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Procedura : 2017/2083(INI)
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Ciclo del documento : A8-0334/2017

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A8-0334/2017

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PV 14/11/2017 - 16
CRE 14/11/2017 - 16

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PV 16/11/2017 - 7.7

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P8_TA(2017)0448

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Giovedì 16 novembre 2017 - Strasburgo Edizione definitiva
La strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo
P8_TA(2017)0448A8-0334/2017

Risoluzione del Parlamento europeo del 16 novembre 2017 sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo (2017/2083(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE) e l'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la "strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea: Visione condivisa, azione comune - un'Europa più forte" presentata al Consiglio europeo durante la sua riunione del 28 e 29 giugno 2016,

–  vista la dichiarazione comune del 7 giugno 2017 del Parlamento, del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio e della Commissione relativa a un nuovo consenso europeo in materia di sviluppo: "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro",

–  visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, intitolato "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", e i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),

–  visti i principi per gli investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari elaborati dal Comitato per la sicurezza alimentare mondiale (CFS-RAI), al fine di contribuire alla realizzazione del primo e del secondo obiettivo di sviluppo sostenibile,

–  visto il programma d'azione di Addis Abeba sul finanziamento dello sviluppo 2015,

–  visto l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015,

–  visto il vertice d'azione per l'Africa tenutosi il 16 novembre 2016, che ha riconosciuto la dimensione africana della COP 22,

–  vista la comunicazione della Commissione al Consiglio e al Parlamento europeo, del 26 febbraio 2016, sul piano d'azione dell'UE contro il traffico illegale di specie selvatiche (COM(2016)0087),

–  visti l'accordo di partenariato tra i membri del gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico, da un lato, e la Comunità europea e i suoi Stati membri, dall'altro, firmato a Cotonou il 23 giugno 2000(1) ("accordo di Cotonou"), e le sue revisioni del 2005 e del 2010,

–  visti la strategia comune Africa-UE adottata dai capi di Stato e di governo africani ed europei in occasione del vertice di Lisbona il 9 dicembre 2007 nonché i due piani d'azione adottati ad Accra nell'ottobre 2007 (per il periodo 2008-2010) e a Tripoli nel novembre 2010 (per il periodo 2011-2013),

–  viste le conclusioni del quarto vertice UE-Africa tenutosi a Bruxelles il 2 e 3 aprile 2014 e la tabella di marcia che definisce la struttura delle riunioni (struttura del Cairo) e gli assi di cooperazione tra i due continenti per il periodo 2014-2017, come pure la dichiarazione UE-Africa sulla migrazione e la mobilità,

–  vista l'agenda 2063 dell'Unione africana (UA) adottata nel maggio 2014,

–  vista la relazione sulle proposte di raccomandazione relative alla riforma istituzionale dell'Unione africana preparata da S.E. Paul Kagamé con il titolo "L'imperativo di rafforzare la nostra Unione",

–  vista la dichiarazione del 3° forum intercontinentale della società civile tenutosi a Tunisi dall'11 al 13 luglio 2017, che invita a rafforzare la partecipazione delle organizzazioni della società civile e a mettere le persone al centro della strategia UE-Africa,

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 7 giugno 2017, dal titolo "Un approccio strategico alla resilienza nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2017)0021),

–  vista la proposta di regolamento (UE) 2017/1601 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 settembre 2017, che istituisce il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD), la garanzia dell'EFSD e il fondo di garanzia dell'EFSD(2) ,

–  vista la proposta della Commissione del 5 luglio 2016 relativa a un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (UE) n. 230/2014 che istituisce uno strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (COM(2016)0447),

–  vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 22 novembre 2016, dal titolo "Un partenariato rinnovato con i paesi dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico" (JOIN(2016)0052),

–  viste le diverse comunicazioni della Commissione europea sulle relazioni tra l'UE e l'Africa, in particolare quella del 27 giugno 2007 da titolo "Dal Cairo a Lisbona – Il partenariato strategico UE-Africa" (COM(2007)0357), quella del 17 ottobre 2008 dal titolo "Un anno dopo Lisbona: il partenariato Africa-UE in azione" (COM(2008)0617), nonché quella del 10 novembre 2010 sul consolidamento delle relazioni UE-Africa: 1,5 miliardi di persone, 80 paesi, due continenti, un futuro (COM(2010)0634),

–  viste la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo e al Consiglio, del 4 maggio 2017, dal titolo "Un nuovo impulso al partenariato Africa-UE" (JOIN(2017)0017) e le conclusioni del Consiglio in materia, del 19 giugno 2017,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni fra l'Unione e l'Africa e i paesi ACP, in particolare quella del 4 ottobre 2016 sul futuro delle relazioni ACP-UE dopo il 2020(3) ,

–  vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sul Fondo fiduciario dell'UE per l'Africa: le implicazioni per lo sviluppo e gli aiuti umanitari(4) ,

–  vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 sulla relazione 2015 dell'UE sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo(5) ,

–  vista la sua risoluzione del 22 novembre 2016 sul miglioramento dell'efficacia della cooperazione allo sviluppo(6) ,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per lo sviluppo e i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per il commercio internazionale e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0334/2017),

A.  considerando che l'Unione europea intrattiene rapporti storici con i paesi africani e che i loro destini sono strettamente legati; che l'UE è il partner principale dell'Africa nei settori economico e commerciale e anche dello sviluppo, degli aiuti umanitari e della sicurezza;

