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Procedura : 2015/2088(INI)
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Ciclo del documento : A8-0366/2015

Testi presentati :

A8-0366/2015

Discussioni :

PV 18/01/2016 - 20
CRE 18/01/2016 - 20

Votazioni :

PV 19/01/2016 - 5.8
CRE 19/01/2016 - 5.8

Testi approvati :

P8_TA(2016)0008

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Martedì 19 gennaio 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Politiche in materia di competenze per contrastare la disoccupazione giovanile
P8_TA(2016)0008A8-0366/2015

Risoluzione del Parlamento europeo del 19 gennaio 2016 sulle politiche in materia di competenze per la lotta alla disoccupazione giovanile (2015/2088(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare gli articoli 165 e 166,

–  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2010 sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro e il rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti(1) ,

–  vista la raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani,

–  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2013 su una garanzia per i giovani(2) ,

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2014 sul possibile contributo dell'UE a un ambiente favorevole in cui le imprese di ogni dimensione, comprese quelle di nuova costituzione, creino posti di lavoro(3) ,

–  vista la sua risoluzione del 22 ottobre 2014 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2014(4) ,

–  vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(5) ,

–  viste la raccomandazione del Consiglio su un quadro di qualità per i tirocini(6) e l'interrogazione scritta E-010744/2015 del 2 luglio 2015, sulla suddetta raccomandazione,

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'aprile 2015 sul rafforzamento della cooperazione politica intersettoriale per affrontare in modo efficace le sfide socioeconomiche cui sono confrontati i giovani(7) ,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità,

–  visto l'elenco di questioni adottato dal comitato delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità in riferimento alla relazione iniziale dell'Unione europea(8) ,

–  vista la nota informativa del Cedefop del giugno 2013 dal titolo "Verso la ripresa: tre scenari relativi alle competenze e al mercato del lavoro per il 2025",

–  vista la nota informativa del Cedefop del marzo 2014 dal titolo "Lo squilibrio tra la domanda e l'offerta di competenze: più di quanto l'occhio possa vedere",

–  vista la nota informativa del Cedefop del novembre 2014 dal titolo "La sfida della convalida: quanto tempo serve ancora all'Europa per riconoscere tutte le forme d'apprendimento?",

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale: investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro" (COM(2014)0473),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni dal titolo "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere" (COM(2010)0636),

–  vista la relazione della Commissione dell'aprile 2015 dal titolo "Piloting Youth Guarantee partnerships on the ground – A summary report of key achievements and lessons from the European Parliament Preparatory Action on the Youth Guarantee" ("Sperimentare sul campo i partenariati nel quadro della garanzia per i giovani – Una relazione di sintesi dei principali risultati e insegnamenti dell'azione preparatoria del Parlamento europeo sulla garanzia per i giovani"),

–  vista la relazione di Eurofound del 2015 dal titolo "Imprenditorialità giovanile: valori, attitudini, politiche",

–  visto il regolamento (UE) n. 1304/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 del Consiglio, e in particolare il Capo IV sull'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile(9) ,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e il parere della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0366/2015),

A.  considerando che attualmente nell'Unione europea 4,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e che oltre 7 milioni di giovani europei in questa fascia d'età non lavorano né frequentano corsi di istruzione o formazione;

B.  considerando che, alla fine del 2014, il tasso di disoccupazione nell'Unione era pari al 9,9% e che il tasso di disoccupazione giovanile era del 21,4%, ossia oltre il doppio;

C.  considerando che i giovani sono stati particolarmente colpiti dalla crisi;

D.  considerando che la mancanza di competenze attinenti ai posti di lavoro disponibili e l'asimmetria in termini di istruzione e formazione sono fattori che contribuiscono significativamente alla disoccupazione giovanile; che i giovani, pur essendo più istruiti e avendo più competenze delle generazioni precedenti, continuano a incontrare notevoli ostacoli strutturali nel trovare posti di lavoro di qualità che rispettino le norme UE e nazionali; che la crisi dell'occupazione giovanile non può essere risolta se in Europa non vengono creati posti di lavoro di qualità in modo efficiente e sostenibile;

E.  considerando che l'accesso tardivo al mercato del lavoro e i lunghi periodi di disoccupazione si ripercuotono negativamente sulle prospettive di carriera, sulla retribuzione, sulla salute e sulla mobilità sociale;

F.  considerando che i giovani sono una risorsa per l'economia europea e che dovrebbero impegnarsi ad acquisire le competenze richieste dal mercato del lavoro, anticipandone le esigenze future;

G.  considerando che i giovani si dividono in tre grandi gruppi, ovvero gli studenti, i lavoratori e i disoccupati, e che per ciascun gruppo sono opportune strategie politiche distinte al fine di garantire l'integrazione dei rispettivi membri nel mercato del lavoro, il che significa che i giovani studenti devono acquisire le competenze necessarie per il mercato del lavoro, i giovani lavoratori devono aggiornare le loro competenze e la loro formazione durante l'intera vita professionale, mentre per quanto riguarda i giovani disoccupati occorre distinguere tra quanti sono attivamente alla ricerca di un impiego e quanti invece non lavorano né frequentano corsi di istruzione o formazione (NEET – not in education, employment or training);

H.  considerando che occorre compiere ogni sforzo affinché i sistemi d'istruzione preparino adeguatamente gli studenti a realizzarsi professionalmente e venga assicurata una stretta collaborazione tra i rappresentanti del settore dell'istruzione, i servizi sociali ove necessario, i datori di lavoro e gli studenti;

