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Procedura : 2009/2558(RSP)
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RC-B6-0185/2009

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PV 23/04/2009 - 13
CRE 23/04/2009 - 13

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PV 24/04/2009 - 7.22
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P6_TA(2009)0330

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Venerdì 24 aprile 2009 - Strasburgo Edizione definitiva
Conclusioni del Vertice del G20
P6_TA(2009)0330B6-0185, 0187, 0188 e 0189/2009

Risoluzione del Parlamento europeo del 24 aprile 2009 sul Vertice del G20 a Londra del 2 aprile 2009

Il Parlamento europeo,

–   viste la dichiarazione dei leader (Piano globale per la ripresa e la riforma) a seguito del Vertice del G20 a Londra e le loro dichiarazioni sul rafforzamento del sistema finanziario e sulla messa a disposizione di risorse attraverso le istituzioni finanziarie internazionali, del 2 aprile 2009,

–   vista la relazione di controllo sui paesi esaminati dal Forum globale dell'OCSE sull'applicazione delle norme fiscali concordate a livello internazionali, che richiede lo scambio di informazioni fiscali per l'amministrazione e l'applicazione della normativa fiscale nazionale, del 2 aprile 2009,

–   viste le conclusioni della Presidenza a seguito del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2009,

–   vista la comunicazione della Commissione, del 4 marzo 2009, dal titolo "Guidare la ripresa in Europa" (COM(2009)0114),

–   vista la relazione del gruppo di esperti di alto livello sulla vigilanza finanziaria nell'Unione europea, presieduto da Jacques de Larosière, del 25 febbraio 2009,

–   vista la comunicazione della Commissione, del 29 ottobre 2008, dal titolo "Dalla crisi finanziaria alla ripresa - Un quadro d'azione europeo" (COM (2008)0706),

–   vista la sua risoluzione dell'11 marzo 2009 sul piano europeo di ripresa economica(1) ,

–   vista la comunicazione della Commissione, dell'8 aprile 2009, dal titolo "Sostenere i paesi in via di sviluppo nell'affrontare la crisi" (COM(2009)0160),

–   vista la relazione pubblicata nel marzo 2009 dal Fondo monetario internazionale (FMI), dal titolo "Le conseguenze della crisi finanziaria globale per i paesi a basso reddito",

–   visti gli obiettivi di sviluppo del Millennio (OSM) nonché gli impegni degli Stati membri a erogare aiuti per combattere la fame e la povertà,

–   vista la relazione del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente, del 16 febbraio 2009, dal titolo "Uscire dalla crisi – Opportunità", che ha esortato il G20 a proporre un "New Deal verde globale",

–   vista la relazione dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e dell'Istituto internazionale di studi sociali, del 24 marzo 2009, dal titolo "La crisi finanziaria ed economica: una prospettiva per il lavoro dignitoso", che esorta il G20 a presentare un pacchetto di incentivi coordinati volto a rafforzare la protezione sociale e a creare posti di lavoro,

–   visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.   considerando che il mondo sta sprofondando sempre più in una recessione i cui effetti nessun paese e nessun settore può aspettarsi di evitare, che le prestazioni economiche globali registrano nel 2009 un rapido declino e che le previsioni più ottimiste indicano una lenta ripresa soltanto nel corso del 2010,

B.   considerando che l'impatto della crisi finanziaria sull'economia reale si è tradotto in circostanze economiche eccezionali che richiedono misure e decisioni tempestive, mirate, temporanee e proporzionali al fine di trovare soluzioni ad una situazione economica e occupazionale globale senza precedenti,

C.   considerando che le sfide principali da affrontare per contrastare il rallentamento dell'economia internazionale ed europea sono oggi rappresentate dalla mancanza di fiducia nei mercati finanziari e dei capitali nonché dall'aumento della disoccupazione e dalla contrazione del commercio internazionale,

D.  considerando che l'attuale recessione dovrebbe essere sfruttata come un'opportunità per promuovere gli obiettivi di Lisbona-Göteborg e gli impegni globali di lotta contro la disoccupazione, il cambiamento climatico e per la riduzione del consumo energetico,

