ambito,
E. considerando che, in risposta ai passi positivi compiuti dalla Bielorussia, la Commissione ha già avviato un intenso dialogo con tale paese in settori quali l'energia, l'ambiente, le dogane, il trasporto e la sicurezza alimentare ed ha confermato la sua disponibilità ad estendere ulteriormente la portata di tali colloqui tecnici, vantaggiosi per entrambe le parti, sulla base del fatto che in tale dialogo non dovrebbe essere incluso alcun progetto di costruire una centrale nucleare di modello non-occidentale ai confini dell'Unione europea,
F. considerando che il Consiglio ha incluso la Bielorussia nella sua iniziativa per un "partenariato orientale", che la Commissione ha avviato nella summenzionata comunicazione del 3 dicembre 2008 allo scopo di intensificare la cooperazione con diversi paesi dell'Europa orientale,
G. considerando che il ministro bielorusso per gli affari esteri, Syarhei Martynau, ha dichiarato che la Bielorussia vede positivamente la partecipazione all'iniziativa del partenariato orientale, aggiungendo che il suo paese intende partecipare a tale iniziativa,
H. considerando che il Comitato per la protezione dei giornalisti si è rivolto alle autorità bielorusse affinché rinnovino l'accreditamento di Andrzej Poczobut, un corrispondente locale del più grande quotidiano polacco, Gazeta Wyborcza, e affinché indaghino sui recenti maltrattamenti subiti da lui e dalla sua famiglia nella città occidentale bielorussa di Hrodna, a causa delle sue critiche nei confronti delle politiche governative; considerando che il 17 marzo 2009 ad Andrzej Poczobut è stata imposta una multa di 148 EUR per aver riferito sulla riunione dell'Unione dei polacchi in Bielorussia,
1. sostiene la decisione del Consiglio di prorogare di un anno le misure restrittive nei confronti di taluni funzionari bielorussi, mantenendo nello stesso tempo la sospensione di nove mesi dell'applicazione delle restrizioni di viaggio imposte a taluni funzionari della Bielorussia;
2. continua a essere preoccupato per la situazione dei diritti umani in Bielorussia e per i recenti casi di violazioni in questo ambito; auspica l'avvio di un dialogo sui diritti umani con la Bielorussia in un futuro prossimo;
3. si compiace dell'intensificarsi del dialogo di alto livello UE-Bielorussia, che include contatti bilaterali, e dell'approfondita cooperazione tecnica avviata dalla Commissione al fine di costruire una comprensione reciproca e di fornire l'opportunità di affrontare le preoccupazioni e i temi d'interesse comune;
4. ritiene che l'intensificarsi del dialogo politico tra l'Unione europea e la Bielorussia debba dipendere dall'abolizione delle restrizioni alla libertà e dalla cessazione delle violenze contro chi partecipa a proteste dell'opposizione e contro gli attivisti dei diritti umani; chiede, in tale ambito, l'immediato rilascio degli imprenditori Mikalai Autukhovich, Yury Liavonau e Uladzimir Asipenka e dell'attivista dell'opposizione giovanile Artsiom Dubski, nonché la revisione delle sentenze che impongono restrizioni alla libertà per gli undici partecipanti alla manifestazione del gennaio 2008;
5. si compiace ed incoraggia ulteriormente la continuazione della cooperazione della Bielorussia con l'Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OCSE) sulla legislazione elettorale;
6. insiste affinché l'opposizione democratica bielorussa e la società civile siano incluse nel dialogo fra l'Unione europea e la Bielorussia;
7. invita il governo bielorusso a utilizzare i prossimi nove mesi per dimostrare di aver compiuto progressi sensibili nei seguenti settori:
-
riformare la legislazione elettorale bielorussa al fine di garantire una rappresentazione dei membri dell'opposizione nelle commissioni elettorali a tutti i livelli e di garantire la trasparenza e la responsabilità del conteggio dei voti;
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dare parità di diritti a tutti i mezzi di comunicazione eliminando il divieto di divulgare la stampa indipendente nei punti di distribuzione statali di Sayuzdruk (chioschi) e mediante il servizio postale statale bielorusso "Belposhta"; revocare gli articoli 367, 368, 369 e 369-1 del codice penale bielorusso, spesso distorti per essere utilizzati al fine di perseguire i giornalisti per la loro attività professionale; semplificare la procedura per ottenere l'accreditamento di tutti i giornalisti, inclusi i rappresentanti ufficiali dei media esteri;
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garantire la libertà d'associazione e di riunione revocando l'articolo 193-1 del codice penale bielorusso che prevede la responsabilità penale per attività a nome di associazioni pubbliche, partiti politici, fondazioni non registrati; salvaguardare la libertà di religione;
