Risoluzione del Parlamento europeo del 17 dicembre 2009 sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010 quale modificato dal Consiglio (tutte le sezioni) (11902/2009 – C7-0127/2009 – 2009/2002(BUD)) e lettere rettificative n. 1/2010 (SEC(2009)1133 - 14272/2009 - C7-0215/2009), 2/2010 (SEC(2009)1462 – 16328/2009 - C7-0292/2009) e 3/2010 (SEC(2009)1635 – 16731/2009 - C7-0304/2009) al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010
Il Parlamento europeo
,
– visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea e in particolare l'articolo 314, paragrafo 9,
– visto il protocollo n. 2 che modifica il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, allegato al trattato di Lisbona, in particolare gli articoli 3 e 5,
– visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare l'articolo 272, paragrafi da 1 a 6,
– visto il trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, in particolare l'articolo 177, paragrafi da 1 a 6, e l'articolo 106 A,
– vista la decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, relativa al sistema delle risorse proprie delle Comunità europee(1)
,
– visto il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio, del 25 giugno 2002, che stabilisce il regolamento finanziario applicabile al bilancio generale delle Comunità europee(2)
,
– visto l'accordo interistituzionale del 17 maggio 2006 tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sulla disciplina di bilancio e la sana gestione finanziaria (AII)(3)
e in particolare il Quadro finanziario pluriennale previsto nella sua parte I e definito nel suo allegato I,
– visto il progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010 stabilito dal Consiglio il 13 luglio 2009 (C7-0127/2009),
– vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2009 sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010, sezione III – Commissione (C7-0127/2009) e sulla lettera rettificativa n. 1/2010 (SEC(2009)1133 – 14272/2009 – C7-0215/2009) al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010(4)
,
– vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2009 sul progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010, Sezione I – Parlamento europeo, Sezione II – Consiglio, Sezione IV – Corte di giustizia, Sezione V – Corte dei conti, Sezione VI – Comitato economico e sociale europeo, Sezione VII – Comitato delle regioni, Sezione VIII – Mediatore europeo, Sezione IX – Garante europeo della protezione dei dati (C7-0128/2009)(5)
,
– vista la lettera rettificativa n. 2/2010 (SEC(2009)1462 –16328/2009 – C7–0292/2009) al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010,
– vista la lettera rettificativa n. 3/2010 (SEC(2009)1635 – 16731/2009 – C7–0304/2009) al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2010 (sezione II – Consiglio),
– visti i suoi emendamenti e le sue proposte di modificazione del 22 ottobre 2009 al progetto di bilancio generale(6)
,
– viste le modifiche del Consiglio del 18 novembre 2009 agli emendamenti e alle proposte di modificazione al progetto di bilancio generale approvati dal Parlamento,
– visto l'esito della riunione di concertazione di bilancio del 18 novembre 2009,
– vista l'esposizione del Consiglio sul risultato delle sue deliberazioni riguardanti gli emendamenti e le proposte di modificazione al progetto di bilancio generale approvati dal Parlamento,
– visti gli articoli da 75 ter a 75 sexies del suo regolamento,
– vista la relazione della commissione per i bilanci (A7-0083/2009),
Risultato globale della concertazione di bilancio
1. rammenta le sue priorità politiche per il bilancio 2010 definite in prima istanza nelle sue risoluzioni del 10 marzo 2009 sugli orientamenti per la procedura di bilancio 2010 – Sezione III – Commissione e altre sezioni e successivamente elaborate nella risoluzione del 22 ottobre 2009 sul progetto di bilancio generale per l'esercizio 2010 – Sezione III – Commissione e altre sezioni; sottolinea che tali priorità costituiscono i principi ispiratori della propria strategia per la concertazione di bilancio con il Consiglio sul bilancio 2010 e la propria valutazione del quadro finanziario per il 2010;
2. plaude all'accordo globale sul bilancio 2010, raggiunto nel corso della consueta riunione di concertazione di bilancio con il Consiglio, il 18 novembre 2009, prima dell'entrata in vigore del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare per quanto riguarda il finanziamento del piano europeo di ripresa economica; rileva, di conseguenza, che l'estrema esiguità dei margini disponibili al di sotto dei massimali di tutte le rubriche del quadro finanziario pluriennale (QFP) per il bilancio 2010 potrebbe creare difficoltà nell'eventualità di imprevisti che richiedano un intervento a carico del bilancio nel corso del 2010;
3. rammenta che dal 2007 l'autorità di bilancio è stata più volte costretta a rivedere l'attuale QFP 2007-2013 e l'AII, al fine di reperire le risorse finanziarie sufficienti per il finanziamento delle politiche non adeguatamente preventivate o impreviste nel quadro finanziario approvato nel 2006;
4. sottolinea l'estrema esiguità dei margini disponibili in base alla programmazione finanziaria pubblicata dalla Commissione nel maggio 2009 per gli esercizi 2011-2013; rileva che ciò impedirà alle istituzioni dell'Unione europea di adottare qualsiasi nuova iniziativa politica significativa negli ambiti definiti prioritari dal neodesignato Presidente della Commissione, tra i quali, ad esempio, il contrasto ai cambiamenti climatici o la strategia "UE 2020"; sottolinea inoltre che, con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, saranno potenziate a livello di Unione diverse politiche, il che renderà necessari ulteriori finanziamenti comunitari; chiede di conseguenza alla nuova Commissione di pubblicare senza indugio una relazione sul funzionamento dell'AII, come previsto nella dichiarazione 1 ad esso allegata, unitamente ad un adeguamento, un riesame e una revisione dell'attuale QFP 2007-2013, tra cui una sua proroga al 2015-2016;