E.   considerando che il piano globale di ripresa e riforma (Piano globale) mira a: (1) ripristinare fiducia, crescita e posti di lavoro; (2) sanare il sistema finanziario per ripristinare l'erogazione di prestiti; (3) rafforzare la regolamentazione finanziaria e ricostruire la fiducia; (4) finanziare e riformare le istituzioni finanziarie internazionali al fine di superare la crisi e prevenirne altre in futuro; (5) promuovere il commercio e gli investimenti mondiali e sostenere la prosperità, opponendosi al contempo al protezionismo, nonché (6) conseguire una ripresa solidale, verde e sostenibile,

F.   considerando che il coordinamento internazionale è essenziale per il compito di risollevare e successivamente ricostruire l'economia mondiale,

G.   considerando che l'adesione all'area dell'euro ha dimostrato di migliorare la stabilità economica degli Stati membri aderenti, grazie al loro impegno di rispettare i parametri di Maastricht e le disposizioni del patto di stabilità e di crescita, nonché grazie alla protezione dalle fluttuazioni di valuta,

H.   considerando che vari Stati membri hanno affrontato gravi problemi di bilancia dei pagamenti e che alcuni essi hanno dovuto rivolgersi al FMI o all'Unione europea per ricevere assistenza,

I.   considerando che gli OSM, in particolare l'eliminazione della povertà estrema e della fame, devono essere alla base della cooperazione ACP-UE nel contesto dell'accordo di partenariato di Cotonou,

J.   considerando che, a causa della crisi finanziaria, alcuni paesi donatori hanno ridotto il loro contributo finanziario all'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) a favore dei paesi in via di sviluppo, il che mette a repentaglio gli OSM,

K.   considerando che i paesi ACP dipendono dalle esportazioni di prodotti di base per oltre il 50% delle loro entrate valutarie estere e che la crisi finanziaria sta provocando una diminuzione delle esportazioni da molti paesi in via di sviluppo e dei flussi delle rimesse ad essi destinate, un minore accesso al credito, una riduzione degli investimenti esteri diretti e un crollo dei prezzi dei prodotti di base,

L.   considerando che i centri offshore rendono possibile l'evasione e l'elusione abusive sia della tassazione che delle normative finanziarie,

M.   considerando che la crescita del commercio internazionale sta decelerando a causa della mancanza di credito e di fondi e del rallentamento generale dell'economia mondiale,

N.   considerando che una solida cooperazione multilaterale è necessaria al fine di prevenire le misure protezionistiche che potrebbero derivare dalla crisi economica e finanziaria,

Osservazioni generali

1.   accoglie con favore il piano globale del G20; osserva che il piano globale è coerente con gli sforzi già compiuti nell'Unione europea per evitare politiche conflittuali i cui effetti si vanificherebbero a vicenda; giudica positivo che il G20 abbia riconosciuto che una crisi globale richiede una soluzione globale nonché una strategia integrata per ripristinare la fiducia e rilanciare la crescita e l'occupazione; ritiene che occorra dar seguito in modo serio a tale riconoscimento nella prossima riunione del G20, che si svolgerà all'inizio dell'autunno del 2009;

2.   ritiene che il compito che spetta ai leader mondiali non sia quello di rimettere insieme alla meglio l'attuale sistema finanziario ed economico, ma di riconoscere la necessità di creare un nuovo equilibrio nella struttura regolamentare che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale, delle opportunità, di una crescita economica globale rinvigorita e della creazione di posti di lavoro, nonché della giustizia sociale e della partecipazione; chiede un miglioramento della regolamentazione e una vigilanza generalizzata nonché lo sviluppo di un nuovo quadro regolamentare e di governance; ritiene che il G20 avrebbe dovuto affrontato il problema degli squilibri mondiali negli scambi e nella finanza, che hanno avuto un peso determinante nell'attuale crisi economica;