B.  considerando che è necessario dare al partenariato Africa-UE una nuova visione che rifletta l'evoluzione della situazione politica, economica, ambientale e sociale in entrambi i continenti; che si rende necessario adattarsi a nuovi attori della scena internazionale, compresa la Cina, e puntare a un partenariato rafforzato, aggiornato e più politico, ponendo l'accento sulla difesa dei nostri interessi comuni fondamentali;

C.  considerando che le relazioni tra l'UE e l'Africa devono fondarsi su principi di comprensione e di interesse reciproci, nonché sulla condivisione di valori comuni nel quadro di un partenariato reciproco;

D.  considerando che le relazioni tra l'UE e il continente africano si articolano su diversi strumenti giuridici e diverse strategie politiche e che è opportuno rafforzare le sinergie e la coerenza tra di essi in modo da rendere il partenariato più efficace e sostenibile;

E.  considerando che l'accordo di Cotonou, al quale aderiscono 79 Stati ACP, di cui 48 dell'Africa subsahariana, disciplina il principale partenariato tra l'UE e l'Africa; che l'UE ha parimenti instaurato relazioni con i paesi africani non aderenti all'accordo di Cotonou; che il partenariato UE-ACP è stato istituito in un momento in cui i paesi ACP non avevano ancora dato vita alle attuali strutture di cooperazione regionale o continentale ; che la creazione dell'UA nel 2003 e della JAES nel 2007 rende essenziale razionalizzare i vari quadri politici tra l'UE e l'Africa; che l'obiettivo di "trattare l'Africa come un'unica entità" è chiaramente dichiarato nel preambolo della JAES;

F.  considerando che l'Unione europea mantiene coi paesi africani un dialogo istituzionale politico portato avanti tramite i vertici UE-Africa, l'organizzazione intergovernativa Unione per il Mediterraneo (UPM) e gli organismi della cooperazione ACP-UE, anche a livello parlamentare attraverso l'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, la delegazione del Parlamento europeo presso l'Assemblea parlamentare dell'Unione per il Mediterraneo o ancora il parlamento panafricano;

G.  considerando che l'11° Fondo europeo di sviluppo (FES) dispone di una dotazione pari a 30,5 miliardi di EUR, di cui 900 milioni di EUR sono riservati al Fondo per la pace in Africa, e che 1,4 miliardi di EUR della riserva del FES saranno utilizzati per il fondo fiduciario europeo per l'Africa; che oltre 5 miliardi di EUR sono stati destinati alle necessità dei paesi africani nel quadro dello strumento europeo di vicinato (SEV) e che 845 milioni di EUR sono assegnati al programma panafricano nel quadro dello strumento di cooperazione allo sviluppo (SCS) per attuare la JAES;

H.  considerando che il futuro vertice UA-UE che si terrà ad Abidjan il 29 e 30 novembre 2017 sul tema "Investire nei giovani" è un'opportunità per creare, sostenere e sviluppare le condizioni economiche di un'autentica uguaglianza tra partner che desiderano difendere interessi comuni fondamentali;

I.  considerando che la nuova JAES dovrà inserirsi nel futuro accordo post-Cotonou;

J.  considerando che l'UE è un partner storico e un importante garante della sicurezza del continente africano, il che è un tema della massima importanza; che la sicurezza e la crescita sostenibile del continente europeo dipendono strettamente e direttamente dalla stabilità e dallo sviluppo del continente africano e viceversa;

K.  considerando che il sostegno costante alla corretta attuazione dell'architettura africana per la pace e la sicurezza nonché l'impegno dell'UE, dell'UA e degli altri attori internazionali presenti in Africa sono essenziali per lo sviluppo e la stabilità del continente;

L.  considerando che la migrazione occupa un posto di rilievo nella strategia globale dell'UE in materia di politica estera e di sicurezza e costituisce un tema prioritario nelle relazioni esterne dell'UE, incluse le sue relazioni con l'Africa; che l'Africa e l'Europa hanno un interesse comune e una responsabilità condivisa in materia di migrazione e mobilità, compresa la lotta alla tratta e il traffico di esseri umani, e che la gestione della migrazione richiede soluzioni globali basate sulla solidarietà, la condivisione delle responsabilità, il rispetto dei diritti dei migranti e del diritto internazionale nonché l'uso efficace degli strumenti della cooperazione allo sviluppo;

M.  considerando che in Africa più di 218 milioni di persone vivono in condizioni di povertà estrema; che, nell'Africa subsahariana, la povertà estrema è scesa dal 56 % della popolazione del 1990 al 43 % della popolazione nel 2012; che 33 dei 47 paesi meno avanzati si trovano nel continente africano, il che fa del partenariato UE-Africa uno strumento indispensabile per la realizzazione dell'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare l'eliminazione della povertà;

N.  considerando che, in Africa, il fabbisogno infrastrutturale è stimato a 75 miliardi di EUR all'anno, il valore del mercato al consumo dovrebbe raggiungere i 1 000 miliardi di dollari nel 2020, gli investimenti esteri diretti dovrebbero aumentare in modo costante fino a 144 miliardi di dollari nel 2020 e la popolazione attuale conta 1 miliardo di abitanti;

O.  considerando che l'Africa esporta ancora soprattutto prodotti grezzi e non trasformati e che la concessione di preferenze commerciali ha assorbito gran parte di tali esportazioni; che il libero accesso al mercato per la maggior parte dei prodotti africani aumenta le capacità dei paesi africani e rafforza la loro competitività e partecipazione ai mercati globali se accompagnato, tra l'altro, da politiche finalizzate all'industrializzazione e alla produttività rurale sostenibili e durature quali elementi essenziali per lo sviluppo;

