CONSIGLIO EUROPEO
riunione del 9-10 dicembre 1994 a Essen
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

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ALLEGATO I: Elenco dei progetti prioritari nel settore dei trasporti e dell'energia

A. Progetti in materia di trasporti

Lavori già iniziati o che dovrebbero iniziare entro la fine del 1996

1. Treno ad alta velocità/trasporto combinato Nord Sud I/A/D
Norimberga - Erfurt - Halle/Lipsia - Berlino
Asse Brennero Verona - Monaco

2. Treno ad alta velocità (Parigi) - Bruxelles - Colonia - Amsterdam - Londra
Belgio: frontiera F/B Bruxelles - Liegi - frontiera B/D B
Bruxelles - frontiera B/NL
Regno Unito: Londra - accesso al tunnel della Manica UK
Paesi Bassi: frontiera B/NL - Rotterdam - Amsterdam NL
Germania: (Aquisgrana -) (1) Colonia - Reno/Meno D

3. Treno ad alta velocità Sud E/F
Madrid - Barcellona - Perpignan - Montpellier
Madrid - Vitoria - Dax

4. Treno ad alta velocità Est
Parigi - Metz - Strasburgo - Appenweier - (Karlsruhe) F/D
con raccordi con Metz - Saarbrücken - Mannheim F/D
e Metz - Lussemburgo F/L

5. Ferrovia convenzionale/trasporto combinato: Linea BetuweNL/D
Rotterdam - frontiera NL/D - (Reno/Ruhr) (1)

6. Treno ad alta velocità/trasporto combinato Francia - Italia F/I
Lione - Torino
Torino - Milano - Venezia - Trieste

7. Autostrade greche: Pathe: Rio Antirio, Patras - Atene -
Tessalonica - Prohamon (frontiera Grecia/Bulgaria) e Via Egnatia:
Igoumenitsa - Tessalonica - Alexandropoli - Ormenio
(frontiera Grecia/Bulgaria) - Kipi (frontiera Grecia - Turchia)

8. Autostrada Lisbona - Valladolid P/E

9. Collegamento ferroviario convenzionale Cork - Dublino - Belfast - Larne - Stranraer IRL/UK

10. Aeroporto della Malpensa (Milano) I

11. Collegamento fisso ferrovia/strada tra Danimarca e Svezia
(Collegamento fisso Øresund) DK/S
comprese le strade di accesso stradali, ferroviarie, aeree

12. Triangolo nordico (ferrovia/strada) FIN/N/S

13. Collegamento stradale Irlanda/Regno Unito/Benelux UK/(IRL)

14 .Linea principale costa occidentale (ferrovia) UK

B. PROGETTI NEL SETTORE DELL'ENERGIA

(Progetti i cui lavori di costruzione possono cominciare a breve termine entro il 1997 ed essere ultimati a medio termine entro il 1999)

Progetti nell'Unione europea

  1. Italia - Grecia interconnessione elettrica (cavo sottomarino)
  2. Francia - Italia interconnessione elettrica
  3. Francia - Spagna interconnessione elettrica
  4. Spagna - Portogallo interconnessione elettrica
  5. Danimarca connessione elettrica tra le parti Est e Ovest (cavo sottomarino)
  6. Grecia rete di gas naturale
  7. Portogallo rete di gas naturale

Spagna - Portogallo interconnessioni del gas

Progetti con paesi vicini

  1. Algeria - Marocco - UE gasdotto
  2. Russia - Bielorussia - Polonia - UE gasdotto

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ALLEGATO II: Relazione del Gruppo Christophersen

RACCOMANDAZIONI PRINCIPALI

Il Gruppo di rappresentanti personali dei capi di Stato e di governo invita il Consiglio europeo ad approvare le sue raccomandazioni contenute nella relazione del Gruppo. Esse possono essere riassunte come segue:

Il Consiglio europeo è invitato a:

a) approvare la natura prioritaria dei progetti figuranti nell'allegato 1, parte I e nell'allegato 2, elenco A e invitare:

  • il Consiglio e il Parlamento europeo a stabilire gli orientamenti per l'identificazione dei progetti di interesse comune onde inserire questi progetti prioritari;
  • gli Stati membri e la Comunità a fornire ogni sostegno opportuno a questi progetti e a realizzarli il più presto possibile;

b) esortare il Parlamento europeo e il Consiglio ad adottare il più presto possibile gli orientamenti e il regolamento finanziario di accompagnamento;

c) prendere nota della potenziale rilevanza di un approccio di rete in campi selezionati della protezione ambientale e invitare la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad esaminare la possibilità di stabilire degli orientamenti per l'infrastruttura di rete ambientale e gli ostacoli all'infrastruttura ambientale, sottolineando il ricorso agli strumenti finanziari esistenti a sostegno di eventuali orientamenti futuri e progetti prioritari;

d) riconoscere che gli ostacoli di natura amministrativa, giuridica e regolamentare costituiscono un grande freno alla realizzazione dei progetti prioritari e invitare gli Stati membri e la Commissione a prendere tutte le iniziative opportune necessarie per eliminare questi ostacoli;

e) confermare l'obiettivo di rafforzare la cooperazione con i paesi confinanti onde collegare le reti transeuropee con le reti al di fuori dell'Unione, in particolare l'Europa centrale e orientale e il bacino mediterraneo;

f) confermare l'obiettivo di facilitare la partnership settore pubblico/privato e invitare gli Stati membri, la Commissione, la BEI e il FEI (Fondo europeo per gli investimenti) a prendere all'uopo opportune misure;

g) confermare che saranno prese misure - se necessario - affinché i progetti prioritari non siano confrontati con ostacoli finanziari o di altro tipo che potrebbero mettere a repentaglio la loro realizzazione;

h) riconoscere che il particolare approccio del Gruppo Christophersen, cioè l'identificazione e l'accelerazione dei progetti selezionati come prioritari, fornisce un valore aggiunto alla realizzazione delle reti transeuropee e che questo sforzo va continuato in futuro e approvare pertanto la procedura di controllo raccomandata dal Gruppo, cioè:

i) il Consiglio europeo spronerà su base continua la realizzazione dei progetti prioritari basandosi su una relazione annuale che la Commissione è tenuta a presentare al Consiglio europeo conformemente al piano di azione del Libro bianco adottato dal Consiglio europeo nel dicembre 1993;

ii) se la realizzazione di singoli progetti prioritari è minacciata, la Commissione riferirà al Consiglio il quale esaminerà immediatamente le opportune reazioni eventualmente insieme alla Commissione e alla BEI;

iii) gli Stati membri e l'Unione dovrebbero essere invitati a sostenere la creazione di vettori idonei ("autorità di progetto"), aperti agli operatori pubblici e privati, ove opportuno, per garantire la promozione dei progetti prioritari; la Commissione, la BEI e il FEI dovrebbero sostenere attivamente il coordinamento tra le parti potenzialmente interessate ai progetti prioritari, tramite, inter alia, seminari di progetto organizzati dalla Commissione; la Commissione esaminerà come facilitare questi vettori tramite la legislazione comunitaria;

iv) la Commissione e la BEI, in consultazione con gli Stati membri, dovrebbero seguire i progressi in materia di finanziamento dei singoli progetti prioritari e, qualora insorgessero ostacoli finanziari di natura generale e comuni a diversi progetti prioritari, essi esamineranno opportuni interventi.

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ALLEGATO III: Il finanziamento di reti transeuropee da parte della BEI

Il Consiglio esorta la Banca a proseguire la sua azione, in cui è già ben avanzata, contribuendo a finanziare i progetti prioritari e - continuando ad applicare i criteri abituali per quanto concerne l'istruttoria e il finanziamento - a intensificare in futuro i suoi sforzi. Questi sforzi dovrebbero essere realizzati in stretta cooperazione con gli Stati membri e i promotori interessati e sarà opportuno associare per quanto possibile il settore privato al finanziamento e all'assunzione di rischi.

