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Procedura : 2012/2003(INI)
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Ciclo del documento : A7-0263/2012

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A7-0263/2012

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PV 19/11/2012 - 25
CRE 19/11/2012 - 25

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PV 20/11/2012 - 6.8
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Martedì 20 novembre 2012 - Strasburgo Edizione definitiva
Patto per gli investimenti sociali quale risposta alla crisi
P7_TA(2012)0419A7-0263/2012

Risoluzione del Parlamento europeo del 20 novembre 2012 sul Patto per gli investimenti sociali quale risposta alla crisi (2012/2003(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 5, 6, 9, 147, 149, 151 e 153,

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo «Europa 2020: Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 23 novembre 2010 dal titolo «Un'agenda per nuove competenze e per l'occupazione: Un contributo europeo verso la piena occupazione» (COM(2010)0682) e la propria risoluzione del 26 ottobre 2011(1) ,

–  visti la comunicazione della Commissione del 23 novembre 2011 sull'Analisi annuale della crescita per il 2012 (COM(2011)0815), il progetto di relazione comune sull'occupazione allegato alla stessa e la propria risoluzione del 15 febbraio 2012 sull'occupazione e gli aspetti sociali nell'Analisi annuale della crescita 2012(2) ,

–  vista la comunicazione della Commissione del 18 aprile 2012 dal titolo «Verso una ripresa fonte di occupazione» (COM(2012)0173),

–  viste la comunicazione della Commissione, del 3 ottobre 2008, relativa a una raccomandazione della Commissione sul coinvolgimento attivo delle persone escluse dal mercato del lavoro (COM(2008)0639), e la propria risoluzione del 6 maggio 2009(3) ,

–  vista l'indagine Eurostat di gennaio 2012 e il comunicato stampa di Eurostat dell'8 febbraio 2012(4) ,

–  visti la comunicazione della Commissione dal titolo «La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale» (COM(2010)0758), il relativo parere del Comitato economico e sociale europeo(5) e la propria risoluzione del 15 novembre 2011(6) ,

–  vista la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2008 riguardante l'Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale (2010)(7) ,

–  viste la comunicazione della Commissione del 2 luglio 2008 dal titolo «Agenda sociale rinnovata: Opportunità, accesso e solidarietà nell'Europa del XXI secolo» (COM(2008)0412) e la propria risoluzione del 6 maggio 2009(8) ,

–  viste la comunicazione della Commissione sulla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche per un'economia in ripresa (COM(2009)0545) e la propria risoluzione del 20 maggio 2010(9) ,

–  viste la comunicazione della Commissione del 9 giugno 2010 dal titolo «Un nuovo slancio per la cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale a sostegno della strategia Europa 2020» (COM(2010)0296) e la propria risoluzione dell'8 giugno 2011(10) ,

–  vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l'inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020(11) ,

–  vista la sua risoluzione del 1º dicembre 2011 sulla lotta contro l'abbandono scolastico(12) ,

–  visto il comunicato di Bruges su una maggiore cooperazione europea in materia di istruzione e formazione professionale per il periodo 2011-2020, adottato il 7 dicembre 2010(13) ,

–  visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo «Progress Towards the Common European Objectives in the Education and Training» (progressi in vista del conseguimento degli obiettivi comuni europei in materia di istruzione e formazione) (SEC(2011)0526),

–  vista la propria risoluzione del 6 luglio 2010 sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro e il rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti(14) ,

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo a un programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale presentata dalla Commissione (COM(2011)0609),

–  visto il neoadottato pacchetto legislativo sulla governance economica dell'UE composto da cinque regolamenti e una direttiva(15) ,

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 dicembre 2011 sull'iniziativa «Opportunità per i giovani»(COM(2011)0933),

–  vista la comunicazione della Commissione del 29 giugno 2011 sul Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 (COM(2011)0398),

–  visto l'articolo 48 del proprio regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A7-0263/2012),

A.  considerando che l'attuale crisi economica e finanziaria avrà effetti prolungati nel tempo non solo sulla crescita economica, ma anche sui tassi di occupazione, sul livello di povertà e di esclusione sociale, sul risparmio pubblico nonché sulla quantità e la qualità degli investimenti sociali in Europa;