3.   sottolinea che tutti gli impegni assunti devono essere pienamente rispettati, messi in atto rapidamente e precisati, a livello nazionale e internazionale, al fine di ripristinare la fiducia e massimizzare l'efficacia; prende atto delle disposizioni del consiglio di stabilità finanziaria (FSB) e del FMI di monitorare i progressi compiuti sul piano globale e li invita a presentare la loro relazione al Parlamento europeo;

4.   sottolinea che la priorità immediata deve essere quella di rimettere in moto l'economia reale, assicurare il corretto funzionamento dei mercati dei capitali e dei prestiti, sostenere e promuovere l'occupazione e tutelare i cittadini dagli effetti negativi della crisi, rivolgendo particolare attenzione ai più poveri e ai più vulnerabili;

5.   si compiace con il G20 per aver in gran parte optato per soluzioni basate su prestiti e garanzie, il che consentirà di massimizzare gli effetti economici contribuendo nel contempo a ridurre l'impatto a lungo termine sulle casse governative del pacchetto di misure per mille miliardi di dollari;

Rilanciare la crescita e l'occupazione

6.   valuta positivamente l'accordo relativo all'erogazione di 832 miliardi EUR di risorse finanziarie supplementari a favore del FMI, di altri istituti finanziari e sotto forma di aiuti agli scambi commerciali nonché l'impegno a compiere, in materia fiscale, sforzi duraturi della portata richiesta per ripristinare il credito, la crescita e l'occupazione nell'economia mondiale, garantendo nel contempo la sostenibilità fiscale nel lungo periodo; osserva tuttavia che non sono stati decisi incentivi fiscali europei supplementari; riconosce che il margine d'azione è diverso per ogni paese, ma ritiene che ciascuno deve agire nell'ambito delle sue possibilità;

7.   riconosce il ruolo fondamentale delle banche centrali in tale sforzo e la loro rapida riduzione dei tassi di interesse e accoglie favorevolmente l'impegno del G20 di astenersi dall'attuare una svalutazione competitiva delle monete nazionali, che potrebbe provocare un circolo vizioso; plaude ai tagli successivi dei tassi operati dalla BCE, volti a sostenere la crescita, e alla rapida predisposizione di strumenti finanziari a breve termine destinati a rivitalizzare i prestiti interbancari; sottolinea la necessità di creare condizioni che facilitino la trasmissione dei tagli dei tassi di interesse ai mutuatari; chiede che siano prese tutte le misure per consentire ai mercati finanziari di riprendere a funzionare correttamente, compresa l'urgente ripresa del credito interno e dei flussi internazionali di capitali;

8.   osserva con preoccupazione il rapido aumento del debito pubblico e dei disavanzi di bilancio; sottolinea l'importanza di ripristinare quanto prima finanze di Stato solide e di garantire la sostenibilità fiscale a lungo termine al fine di non gravare sulle generazioni future con un onere eccessivo, osservando che, singolarmente, ciò dovrebbe essere considerato nel contesto dell'indebitamento complessivo;

9.   si rammarica del fatto che gli squilibri globali, che sono alla radice della crisi finanziaria, non siano stati trattati durante il Vertice del G20; ricorda che, per prevenire il verificarsi di crisi finanziarie in futuro, è necessario affrontare le cause soggiacenti (per esempio, un deficit eccessivo degli USA finanziato da surplus commerciali cinesi eccessivi), il che ha implicazioni che vanno ben oltre la sfera della regolamentazione bancaria e finanziaria e della governance istituzionale; ritiene che una risposta multilaterale efficace per affrontare la crisi renda necessario affrontare le cause degli squilibri dei tassi di cambio e la volatilità dei prezzi dei prodotti in contesti multilaterali; invita pertanto il Consiglio europeo ad adottare una posizione comune al fine di trattare tali questioni prima del prossimo Vertice del G20 a New York;