Per portare avanti quest'iniziativa, la BEI creerà uno Sportello Speciale per il finanziamento di infrastrutture d'interesse comunitario, in particolare di quelle figuranti nella lista delle reti transeuropee prioritarie. Lo scopo è di mantenere e, se possibile, accrescere l'impulso dei finanziamenti BEI raggiunto nel quadro dello Strumento finanziario di Edimburgo. Nel quadro dello Sportello Speciale saranno finanziati investimenti riguardanti i trasporti, le telecomunicazioni e l'energia nel settore pubblico, nel settore privato o a titolo della cooperazione tra questi due settori nonché la protezione dell'ambiente nel caso di progetti di natura transeuropea. Esso potrà intervenire per finanziamenti non solo nell'Unione europea ma anche in Scandinavia e nel Bacino mediterraneo e per la realizzazione di collegamenti transalpini.

Le principali caratteristiche, in circostanze appropriate, sono:

a) Qualora il progetto sia caratterizzato da una base finanziaria solida, scadenze più lunghe e periodi di preammortamento più lunghi, in modo da far meglio corrispondere il rimborso del debito alle caratteristiche di cash-flow dei progetti;

b) Offrire alle banche, già nella fase iniziale di un progetto, possibilità di rifinanziamento in modo che possano contare sul fatto che i loro finanziamenti potranno essere rifinanziati secondo le loro scadenze normali;

c) Partecipazione della BEI, sin dalle primissime fasi, alla strutturazione finanziaria e contrattuale di un progetto in cooperazione con gli Stati membri e la Commissione, in modo da facilitare, con la partecipazione anche del FEI, l'individuazione di modalità di finanziamento appropriate;

d) Estensione dei normali criteri di ammissibilità della Banca in modo da poter includere sistematicamente le reti transeuropee concernenti i trasporti, le telecomunicazioni e l'energia senza tener conto se sono localizzate o no nelle aree assistite.

La Banca informerà regolarmente il suo Consiglio di amministrazione sui progressi che saranno stati realizzati e riferirà una volta all'anno al suo Consiglio dei governatori.

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ALLEGATO IV: Relazione del Consiglio al Consiglio Europeo (Essen) sulla strategia per la preparazione dell'adesione dei paesi associati dell'Europa centrale ed orientale

I. Introduzione

Il Consiglio europeo di Copenaghen del giugno 1993 ha dato l'accordo affinché i paesi associati dell'Europa centrale e orientale che lo desiderano diventino membri dell'Unione europea. L'adesione avrà luogo non appena un paese associato sarà in grado di assumere gli obblighi connessi adempiendo le condizioni economiche e politiche richieste, come stabilito nelle conclusioni del Consiglio europeo. La capacità dell'Unione di assorbire nuovi membri mantenendo nel tempo stesso inalterato il ritmo dell'integrazione europea e rispettando la sua coesione interna e i suoi principi fondamentali costituisce parimenti un'importante considerazione nell'interesse generale sia dell'Unione che dei paesi candidati.

I paesi associati hanno compiuto notevoli progressi verso le riforme politiche ed economiche. La coerenza di questo processo di riforma costituisce la chiave per una soddisfacente integrazione nell'UE.

I paesi associati devono prepararsi per l'adesione e rafforzare la loro capacità di assumere le responsabilità che incombono ad uno Stato membro. Da parte dell'Unione europea le condizioni istituzionali per garantire il corretto funzionamento dell'Unione devono essere stabilite in sede di conferenza intergovernativa che si svolgerà nel 1996 e che per questa ragione deve aver luogo prima dell'inizio dei negoziati di adesione. Il Consiglio desidera inoltre disporre di un'analisi approfondita, effettuata dalla Commissione, sull'impatto dell'allargamento nel contesto delle politiche attuali dell'Unione e del loro sviluppo.

Il Consiglio europeo di Corfù ha chiesto alla Presidenza e alla Commissione di riferire nella prossima riunione in merito ai progressi compiuti relativamente al processo di allineamento, in seguito al Consiglio europeo di Copenaghen, e alla strategia da seguire per preparare l'adesione.

