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Procedura : 2016/2114(REG)
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Ciclo del documento : A8-0344/2016

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A8-0344/2016

Discussioni :

PV 13/12/2016 - 3

Votazioni :

PV 13/12/2016 - 5.3
CRE 13/12/2016 - 5.3

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P8_TA(2016)0484

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Martedì 13 dicembre 2016 - Strasburgo Edizione definitiva
Revisione generale del regolamento del Parlamento europeo
P8_TA(2016)0484A8-0344/2016

Decisione del Parlamento europeo del 13 dicembre 2016 sulla revisione generale del regolamento del Parlamento europeo (2016/2114(REG)) (1)

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 226 e 227 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari costituzionali e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione giuridica (A8-0344/2016),

1.  decide di apportare al suo regolamento le modifiche in appresso;

2.  sottolinea che tali modifiche tengono debitamente conto delle disposizioni dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016(2) ;

3.  chiede al Segretario generale di adottare le misure necessarie per adeguare immediatamente i sistemi informatici del Parlamento al regolamento modificato e creare strumenti elettronici idonei, tra l’altro per permettere di seguire l'iter delle interrogazioni con richiesta di risposta scritta alle altre istituzioni dell'Unione;

4.  decide di sopprimere l'articolo 106, paragrafo 4, del regolamento non appena la procedura di regolamentazione con controllo sarà stata eliminata da tutta la legislazione in vigore e chiede che, nel frattempo, i servizi competenti inseriscano in tale articolo una nota a piè di pagina che segnali la futura soppressione;

5.  invita la Conferenza dei presidenti a rivedere il Codice di condotta per la negoziazione nel contesto della procedura legislativa ordinaria, al fine di uniformarlo agli articoli da 73 a 73 quinquies approvati all’esito della presente decisione;

6.  sottolinea la necessità di riorganizzare gli allegati al regolamento di modo che essi contengano unicamente testi che abbiano lo stesso valore giuridico e siano soggetti alle stesse regole di maggioranza degli articoli e l'allegato VI, che, pur prevedendo una procedura e regole di maggioranza diverse per la sua approvazione, contiene disposizioni di attuazione del regolamento; chiede che gli altri allegati esistenti ed eventuali testi aggiuntivi che potrebbero essere rilevanti per l'attività dei deputati siano raggruppati in un compendio che accompagna il regolamento;

7.  sottolinea che le modifiche al regolamento entrano in vigore il primo giorno della tornata successiva alla loro approvazione, fatta eccezione per:

   a) le modifiche all'articolo 212, paragrafi 1 e 2, sulla composizione delle delegazioni interparlamentari, che entreranno in vigore per le delegazioni esistenti all'apertura della prima tornata dopo le prossime elezioni del Parlamento europeo che si terranno nel 2019;
   b) le modifiche all'articolo 199 sulla composizione delle commissioni e la soppressione dell'articolo 200 sui membri supplenti, che entreranno in vigore all'apertura della prima tornata dopo le prossime elezioni del Parlamento europeo che si terranno nel 2019;

sottolinea inoltre che le attuali modalità di elezione dei membri delle commissioni di inchiesta e delle commissioni speciali rimangono in vigore fino all'apertura della prima tornata dopo le prossime elezioni del Parlamento europeo che si terranno nel 2019, fatte salve le modifiche all'articolo 196, all'articolo 197, paragrafo 1, e all'articolo 198, paragrafo 3;

8.  chiede che si prenda in considerazione la possibilità di procedere a un'ulteriore revisione del regolamento per quanto riguarda la procedura di bilancio interna;

9.  decide che i deputati devono adeguare la loro dichiarazione di interessi finanziari per rispecchiare le modifiche apportate all'allegato I, articolo 4, del regolamento al più tardi sei mesi dopo la data di entrata in vigore di tali modifiche; chiede all'Ufficio di presidenza e al Segretario generale di adottare, entro tre mesi da tale data, le misure opportune per consentire l'adeguamento da parte dei deputati; decide che le dichiarazioni trasmesse sulla base delle disposizioni del regolamento in vigore alla data di approvazione della presente decisione rimarranno valide fino a sei mesi dopo la data di entrata in vigore delle modifiche al regolamento; decide inoltre che tali disposizioni si applicheranno anche ai deputati che assumeranno le loro funzioni durante tale periodo;

10.  critica la presentazione sul sito web del Parlamento di dati statistici relativi a motivazioni di voto, discorsi in Aula, interrogazioni parlamentari, emendamenti e proposte di risoluzione, in quanto sembra intesa a dimostrare, su piattaforme quali MEPRanking, quali sono i deputati al Parlamento europeo che, a quanto pare, sono "attivi"; invita il suo Ufficio di presidenza a non fornire più i dati grezzi sotto forma statistica e a tenere conto di criteri più idonei per definire un deputato "attivo";

11.  chiede alla commissione per gli affari costituzionali di rivedere l'articolo 168 bis relativo alla definizione di nuove soglie e di esaminare, un anno dopo l'entrata in vigore di tale articolo, l'applicazione delle soglie a determinati articoli;

12.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, per conoscenza, al Consiglio e alla Commissione.

