Risoluzione del Parlamento europeo del 15 marzo 2012 sulla Palestina: raid delle forze israeliane su emittenti televisive palestinesi (2012/2570(RSP))
Il Parlamento europeo
,
– vista la dichiarazione del 3 marzo 2012 del portavoce dell'Alto rappresentante Catherine Ashton sulla chiusura di due emittenti televisive palestinesi,
– viste le conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2009, del 13 dicembre 2010 e del 18 luglio 2011 sul processo di pace nel Medio Oriente,
– visto l'accordo di Associazione UE-Israele, in particolare l'articolo 2,
– vista la Carta delle Nazioni Unite,
– visto l'articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948, il quale recita che: «Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere»,
– visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966,
– visti gli accordi di Oslo (Dichiarazione dei principi riguardanti progetti di autogoverno ad interim) del 1993 e gli altri accordi tra Israele e l'Autorità palestinese,
– viste le dichiarazioni del Quartetto per il Medio Oriente e in particolare quelle del 23 settembre 2011 e del 12 marzo 2012,
– visto l'articolo 122, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. considerando che l'UE ha ripetutamente confermato il proprio sostegno alla soluzione di due Stati, che prevede che lo Stato di Israele e uno Stato di Palestina indipendente, democratico, limitrofo e vitale vivano fianco a fianco in pace e in sicurezza;
B. considerando che il 29 febbraio 2012 a Ramallah soldati delle forze di difesa israeliane e ufficiali del ministero delle comunicazioni israeliano hanno effettuato raid su due emittenti televisive palestinesi, Wattan TV e Al Quds Educational TV, sequestrando trasmettitori, computer, apparecchiature per la radiodiffusione, cassette e documenti amministrativi e finanziari, e trattenendo il personale per ore;
C. considerando che il ministero delle comunicazioni israeliano ha affermato in una dichiarazione di avere ripetutamente messo in guardia entrambe le emittenti sul fatto che stavano utilizzando frequenze che violavano gli accordi israelo-palestinesi e interferivano con i sistemi di comunicazione e trasmissione in Israele; considerando che un portavoce dell'esercito israeliano ha dichiarato che le interferenze disturbavano le comunicazioni aeree presso l'aeroporto internazionale Ben Gurion;
D. considerando che l'Autorità palestinese (AP) ha respinto come false le accuse israeliane circa l'interruzione delle comunicazioni aeree, aggiungendo che né essa né le due emittenti televisive avevano ricevuto avvertimenti dalle autorità israeliane e che le due emittenti non hanno violato gli accordi tra Israele e l'AP, mentre sono le incursioni israeliane ad avere violato detti accordi, i quali prevedono la risoluzione di tali questioni attraverso consultazioni;
E. considerando che l'UE ha lavorato con entrambe le emittenti, che sono in attività da molti anni;
F. considerando che gli accordi di Oslo hanno istituito un comitato tecnico congiunto israelo-palestinese per affrontare eventuali questioni nel campo delle telecomunicazioni;
G. considerando che i raid israeliani sulle due emittenti televisive palestinesi hanno avuto luogo nella zona A, posta sotto l'amministrazione e il controllo civili e di sicurezza palestinesi;
1. esprime profonda preoccupazione per i raid a Ramallah effettuati da forze di sicurezza israeliane e che hanno danneggiato le emittenti televisive palestinesi Wattan TV e Al Quds Educational TV;
2. sostiene gli sforzi delle autorità palestinesi e delle due emittenti televisive atti a ripristinare le apparecchiature di radiodiffusione e a continuare le trasmissioni interrotte; esorta le autorità israeliane a restituire immediatamente le apparecchiature sequestrate e a permettere la ripresa delle attività delle due emittenti televisive;
3. invita le autorità israeliane a rispettare integralmente le disposizioni degli accordi esistenti tra Israele e l'Autorità palestinese nei rapporti con i media palestinesi; esorta il ministero delle comunicazioni palestinese a collaborare più strettamente con le autorità israeliane in modo da garantire che tutte le strutture di radiodiffusione siano sicure e a norma di legge;
4. invita Israele e l'Autorità palestinese ad avvalersi nel miglior modo possibile del comitato tecnico congiunto israelo-palestinese, istituito dagli accordi di Oslo per affrontare eventuali questioni nel campo delle telecomunicazioni, nell'ottica di risolvere urgentemente ogni questione concernente l'attività di radiodiffusione dei due canali televisivi;
5. plaude agli sforzi palestinesi per il consolidamento delle istituzioni; osserva che i raid delle forze israeliane ai danni delle città palestinesi in cui, in base agli accordi di Oslo, l'Autorità palestinese ha assunto poteri e responsabilità sulla sicurezza interna e l'ordine pubblico costituiscono una violazione di tali accordi;
6. sottolinea ancora una volta che le modalità pacifiche e non violente sono l'unica strada per conseguire una soluzione sostenibile per il conflitto israelo-palestinese;
7. invita il Vicepresidente/Alto rappresentante, il Consiglio e la Commissione a iscrivere la presente questione, che riguarda i diritti fondamentali dell'accesso pubblico alle informazioni e della libertà di stampa e di espressione, nel programma del Consiglio di associazione UE-Israele, ribadendo in tale contesto l'obbligo dell'UE di garantire la coerenza tra i diversi ambiti della sua azione esterna e tra essi e le sue altre politiche, conformemente all'articolo 21 del trattato sull'Unione europea;
8. esorta l'UE e gli Stati membri ad affermare una posizione forte e unita e a svolgere un ruolo più attivo, anche nell'ambito del Quartetto, nello sforzo di conseguire una pace giusta e duratura tra israeliani e palestinesi; sottolinea il ruolo centrale del Quartetto, e sostiene appieno l'Alto rappresentante nei suoi sforzi intesi a garantire che il Quartetto definisca una prospettiva credibile per il rilancio del processo di pace;
9. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ai governi e ai parlamenti dei membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, all'inviato del Quartetto per il Medio Oriente, alla Knesset e al governo di Israele, al Presidente dell'Autorità palestinese e al Consiglio legislativo palestinese.