I principali strumenti di tale strategia già esistono. Essi consistono nelle relazioni strutturate con le istituzioni dell'Unione, come deciso a Copenaghen, e negli accordi raggiunti a livello europeo che costituiscono un contesto flessibile e dinamico per varie forme di cooperazione. Poiché gli accordi sul piano europeo con altri Stati sono conclusi in base a decisioni del Consiglio, tali Stati saranno coinvolti in questa strategia.

Scopo della strategia suddetta è di stabilire un piano di lavoro per i paesi associati che si preparano all'adesione. L'elemento essenziale della strategia consiste nella loro progressiva preparazione all'integrazione nel mercato interno dell'Unione europea attraverso l'adozione per fasi delle'"acquis" relativo al mercato interno dell'Unione europea. Questa strategia sarà sostenuta dall'attuazione di politiche intese a promuovere l'integrazione attraverso lo sviluppo di infrastrutture, la cooperazione nell'ambito delle reti europee, la promozione della cooperazione interregionale, la cooperazione in materia di ambiente, la politica estera e di sicurezza comune, la cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni nonché della cultura, istruzione e formazione. Detta integrazione sarà sostenuta dal programma PHARE dell'Unione che si svilupperà su base indicativa in un più forte strumento finanziario a medio termine con maggiori possibilità di promuovere lo sviluppo delle infrastrutture e della cooperazione interregionale. Si ammette che l'"acquis" comunitario e le politiche comunitarie continueranno a evolvere.

Dal punto di vista politico la strategia sarà posta in atto attraverso lo sviluppo di relazioni strutturate tra i paesi associati e l'Unione. Ciò susciterà un'atmosfera di reciproca fiducia e consentirà di prendere in considerazione problemi di interesse comune in un contesto creato all'uopo.

La strategia sarà realizzata attraverso le seguenti misure:

II. Relazione strutturata

Di capitale importanza ai fini di questa strategia è la definizione di "relazione strutturata" tra i paesi partner associati dell'Europa centrale e orientale e le istituzioni dell'Unione europea in modo che tali paesi possano svolgere un ruolo positivo nelle discussioni su questioni di interesse comune.

La creazione di un quadro multilaterale attraverso un dialogo potenziato e riunioni di natura consultiva è stato deciso dal Consiglio europeo di Copenaghen che ha previsto l'organizzazione di riunioni tra il Consiglio dell'Unione e i paesi associati. Queste decisioni sono confermate da tale strategia.

Il dialogo strutturato riguarda settori comunitari segnatamente quelli aventi una dimensione transeuropea (compresi energia, ambiente, trasporti, scienza e tecnologia, ecc.), la politica estera e di sicurezza comune, nonché i settori della giustizia e degli affari interni. Esso sarà efficace per quanto riguarda lo sviluppo della cooperazione pratica tra i governi degli Stati membri e dei paesi associati e dovrebbe altresì essere definito a livello dei parlamenti dei paesi partecipanti e del Parlamento europeo. Nell'elaborare una siffatta cooperazione una parte corrispondente delle attività dei governi e dei parlamenti sarà dedicata alla preparazione dell'adesione.

Esiste un accordo per tenere in linea di massima a partire dal 1995 - in aggiunta alle riunioni dei singoli consigli di associazione convenuti nel contesto degli accordi a livello europeo - le seguenti riunioni con i partner associati su questioni di interesse comune:

- Capi di Stato o di Governo:

Riunione annuale a margine di un Consiglio europeo.

- Ministri degli esteri:

Riunioni semestrali al fine di discutere la completa portata delle relazioni con i paesi associati, segnatamente lo stato e il progresso del processo di integrazione.

- Ministri competenti per lo sviluppo del mercato interno, in particolare Ministri delle finanze, dell'economia e dell'agricoltura:

Riunione annuale.

- Ministri competenti per i trasporti, le telecomunicazioni, la ricerca e l'ambiente:

Riunione annuale.

- Giustizia e/o affari interni:

Riunioni semestrali.

- Affari culturali, istruzione:

Riunione annuale.

In generale le riunioni dovrebbero aver luogo in collegamento con la corrispondente riunione del Consiglio. Laddove necessario possono essere previste riunioni aggiuntive del Consiglio con i paesi associati.