P.  considerando che si dovrà tenere conto delle tendenze demografiche, in particolare del fatto che entro il 2050, secondo alcune proiezioni, l'Africa potrebbe contare 2,5 miliardi di persone, per la maggior parte giovani, mentre per l'Europa si prevede un significativo invecchiamento della popolazione; che è pertanto essenziale creare milioni di posti di lavoro e aiutare e sostenere l'emancipazione delle donne e dei giovani, in particolare attraverso l'istruzione, l'accesso all'assistenza sanitaria e la formazione nel continente africano;

Intensificare il dialogo politico tra l'UE e l'Africa: una condizione preliminare per un nuovo partenariato strategico

1.  prende atto della comunicazione intitolata "Per un rinnovato slancio del partenariato Africa-UE", che mira a conferire rinnovato slancio al partenariato Africa-UE al fine di rafforzarlo e approfondirlo orientandolo verso la prosperità e la stabilità dei due continenti, conformemente agli impegni assunti nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile, del nuovo consenso europeo per lo sviluppo, che fissa una serie di orientamenti per la politica di sviluppo europea, della strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione e dell'agenda 2063;

2.  ricorda che l'Africa è un partner strategico fondamentale per l'UE e reputa fondamentale rafforzare le relazioni tra l'UE e l'UA attraverso un riesame e un dialogo ampliato che includa i principi della trasparenza e della buona governance, al fine di creare una situazione vantaggiosa per entrambe le parti, instaurare una cooperazione paritaria e sostenibile per far fronte alle sfide condivise e ottenere vantaggi comuni, garantendo nel contempo il principio di titolarità e tenendo conto delle circostanze specifiche e del livello di sviluppo di ciascun paese partner;

3.  invita il futuro partenariato a concentrarsi sui settori prioritari individuati sia dall'UA che dall'UE, quali:

   sviluppo economico (attraverso il commercio, gli accordi di partenariato economico (APE), l'integrazione regionale, la diversificazione economica sostenibile, l'industrializzazione e la creazione di posti di lavoro di qualità),
   la buona governance, anche per quanto riguarda i diritti umani,
   lo sviluppo umano, attraverso servizi pubblici che soddisfino esigenze di base come l'istruzione, la sanità, l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, la parità di genere, la scienza, la tecnologia e l'innovazione,
   sicurezza e lotta al terrorismo,
   migrazione e mobilità,
   ambiente (compresi i cambiamenti climatici);

4.  ricorda che il sostegno al bilancio rappresenta il modo migliore per attuare la titolarità, dando ai governi i mezzi per decidere in merito ai bisogni e le proprie priorità; ricorda che il sostegno al bilancio generale o settoriale consente di sostenere le politiche di sviluppo e di assicurare la massima capacità di assorbimento;

5.  si compiace del fatto che il quinto vertice UA-UE che si terrà in Costa d'Avorio nel novembre 2017 abbia per tema centrale i giovani, tenuto conto della loro importanza per il futuro dei continenti;

6.  ricorda l'importanza e l'efficacia della cooperazione ACP-UE e i risultati ottenuti in materia di sviluppo; sottolinea che tale quadro giuridicamente vincolante deve essere mantenuto dopo il 2020; ribadisce la necessità di intensificare tale cooperazione, pur mantenendone la dimensione regionale, anche attraverso una cooperazione rafforzata con l'UA, le comunità economiche regionali e altre organizzazioni regionali; chiede un approccio più strategico, pragmatico, globale e strutturato al dialogo politico nell'ambito dei negoziati relativi all'accordo post-Cotonou;

7.  chiede che la dimensione parlamentare ACP-UE sia intensificata; sottolinea che l'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE rimane un luogo di scambio privilegiato e svolge un ruolo fondamentale nel rafforzamento della democrazia, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani;

8.  sottolinea che il riesame della politica europea di vicinato offre opportunità per migliorare il coordinamento della politica di vicinato e di quella relativa agli altri Stati dell'Africa attraverso la creazione di ampi quadri di cooperazione su questioni regionali quali la sicurezza, l'energia e perfino la migrazione;

9.  ribadisce la necessità di adottare, nel quadro del partenariato Africa-UE, un approccio coordinato tra gli Stati membri dell'UE e tra l'UE e i suoi Stati membri, come previsto dall'articolo 210 TFUE; ricorda, inoltre, che è necessario rispettare il principio UE della coerenza delle politiche per lo sviluppo per le politiche e le iniziative sia europee che africane per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

10.  chiede che il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sia pienamente integrato nei rapporti commerciali dell'UE con l'Africa, il che comporta l'inclusione di clausole applicabili in materia di commercio e sviluppo sostenibile in tutti gli accordi commerciali dell'UE con i paesi africani, in linea con l'impegno assunto dalla Commissione nella strategia "Commercio per tutti";

11.  ribadisce che è importante che gli Stati membri rispettino l'accordo che chiede di destinare lo 0,7 % del PIL al sostegno ufficiale allo sviluppo con l'obiettivo di rafforzare la cooperazione con l'Africa;

