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Procedura : 2012/2569(RSP)
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Testi presentati :

B7-0158/2012

Discussioni :

PV 15/03/2012 - 16.1
CRE 15/03/2012 - 16.1

Votazioni :

PV 15/03/2012 - 17.1

Testi approvati :

P7_TA(2012)0092

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Giovedì 15 marzo 2012 - Strasburgo Edizione definitiva
Tratta di esseri umani nel Sinai, in particolare il caso di Solomon W.
P7_TA(2012)0092B7-0158, 0159, 0161, 0163, 0165 e 0169/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2012 sulla tratta di esseri umani nel Sinai, segnatamente il caso di Solomon W. (2012/2569(RSP))

Il Parlamento europeo ,

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2010 sui rifugiati eritrei tenuti in ostaggio nel Sinai(1) ,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, in particolare l'articolo 3, secondo cui «ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona», l'articolo 4, che vieta la tratta degli schiavi in tutte le sue forme, e l'articolo 5,

–  visto l'articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali del 1950,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 1, 3, 4, 5 e 6,

–  vista la prima conferenza della rete euromediterranea per i diritti umani, svoltasi al Cairo il 26 e 27 gennaio 2006,

–  visto il protocollo di Palermo del 2000 per la prevenzione, la repressione e la punizione della tratta di persone, in particolare di donne e bambini, allegato alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la criminalità organizzata transnazionale, in particolare gli articoli 6 e 9,

–  vista la dichiarazione di Bruxelles sulla prevenzione e la lotta contro la tratta di esseri umani, adottata il 20 settembre 2002,

–  vista la Convenzione del Consiglio d'Europa del 2005 sulla lotta contro la tratta di esseri umani,

–  visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici, in particolare l'articolo 2, l'articolo 6, paragrafo 1, l'articolo 7 e l'articolo 17, secondo cui «ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze od offese»,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati del 1951 e il protocollo allegato del 1967,

–  vista la dichiarazione rilasciata il 21 settembre 2010 da Catherine Ashton, vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, sui prigionieri politici in Eritrea,

–  visto l'articolo 122, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando che ogni anno migliaia di richiedenti asilo e di migranti perdono la vita e scompaiono nel Sinai mentre altre persone, in gran parte donne e bambini, vengono sequestrate e tenute in ostaggio a scopo di estorsione da trafficanti di esseri umani; che le vittime dei trafficanti di esseri umani subiscono le violazioni più inumane e sono fatte oggetto di sistematiche violenze, torture, stupri e abusi sessuali e sottoposte a lavori forzati;

B.  considerando che nel dicembre 2011 diverse persone sono state rapite, nelle vicinanze di un campo profughi delle Nazioni Unite in Sudan, da trafficanti di esseri umani della tribù Rashaida; che 27 di loro, tra cui quattro ragazze e una donna con un bambino piccolo, erano eritrei e sono stati condotti ad Al Mahdya, vicino alla città di Rafah, nel Sinai, in Egitto;

C.  considerando che all'interno del gruppo sono soprattutto le donne ad aver subito i peggiori pestaggi e maltrattamenti, che alcune di esse sono state uccise e i loro corpi sono stati gettati nel deserto e che un uomo eritreo di 25 anni di nome Solomon è stato l'unico a fuggire dai sequestratori;

D.  considerando che Solomon era stato risparmiato perché portava l'acqua ad altri 125 prigionieri eritrei, sudanesi ed etiopi che erano imprigionati in case e stalle nel villaggio di Al Mahdya; che il giovane eritreo è perfettamente a conoscenza del luogo in cui sono custoditi i prigionieri e ha assistito alle uccisioni, alle torture e agli stupri;

E.  considerando che Solomon ha rivelato che uno dei carcerieri gli ha mostrato un sacchetto di plastica contenente organi umani appartenenti a un profugo per il quale non era stato pagato il riscatto;

F.  considerando che la vita di Solomon è in pericolo, poiché i trafficanti di organi sono sulle sue tracce e hanno posto una taglia di 50 000 dollari USA sulla sua testa; che per il momento Solomon ha trovato rifugio presso i beduini salafiti dello sceicco Mohamed;

G.  considerando che, in base alle segnalazioni, circa 2 000 persone entrano mediamente ogni mese in territorio israeliano attraverso il Sinai e che molti sono riusciti a passare la frontiera con l'aiuto dei trafficanti, che hanno creato una rete considerevole nella zona; che, secondo stime del governo israeliano, dal 2005 circa 50 000 africani sono entrati illegalmente in Israele passando per il Sinai;

H.  considerando che la polizia ha arrestato centinaia di migranti irregolari, principalmente eritrei, etiopi e sudanesi, e li ha detenuti in stazioni di polizia e carceri del Sinai e dell'Alto Egitto senza alcun accesso all'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, negando quindi loro il diritto di presentare una domanda di asilo;

I.  considerando che, secondo le organizzazioni per i diritti umani, coloro che non riescono a ottenere il pagamento del proprio riscatto vengono uccisi e i loro organi vengono prelevati e venduti; che è stata segnalata l'esistenza di fosse comuni contenenti i corpi dei profughi uccisi;

J.  considerando che l'Unione europea ha ripetutamente invitato l'Egitto e Israele a sviluppare e migliorare la qualità dell'assistenza e della protezione offerta ai richiedenti asilo e ai rifugiati che risiedono o transitano sul loro territorio;

