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Procedura : 2010/2821(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0074/2011

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B7-0074/2011

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PV 02/02/2011 - 18
CRE 02/02/2011 - 18

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PV 03/02/2011 - 8.6
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P7_TA(2011)0034

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Giovedì 3 febbraio 2011 - Bruxelles Edizione definitiva
Accordi sul commercio nel settore delle banane
P7_TA(2011)0034B7-0074/2011

Risoluzione del Parlamento europeo del 3 febbraio 2011 sulla conclusione dell'accordo di Ginevra sul commercio delle banane tra Unione europea e Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù e Venezuela, e dell'accordo sul commercio delle banane tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America

Il Parlamento europeo ,

–  viste le sue risoluzioni del 1° dicembre 2005 sulla preparazione della Sesta conferenza ministeriale dell'Organizzazione mondiale del commercio a Hong Kong(1) , del 4 aprile 2006 sulla valutazione del round di Doha a seguito della Conferenza ministeriale dell'OMC a Hong Kong(2) , del 27 aprile 2006 su una cooperazione rafforzata fra Unione europea e America latina(3) , del 7 settembre 2006 sulla sospensione dei negoziati sull'agenda di Doha per lo sviluppo(4) , del 12 ottobre 2006 sulle relazioni economiche e commerciali tra l'UE e il Mercosur in vista della conclusione di un accordo di associazione interregionale(5) , del 23 maggio 2007 sugli accordi di partenariato economico(6) , del 12 dicembre 2007 sugli accordi di partenariato economico(7) , del 24 aprile 2008 sul quinto Vertice ALC-UE di Lima(8) e Verso una riforma dell'Organizzazione mondiale del commercio(9) , del 9 ottobre 2008 sulla sospensione del ciclo dei negoziati di Doha dell'OMC e sul futuro dell'agenda di Doha per lo sviluppo(10) , del 25 marzo 2009 sull'accordo di partenariato economico tra gli Stati del Cariforum, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra(11) , la sua posizione del 25 marzo 2009 sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione dell'accordo di partenariato economico tra gli Stati del Cariforum, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra(12) , e le sue risoluzioni del 5 maggio 2010 sulla strategia dell'Unione europea per le relazioni con l'America latina(13) e del 21 ottobre 2010 sulle relazioni commerciali dell'UE con l'America latina(14) ,

–  visti l'accordo di Ginevra sul commercio delle banane tra Unione europea e Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù e Venezuela, e l'accordo sul commercio delle banane tra l'Unione europea e gli Stati Uniti d'America (in appresso «gli accordi sul commercio delle banane»),

–  visto l'accordo di Marrakech che istituisce l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC),

–  visto l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000 (accordo di Cotonou),

–  visto l'accordo di partenariato economico tra gli Stati del Cariforum, da una parte, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altra,

–  vista la conclusione dei negoziati su un accordo di associazione tra l'UE e l'America centrale,

–  vista la conclusione dei negoziati tra l'UE, la Colombia e il Perù su un accordo commerciale multilaterale,

–  viste le dichiarazioni delle conferenze ministeriali dell'OMC adottate a Doha il 14 novembre 2001 e a Hong Kong il 18 dicembre 2005 e la relazione di sintesi della presidenza adottata a Ginevra il 2 dicembre 2009,

–  vista la deroga all'applicazione dell'articolo I del GATT concessa a Doha nel novembre 2001 («la deroga di Doha») per le preferenze commerciali dell'accordo di Cotonou, con una durata corrispondente a tali preferenze commerciali, vale a dire fino al 31 dicembre 2007,

–  vista l'intesa USA-CE sulle banane dell'11 aprile 2001,

–  vista la relazione del Direttore generale dell'OMC, del 22 dicembre 2009, sull'uso dei suoi buoni uffici (a norma dell'articolo 3.12 dell'Intesa sulla risoluzione delle controversie (DSU)) nelle controversie CE – Regime per l'importazione di banane (DS361) avviata dalla Colombia CE – Regime per l'importazione di banane (DS364) avviata da Panama,

