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Procedura : 2017/2038(INI)
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Ciclo del documento : A8-0294/2017

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A8-0294/2017

Discussioni :

PV 24/10/2017 - 18
CRE 24/10/2017 - 17

Votazioni :

PV 25/10/2017 - 7.7
CRE 25/10/2017 - 6.7

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P8_TA(2017)0413

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Mercoledì 25 ottobre 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
Aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei rom nell'UE: lotta all'antiziganismo
P8_TA(2017)0413A8-0294/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 25 ottobre 2017 sugli aspetti relativi ai diritti fondamentali nell'integrazione dei rom nell'Unione europea: lotta all'antiziganismo (2017/2038(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE) e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  visto il preambolo del TUE, in particolare il secondo trattino e i trattini dal quarto al settimo,

–  visti, tra l'altro, l'articolo 2, l'articolo 3, paragrafo 3, secondo trattino, e l'articolo 6 TUE,

–  visti, tra l'altro, l'articolo 10 e l'articolo 19, paragrafo 1, TFUE,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea del 7 dicembre 2000 ("Carta"), proclamata il 12 dicembre 2007 a Strasburgo ed entrata in vigore con il trattato di Lisbona nel dicembre 2009,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948,

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia, adottata a New York il 20 novembre 1989, in particolare l'articolo 3,

–  vista la risoluzione ONU A/70/L.1, adottata dall'Assemblea generale il 25 settembre 2015, dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo. L'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile),

–  vista la risoluzione ONU A/RES/60/7, adottata dall'Assemblea generale il 1° novembre 2005, sulla memoria dell'Olocausto,

–  vista la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali,

–  vista la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la tutela delle minoranze nazionali,

–  vista la dichiarazione del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sulla recrudescenza dell'antiziganismo e della violenza razzista nei confronti dei rom in Europa, adottata il 1° febbraio 2012,

–  vista la raccomandazione di politica generale n. 13 della commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza (ECRI), sulla lotta contro l'antiziganismo e le discriminazioni nei confronti dei rom,

–  vista la Carta dei partiti politici europei per una società non razzista, adottata dal Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d'Europa in occasione della sua 32a sessione nel marzo 2017,

–  viste le risoluzioni dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa 1985 (2014) sulla situazione e i diritti delle minoranze nazionali in Europa e 2153 (2017) sulla promozione dell'inclusione di rom e viaggianti,

–  vista la dichiarazione del segretario generale del Consiglio d'Europa, Thorbjørn Jagland, dell'11 aprile 2017 sui 10 obiettivi per i prossimi 10 anni,

–  vista la convenzione dell'OIL del 1958 sulla discriminazione in materia di occupazione e lavoro (n. 111),

–  vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(1) ,

–  vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e lavoro(2) ,

–  vista la direttiva 2012/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato e che sostituisce la decisione quadro 2001/220/GAI(3) ,

–  visto il regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale(4) ,

–  vista la decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale(5) ,

–  viste la raccomandazione del Consiglio del 9 dicembre 2013 su misure efficaci per l'integrazione dei Rom negli Stati membri e le conclusioni del Consiglio dell'8 dicembre 2016 dal titolo "Accelerare il processo di integrazione dei Rom" e del 13 ottobre 2016 sulla relazione speciale n. 14/2016 della Corte dei conti europea,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 15 giugno 2011 sull'educazione e la cura della prima infanzia,

–  viste le comunicazioni della Commissione sull'integrazione dei Rom (COM(2010)0133, COM(2012)0226, COM(2013)0454, COM(2015)0299, COM(2016)0424), inclusa la comunicazione dal titolo "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" (COM(2011)0173),

–  vista la comunicazione della Commissione sulla garanzia per i giovani e l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile a tre anni di distanza (COM(2016)0646),

–  vista la raccomandazione 2013/112/UE della Commissione, del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale",

–  viste le sue precedenti risoluzioni sui rom(6) ,

–  vista la sua risoluzione del 15 aprile 2015, in occasione della Giornata internazionale dei rom, sull'antiziganismo in Europa e il riconoscimento, da parte dell'UE, della giornata commemorativa del genocidio dei rom durante la Seconda guerra mondiale(7) ,

–  vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2016 sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea nel 2015(8) , in particolare i paragrafi da 117 a 122 sui diritti dei rom,

–  vista la relazione 2016 sui diritti fondamentali, elaborata dall'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali,

–  viste le indagini UE-MIDIS I e II dell'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali e varie altre indagini e relazioni sui rom,

–  vista la relazione speciale n. 14/2016 della Corte dei conti europea "Iniziative politiche dell'UE e il sostegno finanziario a favore dell'integrazione dei Rom: nonostante i progressi significativi conseguiti negli ultimi dieci anni, occorre compiere ulteriori sforzi sul campo",

–  vista l'indagine Eurobarometro "La discriminazione nell'UE nel 2015",

–  viste le relazioni e le raccomandazioni dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) e, tra l'altro, il suo piano d'azione per migliorare la situazione dei rom e dei sinti nell'area dell'OSCE,

–  viste le relazioni e le raccomandazioni delle organizzazioni che svolgono un ruolo di controllo e delle organizzazioni della società civile, soprattutto quelle del Centro europeo per i diritti dei rom, della Fundación Secretariado Gitano, dell'Open Society Foundation (OSF), della European Roma Grassroots Organisation (ERGO) e di Amnesty International,

–  visto il documento di riferimento sull'antiziganismo dell'Alleanza contro l'antiziganismo,

–  vista la relazione del Centro europeo di studi politici dal titolo "Combating Institutional Anti-Gypsyism: Responses and promising practices in the EU and selected Member States" (Contrastare l'antiziganismo istituzionale: risposte e pratiche promettenti nell'UE e in taluni Stati membri),