Testo in vigore   Emendamento
Emendamento 1
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 2
Articolo 2
Articolo 2
Indipendenza del mandato
Indipendenza del mandato
I deputati al Parlamento europeo esercitano liberamente il loro mandato. Non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere alcun mandato imperativo.
In conformità dell'articolo 6, paragrafo 1, dell'Atto del 20 settembre 1976 nonché dell'articolo 2, paragrafo 1, e dell'articolo 3, paragrafo 1, dello Statuto dei deputati al Parlamento europeo, i deputati esercitano il loro mandato liberamente e in modo indipendente e non possono essere vincolati da istruzioni né ricevere alcun mandato imperativo.
Emendamento 2
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 3
Articolo 3
Articolo 3
Verifica dei poteri
Verifica dei poteri
1.  A seguito delle elezioni al Parlamento europeo, il Presidente invita le autorità competenti degli Stati membri a comunicare immediatamente al Parlamento i nomi dei deputati eletti, affinché questi possano sedere in Parlamento a partire dall'apertura della prima seduta successiva alle elezioni.
1.  A seguito delle elezioni al Parlamento europeo, il Presidente invita le autorità competenti degli Stati membri a comunicare immediatamente al Parlamento i nomi dei deputati eletti, affinché questi possano sedere in Parlamento a partire dall'apertura della prima seduta successiva alle elezioni.
Il Presidente attira, al contempo, l'attenzione di tali autorità sulle disposizioni pertinenti dell'Atto del 20 settembre 1976 e le invita ad adottare le misure necessarie al fine di evitare qualsiasi incompatibilità con il mandato di deputato al Parlamento europeo.
Il Presidente attira, al contempo, l'attenzione di tali autorità sulle disposizioni pertinenti dell'Atto del 20 settembre 1976 e le invita ad adottare le misure necessarie al fine di evitare qualsiasi incompatibilità con il mandato di deputato al Parlamento europeo.
2.  Ciascun deputato la cui elezione sia stata notificata al Parlamento dichiara per iscritto, prima di sedere in Parlamento, di non ricoprire alcuna carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976. Dopo le elezioni, tale dichiarazione è presentata, se possibile, al più tardi sei giorni prima della seduta costitutiva del Parlamento. Fintanto che i poteri di un deputato non siano stati verificati o non si sia deciso in merito ad eventuali contestazioni, il deputato siede con pieni diritti nel Parlamento e nei suoi organi, purché abbia previamente firmato suddetta dichiarazione scritta.
2.  Ciascun deputato la cui elezione sia stata notificata al Parlamento dichiara per iscritto, prima di sedere in Parlamento, di non ricoprire alcuna carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976. Dopo le elezioni, tale dichiarazione è presentata, se possibile, al più tardi sei giorni prima della seduta costitutiva del Parlamento. Fintanto che i poteri di un deputato non siano stati verificati o non si sia deciso in merito ad eventuali contestazioni, il deputato siede con pieni diritti nel Parlamento e nei suoi organi, purché abbia previamente firmato suddetta dichiarazione scritta.
Qualora venga accertato, sulla base di fatti verificabili presso fonti accessibili al pubblico, che un deputato ricopre una carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976, il Parlamento, sulla base di informazioni fornite dal suo Presidente, constata la vacanza.
Qualora venga accertato, sulla base di fatti verificabili presso fonti accessibili al pubblico, che un deputato ricopre una carica incompatibile con quella di deputato al Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 dell'Atto del 20 settembre 1976, il Parlamento, sulla base di informazioni fornite dal suo Presidente, constata la vacanza.
3.  Il Parlamento, sulla base di una relazione della sua commissione competente per la verifica dei poteri , procede immediatamente alla verifica dei poteri e decide in merito alla validità del mandato di ciascuno dei membri neoeletti, nonché in merito a eventuali contestazioni presentate in base alle disposizioni dell'Atto del 20 settembre 1976, eccettuate quelle fondate sulle leggi elettorali nazionali.
3.  Il Parlamento, sulla base di una relazione della sua commissione competente, procede immediatamente alla verifica dei poteri e decide in merito alla validità del mandato di ciascuno dei membri neoeletti, nonché in merito a eventuali contestazioni presentate in base alle disposizioni dell'Atto del 20 settembre 1976, eccettuate quelle che, in conformità di tale Atto, rientrano esclusivamente nelle disposizioni nazionali cui tale Atto rinvia .
La relazione della commissione competente si basa sulla comunicazione ufficiale, da parte di ciascuno Stato membro, dell'insieme dei risultati elettorali, nella quale si precisano il nome dei candidati eletti e dei loro eventuali sostituti nonché la graduatoria, così come risulta dal voto.
Il mandato di un deputato potrà essere convalidato soltanto dopo che questi abbia rilasciato le dichiarazioni scritte previste dal presente articolo e dall'allegato I del presente regolamento.
4.   La relazione della commissione competente si basa sulla comunicazione ufficiale, da parte di ciascuno Stato membro, dell'insieme dei risultati elettorali, nella quale si precisano il nome dei candidati eletti e dei loro eventuali sostituti nonché la graduatoria, così come risulta dal voto.
Il mandato di un deputato potrà essere convalidato soltanto dopo che questi abbia rilasciato le dichiarazioni scritte previste dal presente articolo e dall'allegato I del presente regolamento.
Il Parlamento, sulla base di una relazione della commissione competente, può in ogni momento pronunciarsi su eventuali contestazioni relative alla validità del mandato di uno dei suoi membri.
4.   Il Parlamento, sulla base di una proposta della commissione competente, procede senza ritardo alla verifica dei poteri di ciascun deputato che sostituisce un deputato uscente e può in ogni momento pronunciarsi su eventuali contestazioni relative alla validità del mandato di uno dei suoi membri.
5.  Qualora la nomina di un deputato risulti dalla rinuncia di candidati figuranti sulla stessa lista, la commissione si accerta che tale rinuncia sia avvenuta conformemente allo spirito e alla lettera dell'Atto del 20 settembre 1976, nonché all'articolo 4, paragrafo 3, del presente regolamento.
5.  Qualora la nomina di un deputato risulti dalla rinuncia di candidati figuranti sulla stessa lista, la commissione si accerta che tale rinuncia sia avvenuta conformemente allo spirito e alla lettera dell'Atto del 20 settembre 1976, nonché all'articolo 4, paragrafo 3, del presente regolamento.
6.  La commissione competente vigila a che qualsiasi informazione suscettibile di incidere sull'esercizio del mandato di un deputato al Parlamento europeo o sulla graduatoria dei sostituti sia comunicata immediatamente al Parlamento dalle autorità degli Stati membri o dell'Unione europea, con l'indicazione della data di decorrenza qualora si tratti di una nomina.
6.  La commissione competente vigila a che qualsiasi informazione suscettibile di incidere sull'eleggibilità di un deputato al Parlamento europeo o sull'eleggibilità o sulla graduatoria dei sostituti sia comunicata immediatamente al Parlamento dalle autorità degli Stati membri o dell'Unione europea, con l'indicazione della data di decorrenza qualora si tratti di una nomina.
Nel caso in cui le autorità competenti degli Stati membri avviino una procedura suscettibile di portare a una dichiarazione di decadenza del mandato di un deputato, il Presidente chiede loro di essere regolarmente informato sullo stato della procedura deferisce la questione alla commissione competente, su proposta della quale il Parlamento può pronunciarsi.
Nel caso in cui le autorità competenti degli Stati membri avviino una procedura suscettibile di portare a una dichiarazione di decadenza del mandato di un deputato, il Presidente chiede loro di essere regolarmente informato sullo stato della procedura e deferisce la questione alla commissione competente, su proposta della quale il Parlamento può pronunciarsi.
Emendamento 3
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 4
Articolo 4
Articolo 4
Durata del mandato
Durata del mandato
1.  L'inizio e il termine del mandato sono determinati a norma dell'Atto del 20 settembre 1976. Il mandato cessa inoltre per morte o per dimissioni.
1.  L'inizio e il termine del mandato sono determinati a norma degli articoli 5 e 13 dell'Atto del 20 settembre 1976.
2.   I deputati restano in carica fino all'apertura della prima seduta del Parlamento successiva alle elezioni.
3.  I deputati dimissionari comunicano al Presidente le loro dimissioni e la data a partire dalla quale queste decorrono. Tale data non deve eccedere i tre mesi dalla comunicazione. Detta comunicazione assume la forma di un verbale redatto alla presenza del Segretario generale, o di un suo rappresentante, firmato da questi e dal deputato interessato e immediatamente presentato alla commissione competente che lo iscrive all'ordine del giorno della prima riunione successiva al ricevimento del suddetto documento.
3.  I deputati dimissionari comunicano al Presidente le loro dimissioni e la data a partire dalla quale queste decorrono. Tale data non deve eccedere i tre mesi dalla comunicazione. Detta comunicazione assume la forma di un verbale redatto alla presenza del Segretario generale, o di un suo rappresentante, firmato da questi e dal deputato interessato e immediatamente presentato alla commissione competente che lo iscrive all'ordine del giorno della prima riunione successiva al ricevimento del suddetto documento.
Qualora la commissione competente ritenga che le dimissioni non corrispondano allo spirito o alla lettera dell' Atto del 20 settembre 1976, essa ne informa il Parlamento affinché quest'ultimo decida se constatare o meno la vacanza.
Qualora la commissione competente ritenga che le dimissioni corrispondano all' Atto del 20 settembre 1976, viene constatata una vacanza con effetto a partire dalla data indicata dal deputato dimissionario nel verbale delle dimissioni e il Presidente ne informa il Parlamento .
In caso contrario, la constatazione della vacanza vale a partire dalla data indicata dal deputato dimissionario nel verbale delle dimissioni. Il Parlamento non vota in merito.
Qualora la commissione competente ritenga che le dimissioni non rispettino l'Atto del 20 settembre 1976, essa propone al Parlamento di non constatare la vacanza.
Per ovviare a talune circostanze eccezionali, segnatamente allorché una o più tornate si svolgano tra la decorrenza delle dimissioni e la prima riunione della commissione competente, il che non consentirebbe al gruppo politico cui appartiene il deputato dimissionario di sostituirlo durante tali tornate, non essendo stata constatata la vacanza, è istituita una procedura semplificata. Essa dà mandato al relatore della commissione competente, cui tali fascicoli sono stati affidati, di esaminare senza indugio ogni dimissione debitamente notificata e, qualora un ritardo di qualsiasi genere nell'esame della notifica possa produrre effetti pregiudizievoli, di deferire la questione al presidente della commissione affinché questi, conformemente al disposto del paragrafo 3:
–   informi il Presidente del Parlamento, a nome della commissione, che la vacanza può essere constatata,
–   oppure, convochi una riunione straordinaria della commissione per esaminare problemi particolari rilevati dal relatore.
3 bis.   Qualora non sia prevista una riunione della commissione competente prima della tornata successiva, il relatore della commissione competente esamina senza indugio ogni dimissione debitamente notificata. Qualora un ritardo nell'esame della notifica possa produrre effetti pregiudizievoli, il relatore deferisce la questione al presidente della commissione affinché questi, conformemente al disposto del paragrafo 3:
–   informi il Presidente del Parlamento, a nome della commissione, che la vacanza può essere constatata,
–   oppure, convochi una riunione straordinaria della commissione per esaminare problemi particolari rilevati dal relatore.
4.  Qualora l'autorità competente di uno Stato membro notifichi al Presidente la fine del mandato di un deputato al Parlamento europeo a norma della legislazione vigente nello Stato membro in questione, a causa di incompatibilità ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3 , dell'Atto del 20 settembre 1976 o a causa della revoca del mandato a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, dello stesso Atto , il Presidente notifica al Parlamento che il mandato è terminato alla data comunicata dallo Stato membro e invita detto Stato membro ad assegnare senza indugio il seggio divenuto vacante .
4.  Qualora le autorità competenti degli Stati membri o dell'Unione europea o il deputato interessato notifichino al Presidente una nomina o un'elezione a funzioni incompatibili con l'esercizio del mandato di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 , dell'Atto del 20 settembre 1976, il Presidente ne informa il Parlamento, che constata la vacanza a partire dalla data dell'incompatibilità .
Qualora le autorità competenti degli Stati membri o dell'Unione europea o il deputato interessato notifichino al Presidente una nomina o un'elezione a funzioni incompatibili con l'esercizio del mandato di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2 , dell'Atto del 20 settembre 1976, il Presidente ne informa il Parlamento, che constata la vacanza .
Qualora le autorità competenti degli Stati membri notifichino al Presidente la fine del mandato di un deputato al Parlamento europeo a causa di un'ulteriore incompatibilità stabilita dalla legislazione vigente nello Stato membro in questione a norma dell'articolo 7, paragrafo 3 , dell'Atto del 20 settembre 1976 o a causa della revoca del mandato del deputato a norma dell'articolo 13, paragrafo 3, dello stesso Atto , il Presidente informa il Parlamento che il mandato è terminato alla data comunicata dallo Stato membro . Qualora tale data non sia comunicata, la data di cessazione del mandato è la data della comunicazione dello Stato membro.
5.  Le autorità degli Stati membri o dell'Unione europea informano il Presidente di ogni missione che intendono affidare a un deputato. Il Presidente deferisce alla commissione competente l'esame della compatibilità della missione prevista con la lettera e lo spirito dell' Atto del 20 settembre 1976. Egli informa il Parlamento, il deputato in questione e le autorità interessate in merito alle conclusioni della commissione.
5.  Qualora le autorità degli Stati membri o dell'Unione europea informino il Presidente di una missione che intendono affidare a un deputato, il Presidente deferisce alla commissione competente l'esame della compatibilità della missione prevista con l' Atto del 20 settembre 1976. Egli informa il Parlamento, il deputato in questione e le autorità interessate in merito alle conclusioni della commissione.
6.   Si considera come data di cessazione del mandato e di inizio di una vacanza:
–   in caso di dimissioni, la data in cui il Parlamento ha constatato la vacanza, in base al verbale delle dimissioni;
–   in caso di nomina o elezione a funzioni incompatibili con il mandato di deputato al Parlamento europeo ai sensi dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, dell'Atto del 20 settembre 1976, la data comunicata dalle autorità competenti degli Stati membri o dell'Unione europea o dal deputato interessato.
7.  Quando constata la vacanza, il Parlamento ne informa lo Stato membro interessato e lo invita ad assegnare il seggio senza indugio.
7.  Quando il Parlamento constata la vacanza, il Presidente ne informa lo Stato membro interessato e lo invita ad assegnare il seggio senza indugio.
8.   Ogni contestazione relativa alla validità del mandato di un deputato i cui poteri sono stati verificati è rinviata alla commissione competente, che riferisce senza indugio al Parlamento, al più tardi all'inizio della tornata successiva.
9.  Nel caso in cui l'accettazione del mandato o la rinuncia allo stesso appaiano inficiate da inesattezze materiali o da vizi di consenso, il Parlamento si riserva di dichiarare non valido il mandato esaminato ovvero di rifiutare la constatazione della vacanza.
9.  Nel caso in cui l'accettazione del mandato o la rinuncia allo stesso appaiano inficiate da inesattezze materiali o da vizi di consenso, il Parlamento può dichiarare non valido il mandato esaminato ovvero può rifiutare la constatazione della vacanza.
Emendamento 4
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 5
Articolo 5
Articolo 5
Privilegi e immunità
Privilegi e immunità
1.  I deputati beneficiano dei privilegi e delle immunità previsti dal Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
1.  I deputati beneficiano dei privilegi e delle immunità previsti dal Protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
2.  L'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri.
2.  Nell'esercizio dei suoi poteri in materia di privilegi e immunità, il Parlamento opera al fine di mantenere la propria integrità di assemblea legislativa democratica e di garantire l'indipendenza dei suoi membri nell'esercizio delle loro funzioni. L'immunità parlamentare non è un privilegio personale del deputato ma una garanzia di indipendenza del Parlamento in quanto istituzione e dei suoi membri.
3.  I lasciapassare che assicurano la libera circolazione negli Stati membri ai deputati sono rilasciati a questi ultimi dal Presidente del Parlamento, non appena egli abbia ricevuto notifica della loro elezione .
3.  Un lasciapassare dell'Unione europea che assicura a un deputato la libera circolazione negli Stati membri e negli altri paesi che lo riconoscono come un documento di viaggio valido è rilasciato dall'Unione europea a un deputato su sua richiesta e previa autorizzazione del Presidente del Parlamento.
3 bis.   Ai fini dell'esercizio delle loro funzioni, tutti i deputati hanno il diritto di partecipare attivamente ai lavori delle commissioni e delle delegazioni parlamentari in conformità delle disposizioni del presente regolamento.
4.  I deputati hanno il diritto di prendere visione di tutti i documenti in possesso del Parlamento o di una commissione, salvo i documenti e i conteggi personali la cui consultazione è consentita solo ai deputati interessati. Le deroghe a questo principio per il trattamento dei documenti cui può essere negato l'accesso al pubblico a norma del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, sono disciplinate dall'allegato VII del presente regolamento .
4.  I deputati hanno il diritto di prendere visione di tutti i documenti in possesso del Parlamento o di una commissione, salvo i documenti e i conteggi personali la cui consultazione è consentita solo ai deputati interessati. Le deroghe a questo principio per il trattamento dei documenti cui può essere negato l'accesso al pubblico a norma del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, sono disciplinate dall'articolo 210 bis .
Col consenso dell'Ufficio di presidenza, mediante decisione motivata, può essere rifiutato a un deputato l'accesso a un documento del Parlamento ove l'Ufficio di presidenza, sentito l'interessato, giunga alla conclusione che tale accesso nuocerebbe in modo inaccettabile agli interessi istituzionali del Parlamento o all'interesse pubblico e che la richiesta del deputato è motivata da ragioni private e personali. Entro un mese dalla notifica della decisione il deputato può presentare contro di essa un ricorso scritto. Per essere ricevibili, i ricorsi scritti devono essere motivati. La decisione in merito a tale ricorso è adottata dal Parlamento, senza discussione, durante la tornata successiva alla presentazione del ricorso.
Emendamento 5
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 6
Articolo 6
Articolo 6
Revoca dell'immunità
Revoca dell'immunità
1.  Nell'esercizio dei suoi poteri in materia di privilegi e immunità, il Parlamento opera al fine di mantenere la propria integrità di assemblea legislativa democratica e di garantire l'indipendenza dei suoi membri nell'esercizio delle loro funzioni. Ogni richiesta di revoca dell'immunità è valutata in conformità degli articoli 7, 8 e 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea nonché dei principi richiamati nel presente articolo.
1.  Ogni richiesta di revoca dell'immunità è valutata in conformità degli articoli 7, 8 e 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea nonché dei principi richiamati nell' articolo 5, paragrafo 2 .
2.  Qualora un deputato sia tenuto a comparire come testimone o esperto, non è necessario chiedere la revoca dell'immunità, a condizione che:
2.  Qualora un deputato sia tenuto a comparire come testimone o esperto, non è necessario chiedere la revoca dell'immunità, a condizione che:
–  il deputato non sia obbligato a comparire in un giorno e in un'ora tali da impedire o rendere difficile la sua attività parlamentare, ovvero possa deporre per iscritto o in un'altra forma che non ostacoli l'assolvimento dei suoi obblighi di deputato, e che
–  il deputato non sia obbligato a comparire in un giorno e in un'ora tali da impedire o rendere difficile la sua attività parlamentare, ovvero possa deporre per iscritto o in un'altra forma che non ostacoli l'assolvimento dei suoi obblighi di deputato, e che
–  il deputato non sia obbligato a deporre in merito a informazioni ottenute in via riservata in virtù del suo mandato e che non ritenga opportuno rivelare.
–  il deputato non sia obbligato a deporre in merito a informazioni ottenute in via riservata in virtù del suo mandato e che non ritenga opportuno rivelare.
Emendamento 6
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 7
Articolo 7
Articolo 7
Difesa dei privilegi e dell'immunità
Difesa dei privilegi e dell'immunità
1.  Nei casi in cui si presuma che i privilegi e le immunità di un deputato o ex deputato siano stati violati dalle autorità di uno Stato membro, può essere presentata, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, una richiesta di decisione del Parlamento che stabilisca se sia stata effettivamente commessa una violazione di tali privilegi e immunità.
1.  Nei casi in cui si presuma che i privilegi e le immunità di un deputato o ex deputato siano stati o stiano per essere violati dalle autorità di uno Stato membro, può essere presentata, ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 1, una richiesta di decisione del Parlamento che stabilisca se sia stata effettivamente commessa o vi sia la probabilità che venga commessa una violazione di tali privilegi e immunità.
2.  In particolare, può essere presentata una siffatta richiesta di difesa dei privilegi o delle immunità se si ritiene che le circostanze costituiscano un ostacolo di ordine amministrativo o di altra natura alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano o all'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato, oppure se rientrano nell'ambito dell'articolo 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
2.  In particolare, può essere presentata una siffatta richiesta di difesa dei privilegi o delle immunità se si ritiene che le circostanze costituirebbero un ostacolo di ordine amministrativo o di altra natura alla libertà di movimento dei membri del Parlamento europeo che si recano al luogo di riunione del Parlamento europeo o ne ritornano o all'espressione di un'opinione o di un voto nell'esercizio del loro mandato, oppure se rientrerebbero nell'ambito dell'articolo 9 del protocollo sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea.
3.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato non è ricevibile qualora una richiesta di revoca o di difesa dell'immunità di tale deputato sia già pervenuta in relazione allo stesso procedimento giudiziario , indipendentemente dal fatto che in tale occasione sia stata adottata o meno una decisione.
3.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato non è ricevibile qualora una richiesta di revoca o di difesa dell'immunità di tale deputato sia già pervenuta in relazione agli stessi fatti , indipendentemente dal fatto che in tale occasione sia stata adottata o meno una decisione.
4.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato decade se perviene una richiesta di revoca dell'immunità di tale deputato in relazione allo stesso procedimento giudiziario .
4.  Una richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di un deputato decade se perviene una richiesta di revoca dell'immunità di tale deputato in relazione agli stessi fatti .
5.  Nei casi in cui sia stata adottata la decisione di non difendere i privilegi e le immunità di un deputato, questi può presentare richiesta di riesame della decisione presentando nuove prove. La richiesta di riesame non è ricevibile se è stato proposto un ricorso contro la decisione di cui all'articolo 263 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, o se il Presidente ritiene che i nuovi elementi di prova presentati non siano sufficienti a giustificare un riesame.
5.  Nei casi in cui sia stata adottata la decisione di non difendere i privilegi e le immunità di un deputato, questi può, in via eccezionale, presentare richiesta di riesame della decisione presentando nuove prove in conformità dell'articolo 9, paragrafo 1 . La richiesta di riesame non è ricevibile se è stato proposto un ricorso contro la decisione di cui all'articolo 263 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, o se il Presidente ritiene che i nuovi elementi di prova presentati non siano sufficienti a giustificare un riesame.
Emendamento 7
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 9
Articolo 9
Articolo 9
Procedure in materia di immunità
Procedure in materia di immunità
1.  Ogni richiesta diretta al Presidente da un'autorità competente di uno Stato membro e volta a revocare l'immunità di un deputato, ovvero da un deputato o da un ex deputato in difesa dei privilegi e delle immunità, è comunicata in Aula e deferita alla commissione competente.
1.  Ogni richiesta diretta al Presidente da un'autorità competente di uno Stato membro e volta a revocare l'immunità di un deputato, ovvero da un deputato o da un ex deputato in difesa dei privilegi e delle immunità, è comunicata in Aula e deferita alla commissione competente.
Il deputato o ex deputato può essere rappresentato da un altro deputato. La richiesta non può essere presentata da un altro deputato senza l'accordo dell' interessato.
1 bis.   Con l'accordo del deputato o dell' ex deputato interessato, la richiesta può essere presentata da un altro deputato, il quale può rappresentare il deputato o l'ex deputato interessato in ogni fase della procedura .
Il deputato che rappresenta il deputato o l'ex deputato interessato non partecipa alle decisioni adottate dalla commissione .
2.  La commissione esamina senza indugio, ma tenendo conto della loro relativa complessità, le richieste di revoca dell'immunità o di difesa delle immunità e dei privilegi.
2.  La commissione esamina senza indugio, ma tenendo conto della loro relativa complessità, le richieste di revoca dell'immunità o di difesa delle immunità e dei privilegi.
3.  La commissione presenta una proposta di decisione motivata che raccomanda l'accoglimento o la reiezione della richiesta di revoca dell'immunità o di difesa dei privilegi e delle immunità.
3.  La commissione presenta una proposta di decisione motivata che raccomanda l'accoglimento o la reiezione della richiesta di revoca dell'immunità o di difesa dei privilegi e delle immunità. Gli emendamenti sono irricevibili. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.
4.  La commissione può chiedere all'autorità interessata tutte le informazioni e tutti i chiarimenti che reputi necessari per pronunciarsi sull'opportunità di revocare o di difendere l'immunità.
4.  La commissione può chiedere all'autorità interessata tutte le informazioni e tutti i chiarimenti che reputi necessari per pronunciarsi sull'opportunità di revocare o di difendere l'immunità.
5.  Al deputato interessato è offerta l'opportunità di essere ascoltato; egli può produrre tutti i documenti o gli altri elementi scritti di giudizio che ritiene pertinenti. Può farsi rappresentare da un altro deputato.
5.  Al deputato interessato è offerta l'opportunità di essere ascoltato ed egli può produrre tutti i documenti o gli altri elementi scritti di giudizio che ritiene pertinenti.
Il deputato non è presente durante le discussioni sulla richiesta di revoca o di difesa della sua immunità, se non per essere ascoltato.
Il deputato non è presente durante le discussioni sulla richiesta di revoca o di difesa della sua immunità, se non per essere ascoltato.
Il presidente della commissione invita il deputato per l'audizione, indicandone data e ora. Il deputato può rinunciare al diritto ad essere ascoltato.
Il presidente della commissione invita il deputato per l'audizione, indicandone data e ora. Il deputato può rinunciare al diritto ad essere ascoltato.
Se a seguito di tale invito il deputato non compare all'audizione, si considera che abbia rinunciato al diritto di essere ascoltato, a meno che non abbia giustificato la sua mancata presenza alla data e all'ora proposte, precisandone i motivi. Il presidente della commissione decide se tale giustificazione debba essere accettata alla luce dei motivi addotti, e la sua decisione è inappellabile.
Se a seguito di tale invito il deputato non compare all'audizione, si considera che abbia rinunciato al diritto di essere ascoltato, a meno che non abbia giustificato la sua mancata presenza alla data e all'ora proposte, precisandone i motivi. Il presidente della commissione decide se tale giustificazione debba essere accettata alla luce dei motivi addotti, e la sua decisione è inappellabile.
Se il presidente della commissione accetta la giustificazione, invita il deputato ad essere ascoltato a una nuova data e ora. Se il deputato non si presenta al momento fissato nel secondo invito, la procedura prosegue senza la sua audizione. A questo punto non possono essere accettate nuove giustificazioni o richieste di essere ascoltato.
Se il presidente della commissione accetta la giustificazione, invita il deputato ad essere ascoltato a una nuova data e ora. Se il deputato non si presenta al momento fissato nel secondo invito, la procedura prosegue senza la sua audizione. A questo punto non possono essere accettate nuove giustificazioni o richieste di essere ascoltato.
6.  Qualora la richiesta di revoca dell'immunità comporti vari capi d'accusa, ciascuno di essi può essere oggetto di una decisione distinta. La relazione della commissione può proporre, a titolo eccezionale, che la revoca dell'immunità si riferisca esclusivamente alla prosecuzione del procedimento penale senza che contro il deputato possa essere adottata, fintanto che non si abbia sentenza passata in giudicato, alcuna misura privativa o limitativa della sua libertà o qualunque altra misura che gli impedisca di esercitare le funzioni proprie del suo mandato.
6.  Qualora la richiesta di revoca o di difesa dell'immunità comporti vari capi d'accusa, ciascuno di essi può essere oggetto di una decisione distinta. La relazione della commissione può proporre, a titolo eccezionale, che la revoca o la difesa dell'immunità si riferisca esclusivamente alla prosecuzione del procedimento penale senza che contro il deputato possa essere adottata, fintanto che non si abbia sentenza passata in giudicato, alcuna misura privativa o limitativa della sua libertà o qualunque altra misura che gli impedisca di esercitare le funzioni proprie del suo mandato.
7.  La commissione può fornire un parere motivato sulla competenza dell'autorità interessata e sulla ricevibilità della richiesta, ma in nessun caso si pronuncia sulla colpevolezza o meno del deputato né sull'opportunità o meno di perseguire penalmente le opinioni o gli atti che gli sono attribuiti, anche qualora l'esame della richiesta abbia fornito alla commissione una conoscenza approfondita del merito della questione.
7.  La commissione può fornire un parere motivato sulla competenza dell'autorità interessata e sulla ricevibilità della richiesta, ma in nessun caso si pronuncia sulla colpevolezza o meno del deputato né sull'opportunità o meno di perseguire penalmente le opinioni o gli atti che gli sono attribuiti, anche qualora l'esame della richiesta abbia fornito alla commissione una conoscenza approfondita del merito della questione.
8.  La relazione della commissione è iscritta d'ufficio al primo punto dell' ordine del giorno della seduta successiva alla sua presentazione. Non è ammesso alcun emendamento alla proposta o alle proposte di decisione .
8.  La proposta di decisione della commissione è iscritta d'ufficio all' ordine del giorno della seduta successiva alla sua presentazione. Non è ammesso alcun emendamento a tale proposta.
La discussione può vertere soltanto sulle ragioni che militano a favore e contro ciascuna delle proposte di revoca o mantenimento dell'immunità o di difesa di un privilegio o di un'immunità.
La discussione può vertere soltanto sulle ragioni che militano a favore e contro ciascuna delle proposte di revoca o mantenimento dell'immunità o di difesa di un privilegio o di un'immunità.
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 164, il deputato i cui privilegi o immunità formano oggetto della questione non può intervenire nella discussione.
Fatte salve le disposizioni dell'articolo 164, il deputato i cui privilegi o immunità formano oggetto della questione non può intervenire nella discussione.
La proposta o le proposte di decisione contenute nella relazione sono poste in votazione nel corso del primo turno di votazioni successivo alla discussione.
La proposta o le proposte di decisione contenute nella relazione sono poste in votazione nel corso del primo turno di votazioni successivo alla discussione.
Dopo l'esame da parte del Parlamento si procede a una votazione distinta su ciascuna proposta figurante nella relazione. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.
Dopo l'esame da parte del Parlamento si procede a una votazione distinta su ciascuna proposta figurante nella relazione. In caso di reiezione di una proposta, si considera adottata la decisione contraria.
9.  Il Presidente comunica immediatamente la decisione del Parlamento al deputato interessato e all'autorità competente dello Stato membro interessato, chiedendo di essere informato su qualsiasi nuovo sviluppo nel relativo procedimento e sulle deliberazioni giudiziarie adottate. Non appena il Presidente riceve dette informazioni, le comunica al Parlamento nella forma che ritiene più opportuna, se necessario previa consultazione della commissione competente.
9.  Il Presidente comunica immediatamente la decisione del Parlamento al deputato interessato e all'autorità competente dello Stato membro interessato, chiedendo di essere informato su qualsiasi nuovo sviluppo nel relativo procedimento e sulle deliberazioni giudiziarie adottate. Non appena il Presidente riceve dette informazioni, le comunica al Parlamento nella forma che ritiene più opportuna, se necessario previa consultazione della commissione competente.
10.  La commissione tratta tali questioni e i documenti ricevuti con la massima riservatezza.
10.  La commissione tratta tali questioni e i documenti ricevuti con la massima riservatezza. L'esame da parte della commissione delle richieste riguardanti le procedure in materia di immunità si svolge sempre a porte chiuse.
11.  La commissione, previa consultazione degli Stati membri, può redigere un elenco indicativo delle autorità degli Stati membri competenti a presentare una richiesta di revoca dell'immunità di un deputato.
11.  Il Parlamento esamina unicamente le richieste di revoca dell'immunità di un deputato che gli sono state trasmesse dalle autorità giudiziarie o dalle rappresentanze permanenti degli Stati membri.
12.  La commissione elabora i principi per l'applicazione del presente articolo.
12.  La commissione elabora i principi per l'applicazione del presente articolo.
13.  Qualsiasi richiesta di informazioni presentata da un'autorità competente quanto alla portata dei privilegi o delle immunità dei deputati è esaminata in conformità delle norme che precedono.
13.  Qualsiasi richiesta di informazioni presentata da un'autorità competente quanto alla portata dei privilegi o delle immunità dei deputati è esaminata in conformità delle norme che precedono.
Emendamento 8
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 10
Articolo 10
soppresso
Applicazione dello Statuto dei deputati
Il Parlamento adotta lo Statuto dei deputati al Parlamento europeo e qualsiasi modifica dello stesso sulla base di una proposta della commissione competente. L'articolo 150, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis. L'Ufficio di presidenza è competente per l'applicazione di dette norme e decide riguardo alle dotazioni finanziarie sulla base del bilancio annuale.
Emendamenti 9 e 314
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 11
Articolo 11
Articolo 11
Interessi finanziari dei deputati, norme di comportamento, registro per la trasparenza obbligatorio e accesso al Parlamento
Interessi finanziari dei deputati e norme di comportamento
1.  Il Parlamento stabilisce norme di trasparenza relative agli interessi finanziari dei propri membri, sotto forma di un codice di condotta approvato a maggioranza dei suoi membri, conformemente all'articolo 232 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e allegato al presente regolamento1 .
1.  Il Parlamento stabilisce norme di trasparenza relative agli interessi finanziari dei propri membri, sotto forma di un codice di condotta approvato a maggioranza dei suoi membri e allegato al presente regolamento1 .
Esse non possono in alcun modo perturbare o limitare l'esercizio del mandato e dell'attività politica o di altra natura comunque a esso connessa.
Esse non possono in altro modo perturbare o limitare l'esercizio del mandato e dell'attività politica o di altra natura comunque a esso connessa.
1 bis.   I deputati dovrebbero adottare la pratica sistematica di incontrare esclusivamente i rappresentanti di interessi iscritti nel registro per la trasparenza 1a .
2.  Il comportamento dei deputati è improntato al rispetto reciproco, poggia sui valori e i principi definiti nei testi fondamentali dell'Unione europea, salvaguarda la dignità del Parlamento e non deve compromettere il regolare svolgimento dei lavori parlamentari né la quiete in tutti gli edifici del Parlamento. I deputati rispettano le norme del Parlamento sul trattamento delle informazioni riservate.
2.  Il comportamento dei deputati è improntato al rispetto reciproco, poggia sui valori e i principi definiti nei trattati, e in particolare nella Carta dei diritti fondamentali, e salvaguarda la dignità del Parlamento. Inoltre, non deve compromettere il regolare svolgimento dei lavori parlamentari, il mantenimento della sicurezza e dell'ordine negli edifici del Parlamento o il corretto funzionamento delle sue attrezzature .
I deputati si astengono dall'utilizzare un linguaggio o dal tenere un comportamento diffamatorio, razzista o xenofobo durante le discussioni parlamentari e dall'esporre striscioni.
I deputati rispettano le norme del Parlamento sul trattamento delle informazioni riservate.
Il mancato rispetto di tali elementi e norme può comportare l'applicazione di misure conformemente agli articoli 165, 166 e 167.
Il mancato rispetto di tali elementi e norme può comportare l'applicazione di misure conformemente agli articoli 165, 166 e 167.
3.  L'applicazione del presente articolo non ostacola in nessun modo la vivacità delle discussioni parlamentari né la libertà di parola dei deputati.
3.  L'applicazione del presente articolo non ostacola in altro modo la vivacità delle discussioni parlamentari né la libertà di parola dei deputati.
Essa si fonda sul pieno rispetto delle prerogative dei deputati quali definite nel diritto primario e nello statuto loro applicabile.
Essa si fonda sul pieno rispetto delle prerogative dei deputati quali definite nel diritto primario e nello statuto loro applicabile.
Essa si basa altresì sul principio di trasparenza e garantisce che ogni disposizione in materia sia portata a conoscenza dei deputati, che vengono informati individualmente dei loro diritti e doveri.
Essa si basa altresì sul principio di trasparenza e garantisce che ogni disposizione in materia sia portata a conoscenza dei deputati, che vengono informati individualmente dei loro diritti e doveri.
3 bis.   Qualora una persona impiegata da un deputato o un'altra persona alla quale il deputato ha facilitato l'accesso agli edifici o alle attrezzature del Parlamento non rispetti le norme di comportamento di cui al paragrafo 2, al deputato in questione possono essere applicate, se del caso, le sanzioni di cui all'articolo 166.
4.  All'inizio di ogni legislatura, i Questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare (assistenti accreditati) .
4.  I Questori stabiliscono il numero massimo di assistenti che ciascun deputato può accreditare.
5.   I titoli di accesso di lunga durata sono rilasciati a persone estranee alle istituzioni dell'Unione sotto la responsabilità dei Questori. Tali titoli di accesso hanno una durata massima di validità di un anno, rinnovabile. Le modalità di utilizzazione di tali titoli sono fissate dall'Ufficio di presidenza.
Tali titoli di accesso possono essere rilasciati:
–  alle persone che sono registrate nel registro per la trasparenza 2 o che rappresentano o lavorano per organizzazioni che vi sono registrate, benché la registrazione non conferisca automaticamente il diritto al rilascio di siffatti titoli di accesso;
–  alle persone che desiderano accedere frequentemente ai locali del Parlamento, ma che non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo sull'istituzione di un registro per la trasparenza 3 ;
–  agli assistenti locali dei deputati come pure alle persone che assistono i membri del Comitato economico e sociale europeo e del Comitato delle regioni.
6.   Coloro che effettuano la registrazione nel registro per la trasparenza devono, nell'ambito dei loro rapporti con il Parlamento, rispettare:
–  il codice di condotta allegato all'accordo 4 ;
–  le procedure e altri obblighi definiti dall'accordo; e
–  le disposizioni del presente articolo nonché le sue norme di attuazione.
7.   I Questori definiscono in che misura il codice di condotta sia applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo.
8.   Il titolo di accesso è ritirato con decisione motivata dei Questori nei seguenti casi:
–  cancellazione dal registro per la trasparenza, salvo che ragioni importanti si oppongano al ritiro;
–  violazione grave rispetto degli obblighi di cui al paragrafo 6.
9.   L'Ufficio di presidenza, su proposta del Segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al registro per la trasparenza, in conformità delle disposizioni dell'accordo sull'istituzione di detto registro.
Le norme di attuazione dei paragrafi da 5 a 8 sono stabilite in allegato 5 .
10.  Le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati sono stabiliti con decisione dell'Ufficio di presidenza. Non si effettua alcuna distinzione nel trattamento degli ex deputati.
10.  Le norme di comportamento, i diritti e i privilegi degli ex deputati sono stabiliti con decisione dell'Ufficio di presidenza. Non si effettua alcuna distinzione nel trattamento degli ex deputati.
__________________
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1 Cfr. allegato I.
1 Cfr. allegato I.
1a Registro introdotto dall'accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sul registro per la trasparenza delle organizzazioni e dei liberi professionisti che svolgono attività di concorso all'elaborazione e attuazione delle politiche dell'Unione europea (GU L 277 del 19.9.2014, pag. 11).
2 Registro introdotto dall'accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sull'istituzione di un registro per la trasparenza per le organizzazioni, le persone giuridiche e i lavoratori autonomi impegnati nell'elaborazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione (cfr. allegato IX, parte B).
3 Cfr. allegato IX, parte B.
4 Cfr. allegato 3 dell'accordo figurante all'allegato IX, parte B.
5 Cfr. allegato IX, parte A.
Emendamento 10
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 12
Articolo 12
Articolo 12
Indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)
Indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF)
La disciplina comune prevista dall'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che comprende i provvedimenti necessari per agevolare il regolare svolgimento delle indagini svolte dall'Ufficio, è applicabile all'interno del Parlamento, conformemente alla decisione del Parlamento che figura in allegato al presente regolamento 6 .
La disciplina comune prevista dall'accordo interistituzionale del 25 maggio 1999 relativo alle indagini interne svolte dall'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), che comprende i provvedimenti necessari per agevolare il regolare svolgimento delle indagini svolte dall'Ufficio, è applicabile all'interno del Parlamento, conformemente alla decisione del Parlamento del 18 novembre 1999 riguardante le condizioni e le modalità delle indagini interne in materia di lotta contro le frodi, la corruzione e ogni altra attività illecita lesiva degli interessi delle Comunità .
6 Cfr. allegato XI.
Emendamento 11
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 13
Articolo 13
Articolo 13
Osservatori
Osservatori
1.  In seguito alla firma di un trattato relativo all'adesione di uno Stato all'Unione europea, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può invitare il parlamento dello Stato aderente a designare fra i suoi membri un numero di osservatori pari al numero dei futuri seggi assegnati a tale Stato nel Parlamento europeo.
1.  In seguito alla firma di un trattato relativo all'adesione di uno Stato all'Unione europea, il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può invitare il parlamento dello Stato aderente a designare fra i suoi membri un numero di osservatori pari al numero dei futuri seggi assegnati a tale Stato nel Parlamento europeo.
2.  Tali osservatori prendono parte ai lavori del Parlamento in attesa dell'entrata in vigore del trattato di adesione e hanno diritto di parola in seno alle commissioni e ai gruppi politici. Non hanno diritto di voto né possono candidarsi per l'elezione a cariche in seno al Parlamento. La loro partecipazione non ha alcun effetto giuridico sulle deliberazioni del Parlamento.
2.  Tali osservatori prendono parte ai lavori del Parlamento in attesa dell'entrata in vigore del trattato di adesione e hanno diritto di parola in seno alle commissioni e ai gruppi politici. Non hanno diritto di voto né possono candidarsi per l'elezione a cariche in seno al Parlamento, né possono rappresentare il Parlamento all'esterno . La loro partecipazione non ha alcun effetto giuridico sulle deliberazioni del Parlamento.
3.  Il loro trattamento è assimilato a quello dei deputati al Parlamento europeo per quanto riguarda l'uso delle strutture e dei servizi del Parlamento e il rimborso delle spese sostenute nello svolgimento delle loro attività di osservatori.
3.  Il loro trattamento è assimilato a quello dei deputati al Parlamento europeo per quanto riguarda l'uso delle strutture e dei servizi del Parlamento e il rimborso delle spese di viaggio e di soggiorno sostenute nello svolgimento delle loro attività di osservatori.
Emendamento 12
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 14
Articolo 14
Articolo 14
Presidente provvisorio
Presidente provvisorio
1.  Nella seduta di cui all'articolo 146, paragrafo 2, così come in ogni altra seduta dedicata all'elezione del Presidente e dell'Ufficio di presidenza, il Presidente uscente o, in sua assenza, un vicepresidente uscente nell'ordine di precedenza o, in sua assenza, il deputato che ha esercitato il mandato per il periodo più lungo assume le funzioni di Presidente fino alla proclamazione dell'elezione del Presidente.
1.  Nella seduta di cui all'articolo 146, paragrafo 2, così come in ogni altra seduta dedicata all'elezione del Presidente e dell'Ufficio di presidenza, il Presidente uscente o, in sua assenza, un vicepresidente uscente nell'ordine di precedenza o, in sua assenza, il deputato che ha esercitato il mandato per il periodo più lungo assume le funzioni di Presidente fino alla proclamazione dell'elezione del Presidente.
2.  Sotto la presidenza del deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma del paragrafo 1 non può aver luogo alcuna discussione il cui oggetto sia estraneo all'elezione del Presidente o alla verifica dei poteri.
2.  Sotto la presidenza del deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma del paragrafo 1 non può aver luogo alcuna discussione il cui oggetto sia estraneo all'elezione del Presidente o alla verifica dei poteri in conformità dell'articolo 3, paragrafo 2 . Qualsiasi altra questione attinente alla verifica dei poteri sollevata durante la sua presidenza è deferita alla commissione competente.
Il deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma del paragrafo 1 esercita i poteri del Presidente di cui all'articolo 3, paragrafo 2, secondo comma. Qualsiasi altra questione attinente alla verifica dei poteri sollevata durante la sua presidenza è deferita alla commissione incaricata della verifica dei poteri.
Emendamenti 13 e 383
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 15
Articolo 15
Articolo 15
Candidature e disposizioni generali
Candidature e disposizioni generali
1.  Il Presidente, i vicepresidenti e i Questori sono eletti a scrutinio segreto, conformemente al disposto dell'articolo 182. Le candidature devono essere presentate con il consenso degli interessati. Esse possono essere presentate unicamente da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati. Tuttavia, qualora il numero delle candidature non superi il numero dei seggi da assegnare, i candidati possono essere eletti per acclamazione.
1.  Il Presidente è eletto a scrutinio segreto, seguito dai vicepresidenti e dai Questori, conformemente al disposto dell'articolo 182.
Le candidature devono essere presentate con il consenso degli interessati e possono essere presentate unicamente da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati. Prima di ciascuno scrutinio possono essere presentate nuove candidature.
Qualora il numero delle candidature non superi il numero dei seggi da assegnare, i candidati sono eletti per acclamazione, a meno che almeno un quinto dei deputati che compongono il Parlamento richiedano uno scrutinio segreto .
In caso di scrutinio unico per più di un titolare di carica, la scheda è valida solo se sono stati espressi più della metà dei voti disponibili.
Se un solo vicepresidente deve essere sostituito, e in caso ci sia solo un candidato, questi può essere eletto per acclamazione. Il Presidente dispone del potere discrezionale di decidere che si proceda all'elezione per acclamazione o a scrutinio segreto. Il candidato eletto prende, nell'ordine di precedenza, il posto del vicepresidente che sostituisce.
2.  Nelle elezioni del Presidente, dei vicepresidenti e dei Questori, congiuntamente considerati, è opportuno complessivamente tener conto di un'equa rappresentanza degli Stati membri e degli orientamenti politici.
2.  Nelle elezioni del Presidente, dei vicepresidenti e dei Questori, congiuntamente considerati, è opportuno complessivamente tener conto di un'equa rappresentanza degli orientamenti politici come pure del genere e dell'equilibrio geografico .
Emendamento 14
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 16
Articolo 16
Articolo 16
Elezione del Presidente - Allocuzione inaugurale
Elezione del Presidente - Allocuzione inaugurale
1.  Si procede innanzitutto all'elezione del Presidente. Le candidature devono essere presentate, prima di ogni scrutinio, al deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14, il quale ne informa il Parlamento. Se, dopo tre scrutini, nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, possono essere candidati al quarto scrutinio soltanto i due deputati che, al terzo scrutinio, abbiano ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità di voti, è proclamato eletto il candidato più anziano.
1.  Le candidature alla carica di Presidente devono essere presentate al deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14, il quale ne informa il Parlamento. Se, dopo tre scrutini, nessun candidato ha ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi, in deroga all'articolo 15, paragrafo 1, possono essere candidati al quarto scrutinio soltanto i due deputati che, al terzo scrutinio, abbiano ottenuto il maggior numero di voti; in caso di parità di voti, è proclamato eletto il candidato più anziano.
2.  Non appena il Presidente è stato eletto, il deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14 gli cede il seggio presidenziale. Solo il Presidente eletto può pronunciare un'allocuzione inaugurale.
2.  Non appena il Presidente è stato eletto, il deputato che svolge temporaneamente la funzione di Presidente a norma dell'articolo 14 gli cede il seggio presidenziale. Solo il Presidente eletto può pronunciare un'allocuzione inaugurale.
Emendamento 15
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 17
Articolo 17
Articolo 17
Elezione dei vicepresidenti
Elezione dei vicepresidenti
1.  Successivamente si procede all'elezione, con un'unica scheda , dei vicepresidenti. Sono eletti al primo scrutinio, fino a un massimo di quattordici deputati e nell'ordine numerico dei voti riportati, i candidati che hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi. Se il numero dei candidati eletti è inferiore al numero dei seggi da assegnare, si procede a un secondo scrutinio, con le stesse modalità, per l'assegnazione dei seggi restanti. Qualora un terzo scrutinio si renda necessario, l'elezione ha luogo a maggioranza relativa per i seggi che rimangono da attribuire; in caso di parità di voti, sono proclamati eletti i candidati più anziani.
1.  Successivamente si procede all'elezione, con un unico scrutinio , dei vicepresidenti. Sono eletti al primo scrutinio, fino a un massimo di quattordici deputati e nell'ordine numerico dei voti riportati, i candidati che hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei voti espressi. Se il numero dei candidati eletti è inferiore al numero dei seggi da assegnare, si procede a un secondo scrutinio, con le stesse modalità, per l'assegnazione dei seggi restanti. Qualora un terzo scrutinio si renda necessario, l'elezione ha luogo a maggioranza relativa per i seggi che rimangono da attribuire; in caso di parità di voti, sono proclamati eletti i candidati più anziani.
Sebbene, a differenza di quanto previsto dall'articolo 16, paragrafo 1, la presentazione di nuove candidature tra uno scrutinio e l'altro non sia espressamente prevista per l'elezione dei vicepresidenti, essa è di diritto, in ragione della sovranità dell'Assemblea, la quale deve potersi esprimere su tutte le candidature possibili, tanto più che la mancanza di questa facoltà potrebbe ostacolare il corretto svolgimento dell'elezione.
2.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 1, l'ordine di precedenza dei vicepresidenti è determinato dall'ordine secondo il quale essi sono stati eletti e, in caso di parità di voti, dall'età.
2.  Fatte salve le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 1, l'ordine di precedenza dei vicepresidenti è determinato dall'ordine secondo il quale essi sono stati eletti e, in caso di parità di voti, dall'età.
Qualora l'elezione abbia avuto luogo per acclamazione, si procede a una votazione a scrutinio segreto per stabilire l'ordine di precedenza.
Qualora l'elezione abbia avuto luogo per acclamazione, si procede a una votazione a scrutinio segreto per stabilire l'ordine di precedenza.
Emendamento 16
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 18
Articolo 18
Articolo 18
Elezione dei Questori
Elezione dei Questori
Eletti i vicepresidenti, il Parlamento procede all'elezione di cinque Questori.
Il Parlamento procede all'elezione di cinque Questori secondo la stessa procedura applicabile all'elezione dei vicepresidenti .
Tale elezione si svolge secondo la stessa procedura applicabile all'elezione dei vicepresidenti.
Emendamento 17
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 19
Articolo 19
Articolo 19
Durata delle cariche
Durata delle cariche
1.  La durata delle cariche di Presidente, di vicepresidente e di Questore è di due anni e mezzo.
1.  La durata delle cariche di Presidente, di vicepresidente e di Questore è di due anni e mezzo.
Il deputato che passi a un altro gruppo politico conserva per la durata restante della carica di due anni e mezzo il seggio da lui eventualmente occupato nell'Ufficio di presidenza o nel Collegio dei Questori .
Il deputato che passi a un altro gruppo politico conserva per la durata restante della carica di due anni e mezzo il seggio da lui eventualmente occupato nell'Ufficio di presidenza o nella carica di Questore .
2.  Qualora si verifichi una vacanza per una di queste cariche prima della scadenza di tale termine, il deputato eletto a tal fine ricoprirà la carica solo per il periodo restante del mandato del suo predecessore.
2.  Qualora si verifichi una vacanza per una di queste cariche prima della scadenza di tale termine, il deputato eletto a tal fine ricoprirà la carica solo per il periodo restante del mandato del suo predecessore.
Emendamento 18
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 20
Articolo 20
Articolo 20
Vacanza
Vacanza
1.  Qualora il Presidente, un vicepresidente o un Questore debba essere sostituito, si procede all'elezione del successore, conformemente alle disposizioni che precedono.
1.  Qualora il Presidente, un vicepresidente o un Questore debba essere sostituito, si procede all'elezione del successore, conformemente alle disposizioni che precedono.
Il nuovo vicepresidente prende, nell'ordine di precedenza, il posto del vicepresidente uscente.
Il nuovo vicepresidente prende, nell'ordine di precedenza, il posto del vicepresidente uscente.
2.  Qualora si renda vacante la carica di Presidente, il primo vicepresidente esercita tale funzione fino all'elezione del nuovo Presidente.
2.  Qualora si renda vacante la carica di Presidente, un vicepresidente, seguendo l'ordine di precedenza, esercita tale funzione fino all'elezione del nuovo Presidente.
Emendamento 19
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 22
Articolo 22
Articolo 22
Attribuzioni del Presidente
Attribuzioni del Presidente
1.  Il Presidente dirige, nelle condizioni previste dal presente regolamento, l'insieme dei lavori del Parlamento e dei suoi organi. Egli dispone di tutti i poteri necessari per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buono svolgimento.
1.  Il Presidente dirige, in conformità del presente regolamento, l'insieme dei lavori del Parlamento e dei suoi organi. Egli dispone di tutti i poteri necessari per presiedere alle deliberazioni del Parlamento e per assicurarne il buono svolgimento.
La presente disposizione può essere interpretata in modo tale che tra i poteri da essa conferiti al Presidente rientri anche quello di porre fine a un eccessivo ricorso a prassi quali richiami al regolamento, mozioni di procedura e dichiarazioni di voto, nonché richieste di votazioni distinte, per parti separate o per appello nominale, nei casi in cui il Presidente ritenga che vi sia il chiaro intento di pregiudicare in modo grave e duraturo lo svolgimento dei lavori dell'Aula o i diritti degli altri deputati.
Tra i poteri conferiti dalla presente disposizione rientra anche quello di mettere in votazione testi in ordine diverso da quello previsto nel documento oggetto della votazione. In analogia con quanto previsto all'articolo 174, paragrafo 7, il Presidente può chiedere l'accordo del Parlamento prima di procedere.
2.  Il Presidente apre, sospende e toglie le sedute. Decide in merito alla ricevibilità degli emendamenti nonché in merito alle interrogazioni al Consiglio e alla Commissione e alla conformità delle relazioni con il regolamento . Fa osservare il regolamento, mantiene l'ordine, concede la facoltà di parlare, dichiara chiuse le discussioni, mette le questioni ai voti e proclama i risultati delle votazioni. Trasmette inoltre alle commissioni le comunicazioni che sono di loro competenza.
2.  Il Presidente apre, sospende e toglie le sedute. Decide in merito alla ricevibilità degli emendamenti e degli altri testi posti in votazione nonché in merito alla ricevibilità delle interrogazioni parlamentari . Fa osservare il regolamento, mantiene l'ordine, concede la facoltà di parlare, dichiara chiuse le discussioni, mette le questioni ai voti e proclama i risultati delle votazioni. Trasmette inoltre alle commissioni le comunicazioni che sono di loro competenza.
3.  Il Presidente può prendere la parola in una discussione solo per esporre lo stato della questione e richiamare alla medesima; se intende partecipare a una discussione, abbandona il seggio presidenziale e può rioccuparlo solo dopo che la discussione sulla questione sia terminata.
3.  Il Presidente può prendere la parola in una discussione solo per esporre lo stato della questione e richiamare alla medesima; se intende partecipare a una discussione, abbandona il seggio presidenziale e può rioccuparlo solo dopo che la discussione sulla questione sia terminata.
4.  Nelle relazioni internazionali, nelle cerimonie, negli atti amministrativi, giudiziari o finanziari il Parlamento è rappresentato dal suo Presidente, che può delegare tale potere.
4.  Nelle relazioni internazionali, nelle cerimonie, negli atti amministrativi, giudiziari o finanziari il Parlamento è rappresentato dal suo Presidente, che può delegare tale potere.
4 bis.   Il Presidente è responsabile della sicurezza e dell'inviolabilità degli edifici del Parlamento europeo.
Emendamento 20
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 23
Articolo 23
Articolo 23
Attribuzioni dei vicepresidenti
Attribuzioni dei vicepresidenti
1.  Il Presidente, in caso di assenza, di impedimento o qualora intenda partecipare a una discussione a norma dell'articolo 22, paragrafo 3, è sostituito da uno dei vicepresidenti in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2.
1.  Il Presidente, in caso di assenza, di impedimento o qualora intenda partecipare a una discussione a norma dell'articolo 22, paragrafo 3, è sostituito da uno dei vicepresidenti in conformità dell'articolo 17, paragrafo 2.
2.  I vicepresidenti assolvono altresì le funzioni che sono loro attribuite a norma degli articoli 25, 27, paragrafi 3 e 5, e 71, paragrafo 3.
2.  I vicepresidenti assolvono altresì le funzioni che sono loro attribuite a norma degli articoli 25, 27, paragrafi 3 e 5, e 71, paragrafo 3.
3.  Il Presidente può delegare ai vicepresidenti qualsiasi funzione, come quella di rappresentare il Parlamento in relazione a cerimonie o atti determinati. In particolare, può incaricare un vicepresidente di assumere le responsabilità conferite al Presidente a norma dell'articolo 130, paragrafo 2, e dell'allegato II, paragrafo 3 .
3.  Il Presidente può delegare ai vicepresidenti qualsiasi funzione, come quella di rappresentare il Parlamento in relazione a cerimonie o atti determinati. In particolare, può incaricare un vicepresidente di assumere le responsabilità conferite al Presidente a norma dell'articolo 129, paragrafo 2, e dell'articolo 130, paragrafo 2.
Emendamento 21
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 25
Articolo 25
Articolo 25
Attribuzioni dell'Ufficio di presidenza
Attribuzioni dell'Ufficio di presidenza
1.  L'Ufficio di presidenza svolge i compiti a esso affidati dal presente regolamento.
1.  L'Ufficio di presidenza svolge i compiti a esso affidati dal presente regolamento.
2.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti l'organizzazione interna del Parlamento, il suo Segretariato e i suoi organi.
2.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti l'organizzazione interna del Parlamento, il suo Segretariato e i suoi organi.
3.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti i deputati, su proposta del Segretario generale o di un gruppo politico.
3.  L'Ufficio di presidenza adotta decisioni di carattere finanziario, organizzativo e amministrativo concernenti i deputati, su proposta del Segretario generale o di un gruppo politico.
4.  L'Ufficio di presidenza disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute.
4.  L'Ufficio di presidenza disciplina le questioni relative allo svolgimento delle sedute.
Il termine "svolgimento delle sedute" comprende la questione del comportamento dei deputati all'interno di tutti i locali del Parlamento.
5.  L'Ufficio di presidenza adotta le disposizioni previste all'articolo 35 per i deputati non iscritti.
5.  L'Ufficio di presidenza adotta le disposizioni previste all'articolo 35 per i deputati non iscritti.
6.  L'Ufficio di presidenza stabilisce l'organigramma del Segretariato generale e i regolamenti relativi alla situazione amministrativa e finanziaria dei funzionari e degli altri agenti.
6.  L'Ufficio di presidenza stabilisce l'organigramma del Segretariato generale e i regolamenti relativi alla situazione amministrativa e finanziaria dei funzionari e degli altri agenti.
7.  L'Ufficio di presidenza stabilisce il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento.
7.  L'Ufficio di presidenza stabilisce il progetto preliminare di stato di previsione del Parlamento.
8.  L'Ufficio di presidenza adotta le direttive per i Questori conformemente all'articolo 28 .
8.  L'Ufficio di presidenza adotta le direttive per i Questori e può chiedere che essi svolgano determinati compiti .
9.  L'Ufficio di presidenza è l'organo competente ad autorizzare le riunioni di commissione al di fuori dei luoghi abituali di lavoro, le audizioni, nonché i viaggi di studio e di informazione effettuati dai relatori.
9.  L'Ufficio di presidenza è l'organo competente ad autorizzare le riunioni o le missioni delle commissioni al di fuori dei luoghi abituali di lavoro, le audizioni, nonché i viaggi di studio e di informazione effettuati dai relatori.
Allorquando tali riunioni sono autorizzate, il regime linguistico è fissato a partire dalle lingue ufficiali utilizzate e richieste dai membri e dai membri supplenti della commissione .
Allorquando tali riunioni o missioni sono autorizzate, il regime linguistico è fissato a partire dal Codice di condotta sul multilinguismo adottato dall'Ufficio di presidenza . Nello stesso modo si procede anche per quanto riguarda le delegazioni.
Nello stesso modo si procede per quanto riguarda le delegazioni, fatto salvo il consenso dei membri e dei membri supplenti interessati.
10.  L'Ufficio di presidenza nomina il Segretario generale conformemente all'articolo 222.
10.  L'Ufficio di presidenza nomina il Segretario generale conformemente all'articolo 222.
11.  L'Ufficio di presidenza fissa le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 2004/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici a livello europeo e svolge, nel quadro dell'attuazione di detto regolamento, i compiti che gli sono attribuiti dal presente regolamento .
11.  L'Ufficio di presidenza fissa le modalità di applicazione del regolamento relativo allo statuto e al finanziamento dei partiti politici e delle fondazioni a livello europeo.
12.  L'Ufficio di presidenza stabilisce le norme concernenti il trattamento di informazioni riservate da parte del Parlamento e dei suoi organi, di titolari di cariche e di altri deputati, tenendo conto degli eventuali accordi interistituzionali conclusi in materia. Tali norme sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e allegate al presente regolamento 7 .
12.  L'Ufficio di presidenza stabilisce le norme concernenti il trattamento di informazioni riservate da parte del Parlamento e dei suoi organi, di titolari di cariche e di altri deputati, tenendo conto degli eventuali accordi interistituzionali conclusi in materia. Tali norme sono pubblicate nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
13.  Il Presidente e/o l'Ufficio di presidenza possono affidare a uno o più membri dell'Ufficio di presidenza compiti generali o particolari rientranti nelle competenze del Presidente e/o dell'Ufficio di presidenza. Allo stesso tempo vengono determinate le modalità di esecuzione di tali compiti.
13.  Il Presidente e/o l'Ufficio di presidenza possono affidare a uno o più membri dell'Ufficio di presidenza compiti generali o particolari rientranti nelle competenze del Presidente e/o dell'Ufficio di presidenza. Allo stesso tempo vengono determinate le modalità di esecuzione di tali compiti.
14.  L'Ufficio di presidenza designa due vicepresidenti ai quali è affidato il compito di occuparsi delle relazioni con i parlamenti nazionali.
14.  L'Ufficio di presidenza designa due vicepresidenti ai quali è affidato il compito di occuparsi delle relazioni con i parlamenti nazionali.
Essi riferiscono regolarmente alla Conferenza dei presidenti sulle loro attività in materia.
14 bis.   L'Ufficio di presidenza designa un vicepresidente al quale è affidato il compito dell'attuazione di consultazioni strutturate con la società civile europea su argomenti di rilievo.
14 ter.   L'Ufficio di presidenza è competente per l'applicazione dello Statuto dei deputati e decide riguardo agli importi delle indennità sulla base del bilancio annuale.
15.   In occasione della rielezione del Parlamento, l'Ufficio di presidenza uscente resta in carica fino alla prima seduta del nuovo Parlamento.
__________________
7 Cfr. allegato VII, parte E.
Emendamento 22
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 26
Articolo 26
Articolo 26
Composizione della Conferenza dei presidenti
Composizione della Conferenza dei presidenti
1.  La Conferenza dei presidenti è composta dal Presidente del Parlamento e dai presidenti dei gruppi politici. Il presidente di un gruppo politico può farsi rappresentare da un membro del suo gruppo.
1.  La Conferenza dei presidenti è composta dal Presidente del Parlamento e dai presidenti dei gruppi politici. Il presidente di un gruppo politico può farsi rappresentare da un membro del suo gruppo.
2.  Il Presidente del Parlamento invita uno dei deputati non iscritti alle riunioni della Conferenza dei presidenti, alle quali prende parte senza diritto di voto.
2.  Il Presidente del Parlamento, dopo aver dato l'opportunità ai deputati non iscritti di esprimere il loro parare, invita uno di loro alle riunioni della Conferenza dei presidenti, alle quali prende parte senza diritto di voto.
3.  La Conferenza dei presidenti cerca di raggiungere un consenso sulle questioni che le sono deferite.
3.  La Conferenza dei presidenti cerca di raggiungere un consenso sulle questioni che le sono deferite.
Qualora non possa essere raggiunto tale consenso, si procede a una votazione ponderata in funzione della consistenza numerica di ciascun gruppo politico.
Qualora non possa essere raggiunto tale consenso, si procede a una votazione ponderata in funzione della consistenza numerica di ciascun gruppo politico.
Emendamenti 23 e 387
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 27
Articolo 27
Articolo 27
Attribuzioni della Conferenza dei presidenti
Attribuzioni della Conferenza dei presidenti
1.  La Conferenza dei presidenti svolge i compiti a essa affidati dal presente regolamento.
1.  La Conferenza dei presidenti svolge i compiti a essa affidati dal presente regolamento.
2.  La Conferenza dei presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e sulle questioni connesse alla programmazione legislativa.
2.  La Conferenza dei presidenti delibera sull'organizzazione dei lavori del Parlamento e sulle questioni connesse alla programmazione legislativa.
3.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con le altre istituzioni e gli altri organi dell'Unione europea nonché con i parlamenti nazionali degli Stati membri.
3.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con le altre istituzioni e gli altri organi dell'Unione europea nonché con i parlamenti nazionali degli Stati membri. Le decisioni relative al mandato e alla composizione della delegazione del Parlamento che prende parte alle consultazioni in seno al Consiglio e ad altre istituzioni dell'Unione europea su questioni fondamentali concernenti lo sviluppo dell'Unione europea (processo degli sherpa) sono prese sulla base delle relative posizioni adottate dal Parlamento e tenendo conto della diversità delle opinioni politiche rappresentate in seno a quest'ultimo. I vicepresidenti ai quali è stato affidato il compito di occuparsi delle relazioni con i parlamenti nazionali riferiscono regolarmente alla Conferenza dei presidenti sulle loro attività al riguardo .
4.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con i paesi terzi e con istituzioni od organizzazioni extracomunitarie.
4.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per le questioni relative alle relazioni con i paesi terzi e con istituzioni od organizzazioni extracomunitarie.
