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Procedura : 2010/2514(RSP)
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Testi presentati :

B7-0050/2010

Discussioni :

PV 21/01/2010 - 3.3
CRE 21/01/2010 - 3.3

Votazioni :

PV 21/01/2010 - 7.3
CRE 21/01/2010 - 7.3

Testi approvati :

P7_TA(2010)0007

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Giovedì 21 gennaio 2010 - Strasburgo Edizione definitiva
Filippine
P7_TA(2010)0007B7-0043, 0044, 0046, 0047, 0049 e 0050/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 21 gennaio 2010 sulle Filippine

Il Parlamento europeo ,

–   vista la dichiarazione del 25 novembre 2009 della Presidenza dell'Unione europea sulle uccisioni nella provincia di Maguindanao nelle Filippine e la dichiarazione del 2 dicembre 2009 di Philip Alston, relatore speciale delle Nazioni Unite, sulle esecuzioni extragiudiziarie,

–   visti il Patto internazionale dell'ONU relativo ai diritti civili e politici e il relativo protocollo aggiuntivo, firmati dalle Filippine,

–   visto il documento di strategia nazionale sulle Filippine adottato dalla Commissione per il periodo 2007-2013,

–   visto l'accordo di finanziamento per il programma di sostegno alla giustizia UE-Filippine, firmato nell'ottobre 2009 e destinato ad accelerare i procedimenti giudiziari contro i perpetratori di esecuzioni extragiudiziali,

–   viste le elezioni presidenziali, parlamentari e locali che si terranno nelle Filippine lunedì 10 maggio 2010,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulle Filippine,

–   visto l'articolo 122, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.   considerando che gli omicidi di natura politica e le sparizioni, soprattutto di membri di organizzazioni dell'opposizione, di giornalisti, di attivisti dei diritti umani e di leader religiosi continuano ad essere frequenti nelle Filippine e che le organizzazioni attive nel campo dei diritti umani parlano di oltre un migliaio di omicidi e di sparizioni a sfondo politico nell'ultimo decennio,

B.   considerando che la virtuale impunità dei responsabili e l'incapacità del governo di rispondere in modo efficace alle violenze a sfondo politico nel paese rende molto difficile consegnare i responsabili alla giustizia, malgrado gli impegni assunti dal governo nel quadro del suo esame periodico universale nel 2008,

C.   considerando che centinaia di migliaia di persone sono tuttora sfollate a causa del conflitto che contrappone il governo, il Fronte di liberazione islamica Moro e il Nuovo esercito popolare, che permane attivo in tutto il paese, e delle operazioni militari nei confronti di gruppi criminali quali il gruppo Abu Sayyaf nelle province insulari di Sulu, Basilan e Mindanao occidentale,

D.   considerando che il 23 novembre 2009 cento miliziani armati guidati dalla famiglia Ampatuan, tra i quali alcuni funzionari della polizia locale, hanno torturato e brutalmente ucciso cinquantasette membri di un convoglio, tra cui si trovavano parenti del sig. Esmail Mangudadatu, alcune delle quali sono state violentate, avvocati e trenta giornalisti, che si recavano a presentare la candidatura del sig. Mangudadatu al posto di governatore della provincia di Maguindanao a Mindanao,

E.   considerando che questo massacro, che ha registrato il più alto numero di giornalisti vittime di un unico evento in tutto il mondo, ha rivelato in modo sconvolgente la misura in cui i signori della guerra locali, la corruzione delle forze di sicurezza e l'impunità per i crimini più spietati si sono impadroniti delle Filippine,

F.   considerando che il 24 novembre 2009 il governo delle Filippine ha dichiarato lo stato di emergenza nelle due province in questione, rendendo così i militari responsabili del rispetto della legge e dell'ordine, ha invitato esperti internazionali di medicina legale per coadiuvare le indagini e, il 4 dicembre 2009, ha promulgato la legge marziale a Maguindanao per una settimana, la prima volta che una decisione di questo tipo veniva presa dal 1972,

G.   considerando che questo passo ha condotto all'arresto dei principali membri della famiglia Ampatuan, alla loro accusa di omicidio plurimo e alla scoperta di un impressionante arsenale di armi e di migliaia di carte di identificazione elettorali nascoste, facendo presupporre l'intenzione di massicci brogli elettorali a favore del partito della Presidente Arroyo Lakas -Kampi-CMD,

H.   considerando che in passato le elezioni nelle Filippine sono state segnate da frequenti esecuzioni extragiudiziali di oppositori politici perpetrate da eserciti e milizie private, molti dei quali dotati di armi di provenienza governativa e alle dipendenze di famiglie politicamente influenti,