K.  considerando che il protocollo delle Nazioni Unite per la prevenzione, la repressione e la punizione della tratta di persone, in particolare di donne e bambini, definisce la tratta di persone come il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l'alloggio o l'accoglienza di persone, con la minaccia dell'uso o con l'uso stesso della forza o di altre forme di coercizione, con il rapimento, la frode, l'inganno, l'abuso di potere o della posizione di vulnerabilità o con l'offerta o l'accettazione di somme di denaro o di vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un'altra, a fini di sfruttamento;

L.  considerando che la tratta di esseri umani rappresenta un affare estremamente redditizio per la criminalità organizzata;

1.  chiede alle autorità egiziane di intervenire rapidamente per assicurare una protezione efficace a Solomon e salvare la sua vita, alla luce del fatto che i trafficanti di organi lo stanno braccando e hanno posto una taglia di 50 000 dollari USA sulla sua testa, in quanto persona perfettamente a conoscenza del luogo in cui sono custoditi i prigionieri;

2.  invita le autorità egiziane a proteggere Solomon come vittima della tratta di persone e, in generale, tutte le vittime di questo reato, in particolare le donne e i bambini, per impedire che finiscano nuovamente in mano ai trafficanti;

3.  sollecita le autorità egiziane a indagare su questa vicenda, costellata di omicidi, torture e stupri, in cui alcune donne sono state picchiate e maltrattate per essere poi, in alcuni casi, uccise e i loro corpi gettati nel deserto, applicando il diritto nazionale e internazionale al fine di contrastare il fenomeno della tratta di esseri umani ad opera della criminalità organizzata in questione;

4.  esorta le autorità egiziane a intervenire rapidamente per garantire che i profughi siano messi in salvo e a prendere misure appropriate procedendo all'arresto e all'azione penale nei confronti dei membri delle organizzazioni di trafficanti;

5.  invita le autorità egiziane ad attuare pienamente, attraverso il diritto nazionale, i principi enunciati nelle convenzioni alle quali l'Egitto ha aderito, ovvero la Convenzione delle Nazioni Unite relativa allo status dei rifugiati del 1951 (e il protocollo opzionale del 1967), la Convenzione dell'Organizzazione dell'unità africana (OUA) che disciplina gli aspetti specifici dei problemi dei rifugiati in Africa e la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie, ratificata dall'Egitto nel 1993 ed entrata in vigore nel 2003;

6.  esorta le autorità egiziane a prendere tutti i provvedimenti necessari per porre fine alle torture, all'estorsione e alla tratta di profughi eritrei e di altra provenienza nel paese e a perseguire penalmente coloro che tentano di violare i diritti umani dei profughi, oppure praticano la schiavitù sotto qualunque forma, specie in riferimento a donne e bambini;

7.  plaude alle attività delle organizzazioni egiziane e israeliane per i diritti umani, le quali forniscono assistenza e cure mediche alle vittime dei trafficanti di esseri umani nel Sinai, ed esorta la comunità internazionale e l'Unione europea a sostenere il loro lavoro;

8.  riconosce che i migranti irregolari nel Sinai rappresentano un rischio per la sicurezza di Egitto e Israele; sollecita nuovamente, tuttavia, le forze di sicurezza egiziane e israeliane ad astenersi dall'uso letale della forza contro tali migranti;

9.  sottolinea che le autorità egiziane e israeliane hanno la responsabilità di fermare i trafficanti di esseri umani nel Sinai e di proteggere le vittime; apprezza gli sforzi dei governi egiziano e israeliano in tal senso; chiede, tuttavia, una maggiore assistenza e un maggiore sostegno alle vittime, con particolare riferimento alle donne e ai bambini;

10.  apprezza gli sforzi delle autorità egiziane per combattere la tratta di esseri umani, in particolare l'istituzione, nel 2007, del comitato di coordinamento nazionale per la lotta e la prevenzione della tratta di esseri umani, e le invita ad attuare la legge del 2010 intesa a combattere tale crimine nonché ad adottare misure, quali ad esempio attività di ricerca, campagne informative e mediatiche e iniziative sociali ed economiche, volte a prevenire e combattere il traffico di persone;

11.   invita vivamente l'Egitto, Israele e la comunità internazionale a perseverare negli sforzi, intensificandoli ulteriormente, per combattere il traffico e la tratta di esseri umani nel Sinai;

12.  chiede che le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni per i diritti umani abbiano pieno accesso alle zone interessate dal traffico e dalla tratta di esseri umani nel Sinai;

13.  invita l'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e la Commissione ad attribuire alla questione un'elevata priorità nell'agenda del dialogo politico con l'Egitto ed esorta il governo egiziano a lottare contro la tratta di esseri umani nonché a rispettare gli obblighi assunti in virtù delle convenzioni internazionali in materia di rifugiati, onde favorire la cooperazione internazionale nel settore degli interventi volti a contrastare la tratta di esseri umani;

14.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione all'alto rappresentante/vicepresidente, al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, ai governi di Egitto e Israele, al parlamento egiziano, al parlamento israeliano (Knesset), al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo.

(1) Testi approvati, P7_TA(2010)0496.

Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2013Avviso legale