In Germania, in base alle regole interne della società Max-Planck, gli studenti di dottorato stranieri non hanno accesso, come i loro colleghi tedeschi, al regolare contratto di lavoro BAT IIa/2, ma vengono pagati con una borsa di studio ("Stipendium"), esente da tasse e priva di contributi previdenziali.
Tale situazione discriminatoria riguarda centinaia di studenti stranieri, in larga parte comunitari, e logicamente determina notevoli ripercussioni sul piano delle garanzie e dei diritti, sul piano previdenziale nonché su quello sanitario.
La società Max-Planck, essendo finanziata all'80 % da fondi pubblici, è vincolata ai principi costituzionali e fondativi del trattato di non discriminazione, di libera circolazione e soggiorno, di libertà di stabilimento e di pari opportunità.
Può la Commissione, considerata la palese violazione di tali principi, intervenire in tale situazione adottando misure urgenti affinché siano rimossi i citati evidenti trattamenti discriminatori a danno dei dottorandi comunitari in Germania?