È la Commissione in possesso di una ripartizione degli interessi sociali e industriali rappresentati nel suo registro di lobbisti? In particolare, può la Commissione indicare la percentuale dei lobbisti che rappresentano le associazioni dei consumatori e/o le organizzazioni dei lavoratori, rispetto ai datori di lavoro, all'industria e ad altri gruppi d'interesse speciale? Qualora tale ripartizione non fosse disponibile, non si dovrebbe svolgere il pertinente lavoro al fine di permettere ai cittadini dell'UE di stabilire l'esistenza di «pari opportunità»?