I.  considerando che, quando le organizzazioni studentesche e giovanili sono coinvolte nei processi decisionali, la pianificazione della formazione e dell'istruzione migliora notevolmente e consente di soddisfare più efficacemente le esigenze della società e del mercato del lavoro nonché il fabbisogno di competenze;

J.  considerando che le persone svantaggiate, discriminate e vulnerabili sono spesso escluse dalla possibilità di sviluppare talenti, abilità e competenze laddove la dimensione sociale non viene presa in considerazione nelle politiche in materia di istruzione, occupazione e affari sociali; che è opportuno stanziare risorse finanziarie sufficienti a favore del settore dell'istruzione;

K.  considerando che l'attuazione di politiche efficaci in materia di istruzione, formazione e competenze con il sostegno dei datori di lavoro, delle agenzie di collocamento e di altri portatori d'interesse può contribuire a ridurre la disoccupazione giovanile;

L.  considerando che è necessario fornire una formazione adeguata agli incaricati delle assunzioni, ai responsabili delle risorse umane, agli addetti ai servizi per l'impiego, ai datori di lavoro e al personale del settore dell'istruzione;

M.  considerando che la crisi finanziaria del 2008 ha reso ancor più problematico l'accesso dei giovani al mercato del lavoro, in quanto la disoccupazione giovanile è più sensibile alla congiuntura economica rispetto a quella generale perché i giovani hanno generalmente meno esperienza;

N.  considerando che le micro-imprese e le piccole e medie imprese sono una delle principali fonti di occupazione nell'UE, essendo responsabili di ben oltre l'80% dei posti di lavoro totali e avendo svolto un ruolo guida in molti settori "verdi", ma che possono incontrare particolari difficoltà nel prevedere le competenze necessarie e nel realizzare il potenziale di creazione di posti di lavoro;

O.  considerando che l'imprenditoria giovanile può contribuire a ridurre la disoccupazione dei giovani e, attraverso l'istruzione e la formazione, può promuoverne l'occupabilità;

P.  considerando che i programmi di tirocinio e di apprendistato producono risultati variabili all'interno dell'Unione, in funzione delle loro caratteristiche;

Q.  considerando che la garanzia per i giovani, se efficacemente applicata, costituisce un approccio globale per aiutare i giovani ad accedere con successo al mercato del lavoro o all'istruzione di alta qualità, come dimostrato dai risultati dell'azione preparatoria del Parlamento europeo sulla garanzia per i giovani;

R.  considerando che risulta indispensabile, al fine di ottenere risultati efficaci dalla garanzia per i giovani, valutare le reali necessità occupazionali dei giovani ed i veri settori di sviluppo lavorativo, come ad esempio l'economia sociale e l'economia verde, accompagnando tutto questo con un costante ed attento monitoraggio non solo dei progetti ma anche delle agenzie che li forniscono, formulando report periodici sullo stato di avanzamento di questa misura di contrasto alla disoccupazione giovanile;

S.  considerando che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile è uno strumento essenziale per fornire un sostegno mirato ai giovani NEET;

Cooperazione, partecipazione, partenariati

1.  osserva che lo sviluppo delle competenze individuali e la diffusione delle conoscenze e delle competenze costituiscono uno degli elementi fondamentali delle politiche occupazionali e sociali integrate, e possono consentire di generare crescita a lungo termine, favorire la competitività europea, contrastare la disoccupazione e costruire una società europea più inclusiva, a condizione che le politiche di sviluppo delle competenze riconoscano i molteplici livelli delle esigenze e della abilità dei giovani disoccupati; rammenta che lo sviluppo delle competenze continuerà a essere inefficace a meno che non si provveda in parallelo alla creazione di posti di lavoro e a un'adeguata protezione previdenziale;

2.  sottolinea che imprimere "un nuovo impulso all'occupazione, alla crescita e agli investimenti" è una priorità essenziale della Commissione e che nel suo programma di lavoro per il 2015 la Commissione si è impegnata ad adottare iniziative concrete volte a promuovere l'integrazione e l'occupabilità nel mercato del lavoro, in particolare misure volte a sostenere gli Stati membri nel far entrare i giovani nel mondo del lavoro; ribadisce che il Parlamento ha regolarmente proposto soluzioni diverse sottolineando che l'occupazione, l'istruzione e la formazione dei giovani dovrebbero essere una delle massime priorità politiche per l'UE;

3.  ricorda che è estremamente importante incoraggiare i giovani, i portatori d'interesse, le organizzazioni e le parti sociali a promuovere lo sviluppo, l'attuazione, il monitoraggio e la valutazione delle iniziative pertinenti volte a sostenere l'occupazione giovanile a livello UE, nazionale e locale;

4.  segnala che l'Europa conta, da un lato, 24 milioni di disoccupati, 7,5 milioni dei quali sono giovani NEET, e, dall'altro, 2 milioni di posti vacanti; osserva che vi sono molti giovani disoccupati sovraqualificati, le cui competenze non coincidono con la domanda del mercato del lavoro; sottolinea pertanto la necessità di creare solidi partenariati tra le autorità locali, i servizi per l'impiego e l'istruzione (sia convenzionali sia specializzati), le parti sociali e la comunità imprenditoriale allo scopo di sostenere la creazione, l'attuazione e il monitoraggio di strategie e piani d'azione occupazionali a breve e medio termine che siano sostenibili, inclusivi e di qualità; chiede una cooperazione e un'interazione più intense e strutturali tra il settore dell'istruzione e della formazione professionale, la pubblica amministrazione, le imprese e la società civile, in particolare le organizzazioni studentesche e giovanili, affinché le competenze corrispondano maggiormente alle esigenze del mercato del lavoro, anche tramite percorsi di "seconda opportunità", onde massimizzare la qualità dell'istruzione e della formazione; pone l'accento sul fatto che una migliore cooperazione è essenziale anche per un'efficace attuazione della garanzia per i giovani;