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garantire i diritti e le libertà politiche abbandonando la prassi dei licenziamenti basati su motivazioni politiche dai posti di lavoro e dalle università; porre fine alla persecuzione degli studenti che, per avere evitato il servizio militare, vengono espulsi dalle università in quanto obiettori di coscienza; riesaminare i recenti casi di arruolamento forzato nell'esercito di diversi attivisti giovanili, quali Franak Viačorka, Ivan Šyla and Zmiter Fedaruk, assimilabile ad una presa di ostaggi esercitata dallo Stato;
8. invita il Governo della Bielorussia a prevedere immediatamente una moratoria su tutte le sentenze di morte e sulle esecuzioni, al fine di giungere all'abolizione della pena di morte (come previsto dalla risoluzione 62/149 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 18 dicembre 2007, relativa ad una moratoria sull'uso della pena di morte), a commutare senza indugio le sentenze di tutti i prigionieri attualmente nel braccio della morte in periodi di detenzione, a portare la legislazione interna in linea con gli obblighi del paese nell'ambito dei trattati internazionali sui diritti umani e a garantire che i criteri internazionalmente riconosciuti per l'equo processo siano rigorosamente rispettati;
9. invita le autorità bielorusse a riconoscere l'Unione dei polacchi in Bielorussia presieduta da Angelika Borys, rieletta presidente al Congresso dell'Unione dei polacchi il 15 marzo 2009;
10. invita il Consiglio e la Commissione, qualora la Bielorussia soddisfi i suddetti criteri nel corso dei prossimi nove mesi, a esaminare la possibilità di abolire il divieto di viaggio in via permanente, nonché a prendere misure che ne facilitino il progresso economico e sociale e ad accelerare il processo di reintegrazione della Bielorussia nella famiglia europea delle nazioni democratiche;
11. invita il Consiglio e la Commissione a prendere ulteriori misure per liberalizzare le procedure di visto per i cittadini bielorussi, in quanto tale iniziativa è d'importanza cruciale per raggiungere l'obiettivo principale della politica dell'Unione europea nei confronti della Bielorussia, ossia renderla parte dei processi europeo e regionale, contribuendo a rendere irreversibile il processo di democratizzazione del paese; sollecita il Consiglio e la Commissione, in tale contesto, a esaminare la possibilità di ridurre il costo dei visti per i cittadini bielorussi che entrano nella zona Schengen, semplificando le procedure di rilascio di tali visti;
12. invita la Commissione a fare pieno ed efficace uso di tutte le possibilità per sostenere gli sviluppi democratici e della società civile bielorussa mediante lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani(3)
(EIDHR); sollecita la Commissione a informare regolarmente e pienamente il Parlamento europeo sul modo in cui i finanziamenti a titolo di EIDHR vengono spesi;
13. invita la Commissione ad accordare un sostegno finanziario al canale televisivo indipendente bielorusso Belsat e a sollecitare il governo bielorusso a procedere alla registrazione ufficiale di Belsat in Bielorussia; invita il Governo bielorusso, quale segno di buona volontà e di cambiamento positivo, a permettere all''Università europea di studi umanistici" (EHU) bielorussa in esilio a Vilnius (Lituania) di tornare legalmente in Bielorussia sulla base di garanzie reali di poter operare liberamente e di reinsediarsi a Minsk in condizioni adatte per il suo futuro, consentendo in particolare all'EHU di poter ricreare la propria biblioteca a Minsk nel corso del 2009, fornendole i locali e creando le condizioni per consentire le ampie raccolte in bielorusso, russo, inglese, tedesco e francese, aperte e accessibili a tutti;
14. invita il Consiglio e la Commissione a prendere in considerazione misure volte a migliorare il clima imprenditoriale, commerciale, gli investimenti, l'energia, le infrastrutture dei trasporti e la cooperazione transfrontaliera tra l'Unione europea e la Bielorussia in modo da contribuire al benessere e alla prosperità dei cittadini bielorussi, potenziandone la capacità di comunicare con l'Unione europea e di viaggiarvi liberamente;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, alle Assemblee parlamentari dell'OSCE e del Consiglio d'Europa, al Segretariato della Comunità di Stati indipendenti e al parlamento e al governo della Bielorussia.
Posizione comune del Consiglio 2008/844/PESC, del 10 novembre 2008, che modifica la posizione comune 2006/276/PESC relativa a misure restrittive nei confronti di determinati funzionari della Bielorussia (GU L 300 dell'11.11.2008, pag. 56).
Regolamento (CE) n. 1889/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce uno strumento finanziario per la promozione della democrazia e dei diritti umani nel mondo (GU L 386 del 29.12.2006, pag. 1).