5.  La Conferenza dei presidenti è responsabile dell'organizzazione di consultazioni strutturate con la società civile europea su argomenti di rilievo. Ciò può includere l'organizzazione di dibattiti pubblici su argomenti d'interesse generale europeo, aperti alla partecipazione dei cittadini interessati. L'Ufficio di presidenza nomina un vicepresidente competente per l'attuazione di queste consultazioni, il quale riferisce alla Conferenza dei presidenti.
5.  La Conferenza dei presidenti è responsabile dell'organizzazione di consultazioni strutturate con la società civile europea su argomenti di rilievo. Ciò può includere l'organizzazione di dibattiti pubblici su argomenti d'interesse generale europeo, aperti alla partecipazione dei cittadini interessati. Il vicepresidente competente per l'attuazione di queste consultazioni riferisce regolarmente alla Conferenza dei presidenti sulle sue attività in materia .
6.  La Conferenza dei presidenti fissa il progetto di ordine del giorno delle tornate del Parlamento.
6.  La Conferenza dei presidenti fissa il progetto di ordine del giorno delle tornate del Parlamento.
7.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per quanto concerne la composizione e le competenze delle commissioni e delle commissioni d'inchiesta nonché delle commissioni parlamentari miste, delle delegazioni permanenti e delle delegazioni ad hoc.
7.  La Conferenza dei presidenti presenta al Parlamento proposte per quanto concerne la composizione e le competenze delle commissioni e delle commissioni d'inchiesta nonché delle commissioni parlamentari miste e delle delegazioni permanenti. La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per l'autorizzazione delle delegazioni ad hoc.
8.  La Conferenza dei presidenti decide in merito alla ripartizione dei posti in Aula conformemente all'articolo 36.
8.  La Conferenza dei presidenti decide in merito alla ripartizione dei posti in Aula conformemente all'articolo 36.
9.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per l'autorizzazione delle relazioni d'iniziativa.
9.  La Conferenza dei presidenti è l'organo competente per l'autorizzazione delle relazioni d'iniziativa.
10.  La Conferenza dei presidenti presenta all'Ufficio di presidenza proposte in merito a problemi amministrativi e finanziari dei gruppi politici.
10.  La Conferenza dei presidenti presenta all'Ufficio di presidenza proposte in merito a problemi amministrativi e finanziari dei gruppi politici.
Emendamento 24
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 28
Articolo 28
Articolo 28
Attribuzioni dei Questori
Attribuzioni dei Questori
I Questori sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati, secondo direttive fissate dall'Ufficio di presidenza.
I Questori sono incaricati di compiti amministrativi e finanziari concernenti direttamente i deputati, secondo direttive fissate dall'Ufficio di presidenza, come pure degli altri compiti loro affidati .
Emendamento 25
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 29
Articolo 29
Articolo 29
Conferenza dei presidenti di commissione
Conferenza dei presidenti di commissione
1.  La Conferenza dei presidenti di commissione è composta dai presidenti di tutte le commissioni permanenti e speciali. Essa elegge il proprio presidente.
1.  La Conferenza dei presidenti di commissione è composta dai presidenti di tutte le commissioni permanenti e speciali. Essa elegge il proprio presidente.
In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età (o in caso di impedimento di quest'ultimo il deputato più anziano presente) a assumere la presidenza della riunione.
1 bis.   In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età a assumere la presidenza della riunione.
2.  La Conferenza dei presidenti di commissione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle commissioni e alla fissazione dell'ordine del giorno delle tornate.
2.  La Conferenza dei presidenti di commissione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle commissioni e alla fissazione dell'ordine del giorno delle tornate.
3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di commissione determinate attribuzioni.
3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di commissione determinate attribuzioni.
Emendamento 26
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 30
Articolo 30
Articolo 30
Conferenza dei presidenti di delegazione
Conferenza dei presidenti di delegazione
1.  La Conferenza dei presidenti di delegazione è composta dai presidenti di tutte le delegazioni interparlamentari permanenti. Essa elegge il proprio presidente.
1.  La Conferenza dei presidenti di delegazione è composta dai presidenti di tutte le delegazioni interparlamentari permanenti. Essa elegge il proprio presidente.
In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età (o in caso di impedimento di quest'ultimo il deputato più anziano presente) a assumere la presidenza della riunione.
1 bis.   In caso di assenza del Presidente, è il decano d'età a assumere la presidenza della riunione.
2.  La Conferenza dei presidenti di delegazione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle delegazioni.
2.  La Conferenza dei presidenti di delegazione può presentare alla Conferenza dei presidenti proposte in merito ai lavori delle delegazioni.
3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di delegazione determinate attribuzioni.
3.  L'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei presidenti possono delegare alla Conferenza dei presidenti di delegazione determinate attribuzioni.
Emendamento 27
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 30 bis (nuovo)
Articolo 30 bis
Continuità delle cariche durante il periodo elettorale
In occasione della rielezione del Parlamento, tutti gli organi e i titolari di carica del Parlamento uscente continuano a esercitare le loro funzioni fino alla prima seduta del nuovo Parlamento.
Emendamento 28
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 31
Articolo 31
Articolo 31
Informazioni sull'attività dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti
Informazioni sull'attività dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti
1.  I processi verbali dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti sono tradotti nelle lingue ufficiali, stampati e distribuiti a tutti i deputati e sono accessibili al pubblico, salvo che, in casi eccezionali, l'Ufficio di presidenza o la Conferenza dei presidenti, per i motivi di riservatezza definiti all' articolo 4, paragrafi da 1 a 4, del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, decidano altrimenti per quanto riguarda determinati punti dei processi verbali.
1.  I processi verbali dell'Ufficio di presidenza e della Conferenza dei presidenti sono tradotti nelle lingue ufficiali e distribuiti a tutti i deputati e sono accessibili al pubblico, salvo che, in casi eccezionali, l'Ufficio di presidenza o la Conferenza dei presidenti, per i motivi di riservatezza a norma dell' articolo 4, paragrafi da 1 a 4, del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, decidano altrimenti per quanto riguarda determinati punti dei processi verbali.
2.  Ogni deputato può presentare interrogazioni attinenti all'attività dell'Ufficio di presidenza, della Conferenza dei presidenti e dei Questori. Tali interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente, notificate ai deputati e pubblicate sul sito internet del Parlamento entro il termine di trenta giorni dalla presentazione.
2.  Ogni deputato può presentare interrogazioni attinenti all'esercizio da parte dell'Ufficio di presidenza, della Conferenza dei presidenti e dei Questori delle rispettive attribuzioni . Tali interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente, notificate ai deputati e pubblicate sul sito internet del Parlamento entro il termine di trenta giorni dalla presentazione.
Emendamento 29
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 32
Articolo 32
Articolo 32
Costituzione di gruppi politici
Costituzione e scioglimento di gruppi politici
1.  I deputati possono organizzarsi in gruppi secondo le affinità politiche.
1.  I deputati possono organizzarsi in gruppi secondo le affinità politiche.
Non è necessario di norma che il Parlamento valuti l'affinità politica dei membri di un gruppo. Al momento di formare un gruppo sulla base del presente articolo, i deputati interessati accettano per definizione di avere un'affinità politica. Soltanto quando questa è negata dai deputati interessati è necessario che il Parlamento valuti se il gruppo è stato costituito in conformità del regolamento.
Non è necessario di norma che il Parlamento valuti l'affinità politica dei membri di un gruppo. Al momento di formare un gruppo sulla base del presente articolo, i deputati interessati accettano per definizione di avere un'affinità politica. Soltanto quando questa è negata dai deputati interessati è necessario che il Parlamento valuti se il gruppo è stato costituito in conformità del regolamento.
2.  Un gruppo politico è composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri. Per costituire un gruppo politico occorre un numero minimo di venticinque deputati.
2.  Un gruppo politico è composto da deputati eletti in almeno un quarto degli Stati membri. Per costituire un gruppo politico occorre un numero minimo di venticinque deputati.
3.  Se la consistenza numerica di un gruppo scende al di sotto della soglia richiesta , il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può autorizzare il gruppo ad esistere fino alla successiva seduta costitutiva del Parlamento, a condizione che:
3.  Se la consistenza numerica di un gruppo scende al di sotto di una delle soglie richieste , il Presidente, previo accordo della Conferenza dei presidenti, può autorizzare il gruppo ad esistere fino alla successiva seduta costitutiva del Parlamento, a condizione che:
–  i suoi membri continuino a rappresentare almeno un quinto degli Stati membri;
–  i suoi membri continuino a rappresentare almeno un quinto degli Stati membri;
–  il gruppo esista da più di un anno.
–  il gruppo esista da più di un anno.
Il Presidente non concede questa deroga qualora vi siano elementi sufficienti per sospettare una sua applicazione abusiva.
Il Presidente non concede questa deroga qualora vi siano elementi sufficienti per sospettare una sua applicazione abusiva.
4.  Un deputato può appartenere a un solo gruppo politico.
4.  Un deputato può appartenere a un solo gruppo politico.
5.  La costituzione di un gruppo politico deve essere dichiarata al Presidente. Tale dichiarazione deve indicare la denominazione del gruppo, il nome dei suoi membri e la composizione del suo ufficio di presidenza.
5.  La costituzione di un gruppo politico deve essere dichiarata al Presidente. Tale dichiarazione deve indicare la denominazione del gruppo, il nome dei suoi membri e la composizione del suo ufficio di presidenza. La dichiarazione è firmata da tutti i membri del gruppo.
6.  La dichiarazione è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea .
6.  La dichiarazione è allegata al processo verbale della tornata durante la quale viene comunicata la costituzione del gruppo politico .
6 bis.   Il Presidente comunica la costituzione dei gruppi politici in Aula. Tale comunicazione ha effetti giuridici retroattivi a partire dal momento in cui il gruppo ha notificato la sua costituzione al Presidente in conformità del presente articolo.
Il Presidente comunica anche lo scioglimento dei gruppi politici in Aula. Tale comunicazione avrà effetti giuridici a partire dal giorno successivo al momento in cui il gruppo non soddisfa più le condizioni per la sua esistenza.
Emendamenti 30 e 461
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 33
Articolo 33
Articolo 33
Attività e status giuridico dei gruppi politici
Attività e status giuridico dei gruppi politici
1.  I gruppi politici esercitano le loro funzioni nel quadro delle attività dell'Unione europea, compresi i compiti loro assegnati dal regolamento. I gruppi politici dispongono di una segreteria, nell'ambito dell'organigramma del Segretariato generale, nonché delle strutture amministrative e degli stanziamenti previsti nel bilancio del Parlamento.
1.  I gruppi politici esercitano le loro funzioni nel quadro delle attività dell'Unione europea, compresi i compiti loro assegnati dal regolamento. I gruppi politici dispongono di una segreteria, nell'ambito dell'organigramma del Segretariato generale, nonché delle strutture amministrative e degli stanziamenti previsti nel bilancio del Parlamento.
1 bis.   All'inizio di ogni legislatura, la Conferenza dei presidenti si adopera per concordare procedure intese a riflettere la diversità politica del Parlamento in seno alle commissioni e delegazioni e agli organi decisionali.
2.  L'Ufficio di presidenza fissa le disposizioni relative alla concessione, all'esecuzione e al controllo di tali strutture e stanziamenti nonché alle relative deleghe dei poteri di esecuzione del bilancio.
2.  L'Ufficio di presidenza, sulla base delle proposte presentate dalla Conferenza dei presidenti, fissa le disposizioni relative alla concessione, all'esecuzione e al controllo di tali strutture e stanziamenti nonché alle relative deleghe dei poteri di esecuzione del bilancio e alle conseguenze di un eventuale mancato rispetto di tali disposizioni .
3.  Tali disposizioni definiscono le conseguenze amministrative e finanziarie applicabili in caso di scioglimento di un gruppo politico.
3.  Tali disposizioni definiscono le conseguenze amministrative e finanziarie applicabili in caso di scioglimento di un gruppo politico.
Emendamento 31
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 34
Articolo 34
Articolo 34
Intergruppi
Intergruppi
1.  I singoli deputati possono costituire intergruppi o altri raggruppamenti non ufficiali di deputati per svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.
1.  I singoli deputati possono costituire intergruppi o altri raggruppamenti non ufficiali di deputati per svolgere scambi informali di opinioni su argomenti specifici tra diversi gruppi politici, con la partecipazione di membri di commissioni parlamentari diverse, e per promuovere i contatti fra i deputati e la società civile.
2.  Tali raggruppamenti non possono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. Nel rispetto delle condizioni fissate dalle norme a disciplina della loro costituzione adottate dall'Ufficio di presidenza, i gruppi politici possono agevolarne le attività fornendo loro supporto logistico.
2.  Tali raggruppamenti agiscono in modo pienamente trasparente e non possono svolgere attività suscettibili di dare adito a confusione con le attività ufficiali del Parlamento o dei suoi organi. Nel rispetto delle condizioni fissate dalle norme a disciplina della loro costituzione adottate dall'Ufficio di presidenza, i gruppi politici possono agevolarne le attività fornendo loro supporto logistico.
I raggruppamenti in questione sono tenuti a dichiarare qualunque sostegno, in contanti o in natura (per esempio assistenza di segreteria) che, se offerto a titolo individuale, sarebbe soggetto all'obbligo di dichiarazione a norma dell'allegato I.
3.  Gli intergruppi sono tenuti a dichiarare annualmente qualunque sostegno, in contanti o in natura (per esempio assistenza di segreteria) che, se offerto a titolo individuale, sarebbe soggetto all'obbligo di dichiarazione a norma dell'allegato I.
I Questori tengono un registro delle dichiarazioni di cui al secondo comma . Il registro è pubblicato nel sito internet del Parlamento. I Questori stabiliscono le modalità relative a dette dichiarazioni.
4.  I Questori tengono un registro delle dichiarazioni di cui al paragrafo 3 . Il registro è pubblicato nel sito internet del Parlamento. I Questori stabiliscono le modalità relative a dette dichiarazioni e assicurano l'effettiva applicazione del presente articolo .
Emendamento 32
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – titolo
LEGISLAZIONE, BILANCIO E ALTRE PROCEDURE
LEGISLAZIONE, BILANCIO, DISCARICO E ALTRE PROCEDURE
Emendamento 33
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 37
Articolo 37
Articolo 37
Programma di lavoro della Commissione
Programmazione annuale
1.  Il Parlamento concorre con la Commissione e il Consiglio alla definizione della programmazione legislativa dell'Unione europea.
1.  Il Parlamento concorre con la Commissione e il Consiglio alla definizione della programmazione legislativa dell'Unione europea.
Il Parlamento e la Commissione cooperano all'atto della preparazione del programma di lavoro della Commissione, che costituisce il contributo di quest'ultima istituzione alla programmazione annuale e pluriennale dell'Unione, in base a uno scadenzario e a modalità convenuti tra le due istituzioni e allegati al regolamento 8 .
Il Parlamento e la Commissione cooperano all'atto della preparazione del programma di lavoro della Commissione, che costituisce il contributo di quest'ultima istituzione alla programmazione annuale e pluriennale dell'Unione, in base a uno scadenzario e a modalità convenuti tra le due istituzioni8 .
1 bis.   Successivamente all'adozione del programma di lavoro della Commissione, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, in conformità del punto 7 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", del 13 aprile 2016 8 bis , procedono a uno scambio di opinioni e concordano una dichiarazione comune sulla programmazione interistituzionale annuale che fissa gli obiettivi e le priorità di massima.
Prima di avviare i negoziati con il Consiglio e con la Commissione sulla dichiarazione comune, il Presidente tiene uno scambio di opinioni con la Conferenza dei presidenti e con la Conferenza dei presidenti di commissione per quanto riguarda gli obiettivi e le priorità di massima del Parlamento.
Prima di procedere alla firma della dichiarazione comune, il Presidente chiede l'approvazione della Conferenza dei presidenti.
2.   In caso di circostanze urgenti e impreviste, un'istituzione può, di sua iniziativa e conformemente alle procedure previste dai trattati, proporre di aggiungere una misura legislativa a quelle proposte nel programma di lavoro della Commissione.
3.  Il Presidente trasmette la risoluzione approvata dal Parlamento alle altre istituzioni che partecipano alla procedura legislativa dell'Unione europea e ai parlamenti degli Stati membri.
3.  Il Presidente trasmette ogni risoluzione sulla programmazione e sulle priorità legislative approvata dal Parlamento alle altre istituzioni che partecipano alla procedura legislativa dell'Unione europea e ai parlamenti degli Stati membri.
Il Presidente chiede al Consiglio di esprimere un parere sul programma di lavoro della Commissione nonché sulla risoluzione del Parlamento.
4.   Qualora un'istituzione non sia in grado di rispettare il calendario stabilito, essa notifica alle altre istituzioni i motivi del ritardo e propone un nuovo calendario.
4 bis.   Qualora la Commissione intenda ritirare una proposta, il Commissario responsabile è invitato dalla commissione competente a una riunione per discutere tale intenzione. Anche la Presidenza del Consiglio può essere invitata a tale riunione. Se la commissione competente non è d'accordo con l'intenzione di ritirare la proposta, può chiedere alla Commissione di rilasciare una dichiarazione al Parlamento. Si applica l'articolo 123.
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__________________
8 Cfr. allegato XIII.
8 Accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea (GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47).
8 bis GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.
Emendamento 34
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 38
Articolo 38
Articolo 38
Rispetto della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea
Rispetto dei diritti fondamentali
1.  In tutte le sue attività il Parlamento rispetta pienamente i diritti fondamentali quali stabiliti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea .
1.  In tutte le sue attività il Parlamento rispetta pienamente i diritti, le libertà e i principi riconosciuti dall'articolo 6 del trattato sull'Unione europea e i valori sanciti all'articolo 2 del trattato .
Il Parlamento rispetta altresì pienamente i diritti e i principi sanciti all'articolo 2 e all'articolo 6, paragrafi 2 e 3, del trattato sull'Unione europea.
2.  Qualora la commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 deputati ritengano che una proposta di atto legislativo o parti di essa non rispettino i diritti sanciti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la questione è deferita, su loro richiesta, alla commissione competente per l'interpretazione della Carta . Il parere di detta commissione è allegato alla relazione della commissione competente.
2.  Qualora la commissione competente, un gruppo politico o almeno 40 deputati ritengano che una proposta di atto legislativo o parti di essa non rispettino i diritti fondamentali dell'Unione europea, la questione è deferita, su loro richiesta, alla commissione competente per la tutela dei diritti fondamentali .
2 bis.   Tale richiesta va presentata entro quattro settimane lavorative dall'annuncio in Aula del deferimento alla commissione.
2 ter.   Il parere della commissione competente per la tutela dei diritti fondamentali è allegato alla relazione della commissione competente.
Emendamento 36
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 39
Articolo 39
Articolo 39
Verifica della base giuridica
Verifica della base giuridica
1.  Per ogni proposta di atto legislativo o altro documento di carattere legislativo , la commissione competente per il merito verifica in primo luogo la base giuridica.
1.  Per ogni proposta di atto giuridicamente vincolante , la commissione competente per il merito verifica in primo luogo la base giuridica.
2.  Qualora contesti la legittimità o l'opportunità della base giuridica, anche rispetto alla verifica di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, la commissione competente chiede il parere della commissione competente per gli affari giuridici.
2.  Qualora contesti la legittimità o l'opportunità della base giuridica, anche rispetto alla verifica di cui all'articolo 5 del trattato sull'Unione europea, la commissione competente chiede il parere della commissione competente per gli affari giuridici.
3.  La commissione competente per gli affari giuridici può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la base giuridica delle proposte di atti legislativi . In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.
3.  La commissione competente per gli affari giuridici può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la base giuridica in qualsiasi fase della procedura legislativa . In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.
4.  Qualora decida di contestare la legittimità o l'opportunità della base giuridica, la commissione competente per gli affari giuridici riferisce le proprie conclusioni al Parlamento. Il Parlamento vota al riguardo prima di procedere alla votazione sul contenuto della proposta.
4.  Qualora decida di contestare la legittimità o l'opportunità della base giuridica, ove opportuno in seguito a uno scambio di opinioni con il Consiglio e la Commissione in conformità degli accordi stipulati a livello interistituzionale 1bis , la commissione competente per gli affari giuridici riferisce le proprie conclusioni al Parlamento. Fatto salvo l'articolo 63, il Parlamento vota al riguardo prima di procedere alla votazione sul contenuto della proposta.
5.  Gli emendamenti volti a modificare la base giuridica di una proposta di atto legislativo presentati in Aula senza che la commissione competente per il merito o la commissione competente per gli affari giuridici abbiano contestato la legittimità e l'opportunità della base giuridica stessa, sono irricevibili.
5.  Gli emendamenti volti a modificare la base giuridica presentati in Aula senza che la commissione competente per il merito o la commissione competente per gli affari giuridici abbiano contestato la legittimità e l'opportunità della base giuridica stessa, sono irricevibili.
6.   Qualora la Commissione non accetti di modificare la sua proposta per conformarla alla base giuridica approvata dal Parlamento, il relatore o il presidente della commissione competente per gli affari giuridici o della commissione competente per il merito possono proporre di rinviare la votazione sul contenuto della proposta a una seduta successiva.
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1 bis Accordo interistituzionale "Legiferare meglio", del 13 aprile 2016, punto 25 (GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1).
Emendamento 37
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 40
Articolo 40
Articolo 40
Delega del potere legislativo
Delega del potere legislativo e conferimento di competenze di esecuzione
1.  Nell'esaminare una proposta di atto legislativo che delega poteri alla Commissione a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento presta particolare attenzione agli obiettivi, al contenuto, alla portata e alla durata della delega, nonché alle condizioni cui essa è soggetta.
1.  Nell'esaminare una proposta di atto legislativo che delega poteri alla Commissione a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento presta particolare attenzione agli obiettivi, al contenuto, alla portata e alla durata della delega, nonché alle condizioni cui essa è soggetta.
1 bis.   Nell'esaminare una proposta di atto legislativo che conferisce competenze di esecuzione a norma dell'articolo 291 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento presta particolare attenzione al fatto che, nell'esercizio delle competenze di esecuzione, la Commissione non possa modificare né integrare l'atto legislativo nemmeno nei suoi elementi non essenziali.
2.  La commissione competente per il merito può in qualsiasi momento chiedere il parere della commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione.
2.  La commissione competente per il merito può in qualsiasi momento chiedere il parere della commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione.
3.  La commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la delega dei poteri legislativi. In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.
3.  La commissione competente per l'interpretazione e l'applicazione del diritto dell'Unione può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni concernenti la delega dei poteri legislativi e il conferimento di competenze di esecuzione . In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.
Emendamento 38
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 41
Articolo 41
Articolo 41
Verifica della compatibilità finanziaria
Verifica della compatibilità finanziaria
1.  In caso di proposta di atto legislativo avente incidenze finanziarie, il Parlamento accerta se sono previste risorse finanziarie sufficienti.
1.  In caso di proposta di atto giuridicamente vincolante avente incidenze finanziarie, il Parlamento accerta se sono previste risorse finanziarie sufficienti.
2.  Fatto salvo l'articolo 47, per ogni proposta di atto legislativo o altro documento di carattere legislativo , la commissione competente per il merito verifica la compatibilità finanziaria dell'atto con il quadro finanziario pluriennale.
2.  Per ogni proposta di atto giuridicamente vincolante , la commissione competente per il merito verifica la compatibilità finanziaria dell'atto con il regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale.
3.  Qualora modifichi la dotazione finanziaria dell'atto esaminato, la commissione competente per il merito chiede il parere della commissione competente per le questioni di bilancio.
3.  Qualora modifichi la dotazione finanziaria dell'atto esaminato, la commissione competente per il merito chiede il parere della commissione competente per le questioni di bilancio.
4.  La commissione competente per le questioni di bilancio può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni relative alla compatibilità finanziaria delle proposte di atti legislativi . In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.
4.  La commissione competente per le questioni di bilancio può inoltre, di sua iniziativa, occuparsi di questioni relative alla compatibilità finanziaria delle proposte di atti giuridicamente vincolanti . In tal caso ne informa debitamente la commissione competente per il merito.
5.  Qualora decida di contestare la compatibilità finanziaria della proposta, la commissione competente per le questioni di bilancio riferisce le proprie conclusioni al Parlamento, che le pone in votazione .
5.  Qualora decida di contestare la compatibilità finanziaria della proposta, la commissione competente per le questioni di bilancio riferisce le proprie conclusioni al Parlamento, prima che quest'ultimo voti sulla proposta .
6.   Un atto dichiarato incompatibile può essere approvato dal Parlamento con riserva delle decisioni dell'autorità di bilancio.
Emendamento 39
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 42
Articolo 42
Articolo 42
Esame del rispetto del principio di sussidiarietà
Esame del rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità
1.  Durante l'esame di una proposta di atto legislativo il Parlamento verifica con particolare attenzione il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
1.  Durante l'esame di una proposta di atto legislativo il Parlamento verifica con particolare attenzione il rispetto dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
2.  La commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà può decidere di presentare raccomandazioni alla commissione competente su qualsiasi proposta di atto legislativo.
2.  Solo la commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà può decidere di presentare raccomandazioni alla commissione competente su una proposta di atto legislativo.
3.   Se un parlamento nazionale invia al Presidente un parere motivato in conformità dell'articolo 3 del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea e dell'articolo 6 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, tale documento è deferito alla commissione competente e trasmesso, per conoscenza, alla commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà.
4.  Tranne che nei casi urgenti di cui all'articolo 4 del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, la commissione competente non procede alla votazione finale prima della scadenza del termine di otto settimane previsto all'articolo 6 del protocollo sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
4.  Tranne che nei casi urgenti di cui all'articolo 4 del protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, la commissione competente non procede alla votazione finale prima della scadenza del termine di otto settimane previsto all'articolo 6 del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità.
4 bis.   Se un parlamento nazionale invia al Presidente un parere motivato in conformità dell'articolo 3 del protocollo sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea, tale documento è deferito alla commissione competente e trasmesso, per conoscenza, alla commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà.
5.  Qualora i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno un terzo dell'insieme dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, o un quarto qualora si tratti di una proposta di atto legislativo presentato sulla base dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento non prende alcuna decisione finché l'autore della proposta non abbia dichiarato come intende procedere.
5.  Qualora i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno un terzo dell'insieme dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, o un quarto qualora si tratti di una proposta di atto legislativo presentato sulla base dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento non prende alcuna decisione finché l'autore della proposta non abbia dichiarato come intende procedere.
6.  Qualora, secondo la procedura legislativa ordinaria, i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione competente, previo esame dei pareri motivati dei parlamenti nazionali e della Commissione, e avendo ascoltato le osservazioni della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà, può raccomandare al Parlamento di respingere la proposta per violazione del principio di sussidiarietà o sottoporre al Parlamento qualsiasi altra raccomandazione che può contenere suggerimenti di modifiche in relazione al rispetto di detto principio. Il parere della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà è allegato a detta raccomandazione.
6.  Qualora, secondo la procedura legislativa ordinaria, i pareri motivati sul mancato rispetto del principio di sussidiarietà da parte di una proposta di atto legislativo rappresentino almeno la maggioranza semplice dei voti attribuiti ai parlamenti nazionali, la commissione competente, previo esame dei pareri motivati dei parlamenti nazionali e della Commissione, e avendo ascoltato le osservazioni della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà, può raccomandare al Parlamento di respingere la proposta per violazione del principio di sussidiarietà o sottoporre al Parlamento qualsiasi altra raccomandazione che può contenere suggerimenti di modifiche in relazione al rispetto di detto principio. Il parere della commissione competente per il rispetto del principio di sussidiarietà è allegato a detta raccomandazione.
La raccomandazione è presentata al Parlamento per discussione e votazione. Se una raccomandazione di reiezione della proposta è approvata a maggioranza dei voti espressi, il Presidente dichiara conclusa la procedura. Se il Parlamento non respinge la proposta, la procedura prosegue tenendo conto delle raccomandazioni approvate dal Parlamento.
La raccomandazione è presentata al Parlamento per discussione e votazione. Se una raccomandazione di reiezione della proposta è approvata a maggioranza dei voti espressi, il Presidente dichiara conclusa la procedura. Se il Parlamento non respinge la proposta, la procedura prosegue tenendo conto delle raccomandazioni approvate dal Parlamento.
Emendamento 40
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 44
Articolo 44
Articolo 44
Rappresentanza del Parlamento alle riunioni del Consiglio
Rappresentanza del Parlamento alle riunioni del Consiglio
Qualora il Consiglio inviti il Parlamento a partecipare ad una riunione del Consiglio nella quale quest'ultimo opera in veste di legislatore , il Presidente del Parlamento chiede al presidente o al relatore della commissione competente o a un altro deputato designato dalla commissione di rappresentare il Parlamento.
Qualora il Consiglio inviti il Parlamento a partecipare ad una riunione del Consiglio, il Presidente del Parlamento chiede al presidente o al relatore della commissione competente in materia o a un altro deputato designato dalla commissione di rappresentare il Parlamento.
Emendamento 41
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 45
Articolo 45
Articolo 45
Diritto di iniziativa conferito al Parlamento dai trattati
Diritto del Parlamento di presentare proposte
Nei casi in cui i trattati conferiscono al Parlamento un diritto d'iniziativa, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione d'iniziativa.
Nei casi in cui i trattati conferiscono al Parlamento un diritto d'iniziativa, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione d'iniziativa in conformità dell'articolo 52 .
La relazione comprende:
La relazione comprende:
a)  una proposta di risoluzione;
a)  una proposta di risoluzione;
b)  se del caso, un progetto di decisione o un progetto di proposta;
b)  un progetto di proposta;
c)  una motivazione corredata, se del caso, di una scheda finanziaria.
c)  una motivazione corredata, se del caso, di una scheda finanziaria.
Qualora l'approvazione di un atto da parte del Parlamento richieda l'approvazione o l'accordo del Consiglio e il parere o l'accordo della Commissione, il Parlamento può, in seguito al voto sull'atto proposto e su proposta del relatore, decidere di rinviare il voto sulla proposta di risoluzione fintanto che il Consiglio o la Commissione non abbiano formulato la loro posizione.
Qualora l'approvazione di un atto da parte del Parlamento richieda l'approvazione o l'accordo del Consiglio e il parere o l'accordo della Commissione, il Parlamento può, in seguito al voto sull'atto proposto e su proposta del relatore, decidere di rinviare il voto sulla proposta di risoluzione fintanto che il Consiglio o la Commissione non abbiano formulato la loro posizione.
Emendamento 42
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 46
Articolo 46
Articolo 46
Iniziativa a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
Richieste alla Commissione di presentare proposte
1.  Il Parlamento può chiedere alla Commissione di presentargli, per l'adozione di nuovi atti o la modifica di atti esistenti, ogni adeguata proposta ai sensi dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, approvando una risoluzione sulla base di una relazione di iniziativa della commissione competente, elaborata a norma dell'articolo 52. La risoluzione deve essere approvata a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento nella votazione finale. Il Parlamento può stabilire contestualmente un termine per la presentazione di tale proposta.
1.  Il Parlamento può chiedere alla Commissione di presentargli, per l'adozione di nuovi atti o la modifica di atti esistenti, ogni adeguata proposta ai sensi dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, approvando una risoluzione sulla base di una relazione di iniziativa della commissione competente, elaborata a norma dell'articolo 52. La risoluzione deve essere approvata a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento nella votazione finale. Il Parlamento può stabilire contestualmente un termine per la presentazione di tale proposta.
2.  Ogni deputato può presentare una proposta di atto dell'Unione nel quadro del diritto di iniziativa del Parlamento a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
2.  Ogni deputato può presentare una proposta di atto dell'Unione nel quadro del diritto di iniziativa del Parlamento a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
La proposta può essere presentata congiuntamente da un numero massimo di dieci deputati. Essa indica la base giuridica su cui è fondata e può essere corredata da una motivazione di non oltre 150 parole.
La proposta può essere presentata congiuntamente da un numero massimo di dieci deputati. Essa indica la base giuridica su cui è fondata e può essere corredata da una motivazione di non oltre 150 parole.
La proposta è presentata al Presidente che verifica se sono soddisfatti i requisiti giuridici. Ai fini di tale verifica il Presidente può deferire la proposta alla commissione competente per un parere sull'adeguatezza della base giuridica. Se il Presidente reputa la proposta ammissibile, ne dà comunicazione in Aula e la trasmette per esame alla commissione competente.
Prima della trasmissione alla commissione competente, la proposta è tradotta nelle lingue ufficiali che il presidente della commissione competente ritiene necessarie ai fini di un esame sommario.
Entro tre mesi dal deferimento e dopo aver dato agli autori della proposta la possibilità di rivolgersi alla commissione, la commissione competente decide in merito al seguito da dare alla proposta.
Il nome degli autori della proposta viene indicato nel titolo della relazione.
3.   La proposta è presentata al Presidente che verifica se sono soddisfatti i requisiti giuridici. Ai fini di tale verifica il Presidente può deferire la proposta alla commissione competente per un parere sull'adeguatezza della base giuridica. Se il Presidente reputa la proposta ammissibile, ne dà comunicazione in Aula e la trasmette per esame alla commissione competente.
Prima della trasmissione alla commissione competente, la proposta è tradotta nelle lingue ufficiali che il presidente della commissione competente ritiene necessarie ai fini di un esame sommario.
La commissione può raccomandare al Presidente che la proposta sia aperta alla firma di qualunque deputato, secondo le modalità e i termini stabiliti all'articolo 136, paragrafi 2, 3 e 7.
Qualora la proposta sia firmata dalla maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, la relazione sulla proposta si considera autorizzata dalla Conferenza dei presidenti. Dopo aver ascoltato gli autori della proposta, la commissione elabora una relazione a norma dell'articolo 52.
Se l'opposizione di ulteriori firme non è stata prevista o se la proposta non è firmata dalla maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, entro tre mesi dalla presentazione, la commissione competente decide in merito al seguito da dare alla proposta dopo aver ascoltato gli autori.
Il nome degli autori della proposta viene indicato nel titolo della relazione.
4.  La risoluzione del Parlamento precisa la pertinente base giuridica ed è corredata da raccomandazioni particolareggiate in ordine al contenuto della proposta richiesta, che deve rispettare i diritti fondamentali e il principio di sussidiarietà .
4.  La risoluzione del Parlamento precisa la pertinente base giuridica ed è corredata da raccomandazioni in ordine al contenuto della proposta richiesta.
5.  Qualora la proposta richiesta presenti incidenze finanziarie, il Parlamento precisa le modalità volte a garantire un'adeguata copertura finanziaria.
5.  Qualora la proposta richiesta presenti incidenze finanziarie, il Parlamento precisa le modalità volte a garantire un'adeguata copertura finanziaria.
6.  La commissione competente segue l'avanzamento di ogni atto legislativo proposto a seguito di una richiesta specifica del Parlamento.
6.  La commissione competente segue l'avanzamento di ogni atto giuridico dell'Unione proposto a seguito di una richiesta specifica del Parlamento.
6 bis.   La Conferenza di presidenti di commissione controlla regolarmente il rispetto da parte della Commissione del punto 10 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", secondo cui la Commissione deve rispondere alle richieste di presentare proposte entro tre mesi, adottando una comunicazione specifica che indica il seguito che intende dare. La Conferenza dei presidenti di commissione riferisce regolarmente sui risultati di tale monitoraggio alla Conferenza dei presidenti.
Emendamento 43
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 47
Articolo 47
Articolo 47
Esame di documenti legislativi
Esame di atti giuridicamente vincolanti
1.  Le proposte di atti legislativi e gli altri documenti di carattere legislativo sono deferiti dal Presidente, per esame, alla commissione competente.
1.  Le proposte di atti giuridicamente vincolanti presentate da altre istituzioni o dagli Stati membri sono deferite dal Presidente, per esame, alla commissione competente.
In caso di dubbio, il Presidente può applicare l'articolo 201, paragrafo 2, prima della comunicazione in Aula del deferimento alla commissione competente.
Qualora una proposta figuri nel programma di lavoro della Commissione, la commissione competente può decidere di nominare un relatore incaricato di seguire la fase preparatoria della proposta.
Le consultazioni del Consiglio o le richieste di parere della Commissione sono trasmesse dal Presidente alla commissione competente, per esame della proposta in questione.
Le disposizioni relative alla prima lettura di cui agli articoli da 38 a 46, da 57 a 63 e all'articolo 75 si applicano alle proposte di atti legislativi indipendentemente dal fatto che esse richiedano una, due o tre letture.
1 bis.   In caso di dubbio, il Presidente può, prima della comunicazione in Aula del deferimento alla commissione competente, sottoporre una questione di competenza alla Conferenza dei presidenti. La Conferenza dei presidenti adotta una decisione sulla base di una raccomandazione della Conferenza dei presidenti di commissione, o del suo presidente, in conformità dell'articolo 201 bis, paragrafo 2.
1 ter.   La commissione competente può decidere in qualsiasi momento di nominare un relatore incaricato di seguire la fase preparatoria di una proposta. Essa tiene particolarmente conto di questa possibilità qualora la proposta figuri nel programma di lavoro della Commissione.
2.   Le posizioni del Consiglio sono deferite, per esame, alla commissione competente in prima lettura.
Alle posizioni del Consiglio si applicano le disposizioni relative alla seconda lettura di cui agli articoli da 64 a 69 e all'articolo 76.
3.   Durante la procedura di conciliazione tra il Parlamento e il Consiglio a seguito della seconda lettura non vi può essere rinvio in commissione.
Alla procedura di conciliazione si applicano le disposizioni relative alla terza lettura di cui agli articoli 70, 71 e 72.
4.  Gli articoli 49, 50, 53, l'articolo 59, paragrafi 1 e 3, e gli articoli 60, 61 e 188 non si applicano alla seconda e alla terza lettura.
5.  In caso di conflitto tra una disposizione del regolamento relativa alla seconda e alla terza lettura e un'altra disposizione del regolamento stesso prevale la disposizione relativa alla seconda e alla terza lettura.
5.  In caso di conflitto tra una disposizione del regolamento relativa alla seconda e alla terza lettura e un'altra disposizione del regolamento stesso prevale la disposizione relativa alla seconda e alla terza lettura.
Emendamento 44
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 47 bis (nuovo)
Articolo 47 bis
Accelerazione delle procedure legislative
L'accelerazione delle procedure legislative, in coordinamento con il Consiglio e la Commissione, riguardo a proposte specifiche, selezionate in particolare fra quelle definite prioritarie nella dichiarazione comune sulla programmazione interistituzionale annuale in conformità dell'articolo 37, paragrafo 1 bis, può essere concordata dalla commissione o dalle commissioni competenti.
Emendamento 45
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 48
Articolo 48
Articolo 48
Procedure legislative sulle iniziative presentate dagli Stati membri
Procedure legislative sulle iniziative presentate da istituzioni diverse dalla Commissione o dagli Stati membri
1.  Le iniziative presentate dagli Stati membri a norma dell'articolo 76 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea vengono esaminate a norma del presente articolo e degli articoli da 38 a 43, 47 e 59 del presente regolamento .
1.  Nell'esame di iniziative presentate da istituzioni diverse dalla Commissione o dagli Stati membri, la commissione competente può invitare rappresentanti delle istituzioni o degli Stati membri promotori a presentarle la loro iniziativa. I rappresentanti degli Stati membri promotori possono essere accompagnati dalla Presidenza del Consiglio .
2.   La commissione competente può invitare rappresentanti degli Stati membri promotori a presentarle la loro iniziativa. Detti rappresentanti possono essere accompagnati dalla Presidenza del Consiglio.
3.  Prima di procedere alla votazione, la commissione competente chiede alla Commissione se sta preparando un parere sull'iniziativa. In caso affermativo , la commissione competente non approva la propria relazione prima di aver ricevuto il parere della Commissione.
3.  Prima di procedere alla votazione, la commissione competente chiede alla Commissione se sta preparando un parere sull'iniziativa o se intende presentare, entro un breve lasso di tempo, una proposta alternativa . In caso di risposta affermativa , la commissione competente non approva la propria relazione prima di aver ricevuto il parere o la proposta alternativa della Commissione.
4.  Qualora la Commissione e/o gli Stati membri presentino al Parlamento, simultaneamente o entro un breve lasso di tempo, due o più proposte aventi lo stesso obiettivo legislativo, il Parlamento le esamina nell'ambito di un'unica relazione. La commissione competente indica nella propria relazione il testo a cui ha presentato emendamenti e menziona nella risoluzione legislativa tutti gli altri testi.
4.  Qualora la Commissione e/o un'altra istituzione e/o gli Stati membri presentino al Parlamento, simultaneamente o entro un breve lasso di tempo, due o più proposte aventi lo stesso obiettivo legislativo, il Parlamento le esamina nell'ambito di un'unica relazione. La commissione competente indica nella propria relazione il testo a cui ha presentato emendamenti e menziona nella risoluzione legislativa tutti gli altri testi.
Emendamento 46
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 49
Articolo 49
Articolo 49
Relazioni di carattere legislativo
Relazioni di carattere legislativo
1.  Il presidente della commissione cui è stata deferita una proposta di atto legislativo propone alla sua commissione la procedura da seguire.
1.  Il presidente della commissione cui è stata deferita una proposta di atto giuridicamente vincolante propone alla sua commissione la procedura da seguire.
2.  Dopo la decisione sulla procedura da seguire, e se non si applica l' articolo 50, la commissione designa un relatore sulla proposta di atto legislativo tra i propri membri titolari o i sostituti permanenti, a meno che non l'abbia già fatto in base al programma di lavoro della Commissione concordato a norma dell'articolo 37 .
2.  Dopo la decisione sulla procedura da seguire, e se non si applica la procedura semplificata di cui all' articolo 50, la commissione designa un relatore sulla proposta di atto legislativo tra i propri membri titolari o i sostituti permanenti, a meno che non l'abbia già fatto in base all'articolo 47, paragrafo 1 ter .
3.  La relazione della commissione comprende:
3.  La relazione della commissione comprende:
a)  gli eventuali emendamenti alla proposta, corredati, se del caso, di brevi motivazioni, che sono redatte sotto la responsabilità del relatore e non sono poste in votazione;
a)  gli eventuali emendamenti alla proposta, corredati, se del caso, di brevi motivazioni, che sono redatte sotto la responsabilità dell'autore e non sono poste in votazione;
b)  un progetto di risoluzione legislativa secondo le disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 2;
b)  un progetto di risoluzione legislativa secondo le disposizioni dell'articolo 59, paragrafo 2;
c)  se del caso, una motivazione che comprenda una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale.
c)  se del caso, una motivazione che comprenda, ove necessario, una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale.
c bis)   se disponibile, un riferimento alla valutazione d'impatto eseguita dal Parlamento.
Emendamento 47
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 50
Articolo 50
Articolo 50
Procedura semplificata
Procedura semplificata
1.  Dopo una prima discussione su una proposta di atto legislativo, il presidente della commissione può proporre l'approvazione della proposta senza emendamenti. Salvo nel caso in cui almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, il presidente della commissione presenta al Parlamento una relazione recante approvazione della proposta. Si applica l'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.
1.  Dopo una prima discussione su una proposta di atto legislativo, il presidente della commissione può proporre l'approvazione della proposta senza emendamenti. Salvo nel caso in cui almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, la procedura proposta è considerata approvata. Il presidente della commissione o il relatore, qualora quest'ultimo sia stato designato, presenta al Parlamento una relazione recante approvazione della proposta. Si applica l'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.
2.  Il presidente della commissione può proporre in alternativa che venga elaborata, a sua cura o a cura del relatore, una serie di emendamenti che riflettano la discussione in commissione. Qualora la commissione approvi la proposta, tali emendamenti vengono trasmessi ai membri della commissione. Se entro un termine che non può essere inferiore a ventun giorni dalla trasmissione, non vi si oppone almeno un decimo dei membri della commissione, la relazione si considera approvata da quest'ultima. In tal caso il progetto di risoluzione legislativa e gli emendamenti sono presentati al Parlamento senza discussione ai sensi dell'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.
2.  In alternativa, il presidente della commissione può proporre in alternativa che venga elaborata, a sua cura o a cura del relatore, una serie di emendamenti che riflettano la discussione in commissione. Salvo nel caso in cui almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, la procedura proposta è considerata approvata e gli emendamenti vengono trasmessi ai membri della commissione.
Se entro un termine che non può essere inferiore a dieci giorni lavorativi dalla trasmissione, non si oppone agli emendamenti almeno un decimo dei membri della commissione, la relazione si considera approvata da quest'ultima. In tal caso il progetto di risoluzione legislativa e gli emendamenti sono presentati al Parlamento senza discussione ai sensi dell'articolo 150, paragrafo 1, secondo comma, e paragrafi 2 e 4.
Qualora almeno un decimo dei membri della commissione si opponga agli emendamenti, questi ultimi sono posti in votazione nella riunione di commissione successiva.
3.   Qualora almeno un decimo dei membri della commissione vi si opponga, gli emendamenti sono posti in votazione nella riunione di commissione successiva.
4.  Il paragrafo 1, prima e seconda frase, il paragrafo 2, prima, seconda e terza frase, e il paragrafo 3 si applicano mutatis mutandis ai pareri delle commissioni ai sensi dell'articolo 53.
4.  Fatta eccezione per le disposizioni relative alla presentazione al Parlamento, il presente articolo si applica mutatis mutandis ai pareri delle commissioni ai sensi dell'articolo 53
Emendamento 48
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 51
Articolo 51
Articolo 51
Relazioni di carattere non legislativo
Relazioni di carattere non legislativo
1.  Qualora una commissione elabori una relazione di carattere non legislativo, essa designa un relatore fra i propri membri titolari o i sostituti permanenti.
1.  Qualora una commissione elabori una relazione di carattere non legislativo, essa designa un relatore fra i propri membri titolari o i sostituti permanenti.
2.   Il relatore è incaricato di redigere la relazione della commissione e di illustrarla in seduta a nome di essa.
3.  La relazione della commissione comprende:
3.  La relazione della commissione comprende:
a)  una proposta di risoluzione;
a)  una proposta di risoluzione;
b)  una motivazione che comprenda una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale;
b)  se del caso, una motivazione che comprenda, ove necessario, una scheda finanziaria nella quale sono stabiliti l'eventuale impatto finanziario della relazione e la sua compatibilità con il quadro finanziario pluriennale;
c)  i testi di proposte di risoluzione che devono figurare a norma dell'articolo 133, paragrafo 4.
c)  i testi di proposte di risoluzione che devono figurare a norma dell'articolo 133, paragrafo 4.
Emendamento 49
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 52
Articolo 52
Articolo 52
Relazioni di iniziativa
Relazioni di iniziativa
1.  Qualora una commissione intenda elaborare una relazione su un argomento di sua competenza e presentare al riguardo una proposta di risoluzione al Parlamento, senza che a essa sia stata deferita una consultazione o una richiesta di parere a norma dell'articolo 201, paragrafo 1 , deve chiedere l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti. Ogni eventuale rifiuto a tale richiesta deve essere motivato. Se la relazione ha per oggetto una proposta presentata da un deputato a norma dell'articolo 46, paragrafo 2, l'autorizzazione può essere rifiutata solo qualora non risultino soddisfatti i requisiti di cui all'articolo 5 dello Statuto dei deputati e all'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
1.  Qualora una commissione intenda elaborare una relazione non legislativa o una relazione a norma dell'articolo 45 o dell'articolo 46 su un argomento di sua competenza che non è stato oggetto di deferimento , deve chiedere l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti.
La Conferenza dei presidenti delibera sulle richieste di autorizzazione a elaborare una relazione ai sensi del primo comma, conformemente alle disposizioni attuative da essa stabilite.
La Conferenza dei presidenti delibera sulle richieste di autorizzazione a elaborare una relazione ai sensi del paragrafo 1, conformemente alle disposizioni attuative da essa stabilite. Qualora una commissione si veda contestare la propria competenza a elaborare una relazione per la quale ha richiesto l'autorizzazione, la Conferenza dei presidenti delibera entro un termine di sei settimane sulla base di una raccomandazione formulata dalla Conferenza dei presidenti di commissione o, in assenza di questa, dal suo presidente. Se la Conferenza dei presidenti non adotta una decisione entro il suddetto termine, la raccomandazione si considera approvata.
1 bis.   Ogni eventuale rifiuto a tale richiesta deve essere motivato.
Se l'oggetto della relazione rientra nel diritto di iniziativa del Parlamento di cui all'articolo 45, l'autorizzazione può essere rifiutata solo qualora non risultino soddisfatti i requisiti stabiliti dai trattati.
1 ter.   Nei casi di cui agli articoli 45 e 46 la Conferenza dei presidenti adotta una decisione entro due mesi.
2.  Le proposte di risoluzione contenute nelle relazioni d'iniziativa sono esaminate dal Parlamento conformemente alla procedura di breve presentazione di cui all'articolo 151. Gli emendamenti a tali proposte di risoluzione sono ricevibili in Aula soltanto se presentati dal relatore per tenere conto di nuove informazioni o da almeno un decimo dei membri del Parlamento. I gruppi politici possono presentare proposte di risoluzione alternative a norma dell'articolo 170, paragrafo 4. Alla proposta di risoluzione della commissione e ai relativi emendamenti si applicano gli articoli 176 e 180. L'articolo 180 si applica altresì alla votazione unica delle proposte di risoluzione alternative.
2.  Le proposte di risoluzione presentate al Parlamento sono esaminate conformemente alla procedura di breve presentazione di cui all'articolo 151. Gli emendamenti a tali proposte di risoluzione e le richieste di votazione distinta o per parti separate sono ricevibili in Aula soltanto se presentati dal relatore per tenere conto di nuove informazioni o da almeno un decimo dei membri del Parlamento I gruppi politici possono presentare proposte di risoluzione alternative a norma dell'articolo 170, paragrafo 4. Alla proposta di risoluzione della commissione e ai relativi emendamenti si applica l'articolo 180. L'articolo 180 si applica altresì alla votazione unica delle proposte di risoluzione alternative.
Il primo comma non si applica se l'oggetto della relazione può essere tema di una discussione prioritaria in Aula, se la relazione è redatta in virtù del diritto d'iniziativa di cui all'articolo 45 o all'articolo 46 o se la relazione è stata autorizzata in quanto relazione strategica 9 .
2 bis.   Il paragrafo 2 non si applica se l'oggetto della relazione può essere tema di una discussione prioritaria in Aula, se la relazione è redatta in virtù del diritto d'iniziativa di cui all'articolo 45 o all'articolo 46 o se la relazione è stata autorizzata in quanto relazione strategica 9bis .
3.   Se l'oggetto della relazione rientra nel diritto di iniziativa di cui all'articolo 45, l'autorizzazione può essere rifiutata solo qualora non risultino soddisfatti i requisiti stabiliti dai trattati.
4.   Nei casi di cui agli articoli 45 e 46 la Conferenza dei presidenti adotta una decisione entro due mesi.
__________________
__________________
9 Cfr. la relativa decisione della Conferenza dei presidenti, riportata nell'allegato XVII del regolamento.
9bis Cfr. la relativa decisione della Conferenza dei presidenti, riportata nell'allegato XVII del regolamento.
Emendamento 50
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 53
Articolo 53
Articolo 53
Pareri delle commissioni
Pareri delle commissioni
1.  Se la commissione cui per prima è stata sottoposta una questione vuole conoscere il parere di un'altra commissione o se un'altra commissione desidera esprimere il suo parere sulla stessa questione, esse possono chiedere al Presidente del Parlamento che, in conformità dell'articolo 201, paragrafo 3, una commissione sia designata competente per il merito e l'altra competente per parere.
1.  Se la commissione cui per prima è stata sottoposta una questione vuole conoscere il parere di un'altra commissione o se un'altra commissione desidera esprimere il suo parere sulla stessa questione, esse possono chiedere al Presidente del Parlamento che, in conformità dell'articolo 201, paragrafo 3, una commissione sia designata competente per il merito e l'altra competente per parere.
La commissione che esprime parere può designare un relatore per parere tra i propri membri titolari o tra i sostituti permanenti oppure trasmettere il proprio parere sotto forma di lettera del suo presidente.
2.  Nel caso dei documenti di carattere legislativo di cui all'articolo 47, paragrafo 1, il parere contiene proposte di modifica al testo sottoposto all'esame della commissione, corredate, se del caso, di brevi motivazioni. Tali motivazioni sono redatte sotto la responsabilità del relatore per parere e non sono poste in votazione. Se necessario, la commissione competente per parere può presentare una breve motivazione scritta per il parere nel suo insieme.
2.  Qualora il parere riguardi una proposta di atto giuridicamente vincolante, esso contiene proposte di modifica al testo sottoposto all'esame della commissione, corredate, se del caso, di brevi motivazioni. Tali motivazioni sono redatte sotto la responsabilità del loro autore e non sono poste in votazione. Se necessario, la commissione competente per parere può presentare una breve motivazione scritta per il parere nel suo insieme. Tale breve motivazione è redatta sotto la responsabilità del relatore.
Nel caso dei testi non legislativi, il parere consiste in suggerimenti riferiti a parti della proposta di risoluzione della commissione competente per il merito.
Qualora il parere non riguardi una proposta di atto giuridicamente vincolante, esso consiste in suggerimenti riferiti a parti della proposta di risoluzione della commissione competente per il merito
La commissione competente per il merito pone in votazione tali proposte di modifica o suggerimenti.
La commissione competente per il merito pone in votazione tali proposte di modifica o suggerimenti.
I pareri riguardano esclusivamente questioni che rientrano nelle attribuzioni della commissione competente per parere.
I pareri riguardano esclusivamente questioni che rientrano nelle attribuzioni della commissione competente per parere.
3.  La commissione competente per il merito fissa un termine entro il quale la commissione competente per parere deve pronunciarsi affinché il parere possa essere preso in considerazione dalla commissione competente per il merito. Quest'ultima comunica immediatamente alla commissione o alle commissioni competenti per parere ogni modifica del calendario annunciato. La commissione competente per il merito formula le proprie conclusioni finali solo dopo la scadenza del termine.
3.  La commissione competente per il merito fissa un termine entro il quale la commissione competente per parere deve pronunciarsi affinché il parere possa essere preso in considerazione dalla commissione competente per il merito. Quest'ultima comunica immediatamente alla commissione o alle commissioni competenti per parere ogni modifica del calendario annunciato. La commissione competente per il merito formula le proprie conclusioni finali solo dopo la scadenza del termine.
3 bis.   In alternativa, la commissione che esprime parere può decidere di illustrare la propria posizione sotto forma di emendamenti che, successivamente alla loro approvazione, dovranno essere presentati direttamente alla commissione competente per il merito. Tali emendamenti sono presentati dal presidente o dal relatore a nome della commissione.
3 ter.   La commissione che esprime parere presenta gli emendamenti di cui al paragrafo 3 bis entro il termine stabilito dalla commissione competente per il merito.
4.  Tutti i pareri approvati sono allegati alla relazione della commissione competente per il merito.
4.  Tutti i pareri e gli emendamenti approvati dalla commissione che esprime parere sono allegati alla relazione della commissione competente per il merito.
5.  La commissione competente per il merito è l'unica commissione autorizzata a presentare emendamenti in Aula.
5.  Le commissioni che esprimono parere ai sensi del presente articolo non possono presentare emendamenti in Aula
6.  Il presidente e il relatore della commissione competente per parere sono invitati a partecipare in veste consultiva alle riunioni della commissione competente per il merito quando esse vertano sulla questione di interesse comune.
6.  Il presidente e il relatore della commissione competente per parere sono invitati a partecipare in veste consultiva alle riunioni della commissione competente per il merito quando esse vertano sulla questione di interesse comune.
Emendamento 51
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 54
Articolo 54
Articolo 54
Procedura con le commissioni associate
Procedura con le commissioni associate
Qualora una questione di competenza sia stata sottoposta alla Conferenza dei presidenti a norma dell'articolo 201, paragrafo 2 o dell'articolo 52 e la Conferenza dei presidenti, sulla base dell'allegato VI, ritenga che la questione rientri a titolo pressoché paritario nell'ambito di competenza di due o più commissioni o che diversi aspetti della questione rientrino nell'ambito di competenza di due o più commissioni, si applicano l'articolo 53 e le seguenti disposizioni supplementari:
1.   Qualora una questione di competenza sia stata sottoposta alla Conferenza dei presidenti a norma dell'articolo 201 bis e la Conferenza dei presidenti, sulla base dell'allegato VI, ritenga che la questione rientri a titolo pressoché paritario nell'ambito di competenza di due o più commissioni o che diversi aspetti della questione rientrino nell'ambito di competenza di due o più commissioni, si applicano l'articolo 53 e le seguenti disposizioni supplementari:
–  le commissioni interessate decidono di comune accordo il calendario;
–  le commissioni interessate decidono di comune accordo il calendario;
–  il relatore e i relatori per parere si tengono reciprocamente informati e cercano di concordare i testi da essi proposti alle rispettive commissioni e la loro posizione per quanto riguarda gli emendamenti;
–  il relatore e i relatori per parere si tengono reciprocamente informati e cercano di concordare i testi da essi proposti alle rispettive commissioni e la loro posizione per quanto riguarda gli emendamenti;
–  i presidenti, il relatore e i relatori per parere interessati determinano insieme le parti del testo che rientrano nelle loro competenze esclusive o congiunte e convengono le modalità precise della loro cooperazione. In caso di disaccordo sulla delimitazione delle competenze, la questione è sottoposta, su richiesta di una delle commissioni interessate, alla Conferenza dei presidenti, che può decidere sulla questione delle rispettive competenze oppure decidere di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni a norma dell'articolo 55; si applica mutatis mutandis l' articolo 201, paragrafo 2, secondo comma ;
–  i presidenti, il relatore e i relatori per parere interessati sono vincolati dal principio di buona e leale cooperazione e determinano insieme le parti del testo che rientrano nelle loro competenze esclusive o condivise e convengono le modalità precise della loro cooperazione. In caso di disaccordo sulla delimitazione delle competenze, la questione è sottoposta, su richiesta di una delle commissioni interessate, alla Conferenza dei presidenti, che può decidere sulla questione delle rispettive competenze oppure decidere di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni a norma dell'articolo 55. Tale decisione è adottata conformemente alla procedura e nel rispetto del termine di cui all' articolo 201 bis ;
–  la commissione competente per il merito accoglie senza votazione gli emendamenti di una commissione associata qualora riguardino questioni che rientrano nell'ambito di competenza esclusiva della commissione associata. Nel caso in cui degli emendamenti riguardanti questioni che rientrano nella competenza congiunta della commissione competente per il merito e di una commissione associata sono respinti dalla prima commissione, la seconda li può presentare direttamente in Aula;
–  la commissione competente per il merito accoglie senza votazione gli emendamenti di una commissione associata qualora riguardino questioni che rientrano nell'ambito di competenza esclusiva della commissione associata. Qualora la commissione competente per il merito non rispetti la competenza esclusiva della commissione associata, quest'ultima può presentare gli emendamenti direttamente in Aula. Nel caso in cui degli emendamenti riguardanti questioni che rientrano nella competenza condivisa della commissione competente per il merito e di una commissione associata non siano approvati dalla prima commissione, la commissione associata li può presentare direttamente in Aula;
–  qualora la proposta segua la procedura di conciliazione, la delegazione del Parlamento comprende il relatore per parere di ogni commissione associata.
–  qualora la proposta segua la procedura di conciliazione, la delegazione del Parlamento comprende il relatore per parere di ogni commissione associata.
Il testo del presente articolo non prevede alcuna limitazione al suo ambito di applicazione. Le richieste di applicare la procedura con le commissioni associate concernenti relazioni non legislative fondate sull'articolo 52, paragrafo 1, e sull'articolo 132, paragrafi 1 e 2, sono ricevibili.
La procedura con le commissioni associate di cui al presente articolo non si applica alla raccomandazione che la commissione competente deve approvare a norma dell'articolo 99.
La decisione della Conferenza dei presidenti di applicare la procedura con le commissioni associate si applica in tutte le fasi della procedura in questione.
La decisione della Conferenza dei presidenti di applicare la procedura con le commissioni associate si applica in tutte le fasi della procedura in questione.
I diritti collegati allo status di "commissione competente" sono esercitati dalla commissione responsabile per il merito. Nell'esercizio di tali diritti, quest'ultima deve rispettare le prerogative della commissione associata, in particolare l'obbligo di cooperazione leale in merito al calendario e il diritto della commissione associata nel determinare gli emendamenti che sono sottoposti all'Aula nell'ambito della sua competenza esclusiva.
I diritti collegati allo status di "commissione competente" sono esercitati dalla commissione responsabile per il merito. Nell'esercizio di tali diritti, quest'ultima deve rispettare le prerogative della commissione associata, in particolare l'obbligo di cooperazione leale in merito al calendario e il diritto della commissione associata nel determinare gli emendamenti che sono sottoposti all'Aula nell'ambito della sua competenza esclusiva.
Nel caso in cui la commissione responsabile per il merito non riconoscesse le prerogative della commissione associata, le decisioni adottate dalla prima restano valide, ma la seconda può presentare gli emendamenti direttamente in Aula, nei limiti delle sue competenze esclusive.
1 bis.   La procedura di cui al presente articolo non si applica alle raccomandazioni che la commissione competente deve approvare a norma dell'articolo 99.
Emendamento 52
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 55
Articolo 55
Articolo 55
Procedura con riunioni congiunte delle commissioni
Procedura con le commissioni congiunte
1.  Ove le sia sottoposto un problema di competenza sulla base dell'articolo 201, paragrafo 2, la Conferenza dei presidenti può decidere, di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni e con votazione congiunta, purché:
1.  Ove le sia sottoposto un problema di competenza sulla base dell'articolo 201 bis , la Conferenza dei presidenti può decidere di applicare la procedura con riunioni congiunte delle commissioni e con votazione congiunta, purché:
–  la materia rilevi, in virtù dell'allegato VI, della competenza di più commissioni in modo inscindibile, e
–  la materia rilevi, in virtù dell'allegato VI, della competenza di più commissioni in modo inscindibile, e
–  la Conferenza dei presidenti sia convinta che si tratti di una questione di grande rilevanza.
–  la Conferenza dei presidenti sia convinta che si tratti di una questione di grande rilevanza.
2.  In tal caso i rispettivi relatori elaborano un unico progetto di relazione, che è esaminato e votato dalle commissioni interessate nel corso di riunioni congiunte tenute sotto la presidenza congiunta dei presidenti delle commissioni interessate.
2.  In tal caso i rispettivi relatori elaborano un unico progetto di relazione, che è esaminato e votato dalle commissioni interessate nel corso di riunioni congiunte tenute sotto la presidenza congiunta dei presidenti delle commissioni interessate.