5.  accoglie con favore sia gli strumenti per lo sviluppo delle competenze sia le previsioni concernenti il fabbisogno di competenze proposti dalla Commissione; mette in evidenza che lo sviluppo delle competenze dovrebbe promuovere l'evoluzione delle competenze in campo scientifico, tecnologico, ingegneristico e matematico (STEM), particolarmente utili in un'economia; sottolinea, tuttavia, che occorrono azioni e investimenti più ambiziosi; ritiene che, per prevedere le future richieste in termini di competenze, sia necessario coinvolgere a fondo e a ogni livello tutti i soggetti interessati del mercato del lavoro;

6.  invita gli Stati membri, i governi regionali e le autorità locali ad adottare e attuare, in collaborazione con le parti sociali e i formatori, strategie per lo sviluppo e la previsione di competenze con l'obiettivo di migliorare quelle generiche, settoriali e proprie a specifiche professioni; sottolinea altresì l'importanza dei partenariati e dei rapporti di fiducia tra gli istituti d'istruzione, le imprese, le parti sociali e le autorità;

7.  pone l'accento sul ruolo degli istituti d'istruzione superiore nello sviluppo delle conoscenze e delle competenze dei laureati, indispensabili per muoversi agilmente sul mercato del lavoro;

8.  mette in evidenza il ruolo essenziale di docenti e formatori dotati di competenza e dedizione per ridurre l'abbandono scolastico precoce, soprattutto nelle zone sottosviluppate, e per migliorare l'occupabilità dei giovani; sottolinea che gli insegnanti devono ricevere un miglior sostegno da scuole, istituti di formazione, comunità locali e politiche educative, per esempio attraverso una formazione più efficace e aggiornata atta a sviluppare nuove competenze, anche nel settore imprenditoriale e delle TIC, la promozione dell'apprendimento tra pari e lo scambio delle prassi migliori, un accesso più facile alle opportunità formative e a migliori sistemi di istruzione e formazione professionale (IFP) continua; sottolinea, al riguardo, l'importanza di investire nell'apprendimento permanente dei docenti; si oppone con forza ai tagli ai bilanci dell'istruzione, segnatamente se uniti alla riduzione delle borse di studio e delle sovvenzioni e all'aumento delle tasse scolastiche.

9.  incoraggia l'integrazione di nuovi metodi di insegnamento e di formazione, sviluppati dai docenti in risposta alle esigenze specifiche della classe;

10.  sottolinea che gli istituti di istruzione e formazione e le imprese dovrebbero collaborare per mettere a punto certificazioni che attestino fedelmente le effettive competenze acquisite dai titolari di diplomi nel corso della loro vita;

11.  pone l'accento sull'importanza del coinvolgimento di giovani imprenditori innovativi nel dialogo continuo tra gli istituti d'istruzione e i datori di lavoro, al fine di adeguare più efficacemente l'istruzione e la formazione professionale alle esigenze del mercato del lavoro; accoglie con favore e sottolinea come siano importanti i programmi di tutoraggio finalizzati a preparare i giovani al futuro mondo del lavoro;

12.  sottolinea l'importanza della capacità amministrativa e di agenzie di collocamento efficienti; chiede pertanto che venga rafforzato il principio del partenariato tra le autorità pubbliche e la società civile e che venga fornita una formazione pertinente alle autorità locali e regionali e ad altri portatori d'interesse onde garantire che i fondi europei siano utilizzati in modo più efficace e strategico; chiede altresì che i governi diano prova di maggiore ambizione e si impegnino ad anticipare le esigenze dei giovani, delle imprese e della società civile, nonché degli istituti di formazione accademica e professionale, ad attuare più rapidamente i programmi a favore dell'occupazione e a monitorare i progressi compiuti;

13.  sottolinea l'importanza di una stretta cooperazione intersettoriale, in particolare tra i servizi per l'impiego e l'istruzione;

14.  ricorda che le politiche dovrebbero puntare ad aiutare i NEET, compresi quelli demotivati, a riprendere gli studi o a inserirsi nel mondo del lavoro;

15.  nota che i fondi europei possono rappresentare, se utilizzati in modo più efficiente e strategico, uno straordinario strumento per la crescita e lo sviluppo delle università e delle imprese; chiede che siano impiegate maggiori risorse economiche per diffondere informazioni sugli strumenti di finanziamento europei, nonché per ampliare nelle università e nelle imprese le conoscenze e le competenze necessarie alla ricerca dei fondi, allo studio e alla gestione dei progetti di finanziamento;

16.  sottolinea che per garantire la qualità dell'impiego dei fondi UE è di vitale importanza attuare un sistema di vigilanza e monitoraggio sull'impiego di tali risorse;

17.  chiede l'istituzione di un premio dell'UE per i migliori progetti volti a combattere la disoccupazione giovanile, da associare eventualmente al concorso paneuropeo "European Youth Award" e al premio europeo "For youth employment in the Social Economy"; invita la Commissione a dare visibilità a tali iniziative al fine di sensibilizzare i cittadini e venire incontro alle loro esigenze; sottolinea, tuttavia, la necessità della responsabilità di bilancio e chiede pertanto che tali iniziative siano finanziate nell'ambito delle dotazioni esistenti;