–  visto il neocostituito istituto europeo per l'arte e la cultura rom (ERIAC) di Berlino, che intende dare visibilità alla presenza artistica e culturale dei 12 milioni di rom in Europa, per consentire loro di esprimersi, contribuendo in tal modo alla lotta contro l'antiziganismo,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e il parere della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0294/2017),

A.  considerando che i rom in Europa vengono ancora privati dei loro diritti umani;

B.  considerando che i rom fanno parte della cultura e dei valori dell'Europa e che hanno contribuito alla ricchezza culturale, alla diversità, all'economia e alla storia comune dell'UE;

C.  considerando che "l'antiziganismo è una specifica forma di razzismo, un'ideologia basata sulla superiorità razziale, una forma di disumanizzazione e razzismo istituzionale alimentata da discriminazioni storiche, che si esprime, tra l'altro, attraverso la violenza, l'incitamento all'odio, lo sfruttamento, la stigmatizzazione e la più evidente forma di discriminazione"(9) ;

D.  considerando che, nonostante gli sforzi a livello nazionale, europeo e internazionale, è possibile ritrovare quotidianamente un antiziganismo persistente e strutturale(10) a tutti i livelli della società europea che si manifesta, ad esempio, nella mancanza di interesse mostrata a livello individuale e istituzionale, nella discriminazione, nella disuguaglianza, nella mancata emancipazione, nello svilimento, nell'alterizzazione e nella ricerca di capri espiatori, nella stigmatizzazione, nell'incitamento all'odio e rendendo i rom vittime di violenza, nella povertà estrema e nella profonda esclusione sociale; che l'antiziganismo è in aumento e che alcuni partiti politici stanno guadagnando consensi grazie al forte sentimento anti rom;

E.  considerando che si possono individuare varie forme di antiziganismo nel lavoro e nelle attività delle autorità e istituzioni pubbliche in quasi tutte le sfere e a tutti i livelli negli Stati membri che si manifesta più comunemente nella mancata garanzia, ai rom, della parità di accesso o di qualsivoglia accesso alle forniture e ai servizi pubblici, nella negazione di pari diritti e di un pari trattamento, nell'estromissione dei rom dai processi decisionali e di produzione delle conoscenze, nella scarsa rappresentanza all'interno degli organi ufficiali a tutti i livelli della società, nell'elaborazione di programmi discriminatori e nell'utilizzo improprio delle opportunità di finanziamento finalizzate al miglioramento dell'esistenza dei rom;

F.  considerando che è possibile ravvisare un antiziganismo involontario anche nelle attività delle istituzioni dell'UE, visto che i rom restano fuori da molti programmi e fondi dell'Unione che potrebbero avere un impatto positivo sulle loro condizioni e prospettive di vita o che simbolicamente designano i rom come uno dei loro beneficiari, ma non tengono conto delle loro realtà e della discriminazione che affrontano;

G.  considerando che l'antiziganismo, per quanto inconscio, può essere rivelato nell'acquis dell'UE, che spesso non tiene conto delle realtà e delle sfide dei rom i quali, a causa delle varie discriminazioni di cui sono stati vittime per secoli, non possono godere degli stessi diritti e delle stesse opportunità nonché dello stesso livello di tutela offerto dall'acquis europeo agli altri cittadini dell'UE;

H.  considerando che esiste un persistente trattamento paternalistico da parte della nostra società nei confronti dei rom, rilevabile sia a livello di linguaggio che di azioni, che sottolinea esclusivamente l'esigenza dell'"inclusione" o dell'"integrazione" dei rom mentre, in effetti, quello che serve è un cambio di rotta radicale nell'approccio adottato; che occorre garantirne l'accesso e il pieno godimento dei diritti fondamentali e della cittadinanza nella nostra società;

I.  considerando che si fa continuamente riferimento ai rom come persone vulnerabili, quando il fatto che vengano privati dei loro diritti umani e che venga negata loro la parità di trattamento e accesso alla sicurezza sociale, ai servizi, all'informazione, alla giustizia, all'istruzione, all'assistenza sanitaria, al lavoro, ecc. suggerisce che sono proprio le strutture istituite e mantenute da chi è al potere ad essere discriminatorie e a rendere vulnerabili i rom; che ciò dimostra che le autorità competenti hanno ignorato le proprie responsabilità in materia di diritti umani;

Appartenenza e partecipazione

1.  sottolinea che, per combattere l'inconscio consenso sociale che porta a escludere i rom, per combatterne la discriminazione e l'esclusione sociale e per sconfiggere gli stereotipi creati e rafforzati tramite la letteratura popolare, i mezzi d'informazione, le arti e il linguaggio nei secoli, è fondamentale educare le società tradizionali riguardo alla diversità dei rom, alla loro storia, alla cultura, nonché alle forme, alla diffusione e alla gravità dell'antiziganismo che essi affrontano nella vita quotidiana; invita, a tale proposito, gli Stati membri ad assumersi la piena responsabilità dei propri cittadini rom e ad avviare campagne di sensibilizzazione intersettoriali a lungo termine;

2.  ritiene che una partecipazione attiva e significativa dei rom sul piano sociale, economico, politico e culturale sia fondamentale per affrontare efficacemente l'antiziganismo e creare l'essenziale fiducia reciproca a vantaggio dell'intera società; fa presente la responsabilità comune della Commissione e degli Stati membri al riguardo; invita quindi la Commissione e gli Stati membri a definire strategie che comprendano misure sia proattive che reattive, sulla base di consultazioni sistemiche effettive con rappresentanti dei rom e le ONG, e a coinvolgerli nella gestione, nel monitoraggio e nella valutazione dei programmi e progetti tradizionali avviati a tutti i livelli, anche a livello locale; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'istituzione di organizzazioni civili e istituzioni pubbliche rom indipendenti e il conferimento di responsabilità a una leadership rom giovane e progressista;