5. rammenta che la Commissione europea dovrebbe altresì dare avvio alla procedura per il nuovo QFP, come previsto nella dichiarazione 3 dell'AII, onde avviare un opportuno dibattito pubblico e aperto sul prossimo QFP;
6. deplora la mancata disponibilità del Consiglio ad incrementare la dotazione dei programmi in corso rientranti nella sottorubrica 1a "Competitività per la crescita e l'occupazione", in modo tale da potenziare ulteriormente le risorse di cui abbisogna l'Unione europea per affrontare la crisi attuale; ritiene che tale sottorubrica vada sottoposta a un'analisi approfondita e, se del caso, a una revisione onde garantire che consegua i suoi obiettivi negli anni a venire;
7. rammenta le risoluzioni congiunte concordate, che sono allegate alla presente risoluzione; ne ha tenuto conto in sede di preparazione dei propri emendamenti per la seconda lettura;
8. in relazione agli importi complessivi, decide di fissare a 141 452 827 822 EUR l'importo definitivo degli stanziamenti d'impegno, pari all'1,2% dell'RNL dell'Unione europea; decide inoltre di fissare a 122 937 000 000 EUR l'importo complessivo degli stanziamenti di pagamento, pari allo 1,04% dell'RNL dell'Unione; osserva che tale importo lascia un margine sostanziale di 11 220 000 000 EUR al di sotto del massimale dei pagamenti previsto dal QFP per il 2010;
9. ritiene che l'attuale livello dei pagamenti non contribuisca a ridurre il divario tra il livello degli impegni e quello dei pagamenti; sottolinea la propria preoccupazione per le conseguenze che una tale situazione potrebbe avere sull'andamento globale degli impegni non ancora liquidati (reste à liquider – RAL
) che, stando alla relazione 2008 della Corte dei conti, ammontano a 155 miliardi di EUR, e la necessità di invertire questa tendenza nei futuri esercizi finanziari;
10. rammenta la dichiarazione del Consiglio del 10 luglio 2009, in cui si chiede alla Commissione di presentare un bilancio rettificativo qualora gli stanziamenti di pagamento "inclusi nel bilancio 2010 si rivelassero insufficienti per coprire le spese che rientrano nella sottorubrica 1a (Competitività per la crescita e l'occupazione), nella sottorubrica 1b (Coesione per la crescita e l'occupazione), nella rubrica 2 (Conservazione e gestione delle risorse naturali) e nella rubrica 4 (L'UE quale attore globale)";
11. prende atto della lettera di eseguibilità della Commissione per quanto riguarda gli emendamenti al progetto di bilancio approvati dal Parlamento in prima lettura; decide di creare nuove linee di bilancio dedicate ai cambiamenti climatici, all'iniziativa "Small Business Act" (SBA) e alla strategia comunitaria per il Mar Baltico; decide di tener conto, in sede di seconda lettura del bilancio, di alcune osservazioni formulate dalla Commissione, sebbene intenda comunque conformarsi alle proprie decisioni di prima lettura;
Piano europeo di ripresa economica
12. sottolinea che il finanziamento della seconda fase del piano europeo di ripresa economica costituiva una priorità per il Parlamento; rammenta di aver modificato in tal senso il progetto di bilancio del Consiglio, dando impulso alla crescita economica, alla competitività, alla coesione e alla tutela del lavoro; invita la Commissione ad adoperarsi affinché tutti i progetti da finanziare nell'ambito del piano di ripresa siano pienamente compatibili con la vigente legislazione europea in materia ambientale;
13. accoglie con soddisfazione l'accordo con il Consiglio sul piano europeo di ripresa economica, quale obiettivo fondamentale del bilancio 2010, e plaude in particolare al fatto che ha permesso di ultimare la seconda fase del suo finanziamento nel 2010, a conferma del fatto che il bilancio dell'Unione europea è uno strumento che contribuisce a superare la recente crisi economica; sottolinea che la propria azione era intesa a privilegiare i cittadini europei, dimostrando in tal modo che l'Unione europea non è all'origine del problema ma che, al contrario, può essere determinante per risolverlo; si compiace del ricorso agli strumenti contemplati dall'AII al fine di garantire il finanziamento del suddetto piano, in particolare i punti dal 21 al 23, e del ricorso allo strumento di flessibilità ai sensi del punto 27 dell'AII; ricorda, in tale contesto, che il Consiglio non ha presentato sul tema una sua proposta nel corso della sua prima lettura;
Il trattato di Lisbona
14. approva la dichiarazione comune sulla continuità della procedura di bilancio 2010 concordata tra Parlamento europeo, Consiglio e Commissione nel corso della concertazione di bilancio del 18 novembre 2009, con la quale le tre istituzioni riconoscono i risultati delle precedenti decisioni adottate durante le varie fasi della procedura di bilancio, come se fossero state prese già in forza dei poteri conferiti loro dal trattato di Lisbona;
15. sottolinea la necessità di dotare l'Unione europea di mezzi finanziari adeguati per varare provvedimenti efficaci onde rispondere alle vecchie e nuove esigenze ai fini dell'attuazione delle politiche comunitarie legate al trattato di Lisbona; chiede alla Commissione di tener conto degli impegni di bilancio assunti come pure delle loro incidenze finanziarie pluriennali in sede di presentazione delle proposte relative all'adeguamento, al riesame e alla revisione dell'attuale QFP 2007–2013 e al finanziamento delle politiche comunitarie connesse al trattato di Lisbona; invita la nuova Commissione a impegnarsi chiaramente a venire incontro a tale richiesta;