In tutte le fasi della procedura, i diritti afferenti allo status di commissione competente possono essere esercitati dalle commissioni interessate solo congiuntamente. Queste ultime possono costituire gruppi di lavoro per preparare le riunioni e le votazioni.
In tutte le fasi della procedura, i diritti afferenti allo status di commissione competente possono essere esercitati dalle commissioni interessate solo congiuntamente. Queste ultime possono costituire gruppi di lavoro per preparare le riunioni e le votazioni.
3.  In fase di seconda lettura della procedura legislativa ordinaria, la posizione del Consiglio è esaminata nel corso di una riunione congiunta delle commissioni interessate che, in mancanza di accordo tra i presidenti di dette commissioni, si svolge il mercoledì della prima settimana di riunione di organi parlamentari successiva alla comunicazione della posizione del Consiglio al Parlamento. In mancanza di accordo in ordine alla convocazione di una ulteriore riunione, questa è convocata dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione. La raccomandazione per la seconda lettura è votata in riunione congiunta sulla base di un progetto comune elaborato dai rispettivi relatori delle commissioni interessate o, in assenza di un progetto comune, degli emendamenti presentati dalle commissioni interessate.
3.  In fase di seconda lettura della procedura legislativa ordinaria, la posizione del Consiglio è esaminata nel corso di una riunione congiunta delle commissioni interessate che, in mancanza di accordo tra i presidenti di dette commissioni, si svolge il mercoledì della prima settimana di riunione di organi parlamentari successiva alla comunicazione della posizione del Consiglio al Parlamento. In mancanza di accordo in ordine alla convocazione di una ulteriore riunione, questa è convocata dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione. La raccomandazione per la seconda lettura è votata in riunione congiunta sulla base di un progetto comune elaborato dai rispettivi relatori delle commissioni interessate o, in assenza di un progetto comune, degli emendamenti presentati dalle commissioni interessate.
In fase di terza lettura della procedura legislativa ordinaria, i presidenti e i relatori delle commissioni interessate sono d'ufficio membri della delegazione al Comitato di conciliazione.
In fase di terza lettura della procedura legislativa ordinaria, i presidenti e i relatori delle commissioni interessate sono d'ufficio membri della delegazione al Comitato di conciliazione.
Il presente articolo può essere applicato alla procedura che porta a una raccomandazione di approvare o respingere la conclusione di un accordo internazionale ai sensi degli articoli 108, paragrafo 5, e 99, paragrafo 1, purché siano soddisfatte le condizioni in esso previste.
Emendamento 53
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 56
Articolo 56
Articolo 52 bis
Modalità di elaborazione delle relazioni
Modalità di elaborazione delle relazioni
-1.   Il relatore è incaricato di redigere la relazione della commissione e di illustrarla in Aula a nome della commissione.
1.  La motivazione è redatta sotto la responsabilità del relatore e non è posta in votazione. Essa deve essere tuttavia conforme al testo della proposta di risoluzione approvata e agli eventuali emendamenti proposti dalla commissione. In caso contrario, il presidente della commissione può sopprimere la motivazione.
1.  La motivazione è redatta sotto la responsabilità del relatore e non è posta in votazione. Essa deve essere tuttavia conforme al testo della proposta di risoluzione approvata e agli eventuali emendamenti proposti dalla commissione. In caso contrario, il presidente della commissione può sopprimere la motivazione.
2.  Nella relazione è menzionato il risultato della votazione sull'insieme della relazione stessa. Inoltre se, al momento della votazione, almeno un terzo dei membri presenti lo richiede, nella relazione è indicato il voto espresso da ciascun membro.
2.  Nella relazione è menzionato il risultato della votazione sull'insieme della relazione stessa ed è indicato, in conformità dell'articolo 208, paragrafo 3 , il voto espresso da ciascun membro.
3.  Qualora in seno alla commissione non sia raggiunta l'unanimità, la relazione deve altresì dar atto delle opinioni della minoranza. Le opinioni della minoranza sono espresse al momento della votazione sull'insieme del testo e possono, a richiesta dei rispettivi autori, essere oggetto di una dichiarazione scritta di 200 parole al massimo che è allegata alla motivazione.
3.  Le posizioni della minoranza possono essere espresse al momento della votazione sull'insieme del testo e possono, a richiesta dei rispettivi autori, essere oggetto di una dichiarazione scritta di 200 parole al massimo che è allegata alla motivazione.
Il presidente dirime le controversie che potrebbero nascere dall'applicazione di tali disposizioni .
Il presidente dirime le controversie che potrebbero nascere dall'applicazione del presente paragrafo .
4.  Su proposta del suo ufficio di presidenza , una commissione può stabilire il termine entro il quale il relatore le presenterà un progetto di relazione. Tale termine può essere prorogato oppure può essere designato un nuovo relatore.
4.  Su proposta del suo presidente , una commissione può stabilire il termine entro il quale il relatore le presenterà un progetto di relazione. Tale termine può essere prorogato oppure può essere designato un nuovo relatore.
5.  Scaduto il termine, la commissione può incaricare il suo presidente di chiedere che la questione a essa deferita sia iscritta all'ordine del giorno di una delle successive sedute del Parlamento. In questo caso, le discussioni possono svolgersi sulla base di una semplice relazione orale della commissione interessata.
5.  Scaduto il termine, la commissione può incaricare il suo presidente di chiedere che la questione a essa deferita sia iscritta all'ordine del giorno di una delle successive sedute del Parlamento. In questo caso, le discussioni e le votazioni possono svolgersi sulla base di una semplice relazione orale della commissione interessata.
(Questo articolo, quale modificato, va spostato prima dell'articolo 53)
Emendamento 54
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 3 – titolo
CAPITOLO 3
CAPITOLO 3
PRIMA LETTURA
PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA
Emendamento 55
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 3 – sezione 1 (nuova)
SEZIONE 1
PRIMA LETTURA
Emendamento 56
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 3 – sottotitolo 1
Fase dell'esame in commissione
soppresso
Emendamento 57
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 57
Articolo 57
soppresso
Modifica di una proposta di atto legislativo
1.   Qualora la Commissione informi il Parlamento o qualora la commissione competente apprenda in altro modo che la Commissione intende modificare la sua proposta, la commissione competente sospende il suo esame della questione fino a quando non abbia ricevuto la nuova proposta ovvero le modifiche della Commissione.
2.   Qualora il Consiglio modifichi sostanzialmente la proposta di atto legislativo, si applicano le disposizioni di cui all'articolo 63.
Emendamento 58
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 58
Articolo 58
soppresso
Posizione della Commissione e del Consiglio sugli emendamenti
1.   Prima di procedere alla votazione finale su una proposta di atto legislativo, la commissione competente chiede alla Commissione di precisare la sua posizione in merito a tutti gli emendamenti alla sua proposta approvati in commissione, chiedendo altresì al Consiglio di formulare le sue osservazioni.
2.   Qualora la Commissione non sia in grado di formulare tale precisazione o dichiari di non essere disposta ad accogliere tutti gli emendamenti approvati dalla commissione competente, quest'ultima può rinviare la votazione finale.
3.   Se del caso, la posizione della Commissione viene inserita nella relazione della commissione competente.
Emendamento 59
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 3 – sottotitolo 2
Fase dell'esame in Aula
soppresso
Emendamento 60
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 59
Articolo 59
Articolo 59
Conclusione della prima lettura
Votazione in Parlamento – Prima lettura
-1.   Il Parlamento può approvare, modificare o respingere il progetto di atto legislativo.
1.  Il Parlamento esamina la proposta di atto legislativo sulla base della relazione elaborata dalla commissione competente in conformità dell'articolo 49 .
1.  Il Parlamento vota innanzitutto sull'eventuale proposta di reiezione immediata del progetto di atto legislativo presentata per iscritto dalla commissione competente, da un gruppo politico o da almeno 40 deputati .
Se la proposta di reiezione è approvata, il Presidente chiede all'istituzione che ha presentato il progetto di atto legislativo di ritirarlo.
Se l'istituzione in questione accoglie la richiesta, il Presidente dichiara conclusa la procedura.
Se l'istituzione in questione non ritira il progetto di atto legislativo, il Presidente annuncia che la prima lettura del Parlamento è conclusa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, non decida di rinviare la questione alla commissione competente per un nuovo esame.
Se la proposta di reiezione non è approvata, il Parlamento agisce in conformità dei paragrafi da 1 bis a 1 quater.
1 bis.   Qualsiasi accordo provvisorio presentato dalla commissione competente a norma dell'articolo 73 quinquies, paragrafo 4, ha la precedenza nella votazione ed è oggetto di una votazione unica, a meno che il Parlamento, su richiesta di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, decida invece di procedere alla votazione sugli emendamenti in conformità del paragrafo 1 ter. In tal caso, il Parlamento decide altresì se la votazione sugli emendamenti deve tenersi immediatamente. In caso negativo, il Parlamento fissa un nuovo termine per la presentazione di emendamenti e la votazione ha luogo nel corso di una seduta successiva.
Se l'accordo provvisorio è approvato mediante votazione unica, il Presidente annuncia che la prima lettura del Parlamento è conclusa.
Se, nell'ambito di una votazione unica, l'accordo provvisorio non ottiene la maggioranza dei voti espressi, il Presidente fissa un nuovo termine per la presentazione di emendamenti al progetto di atto legislativo. Tali emendamenti sono quindi posti in votazione nel corso di una seduta successiva affinché il Parlamento possa concludere la prima lettura.
1 ter.   A meno che non sia approvata una proposta di reiezione in conformità del paragrafo 1 o che non sia approvato un accordo provvisorio in conformità del paragrafo 1 bis, gli emendamenti al progetto di atto legislativo sono posti in votazione, comprese, se del caso, le singole parti dell'accordo provvisorio, in caso di presentazione di richieste di votazione distinta o per parti separate o di emendamenti concorrenti.
Prima di porre in votazione gli emendamenti, il Presidente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione e al Consiglio di formulare le sue osservazioni.
Dopo la votazione su tali emendamenti, il Parlamento vota sull'intero progetto di atto legislativo, eventualmente modificato.
Se l'intero progetto di atto legislativo, eventualmente modificato, è approvato, il Presidente annuncia che la prima lettura è conclusa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, non decida di rinviare la questione alla commissione competente per l'avvio di negoziati interistituzionali in conformità degli articoli 59 bis, 73 bis e 73 quinquies.
Se l'intero progetto di atto legislativo quale modificato non ottiene la maggioranza dei voti espressi, il Presidente annuncia che la prima lettura è conclusa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, non decida di rinviare la questione alla commissione competente per un nuovo esame.
1 quater.   Dopo le votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 1 ter e le successive votazioni sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa relativamente a richieste procedurali, se presenti, la risoluzione legislativa è considerata approvata. Se necessario, la risoluzione legislativa è modificata, in conformità dell'articolo 193, paragrafo 2, onde riflettere l'esito delle votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 1 ter.
Il testo della risoluzione legislativa e della posizione del Parlamento è trasmesso dal Presidente al Consiglio e alla Commissione, nonché al gruppo di Stati membri, alla Corte di giustizia e alla Banca centrale europea qualora il progetto di atto legislativo sia stato presentato da questi ultimi.
2.   Il Parlamento vota innanzitutto sugli emendamenti alla proposta oggetto della relazione della commissione competente e successivamente sulla proposta stessa, eventualmente modificata, sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa e infine sul progetto di risoluzione legislativa nel suo complesso, nel quale figurano soltanto una dichiarazione con la quale il Parlamento approva, respinge o propone emendamenti alla proposta di atto legislativo ed eventuali richieste procedurali.
In caso di approvazione del progetto di risoluzione legislativa, la prima lettura è conclusa. Qualora il Parlamento non approvi la risoluzione legislativa, la proposta è rinviata alla commissione competente.
Ogni relazione presentata nel quadro della procedura legislativa deve essere conforme al disposto degli articoli 39, 47 e 49. La presentazione di una risoluzione non legislativa da parte di una commissione deve avvenire nell'ambito di un deferimento o di un'autorizzazione specifica, così come previsto dagli articoli 52 o 201.
3.  Il testo della proposta, nella versione approvata dal Parlamento, e la relativa risoluzione sono trasmessi dal Presidente al Consiglio e alla Commissione come posizione del Parlamento.
Emendamento 61
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 59 bis (nuovo)
Articolo 59 bis
Rinvio alla commissione competente
Se, in conformità dell'articolo 59, una questione è rinviata alla commissione competente per un nuovo esame o per l'avvio di negoziati interistituzionali in conformità degli articoli 73 bis e 73 quinquies, la commissione competente riferisce al Parlamento, oralmente o per iscritto, entro un termine di quattro mesi, che può essere prorogato dalla Conferenza dei presidenti.
In seguito ad un rinvio in commissione, la commissione competente per il merito, prima di decidere sulla procedura, deve permettere ad una commissione associata a norma dell'articolo 54 di effettuare le sue scelte in relazione agli emendamenti che sono di sua competenza esclusiva, in particolare la scelta degli emendamenti che devono essere nuovamente sottoposti all'Aula.
Nulla impedisce al Parlamento di decidere di tenere, ove opportuno, un dibattito conclusivo a seguito della relazione della commissione competente alla quale la questione è stata rinviata.
(Gli ultimi due paragrafi sono inseriti a titolo di interpretazione)
Emendamento 62
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 60
Articolo 60
soppresso
Reiezione della proposta della Commissione
1.   Qualora una proposta della Commissione non ottenga la maggioranza dei voti espressi o qualora sia approvata una proposta di reiezione, che può essere presentata dalla commissione competente o da almeno quaranta deputati, il Presidente, prima che il Parlamento voti sul progetto di risoluzione legislativa, invita la Commissione a ritirare la proposta.
2.   Se la Commissione aderisce alla richiesta, il Presidente dichiara conclusa la procedura e ne dà comunicazione al Consiglio.
3.   Se la Commissione non ritira la proposta, il Parlamento rinvia la questione alla commissione competente senza votare sul progetto di risoluzione legislativa, a meno che il Parlamento, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, non proceda alla votazione sul progetto di risoluzione legislativa.
In caso di rinvio in commissione, la commissione competente decide sulla procedura da seguire e riferisce al Parlamento, oralmente o per iscritto, entro il termine fissato dal Parlamento, termine che non può essere superiore a due mesi.
In seguito ad un rinvio in commissione sulla base del paragrafo 3, la commissione responsabile per il merito, prima di decidere sulla procedura, deve permettere ad una commissione associata a norma dell'articolo 54 di effettuare le sue scelte in relazione agli emendamenti che sono di sua competenza esclusiva, in particolare la scelta degli emendamenti che devono essere nuovamente sottoposti all'Aula.
Il termine fissato in conformità del paragrafo 3, secondo comma, decorre dal deposito per iscritto o su presentazione orale della relazione della commissione competente. Esso fa salva la possibilità per il Parlamento di determinare il momento opportuno per proseguire l'esame della procedura in questione.
4.   Se la commissione competente non è in grado di rispettare questo termine, deve chiedere il rinvio in commissione sulla base dell'articolo 188, paragrafo 1. Se del caso, il Parlamento può fissare un nuovo termine sulla base dell'articolo 188, paragrafo 5. Se la richiesta di rinvio non è accolta, il Parlamento procede alla votazione sul progetto di risoluzione legislativa.
Emendamento 63
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 61
Articolo 61
soppresso
Approvazione di emendamenti a una proposta della Commissione
1.   Qualora la proposta della Commissione sia approvata nel suo insieme, ma con l'introduzione di emendamenti, la votazione sul progetto di risoluzione legislativa è rinviata al momento in cui la Commissione abbia comunicato la propria posizione su ciascun emendamento del Parlamento.
Se la Commissione non è in grado di esprimere la propria posizione al termine della votazione del Parlamento sulla proposta, comunica al Presidente o alla commissione competente il momento in cui sarà in grado di farlo; la proposta è quindi iscritta nel progetto di ordine del giorno della prima tornata successiva.
2.   Qualora la Commissione comunichi che non intende accettare tutti gli emendamenti del Parlamento, il relatore della commissione competente o, in mancanza, il presidente di tale commissione presentano al Parlamento una proposta formale quanto all'opportunità di procedere alla votazione sul progetto di risoluzione legislativa. Prima di presentare tale proposta il relatore o il presidente della commissione competente possono chiedere al Presidente del Parlamento di sospendere l'esame del punto.
Se il Parlamento decide di aggiornare la votazione, la questione si considera rinviata alla commissione competente per un nuovo esame.
In tal caso la commissione competente riferisce al Parlamento, oralmente o per iscritto, entro un termine fissato dal Parlamento e che non può comunque essere superiore a due mesi.
Se la commissione competente non è in grado di rispettare il termine, si applica la procedura di cui all'articolo 60, paragrafo 4.
In questa fase sono ricevibili soltanto gli emendamenti presentati dalla commissione competente e volti a raggiungere un compromesso con la Commissione.
Nulla impedisce al Parlamento di decidere di tenere, ove opportuno, un dibattito conclusivo a seguito della relazione della commissione competente alla quale la questione è stata rinviata.
3.   L'applicazione del paragrafo 2 non esclude che qualsiasi altro deputato possa presentare una richiesta di rinvio conformemente all'articolo 188.
In caso di rinvio sulla base del paragrafo 2 la commissione competente è tenuta in primo luogo, ai sensi del mandato che tale paragrafo le assegna, a riferire al Parlamento entro la scadenza stabilita e, se del caso, a presentare degli emendamenti volti a raggiungere un compromesso con la Commissione, senza però dover riesaminare l'insieme delle disposizioni approvate dal Parlamento.
A tale riguardo, tuttavia, a causa dell'effetto sospensivo del rinvio, la commissione gode della massima libertà e, quando lo ritenga necessario per raggiungere un compromesso, può proporre di ritornare sulle disposizioni sulle quali è stato pronunciato voto favorevole in Aula.
In tal caso, dal momento che sono ricevibili solo gli emendamenti di compromesso della commissione e che occorre preservare la sovranità del Parlamento, è necessario che, nel riferire al Parlamento ai sensi del paragrafo 2, si faccia chiara menzione delle disposizioni già approvate che verrebbero a decadere in caso di approvazione dell'emendamento ovvero degli emendamenti proposti.
Emendamento 64
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 3 – sottotitolo 3
Seguito da dare
soppresso
Emendamento 65
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 62
Articolo 62
soppresso
Seguito da dare alla posizione del Parlamento
1.   Nel periodo successivo all'approvazione della posizione del Parlamento su una proposta di atto legislativo, il presidente e il relatore della commissione competente seguono la procedura che dà luogo all'adozione della proposta da parte del Consiglio, in particolare per accertarsi che il Consiglio o la Commissione rispettino compiutamente gli impegni assunti nei confronti del Parlamento riguardo alla sua posizione.
2.   La commissione competente può invitare la Commissione e il Consiglio a discutere la questione con la commissione stessa.
3.   In ogni fase della procedura prevista dal presente articolo la commissione competente può, qualora lo giudichi necessario, presentare una proposta di risoluzione a norma del presente articolo con cui raccomanda al Parlamento di
–  invitare la Commissione a ritirare la sua proposta, ovvero
–  chiedere alla Commissione o al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento in conformità dell'articolo 63, o alla Commissione di presentare una nuova proposta, ovvero
–  prendere qualsiasi altra iniziativa che giudichi opportuna.
La proposta di risoluzione è iscritta nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva alla decisione della commissione.
Emendamento 66
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 63
Articolo 63
Articolo 63
Nuova presentazione della proposta al Parlamento
Nuova presentazione della proposta al Parlamento
Procedura legislativa ordinaria
1.  Su richiesta della commissione competente, il Presidente chiede alla Commissione di presentare nuovamente al Parlamento la proposta qualora
1.  Su richiesta della commissione competente, il Presidente chiede alla Commissione di presentare nuovamente al Parlamento la proposta qualora
–   la Commissione ritiri la sua proposta iniziale, dopo che il Parlamento ha adottato la sua posizione, per sostituirla con un nuovo testo, a meno che non si proceda in tal senso al fine di tenere conto della posizione del Parlamento, ovvero
–  la Commissione modifichi o intenda modificare sostanzialmente la sua proposta iniziale, a meno che non si proceda in tal senso al fine di tenere conto della posizione del Parlamento, ovvero
–  la Commissione sostituisca, modifichi o intenda modificare sostanzialmente la sua proposta iniziale, dopo che il Parlamento ha adottato la sua posizione, a meno che non si proceda in tal senso al fine di tenere conto della posizione del Parlamento,
–  a seguito del passare del tempo o del mutare delle circostanze, la natura del problema su cui verte la proposta cambi sostanzialmente, ovvero
–  la natura del problema su cui verte la proposta cambi sostanzialmente a seguito del passare del tempo o del mutare delle circostanze , ovvero
–  abbiano avuto luogo nuove elezioni al Parlamento dopo che quest'ultimo ha adottato la sua posizione e la Conferenza dei presidenti lo ritenga opportuno.
–  abbiano avuto luogo nuove elezioni al Parlamento dopo che quest'ultimo ha adottato la sua posizione e la Conferenza dei presidenti lo ritenga opportuno.
1 bis.   Se è prevista una modifica della base giuridica di una proposta che faccia venir meno l'applicazione della procedura legislativa ordinaria alla proposta stessa, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione procedono, a norma del punto 25 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", ad uno scambio di opinioni sulla questione attraverso i rispettivi Presidenti o rappresentanti.
2.  Su richiesta della commissione competente, il Parlamento chiede al Consiglio di presentargli nuovamente una proposta di atto legislativo a norma dell'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, qualora il Consiglio intenda modificare la base giuridica della proposta in modo tale da far venir meno l'applicazione della procedura legislativa ordinaria.
2.  A seguito dello scambio di opinioni di cui al paragrafo 1 bis e su richiesta della commissione competente, il Presidente chiede al Consiglio di presentare nuovamente al Parlamento il progetto di atto giuridicamente vincolante, qualora la Commissione o il Consiglio intenda modificare la base giuridica prevista nella posizione del Parlamento in prima lettura, in modo tale da far venir meno l'applicazione della procedura legislativa ordinaria.
Altre procedure
3.   Su richiesta della commissione competente, il Presidente invita il Consiglio a consultare nuovamente il Parlamento nelle stesse circostanze e alle stesse condizioni precisate al paragrafo 1 nonché qualora il Consiglio modifichi o intenda modificare sostanzialmente la sua proposta iniziale sulla quale il Parlamento ha emesso un parere, a meno che non si proceda in tal senso al fine di integrare gli emendamenti del Parlamento.
4.   Il Presidente chiede inoltre al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento sulla proposta di atto, nelle circostanze specificate nel presente articolo, se il Parlamento così decide su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.
Emendamento 67
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 4 – titolo
CAPITOLO 4
SEZIONE 2
SECONDA LETTURA
SECONDA LETTURA
Emendamento 68
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 4 – sottotitolo 1
Fase dell'esame in commissione
soppresso
Emendamento 69
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 64
Articolo 64
Articolo 64
Comunicazione della posizione del Consiglio
Comunicazione della posizione del Consiglio
1.  La comunicazione della posizione del Consiglio conformemente all'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ha luogo nel momento in cui il Presidente ne dà l'annuncio in Aula. Il Presidente procede a tale annuncio dopo aver ricevuto i documenti in cui figurano la posizione stessa, tutte le dichiarazioni riportate a verbale dal Consiglio al momento dell'adozione della posizione, i motivi che hanno indotto il Consiglio ad adottarla nonché la posizione della Commissione, debitamente tradotti nelle lingue ufficiali dell'Unione europea. L'annuncio del Presidente è fatto nel corso della tornata successiva al ricevimento di tali documenti.
1.  La comunicazione della posizione del Consiglio conformemente all'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea ha luogo nel momento in cui il Presidente ne dà l'annuncio in Aula. Il Presidente procede a tale annuncio dopo aver ricevuto i documenti in cui figurano la posizione stessa, tutte le dichiarazioni riportate a verbale dal Consiglio al momento dell'adozione della posizione, i motivi che hanno indotto il Consiglio ad adottarla nonché la posizione della Commissione, debitamente tradotti nelle lingue ufficiali dell'Unione europea. L'annuncio del Presidente è fatto nel corso della tornata successiva al ricevimento di tali documenti.
Prima di procedere all'annuncio, il Presidente verifica, in consultazione con il presidente della commissione competente e/o il relatore, che il testo inviatogli abbia effettivamente natura di posizione del Consiglio in prima lettura e che non sussistano gli estremi dell'articolo 63. In caso contrario, il Presidente ricerca, d'intesa con la commissione competente e, se possibile, in accordo con il Consiglio, la soluzione adeguata.
Prima di procedere all'annuncio, il Presidente verifica, in consultazione con il presidente della commissione competente e/o il relatore, che il testo inviatogli abbia effettivamente natura di posizione del Consiglio in prima lettura e che non sussistano gli estremi dell'articolo 63. In caso contrario, il Presidente ricerca, d'intesa con la commissione competente e, se possibile, in accordo con il Consiglio, la soluzione adeguata.
1 bis.   Il giorno del suo annuncio in Aula, la posizione del Consiglio si considera deferita d'ufficio alla commissione competente in prima lettura.
2.  L'elenco di tali comunicazioni con la denominazione della commissione competente è pubblicato nel processo verbale delle sedute.
2.  L'elenco di tali comunicazioni con la denominazione della commissione competente è pubblicato nel processo verbale delle sedute.
Emendamento 70
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 65
Articolo 65
Articolo 65
Proroga dei termini
Proroga dei termini
1.  Il Presidente, su richiesta del presidente della commissione competente per quanto riguarda i termini fissati per la seconda lettura, ovvero su richiesta della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione per quanto riguarda i termini fissati per la conciliazione, proroga il termine in causa conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
1.  Il Presidente, su richiesta del presidente della commissione competente, proroga i termini fissati per la seconda lettura conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
2.  Il Presidente notifica al Parlamento ogni proroga dei termini decisa, conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, su iniziativa del Parlamento o del Consiglio.
2.  Il Presidente notifica al Parlamento ogni proroga dei termini decisa, conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, su iniziativa del Parlamento o del Consiglio.
Emendamento 71
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 66
Articolo 66
Articolo 66
Deferimento alla commissione competente e successiva procedura
Procedura in sede di commissione competente
1.   Il giorno della sua comunicazione al Parlamento conformemente all'articolo 64, paragrafo 1, la posizione del Consiglio si considera deferita d'ufficio alla commissione competente per il merito e a quelle competenti per parere in prima lettura.
2.  La posizione del Consiglio è iscritta come primo punto all'ordine del giorno della prima riunione della commissione competente per il merito successiva alla data della sua comunicazione. Il Consiglio può essere invitato a presentare la sua posizione.
2.  La posizione del Consiglio è iscritta come punto prioritario all'ordine del giorno della prima riunione della commissione competente per il merito successiva alla data della sua comunicazione. Il Consiglio può essere invitato a presentare la sua posizione.
3.  Salvo diversa decisione, per la seconda lettura il relatore resta lo stesso della prima.
3.  Salvo diversa decisione, per la seconda lettura il relatore resta lo stesso della prima.
4.  Si applicano alle deliberazioni della commissione competente le disposizioni di cui all'articolo 69, paragrafi 2, 3 e 5 , relative alla seconda lettura del Parlamento ; solo i membri titolari e i sostituti permanenti di tale commissione possono presentare proposte di reiezione o emendamenti. La commissione decide a maggioranza dei voti espressi.
4.  Si applicano alle deliberazioni della commissione competente le disposizioni di cui all'articolo 69, paragrafi 2 e 3, relative alla ricevibilità degli emendamenti alla posizione del Consiglio ; solo i membri titolari e i sostituti permanenti di tale commissione possono presentare proposte di reiezione o emendamenti. La commissione decide a maggioranza dei voti espressi.
5.   Prima della votazione la commissione può chiedere al presidente e al relatore di esaminare, con il Presidente del Consiglio o un suo rappresentante nonché con il Commissario competente presente, i progetti di emendamento presentati in commissione. A seguito di tale discussione, il relatore può presentare emendamenti di compromesso .
6.  La commissione competente presenta una raccomandazione per la seconda lettura che propone di approvare, emendare o respingere la posizione adottata dal Consiglio. Nella raccomandazione figura una breve motivazione della decisione proposta.
6.  La commissione competente presenta una raccomandazione per la seconda lettura che propone di approvare, emendare o respingere la posizione adottata dal Consiglio. Nella raccomandazione figura una breve motivazione della decisione proposta.
6 bis.   Gli articoli 49, 50, 53 e 188 non si applicano alla seconda lettura.
Emendamento 72
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 4 – sottotitolo 2
Fase dell'esame in Aula
soppresso
Emendamento 73
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 67
Articolo 67
Articolo 67
Conclusione della seconda lettura
Presentazione al Parlamento
1.   La posizione del Consiglio e, qualora esista, la raccomandazione per la seconda lettura della commissione competente sono iscritte d'ufficio nel progetto di ordine del giorno della tornata il cui mercoledì precede ed è più vicino al giorno della conclusione del periodo di tre mesi o, se prorogato, di quattro mesi a norma dell'articolo 65, a meno che la questione non sia stata esaminata in una tornata precedente.
La posizione del Consiglio e, qualora esista, la raccomandazione per la seconda lettura della commissione competente sono iscritte d'ufficio nel progetto di ordine del giorno della tornata il cui mercoledì precede ed è più vicino al giorno della conclusione del periodo di tre mesi o, se prorogato, di quattro mesi a norma dell'articolo 65, a meno che la questione non sia stata esaminata in una tornata precedente.
Dato che le raccomandazioni per la seconda lettura proposte dalle commissioni parlamentari sono testi assimilabili a una motivazione mediante la quale una commissione illustra il suo atteggiamento nei confronti della posizione del Consiglio, tali testi non sono posti in votazione.
2.   La seconda lettura è conclusa qualora il Parlamento, entro i termini previsti e alle condizioni fissate dall'articolo 294 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, approvi, respinga o modifichi la posizione del Consiglio.
Emendamento 74
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 67 bis (nuovo)
Articolo 67 bis
Votazione in Parlamento – Seconda lettura
1.   Il Parlamento vota innanzitutto sull'eventuale proposta di reiezione immediata della posizione del Consiglio presentata per iscritto dalla commissione competente, da un gruppo politico o da almeno 40 deputati. Affinché sia approvata, tale proposta richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
Se la proposta di reiezione è approvata, con la conseguente reiezione della posizione del Consiglio, il Presidente annuncia in Aula che la procedura legislativa è conclusa
Se la proposta di reiezione non è approvata, il Parlamento agisce in conformità dei paragrafi da 2 a 5.
2.   Qualsiasi accordo provvisorio presentato dalla commissione competente a norma dell'articolo 73 quinquies, paragrafo 4, ha la precedenza nella votazione ed è oggetto di una votazione unica, a meno che il Parlamento, su richiesta di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, decida di procedere immediatamente alla votazione sugli emendamenti in conformità del paragrafo 3.
Se, nell'ambito di una votazione unica, l'accordo provvisorio ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, il Presidente annuncia che la seconda lettura del Parlamento è conclusa.
Se, nell'ambito di una votazione unica, l'accordo provvisorio non ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, quest'ultimo agisce in conformità dei paragrafi da 3 a 5.
3.   A meno che non sia approvata una proposta di reiezione in conformità del paragrafo 1 o che non sia approvato un accordo provvisorio in conformità del paragrafo 2, gli emendamenti alla posizione del Consiglio, inclusi quelli contenuti nell'accordo provvisorio presentato dalla commissione competente in conformità dell'articolo 73 quinquies, paragrafo 4, sono posti in votazione. Un emendamento alla posizione del Consiglio è approvato soltanto se ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
Prima di porre in votazione gli emendamenti, il Presidente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione e al Consiglio di formulare le sue osservazioni.
4.   Nonostante una votazione contraria del Parlamento alla proposta iniziale di reiezione della posizione del Consiglio in conformità del paragrafo 1, il Parlamento può esaminare, su proposta del presidente o del relatore della commissione competente o di un gruppo politico o di almeno 40 deputati, una nuova proposta di reiezione, dopo aver votato sugli emendamenti in conformità dei paragrafi 2 o 3. Affinché sia approvata, tale proposta richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
Se la posizione del Consiglio è respinta, il Presidente annuncia in Aula che la procedura legislativa è conclusa.
5.   Dopo le votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 4 e le successive votazioni sugli emendamenti al progetto di risoluzione legislativa relativamente a richieste procedurali, il Presidente annuncia che la seconda lettura del Parlamento è conclusa e la risoluzione legislativa è considerata approvata. Se necessario, la risoluzione legislativa è modificata, in conformità dell'articolo 193, paragrafo 2, onde riflettere l'esito delle votazioni effettuate in conformità dei paragrafi da 1 a 4 o l'applicazione dell'articolo 76.
Il testo della risoluzione legislativa e la posizione del Parlamento, se del caso, sono trasmessi dal Presidente al Consiglio e alla Commissione.
Qualora non sia stata presentata una proposta di reiezione o modifica della posizione del Consiglio, essa si considera approvata.
Emendamento 75
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 68
Articolo 68
soppresso
Reiezione della posizione del Consiglio
1.   La commissione competente, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare, per iscritto ed entro un termine fissato dal Presidente, una proposta di reiezione della posizione del Consiglio. Tale proposta è approvata a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento. La votazione sulla proposta di reiezione della posizione del Consiglio si svolge prima di quella sugli emendamenti alla posizione.
2.   Nonostante una votazione contraria alla proposta di reiezione della posizione del Consiglio, il Parlamento può esaminare, su raccomandazione del relatore, una nuova proposta di reiezione, dopo aver votato sugli emendamenti e aver sentito una dichiarazione della Commissione conformemente all'articolo 69, paragrafo 5.
3.   Se la posizione del Consiglio è respinta, il Presidente annuncia in Aula che la procedura legislativa è conclusa.
Emendamento 76
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 69
Articolo 69
Articolo 69
Emendamenti alla posizione del Consiglio
Ricevibilità degli emendamenti alla posizione del Consiglio
1.  La commissione competente per il merito, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti alla posizione del Consiglio per esame in seduta plenaria.
1.  La commissione competente per il merito, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti alla posizione del Consiglio per esame in seduta plenaria.
2.  Un emendamento alla posizione del Consiglio è ricevibile soltanto se è conforme alle disposizioni degli articoli 169 e 170 e mira a
2.  Un emendamento alla posizione del Consiglio è ricevibile soltanto se è conforme alle disposizioni degli articoli 169 e 170 e mira a
a)  ripristinare completamente o parzialmente la posizione approvata dal Parlamento in prima lettura, ovvero
a)  ripristinare completamente o parzialmente la posizione approvata dal Parlamento in prima lettura, ovvero
b)  raggiungere un compromesso tra Consiglio e Parlamento, ovvero
b)  raggiungere un compromesso tra Consiglio e Parlamento, ovvero
c)  modificare una parte del testo della posizione del Consiglio che non figura nella proposta presentata in prima lettura o vi compare con diverso tenore e non costituisce una modifica sostanziale ai sensi dell'articolo 63 ,
c)  modificare una parte del testo della posizione del Consiglio che non figura nella proposta presentata in prima lettura o vi compare con diverso tenore,
d)  tener conto di un fatto o di una nuova situazione giuridica intervenuti dopo la prima lettura.
d)  tener conto di un fatto o di una nuova situazione giuridica intervenuti dopo l'approvazione della posizione del Parlamento in prima lettura.
La decisione del Presidente in merito alla ricevibilità di un emendamento è inoppugnabile.
La decisione del Presidente in merito alla ricevibilità di un emendamento è inoppugnabile.
3.  Qualora abbiano avuto luogo nuove elezioni dopo la prima lettura, ma non sia stata chiesta l'applicazione dell'articolo 63, il Presidente può decidere di derogare alle limitazioni in materia di ricevibilità di cui al paragrafo 2.
3.  Qualora abbiano avuto luogo nuove elezioni dopo la prima lettura, ma non sia stata chiesta l'applicazione dell'articolo 63, il Presidente può decidere di derogare alle limitazioni in materia di ricevibilità di cui al paragrafo 2.
4.   Un emendamento è approvato soltanto se ottiene i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
5.   Prima di porre in votazione gli emendamenti, il Presidente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione e al Consiglio di formulare le sue osservazioni.
Emendamento 77
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 5 – titolo
CAPITOLO 5
SEZIONE 4
TERZA LETTURA
CONCILIAZIONE E TERZA LETTURA
Emendamento 78
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 5 – sottotitolo 1
Conciliazione
soppresso
Emendamento 79
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 69 ter (nuovo)
Articolo 69 ter
Proroga dei termini
1.   Il Presidente, su richiesta della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione, proroga i termini fissati per la terza lettura conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
2.   Il Presidente notifica al Parlamento ogni proroga dei termini decisa, conformemente all'articolo 294, paragrafo 14, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, su iniziativa del Parlamento o del Consiglio.
Emendamento 80
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 71
Articolo 71
Articolo 71
Delegazione al Comitato di conciliazione
Delegazione al Comitato di conciliazione
1.  La delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione è composta da un numero di membri pari a quello dei membri della delegazione del Consiglio.
1.  La delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione è composta da un numero di membri pari a quello dei membri della delegazione del Consiglio.
2.  La composizione politica della delegazione riflette la ripartizione per gruppi politici del Parlamento. La Conferenza dei presidenti fissa il numero preciso di deputati dei vari gruppi politici nella delegazione.
2.  La composizione politica della delegazione riflette la ripartizione per gruppi politici del Parlamento. La Conferenza dei presidenti fissa il numero preciso di deputati dei vari gruppi politici nella delegazione.
3.  I membri della delegazione sono nominati dai gruppi politici per ogni caso specifico di conciliazione, preferibilmente tra i membri delle commissioni interessate , a eccezione di tre membri nominati come membri permanenti di delegazioni consecutive per un periodo di dodici mesi. I tre membri permanenti sono designati dai gruppi politici fra i vicepresidenti e rappresentano almeno due diversi gruppi politici. Il presidente e il relatore della commissione competente sono in ogni caso membri della delegazione.
3.  I membri della delegazione sono nominati dai gruppi politici per ogni caso specifico di conciliazione, preferibilmente tra i membri della commissione competente , a eccezione di tre membri nominati come membri permanenti di delegazioni consecutive per un periodo di dodici mesi. I tre membri permanenti sono designati dai gruppi politici fra i vicepresidenti e rappresentano almeno due diversi gruppi politici. Il presidente e il relatore per la seconda lettura della commissione competente come pure il relatore per parere di ogni commissione associata sono in ogni caso membri della delegazione.
4.  I gruppi politici rappresentati in seno alla delegazione nominano sostituti.
4.  I gruppi politici rappresentati in seno alla delegazione nominano sostituti.
5.  Ciascuno dei gruppi politici e i deputati non iscritti non rappresentati in seno alla delegazione possono inviare un rappresentante a ogni riunione preparatoria interna della delegazione.
5.  Ciascuno dei gruppi politici non rappresentati in seno alla delegazione possono inviare un rappresentante a ogni riunione preparatoria interna della delegazione. Qualora la delegazione non comprenda alcun deputato non iscritto, uno di questi può partecipare a ogni riunione preparatoria interna della delegazione.
6.  La delegazione è guidata dal Presidente o da uno dei tre membri permanenti.
6.  La delegazione è guidata dal Presidente o da uno dei tre membri permanenti.
7.  La delegazione decide a maggioranza dei suoi membri. Le sue discussioni non sono pubbliche.
7.  La delegazione decide a maggioranza dei suoi membri. Le sue discussioni non sono pubbliche.
La Conferenza dei presidenti stabilisce ulteriori orientamenti procedurali per i lavori della delegazione al Comitato di conciliazione.
La Conferenza dei presidenti stabilisce ulteriori orientamenti procedurali per i lavori della delegazione al Comitato di conciliazione.
8.  I risultati della conciliazione sono trasmessi dalla delegazione al Parlamento.
8.  I risultati della conciliazione sono trasmessi dalla delegazione al Parlamento.
Emendamento 81
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 5 – sottotitolo 2
Fase dell'esame in Aula
soppresso
Emendamento 82
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 72
Articolo 72
Articolo 72
Progetto comune
Progetto comune
1.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione si raggiunga l'accordo su un progetto comune, la questione è iscritta all'ordine del giorno di una seduta del Parlamento compresa nelle sei o, in caso di proroga, otto settimane dalla data di approvazione del progetto comune da parte del Comitato di conciliazione.
1.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione si raggiunga l'accordo su un progetto comune, la questione è iscritta all'ordine del giorno di una seduta del Parlamento compresa nelle sei o, in caso di proroga, otto settimane dalla data di approvazione del progetto comune da parte del Comitato di conciliazione.
2.  Il presidente o un altro membro designato della delegazione al Comitato di conciliazione fa una dichiarazione sul progetto comune, che è corredato da una relazione.
2.  Il presidente o un altro membro designato della delegazione al Comitato di conciliazione fa una dichiarazione sul progetto comune, che è corredato da una relazione.
3.  Non possono essere presentati emendamenti al progetto comune.
3.  Non possono essere presentati emendamenti al progetto comune.
4.  Il progetto comune nel suo insieme forma oggetto di una votazione unica. Il progetto comune è approvato qualora raccolga la maggioranza dei voti espressi.
4.  Il progetto comune nel suo insieme forma oggetto di una votazione unica. Il progetto comune è approvato qualora raccolga la maggioranza dei voti espressi.
5.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione non si raggiunga un accordo su un progetto comune, il presidente o un altro membro designato della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione fanno una dichiarazione. Tale dichiarazione è seguita da discussione.
5.  Qualora in sede di Comitato di conciliazione non si raggiunga un accordo su un progetto comune, il presidente o un altro membro designato della delegazione del Parlamento al Comitato di conciliazione fanno una dichiarazione. Tale dichiarazione è seguita da discussione.
5 bis.   Durante la procedura di conciliazione tra il Parlamento e il Consiglio a seguito della seconda lettura non vi può essere rinvio in commissione.
5 ter.   Gli articoli 49, 50 e 53 non si applicano alla terza lettura.
Emendamento 83
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 6 – titolo
CAPITOLO 6
SEZIONE 5
CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA LEGISLATIVA
CONCLUSIONE DELLA PROCEDURA
Emendamento 84
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 6 – sezione 3 (nuova)
SEZIONE 3
NEGOZIATI INTERISTITUZIONALI NEL QUADRO DELLA PROCEDURA LEGISLATIVA ORDINARIA
(La sezione 3 va inserita prima della sezione 4 relativa alla conciliazione e alla terza lettura e contiene l'articolo 73, quale modificato, e gli articoli da 73 bis a 73 quinquies).
Emendamento 85
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 73
Articolo 73
Articolo 73
Negoziati interistituzionali nel quadro delle procedure legislative
Disposizioni generali
1.   I negoziati con le altre istituzioni al fine di pervenire ad un accordo nel corso di una procedura legislativa sono condotti sulla base del Codice di condotta stabilito dalla Conferenza dei presidenti10 .
I negoziati con le altre istituzioni al fine di pervenire ad un accordo nel corso di una procedura legislativa possono essere avviati solo a seguito di una decisione adottata in conformità degli articoli da 73 bis a 73 quater o a seguito di un rinvio, da parte del Parlamento, per l'avvio di negoziati interistituzionali. Tali negoziati sono condotti sulla base del Codice di condotta stabilito dalla Conferenza dei presidenti10 .
2.   Detti negoziati non sono avviati prima che la commissione competente abbia adottato, caso per caso per ciascuna procedura legislativa interessata e a maggioranza dei suoi membri, una decisione sull'avvio dei negoziati. Tale decisione stabilisce il mandato e la composizione della squadra negoziale. Dette decisioni sono notificate al Presidente, che tiene regolarmente informata la Conferenza dei presidenti.
Il mandato è costituito da una relazione approvata in commissione e quindi sottoposta all'esame in Aula. In via eccezionale, qualora la commissione competente ritenga debitamente giustificato avviare negoziati anteriormente all'approvazione di una relazione in commissione, il mandato può essere costituito da una serie di emendamenti o da un insieme di obiettivi, priorità o orientamenti chiaramente definiti.
3.   La squadra negoziale è guidata dal relatore e presieduta dal presidente della commissione competente o da un vicepresidente designato dal presidente. Essa comprende almeno i relatori ombra di ogni gruppo politico.
4.   Tutti i documenti che si prevede di discutere in una riunione con il Consiglio e con la Commissione ("trilogo") assumono la forma di documenti che indicano le rispettive posizioni delle istituzioni interessate come pure le soluzioni di compromesso possibili e sono trasmessi alla squadra negoziale almeno 48 ore, o in caso di urgenza almeno 24 ore, prima del trilogo in questione.
Dopo ogni trilogo, la squadra negoziale riferisce alla commissione competente in occasione della riunione successiva di quest'ultima. I documenti che riflettono l'esito del trilogo più recente sono messi a disposizione della commissione.
Qualora non risulti possibile convocare in tempo utile una riunione della commissione, la squadra negoziale riferisce al presidente, ai relatori ombra e ai coordinatori della commissione, a seconda del caso.
La commissione competente può aggiornare il mandato alla luce dell'andamento dei negoziati.
5.   Se i negoziati sfociano in un compromesso, la commissione competente è informata senza indugio. Il testo concordato è sottoposto all'esame della commissione competente. Se approvato mediante votazione in commissione, il testo concordato è sottoposto all'esame in Aula nella forma appropriata, inclusi gli emendamenti di compromesso. Il testo concordato può essere presentato sotto forma di testo consolidato purché mostri chiaramente le modifiche alla proposta di atto legislativo in esame.
6.   Se la procedura prevede commissioni associate o riunioni congiunte delle commissioni, alla decisione sull'avvio di negoziati e allo svolgimento dei negoziati si applicano gli articoli 54 e 55.
In caso di disaccordo tra le commissioni interessate, le modalità per l'avvio dei negoziati e lo svolgimento di tali negoziati sono definite dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione conformemente ai principi enunciati nei suddetti articoli.
__________________
__________________
10 Cfr. allegato XX.
10 Codice di condotta per la negoziazione nel contesto della procedura legislativa ordinaria.
Emendamento 86
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 73 bis (nuovo)
Articolo 73 bis
Negoziati precedenti alla prima lettura del Parlamento
1.   Se una commissione ha approvato una relazione legislativa a norma dell'articolo 49, può decidere, a maggioranza dei suoi membri, di avviare negoziati sulla base di tale relazione.
2.   Le decisioni sull'avvio di negoziati sono annunciate all'inizio della tornata successiva alla loro approvazione in commissione. Entro la fine del giorno successivo all'annuncio in Aula, gruppi politici o singoli deputati, per un totale di almeno un decimo dei deputati al Parlamento, possono chiedere per iscritto di porre in votazione la decisione della commissione sull'avvio di negoziati. Il Parlamento si pronuncia su tali richieste durante la stessa tornata.
Qualora una tale richiesta non pervenga entro la scadenza del termine di cui al primo comma, il Presidente informa al riguardo il Parlamento. Ove tale richiesta sia formulata, il Presidente può dare la parola a un oratore a favore e a un oratore contrario subito prima della votazione. Ciascun oratore può fare una dichiarazione di durata non superiore ai due minuti.
3.   Se il Parlamento respinge la decisione della commissione sull'avvio di negoziati, il progetto di atto legislativo e la relazione della commissione competente sono iscritti all'ordine del giorno della tornata successiva e il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti. Si applica l'articolo 59, paragrafo 1 ter.
4.   I negoziati possono avere inizio in qualsiasi momento dopo la scadenza del termine di cui al paragrafo 2, primo comma, se non è stata formulata alcuna richiesta di procedere a una votazione in Parlamento sulla decisione in merito all'avvio di negoziati. Qualora tale richiesta sia stata formulata, i negoziati possono avere inizio in qualsiasi momento dopo che la decisione della commissione sull'avvio di negoziati sarà stata approvata dal Parlamento.
Emendamento 87
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 73 ter (nuovo)
Articolo 73 ter
Negoziati precedenti alla prima lettura del Consiglio
Qualora il Parlamento abbia approvato la propria posizione in prima lettura, quest'ultima costituisce il mandato per eventuali negoziati con altre istituzioni. La commissione competente può decidere, a maggioranza dei suoi membri, di avviare negoziati in qualsiasi momento successivo. Tali decisioni sono comunicate in Aula durante la tornata successiva alla votazione in commissione e sono menzionate nel processo verbale.
Emendamento 88
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 73 quater (nuovo)
Articolo 73 quater
Negoziati precedenti alla seconda lettura del Parlamento
Se la posizione del Consiglio in prima lettura è stata deferita alla commissione competente, la posizione del Parlamento in prima lettura costituisce, nel rispetto dell'articolo 69, il mandato per eventuali negoziati con altre istituzioni. La commissione competente può decidere di avviare negoziati in qualsiasi momento successivo.
Qualora la posizione del Consiglio contenga elementi che non sono contemplati dal progetto di atto legislativo o dalla posizione del Parlamento in prima lettura, la commissione può adottare orientamenti per la squadra negoziale, anche sotto forma di emendamenti alla posizione del Consiglio.
Emendamento 305
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 73 quinquies (nuovo)
Articolo 73 quinquies
Svolgimento dei negoziati
1.  La squadra negoziale del Parlamento è guidata dal relatore ed è presieduta dal presidente della commissione competente o da un vicepresidente designato dal presidente. Essa comprende almeno i relatori ombra di ogni gruppo politico che desidera parteciparvi.
2.  Tutti i documenti che si prevede di discutere in una riunione con il Consiglio e con la Commissione ("trilogo") sono trasmessi alla squadra negoziale almeno 48 ore, o in caso di urgenza almeno 24 ore, prima del trilogo in questione.
3.  Dopo ogni trilogo, il presidente della squadra negoziale e il relatore, a nome della squadra negoziale, riferiscono alla commissione competente in occasione della riunione successiva di quest'ultima.
Qualora non risulti possibile convocare in tempo utile una riunione della commissione, il presidente della squadra negoziale e il relatore, a nome della squadra negoziale, riferiscono in occasione di una riunione dei coordinatori della commissione.
4.  Se i negoziati sfociano in un accordo provvisorio, la commissione competente è informata senza indugio. I documenti che riflettono l'esito del trilogo conclusivo sono messi a disposizione della commissione e sono pubblicati. L'accordo provvisorio è presentato alla commissione competente, la quale decide mediante votazione unica, a maggioranza dei voti espressi. Se approvato, l'accordo provvisorio è sottoposto all'esame in Aula e presentato in modo da indicare chiaramente le modifiche al progetto di atto legislativo.
5.  In caso di disaccordo tra le commissioni interessate di cui agli articoli 54 e 55, le disposizioni dettagliate per l'avvio dei negoziati e la condotta di tali negoziati sono definite dal presidente della Conferenza dei presidenti di commissione conformemente ai principi enunciati nei suddetti articoli.
Emendamento 90
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 74
Articolo 74
soppresso
Approvazione di una decisione in merito all'avvio di negoziati interistituzionali prima dell'approvazione di una relazione in commissione
1.   Ogni decisione di una commissione relativa all'avvio di negoziati prima dell'approvazione di una relazione in commissione è tradotta in tutte le lingue ufficiali, trasmessa a tutti i deputati al Parlamento e sottoposta alla Conferenza dei presidenti.
Su richiesta di un gruppo politico, la Conferenza dei presidenti può decidere di iscrivere il punto per esame, con discussione e votazione, nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva alla trasmissione, nel qual caso il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti.
In mancanza di una decisione della Conferenza dei presidenti di iscrivere il punto nel progetto di ordine del giorno della tornata in questione, la decisione in merito all'avvio dei negoziati è annunciata dal Presidente all'apertura di tale tornata.
2.   Il punto è iscritto per esame, con discussione e votazione, nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva all'annuncio e il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti se un gruppo politico o almeno 40 deputati lo richiedano nelle 48 ore successive all'annuncio.
In caso contrario, la decisione sull'avvio dei negoziati si considera approvata.
Emendamento 91
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 75
Articolo 75
Articolo 63 bis
Accordo in prima lettura
Accordo in prima lettura
Qualora, conformemente all'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio informi il Parlamento di avere approvato la posizione del Parlamento, il Presidente, previa messa a punto a norma dell'articolo 193, annuncia in Aula che la proposta è approvata nella formulazione corrispondente alla posizione del Parlamento.
Qualora, conformemente all'articolo 294, paragrafo 4, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio informi il Parlamento di avere approvato la posizione del Parlamento, il Presidente, previa messa a punto a norma dell'articolo 193, annuncia in Aula che l'atto legislativo è approvato nella formulazione corrispondente alla posizione del Parlamento.
(Questo articolo va spostato alla fine della sezione 1 relativa alla prima lettura)
Emendamento 92
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 76
Articolo 76
Articolo 69 bis
Accordo in seconda lettura
Accordo in seconda lettura
Se non sono approvate proposte di respingere o emendare la posizione del Consiglio a norma degli articoli 68 e 69 entro i termini per la presentazione e votazione di emendamenti o di proposte di reiezione, il Presidente annuncia in Aula che l'atto proposto è stato approvato definitivamente. Il Presidente, congiuntamente al Presidente del Consiglio, firma l'atto proposto e ne dispone la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, in conformità dell'articolo 78.
Se non sono presentate proposte di respingere o emendare la posizione del Consiglio a norma degli articoli 67 bis e 69 entro i termini per la presentazione e votazione di emendamenti o di proposte di reiezione, il Presidente annuncia in Aula che l'atto proposto è stato approvato definitivamente.
(L'articolo viene spostato alla fine della sezione 2 relativa alla seconda lettura.)
Emendamento 93
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 77
Articolo 77
soppresso
Requisiti per la redazione degli atti legislativi
1.   Gli atti adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio secondo la procedura legislativa ordinaria menzionano la natura dell'atto, seguita dal numero d'ordine, dalla data di adozione e da un'indicazione dell'oggetto.
2.   Gli atti adottati congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio contengono:
a)  la formula "Il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea",
b)  l'indicazione delle disposizioni in virtù delle quali l'atto è adottato, precedute dalla parola "visto",
c)  il visto relativo alle proposte presentate, ai pareri resi e alle consultazioni effettuate,
d)  la motivazione dell'atto, che comincia con i termini "considerando quanto segue" o "considerando che",
e)  una formula quale "hanno adottato il presente regolamento", o "hanno adottato la presente direttiva" o "hanno adottato la presente decisione" o "decidono", seguita dal corpo dell'atto.
3.   Gli atti sono divisi in articoli, eventualmente raggruppati in capitoli e sezioni.
4.   L'ultimo articolo di un atto stabilisce la data dell'entrata in vigore, qualora questa sia anteriore o posteriore al ventesimo giorno successivo alla pubblicazione.
5.   L'ultimo articolo di un atto è seguito
–  dalla formula appropriata, conformemente alle pertinenti disposizioni dei trattati, in relazione alla sua applicabilità;
–  dalla formula "Fatto a", seguita dalla data di adozione dell'atto;
–  dalla formula "Per il Parlamento europeo, Il Presidente", "Per il Consiglio, Il Presidente", seguita dai nomi del Presidente del Parlamento europeo e del Presidente del Consiglio in carica al momento dell'adozione dell'atto.
Emendamento 94
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 78
Articolo 78
Articolo 78
Firma degli atti adottati
Firma e pubblicazione degli atti adottati
Previa messa a punto del testo approvato a norma dell'articolo 193 e previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, gli atti adottati secondo la procedura legislativa ordinaria sono firmati dal Presidente e dal Segretario generale e sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea a cura dei Segretari generali del Parlamento e del Consiglio .
Previa messa a punto del testo approvato a norma dell'articolo 193 e dell'allegato XVI bis e previa verifica che tutte le procedure siano state debitamente espletate, gli atti adottati secondo la procedura legislativa ordinaria sono firmati dal Presidente e dal Segretario generale.
I Segretari generali del Parlamento e del Consiglio provvedono quindi alla pubblicazione dell'atto nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Emendamento 95
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 4 (nuovo)
CAPITOLO 4
DISPOSIZIONI SPECIFICHE ALLA PROCEDURA DI CONSULTAZIONE
(Da inserire dopo l'articolo 78.)
Emendamento 96
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 78 bis (nuovo)
Articolo 78 bis
Modifica di una proposta di atto giuridicamente vincolante
Qualora la Commissione intenda sostituire o modificare la sua proposta di atto giuridicamente vincolante, la commissione competente può sospendere il suo esame della questione fino a quando non abbia ricevuto la nuova proposta ovvero le modifiche della Commissione.
Emendamento 97
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 78 ter (nuovo)
Articolo 78 ter
Posizione della Commissione sugli emendamenti
Prima di procedere alla votazione finale su una proposta di atto giuridicamente vincolante, la commissione competente può chiedere alla Commissione di precisare la sua posizione in merito a tutti gli emendamenti alla sua proposta approvati in commissione.
Se del caso, tale posizione viene inserita nella relazione della commissione competente.
Emendamento 98
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 78 quater (nuovo)
Articolo 78 quater
Votazione in Aula
L'articolo 59, paragrafi -1, 1, 1 ter e 1 quater, si applica mutatis mutandis.
Emendamento 99
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 78 quinquies (nuovo)
Articolo 78 quinquies
Seguito da dare alla posizione del Parlamento
1.   Nel periodo successivo all'approvazione della posizione del Parlamento su un progetto di atto giuridicamente vincolante, il presidente e il relatore della commissione competente seguono la procedura che dà luogo all'adozione del progetto di atto da parte del Consiglio, in particolare per accertarsi che il Consiglio o la Commissione rispettino compiutamente tutti gli impegni assunti nei confronti del Parlamento riguardo alla sua posizione. Essi riferiscono regolarmente alla commissione competente.
2.   La commissione competente può invitare la Commissione e il Consiglio a discutere la questione con la commissione stessa.
3.   In ogni fase della procedura prevista dal presente articolo la commissione competente può, qualora lo giudichi necessario, presentare una proposta di risoluzione con cui raccomanda al Parlamento di
–   invitare la Commissione a ritirare la sua proposta,
–   chiedere alla Commissione o al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento in conformità dell'articolo 78 sexies, o alla Commissione di presentare una nuova proposta, ovvero
–   prendere qualsiasi altra iniziativa che giudichi opportuna.
La proposta di risoluzione è iscritta nel progetto di ordine del giorno della tornata successiva all'approvazione della proposta della commissione.
Emendamento 100
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 78 sexies (nuovo)
Articolo 78 sexies
Nuova presentazione della proposta al Parlamento
1.   Su richiesta della commissione competente, il Presidente invita il Consiglio a consultare nuovamente il Parlamento nelle stesse circostanze e alle stesse condizioni precisate all'articolo 63, paragrafo 1, nonché qualora il Consiglio modifichi o intenda modificare sostanzialmente il progetto iniziale di atto giuridicamente vincolante sul quale il Parlamento ha espresso la sua posizione, a meno che non si proceda in tal senso al fine di integrare gli emendamenti del Parlamento.
2.   Il Presidente chiede inoltre al Consiglio di consultare nuovamente il Parlamento sul progetto di atto giuridicamente vincolante, nelle circostanze specificate nel presente articolo, se il Parlamento così decide su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.
Emendamento 101
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 7 – numerazione
CAPITOLO 7
CAPITOLO 5
QUESTIONI COSTITUZIONALI
QUESTIONI COSTITUZIONALI
Emendamento 102
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 81
Articolo 81
Articolo 81
Trattati di adesione
Trattati di adesione
1.  Ogni richiesta di uno Stato europeo di diventare membro dell'Unione europea è deferita, per esame, alla commissione competente.
1.  Ogni richiesta di uno Stato europeo di diventare membro dell'Unione europea conformemente all'articolo 49 del trattato sull'Unione europea è deferita, per esame, alla commissione competente.
2.  Il Parlamento può decidere, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, di chiedere al Consiglio e alla Commissione di partecipare a una discussione prima che inizino i negoziati con lo Stato richiedente.
2.  Il Parlamento può decidere, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, di chiedere al Consiglio e alla Commissione di partecipare a una discussione prima che inizino i negoziati con lo Stato richiedente.
3.  Per l'intera durata dei negoziati, la Commissione e il Consiglio informano regolarmente ed esaurientemente la commissione competente dell' andamento dei negoziati, se necessario in forma riservata.
3.  La commissione competente chiede alla Commissione e al Consiglio di fornirle regolarmente informazioni esaurienti sull' andamento dei negoziati, se necessario in forma riservata.
4.  In ogni fase dei negoziati, sulla base di una relazione della commissione competente, il Parlamento può adottare raccomandazioni e chiedere che esse siano tenute in considerazione prima della conclusione di un trattato di adesione di uno Stato richiedente all'Unione europea.
4.  In ogni fase dei negoziati, sulla base di una relazione della commissione competente, il Parlamento può adottare raccomandazioni e chiedere che esse siano tenute in considerazione prima della conclusione di un trattato di adesione di uno Stato richiedente all'Unione europea.
5.  Allorché i negoziati sono conclusi, ma prima della firma di un accordo, il progetto di accordo è sottoposto al Parlamento, per approvazione, a norma dell'articolo 99.
5.  Allorché i negoziati sono conclusi, ma prima della firma di un accordo, il progetto di accordo è sottoposto al Parlamento, per approvazione, a norma dell'articolo 99. In conformità dell'articolo 49 del trattato sull'Unione europea, l'approvazione del Parlamento richiede i voti favorevoli della maggioranza dei membri che lo compongono.
Emendamento 103
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 83
Articolo 83
Articolo 83
Violazione dei principi fondamentali da parte di uno Stato membro
Violazione dei principi e dei valori fondamentali da parte di uno Stato membro
1.  Il Parlamento, sulla base di una relazione specifica della commissione competente elaborata a norma degli articoli 45 e 52, può:
1.  Il Parlamento, sulla base di una relazione specifica della commissione competente elaborata a norma degli articoli 45 e 52, può:
a)  porre in votazione una proposta motivata in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea;
a)  porre in votazione una proposta motivata in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea;
b)  porre in votazione una proposta in cui invita la Commissione o gli Stati membri a presentare una proposta ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea;
b)  porre in votazione una proposta in cui invita la Commissione o gli Stati membri a presentare una proposta ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea;
c)  porre in votazione una proposta in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3 o, in seguito, dell'articolo 7, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea.
c)  porre in votazione una proposta in cui invita il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 7, paragrafo 3 o, in seguito, dell'articolo 7, paragrafo 4, del trattato sull'Unione europea.
2.  Le richieste di approvazione provenienti dal Consiglio relative a una proposta presentata a norma dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, del trattato sull'Unione europea, corredate delle osservazioni formulate dallo Stato membro interessato, sono comunicate al Parlamento e deferite alla commissione competente in conformità dell'articolo 99. Tranne in casi urgenti e giustificati, il Parlamento delibera su proposta della commissione competente.
2.  Le richieste di approvazione provenienti dal Consiglio relative a una proposta presentata a norma dell'articolo 7, paragrafi 1 e 2, del trattato sull'Unione europea, corredate delle osservazioni formulate dallo Stato membro interessato, sono comunicate al Parlamento e deferite alla commissione competente in conformità dell'articolo 99. Tranne in casi urgenti e giustificati, il Parlamento delibera su proposta della commissione competente.
3.  Le decisioni di cui ai paragrafi 1 e 2 richiedono la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che costituisce la maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
3.  In conformità dell'articolo 354 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, le decisioni di cui ai paragrafi 1 e 2 richiedono la maggioranza dei due terzi dei voti espressi, che costituisce la maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
4.  Previa autorizzazione della Conferenza dei presidenti, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione di accompagnamento. Tale proposta di risoluzione illustra la posizione del Parlamento su una grave violazione da parte di uno Stato membro, sulle opportune sanzioni e sui criteri applicabili per la loro modifica o revoca.