–  visto il regolamento (CEE) n. 404/93 del Consiglio, del 13 febbraio 1993, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore della banana,

–  vista la dichiarazione dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE del 1° aprile 2010 sull'accordo UE-America latina sulle banane e le sue conseguenze per i produttori ACP e UE,

–  viste le interrogazioni del 24 gennaio 2011 al Consiglio (O-0012/2011 – B7-0007/2011) e alla Commissione (O-0013/2011 – B7-0008/2011) sulla conclusione dell'accordo di Ginevra sul commercio delle banane,

–  visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che gli accordi sul commercio delle banane pongono fine alla controversia più annosa che si sia mai avuta tra l'UE e i fornitori NPF (nazione più favorita) di banane latino-americani; che tali accordi pongono altresì termine a una controversia particolarmente acrimoniosa, connessa alla prima, tra gli USA e l'UE; e permettono di evitare eventuali sanzioni pregiudizievoli da parte degli USA e che essi mettono anche fine a tutti i reclami dei fornitori NPF latino-americani legati agli ultimi tre ampliamenti dell'UE,

B.  considerando che, fino al 1° luglio 1993, ciascuno Stato membro dell'UE ha mantenuto il proprio regime di importazione delle banane, e che alcuni Stati membri hanno beneficiato di disposizioni speciali che favorivano paesi con cui avevano forti legami storici,

C.  considerando che, in seguito all'adozione del regolamento (CEE) n. 404/93 del Consiglio, numerosi paesi dell'America latina membri dell'OMC, fornitori di banane all'UE in base alla clausola della nazione più favorita, così come gli Stati Uniti d'America, hanno avviato contro l'UE procedure di composizione delle controversie nel quadro dell'OMC, in relazione al diverso trattamento riservato alle banane immesse sul mercato dell'Unione europea da diversi fornitori,

D.  considerando che determinati aspetti del regime di importazione delle banane delle Comunità europee sono risultati incompatibili con il diritto dell'OMC,

E.  considerando che diverse proposte delle Comunità europee di modificare il loro regime per renderlo conforme alle raccomandazioni e alle decisioni dell'organo di composizione delle controversie sono state respinte dai paesi autori dei reclami,

F.  considerando che il nuovo regime CE sulle banane introdotto il 1° gennaio 2006 è stato giudicato ancora incompatibile con gli obblighi dell'UE nei confronti dell'OMC,

G.  considerando che solo il 20% circa della produzione mondiale di banane è destinata all'esportazione, dal momento che la maggior parte di essa è destinata ai mercati nazionali,

H.  considerando che, per quanto riguarda la produzione di banane, tra i vari paesi e all'interno di essi esistono forti variazioni in termini di produttività e di livello di competitività; che i paesi dell'America latina e le Filippine sono i produttori più competitivi e i principali esportatori,

I.  considerando che l'UE ha concluso i negoziati con la Colombia e il Perù su un accordo commerciale multilaterale, come anche i negoziati con sei paesi dell'America centrale su un accordo di associazione,

J.  considerando che il programma di sostegno interno dell'Unione europea POSEI («Programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità») assiste i produttori delle regioni ultraperiferiche dell'UE,

K.  considerando che le banane rappresentano il quarto più grande mercato per le esportazioni agricole su scala mondiale e che l'UE è il principale importatore (netto) di banane al mondo, con quasi 5 milioni di tonnellate importate nel 2007,

L.  considerando che la produzione di banane ha un impatto di rilievo sulle comunità locali, non solo in termini economici, ma anche per quanto riguarda l'ambiente, le migrazioni e le norme sul lavoro,

M.  considerando che le multinazionali che operano in America latina controllano più dell'80% del mercato mondiale,

N.  considerando che il regime di contingenti tariffari in vigore nell'UE ha creato le condizioni che permettono ai paesi ACP di esportare quantità considerevoli di banane nell'UE e ha altresì limitato gli effetti degli accordi commerciali sui produttori europei e salvaguardato un elevato numero di posti di lavoro legati alla produzione di banane,