Riconciliazione e costruzione della fiducia

3.  esorta la Commissione, allo scopo di costruire l'essenziale fiducia reciproca, a istituire una commissione per la verità e la riconciliazione a livello UE (all'interno delle strutture esistenti o come organo distinto) al fine di riconoscere la persecuzione, l'esclusione e il disconoscimento dei rom nel corso dei secoli e documentarli in un Libro bianco ufficiale, nonché a collaborare con il Parlamento europeo ed esperti rom per espletare tali compiti;

4.  invita gli Stati membri a istituire commissioni per la verità e la riconciliazione (all'interno delle strutture esistenti o come organi distinti ) al fine di riconoscere la persecuzione, l'esclusione e il disconoscimento dei rom nel corso dei secoli, coinvolgendo parlamentari, funzionari di governo, giuristi, rappresentanti dei rom, ONG e organizzazioni di base, affinché siano documentate tali problematiche in un Libro bianco ufficiale, e incoraggia gli Stati membri a inserire la storia dei rom nei programmi delle scuole;

5.  invita gli Stati membri a commemorare le vittime dell'Olocausto dei rom, a stabilire che il 2 agosto si celebri la Giornata della memoria dell'Olocausto dei rom e a concedere un risarcimento idoneo e immediato ai sopravvissuti dell'Olocausto dei rom attraverso una procedura semplificata, accompagnata da una campagna di sensibilizzazione; invita la Commissione e gli Stati membri a includere le vittime rom nelle commemorazioni organizzate il 27 gennaio di ogni anno per la Giornata della memoria dell'Olocausto e a organizzare corsi di formazione per i dipendenti pubblici riguardo all'Olocausto dei rom;

Verifica dei risultati ottenuti

6.  manifesta preoccupazione per il fatto che, pur essendo stati attuati vari programmi mirati negli Stati membri, la maggior parte dei programmi tradizionali, compresi quelli contemplati dai fondi strutturali, non riesce a raggiungere i gruppi più svantaggiati, in particolare i rom; invita pertanto la Corte dei conti a valutare i risultati dei programmi UE, come quelli in materia di occupazione e istruzione, ad esempio Erasmus+ e l'iniziativa per l'occupazione giovanile (YEI) in modo più approfondito e regolare;

7.  invita la Commissione:

   a valutare i programmi e le opportunità di finanziamento dell'UE, onde verificare se essi siano conformi ai requisiti di non discriminazione e partecipazione e, se necessario, ad adottare tempestivamente misure correttive,
   ad applicare un programma solido per il monitoraggio e la contabilità finanziaria a lungo termine incentrato sulla qualità, onde verificare i risultati degli Stati membri nell'utilizzo dei programmi UE,
   a coinvolgere attivamente i destinatari rom dei progetti nel processo di monitoraggio e valutazione in modo efficace e trasparente,
   a garantire che il meccanismo esistente di reclamo sia reso più accessibile e trasparente per i residenti, le ONG e le autorità, onde consentire loro di segnalare fondi e programmi dell'UE discriminatori,
   a sospendere i fondi in caso di utilizzo improprio di fondi UE,
   a riformare i fondi SIE affinché forniscano sostegno finanziario alla lotta contro l'antiziganismo in modo più proattivo e
   ad ampliare i programmi di finanziamento "L'Europa per i cittadini" e "Diritti, uguaglianza e cittadinanza" riconoscendo l'importante ruolo delle organizzazioni della società civile che esercitano un ruolo di controllo e di altri portatori di interessi nel monitoraggio dell'antiziganismo e nell'assicurare il rispetto dei diritti fondamentali;

8.  invita la Commissione e gli Stati membri:

   a garantire che i pertinenti interventi finanziati dall'UE con possibili implicazioni per la comunità rom siano inclusivi e combattano la segregazione,
   a garantire che le pratiche segregazioniste siano chiaramente descritte ed esplicitamente escluse dai finanziamenti,
   a migliorare le opportunità di finanziamento, onde garantire che le opportunità di istruzione e occupazione create offrano un mezzo tangibile e sostenibile per uscire dalla disoccupazione a lungo termine, il che è essenziale per vivere in modo dignitoso,
   a garantire che tutte le risorse disponibili siano utilizzate efficacemente e
   a incrementare il tasso di assorbimento dei fondi UE, in linea con le priorità definite nelle strategie nazionali di integrazione dei rom;

9.  invita gli Stati membri a rafforzare il coordinamento tra le autorità locali e nazionali per eliminare gli ostacoli amministrativi e politici e ad utilizzare efficacemente i fondi UE al fine di migliorare la situazione dei rom, in particolare dei minori;

10.  ricorda la raccomandazione del Consiglio del 2013, secondo la quale la promozione dell'inclusione sociale e la lotta alla povertà e alla discriminazione, tra l'altro anche favorendo l'integrazione socioeconomica di comunità emarginate come i rom, dovrebbero essere agevolate destinando almeno il 20 % delle risorse totali del FSE in ciascuno Stato membro a investimenti nelle persone;

Garantire la parità di diritti e combattere l'antiziganismo attraverso la formazione

11.  ricorda che i diritti delle minoranze e il divieto di discriminazione fanno parte integrante dei diritti fondamentali e, in quanto tali, rientrano tra i valori dell'UE che devono essere rispettati ai sensi dell'articolo 2 TUE; ricorda altresì che l'UE può intervenire se esiste un palese rischio di grave violazione di tali valori da parte di uno Stato membro, conformemente all'articolo 7 TUE;

12.  invita gli Stati membri, alla luce delle allarmanti relazioni delle ONG e delle organizzazioni che esercitano un ruolo di controllo:

   ad attuare e applicare la direttiva 2000/43/CE al fine di prevenire ed eliminare efficacemente tutte le forme di discriminazione nei confronti dei rom e garantire che le regolamentazioni amministrative nazionali, regionali e locali non siano discriminatorie e non si traducano in pratiche di segregazione,
   ad applicare la decisione quadro 2008/913/GAI in quanto fornisce gli strumenti per combattere con successo la retorica antiziganista e la violenza contro i rom;

