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Procedura : 2009/2225(INI)
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Ciclo del documento : A7-0066/2010

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A7-0066/2010

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PV 05/05/2010 - 13.43
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P7_TA(2010)0133

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DOC 66k
Mercoledì 5 maggio 2010 - Bruxelles Edizione definitiva
Una nuova agenda digitale per l'Europa: 2015.eu
P7_TA(2010)0133A7-0066/2010

Risoluzione del Parlamento europeo del 5 maggio 2010 sulla nuova Agenda europea del digitale: 2015.eu (2009/2225(INI))

Il Parlamento europeo ,

–   vista la comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata «Relazione sulla competitività digitale in Europa: Principali risultati della strategia i2010 nel periodo 2005-2009» (COM(2009)0390),

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni intitolata «Commercio elettronico transfrontaliero tra imprese e consumatori nell'UE» (COM(2009)0557),

–   vista la sua risoluzione del 14 marzo 2006 su un modello europeo di società dell'informazione per la crescita e l'occupazione(1) ,

–   vista la sua risoluzione del 14 febbraio 2007 dal titolo «Verso una politica europea sullo spettro radio»(2) ,

–   vista la sua risoluzione del 19 giugno 2007 sulla creazione di una politica europea per la banda larga(3) ,

–   vista la sua risoluzione del 21 giugno 2007 sulla fiducia dei consumatori nell'ambiente digitale(4) ,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per la cultura e l'istruzione (A7–0066/2010),

A.   considerando che le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (TIC) permeano praticamente tutti gli aspetti della nostra vita e sono strettamente connesse con il nostro desiderio di un'economia prospera e competitiva, di salvaguardia dell'ambiente e di una società più democratica, aperta e inclusiva,

B.   considerando che l'Europa deve assumere un ruolo di guida nell'applicazione delle TIC, apportando maggiore valore ai propri cittadini e alle proprie imprese; considerando che l'impiego delle TIC contribuisce a far fronte alle attuali sfide strutturali, consentendo una crescita economica sostenibile,

C.   considerando che l'Europa coglierà i frutti di questa rivoluzione digitale solo se tutti i cittadini dell'UE sono mobilitati e hanno la facoltà di partecipare a pieno titolo alla nuova società digitale e solo se l'individuo è posto al centro dell'azione politica; considerando che questa rivoluzione digitale non può più essere intesa come un'evoluzione del passato industriale, bensì come un processo di radicale trasformazione,

D.   considerando che lo sviluppo della società digitale dovrebbe essere inclusivo e accessibile a tutti i cittadini dell'UE e dovrebbe essere supportato da politiche efficaci volte a colmare il divario digitale all'interno dell'UE, consentendo a più cittadini con competenze informatiche di utilizzare appieno le opportunità offerte dalle TIC,

E.   considerando che la banda larga è disponibile per oltre il 90% della popolazione dell'Unione europea, ma è utilizzata soltanto nel 50% delle famiglie,

F.   considerando che dei mercati delle comunicazioni competitivi sono importanti per garantire agli utenti i massimi benefici in termini di scelta, qualità e prezzi accessibili,

G.   considerando che il potenziale dell'Europa è indissolubilmente collegato alle capacità della sua popolazione, della sua forza lavoro e delle sue organizzazioni e che senza qualifiche si può ricavare solo un limitato valore aggiunto economico e sociale dalle tecnologie e dalle infrastrutture TIC,

H.   considerando che le TIC possono svolgere un ruolo determinante nel portare uno sviluppo sostenibile positivo nei paesi in tutto il mondo e nel contrastare la povertà e le diseguaglianze sociali ed economiche,

I.   considerando che i cittadini si asterranno dall'interagire, dall'esprimere liberamente le proprie opinioni e dal partecipare a transazioni se non hanno sufficiente fiducia nel quadro giuridico del nuovo spazio digitale; che la garanzia e l'affermazione dei diritti fondamentali in tale contesto è una condizione essenziale per ottenere la fiducia dei cittadini, che la garanzia della protezione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI) e altri diritti è una condizione essenziale per ottenere la fiducia delle imprese,

J.   considerando che i crimini informatici, quali l'incitamento a commettere atti terroristici, i crimini dettati dall'odio e la pedopornografia sono aumentati e mettono in pericolo i singoli, tra cui i minori,