I.   considerando che nella campagna elettorale 2007 circa sessanta candidati sono stati assassinati e, nella campagna del 2004, le vittime sono state quarantuno, vi è da temere che gli assassinii di attivisti politici vadano aumentando nel periodo fino alle elezioni del maggio 2010,

J.   considerando che la brutale strage di Maguindanao rappresenta un notevole passo indietro per la pace e la democrazia nelle Filippine e complicherà i negoziati di pace tra il governo delle Filippine e il Fronte di liberazione islamica Moro, ripresi l'8 dicembre 2009 a Kuala Lumpur sotto gli auspici del governo malese,

1.   condanna fermamente il massacro di Maguindanao del 23 novembre 2009 ed esprime la sua solidarietà alle famiglie delle vittime;

2.   accoglie positivamente la reazione del governo delle Filippine al massacro, pur deplorando i ritardi iniziali, e sottolinea che le indagini di polizia devono essere esaustive e indipendenti ed essere seguite da un'efficace prosecuzione penale, anche dei membri delle forze di sicurezza sospettati di coinvolgimento;

3.   esprime profonda preoccupazione per il fatto che i legami personali che i membri dell'amministrazione mantengono con la famiglia Ampatuan potrebbero ostacolare anziché favorire un'indagine imparziale sulle uccisioni e chiede che la famiglia Ampatuan sia interrogata dall'Ufficio investigativo nazionale;

4.   chiede misure urgenti di protezione per tutti i testimoni, giudici, avvocati e pubblici ministeri implicati nelle indagini e nei processi;

5.   invita i paesi donatori a offrire assistenza medico-legale, investigativa e giuridica e al Dipartimento della giustizia delle Filippine;

6.   invita il governo delle Filippine a prendere misure decisive per porre fine alle esecuzioni extragiudiziali e alle sparizioni e a fare luce su tutti gli altri casi irrisolti, compreso quello di Jonas Burgos, scomparso nell'aprile 2007; esorta il governo delle Filippine a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite per la protezione delle persone dalle sparizioni forzate;

7.   invita il governo delle Filippine a prendere azioni decisive per bloccare immediatamente tutti i finanziamenti privati e locali alla polizia e ai gruppi militari ausiliari e a sciogliere le forze paramilitari e le milizie locali; accoglie con favore la dichiarazione in proposito della Presidente Arroyo del 9 dicembre 2009 e invita la signora Arroyo a revocare l'ordine esecutivo n. 546;

8.   approva in tale contesto il divieto di porto d'armi recentemente promulgato dalla commissione elettorale in vista delle elezioni del 10 maggio 2010;

9.   accoglie positivamente la firma, nell'ottobre 2009, della convenzione per il finanziamento del programma di sostegno alla giustizia UE-Filippine (EPJUST), che assegna 3,9 milioni di euro per il sostegno, l'assistenza e la formazione per rafforzare il sistema di giustizia penale e sostenere il lavoro della Commissione per i diritti umani e dei gruppi della società civile; attende la relazione sui lavori del sistema di monitoraggio che sarà introdotto nell'ambito di EPJUST e che sarà responsabile di seguire i progressi della nazione nella lotta contro le esecuzioni extragiudiziali e gli abusi connessi;

10.   teme che la dichiarazione dello stato di emergenza da parte della Presidente, in combinazione con il conferimento di maggiori poteri alle forze armate, che in passato sono state implicate in numerose esecuzioni extragiudiziali, non impedirà o limiterà le violenze connesse al processo elettorale nella provincia di Mindanao;

11.   invita il governo delle Filippine a intensificare gli sforzi per eliminare i casi di violenza politica, al fine di salvaguardare il futuro della democrazia nelle Filippine; in particolare, chiede alle autorità di istituire una task force ad alto livello, con un ampio sostegno politico, per attuare misure urgenti volte a impedire atti di violenza connessi alle elezioni nei prossimi mesi in vista delle elezioni di maggio e a prendere iniziative per proteggere i media e la libertà di espressione in generale;

12.   accoglie con favore la decisione della Corte Suprema di consentire la partecipazione di Ang Ladlad alle elezioni di maggio, una decisione che ribalta il rifiuto iniziale motivato dalla commissione elettorale (COMLEC) con "ragioni di ordine morale";

13.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alla Presidente e al governo della Repubblica delle Filippine, all'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, nonché ai governi dei paesi membri dell'ASEAN.

Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2010Avviso legale