Rafforzare la vigilanza e la regolamentazione finanziaria

10.   accoglie con favore l'approccio comune ad una migliore regolamentazione del settore finanziario e ad un miglioramento della vigilanza finanziaria sulla base di una maggiore coerenza e di una cooperazione sistematica tra i paesi; esorta tutti i governi ad agire secondo gli impegni assunti alla riunione del G20; ritiene che le decisioni e gli impegni presi al Vertice del G20 rappresentino un minimo e non un massimo; considera positivo il fatto che l'Unione europea sia più ambiziosa per quanto riguarda la portata e i requisiti della regolamentazione e della vigilanza;

11.   sottolinea l'importanza di ricostruire la fiducia nel settore finanziario, trattandosi dell'elemento indispensabile per ripristinare l'erogazione di prestiti all'economia reale e i flussi di capitale internazionale; ribadisce la necessità di affrontare con urgenza il deterioramento degli attivi bancari, che sta limitando l'erogazione di prestiti; esorta i governi degli Stati membri e le autorità competenti ad assicurare che le banche divulghino pienamente e con trasparenza il deterioramento dei bilanci, tenendo in considerazione la comunicazione della Commissione sul trattamento delle attività che hanno subíto una riduzione di valore nel settore bancario comunitario(2) , e ad agire in modo coordinato rispettando nel contempo le norme in materia di concorrenza; esorta i governi del G20 a comunicare il funzionamento dei loro programmi sugli attivi deteriorati e i relativi risultati; raccomanda di massimizzare la cooperazione internazionale e di opporsi al protezionismo finanziario e regolamentare;

12.   plaude alla decisione di regolamentare e controllare tutte le istituzioni, i mercati e gli strumenti (compresi i fondi speculativi) importanti sotto il profilo sistemico, ma ritiene che occorrano ulteriori misure per eliminare gli eccessi speculativi e che la regolamentazione e la vigilanza debbano riguardare le attività le cui dimensioni possono essere giudicate non sistemiche sul piano individuale, ma rappresentano, collettivamente, un rischio potenziale alla stabilità finanziaria; ribadisce la necessità di sviluppare efficienti meccanismi di cooperazione e di condivisione delle informazioni tra le autorità nazionali per garantire un'efficiente vigilanza transfrontaliera, difendendo al contempo l'apertura dei mercati;

13.   approva la decisione del G20 di adottare il quadro patrimoniale di Basilea II e gli sforzi volti a rafforzare con urgenza le norme prudenziali;

14.   è del parere che occorra attuare con urgenza, ad alto livello, i principi per la cooperazione transfrontaliera sulla gestione delle crisi; date le crescenti interazioni tra i sistemi finanziari nazionali, esorta le autorità pertinenti a cooperare a livello internazionale per prepararsi alle crisi finanziarie e per gestirle;

15.  accoglie con favore la decisione del G20 di promuovere l'integrità e la trasparenza nei mercati finanziari e una maggiore responsabilità degli attori finanziari; plaude alla promessa del G20 di riformare i sistemi di rimunerazione in modo più sostenibile come parte della revisione normativa in campo finanziario e ribadisce l'importanza di legare gli incentivi a prestazioni a lungo termine, evitando incentivi che inducono all'irresponsabilità e garantendo l'applicazione a livello settoriale dei nuovi principi al fine di assicurare condizioni di concorrenza uniformi; intende restare estremamente vigile sull'effettiva applicazione dei principi relativi ai pagamenti e alle rimunerazioni negli istituti finanziari e chiede che siano adottate misure più severe in questo campo;

16.  plaude alle misure relative alle agenzie di rating che mirano ad incrementare la trasparenza e a rafforzare la cooperazione tra le autorità nazionali di vigilanza; continua ad esprimere preoccupazione in merito alla mancanza di concorrenza in questo settore e chiede che le barriere all'accesso al mercato siano considerevolmente ridotte;

17.  apprezza l'intenzione di raggiungere un accordo su un insieme unico di principi contabili, deplora il fatto che il Financial Accounting Standard Board abbia modificato la definizione di valore equo per gli attori sul mercato statunitense ed esorta vivamente la Commissione ad adeguare lo IAS 39 a tale modifica senza attendere la decisione del Comitato sulle norme contabili internazionali;

