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 Testo integrale 
Procedura : 2012/2554(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo dei documenti :

Testi presentati :

B7-0152/2012

Discussioni :

OJ 13/03/2012 - 103

Votazioni :

PV 15/03/2012 - 11.2

Testi approvati :

P7_TA(2012)0087

Testi approvati
Giovedì 15 marzo 2012 - Strasburgo Edizione provvisoria
Siti internet discriminatori e reazioni delle autorità
P7_TA-PROV(2012)0087B7-0152, 0153, 0154, 0155, 0156 e 0157/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2012 sui siti internet discriminatori e le reazioni dei governi (2012/2554(RSP))

Il Parlamento europeo ,

–  visti gli articoli 2, 3, 4 e 6 del trattato sull'Unione europea (TUE), gli articoli 2, 3, 4, 9, 10, 18, 19, 20, 21, 26, 45, 49, 56, 67, 83 e 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU),

–  vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(1) ,

–  vista la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri(2) ,

–  vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(3) ,

–  vista la dichiarazione dell'11 febbraio 2012 di Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea, concernente il sito web del PVV(4) ,

–  visto l'articolo 110, paragrafo 4, del suo regolamento,

A.  considerando che, all'inizio di febbraio 2012, il Partito per la libertà (PVV) dei Paesi Bassi ha lanciato un sito di denuncia online denominato «Meldpunt Midden en Oost Europeanen », in cui si invitano le persone a esporvi reclami scaturiti dalla «massiccia migrazione di manodopera» di «cittadini dell'Europa centrale e orientale», segnatamente cittadini polacchi, rumeni e bulgari; considerando che alle persone viene chiesto in particolare se hanno avuto problemi in termini di comportamenti antisociali e se hanno perso il lavoro a vantaggio di uno di questi cittadini;

B.  considerando che la libera circolazione dei cittadini nell'Unione europea e la libera circolazione dei lavoratori all'interno dell'Unione europea sono sancite rispettivamente dagli articoli 21 e 45 del TFUE;

C.  considerando che il diritto alla protezione da ogni discriminazione in base alla nazionalità e la protezione dalle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica sono sanciti rispettivamente dagli articoli 18 e 10 del TFUE;

D.  considerando che il diritto alla libertà di pensiero e alla libertà di espressione sono sanciti rispettivamente dagli articoli 10 e 11 della Carta dei diritti fondamentali;

E.  considerando che l'Unione europea si fonda sui valori della democrazia e dello Stato di diritto, come enunciato all'articolo 2 del TUE, e sul rispetto inequivocabile dei diritti e delle libertà fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla CEDU;

F.  considerando che gli Stati membri hanno l'obbligo di garantire che tutti i cittadini dell'Unione europea possano vivere e lavorare ovunque in Europa senza essere discriminati o stigmatizzati;

G.  considerando che il sito di denuncia del PVV incita apertamente alla discriminazione nei confronti dei lavoratori dell'Unione europea provenienti da paesi dell'Europa centrale e orientale e sta creando divisioni tra le comunità nella società olandese;

H.  considerando che il sito web del PVV mina la libera circolazione delle persone e il diritto alla non discriminazione, basati sulla direttiva 2004/38/CE e sugli articoli pertinenti del trattato;

I.  considerando che il governo dei Paesi Bassi ha firmato con il PVV un accordo di sostegno parlamentare e può così contare su una maggioranza in seno al Parlamento del paese;

J.  considerando che finora il governo dei Paesi Bassi non ha ufficialmente condannato il sito di denuncia del PVV;

K.  considerando che l'attivazione di questo sito ha suscitato un vivo dibattito nei Paesi Bassi e che molti partiti politici, mezzi di informazione, dirigenti di PMI e di altre imprese, leader della società civile e singoli cittadini hanno condannato l'iniziativa del PVV; che sono state lanciate molte controiniziative, come ad esempio un sito web su cui si possono riferire le esperienze positive avute con cittadini polacchi;

L.  considerando che gli ambasciatori di dieci paesi dell'Europa centrale e orientale presso i Paesi Bassi hanno espresso forti obiezioni nei confronti del sito web in quanto ritengono che incoraggi una percezione negativa di un gruppo particolare di cittadini dell'Unione all'interno della società olandese;

M.  considerando che, in base ai recenti studi svolti dall'Università Erasmus di Rotterdam(5) , i lavoratori migranti dei paesi dell'Europa centrale e orientale stanno apportando un contributo significativo all'economia e al mercato del lavoro dei Paesi Bassi;

N.  considerando che l'impegno politico del governo dei Paesi Bassi nei confronti dell'integrazione europea è diminuito considerevolmente negli ultimi anni, come dimostra la posizione dell'attuale governo del paese su questioni quali l'allargamento dello spazio Schengen e la libera circolazione dei lavoratori;

O.  considerando che esiste il rischio reale di apertura di simili siti di denuncia in altri Stati membri;

1.  condanna fermamente il sito web attivato dal PVV, in quanto contrasta con i valori fondamentali europei della dignità umana, della libertà, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani e rischia di distruggere il fondamento stesso dell'Unione, che è costituito da pluralismo, non discriminazione, tolleranza, giustizia, solidarietà e libertà di circolazione;

2.  ritiene che il sito di denuncia online attivato dal PVV sia un'iniziativa animata da cattive intenzioni e volta a creare divisioni all'interno della società e a ottenere un vantaggio politico a danno dei lavoratori provenienti dall'Europa centrale e orientale;

3.  esorta vivamente il Primo ministro Mark Rutte a condannare questa iniziativa deplorevole e a prenderne le distanze a nome del governo dei Paesi Bassi; sottolinea inoltre l'obbligo di tutti i governi dell'Unione europea di garantire i diritti di libera circolazione e di non discriminazione e invita pertanto il Consiglio europeo a condannare ufficialmente il sito di denuncia online del PVV, poiché mina tali diritti ed è un affronto ai valori e principi europei;

4.  sollecita il governo dei Paesi Bassi a non chiudere gli occhi dinanzi alle politiche del PVV che sono in contraddizione con i valori fondamentali dell'UE;

5.  invita le autorità dei Paesi Bassi a verificare se questa iniziativa sia sfociata in incitamento all'odio;

6.  sottolinea che i lavoratori provenienti dai paesi che hanno aderito all'UE nel 2004 e nel 2007 hanno prodotto effetti positivi sulle economie degli Stati membri e non hanno causato gravi turbative nei loro mercati del lavoro, bensì hanno apportato un contributo significativo a una crescita economica sostenuta nell'Unione europea;

7.  chiede al governo dei Paesi Bassi di rispondere tempestivamente alle lettere inviate dalla Commissione sulla prevista legislazione suscettibile di violare la direttiva 2004/38/CE, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, e lo invita a dare seguito alle richieste formulate dal Parlamento europeo nelle sue risoluzioni;

8.  invita la Commissione e il Consiglio ad adoperarsi al massimo per fermare la diffusione di atteggiamenti xenofobi come quelli manifestati sul sito web in questione e per garantire l'effettiva attuazione della decisione quadro sul razzismo e la xenofobia in tutti gli Stati membri;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Consiglio d'Europa, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.
(2) GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.
(3) GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
(4) http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/reding/multimedia/news/2012/02/20120211_en.htm
(5) Arbeidsmigranten uit Polen, Roemenie en Bulgarije in Den Haag. Sociale leefsituatie, arbeidpositie en toekomstperspectief, Prof. Godfried Engbersen, Dipartimento di sociologia, Università di Rotterdam.

Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2012Avviso legale