18.  chiede una strategia europea in materia di competenze lungimirante e orientata ai risultati, per guidare le strategie nazionali in materia di competenze e integrarle nei piani nazionali per l'occupazione, fornendo nel contempo un quadro globale per i piani d'azione settoriali proposti nel pacchetto per l'occupazione;

19.  invita gli Stati membri a dar seguito quanto prima alle raccomandazioni specifiche per paese sull'istruzione e il mercato del lavoro formulate nel quadro del semestre europeo, così come alle altre raccomandazioni della Commissione;

PMI e imprenditorialità

20.  sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle imprese, PMI incluse, dagli attori dell'economia sociale e solidale nonché dalle microimprese nella formazione alle competenze professionali e nella creazione di posti di lavoro per i giovani; mette in evidenza la necessità di fornire ai giovani un'istruzione che li prepari all'imprenditorialità quanto più ampiamente possibile; incoraggia a includere nei programmi di studio lo sviluppo, in un contesto sicuro, delle competenze professionali necessarie ad avviare e gestire un'impresa, così come a promuovere competenze, abilità e conoscenze imprenditoriali trasversali, efficacemente trasmesse mediante esperienze pratiche e di vita reale; suggerisce che l'insegnamento dell'imprenditorialità può avvenire nell'ambito di varie discipline o come materia separata e sottolinea la necessità di poter accedere a tirocini e formazioni professionali di alta qualità durante e dopo l'istruzione universitaria; mette in evidenza che l'acquisizione di competenze in materia di democrazia, lavoro di squadra, assunzione di responsabilità e analisi delle situazioni si inserisce nel quadro dell'apprendimento permanente a sostegno della cittadinanza attiva; richiama l'attenzione sulle opportunità e i vantaggi offerti dal coinvolgimento di un gruppo più ampio di operatori (ad esempio giovani imprenditori di successo, ONG volte a promuovere l'imprenditorialità) nell'istruzione in materia di imprenditorialità;

21.  ricorda che il sostegno all'imprenditorialità, la comprensione dell'economia e il rafforzamento della responsabilità e dello spirito di iniziativa sono fattori importanti per la promozione di un approccio attivo nei confronti della propria carriera; ritiene che promuovere l'imprenditorialità spetti agli enti pubblici, al settore dell'istruzione, alle imprese e alla società civile; ribadisce la necessità di sviluppare la mobilità all'interno delle imprese; insiste sul ruolo degli istituti finanziari nell'avvio di attività imprenditoriali e nell'accesso di queste ultime ai finanziamenti, e chiede investimenti, sviluppo delle competenze e attività di previsione in settori emergenti e potenziali quali le tecnologie pulite e i lavori verdi, poiché offrono grandi possibilità di creare posti di lavoro di qualità;

22.  sottolinea che le competenze imprenditoriali possono essere acquisite anche mediante programmi di sviluppo di competenze organizzati al di fuori del sistema d'istruzione generale e che tali programmi possono includere attività di coaching e tutoraggio da parte di formatori esperti, imprenditori e professionisti del mondo aziendale, che consentano ai potenziali imprenditori non solo di ottenere preziose conoscenze, consulenze e riscontri, ma anche di stabilire utili reti di contatti con le imprese e gli imprenditori esistenti, la cui creazione sarebbe altrimenti molto dispendiosa in termini di tempo;

23.  sottolinea la necessità di allentare gli attuali vincoli amministrativi e finanziari relativi all'avvio e alla gestione di attività imprenditoriali, mediante la semplificazione delle procedure, un accesso più facile delle nuove imprese al credito, al capitale di rischio e al microfinanziamento, connessioni internet ad alta velocità garantite, consulenze pluridisciplinari su misura e l'introduzione, ove possibile, di misure di incentivazione per gli imprenditori che assumono giovani disoccupati; sottolinea l'importanza del microfinanziamento e del programma europeo per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI), nonché del piano di investimenti per l'Europa, al fini del conseguimento di tali obiettivi; sottolinea la necessità di creare sportelli unici per espletare tutte le procedure amministrative necessarie alla creazione e alla gestione di un'impresa; ricorda che tutti i requisiti amministrativi dovrebbero contemplare il rispetto dei diritti dei lavoratori;

24.  incoraggia gli Stati membri a partecipare al programma Erasmus per giovani imprenditori e a promuoverlo tra i giovani desiderosi di avviare un progetto imprenditoriale, affinché essi possano trarre beneficio da un'esperienza all'estero e acquisire nuove competenze che li aiuteranno a realizzare con successo i loro progetti imprenditoriali;

25.  ricorda che le industrie creative figurano tra i settori maggiormente caratterizzati dallo spirito imprenditoriale e da una rapida crescita e che l'educazione creativa consente di sviluppare competenze trasferibili quali il pensiero creativo, la capacità di risolvere problemi, il lavoro di squadra e l'ingegnosità; riconosce che i settori artistici e dei media attirano particolarmente i giovani;

26.  ricorda l'abbondanza di posti di lavoro, spesso non delocalizzabili, legati alle competenze tecniche tradizionali, che permettono altresì di stimolare le economie locali e sono significativi dal punto di vista culturale; invita gli Stati membri, pertanto, ad adoperarsi affinché i mestieri e le professioni che presentano elementi tradizionali e culturali siano preservati e tramandati efficacemente alle generazioni più giovani grazie all'attuazione di programmi specializzati;