K.   considerando che i settori culturali e creativi europei non svolgono soltanto un ruolo essenziale per la promozione della diversità culturale, il pluralismo dei media e la democrazia partecipativa in Europa, ma costituiscono anche un importante motore della crescita sostenibile e della ripresa economica dell'Unione europea; considerando che occorre prestare particolare attenzione alle specificità culturali e linguistiche nel dibattito sulla creazione di un mercato unico nel settore dei contenuti creativi,

L.   considerando che la società democratica europea, la partecipazione dei cittadini al dibattito pubblico e l'accesso alle informazioni nel mondo digitale dipendono da un settore della stampa dinamico e competitivo quale quarto pilastro della democrazia,

M.   considerando che i progressi insufficienti in materia di creazione, diffusione e utilizzazione delle TIC sono responsabili di un ritardo di crescita e di produttività e che le giovani imprese con un elevato potenziale di crescita, attive nelle innovazioni delle TIC faticano a inserirsi stabilmente sui mercati,

N.   considerando che i settori privato e pubblico devono investire in piattaforme e servizi innovativi, quali, per esempio, «cloud computing», eHealth, contatori intelligenti, mobilità intelligente e così via; che rafforzare il mercato unico europeo accrescerà l'interesse negli investimenti nell'economia e nei mercati europei e porterà a ulteriori economie di scala,

O.   considerando che non abbiamo ancora raggiunto un mercato unico digitale pienamente funzionante per i servizi on line e di comunicazione in Europa; che la libera circolazione dei servizi digitali e del commercio elettronico transfrontaliero è oggi gravemente ostacolata da norme frammentate a livello nazionale, che le società e i servizi pubblici europei ricaveranno benefici economici e sociali dall'uso di servizi e applicazioni avanzati del settore TIC,

P.   considerando che Internet è il canale al dettaglio dalla crescita più rapida, ma il divario tra commercio elettronico nazionale e transfrontaliero nell'UE sta aumentando; che esistono grandi possibilità di notevole risparmio per i cittadini dell'UE grazie al commercio elettronico transfrontaliero, come evidenziato dalla comunicazione della Commissione sul commercio elettronico transfrontaliero tra imprese e consumatori nell'UE (COM(2009)0557),

1.   invita la Commissione a presentare una proposta per un'agenda digitale ambiziosa e un piano d'azione globale che consenta all'Europa di progredire verso una società digitale aperta e prospera e offra prospettive economiche, sociali e culturali a tutti i cittadini dell'Unione europea; propone che questa nuova agenda digitale sia denominata «agenda 2015.eu » e si basi sul modello della spirale virtuosa 2015.eu;

2.   sottolinea l'importanza di proseguire gli sforzi per garantire un accesso universale e ad alta velocità alla banda larga fissa e mobile per tutti i cittadini e i consumatori, preservando nel contempo la concorrenza a beneficio di questi ultimi; sottolinea che ciò richiede politiche mirate che promuovano la concorrenza, investimenti efficaci e l'innovazione in infrastrutture d'accesso nuove e migliorate e favoriscano la scelta dei consumatori fornendo un accesso a condizioni eque e a prezzi competitivi per tutti i cittadini, indipendentemente dalla loro ubicazione, garantendo in tal modo che nessun cittadino europeo risulti escluso;

3.   ritiene che, entro il 2013, ogni famiglia dell'UE dovrebbe avere accesso a Internet a banda larga a prezzi competitivi; esorta la Commissione e gli Stati membri a promuovere tutti gli strumenti politici disponibili per ottenere la banda larga per tutti i cittadini europei, tra cui il ricorso ai Fondi strutturali europei e al dividendo digitale per estendere la copertura e la qualità della banda larga mobile; invita gli Stati membri a dare nuovo impulso alla strategia europea concernente la banda larga ad alta velocità, segnatamente procedendo a un aggiornamento degli obiettivi nazionali per la copertura a banda larga e ad alta velocità;

4.   osserva che le norme sugli aiuti di Stato presentano alcune ambiguità che potrebbero avere ripercussioni sui servizi a banda larga sostenuti dalla Comunità, in particolare per quanto concerne la capacità delle autorità pubbliche di consolidare la propria domanda di rete quale base per nuovi investimenti; chiede alla Commissione di occuparsi con urgenza di questa problematica;

5.   rammenta la necessità di prestare adeguata attenzione alle zone rurali, alle zone in transizione industriale e alle regioni che soffrono di gravi svantaggi permanenti, naturali o demografici, come le regioni ultraperiferiche; ritiene che la soluzione più appropriata per garantire un'effettiva offerta della copertura a banda larga (e relativo accesso alla stessa) per i cittadini di tali regioni entro una scadenza accettabile e a un costo ragionevole sia rappresentata dalle tecnologie senza fili, quali il satellite, che consentono un'immediata connettività universale alla dorsale Internet;

