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Interrogazioni parlamentari
21 gennaio 2008
E-0084/08
INTERROGAZIONE SCRITTA di Iles Braghetto (PPE-DE) alla Commissione

 Oggetto: Esclusione dei pescatori italiani dalla zona di pesca croata
 Risposta(e) 

Dal 1o gennaio 2008, la Croazia ha unilateralmente istituito una «zona di protezione ittica ed ambientale», dividendo il mare Adriatico in due nel senso della latitudine da Nord a Sud.

Il mare Adriatico è diviso in due nel senso della latitudine, da nord a sud. La metà occidentale assegnata all'Italia, quella orientale alla Slovenia, il cui sviluppo costiero è comunque limitato, e alla Croazia, che, dall'inizio di quest'anno, sta mettendo in atto la creazione di una «zona di protezione ittica e ambientale» sulla metà orientale dell'Adriatico. Un progetto caldeggiato anni fa soprattutto dai partiti di evidente ispirazione nazionalista, congelato da una moratoria di quattro anni accolta dalla Croazia e ripreso nello scorso autunno in concomitanza col turno elettorale per il rinnovo del Parlamento croato. Ma la moratoria è terminata il 31 dicembre, e Zagabria ha istituito la zona, che di fatto interdice l'attività di pesca.

Durante l' ultimo Consiglio dei Ministri dell'Unione europea, il tema è stato oggetto di un confronto tra la rappresentanza italiana, presente il premier Romano Prodi, e la delegazione croata. Un'intesa di massima è apparsa possibile affinché il problema possa trovare una soluzione negoziata, anche per la richiesta avanzata dalla Croazia di entrare nell'UE. Ma al momento non esiste niente di ufficiale.

Nel frattempo, i pescatori italiani devono subire questa decisione unilaterale croata, che stabilisce il divieto di pesca nella parte est dell'Adriatico, appunto in zona balcanica. Il diritto internazionale stabilisce che uno Stato può riservare un'area di protezione fino a 200 miglia dalla propria costa; se questo non è possibile, l'area marina andrà divisa in due. E siccome, in Adriatico, 200 miglia d'acqua da costa a costa non ci sono, ecco che Zagabria applica il diritto dividendo il mare «a metà». Essendo l'Adriatico un mare lungo e stretto, la privazione di possibilità di pesca si traduce in gravi ripercussioni sociali, occupazionali ed economiche per la flotta italiana ed europea. Già mille posti di lavoro sono stati dichiarati a rischio se tale situazione si prolungherà. Inoltre, ad aggravare il quadro della situazione, già piuttosto complicato, in questi giorni è avvenuto il sequestro di un peschereccio di Manfredonia (Foggia), forse per sconfinamento delle acque territoriali, non distante da Spalato.

Considerato che il negoziato di adesione all'Unione europea sta progredendo speditamente con il forte incoraggiamento del Parlamento europeo, come approvato nella relazione Swoboda (A6-0092/2007) a Strasburgo in aprile 2007, e che la parte orientale del mare Adriatico non sarà più «croata», ma «europea», quale iniziativa intende la Commissione intraprendere per favorire un negoziato di conciliazione delle posizioni croate nei confronti dei pescatori italiani?

Ritiene la Commissione che questo atteggiamento di «chiusura» verso uno Stato europeo quale l'Italia possa essere di pregiudizio alla valutazione di medio termine dei negoziati di adesione?

 GU C 291 del 13/11/2008
Ultimo aggiornamento: 30 gennaio 2008Avviso legale