Ciascuno Stato membro che esercita la Presidenza nel primo semestre di un anno civile è invitato ad organizzare, di concerto con la successiva Presidenza, le riunioni con i paesi associati per tale anno conformemente al succitato calendario e a inserirle nel suo piano di lavoro.

È estremamente importante che tali riunioni con i paesi associati siano preparate accuratamente. Esse saranno organizzate a cura del COREPER che assicurerà la coerenza orizzontale del dialogo strutturato. Per quanto attiene alla preparazione delle riunioni del Consiglio (Affari generali) con i Ministri degli Affari esteri dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale sempreché riguardino tutta la gamma di relazioni tra l'UE e tali paesi, ovvero, qualora si presentassero altre situazioni speciali da definire caso per caso si potrebbe prevedere di procedere a colloqui preparatori in forma di riunioni congiunte a Bruxelles, in particolare a livello di Ambasciatori.

III. Preparazione ai fini dell'ampliamento del mercato interno

Al momento dell'adesione i paesi aderenti diventeranno parte del mercato interno; pertanto la relativa preparazione deve essere al centro della strategia di pre-adesione. I paesi associati saranno assistiti affinché si assumano gli obblighi inerenti ai membri dell'Unione e sviluppino adeguate capacità per fronteggiare la pressione concorrenziale e le forze del mercato all'interno dell'Unione. Nei prossimi anni l'integrazione nel mercato interno comporterà un complesso processo di ravvicinamento delle legislazioni, delle norme e degli standard. La strategia ora adottata è perciò intesa per il medio termine ma è accompagnata da misure a breve termine che saranno poste in atto immediatamente.

Misure a breve termine

a) Strumenti di difesa commerciale

Fatta salva la posizione del Consiglio, la Commissione, nell'esercizio delle sue competenze in materia di misure antidumping e di salvaguardia e nel quadro dei singoli accordi europei, fornirà informazioni a qualsiasi paese associato prima dell'avvio di una procedura e darà, su base caso per caso e laddove appropriato, una chiara preferenza agli impegni di prezzo rispetto all'imposizione di dazi al fine di chiudere le procedure antidumping ove sia stato constatato un pregiudizio.

b) Commercio dei tessili

L'UE migliorerà ulteriormente l'accesso al mercato dell'Unione nel settore dei tessili mediante l'esonero da dazi doganali di prodotti oggetto di operazioni di perfezionamento passivo, di cui al regolamento n. 636/82, esteso e debitamente modificato a tal fine.

c) Cumulo delle norme di origine

Il punto centrale della strategia in materia di cumulo sarà basato sul rafforzamento dell'efficacia degli accordi europei. Lo scopo è di assicurare che gli operatori economici possano trarre pieno vantaggio dalle vigenti disposizioni in materia di cumulo. L'attuale cumulo diagonale con i quattro paesi associati sarà esteso alla Romania e alla Bulgaria. La soddisfacente attuazione di un siffatto sistema dovrebbe dipendere dai paesi associati che dovrebbero essere tutti concordi su un unico sistema e sul fatto di concludere accordi tra loro. La struttura dovrebbe essere flessibile e consentire che in futuro possano aggiungersi altri paesi che diventerebbero paesi associati come gli Stati baltici e la Slovenia.

Inoltre, il cumulo diagonale dovrebbe essere introdotto, per quanto possibile, contemporaneamente tra i paesi CE/EFTA considerati, come unico territorio ai fini delle norme di origine, e i paesi associati. Tutti i paesi CE/PECO/EFTA sarebbero quindi coinvolti in ciò che potrebbe essere definito come il cumulo a livello europeo. Occorrerà considerare la necessità di introdurre disposizioni specifiche in tutti gli accordi per evitarne l'elusione.