6.   ricorda che gli obblighi del servizio universale corrispondono a un insieme minimo di servizi di qualità specifica ai quali tutti gli utenti finali dovrebbero avere accesso ad un prezzo accessibile, senza provocare distorsioni della concorrenza e senza imporre un onere aggiuntivo a carico di consumatori e operatori; esorta la Commissione a introdurre senza indugio la revisione del servizio universale attesa da lungo tempo;

7.   sottolinea l'importanza di garantire agli utenti finali disabili un accesso equivalente a quello offerto agli altri utenti finali, come raccomandato dal Parlamento europeo nel quadro della revisione della direttiva sul servizio universale e i diritti degli utenti; chiede alla Commissione di tenere nel massimo conto le esigenze degli utenti disabili nella «agenda 2015.eu»;

8.   invita la Commissione a condurre una valutazione d'impatto per verificare come realizzare la portabilità del numero nell'UE;

9.   sottolinea l'importanza che l'Europa mantenga il primato di «continente mobile» nel mondo e che il 75% degli abbonati alla telefonia mobile diventi utente della banda larga mobile entro il 2015;

10.   rammenta la necessità di accelerare l'introduzione armonizzata dello spettro del dividendo digitale in modo non discriminatorio, senza compromettere i servizi di radiodiffusione esistenti e rafforzati;

11.   invita la Commissione ad affrontare, mediante il comitato sullo spettro radio, i requisiti pratici e tecnici al fine di garantire la disponibilità tempestiva dello spettro, con sufficiente flessibilità, per consentire l'introduzione di nuove tecnologie e servizi tra cui la banda larga mobile; invita la Commissione a elaborare una relazione riguardo alla concorrenza e agli sviluppi del mercato delle frequenze;

12.   sottolinea la necessità di approfondire la valutazione e la ricerca riguardo alla potenziale interferenza tra utenti dello spettro attuali e futuri, al fine di mitigare gli eventuali effetti negativi per i consumatori;

13.   ritiene che, a fronte di un aumento delle percentuali di accesso a Internet, gli Stati membri dovrebbero cercare di garantire che il 50% delle famiglie dell'UE sia collegato alle reti ad alta velocità entro il 2015 (il 100% entro il 2020), creando per gli utenti finali una situazione affidabile e migliore, in linea con le aspettative e le esigenze dei consumatori; rammenta che un appropriato quadro politico è essenziale per consentire gli investimenti privati, preservare la concorrenza e ampliare la scelta dei consumatori;

14.   invita gli Stati membri a recepire il nuovo quadro normativo concernente le comunicazioni elettroniche entro il termine stabilito, ad attuarlo pienamente e a conferire competenze adeguate ai regolatori nazionali; sottolinea che il nuovo quadro prevede un contesto normativo coerente e prevedibile che stimola gli investimenti e promuove mercati competitivi di reti, prodotti e servizi del settore TIC, contribuendo a un mercato unico rafforzato dei servizi della società dell'informazione; insiste sul fatto che qualsiasi orientamento sull'applicazione del pacchetto telecomunicazioni per le reti NGA (Next Generation Access) deve dare pieno effetto ai concetti introdotti nelle direttive per promuovere la realizzazione di tali reti;

15.   ritiene che occorra rafforzare l'efficacia del coordinamento normativo garantendo la piena operatività dell'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) quanto prima;

16.   invita le parti interessate ad adottare modelli aperti affinché l'introduzione di reti di comunicazioni contribuisca a stimolare l'innovazione e a guidare la domanda;

17.   rammenta la necessità di una regolamentazione trasparente e prevedibile ed esorta la Commissione a continuare a integrare i principi per legiferare meglio nella preparazione di iniziative legislative e non legislative, in particolare attraverso valutazioni dell'impatto mirate e tempestive;

18.   rammenta che l'interoperabilità e l'accessibilità sono interconnesse e sono le basi su cui sarà costruita un'efficiente società dell'informazione, affinché prodotti, infrastrutture e servizi interagiscano tra loro, consentendo agli europei di accedere a servizi e dati indipendentemente dal software che utilizzano;