18.  invita il prossimo Vertice del G20 a concordare un'azione coordinata e concreta per porre fine a tutti i paradisi fiscali e regolamentari ed eliminare le scappatoie fiscali e regolamentari in Europa che permettono una diffusa evasione fiscale anche nelle principali piazze finanziarie; si compiace della dichiarazione del G20 riguardante il segreto bancario ed elogia lo scambio automatico di informazioni, che ritiene essere lo strumento più efficace per affrontare l'evasione fiscale; raccomanda che l'Unione europea adotti al proprio interno un quadro legislativo appropriato per quanto concerne i paradisi fiscali e invita i suoi partner internazionali a fare altrettanto;

Rafforzare le nostre istituzioni finanziarie globali

19.  sostiene pienamente la decisione di assegnare il ruolo centrale di coordinamento dell'agenda concordata al FSB, recentemente rinominato e ampliato; sostiene la decisione del G20 di fornire al FSB una base istituzionale più forte e maggiori poteri; sottolinea l'importanza di condividere principi comuni e garantire la convergenza delle norme nel settore dei servizi finanziari per tener conto degli attori del mercato globale;

20.   accoglie con favore e sostiene pienamente la richiesta avanzata dall'Assemblea parlamentare EUROLAT l"8 aprile 2009 ai paesi UE-ALC di agire immediatamente per abolire tutti i paradisi fiscali sul loro territorio e di adoperarsi a livello internazionale per eliminare i restanti e imporre sanzioni alle imprese e alle persone che facciano ricorso ai loro servizi;

21.  accoglie positivamente il piano del G20 di riformare le istituzioni finanziarie internazionali e chiede che dette riforme siano avviate il prima possibile; si attende una riforma di vasta portata della governance economica e finanziaria globale, che promuova la democrazia, la trasparenza e la responsabilità e garantisca la coerenza tra le politiche e le procedure delle istituzioni economiche e finanziarie internazionali, e incita ad un riesame delle condizioni applicate alla maggior parte dei prestiti del FMI e della Banca mondiale;

22.  ritiene, inoltre, che la rappresentanza dei paesi in via di sviluppo in seno alle istituzioni finanziarie internazionali debba essere migliorata; plaude all'impegno a favore di un processo di selezione aperto, trasparente e meritocratico per la dirigenza delle istituzioni finanziarie internazionali; sollecita di conseguenza l'Unione europea a parlare con una voce sola;

23.  chiede alla Commissione di valutare l'aumento dei diritti speciali di prelievo del FMI in linea con quanto può rendersi necessario, e alla BCE di valutare gli effetti di questa espansione sulla stabilità dei prezzi a livello mondiale;

Resistere al protezionismo e promuovere il commercio mondiale e gli investimenti

24.  sostiene la promessa del G20 di aumentare le risorse a disposizione delle istituzioni finanziarie globali di 850 miliardi di dollari a sostegno della crescita nei mercati emergenti e nei paesi in via di sviluppo; accoglie con favore l'aumento sostanziale delle risorse del FMI, che è il principale fornitore di assistenza finanziaria a paesi con problemi di bilancia dei pagamenti, compresi gli Stati membri, e che opera per sostenere la crescita nei mercati emergenti e nei paesi in via di sviluppo;

25.  plaude ai progressi conseguiti dal FMI con la sua nuova linea di credito flessibile, che si allontana dal precedente quadro prescrittivo e rigido relativo all'erogazione di prestiti e all'imposizione di condizioni, come indicato nella recente relazione del FMI dal titolo "Le conseguenze della crisi finanziaria globale per i paesi a basso reddito" secondo cui "nella formulazione delle politiche di spesa occorre attribuire carattere prioritario alla protezione o all'estensione dei programmi sociali e all'avanzamento degli investimenti approvati nonché, in generale, al mantenimento dello slancio per il conseguimento degli OSM";