O.  considerando che l'accordo si tradurrà in importanti riduzioni tariffarie (del 35% tra il 2010 e il 2017) per le importazioni di banane dei paesi non ACP e che, di conseguenza, i produttori ACP e UE dovranno sicuramente adattarsi alla nuova realtà del mercato internazionale,

1.  prende atto degli accordi sul commercio delle banane e si compiace del fatto che una delle controversie giuridiche più complesse tecnicamente, sensibili politicamente e significative dal punto di vista commerciale mai portate dinanzi all'OMC abbia avuto termine;

2.  ritiene che l'accordo raggiunto costituisca una soluzione, ma che non abbia permesso di conciliare completamente gli interessi legittimi di tutte le parti; invita quindi la Commissione a presentare quanto prima uno studio d'impatto riguardante gli effetti fino al 2020 degli accordi in parola sui paesi in via di sviluppo e sulle regioni ultraperiferiche dell'Europa che producono banane;

3.  si compiace del fatto che gli accordi sul commercio delle banane costituiranno l'impegno definitivo dell'UE in materia di accesso al mercato per le banane e saranno inseriti nei risultati finali dei prossimi negoziati multilaterali sull'accesso al mercato per i prodotti agricoli conclusi con esito positivo nell'ambito dell'OMC (ciclo di Doha);

4.  sottolinea che l'accordo raggiunto rappresenta un passo avanti nei negoziati del ciclo di Doha, ma che si tratta di un progresso limitato, dal momento che le difficoltà incontrate vanno ben al di là della semplice questione delle banane;

5.  sottolinea che, all'atto della certificazione dell'accordo di Ginevra sul commercio delle banane, tutte le controversie aperte e tutti i reclami presentati entro il 15 dicembre 2009 da tutti i fornitori NPF latino-americani di banane riguardo al regime commerciale dell'UE per le banane saranno considerate composte;

6.  osserva che le cifre del 2010 indicano una certa stabilità o un leggero aumento dei prezzi delle banane per i consumatori dell'UE;

7.  sottolinea che l'UE ridurrà progressivamente i suoi dazi all'importazione delle banane provenienti dall'America latina, da 176 EUR/t a 114 EUR/t entro il 2017, danneggiando pertanto i piccoli e medi produttori dei paesi ACP, dell'UE e delle sue regioni ultraperiferiche (che già figurano tra quelle con il tasso di disoccupazione più elevato);

8.  sottolinea che gli accordi sul commercio delle banane permetteranno di svincolare il settore delle banane dai negoziati del ciclo di Doha sui «prodotti tropicali»; sottolinea altresì che, mentre i «prodotti tropicali» saranno oggetto di riduzioni tariffarie più significative, le riduzioni tariffarie sui «prodotti soggetti all'erosione delle preferenze» che presentano un interesse per i paesi ACP saranno attuate nell'arco di un periodo relativamente più lungo di quanto accadrebbe con la formula generale applicata nei negoziati; sottolinea tuttavia che è poco probabile che gli accordi sul commercio delle banane favoriscano un accordo accettabile per i paesi ACP sui prodotti tropicali e sull'erosione delle loro preferenze tariffarie, dal momento che le proposte formulate all'epoca degli accordi sul commercio delle banane sono già state respinte da alcune grandi economie emergenti, come hanno dimostrato le reazioni di India e Pakistan durante la riunione del Consiglio generale dell'OMC del dicembre 2009;

9.  evidenzia che l'UE ha tradizionalmente accordato preferenze tariffarie speciali per le banane provenienti dai paesi ACP; ricorda che alcuni membri dell'OMC hanno contestato a più riprese la compatibilità di questo trattamento preferenziale con le regole dell'OMC; sottolinea che numerose decisioni giuridiche emanate dai panel dell'OMC per la composizione delle controversie, dall'organo di appello e da arbitri speciali hanno chiesto una modifica del regime attuale;