19.   insiste sul fatto che le competenze digitali sono di fondamentale importanza per una società digitale inclusiva e che tutti i cittadini dell'Unione europea dovrebbero disporre degli incentivi per sviluppare le apposite competenze digitali; sottolinea che le competenze digitali dovrebbero contribuire all'inclusione nella società delle persone svantaggiate, quali ad esempio anziani e persone a basso reddito; esorta la Commissione e gli Stati membri ad affrontare le disparità tra gruppi diversi della società in termini di alfabetizzazione digitale e uso di Internet, il cosiddetto secondo divario digitale emergente; ribadisce l'impegno fondamentale di dimezzare il divario relativo all'alfabetizzazione e alla competenza digitale entro il 2015;

20.   chiede che nell'impiego dei sistemi TIC si rispettino la trasparenza, l'accessibilità e le pari opportunità, per migliorare la facilità d'uso di tali tecnologie per il maggior numero di cittadini europei;

21.   sottolinea che tutte le scuole primarie e secondarie devono disporre di connessioni Internet affidabili e di qualità entro il 2013 e di connessioni Internet ad alta velocità entro il 2015, con il sostegno della politica regionale e di coesione ove opportuno; sottolinea che la formazione nel settore delle TIC e l'e-learning dovrebbero diventare parte integrante delle attività di apprendimento permanente, creando programmi di istruzione e formazione migliori e accessibili;

22.   riconosce l'importanza dell'e-learning come metodo di formazione adeguato alle innovazioni TIC, che può rispondere alle esigenze di quanti non abbiano facilmente accesso agli strumenti formativi convenzionali, ma sottolinea che lo scambio di informazioni tra insegnanti, studenti e altre parti interessate è un presupposto essenziale; è del parere che debbano essere inoltre incoraggiati gli scambi internazionali, affinché gli istituti d'insegnamento possano riconquistare il loro importante ruolo nel promuovere la comprensione tra i popoli;

23.   raccomanda di introdurre il concetto di alfabetizzazione digitale nei sistemi di istruzione a partire già dal livello pre-elementare, parallelamente alle lingue straniere, con l'obiettivo di formare utenti esperti il più presto possibile;

24.   sottolinea l'importanza di conferire ai cittadini dell'UE competenze digitali che permettano loro di sfruttare appieno i vantaggi della partecipazione alla società digitale; ribadisce la necessità di garantire che conoscenza, competenze, abilità e creatività della forza lavoro europea rispondano allo standard più elevato a livello mondiale e siano costantemente aggiornate; ritiene che l'alfabetizzazione e le competenze digitali dovrebbero costituire aspetti centrali delle politiche dell'UE in quanto sono i motori principali della società dell'innovazione europea;

25.   propone il lancio di un «piano d'azione per l'alfabetizzazione digitale» a livello dell'UE e degli Stati membri, che comprenda specifiche opportunità di formazione inerenti all'alfabetizzazione digitale per disoccupati e gruppi a rischio di esclusione, incentivi per iniziative del settore privato volte a fornire a tutti i dipendenti una formazione per acquisire competenze digitali, un'iniziativa europea «Be smart on line!» per familiarizzare tutti gli studenti, compresi quelli impegnati nell'apprendimento permanente e nella formazione professionale, con un uso sicuro delle TIC e dei servizi on line, nonché un sistema comune di certificazione delle TIC a livello UE;

26.   esorta gli Stati membri a prendere tutte le misure necessarie per indurre i giovani professionisti a scegliere le TIC come carriera; invita gli Stati membri nel frattempo a porre maggiormente l'accento su materie attinenti alle scienze naturali, quali matematica e fisica, nei loro programmi nazionali d'istruzione per gli alunni della scuola primaria; ritiene che, data l'autentica e urgente necessità di azione per rispondere alla domanda di competenze nel settore delle TIC in Europa a breve e medio termine, occorrerà una banca dati più adeguata per verificare le competenze elettroniche; esorta le istituzioni dell'UE a intraprendere azioni al fine di creare tale banca dati;

27.   sottolinea che tutti i cittadini dell'UE dovrebbero essere resi consapevoli dei loro diritti e obblighi digitali fondamentali attraverso una Carta europea dei diritti dei cittadini e dei consumatori in ambito digitale; ritiene che tale carta dovrebbe consolidare l'acquis comunitario e includere in particolare i diritti dei consumatori, relativi alla protezione della vita privata, gli utenti vulnerabili e i contenuti digitali, nonché garantire adeguate prestazioni di interoperabilità; ribadisce che i diritti nel contesto digitale dovrebbero essere considerati nel quadro complessivo dei diritti fondamentali;