12.  condivide la volontà espressa di rafforzare le alleanze tra l'UE e l'Africa per affrontare le questioni di governance globale; insiste, a tale riguardo, sulla necessità di rafforzare il dialogo con l'UA e sull'importanza di assicurarne l'autonomia finanziaria in conformità della decisione di Kigali sui finanziamenti riducendone la dipendenza dai finanziamenti esterni; prende atto delle proposte formulate nella relazione elaborata da Paul Kagamé che mira a rafforzare l'UA al fine di dare impulso al processo di integrazione politica africana;

13.  sottolinea il ruolo svolto dalla società civile — comprese le ONG, le organizzazioni di ispirazione religiosa, le organizzazioni per i diritti delle donne e dei giovani, il settore privato, i sindacati, le assemblee parlamentari, gli enti locali e le diaspore, ognuno con le proprie caratteristiche specifiche — nel consolidare il dialogo politico tra l'UE e l'Africa per garantire un partenariato incentrato sui cittadini;

14.  insiste sulla necessità di rafforzare la partecipazione della società civile nel partenariato Africa-UE favorendo il potenziamento delle sue capacità, in particolare attraverso il trasferimento di competenze e garantendo la sua partecipazione alla progettazione e all'attuazione delle riforme e delle politiche pertinenti; ritiene che la partecipazione delle organizzazioni della società civile è essenziale per garantire la rendicontabilità pubblica; sostiene le diverse piattaforme create per fare della società civile un attore chiave del partenariato, in particolare il forum annuale congiunto, che mira ad attuare la tabella di marcia UE-Africa; deplora, tuttavia, la mancata convocazione del forum annuale congiunto ed esorta l'UE e l'UA ad attivare i mezzi finanziari e politici necessari ad assicurare la partecipazione significativa di tutte le parti coinvolte nel partenariato, anche nel quadro di questo quinto vertice AU-UE;

Costruire Stati e società più resilienti per tutti, in particolare i giovani, al fine di conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile

15.  reputa necessario fare della resilienza – nelle sue cinque dimensioni – un pilastro fondamentale della nuova strategia UE-Africa;

Resilienza politica

16.  insiste sulla necessità di promuovere la buona governance, la democrazia, lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, ma anche di compiere sforzi per combattere la corruzione nei due continenti, dal momento che essi costituiscono elementi inscindibili di uno sviluppo sostenibile;

17.  invita pertanto a condurre un dialogo onesto e inclusivo, basato sul rispetto reciproco, che faccia di tali valori e principi un pilastro essenziale della cooperazione, in particolare estendendo la condizionalità degli aiuti allo sviluppo al rigoroso rispetto dei medesimi;

18.  sottolinea che affrontare con maggiore determinazione le sfide in materia di governance in entrambi i continenti è di fondamentale importanza per edificare società più giuste, più stabili e più sicure; sottolinea la necessità di continuare a difendere e promuovere i diritti umani e la governance sulla base degli attuali strumenti giuridici internazionali, leggi, principi e meccanismi, compresi quelli degli organi di governo regionali africani, quali la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e i suoi protocolli, la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, la Commissione africana sui diritti dell'uomo e dei popoli e la Corte africana dei diritti dell'uomo e dei popoli, in modo da rafforzare la titolarità;

19.  ricorda l'importanza del ruolo della Corte penale internazionale nella lotta contro l'impunità e nella difesa dei valori della pace, della sicurezza, dell'uguaglianza, dell'equità, della giustizia e della compensazione che essa veicola; chiede agli Stati membri dell'Unione europea e agli Stati africani di continuare a sostenere lo statuto di Roma e la Corte penale internazionale; sollecita tutti i firmatari dello statuto di Roma a ratificarlo quanto prima;

20.  sostiene l'organizzazione di una conferenza congiunta ad alto livello UA-UE sui processi elettorali, la democrazia e la governance in Africa e in Europa e chiede che il Parlamento europeo, il parlamento panafricano, l'Assemblea paritetica ACP-UE e l'Assemblea parlamentare euro-mediterranea siano pienamente coinvolti; invita a rafforzare i legami tra le diverse assemblee per favorire le sinergie e la coerenza delle azioni intraprese;

Resilienza in materia di sicurezza

21.  ribadisce che sicurezza e sviluppo sono direttamente collegati; sottolinea la necessità di integrare meglio gli aspetti legati alla sicurezza e gli obiettivi di sviluppo per affrontare i problemi specifici degli Stati fragili e promuovere Stati e società più resilienti; osserva che ciò dovrebbe essere fatto mediante strumenti specifici e finanziamenti aggiuntivi;

22.  chiede una cooperazione più intensa tra l'UE e l'Africa nel settore della sicurezza e della giustizia, nel rispetto del quadro giuridico internazionale, al fine di adottare un approccio olistico alla risoluzione dei problemi e di lottare contro la criminalità organizzata, il traffico e la tratta di esseri umani, con particolare riferimento ai minori, nonché il terrorismo; ritiene che le azioni intraprese dall'UE debbano essere in sinergia con le strategie adottate dai paesi africani, in particolare quelle in materia di pace e sicurezza espresse nell'agenda 2063;

23.  sottolinea la necessità di una cooperazione tra l'UE, l'UA, le organizzazioni regionali e altri attori politici di rilievo in Africa nel campo della sicurezza, al fine di rafforzare le capacità dei paesi in via di sviluppo, riformare i loro settori della sicurezza e sostenere le attività nel campo del disarmo, della smobilitazione e del reintegro degli ex combattenti;

