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Procedura : 2015/3031(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0461/2016

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B8-0461/2016

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PV 13/04/2016 - 11.13
CRE 13/04/2016 - 11.13

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P8_TA(2016)0123

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Mercoledì 13 aprile 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Situazione in Polonia
P8_TA(2016)0123B8-0461/2016/rev

Risoluzione del Parlamento europeo del 13 aprile 2016 sulla situazione in Polonia (2015/3031(RSP))

Il Parlamento europeo,

–  visti i trattati dell'Unione europea, in particolare gli articoli 2, 3, 4 e 6 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  vista la comunicazione della Commissione, del 11 marzo 2014, relativa a un nuovo quadro dell'UE per rafforzare lo Stato di diritto (COM(2014)0158),

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU),

–  vista la propria discussione del 19 gennaio 2016 sulla situazione in Polonia,

–  visto il parere della commissione di Venezia del 12 marzo 2016 sulle modifiche del 22 dicembre 2015 alla legge del 25 giugno 2015 sul Tribunale costituzionale della Polonia,

–  visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il rispetto dello Stato di diritto, della democrazia, dei diritti umani, delle libertà fondamentali, nonché dei valori e dei principi sanciti dai trattati dell'UE e dagli strumenti internazionali in materia di diritti umani costituiscono obblighi per l'Unione e i suoi Stati membri, e vanno pertanto osservati;

B.  considerando che, a norma dell'articolo 2 TUE, l'Unione europea si fonda sul rispetto della dignità umana, la libertà, la democrazia, l'uguaglianza, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, tra cui i diritti delle persone appartenenti a minoranze, valori comuni a tutti gli Stati membri che devono essere rispettati dall'Unione, come da ogni singolo Stato membro, in tutte le loro politiche;

C.  considerando che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 2 TUE, l'Unione rispetta l'uguaglianza degli Stati membri dinanzi ai trattati e la loro identità nazionale;

D.  considerando che, a norma dell'articolo 4, paragrafo 3 TUE, in virtù del principio di leale cooperazione, l'Unione e gli Stati membri si rispettano e si assistono reciprocamente nell'adempimento dei compiti derivanti dai trattati;

E.  considerando che, a norma dell'articolo 17 TUE, la Commissione assicura l'applicazione dei trattati;

F.  considerando che lo Stato di diritto è il caposaldo della democrazia ed è uno dei principi fondanti dell'Unione, che poggia sulla presunzione e la fiducia reciproca che gli Stati membri si rispettino la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali, come sancito nella Carta dei diritti fondamentali e nella CEDU;

G.  considerando che un sistema giudiziario efficiente, indipendente e imparziale è essenziale per lo Stato di diritto e per garantire la tutela dei diritti fondamentali e delle libertà civili dei cittadini in Europa;

H.  considerando che il Tribunale costituzionale è stato istituito quale uno degli elementi fondamentali a garanzia del bilanciamento dei poteri della democrazia costituzionale e dello Stato di diritto in Polonia;

I.  considerando che i recenti avvenimenti in Polonia, in particolare la controversia politica e giuridica sulla composizione del Tribunale costituzionale e alle nuove norme che ne disciplinano il funzionamento (relative, tra le altre cose, all'esame delle cause e all'ordine delle stesse, all'aumento del quorum di presenza e delle maggioranze necessarie per l'adozione di decisioni in seno al Tribunale), hanno destato inquietudine riguardo alla capacità del Tribunale costituzionale di difendere la Costituzione e di garantire la legalità;

J.  considerando che la commissione di Venezia ha affermato chiaramente che il Tribunale costituzionale non può svolgere il proprio ruolo di garante della supremazia della Costituzione polacca, in ragione della mancata pubblicazione del verdetto del Tribunale del 9 marzo 2016, che non può pertanto entrare in vigore, il che pregiudica lo Stato di diritto; considerando l'ammonimento della commissione di Venezia, secondo cui paralizzando il Tribunale costituzionale, si compromettono la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto;

K.  considerando che le misure adottate dal governo polacco e dal Presidente della Repubblica di Polonia riguardo al Tribunale costituzionale rappresentano un rischio per la democrazia costituzionale;

L.  considerando che, a seguito del dibattito orientativo del 13 gennaio 2016, la Commissione ha deciso di avviare il dialogo strutturato nell'ambito del quadro per lo Stato di diritto, inviando una lettera al governo polacco al fine di chiarire la situazione nel paese;

M.  considerando che la Commissione, in quanto custode dei trattati, procederà ora a raccogliere ed esaminare tutte le informazioni del caso e a valutare se sussistono chiare indicazioni di una minaccia sistemica per lo Stato di diritto;