B.  considerando che negli ultimi anni il settore pubblico ha dovuto accollarsi un forte debito e, per evitare un indebitamento eccessivo, la maggior parte delle recenti risposte alla crisi si è basata sostanzialmente su obiettivi a breve termine finalizzati a ridare stabilità alle finanze pubbliche, essendo necessari sforzi per difendere la nostra economia, e che tali misure di austerità e di risanamento di bilancio dovrebbero coniugarsi con una strategia organica ed ambiziosa di investimenti per la crescita sostenibile, l'occupazione, la coesione sociale e la competitività nonché con la governance sociale che fornirebbe un solido meccanismo di sorveglianza e monitoraggio sugli obiettivi di crescita e sociali della strategia Europa 2020;

C.  considerando che la strategia di Lisbona e la strategia europea per l'occupazione hanno mancato gli obiettivi e che il successo della strategia Europa 2020 è incerto e richiede un impegno ancora maggiore da parte degli Stati membri e delle istituzioni europee, sotto forma di misure a favore della crescita, dell'occupazione e della competitività;

D.  considerando che l'Analisi annuale della crescita recentemente pubblicata e la Relazione comune sull'occupazione hanno dimostrato che, non avendo ancora il consolidamento fiscale compiuto sufficienti progressi ed essendo tuttora considerato una priorità, gli obiettivi sociali, occupazionali e in materia di istruzione di Europa 2020 non sono stati sufficientemente affrontati dalla maggior parte degli Stati membri;

E.  considerando che il tasso di disoccupazione è passato dal 7,1% del 2008 ad oltre il 10% nel gennaio 2012 nell'UE a 27, con nette disparità regionali, e colpisce particolarmente i giovani, i lavoratori scarsamente qualificati e i disoccupati di lunga durata e che ciò, unitamente all'invecchiamento della popolazione, determina un grave rischio di perdite di capitale umano a più lungo termine e potrebbe generare ripercussioni irreversibili sul mercato del lavoro, in particolare sulla creazione di posti di lavoro, la crescita economica, la competitività e la coesione sociale;

F.  considerando che 80 milioni di europei è attualmente a rischio di povertà e che il tasso di bambini e adulti che vivono in famiglie senza lavoro è aumentato fino a quasi il 10% nel 2012; che ciò, combinato con la povertà infantile, il crescente numero di lavoratori poveri e l'alto indice di disoccupazione tra i giovani comporterà un rischio e un retaggio di povertà ed esclusione sociale ancora maggiori in futuro;

G.  considerando che nel 2011 il tasso di povertà delle persone tra i 16 e i 24 anni è stato in Europa mediamente del 21,6% e che i giovani hanno una più alta probabilità di occupare posti precari, a tempo determinato o a tempo parziale e sono oltretutto maggiormente esposti alla disoccupazione; che gli impieghi precari sono fortemente cresciuti negli ultimi anni e che in certi paesi la disoccupazione sta aumentando drasticamente;

H.  considerando che, in parte a causa della mancanza di investimenti, i risultati dell'istruzione e della formazione nell'Unione europea sono tuttora inadeguati alle esigenze del mercato del lavoro e non sono commisurati alla crescente intensità di specializzazione richiesta per i posti di lavoro disponibili e al livello di competenze necessario per i futuri settori con grande potenziale occupazionale;

I.  considerando che la pressione sui regimi di previdenza sociale è aumentata a causa degli incrementi di spesa e del calo delle entrate e delle pressioni a tagliare i costi; che la debole crescita economica, il persistere di elevati tassi di disoccupazione di lunga durata, il crescente numero di lavoratori poveri, il livello di lavoro in nero e l'aumento della disoccupazione giovanile contribuiranno probabilmente ad aggravare ulteriormente tale tendenza;

J.  considerando che investimenti sociali ben mirati sono importanti per garantire nuovamente in futuro un livello di occupazione adeguato sia alle donne che agli uomini, stabilizzare l'economia, migliorare le conoscenze e competenze professionali della forza lavoro e incrementare la competitività dell'Unione europea;

K.  considerando che le PMI hanno un notevole potenziale di creazione di posti di lavoro e svolgono un ruolo cruciale nella transizione verso una nuova economia sostenibile;