Prima dell'introduzione di un cumulo completo in tutti gli accordi a livello europeo, che costituirà la terza fase al termine del processo e le cui difficoltà non devono essere sottovalutate, il Consiglio adotterà una decisione basata sulla valutazione esaustiva delle conseguenze settoriali e regionali di detta introduzione per l'industria europea, tenendo conto degli effetti delle prime due fasi. La messa a punto dell'armonizzazione delle norme di origine e l'estensione delle possibilità di cumulo rafforzerebbe l'efficacia degli accordi europei, migliorerebbe l'accesso al mercato per prodotti di origine e stimolerebbe la cooperazione economica in tutta l'Europa.

d) Allineamento Bulgaria/Romania

Il calendario dei lavori relativi ai dazi e ai contingenti tariffari in materia di prodotti industriali tessili, prodotti CECA e prodotti agricoli trasformati e non trasformati per quanto riguarda la Bulgaria e la Romania saranno allineati su quelli degli altri paesi associati conformemente agli accordi convenuti dal Consiglio (Affari generali) del 31 ottobre.

e) Adeguamento degli accordi di associazione

Gli accordi di associazione saranno adeguati alla luce dell'ampliamento dell'Unione, all'inizio del 1995, e delle conclusioni dell'Uruguay Round per non perturbare i flussi tradizionali degli scambi e per incentivare gli scambi.

Misure a medio termine

Mercato interno

Per essere pronti a partecipare al mercato interno al momento dell'adesione, i paesi associati dovranno allineare le rispettive legislazioni su quelle dell'Unione. Per sostenere questo processo la Commissione, dopo aver proceduto a consultazioni con i paesi associati, presenterà al Consiglio un Libro bianco sul mercato interno in cui saranno delineate le misure che dovranno adottare i paesi associati.

Il Libro bianco individuerà il relativo "acquis" nei vari settori che contribuiranno alla creazione delle condizioni per istituire un mercato unico.

I compiti principali impongono ai paesi associati di mettere a punto sistemi legislativi e normativi nonché metodi di standard e certificazioni compatibili con quelli UE.

L'UE si impegna ad assistere i paesi associati nei loro compiti. Il Libro bianco proporrà metodi concreti di cooperazione avvalendosi al massimo degli accordi di associazione. A tal fine la Commissione procederà ai necessari accordi organizzativi per fornire la necessaria assistenza tecnica specializzata, associare gli Stati membri a tali sforzi, laddove possibile, e assicurare il coordinamento.

Gli sforzi richiederanno risorse nonché assistenza tecnica e giuridica, la maggior parte delle quali saranno introdotte attraverso il programma PHARE.

Questo Libro bianco costituirà un'importante guida per i nostri partner nella loro preparazione all'adesione e sarà esaminato nel corso del prossimo Consiglio europeo previsto per il mese di giugno 1995.

Politiche di concorrenza e di controllo degli aiuti di Stato

Nel contesto della futura adesione riveste particolare importanza la soddisfacente attuazione delle politiche di concorrenza e di controllo degli aiuti di Stato nei paesi associati. I lavori in questo settore sono abbastanza progrediti nella maggior parte dei paesi associati per quanto riguarda l'adozione della legislazione sulle politiche in materia di concorrenza e la creazione di uffici incaricati di applicare la politica di concorrenza.

Nel settore degli aiuti di Stato la Commissione assisterà i paesi associati per elaborare e successivamente aggiornare un elenco dei rispettivi aiuti di Stato fissato sulla stessa base di quella dell'Unione. La Commissione è invitata a riferire annualmente al Consiglio in merito a questi elenchi. In aggiunta ai vari tipi di aiuto consentiti nell'Unione la Commissione può anche fornire una consulenza sulla compatibilità dell'aiuto per ovviare ai problemi specifici dei paesi associati al momento di affrontare le riforme. La Commissione istituirà un programma di formazione in materia di politica della concorrenza che si avvarrà della consulenza e dell'esperienza della Commissione e delle autorità degli Stati membri responsabili della concorrenza.

Ciascun paese associato potrebbe incaricare una singola autorità di sorvegliare e controllare tutti gli aiuti di Stato. L'obiettivo è di fare in modo che l'autorità incaricata del controllo degli aiuti di Stato eserciti la sua missione in maniera indipendente sulla base di una legislazione trasparente e nel modo più uniforme possibile.