28.   è fermamente convinto che la tutela della privacy costituisca un valore fondamentale e che tutti gli utenti debbano avere il controllo dei propri dati personali, compreso il «diritto di essere dimenticati»; sollecita la Commissione a tenere conto non solo degli aspetti di protezione dei dati e di privacy in quanto tali, ma anche, in particolare, delle esigenze specifiche dei minori e dei giovani adulti riguardo a tali aspetti; invita la Commissione a presentare una proposta per l'adeguamento della direttiva sulla protezione dei dati all'attuale contesto digitale;

29.   invita la Commissione e gli Stati membri a intraprendere ulteriori azioni per migliorare la sicurezza digitale, combattere la criminalità informatica e lo spam, rafforzare la fiducia dei consumatori e proteggere lo spazio informatico dell'Unione europea da qualsiasi tipo di reato o infrazione; li invita inoltre ad avviare e promuovere con efficacia la cooperazione internazionale in quest'area; rammenta agli Stati membri che quasi la metà degli stessi non ha ancora ratificato la convenzione sulla cibercriminalità del Consiglio d'Europa e invita tutti gli Stati membri a ratificare e ad attuare tale convenzione;

30.   esorta gli Stati membri ad adottare misure volte a far sì che tutti i cittadini in Europa dispongano di un'identificazione elettronica sicura;

31.   insiste sulla necessità di salvaguardare un Internet aperto, in cui i cittadini abbiano il diritto e l'utenza commerciale sia in grado di accedere all'informazione e di diffonderla o di eseguire le applicazioni e i servizi di loro scelta, come stabilito nel nuovo quadro normativo; invita la Commissione, l'Organismo dei regolatori europei delle comunicazioni elettroniche (BEREC) e le autorità nazionali di regolamentazione (NRA) a promuovere le disposizioni sulla «neutralità della rete», a seguirne da vicino l'applicazione armonizzata e a riferire al Parlamento europeo entro la fine del 2010; ritiene che la legislazione dell'UE debba salvaguardare la disposizione detta «semplice trasporto» («mere conduit») contenuta nella direttiva sul commercio elettronico (2000/31/CE) quale elemento cruciale per consentire una concorrenza libera e aperta sul mercato digitale;

32.   sottolinea che il pluralismo, la libertà di stampa e il rispetto per la diversità culturale sono valori fondamentali e obiettivi finali dell'Unione europea; esorta pertanto la Commissione europea a garantire che tutte le proposte politiche dell'UE siano conformi a questi valori e obiettivi;

33.   accoglie con favore la rapida attuazione della normativa sul roaming; sottolinea l'ulteriore necessità di un monitoraggio costante dei prezzi del roaming sui portatili nell'UE, compresi i prezzi del roaming di dati, invita il BEREC a effettuare un'analisi indipendente per valutare metodologie diverse dalla regolamentazione dei prezzi, che potrebbero essere utilizzate per creare un mercato interno competitivo per il roaming; invita la Commissione, sulla base dell'analisi del BEREC e della sua verifica, a proporre entro il 2013 una soluzione a lungo termine per il problema del roaming per garantire che il mercato interno del roaming funzioni correttamente, sia orientato alle esigenze del consumatore e sia concorrenziale, e possa pertanto portare a un abbassamento delle tariffe;

34.   sottolinea che i servizi digitali possono contribuire a far sì che l'Europa sfrutti pienamente il mercato interno; chiede una politica efficace per un mercato unico digitale che renda i servizi on line in Europa maggiormente competitivi, accessibili, transfrontalieri e trasparenti, offrendo il più alto livello possibile di tutela dei consumatori e mettendo fine alla discriminazione territoriale; invita le istituzioni dell'UE a eliminare, entro il 2013, i principali ostacoli normativi e amministrativi alle transazioni transfrontaliere on line; invita la Commissione a migliorare la sua revisione in corso dell'acquis comunitario che incide sul mercato unico digitale e a proporre provvedimenti legislativi mirati concernenti i principali ostacoli;

35.   chiede che sia realizzato uno studio sull'armonizzazione delle norme all'interno dell'UE al fine di promuovere un mercato comune del cloud computing e dell'e-commerce;

36.   esorta la Commissione a prendere in considerazione misure volte ad accrescere ulteriormente la trasparenza dei termini e delle condizioni del commercio on line e l'efficacia dell'applicazione e del ricorso transfrontalieri; sottolinea che uno sviluppo positivo del commercio on line richiede una distribuzione efficiente di prodotti e merci ed evidenzia pertanto la necessità di una rapida attuazione della terza direttiva postale (2008/6/CE);