4.  Previa autorizzazione della Conferenza dei presidenti, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione di accompagnamento. Tale proposta di risoluzione illustra la posizione del Parlamento su una grave violazione da parte di uno Stato membro, sulle opportune misure da adottare e sui criteri applicabili per la loro modifica o revoca.
5.  La commissione competente provvede affinché il Parlamento sia tenuto pienamente informato e, se necessario, consultato su tutte le misure di accompagnamento adottate sulla base della sua approvazione, a norma del paragrafo 3. Il Consiglio è invitato ad illustrare gli eventuali sviluppi. Su proposta della commissione competente, elaborata con l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti, il Parlamento può approvare raccomandazioni destinate al Consiglio.
5.  La commissione competente provvede affinché il Parlamento sia tenuto pienamente informato e, se necessario, consultato su tutte le misure di accompagnamento adottate sulla base della sua approvazione, a norma del paragrafo 3. Il Consiglio è invitato ad illustrare gli eventuali sviluppi. Su proposta della commissione competente, elaborata con l'autorizzazione della Conferenza dei presidenti, il Parlamento può approvare raccomandazioni destinate al Consiglio.
Emendamento 104
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 84
Articolo 84
Articolo 84
Composizione del Parlamento
Composizione del Parlamento
In tempo utile prima del termine di una legislatura, il Parlamento può, sulla base di una relazione elaborata dalla commissione competente in conformità dell'articolo 45, formulare una proposta volta a modificare la propria composizione. Il progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento è esaminato in conformità dell'articolo 99.
In tempo utile prima del termine di una legislatura, il Parlamento può, sulla base di una relazione elaborata dalla commissione competente in conformità dell'articolo 14, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea e degli articoli 45 e 52 del suo regolamento , formulare una proposta volta a modificare la propria composizione. Il progetto di decisione del Consiglio europeo che stabilisce la composizione del Parlamento è esaminato in conformità dell'articolo 99.
Emendamento 105
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 85
Articolo 85
Articolo 85
Cooperazione rafforzata fra Stati membri
Cooperazione rafforzata fra Stati membri
1.  Le richieste miranti a instaurare una cooperazione rafforzata fra gli Stati membri a norma dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea sono deferite per esame dal Presidente alla commissione competente. Si applicano gli articoli 39, 41, 43, 47, da 57 a 63 e 99, ove opportuno .
1.  Le richieste miranti a instaurare una cooperazione rafforzata fra gli Stati membri a norma dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea sono deferite per esame dal Presidente alla commissione competente. Si applica l'articolo 99.
2.  La commissione competente verifica il rispetto dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea e degli articoli da 326 a 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
2.  La commissione competente verifica il rispetto dell'articolo 20 del trattato sull'Unione europea e degli articoli da 326 a 334 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
3.  Gli atti successivi proposti nel quadro della cooperazione rafforzata, una volta istituita, sono esaminati dal Parlamento nel quadro delle stesse procedure seguite quando non si applica la cooperazione rafforzata. Si applica l'articolo 47.
3.  Gli atti successivi proposti nel quadro della cooperazione rafforzata, una volta istituita, sono esaminati dal Parlamento nel quadro delle stesse procedure seguite quando non si applica la cooperazione rafforzata. Si applica l'articolo 47.
Emendamento 106
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 8 – numerazione
CAPITOLO 8
CAPITOLO 6
PROCEDURA DI BILANCIO
PROCEDURA DI BILANCIO
Emendamento 107
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 86
Articolo 86
Articolo 86
Quadro finanziario pluriennale
Quadro finanziario pluriennale
Qualora il Consiglio chieda l'approvazione del Parlamento sulla proposta di regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale, la questione è deferita alla commissione competente secondo la procedura di cui all' articolo 99. L'approvazione del Parlamento richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che lo compongono.
Qualora il Consiglio chieda l'approvazione del Parlamento sulla proposta di regolamento che stabilisce il quadro finanziario pluriennale, la questione è trattata a norma dell' articolo 99. In conformità dell'articolo 312, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, l'approvazione del Parlamento richiede i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che lo compongono.
Emendamento 108
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 86 bis (nuovo)
Articolo 86 bis
Procedura di bilancio annuale
La commissione competente può decidere di redigere qualsiasi relazione che ritenga opportuna in materia di bilancio, tenendo conto dell'allegato all'accordo interistituzionale, del 2 dicembre 2013, sulla disciplina di bilancio, sulla cooperazione in materia di bilancio e sulla sana gestione finanziaria 1 bis .
Qualsiasi altra commissione può esprimere un parere entro il termine fissato dalla commissione competente.
___________________
1 bis GU C 373 del 20.12.2013, pag. 1.
Emendamento 109
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 87
Articolo 87
soppresso
Documenti di lavoro
1.   I seguenti documenti sono messi a disposizione dei deputati:
a)  il progetto di bilancio presentato dalla Commissione;
b)  il resoconto del Consiglio sul risultato delle sue deliberazioni riguardanti il progetto di bilancio;
c)  la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio, ai sensi dell'articolo 314, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;
d)  l'eventuale progetto di decisione sui dodicesimi provvisori ai sensi dell'articolo 315 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
2.   Tali documenti sono deferiti alla commissione competente. Qualsiasi commissione interessata può esprimere un parere.
3.   Se altre commissioni sono interessate ad esprimere un parere, il Presidente fissa il termine entro cui quest'ultimo deve essere trasmesso alla commissione competente.
Emendamento 110
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 88
Articolo 88
Articolo 88
Esame del progetto di bilancio - Prima fase
Posizione del Parlamento sul progetto di bilancio
1.  Ogni deputato può, secondo le modalità stabilite in appresso, presentare e illustrare progetti di emendamento al progetto di bilancio.
1.  I singoli deputati possono presentare alla commissione competente emendamenti alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio.
Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare in seduta plenaria emendamenti alla posizione del Consiglio.
2.  Per essere ricevibili i progetti di emendamento devono essere presentati per iscritto, essere sottoscritti da almeno 40 deputati ovvero presentati a nome di un gruppo politico o di una commissione, devono indicare la posizione in materia di bilancio cui si riferiscono e garantire il rispetto del principio dell'equilibrio delle entrate e delle spese. I progetti di emendamento forniscono ogni indicazione utile circa il commento alla disposizione di bilancio in oggetto .
2.  Gli emendamenti sono presentati e motivati per iscritto, sono sottoscritti dai loro autori e indicano la linea di bilancio cui si riferiscono.
Tutti i progetti di emendamento al progetto di bilancio devono essere corredati da una motivazione scritta.
3.  Il Presidente stabilisce il termine di presentazione dei progetti di emendamento .
3.  Il Presidente stabilisce il termine di presentazione degli emendamenti .
4.  La commissione competente per il merito esprime il proprio parere sui testi così presentati prima della loro discussione in seduta plenaria.
4.  La commissione competente per il merito vota sugli emendamenti prima della loro discussione in seduta plenaria.
I progetti di emendamento che siano stati respinti in seno alla commissione competente per il merito non sono posti in votazione in Aula a meno che una commissione o almeno 40 deputati non ne abbiano fatto richiesta per iscritto entro un termine fissato dal Presidente; tale termine non può in ogni caso essere inferiore a 24 ore prima dell'inizio della votazione.
4 bis.   Gli emendamenti presentati in seduta plenaria che siano stati respinti in seno alla commissione competente per il merito possono essere posti in votazione solo se una commissione o almeno 40 deputati ne abbiano fatto richiesta per iscritto entro un termine fissato dal Presidente; tale termine non può in ogni caso essere inferiore a 24 ore prima dell'inizio della votazione.
5.  I progetti di emendamento allo stato di previsione del Parlamento che riprendano progetti analoghi a quelli già respinti dal Parlamento in sede di elaborazione di tale stato di previsione, sono posti in discussione solo se hanno ottenuto il parere favorevole della commissione competente per il merito.
5.  Gli emendamenti allo stato di previsione del Parlamento che riprendano progetti analoghi a quelli già respinti dal Parlamento in sede di elaborazione di tale stato di previsione sono posti in discussione solo se hanno ottenuto il parere favorevole della commissione competente per il merito.
6.  In deroga al disposto dell'articolo 59, paragrafo 2, il Parlamento si pronuncia con votazioni distinte e successive su:
6.  Il Parlamento si pronuncia con votazioni successive su:
–  ogni progetto di emendamento ,
–  gli emendamenti alla posizione del Consiglio sul progetto di bilancio, per sezione ,
–   ogni sezione del progetto di bilancio,
–  le proposte di risoluzione relative a tale progetto di bilancio;
–  le proposte di risoluzione relative a tale progetto di bilancio.
Sono tuttavia applicabili le disposizioni di cui all'articolo 174, paragrafi da 4 a 8.
Sono tuttavia applicabili le disposizioni di cui all'articolo 174, paragrafi da 4 a 8 bis .
7.  Gli articoli, i capitoli, i titoli e le sezioni del progetto di bilancio per i quali non siano stati presentati progetti di emendamento sono considerati approvati.
7.  Gli articoli, i capitoli, i titoli e le sezioni del progetto di bilancio per i quali non siano stati presentati emendamenti sono considerati approvati.
8.  Per essere approvati i progetti di emendamento devono ottenere i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
8.  In conformità dell'articolo 314, paragrafo 4, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, per essere approvati gli emendamenti devono ottenere i voti favorevoli della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento.
9.  Qualora il Parlamento abbia emendato il progetto di bilancio, quest'ultimo così emendato è trasmesso al Consiglio e alla Commissione corredato delle motivazioni.
9.  Qualora il Parlamento abbia emendato la posizione del Consiglio sul progetto di bilancio, la posizione così emendata è trasmessa al Consiglio e alla Commissione corredata delle motivazioni e del processo verbale della seduta in cui gli emendamenti sono stati approvati .
10.   Il processo verbale della seduta nel corso della quale il Parlamento si è pronunciato in merito al progetto di bilancio è trasmesso al Consiglio e alla Commissione.
Emendamento 111
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 89
Articolo 89
Articolo 95 bis
Trilogo finanziario
Cooperazione interistituzionale
Il Presidente partecipa ai regolari incontri fra i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione convocati, su iniziativa della Commissione, nel quadro delle procedure di bilancio di cui al titolo II della parte sesta del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il Presidente prende tutte le misure necessarie per promuovere la concertazione e il ravvicinamento delle posizioni delle istituzioni al fine di agevolare l'attuazione delle procedure summenzionate.
In conformità dell'articolo 324 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Presidente partecipa ai regolari incontri fra i Presidenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione convocati, su iniziativa della Commissione, nel quadro delle procedure di bilancio di cui al titolo II della parte sesta del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Il Presidente prende tutte le misure necessarie per promuovere la concertazione e il ravvicinamento delle posizioni delle istituzioni al fine di agevolare l'attuazione delle procedure summenzionate.
Il Presidente del Parlamento può delegare questo compito a un Vicepresidente con esperienza in materia di bilancio o al presidente della commissione competente per le questioni di bilancio.
Il Presidente del Parlamento può delegare questo compito a un Vicepresidente con esperienza in materia di bilancio o al presidente della commissione competente per le questioni di bilancio.
(L'articolo in esame, quale modificato, viene spostato alla fine del capitolo relativo alla procedura di bilancio, dopo l'articolo 95.)
Emendamento 112
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 91
Articolo 91
(Non concerne la versione italiana)
Adozione definitiva del bilancio
Una volta constatata l'adozione del bilancio in conformità delle disposizioni dell'articolo 314 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Presidente proclama in seduta che il bilancio è definitivamente adottato. Egli provvede a farlo pubblicare nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Emendamento 113
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 93
Articolo 93
Articolo 93
Discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio
Discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio
Le disposizioni concernenti la procedura da applicare per la decisione sul discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio, in conformità delle disposizioni finanziarie del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del Regolamento finanziario, sono allegate al presente regolamento11 . Dette disposizioni sono approvate a norma dell'articolo 227, paragrafo 2, del presente regolamento.
Le disposizioni concernenti la procedura relativa al discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio, in conformità delle disposizioni finanziarie del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea e del Regolamento finanziario, sono allegate al presente regolamento11 .
__________________
__________________
11 Cfr. allegato V.
11 Cfr. allegato V.
Emendamento 114
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 94
Articolo 94
Articolo 94
Altre procedure in materia di discarico
Altre procedure in materia di discarico
Le disposizioni che disciplinano la procedura relativa al discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio si applicano anche alla procedura relativa al discarico da dare:
Le disposizioni che disciplinano la procedura relativa al discarico alla Commissione per l'esecuzione del bilancio, in conformità dell'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, si applicano anche alla procedura relativa al discarico da dare:
–  al Presidente del Parlamento europeo per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo;
–  al Presidente del Parlamento europeo per l'esecuzione del bilancio del Parlamento europeo;
–  ai responsabili dell'esecuzione dei bilanci di altre istituzioni e organi dell'Unione europea, quali il Consiglio (per quanto riguarda la sua funzione esecutiva) , la Corte di giustizia dell'Unione europea, la Corte dei conti, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni;
–  ai responsabili dell'esecuzione dei bilanci di altre istituzioni e organi dell'Unione europea, quali il Consiglio, la Corte di giustizia dell'Unione europea, la Corte dei conti, il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni;
–  alla Commissione per l'esecuzione del bilancio del Fondo europeo di sviluppo;
–  alla Commissione per l'esecuzione del bilancio del Fondo europeo di sviluppo;
–  agli organi responsabili dell'esecuzione del bilancio di organismi giuridicamente indipendenti che svolgono funzioni dell'Unione, nella misura in cui le disposizioni che ne disciplinano l'attività prevedano il discarico da parte del Parlamento europeo.
–  agli organi responsabili dell'esecuzione del bilancio di organismi giuridicamente indipendenti che svolgono funzioni dell'Unione, nella misura in cui le disposizioni che ne disciplinano l'attività prevedano il discarico da parte del Parlamento europeo.
Emendamento 115
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 95
Articolo 95
Articolo 92 bis
Controllo del Parlamento sull' esecuzione del bilancio
Esecuzione del bilancio
1.  Il Parlamento procede al controllo dell'esecuzione del bilancio in corso. Esso affida tale compito alle commissioni competenti in materia di bilancio e di controllo dei bilanci nonché alle altre commissioni interessate.
1.  Il Parlamento procede al controllo dell'esecuzione del bilancio in corso. Esso affida tale compito alle commissioni competenti in materia di bilancio e di controllo dei bilanci nonché alle altre commissioni interessate.
2.  Il Parlamento esamina ogni anno, anteriormente alla prima lettura del progetto di bilancio relativo all'esercizio successivo, i problemi inerenti all'esecuzione del bilancio in corso, se del caso sulla base di una proposta di risoluzione presentata dalla commissione in materia.
2.  Il Parlamento esamina ogni anno, anteriormente alla sua lettura del progetto di bilancio relativo all'esercizio successivo, i problemi inerenti all'esecuzione del bilancio in corso, se del caso sulla base di una proposta di risoluzione presentata dalla commissione in materia.
(L'articolo in esame, quale modificato, viene spostato prima dell'articolo 93.)
Emendamento 116
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 9 – numerazione
CAPITOLO 9
CAPITOLO 7
PROCEDURE INTERNE DI BILANCIO
PROCEDURE INTERNE DI BILANCIO
Emendamento 117
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 98
Articolo 98
Articolo 98
Competenze in materia di impegno e di liquidazione delle spese
Competenze in materia di impegno e di liquidazione delle spese, di chiusura dei conti e di concessione del discarico
1.  Il Presidente procede o fa procedere all'impegno e alla liquidazione delle spese, nel quadro del regolamento finanziario interno stabilito dall'Ufficio di presidenza, previa consultazione della commissione competente.
1.  Il Presidente procede o fa procedere all'impegno e alla liquidazione delle spese, nel quadro del regolamento finanziario interno stabilito dall'Ufficio di presidenza, previa consultazione della commissione competente.
2.  Il Presidente trasmette alla commissione competente il progetto di rendiconto.
2.  Il Presidente trasmette alla commissione competente il progetto di rendiconto.
3.  Su relazione della commissione competente, il Parlamento chiude i conti e si pronuncia sul discarico.
3.  Su relazione della commissione competente, il Parlamento chiude i conti e si pronuncia sul discarico.
Emendamento 118
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 10 – numerazione
CAPITOLO 10
CAPITOLO 8
PROCEDURA DI APPROVAZIONE
PROCEDURA DI APPROVAZIONE
Emendamento 119
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 99
Articolo 99
Articolo 99
Procedura di approvazione
Procedura di approvazione
1.  Qualora sia stato invitato a dare la sua approvazione a un atto proposto , nel deliberare il Parlamento tiene conto di una raccomandazione della commissione competente volta ad approvare o a respingere tale atto. La raccomandazione contiene visti, ma non considerando. Essa può comprendere una breve motivazione, che è redatta sotto la responsabilità del relatore e che non è posta in votazione. L'articolo 56, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis. Gli emendamenti presentati in commissione sono ricevibili solo se sono intesi a ribaltare la raccomandazione quale proposta dal relatore.
1.  Qualora il Parlamento sia stato invitato a dare la sua approvazione a un atto giuridicamente vincolante , la commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione volta ad approvare o a respingere l'atto proposto .
La raccomandazione contiene visti, ma non considerando. Gli emendamenti in commissione sono ricevibili solo se sono intesi a ribaltare la raccomandazione proposta dal relatore.
La raccomandazione può essere corredata di una breve motivazione, che è redatta sotto la responsabilità del relatore e che non è posta in votazione. L'articolo 56, paragrafo 1, si applica mutatis mutandis.
La commissione competente può presentare una proposta di risoluzione non legislativa. In conformità dell'articolo 201, paragrafo 3, in combinato disposto con gli articoli 53, 54 o 55 , altre commissioni possono essere coinvolte nell'elaborazione della risoluzione .
1 bis.   Se necessario, la commissione competente può altresì presentare una relazione comprendente una proposta di risoluzione non legislativa, specificando i motivi per cui il Parlamento dovrebbe dare o rifiutare la sua approvazione e , ove opportuno, formulando raccomandazioni per l'attuazione dell'atto proposto .
1 ter.   La commissione competente esamina la richiesta di approvazione senza indebiti ritardi. Se la commissione competente non ha adottato la sua raccomandazione entro sei mesi dal deferimento della richiesta di approvazione, la Conferenza dei presidenti può iscrivere la questione all'ordine del giorno di una tornata successiva affinché sia esaminata, ovvero può decidere, in casi debitamente motivati, di prorogare il termine di sei mesi.
Il Parlamento decide sull'atto per il quale il trattato sull'Unione europea o il trattato sul funzionamento dell'Unione europea richiedono la sua approvazione con una sola votazione sull'approvazione, indipendentemente dal fatto che la raccomandazione della commissione competente sia di approvare o di respingere l'atto. Non può essere presentato alcun emendamento. La maggioranza richiesta per l'approvazione è quella indicata all'articolo del trattato sull'Unione europea o del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che costituisce la base giuridica dell'atto proposto o, qualora non vi sia indicata alcuna maggioranza, la maggioranza dei voti espressi . Qualora non sia raggiunta la maggioranza richiesta, l'atto proposto è da considerarsi respinto.
1 quater.   Il Parlamento decide sull'atto proposto con una sola votazione sull'approvazione, indipendentemente dal fatto che la raccomandazione della commissione competente sia di approvare o di respingere l'atto. Qualora non sia raggiunta la maggioranza richiesta, l'atto proposto è da considerarsi respinto.
2.   Inoltre, per gli accordi internazionali, i trattati di adesione, la constatazione di una violazione grave e persistente dei principi fondamentali da parte di uno Stato membro, la determinazione della composizione del Parlamento, l'instaurazione della cooperazione rafforzata fra Stati membri o l'adozione del quadro finanziario pluriennale si applicano rispettivamente gli articoli 108, 81, 83, 84, 85 e 86.
3.  Qualora per una proposta di atto legislativo o un progetto di accordo internazionale sia richiesta l'approvazione del Parlamento, la commissione competente può presentare al Parlamento una relazione interlocutoria sulla proposta, con una proposta di risoluzione contenente raccomandazioni per la modifica o l'attuazione dell'atto legislativo proposto o del progetto di accordo internazionale .
3.  Qualora sia richiesta l'approvazione del Parlamento, la commissione competente può, in qualsiasi momento, presentare al Parlamento una relazione interlocutoria sulla proposta, con una proposta di risoluzione contenente raccomandazioni per la modifica o l'attuazione dell'atto proposto.
4.   La commissione competente esamina la richiesta di approvazione senza indebiti ritardi. Se la commissione competente decide di non formulare una raccomandazione o se non ha adottato una raccomandazione entro sei mesi dal deferimento della richiesta di approvazione, la Conferenza dei presidenti può iscrivere la questione all'ordine del giorno della tornata successiva affinché sia esaminata, ovvero può decidere, in casi debitamente motivati, di prorogare il termine di sei mesi.
Qualora l'approvazione del Parlamento sia richiesta in relazione ad un accordo internazionale, il Parlamento può decidere, sulla base di una raccomandazione della commissione competente, di sospendere la procedura di approvazione per non più di un anno.
Emendamento 120
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 11 – numerazione
CAPITOLO 11
CAPITOLO 9
ALTRE PROCEDURE
ALTRE PROCEDURE
Emendamento 121
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 100
Articolo 100
Articolo 100
Procedura di parere ai sensi dell'articolo 140 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea
Procedura di parere sulle deroghe all'adozione dell'euro
1.  Quando è invitato a esprimere il suo parere sulle raccomandazioni formulate dal Consiglio a norma dell'articolo 140, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento, dopo la presentazione di queste ultime in Aula da parte del Consiglio, delibera sulla base di una proposta presentata oralmente o per iscritto dalla sua commissione competente e volta ad approvare o respingere le raccomandazioni che formano oggetto della consultazione .
1.  Quando è invitato a esprimere il suo parere a norma dell'articolo 140, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento delibera sulla base di una relazione della sua commissione competente volta ad approvare o respingere l'atto proposto .
2.  Il Parlamento procede quindi a una votazione in blocco , senza che possano essere presentati emendamenti.
2.  Il Parlamento procede quindi a una votazione unica sull'atto proposto , senza che possano essere presentati emendamenti.
Emendamento 122
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 102
Articolo 102
Articolo 102
Procedure relative all'esame degli accordi volontari
Procedure relative all'esame degli accordi volontari previsti
1.  Quando la Commissione informa il Parlamento che intende esaminare la possibilità di ricorrere ad accordi volontari in alternativa alla legislazione, la commissione competente può elaborare una relazione sul merito della questione, a norma dell'articolo 52.
1.  Quando la Commissione informa il Parlamento che intende esaminare la possibilità di ricorrere ad accordi volontari in alternativa alla legislazione, la commissione competente può elaborare una relazione sul merito della questione, a norma dell'articolo 52.
2.  Quando la Commissione annuncia che intende concludere un accordo volontario, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione in cui raccomanda l'approvazione o la reiezione della proposta e precisa le condizioni applicabili.
2.  Quando la Commissione annuncia che intende concludere un accordo volontario, la commissione competente può presentare una proposta di risoluzione in cui raccomanda l'approvazione o la reiezione della proposta e precisa le condizioni applicabili.
Emendamento 123
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 103
Articolo 103
Articolo 103
Codificazione
Codificazione
1.  Qualora una proposta relativa alla codificazione del diritto dell'Unione sia sottoposta al Parlamento, essa viene deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche. Quest'ultima la esamina secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale12 onde verificare che si limiti ad una mera codificazione, senza modifiche sostanziali.
1.  Qualora una proposta relativa alla codificazione del diritto dell'Unione sia sottoposta al Parlamento, essa viene deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche. Quest'ultima la esamina secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale12 onde verificare che si limiti ad una mera codificazione, senza modifiche sostanziali.
2.  La commissione che era competente per il merito per gli atti oggetto della codificazione può essere invitata, su sua richiesta o su richiesta della commissione competente per le questioni giuridiche, ad esprimere il proprio parere in merito all'opportunità della codificazione.
2.  La commissione che era competente per il merito per gli atti oggetto della codificazione può essere invitata, su sua richiesta o su richiesta della commissione competente per le questioni giuridiche, ad esprimere il proprio parere in merito all'opportunità della codificazione.
3.  Gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili.
3.  Gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili.
Tuttavia, su richiesta del relatore, il presidente della commissione competente per le questioni giuridiche può sottoporre all'approvazione di quest'ultima emendamenti relativi ad adeguamenti tecnici, a condizione che tali adeguamenti siano necessari per garantire la conformità della proposta alle regole della codificazione e non contengano modifiche sostanziali della proposta.
Tuttavia, su richiesta del relatore, il presidente della commissione competente per le questioni giuridiche può sottoporre all'approvazione di quest'ultima adeguamenti tecnici, a condizione che tali adeguamenti siano necessari per garantire la conformità della proposta alle regole della codificazione e non contengano modifiche sostanziali della proposta.
4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta non contenga modifiche sostanziali della legislazione dell'Unione, la deferisce al Parlamento per approvazione.
4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta non contenga modifiche sostanziali della legislazione dell'Unione, la deferisce al Parlamento per approvazione.
Se ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali, la commissione propone al Parlamento di respingere la proposta.
Se ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali, la commissione propone al Parlamento di respingere la proposta.
In entrambi i casi, il Parlamento si esprime con un voto unico, senza emendamenti e senza discussione.
In entrambi i casi, il Parlamento si esprime con un voto unico, senza emendamenti e senza discussione.
__________________
__________________
12 Accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, Metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi, punto 4 (GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2).
12 Accordo interistituzionale del 20 dicembre 1994, Metodo di lavoro accelerato ai fini della codificazione ufficiale dei testi legislativi, punto 4 (GU C 102 del 4.4.1996, pag. 2).
Emendamento 124
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 104
Articolo 104
Articolo 104
Rifusione
Rifusione
1.  Se al Parlamento è sottoposta una proposta che comporta una rifusione della legislazione dell'Unione, la proposta è deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche e alla commissione competente per il merito.
1.  Se al Parlamento è sottoposta una proposta che comporta una rifusione della legislazione dell'Unione, la proposta è deferita alla commissione competente per le questioni giuridiche e alla commissione competente per il merito.
2.  La commissione competente per le questioni giuridiche esamina la proposta secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale13 onde verificare che non contenga modifiche sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali.
2.  La commissione competente per le questioni giuridiche esamina la proposta secondo le modalità stabilite a livello interistituzionale13 onde verificare che non contenga modifiche sostanziali se non quelle espressamente indicate come tali.
Nell'ambito di tale esame, gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili. Tuttavia, l'articolo 103, paragrafo 3, secondo comma, si applica per quanto riguarda le disposizioni rimaste invariate nella proposta di rifusione.
Nell'ambito di tale esame, gli emendamenti al testo della proposta sono irricevibili. Tuttavia, l'articolo 103, paragrafo 3, secondo comma, si applica per quanto riguarda le disposizioni rimaste invariate nella proposta di rifusione.
3.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contiene modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.
3.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche stabilisce che la proposta non contiene modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, ne informa la commissione competente per il merito.
In tal caso, fatte salve le condizioni di cui agli articoli 169 e 170, sono ricevibili in seno alla commissione competente nel merito soltanto gli emendamenti che riguardano le parti della proposta che contengono modifiche.
In tal caso, fatte salve le condizioni di cui agli articoli 169 e 170, sono ricevibili in seno alla commissione competente nel merito soltanto gli emendamenti che riguardano le parti della proposta che contengono modifiche.
Qualora, tuttavia, conformemente al punto 8 dell'Accordo interistituzionale, la commissione competente per il merito intenda presentare emendamenti anche alle parti codificate della proposta, ne informa immediatamente il Consiglio e la Commissione, e quest'ultima dovrebbe informare la commissione stessa, prima della votazione ai sensi dell'articolo 58, in merito alla sua posizione sugli emendamenti e comunicarle se intende o meno ritirare la proposta di rifusione .
Gli emendamenti alle parti della proposta rimaste immutate possono tuttavia essere accettati, a titolo eccezionale e caso per caso, dal presidente della commissione competente per il merito qualora giudichi che ciò sia necessario per ragioni imprescindibili di coerenza del testo o di connessione con altri emendamenti ricevibili. Tali ragioni devono essere indicate nella motivazione dell'emendamento .
4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, essa propone al Parlamento di respingere la proposta e ne informa la commissione competente per il merito.
4.  Se la commissione competente per le questioni giuridiche ritiene che la proposta contenga modifiche sostanziali diverse da quelle espressamente indicate come tali, essa propone al Parlamento di respingere la proposta e ne informa la commissione competente per il merito.
In questo caso, il Presidente invita la Commissione a ritirare la sua proposta. Se la Commissione ritira la sua proposta, il Presidente constata che la procedura è divenuta priva di oggetto e ne dà comunicazione al Consiglio. Se la Commissione non ritira la sua proposta, il Parlamento la deferisce alla commissione competente per il merito, che la esamina secondo la normale procedura.
In questo caso, il Presidente invita la Commissione a ritirare la sua proposta. Se la Commissione ritira la sua proposta, il Presidente constata che la procedura è divenuta priva di oggetto e ne dà comunicazione al Consiglio. Se la Commissione non ritira la sua proposta, il Parlamento la deferisce alla commissione competente per il merito, che la esamina secondo la normale procedura.
__________________
__________________
13 Accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi, punto 9 (GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1).
13 Accordo interistituzionale del 28 novembre 2001 ai fini di un ricorso più strutturato alla tecnica della rifusione degli atti normativi, punto 9 (GU C 77 del 28.3.2002, pag. 1).
Emendamento 125
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo II – capitolo 9 bis (nuovo)
CAPITOLO 9 BIS
Atti delegati e atti di esecuzione
Emendamento 126
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 105
Articolo 105
Articolo 105
Atti delegati
Atti delegati
1.  Quando la Commissione trasmette al Parlamento un atto delegato, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base che può decidere di nominare un relatore per l'esame di uno o più atti delegati.
1.  Quando la Commissione trasmette al Parlamento un atto delegato, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base che può decidere di designare uno dei suoi membri per l'esame di uno o più atti delegati.
2.  Il Presidente comunica al Parlamento la data di ricezione dell'atto delegato in tutte le lingue ufficiali e il periodo durante il quale possono essere sollevate obiezioni. Detto termine inizia a decorrere da tale data.
2.  Durante la tornata successiva alla ricezione dell'atto delegato, il Presidente comunica al Parlamento la data di ricezione in tutte le lingue ufficiali e il periodo durante il quale possono essere sollevate obiezioni. Detto termine inizia a decorrere dalla data di ricezione .
Tale annuncio è pubblicato nel processo verbale della seduta unitamente alla denominazione della commissione competente.
Tale annuncio è pubblicato nel processo verbale della seduta unitamente alla denominazione della commissione competente.
3.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base e, se lo ritiene opportuno, previa consultazione di tutte le commissioni interessate, presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata. Tale proposta di risoluzione indica i motivi delle obiezioni del Parlamento e può contenere una richiesta alla Commissione di presentare un nuovo atto delegato che tenga conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento .
3.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base e, se lo ritiene opportuno, previa consultazione di tutte le commissioni interessate, presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata volta a sollevare obiezioni all'atto delegato . Qualora la commissione competente non abbia presentato detta proposta di risoluzione dieci giorni lavorativi prima dell'inizio della tornata il cui mercoledì precede ed è prossimo alla data di scadenza del termine di cui al paragrafo 5, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione intesa a iscrivere il punto all'ordine del giorno di tale tornata .
4.   Qualora la commissione competente non abbia presentato una proposta di risoluzione dieci giorni lavorativi prima dell'inizio della tornata il cui mercoledì precede ed è prossimo alla data di scadenza del termine di cui al paragrafo 5, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione intesa a iscrivere il punto nel progetto di ordine del giorno di tale tornata.
4 bis.   Una proposta di risoluzione presentata a norma del paragrafo 3 indica i motivi delle obiezioni del Parlamento e può contenere una richiesta alla Commissione di presentare un nuovo atto delegato che tenga conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento.
5.  Il Parlamento decide, entro il termine specificato nell'atto legislativo di base, su ogni proposta di risoluzione presentata con la maggioranza prevista all' articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
5.  Il Parlamento approva tale proposta entro il termine specificato nell'atto legislativo di base e a maggioranza dei membri che lo compongono, in conformità dell' articolo 290, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
Qualora la commissione competente ritenga opportuno prorogare il termine per sollevare le obiezioni a un atto delegato in conformità dell'atto legislativo di base, il presidente della commissione competente notifica tale proroga, a nome del Parlamento, al Consiglio e alla Commissione.
Qualora la commissione competente ritenga opportuno prorogare il termine per sollevare le obiezioni a un atto delegato in conformità delle disposizioni dell'atto legislativo di base, il presidente della commissione competente notifica tale proroga, a nome del Parlamento, al Consiglio e alla Commissione.
6.  Qualora la commissione competente raccomandi che, prima della scadenza del termine previsto nell'atto legislativo di base, il Parlamento dichiari di non sollevare obiezioni all'atto delegato:
6.  Qualora la commissione competente raccomandi che, prima della scadenza del termine previsto nell'atto legislativo di base, il Parlamento dichiari di non sollevare obiezioni all'atto delegato:
–  essa ne informa il presidente della Conferenza dei presidenti di commissione con lettera motivata e presenta una raccomandazione in tal senso;
–  essa ne informa il presidente della Conferenza dei presidenti di commissione con lettera motivata e presenta una raccomandazione in tal senso;
–  se nessuna obiezione è sollevata né durante la riunione successiva della Conferenza dei presidenti di commissione né, in caso di urgenza, con procedura scritta, il presidente della commissione competente lo comunica al Presidente del Parlamento, che ne informa l'Aula nel più breve tempo possibile;
–  se nessuna obiezione è sollevata né durante la riunione successiva della Conferenza dei presidenti di commissione né, in caso di urgenza, con procedura scritta, il presidente della commissione competente lo comunica al Presidente del Parlamento, che ne informa l'Aula nel più breve tempo possibile;
–  se, entro ventiquattro ore dall'annuncio in Aula, un gruppo politico o almeno quaranta deputati si oppongono alla raccomandazione, quest'ultima è posta in votazione;
–  se, entro ventiquattro ore dall'annuncio in Aula, un gruppo politico o almeno quaranta deputati si oppongono alla raccomandazione, quest'ultima è posta in votazione;
–  se, entro lo stesso termine, nessuna obiezione è sollevata la raccomandazione proposta si considera approvata;
–  se, entro lo stesso termine, nessuna obiezione è sollevata la raccomandazione proposta si considera approvata;
–  l'adozione di siffatta raccomandazione rende irricevibile qualsiasi ulteriore proposta di obiezione all'atto delegato.
–  l'adozione di siffatta raccomandazione rende irricevibile qualsiasi ulteriore proposta di obiezione all'atto delegato.
7.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base, adottare l'iniziativa di presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata che revoca, in tutto o in parte, la delega di poteri prevista da tale atto. Il Parlamento delibera alla maggioranza prevista all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea .
7.  La commissione competente può, conformemente alle disposizioni dell'atto legislativo di base, adottare l'iniziativa di presentare al Parlamento una proposta di risoluzione che revoca, in tutto o in parte, la delega di poteri o che si oppone alla proroga tacita della delega di poteri prevista da tale atto.
In conformità dell'articolo 290, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la decisione di revoca della delega di poteri richiede i voti favorevoli della maggioranza dei membri che compongono il Parlamento.
8.  Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione delle posizioni adottate in virtù del presente articolo.
8.  Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione delle posizioni adottate in virtù del presente articolo.
Emendamento 127
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 106
Articolo 106
Articolo 106
Atti e misure di esecuzione
Atti e misure di esecuzione
1.  Qualora la Commissione trasmetta al Parlamento un progetto di atto o di misura di esecuzione, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base, che può decidere di nominare un relatore per l'esame di uno o più progetti di atti o di misure di esecuzione.
1.  Qualora la Commissione trasmetta al Parlamento un progetto di atto o di misura di esecuzione, il Presidente lo deferisce alla commissione competente per l'atto legislativo di base, che può decidere di designare uno dei suoi membri per l'esame di uno o più progetti di atti o di misure di esecuzione.
2.  La commissione competente può presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata indicando che un progetto di atto o di misura di esecuzione eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto legislativo di base o non è conforme al diritto dell'Unione per altri motivi.
2.  La commissione competente può presentare al Parlamento una proposta di risoluzione motivata indicando che un progetto di atto o di misura di esecuzione eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto legislativo di base o non è conforme al diritto dell'Unione per altri motivi.
3.  La proposta di risoluzione può comprendere una richiesta alla Commissione di ritirare l'atto, la misura o il progetto di atto o di misura, di modificarlo alla luce delle obiezioni formulate dal Parlamento o di presentare una nuova proposta legislativa. Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione della posizione adottata.
3.  La proposta di risoluzione può comprendere una richiesta alla Commissione di ritirare il progetto di atto o di misura di esecuzione , di modificarlo alla luce delle obiezioni formulate dal Parlamento o di presentare una nuova proposta legislativa. Il Presidente informa il Consiglio e la Commissione della posizione adottata.
4.  Se le misure di esecuzione previste dalla Commissione rientrano nella procedura di regolamentazione con controllo prevista dalla decisione 1999/468/CE del Consiglio, che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, si applicano le seguenti disposizioni supplementari:
4.  Se le misure di esecuzione previste dalla Commissione rientrano nella procedura di regolamentazione con controllo prevista dalla decisione 1999/468/CE del Consiglio, che stabilisce le modalità per l'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione, si applicano le seguenti disposizioni supplementari:
a)  il termine per l'esame decorre dal momento in cui il progetto di misure è stato trasmesso al Parlamento in tutte le lingue ufficiali. Se si applica il termine per l'esame ridotto previsti all'articolo 5 bis, paragrafo 5, lettera b), della decisione 1999/468/CE e nei casi di urgenza di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, salvo obiezione del presidente della commissione competente, il termine per l'esame comincia a decorrere dalla data di ricezione, da parte del Parlamento, del progetto definitivo di misure di esecuzione nelle versioni linguistiche presentate ai membri del comitato istituito conformemente alla decisione 1999/468/CE. In questo caso non si applica l'articolo 158;
a)  il termine per l'esame decorre dal momento in cui il progetto di misura di esecuzione è stato trasmesso al Parlamento in tutte le lingue ufficiali. Se si applica il termine per l'esame ridotto previsto all'articolo 5 bis, paragrafo 5, lettera b), della decisione 1999/468/CE e nei casi di urgenza di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 6, della decisione 1999/468/CE, salvo obiezione del presidente della commissione competente, il termine per l'esame comincia a decorrere dalla data di ricezione, da parte del Parlamento, del progetto definitivo di misura di esecuzione nelle versioni linguistiche presentate ai membri del comitato istituito conformemente alla decisione 1999/468/CE. Nei due casi di cui alla frase precedente non si applica l'articolo 158;
b)  se il progetto di misura di esecuzione si basa sull'articolo 5 bis, paragrafi 5 o 6, della decisione 1999/468/CE, in base ai quali i termini entro cui il Parlamento può opporsi sono ridotti, il presidente della commissione competente può presentare una proposta di risoluzione contraria all'adozione del progetto di misura se la commissione competente non ha potuto riunirsi nel termine prescritto;
b)  se il progetto di misura di esecuzione si basa sull'articolo 5 bis, paragrafi 5 o 6, della decisione 1999/468/CE, in base ai quali i termini entro cui il Parlamento può opporsi sono ridotti, il presidente della commissione competente può presentare una proposta di risoluzione contraria all'adozione del progetto di misura se la commissione competente non ha potuto riunirsi nel termine prescritto;
c)  il Parlamento, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, può opporsi all'adozione del progetto di misura di esecuzione indicando che tale progetto di misura eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto di base o che non è compatibile con il fine o il contenuto dell'atto di base oppure che non rispetta i principi di sussidiarietà o di proporzionalità;
c)  il Parlamento, deliberando a maggioranza dei membri che lo compongono, può approvare una risoluzione in cui si oppone all'adozione del progetto di misura di esecuzione e in cui indica che tale progetto di misura eccede le competenze di esecuzione previste nell'atto di base o che non è compatibile con il fine o il contenuto dell'atto di base oppure che non rispetta i principi di sussidiarietà o di proporzionalità.
Qualora la commissione competente non abbia presentato detta proposta di risoluzione dieci giorni lavorativi prima dell'inizio della tornata il cui mercoledì precede ed è il più prossimo alla data di scadenza del termine per opporsi all'adozione del progetto di misura di esecuzione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione intesa a iscrivere il punto all'ordine del giorno di tale tornata ;
d)  se la commissione competente, a seguito di una richiesta motivata della Commissione, raccomanda con lettera motivata al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione che il Parlamento non dichiari di opporsi alla misura proposta, prima della scadenza del termine ordinario di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettera c), e/o all'articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera e), della decisione 1999/468/CE, si applica la procedura di cui all'articolo 105, paragrafo 6, del presente regolamento.
d)  se la commissione competente raccomanda con lettera motivata al presidente della Conferenza dei presidenti di commissione che il Parlamento non dichiari di opporsi alla misura proposta, prima della scadenza del termine ordinario di cui all'articolo 5 bis, paragrafo 3, lettera c), e/o all'articolo 5 bis, paragrafo 4, lettera e), della decisione 1999/468/CE, si applica la procedura di cui all'articolo 105, paragrafo 6, del presente regolamento.
Emendamento 128
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 108
Articolo 108
Articolo 108
Accordi internazionali
Accordi internazionali
1.  Qualora si preveda l'apertura di negoziati sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione o di seguire in altro modo la procedura e informa di tale decisione la Conferenza dei presidenti di commissione. Laddove opportuno, altre commissioni possono essere invitate ad esprimere un parere a norma dell'articolo 53, paragrafo 1. A seconda del caso, si applicano l'articolo 201, paragrafo 2, e gli articoli 54 o 55.
1.  Qualora si preveda l'apertura di negoziati sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale, la commissione competente può decidere di elaborare una relazione o di seguire in altro modo questa fase preparatoria. Essa informa di tale decisione la Conferenza dei presidenti di commissione.
I presidenti e i relatori della commissione competente ed eventualmente delle commissioni associate adottano congiuntamente le misure opportune per garantire che il Parlamento riceva informazioni immediate, regolari ed esaurenti, se necessario in forma riservata, in tutte le fasi della negoziazione e della conclusione di accordi internazionali, ivi inclusi i progetti e i testi definitivi approvati delle direttive di negoziato, nonché le informazioni di cui al paragrafo 3 da parte:
–  della Commissione conformemente ai suoi obblighi in forza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e ai suoi impegni nell'ambito dell'accordo quadro sui rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, e
–  del Consiglio conformemente ai suoi obblighi in forza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
1 bis.   La commissione competente si informa quanto prima presso la Commissione circa la base giuridica adottata per la conclusione degli accordi internazionali di cui al paragrafo 1. La commissione competente verifica, a norma dell'articolo 39, la base giuridica scelta.
2.  Il Parlamento, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, può chiedere al Consiglio di non autorizzare l'apertura dei negoziati fintantoché il Parlamento non si sia pronunciato sulla proposta di mandato a negoziare, sulla base di una relazione della commissione competente.
2.  Il Parlamento, su proposta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, può chiedere al Consiglio di non autorizzare l'apertura dei negoziati fintantoché il Parlamento non si sia pronunciato sulla proposta di mandato a negoziare, sulla base di una relazione della commissione competente.
3.   Nel momento in cui si prevede di avviare negoziati, la commissione competente si informa presso la Commissione circa la base giuridica adottata per la conclusione degli accordi internazionali di cui al paragrafo 1. La commissione competente verifica, a norma dell'articolo 39, la base giuridica scelta. Qualora la Commissione non precisi una base giuridica o sussistano dubbi circa la sua validità, si applicano le disposizioni dell'articolo 39.
4.  In ogni fase dei negoziati, e dal termine dei negoziati stessi fino alla conclusione dell'accordo internazionale, il Parlamento, sulla base della relazione della commissione competente e dopo aver esaminato qualsiasi proposta in materia presentata a norma dell'articolo 134 , può adottare raccomandazioni e chiedere che esse siano prese in considerazione prima della conclusione di tale accordo.
4.  In ogni fase dei negoziati, e dal termine dei negoziati stessi fino alla conclusione dell'accordo internazionale, il Parlamento, sulla base della relazione della commissione competente, elaborata di sua iniziativa o dopo aver esaminato qualsiasi proposta in materia presentata da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati , può adottare raccomandazioni al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e chiedere che esse siano prese in considerazione prima della conclusione di tale accordo.
5.  Nei casi in cui il Consiglio chiede l'approvazione o il parere del Parlamento, tale richiesta è trasmessa dal Presidente, per esame, alla commissione competente, in conformità dell'articolo 99 o dell'articolo 47, paragrafo 1.
5.  Nei casi in cui il Consiglio chiede l'approvazione o il parere del Parlamento, tale richiesta è trasmessa dal Presidente, per esame, alla commissione competente, in conformità dell'articolo 99 o dell'articolo 47, paragrafo 1.
6.  Prima della votazione, la commissione competente, un gruppo politico o almeno un decimo dei deputati possono proporre che il Parlamento chieda il parere della Corte di giustizia sulla compatibilità di un accordo internazionale con i trattati. Se il Parlamento approva la proposta, la votazione è rinviata fino a quando la Corte si sarà pronunciata14 .
6.  In qualsiasi momento prima della votazione del Parlamento su una richiesta di approvazione o di parere , la commissione competente o almeno un decimo dei deputati che compongono il Parlamento possono proporre che il Parlamento chieda il parere della Corte di giustizia sulla compatibilità di un accordo internazionale con i trattati.
Prima della votazione del Parlamento sulla proposta, il Presidente può chiedere il parere della commissione competente per le questioni giuridiche, che riferisce le sue conclusioni al Parlamento.
Se il Parlamento approva la proposta di chiedere un parere alla Corte di giustizia , la votazione sulla richiesta di approvazione o di parere è rinviata fino a quando la Corte si sarà pronunciata.
7.  Il Parlamento esprime il suo parere o la sua approvazione sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale o di un protocollo finanziario concluso dall'Unione europea deliberando con votazione unica alla maggioranza dei voti espressi, senza che siano ricevibili emendamenti al testo dell'accordo o del protocollo .
7.  Qualora sia invitato a dare la sua approvazione alla conclusione, al rinnovo o alla modifica di un accordo internazionale, il Parlamento decide con votazione unica in conformità dell'articolo 99 .
Qualora il Parlamento rifiuti di dare la sua approvazione, il Presidente comunica al Consiglio che l'accordo in questione non può essere concluso, rinnovato o modificato.
Fatto salvo l'articolo 99, paragrafo 1 ter, il Parlamento può decidere, sulla base di una raccomandazione della commissione competente, di rinviare la decisione sulla procedura di approvazione per non più di un anno.
8.  Qualora il parere espresso dal Parlamento sia negativo, il Presidente chiede al Consiglio di non concludere l'accordo in questione.
8.  Qualora il Parlamento sia invitato a esprimere il suo parere sulla conclusione, il rinnovo o la modifica di un accordo internazionale, non sono ricevibili emendamenti al testo dell'accordo. Fatto salvo l'articolo 170, paragrafo 1, gli emendamenti al progetto di decisione del Consiglio sono ricevibili.
Qualora il parere espresso dal Parlamento sia negativo, il Presidente chiede al Consiglio di non concludere l'accordo in questione.
9.   Qualora il Parlamento rifiuti la sua approvazione su un accordo internazionale, il Presidente comunica al Consiglio che l'accordo in questione non può essere concluso.
9 bis.   I presidenti e i relatori della commissione competente ed eventualmente delle commissioni associate verificano che, in conformità dell'articolo 218, paragrafo 10, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Consiglio, la Commissione e il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza forniscano al Parlamento informazioni immediate, regolari ed esaurenti, se necessario in forma riservata, in tutte le fasi dei preparativi dei negoziati, della negoziazione e della conclusione di accordi internazionali, ivi incluse le informazioni sui progetti e i testi definitivi approvati delle direttive di negoziato, nonché le informazioni relative all'attuazione di tali accordi.
__________________
14 Cfr. interpretazione dell'articolo 141.
Emendamento 129
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 109
Articolo 109
Articolo 109
Procedure fondate sull'articolo 218 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea in caso di applicazione provvisoria o sospensione di accordi internazionali ovvero di definizione della posizione dell'Unione nell'ambito di un organismo istituito da un accordo internazionale
Applicazione provvisoria o sospensione dell'applicazione di accordi internazionali ovvero definizione della posizione dell'Unione nell'ambito di un organismo istituito da un accordo internazionale
Qualora la Commissione a norma dei suoi obblighi in forza del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'accordo quadro sui rapporti tra il Parlamento europeo e la Commissione europea informi il Parlamento e il Consiglio della propria intenzione di proporre l'applicazione o la sospensione provvisoria di un accordo internazionale, viene resa una dichiarazione in Aula seguita da una discussione. Il Parlamento può formulare raccomandazioni a norma dell'articolo 108 o dell'articolo 113 del presente regolamento .
Qualora la Commissione o il Vicepresidente/Alto rappresentante informino il Parlamento e il Consiglio della propria intenzione di proporre l'applicazione o la sospensione provvisoria di un accordo internazionale, il Parlamento può invitare il Consiglio, la Commissione o il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a rilasciare una dichiarazione seguita da una discussione. Il Parlamento può formulare raccomandazioni sulla base di una relazione della commissione competente o a norma dell'articolo 113, le quali possono includere, in particolare, la richiesta rivolta al Consiglio di non applicare provvisoriamente un accordo fino all'approvazione del Parlamento .
La stessa procedura si applica quando la Commissione informa il Parlamento di una proposta relativa alle posizioni da adottare a nome dell'Unione in un organismo istituito da un accordo internazionale.
La stessa procedura si applica quando la Commissione o il Vicepresidente/Alto rappresentante propongono le posizioni da adottare a nome dell'Unione in un organismo istituito da un accordo internazionale.
Emendamento 130
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 110
Articolo 110
Articolo 110
Rappresentanti speciali
Rappresentanti speciali
1.  Qualora il Consiglio intenda nominare un rappresentante speciale a norma dell'articolo 33 del trattato sull'Unione europea, il Presidente, su richiesta della commissione competente, invita il Consiglio a rilasciare una dichiarazione e a rispondere a domande in merito al mandato, agli obiettivi e agli altri aspetti pertinenti relativi ai compiti e al ruolo che dovrà svolgere il Rappresentante speciale.
1.  Qualora il Consiglio intenda nominare un rappresentante speciale a norma dell'articolo 33 del trattato sull'Unione europea, il Presidente, su richiesta della commissione competente, invita il Consiglio a rilasciare una dichiarazione e a rispondere a domande in merito al mandato, agli obiettivi e agli altri aspetti pertinenti relativi ai compiti e al ruolo che dovrà svolgere il Rappresentante speciale.
2.  Una volta nominato, e prima di assumere le proprie funzioni, il Rappresentante speciale può essere invitato a comparire dinanzi alla commissione competente per rilasciare una dichiarazione e rispondere alle domande rivoltegli.
2.  Una volta nominato, e prima di assumere le proprie funzioni, il Rappresentante speciale può essere invitato a comparire dinanzi alla commissione competente per rilasciare una dichiarazione e rispondere alle domande rivoltegli.
3.  Nei tre mesi successivi all'audizione, la commissione competente può proporre, a norma dell'articolo 134, una raccomandazione avente diretta attinenza con la dichiarazione fatta dal Rappresentante speciale e con le risposte da questi fornite .
3.  Nei due mesi successivi all'audizione, la commissione competente può formulare raccomandazioni destinate al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza aventi diretta attinenza con la nomina .
4.  Il Rappresentante speciale è invitato a tenere il Parlamento pienamente e regolarmente informato in merito all'esecuzione concreta del suo mandato.
4.  Il Rappresentante speciale è invitato a tenere il Parlamento pienamente e regolarmente informato in merito all'esecuzione concreta del suo mandato.
5.   Un rappresentante speciale nominato dal Consiglio con un mandato relativo a questioni politiche specifiche può essere invitato a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione competente, su iniziativa del Parlamento o di propria iniziativa.
Emendamento 131
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 111
Articolo 111
Articolo 111
Rappresentanza internazionale
Rappresentanza internazionale
1.  Quando è nominato il capo di una delegazione esterna dell'Unione, il candidato è invitato a comparire dinanzi all'istanza competente del Parlamento per fare una dichiarazione e rispondere a domande.
1.  Quando è nominato il capo di una delegazione esterna dell'Unione, il candidato è invitato a comparire dinanzi alla commissione competente per fare una dichiarazione e rispondere a domande.
2.  Entro tre mesi dall'audizione di cui al paragrafo 1, la commissione competente può approvare una risoluzione o formulare una raccomandazione direttamente attinente alla dichiarazione rilasciata e alle risposte fornite .
2.  Entro due mesi dall'audizione di cui al paragrafo 1, la commissione competente può approvare una risoluzione o formulare una raccomandazione direttamente attinente alla nomina .
Emendamento 132
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 112
Articolo 112
Articolo 113 bis
Consultazione e informazione del Parlamento nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune
Consultazione e informazione del Parlamento nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune
1.  Quando il Parlamento è consultato a norma dell'articolo 36 del trattato sull'Unione europea, la questione è deferita alla commissione competente, la quale può presentare raccomandazioni a norma dell'articolo 113 del presente regolamento.
1.  Quando il Parlamento è consultato a norma dell'articolo 36 del trattato sull'Unione europea, la questione è deferita alla commissione competente, la quale può elaborare progetti di raccomandazioni a norma dell'articolo 113 del presente regolamento.
2.  Le commissioni interessate si adoperano affinché il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza trasmetta loro regolarmente e tempestivamente informazioni sull'evoluzione e sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, sui costi previsti per ogni decisione adottata in tale ambito che abbia un'incidenza finanziaria nonché su qualsiasi altro aspetto finanziario relativo all'attuazione di azioni rientranti nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune. In via eccezionale, su richiesta del Vicepresidente/Alto rappresentante, una commissione competente può decidere di riunirsi a porte chiuse.
2.  Le commissioni interessate si adoperano affinché il Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza trasmetta loro regolarmente e tempestivamente informazioni sull'evoluzione e sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune dell'Unione europea, sui costi previsti per ogni decisione adottata in tale ambito che abbia un'incidenza finanziaria nonché su qualsiasi altro aspetto finanziario relativo all'attuazione di azioni rientranti nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune. In via eccezionale, su richiesta del Vicepresidente/Alto rappresentante, una commissione competente può decidere di riunirsi a porte chiuse.
3.  Due volte l'anno si tiene una discussione sul documento consultivo elaborato dal Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante in merito ai principali aspetti e alle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune, comprese la politica di sicurezza e di difesa comune e le implicazioni finanziarie per il bilancio comunitario. Si applicano le procedure definite all'articolo 123.
3.  Due volte l'anno si tiene una discussione sul documento consultivo elaborato dal Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante in merito ai principali aspetti e alle scelte fondamentali della politica estera e di sicurezza comune, comprese la politica di sicurezza e di difesa comune e le implicazioni finanziarie per il bilancio comunitario. Si applicano le procedure definite all'articolo 123.
(Cfr. anche interpretazione dell'articolo 134.)
4.  Il Vicepresidente/Alto rappresentante è invitati a tutte le discussioni in Aula che riguardano la politica estera, di sicurezza o di difesa.
4.  Il Vicepresidente/Alto rappresentante è invitato a tutte le discussioni in Aula che riguardano la politica estera, di sicurezza o di difesa.
(Il presente articolo, quale modificato, deve essere spostato dopo l'articolo 113 e di conseguenza incluso nel nuovo capitolo 2 bis).
Emendamento 133
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo III – capitolo 2 bis – titolo (nuovo)
CAPITOLO 2 BIS
RACCOMANDAZIONI CONCERNENTI L'AZIONE ESTERNA DELL'UNIONE
(Da inserire prima dell'articolo 113)
Emendamento 134
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 113
Articolo 113
Articolo 113
Raccomandazioni nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune
Raccomandazioni concernenti le politiche esterne dell'Unione
1.  La commissione competente in materia di politica estera e di sicurezza comune, previa autorizzazione della Conferenza dei presidenti o a seguito di una proposta a norma dell'articolo 134, può formulare raccomandazioni destinate al Consiglio negli ambiti di sua competenza .
1.  La commissione competente può elaborare progetti di raccomandazioni destinate al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, relativamente a materie di cui al Titolo V del trattato sull'Unione europea (azione esterna dell'Unione) o qualora un accordo internazionale che rientra nell'ambito dell'articolo 108 non sia stato deferito al Parlamento o il Parlamento non ne sia stato informato conformemente all'articolo 109 .
2.  In caso di urgenza, l'autorizzazione di cui al paragrafo 1 può essere accordata dal Presidente, il quale può altresì autorizzare una riunione d'urgenza della commissione interessata.
2.  In caso di urgenza, il Presidente può autorizzare una riunione d'urgenza della commissione interessata.
3.  Nel corso della procedura di approvazione di queste raccomandazioni, che devono essere messe in votazione in forma di testo scritto, l'articolo 158 non si applica e possono essere presentati emendamenti orali .
3.  Nel corso della procedura di approvazione di questi progetti di raccomandazioni in sede di commissione, è necessario porre in votazione un testo scritto.
La non applicazione dell'articolo 158 è possibile esclusivamente in commissione e solo in caso di urgenza. Non sono previste eccezioni alle disposizioni dell'articolo 158, né per le riunioni di commissione che non siano state dichiarate urgenti né per le sedute.
La disposizione che autorizza la presentazione di emendamenti orali significa che i deputati non si possono opporre alla messa in votazione di emendamenti orali in commissione.
3 bis.   Nei casi di urgenza di cui al paragrafo 2, l'articolo 158 non è applicabile in sede di commissione e sono ricevibili emendamenti orali. I deputati non si possono opporre alla messa in votazione di emendamenti orali in commissione.
4.  Le raccomandazioni così formulate sono iscritte all'ordine del giorno della tornata immediatamente successiva alla loro presentazione. In casi urgenti decisi dal Presidente, le raccomandazioni possono essere iscritte all'ordine del giorno della tornata in corso. Le raccomandazioni si considerano approvate a meno che, prima dell'inizio della tornata, almeno quaranta deputati non abbiano espresso per iscritto la loro opposizione; in tal caso le raccomandazioni della commissione sono iscritte all'ordine del giorno della medesima tornata per essere esaminate e poste in votazione. Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti.
4.  I progetti di raccomandazioni formulate dalla commissione sono iscritte all'ordine del giorno della tornata immediatamente successiva alla loro presentazione. In casi urgenti decisi dal Presidente, le raccomandazioni possono essere iscritte all'ordine del giorno della tornata in corso.
4 bis.   Le raccomandazioni si considerano approvate a meno che, prima dell'inizio della tornata, almeno quaranta deputati non abbiano espresso per iscritto la loro opposizione. Qualora sia espressa un'opposizione, i progetti di raccomandazioni della commissione sono iscritti all'ordine del giorno della medesima tornata. Tali raccomandazioni sono oggetto di discussione, e gli emendamenti presentati da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati sono posti in votazione.
Emendamento 135
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 114
Articolo 114
Articolo 114
Violazione dei diritti umani
Violazione dei diritti umani
Per ogni tornata ciascuna commissione competente può presentare, senza necessità di autorizzazione, una proposta di risoluzione relativa a casi di violazione dei diritti umani secondo la procedura di cui all'articolo 113, paragrafo 4.
Per ogni tornata ciascuna commissione competente può presentare, senza necessità di autorizzazione, una proposta di risoluzione relativa a casi di violazione dei diritti umani secondo la procedura di cui all'articolo 113, paragrafi 4 e 4 bis .
Emendamento 136
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 115
Articolo 115
Articolo 115
Trasparenza delle attività del Parlamento
Trasparenza delle attività del Parlamento
1.  Il Parlamento assicura la massima trasparenza delle sue attività in linea con le disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 2 del trattato sull'Unione europea, dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
1.  Il Parlamento assicura la massima trasparenza delle sue attività in linea con le disposizioni dell'articolo 1, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea, dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e dell'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.
2.  Le discussioni in seno al Parlamento sono pubbliche.
2.  Le discussioni in seno al Parlamento sono pubbliche.
3.  Le riunioni delle commissioni del Parlamento sono di norma pubbliche. Le commissioni possono tuttavia decidere, al più tardi in sede di approvazione dell'ordine del giorno della riunione in questione, di dividere l'ordine del giorno di una determinata riunione in punti aperti al pubblico e punti a porte chiuse. Tuttavia, in caso di riunioni a porte chiuse la commissione può decidere, fatto salvo l'articolo 4, paragrafi da 1 a 4 del regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio di concedere l'accesso del pubblico ai documenti e al processo verbale della riunione. In caso di violazione delle norme di confidenzialità si applica l'articolo 166.
3.  Le riunioni delle commissioni del Parlamento sono di norma pubbliche. Le commissioni possono tuttavia decidere, al più tardi in sede di approvazione dell'ordine del giorno della riunione in questione, di dividere l'ordine del giorno di una determinata riunione in punti aperti al pubblico e punti a porte chiuse. Tuttavia, in caso di riunioni a porte chiuse la commissione può decidere di concedere l'accesso del pubblico ai documenti della riunione.
4.   L'esame da parte della commissione competente delle richieste riguardanti le procedure in materia di immunità di cui all'articolo 9 si svolge sempre a porte chiuse.
Emendamento 137
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 116
Articolo 116
Articolo 116
Diritto di accesso del pubblico ai documenti
Diritto di accesso del pubblico ai documenti