Una soddisfacente attuazione delle politiche di concorrenza e di controllo degli aiuti di Stato insieme con l'applicazione delle parti di legislazioni comunitarie aventi un nesso con il mercato interno è stata conseguita e fornisce una garanzia nei confronti della concorrenza sleale comparabile a quella esistente nell'ambito del mercato interno, cosicché l'Unione dovrebbe essere pronta a prendere in considerazione la possibilità di astenersi dall'utilizzare strumenti di difesa commerciale per i prodotti industriali.

IV. Agricoltura

Il settore agricolo e l'industria collegata per la trasformazione dei prodotti alimentari nei paesi associati contribuiscono notevolmente allo sviluppo economico di tali paesi. Pertanto la Commissione esaminerà le ripercussioni sull'agricoltura di questi paesi di tutte le sovvenzioni all'esportazione. La Commissione procederà a questo esame alla luce dei rispettivi livelli di prezzo nell'UE e nei paesi associati e terrà conto di queste differenze al momento di fissare i rimborsi. Il Consiglio prende atto della proposta della Commissione di adeguare gli accordi di associazione sulla base, tra l'altro, dei risultati dell'Uruguay Round e dell'allargamento dell'Unione. Per ovviare alle eventuali lacune dopo l'adesione al 1· gennaio 1995 e per collegare l'adeguamento formale degli accordi di associazione dovrebbero essere adottate misure di carattere autonomo esclusivamente su base tecnica per non interrompere i tradizionali flussi degli scambi.

Inoltre la Commissione è invitata a presentare una relazione in merito alle ragioni per cui soltanto una piccola parte dei contingenti tariffari aperti dall'Unione sono completamente utilizzati e a indicare durante il primo semestre 1995 con quali mezzi potrebbe essere migliorata l'utilizzazione degli attuali contingenti.

Poiché il settore agricolo rappresenta un elemento chiave di questa strategia la Commissione è invitata a presentare nel secondo semestre 1995 uno studio sulle strategie alternative per lo sviluppo di relazioni nel settore agricolo tra l'UE e i paesi associati in previsione di un futura adesione di questi paesi.

V. Promozione degli investimenti

La rapida crescita nei paesi associati e la loro costante riforma strutturale costituiscono elementi essenziali per l'eventuale successo del processo di trasformazione economica in questi stessi paesi. L'aumento dei risparmi finanzierà gli investimenti interni ma sono parimenti necessari importi più cospicui di investimenti esteri. L'Unione europea ha perciò adottato un programma per sollecitare gli investimenti dell'Unione pur riconoscendo che comunque lo sforzo maggiore deve essere compiuto dagli stessi paesi associati.

Conformemente agli accordi convenuti dal Consiglio (Affari generali) in data 31 ottobre, questo programma comprenderà un costante sostegno per organismi di promozione degli investimenti, l'istituzione di un consiglio di consulenza commerciale e un costante sostegno attraverso PHARE ad iniziative quali la ristrutturazione e la modernizzazione della capacità produttiva, lo sviluppo delle piccole imprese e l'incentivazione degli investimenti per il finanziamento infrastrutturale.

VI. Politica estera e di sicurezza comune

Il nesso strutturato relativo alla politica estera e di sicurezza comune riveste particolare importanza quale mezzo per superare il diffuso senso di insicurezza nei paesi dell'Europa centrale ed orientale. Può rafforzare gli sforzi nell'ambito dell'Unione dell'Europa occidentale, della NATO e la "partnership" per la pace, la conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa e il patto di stabilità al fine di aumentare la sicurezza e la stabilità in tutta Europa. L'Unione e i paesi associati hanno un comune interesse al fine di prevenire conflitti riguardanti questioni quali i confini e le frontiere e dovrebbero consultarsi frequentemente sui problemi di politica estera e di sicurezza comune.

Sono stati compiuti passi in questo settore della cooperazione. Il dialogo politico multilaterale con i paesi associati è stato intensificato, nel contesto delle conclusioni del Consiglio europeo di Copenaghen del giugno 1993, e diretto attualmente a mettere al corrente i paesi associati in merito alle procedure utilizzate all'interno dell'UE e nello stesso tempo a dar loro la possibilità di essere associati alle azioni dell'Unione.