16. constata il conseguimento di un accordo sul finanziamento del Consiglio europeo per l'esercizio finanziario 2010; rammenta la necessità di introdurre una nuova sezione per il suo finanziamento, come previsto all'articolo 316 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
17. rammenta la propria risoluzione sulle misure transitorie applicabili alla procedura di bilancio successivamente all'entrata in vigore del trattato di Lisbona; sottolinea che dette misure non dovrebbero discostarsi dai principi di bilancio fissati per la procedura di bilancio annuale; propone di esaminare contemporaneamente tutte le modifiche al regolamento finanziario nel corso della sua revisione triennale prevista per il 2010;
Sottorubrica 1a
18. si compiace dei finanziamenti per lo smantellamento della centrale nucleare di Kozloduy per il 2010 grazie al ricorso allo strumento di flessibilità; rammenta che la questione non è stata originariamente prevista nell'ambito del vigente QFP; ritiene tuttavia che, trattandosi di una nuova voce di bilancio, la questione debba essere risolta nell'ambito di un adeguato finanziamento pluriennale, il che dovrebbe avvenire nel contesto delle prossime proposte di bilancio;
19. deplora gli ulteriori tagli apportati dal Consiglio alle linee di sostegno alla strategia di Lisbona, che si fonda su una decisione del Consiglio europeo; sottolinea che si tratta dell'esatto opposto di quanto si sarebbe dovuto fare per affrontare l'attuale crisi economica; intende invece appoggiare tali linee seppur in maniera limitata;
20. chiede che siano pienamente utilizzati gli stanziamenti disponibili per le attività e le politiche nell'ambito della sottorubrica 1a, che promuovono la crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro, tra cui nuovi posti di lavoro legati all'economia verde, e offrono soluzioni per i cittadini europei, garantendo in particolare una maggiore sicurezza energetica, aumentando il sostegno per la ricerca e l'innovazione, segnatamente le tecnologie per l'energia pulita rinnovabile, promuovendo le piccole e medie imprese e rafforzando la formazione continua; ribadisce l'importanza di ottimizzare l'attuazione dei programmi quadro ed esorta la Commissione ad agire, relativamente a detti problemi di attuazione, sulla base delle osservazioni del Parlamento così come espresse nei paragrafi da 113 a 123 della risoluzione approvata nel quadro della procedura di concessione del discarico alla Commissione per l'esercizio 2007(7)
) , segnatamente semplificando le procedure di riscossione mediante l'utilizzo di idonee procedure forfettarie e tenendo conto della buona fede e delle legittime aspettative dei beneficiari;
Sottorubrica 1b
21. esprime rammarico e stupore per i tagli di bilancio apportati dal Consiglio in un periodo in cui i Fondi strutturali e il Fondo di coesione potrebbero essere utilizzati per stimolare una crescita e una ripresa economica sostenibili; ricorda di aver incrementato gli stanziamenti di pagamento iscritti sulle linee principali per migliorare l'attuazione della politica strutturale negli Stati membri, onde amplificare gli effetti del piano di ripresa a vantaggio di tutti i cittadini europei;
22. esprime inquietudine per il basso tasso di esecuzione dei pagamenti relativi ai programmi quadro di ricerca nel 2009 e si propone di monitorarne l'attuazione nel 2010 in uno spirito costruttivo; invita la Commissione a tale proposti a proseguire la buona cooperazione nell'attuazione delle fasi successive di tali programmi;
23. sottolinea che il livello insufficiente di attuazione delle politiche strutturali e di coesione è dovuto principalmente alla scarsa flessibilità del sistema di regole e di requisiti complessi imposti dalla Commissione e dagli Stati membri;
24. accoglie con favore la dichiarazione congiunta in cui si chiede la semplificazione e un impiego più mirato dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione al fine di ovviare più agevolmente agli effetti della crisi economica; rammenta la possibilità di adeguamento e di revisione dei programmi operativi creati a tal fine, ponendo nel contempo una maggiore enfasi su un impiego più giudizioso dei fondi in questione a sostegno delle politiche comunitarie e nazionali di contrasto al cambiamento climatico;
Rubrica 2
25. plaude all'accordo raggiunto con il Consiglio sul sostegno supplementare a favore del settore lattiero, attualmente in crisi, che dovrebbe raggiungere l'importo di 300 milioni di EUR, come richiesto dal Parlamento; ritiene che l'assenso del Consiglio rappresenti l'applicazione dello "spirito del trattato di Lisbona", in quanto garantirà al Parlamento parità di competenze in materia di spesa agricola; deplora il mancato accoglimento della richiesta del Parlamento di istituire un fondo permanente dell'Unione europea per il latte, inteso ad aiutare il settore in questione mediante interventi di ristrutturazione; chiede tuttavia alla Commissione di riesaminare la necessità di misure alternative o supplementari alla luce dell'andamento del mercato e della relazione del Gruppo di esperti di alto livello sul latte, al fine di sostenere il processo di ristrutturazione per i produttori di latte; rinnova la propria richiesta di creare una linea di bilancio che istituisca permanentemente un Fondo per il latte;
26. rammenta che la lotta ai cambiamenti climatici resterà una delle maggiori priorità dell'Unione europea, come dimostrato dalla conferenza di Copenaghen del dicembre 2009; ritiene tuttavia che tale priorità non si rifletta in misura sufficiente nel bilancio dell'Unione europea e intende pertanto dare maggiore risalto a questa politica fondamentale; invita la nuova Commissione a presentare una proposta di finanziamento a seguito della conferenza sui cambiamenti climatici;
Sottorubrica 3a