13.  invita la Commissione a fornire assistenza agli Stati membri in materia di recepimento e attuazione delle direttive in materia di parità di trattamento e ad continuare ad avviare procedure di infrazione contro tutti gli Stati membri, senza eccezione, che violano o non recepiscono o non attuano le direttive in materia di parità di trattamento, come la direttiva sull'uguaglianza razziale (2000/43/CE), la direttiva sul diritto di circolare e soggiornare liberamente (2004/38/CE)(11) , la direttiva sui diritti delle vittime di reato (2012/29/UE), la decisione quadro del Consiglio (2008/913/GAI) su razzismo e xenofobia, la direttiva sui servizi di media audiovisivi (2010/13/UE)(12) , la direttiva del Consiglio sulla parità di trattamento tra uomini e donne (2004/113/CE)(13) e la direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro (2000/78/CE);

14.  invita la Commissione e il Consiglio a superare l'impasse e a rilanciare i negoziati sulla cosiddetta direttiva antidiscriminazione;

15.  condanna la negazione, da parte di alcuni Stati membri, delle disuguaglianze di cui sono vittime i loro cittadini rom, la loro mancanza di volontà politica a porre rimedio alla mancata garanzia dell'accesso dei rom ai diritti fondamentali e il godimento di tali diritti, nonché il fatto che tali Stati membri diano la colpa agli stessi rom per la loro esclusione sociale causata dal razzismo strutturale;

16.  invita gli Stati membri:

   a condannare in maniera chiara e a sanzionare la negazione dell'Olocausto dei rom, l'incitamento all'odio e la ricerca di capri espiatori da parte di politici e funzionari pubblici a tutti i livelli e in ogni tipo di media, in quanto rafforzano direttamente l'antiziganismo nella società;
   ad adottare ulteriori misure per prevenire, condannare e contrastare l'incitamento all'odio anti-rom, servendosi anche del dialogo culturale;

17.  esorta la Commissione e gli Stati membri a intensificare il loro lavoro con le ONG per offrire la migliore formazione su come contrastare il pregiudizio e come lottare efficacemente contro le campagne di incitamento all'odio mediante l'individuazione delle esigenze specifiche e delle richieste delle ONG partner al riguardo; esorta la Commissione a lanciare un appello alla società civile a monitorare e segnalare i casi di incitamento all'odio, i reati di odio e la negazione dell'Olocausto negli Stati membri;

18.  invita il suo Presidente a condannare e punire i deputati al Parlamento europeo che ricorrono a un linguaggio o a un comportamento offensivo, razzista e xenofobo in Parlamento;

19.  deplora la violazione del diritto dei rom alla libera circolazione; invita gli Stati membri a riconoscere che i principi fondamentali dell'UE devono essere applicati a tutti i suoi cittadini e che la direttiva sulla libera circolazione non consente espulsioni collettive né qualsiasi genere di profilazione razziale; invita gli Stati membri di origine ad assumersi la responsabilità di combattere la povertà e l'esclusione di tutti i loro cittadini e gli Stati membri di arrivo a rafforzare la cooperazione transfrontaliera per combattere la discriminazione e lo sfruttamento ed evitare che l'esclusione continui nel paese di arrivo;

20.  invita gli Stati membri ad affrontare i pregiudizi contro i rifugiati e i richiedenti asilo rom nel contesto della migrazione; ricorda che gli Stati membri accolgono richiedenti asilo dai paesi dei Balcani occidentali che, in termini numerici, comprendono molti rom della Serbia e dell'ex Repubblica iugoslava di Macedonia e che ciò può essere correlato a particolari fattori che interessano la comunità rom in tali paesi; chiede l'inclusione di un capitolo specifico sulla persecuzione in esito all'antiziganismo nelle informazioni del paese d'origine concernenti i paesi interessati;

21.  si dice profondamente preoccupato per il numero di rom apolidi in Europa, con conseguente completa negazione di un loro accesso ai servizi sociali, di istruzione e di assistenza sanitaria, un aspetto che li spinge ai margini estremi della società; invita gli Stati membri a porre fine all'apolidia e a garantire il godimento dei diritti umani fondamentali per tutti;

22.  invita gli Stati membri ad attuare registrazioni delle nascite senza discriminazioni e a garantire l'identificazione di tutti i loro cittadini, per evitare che ai rom sia negato l'accesso a tutti i servizi essenziali; invita gli Stati membri ad adottare rapide misure correttive per interrompere registrazioni delle nascite discriminatorie e, attraverso le loro autorità locali, a intraprendere azioni positive per garantire che ogni minore sia registrato; esorta la Commissione a valutare e monitorare la situazione negli Stati membri, a condividere le migliori pratiche sull'identificazione e la protezione delle persone la cui cittadinanza non è stata riconosciuta e che non hanno accesso ai documenti di identità e a lanciare campagne di sensibilizzazione sull'importanza delle registrazioni delle nascite;

23.  si dice profondamente preoccupato per l'accesso iniquo dei rom alle informazioni, ai servizi e all'assistenza nel settore sanitario, per la grave mancanza di carte di assicurazione sanitaria tra i rom nonché per gli abusi di stampo razziale di cui sono vittime; invita gli Stati membri ad adottare misure efficaci per eliminare gli ostacoli all'accesso al sistema sanitario; chiede agli Stati membri, ove necessario, di garantire finanziamenti per programmi di mediazione sanitaria per i rom, di aumentare la sensibilizzazione sanitaria e di migliorare l'accesso alla vaccinazione e all'assistenza sanitaria preventiva nelle comunità rom;