24.  ricorda che il terrorismo costituisce una minaccia globale per la pace e la stabilità a livello regionale, lo sviluppo sostenibile e la sicurezza interna, e deve essere affrontato nel quadro di uno sforzo coordinato da parte dei governi nazionali, delle organizzazioni regionali e internazionali e delle agenzie europee; chiede una maggiore cooperazione nell'ambito della strategia UE-Africa al fine di prevenire l'impunità, promuovere lo Stato di diritto e il rafforzamento delle capacità di polizia e giudiziarie per facilitare lo scambio di informazioni e delle migliori prassi e prevenire, contrastare e combattere il finanziamento del terrorismo nonché perseguirlo; osserva che la strategia antiterrorismo dovrebbe altresì includere misure per la promozione del dialogo interreligioso e la prevenzione della radicalizzazione in Africa e in Europa, soprattutto tra i giovani, che conduce all'estremismo violento;

25.  ribadisce l'importanza delle varie missioni e operazioni dell'UE in Africa; accoglie favorevolmente l'istituzione della forza congiunta del G5 Sahel; invita a rafforzare le azioni europee per la pace e la sicurezza in collaborazione con i partner africani e internazionali e a sostenere la piena operatività dell'architettura africana per la pace e la sicurezza; chiede un contributo iniziale da parte dell'UE al Fondo per la pace dell'Unione africana per le attività rientranti nella categoria "mediazione e diplomazia";

Resilienza ambientale

26.  ricorda che l'Africa è particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico; reputa essenziale che l'UE elabori un approccio strategico alla costruzione della resilienza climatica e sostenga i paesi africani, in particolare quelli meno avanzati, nei loro sforzi di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e di adattamento; sottolinea l'importanza del cambiamento climatico quale moltiplicatore di rischio per i conflitti, la siccità, la carestia e la migrazione, come dimostrato dal recente scoppio della carestia nel Sud Sudan, in Nigeria e in Somalia; ricorda, in tale contesto, che è essenziale promuovere e rispettare l'impegno assunto a Parigi nel 2015 di assegnare 100 miliardi di dollari entro il 2020 ai paesi in via di sviluppo; chiede nuove forme di collaborazione tra l'UE e l'Africa onde ridurre gli ostacoli al finanziamento e al trasferimento delle tecnologie;

27.  sottolinea che l'ambiente naturale dell'Africa è ricco e diversificato; chiede che la tutela della biodiversità sia posta al centro dell'agenda politica UA-UE; chiede che la strategia UE-Africa agisca di concerto con le priorità del piano d'azione dell'UE contro il traffico illegale di specie selvatiche e al fine di proteggere il patrimonio naturale, in particolare i parchi naturali;

28.  incoraggia maggiori investimenti nei settori delle energie rinnovabili e dell'economia circolare, al fine di stimolare ulteriormente azioni che contribuiscono al rispetto dell'ambiente e creano opportunità di lavoro; ricorda che garantire a tutti l'accesso a un'energia a prezzi ragionevoli, affidabile e moderna è fondamentale per soddisfare i bisogni umani di base, ed è essenziale per quasi tutti i tipi di attività economica nonché un fattore chiave per lo sviluppo; chiede un sostegno costante da parte dell'UE a favore dell'iniziativa per l'energia rinnovabile in Africa (AREI) e accoglie con favore la proposta della Commissione di avviare un nuovo partenariato UE-Africa di ricerca e innovazione sui cambiamenti climatici e le energie sostenibili;

29.  chiede che il partenariato UE-Africa sia incentrato sull'agricoltura e la sicurezza alimentare in una prospettiva a lungo termine e promuova sinergie tra le misure in materia di sicurezza alimentare e quelle relative al clima; esorta l'UE, in tale contesto, ad aumentare la propria assistenza all'agricoltura sostenibile e alle pratiche agroforestali e agroecologiche che rispettano l'utilizzo tradizionale del suolo e assicurano l'accesso ai terreni, all'acqua e alle sementi open source; invita, inoltre, l'UE a sostenere i piccoli produttori/agricoltori e pastori per conseguire la sicurezza alimentare attraverso la costruzione di infrastrutture e gli investimenti nelle stesse, conformemente ai principi per gli investimenti responsabili in agricoltura e nei sistemi alimentari del Comitato per la sicurezza alimentare mondiale, nonché a sostenere l'istituzione di cooperative; evidenzia altresì le capacità e l'esperienza acquisite dalle organizzazioni della società civile a livello comunitario per quanto riguarda l'agricoltura sostenibile;

30.  accoglie con favore le iniziative dell'UE che chiedono una migliore gestione e un commercio più trasparente delle risorse naturali; ritiene che la gestione sostenibile e il commercio delle risorse naturali, quali minerali, legname e fauna selvatica, consentirebbero ai paesi ricchi di risorse e alle loro popolazioni di beneficiarne ulteriormente; ricorda la necessità, nel quadro della legislazione dell'UE sui minerali dei conflitti, di introdurre misure di accompagnamento che seguano un approccio integrato onde promuovere l'applicazione delle norme internazionali sul dovere di diligenza, come indicato nelle linee guida dell'OCSE; chiede l'elaborazione di una carta comune UE-Africa sulla gestione sostenibile delle risorse naturali;

Resilienza economica

31.  ritiene che un contesto normativo e istituzionale stabile e un'economia sana siano elementi essenziali per garantire la competitività, gli investimenti, la creazione di posti di lavoro, un tenore di vita migliore e una crescita sostenibile; sottolinea, in tale contesto, la necessità di accrescere l'accessibilità online delle informazioni concernenti il diritto societario; ricorda che la crescita economica senza uno Stato imparziale non garantisce sistematicamente lo sviluppo o il progresso sociale e ribadisce che è necessario garantire la ridistribuzione della ricchezza e la fornitura di servizi ai cittadini nonché rafforzare le pari opportunità;