27.  invita a creare condizioni favorevoli per l'economia sociale onde associare la creazione di posti di lavoro per i giovani allo sviluppo del capitale sociale; chiede di includere meglio le imprese dell'economia sociale e solidale nei piani d'azione nazionali ed europei relativi all'occupazione, allo sviluppo di competenze e all'integrazione sociale, al fine di liberare e sfruttare il potenziale che offrono in termini di creazione di posti di lavoro nonché il contributo che possono apportare alla realizzazione degli obiettivi principali di Europa 2020;

28.  ricorda che i datori di lavoro e gli imprenditori svolgono un ruolo importante nella formazione sul luogo di lavoro e nell'offerta di opportunità di apprendistato, aspetto che andrebbe ulteriormente sostenuto e sviluppato;

29.  sottolinea che le politiche volte a sostenere l'imprenditoria giovanile richiedono una pianificazione a medio e lungo termine; evidenzia che le politiche di promozione dell'imprenditoria dovrebbero tenere conto delle diverse necessità di ciascuno Stato membro;

30.  invita a fornire un sostegno efficace ai progetti imprenditoriali socialmente responsabili, ecologici e sostenibili nonché a promuovere modelli sostenibili alternativi quali le cooperative, che si basano su un processo decisionale democratico e mirano ad avere un impatto sulla comunità locale;

Competenze per l'occupabilità

31.  sottolinea l'urgente necessità di garantire che i consulenti nei servizi pubblici per l'impiego siano meglio qualificati e motivati, in modo da poter rispondere in maniera proattiva alle esigenze dei giovani in cerca di lavoro, aiutandoli a conseguire maggiori qualifiche e a individuare le competenze di cui necessitano per il mercato del lavoro;

32.  ricorda la necessità di un orientamento e un sostegno educativo su misura e di qualità in tutte le fasi dell'istruzione, il che può ridurre il rischio di abbandono scolastico precoce nonché aiutare a superare le difficoltà di accesso al mercato del lavoro; evidenzia che tale orientamento professionale dovrebbe essere integrato nei programmi scolastici e deve essere fornito in collaborazione con il mondo economico e le agenzie per l'impiego; rammenta che l'apprendimento in ambito linguistico e informatico è fondamentale;

33.  richiama l'attenzione sulla carenza di orientamenti professionali di qualità negli Stati membri; sottolinea la necessità di migliorare la qualità dell'orientamento professionale nelle scuole e di fornire una formazione professionale continua ai consulenti del lavoro, affinché siano in grado di offrire assistenza qualificata agli alunni e agli studenti nella scelta della carriera da perseguire;

34.  invita gli Stati membri a esaminare le migliori prassi relative al sistema di orientamento scolastico, che prevedano che gli studenti siano seguiti dai primi anni di scuola fino ai primi passi nel mercato del lavoro;

35.  sottolinea l'importanza di monitorare periodicamente le esigenze future in termini di competenze e incoraggia quindi gli Stati membri e tutte le parti interessate a condividere buone pratiche al riguardo e a sviluppare ulteriormente gli strumenti di monitoraggio e di previsione;

36.  valuta positivamente la trasformazione del sito web della Panoramica europea delle competenze, che assicura un punto di accesso centrale più completo e facilmente utilizzabile alle informazioni sulle competenze richieste per le varie professioni e nei diversi settori nell'UE e che aiuta i responsabili delle politiche, gli esperti, le agenzie di collocamento, i consulenti professionali e i cittadini a prendere decisioni migliori e più consapevoli;

37.  invita gli Stati membri a condividere le buone prassi relative alla formazione professionale e allo sviluppo della formazione basata sulle competenze, per poter garantire ai giovani un maggiore accesso al mercato del lavoro, come pure a rivedere i programmi formativi anticipando, ove necessario, le esigenze del mercato; sottolinea l'importanza delle competenze pratiche, imprenditoriali, digitali e di programmazione informatica, che sono indispensabili per lo sviluppo professionale nel XXI secolo; evidenzia l'importanza di attuare il piano d'azione Imprenditorialità 2020 e la strategia dell'UE sulle competenze informatiche (e-skills); ricorda che, per mantenere e sviluppare le proprie competenze e conoscenze, ciascuno dovrebbe poter disporre di un orientamento professionale permanente durante l'intera vita lavorativa;

38.  incoraggia gli Stati membri a promuovere e sostenere le occasioni di mobilità professionale tra i giovani apprendisti, per consentire loro di sviluppare le proprie competenze a contatto con altri sistemi di formazione e altri tipi di imprese, nonché per dar loro la possibilità di esercitare una lingua straniera, fattore che li aiuterà a inserirsi stabilmente nel mercato del lavoro;

39.  sottolinea l'importanza delle cosiddette "soft skills" (competenze trasversali), che aiutano a muoversi efficacemente sul mercato del lavoro e a sviluppare una carriera professionale e che costituiscono un complemento necessario delle conoscenze e dell'esperienza professionali;

40.  sottolinea l'urgente necessità di promuovere l'apprendimento non formale e informale, ivi incluso il volontariato, che per i giovani è una fonte inestimabile di competenze utili nel mondo del lavoro;​

41.  ricorda che l'istruzione non formale e informale sono essenziali per lo sviluppo di competenze trasversali (soft skills), quali quelle comunicative e decisionali; invita quindi a investire in opportunità inclusive di istruzione non formale e informale, come pure a riconoscere l'impatto e il valore dell'esperienza, delle competenze e delle abilità acquisite;

42.  esorta a creare un sistema di formazione e di istruzione che proponga approcci innovativi ma accessibili, incentrato sullo sviluppo delle abilità di base accanto a competenze intellettuali e tecniche;