24.  è allarmato dalla discriminazione contro le donne rom, che sono spesso poste in reparti maternità separati e con standard inferiori e subiscono abusi fisici, trascuratezza e un trattamento peggiore o maltrattamenti da parte del personale medico quando cercano di accedere ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, e che spesso non accedono agli screening sanitari mobili; esorta gli Stati membri a istituire un meccanismo di monitoraggio e correttivo per porre immediatamente fine a tale situazione e a provvedere affinché il personale medico che viola l'etica ne debba rispondere; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per promuovere il rafforzamento sostenibile e globale delle capacità per le donne rom, a creare strutture specialistiche come ad esempio punti di contatto per fornire materiale informativo su misura e ad assicurare il necessario sostegno alle iniziative di salute pubblica;

25.  invita gli Stati membri a dare la priorità ai bambini nell'attuazione del quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom, in particolare fornendo l'accesso all'assistenza sanitaria, condizioni di vita dignitose e l'accesso all'istruzione per i bambini rom; sottolinea che la lotta all'analfabetismo tra i bambini rom è fondamentale per una migliore integrazione e inclusione dei rom, al fine di consentire alle generazioni future di migliorare il loro accesso all'occupazione;

26.  sollecita gli Stati membri a condannare la sterilizzazione forzata e ad offrire un risarcimento alle donne rom che sono state sottoposte a una sterilizzazione sistemica sovvenzionata dallo Stato, risarcimento che dovrà essere accompagnato da scuse pubbliche alle vittime di tale crimine contro l'umanità;

27.  è profondamente allarmato dal fenomeno della sottrazione illecita di minori rom ai loro genitori; invita gli Stati membri a indagare tempestivamente su tali casi e ad adottare misure idonee per prevenirli;

28.  condanna l'incapacità degli Stati membri di garantire ai rom un accesso paritario alla giustizia e la loro uguaglianza dinanzi alla legge che si palesa:

   nell'assenza di procedure o in procedure eccessivamente lente per garantire la giustizia alle vittime di reati dell'odio, in particolare quelli perpetrati da agenti delle forze dell'ordine,
   nella sproporzionata criminalizzazione dei rom,
   nell'eccessiva attenzione da parte della polizia (profilazione etnica, procedure di fermo e perquisizione eccessive, incursioni ingiustificate negli insediamenti rom, confisca e distruzione arbitraria di proprietà, uso eccessivo della forza durante gli arresti, aggressioni, minacce, trattamenti umilianti, abusi fisici e negazione dei diritti durante gli interrogatori e la custodia da parte della polizia),
   e nella scarsa attenzione da parte della polizia in caso di crimini commessi contro i rom, con scarsità o assenza di assistenza, protezione (come nel caso della tratta di esseri umani o delle vittime di violenza domestica) o indagini nei casi di reati segnalati dai rom;

29.  invita gli Stati membri:

   a garantire che tutti i cittadini siano uguali dinanzi alla legge e abbiano un accesso paritario alla giustizia e ai diritti procedurali,
   a garantire una formazione obbligatoria, relativa ai diritti umani, continua e improntata al servizio per gli agenti delle forze dell'ordine e i funzionari del sistema giudiziario a tutti i livelli,
   a indagare i reati dell'odio e a perseguirli nonché a offrire le migliori prassi sull'identificazione e l'indagine riguardanti i reati dell'odio, inclusi quelli motivati specificamente dall'antiziganismo,
   a istituire unità per contrastare i reati dell'odio, con conoscenza dell'antiziganismo nelle forze di polizia,
   a incoraggiare un'adeguata attenzione da parte della polizia e, in caso di comportamenti illeciti da parte delle forze dell'ordine, applicare sanzioni,
   a assumere professionisti specializzati nella soluzione delle controversie affinché lavorino a fianco della polizia,
   ad incoraggiare l’assunzione attiva di rom tra i membri delle forze di polizia,
   a provvedere affinché i programmi di sostegno alle vittime tengano conto delle specifiche necessità dei rom e fornire loro assistenza quando segnalano crimini e sporgono denunce,
   a continuare e a estendere la portata geografica di JUSTROM, un programma congiunto Commissione - Consiglio d’Europa (CoE), sull'accesso alla giustizia da parte delle donne rom,
   ad attuare pienamente la direttiva dell'UE per contrastare la tratta di esseri umani e a intensificare la cooperazione di polizia e giudiziaria per combattere la tratta, e
   ad attuare pienamente la direttiva 2011/93/UE(14) sulla prevenzione e la lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la protezione delle vittime;

30.  chiede all'Agenzia dell'Unione europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL) di continuare a organizzare corsi di formazione nel settore dei diritti fondamentali e della relativa sensibilizzazione delle forze di polizia;

31.  è profondamente preoccupato per la diffusa discriminazione contro i rom in materia di alloggi con un mercato degli affitti e delle proprietà e un sistema di edilizia sociale discriminatori, sfratti forzati e demolizioni delle case dei rom senza che siano offerti alloggi alternativi adeguati, la collocazione dei rom in campi separati e in rifugi di emergenza senza servizi di base, la costruzione di muri intorno agli insediamenti rom e la mancata fornitura da parte delle autorità pubbliche di un accesso completo e quotidiano dei rom ad acqua potabile e alla rete fognaria;

32.  invita gli Stati membri ad adottare misure efficaci per garantire la parità di trattamento dei rom nell'accesso agli alloggi, in particolare promuovendo la desegregazione, l'eliminazione di qualsiasi segregazione spaziale e la promozione di uno sviluppo locale di tipo partecipativo e di investimenti territoriali integrati sostenuti dai fondi ESI; esorta gli Stati membri a garantire l'accesso ai servizi pubblici, come l'acqua, elettricità e il gas, e alle infrastrutture abitative conformemente ai requisiti giuridici nazionali;