32.  invita a rafforzare la cooperazione tra i settori privati europei e africani e a concentrare gli investimenti, soprattutto attraverso partenariati pubblico-privato fondati su un codice etico rigoroso e sul rispetto dei principi della responsabilità sociale, in settori chiave quali:

   l'energia sostenibile, compreso l'accesso all'elettricità per tutti;
   le infrastrutture di base, in particolare nel settore dei trasporti, compreso il trasporto marittimo;
   l'uso sostenibile delle risorse naturali;
   l'agricoltura sostenibile;
   l'economia blu, compresa l'industria marittima;
   ricerca, scienza, tecnologia e innovazione, sia in relazione a temi di interesse comune sia in merito a problematiche che interessano in modo particolare uno dei continenti, ad esempio le malattie legate alla povertà e trascurate;
   la digitalizzazione in quanto elemento essenziale per garantire lo sviluppo dell'economia africana, ma anche per collegare le persone;

33.  sottolinea che l'integrazione regionale è un motore dello sviluppo economico e una necessità in un mondo globalizzato; chiede di sostenere la cooperazione Sud-Sud che riflette la realtà della progressiva trasformazione del continente africano; sostiene la creazione di una zona continentale di libero scambio in Africa come pure l'obiettivo di aumentare il commercio intra-africano al 50 % entro il 2050; ricorda altresì le prospettive di sviluppo offerte nel quadro degli accordi di partenariato economico (APE) e degli accordi commerciali tra l'UE e i paesi africani, che consentono la promozione dello sviluppo sostenibile, dei diritti umani e del commercio equo ed etico; sottolinea la necessità di predisporre norme di origine a sostegno dello sviluppo, clausole di salvaguardia efficaci, calendari di liberalizzazione asimmetrici, tutele per le industrie nascenti nonché la semplificazione e la trasparenza delle procedure doganali; ricorda che gli APE sono volti ad aiutare gli Stati ACP a espandere i loro mercati, a incoraggiare gli scambi di merci e a stimolare gli investimenti, e che essi prevedono un'apertura lenta, progressiva e asimmetrica dello scambio di merci tra l'Unione europea e gli Stati ACP;

34.  invita a una maggiore trasparenza nei trattati commerciali e alla piena partecipazione di tutti gli attori coinvolti, comprese le società civili dei paesi interessati, attraverso consultazioni formali, ai futuri negoziati e all'attuazione degli accordi attualmente in fase di negoziazione;

35.  invita l'Unione europea e i suoi Stati membri a migliorare il coordinamento dei loro programmi di aiuto al commercio e a promuovere sinergie con le politiche in materia di investimenti in Africa; invita, inoltre, ad aumentare gli impegni finanziari a favore degli aiuti al commercio come pure delle iniziative di assistenza tecnica e sviluppo delle capacità, che sono essenziali per i paesi africani, in particolare quelli meno avanzati;

36.  osserva che il settore privato, dalle micro alle piccole e medie imprese, alle cooperative e alle multinazionali, svolge un ruolo determinante nella creazione di posti di lavoro e nel processo di sviluppo e contribuisce al finanziamento di quest'ultimo; evidenzia il ruolo specifico svolto dalle PMI e dalle piccole aziende a conduzione familiare e chiede il sostegno dell'iniziativa individuale; accoglie favorevolmente, a tale proposito, l'istituzione del Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile, che dovrebbe mirare a sostenere il settore privato nei paesi africani, in particolare le imprese locali e le PMI nei paesi fragili, e promuovere in tal modo gli investimenti e la creazione di posti di lavoro sostenibili, soprattutto per le donne e i giovani;

37.  ricorda gli obblighi che il settore privato è tenuto a rispettare nel quadro delle linee guida delle Nazioni Unite e dell'OCSE e ribadisce il suo invito agli Stati membri dell'UE e dell'UA a partecipare costruttivamente al gruppo di lavoro intergovernativo delle Nazioni Unite sulle imprese transnazionali e altre imprese commerciali dal punto di vista dei diritti umani, per lavorare all'elaborazione di un trattato internazionale vincolante, basato sui principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, concernente gli obblighi delle imprese in materia di rispetto dei diritti umani e delle norme sociali e ambientali;

38.  evidenzia la necessità di creare posti di lavoro dignitosi e di collegarli agli investimenti, e di farlo nel quadro del partenariato UE-Africa; chiede il rispetto delle norme dell'OIL in tale contesto; sottolinea l'importanza dell'interazione tra i soggetti sociali, economici e istituzionali e chiede il rafforzamento del ruolo delle parti sociali promuovendo l'efficacia del dialogo sociale a tutti i livelli pertinenti, favorendo in tal modo la contrattazione collettiva;

39.  deplora che ogni anno escano dall'Africa sotto forma di flussi finanziari illeciti circa 50 miliardi di dollari, una cifra che supera l'importo annuo complessivo dell'aiuto pubblico allo sviluppo (APS), e rischia di compromettere gli sforzi per la mobilitazione del reddito interno; invita pertanto entrambe le parti a:

   mettere a punto strumenti efficaci di lotta contro l'evasione fiscale, le frodi fiscali e la corruzione, compresa la trasparenza pubblica in merito alla titolarità effettiva finale di soggetti giuridici, trust e istituti giuridici analoghi;
   promuovere i principi per gli investimenti responsabili sostenuti dalle Nazioni Unite;
   sostenere iniziative volte ad accrescere l'efficienza e la trasparenza dei sistemi di gestione delle finanze pubbliche;