1.  Qualsiasi cittadino dell'Unione europea e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento, a norma dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo i principi, le condizioni e le limitazioni definite nel regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio e in conformità delle specifiche disposizioni del presente regolamento .
1.  Qualsiasi cittadino dell'Unione europea e qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di accedere ai documenti del Parlamento, a norma dell'articolo 15 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, secondo i principi, le condizioni e le limitazioni definite nel regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio.
Nella misura del possibile, l'accesso ai documenti del Parlamento è parimenti consentito ad altre persone fisiche o giuridiche.
Nella misura del possibile, l'accesso ai documenti del Parlamento è parimenti consentito ad altre persone fisiche o giuridiche.
Il regolamento (CE) n. 1049/2001 è pubblicato per informazione secondo le stesse modalità del regolamento del Parlamento 15 .
2.  Ai fini dell'accesso ai documenti, l'espressione "documenti del Parlamento" sta ad indicare qualsiasi contenuto informativo ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del regolamento (CE) n. 1049/2001 che sia stato elaborato o ricevuto dai titolari di cariche del Parlamento ai sensi del titolo I, capitolo 2, dagli organi del Parlamento, dalle commissioni o delegazioni interparlamentari o dal Segretariato del Parlamento.
2.  Ai fini dell'accesso ai documenti, l'espressione "documenti del Parlamento" sta ad indicare qualsiasi contenuto informativo ai sensi dell'articolo 3, lettera a), del regolamento (CE) n. 1049/2001 che sia stato elaborato o ricevuto dai titolari di cariche del Parlamento ai sensi del titolo I, capitolo 2, dagli organi del Parlamento, dalle commissioni o delegazioni interparlamentari o dal Segretariato del Parlamento.
I documenti elaborati da singoli deputati o gruppi politici sono documenti del Parlamento ai fini dell'accesso ai documenti se sono presentati a norma del presente regolamento.
In conformità dell'articolo 4 dello statuto dei deputati del Parlamento europeo, i documenti elaborati da singoli deputati o gruppi politici sono documenti del Parlamento ai fini dell'accesso ai documenti solo se sono presentati a norma del presente regolamento.
L'Ufficio di presidenza stabilisce norme volte ad assicurare che tutti i documenti del Parlamento siano registrati.
L'Ufficio di presidenza stabilisce norme volte ad assicurare che tutti i documenti del Parlamento siano registrati.
3.  Il Parlamento istituisce un registro dei documenti del Parlamento. I documenti legislativi e alcune altre categorie di documenti sono resi direttamente accessibili, in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001, attraverso il registro del Parlamento. Riferimenti ad altri documenti del Parlamento sono inseriti, per quanto possibile, nel registro.
3.  Il Parlamento istituisce un sito internet del registro pubblico dei documenti del Parlamento. I documenti legislativi e alcune altre categorie di documenti sono resi direttamente accessibili, in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001, attraverso il sito internet del registro pubblico del Parlamento. Riferimenti ad altri documenti del Parlamento sono inseriti, per quanto possibile, nel sito internet del registro pubblico .
Le categorie di documenti direttamente accessibili sono indicate in un elenco adottato dall'Ufficio di presidenza e pubblicato sul sito internet del Parlamento. Tale elenco non limita il diritto d'accesso ai documenti che non rientrano nelle categorie elencate; tali documenti sono resi accessibili su richiesta scritta.
Le categorie di documenti direttamente accessibili mediante il sito internet del registro pubblico del Parlamento sono indicate in un elenco adottato dall'Ufficio di presidenza e pubblicato sul sito internet del registro pubblico Parlamento. Tale elenco non limita il diritto d'accesso ai documenti che non rientrano nelle categorie elencate; tali documenti possono essere resi accessibili su richiesta scritta in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001 .
L'Ufficio di presidenza può adottare norme, conformi al regolamento (CE) n. 1049/2001, che disciplinano le modalità di accesso e che sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.
L'Ufficio di presidenza adotta norme per l'accesso ai documenti , in conformità del regolamento (CE) n. 1049/2001, che sono pubblicate nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea.
4.  L'Ufficio di presidenza designa gli organi incaricati del trattamento delle domande iniziali (articolo 7 del regolamento (CE) n. 1049/2001) e adotta le decisioni relative alle domande di conferma (articolo 8 di detto regolamento) e alle domande di accesso a documenti sensibili (articolo 9 dello stesso).
4.  L'Ufficio di presidenza designa gli organi incaricati del trattamento delle domande iniziali (articolo 7 del regolamento (CE) n.  1049/2001) e dell'adozione delle decisioni relative alle domande di conferma (articolo 8 di detto regolamento) e alle domande di accesso a documenti sensibili (articolo 9 dello stesso).
5.   La Conferenza dei presidenti nomina i rappresentanti del Parlamento al comitato interistituzionale istituito a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1049/2001.
6.  Uno dei vicepresidenti è responsabile della supervisione del trattamento delle domande di accesso ai documenti.
6.  Uno dei vicepresidenti è responsabile della supervisione del trattamento delle domande di accesso ai documenti.
6 bis.   L'Ufficio di presidenza adotta la relazione annuale di cui all'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1049/2001.
7.  La commissione competente del Parlamento, sulla base di informazioni fornite dall'Ufficio di presidenza e da altre fonti, elabora la relazione annuale di cui all'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1049/2001 e la presenta in Aula .
7.  La commissione competente del Parlamento verifica periodicamente la trasparenza delle attività del Parlamento e presenta in Aula una relazione contenente le sue conclusioni e raccomandazioni .
Inoltre, la commissione competente esamina e valuta le relazioni adottate dalle altre istituzioni e agenzie a norma dell'articolo 17 del precitato regolamento.
Inoltre, la commissione competente può esaminare e valutare le relazioni adottate dalle altre istituzioni e agenzie a norma dell'articolo 17 del regolamento (CE) n. 1049/2001 .
7 bis.   La Conferenza dei presidenti nomina i rappresentanti del Parlamento al comitato interistituzionale istituito a norma dell'articolo 15, paragrafo 2, del regolamento (CE) n. 1049/2001.
__________________
15 Vedi allegato XIV.
Emendamento 138
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 116 bis (nuovo)
Articolo 116 bis
Accesso al Parlamento
1.   I titoli di accesso per i deputati, i loro assistenti e soggetti terzi sono rilasciati sulla base delle norme stabilite dall'Ufficio di presidenza. Tali norme disciplinano altresì l'uso e il ritiro dei titoli di accesso.
2.   I titoli di accesso non sono rilasciati a persone appartenenti alla cerchia di un deputato che rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo tra il Parlamento europeo e la Commissione europea sul registro per la trasparenza delle organizzazioni e dei liberi professionisti che svolgono attività di concorso all'elaborazione e attuazione delle politiche dell'Unione europea 1 bis .
3.   Le entità elencate nel registro per la trasparenza e i loro rappresentanti cui è stato rilasciato un titolo di accesso di lunga durata al Parlamento europeo devono rispettare:
–   il codice di condotta per i soggetti registrati allegato all'accordo;
–   le procedure e altri obblighi definiti dall'accordo; nonché
–   le disposizioni di attuazione del presente articolo.
Fatta salva l'applicabilità delle norme generali che disciplinano il ritiro o la disattivazione temporanea dei titoli di accesso di lunga durata, e salvo che ragioni importanti vi si oppongano, il Segretario generale, previa autorizzazione dei Questori, ritira o disattiva un titolo di accesso di lunga durata quando il suo titolare è stato cancellato dal registro per la trasparenza per violazione del codice di condotta per i soggetti registrati, si è reso colpevole di una grave violazione degli obblighi di cui al presente paragrafo o ha rifiutato di accettare un invito formale a partecipare a un'audizione o a una riunione di commissione o di collaborare con una commissione d'inchiesta, senza fornire una giustificazione sufficiente.
4.   I Questori possono definire in che misura il codice di condotta di cui al paragrafo 2 sia applicabile alle persone che, pur possedendo un titolo di accesso di lunga durata, non rientrano nell'ambito di applicazione dell'accordo.
5.   L'Ufficio di presidenza, su proposta del Segretario generale, adotta le misure necessarie per dare attuazione al registro per la trasparenza, in conformità delle disposizioni dell'accordo sull'istituzione di detto registro.
__________________
1 bis GU L 277 del 19.9.2014, pag. 11.
Emendamento 139
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 117
Articolo 117
Articolo 117
Elezione del Presidente della Commissione
Elezione del Presidente della Commissione
1 Dopo che il Consiglio europeo ha proposto un candidato a Presidente della Commissione, il Presidente invita il candidato a fare una dichiarazione e a presentare i suoi orientamenti politici al Parlamento. La dichiarazione è seguita da una discussione.
1.  Dopo che il Consiglio europeo ha proposto un candidato a Presidente della Commissione, il Presidente invita il candidato a fare una dichiarazione e a presentare i suoi orientamenti politici al Parlamento. La dichiarazione è seguita da una discussione.
Il Consiglio europeo è invitato a partecipare al dibattito.
Il Consiglio europeo è invitato a partecipare al dibattito.
2.  Il Parlamento elegge il Presidente della Commissione a maggioranza dei membri che lo compongono.
2.  In conformità dell'articolo 17, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea, il Parlamento elegge il Presidente della Commissione a maggioranza dei membri che lo compongono.
La votazione si svolge a scrutinio segreto.
La votazione si svolge a scrutinio segreto.
3.  Qualora il candidato sia eletto, il Presidente ne informa il Consiglio, invitando quest'ultimo e il neoeletto Presidente della Commissione a proporre di comune accordo i candidati ai vari posti di commissario.
3.  Qualora il candidato sia eletto, il Presidente ne informa il Consiglio, invitando quest'ultimo e il neoeletto Presidente della Commissione a proporre di comune accordo i candidati ai vari posti di commissario.
4.  Se il candidato non ottiene la maggioranza richiesta, il Presidente invita il Consiglio europeo a proporre, entro un mese, un nuovo candidato all'elezione, secondo la stessa procedura.
4.  Se il candidato non ottiene la maggioranza richiesta, il Presidente invita il Consiglio europeo a proporre, entro un mese, un nuovo candidato all'elezione, secondo la stessa procedura.
Emendamento 140
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 118
Articolo 118
Articolo 118
Elezione della Commissione
Elezione della Commissione
—  1. Il Presidente invita il Presidente eletto della Commissione a informare il Parlamento circa la distribuzione dei portafogli in seno al proposto collegio dei commissari, in linea con gli orientamenti politici del Presidente eletto.
1.  Il Presidente, consultato il Presidente eletto della Commissione, invita i candidati proposti dal Presidente eletto della Commissione e dal Consiglio per i vari posti di commissario a comparire dinanzi alle varie commissioni parlamentari secondo le loro prevedibili competenze. Tali audizioni sono pubbliche.
1.  Il Presidente, consultato il Presidente eletto della Commissione, invita i candidati proposti dal Presidente eletto della Commissione e dal Consiglio per i vari posti di commissario a comparire dinanzi alle varie commissioni o ai vari organi parlamentari secondo le loro prevedibili competenze.
1 bis.   Le audizioni sono effettuate dalle commissioni.
Un'audizione può eccezionalmente assumere una forma diversa quando un commissario designato ha responsabilità di carattere principalmente orizzontale, a condizione che l'audizione includa le commissioni competenti. Le audizioni sono pubbliche.
2.   Il Presidente può invitare il Presidente eletto della Commissione a informare il Parlamento circa la distribuzione dei portafogli in seno al proposto collegio dei commissari, in linea con i suoi orientamenti politici.
3.  La commissione o le commissioni competenti invitano il commissario designato a formulare una dichiarazione e a rispondere a domande. Le audizioni sono organizzate in modo da consentire ai commissari designati di fornire al Parlamento tutte le informazioni utili. Le disposizioni concernenti l'organizzazione delle audizioni sono stabilite in un allegato del regolamento16 .
3.  La commissione o le commissioni competenti invitano il commissario designato a formulare una dichiarazione e a rispondere a domande. Le audizioni sono organizzate in modo da consentire ai commissari designati di fornire al Parlamento tutte le informazioni utili. Le disposizioni concernenti l'organizzazione delle audizioni sono stabilite in un allegato del regolamento16 .
4.  Il Presidente eletto presenta il collegio dei commissari e il suo programma in occasione di una seduta del Parlamento cui sono invitati il Presidente del Consiglio europeo e il Presidente del Consiglio. La dichiarazione è seguita da una discussione.
4.  Il Presidente eletto è invitato a presentare il collegio dei commissari e il suo programma in occasione di una seduta del Parlamento cui sono invitati il Presidente del Consiglio europeo e il Presidente del Consiglio. La dichiarazione è seguita da una discussione.
5.  A conclusione della discussione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione. Si applica l'articolo 123, paragrafi 3, 4 e 5.
5.  A conclusione della discussione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione. Si applica l'articolo 123, paragrafi da 3 a 5 ter .
Dopo aver votato sulla proposta di risoluzione, il Parlamento elegge o respinge la Commissione a maggioranza dei voti espressi.
La votazione si svolge per appello nominale.
Il Parlamento può aggiornare la votazione alla seduta successiva.
5 bis.   Dopo aver votato sulla proposta di risoluzione, il Parlamento elegge o respinge la Commissione a maggioranza dei voti espressi, per appello nominale. Il Parlamento può aggiornare la votazione alla seduta successiva.
6.  Il Presidente informa il Consiglio dell'elezione o della reiezione della Commissione.
6.  Il Presidente informa il Consiglio dell'elezione o della reiezione della Commissione.
7.  In caso di sostanziale cambiamento di portafoglio in seno alla Commissione, durante il mandato, nel caso in cui occorre assegnare un posto vacante o nominare un nuovo commissario in seguito all'adesione di un nuovo Stato membro , il commissario o i commissari interessati sono invitati a comparire dinanzi alla commissione responsabile del rispettivo settore di competenza a norma del paragrafo 3 .
7.  In caso di sostanziale cambiamento di portafoglio in seno alla Commissione o di un cambiamento della sua composizione , durante il mandato, il commissario o i commissari interessati o qualsiasi altro commissario designato sono invitati a partecipare a un'audizione organizzata in conformità dei paragrafi 1 bis e 3 .
7 bis.   Qualora il portafoglio o gli interessi finanziari di un commissario subiscano un cambiamento durante il suo mandato, la situazione è sottoposta al controllo del Parlamento in conformità dell'allegato XVI.
Laddove sia individuato un conflitto di interessi durante il mandato di un commissario e qualora il Presidente della Commissione non attui le raccomandazioni del Parlamento volte a risolvere il conflitto d'interessi, il Parlamento può chiedere al Presidente della Commissione di ritirare la fiducia a tale commissario, a norma del punto 5 dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, nonché di adottare provvedimenti, se del caso, per privare il commissario in questione del diritto a pensione o altri vantaggi sostitutivi in conformità dell'articolo 245, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea.
_______________
16 Cfr. allegato XVI.
Emendamento 141
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 118 bis (nuovo)
Articolo 118 bis
Programmazione pluriennale
Alla nomina di una nuova Commissione, il Parlamento, il Consiglio e la Commissione, in conformità del paragrafo 5 dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio", procedono a uno scambio di opinioni e raggiungono un accordo su conclusioni comuni in materia di programmazione pluriennale.
A tal fine, prima di negoziare con il Consiglio e la Commissione in merito alle conclusioni comuni in materia di programmazione pluriennale, il Presidente effettua uno scambio di opinioni con la Conferenza dei presidenti sugli obiettivi e le priorità strategiche principali della nuova legislatura. Tale scambio di opinioni tiene conto, tra l'altro, delle priorità presentate dal Presidente eletto della Commissione nonché delle risposte fornite dai commissari designati durante le audizioni previste dall'articolo 118.
Prima di procedere alla firma delle conclusioni comuni, il Presidente chiede l'approvazione della Conferenza dei presidenti.
Emendamento 142
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 119
Articolo 119
Articolo 119
Mozione di censura nei confronti della Commissione
Mozione di censura nei confronti della Commissione
1.  Un decimo dei deputati che compongono il Parlamento può presentare al Presidente una mozione di censura nei confronti della Commissione.
1.  Un decimo dei deputati che compongono il Parlamento può presentare al Presidente una mozione di censura nei confronti della Commissione. Nel caso in cui una mozione di censura sia stata votata nei due mesi precedenti, una nuova mozione può essere presentata unicamente da un quinto dei deputati che compongono il Parlamento.
2.  La mozione deve recare la menzione "Mozione di censura" ed essere motivata. Essa è trasmessa alla Commissione.
2.  La mozione deve recare la menzione "Mozione di censura" ed essere motivata. Essa è trasmessa alla Commissione.
3.  Il Presidente comunica immediatamente ai deputati la presentazione della mozione.
3.  Il Presidente comunica immediatamente ai deputati la presentazione della mozione.
4.  La discussione sulla censura ha luogo solo quando siano trascorse almeno ventiquattr'ore dalla comunicazione della mozione di censura ai deputati.
4.  La discussione sulla censura ha luogo solo quando siano trascorse almeno ventiquattr'ore dalla comunicazione della mozione di censura ai deputati.
5.  La votazione sulla mozione ha luogo per appello nominale, quando siano trascorse almeno quarantott'ore dall'inizio della discussione.
5.  La votazione sulla mozione ha luogo per appello nominale, quando siano trascorse almeno quarantott'ore dall'inizio della discussione.
6.  La discussione e la votazione hanno luogo al più tardi nel corso della tornata successiva alla presentazione della mozione.
6.  Fatti salvi i paragrafi 4 e 5, la discussione e la votazione hanno luogo al più tardi nel corso della tornata successiva alla presentazione della mozione.
7.  La mozione è approvata a maggioranza dei due terzi dei voti espressi e a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento. L'esito della votazione è notificato ai Presidenti del Consiglio e della Commissione.
7.  In conformità dell'articolo 234 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, la mozione è approvata a maggioranza dei due terzi dei voti espressi e a maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento. L'esito della votazione è notificato ai Presidenti del Consiglio e della Commissione.
Emendamento 143
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 120
Articolo 120
Articolo 120
Nomina di giudici e avvocati generali alla Corte di giustizia dell'Unione europea
Nomina di giudici e avvocati generali alla Corte di giustizia dell'Unione europea
Su proposta della sua commissione competente, il Parlamento nomina un candidato al comitato di sette persone incaricato di esaminare l'idoneità dei candidati a ricoprire la funzione di giudice o avvocato generale alla Corte di giustizia e al Tribunale.
Su proposta della sua commissione competente, il Parlamento nomina un candidato al comitato di sette persone incaricato di esaminare l'idoneità dei candidati a ricoprire la funzione di giudice o avvocato generale alla Corte di giustizia e al Tribunale. La commissione competente sceglie il candidato che intende proporre mediante una votazione a maggioranza semplice. A tal fine, i coordinatori di tale commissione definiscono una rosa di candidati.
Emendamento 144
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 121
Articolo 121
Articolo 121
Nomina dei membri della Corte dei conti
Nomina dei membri della Corte dei conti
1.  Le personalità designate come membri della Corte dei conti sono invitate a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati. La commissione vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.
1.  Le personalità designate come membri della Corte dei conti sono invitate a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati. La commissione vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.
2.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione relativa alla nomina dei candidati proposti, sotto forma di relazione contenente una proposta di decisione separata per ciascuna candidatura .
2.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione quanto all'approvazione della candidatura proposta.
3.  La votazione in Aula ha luogo entro due mesi dalla ricezione delle candidature a meno che il Parlamento, su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, non decida altrimenti. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura e decide a maggioranza dei voti espressi .
3.  La votazione in Aula ha luogo entro due mesi dalla ricezione delle candidature a meno che il Parlamento, su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati, non decida altrimenti. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.
4.  Qualora il Parlamento abbia espresso parere negativo su una singola candidatura, il Presidente invita il Consiglio a ritirare la proposta e a presentare al Parlamento una nuova proposta.
4.  Qualora il Parlamento abbia espresso parere negativo su una singola candidatura, il Presidente invita il Consiglio a ritirare la proposta e a presentare al Parlamento una nuova proposta.
Emendamento 145
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 122
Articolo 122
Articolo 122
Nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea
Nomina dei membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea
1.  Il candidato proposto alla presidenza della Banca centrale europea è invitato a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione parlamentare competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati.
1.  Il candidato proposto alla presidenza, alla vicepresidenza o alla carica di membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea è invitato a fare una dichiarazione dinanzi alla commissione parlamentare competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati.
2.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione quanto all'approvazione o alla reiezione della candidatura proposta.
2.  La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione quanto all'approvazione o alla reiezione della candidatura proposta.
3.  La votazione ha luogo entro due mesi dalla ricezione della proposta, a meno che il Parlamento non decida altrimenti su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.
3.  La votazione ha luogo entro due mesi dalla ricezione della proposta, a meno che il Parlamento non decida altrimenti su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.
4.  Se il Parlamento esprime parere negativo, il Presidente invita il Consiglio a ritirare la proposta e a presentare al Parlamento una nuova proposta.
4.  Se il Parlamento esprime parere negativo su una candidatura , il Presidente chiede il ritiro della proposta e la presentazione al Parlamento di una nuova proposta.
5.   La stessa procedura si applica ai candidati designati alla vicepresidenza e alla carica di membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea.
Emendamento 146
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 122 bis (nuovo)
Articolo 122 bis
Nomine relative agli organismi di governance economica
1.   Il presente articolo si applica alle nomine per le seguenti cariche:
–   presidente e vicepresidente del consiglio di vigilanza del meccanismo di vigilanza unico;
–   presidente, vicepresidente e membri a tempo pieno del comitato di risoluzione unico del meccanismo di risoluzione unico;
–   presidenti e direttori esecutivi dell'Autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea, Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali); nonché
–   direttore generale e vice direttore generale del Fondo europeo per gli investimenti strategici.
2.   Ciascun candidato è invitato a rendere una dichiarazione dinanzi alla commissione competente e a rispondere alle domande rivolte dai deputati.
3.   La commissione competente presenta al Parlamento una raccomandazione relativa a ciascuna proposta di nomina.
4.   La votazione ha luogo entro due mesi dalla ricezione della proposta di nomina, a meno che il Parlamento non decida altrimenti su richiesta della commissione competente, di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati. Il Parlamento vota separatamente, a scrutinio segreto, su ciascuna candidatura.
5.   Qualora il Parlamento abbia adottato una decisione sfavorevole su una proposta di nomina, il Presidente chiede che la proposta sia ritirata e che al Parlamento ne venga presentata una nuova.
Emendamento 147
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 123
Articolo 123
Articolo 123
Dichiarazioni della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo
Dichiarazioni della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo
1.  I membri della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo possono in qualsiasi momento chiedere la parola al Presidente del Parlamento per rilasciare una dichiarazione. Il Presidente del Consiglio europeo rende una dichiarazione al termine di ogni riunione dello stesso. Il Presidente del Parlamento decide quando tale dichiarazione possa essere fatta e se possa essere seguita da una discussione approfondita o da trenta minuti in cui i deputati possono porre domande brevi e precise.
1.  I membri della Commissione, del Consiglio e del Consiglio europeo possono in qualsiasi momento chiedere la parola al Presidente del Parlamento per rilasciare una dichiarazione. Il Presidente del Consiglio europeo rende una dichiarazione al termine di ogni riunione dello stesso. Il Presidente del Parlamento decide quando tale dichiarazione possa essere fatta e se possa essere seguita da una discussione approfondita o da trenta minuti in cui i deputati possono porre domande brevi e precise.
2.  Quando è iscritta all'ordine del giorno una dichiarazione seguita da discussione, il Parlamento decide se concludere o meno la discussione con una risoluzione. Non può procedere in tal senso se una relazione sullo stesso argomento è prevista nel corso della stessa tornata o di quella successiva, a meno che il Presidente non disponga diversamente per motivi eccezionali. Se il Parlamento decide di concludere la discussione con una risoluzione, una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione.
2.  Quando è iscritta all'ordine del giorno una dichiarazione seguita da discussione, il Parlamento decide se concludere o meno la discussione con una risoluzione. Non può procedere in tal senso se una relazione sullo stesso argomento è prevista nel corso della stessa tornata o di quella successiva, a meno che il Presidente non disponga diversamente per motivi eccezionali. Se il Parlamento decide di concludere la discussione con una risoluzione, una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione.
3.  Le proposte di risoluzione sono poste in votazione nello stesso giorno . Il Presidente decide in merito alle deroghe. Sono ammesse dichiarazioni di voto.
3.  Le proposte di risoluzione sono poste in votazione nel primo turno di votazioni possibile . Il Presidente decide in merito alle deroghe. Sono ammesse dichiarazioni di voto.
4.  Una proposta di risoluzione comune sostituisce le proposte precedenti sottoscritte dai suoi firmatari, ma non quelle presentate da altre commissioni, gruppi politici o deputati.
4.  Una proposta di risoluzione comune sostituisce le proposte precedenti sottoscritte dai suoi firmatari, ma non quelle presentate da altre commissioni, gruppi politici o deputati.
4 bis.   Se una proposta di risoluzione comune è presentata da gruppi politici che rappresentano una chiara maggioranza, il Presidente può porla in votazione per prima.
5.  Dopo l'approvazione di una proposta di risoluzione non è posta in votazione nessun'altra proposta di risoluzione, a meno che, a titolo eccezionale, il Presidente non decida diversamente.
5.  Dopo l'approvazione di una proposta di risoluzione non è posta in votazione nessun'altra proposta di risoluzione, a meno che, a titolo eccezionale, il Presidente non decida diversamente.
5 bis.   L'autore o gli autori di una proposta di risoluzione presentata a norma del paragrafo 2 o dell'articolo 135, paragrafo 2, hanno il diritto di ritirarla prima della relativa votazione finale.
5 ter.   Una proposta di risoluzione ritirata può essere immediatamente fatta propria e ripresentata da un gruppo politico, da una commissione parlamentare o da un numero di deputati pari a quello necessario per presentarla. Il paragrafo 5 bis e il presente paragrafo si applicano altresì alle proposte di risoluzione presentate a norma degli articoli 105 e 106.
Emendamento 148
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 124
Articolo 124
Articolo 124
Dichiarazioni che illustrano le decisioni della Commissione
Dichiarazioni che illustrano le decisioni della Commissione
Previa consultazione della Conferenza dei presidenti, il Presidente del Parlamento può invitare il Presidente della Commissione, il commissario responsabile per le relazioni con il Parlamento o, previo accordo, un altro commissario a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento dopo ognuna delle riunioni della Commissione, illustrandone le decisioni principali. La dichiarazione è seguita da una discussione della durata minima di 30 minuti nel corso del quale i deputati possono porre domande brevi e precise.
Il Presidente del Parlamento invita il Presidente della Commissione, il commissario responsabile per le relazioni con il Parlamento o, previo accordo, un altro commissario a fare una dichiarazione dinanzi al Parlamento dopo ognuna delle riunioni della Commissione, illustrandone le decisioni principali, salvo che, per ragioni di orario o per la relativa rilevanza politica della materia, la Conferenza dei presidenti decida che non è necessario . La dichiarazione è seguita da una discussione della durata minima di 30 minuti nel corso della quale i deputati possono porre domande brevi e precise.
Emendamento 149
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 125
Articolo 125
Articolo 125
Dichiarazioni della Corte dei conti
Dichiarazioni della Corte dei conti
1.  Il Presidente della Corte dei conti, nell'ambito della procedura di discarico o delle attività del Parlamento concernenti il settore del controllo di bilancio, può essere invitato a prendere la parola per presentare le osservazioni contenute nella relazione annuale o nelle relazioni speciali o nei pareri della Corte, nonché per illustrare il programma di lavoro della Corte.
1.  Il Presidente della Corte dei conti, nell'ambito della procedura di discarico o delle attività del Parlamento concernenti il settore del controllo di bilancio, può essere invitato a rilasciare una dichiarazione per presentare le osservazioni contenute nella relazione annuale o nelle relazioni speciali o nei pareri della Corte, nonché per illustrare il programma di lavoro della Corte.
2.  Il Parlamento può decidere di discutere separatamente, con la partecipazione della Commissione e del Consiglio, eventuali questioni sollevate in tali dichiarazioni, in particolare allorché sono segnalate irregolarità nella gestione finanziaria.
2.  Il Parlamento può decidere di discutere separatamente, con la partecipazione della Commissione e del Consiglio, eventuali questioni sollevate in tali dichiarazioni, in particolare allorché sono segnalate irregolarità nella gestione finanziaria.
Emendamento 150
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 126
Articolo 126
Articolo 126
Dichiarazioni della Banca centrale europea
Dichiarazioni della Banca centrale europea
1.  Il Presidente della Banca centrale europea presenta al Parlamento la relazione annuale della Banca centrale europea sull'attività del Sistema europeo di banche centrali e sulla politica monetaria dell'anno precedente e dell'anno in corso.
1.  Il Presidente della Banca centrale europea è invitato a presentare al Parlamento la relazione annuale della Banca centrale europea sull'attività del Sistema europeo di banche centrali e sulla politica monetaria dell'anno precedente e dell'anno in corso.
2.  Il Parlamento tiene un dibattito generale sulla relazione presentatagli.
2.  Il Parlamento tiene un dibattito generale sulla relazione presentatagli.
3.  Il Presidente della Banca centrale europea è invitato a partecipare a riunioni della commissione competente almeno quattro volte l'anno per fare una dichiarazione e rispondere a domande.
3.  Il Presidente della Banca centrale europea è invitato a partecipare a riunioni della commissione competente almeno quattro volte l'anno per fare una dichiarazione e rispondere a domande.
4.  Su loro richiesta o su richiesta del Parlamento, il presidente, il vicepresidente o altri membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea sono invitati a partecipare ad altre riunioni.
4.  Su loro richiesta o su richiesta del Parlamento, il presidente, il vicepresidente o altri membri del comitato esecutivo della Banca centrale europea sono invitati a partecipare ad altre riunioni.
5.  Un resoconto integrale delle riunioni di cui ai paragrafi 3 e 4 è redatto nelle lingue ufficiali .
5.  È redatto un resoconto integrale delle riunioni di cui ai paragrafi 3 e 4.
Emendamento 151
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 127
Articolo 127
soppresso
Raccomandazione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche
1.   La raccomandazione della Commissione relativa agli indirizzi di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell'Unione è sottoposta alla commissione competente che presenta una relazione al Parlamento.
2.   Il Consiglio è invitato a informare il Parlamento in merito al contenuto della sua raccomandazione e alla posizione adottata dal Consiglio europeo.
Emendamento 152
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 128
Articolo 128
Articolo 128
Interrogazioni con richiesta di risposta orale seguita da discussione
Interrogazioni con richiesta di risposta orale seguita da discussione
1.  Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono rivolgere interrogazioni al Consiglio o alla Commissione e chiederne l'iscrizione all'ordine del giorno del Parlamento.
1.  Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono rivolgere interrogazioni al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e chiederne l'iscrizione all'ordine del giorno del Parlamento.
Le interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente che le sottopone senza indugio alla Conferenza dei presidenti.
Le interrogazioni sono presentate per iscritto al Presidente che le sottopone senza indugio alla Conferenza dei presidenti.
La Conferenza dei presidenti decide se e in quale ordine devono essere iscritte le interrogazioni all' ordine del giorno. Le interrogazioni non iscritte all' ordine del giorno del Parlamento entro tre mesi dalla presentazione decadono.
La Conferenza dei presidenti decide se le interrogazioni devono essere iscritte nel progetto di ordine del giorno in conformità della procedura di cui all'articolo 149 . Le interrogazioni non iscritte nel progetto di ordine del giorno del Parlamento entro tre mesi dalla presentazione decadono.
2.  Un'interrogazione deve essere trasmessa all'istituzione interessata almeno una settimana prima della seduta all'ordine del giorno della quale sarà iscritta, se si tratta di un'interrogazione alla Commissione, e almeno tre settimane prima di questa data, se si tratta di un'interrogazione al Consiglio.
2.  Un'interrogazione deve essere trasmessa al destinatario almeno una settimana prima della seduta all'ordine del giorno della quale sarà iscritta, se si tratta di un'interrogazione alla Commissione e al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza , e almeno tre settimane prima di questa data, se si tratta di un'interrogazione al Consiglio.
3.  Per le interrogazioni riguardanti i settori menzionati all'articolo 42 del trattato sull'Unione europea, il termine di cui al paragrafo 2 del presente articolo non si applica. Il Consiglio è tenuto a fornire una risposta entro un termine ragionevole affinché il Parlamento sia debitamente informato.
3.  Per le interrogazioni riguardanti la politica di sicurezza e di difesa comune, i termini di cui al paragrafo 2 non si applicano e la risposta deve essere fornita entro un termine ragionevole affinché il Parlamento sia debitamente informato.
4.  Uno degli autori dell'interrogazione dispone di cinque minuti per svolgere l'interrogazione. Un membro dell'istituzione interessata risponde.
4.  Uno degli autori dell'interrogazione può svolgere l'interrogazione. Il destinatario risponde.
L'interrogante ha il diritto di utilizzare l'intera durata del tempo di parola indicato.
5.  L'articolo 123, paragrafi da 2 a 5, si applica mutatis mutandis.
5.  L'articolo 123, paragrafi da 2 a 5 ter, concernente la presentazione e la votazione di proposte di risoluzione , si applica mutatis mutandis.
Emendamento 153
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 129
Articolo 129
Articolo 129
Tempo delle interrogazioni
Tempo delle interrogazioni
1.  Il tempo riservato alle interrogazioni alla Commissione si svolge in ciascuna tornata per una durata di novanta minuti su una o più specifiche tematiche orizzontali decise dalla Conferenza dei presidenti un mese prima della tornata.
1.  Il tempo riservato alle interrogazioni alla Commissione può svolgersi in ciascuna tornata per una durata massima di novanta minuti su una o più specifiche tematiche orizzontali decise dalla Conferenza dei presidenti un mese prima della tornata.
2.  I Commissari invitati a partecipare dalla Conferenza dei presidenti sono responsabili di un portafoglio attinente alla specifica o alle specifiche tematiche orizzontali su cui vertono le interrogazioni loro rivolte. Il numero di Commissari è limitato a due per tornata, con la possibilità di aggiungerne un terzo a seconda della specifica o delle specifiche tematiche orizzontali prescelte per il tempo delle interrogazioni.
2.  I Commissari invitati a partecipare dalla Conferenza dei presidenti sono responsabili di un portafoglio attinente alla specifica o alle specifiche tematiche orizzontali su cui vertono le interrogazioni loro rivolte. Il numero di Commissari è limitato a due per tornata, con la possibilità di aggiungerne un terzo a seconda della specifica o delle specifiche tematiche orizzontali prescelte per il tempo delle interrogazioni.
3.   Il tempo riservato alle interrogazioni si svolge in base ad un sorteggio i cui dettagli sono stabiliti in un allegato del regolamento 17 .
4.  Conformemente alle direttive definite dalla Conferenza dei presidenti possono essere previsti tempi specifici riservati alle interrogazioni destinate al Consiglio, al Presidente della Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al Presidente dell'Eurogruppo.
4.  Conformemente alle direttive definite dalla Conferenza dei presidenti possono essere previsti tempi specifici riservati alle interrogazioni destinate al Consiglio, al Presidente della Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al Presidente dell'Eurogruppo.
4 bis.   Il tempo riservato alle interrogazioni non è preventivamente ripartito in modo specifico. Il Presidente assicura, per quanto possibile, che ai deputati di tendenze politiche diverse e di Stati membri diversi sia data l'opportunità di rivolgere interrogazioni a turno.
4 ter.   Il deputato dispone di un minuto per formulare l'interrogazione e il Commissario di due minuti per rispondere. Il deputato può rivolgere un'interrogazione supplementare della durata di 30 secondi che abbia attinenza diretta con l'interrogazione principale. Il Commissario dispone di due minuti per la risposta supplementare.
Le interrogazioni e le interrogazioni supplementari devono avere attinenza diretta con la specifica tematica orizzontale decisa a norma del paragrafo 1. Il Presidente può decidere in merito alla loro ricevibilità.
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17 Si veda l'allegato II.
Emendamento 154
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 130
Articolo 130
Articolo 130
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta
1.  Ciascun deputato può rivolgere interrogazioni con richiesta di risposta scritta al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza in base ai criteri stabiliti in un allegato al regolamento18 . Il contenuto delle interrogazioni è di esclusiva responsabilità dell'autore.
1.  Ciascun deputato può rivolgere interrogazioni con richiesta di risposta scritta al Presidente del Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza in base ai criteri stabiliti in un allegato al regolamento18 . Il contenuto delle interrogazioni è di esclusiva responsabilità dell'autore.
2.  Le interrogazioni sono presentate al Presidente. Il Presidente dirime i dubbi concernenti la ricevibilità di un'interrogazione. La decisione del Presidente si fonda non solo sulle disposizioni dell'allegato di cui al paragrafo 1, ma sulle disposizioni del presente regolamento, in generale. La decisione del Presidente è comunicata all'interrogante.
2.  Le interrogazioni sono presentate al Presidente. Il Presidente dirime i dubbi concernenti la ricevibilità di un'interrogazione. La decisione del Presidente si fonda non solo sulle disposizioni dell'allegato di cui al paragrafo 1, ma sulle disposizioni del presente regolamento, in generale. La decisione motivata del Presidente è comunicata all'interrogante.
3.  Le interrogazioni sono presentate in formato elettronico. Ciascun deputato può presentare al massimo cinque interrogazioni al mese .
3.  Le interrogazioni sono presentate in formato elettronico. Ciascun deputato può presentare al massimo venti interrogazioni su un periodo continuativo di tre mesi .
In via di eccezione, possono essere presentate interrogazioni supplementari sotto forma di documento cartaceo depositato e firmato personalmente dal deputato interessato presso il servizio competente del Segretariato.
Allo scadere di un anno dall'inizio dell'ottava legislatura, la Conferenza dei presidenti procede a una valutazione del sistema delle interrogazioni supplementari.
L'espressione "in via di eccezione" è da interpretarsi nel senso che l'interrogazione supplementare riguarda una questione urgente e che il deposito dell'interrogazione non può essere rinviato al mese successivo. Inoltre, il numero di interrogazioni presentate a norma del paragrafo 3, secondo comma, deve essere inferiore rispetto alla regola di cinque interrogazioni al mese
3 bis.   Un'interrogazione può essere sostenuta da deputati diversi dall'autore. Tali interrogazioni sono sottratte solo dal numero massimo di interrogazioni di cui, a norma del paragrafo 3, dispone l'autore e non da quello del sostenitore.
4.  Qualora a un'interrogazione non possa essere data risposta nel termine prescritto , essa viene iscritta, su richiesta dell'interrogante, all'ordine del giorno della riunione successiva della commissione competente. Si applica a tal fine mutatis mutandis l'articolo 129.
4.  Qualora a un'interrogazione non possa essere data risposta da parte del destinatario entro tre settimane (interrogazione prioritaria) o sei settimane (interrogazione non prioritaria) dal momento in cui gli è stata trasmessa , essa può venire iscritta, su richiesta dell'interrogante, all'ordine del giorno della riunione successiva della commissione competente.
Data la facoltà del presidente di una commissione parlamentare di convocare una riunione di tale commissione ai sensi dell'articolo 206, paragrafo 1, del regolamento, spetta allo stesso decidere in merito al progetto di ordine del giorno della riunione che convoca, al fine di garantire un'organizzazione ottimale dei lavori. Tale prerogativa non rimette in questione l'obbligo di cui all'articolo 130, paragrafo 4, di iscrivere un'interrogazione scritta, su richiesta dell'interrogante, al progetto di ordine del giorno della riunione successiva della commissione. Tuttavia, il presidente dispone del potere discrezionale di proporre, tenendo conto delle priorità politiche, l'ordine dei lavori della riunione e le modalità della procedura (ad esempio, una procedura senza discussione che includa, eventualmente, l'approvazione di una decisione sul seguito da dare o ancora, se del caso, una raccomandazione di rinviare il punto ad una riunione successiva).
5.  Alle interrogazioni che richiedono una risposta sollecita, ma che non esigono ricerche approfondite (interrogazioni prioritarie), è data risposta entro tre settimane dalla loro presentazione ai destinatari. Ciascun deputato può presentare una sola interrogazione prioritaria al mese.
5.  Ciascun deputato può presentare una sola interrogazione prioritaria al mese.
Alle interrogazioni di altro tipo (interrogazioni non prioritarie) è data risposta entro sei settimane dalla loro trasmissione ai destinatari.
6.  Le interrogazioni e le risposte sono pubblicate sul sito internet del Parlamento.
6.  Le interrogazioni e le relative risposte, compresi gli eventuali allegati, sono pubblicate sul sito internet del Parlamento.
__________________
__________________
18 Cfr. allegato III.
18 Cfr. allegato III.
Emendamento 295
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 130 bis (nuovo)
Articolo 130 bis
Interpellanze minori con richiesta di risposta scritta
1.  Una commissione, un gruppo politico o almeno il cinque per cento dei membri che compongono il Parlamento possono rivolgere un'interpellanza minore, che consiste in un'interrogazione con richiesta di risposta scritta, al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza per chiedere informazioni in merito a questioni specifiche.
Le interpellanze sono presentate al Presidente, il quale, a condizione che siano conformi al regolamento in generale e ai criteri stabiliti in un allegato dello stesso 1 bis , chiede al destinatario di rispondere entro un termine di due settimane; il Presidente può prorogare tale termine previa consultazione degli autori delle interpellanze.
2.  Le interpellanze e le relative risposte sono pubblicate sul sito internet del Parlamento.
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1 bis Cfr. allegato III.
Emendamento 296
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 130 ter (nuovo)
Articolo 130 ter
Interpellanze principali con richiesta di risposta scritta seguite da discussione
1.  Una commissione, un gruppo politico o almeno il cinque per cento dei membri che compongono il Parlamento possono rivolgere un'interpellanza principale, che consiste in un'interrogazione con richiesta di risposta scritta seguita da discussione, al Consiglio, alla Commissione o al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Le interpellanze possono includere una breve motivazione.
Le interpellanze sono presentate per iscritto al Presidente, il quale, a condizione che siano conformi al regolamento in generale e ai criteri stabiliti in un allegato dello stesso 1 bis , informa immediatamente il destinatario dell'interpellanza e gli chiede di dichiarare se e quando intende rispondere.
2.  Al ricevimento della risposta scritta, l'interpellanza principale è iscritta nel progetto di ordine del giorno del Parlamento secondo la procedura di cui all'articolo 149. Se una commissione, un gruppo politico o almeno il cinque per cento dei membri che compongono il Parlamento ne fanno richiesta, deve aver luogo una discussione.
3.  Se il destinatario rifiuta di rispondere all'interpellanza o non provvede in tal senso entro tre settimane, l'interpellanza è iscritta nel progetto di ordine del giorno. Se una commissione, un gruppo politico o almeno il cinque per cento dei membri che compongono il Parlamento ne fanno richiesta, deve aver luogo una discussione. Prima della discussione, uno degli autori può essere autorizzato a motivare ulteriormente l'interpellanza.
4.  Uno degli autori può svolgere l'interpellanza. Un membro dell'istituzione interessata risponde.
L'articolo 123, paragrafi da 2 a 5, concernente la presentazione e la votazione di proposte di risoluzione, si applica mutatis mutandis.
5.  Le interpellanze e le relative risposte sono pubblicate sul sito internet del Parlamento.
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1 bis Cfr. allegato III.
Emendamento 155
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 131
Articolo 131
Articolo 131
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta alla Banca centrale europea
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta alla Banca centrale europea
1.  Ciascun deputato può rivolgere alla Banca centrale europea un massimo di sei interrogazioni con richiesta di risposta scritta al mese, conformemente ai criteri stabiliti in un allegato del regolamento19 . Il contenuto delle interrogazioni è di esclusiva responsabilità dell'autore.
1.  Ciascun deputato può rivolgere alla Banca centrale europea un massimo di sei interrogazioni con richiesta di risposta scritta al mese, conformemente ai criteri stabiliti in un allegato del regolamento19 . Il contenuto delle interrogazioni è di esclusiva responsabilità dell'autore.
2.  Le interrogazioni sono presentate per iscritto al presidente della commissione competente, che le notifica alla Banca centrale europea. Il presidente dirime i dubbi concernenti la ricevibilità di un'interrogazione. La decisione del presidente è comunicata all'interrogante.
2.  Le interrogazioni sono presentate per iscritto al presidente della commissione competente, che le notifica alla Banca centrale europea. Il presidente dirime i dubbi concernenti la ricevibilità di un'interrogazione. La decisione del presidente è comunicata all'interrogante.
3.  Le interrogazioni e le relative risposte sono pubblicate sul sito internet del Parlamento.
3.  Le interrogazioni e le relative risposte sono pubblicate sul sito internet del Parlamento.
4.  Qualora un'interrogazione non abbia ricevuto risposta nel termine prescritto , essa viene iscritta, su richiesta dell'interrogante, all'ordine del giorno della riunione successiva della commissione competente con il Presidente della Banca centrale europea.
4.  Qualora un'interrogazione non abbia ricevuto risposta entro sei settimane , essa può essere iscritta, su richiesta dell'interrogante, all'ordine del giorno della riunione successiva della commissione competente con il Presidente della Banca centrale europea.
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19 Cfr. allegato III.
19 Cfr. allegato III.
Emendamento 156
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 131 bis (nuovo)
Articolo 131 bis
Interrogazioni con richiesta di risposta scritta concernenti il meccanismo di vigilanza unico e il meccanismo di risoluzione unico
1.   L'articolo 131, paragrafi 1, 2 e 3, si applica, mutatis mutandis, alle interrogazioni con richiesta di risposta scritta concernenti il meccanismo di vigilanza unico e il meccanismo di risoluzione unico. Il numero di tali interrogazioni è sottratto dal numero massimo di sei interrogazioni previsto all'articolo 131, paragrafo 1.
2.   Qualora un'interrogazione non abbia ricevuto risposta entro cinque settimane, essa può essere iscritta, su richiesta dell'interrogante, all'ordine del giorno della riunione successiva della commissione competente con il presidente del comitato del destinatario.
Emendamento 157
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo V – capitolo 4 – titolo
RELAZIONI DI ALTRE ISTITUZIONI
RELAZIONI DI ALTRE ISTITUZIONI E DI ALTRI ORGANISMI
Emendamento 158
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 132
Articolo 132
Articolo 132
Relazioni annuali e altre relazioni di altre istituzioni
Relazioni annuali e altre relazioni di altre istituzioni o di altri organismi
1.  Le relazioni annuali e le altre relazioni di altre istituzioni per le quali i trattati prevedono la consultazione del Parlamento o per le quali altre disposizioni giuridiche prevedono il parere del Parlamento ai fini dello sviluppo dell'Unione europea sono trattate nell'ambito di una relazione presentata in Aula.
1.  Le relazioni annuali e le altre relazioni di altre istituzioni o di altri organismi per le quali i trattati prevedono la consultazione del Parlamento o per le quali altre disposizioni giuridiche prevedono il parere del Parlamento ai fini dello sviluppo dell'Unione europea sono trattate nell'ambito di una relazione presentata in Aula.
2.  Le relazioni annuali e le altre relazioni di altre istituzioni che non rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 1 sono deferite alla commissione competente, che può proporre di elaborare una relazione conformemente all'articolo 52.
2.  Le relazioni annuali e le altre relazioni di altre istituzioni o di altri organismi che non rientrano nel campo di applicazione del paragrafo 1 sono deferite alla commissione competente, che le esamina e che può presentare una breve proposta di risoluzione al Parlamento o proporre di elaborare una relazione conformemente all'articolo 52, qualora ritenga che il Parlamento debba prendere una posizione su una questione importante trattata nelle relazioni .
Emendamento 159
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 133
Articolo 133
Articolo 133
Proposte di risoluzione
Proposte di risoluzione
1.  Ogni deputato può presentare una proposta di risoluzione su un argomento rientrante nell'ambito delle attività dell'Unione europea.
1.  Ogni deputato può presentare una proposta di risoluzione su un argomento rientrante nell'ambito delle attività dell'Unione europea.
Tale proposta consiste al massimo di 200 parole.
Tale proposta consiste al massimo di 200 parole.
1 bis.   La proposta di risoluzione non può:
–   contenere decisioni su questioni per le quali il presente regolamento, in particolare l'articolo 46, stabilisce altre procedure e competenze specifiche; oppure
–   trattare questioni che sono oggetto di lavori in corso al Parlamento.
1 ter.   Ogni deputato può presentare al massimo una proposta di questo tipo al mese.
1 quater.   La proposta di risoluzione è presentata al Presidente, che verifica se soddisfa i criteri applicabili. Se il Presidente reputa la proposta ricevibile, ne dà comunicazione in Aula e la trasmette per esame alla commissione competente.
2.  La commissione competente decide sulla procedura.
2.  La commissione competente decide sulla procedura, compresi il trattamento congiunto della proposta di risoluzione con altre proposte di risoluzione o relazioni, la formulazione di un parere, anche sotto forma di lettera, o l'elaborazione di una relazione a norma dell'articolo 52 . La commissione competente può anche decidere di non dare seguito alla proposta di risoluzione.
Essa può trattare la proposta di risoluzione congiuntamente ad altre proposte di risoluzione o relazioni.
Essa può emettere un parere, anche sotto forma di lettera.
Essa può decidere di elaborare una relazione a norma dell'articolo 52.
3.  Gli autori della proposta di risoluzione sono informati delle decisioni della commissione e della Conferenza dei presidenti.
3.  Gli autori della proposta di risoluzione sono informati delle decisioni del Presidente, della commissione e della Conferenza dei presidenti.
4.  La relazione deve contenere il testo della proposta di risoluzione.
4.  La relazione deve contenere il testo della proposta di risoluzione.
5.  I pareri sotto forma di lettera destinati ad altre istituzioni dell'Unione europea sono trasmessi a cura del Presidente.
5.  I pareri sotto forma di lettera destinati ad altre istituzioni dell'Unione europea sono trasmessi a cura del Presidente.
6.   L'autore o gli autori di una proposta di risoluzione presentata a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, dell'articolo 128, paragrafo 5, e dell'articolo 135, paragrafo 2, hanno il diritto di ritirarla prima della relativa votazione finale.
7.  Una proposta di risoluzione presentata a norma del paragrafo 1 può essere ritirata dal suo autore o dai suoi autori o dal primo firmatario della proposta prima che la commissione competente abbia deciso, sulla base del paragrafo 2, di elaborare una relazione in merito.
7.  Una proposta di risoluzione presentata a norma del paragrafo 1 può essere ritirata dal suo autore o dai suoi autori o dal primo firmatario della proposta prima che la commissione competente abbia deciso, sulla base del paragrafo 2, di elaborare una relazione in merito.
Una volta che la proposta sia stata fatta propria in tal modo dalla commissione, solo quest'ultima ha facoltà di ritirarla, purché ciò avvenga prima della votazione finale.
Una volta che la proposta sia stata fatta propria in tal modo dalla commissione, solo quest'ultima ha facoltà di ritirarla, purché ciò avvenga prima della votazione finale.
8.   Una proposta di risoluzione ritirata può essere immediatamente fatta propria e ripresentata da un gruppo politico, da una commissione parlamentare o da un numero di deputati pari a quello necessario per presentarla.
Sarà cura delle commissioni fare il possibile perché le proposte di risoluzione presentate conformemente al presente articolo e che rispondono ai requisiti fissati ricevano un seguito e siano congruamente richiamate nei documenti che riflettono questo seguito.
Emendamento 160
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 134
Articolo 134
soppresso
Raccomandazioni destinate al Consiglio
1.   Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di raccomandazione al Consiglio, relativamente a materie di cui al Titolo V del trattato sull'Unione europea o qualora il Parlamento non sia stato consultato su un accordo internazionale che rientra nell'ambito dell'articolo 108 o dell'articolo 109.
2.   Tali proposte sono deferite per esame alla commissione competente.
Se del caso, questa investe del problema il Parlamento nel quadro delle procedure previste dal presente regolamento.
3.   Nella sua relazione la commissione competente presenta al Parlamento una proposta di raccomandazione destinata al Consiglio accompagnata da una breve motivazione e, se del caso, dal parere delle altre commissioni consultate.
L'applicazione del presente paragrafo non richiede l'autorizzazione preventiva della Conferenza dei presidenti.
4.   Si applicano le disposizioni dell'articolo 113.
Emendamento 161
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 135
Articolo 135
Articolo 135
Discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto
Discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto
1.  Una commissione, una delegazione interparlamentare, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono chiedere per iscritto al Presidente che sia tenuta una discussione su un caso urgente di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto (articolo 149, paragrafo 3) .
1.  Una commissione, una delegazione interparlamentare, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono chiedere per iscritto al Presidente che sia tenuta una discussione su un caso urgente di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.
2.  La Conferenza dei presidenti stabilisce, sulla base delle richieste di cui al paragrafo 1 e secondo le modalità previste dall'allegato IV, un elenco degli argomenti da iscrivere nel progetto definitivo di ordine del giorno per le successive discussioni su casi di violazione dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello Stato di diritto. Il numero complessivo degli argomenti iscritti all'ordine del giorno non può essere superiore a tre, incluse le sottocategorie.
2.  La Conferenza dei presidenti stabilisce, sulla base delle richieste di cui al paragrafo 1 e secondo le modalità previste dall'allegato IV, un elenco degli argomenti da iscrivere nel progetto definitivo di ordine del giorno per le successive discussioni su casi di violazione dei diritti dell'uomo, della democrazia e dello Stato di diritto. Il numero complessivo degli argomenti iscritti all'ordine del giorno non può essere superiore a tre, incluse le sottocategorie.
Conformemente all'articolo 152, il Parlamento può decidere di sopprimere un argomento previsto per le discussioni e di sostituirlo con un argomento non previsto. Le proposte di risoluzione sugli argomenti scelti sono presentate al più tardi la sera dell'approvazione dell'ordine del giorno. Il Presidente fissa il termine esatto per la presentazione delle proposte di risoluzione in questione.
Conformemente all'articolo 152, il Parlamento può decidere di sopprimere un argomento previsto per le discussioni e di sostituirlo con un argomento non previsto. Le proposte di risoluzione sugli argomenti scelti possono essere presentate da una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati al più tardi la sera dell'approvazione dell'ordine del giorno. Il Presidente fissa il termine esatto per la presentazione delle proposte di risoluzione in questione.
3.  Il tempo di parola complessivo dei gruppi politici e dei deputati non iscritti viene ripartito in conformità dell'articolo 162, paragrafi 4 e 5, nei limiti del tempo complessivo di non oltre sessanta minuti per tornata previsto per le discussioni.
3.  Il tempo di parola complessivo dei gruppi politici e dei deputati non iscritti viene ripartito in conformità dell'articolo 162, paragrafi 4 e 5, nei limiti del tempo complessivo di non oltre sessanta minuti per tornata previsto per le discussioni.
Il tempo restante dopo aver tenuto conto dell'illustrazione delle proposte di risoluzione, delle votazioni e del tempo concordato per gli eventuali interventi della Commissione e del Consiglio, è ripartito tra i gruppi politici e i deputati non iscritti.
Il tempo restante dopo aver tenuto conto dell'illustrazione delle proposte di risoluzione e del tempo concordato per gli eventuali interventi della Commissione e del Consiglio è ripartito tra i gruppi politici e i deputati non iscritti.
4.  Al termine della discussione ha luogo immediatamente la votazione. Non si applicano nella fattispecie le disposizioni dell'articolo 183.
4.  Al termine della discussione ha luogo immediatamente la votazione. Non si applicano nella fattispecie le disposizioni dell'articolo 183 concernente le dichiarazioni di voto .
Le votazioni effettuate in applicazione del presente articolo possono essere organizzate congiuntamente nell'ambito delle responsabilità del Presidente e della Conferenza dei presidenti.
Le votazioni effettuate in applicazione del presente articolo possono essere organizzate congiuntamente nell'ambito delle responsabilità del Presidente e della Conferenza dei presidenti.
5.  Qualora su un medesimo argomento siano state presentate due o più proposte di risoluzione, si applica la procedura di cui all'articolo 123, paragrafo 4.
5.  Qualora su un medesimo argomento siano state presentate due o più proposte di risoluzione, si applica la procedura di cui all'articolo 123, paragrafi 4 e 4 bis .
6.  Il Presidente e i presidenti dei gruppi politici possono decidere di porre in votazione una proposta di risoluzione senza discussione. Tale decisione richiede l'accordo unanime dei presidenti di tutti i gruppi politici.
6.  Il Presidente e i presidenti dei gruppi politici possono decidere di porre in votazione una proposta di risoluzione senza discussione. Tale decisione richiede l'accordo unanime dei presidenti di tutti i gruppi politici.
Le disposizioni degli articoli 187, 188 e 190 non si applicano alle proposte di risoluzione iscritte all'ordine del giorno delle discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.
Le disposizioni degli articoli 187 e 188 non si applicano alle proposte di risoluzione iscritte all'ordine del giorno delle discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.
Le proposte di risoluzione sono presentate in vista di una discussione su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto solo dopo l'approvazione dell'elenco degli argomenti. Le proposte di risoluzione che non possono essere esaminate nell'arco di tempo previsto per queste discussioni, decadono. Decadono anche le proposte di risoluzione per le quali sia stata constatata, in seguito a una richiesta presentata ai sensi dell'articolo 168, paragrafo 3, la mancanza del numero legale. I deputati hanno il diritto di ripresentare queste proposte di risoluzione in vista di un loro deferimento in commissione (articolo 133) o dell'iscrizione nelle discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto della tornata successiva.
Le proposte di risoluzione sono presentate in vista di una discussione su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto solo dopo l'approvazione dell'elenco degli argomenti. Le proposte di risoluzione che non possono essere esaminate nell'arco di tempo previsto per queste discussioni decadono. Decadono anche le proposte di risoluzione per le quali sia stata constatata, in seguito a una richiesta presentata ai sensi dell'articolo 168, paragrafo 3, la mancanza del numero legale. Gli autori hanno il diritto di ripresentare queste proposte di risoluzione in vista di un loro deferimento in commissione (articolo 133) o dell'iscrizione nelle discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto della tornata successiva.
Un argomento non può essere iscritto all'ordine del giorno per essere discusso nelle discussioni su casi di violazioni dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto se è già iscritto all'ordine del giorno della stessa tornata.
Un argomento non può essere iscritto all'ordine del giorno per essere discusso nelle discussioni su casi di violazioni dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto se è già iscritto all'ordine del giorno della stessa tornata.
Il regolamento non contiene alcuna disposizione che consenta di esaminare congiuntamente una proposta di risoluzione presentata in conformità del paragrafo 2, secondo comma, e una relazione presentata da una commissione sullo stesso argomento.
Il regolamento non contiene alcuna disposizione che consenta di esaminare congiuntamente una proposta di risoluzione presentata in conformità del paragrafo 2, secondo comma, e una relazione presentata da una commissione sullo stesso argomento.
* * *
Qualora sia richiesta la constatazione del numero legale ai sensi dell'articolo 168, paragrafo 3, tale richiesta è valida solo per la proposta di risoluzione che deve essere posta in votazione e non per le successive.
Qualora sia richiesta la constatazione del numero legale ai sensi dell'articolo 168, paragrafo 3, tale richiesta è valida solo per la proposta di risoluzione che deve essere posta in votazione e non per le successive.
Emendamento 162
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 136
Articolo 136
soppresso
Dichiarazioni scritte
1.   Almeno dieci deputati appartenenti ad almeno tre gruppi politici possono presentare una dichiarazione scritta non superiore a 200 parole relativa esclusivamente a un argomento che rientri fra le competenze dell'Unione europea. Il testo di una tale dichiarazione deve rispettare le caratteristiche formali di una dichiarazione. In particolare, non deve richiedere alcuna azione legislativa o contenere decisioni su questioni per le quali il presente regolamento stabilisce procedure e competenze specifiche, né trattare questioni che sono oggetto di lavori in corso al Parlamento.
2.   In tutti i casi l'autorizzazione a procedere è soggetta a decisione motivata del Presidente a norma del paragrafo 1. Le dichiarazioni scritte sono pubblicate nelle lingue ufficiali sul sito web del Parlamento e sono distribuite in formato elettronico a tutti i deputati. Esse figurano con il nome dei firmatari in un registro elettronico. Tale registro è pubblico ed è accessibile attraverso il sito internet del Parlamento. Anche le versioni cartacee delle dichiarazioni scritte corredate delle firme sono custodite dal Presidente.
3.   Ogni deputato può apporre la sua firma su una dichiarazione iscritta nel registro elettronico. Essa può essere ritirata in qualunque momento entro un periodo di tre mesi dall'iscrizione della dichiarazione nel registro. In caso di ritiro della firma il deputato interessato non può apporre nuovamente la sua firma sulla dichiarazione.
4.   Qualora, al termine di un periodo di tre mesi dall'iscrizione nel registro, una dichiarazione raccolga la firma della maggioranza dei deputati che compongono il Parlamento, il Presidente ne informa il Parlamento. Senza impegnare il Parlamento, la dichiarazione è pubblicata nel processo verbale con i nomi dei firmatari.
5.   La procedura si conclude con la trasmissione ai destinatari, al termine della tornata, della dichiarazione con l'indicazione dei nomi dei firmatari.
6.   Qualora le istituzioni cui è destinata la dichiarazione approvata non comunichino al Parlamento, entro il termine di tre mesi dal suo ricevimento, il seguito che intendono darvi, l'argomento oggetto della dichiarazione scritta, su richiesta di uno dei suoi autori, è iscritto all'ordine del giorno di una successiva riunione della commissione competente.
7.   Una dichiarazione scritta che sia rimasta iscritta nel registro per più di tre mesi senza essere stata firmata da almeno la metà dei deputati che compongono il Parlamento decade, senza alcuna possibilità di prorogare il periodo di tre mesi.
Emendamento 163
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo V – capitolo 5 bis (nuovo)
CAPITOLO 5 BIS
CONSULTAZIONE DI ALTRE ISTITUZIONI E DI ALTRI ORGANISMI
(Da inserire dopo l'articolo 136.)
Emendamento 164
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 137
Articolo 137
Articolo 137
Consultazione del Comitato economico e sociale europeo
Consultazione del Comitato economico e sociale europeo
1.  Qualora il trattato sul funzionamento dell'Unione europea preveda la consultazione del Comitato economico e sociale europeo, il Presidente avvia la procedura di consultazione e ne informa il Parlamento.
1.  Qualora il trattato sul funzionamento dell'Unione europea preveda la consultazione del Comitato economico e sociale europeo, il Presidente avvia la procedura di consultazione e ne informa il Parlamento.
2.  Una commissione può chiedere che il Comitato economico e sociale europeo sia consultato su questioni di carattere generale o su punti specifici.
2.  Una commissione può chiedere che il Comitato economico e sociale europeo sia consultato su questioni di carattere generale o su punti specifici.
La commissione indica il termine entro il quale il Comitato economico e sociale europeo deve esprimere il proprio parere.
La commissione indica il termine entro il quale il Comitato economico e sociale europeo deve esprimere il proprio parere.
Le richieste di consultazione del Comitato economico e sociale europeo sono sottoposte all'approvazione del Parlamento senza discussione .
Le richieste di consultazione del Comitato economico e sociale europeo sono annunciate in Aula nel corso della tornata successiva e sono considerate approvate a meno che, entro 24 ore dall'annuncio, un gruppo politico o almeno quaranta deputati non chiedano che siano poste in votazione .
3.  I pareri trasmessi dal Comitato economico e sociale europeo sono deferiti alla commissione competente.
3.  I pareri trasmessi dal Comitato economico e sociale europeo sono deferiti alla commissione competente.
Emendamento 165
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 138
Articolo 138
Articolo 138
Consultazione del Comitato delle regioni
Consultazione del Comitato delle regioni
1.  Qualora il trattato sul funzionamento dell'Unione europea preveda la consultazione del Comitato delle regioni, il Presidente avvia la procedura di consultazione e ne informa il Parlamento.
1.  Qualora il trattato sul funzionamento dell'Unione europea preveda la consultazione del Comitato delle regioni, il Presidente avvia la procedura di consultazione e ne informa il Parlamento.
2.  Una commissione può chiedere che il Comitato delle regioni sia consultato su questioni di carattere generale o su punti specifici.
2.  Una commissione può chiedere che il Comitato delle regioni sia consultato su questioni di carattere generale o su punti specifici.