43.  insiste sull'importanza di continuare a sviluppare lo strumento EURES, soprattutto nelle zone frontaliere, per incoraggiare i giovani a interessarsi alle offerte di lavoro, tirocinio o apprendistato all'estero e per accompagnarli nei progetti di mobilità fornendo loro assistenza e consulenza;

44.  ricorda che le politiche in materia di istruzione e di competenze non dovrebbero essere volte unicamente a rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, ma anche a fornire ai singoli le competenze trasversali necessarie all'esercizio di una cittadinanza attiva e responsabile; invita la Commissione europea e gli Stati membri a rispettare il fatto che l'istruzione e la formazione costituiscono un diritto fondamentale e hanno un forte valore intrinseco;

45.  sottolinea l'importanza di una formazione olistica, ad esempio sotto forma di educazione civica, che dovrebbe essere parte integrante di tutti i percorsi di istruzione e può contribuire a preparare i giovani alla transizione verso il mondo del lavoro;

46.  sottolinea l'importanza di sviluppare le capacità di apprendimento degli studenti e la necessità di fornire loro strategie di apprendimento efficaci; sottolinea che, imparando ad apprendere, essi saranno agevolati nell'acquisizione delle conoscenze, delle competenze, degli atteggiamenti e delle attitudini che consentono ai singoli di definire, pianificare e conseguire i propri obiettivi di apprendimento e di diventare discenti autonomi in grado di far fronte ai profondi cambiamenti del mercato del lavoro;

47.  sottolinea che l'attività sportiva offre a chi la pratica l'opportunità di sviluppare una vasta gamma di competenze trasversali che migliorano l'occupabilità e aiutano a essere leader efficaci e a conseguire i propri obiettivi; sottolinea, inoltre, il legame tra sport, occupabilità, istruzione e formazione;

48.  esprime preoccupazione per il peggioramento dei risultati riscontrato in alcuni Stati membri dell'Unione europea in occasione dell'ultima indagine PISA (Programma per la valutazione internazionale degli studenti); invita gli Stati membri a rendere l'istruzione una massima priorità per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020;

49.  sottolinea che la formazione sul luogo di lavoro e gli apprendistati formativi e di alta qualità, fondati su partenariati tra scuole, istituti di formazione e imprese, rappresentano strumenti per migliorare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro e che, sfruttando più efficacemente tali possibilità, si potrebbe incrementare il numero di candidati potenziali per i posti vacanti e la loro preparazione al lavoro, grazie a un migliore orientamento professionale; osserva il successo di tali misure in alcuni Stati membri; suggerisce che la condivisione delle migliori prassi in questo ambito contribuirebbe a ridurre la disoccupazione giovanile; sottolinea che per gli apprendisti in condizioni di svantaggio è necessario un maggiore supporto, ad esempio sotto forma di corsi di recupero e di sostegno, nonché un'assistenza alle imprese per la gestione degli aspetti amministrativi e organizzativi;

50.  sottolinea il valore dell'apprendistato di alta qualità in tutti i settori occupazionali e invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare le donne a cogliere le opportunità di apprendistato e di lavoro in ambiti tradizionalmente dominati dagli uomini;

51.  sottolinea che occorre promuovere un passaggio agevole dal mondo dell'istruzione a quello del lavoro collegando l'istruzione teorica con la formazione pratica e integrando le competenze per l'occupabilità nell'offerta accademica di base, offrendo tirocini di alta qualità, come stabilito nella Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati, nonché riconoscendo le qualifiche ottenute grazie all'istruzione formale e non formale e alle esperienze di volontariato; sottolinea che l'apprendistato e i tirocini di alta qualità dovrebbero sempre avere chiari risultati di apprendimento e che i tirocinanti non devono essere sfruttati;

52.  ricorda che i tirocini e gli apprendistati di alta qualità, mirati alle necessità reali, dovrebbero condurre all'occupazione e che i tirocini dovrebbero servire come preparazione al lavoro, e condanna qualsiasi abuso, ivi inclusi i tirocini fittizi che compromettono l'acquisizione dei diritti di previdenza sociale da parte dei lavoratori; sottolinea che i tirocini dovrebbero potenziare le competenze e l'occupabilità; invita gli Stati membri ad adottare misure dissuasive volte a impedire gli abusi nell'ambito dei contratti di tirocinio e a incrementare le campagne informative sui diritti dei tirocinanti;

53.  accoglie con favore il quadro di qualità per i tirocini e l'Alleanza europea per l'apprendistato; sottolinea che è importante che la Commissione vigili attentamente sulla loro attuazione negli Stati membri; esorta l'Alleanza europea per l'apprendistato a promuovere l'accesso dei giovani all'apprendistato chiedendo la rimozione di barriere quali le tasse d'iscrizione per gli apprendisti;

54.  ricorda, per quanto concerne le competenze degli Stati membri in questo ambito, l'estrema importanza del modello duale d'istruzione e dell'acquisizione di competenze pratiche, sociali e comunicative; sottolinea che le competenze sociali e comunicative possono aiutare i giovani a sentirsi più sicuri e agevolare il loro accesso al mercato del lavoro; sottolinea che il modello duale deve essere mirato al contesto sociale, economico e culturale di ciascun paese e non è da considerarsi il solo e unico sistema di IFP corretto; chiede pertanto che l'apprendimento duale sia riconosciuto e potenziato a tutti i livelli;

55.  invita a rafforzare la cooperazione tra istituti d'istruzione (professionale e superiore) e imprenditori nella progettazione di un'offerta formativa adatta alle esigenze del mercato del lavoro;