10.  constata con rammarico l'impossibilità di mantenere l'approccio regionale iniziale nei negoziati sull'accordo multilaterale con i paesi andini, cosa che ha messo l'Ecuador nella situazione di non poter beneficiare delle stesse tariffe di Colombia e Perù;

11.  sottolinea che, dal 2008, le banane provenienti dai paesi ACP entrano nell'UE senza dazi né quote, grazie agli accordi attuali;

12.  sottolinea che le discussioni condotte parallelamente con i paesi ACP hanno portato a un accordo in virtù del quale, oltre all'aiuto regolare dell'UE, i principali paesi ACP esportatori di banane beneficeranno di un ulteriore sostegno attraverso un nuovo programma, il cosiddetto «Misure di accompagnamento per le banane» (MAB); sottolinea che il regime di finanziamento del MAB potrebbe essere insufficiente in termini di risorse e troppo breve in termini di periodo di applicazione per poter aiutare efficacemente i produttori ACP di banane ad adeguarsi agli effetti dei cambiamenti intervenuti nel regime di importazione dell'UE; chiede alla Commissione di indicare chiaramente che le risorse che il regime di finanziamento comporta vanno ad aggiungersi ai fondi attualmente destinati alla cooperazione e che non si tratta solo di un contributo ai bilanci nazionali che non può essere destinato a programmi specifici, quali l'istruzione e la diversificazione; chiede alla Commissione di presentare un nuovo schema finanziario pluriennale;

13.  invita la Commissione a procedere a una valutazione del MAB 18 mesi prima della scadenza del programma, prevedendo anche le raccomandazioni su ulteriori misure da adottare e sulla natura delle medesime;

14.  respinge con fermezza qualsiasi tentativo di finanziare il programma a favore dei paesi ACP produttori di banane attraverso la riassegnazione di risorse a titolo delle linee di bilancio destinate alla cooperazione allo sviluppo;

15.  sottolinea l'importanza di assegnare le risorse del MAB ai vari paesi in funzione delle perdite previste in termini di esportazione e produzione di banane, e del loro livello di sviluppo, degli indicatori di ponderazione e del volume del loro commercio di banane con l'UE; sottolinea la necessità di trovare il giusto equilibrio fra tre tipi di interventi che possono essere forniti e che non si escludono a vicenda, ovvero quelli volti a migliorare l'efficacia della produzione esistente, quelli volti ad aumentare il valore aggiunto a livello locale e quelli volti a contribuire alla diversificazione della produzione dei paesi interessati, evitando che sia limitata alla banana;

16.  invita l'UE e gli Stati ACP a proporre misure volte ad aiutare gli Stati fortemente dipendenti dalla banana a diversificare le loro economie, anche aumentando gli aiuti al commercio;

17.  sottolinea che la coltura della banana è una delle principali attività agricole in alcune regioni ultraperiferiche dell'Unione, in particolare nei dipartimenti francesi d'oltremare della Guadalupa e della Martinica, nelle Azzorre, a Madera e nelle isole Canarie;

18.  raccomanda che si tenga in debita considerazione l'importanza socioeconomica del settore della banana per le regioni ultraperiferiche dell'UE e il contributo che esso fornisce alla realizzazione della coesione economica e sociale, per via del reddito e dell'occupazione che genera, delle attività economiche che alimenta e dell'effetto che ha sulla conservazione dell'equilibrio ecologico e paesaggistico, cosa che favorisce lo sviluppo del turismo;