37.   ritiene che gli Stati membri dovrebbero garantire il necessario ambiente digitale alle imprese, in particolare alle PMI; invita gli Stati membri ad istituire uno sportello unico per l'IVA al fine di facilitare l'e-commerce transfrontaliero per PMI e imprenditori e chiede alla Commissione di sostenere un ampio uso delle fatture elettroniche;

38.   esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire che, entro il 2015, almeno il 50% degli appalti pubblici sia attuato attraverso strumenti elettronici, come indicato nel piano d'azione stabilito in occasione della conferenza ministeriale sull'e-governement, svoltasi a Manchester nel 2005;

39.   ritiene che, a quasi un decennio dalla loro adozione, le direttive che istituiscono il quadro giuridico per la società dell'informazione appaiano obsolete a causa della maggiore complessità del contesto on line, dell'introduzione di nuove tecnologie e del fatto che i dati dei cittadini dell'Unione europea sono trattati in misura crescente al di fuori dell'UE; ritiene che, mentre le questioni giuridiche derivanti da alcune direttive possono essere risolte con un aggiornamento progressivo, altre direttive hanno bisogno di una revisione più sostanziale ed è necessario adottare un quadro internazionale per la protezione dei dati;

40.   sottolinea l'interesse che il passaggio al digitale dei servizi pubblici (e-government) potrebbe rivestire per i cittadini e le imprese, consentendo un'offerta di servizi pubblici più efficace e personalizzata; invita gli Stati membri a sfruttare gli strumenti delle TIC per migliorare la trasparenza e la responsabilità dell'azione governativa e per contribuire a una democrazia maggiormente partecipativa che coinvolga tutti i gruppi socioeconomici, sensibilizzando i nuovi utenti e rafforzando la fiducia e la sicurezza; invita gli Stati membri a elaborare piani nazionali per il passaggio dei servizi pubblici al digitale, che dovrebbero includere obiettivi e misure affinché entro il 2015 tutti i servizi pubblici siano on line e accessibili ai disabili;

41.   sottolinea l'importanza della banda larga per la salute dei cittadini europei, in quanto consente l'uso di tecnologie dell'informazione efficienti in campo sanitario, aumenta la qualità dell'assistenza, estende la copertura geografica dell'assistenza sanitaria alle zone rurali insulari, di montagna e a bassa densità di popolazione, facilita l'assistenza domiciliare e riduce le cure non necessarie e i trasferimenti costosi dei pazienti; ricorda che la banda larga può altresì contribuire a proteggere i cittadini europei facilitando e promuovendo informazioni e procedure in materia di sicurezza pubblica, risposta ai disastri e recupero;

42.   sottolinea che le TIC assumono particolare importanza per i disabili poiché tali soggetti necessitano, per svolgere le proprie attività quotidiane, di maggiore assistenza tecnologica rispetto agli altri utenti; ritiene che è un diritto dei disabili partecipare, in condizioni di pari opportunità, al rapido sviluppo dei prodotti e dei servizi derivanti dalle nuove tecnologie, poiché ciò consentirà loro di partecipare a una società dell'informazione senza esclusioni né barriere;

43.   sottolinea la necessità di sviluppare una «quinta libertà» che consenta la libera circolazione dei contenuti e delle conoscenze e di conseguire, entro il 2015, un quadro giuridico convergente e rispettoso del consumatore, per l'accesso al contenuto digitale in Europa, che migliorerebbe la sicurezza dei consumatori e permetterebbe di conseguire un giusto equilibrio tra i diritti dei titolari dei diritti e l'accesso del pubblico ai contenuti e alle conoscenze; invita l'UE, per stare al passo con lo sviluppo tecnologico, ad accelerare il dibattito sul diritto d'autore e ad analizzare l'impatto di un titolo sul diritto d'autore UE all'articolo 118 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, al fine di fornire una tutela uniforme dei diritti di proprietà intellettuale in tutta l'Unione, sia on line sia off line;

44.   riconosce che le industrie europee del settore creativo e culturale non solo svolgono un ruolo fondamentale promuovendo la diversità culturale, il pluralismo dei media e la democrazia partecipativa in Europa, ma costituiscono anche un importante motore per la crescita sostenibile in Europa e possono svolgere quindi un ruolo decisivo nella ripresa economica dell'Unione europea; prende atto della necessità di promuovere un ambiente che continui a incoraggiare l'industria del settore creativo; esorta la Commissione, a tale riguardo, ad attuare la convenzione dell'UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali in tutte le iniziative politiche connesse all'agenda del digitale;