56.  sottolinea i vantaggi di un approccio all'istruzione flessibile e incentrato sui singoli studenti, che consenta loro di modificare e adeguare il percorso di studi in base alle proprie esigenze, senza essere vincolati dalle scelte iniziali;

57.  mette in guardia gli Stati membri contro la dispersione delle tipologie di contratto proposte ai giovani; chiede una riflessione in tal senso, finalizzata a una maggiore efficacia;

58.  invita gli Stati membri a incrementare l'attrattiva dei programmi e degli studi nell'ambito delle discipline STEM al fine di far fronte alle attuali carenze del settore; sottolinea, tuttavia, che le discipline umanistiche e le relative conoscenze generali sono indispensabili per sfruttare efficacemente le opportunità offerte dalle materie STEM e dovrebbero, quindi, ricevere un valido sostegno a livello istituzionale e avere un ruolo esplicito nello sviluppo dei programmi di studio; invita gli Stati membri a incoraggiare un approccio intersettoriale tra i diversi ambiti all'interno degli istituti d'istruzione, ad esempio con programmi congiunti che uniscano arte, scienza, TIC, ingegneria, commercio e altri settori pertinenti;

59.  incoraggia gli Stati membri a integrare quanto prima le nuove tecnologie nel processo di apprendimento, a intensificare e perfezionare la formazione relativa alle TIC e alle competenze informatiche a tutti i livelli e in tutte le tipologie di istruzione e di formazione, anche per i docenti, al fine di offrire titoli e programmi accademici più in linea con la dimensione digitale e motivare i giovani a studiare le TIC e a intraprendere professioni ad esse associate; sottolinea l'esigenza di rafforzare la base tecnologica nelle scuole e nelle università e fornire le infrastrutture necessarie; sottolinea inoltre, a tal proposito, l'importanza delle risorse didattiche aperte, che garantiscono l'accesso all'istruzione per tutti e migliorano l'occupabilità sostenendo il processo di apprendimento permanente; ricorda la necessità di incoraggiare le ragazze e le giovani donne a intraprendere percorsi di studi nell'ambito delle TIC;

60.  sottolinea la necessità di elaborare misure che incoraggino le ragazze a dedicarsi allo studio delle discipline STEM, nonché di predisporre orientamenti professionali di qualità che le sostengano nel perseguire una carriera in tali settori, dal momento che le donne sono tuttora in netta minoranza nelle professioni afferenti tali discipline, e in particolare rappresentano soltanto il 24% dei professionisti in campo scientifico e ingegneristico, e che proprio tali occupazioni si collocano tra le 20 tipologie di posti vacanti più difficili da coprire negli Stati membri;

61.  sottolinea che la mobilità professionale all'interno dell'UE resta ridotta, nonostante vi siano elevati tassi di disoccupazione giovanile in alcuni Stati membri e posti di lavoro vacanti in altri; ricorda pertanto l'importanza della mobilità dei lavoratori per un mercato del lavoro competitivo e sottolinea la necessità di ridurre le barriere linguistiche e culturali che possono limitarla, fornendo a chi è disoccupato corsi di lingua specifici per settore e formazioni in materia di comunicazione interculturale;

62.  sottolinea l'importanza di affrontare le carenze e gli squilibri tra domanda e offerta di competenze, promuovendo e agevolando la mobilità dei discenti e il riconoscimento transfrontaliero delle qualifiche, attraverso un migliore utilizzo di tutti gli strumenti e i programmi a livello di UE, quali Erasmus+, il quadro europeo delle qualifiche, il passaporto europeo delle competenze, la garanzia per i giovani, il CV Europass, l'Entrepreneurial Skills Pass, EURES, le alleanze della conoscenza, l'Alleanza europea per l'apprendistato, il sistema europeo di trasferimento dei crediti, il quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale (EQAVET) e il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET); sottolinea l'importanza del sistema ESCO, che individua e classifica le abilità, le competenze e le qualifiche pertinenti per il mercato del lavoro e per l'istruzione e la formazione all'interno dell'UE, in 25 lingue europee; evidenzia, in tale contesto, l'importanza di un'adeguata trasferibilità dei diritti sociali all'interno dell'Unione e ribadisce l'importanza di Erasmus +, del Fondo sociale europeo e di EURES in tal senso; invita gli Stati membri a promuovere percorsi formativi in settori specifici in cui si registrano particolari divari tra domanda e offerta;

63.  incoraggia l'uso ottimale dei finanziamenti UE esistenti, come quelli nell'ambito del programma Erasmus +, per stimolare lo sviluppo delle abilità e delle competenze trasversali tra i giovani al fine di contrastare più efficacemente la disoccupazione giovanile in Europa;

64.  richiama l'attenzione su Erasmus + quale strumento fondamentale per garantire la qualità dell'IFP nell'UE e incoraggia gli scambi internazionali finalizzati alla formazione professionale;

65.  ricorda che l'attuazione efficace della garanzia per i giovani e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile può altresì contribuire a migliorare le opportunità dei giovani nel mercato del lavoro, colmando le lacune dell'istruzione e fornendo competenze adatte alle esigenze di un mercato del lavoro e di un'economia sostenibili, e può offrire esperienze di lavoro preziose e agevolare la creazione di imprese di successo; segnala che, a tal fine, risulta indispensabile valutare le reali necessità occupazionali dei giovani e i veri settori di sviluppo lavorativo, quali l'economia sociale e l'economia verde, e garantire nel contempo un monitoraggio costante e attento non solo dei progetti ma anche delle agenzie che li forniscono, elaborando resoconti periodici sui progressi ottenuti da queste misure nel contrastare la disoccupazione giovanile;