Un approccio rinnovato agli investimenti sociali in Europa

1.  ricorda che gli investimenti sociali, i cui stanziamenti e finanziamenti generano un ritorno sociale oltre che economico, mirano ad affrontare i rischi sociali emergenti e le esigenze non soddisfatte e sono incentrati sulle politiche pubbliche e sulle strategie di investimento nel capitale umano che contribuiscono a preparare i singoli, le famiglie e le società ad adattarsi alle varie trasformazioni, a gestire la propria transizione verso mercati del lavoro in mutamento e ad affrontare altre sfide, dove saranno necessarie ad esempio nuove competenze per i futuri settori aventi forte potenziale occupazionale;

2.  osserva che tutte le prestazioni di assistenza sociale e sanitaria, i servizi di istruzione e i servizi offerti in tali settori tra gli altri da operatori privati possono essere considerati come investimenti sociali, e rammenta che per convenzione tali prestazioni e servizi rientrano fra le competenze nazionali;

3.  sottolinea che una delle caratteristiche più importanti degli investimenti sociali è la loro capacità di conciliare obiettivi sociali ed economici e che, di conseguenza, non andrebbero trattati solo come spese ma soprattutto, se le risorse sono correttamente utilizzate, come investimenti che produrranno utili effettivi in futuro;

4.  osserva quindi che investimenti sociali mirati dovrebbero costituire una parte importante delle politiche economiche e occupazionali dell'UE e degli Stati membri nonché della loro risposta alla crisi, affinché sia possibile conseguire gli obiettivi occupazionali, sociali e di istruzione evidenziati nella strategia Europa 2020;

5 ritiene che privilegiare e agevolare l'imprenditoria sociale e l'accesso alla microfinanza per le categorie vulnerabili e per le persone ancora estremamente lontane dal mercato del lavoro siano elementi essenziali nel quadro degli investimenti sociali, in quanto permettono la creazione di nuovi posti di lavoro sostenibili, che sovente inducono cambiamenti nel ciclo economico;

6.  osserva che la crisi impone di ammodernare il modello sociale europeo, ripensare le politiche sociali nazionali e passare da uno stato sociale, che si limita principalmente a reagire ai danni causati dai fallimenti del mercato, a uno «stato sociale attivante », che investe nelle persone e fornisce strumenti e incentivi volti a creare un'occupazione e una crescita sostenibili e a prevenire le distorsioni sociali; rileva che la crisi ha ulteriormente rafforzato la necessità di investire nell'imprenditoria sociale;

Uno stato sociale attivante

7.  invita a tal proposito gli Stati membri e la Commissione a mantenere in equilibrio l'azione volta ad affrontare le sfide immediate prodotte dalla crisi e quella a medio e lungo termine, nonché a conferire spiccata priorità ad attività miranti a:

   a) aiutare i disoccupati a reinserirsi nel mondo del lavoro, creando un ambiente innovativo e dinamico nonché offrendo soluzioni personalizzate e la necessaria formazione; aiutare chi si affaccia sul mercato del lavoro nella ricerca di un posto e creare le premesse per una più agevole transizione dall'istruzione e formazione professionale alla vita lavorativa;
   b) combattere la disoccupazione giovanile e permettere l'inserimento permanente dei giovani nel mondo del lavoro, compresi i giovani che non hanno un posto di lavoro e che non hanno seguito alcuna formazione, né scolastica né professionale;
   c) stimolare la crescita economica al fine di creare posti di lavoro di qualità e sostenibili sia per le donne che per gli uomini, soprattutto da parte delle PMI; migliorare la produttività e la distribuzione del lavoro;
   d) migliorare la soddisfazione sul lavoro e ridurre le cause di esclusione dal mondo del lavoro, come gli infortuni, il mobbing sul lavoro e altre condizioni lavorative precarie;
   e) investire nell'istruzione e nella formazione, per tutte le fasce d'età e lungo tutto l'arco della vita, ponendo soprattutto l'accento sull'istruzione prescolare e l'accesso all'istruzione universitaria, la collaborazione fra imprese e scuole, i corsi di formazione sul posto di lavoro e corsi specifici per i settori con carenze di manodopera nonché la formazione professionale;
   f) investire nell'innovazione sostenendo la realizzazione di prodotti e servizi innovativi attinenti soprattutto al cambiamento climatico, all'efficienza energetica, alla sanità e all'invecchiamento demografico;
   g) eliminare le cause della segregazione di genere sul mercato del lavoro;
   h) migliorare il rapporto tra flessibilità e sicurezza dei contratti di lavoro per produrre un impatto positivo sull'occupazione e contribuire a conciliare vita familiare e professionale;
   i) adattare i sistemi pensionistici al mutamento delle condizioni economiche e demografiche, introdurre le necessarie riforme tenendo conto della loro affidabilità e sostenibilità e ridurre il livello di dipendenza economica, creando condizioni per una più lunga attività su base volontaria, come ad esempio una migliore protezione sul lavoro, una pluralità di incentivi e modelli flessibili nonché aumentando l'occupazione in tutte le fasce d'età;
   j) combattere la povertà e l'esclusione medica e sociale, ponendo soprattutto l'accento su un'azione preventiva e mirata;