27. è consapevole dell'auspicio dei cittadini europei di un'Europa sicura e plaude all'incremento delle risorse destinate a questa sottorubrica rispetto al bilancio 2009; è altresì consapevole che tutti i paesi dell'Unione debbono affrontare numerose sfide legate alle politiche finanziate a titolo della sottorubrica in oggetto;
28. sottolinea l'importanza di stanziare ulteriori risorse nel bilancio dell'Unione europea per la gestione dell'immigrazione regolare e l'integrazione dei cittadini di paesi terzi, affrontando nel contempo il problema dell'immigrazione irregolare, nel pieno rispetto dei diritti umani fondamentali e degli accordi internazionali, e rafforzando la protezione delle frontiere, potenziando altresì il Fondo europeo per i rimpatri e il Fondo europeo per i rifugiati, onde promuovere la solidarietà tra gli Stati membri;
Sottorubrica 3b
29. rammenta che la sottorubrica 3b copre politiche fondamentali aventi un'incidenza diretta sulla vita quotidiana dei cittadini europei; è contrario ai tagli apportati dal Consiglio nella sottorubrica in oggetto e condivide l'impostazione adottata dalle commissioni specializzate volta a garantire la fondatezza dell'aumento degli stanziamenti;
Rubrica 4
30. ribadisce la sua profonda preoccupazione per l'esiguo margine di manovra imputabile al sottofinanziamento cronico di una rubrica che è costantemente sotto pressione in ragione delle crisi che si verificano nei paesi terzi;
31. invita il Consiglio europeo a non assumersi impegni politici ambiziosi che implicano un maggiore sostegno finanziario dell'Unione europea senza prevedere al tempo stesso i necessari stanziamenti, quando esiste una clamorosa contraddizione con i fondi disponibili nei limiti del massimale annuale del QFP in vigore;
32. sottolinea l'importanza dell'Unione europea per coadiuvare i paesi in via di sviluppo nella lotta al cambiamento climatico; prende atto delle conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2009 secondo cui l'Unione europea e i suoi Stati membri sono pronti a contribuire con finanziamenti rapidi di 2,4 miliardi di EUR all'anno per il periodo 2010-2012; sottolinea tuttavia la necessità di ottenere informazioni sulla partecipazione e sulla contribuzione dal bilancio dell'Unione europea durante il 2011 e il 2012; sottolinea la necessità che il finanziamento della lotta al cambiamento climatico provenga da fondi supplementari e non da tagli agli attuali aiuti allo sviluppo, affinché l'Unione europea possa onorare il proprio impegno a conseguire gli Obiettivi di sviluppo del Millennio;
33. plaude alla creazione del Servizio europeo per l'azione esterna, che deve essere urgentemente posto sotto il controllo parlamentare sia in termini di bilancio che di controllo del bilancio; ribadisce a tale proposito la propria richiesta di una comunicazione globale e tempestiva riguardo a una strategia generale per l'attuazione del Servizio per l'azione esterna, che includa i piani della futura cooperazione con il Parlamento europeo e la Presidenza del Consiglio, nonché le stime del fabbisogno di personale e dei costi amministrativi e altri requisiti, unitamente agli eventuali risparmi grazie alle sinergie ottenibili da un uso comune delle strutture e del personale;
34. invita la nuova Commissione a tener conto quanto prima dei punti sopramenzionati per affrontare i problemi della rubrica 4 all'atto di proporre una revisione dell'attuale QFP 2007-2013;
35. continua a fare affidamento sul sostegno al processo di pace in Palestina e alle necessità di ricostruzione nella Striscia di Gaza; invita la Commissione a indicare quali misure ha adottato per ridurre al minimo i rischi che i progetti e i programmi finanziati a titolo di questa linea di bilancio siano utilizzati da organizzazioni terroristiche, o siano dirottati verso le stesse per perpetrare attentati terroristici, o generino una burocrazia inefficiente, nonché a precisare se una parte degli aiuti è destinata alla ricostruzione di edifici o infrastrutture che erano stati finanziati dall'Unione o dai suoi Stati membri e successivamente danneggiati da interventi militari;
36. ritiene che la sicurezza dell'approvvigionamento energetico sia una sfida cruciale per l'Unione; accoglie pertanto con favore la firma del progetto Nabucco da parte di tutti i paesi partecipanti e si attende che ciascuno di essi dia prova di coerenza nella valutazione di altri progetti che potrebbero compromettere il progetto Nabucco;
37. sottolinea la necessità di destinare risorse sufficienti alla strategia dell'Unione europea per il Mar Baltico allo scopo di finanziare azioni che non possono essere finanziate a titolo di altre linee di bilancio (coordinamento, informazione e progetti pilota all'interno dei quattro pilastri del piano d'azione);
Rubrica 5 e altre sezioni
38. accoglie con soddisfazione l'accordo raggiunto sulla rubrica 5, che dovrebbe garantire il funzionamento amministrativo delle istituzioni dell'Unione europea, contribuendo nel contempo, mediante uno storno di 126,5 milioni di EUR, al completamento del finanziamento per il piano europeo di ripresa economica;
39. sottolinea, allo stesso tempo, che l'esiguo margine della rubrica 5 per il 2010, imputabile anche al predetto storno di stanziamenti, comporterà la necessità di una gestione finanziaria rigorosa da parte delle istituzioni nel 2010, onde utilizzare le risorse disponibili in maniera prudente ed economicamente efficace;
40. conviene sul fatto che, per l'impiego del margine disponibile, occorra privilegiare il finanziamento delle eventuali spese supplementari direttamente imputabili all'entrata in vigore del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, sebbene soltanto previo esame approfondito delle attuali risorse e necessità e degli eventuali risparmi supplementari da parte di tutte le istituzioni;