N.  considerando che il quadro per lo Stato di diritto è inteso a far fronte alle minacce allo Stato di diritto che sono di natura sistemica, in particolare nelle situazioni che non possono essere risolte efficacemente mediante procedure di infrazione e laddove le "salvaguardie dello Stato di diritto" esistenti a livello nazionale non sembrano più in grado di affrontare efficacemente tali minacce;

O.  considerando che l'attuale costituzione polacca, adottata nel 1997, garantisce la separazione dei poteri, il pluralismo politico, la libertà di stampa e di espressione e il diritto all'informazione;

P.  considerando che, oltre alla crisi costituzionale, vi sono altre questioni che destano grave preoccupazione nel Parlamento europeo nella misura in cui possono costituire violazioni del diritto europeo e dei diritti fondamentali, compresi i diritti delle donne; che azioni siffatte da parte del governo polacco devono essere attentamente monitorate dalle istituzioni europee;

1.  reputa fondamentale garantire il pieno rispetto dei valori comuni europei enunciati all'articolo 2 TUE;

2.  ritiene che tutti gli Stati membri siano tenuti a rispettare appieno il diritto dell'UE nelle loro prassi legislative e amministrative e che ogni legislazione, compreso il diritto primario di ciascuno Stato membro e di ciascun paese candidato, debba rispecchiare i valori europei fondamentali, vale a dire i principi democratici, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti fondamentali, e aderirvi;

3.  è seriamente preoccupato per il fatto che l'effettiva paralisi del Tribunale costituzionale della Polonia rappresenta un pericolo per la democrazia, i diritti umani e lo Stato di diritto;

4.  esorta il governo polacco a rispettare, pubblicare e attuare pienamente e senza ulteriori indugi la sentenza del Tribunale costituzionale del 9 marzo 2016, nonché ad attuare le sentenze del 3 e del 9 dicembre 2015;

5.  invita il governo polacco a dare piena attuazione alle raccomandazioni della commissione di Venezia; condivide il parere della commissione di Venezia secondo cui la costituzione polacca e le norme europee e internazionali richiedono che le sentenze di un Tribunale costituzionale siano rispettate;

6.  accoglie con favore la recente visita del vicepresidente della Commissione Timmermans in Polonia e la sua dichiarazione, rilasciata nel corso della riunione della Commissione del 6 aprile 2016, sull'avvio di un dialogo per trovare una via d'uscita dall'attuale situazione sulla base del pieno rispetto del quadro costituzionale, il che comporta la pubblicazione e l'attuazione delle sentenze del Tribunale costituzionale; condivide i suoi timori per la possibilità che coesistano due sistemi giuridici paralleli, il che condurrebbe all'incertezza giuridica;

7.  sostiene la decisione della Commissione di avviare un dialogo strutturato nell'ambito del quadro per lo Stato di diritto, che dovrebbe accertare se esista una minaccia sistemica ai valori democratici e allo Stato di diritto in Polonia; accoglie con favore la rassicurazione fornita dalla Commissione sul fatto che il dialogo con le autorità polacche sarà condotto in modo imparziale e collaborativo e sulla base di elementi concreti e invita la Commissione, qualora nel corso del dialogo strutturato il governo polacco non rispettasse le raccomandazioni della commissione di Venezia, ad attivare la seconda fase della procedura relativa allo Stato di diritto formulando una "raccomandazione sullo Stato di diritto", nonché a offrire sostegno alla Polonia nell'approntamento di soluzioni per rafforzare lo Stato di diritto;

8.  sottolinea, tuttavia, che tutte le misure da adottare devono rispettare le competenze dell'UE e degli Stati membri quali stabilite nei trattati, come pure il principio di sussidiarietà;

9.  invita la Commissione a tenere il Parlamento regolarmente e strettamente informato circa le proprie valutazioni, i progressi compiuti e le azioni intraprese;

10.  esprime l'auspicio che il dialogo strutturato tra il governo polacco e la Commissione porti anche alla revisione di altre decisioni del governo polacco che hanno destato preoccupazioni quanto alla loro legalità e al loro potenziale impatto sui diritti fondamentali;

11.  si attende che la Commissione vigili su tutti gli Stati membri nello stesso modo per quanto riguarda il rispetto della democrazia, dello Stato di diritto e dei diritti fondamentali, evitando così disparità di trattamento, e riferisca al Parlamento in merito;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al Presidente della Repubblica di Polonia.

Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018Avviso legale