La commissione indica il termine entro il quale il Comitato delle regioni deve esprimere il proprio parere.
La commissione indica il termine entro il quale il Comitato delle regioni deve esprimere il proprio parere.
Le richieste di consultazione del Comitato delle regioni sono sottoposte all'approvazione del Parlamento senza discussione .
Le richieste di consultazione del Comitato delle regioni sono annunciate in Aula nel corso della tornata successiva e sono considerate approvate a meno che, entro 24 ore dall'annuncio, un gruppo politico o almeno quaranta deputati non chiedano che siano poste in votazione .
3.  I pareri trasmessi dal Comitato delle regioni sono deferiti alla commissione competente.
3.  I pareri trasmessi dal Comitato delle regioni sono deferiti alla commissione competente.
Emendamento 166
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 140
Articolo 140
Articolo 140
Accordi interistituzionali
Accordi interistituzionali
1.  Il Parlamento può concludere accordi con altre istituzioni nel contesto dell'applicazione dei trattati o ai fini di un miglioramento o chiarimento delle procedure.
1.  Il Parlamento può concludere accordi con altre istituzioni nel contesto dell'applicazione dei trattati o ai fini di un miglioramento o chiarimento delle procedure.
Tali accordi possono assumere la forma di dichiarazioni comuni, scambio di lettere, codici di condotta o altri idonei strumenti. Sono firmati dal Presidente previo esame da parte della commissione competente per gli affari costituzionali e previa approvazione del Parlamento e possono essere allegati per informazione al regolamento .
Tali accordi possono assumere la forma di dichiarazioni comuni, scambio di lettere, codici di condotta o altri idonei strumenti. Sono firmati dal Presidente previo esame da parte della commissione competente per gli affari costituzionali e previa approvazione del Parlamento.
2.  Prima della firma di tali accordi, qualora essi comportino la modifica di diritti od obblighi regolamentari esistenti, istituiscano nuovi diritti od obblighi regolamentari per i deputati o gli organi del Parlamento, o comportino in altro modo una modifica o un'interpretazione del regolamento, la questione è deferita all'esame della commissione competente, ai sensi dell'articolo 226, paragrafi da 2 a 6.
2.  Prima della firma di tali accordi, qualora essi comportino la modifica di diritti od obblighi regolamentari esistenti, istituiscano nuovi diritti od obblighi regolamentari per i deputati o gli organi del Parlamento, o comportino in altro modo una modifica o un'interpretazione del regolamento, la questione è deferita all'esame della commissione competente, ai sensi dell'articolo 226, paragrafi da 2 a 6.
Emendamento 167
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 141
Articolo 141
Articolo 141
Procedimenti dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea
Procedimenti dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea
1.  Il Parlamento, entro i termini specificati dai trattati e dallo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea per i ricorsi da parte delle istituzioni dell'Unione europea o da parte di persone fisiche o giuridiche, esamina la legislazione dell'Unione e le misure di attuazione per assicurarsi che i trattati, in particolare per quanto concerne i diritti del Parlamento, siano stati pienamente rispettati.
1.  Il Parlamento, entro i termini specificati dai trattati e dallo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea per i ricorsi da parte delle istituzioni dell'Unione europea o da parte di persone fisiche o giuridiche, esamina la legislazione dell'Unione e la sua attuazione per assicurarsi che i trattati, in particolare per quanto concerne i diritti del Parlamento, siano stati pienamente rispettati.
2.  La commissione competente riferisce al Parlamento, se necessario oralmente, allorché presuma una violazione del diritto dell'Unione.
2.  La commissione competente per le questioni giuridiche riferisce al Parlamento, se necessario oralmente, allorché presuma una violazione del diritto dell'Unione. Se del caso, può ascoltare le osservazioni della commissione competente per il merito.
3.  Il Presidente presenta un ricorso a nome del Parlamento, conformemente alla raccomandazione della commissione competente.
3.  Il Presidente presenta un ricorso a nome del Parlamento, conformemente alla raccomandazione della commissione competente per le questioni giuridiche .
All'inizio della tornata successiva il Presidente può sottoporre all'Aula la decisione in merito al mantenimento del ricorso. Qualora l'Aula decida a maggioranza dei voti espressi contro il ricorso, il Presidente lo ritira.
All'inizio della tornata successiva il Presidente può sottoporre al Parlamento la decisione in merito al mantenimento del ricorso. Qualora il Parlamento decida a maggioranza dei voti espressi contro il ricorso, il Presidente lo ritira.
Qualora il Presidente presenti il ricorso contrariamente alla raccomandazione della commissione competente, egli sottopone all'Aula , all'inizio della tornata successiva, la decisione in merito al mantenimento del ricorso.
Qualora il Presidente presenti il ricorso contrariamente alla raccomandazione della commissione competente, egli sottopone al Parlamento , all'inizio della tornata successiva, la decisione in merito al mantenimento del ricorso.
4.  Il Presidente presenta osservazioni o interviene a nome del Parlamento nei procedimenti giurisdizionali, previa consultazione della commissione competente.
4.  Il Presidente presenta osservazioni o interviene a nome del Parlamento nei procedimenti giurisdizionali, previa consultazione della commissione competente per le questioni giuridiche .
Quando intenda discostarsi dalla raccomandazione della commissione competente, il Presidente ne informa la commissione e deferisce la questione alla Conferenza dei presidenti, precisando i propri motivi.
Quando intenda discostarsi dalla raccomandazione della commissione competente per le questioni giuridiche , il Presidente ne informa la commissione e deferisce la questione alla Conferenza dei presidenti, precisando i propri motivi.
Quando la Conferenza dei presidenti ritiene che il Parlamento non debba, eccezionalmente, presentare osservazioni o intervenire dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea qualora sia in causa la validità di un atto del Parlamento, la questione è sottoposta senza indugio all'Aula .
Quando la Conferenza dei presidenti ritiene che il Parlamento non debba, eccezionalmente, presentare osservazioni o intervenire dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea qualora sia in causa la validità di un atto del Parlamento, la questione è sottoposta senza indugio al Parlamento .
In casi urgenti, il Presidente può agire a titolo conservativo per rispettare i termini prescritti dall'organo giurisdizionale in questione. In tali casi, la procedura prevista dal presente paragrafo è applicata al più presto.
Nessuna disposizione del regolamento impedisce alla commissione competente di decidere opportune disposizioni procedurali per la tempestiva trasmissione della propria raccomandazione in casi urgenti.
Nessuna disposizione del regolamento impedisce alla commissione competente di decidere opportune disposizioni procedurali per la tempestiva trasmissione della propria raccomandazione in casi urgenti.
L'articolo 108, paragrafo 6, stabilisce una procedura specifica per la decisione del Parlamento relativa all'esercizio del diritto di domandare alla Corte di giustizia, a norma dell'articolo 218, paragrafo 11, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea un parere circa la compatibilità di un accordo internazionale con i trattati. Tale disposizione costituisce una 'lex specialis' che prevale sulla norma generale stabilita dall'articolo 141 del regolamento.
Qualora si tratti di esercitare i diritti del Parlamento dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea e l'atto in questione non rientri nell'ambito di applicazione dell'articolo 141, la procedura prevista da tale articolo si applica per analogia.
Qualora si tratti di esercitare i diritti del Parlamento dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea e l'atto in questione non rientri nell'ambito di applicazione dell'articolo 141, la procedura prevista da tale articolo si applica per analogia.
4 bis.   In casi urgenti il Presidente, ove possibile dopo aver consultato il presidente e il relatore della commissione competente per le questioni giuridiche, può agire a titolo conservativo per rispettare i termini previsti. In tali casi si applica al più presto la procedura di cui ai paragrafi 3 o 4, a seconda dei casi.
4 ter.   La commissione competente per le questioni giuridiche elabora i principi che utilizzerà per l'applicazione del presente articolo.
Emendamento 168
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 143
Articolo 143
Articolo 143
Conferenza degli organi specializzati negli affari comunitari (COSAC)
Conferenza degli organi parlamentari specializzati negli affari dell'Unione (COSAC)
1.  Su proposta del Presidente, la Conferenza dei presidenti nomina i membri della delegazione del Parlamento alla COSAC e può conferire loro un mandato. La delegazione è guidata da un vicepresidente del Parlamento europeo competente per le relazioni con i parlamenti nazionali e dal presidente della commissione competente per gli affari istituzionali .
1.  Su proposta del Presidente, la Conferenza dei presidenti nomina i membri della delegazione del Parlamento alla COSAC e può conferire loro un mandato. La delegazione è guidata da un vicepresidente del Parlamento europeo competente per le relazioni con i parlamenti nazionali e dal presidente della commissione competente per gli affari costituzionali .
2.  Gli altri membri della delegazione sono scelti in base ai temi discussi nella riunione della COSAC e comprendono, per quanto possibile, rappresentanti delle commissioni competenti per tali temi. Una relazione è presentata dalla delegazione dopo ogni riunione.
2.  Gli altri membri della delegazione sono scelti in base ai temi discussi nella riunione della COSAC e comprendono, per quanto possibile, rappresentanti delle commissioni competenti per tali temi.
3.  Si tiene debitamente conto dell'equilibrio politico globale all'interno del Parlamento.
3.  Si tiene debitamente conto dell'equilibrio politico globale all'interno del Parlamento.
3 bis.   Dopo ogni riunione della COSAC, la delegazione presenta una relazione alla Conferenza dei presidenti.
Emendamento 169
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 146
Articolo 146
Articolo 146
Convocazione del Parlamento
Convocazione del Parlamento
1.  Il Parlamento si riunisce di pieno diritto il secondo martedì di marzo di ogni anno e decide in modo sovrano circa la durata delle interruzioni della sessione.
1.  In conformità dell'articolo 229, primo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Parlamento si riunisce di pieno diritto il secondo martedì di marzo di ogni anno e decide in modo sovrano circa la durata delle interruzioni della sessione.
2.  Inoltre il Parlamento si riunisce di pieno diritto il primo martedì successivo alla scadenza del termine di un mese dalla fine del periodo di cui all'articolo 10, paragrafo 1, dell'Atto del 20 settembre 1976.
2.  Inoltre il Parlamento si riunisce di pieno diritto il primo martedì successivo alla scadenza del termine di un mese dalla fine del periodo di cui all'articolo 10, paragrafo 1, dell'Atto del 20 settembre 1976.
3.  La Conferenza dei presidenti può modificare la durata delle interruzioni fissate in conformità del paragrafo 1 con decisione motivata presa almeno quindici giorni prima della data precedentemente stabilita dal Parlamento per la ripresa della sessione, senza che tale data possa essere posticipata di più di quindici giorni.
3.  La Conferenza dei presidenti può modificare la durata delle interruzioni fissate in conformità del paragrafo 1 con decisione motivata presa almeno quindici giorni prima della data precedentemente stabilita dal Parlamento per la ripresa della sessione, senza che tale data possa essere posticipata di più di quindici giorni.
4.  Sentita la Conferenza dei presidenti, il Presidente convoca, in via eccezionale, il Parlamento su richiesta della maggioranza dei deputati che lo compongono o su richiesta della Commissione o del Consiglio.
4.  Sentita la Conferenza dei presidenti, il Presidente convoca, in via eccezionale, il Parlamento su richiesta della maggioranza dei deputati che lo compongono o su richiesta della Commissione o del Consiglio.
È inoltre facoltà del Presidente, con l'accordo della Conferenza dei presidenti, convocare il Parlamento in via eccezionale in caso di urgenza.
È inoltre facoltà del Presidente, con l'accordo della Conferenza dei presidenti, convocare il Parlamento in via eccezionale in caso di urgenza.
Emendamento 170
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 148
Articolo 148
Articolo 148
Partecipazione dei deputati alle sedute
Partecipazione dei deputati alle sedute
1.  Per ogni seduta è esposto un elenco di presenza che deve essere firmato dai deputati.
1.  Per ogni seduta è esposto un elenco di presenza che deve essere firmato dai deputati.
2.  I nominativi dei deputati la cui presenza è attestata dall'elenco sono pubblicati sul processo verbale di ogni seduta come "presenti". I nominativi dei deputati la cui assenza è giustificata dal Presidente sono registrati come "giustificati" sul processo verbale di ogni seduta.
2.  I nominativi dei deputati la cui presenza è attestata dall'elenco sono indicati sul processo verbale di ogni seduta come "presenti". I nominativi dei deputati la cui assenza è giustificata dal Presidente sono indicati come "giustificati" sul processo verbale di ogni seduta.
Emendamento 171
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 149
Articolo 149
Articolo 149
Progetto di ordine del giorno
Progetto di ordine del giorno
1.  Prima di ogni tornata il progetto di ordine del giorno è fissato dalla Conferenza dei presidenti in base alle raccomandazioni della Conferenza dei presidenti di commissione e tenendo conto del programma di lavoro della Commissione concordato conformemente all'articolo 37 .
1.  Prima di ogni tornata il progetto di ordine del giorno è fissato dalla Conferenza dei presidenti in base alle raccomandazioni della Conferenza dei presidenti di commissione.
La Commissione e il Consiglio possono assistere, su invito del Presidente, alle deliberazioni della Conferenza dei presidenti sul progetto di ordine del giorno.
La Commissione e il Consiglio possono assistere, su invito del Presidente, alle deliberazioni della Conferenza dei presidenti sul progetto di ordine del giorno.
2.  Il progetto di ordine del giorno può indicare il momento della votazione per taluni punti di cui è previsto l'esame.
2.  Il progetto di ordine del giorno può indicare il momento della votazione per taluni punti di cui è previsto l'esame.
3.   Il progetto di ordine del giorno può prevedere uno o due periodi di durata complessiva non superiore a sessanta minuti per le discussioni su casi di violazione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto di cui all'articolo 135.
4.  Il progetto definitivo di ordine del giorno è distribuito ai deputati almeno tre ore prima dell'inizio della tornata.
4.  Il progetto definitivo di ordine del giorno è messo a disposizione dei deputati almeno tre ore prima dell'inizio della tornata.
Emendamento 172
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 150
Articolo 150
Articolo 150
Procedura in Aula senza emendamenti e senza discussione
Procedura in Aula senza emendamenti e senza discussione
1.  Le proposte di atto legislativo in prima lettura e le proposte di risoluzione non legislativa approvate in commissione con un numero di voti contrari inferiore a un decimo dei deputati che compongono la commissione sono iscritte al progetto di ordine del giorno del Parlamento per una votazione senza emendamenti.
1.  Qualora una relazione sia approvata in commissione con un numero di voti contrari inferiore a un decimo dei deputati che compongono la commissione, essa è iscritta al progetto di ordine del giorno del Parlamento per una votazione senza emendamenti.
Il punto forma quindi oggetto di una votazione unica a meno che, prima della fissazione del progetto definitivo di ordine del giorno, gruppi politici o singoli deputati, per un totale di almeno un decimo dei deputati al Parlamento, non abbiano richiesto per iscritto che esso possa essere modificato, nel qual caso il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti.
Il punto forma quindi oggetto di una votazione unica a meno che, prima della fissazione del progetto definitivo di ordine del giorno, gruppi politici o singoli deputati, per un totale di almeno un decimo dei deputati al Parlamento, non abbiano richiesto per iscritto che esso possa essere modificato, nel qual caso il Presidente fissa un termine per la presentazione di emendamenti.
2.  I punti iscritti al progetto definitivo di ordine del giorno per la votazione senza emendamenti sono altresì senza discussione, a meno che il Parlamento, all'atto dell'approvazione dell'ordine del giorno all'inizio della tornata, non decida altrimenti su proposta della Conferenza dei presidenti, o su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.
2.  I punti iscritti al progetto definitivo di ordine del giorno per la votazione senza emendamenti sono altresì senza discussione, a meno che il Parlamento, all'atto dell'approvazione dell'ordine del giorno all'inizio della tornata, non decida altrimenti su proposta della Conferenza dei presidenti, o su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati.
3.  All'atto della fissazione del progetto definitivo di ordine del giorno di una tornata, la Conferenza dei presidenti può proporre che altri punti siano esaminati senza emendamenti o senza discussione. All'atto dell'approvazione dell'ordine del giorno, il Parlamento non può accettare proposte di questo tipo se un gruppo politico o almeno quaranta deputati vi si sono opposti per iscritto almeno un'ora prima dell'inizio della tornata.
3.  All'atto della fissazione del progetto definitivo di ordine del giorno di una tornata, la Conferenza dei presidenti può proporre che altri punti siano esaminati senza emendamenti o senza discussione. All'atto dell'approvazione dell'ordine del giorno, il Parlamento non può accettare proposte di questo tipo se un gruppo politico o almeno quaranta deputati vi si sono opposti per iscritto almeno un'ora prima dell'inizio della tornata.
4.  Quando un punto è esaminato senza discussione, il relatore o il presidente della commissione competente possono fare una dichiarazione di durata non superiore ai due minuti subito prima della votazione.
4.  Quando un punto è esaminato senza discussione, il relatore o il presidente della commissione competente possono fare una dichiarazione di durata non superiore ai due minuti subito prima della votazione.
Emendamento 173
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 152
Articolo 152
Articolo 149 bis
Approvazione e modifica dell'ordine del giorno
Approvazione e modifica dell'ordine del giorno
1.  All'inizio di ciascuna tornata il Parlamento si pronuncia sul progetto definitivo di ordine del giorno. Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare proposte di modifica. Le proposte devono pervenire al Presidente almeno un'ora prima dell'apertura della tornata. Il Presidente può dare la parola all'autore di ciascuna proposta, a un oratore a favore e a un oratore contro. Il tempo di parola non può superare un minuto.
1.  All'inizio di ciascuna tornata il Parlamento approva il suo ordine del giorno. Una commissione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare proposte di modifica al progetto definitivo di ordine del giorno . Le proposte devono pervenire al Presidente almeno un'ora prima dell'apertura della tornata. Il Presidente può dare la parola all'autore di ciascuna proposta e a un oratore contro. Il tempo di parola non può superare un minuto.
2.  Una volta approvato, l'ordine del giorno non può essere modificato, salvo applicazione delle disposizioni degli articoli 154 e da 187 a 191 o su proposta del Presidente.
2.  Una volta approvato, l'ordine del giorno non può essere modificato, salvo applicazione delle disposizioni degli articoli 154 e da 187 a 191 o su proposta del Presidente.
Qualora una mozione di procedura volta a modificare l'ordine del giorno sia respinta, essa non può essere ripresentata durante la stessa tornata.
Qualora una mozione di procedura volta a modificare l'ordine del giorno sia respinta, essa non può essere ripresentata durante la stessa tornata.
3.  Prima di togliere la seduta, il Presidente comunica al Parlamento la data, l'ora e l'ordine del giorno della seduta successiva.
3.  Prima di togliere la seduta, il Presidente comunica al Parlamento la data, l'ora e l'ordine del giorno della seduta successiva.
L'articolo è spostato immediatamente dopo l'articolo 149 in quanto concerne il progetto di ordine del giorno.
Emendamento 174
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 153 bis (nuovo)
Articolo 153 bis
Discussione richiesta da un gruppo politico su tematiche di attualità
1.   Il progetto di ordine del giorno di ogni tornata prevede uno o due periodi di durata non inferiore a sessanta minuti ciascuno per le discussioni su tematiche di attualità di notevole rilevanza per la politica dell'Unione europea.
2.   Ciascun gruppo politico ha il diritto di proporre una tematica di attualità di sua scelta per almeno una discussione di questo tipo all'anno. La Conferenza dei presidenti garantisce, su un periodo continuativo di un anno, un'equa distribuzione dell'esercizio di detto diritto tra i gruppi politici.
3.   I gruppi politici trasmettono per iscritto al Presidente la tematica di attualità di loro scelta prima che la Conferenza dei presidenti fissi il progetto definitivo di ordine del giorno. L'articolo 38, paragrafo 1, concernente i diritti, le libertà e i principi riconosciuti dall'articolo 6 del trattato sull'Unione europea e i valori sanciti all'articolo 2 del medesimo trattato deve essere pienamente rispettato.
4.   La Conferenza dei presidenti stabilisce l'ora in cui ha luogo la discussione. Essa può decidere a maggioranza dei quattro quinti dei deputati che compongono il Parlamento di respingere una tematica proposta da un gruppo.
5.   La discussione è introdotta da un rappresentante del gruppo politico che ha proposto la tematica di attualità. Il tempo di parola successivo a tale presentazione è ripartito a norma dell'articolo 162, paragrafi 4 e 5.
6.   La discussione si conclude senza l'approvazione di una risoluzione.
Emendamento 175
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 154
Articolo 154
Articolo 154
Urgenza
Urgenza
1.  L'urgenza di una discussione su una proposta sulla quale il Parlamento è consultato ai sensi dell'articolo 47, paragrafo 1, può essere richiesta al Parlamento dal Presidente, da una commissione parlamentare, da un gruppo politico, da almeno quaranta deputati, dalla Commissione o dal Consiglio. La richiesta va presentata per iscritto e deve essere motivata.
1.  L'urgenza di una discussione su una proposta presentata al Parlamento ai sensi dell'articolo 47, paragrafo 1, può essere richiesta al Parlamento dal Presidente, da una commissione parlamentare, da un gruppo politico, da almeno quaranta deputati, dalla Commissione o dal Consiglio. La richiesta va presentata per iscritto e deve essere motivata.
2.  Il Presidente, non appena gli sia stata presentata una richiesta di discussione con procedura d'urgenza, ne informa il Parlamento; la votazione sulla richiesta ha luogo all'inizio della seduta successiva a quella in cui essa è stata comunicata al Parlamento, sempre che la proposta oggetto della richiesta sia stata distribuita nelle lingue ufficiali. Qualora vi siano più richieste di discussione con procedura d'urgenza sullo stesso argomento, l'approvazione o la reiezione dell'urgenza riguardano tutte le risoluzioni relative a tale argomento.
2.  Il Presidente, non appena gli sia stata presentata una richiesta di discussione con procedura d'urgenza, ne informa il Parlamento; la votazione sulla richiesta ha luogo all'inizio della seduta successiva a quella in cui essa è stata comunicata al Parlamento, sempre che la proposta oggetto della richiesta sia stata distribuita nelle lingue ufficiali. Qualora vi siano più richieste di discussione con procedura d'urgenza sullo stesso argomento, l'approvazione o la reiezione dell'urgenza riguardano tutte le risoluzioni relative a tale argomento.
3.  Prima della votazione possono essere ascoltati soltanto, per un massimo di tre minuti ciascuno, l'autore della richiesta, un oratore a favore , un oratore contro e il presidente e/o il relatore della commissione competente.
3.  Prima della votazione possono essere ascoltati soltanto, per un massimo di tre minuti ciascuno, l'autore della richiesta, un oratore contro e il presidente e/o il relatore della commissione competente.
4.  I punti per i quali sia stata decisa l'urgenza hanno la precedenza sugli altri punti dell'ordine del giorno; il Presidente fissa il momento della loro discussione e votazione.
4.  I punti per i quali sia stata decisa l'urgenza hanno la precedenza sugli altri punti dell'ordine del giorno; il Presidente fissa il momento della loro discussione e votazione.
5.  La discussione con procedura d'urgenza può aver luogo senza relazione o, in via eccezionale, su semplice relazione orale della commissione competente.
5.  La procedura d'urgenza può aver luogo senza relazione o, in via eccezionale, su semplice relazione orale della commissione competente.
Qualora sia utilizzata una procedura d'urgenza e abbiano luogo negoziati interistituzionali, non si applicano gli articoli 73 e 73 bis. L'articolo 73 quinquies si applica mutatis mutandis.
Emendamento 176
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 156
Articolo 156
Articolo 156
Termini
Termini
Salvo i casi di urgenza previsti agli articoli 135 e 154, un testo può essere posto in discussione e in votazione solamente se è stato distribuito da almeno 24 ore.
Salvo i casi di urgenza previsti agli articoli 135 e 154, un testo può essere posto in discussione e in votazione solamente se è stato messo a disposizione da almeno 24 ore.
Emendamento 177
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 157
Articolo 157
Articolo 157
Accesso all'aula
Accesso all'aula
1.  Nessuna persona estranea può accedere all'aula, eccezion fatta per i deputati, i membri della Commissione e del Consiglio, il Segretario generale del Parlamento, i membri del personale chiamati a prestarvi servizio, gli esperti o i funzionari dell'Unione europea .
1.  Nessuna persona estranea può accedere all'aula, eccezion fatta per i deputati, i membri della Commissione e del Consiglio, il Segretario generale del Parlamento, i membri del personale chiamati a prestarvi servizio e le persone invitate dal Presidente .
2.  Sono ammesse nelle tribune soltanto le persone munite di una tessera regolarmente rilasciata a questo scopo dal Presidente o dal Segretario generale del Parlamento.
2.  Sono ammesse nelle tribune soltanto le persone munite di una tessera regolarmente rilasciata a questo scopo dal Presidente o dal Segretario generale del Parlamento.
3.  Il pubblico ammesso nelle tribune deve stare seduto e in silenzio. Chiunque manifesti approvazione o disapprovazione è immediatamente espulso dai commessi.
3.  Il pubblico ammesso nelle tribune deve stare seduto e in silenzio. Chiunque manifesti approvazione o disapprovazione è immediatamente espulso dai commessi.
Emendamento 178
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 158
Articolo 158
Articolo 158
Lingue
Lingue
1.  Tutti i documenti del Parlamento sono redatti nelle lingue ufficiali.
1.  Tutti i documenti del Parlamento sono redatti nelle lingue ufficiali.
2.  Tutti i deputati hanno il diritto di esprimersi in Parlamento nella lingua ufficiale di loro scelta. Gli interventi in una delle lingue ufficiali sono interpretati simultaneamente in ognuna delle altre lingue ufficiali e in qualsiasi altra lingua ritenuta necessaria dall'Ufficio di presidenza.
2.  Tutti i deputati hanno il diritto di esprimersi in Parlamento nella lingua ufficiale di loro scelta. Gli interventi in una delle lingue ufficiali sono interpretati simultaneamente in ognuna delle altre lingue ufficiali e in qualsiasi altra lingua ritenuta necessaria dall'Ufficio di presidenza.
3.  Durante le riunioni di commissione e di delegazione è assicurata l'interpretazione da e verso le lingue ufficiali utilizzate e richieste dai membri e dai membri sostituti della commissione o della delegazione in questione.
3.  Durante le riunioni di commissione e di delegazione è assicurata l'interpretazione da e verso le lingue ufficiali utilizzate e richieste dai membri e dai membri sostituti della commissione o della delegazione in questione.
4.  Durante le riunioni di commissione o di delegazione al di fuori dei luoghi abituali di lavoro è assicurata l'interpretazione da e verso le lingue dei membri che hanno confermato la propria presenza alla riunione. Con l'accordo dei membri di uno qualsiasi dei predetti organi, è possibile derogare in via eccezionale a detto regime. In caso di disaccordo l'Ufficio di presidenza decide.
4.  Durante le riunioni di commissione o di delegazione al di fuori dei luoghi abituali di lavoro è assicurata l'interpretazione da e verso le lingue dei membri che hanno confermato la propria presenza alla riunione. È possibile derogare in via eccezionale a detto regime. L'Ufficio di presidenza adotta le disposizioni necessarie.
Se, dopo la proclamazione del risultato di una votazione, risulta che non vi è concordanza fra i testi nelle varie lingue, il Presidente decide sulla validità del risultato proclamato, ai sensi dell'articolo 184, paragrafo 5. Qualora dichiari valido il risultato, il Presidente stabilisce quale versione si debba ritenere approvata. Il testo della versione originale non può tuttavia essere considerato, di regola, come testo ufficiale, potendosi verificare il caso che tutte le altre lingue se ne discostino.
4 bis.   Dopo la proclamazione del risultato di una votazione, il Presidente decide sulle eventuali richieste riguardanti presunte discrepanze tra le varie versioni linguistiche.
Emendamento 179
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 159
Articolo 159
Articolo 159
Norma transitoria
Norma transitoria
1.  Durante un periodo transitorio, che si conclude al termine dell'ottava legislatura20 , sono consentite deroghe alle disposizioni dell'articolo 158 se non è possibile disporre di un numero sufficiente di interpreti e di traduttori in una lingua ufficiale benché siano state prese tutte le misure necessarie.
1.  Durante un periodo transitorio, che si conclude al termine dell'ottava legislatura20 , sono consentite deroghe alle disposizioni dell'articolo 158 se non è possibile disporre di un numero sufficiente di interpreti e di traduttori in una lingua ufficiale benché siano state prese tutte le misure necessarie.
2.  Su proposta del Segretario generale, l'Ufficio di presidenza determina se le condizioni definite al paragrafo 1 sono rispettate per ciascuna delle lingue ufficiali in questione e riesamina la propria decisione ogni sei mesi sulla base di una relazione del Segretario generale sui progressi compiuti. L'Ufficio di presidenza adotta le necessarie norme di attuazione.
2.  Su proposta del Segretario generale, e tenendo in debito conto le disposizioni di cui al paragrafo 3, l'Ufficio di presidenza determina se le condizioni definite al paragrafo 1 sono rispettate per ciascuna delle lingue ufficiali in questione e riesamina la propria decisione ogni sei mesi sulla base di una relazione del Segretario generale sui progressi compiuti. L'Ufficio di presidenza adotta le necessarie norme di attuazione.
3.  Sono applicabili le deroghe temporanee decise del Consiglio in conformità dei trattati in merito alla redazione degli atti giuridici, ad eccezione dei regolamenti adottati congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio .
3.  Sono applicabili le deroghe temporanee decise del Consiglio in conformità dei trattati in merito alla redazione degli atti giuridici.
4.  Il Parlamento, su raccomandazione motivata dell'Ufficio di presidenza, può decidere in ogni momento l'abrogazione anticipata del presente articolo o la sua eventuale proroga alla scadenza di cui al paragrafo 1.
4.  Il Parlamento, su raccomandazione motivata dell'Ufficio di presidenza, può decidere in ogni momento l'abrogazione anticipata del presente articolo o la sua eventuale proroga alla scadenza di cui al paragrafo 1.
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20 Esteso con decisione del Parlamento del 26 febbraio 2014.
20 Esteso con decisione del Parlamento del 26 febbraio 2014.
Emendamento 180
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 160
Articolo 160
Articolo 160
Distribuzione dei documenti
Distribuzione dei documenti
I documenti sulla base dei quali il Parlamento discute e si pronuncia sono stampati e distribuiti ai deputati. L'elenco di questi documenti è pubblicato nel processo verbale delle sedute.
I documenti sulla base dei quali il Parlamento discute e si pronuncia sono messi a disposizione dei deputati.
Ferma restando l'applicazione del primo comma, i deputati e i gruppi politici hanno accesso diretto al sistema informatico interno del Parlamento per la consultazione di qualsiasi documento preparatorio non riservato (progetti di relazione, progetti di raccomandazione, progetti di parere, documenti di lavoro, emendamenti presentati in commissione).
Ferma restando l'applicazione del primo comma, i deputati e i gruppi politici hanno accesso diretto al sistema informatico interno del Parlamento per la consultazione di qualsiasi documento preparatorio non riservato (progetti di relazione, progetti di raccomandazione, progetti di parere, documenti di lavoro, emendamenti presentati in commissione).
Emendamento 181
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 162
Articolo 162
Articolo 162
Ripartizione del tempo di parola ed elenco degli oratori
Ripartizione del tempo di parola ed elenco degli oratori
1.  La Conferenza dei presidenti può proporre al Parlamento di ripartire il tempo di parola in vista dello svolgimento di una discussione. Il Parlamento decide in merito senza discussione.
1.  La Conferenza dei presidenti può proporre al Parlamento di ripartire il tempo di parola in vista dello svolgimento di una discussione. Il Parlamento decide in merito senza discussione.
2.  I deputati non possono intervenire se non vi sono invitati dal Presidente. L'oratore parla dal suo posto e si rivolge al Presidente. Se un oratore si allontana dall'argomento, il Presidente ve lo richiama.
2.  I deputati non possono intervenire se non vi sono invitati dal Presidente. L'oratore parla dal suo posto e si rivolge al Presidente. Se un oratore si allontana dall'argomento, il Presidente ve lo richiama.
3.  Il Presidente stabilisce, per la prima parte di una determinata discussione, un elenco degli oratori che include uno o più turni di intervento per ciascun gruppo politico che desideri prendere la parola, secondo un ordine basato sulle dimensioni del gruppo stesso, e un turno per un deputato non iscritto .
3.  Il Presidente stabilisce, per la prima parte di una determinata discussione, un elenco degli oratori che include uno o più turni di intervento per ciascun gruppo politico che desideri prendere la parola, secondo un ordine basato sulle dimensioni del gruppo stesso.
4.  Il tempo di parola per questa parte della discussione è ripartito sulla base dei seguenti criteri:
4.  Il tempo di parola per questa parte della discussione è ripartito sulla base dei seguenti criteri:
a)  una prima frazione del tempo di parola è ripartita in parti uguali fra tutti i gruppi;
a)  una prima frazione del tempo di parola è ripartita in parti uguali fra tutti i gruppi;
b)  una seconda frazione è ripartita tra i gruppi proporzionalmente al numero totale dei loro membri;
b)  una seconda frazione è ripartita tra i gruppi proporzionalmente al numero totale dei loro membri;
c)  ai deputati non iscritti è attribuito globalmente un tempo di parola calcolato secondo le frazioni accordate a ciascun gruppo in conformità delle precedenti lettere a) e b).
c)  ai deputati non iscritti è attribuito globalmente un tempo di parola calcolato secondo le frazioni accordate a ciascun gruppo in conformità delle precedenti lettere a) e b).
c bis)  la ripartizione del tempo di parola in Aula tiene conto del fatto che i deputati disabili possano necessitare di un tempo maggiore.
5.  Qualora per più punti all'ordine del giorno si stabilisca un'unica ripartizione del tempo di parola, i gruppi comunicano al Presidente quale frazione del tempo loro assegnato sarà utilizzata per ogni singolo punto. Il Presidente vigila affinché tali tempi di parola siano rispettati.
5.  Qualora per più punti all'ordine del giorno si stabilisca un'unica ripartizione del tempo di parola, i gruppi comunicano al Presidente quale frazione del tempo loro assegnato sarà utilizzata per ogni singolo punto. Il Presidente vigila affinché tali tempi di parola siano rispettati.
6.  Il resto del tempo riservato alla discussione non è preventivamente ripartito in modo specifico. Per contro, il Presidente invita i deputati a intervenire, come regola generale, per non più di un minuto assicurando, per quanto possibile, che intervengano alternativamente oratori di tendenze politiche diverse e di diversi Stati membri.
6.  Il resto del tempo riservato alla discussione non è preventivamente ripartito in modo specifico. Per contro, il Presidente può invitare i deputati a intervenire, come regola generale, per non più di un minuto assicurando, per quanto possibile, che intervengano alternativamente oratori di tendenze politiche diverse e di diversi Stati membri.
7.  Su richiesta, può essere data precedenza d'intervento al presidente o al relatore della commissione competente e ai presidenti dei gruppi politici che prendono la parola a nome dei loro gruppi ovvero ai loro sostituti.
7.  Su richiesta, il Presidente può dare precedenza d'intervento al presidente o al relatore della commissione competente e ai presidenti dei gruppi politici che prendono la parola a nome dei loro gruppi ovvero ai loro sostituti.
8.  Il Presidente può concedere la parola ai deputati che indichino, mostrando un cartellino blu, che desiderano rivolgere ad un altro deputato, durante il suo intervento, un'interrogazione di durata non superiore a mezzo minuto, sempreché l'oratore sia d'accordo e sempreché il Presidente ritenga che ciò non perturbi lo sviluppo della discussione.
8.  Il Presidente può concedere la parola ai deputati che indichino, mostrando un cartellino blu, che desiderano rivolgere ad un altro deputato, durante il suo intervento, un'interrogazione di durata non superiore a mezzo minuto correlata all'intervento del deputato , sempreché l'oratore sia d'accordo e sempreché il Presidente ritenga che ciò non perturbi lo sviluppo della discussione né dia luogo, attraverso interrogazioni consecutive rivolte mediante cartellini blu, a un grave squilibrio per quanto riguarda le affinità dei gruppi politici cui appartengono i deputati che prendono la parola .
9.  La durata del tempo di parola è limitata a un minuto per gli interventi sul processo verbale dei lavori, sulle mozioni procedurali e sulle modifiche al progetto definitivo di ordine del giorno o all'ordine del giorno.
9.  La durata del tempo di parola è limitata a un minuto per gli interventi sul processo verbale dei lavori, sulle mozioni procedurali e sulle modifiche al progetto definitivo di ordine del giorno o all'ordine del giorno.
10.   Il Presidente, senza pregiudizio degli altri suoi poteri disciplinari, può far espungere dal resoconto integrale delle sedute gli interventi dei deputati che non hanno preliminarmente ottenuto la parola o che continuano a parlare oltre il tempo loro assegnato.
11.  Nella discussione su una relazione, alla Commissione e al Consiglio viene di norma data la parola immediatamente dopo l'intervento illustrativo del relatore. Alla Commissione, al Consiglio e al relatore può essere data nuovamente la parola, in particolare per replicare alle dichiarazioni dei deputati.
11.  Nella discussione su una relazione, alla Commissione e al Consiglio viene di norma data la parola immediatamente dopo l'intervento illustrativo del relatore. Alla Commissione, al Consiglio e al relatore può essere data nuovamente la parola, in particolare per replicare alle dichiarazioni dei deputati.
12.  I deputati che non hanno preso la parola nella discussione possono, al massimo una volta in ogni tornata, presentare una dichiarazione scritta che non superi le 200 parole e che sarà allegata al resoconto integrale della discussione.
12.  I deputati che non hanno preso la parola nella discussione possono, al massimo una volta in ogni tornata, presentare una dichiarazione scritta che non superi le 200 parole e che sarà allegata al resoconto integrale della discussione.
13.  Fatto salvo l'articolo 230 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Presidente cerca di concordare con la Commissione, il Consiglio e il Presidente del Consiglio europeo l'assegnazione alle due istituzioni di un tempo di parola adeguato.
13.  Tenuto in debito conto l'articolo 230 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il Presidente cerca di concordare con la Commissione, il Consiglio e il Presidente del Consiglio europeo l'assegnazione alle due istituzioni di un tempo di parola adeguato.
Emendamento 182
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 164 bis (nuovo)
Articolo 164 bis
Prevenzione di comportamenti ostruzionistici
Il Presidente ha il potere di porre fine a un eccessivo ricorso a prassi quali richiami al regolamento, mozioni di procedura e dichiarazioni di voto, nonché richieste di votazioni distinte, per parti separate o per appello nominale, nei casi in cui ritenga che vi sia il chiaro intento di pregiudicare in modo grave e duraturo lo svolgimento dei lavori dell'Aula o i diritti degli altri deputati.
(Al capitolo 3: "Disposizioni generali per lo svolgimento delle sedute".)
Emendamento 183
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 165
Articolo 165
Articolo 165
Misure immediate
Misure immediate
1.  Il Presidente richiama all'ordine il deputato che turbi il regolare svolgimento della seduta o il cui comportamento non sia compatibile con le pertinenti disposizioni dell'articolo 11.
1.  Il Presidente richiama all'ordine il deputato che turbi il regolare svolgimento della seduta o il cui comportamento non sia compatibile con le pertinenti disposizioni dell'articolo 11.
2.  In caso di recidiva, il Presidente lo richiama nuovamente all'ordine con iscrizione nel processo verbale.
2.  In caso di recidiva, il Presidente lo richiama nuovamente all'ordine con iscrizione nel processo verbale.
3.  Qualora la turbativa continui o in caso di nuova recidiva, il Presidente può togliergli la parola ed espellerlo dall'Aula per il resto della seduta. In caso di gravità eccezionale egli può altresì ricorrere a quest'ultima misura immediatamente e senza un secondo richiamo all'ordine. Il Segretario generale vigila immediatamente sull'esecuzione di un siffatto provvedimento, con l'assistenza degli uscieri e, se necessario, del personale di sicurezza del Parlamento.
3.  Qualora la turbativa continui o in caso di nuova recidiva, il Presidente può togliergli la parola ed espellerlo dall'Aula per il resto della seduta. In caso di gravità eccezionale egli può altresì ricorrere a quest'ultima misura immediatamente e senza un secondo richiamo all'ordine. Il Segretario generale vigila immediatamente sull'esecuzione di un siffatto provvedimento, con l'assistenza degli uscieri e, se necessario, del personale di sicurezza del Parlamento.
4.  In caso di tumulti e azioni di disturbo che pregiudichino il proseguimento dei lavori, il Presidente, al fine di ristabilire l'ordine, sospende la seduta per un dato tempo o la toglie. Se riescono vani i suoi richiami, abbandona il seggio e la seduta è sospesa. Essa riprende previa convocazione da parte del Presidente.
4.  In caso di tumulti e azioni di disturbo che pregiudichino il proseguimento dei lavori, il Presidente, al fine di ristabilire l'ordine, sospende la seduta per un dato tempo o la toglie. Se riescono vani i suoi richiami, abbandona il seggio e la seduta è sospesa. Essa riprende previa convocazione da parte del Presidente.
4 bis.   Il Presidente può decidere di interrompere la trasmissione in diretta della seduta in caso di linguaggio o comportamento diffamatorio, razzista o xenofobo da parte di un deputato.
4 ter.   Il Presidente può decidere di eliminare dalla registrazione audiovisiva delle discussioni le parti di un intervento di un deputato che contengono un linguaggio diffamatorio, razzista o xenofobo.
La decisione ha effetto immediato. Essa deve tuttavia essere confermata dall'Ufficio di presidenza, che si pronuncia entro quattro settimane dalla data in cui è stata presa, oppure, se non si riunisce nel corso di tale periodo, nella sua successiva riunione.
5.  I poteri definiti ai paragrafi da 1 a 4 sono attribuiti, mutatis mutandis, al presidente di seduta di organi, commissioni e delegazioni quali definiti dal presente regolamento.
5.  I poteri definiti ai paragrafi da 1 a 4 ter sono attribuiti, mutatis mutandis, al presidente di seduta di organi, commissioni e delegazioni quali definiti dal presente regolamento.
6.  Se del caso, in funzione della gravità della violazione delle norme di comportamento, il presidente di seduta può presentare al Presidente una richiesta di attuazione dell'articolo 166, al massimo entro la tornata successiva o la riunione seguente dell'organo, della commissione o della delegazione interessati.
6.  Se del caso, in funzione della gravità della violazione delle norme di comportamento, il presidente di seduta può presentare al Presidente una richiesta di attuazione dell'articolo 166, al massimo entro la tornata successiva o la riunione seguente dell'organo, della commissione o della delegazione interessati.
Emendamento 184
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 166
Articolo 166
Articolo 166
Sanzioni
Sanzioni
1.  Nel caso di infrazioni all'ordine o di turbativa dell'attività del Parlamento con modalità eccezionalmente gravi, in violazione dei principi definiti all'articolo 11, il Presidente, previa consultazione del deputato interessato, adotta con decisione motivata la sanzione adeguata e la notifica all'interessato e ai presidenti degli organi, commissioni e delegazioni ai quali appartiene, prima di informarne l'Aula .
1.  In gravi casi di infrazioni all'ordine o di turbativa dell'attività del Parlamento in violazione dei principi definiti all'articolo 11, il Presidente adotta con decisione motivata la sanzione adeguata.
Il deputato interessato è invitato dal Presidente a presentare osservazioni per iscritto prima che la decisione sia adottata. In casi eccezionali, il Presidente può decidere di convocare il deputato interessato per un'audizione orale.
La decisione è notificata al deputato interessato tramite lettera raccomandata o, in caso di urgenza, tramite gli uscieri.
Qualsiasi sanzione irrogata a un deputato, dopo essere stata notificata a quest'ultimo, è annunciata dal Presidente in Aula e comunicata ai presidenti degli organi, delle commissioni e delle delegazioni cui partecipa il deputato.
Una volta resa definitiva, la sanzione è pubblicata in modo visibile sul sito internet del Parlamento per il resto della legislatura.
2.  La valutazione dei comportamenti osservati deve tener conto del loro carattere puntuale, ricorrente o permanente nonché del loro grado di gravità sulla base degli orientamenti generali allegati al presente regolamento 21 .
2.  La valutazione dei comportamenti osservati deve tener conto del loro carattere puntuale, ricorrente o permanente nonché del loro grado di gravità.
È opportuno distinguere i comportamenti di natura visiva, che possono essere tollerati nella misura in cui non siano ingiuriosi, diffamatori, razzisti o xenofobi e rimangano entro limiti ragionevoli, da quelli che comportano una turbativa attiva dell'attività parlamentare.
3.  La sanzione può consistere in una o più di una delle misure seguenti:
3.  La sanzione può consistere in una o più di una delle misure seguenti:
a)  ammonizione;
a)  ammonizione;
b)  perdita del diritto all'indennità di soggiorno per un periodo da due a dieci giorni;
b)  perdita del diritto all'indennità di soggiorno per un periodo da due a trenta giorni;
c)  fatto salvo l'esercizio del diritto di voto in plenaria e con riserva in tal caso del rigoroso rispetto delle norme di comportamento, sospensione temporanea, per un periodo da due a dieci giorni consecutivi di riunione del Parlamento o di uno qualsiasi dei suoi organi, commissioni o delegazioni, dalla partecipazione a tutte o a una parte delle attività del Parlamento;
c)  fatto salvo l'esercizio del diritto di voto in plenaria e con riserva in tal caso del rigoroso rispetto delle norme di comportamento, sospensione temporanea, per un periodo da due a trenta giorni di riunione del Parlamento o di uno qualsiasi dei suoi organi, commissioni o delegazioni, dalla partecipazione a tutte o a una parte delle attività del Parlamento;
d)  presentazione alla Conferenza dei presidenti, conformemente all'articolo 21 di una proposta intesa a portare alla sospensione o al ritiro di uno o dei mandati occupati in seno al Parlamento.
d bis)   divieto per il deputato di rappresentare il Parlamento in una delegazione interparlamentare, una conferenza interparlamentare o qualsiasi sede interistituzionale per un periodo fino a un anno;
d ter)   in caso di violazione degli obblighi di riservatezza, limitazione dei diritti di accesso alle informazioni riservate o classificate per un periodo fino a un anno.
3 bis.   Le misure di cui al paragrafo 3, lettere da b) a d ter), possono essere raddoppiate in caso di recidiva o se il deputato rifiuta di conformarsi a una misura adottata in virtù dell'articolo 165, paragrafo 3.
3 ter.   Il Presidente può inoltre presentare alla Conferenza dei presidenti una proposta volta a sospendere o revocare uno o più dei mandati del deputato in seno al Parlamento, conformemente alla procedura di cui all'articolo 21.
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21 Cfr. allegato XV.
Emendamento 185
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 167
Articolo 167
Articolo 167
Modalità di ricorso interno
Modalità di ricorso interno
Il deputato interessato può presentare all'Ufficio di presidenza, entro il termine di due settimane a decorrere dalla notifica della sanzione adottata dal Presidente, un ricorso interno che sospende l'applicazione della sanzione. L'Ufficio di presidenza può, entro quattro settimane dalla presentazione del ricorso, annullare, confermare o ridurre la portata della sanzione adottata fatti salvi i diritti di ricorso esterni a disposizione dell'interessato. In assenza di decisione dell'Ufficio di presidenza entro il termine impartito, la sanzione è considerata nulla e non avvenuta.
Il deputato interessato può presentare all'Ufficio di presidenza, entro il termine di due settimane a decorrere dalla notifica della sanzione adottata dal Presidente a norma dell'articolo 166, paragrafi da 1 a 3 bis , un ricorso interno che sospende l'applicazione della sanzione. L'Ufficio di presidenza può, entro quattro settimane dalla presentazione del ricorso o, se non si riunisce nel corso di tale periodo, nella sua successiva riunione , annullare, confermare o modificare la portata della sanzione adottata fatti salvi i diritti di ricorso esterni a disposizione dell'interessato. In assenza di decisione dell'Ufficio di presidenza entro il termine impartito, la sanzione è considerata nulla e non avvenuta.
Emendamento 186
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo VII – capitolo 5 – titolo
NUMERO LEGALE E VOTAZIONI
NUMERO LEGALE, EMENDAMENTI E VOTAZIONI
Emendamento 187
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 168
Articolo 168
Articolo 168
Numero legale
Numero legale
1.  Il Parlamento è sempre in numero per deliberare, per discutere il suo ordine del giorno e per approvare il processo verbale.
1.  Il Parlamento è sempre in numero per deliberare, per discutere il suo ordine del giorno e per approvare il processo verbale.
2.  Il numero legale è raggiunto quando si trovi riunito nell'Aula un terzo dei deputati che compongono il Parlamento.
2.  Il numero legale è raggiunto quando si trovi riunito nell'Aula un terzo dei deputati che compongono il Parlamento.
3.  Le votazioni sono valide qualunque sia il numero dei votanti, a meno che, all'atto della votazione, il Presidente, su preventiva richiesta di almeno quaranta deputati, non constati che il numero legale non è presente. Qualora dalla votazione risulti la mancanza del numero legale, la votazione è iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva.
3.  Le votazioni sono valide qualunque sia il numero dei votanti, a meno che il Presidente, su preventiva richiesta di almeno quaranta deputati, non constati che il numero legale non è presente. Se il numero legale non è raggiunto, il Presidente annuncia la mancanza del numero legale e la votazione è iscritta all'ordine del giorno della seduta successiva.
Una richiesta di verifica del numero legale può essere presentata soltanto da almeno quaranta deputati. Una richiesta presentata a nome di un gruppo politico non è ricevibile.
Nello stabilire l'esito della votazione si includono nel computo, ai sensi del paragrafo 2, tutti i deputati presenti in Aula e, ai sensi del paragrafo 4, tutti i deputati che hanno chiesto la verifica. Non può farsi ricorso in questo caso al sistema di votazione elettronico. La chiusura delle porte dell'Aula non ha luogo.
Il sistema di votazione elettronico può essere usato per controllare la soglia di quaranta deputati, ma non per verificare il numero legale . La chiusura delle porte dell'Aula non ha luogo.
Se il numero legale non è raggiunto, il Presidente non proclama il risultato della votazione, ma annuncia invece la mancanza del numero legale.
Il paragrafo 3, ultima frase, non si applica in caso di votazione su una mozione di procedura bensì soltanto in caso di votazione sul merito di una questione.
4.  I deputati che hanno chiesto la verifica del numero legale sono inclusi nel numero dei presenti, ai sensi del paragrafo 2, anche se non sono più presenti in Aula.
4.  I deputati che richiedono la verifica del numero legale devono essere presenti in Aula quando la richiesta viene presentata e sono inclusi nel numero dei presenti, ai sensi dei paragrafi 2 e 3 , anche se poi lasciano l' Aula.
I deputati che abbiano richiesto la verifica del numero legale devono essere presenti in Aula quando la richiesta viene presentata.
5.  Qualora siano presenti meno di quaranta deputati, il Presidente può constatare che il numero legale non è presente.
5.  Qualora siano presenti meno di quaranta deputati, il Presidente può constatare che il numero legale non è presente.
Emendamento 188
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 168 bis (nuovo)
Articolo 168 bis
Soglie
1.   Ai fini del presente regolamento e salvo ove diversamente specificato, si intende per:
a)   "soglia bassa": un ventesimo dei deputati che compongono il Parlamento o un gruppo politico;
b)   "soglia media": un decimo dei deputati che compongono il Parlamento, comprendente uno o più gruppi politici o singoli deputati oppure una combinazione di entrambi;
c)   "soglia alta": un quinto dei deputati che compongono il Parlamento, comprendente uno o più gruppi politici o singoli deputati oppure una combinazione di entrambi.
2.   Ove, per determinare se una soglia applicabile è stata raggiunta, si renda necessaria la firma di un deputato, questa può essere scritta a mano o essere in formato elettronico, mediante ricorso al sistema di firma elettronica del Parlamento. Un deputato può ritirare la propria firma entro i termini applicabili, ma non può in seguito rinnovarla.
3.   Ove sia necessario il sostegno di un gruppo politico per raggiungere una soglia, il gruppo si pronuncia tramite il proprio presidente o una persona da questo debitamente designata a tal fine.
4.   Il sostegno di un gruppo politico è calcolato come segue per l'applicazione delle soglie media e alta:
—   se nel corso di una seduta o riunione è invocato un articolo che preveda tale soglia: tutti i deputati appartenenti al gruppo in questione e fisicamente presenti;
—   negli altri casi: tutti i deputati appartenenti al gruppo in questione.
Emendamento 189
Regolamento del Parlamento europeo
Allineamento orizzontale
Allineamento orizzontale degli articoli e degli emendamenti in virtù delle nuove definizioni di soglie stabilite all'articolo 168 bis
A.  Nei seguenti articoli o emendamenti agli stessi, l'espressione "un gruppo politico o almeno quaranta deputati", in qualsiasi formulazione grammaticale, è sostituita da "un gruppo politico o un numero di deputati pari almeno alla soglia bassa", previe le opportune modifiche grammaticali:
Articolo 15, paragrafo 1
Articolo 38, paragrafo 2
Articolo 38 bis, paragrafo 1 (nuovo)
Articolo 59, paragrafo 1, comma 1
Articolo 59, paragrafo 1, comma 4 (nuovo)
Articolo 59, paragrafo 1 bis, comma 1 (nuovo)
Articolo 59, paragrafo 1 ter, comma 4 (nuovo)
Articolo 59, paragrafo 1 ter, comma 5 (nuovo)
Articolo 63, paragrafo 4 e articolo 78 sexies, paragrafo 2
Articolo 67 bis, paragrafo 1, comma 1 (nuovo) e articolo 68, paragrafo 1
Articolo 67 bis, paragrafo 2, comma 1 (nuovo)
Articolo 67 bis, paragrafo 4, comma 1 (nuovo)
Articolo 69, paragrafo 1
Articolo 81, paragrafo 2
Articolo 88, paragrafo 1, comma 2
Articolo 105, paragrafi 3 e 4
Articolo 105, paragrafo 6, terzo trattino
Articolo 106, paragrafo 4, lettera c), comma 2 (nuovo)
Articolo 108, paragrafo 2
Articolo 108, paragrafo 4
Articolo 113, paragrafo 4 bis (nuovo)
Articolo 118, paragrafo 5, comma 1
Articolo 121, paragrafo 3
Articolo 122, paragrafo 3
Articolo 122 bis, paragrafo 4 (nuovo)
Articolo 123, paragrafo 2
Articolo 128, paragrafo 1, comma 1
Articolo 135, paragrafo 1
Articolo 135, paragrafo 2
Articolo 137, paragrafo 2, comma 3
Articolo 138, paragrafo 2, comma 3
Articolo 150, paragrafo 2
Articolo 150, paragrafo 3
Articolo 152, paragrafo 1
Articolo 153, paragrafo 1
Articolo 154, paragrafo 1
Articolo 169, paragrafo 1, comma 1
Articolo 170, paragrafo 4, comma 1
Articolo 174, paragrafo 5
Articolo 174, paragrafo 6
Articolo 176, paragrafo 1
Articolo 180, paragrafo 1
Articolo 187, paragrafo 1, comma 1
Articolo 188, paragrafo 1, commi 1 e 2
Articolo 189, paragrafo 1, comma 1
Articolo 190, paragrafo 1, comma 1
Articolo 190, paragrafo 4
Articolo 226, paragrafo 4
Articolo 231, paragrafo 4
Allegato XVI – punto 1 – lettera c) – comma 7
All'articolo 88, paragrafo 4, e all'articolo 113, paragrafo 4 bis, l'espressione "almeno quaranta deputati", in qualsiasi formulazione grammaticale, è sostituita da "un gruppo politico o un numero di deputati pari almeno alla soglia bassa", previe le opportune modifiche grammaticali.
B.  All'articolo 50, paragrafo 1, e all'articolo 50, paragrafo 2, comma 1, l'espressione "almeno un decimo dei membri della commissione", in qualsiasi formulazione grammaticale, è sostituita da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia media in commissione", previe le opportune modifiche grammaticali.
All'articolo 73 bis, paragrafo 2, e all'articolo 150, paragrafo 1, comma 2, l'espressione "gruppi politici o singoli deputati, per un totale di almeno un decimo dei deputati al Parlamento", in qualsiasi formulazione grammaticale, è sostituita da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia media", previe le opportune modifiche grammaticali.
All'articolo 210 bis, paragrafo 4, l'espressione "tre membri della commissione" è sostituita da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia media in commissione", previe le opportune modifiche grammaticali.
C.  All'articolo 15, paragrafo 1, l'espressione "un quinto dei deputati che compongono il Parlamento" è sostituita da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia alta", previe le opportune modifiche grammaticali.
All'articolo 182, paragrafo 2, e all'articolo 180 bis, paragrafo 2, l'espressione "almeno un quinto dei deputati che compongono il Parlamento" è sostituita da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia alta", previe le opportune modifiche grammaticali.
All'articolo 191, comma 1, l'espressione "di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati" è sostituita da "di un numero di deputati o di uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia alta", previe le opportune modifiche grammaticali.
All'articolo 204, paragrafo 2, comma 1, e all'articolo 208, paragrafo 2, le espressioni "almeno un sesto dei membri della commissione" e "un sesto dei suoi componenti", in qualsiasi formulazione grammaticale, sono sostituite da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia alta in commissione", previe le opportune modifiche grammaticali.
All'articolo 208, paragrafo 3, l'espressione "un quarto dei membri della commissione " è sostituita da "un numero di deputati o uno o più gruppi politici pari almeno alla soglia alta in commissione", previe le opportune modifiche grammaticali.
D.  Il presente allineamento orizzontale delle soglie non pregiudica l'adozione, il rigetto o la modifica degli articoli ed emendamenti sopra elencati su aspetti diversi dalle soglie.
(La modifica si applica all'intero testo; l'approvazione dell'emendamento implica adeguamenti tecnici in tutto il testo).
Emendamento 190
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 169
Articolo 169
Articolo 169
Presentazione e svolgimento degli emendamenti
Presentazione e svolgimento degli emendamenti
1.  La commissione competente per il merito, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti affinché siano esaminati in Aula.
1.  La commissione competente per il merito, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare emendamenti affinché siano esaminati in Aula. I nomi di tutti i cofirmatari sono pubblicati.
Gli emendamenti vanno presentati per iscritto e firmati dai loro autori.
Gli emendamenti vanno presentati per iscritto e firmati dai loro autori.
Gli emendamenti ai documenti di carattere legislativo di cui all'articolo 47, paragrafo 1, possono essere corredati di una breve motivazione. Tale motivazione è redatta sotto la responsabilità dell'autore e non è posta in votazione.
Gli emendamenti a proposte di atti giuridicamente vincolanti possono essere corredati di una breve motivazione. Tale motivazione è redatta sotto la responsabilità dell'autore e non è posta in votazione.
2.  Con riserva delle limitazioni stabilite all'articolo 170, un emendamento può tendere a modificare qualsiasi parte di un testo e può avere lo scopo di sopprimere, aggiungere o sostituire parole o cifre.
2.  Con riserva delle limitazioni stabilite all'articolo 170, un emendamento può tendere a modificare qualsiasi parte di un testo e può avere lo scopo di sopprimere, aggiungere o sostituire parole o cifre.
Per "testo" si intende, nel presente articolo e nell'articolo 170, l'insieme di una proposta di risoluzione, di un progetto di risoluzione legislativa, di una proposta di decisione ovvero di una proposta di atto legislativo .
Per "testo" si intende, nel presente articolo e nell'articolo 170, l'insieme di una proposta di risoluzione, di un progetto di risoluzione legislativa, di una proposta di decisione ovvero di una proposta di atto giuridicamente vincolante .
3.  Il Presidente fissa un termine per la presentazione degli emendamenti.
3.  Il Presidente fissa un termine per la presentazione degli emendamenti.
4.  Un emendamento può essere svolto, durante la discussione, dal suo autore o da qualsiasi altro deputato designato come sostituto dall'autore dell'emendamento.
4.  Un emendamento può essere svolto, durante la discussione, dal suo autore o da qualsiasi altro deputato designato come sostituto dall'autore dell'emendamento.
5.  Un emendamento ritirato dal suo autore decade, a meno che un altro deputato non lo faccia proprio immediatamente.
5.  Un emendamento ritirato dal suo autore decade, a meno che un altro deputato non lo faccia proprio immediatamente.
6.  Se il Parlamento non decide altrimenti, gli emendamenti possono essere posti in votazione solo quando siano stampati e distribuiti in tutte le lingue ufficiali. Tale decisione non può essere presa quando vi sia opposizione da parte di almeno quaranta deputati. Il Parlamento evita di prendere decisioni suscettibili di tradursi in uno svantaggio inaccettabile per i deputati che utilizzano una determinata lingua.
6.  Se il Parlamento non decide altrimenti, gli emendamenti possono essere posti in votazione solo quando siano resi disponibili in tutte le lingue ufficiali. Tale decisione non può essere presa quando vi sia opposizione da parte di almeno quaranta deputati. Il Parlamento evita di prendere decisioni suscettibili di tradursi in uno svantaggio inaccettabile per i deputati che utilizzano una determinata lingua.
Qualora siano presenti meno di cento deputati, il Parlamento non può decidere altrimenti quando vi sia obiezione di almeno un decimo dei deputati presenti.
Qualora siano presenti meno di cento deputati, il Parlamento non può decidere altrimenti quando vi sia obiezione di almeno un decimo dei deputati presenti.
Su proposta del Presidente, un emendamento orale o qualsiasi altra modifica apportata oralmente sono trattati come un emendamento non distribuito in tutte le lingue ufficiali. Se il Presidente li giudica ricevibili in base all'articolo 170, paragrafo 3, e salvo obiezioni sollevate a norma dell'articolo 169, paragrafo 6, essi sono posti in votazione nel rispetto dell'ordine di votazione previsto.
Su proposta del Presidente, un emendamento orale o qualsiasi altra modifica apportata oralmente sono trattati come un emendamento non reso disponibile in tutte le lingue ufficiali. Se il Presidente li giudica ricevibili in base all'articolo 170, paragrafo 3, e salvo obiezioni sollevate a norma dell'articolo 169, paragrafo 6, essi sono posti in votazione nel rispetto dell'ordine di votazione previsto.
In commissione, il numero di voti necessario per opporsi a che un tale emendamento o una tale modifica siano posti in votazione è stabilito conformemente all'articolo 209, in proporzione a quello previsto per l'Aula, arrotondato se necessario all'unità superiore.
In commissione, il numero di voti necessario per opporsi a che un tale emendamento o una tale modifica siano posti in votazione è stabilito conformemente all'articolo 209, in proporzione a quello previsto per l'Aula, arrotondato se necessario all'unità superiore.
Emendamento 191
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 170
Articolo 170
Articolo 170
Ricevibilità degli emendamenti
Ricevibilità degli emendamenti
1.  Un emendamento non è ricevibile se
1.  Fatte salve le condizioni addizionali di cui all'articolo 52, paragrafo 2, concernenti le relazioni di iniziativa e all'articolo 69, paragrafo 2, concernenti gli emendamenti alla posizione del Consiglio, un emendamento non è ricevibile se
a)  il suo contenuto non ha alcun rapporto diretto con il testo che tende a modificare;
a)  il suo contenuto non ha alcun rapporto diretto con il testo che tende a modificare;
b)  tende a sopprimere o sostituire la totalità di un testo;
b)  tende a sopprimere o sostituire la totalità di un testo;
c)  tende a modificare più di uno degli articoli o dei paragrafi del testo cui si riferisce. Tale disposizione non si applica agli emendamenti di compromesso né agli emendamenti volti ad apportare modifiche identiche a una particolare formulazione che ricorra in tutto il testo;
c)  tende a modificare più di uno degli articoli o dei paragrafi del testo cui si riferisce. Tale disposizione non si applica agli emendamenti di compromesso né agli emendamenti volti ad apportare modifiche identiche a una particolare formulazione che ricorra in tutto il testo;
c bis)   tende a modificare una proposta di codificazione del diritto dell'Unione. Tuttavia, l'articolo 103, paragrafo 3, secondo comma, si applica mutatis mutandis;
c ter)   tende a modificare le parti di una proposta che comporta una rifusione della legislazione dell'Unione che rimangono invariate in tale proposta. Tuttavia, l'articolo 104, paragrafo 2, secondo comma, e l'articolo 104, paragrafo 3, terzo comma, si applicano mutatis mutandis;
d)  risulta che in almeno una delle lingue ufficiali il testo su cui verte l'emendamento non richiede modifiche; in tal caso il Presidente ricerca con gli interessati una soluzione linguistica adeguata.
d)  tende unicamente ad assicurare la correttezza linguistica o la coerenza terminologica del testo nella lingua in cui l'emendamento è presentato. In tal caso il Presidente ricerca con gli interessati una soluzione linguistica adeguata.
2.   Un emendamento decade se incompatibile con precedenti deliberazioni sul medesimo testo nel corso della stessa votazione.
3.  Il Presidente decide in ordine alla ricevibilità degli emendamenti.
3.  Il Presidente decide in ordine alla ricevibilità degli emendamenti.
La decisione del Presidente sulla ricevibilità degli emendamenti non è presa sulla sola base delle disposizioni dei paragrafi 1 e 2 , bensì sulla base delle disposizioni del regolamento in generale.
La decisione del Presidente sulla ricevibilità degli emendamenti non è presa sulla sola base delle disposizioni del paragrafo 1, bensì sulla base delle disposizioni del regolamento in generale.
4.  Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione volta a sostituire una proposta di risoluzione non legislativa inserita in una relazione di commissione.
4.  Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono presentare una proposta di risoluzione volta a sostituire una proposta di risoluzione non legislativa inserita in una relazione di commissione.
In tal caso, il gruppo o i deputati interessati non possono presentare emendamenti alla proposta di risoluzione della commissione competente. La proposta di risoluzione alternativa non può essere più lunga di quella della commissione competente ed è presentata in Aula per un'unica votazione senza emendamenti.
In tal caso, il gruppo o i deputati interessati non possono presentare emendamenti alla proposta di risoluzione della commissione competente. La proposta di risoluzione alternativa non può essere più lunga di quella della commissione competente ed è presentata in Aula per un'unica votazione senza emendamenti.
L'articolo 123, paragrafo 4, si applica mutatis mutandis.
I paragrafi 4 e 4 bis dell'articolo 123 concernenti le proposte di risoluzione comune si applicano mutatis mutandis.
4 bis.   Con l'accordo del Presidente, possono essere posti in votazione in via eccezionale emendamenti presentati dopo la chiusura del termine di presentazione, se si tratta di emendamenti di compromesso o qualora si presentino problemi tecnici. Il Presidente decide in ordine alla ricevibilità di tali emendamenti. Il Presidente deve ottenere il consenso del Parlamento per porre in votazione tali emendamenti.
Riguardo alla ricevibilità degli emendamenti di compromesso possono essere applicati i seguenti criteri generali di ricevibilità:
–   in linea di massima, gli emendamenti di compromesso si riferiscono a parti del testo sulle quali sono stati presentati emendamenti prima del termine per la loro presentazione;
–   in linea di massima, gli emendamenti di compromesso sono presentati dai gruppi politici che rappresentano una maggioranza in Parlamento, dai presidenti o dai relatori delle commissioni interessate o dagli autori di altri emendamenti;
–   in linea di massima, gli emendamenti di compromesso comportano il ritiro di altri emendamenti sullo stesso punto.
Solo il Presidente può proporre che vengano presi in considerazione emendamenti di compromesso. Per porre in votazione l'emendamento, il Presidente deve ottenere il consenso del Parlamento chiedendo a tal fine se vi sono obiezioni nei confronti della votazione di un emendamento di compromesso. Nel caso in cui vi siano obiezioni, il Parlamento decide a maggioranza dei voti espressi.
Emendamento 192
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 171
Articolo 171
Articolo 171
Procedura di votazione
Procedura di votazione
1.  Il Parlamento applica la seguente procedura per le votazioni sulle relazioni :
1.  Fatte salve le disposizioni particolari previste dal presente regolamento, il Parlamento applica la seguente procedura per le votazioni sui testi che gli sono presentati :
a)  dapprima, votazione sugli eventuali emendamenti al testo che è alla base della relazione della commissione competente ,
a)  dapprima, se del caso, votazione sugli eventuali emendamenti alla proposta di atto giuridicamente vincolante ,
b)  successivamente, votazione sull'insieme del testo , eventualmente modificato ,
b)  successivamente, se del caso, votazione sull'insieme della proposta , eventualmente modificata ,
c)  quindi, votazione sugli emendamenti alla proposta di risoluzione o al progetto di risoluzione legislativa,