41. constata che l'adozione della lettera rettificativa n. 3/2010 relativa alla sezione II (Consiglio) è stata approvata per un importo di 23,5 milioni di EUR, lasciando un margine di 72 milioni di EUR nella rubrica 5 per il 2010; si rammarica che il Consiglio abbia presentato tale proposta senza tenere conto del fabbisogno amministrativo di tutte le istituzioni e prima di averne acquisito una visione globale;
42. in tale contesto, richiama l'attenzione sulla dichiarazione congiunta relativa alla rubrica 5, che copre i punti precedenti e fungerà da base per garantire i finanziamenti necessari per un eventuale fabbisogno supplementare del Parlamento europeo e delle altre istituzioni; sottolinea che un tale esercizio dovrebbe essere motivato esclusivamente da nuove funzioni derivanti dal trattato e soltanto previo esame approfondito dell'uso e delle possibilità di riorganizzare gli attuali accordi e posti; sottolinea inoltre, per la propria sezione del bilancio e in relazione alla possibilità di siffatte esigenze supplementari, la necessità di garantire una ripartizione equa delle risorse fra il Segretariato generale, i gruppi politici e i deputati;
43. esorta tutte le istituzioni a coprire, nella misura del possibile, l'intero fabbisogno amministrativo imputabile all'adeguamento degli stipendi e delle pensioni a titolo degli stanziamenti attualmente iscritti in bilancio per ciascuna sezione;
44. accoglie con favore la dichiarazione comune sulla politica immobiliare e ribadisce che tale ambito, che rappresenta una quota significativa delle spese amministrative dell'Unione europea, è di grande importanza per garantire un impiego efficace e trasparente delle risorse disponibili; invita gli organi esecutivi di tutte le istituzioni ad attuare senza indugio i principi concordati;
45. intende seguire da vicino, all'interno della propria sezione del bilancio, le questioni attinenti, tra l'altro, all'audizione concordata sulle risorse interne per l'informazione (uso e risorse impiegate), e alla "gestione delle conoscenze", così come su tutte le questioni riguardanti la Casa della storia europea, ivi incluse quelle relative a un eventuale cofinanziamento e possibile cooperazione su tale progetto; rammenta l'accordo raggiunto in proposito durante la riunione di concertazione interna di bilancio;
46. decide di ripristinare interamente la propria posizione adottata in prima lettura per quanto riguarda le "altre istituzioni" per le ragioni espresse nella sua risoluzione in prima lettura;
Progetti pilota e azioni preparatorie
47. ravvisa nei progetti pilota e nelle azioni preparatorie degli strumenti indispensabili che gli consentono di avviare nuove politiche nell'interesse dei cittadini europei; ha deciso di avvalersi integralmente degli importi previsti dall'AII per i progetti pilota (fino a un massimo di 40 milioni di EUR per esercizio finanziario) ma di conservare un importo per le azioni preparatorie (fino a un massimo di 100 milioni di EUR nell'AII, di cui al massimo 50 milioni possono essere destinati a nuove azioni preparatorie);
48. ha dato precedenza all'attuazione dei progetti pilota e delle azioni preparatorie che si trovano nel secondo o nel terzo anno di attuazione; intende monitorare attentamente la loro attuazione, come pure quella dei progetti e delle azioni posti in essere di recente nel corso dell'esercizio 2010;
o o o
49. incarica il suo Presidente di constatare che il bilancio è definitivamente adottato e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;
50. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, alla Corte di giustizia, alla Corte dei conti, al Comitato economico e sociale europeo, al Comitato delle regioni, al Mediatore europeo e al Garante europeo della protezione dei dati nonché agli altri organi interessati.
Risoluzione del Parlamento europeo del 23 aprile 2009 recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2007, sezione III – Commissione e Agenzie esecutive (GU L 255 del 26.9.2009, pag. 36).
ALLEGATO 1
DICHIARAZIONI APPROVATE NELLA RIUNIONE DI CONCERTAZIONE DEL 18 NOVEMBRE 2009
Dichiarazione comune sulla continuità della procedura di bilancio 2010
"Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione prendono atto che fino al 30 novembre 2009 la procedura di bilancio per il bilancio 2010 è stata condotta ai sensi del trattato di Nizza.
Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona il 1º dicembre 2009, la procedura sarà espletata ai sensi dell'articolo 314, paragrafo 9, creato da detto trattato, con la dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo secondo cui il bilancio è definitivamente adottato.
Le tre istituzioni considerano la procedura di bilancio un continuum ai sensi dei due trattati summenzionati e convengono pertanto che le fasi della procedura espletate ai sensi del trattato di Nizza lo sono anche ai sensi dell'articolo 314 creato dal trattato di Lisbona.
Nell'attenersi a tale transizione, le tre istituzioni ritengono che l'accordo raggiunto dal Parlamento europeo e dal Consiglio nella riunione di concertazione del 18 novembre 2009, seguito dalla seconda lettura del Consiglio, sui bilanci 2009 e 2010 ed i risultati della seconda lettura del Parlamento europeo possa essere considerato nella sostanza come un accordo su un progetto di bilancio congiunto ai sensi dell'articolo 314 del TFUE, in piena osservanza del quadro finanziario pluriennale."
ALLEGATO 2
Dichiarazione comune sulla politica immobiliare delle istituzioni e degli organi dell'Unione europea
"Il Parlamento europeo e il Consiglio ricordano le rispettive conclusioni sulla relazione speciale n. 2/2007 della Corte dei conti relativa alle spese immobiliari delle istituzioni e, nel riconoscere che i costi immobiliari rappresentano una parte notevole della spesa amministrativa globale delle istituzioni dell'Unione europea, ribadiscono che una sana gestione finanziaria delle spese immobiliari è essenziale.