45.   sottolinea che un'agenda europea del digitale deve promuovere la produzione e la diffusione di contenuti di alta qualità e culturalmente diversificati nell'UE, al fine di motivare l'insieme dei cittadini europei ad adottare tecnologie digitali quali Internet e di ottimizzare i vantaggi che essi possono trarre da tali tecnologie sul piano culturale e sociale; raccomanda di avviare una campagna di informazione a livello dell'UE, volta a conseguire un più elevato livello di consapevolezza, in particolare mediante lo sviluppo e la diffusione di contenuti culturali digitali; invita la Commissione, nel quadro del suo programma di lavoro legislativo, a valutare l'ipotesi di consentire agli Stati membri di applicare un'aliquota IVA ridotta alla distribuzione on line dei beni culturali;

46.   sottolinea che Internet, che offre molte nuove opportunità per quanto riguarda la circolazione e l'accesso ai prodotti del lavoro creativo, pone anche nuove sfide in relazione alla protezione dello spazio informatico dell'Unione europea da nuovi tipi di reati o infrazioni; nota che le sanzioni, quale possibile strumento nel settore dell'attuazione dei diritti d'autore, dovrebbero essere dirette, in linea di principio, contro chi ne fa un uso commerciale piuttosto che contro i singoli cittadini;

47.   ritiene che, alla luce delle nuove tecnologie, dei nuovi strumenti di fornitura digitale e del mutato comportamento dei consumatori, l'UE debba promuovere politiche dell'offerta e prendere in considerazione un ulteriore sviluppo delle norme in materia di autorizzazione e concessione in licenza del diritto d'autore; auspica un sistema di autorizzazione e di gestione dei diritti migliore, più efficace, più coerente e trasparente per opere musicali e audiovisive e una maggiore trasparenza e competitività tra società di gestione collettiva;

48.   sottolinea che nella nuova agenda del digitale si dovrà prestare maggiore attenzione alla digitalizzazione dello straordinario patrimonio culturale europeo, nonché a migliorarne l'accesso per i cittadini; sollecita gli Stati membri ad offrire un adeguato sostegno finanziario alla politica di digitalizzazione dell'Unione europea, incoraggiando nel contempo la Commissione e gli Stati membri a trovare soluzioni adeguate per gli attuali ostacoli giuridici;

49.   esprime profonda preoccupazione per il futuro del progetto della biblioteca digitale europea, a meno che non intervengano cambiamenti radicali riguardo a formato digitale della biblioteca, gestione, efficienza, praticabilità, utilità e mediatizzazione su larga scala del progetto;

50.   ritiene che, oltre a una diffusione sistematica delle TIC, sia essenziale promuovere l'eccellenza della ricerca sulle TIC e sostenere gli investimenti pubblici e privati nella ricerca e nell'innovazione collaborativa ad alto rischio nel campo delle TIC; sottolinea che l'Europa dovrebbe essere all'avanguardia nello sviluppo delle tecnologie Internet, del «cloud computing», degli ambienti intelligenti e dei supercomputer e nelle applicazioni TIC a basse emissioni di carbonio; propone che la dotazione finanziaria dell'UE per la ricerca sulle TIC sia raddoppiata e che nelle prossime prospettive finanziarie sia quadruplicata la dotazione finanziaria destinata all'adozione delle TIC;

51.   deplora il fatto che, nell'attrarre, sviluppare e trattenere il talento accademico nelle TIC, l'Europa continui ad essere in ritardo rispetto ad altri importanti mercati e subisca una notevole fuga di cervelli a causa delle migliori condizioni di lavoro offerte negli USA ad accademici e ricercatori; sottolinea che, per affrontare il problema, l'Europa deve collaborare con il mondo accademico e industriale per elaborare un programma dinamico sullo sviluppo delle carriere, che sostenga il ruolo vitale della comunità di ricerca scientifica in una strategia di innovazione ampliata per le TIC di livello mondiale;

52.   ritiene che entro il 2015 tutti gli istituti e tutte le infrastrutture di ricerca europei debbano essere collegati da reti di trasmissione a velocità ultra elevata Gbps, creando un intranet comunitario della ricerca europea;