33.  invita la Commissione a riconoscere la sua competenza nel contesto degli sgombri forzati di stampo razziale; invita gli Stati membri a garantire che gli sgomberi siano pienamente conformi al diritto dell'Unione nonché agli altri obblighi internazionali in materia di diritti umani, come quelli sanciti dalla convenzione europea dei diritti dell'uomo; chiede, inoltre, un aumento del numero e della disponibilità di esperti in materia di desegregazione negli Stati membri maggiormente interessati dal fenomeno, così da sostenere le autorità nel garantire che i fondi strutturali e d'investimento europei promuovano efficacemente la desegregazione, e chiede che il Fondo sociale europeo e il Fondo europeo per lo sviluppo regionale (FSE-FERS) siano destinati a misure di desegregazione spaziale;

34.  accoglie con favore le iniziative proattive che intendono migliorare la situazione abitativa dei rom nelle città; prende atto delle iniziative di Eurocities che raccoglie prove attraverso una mappatura delle caratteristiche delle comunità rom che vivono nelle città, delle sfide che affrontano e del modo in cui le città rispondono a tali sfide;

35.  deplora la persistente segregazione scolastica, compresa la sovrappresentanza dei bambini rom nelle "scuole speciali", le scuole per soli rom, le classi separate, le "scuole contenitore" ecc.; chiede agli Stati membri di elaborare e di adottare misure specifiche di desegregazione scolastica e altre misure efficaci per garantire la parità di trattamento e un accesso completo per i bambini rom a un'istruzione tradizionale di alta qualità e a provvedere affinché tutti i bambini rom completino almeno l'istruzione obbligatoria; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di approfondire i motivi dell'abbandono scolastico precoce, in particolare il ruolo svolto dall'antiziganismo in tale fenomeno; incoraggia altresì gli Stati membri ad esplorare nuovi modi per colmare il divario educativo esistente attraverso l'apprendimento in età adulta, l'istruzione e la formazione professionali e l'apprendimento informale e non formale; insiste sulla necessità di procedere in tal senso prestando attenzione anche alla discriminazione intersettoriale, con il coinvolgimento di esperti rom e di mediatori scolastici, e garantendo risorse adeguate per tali misure;

36.  ritiene allarmante e inaccettabile la discriminazione dei rom nell'ambito dell'occupazione, caratterizzata, nella maggior parte dei casi, da disoccupazione a lungo termine, contratti a "zero ore", condizioni di lavoro precarie che non offrono alcuna assicurazione sanitaria e sociale o pensione, ostacoli nel mercato del lavoro (che esistono persino per i rom con istruzione universitaria) e l'assenza di possibilità di riqualificazione; esorta pertanto gli Stati membri ad adottare misure efficaci per garantire la parità di trattamento dei rom nell'accesso al mercato del lavoro e alle opportunità occupazionali e smantellare gli ostacoli diretti e indiretti, compresa la discriminazione;

37.  chiede agli Stati membri di collaborare con il settore privato per sostenere opportunità di formazione, di occupazione e di imprenditoria per i rom, in particolare nei settori tecnologici in crescita; invita gli Stati membri ad adottare un atteggiamento ambizioso nel valutare in che modo le tecnologie possano aiutare e contribuire all'inclusione sociale ed economica dei rom e alla lotta contro l'antiziganismo; sottolinea l'importanza dello sviluppo regionale per la creazione di occupazione sostenibili nelle regioni meno sviluppate;

38.  invita gli Stati membri a promuovere politiche dotate di un impatto positivo significativo comprovato, come la formazione professionale e sul posto di lavoro, servizi di consulenza individuale, lavoro autonomo, imprenditorialità sociale e programmi per la prima esperienza lavorativa, al fine di promuovere la partecipazione dei rom al mercato del lavoro e prevenire la trasmissione intergenerazionale della povertà nelle comunità rom;

39.  condanna le forme di discriminazione multiple e intersettoriali dei rom, che sono spesso nascoste o coperte; sottolinea che le politiche indirizzate ad un motivo di discriminazione dovrebbero prestare attenzione alla situazione di gruppi specifici che potrebbero essere vittime di molteplici discriminazioni; esorta la Commissione e gli Stati membri a tenere soprattutto conto del miglioramento della scolarizzazione, della partecipazione, dell'accesso all'occupazione, agli alloggi, all'assistenza sanitaria e della prevenzione della discriminazione nel caso delle discriminazioni multiple e intersettoriali e delle disuguaglianze di cui sono vittime i rom e a prevedere programmi specifici per loro nel quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom fino al 2020;

40.  rileva con preoccupazione che le donne rom sono esposte a discriminazioni multiple e intersettoriali per il fatto di essere donne e per appartenere al gruppo della minoranza etnica rom e si trovano quindi in una posizione svantaggiata in termini di partecipazione alla società a tutti i livelli e di accesso ai servizi di base e alle risorse sottolinea che la discriminazione è persino più evidente nei confronti delle donne e delle ragazze rom prive di documenti di identità; sottolinea che il miglioramento della situazione delle donne e delle ragazze rom richiede politiche non discriminatorie specifiche e mirate, che consentano un accesso paritario all'occupazione e all'istruzione, compreso l'apprendimento permanente, e che assicurino alloggi di qualità, fondamentali per migliorare le condizioni di vita e combattere la povertà e l'esclusione;

41.  invita gli Stati membri a garantire l'inserimento, nelle loro strategie nazionali di integrazione dei rom (SNIR), di uno specifico capitolo sui diritti delle donne e l'uguaglianza di genere e a provvedere affinché le misure di integrazione della dimensione di genere intese a promuovere i diritti delle donne e la prospettiva dell'uguaglianza di genere siano applicate in ogni loro sezione, segnatamente la distribuzione dei fondi, in linea con le conclusioni del Consiglio su un quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom che chiedono l'applicazione di una prospettiva di genere in tutte le politiche e le azioni per far progredire l'inclusione dei rom; invita i governi degli Stati membri e le autorità locali a coinvolgere le donne rom nella preparazione, nell'attuazione, nella valutazione e nel monitoraggio delle strategie nazionali di integrazione dei rom (SNIR); sottolinea la necessità di raccogliere sistematicamente e analizzare regolarmente i dati disaggregati per genere e invita la Commissione e gli Stati membri a valutare se le politiche stiano ottenendo i miglioramenti desiderati per le donne e le ragazze rom e ad adottare misure ove tali progressi non si stiamo verificando; invita la Commissione a sostenere la promozione dell'uguaglianza di genere nell'attuazione di tutti gli aspetti della strategia Europa 2020 in linea con la strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015;