8.  chiede agli Stati membri e alla Commissione di intraprendere azioni volte a: generare crescita e politiche favorevoli alla creazione di posti di lavoro (ad esempio tramite sostegno alle PMI e politiche in materia di disoccupazione nonché regimi di assistenza sociale più efficaci, meglio mirati e attivanti); introdurre sistemi di apprendimento permanente e formazione specifica collegati a settori con carenza di manodopera e alle esigenze dei mercati del lavoro regionali e locali e di riqualificazione, onde sostenere l'occupabilità dei disoccupati di lunga durata e promuovere la riqualificazione continua, la formazione professionale, la formazione sul posto di lavoro e tirocini retribuiti, con particolare accento sui giovani disoccupati e i lavoratori scarsamente qualificati; mirare a consentire ai lavoratori a tempo pieno di vivere del proprio lavoro;

9.  insiste sulla necessità di porre l'occupazione giovanile al centro della strategia di investimento sociale; esorta gli Stati membri a investire e proporre ambiziose strategie volte a evitare la perdita di una generazione e a migliorare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro:

   a) sviluppando partenariati fra scuole, centri di formazione e imprese locali o regionali;
   b) predisponendo programmi di formazione e tirocini di alta qualità, progetti professionali in cooperazione con le imprese nonché «patrocini» di dipendenti più anziani per assumere e formare i giovani nell'impresa;
   c) promuovendo lo spirito imprenditoriale e una Garanzia europea per i giovani ed incentivando i datori di lavoro ad assumere laureati;
   d) garantendo una migliore transizione dall'istruzione al lavoro e promuovendo la mobilità europea e regionale;

10.  sottolinea la questione della responsabilità personale, tenendo presente che gli individui devono anche pensare a come attivarsi per assicurarsi di far parte dei vincitori della «gara dei talenti»;

11.  invita gli Stati membri e la Commissione ad adottare tutte le misure possibili per migliorare i sistemi d'istruzione a tutti i livelli ponendo in particolare l'accento sulle strategie di sviluppo per la primissima infanzia; creando un clima scolastico inclusivo; prevenendo l'abbandono scolastico prematuro; migliorando l'istruzione secondaria e introducendo consulenza e orientamento, offrendo ai giovani migliori condizioni per accedere con successo all'istruzione universitaria o direttamente al mercato del lavoro; sviluppando strumenti atti a meglio anticipare le future necessità di qualifiche professionali e a rafforzare la cooperazione tra istituzioni preposte all'istruzione, imprese e servizi di collocamento; migliorando il riconoscimento delle qualifiche professionali e sviluppando Quadri nazionali delle qualifiche;

12.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un corretto equilibrio fra sicurezza e flessibilità sul mercato del lavoro grazie ad esempio all'applicazione integrale dei principi di flexicurity, e ad eliminare la segmentazione del mercato del lavoro, attraverso sia un'adeguata copertura di protezione sociale alle persone nelle fasi di transizione o con contratti di lavoro temporanei o a tempo parziale, sia l'accesso alla formazione, e alla possibilità di evoluzione della carriera e di lavoro a tempo pieno; incoraggia gli Stati membri a investire in servizi – come la custodia dei bambini, posti a scuola a orario pieno e le strutture di assistenza per gli anziani economicamente accessibili, a tempo pieno e di alta qualità – che contribuiscono a promuovere la parità di genere, favoriscono un migliore equilibrio tra lavoro e famiglia e creano un quadro che consente l'inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro;