40.  chiede inoltre l'efficace attuazione dei principi guida delle Nazioni Unite sul debito e i diritti umani e dei principi sulla promozione dell'assunzione/erogazione responsabile di prestiti sovrani della Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD); accoglie con favore l'attività delle Nazioni Unite per un meccanismo internazionale di rinegoziazione del debito sovrano;

41.  chiede una maggiore inclusione finanziaria in Africa, anche delle donne, mediante lo sviluppo dei servizi bancari elettronici onde contrastare la polarizzazione della società africana; ricorda che le rimesse costituiscono un flusso di denaro verso i paesi in via di sviluppo superiore all'APS totale e possono contribuire in modo significativo alla realizzazione dell'agenda 2030; chiede pertanto all'UE di sostenere ulteriormente gli sforzi dell'AU volti a migliorare i meccanismi di rimessa;

Resilienza sociale

42.  riconosce l'importanza delle dinamiche demografiche in Africa, che richiedono una visione strategica a lungo termine per sviluppare società sostenibili, inclusive e partecipative; sottolinea parimenti la necessità di assicurare la non discriminazione nei confronti dei gruppi vulnerabili, comprese le persone con disabilità e le popolazioni indigene; riconosce che l'aumento della popolazione in Africa rappresenta sia una sfida per l'economia locale sia un'opportunità per il continente; chiede pertanto all'Unione di dimostrare impegno a favore della promozione di adeguate politiche pubbliche e investimenti nei settori dell'istruzione e della salute, compresi la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, per far sì che i giovani siano in grado di prendere decisioni informate sulla loro salute sessuale e riproduttiva, sulla parità di genere e sui diritti dei minori, senza i quali non è possibile raggiungere la resilienza sociale, economica e ambientale;

43.  sottolinea che il tasso di urbanizzazione in Africa è in costante aumento e pone sfide sul piano sociale, economico e ambientale; chiede soluzioni volte a ridurre tale pressione urbana e ad alleviare i problemi legati all'urbanizzazione incontrollata;

44.  invita l'UE e l'UA a rafforzare i sistemi di istruzione nazionali africani, compresa la capacità della relativa struttura amministrativa, investendo almeno il 20 % dei loro bilanci nazionali nell'istruzione e aumentando il sostegno dell'UE al partenariato globale per l'istruzione (GPE) e al fondo "L'istruzione non può aspettare" (ECW);

45.  sottolinea la necessità di un accesso universale, inclusivo, equo e a lungo termine all'istruzione di qualità a tutti i livelli, a partire dalla prima infanzia e per tutti, prestando particolare attenzione alle ragazze, anche in situazioni di emergenza e di crisi;

46.  sottolinea la necessità di investire nel capitale umano e di far sì che i giovani siano collegati alle realtà mondiali e siano dotati di competenze adeguate alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro, rafforzando i sistemi di istruzione e formazione professionale, sia formale che informale, il lavoro autonomo e l'imprenditoria;

47.  ritiene importante sostenere i paesi africani nell'istituzione di sistemi sanitari pubblici efficienti e nella fornitura di un accesso a prezzi ragionevoli a servizi sanitari di qualità per tutti, eliminando in particolare gli ostacoli cui si trovano confrontate le donne e altri gruppi vulnerabili, tra cui i bambini, le persone con disabilità e le persone LGBTI;

48.  chiede l'introduzione di una copertura minima universale attraverso la creazione di sistemi sanitari nazionali orizzontali; sottolinea che, in base alle tendenze attuali, è necessario formare un ulteriore milione di operatori sanitari qualificati rispetto a quanto originariamente previsto per rispettare lo standard minimo dell'OMS entro il 2030;

49.  sottolinea che le malattie infettive rappresentano una grave minaccia per la resilienza sociale; invita la Commissione a intensificare gli sforzi di cooperazione scientifica e medica tra i due continenti, ad esempio il partenariato Europa-paesi in via di sviluppo per gli studi clinici (EDCTP2), e a investire in scienza, tecnologia e innovazione per far fronte all'ancora enorme problema delle malattie relative alla povertà e trascurate attraverso la cooperazione allo sviluppo;

50.  ricorda la necessità di maggiori investimenti nell'accesso all'assistenza sanitaria materna e alla salute sessuale e riproduttiva al fine di ridurre la mortalità materna e infantile e contrastare le pratiche tradizionali, quali la mutilazione genitale femminile e il matrimonio forzato e/o delle spose bambine;

51.  evidenzia l'importanza della parità di genere e dell'emancipazione femminile nell'ambito della cooperazione UE-Africa; pone l'accento sul ruolo positivo e sulla partecipazione delle donne alle sfere politiche ed economiche, come pure alla prevenzione dei conflitti e alla costruzione di una pace sostenibile;

52.  osserva che la cultura è sia un facilitatore sia una componente importante dello sviluppo e può favorire l'inclusione sociale, la libertà d'espressione, la creazione di identità, il conferimento di responsabilità alla comunità e la prevenzione dei conflitti rafforzando nel contempo la crescita economica; invita pertanto l'UE e l'UA a promuovere il dialogo politico interculturale e la diversità culturale, e a sostenere le strategie di tutela della cultura e del patrimonio; sottolinea che la democrazia è un valore universale che può essere applicato a tutte le culture; riconosce parimenti il ruolo dello sport quale fonte e motore dell'inclusione sociale e della parità di genere;