Ribadiscono l'importanza di una cooperazione interistituzionale efficace in questo settore ed invitano le istituzioni a rafforzare ulteriormente tale cooperazione e, ogniqualvolta opportuno e senza ostacolare il funzionamento di ciascuna istituzione, condividere le strutture comuni. Esprimono soddisfazione per gli sforzi in tal senso già compiuti dalle istituzioni.
Sottolineano che l'elaborazione di strategie a lungo termine in materia di immobili è essenziale dal punto di vista di una pianificazione e di una gestione finanziaria sane.
Sottolineano che procedure trasparenti e controllabili sono essenziali per giungere a soluzioni efficaci ed efficienti e ad una sana gestione finanziaria.
Incoraggiano le istituzioni a continuare ad applicare ed intensificare le misure ambientali e di efficienza energetica nei rispettivi edifici, tra cui la certificazione in base a norme ambientali, ogniqualvolta sia appropriato e fattibile con le risorse disponibili, ed esprimono forte apprezzamento per i progressi già realizzati in tal senso.
Riguardo alle disposizioni del regolamento finanziario, segnatamente le consultazioni nel quadro dell'articolo 179, ritengono importantissimo ricevere a tempo debito tutte le informazioni relative al progetto necessarie per la presa di decisioni. Fatte salve le scadenze formali, queste informazioni dovrebbero essere messe a disposizione dei due rami dell'autorità di bilancio in modo che possano prendere posizione senza essere condizionati dall'urgenza. Le informazioni dovrebbero comprendere valutazioni delle necessità e analisi dei costi-benefici per le varie alternative, con la definizione delle opzioni locazione o acquisto, nonché informazioni trasparenti sulle possibili alternative di finanziamento e la compatibilità con il QFP.
Si rallegrano per i lavori intrapresi dalla Commissione su metodi alternativi di finanziamento e attendono la relazione imminente.
Invitano i Segretari generali delle istituzioni a fornire informazioni complete sulle questioni immobiliari insieme al progetto preliminare di bilancio e alle relative previsioni.
Nel riconoscere le esigenze specifiche di ciascuna istituzione e le caratteristiche particolari di ciascun progetto, chiedono alle istituzioni di portare avanti i lavori volti all'armonizzazione di queste informazioni mediante definizioni e indicatori comuni, in modo da consentire i confronti tra le varie istituzioni per quanto riguarda superfici e costi immobiliari, nonché ad un'intesa comune sul metodo di calcolo dei costi annuali degli immobili suddivisi sull'intero periodo di utilizzazione. In tale contesto prendono atto con soddisfazione dell'accordo sugli orientamenti comuni per definire e misurare le superfici immobiliari, recentemente raggiunto in sede di gruppi di lavoro interistituzionali.
Rammentano che, ove possibile, tali osservazioni si applicano ugualmente alle situazioni specifiche delle agenzie esecutive e decentrate.
Prendono atto dell'eccellente cooperazione tra le istituzioni e le amministrazioni degli Stati membri ospitanti."
ALLEGATO 3
Dichiarazione comune sulla semplificazione e utilizzazione più mirata dei fondi strutturali e di coesione nel contesto della crisi economica
"Il Parlamento europeo e il Consiglio ricordano le dichiarazioni comuni delle tre istituzioni sull'attuazione della politica di coesione del novembre 2008 e dell'aprile 2009 e sottolineano la necessità di continuare ad accelerare l'attuazione dei fondi strutturali e di coesione. Prendono atto che il tasso di approvazione di sistemi di gestione e controllo e di grandi progetti è in progressivo miglioramento, ma ritengono che il ritmo di approvazione sia troppo lento. Esortano la Commissione a perseverare nella semplificazione delle procedure di attuazione in stretta cooperazione con gli Stati membri e, in particolare, ad accelerare l'approvazione di grandi progetti, riducendo così i tempi dei pagamenti.
Il Parlamento europeo e il Consiglio ritengono che tutte le possibilità offerte dall'utilizzazione dei fondi strutturali possano essere mobilitate per azioni più mirate che contribuiscano a superare gli effetti della crisi economica, in particolare azioni che sostengono crescita e competitività e limitano le perdite di posti di lavoro. Il Parlamento europeo e il Consiglio sottolineano che l'adattamento e la revisione dei programmi operativi è già possibile ai sensi del presente regolamento. Il Parlamento europeo e il Consiglio invitano la Commissione a permettere, mediante procedure efficaci e rapide, l'assunzione di tali richieste da parte degli Stati membri. Inoltre il Parlamento europeo e il Consiglio rammentano l'importanza di utilizzare integralmente ed efficacemente gli stanziamenti disponibili."
ALLEGATO 4
Dichiarazione comune sulla rubrica 5
"Rilevando che l'adozione della lettera rettificativa n. 3/2010 concernente la sezione II - Consiglio - per finanziare il Consiglio europeo nel 2010 per un importo di 23,5 milioni di EUR fa salvo il ricorso al margine della rubrica 5 che rimane a 72 milioni di EUR, il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione concordano che dato lo stretto margine della rubrica 5 nel 2010 e la necessità di assicurare pienamente il finanziamento del piano europeo di ripresa economica (EERP), la priorità per l'utilizzo del margine disponibile della rubrica 5 dovrebbe essere data al finanziamento della spesa supplementare direttamente derivante dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona. A tale riguardo le tre istituzioni mireranno a coprire tutte le esigenze amministrative relative alle retribuzioni del personale con gli stanziamenti iscritti in bilancio nelle loro rispettive sezioni del bilancio 2010.