26.  plaude alla riconferma nel piano globale dell'impegno per gli OSM e alla promessa di rendere disponibili altri 50 miliardi di dollari "per sostenere la protezione sociale, incentivare il commercio e salvaguardare lo sviluppo nei paesi a basso reddito"; chiede che questi finanziamenti siano erogati non solo sotto forma di prestiti ma anche, ove possibile, sotto forma di sovvenzioni dirette, per sostenere la tutela sociale e stimolare gli scambi;

27.  si rammarica del fatto che le promesse del G20 relative agli aiuti al commercio e all'APS si sono rivelate insufficienti; sottolinea che, sebbene il piano globale elenchi misure finanziarie volte ad aumentare le risorse destinate ai paesi in via di sviluppo attraverso la Banca mondiale e il FMI, non è stato espresso alcun impegno specifico per garantire che gli aiuti al commercio costituiscano un finanziamento aggiuntivo;

28.  plaude all'impegno di promuovere ulteriormente gli scambi mondiali e gli investimenti; è tuttavia preoccupato per il crollo del commercio mondiale, che minaccia un ulteriore aggravamento della recessione globale; sottolinea l'importanza di concludere rapidamente e con successo il ciclo di Doha, che serve a correggere gli squilibri nel sistema mondiale degli scambi che penalizza i paesi in via di sviluppo;

29.  rifiuta qualsiasi forma di protezionismo, sia nell'economia reale che nel settore finanziario, come risposta alla contrazione dell'economia e del commercio mondiale;

30.  chiede al prossimo Vertice del G20 di affrontare anche la riforma del sistema mondiale degli scambi e la governance dell'OMC al fine di promuovere il commercio equo e solidale, invertire gli squilibri tra Nord e Sud, migliorare la coerenza tra le politiche commerciali, sociali e ambientali e rendere l'OMC più democratico, trasparente e responsabile;

31.  chiede agli Stati membri di presentare le azioni e gli strumenti introdotti a seguito della crisi nei paesi in via di sviluppo affinché l'Unione europea possa formulare una risposta coordinata; chiede che l'attuazione delle azioni così individuate sia valutata nell'ambito della prossima relazione di Monterrey sul finanziamento dello sviluppo;

32.  richiama l'attenzione sulla persistente crisi alimentare, che richiede misure immediate e riforme per assicurare che la produzione agricola nei paesi in via di sviluppo sia sostenibile;

Garantire una ripresa equa e sostenibile per tutti

33.  plaude al fatto che il G20 abbia riconosciuto l'importanza di un'economia globale maggiormente sostenibile; sottolinea inoltre che un accordo vincolante sul cambiamento climatico alla prossima conferenza di Copenhagen è effettivamente critico; rimarca, tuttavia, che i leader del G20 dovrebbero riconoscere l'ampio carattere delle sfide di sostenibilità globale, quali quelle nei settori della pesca, delle foreste e dell'acqua, che colpiscono maggiormente le popolazioni nei paesi in via di sviluppo;

34.  invita la Commissione ad avviare, nel contesto della riflessione sul futuro della strategia di sviluppo sostenibile, i processi necessari a tenere pienamente conto delle conseguenze del cambiamento climatico per tutte le politiche esistenti;

35.  sottolinea la necessità di attuare in modo efficace il pacchetto sul clima e l'energia e di investire maggiormente nei settori delle energie rinnovabili, dell'eco-innovazione, dell'energia ecologica e dell'efficienza energetica, che dovrebbe costituire un aspetto centrale del piano d'azione per l'energia 2010-2014;

36.  chiede al prossimo Vertice del G20 di esaminare l'agenda sul lavoro dignitoso proposta dall'OIL, che dovrebbe prevedere in particolare un impegno concernente il rispetto universale dei diritti umani sul luogo di lavoro, norme fondamentali sul lavoro e l'eliminazione del lavoro minorile;

o
o   o

37.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti degli Stati del G20 e al Fondo monetario internazionale.

(1) Testi approvati, P6_TA(2009)0123.
(2) GU C 72 del 26.3.2009, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 2 giugno 2010Avviso legale