53.   invita a potenziare gli investimenti nell'uso del software open source nell'UE;

54.   chiede nuovi investimenti nel settore della ricerca al fine di migliorare l'applicazione degli strumenti digitali esistenti e di garantire l'accesso di tutti i cittadini ai prodotti culturali;

55.   è preoccupato per la burocrazia che caratterizza il programma quadro dell'UE; invita la Commissione ad eliminare le pastoie burocratiche ristrutturando le procedure del programma quadro senza pregiudicarlo e creando un comitato degli utenti;

56.   invita la Commissione a valutare insieme agli Stati membri in che modo le direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE sugli appalti pubblici e la loro trasposizione sostengano la ricerca e l'innovazione e, se del caso, a individuare le migliori prassi; invita la Commissione e gli Stati membri a riflettere sullo sviluppo di indici relativi all'innovazione negli appalti pubblici;

57.   ricorda che la futura competitività dell'Europa e la sua capacità di ripresa dall'attuale crisi economica dipendono in gran parte dalla sua efficacia nel promuovere una diffusione generale e sistematica delle TIC nelle imprese; rammenta, tuttavia, che il divario tra le grandi imprese e le PMI è tuttora notevole e richiama l'attenzione in particolare sulle garanzie necessarie ad assicurare che le microimprese e le piccole imprese non restino escluse dai benefici connessi all'evoluzione delle TIC; chiede agli Stati membri e alla Commissione di rafforzare le misure di sostegno alle PMI per quanto riguarda l'utilizzo degli strumenti delle TIC al fine di stimolare la loro produttività;

58.   esorta la Commissione a presentare un piano digitale per promuovere opportunità lavorative on line, inteso principalmente a offrire alternative alle persone diventate di recente disoccupate nel contesto della crisi finanziaria; ritiene che il piano dovrebbe rendere disponibili software e hardware accessibili insieme a connessione e a consulenza gratuite relativamente a Internet;

59.   ritiene che l'agenda 2015.eu debba mirare all'integrazione delle TIC per un'economia a basse emissioni di carbonio; chiede che l'uso delle tecnologie TIC consegua gli obiettivi 20-20-20 della strategia per il cambiamento climatico; ritiene che mettere in atto applicazioni quali reti elettriche intelligenti, contatori intelligenti, mobilità intelligente, automobili intelligenti, gestione idrica intelligente e eHealth debba essere considerata l'iniziativa chiave di 2015.eu; rileva inoltre che l'impronta del settore TIC dovrebbe essere ridotta del 50% entro il 2015;

60.   ritiene che il commercio internazionale debba essere guidato dal principio del commercio equo, con l'obiettivo di pervenire a un adeguato equilibrio tra l'apertura di mercati e la legittima protezione dei vari settori economici, prestando particolare attenzione alle condizioni lavorative e sociali;

61.   ritiene che l'appropriazione dell'agenda 2015.eu da parte di tutti i livelli politici e geografici (UE, nazionale e regionale) nello spirito della governance multilivello, nonché la visibilità politica siano assolutamente indispensabili per una sua efficace attuazione; propone al riguardo che siano organizzati periodicamente incontri al vertice sull'agenda digitale per esaminare i progressi compiuti dall'Unione e dagli Stati membri e per imprimere un nuovo slancio a livello politico;

62.   richiama l'attenzione della Commissione specificamente sulla necessità di fissare obiettivi e traguardi «smart» (specifici, misurabili, appropriati, realistici e tempestivi) e di adottare un piano d'azione per mobilitare tutti gli strumenti idonei dell'UE: finanziamento, strumenti giuridici non vincolanti, misure esecutive e, se necessario, normative ad hoc in tutti i settori politici pertinenti (ossia le politiche in materia di comunicazioni elettroniche, istruzione, ricerca, innovazione, coesione); invita la Commissione a procedere a un riesame sistematico dei risultati conseguiti dalla strategia 2015.eu sulla base di un'ampia gamma di indicatori che consentano di eseguire un'analisi quantitativa e qualitativa delle conseguenze sociali ed economiche; esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire un coordinamento appropriato tra i programmi dell'UE, nazionali e regionali in quest'ambito;

63.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

(1) GU C 291 E del 30.11.2006, pag. 133.
(2) GU C 287 E del 29.11.2007, pag. 364.
(3) GU C 146 E del 12.6.2008, pag. 87.
(4) GU C 146 E del 12.6.2008, pag. 370.

Ultimo aggiornamento: 11 febbraio 2011Avviso legale