19.  rileva che il programma di sostegno POSEI è stato adottato nel 2006 alla luce della tariffa di accesso al mercato europeo di 176 EUR/t approvata dall'OMC, il che significa che la tariffa figurante negli accordi OMC sul commercio delle banane non è stata ancora presa in considerazione nella dotazione POSEI; esorta le competenti autorità dell'UE ad adeguare il pacchetto di sostegno previsto per i produttori interni dell'UE nella dotazione POSEI e ad adottare altre misure volte a garantire che, parallelamente alla tendenza alla liberalizzazione del commercio globale di banane, i produttori interni dell'UE siano in grado di restare sul mercato e di promuovere le loro attività tradizionali;

20.  ritiene che i produttori dei paesi ACP, dell'UE e delle sue regioni ultraperiferiche potrebbero risentire fortemente degli effetti degli accordi sul commercio delle banane; invita quindi la Commissione a potenziare gli aiuti destinati a tali paesi e a prorogarli fino al 2020 se necessario;

21.  osserva che la produzione di banane nelle regioni ultraperiferiche dell'UE rispetta standard sociali e ambientali più elevati rispetto a quella della maggior parte dei paesi latino-americani; richiama l'attenzione sul fatto che nelle regioni ultraperiferiche l'impiego di sostanze attive, quali i pesticidi, avviene in concentrazioni da 20 a 40 volte inferiori a quelle delle produzioni dei paesi dell'America meridionale e centrale, mentre nel settore fitosanitario la maggior parte delle sostanze attive vietate dalle norme europee in materia di sicurezza alimentare è ampiamente utilizzata in tutte le piantagioni dell'America meridionale e centrale;

22.  rileva che, nei suoi più recenti accordi bilaterali conclusi con i produttori di banane (l'accordo commerciale multilaterale con la Colombia e il Perù e l'accordo di associazione con l'America centrale), l'UE ha accettato di ridurre progressivamente i suoi dazi alle importazioni di banane provenienti da tali paesi a 75 EUR/t entro il 1° gennaio 2020;

23.  osserva che il margine preferenziale di 39 EUR/t concesso in definitiva dagli accordi sul commercio delle banane migliorerà in modo significativo la competitività degli otto paesi dell'America andina e dell'America centrale interessati, e delle società transnazionali presenti nella regione, sul mercato dell'UE rispetto ad altri esportatori; sottolinea che, a partire dal 2020, i vantaggi per i paesi che già esportano banane nell'UE saranno evidenti, dal momento che aumenteranno sia le loro esportazioni che il prezzo pagato per le loro banane;

24.  sottolinea che altri esportatori NPF (fra cui l'Ecuador che è di gran lunga il più importante), così come i paesi ACP e i PMA, potrebbero registrare un calo della loro competitività relativa sul mercato dell'Unione rispetto ai firmatari degli accordi sul commercio delle banane;

25.  ritiene che l'accesso al mercato dell'UE dovrebbe essere concesso solo ai produttori che rispettano l'agenda dell'OIL sul lavoro dignitoso nonché le norme in materia di diritti dell'uomo e di ambiente;

26.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e di Brasile, Colombia, Costa Rica, Ecuador, Guatemala, Honduras, Messico, Nicaragua, Panama, Perù e Venezuela, degli Stati Uniti d'America e dei paesi ACP.

(1) GU C 285 E del 22.11.2006, pag. 126.
(2) GU C 293 E del 2.12.2006, pag. 155.
(3) GU C 296 E del 6.12.2006, pag. 123.
(4) GU C 305 E del 14.12.2006, pag. 244.
(5) GU C 308 E del 16.12.2006, pag. 182.
(6) GU C 102 E del 24.4.2008, pag. 301.
(7) GU C 323 E del 18.12.2008, pag. 361.
(8) GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 64.
(9) GU C 259 E del 29.10.2009, pag. 77.
(10) GU C 9 E del 15.1.2010, pag. 31.
(11) GU C 117 E del 6.5.2010, pag. 101.
(12) GU C 117 E del 6.5.2010, pag. 256.
(13) Testi approvati, P7_TA(2010)0141.
(14) Testi approvati, P7_TA(2010)0387.

Ultimo aggiornamento: 26 luglio 2012Avviso legale