66.  sottolinea la necessità di semplificare le procedure amministrative di attuazione della garanzia per i giovani e l'urgenza di rimuovere ogni ostacolo burocratico che ne possa limitare l'efficacia;

67.  si compiace della recente decisione dei colegislatori dell'UE di aumentare il prefinanziamento per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, allo scopo di rendere più agevole l'attuazione di tale importante iniziativa per le regioni e gli Stati che fanno fronte a difficoltà finanziarie; invita gli Stati membri e le autorità locali e regionali a utilizzare i fondi disponibili per realizzare i miglioramenti necessari e per creare soluzioni sostenibili anziché soluzioni ad hoc; invita gli Stati membri ad attuare rapidamente ed efficacemente i programmi operativi dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

Pari opportunità

68.  evidenzia che lo sviluppo delle competenze, inteso come concetto integrato, può divenire un meccanismo che favorisce e promuove le pari opportunità per le persone appartenenti a gruppi svantaggiati, ivi incluse le minoranze svantaggiate, e in particolare per i bambini e i giovani le cui famiglie si trovano in situazioni di povertà, i disoccupati di lungo periodo, gli immigrati in condizioni di svantaggio e le persone con disabilità; evidenzia che la prevenzione e il sostegno e la consulenza permanenti a favore dei gruppi svantaggiati, fin dalle fasi più precoci, sono estremamente importanti per garantire una forza lavoro produttiva e altamente qualificata nel mercato del lavoro; sottolinea altresì la necessità di fornire sostegno e sviluppo delle competenze mediante la formazione dei datori di lavoro e dei responsabili delle assunzioni e delle risorse umane, al fine di favorire l'inclusione dei gruppi svantaggiati nel mercato del lavoro; sottolinea che l'inclusione delle persone più svantaggiate presuppone un'adeguata formazione dei datori di lavoro, dei responsabili delle risorse umane e degli insegnanti, che consenta di fornire ai gruppi sociali più svantaggiati il miglior sostegno possibile e rendere quanto più efficace possibile la loro integrazione; ribadisce l'importanza dell'accesso universale all'istruzione;

69.  sottolinea che la capacità di creare reti è estremamente importante per tutti i giovani, ma in particolare per i giovani con un'esperienza di lavoro limitata o che appartengono a gruppi sottorappresentati e svantaggiati; sottolinea che insegnare a creare reti può essere una strategia per facilitare l'occupazione nonché la ricerca e lo sviluppo di una carriera;

70.  osserva che, sebbene le donne rappresentino la maggioranza (60%) dei laureati nell'UE, il loro tasso di occupazione e il loro avanzamento professionale non riflettono pienamente le loro potenzialità; sottolinea che il conseguimento di una crescita economica inclusiva e a lungo termine è subordinato alla riduzione del divario esistente tra il livello di istruzione delle donne e la loro posizione nel mercato del lavoro, principalmente attraverso il superamento della segregazione orizzontale e verticale;

71.  sottolinea la necessità che le agenzie di collocamento si adoperino maggiormente affinché le persone con disabilità non trovino impedimenti fisici nell'accedere ai loro servizi, in conformità con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità;

72.  invita gli Stati membri e la Commissione a promuovere le migliori prassi e a sostenere l'inclusione dei giovani con disabilità nell'istruzione, ivi inclusi i programmi di apprendimento permanente, e nell'occupazione, ad esempio investendo in iniziative di imprenditorialità sociale che sostengono questi giovani o fornendo incentivi economici per le organizzazioni che li assumono;

73.  sottolinea l'importanza di garantire che le persone con disabilità abbiano accesso al sostegno finanziario e alle sovvenzioni, che dovrebbero essere parte integrante dei programmi di informazione e di istruzione a sostegno dell'imprenditoria;

Nuova generazione, nuove opportunità, nuove sfide

74.  osserva che i giovani, cresciuti in un'epoca di rapidi progressi tecnologici, non hanno solo potenzialità, talento e competenze ma anche valori e priorità che differiscono da quelli delle generazioni precedenti, e che pertanto occorre sottolineare la necessità di programmi e iniziative volti a colmare il divario tra generazioni; osserva che ciò aiuterà, inoltre, a comprendere i punti di forza della generazione più giovane, per esempio il multitasking, la creatività, la mobilità, l'apertura ai cambiamenti e, soprattutto, il lavoro di squadra; sottolinea che i sistemi d'istruzione e formazione dovrebbero essere sufficientemente flessibili da consentire il pieno sviluppo delle competenze e dei talenti dei giovani; evidenzia inoltre che il personale dei servizi per l'occupazione e le assunzioni dovrebbe disporre di una buona formazione e di competenze per comprendere la nuova generazione; osserva altresì che non tutti i giovani dispongono automaticamente delle competenze e abilità necessarie per rispondere appieno alle esigenze digitali e ribadisce, quindi, che fornire parità di accesso e formazione a tutti per gli strumenti digitali è ancor più importante di prima;

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75.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1) GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 29.
(2) GU C 440 del 30.12.2015, pag. 67.
(3) Testi approvati, P7_TA(2014)0394.
(4) Testi approvati, P8_TA(2014)0038.
(5) GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10.
(6) GU C 88 del 27.3.2014, pag. 1.
(7) GU C 172 del 27.5.2015, pag. 3.
(8) CRPD/C/EU/Q/1
(9) GU L 347 del 20.12.2013, pag. 470.

Ultimo aggiornamento: 6 settembre 2016Avviso legale