13.  incoraggia gli Stati membri che non vi hanno ancora provveduto a varare le riforme necessarie per rendere i rispettivi sistemi pensionistici sostenibili, sicuri e inclusivi nonché a ridurre il livello di dipendenza economica onde mantenere una manodopera abbastanza ampia, e a combinare tali riforme con il costante miglioramento delle condizioni di lavoro e l'attuazione di programmi di formazione permanente che consentano carriere professionali più sane e più durature;

Una governance migliore grazie al Patto di investimento sociale

14.  incoraggia gli Stati membri a compiere maggiori sforzi per inserire gli investimenti sociali tra gli obiettivi di bilancio a medio e a lungo termine, nonché nei rispettivi programmi nazionali di riforma; invita il Consiglio europeo e la Commissione a monitorare meglio l'attuazione e il conseguimento degli obiettivi occupazionali e sociali della strategia Europa 2020;

15.  osserva che, per garantire l'adeguata attuazione degli obiettivi occupazionali e sociali, il sistema di sorveglianza macroeconomica e di bilancio nell'UE, recentemente elaborato, va accompagnato con un migliore monitoraggio delle politiche occupazionali e sociali; invita quindi la Commissione a prendere in considerazione lo sviluppo di un quadro di valutazione degli indicatori degli investimenti sociali comuni, al fine di monitorare i relativi progressi compiuti negli Stati membri e a livello di Unione, e a promuovere la responsabilità sociale delle imprese, in particolare delle PMI, attraverso la creazione di un marchio sociale europeo;

16.  invita gli Stati membri a prendere in considerazione l'opportunità di siglare un «Patto per gli investimenti sociali», che stabilisca gli obiettivi di investimento e predisponga un meccanismo di controllo potenziato per migliorare gli sforzi volti al conseguimento degli obiettivi occupazionali, sociali e di istruzione di Europa 2020; tale «Patto per gli investimenti sociali», come ad esempio il «Patto euro plus», comporterebbe un elenco di interventi specifici sotto forma di investimenti sociali da effettuarsi da parte degli Stati membri entro tempi precisi per conseguire gli obiettivi occupazionali, sociali e di istruzione, in linea con l'analisi annuale della crescita e i programmi nazionali di riforma; ciò dovrebbe essere sottoposto a un regime di monitoraggio periodico prevedendo un importante ruolo per la Commissione europea ed il Parlamento europeo e la partecipazione di tutte le formazioni del Consiglio pertinenti;

17.  invita la Commissione ad adottare tutte le misure possibili per incoraggiare gli Stati membri a firmare il «Patto per gli investimenti sociali» e a fornire loro assistenza a tal fine, e a introdurre la valutazione degli obiettivi occupazionali, sociali e di istruzione nel Semestre europeo 2013;

18.  invita gli Stati membri ad assicurarsi che il Quadro finanziario pluriennale 2014-2020 contenga adeguate risorse di bilancio per dare stimolo e sostegno agli investimenti sociali in Europa, e che gli stanziamenti disponibili possano essere utilizzati in maniera razionale ed efficace, e che i fondi strutturali, specialmente il Fondo sociale europeo, fungano da sostegno agli investimenti sociali, garantendo che le loro priorità riflettano le necessità specifiche degli Stati membri; invita la Commissione, quando lo riterrà opportuno, a mettere a disposizione degli Stati membri altre possibili fonti di finanziamento da destinare agli investimenti sociali;

o
o   o

19.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1) Testi approvati, P7_TA(2011)0466.
(2) Testi approvati, P7_TA(2012)0047.
(3) GU C 212 E del 5.8.2010, pag. 23.
(4) Comunicato stampa di Eurostat 21/2012, pag. 1.
(5) GU C 248 del 25.8.2011, pag. 130.
(6) Testi approvati, P7_TA(2011)0495.
(7) GU L 298 del 7.11.2008, pag. 20.
(8) GU C 212 E del 5.8.2010, pag. 11.
(9) GU C 161 E del 31.5.2011, pag. 112.
(10) Testi approvati, P7_TA(2011)0263.
(11) Testi approvati, P7_TA(2011)0453.
(12) Testi approvati, P7_TA(2011)0531.
(13) IP/10/1673.
(14) GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 29.
(15) GU L 306 del 23.11.2011.

Ultimo aggiornamento: 13 febbraio 2014Avviso legale