Il Parlamento europeo ed il Consiglio invitano le altre istituzioni a fare quanto in loro potere per finanziare le esigenze amministrative connesse alle retribuzioni del loro personale nell'ambito degli stanziamenti iscritti in bilancio nelle loro rispettive sezioni del bilancio 2010. Le richieste di stanziamenti supplementari saranno valutate soltanto dopo che esse avranno dimostrato che tutte le possibilità di riassegnazione interna sono state esaurite."
ALLEGATO 5
Dichiarazione unilaterale della Commissione sullo smantellamento della centrale nucleare di Kozloduy
La Commissione ha preso atto del fatto che il Parlamento europeo ha sollevato la questione delle incidenze a livello di bilancio pluriennale della proposta di nuovo atto legislativo relativo alla proroga, fino al 2013, dei finanziamenti per lo smantellamento della centrale nucleare di Kozloduy.
La Commissione intende tener conto di tali incidenze in sede di valutazione del funzionamento dell'Accordo interistituzionale.
DICHIARAZIONE COMUNE
Misure transitorie applicabili alla procedura di bilancio dopo l'entrata in vigore del trattato di Lisbona
"Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, in appresso denominati collettivamente "le istituzioni", hanno convenuto quanto segue:
1. La presente dichiarazione è intesa a concordare le misure transitorie necessarie al fine di garantire la continuità dell'azione Unione europea e un'agevole transizione verso il nuovo quadro giuridico per la procedura di bilancio risultante dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona.
2. Tali misure transitorie si applicheranno fino a quando non siano state stabilite norme corrispondenti nel quadro legislativo appropriato.
3. La presente dichiarazione non altera le rispettive competenze di bilancio delle istituzioni, quali definite nel trattato, né la legislazione secondaria.
I.CALENDARIO DELLA PROCEDURA DI BILANCIO
4. Le istituzioni confermano l'intenzione di svolgere il trilogo sulle priorità di bilancio dell'anno in tempo utile prima dell'adozione del progetto di bilancio da parte della Commissione e al più tardi in aprile.
5. Le istituzioni convengono che il seguente calendario, ispirato all'attuale calendario pragmatico e ai requisiti della nuova procedura, si applicherà alla procedura di bilancio 2011:
– la Commissione adotta il progetto di bilancio la 17a settimana (fine aprile) o al più tardi la 18a settimana (inizio maggio).
– Il Consiglio completa la sua lettura entro la fine della 30a settimana (fine luglio) al più tardi.
Le istituzioni si incontrano per uno scambio di opinioni in tempo utile prima della lettura del Consiglio.
– La commissione per i bilanci (COBU) del Parlamento europeo procede alla votazione entro la fine della 39ª settimana (fine settembre/inizio ottobre).
– La plenaria del Parlamento europeo procede a votare la sua lettura la 42ª settimana (metà ottobre).
Fino alla convocazione del comitato di conciliazione, la Commissione può, se necessario, modificare il progetto di bilancio a norma dell'articolo 314, paragrafo 2, del TFUE, compreso aggiornando le stime di spesa per l'agricoltura. La Commissione presenterà informazioni sugli aggiornamenti ai due rami dell'autorità di bilancio affinché li esaminino quanto prima.
Dopo la votazione e l'adozione di emendamenti da parte del Parlamento europeo, come previsto all'articolo 314, paragrafo 4, lettera c) del TFUE, il presidente del Parlamento europeo, d'intesa con il presidente del Consiglio, convoca immediatamente una riunione del comitato di conciliazione. A tal fine:
–
le istituzioni cooperano strettamente affinché il comitato di conciliazione possa concludere i suoi lavori entro 21 giorni dalla fine della 45a settimana (metà novembre);
–
per preparare un accordo in sede di comitato di conciliazione su un testo comune, le istituzioni provvedono al tempestivo scambio della necessaria documentazione.
Quando il Comitato di conciliazione ha concordato un testo comune, il Parlamento europeo e il Consiglio si sforzeranno di approvare quanto prima i risultati del comitato di conciliazione a norma dell'articolo 314, paragrafo 6, del TFUE, conformemente ai rispettivi regolamenti interni.
6. A meno che le istituzioni non concordino un calendario alternativo, le future procedure di bilancio seguiranno un calendario analogo.
7. Le istituzioni confermano l'intenzione di approvare, prima dell'adozione del progetto di bilancio per il 2011 da parte della Commissione, principi e modalità per la collaborazione nel quadro della procedura di bilancio, nonché per l'organizzazione del comitato di conciliazione."
II.
COOPERAZIONE INTERISTITUZIONALE SUI BILANCI RETTIFICATIVI
Principi generali
8. Considerato che i bilanci rettificativi riguardano spesso questioni specifiche e talvolta urgenti, le istituzioni concordano i principi in appresso per garantire la cooperazione interistituzionale necessaria ai fini della loro celere ed efficiente adozione ed evitare, per quanto possibile, di dover convocare una riunione di concertazione per i bilanci rettificativi.
9. Per quanto possibile, le istituzioni si sforzeranno di limitare il numero dei bilanci rettificativi.
Calendario
10. La Commissione comunicherà in anticipo ai due rami dell'autorità di bilancio le possibili date di adozione dei progetti di bilancio rettificativi, senza pregiudicare la data finale di adozione.
11. Conformemente al proprio regolamento interno, ciascun ramo dell'autorità di bilancio si adopererà per esaminare il progetto di bilancio rettificativo proposto dalla Commissione quanto prima dopo la sua adozione.