Definire una strategia per la mobilità e i movimenti migratori che contribuisca allo sviluppo dei due continenti

53.  ricorda che la migrazione e la mobilità tra l'Europa e l'Africa e all'interno dei continenti stessi hanno un'incidenza a livello economico, sociale, ambientale e politico e che questa sfida deve essere affrontata in modo coordinato e olistico tra i due continenti e in cooperazione con i paesi d'origine, di transito e di destinazione, massimizzando le sinergie e ricorrendo alle politiche, ai meccanismi e agli strumenti pertinenti dell'UE, sulla base della solidarietà, della condivisione delle responsabilità, del rispetto e della dignità umana; ricorda, in tale contesto, che è opportuno rafforzare il dialogo UE-Africa prima dei negoziati sui due patti globali concernenti, rispettivamente, migrazione e rifugiati, che saranno elaborati entro il 2018 sotto l'egida delle Nazioni Unite, al fine di individuare le priorità comuni, ove possibile;

54.  ricorda la necessità di rafforzare l'impatto positivo della migrazione e della mobilità affinché tali fenomeni siano considerati strumenti di sviluppo reciproco per i due continenti; sottolinea che a tal fine è necessaria una risposta politica accuratamente elaborata, equilibrata, basata su dati concreti e sostenibile unita a una strategia a lungo termine che tenga conto delle prospettive demografiche e delle cause profonde della migrazione;

55.  riconosce che i conflitti violenti, le persecuzioni, la disuguaglianza, le violazioni dei diritti umani, una governance debole, la corruzione, il terrorismo, i regimi repressivi, le catastrofi naturali, i cambiamenti climatici, la disoccupazione e la povertà cronica hanno condotto negli ultimi anni a spostamenti di popolazioni e a un aumento della migrazione verso l'Europa; ricorda tuttavia che oltre l'85 % delle persone africane che lasciano il loro paese rimane all'interno del continente stesso;

56.  sostiene le varie iniziative adottate a livello europeo per combattere le cause profonde della migrazione irregolare: partenariati in materia di migrazione, fondi fiduciari per l'Africa, il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile; chiede che la loro attuazione sia assicurata e portata avanti in modo flessibile, efficiente, coerente e trasparente, rafforzando le possibili sinergie tra diversi strumenti, programmi e attività, sia nell'azione interna che in quella esterna; evidenzia l'esigenza di una maggiore cooperazione nell'ambito della gestione delle frontiere;

57.  ribadisce il suo invito a promuovere la migrazione legale, in linea con le raccomandazioni del piano d'azione di La Valletta; sottolinea inoltre che l'aiuto allo sviluppo non dovrebbe essere subordinato alla cooperazione in ambiti legati alla migrazione;

58.  invita gli Stati membri a offrire posti di reinsediamento a un numero significativo di rifugiati; invita, in tale contesto, a istituire un quadro europeo per il reinsediamento facilmente praticabile dagli Stati membri; invita inoltre l'UE e i suoi Stati membri a cooperare con i paesi africani che si trovano ad affrontare spostamenti di rifugiati o crisi prolungate, fornendo loro assistenza, nell'ottica di rafforzarne le capacità di asilo e i sistemi di protezione;

59.  esorta gli Stati membri a incrementare il loro contributo finanziario ai fondi fiduciari e altri strumenti allo scopo di promuovere la crescita inclusiva e sostenibile e stimolare la creazione di posti di lavoro, contribuendo in tal modo ad affrontare le cause profonde della migrazione; chiede altresì un ruolo di controllo rafforzato del Parlamento europeo per garantire che i partenariati in materia di migrazione e gli strumenti di finanziamento siano compatibili con la base giuridica, i principi e gli impegni dell'UE;

60.  invita l'UE e l'UA a promuovere gli scambi tra studenti, insegnanti, imprenditori e ricercatori tra i due continenti; accoglie con favore la proposta della Commissione di creare uno strumento per i giovani africani, che estenda l'ambito di applicazione di Erasmus+, e uno strumento per l'istruzione e la formazione professionale dell'UE; invita a una discussione sul riconoscimento da parte dell'UE dei certificati e diplomi rilasciati dalle scuole e dalle università africane; osserva che è essenziale assicurare la migrazione circolare ai fini dello sviluppo sostenibile e della prevenzione di una fuga di cervelli dall'Africa;

61.  riconosce la posizione speciale della diaspora sia nei paesi ospitanti che nei paesi d'origine attraverso l'invio di fondi sostanziali e in quanto partner per lo sviluppo ai livelli nazionale e regionale; esprime l'auspicio che la diaspora possa fungere da fonte di informazioni mirate per rispondere alle esigenze reali delle persone, trattando i pericoli legati alla migrazione irregolare come pure le sfide associate all'integrazione nei paesi ospitanti;

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62.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione dell'Unione africana, al Consiglio ACP, al Parlamento panafricano e all'Ufficio di presidenza dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE.

(1) GU L 317 del 15.12.2000, pag. 3.
(2) GU L 249 del 27.9.2017, pag. 1.
(3) Testi approvati, P8_TA(2016)0371.
(4) Testi approvati, P8_TA(2016)0337.
(5) Testi approvati, P8_TA(2016)0246.
(6) Testi approvati, P8_TA(2016)0437.

Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2018Avviso legale