42.  invita gli Stati membri a prestare attenzione, nell'attuazione della convenzione, alle particolari sfide affrontate dalle donne e dalle ragazze rom riguardo ai matrimoni precoci e forzati e agli attacchi alla loro integrità fisica e incoraggia gli Stati membri a promuovere e sostenere la raccolta e la diffusione di dati sulle misure giuridiche e di altra natura adottate a livello nazionale per prevenire e combattere la violenza perpetrata contro le donne e le ragazze rom;

43.  incoraggia le imprese e le autorità locali a creare programmi di formazione e opportunità di lavoro per le donne rom;

44.  invita i governi a incoraggiare e sostenere la partecipazione effettiva delle donne rom alla vita pubblica e politica;

45.  ritiene che gli organismi attivi nel campo della parità siano essenziali per informare i rom riguardo ai loro diritti, assisterli nell'esercizio dei loro diritti e segnalare le discriminazioni; invita la Commissione e gli Stati membri a stabilire norme per garantire che gli organismi attivi nel campo della parità dispongano di poteri e risorse adeguati per essere vigili e intervenire nei casi di antiziganismo; invita gli Stati membri a sostenere il lavoro e la capacità istituzionale degli organismi attivi nel campo della parità per la promozione della parità di trattamento, concedendo loro risorse adeguate affinché possano fornire un'adeguata assistenza legale e giudiziaria e a sostenere il loro lavoro con l'aiuto di consulenti legali rom al fine di facilitare la segnalazione di abusi;

46.  esprime preoccupazione per il basso livello di partecipazione dei rom in quanto interlocutori o rappresentanti dei governi locali, regionali e nazionali, nonché per l'incapacità dei governi di garantire loro l'esercizio della piena cittadinanza; riconosce il ruolo fondamentale della società civile a tale riguardo; chiede una più ampia collaborazione tra le autorità nazionali e locali interessate, l'UE, il Consiglio d'Europa e le ONG; invita le istituzioni e i partiti politici dell'UE e degli Stati membri a promuovere attivamente la partecipazione politica e l'emancipazione dei rom e la loro assunzione nelle amministrazioni pubbliche; chiede programmi di emancipazione dei rom, compresi quelli il cui scopo sia di aumentare e garantire la partecipazione a lungo termine dei rom da una prospettiva intersezionale quali rappresentanti dei governi locali, regionali e nazionali; chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare misure per garantire che la partecipazione delle donne rom al processo politico e decisionale sia rafforzata;

47.  invita gli Stati membri a fornire a tutti i funzionari pubblici coinvolti corsi di formazione obbligatori, pratici e intersettoriali in materia di diritti fondamentali e lotta alla discriminazione e che sono essenziali per la corretta attuazione della legislazione dell'UE e degli Stati membri, al fine di dotarli delle conoscenze e competenze necessarie per poter servire tutti i cittadini in un'ottica basata sui diritti umani;

48.  invita gli Stati membri, dato il potere dei media nell’influenzare la percezione delle minoranze etniche da parte del pubblico, a:

   prevedere una formazione obbligatoria per le persone che lavorano nella radiodiffusione pubblica e nei mezzi di comunicazione per sensibilizzarle riguardo alle sfide e alla discriminazione che affrontano i rom e agli stereotipi dannosi,
   a promuovere l'assunzione di rom nei mezzi d'informazione pubblici e
   a garantire la rappresentanza delle organizzazioni dei rom nei consigli di amministrazione dei mezzi di informazione pubblici;

49.  incoraggia, per interrompere con successo il perpetuarsi dell'antiziganismo, gli Stati membri a includere nei propri programmi scolastici, a tutti i livelli, corsi di formazione obbligatori in materia di diritti umani, cittadinanza democratica e alfabetizzazione politica per porre fine all'insicurezza identitaria dei rom e rafforzare la fiducia in loro stessi e la capacità dei rom di esercitare i loro diritti in maniera paritaria,

50.  si dice profondamente preoccupato per i tagli nel settore pubblico, che hanno inciso profondamente sulle attività sia degli Stati che delle ONG finanziate dagli Stati per promuovere l'uguaglianza per i rom e hanno limitato la portata di tali progetti; sottolinea che lo Stato e le sue istituzioni hanno un ruolo fondamentale nella promozione dell'uguaglianza che non può essere sostituito;

Strategie nazionali di integrazione dei rom

51.  rileva con preoccupazione che gli sforzi e i mezzi finanziari che sono stati investiti e i numerosi programmi e fondi europei e nazionali destinati alla comunità rom non hanno contribuito in maniera significativa al miglioramento delle loro condizioni di vita e non hanno fatto avanzare l'integrazione dei rom, in particolare a livello locale; chiede, pertanto, agli Stati membri, per combattere la marginalizzazione, la discriminazione e l'esclusione dei rom, e per promuovere il processo di integrazione dei rom e lottare contro l'antiziganismo:

   di essere ambiziosi nella definizione delle loro strategie nazionali per l'integrazione dei rom, di svolgere ulteriori ricerche in merito a pratiche e programmi locali di successo, con il coinvolgimento attivo dei rom, al fine di mettere in luce la loro situazione, le realtà e le sfide che affrontano, con particolare attenzione all'antiziganismo e alle sue conseguenze, al fine di sviluppare un approccio migliorato, globale e olistico per affrontare la questione, affrontando non solo l'aspetto sociale ed economico, ma combattendo anche il razzismo, lavorando sulla fiducia reciproca,
   di attuare pienamente le strategie nazionali di integrazione dei rom,
   di valutarne l'efficacia e ad aggiornarle regolarmente, a definire azioni chiare, misure mirate e a fissare obiettivi e traguardi misurabili,
   di operare a stretto contatto con ogni soggetto interessato, comprese le entità regionali e locali, gli accademici, il settore privato, le organizzazioni di base e le ONG, e a coinvolgere attivamente i rom,
   di sviluppare ulteriormente la raccolta dei dati basata sulle ricerche sul campo, il monitoraggio finanziario e di qualità e le metodologie di segnalazione, in quanto sostengono politiche efficaci basate su dati comprovati e possono contribuire al miglioramento dell'efficacia delle strategie, delle azioni e delle misure intraprese e a identificare i motivi per cui i programmi e le strategie non ottengono i risultati auspicati,
   di abilitare i loro punti di contatto nazionali per i rom, provvedendo affinché dispongano di un mandato adeguato, delle risorse necessarie e di idonee condizioni di lavoro per svolgere i propri compiti di coordinamento;

L'antiziganismo in prima linea di una strategia migliorata post 2020

52.  accoglie con favore gli sforzi effettuati e la vasta gamma di meccanismi e fondi utili sviluppati dalla Commissione per promuovere l'inclusione sociale ed economica dei rom e il fatto che essa abbia lanciato il quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom fino al 2020, invitando gli Stati membri ad adottare strategie nazionali;

53.  invita la Commissione:

   a perfezionare il quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei rom fino al 2020, basandosi sulle conclusioni e le raccomandazioni della Corte dei conti, della FRA, delle ONG, delle organizzazioni che svolgono un ruolo di controllo e di tutte le parti interessate, per avere un approccio migliorato, aggiornato e ancora più completo,
   a dedicarsi all'antiziganismo, oltre che all’inclusione sociale, nell'ambito del quadro dell'UE fino al 2020 e introdurre indicatori antidiscriminazione nei settori dell'istruzione, dell'occupazione, degli alloggi, della sanità ecc., dato che l'antiziganismo mette a repentaglio il successo dell'attuazione delle strategie nazionali per l'integrazione dei rom,
   trattare l'antiziganismo come una tematica orizzontale e sviluppare, in collaborazione con gli Stati membri, la FRA e le ONG, un inventario di misure pratiche per gli Stati membri per combattere tale fenomeno,
   completare il gruppo specifico sui rom dei servizi pertinenti della Commissione attraverso l'istituzione di un'équipe di progetto a livello di Commissario sui temi inerenti ai rom, che riunisca tutti i Commissari competenti che operano nell'ambito della parità dei diritti e della non discriminazione, della cittadinanza, dei diritti sociali, dell'occupazione, dell'istruzione e della cultura, della salute, degli alloggi, nonché la loro dimensione esterna, garantendo così la creazione di fondi e programmi dell'UE non discriminatori e complementari,
   potenziare e integrare l'attività dell'unità di non discriminazione e coordinamento dei rom della Commissione rafforzando l’équipe, assegnando risorse adeguate e impiegando ulteriore personale per poter disporre di capacità sufficienti per combattere l'antiziganismo, aumentare la consapevolezza dell'Olocausto dei rom e promuovere il ricordo dell'Olocausto;

54.  invita le istituzioni dell'UE a integrare i diritti dei rom nel contesto delle relazioni esterne; insiste con vigore sull'esigenza di combattere l'antiziganismo e di promuovere i diritti dei rom nei paesi candidati effettivi e potenziali;

55.  esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare e divulgare attivamente la definizione di lavoro di antiziganismo fornita dall'ECRI, al fine di fornire orientamenti chiari alle autorità statali;

56.  invita tutti i gruppi politici in Parlamento e i partiti politici negli Stati membri a rispettare la carta rivista dei partiti politici europei per una società non razzista e chiede loro di rinnovare regolarmente tale impegno e a condannare e punire l'incitamento all'odio;

57.  invita l'Agenzia dell'Unione europea per i diritti fondamentali a preparare uno studio sull'antiziganismo nell'UE e nei paesi candidati, a prestare particolare attenzione all'antiziganismo nelle sue attività sulle tematiche connesse ai rom e a monitorare il fenomeno in tutti i settori pertinenti;

o
o   o

58.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati, al Consiglio d'Europa e alle Nazioni Unite.

(1) GU L 180 del 19.7.2000, pag. 22.
(2) GU L 303 del 2.12.2000, pag. 16.
(3) GU L 315 del 14.11.2012, pag. 57.
(4) GU L 166 del 30.4.2004, pag. 1.
(5) GU L 328 del 6.12.2008, pag. 55.
(6) GU C 4 E del 7.1.2011, pag. 7; GU C 308 E del 20.10.2011, pag. 73; GU C 199 E del 7.7.2012, pag. 112; GU C 468 del 15.12.2016, pag. 36; GU C 468 del 15.12.2016, pag. 157.
(7) GU C 328 del 6.9.2016, pag. 4.
(8) Testi approvati, P8_TA(2016)0485.
(9) Raccomandazione politica generale n. 13 dell'ECRI sulla lotta contro l'antiziganismo e le discriminazioni nei confronti dei rom.
(10) L'"antiziganismo" viene definito talvolta in modo diverso e nei vari Stati membri può essere indicato con una parola leggermente diversa come "antigitanismo".
(11) GU L 158 del 30.4.2004, pag. 77.
(12) GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1.
(13) GU L 373 del 21.12.2004, pag. 37.
(14) GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1.

Ultimo aggiornamento: 30 luglio 2018Avviso legale