c)  quindi, votazione sugli eventuali emendamenti alla proposta di risoluzione o al progetto di risoluzione legislativa,
d)  infine, votazione sull'insieme della proposta di risoluzione o del progetto di risoluzione legislativa (votazione finale).
d)  infine, votazione sull'insieme della proposta di risoluzione (votazione finale).
Il Parlamento non vota sulla motivazione contenuta nella relazione.
Il Parlamento non vota sull'eventuale motivazione contenuta in una relazione.
2.   La seguente procedura si applica alla seconda lettura:
a)  qualora non sia stata presentata una proposta di reiezione o modifica della posizione del Consiglio, essa si considera approvata in conformità dell'articolo 76;
b)  la votazione su una proposta di reiezione della posizione del Consiglio si svolge prima di quella sugli emendamenti (cfr. articolo 68, paragrafo 1);
c)  qualora siano stati presentati più emendamenti alla posizione del Consiglio, essi sono posti in votazione secondo l'ordine di cui all'articolo 174;
d)  qualora il Parlamento abbia proceduto a una votazione intesa a modificare la posizione del Consiglio, si può passare a un'altra votazione sull'insieme del testo solo conformemente all'articolo 68, paragrafo 2.
3.   La procedura di cui all'articolo 72 si applica alla terza lettura.
4.  Nelle votazioni di testi legislativi e di proposte di risoluzione non legislativa, si procede prima a votare il dispositivo e poi i visti e i considerando. Gli emendamenti che contraddicono l'esito di una precedente votazione decadono.
4.  Nelle votazioni di proposte di atti giuridicamente vincolanti e di proposte di risoluzione non legislativa, si procede prima a votare il dispositivo e poi i visti e i considerando.
4 bis.   Un emendamento decade se incompatibile con precedenti deliberazioni sul medesimo testo nel corso della stessa votazione.
5.  Al momento della votazione sono consentiti soltanto brevi interventi del relatore per esporre la posizione della sua commissione sugli emendamenti posti in votazione.
5.  Al momento della votazione sono consentiti soltanto brevi interventi del relatore o, in sua vece, del presidente della commissione , per esporre la posizione della commissione stessa sugli emendamenti posti in votazione.
Emendamento 193
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 172
Articolo 172
soppresso
Parità di voti
1.   In caso di parità di voti in una votazione a norma dell'articolo 171, paragrafo 1, lettere b) o d), l'insieme del testo è rinviato alla commissione. Tale procedura si applica anche nel caso di votazioni a norma degli articoli 3 e 9 e nel caso di votazioni finali a norma degli articoli 199 e 212, fermo restando che, per quanto riguarda questi due ultimi articoli, il rinvio è alla Conferenza dei presidenti.
2.   In caso di parità di voti sull'insieme dell'ordine del giorno (articolo 152), sull'insieme del processo verbale (articolo 192) o su un testo posto in votazione per parti separate a norma dell'articolo 176, il testo si considera approvato.
3.   In tutti gli altri casi di parità di voti, fatti salvi gli articoli che richiedono una maggioranza qualificata, il testo o la proposta sono respinti.
L'articolo 172, paragrafo 3, deve essere interpretato nel senso che una situazione di parità di voti su una proposta di raccomandazione di non intervenire in un procedimento giurisdizionale dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ai sensi dell'articolo 141, paragrafo 4, non significhi l'adozione di una raccomandazione di intervenire. In tal caso, si considera che la commissione responsabile non si sia espressa al riguardo.
Emendamento 194
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 173
Articolo 173
soppresso
Basi della votazione
1.   La votazione sulle relazioni si svolge sulla base di una raccomandazione della commissione competente per il merito. La commissione può delegare tale compito al suo presidente e al relatore.
2.   La commissione può raccomandare di votare sull'insieme degli emendamenti o su singoli emendamenti in blocco, di approvarli o respingerli oppure di dichiararne la nullità.
Essa può anche proporre emendamenti di compromesso.
3.   Qualora essa proponga una votazione in blocco, si vota dapprima, e in blocco, sugli emendamenti in questione.
4.   Qualora la commissione proponga un emendamento di compromesso, su di esso si vota prioritariamente.
5.   Sugli emendamenti per i quali è richiesta la votazione per appello nominale si vota singolarmente.
6.   Per una votazione in blocco o su un emendamento di compromesso non è consentita la votazione per parti separate.
Emendamento 195
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 174
Articolo 174
Articolo 174
Ordine di votazione degli emendamenti
Ordine di votazione degli emendamenti
1.  Gli emendamenti hanno la precedenza sul testo cui si riferiscono e sono posti in votazione prima di quest'ultimo.
1.  Gli emendamenti hanno la precedenza sul testo cui si riferiscono e sono posti in votazione prima di quest'ultimo.
2.  Se due o più emendamenti che si escludono a vicenda concernono la stessa parte di testo, quello che si allontana di più dal testo di base ha la precedenza e deve essere posto in votazione per primo. La sua approvazione determina la reiezione degli altri emendamenti. Se esso è respinto, è posto in votazione l'emendamento che viene così ad avere la precedenza e così di seguito per ognuno degli emendamenti successivi. In caso di dubbio sulla precedenza, il Presidente decide. Qualora tutti gli emendamenti siano respinti, il testo originale è considerato approvato a meno che, entro il termine specificato, non sia stata richiesta una votazione distinta.
2.  Se due o più emendamenti che si escludono a vicenda concernono la stessa parte di testo, quello che si allontana di più dal testo di base ha la precedenza e deve essere posto in votazione per primo. La sua approvazione determina la reiezione degli altri emendamenti. Se esso è respinto, è posto in votazione l'emendamento che viene così ad avere la precedenza e così di seguito per ognuno degli emendamenti successivi. In caso di dubbio sulla precedenza, il Presidente decide. Qualora tutti gli emendamenti siano respinti, il testo originale è considerato approvato a meno che, entro il termine specificato, non sia stata richiesta una votazione distinta.
3.  Il Presidente può porre dapprima in votazione il testo di base o mettere ai voti un emendamento che si allontani di meno dal testo di base prima di quello che maggiormente se ne discosta.
3.   Tuttavia, se ritiene che ciò possa facilitare la votazione, il Presidente può porre dapprima in votazione il testo di base o mettere ai voti un emendamento che si allontani di meno dal testo di base prima di quello che maggiormente se ne discosta.
Se uno di questi testi è approvato, tutti gli altri emendamenti sullo stesso punto decadono.
Se uno di questi testi è approvato, tutti gli altri emendamenti presentati sulla stessa parte di testo decadono.
4.   In via eccezionale, su proposta del Presidente, possono essere posti in votazione emendamenti presentati dopo la chiusura della discussione, se si tratta di emendamenti di compromesso o qualora si presentino problemi tecnici. Il Presidente deve ottenere il consenso del Parlamento per porre in votazione tali emendamenti.
Ai sensi dell'articolo 170, paragrafo 3, il Presidente decide in ordine alla ricevibilità degli emendamenti. Nel caso di un emendamento di compromesso presentato dopo la chiusura della discussione, in conformità del presente paragrafo, il Presidente decide in ordine alla ricevibilità assicurandosi di volta in volta che tale emendamento abbia carattere di compromesso.
Solo il Presidente può proporre che vengano presi in considerazione emendamenti di compromesso. Per porre in votazione l'emendamento, il Presidente deve ottenere il consenso del Parlamento chiedendo a tal fine se vi sono obiezioni nei confronti della votazione di un emendamento di compromesso. Nel caso in cui vi siano obiezioni, il Parlamento decide a maggioranza dei voti espressi.
4 bis.   Qualora siano posti in votazione emendamenti di compromesso, su di essi si vota prioritariamente.
4 ter.   Per una votazione su un emendamento di compromesso non è consentita la votazione per parti separate.
5.  Qualora la commissione competente abbia presentato una serie di emendamenti a un testo che forma oggetto della relazione, il Presidente li pone in votazione in blocco, a meno che un gruppo politico o almeno quaranta deputati non abbiano chiesto una votazione distinta o a meno che non siano stati presentati altri emendamenti.
5.  Qualora la commissione competente abbia presentato una serie di emendamenti a un testo che forma oggetto della relazione, il Presidente li pone in votazione in blocco, a meno che, su punti specifici, un gruppo politico o almeno quaranta deputati non abbiano chiesto una votazione distinta o per parti separate, o a meno che non siano stati presentati altri emendamenti concorrenti .
6.  Il Presidente può porre in votazione altri emendamenti in blocco qualora essi siano complementari. In tal caso, segue la procedura di cui al paragrafo 5. Gli autori di emendamenti complementari possono proporne la votazione in blocco.
6.  Il Presidente può porre in votazione altri emendamenti in blocco qualora essi siano complementari, a meno che un gruppo politico o almeno quaranta deputati non abbiano chiesto una votazione distinta o per parti separate . Anche gli autori di emendamenti complementari possono proporne la votazione in blocco.
7.  Il Presidente può decidere, a seguito dell'approvazione o della reiezione di uno specifico emendamento, che altri emendamenti simili per contenuto o per obiettivo siano posti in votazione in blocco. Il Presidente può chiedere l'accordo del Parlamento prima di procedere.
7.  Il Presidente può decidere, a seguito dell'approvazione o della reiezione di uno specifico emendamento, che altri emendamenti simili per contenuto o per obiettivo siano posti in votazione in blocco. Il Presidente può chiedere l'accordo del Parlamento prima di procedere.
Una tale serie di emendamenti può riferirsi a parti diverse del testo originale.
Una tale serie di emendamenti può riferirsi a parti diverse del testo originale.
8.  Qualora autori diversi presentino due o più emendamenti identici, questi ultimi sono posti in votazione come un unico emendamento.
8.  Qualora autori diversi presentino due o più emendamenti identici, questi ultimi sono posti in votazione come un unico emendamento.
8 bis.   Sugli emendamenti per i quali è richiesta la votazione per appello nominale si vota singolarmente.
Emendamento 196
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 175
Articolo 175
Articolo 175
Esame in commissione degli emendamenti presentati per la votazione in Aula
Filtraggio in commissione degli emendamenti presentati per la votazione in Aula
Qualora gli emendamenti e le richieste di votazione distinta o per parti separate presentati a una relazione che dovrà essere esaminata in Aula siano più di cinquanta, il Presidente, dopo aver consultato il presidente della commissione competente , può chiedere a quest'ultima di riunirsi per esaminare detti emendamenti o richieste. Gli emendamenti o le richieste di votazione distinta o per parti separate che in questa fase non siano approvati da un decimo dei deputati che compongono la commissione non sono posti in votazione in Aula.
Qualora gli emendamenti o le richieste di votazione distinta o per parti separate concernenti un testo presentato da una commissione che dovrà essere esaminato in Aula siano più di cinquanta, il Presidente, dopo aver consultato il presidente di tale commissione, può chiedere a quest'ultima di riunirsi per votare ciascuno di detti emendamenti o richieste. Gli emendamenti o le richieste di votazione distinta o per parti separate che in questa fase non siano approvati da almeno un terzo dei deputati che compongono la commissione non sono posti in votazione in Aula.
Emendamento 197
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 176
Articolo 176
Articolo 176
Votazione per parti separate
Votazione per parti separate
1.  Qualora il testo da porre in votazione contenga più disposizioni o si riferisca a più argomenti o sia suscettibile di essere distinto in più parti aventi un proprio significato e/o un proprio valore normativo, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono chiedere la votazione per parti separate.
1.  Qualora il testo da porre in votazione contenga più disposizioni o si riferisca a più argomenti o sia suscettibile di essere distinto in più parti aventi un proprio significato e/o un proprio valore normativo, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono chiedere la votazione per parti separate.
2.  La richiesta deve essere presentata la sera precedente la votazione, a meno che il Presidente non fissi un'altra scadenza. Il Presidente decide in ordine a tale richiesta.
2.  La richiesta deve essere presentata al più tardi la sera precedente la votazione, a meno che il Presidente non fissi un'altra scadenza. Il Presidente decide in ordine a tale richiesta.
Emendamenti 198 e 347
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 178
Articolo 178
Articolo 178
Votazione
Votazione
1.  Il Parlamento vota di norma per alzata di mano.
1.  Il Parlamento vota di norma per alzata di mano.
Tuttavia, il Presidente può decidere in qualsiasi momento il ricorso al sistema di votazione elettronico.
1 bis.   Il Presidente dichiara l'apertura e la chiusura di ogni singola votazione.
Dopo che il Presidente ha dichiarato aperta la votazione non è ammesso alcun intervento, se non da parte del Presidente stesso, fino a che quest'ultimo abbia dichiarato chiusa la votazione.
1 ter.   Per l'approvazione o la reiezione di un testo entrano nel calcolo dei voti espressi soltanto i voti a favore e contro, salvo nei casi in cui i trattati prevedano una maggioranza specifica.
2.  Qualora il Presidente decida che il risultato è incerto, si procede alla votazione elettronica e, in caso di guasto del dispositivo elettronico di voto, per alzata e seduta.
2.  Qualora il Presidente decida che il risultato di una votazione per alzata di mano è incerto, si procede alla votazione elettronica e, in caso di guasto del dispositivo elettronico di voto, per alzata e seduta.
2 bis.   Il computo dei voti è constatato dal Presidente, che proclama il risultato della votazione.
3.  Il risultato della votazione è registrato.
3.  Il risultato della votazione è registrato.
Emendamento 199
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 179
Articolo 179
Articolo 179
Votazione finale
Votazione finale
Quando decide sulla base di una relazione, il Parlamento procede a qualsiasi votazione unica e/o finale ricorrendo al voto per appello nominale in conformità dell'articolo 180, paragrafo 2. La votazione sugli emendamenti si svolge per appello nominale unicamente sulla base di una richiesta in tal senso presentata a norma dell'articolo 180.
Quando decide sulla base di una relazione, il Parlamento procede a qualsiasi votazione unica e/o finale ricorrendo al voto per appello nominale in conformità dell'articolo 180, paragrafo 2.
Le disposizioni di cui all'articolo 179 sulla votazione per appello nominale non si applicano alle relazioni di cui all'articolo 8, paragrafo 2, e all'articolo 9, paragrafi 3, 6 e 8, nel quadro delle procedure in materia di immunità di un deputato.
Le disposizioni di cui all'articolo 179 sulla votazione per appello nominale non si applicano alle relazioni di cui all'articolo 8, paragrafo 2, e all'articolo 9, paragrafi 3, 6 e 8, nel quadro delle procedure in materia di immunità di un deputato.
Emendamento 200
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 179 bis (nuovo)
Articolo 179 bis
Parità di voti
1.   In caso di parità di voti in una votazione a norma dell'articolo 171, paragrafo 1, lettere b) o d), l'insieme del testo è rinviato alla commissione. Tale procedura si applica anche nel caso di votazioni a norma degli articoli 3 e 9.
2.   In caso di parità di voti su un testo posto in votazione per parti separate a norma dell'articolo 176, il testo si considera approvato.
3.   In tutti gli altri casi di parità di voti, fatti salvi gli articoli che richiedono una maggioranza qualificata, il testo o la proposta sono respinti.
L'articolo 179 bis, paragrafo 3, deve essere interpretato nel senso che una situazione di parità di voti su una proposta di raccomandazione di non intervenire in un procedimento giurisdizionale dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, ai sensi dell'articolo 141, paragrafo 4, non significhi l'adozione di una raccomandazione in base alla quale il Parlamento dovrebbe intervenire in tale procedimento. In tal caso, si considera che la commissione competente non si sia espressa al riguardo.
Il Presidente può prendere parte alle votazioni, ma il suo voto non è preponderante.
(Gli ultimi due commi vanno inseriti come interpretazione)
Emendamento 201
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 180
Articolo 180
Articolo 180
Votazione per appello nominale
Votazione per appello nominale
1.  Oltre ai casi previsti agli articoli 118, paragrafo 5, 119, paragrafo 5 e 179 , la votazione per appello nominale ha luogo qualora un gruppo politico o almeno quaranta deputati lo chiedano per iscritto la sera prima della votazione, a meno che il Presidente non fissi un'altra scadenza.
1.  Oltre ai casi previsti dal presente regolamento , la votazione per appello nominale ha luogo qualora un gruppo politico o almeno quaranta deputati lo chiedano per iscritto al più tardi la sera prima della votazione, a meno che il Presidente non fissi un'altra scadenza.
Le disposizioni di cui all'articolo 180, paragrafo 1, sulla votazione per appello nominale non si applicano alle relazioni di cui all'articolo 8, paragrafo 2, e all'articolo 9, paragrafi 3, 6 e 8, nel quadro delle procedure in materia di immunità di un deputato.
Le disposizioni di cui all'articolo 180 sulla votazione per appello nominale non si applicano alle relazioni di cui all'articolo 8, paragrafo 2, e all'articolo 9, paragrafi 3, 6 e 8, nel quadro delle procedure in materia di immunità di un deputato.
1 bis.   Ciascun gruppo politico può presentare non più di cento richieste di votazioni per appello nominale per tornata.
2.  La votazione per appello nominale si svolge utilizzando il sistema di votazione elettronica. Qualora quest'ultimo non possa essere utilizzato per motivi tecnici, si può procedere all'appello nominale per ordine alfabetico, cominciando con il nome del deputato estratto a sorte. Il Presidente è chiamato per ultimo a votare.
2.  La votazione per appello nominale si svolge utilizzando il sistema di votazione elettronica.
Qualora quest'ultimo non possa essere utilizzato per motivi tecnici, si può procedere all'appello nominale per ordine alfabetico, cominciando con il nome del deputato estratto a sorte. Il Presidente è chiamato per ultimo a votare. Il voto viene espresso oralmente dicendo "sì", "no" o "astensione".
Il voto ha luogo ad alta voce e si esprime con "sì", "no" o "astensione". Per l'approvazione o la reiezione entrano nel calcolo dei voti espressi soltanto i voti a favore e contro. Il computo dei voti è constatato dal Presidente, che proclama il risultato della votazione.
Il risultato della votazione è iscritto nel processo verbale della seduta secondo l'ordine alfabetico nominativo dei deputati elencati secondo il rispettivo gruppo politico, con l'indicazione del voto espresso da ciascun deputato.
2 bis.   Il risultato della votazione è iscritto nel processo verbale della seduta secondo l'ordine alfabetico nominativo dei deputati elencati secondo il rispettivo gruppo politico, con l'indicazione del voto espresso da ciascun deputato.
Emendamento 202
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 180 bis (nuovo)
Articolo 180 bis
Votazione a scrutinio segreto
1.   Per le nomine, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15, paragrafo 1, e dell'articolo 204, paragrafo 2, secondo comma, la votazione ha luogo a scrutinio segreto.
Entrano nel calcolo dei voti espressi solamente le schede recanti i nomi di candidati di cui è stata presentata la candidatura.
2.   La votazione ha luogo a scrutinio segreto nel caso in cui almeno un quinto dei deputati che compongono il Parlamento ne faccia richiesta. Tale richiesta deve essere presentata prima dell'inizio della votazione.
3.   Una richiesta di votazione a scrutinio segreto ha la precedenza rispetto a una richiesta di votazione per appello nominale.
4.   Lo spoglio delle schede per ogni scrutinio segreto è effettuato da due a otto scrutatori estratti a sorte tra i deputati, salvo in caso di votazione elettronica.
Per le votazioni di cui al paragrafo 1 i candidati non possono essere scrutatori.
I nomi dei deputati che hanno partecipato a una votazione a scrutinio segreto sono pubblicati nel processo verbale della seduta nel corso della quale la votazione ha avuto luogo.
Emendamento 203
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 181
Articolo 181
Articolo 181
Votazione elettronica
Ricorso al sistema di votazione elettronico
1.  Il Presidente può decidere in qualsiasi momento il ricorso al sistema di votazione elettronico per tutte le votazioni previste agli articoli 178, 180 e 182.
Se il ricorso al sistema elettronico non è possibile per motivi tecnici, la votazione ha luogo a norma degli articoli 178, 180, paragrafo 2, e 182.
Le modalità tecniche di utilizzazione del sistema elettronico sono disciplinate da istruzioni dell'Ufficio di presidenza.
1.  Le modalità tecniche di utilizzazione del sistema elettronico sono disciplinate da istruzioni dell'Ufficio di presidenza.
2.  In caso di votazione mediante sistema elettronico, è registrato soltanto il risultato numerico della votazione.
2.  A meno che non si tratti di una votazione per appello nominale, in caso di votazione mediante sistema elettronico, è registrato soltanto il risultato numerico della votazione.
Se, tuttavia, è stata richiesta una votazione per appello nominale ai sensi dell'articolo 180, paragrafo 1, è registrato il risultato nominativo della votazione, il quale è pubblicato sul processo verbale della seduta secondo l'ordine alfabetico nominativo dei deputati elencati secondo il rispettivo gruppo politico.
3.   La votazione per appello nominale si svolge conformemente alle disposizioni dell'articolo 180, paragrafo 2, qualora la maggioranza dei deputati presenti lo richieda; per verificare se detta condizione è soddisfatta si può fare ricorso al sistema di cui al paragrafo 1.
3 bis.   Il Presidente può decidere in qualsiasi momento il ricorso al sistema di votazione elettronico per verificare una soglia.
Emendamento 204
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 182
Articolo 182
soppresso
Votazione a scrutinio segreto
1.   Per le nomine, fatta salva l'applicazione dell'articolo 15, paragrafo 1, dell'articolo 199, paragrafo 1, e dell'articolo 204, paragrafo 2, secondo comma, la votazione ha luogo a scrutinio segreto.
Entrano nel calcolo dei voti espressi solamente le schede recanti i nomi di deputati di cui è stata presentata la candidatura.
2.   La votazione può aver luogo a scrutinio segreto nel caso in cui almeno un quinto dei deputati che compongono il Parlamento ne faccia richiesta. Tale richiesta deve essere presentata prima dell'inizio della votazione.
Nel caso in cui almeno un quinto dei deputati che compongono il Parlamento presenti la richiesta di tenere una votazione a scrutinio segreto prima dell'inizio della votazione, il Parlamento è tenuto a procedere a tale votazione.
3.   Una richiesta di votazione a scrutinio segreto ha la precedenza rispetto a una richiesta di votazione per appello nominale.
4.   Lo spoglio delle schede per ogni scrutinio segreto è effettuato da due a otto scrutatori estratti a sorte tra i deputati, salvo in caso di votazione elettronica.
Per le votazioni di cui al paragrafo 1 i candidati non possono essere scrutatori.
I nomi dei deputati che hanno partecipato a una votazione a scrutinio segreto sono pubblicati sul processo verbale della seduta nel corso della quale ha avuto luogo la votazione stessa.
Emendamento 205
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 182 bis (nuovo)
Articolo 182 bis
Contestazione della votazione
1.   I richiami al regolamento concernenti la validità di una votazione possono essere formulati dopo che il Presidente ne ha dichiarato la chiusura.
2.   Dopo la proclamazione del risultato di una votazione per alzata di mano può essere chiesta la controprova. Essa ha luogo ricorrendo al sistema elettronico.
3.   Sulla validità del risultato proclamato decide il Presidente. La sua decisione è inoppugnabile.
Emendamento 206
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 183
Articolo 183
Articolo 183
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto
1.  Allorché la discussione generale è conclusa, ogni deputato può rilasciare una dichiarazione orale di non oltre un minuto o una dichiarazione scritta di non oltre 200 parole sulla votazione finale. La dichiarazione è inserita nel resoconto integrale delle discussioni .
1.  Allorché la votazione è conclusa, ogni deputato può rilasciare una dichiarazione orale di non oltre un minuto sulla votazione unica e/o finale in relazione a un punto sottoposto al Parlamento . Ciascun deputato non può rilasciare più di tre dichiarazioni di voto orali per tornata.
I deputati possono rilasciare su tale votazione una dichiarazione di voto scritta di non oltre 200 parole. La dichiarazione è pubblicata sulla pagina dei deputati sul sito internet del Parlamento .
Un gruppo politico può rilasciare una dichiarazione di durata non superiore a due minuti.
Un gruppo politico può rilasciare una dichiarazione di durata non superiore a due minuti.
Una richiesta di dichiarazione di voto non è più ricevibile dopo l'inizio della prima dichiarazione.
Una richiesta di dichiarazione di voto non è più ricevibile dopo l'inizio della prima dichiarazione sul primo punto .
Sono ammesse dichiarazioni di voto sulla votazione finale per qualsiasi argomento sottoposto al Parlamento. Ai fini del presente articolo l'espressione "votazione finale" non si riferisce al tipo di votazione, ma all'ultima votazione su un punto qualsiasi.
Sono ammesse dichiarazioni di voto sulla votazione unica e/o finale per qualsiasi punto sottoposto al Parlamento. Ai fini del presente articolo l'espressione "votazione finale" non si riferisce al tipo di votazione, ma all'ultima votazione su un punto qualsiasi.
2.  Non sono ammesse dichiarazioni di voto nel caso di votazioni su questioni procedurali.
2.  Non sono ammesse dichiarazioni di voto nel caso di votazioni a scrutinio segreto o di votazioni su questioni procedurali.
3.  Qualora una proposta di atto legislativo o una relazione siano iscritte all'ordine del giorno del Parlamento a norma dell'articolo 150 del regolamento , i deputati possono rilasciare dichiarazioni di voto scritte, conformemente al paragrafo 1.
3.  Qualora un punto sia iscritto all'ordine del giorno del Parlamento senza emendamenti o senza discussione , i deputati possono rilasciare solo dichiarazioni di voto scritte, conformemente al paragrafo 1.
Le dichiarazioni di voto, orali o scritte, devono avere un nesso diretto con il testo posto in votazione .
Le dichiarazioni di voto, orali o scritte, devono avere un nesso diretto con il punto sottoposto al Parlamento .
Emendamento 207
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 184
Articolo 184
soppresso
Contestazione della votazione
1.  Il Presidente dichiara l'apertura e la chiusura di ogni singola votazione.
2.  Dopo che il Presidente ha dichiarato aperta la votazione non è ammesso alcun intervento, se non da parte del Presidente stesso, fino a che quest'ultimo abbia dichiarato chiusa la votazione.
3.  I richiami al regolamento concernenti la validità di una votazione possono essere formulati dopo che il Presidente ne ha dichiarato la chiusura.
4.  Dopo la proclamazione del risultato di una votazione per alzata di mano può essere chiesta la controprova. Essa ha luogo ricorrendo al sistema elettronico.
5.  Sulla validità del risultato proclamato decide il Presidente. La sua decisione è inoppugnabile.
Emendamento 208
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo VII – capitolo 6 – titolo
CAPITOLO 6
CAPITOLO 6
INTERVENTI SULLA PROCEDURA
RICHIAMI AL REGOLAMENTO E MOZIONI DI PROCEDURA
Emendamento 209
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 185
Articolo 185
Articolo 185
Mozioni di procedura
Mozioni di procedura
1.  Hanno precedenza su ogni altra le richieste di intervento per le mozioni di procedura aventi lo scopo di:
1.  Hanno precedenza su ogni altra le richieste di intervento per le mozioni di procedura aventi lo scopo di:
a)  porre una questione pregiudiziale (articolo 187),
a)  porre una questione pregiudiziale (articolo 187),
b)  chiedere il rinvio in commissione (articolo 188),
b)  chiedere il rinvio in commissione (articolo 188),
c)  chiedere la chiusura della discussione (articolo 189),
c)  chiedere la chiusura della discussione (articolo 189),
d)  chiedere l'aggiornamento della discussione e della votazione (articolo 190),
d)  chiedere l'aggiornamento della discussione e della votazione (articolo 190),
e)  chiedere la sospensione o la chiusura della seduta (articolo 191).
e)  chiedere la sospensione o la chiusura della seduta (articolo 191).
Su tali mozioni possono unicamente intervenire, oltre agli autori, un oratore a favore e uno contrario e il presidente o il relatore della commissione competente.
Su tali mozioni possono unicamente intervenire, oltre agli autori, un oratore contrario e il presidente o il relatore della commissione competente.
2.  Il tempo di parola non può superare un minuto.
2.  Il tempo di parola non può superare un minuto.
Emendamento 210
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 186
Articolo 186
Articolo 184 bis
Richiamo al regolamento
Richiamo al regolamento
1.  La facoltà di parlare può essere concessa a un deputato per attirare l'attenzione del Presidente sul mancato rispetto del regolamento. All'inizio del suo intervento il deputato deve indicare l'articolo cui si riferisce.
1.  La facoltà di parlare può essere concessa a un deputato per attirare l'attenzione del Presidente sul mancato rispetto del regolamento. All'inizio del suo intervento il deputato deve indicare l'articolo cui si riferisce.
2.  Le richieste di intervento sul regolamento hanno la precedenza su ogni altra.
2.  Le richieste di intervento sul regolamento hanno la precedenza su ogni altra, così come sulle mozioni di procedura .
3.  Il tempo di parola non può superare un minuto.
3.  Il tempo di parola non può superare un minuto.
4.  Sul richiamo al regolamento il Presidente decide immediatamente in conformità delle disposizioni del regolamento e comunica la sua decisione subito dopo il richiamo al regolamento. Non si procede a votazione.
4.  Sul richiamo al regolamento il Presidente decide immediatamente in conformità delle disposizioni del regolamento e comunica la sua decisione subito dopo il richiamo al regolamento. Non si procede a votazione.
5.  In via eccezionale, e sempre che il rinvio della decisione non provochi l'aggiornamento della discussione in corso, il Presidente può dichiarare che la sua decisione sarà comunicata successivamente, e comunque entro un termine non superiore alle 24 ore dal richiamo al regolamento. Egli può sottoporre la questione alla commissione competente.
5.  In via eccezionale, e sempre che il rinvio della decisione non provochi l'aggiornamento della discussione in corso, il Presidente può dichiarare che la sua decisione sarà comunicata successivamente, e comunque entro un termine non superiore alle 24 ore dal richiamo al regolamento. Egli può sottoporre la questione alla commissione competente.
Una richiesta d'intervento per richiamo al regolamento deve riferirsi al punto in esame dell'ordine del giorno. Il Presidente può dar luogo ad una richiesta di intervento che riguardi un altro tema, ad un momento opportuno, per esempio non appena concluso l'esame del punto dell'ordine del giorno in questione ovvero prima della sospensione della seduta.
Una richiesta d'intervento per richiamo al regolamento deve riferirsi al punto in esame dell'ordine del giorno. Il Presidente può dar luogo ad una richiesta di intervento che riguardi un altro tema, ad un momento opportuno, per esempio non appena concluso l'esame del punto dell'ordine del giorno in questione ovvero prima della sospensione della seduta.
(L'articolo quale modificato viene spostato prima dell'articolo 185)
Emendamento 211
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 187
Articolo 187
Articolo 187
Questione pregiudiziale
Questione pregiudiziale
1.  All'apertura della discussione su un determinato punto dell'ordine del giorno può essere proposto il rifiuto della discussione per motivi di irricevibilità del punto in questione. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
1.  All'apertura della discussione su un determinato punto dell'ordine del giorno, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono proporre il rifiuto della discussione per motivi di irricevibilità del punto in questione. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
L'intenzione di sollevare una questione pregiudiziale è notificata con almeno 24 ore di anticipo al Presidente, che ne informa immediatamente il Parlamento.
L'intenzione di sollevare una questione pregiudiziale è notificata con almeno 24 ore di anticipo al Presidente, che ne informa immediatamente il Parlamento.
2.  Nel caso in cui la proposta sia accolta, il Parlamento passa immediatamente al punto successivo dell'ordine del giorno.
2.  Nel caso in cui la proposta sia accolta, il Parlamento passa immediatamente al punto successivo dell'ordine del giorno.
Emendamento 212
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 188
Articolo 188
Articolo 188
Rinvio in commissione
Rinvio in commissione
1.  Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono chiedere il rinvio in commissione al momento della fissazione dell'ordine del giorno o prima dell'apertura della discussione.
1.  Un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono chiedere il rinvio in commissione al momento della fissazione dell'ordine del giorno o prima dell'apertura della discussione.
L'intenzione di chiedere il rinvio in commissione è notificata con almeno 24 ore di anticipo al Presidente, che ne informa immediatamente il Parlamento.
L'intenzione di chiedere il rinvio in commissione è notificata con almeno 24 ore di anticipo al Presidente, che ne informa immediatamente il Parlamento.
2.  Il rinvio in commissione può essere chiesto anche da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati prima o durante la votazione. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
2.  Il rinvio in commissione può essere chiesto anche da un gruppo politico o da almeno quaranta deputati prima o durante la votazione. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
3.  La richiesta può essere presentata solo una volta in ciascuna di queste diverse fasi della procedura.
3.  La richiesta può essere presentata solo una volta in ciascuna di queste diverse fasi della procedura.
4.  Il rinvio in commissione interrompe il dibattito sul punto in esame .
4.  Il rinvio in commissione interrompe l'esame del punto.
5.  Il Parlamento può impartire alla commissione un termine entro il quale presentare le sue conclusioni.
5.  Il Parlamento può impartire alla commissione un termine entro il quale presentare le sue conclusioni.
Emendamento 213
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 190
Articolo 190
Articolo 190
Aggiornamento della discussione e della votazione
Aggiornamento della discussione o della votazione
1.  All'apertura della discussione su un determinato punto dell'ordine del giorno, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono proporre che la discussione sia aggiornata fino a un momento stabilito. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
1.  All'apertura della discussione su un determinato punto dell'ordine del giorno, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono proporre che la discussione sia aggiornata fino a un momento stabilito. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
L'intenzione di proporre l'aggiornamento della discussione deve essere notificata con almeno ventiquattro ore di anticipo al Presidente, che ne informa immediatamente il Parlamento.
L'intenzione di proporre l'aggiornamento della discussione deve essere notificata con almeno ventiquattro ore di anticipo al Presidente, che ne informa immediatamente il Parlamento.
2.  Nel caso in cui la proposta sia accolta, il Parlamento passa al punto successivo dell'ordine del giorno. La discussione oggetto dell'aggiornamento deve essere ripresa al momento stabilito.
2.  Nel caso in cui la proposta sia accolta, il Parlamento passa al punto successivo dell'ordine del giorno. La discussione oggetto dell'aggiornamento deve essere ripresa al momento stabilito.
3.  Nel caso in cui la proposta sia respinta, non può essere ripresentata nel corso della stessa tornata.
3.  Nel caso in cui la proposta sia respinta, non può essere ripresentata nel corso della stessa tornata.
4.  Prima o durante una votazione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono proporne l'aggiornamento. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
4.  Prima o durante una votazione, un gruppo politico o almeno quaranta deputati possono proporne l'aggiornamento. Tale richiesta è messa immediatamente ai voti.
Qualora il Parlamento decida di aggiornare una discussione a una tornata successiva, la decisione deve indicare la tornata all'ordine del giorno della quale la discussione deve essere iscritta, fermo restando che l'ordine del giorno di tale tornata è stabilito in conformità degli articoli 149 e 152.
Emendamento 214
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 191
Articolo 191
Articolo 191
Sospensione o chiusura della seduta
Sospensione o chiusura della seduta
Nel corso di una discussione o di una votazione la seduta può essere sospesa o chiusa se lo decide il Parlamento su proposta del Presidente o su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati. La votazione sulla proposta o sulla richiesta ha luogo immediatamente.
Nel corso di una discussione o di una votazione la seduta può essere sospesa o chiusa se lo decide il Parlamento su proposta del Presidente o su richiesta di un gruppo politico o di almeno quaranta deputati. La votazione sulla proposta o sulla richiesta ha luogo immediatamente.
Qualora sia presentata una richiesta di sospensione o chiusura della seduta, la procedura di voto su tale richiesta deve essere avviata senza indebiti ritardi. È opportuno utilizzare i sistemi abitualmente usati per annunciare le votazioni in Aula e, conformemente alla prassi vigente, occorre dare ai deputati il tempo necessario per raggiungere l'emiciclo.
Qualora sia presentata una richiesta di sospensione o chiusura della seduta, la procedura di voto su tale richiesta deve essere avviata senza indebiti ritardi. È opportuno utilizzare i sistemi abitualmente usati per annunciare le votazioni in Aula e, conformemente alla prassi vigente, occorre dare ai deputati il tempo necessario per raggiungere l'emiciclo.
Pertanto, per analogia con l'articolo 152 , paragrafo 2, secondo comma, se la richiesta è stata respinta, non può essere presentata una nuova richiesta dello stesso tipo durante la medesima giornata. Conformemente all'interpretazione dell' articolo 22, paragrafo 1 , il Presidente ha facoltà di porre fine al ricorso eccessivo alla presentazione di richieste a norma del presente articolo.
Pertanto, per analogia con l'articolo 149 bis , paragrafo 2, secondo comma, se la richiesta è stata respinta, non può essere presentata una nuova richiesta dello stesso tipo durante la medesima giornata. Conformemente all'articolo 164 bis , il Presidente ha facoltà di porre fine al ricorso eccessivo alla presentazione di richieste a norma del presente articolo.
Emendamento 215
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 192
Articolo 192
Articolo 192
Processo verbale
Processo verbale
1.  Il processo verbale di ogni seduta, che illustra nei dettagli i lavori e le decisioni del Parlamento e i nomi degli oratori , è distribuito almeno mezz'ora prima dell'inizio della parte pomeridiana della seduta successiva.
1.  Il processo verbale di ogni seduta, che illustra nei dettagli i lavori, i nomi degli oratori e le decisioni del Parlamento, incluso il risultato delle votazioni sugli emendamenti , è messo a disposizione almeno mezz'ora prima dell'inizio della parte pomeridiana della seduta successiva.
Nell'ambito delle procedure legislative, sono considerate decisioni, ai sensi della presente disposizione, anche tutti gli emendamenti approvati dal Parlamento, anche in caso di reiezione finale della proposta della Commissione a norma dell'articolo 60, paragrafo 1, o della posizione del Consiglio a norma dell'articolo 68, paragrafo 3.
1 bis.   Un elenco dei documenti sulla base dei quali il Parlamento discute e si pronuncia è pubblicato nel processo verbale.
2.  All'inizio della parte pomeridiana di ogni seduta il Presidente sottopone all'approvazione del Parlamento il processo verbale della seduta precedente.
2.  All'inizio della parte pomeridiana di ogni seduta il Presidente sottopone all'approvazione del Parlamento il processo verbale della seduta precedente.
3.  Quando il processo verbale è oggetto di contestazione, il Parlamento decide, se del caso, circa la presa in considerazione delle modifiche richieste. Nessun deputato può intervenire sul tema per più di un minuto.
3.  Quando il processo verbale è oggetto di contestazione, il Parlamento decide, se del caso, circa la presa in considerazione delle modifiche richieste. Nessun deputato può intervenire sul tema per più di un minuto.
4.  Il processo verbale, munito delle firme del Presidente e del Segretario generale, è depositato negli archivi del Parlamento. Esso è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
4.  Il processo verbale, munito delle firme del Presidente e del Segretario generale, è depositato negli archivi del Parlamento. Esso è pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.
Emendamento 216
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 194
Articolo 194
Articolo 194
Resoconto integrale
Resoconto integrale
1.  Per ogni seduta è redatto un resoconto integrale delle discussioni nella forma di un documento multilingue in cui tutti i contributi orali figurano in lingua originale.
1.  Per ogni seduta è redatto un resoconto integrale delle discussioni nella forma di un documento multilingue in cui tutti i contributi orali figurano nella lingua originale ufficiale .
1 bis.   Il Presidente, fatti salvi gli altri suoi poteri disciplinari, può far espungere dal resoconto integrale gli interventi dei deputati che non hanno preliminarmente ottenuto la parola o che continuano a parlare oltre il tempo loro assegnato.
2.  Gli oratori possono apportare correzioni al testo integrale dei loro contributi orali entro cinque giorni lavorativi. Le correzioni sono trasmesse al segretariato entro tale termine.
2.  Gli oratori possono apportare correzioni al testo integrale dei loro contributi orali entro cinque giorni lavorativi. Le correzioni sono trasmesse al segretariato entro tale termine.
3.  Il resoconto integrale multilingue è pubblicato come allegato alla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e conservato negli archivi del Parlamento.
3.  Il resoconto integrale multilingue è pubblicato come allegato alla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e conservato negli archivi del Parlamento.
4.  Su richiesta di un deputato è effettuata la traduzione di un estratto del resoconto integrale in una qualsiasi lingua ufficiale. Se necessario, la traduzione è fornita in tempi brevi.
4.  Su richiesta di un deputato è effettuata la traduzione di un estratto del resoconto integrale in una qualsiasi lingua ufficiale. Se necessario, la traduzione è fornita in tempi brevi.
Emendamento 217
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 195
Articolo 195
Articolo 195
Registrazione audiovisiva delle discussioni
Registrazione audiovisiva delle discussioni
1.  Le discussioni del Parlamento nelle lingue in cui si svolgono, come anche le registrazioni audiovisive multilingue provenienti da tutte le cabine di interpretazione attive sono trasmesse in tempo reale sul sito internet del Parlamento.
1.  Le discussioni del Parlamento nelle lingue in cui si svolgono, come anche le registrazioni audiovisive multilingue provenienti da tutte le cabine di interpretazione attive sono trasmesse in tempo reale sul sito internet del Parlamento.
2.  Dopo ogni seduta sono prodotte e rese immediatamente accessibili sul sito internet del Parlamento una registrazione audiovisiva indicizzata delle discussioni nelle lingue in cui si svolgono, come anche le audioregistrazioni multilingue provenienti da tutte le cabine di interpretazione attive. Le registrazioni rimangono accessibili durante tutta la legislatura in corso e quella successiva, dopo di che sono conservate negli archivi del Parlamento. La registrazione audiovisiva è collegata al resoconto integrale multilingue delle discussioni non appena è reso disponibile.
2.  Dopo ogni seduta sono prodotte e rese immediatamente accessibili sul sito internet del Parlamento una registrazione audiovisiva indicizzata delle discussioni nelle lingue in cui si svolgono, come anche le audioregistrazioni multilingue provenienti da tutte le cabine di interpretazione attive. Le registrazioni rimangono accessibili per il resto della legislatura e durante quella successiva, dopo di che sono conservate negli archivi del Parlamento. La registrazione audiovisiva è collegata al resoconto integrale multilingue delle discussioni non appena è reso disponibile.
Emendamento 218
Regolamento del Parlamento europeo
Titolo VIII – capitolo 1 – titolo
COMMISSIONI – COSTITUZIONE E ATTRIBUZIONI
COMMISSIONI
Emendamento 219
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 196
Articolo 196
Articolo 196
Costituzione delle commissioni permanenti
Costituzione delle commissioni permanenti
Su proposta della Conferenza dei presidenti, il Parlamento costituisce commissioni permanenti, le cui attribuzioni sono fissate in un allegato al presente regolamento22 . L'elezione dei membri delle commissioni ha luogo nel corso della prima tornata del Parlamento neoeletto e, di nuovo, dopo due anni e mezzo.
Su proposta della Conferenza dei presidenti, il Parlamento costituisce commissioni permanenti. Le loro attribuzioni sono stabilite in un allegato al presente regolamento22 , adottato a maggioranza dei voti espressi . La nomina dei membri delle commissioni ha luogo nel corso della prima tornata del Parlamento neoeletto e, di nuovo, dopo due anni e mezzo.
Le attribuzioni delle commissioni permanenti possono essere fissate in un momento diverso da quello della loro costituzione.
Le attribuzioni delle commissioni permanenti possono essere stabilite in un momento diverso da quello della loro costituzione.
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22 Cfr. allegato VI.
22 Cfr. allegato VI.
Emendamento 220
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 197
Articolo 197
Articolo 197
Costituzione delle commissioni speciali
Commissioni speciali
Su proposta della Conferenza dei presidenti il Parlamento può in qualsiasi momento costituire commissioni speciali le cui attribuzioni, la cui composizione e il cui mandato sono fissati contemporaneamente alla decisione della loro costituzione; il mandato di tali commissioni non può superare i dodici mesi, a meno che il Parlamento non prolunghi questo periodo alla sua scadenza .
1.   Su proposta della Conferenza dei presidenti il Parlamento può in qualsiasi momento costituire commissioni speciali le cui attribuzioni, la cui composizione numerica e il cui mandato sono fissati contemporaneamente alla decisione della loro costituzione.
Poiché le attribuzioni, la composizione e il mandato delle commissioni speciali sono fissati contemporaneamente alla decisione con la quale dette commissioni sono costituite, il Parlamento non può in seguito decidere di modificare le loro attribuzioni, né per limitarle né per ampliarle.
1 bis.   Il mandato delle commissioni speciali non può superare i dodici mesi, a meno che il Parlamento non prolunghi questo periodo alla sua scadenza. Salvo ove diversamente stabilito nella decisione del Parlamento che costituisce la commissione speciale, il mandato di quest'ultima ha inizio alla data della sua riunione costitutiva.
1 ter.   Le commissioni speciali non sono autorizzate a formulare pareri destinati ad altre commissioni.
Emendamenti 221 e 307
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 198
Articolo 198
Articolo 198
Commissioni di inchiesta
Commissioni di inchiesta
1.  Il Parlamento può, su richiesta di un quarto dei suoi membri, costituire una commissione di inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione del diritto dell'Unione o di cattiva amministrazione nell'applicazione della legislazione dell'Unione risultanti da atti di un'istituzione o di un organo delle Comunità europee o di un'amministrazione pubblica di uno Stato membro o di persone cui la legislazione dell'Unione conferisce il mandato di applicare quest'ultima.
1.  Conformemente all'articolo 226 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e all'articolo 2 della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, del 19 aprile 1995, relativa alle modalità per l'esercizio del diritto di inchiesta del Parlamento europeo, il Parlamento può, su richiesta di un quarto dei suoi membri, costituire una commissione di inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione risultanti da atti di un'istituzione o di un organo delle Comunità europee o di un'amministrazione pubblica di uno Stato membro o di persone cui la legislazione dell'Unione conferisce il mandato di applicare quest'ultima.
La decisione di costituire una commissione di inchiesta è pubblicata entro un mese nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il Parlamento prende inoltre tutte le misure necessarie per diffondere questa decisione quanto più ampiamente possibile.
Non possono essere emendati né l'oggetto dell'indagine quale definito da un quarto dei membri del Parlamento né il periodo fissato al paragrafo 10.
1 bis.   La decisione di costituire una commissione di inchiesta è pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea entro un mese dalla sua adozione.
2.  Le modalità di funzionamento di una commissione di inchiesta sono disciplinate dalle disposizioni del presente regolamento applicabili alle commissioni, fatte salve le disposizioni particolari previste dal presente articolo e dalla decisione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 19 aprile 1995 relativa alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo, allegata al presente regolamento 23 .
2.  Le modalità di funzionamento di una commissione di inchiesta sono disciplinate dalle disposizioni del regolamento applicabili alle commissioni, fatte salve le disposizioni particolari previste dal presente articolo e dalla decisione 95/167/CE, Euratom, CECA .
3.  La richiesta di costituire una commissione di inchiesta deve contenere l'indicazione precisa dell'oggetto dell'indagine e includere una motivazione particolareggiata. Il Parlamento, su proposta della Conferenza dei presidenti, decide in merito alla costituzione della commissione e, qualora decida di costituirla, in merito alla sua composizione, conformemente al disposto dell'articolo 199 .
3.  La richiesta di costituire una commissione di inchiesta deve contenere l'indicazione precisa dell'oggetto dell'indagine e includere una motivazione particolareggiata. Il Parlamento, su proposta della Conferenza dei presidenti, decide in merito alla costituzione della commissione e, qualora decida di costituirla, in merito alla sua composizione numerica .
4.   La commissione di inchiesta conclude i propri lavori, con la presentazione di una relazione, entro un termine massimo di dodici mesi. A due riprese il Parlamento può decidere di prorogare detto termine di altri tre mesi.
In seno alla commissione hanno diritto di voto soltanto i membri titolari o, in loro assenza, i supplenti permanenti.
4 bis.   Le commissioni di inchiesta non sono autorizzate a formulare pareri destinati ad altre commissioni.
4 ter.   In qualsiasi fase dei lavori di una commissione di inchiesta, hanno diritto di voto soltanto i membri titolari o, in loro assenza, i membri supplenti.
5.  La commissione di inchiesta elegge il proprio presidente e due vicepresidenti e nomina uno o più relatori. La commissione può inoltre affidare ai suoi membri missioni, incarichi specifici o deleghe, fermo restando che essi devono poi riferirle in modo circostanziato.
5.  La commissione di inchiesta elegge il proprio presidente e i vicepresidenti e nomina uno o più relatori. La commissione può inoltre affidare ai suoi membri missioni, incarichi specifici o deleghe, fermo restando che essi devono poi riferirle in modo circostanziato.
Nell'intervallo tra una riunione e l'altra, l'ufficio di presidenza esercita , in casi di emergenza o necessità, i poteri della commissione, con riserva di ratifica nella riunione successiva.
5 bis.   Nell'intervallo tra una riunione e l'altra, i coordinatori esercitano , in casi di emergenza o necessità, i poteri della commissione, con riserva di ratifica nella riunione successiva.
6.   Qualora una commissione di inchiesta ritenga che un suo diritto non sia stato rispettato, propone al Presidente del Parlamento di prendere le opportune iniziative.
7.  La commissione di inchiesta può rivolgersi alle istituzioni o persone di cui all'articolo 3 della decisione menzionata al paragrafo 2 in vista dello svolgimento di audizioni o per ottenere documenti.
Le spese di viaggio e di soggiorno dei membri e dei dipendenti delle istituzioni e degli organi dell'Unione sono a carico di questi ultimi. Le spese di viaggio e di soggiorno delle altre persone che depongono dinanzi a una commissione di inchiesta sono rimborsate dal Parlamento secondo le modalità previste per le audizioni di esperti.
Nel corso di un'audizione dinanzi a una commissione di inchiesta qualunque persona chiamata a testimoniare può invocare i diritti di cui disporrebbe in quanto testimone dinanzi a un organo giurisdizionale del suo Stato di origine e deve essere informata di tali diritti prima di deporre.
Per quanto concerne l'uso delle lingue, la commissione di inchiesta si attiene all'articolo 158. Tuttavia, l'ufficio di presidenza della commissione:
7.  Per quanto concerne l'uso delle lingue, la commissione di inchiesta si attiene all'articolo 158. Tuttavia, l'ufficio di presidenza della commissione:
–  può limitare l'interpretazione alle lingue ufficiali dei partecipanti ai lavori, qualora lo ritenga necessario per ragioni di riservatezza;
–  può limitare l'interpretazione alle lingue ufficiali dei partecipanti ai lavori, qualora lo ritenga necessario per ragioni di riservatezza;
–  decide in merito alla traduzione dei documenti ricevuti in modo che la commissione possa portare avanti i propri lavori con efficienza e rapidità e siano rispettate la segretezza e la riservatezza del caso.
–  decide in merito alla traduzione dei documenti ricevuti in modo che la commissione possa portare avanti i propri lavori con efficienza e rapidità e siano rispettate la segretezza e la riservatezza del caso.
8.   Il presidente della commissione di inchiesta, insieme all'ufficio di presidenza, prende cura dell'osservanza della segretezza o riservatezza dei lavori, avvertendone per tempo i membri.
Egli ricorda inoltre espressamente le disposizioni dell'articolo 2, paragrafo 2, della summenzionata decisione. Si applica l'allegato VII, parte A, del regolamento.
9.   L'esame dei documenti trasmessi sotto vincolo di segretezza o di riservatezza avviene attraverso dispositivi tecnici che garantiscono l'accesso personale ed esclusivo a questi documenti da parte dei deputati incaricati dell'esame. I deputati in questione si impegnano solennemente a non consentire ad alcun altro l'accesso a informazioni riservate o confidenziali, ai sensi del presente articolo, e a servirsene esclusivamente nell'elaborazione della loro relazione per la commissione di inchiesta. Le riunioni si svolgono in locali attrezzati in modo da precludere qualsiasi possibilità di ascolto da parte di persone non autorizzate.
9 bis.   Qualora le denunce di infrazione o di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione suggeriscano eventuali responsabilità di un organo o di un'autorità di uno Stato membro, la commissione di inchiesta può chiedere al parlamento dello Stato membro interessato di collaborare all'indagine.
10.  Al termine dei lavori la commissione di inchiesta presenta al Parlamento una relazione sui risultati degli stessi, corredata, se del caso, di pareri di minoranza alle condizioni previste all'articolo 56. La relazione è pubblicata.
10.  La commissione di inchiesta conclude i propri lavori presentando al Parlamento una relazione sui risultati degli stessi entro un termine massimo di dodici mesi dalla sua riunione costitutiva. Per due volte il Parlamento può decidere di prorogare detto termine di altri tre mesi. Se del caso, la relazione può essere corredata di pareri di minoranza alle condizioni previste all'articolo 56. La relazione è pubblicata.
Su richiesta della commissione di inchiesta, il Parlamento procede a una discussione su detta relazione nella tornata successiva alla presentazione della relazione stessa.
Su richiesta della commissione di inchiesta, il Parlamento procede a una discussione su detta relazione nella tornata successiva alla presentazione della relazione stessa.
La commissione di inchiesta può altresì sottoporre al Parlamento un progetto di raccomandazione destinata a istituzioni od organi dell'Unione europea o degli Stati membri.
10 bis.   La commissione di inchiesta può altresì sottoporre al Parlamento un progetto di raccomandazione destinata a istituzioni od organi dell'Unione europea o degli Stati membri.
11.  Il Presidente del Parlamento incarica la commissione competente a norma dell'allegato VI del regolamento di verificare il seguito dato ai risultati dei lavori della commissione di inchiesta e, se del caso, di elaborare una relazione in merito. Egli prende tutte le altre disposizioni ritenute utili ai fini della concreta applicazione delle conclusioni delle inchieste.
11.  Il Presidente del Parlamento incarica la commissione competente a norma dell'allegato VI del regolamento di verificare il seguito dato ai risultati dei lavori della commissione di inchiesta e, se del caso, di elaborare una relazione in merito. Egli prende tutte le altre disposizioni ritenute utili ai fini della concreta applicazione delle conclusioni delle inchieste.
Può essere emendata, a norma dell'articolo 199, paragrafo 2, solo la proposta della Conferenza dei presidenti sulla composizione di una commissione di inchiesta (paragrafo 3).
Non possono essere emendati l'oggetto dell'indagine così come definito da un quarto dei membri del Parlamento (paragrafo 3) né il periodo fissato al paragrafo 4.
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23 Cfr. allegato VIII.
(Il paragrafo 1, secondo comma, è inserito come interpretazione)
Emendamento 222
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 199
Articolo 199
Articolo 199
Composizione delle commissioni
Composizione delle commissioni
1.  L'elezione dei membri delle commissioni e delle commissioni di inchiesta ha luogo su designazione da parte dei gruppi e dei deputati non iscritti. La Conferenza dei presidenti presenta proposte al Parlamento . La composizione delle commissioni riflette per quanto possibile la composizione del Parlamento .
1.  I membri delle commissioni, delle commissioni speciali e delle commissioni di inchiesta sono nominati dai gruppi politici e dai deputati non iscritti.
La Conferenza dei presidenti fissa il termine entro il quale i gruppi politici e i deputati non iscritti devono comunicare le nomine al Presidente, che le annuncia quindi in Aula .
Il deputato che passi a un altro gruppo politico mantiene per la durata restante della carica di due anni e mezzo i seggi occupati nelle commissioni parlamentari. Tuttavia, se a seguito del passaggio di un deputato a un altro gruppo l'equa rappresentanza degli orientamenti politici nell'ambito di una commissione risulta alterata, la Conferenza dei presidenti deve presentare nuove proposte per la composizione di tale commissione, conformemente alla procedura di cui al paragrafo 1, seconda frase, fatti salvi i diritti del deputato in questione.
La ripartizione proporzionale tra i gruppi politici dei seggi in seno ad una commissione non deve discostarsi dal numero intero più appropriato. Se un gruppo decide di non occupare seggi in seno a una commissione, i seggi in questione restano vacanti e le dimensioni della commissione sono ridotte del numero corrispondente. Non è ammesso lo scambio di seggi tra i gruppi politici.
1 bis.   La composizione delle commissioni riflette per quanto possibile la composizione del Parlamento. La ripartizione dei seggi tra i gruppi politici in seno a una commissione deve corrispondere al numero intero più vicino arrotondato per eccesso o per difetto rispetto al risultato del calcolo proporzionale.
Qualora i gruppi politici non raggiungano un accordo sulla ripartizione proporzionale in seno a una o più commissioni, la decisione è presa dalla Conferenza dei presidenti.
1 ter.   Se un gruppo politico decide di non occupare seggi in seno a una commissione, oppure non nomina i suoi membri entro il termine fissato dalla Conferenza dei presidenti, i seggi in questione restano vacanti. Non è ammesso lo scambio di seggi tra i gruppi politici.
1 quater.   Se, a seguito del passaggio di un deputato a un altro gruppo politico, la ripartizione proporzionale dei seggi in seno a una commissione, quale definita al paragrafo 1 bis, risulta alterata, e se i gruppi politici non raggiungono un accordo che garantisca il rispetto dei principi ivi stabiliti, la Conferenza dei presidenti adotta le decisioni necessarie.
1 quinquies.   Le modifiche decise relativamente alle nomine da parte dei gruppi politici e dei deputati non iscritti sono comunicate al Presidente, che ne informa il Parlamento al più tardi all'inizio della seduta successiva. Queste decisioni prendono effetto il giorno dell'annuncio.
1 sexies.   I gruppi politici e i deputati non iscritti possono nominare per ciascuna commissione un numero di supplenti non superiore al numero dei membri titolari che il gruppo politico o i deputati non iscritti hanno facoltà di nominare in seno alla commissione. Il Presidente del Parlamento ne è informato. I supplenti hanno il diritto di partecipare alle riunioni della commissione, di prendervi la parola e, in caso di assenza del membro titolare, di partecipare alla votazione.
1 septies.   Il membro titolare può, in caso di assenza e qualora non siano stati nominati supplenti o qualora questi ultimi siano a loro volta assenti, farsi sostituire nelle riunioni da un altro membro dello stesso gruppo politico ovvero, qualora il membro titolare sia un deputato non iscritto, da un altro deputato non iscritto con diritto di voto. Il presidente della commissione interessata ne è informato entro l'inizio della votazione.
La comunicazione preventiva prevista all'ultima frase del paragrafo 1 septies deve essere effettuata prima che abbia termine la discussione o prima che abbia inizio la votazione sul punto o sui punti per i quali il titolare si è fatto sostituire.
2.   Ogni emendamento alle proposte della Conferenza dei presidenti deve essere presentato, per essere ricevibile, da almeno quaranta deputati. Il Parlamento si pronuncia su tali emendamenti mediante scrutinio segreto.
3.   Sono considerati eletti i deputati figuranti nelle proposte della Conferenza dei presidenti nella forma eventualmente modificata sulla base del paragrafo 2.
4.   Qualora un gruppo politico ometta di presentare candidati per una commissione di inchiesta, conformemente al paragrafo 1, entro la scadenza fissata dalla Conferenza dei presidenti, quest'ultima sottopone alla ratifica dell'Assemblea soltanto i nomi notificatile entro tale scadenza.
5.   La sostituzione dei membri delle commissioni, allorché si siano resi vacanti dei seggi, può essere decisa provvisoriamente dalla Conferenza dei presidenti, d'accordo con i deputati da designare e tenuto conto delle disposizioni di cui al paragrafo 1.
6.   Tali modifiche sono sottoposte alla ratifica del Parlamento nella seduta successiva.
Conformemente al presente articolo:
–   la qualità di membro titolare o di membro supplente di una commissione dipende unicamente dall'appartenenza a un determinato gruppo politico;
–   quando viene modificato il numero dei membri titolari di cui un gruppo politico dispone in una commissione, il numero massimo dei membri supplenti permanenti che tale gruppo può designare subisce la medesima modifica;
–   quando un deputato cambia gruppo politico, non può conservare la qualità di membro titolare o di membro supplente di una commissione assegnatagli dal suo gruppo di origine;
–   in nessun caso il membro di una commissione può essere sostituto da un collega appartenente a un altro gruppo politico.
(Gli ultimi due commi dell'articolo vanno inseriti come interpretazione)
Emendamento 223
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 200
Articolo 200
soppresso
Membri supplenti
1.   I gruppi politici e i deputati non iscritti possono designare per ciascuna commissione un numero di supplenti permanenti pari al numero dei membri titolari che rappresentano i gruppi (e i deputati non iscritti) in seno alla commissione. Il Presidente del Parlamento ne deve essere informato. I supplenti permanenti hanno diritto a partecipare alle riunioni della commissione, a prendervi la parola e, in caso di assenza del membro titolare, a partecipare alla votazione.
In caso di vacanza del seggio del membro titolare di una commissione, ha diritto a partecipare alla votazione in sua vece e a titolo temporaneo un membro supplente dello stesso gruppo politico, fino alla sostituzione provvisoria del membro titolare in conformità dell'articolo 199, paragrafo 5, o, in mancanza di tale sostituzione provvisoria, fino alla nomina di un nuovo membro titolare. Tale diritto si basa sulla decisione del Parlamento relativa alla composizione numerica della commissione e mira a garantire che possa partecipare alla votazione un numero di membri del gruppo politico interessato pari a quello esistente prima della vacanza del seggio.
2.   Il membro titolare di una commissione può, in caso di assenza e qualora non siano stati nominati supplenti permanenti o qualora questi ultimi siano a loro volta assenti, farsi sostituire nelle riunioni da un altro membro dello stesso gruppo politico con diritto di voto. Il nome di questo sostituto deve essere comunicato al presidente della commissione interessata prima dell'inizio della votazione.
Il paragrafo 2 si applica, mutatis mutandis, ai deputati non iscritti.
La comunicazione preventiva prevista all'ultima frase del paragrafo 2, ultima frase, deve essere effettuata prima che abbia termine la discussione o prima che abbia inizio la votazione sul punto o sui punti per i quali il titolare si è fatto sostituire.
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Il disposto del presente articolo si articola intorno a due elementi chiaramente fissati da detto testo:
–   un gruppo politico non può avere in una commissione un numero di membri sostituti permanenti superiore a quello dei membri titolari;
–   soltanto i gruppi politici hanno la facoltà di designare membri sostituti permanenti, alla sola condizione di informarne il Presidente.
In conclusione:
–   la qualità di sostituto permanente dipende unicamente dall'appartenenza a un gruppo determinato;
–   quando viene modificato il numero di membri titolari di cui un gruppo politico dispone in una commissione, il numero massimo di membri sostituti permanenti che tale gruppo può designare subisce la medesima modifica;
–   quando un membro cambia di gruppo politico, non può conservare il mandato di sostituto permanente assegnatogli dal suo gruppo d'origine;
–   in nessun caso il membro di una commissione può essere sostituto di un collega appartenente a un altro gruppo politico.
Emendamento 224
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 201
Articolo 201
Articolo 201
Attribuzioni delle commissioni
Attribuzioni delle commissioni
1.  Le commissioni permanenti hanno il compito di esaminare le questioni che sono loro sottoposte dal Parlamento ovvero, durante un'interruzione della sessione, dal Presidente a nome della Conferenza dei presidenti. Le attribuzioni delle commissioni speciali e delle commissioni di inchiesta sono fissate al momento della loro costituzione; tali commissioni non sono autorizzate a formulare pareri destinati ad altre commissioni.
1.  Le commissioni permanenti hanno il compito di esaminare le questioni che sono loro sottoposte dal Parlamento ovvero, durante un'interruzione della sessione, dal Presidente a nome della Conferenza dei presidenti.
(Cfr. interpretazione dell'articolo 197).
2.   Nel caso in cui una commissione permanente si dichiari incompetente a esaminare una questione, o nel caso in cui sorga un conflitto di competenza fra due o più commissioni permanenti, il problema della competenza è sottoposto alla Conferenza dei presidenti entro quattro settimane lavorative dalla comunicazione in Aula del deferimento alla commissione.
La Conferenza dei presidenti adotta una decisione entro sei settimane in base a una raccomandazione formulata dalla Conferenza dei presidenti di commissione o, in assenza di questa, dal presidente di quest'ultima. Se entro detto termine la Conferenza dei presidenti non ha preso una decisione, la raccomandazione è considerata approvata.
I presidenti di commissione possono stringere accordi con altri presidenti di commissione per quanto riguarda l'assegnazione di un argomento a una determinata commissione, fatta salva, ove necessario, l'autorizzazione di una procedura con le commissioni associate di cui all'articolo 54.
3.  Se più commissioni permanenti sono competenti per una stessa questione, si designa una commissione competente per il merito e le altre competenti per parere.
3.  Se più commissioni permanenti sono competenti per una stessa questione, si designa una commissione competente per il merito e le altre competenti per parere.
Nondimeno, le commissioni cui è stata simultaneamente sottoposta una questione non possono superare il numero di tre, a meno che, in casi motivati, non venga decisa una deroga a tale norma alle condizioni previste al paragrafo 1.
Nondimeno, le commissioni cui è stata simultaneamente sottoposta una questione non possono superare il numero di tre, a meno che non venga decisa una deroga a tale norma alle condizioni previste al paragrafo 1.
4.  Due o più commissioni o sottocommissioni possono procedere in comune all'esame di questioni di loro competenza, senza però poter prendere una decisione.
4.  Due o più commissioni o sottocommissioni possono procedere in comune all'esame di questioni di loro competenza, senza però poter prendere una decisione congiuntamente, tranne nei casi in cui si applica l'articolo 55 .
5.  Previo accordo dell'Ufficio di presidenza del Parlamento, ogni commissione può incaricare uno o più dei suoi membri di procedere a una missione di studio o di informazione.
5.  Previo accordo degli organi competenti del Parlamento, ogni commissione può incaricare uno o più dei suoi membri di procedere a una missione di studio o di informazione.
Emendamento 225
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 201 bis (nuovo)
Articolo 201 bis
Questioni di competenza
1.   Nel caso in cui una commissione permanente si dichiari incompetente a esaminare un punto, o nel caso in cui sorga un conflitto di competenza fra due o più commissioni permanenti, la questione della competenza è sottoposta alla Conferenza dei presidenti di commissione entro quattro settimane dalla comunicazione in Aula del deferimento alla commissione.
2.   La Conferenza dei presidenti adotta una decisione entro sei settimane dalla data in cui le viene sottoposta la questione sulla base di una raccomandazione formulata dalla Conferenza dei presidenti di commissione o, in assenza di questa, dal presidente di quest'ultima. Se entro detto termine la Conferenza dei presidenti non ha preso una decisione, la raccomandazione si considera approvata.
3.   I presidenti di commissione possono stringere accordi con altri presidenti di commissione per quanto riguarda l'assegnazione di un argomento a una determinata commissione, fatta salva, ove necessario, l'autorizzazione di una procedura con le commissioni associate di cui all'articolo 54.
Emendamento 226
Regolamento del Parlamento europeo
Articolo 202
Articolo 202
soppresso
Commissione incaricata della verifica dei poteri
Tra le commissioni costituite in base a