12. Per accelerare la procedura, i due rami dell'autorità di bilancio provvederanno a coordinare i rispettivi calendari, nella misura del possibile, affinché i lavori possano svolgersi in modo coerente e convergente. Essi si adopereranno pertanto per elaborare quanto prima un calendario indicativo delle varie fasi propedeutiche all'adozione del bilancio rettificativo.
I due rami dell'autorità di bilancio terranno contro della relativa urgenza del bilancio rettificativo e della necessità di approvarlo in tempo utile affinché possa essere applicato durante l'anno in questione.
Cooperazione durante la lettura da parte di ciascun ramo dell'autorità di bilancio
13. Le istituzioni coopereranno lealmente durante tutta la procedura al fine di consentire, per quanto possibile, l'adozione dei bilanci rettificativi in una fase precoce della procedura.
Se del caso, e ove esistano potenziali divergenze, ciascun ramo dell'autorità di bilancio, o la Commissione, possono proporre, prima di adottare una posizione definitiva sul bilancio rettificativo, di convocare un trilogo specifico, per discutere le divergenze e cercare di raggiungere un compromesso.
14. Tutti i bilanci rettificativi proposti dalla Commissione e non ancora approvati definitivamente saranno sistematicamente inseriti all'ordine del giorno dei triloghi previsti per la procedura annuale di bilancio. La Commissione presenterà i progetti di bilancio rettificativi e i due rami dell'autorità di bilancio comunicheranno, per quanto possibile, le rispettive posizioni prima del trilogo.
15. Se si raggiunge un accordo durante un trilogo, ciascun ramo dell'autorità di bilancio si impegna ad esaminare i risultati del trilogo nelle discussioni sul bilancio rettificativo conformemente al trattato e al proprio regolamento interno.
Cooperazione durante la lettura da parte di ciascun ramo dell'autorità di bilancio
16. Se il Parlamento europeo approva la posizione del Consiglio senza emendamenti, il bilancio rettificativo è adottato.
17. Se il Parlamento europeo, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, adotta degli emendamenti, si applica l'articolo 314, paragrafo 4, lettera c) del TFEU. Tuttavia, prima della riunione del comitato di conciliazione è convocato un trilogo.
-
Se in sede di trilogo si raggiunge un accordo, e fatto salvo l'accordo di ciascun ramo dell'autorità di bilancio sui risultati del trilogo, la conciliazione si chiuderà con uno scambio di lettere senza convocazione del comitato di conciliazione.
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Se in sede di trilogo non si raggiunge un accordo, il comitato di conciliazione si riunisce e organizza i propri lavori a seconda delle circostanze, al fine di concludere il processo decisionale, se possibile, entro il termine di 21 giorni stabilito dall'articolo 314, paragrafo 6, del TFUE. Il comitato di conciliazione può concludere i propri lavori con uno scambio di lettere.
III.STORNI
18. Mentre l'entrata in vigore del trattato di Lisbona lascia impregiudicate le disposizioni sugli storni decisi dalla Commissione e dalle altre istituzioni (in particolare, articoli 22 e 23 del regolamento finanziario), le istituzioni riconoscono che le disposizioni dell'articolo 24 del regolamento finanziario, basate sulla distinzione tra spese obbligatorie e non obbligatorie, sono superate dall'entrata in vigore del trattato di Lisbona a causa dell'abolizione di tale distinzione nel TFUE.
19. In attesa della modifica delle disposizioni dell'articolo 24 del regolamento finanziario, le istituzioni convengono sulla necessità di definire procedure operative atte a garantire che gli storni possano essere effettuati senza difficoltà. A tal fine concordano di applicare in via provvisoria l'attuale articolo 24, paragrafo 4, del regolamento finanziario, che riconoscono essere compatibile con le competenze conferite ai due rami dell'autorità di bilancio dal TFUE.
20. Nella pratica la procedura di storno si svolge come segue:
a)
La Commissione presenta la sua proposta simultaneamente ai due rami dell'autorità di bilancio.
b)
L'autorità di bilancio decide gli storni di stanziamenti secondo quanto disposto alla lettera c), fatto salvo quanto diversamente disposto al titolo I della parte seconda del regolamento finanziario.
c)
Salvo in casi urgenti, il Consiglio, deliberando a maggioranza qualificata, e il Parlamento europeo si pronunciano sulla proposta della Commissione entro sei settimane dalla data di ricezione della proposta relativa a ciascuno storno ad essi sottoposto.
d)
La proposta di storno è approvata se, entro il periodo di sei settimane:
–
entrambi i rami dell'autorità di bilancio la approvano;
–
uno dei due rami la approva e l'altro non interviene;
–
entrambi i rami si astengono dall'intervenire o non prendono una decisione contraria alla proposta della Commissione.
e)
Il periodo di sei settimane di cui alla lettera d) è ridotto a 3 settimane, salvo domanda contraria di uno dei rami dell'autorità di bilancio, quando
i)
lo storno rappresenta meno del 10% degli stanziamenti della linea da cui è effettuato e non supera i 5 milioni di EUR; o
ii)
lo storno riguarda unicamente stanziamenti di pagamento e il suo importo globale non supera i 100 milioni di EUR.
f)
Se uno dei due rami dell'autorità di bilancio ha modificato lo storno mentre l'altro lo ha approvato o si è astenuto dall'intervenire, o se entrambi i rami hanno modificato lo storno, si considera approvato l'importo inferiore approvato dal Parlamento europeo o dal Consiglio, a meno che la Commissione non ritiri la sua proposta."