Nella sessione del Consiglio (Affari generali) del 7 marzo 1994 è stato deciso non soltanto di rafforzare e ampliare il dialogo a tutti i livelli, ma anche di aprire la possibilità per i paesi associati di partecipare a talune attività dell'Unione: dichiarazioni, iniziative e azioni congiunte in materia di politica estera e di sicurezza comune. Nell'ottobre 1994 sono stati definiti in consultazione con i paesi associati orientamenti pratici al riguardo.

Questo processo può essere portato avanti e la cooperazione può essere resa più pregnante e coerente mediante l'individuazione di temi prioritari all'inizio di ogni Presidenza.

VII. Giustizia e Affari interni

La "dichiarazione di Berlino" convenuta dai Ministri della Giustizia e degli Affari interni che hanno partecipato alla conferenza di Berlino dell'8 settembre 1994 ha posto in evidenza che in vista della prospettiva di adesione dei paesi associati all'UE la cooperazione nella lotta di tutte le forme di criminalità organizzata assume un particolare significato. Secondo gli orientamenti della "dichiarazione di Berlino" l'UE prevede una cooperazione con i paesi associati, tra l'altro nei seguenti settori:

  • traffico illecito di stupefacenti
  • furto e traffico illecito di materiale nucleare e radioattivo
  • reti di immigrazione clandestina
  • traffico illegale di autoveicoli.

L'UE individuerà i settori in cui la cooperazione con i paesi associati riveste particolare urgenza o è particolarmente promettente sia dal loro punto di vista che da quello dell'Unione. Un pacchetto completo di misure con proposte sulle modalità di cooperazione nei singoli settori indicati nella "dichiarazione di Berlino" dovrebbe essere preparato e presentato al Consiglio europeo sotto la Presidenza francese. Dovrebbe essere portata parimenti avanti la cooperazione nei settori dell'asilo e dell'immigrazione in particolare stabilendo collegamenti tra i paesi associati, il CIREA e il CIREFI (i centri di informazione, riflessione e scambi in materia di asilo e di immigrazione).

VIII. Ambiente

I problemi dell'ambiente sono di capitale importanza sia per i paesi associati che per l'Unione europea. Parecchi di essi possono essere risolti solo a livello continentale e pertanto è necessaria una stretta cooperazione.

A tal fine l'UE sottolinea l'importanza di raggiungere gli obiettivi stabiliti nella sessione del Consiglio (Ambiente) con i Ministri dell'Ambiente dei paesi associati svoltasi il 5 ottobre 1994 a Lussemburgo.

L'UE sottolinea l'importanza del processo "Un ambiente per l'Europa" e coopererà strettamente nella preparazione della conferenza di Sofia del 1995.

Un intenso scambio di informazioni su politica in materia di ambiente, strategie di sviluppo sostenibili, inserimento di esigenze in materia ambientale in altre politiche, legislazione a livello UE e nazionale e iniziative intraprese in altri consessi internazionali dovrebbe essere avviato in un ambito appropriato. Dovrebbero essere valutate le priorità per un programma volto alla convergenza delle politiche ambientali e al ravvicinamento delle legislazioni dei paesi associati riguardanti l'ambiente.

Una stretta cooperazione dei paesi associati con l'Agenzia europea dell'ambiente in conformità dell'articolo 19 del regolamento della medesima, che in futuro aderiranno all'Agenzia, contribuirà a conseguire gli obiettivi definiti a Lussemburgo.

Riveste particolare importanza la rapida ratifica e l'attuazione della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in particolare allo scopo di stabilizzare, limitare o ridurre le emissioni di CO2 in conformità delle disposizioni di tale convenzione e una stretta cooperazione per tracciare la via ai fini di un'eventuale estensione degli impegni assunti nel quadro della convenzione durante la prima conferenza delle parti contraenti che si svolgerà a Berlino nel 1995.

Inoltre l'UE sottolinea la necessità di integrare le esigenze in materia ambientale nelle politiche nazionali e europee dei trasporti alla luce delle raccomandazioni e degli obiettivi definiti nella riunione ministeriale svoltasi a Lussemburgo in data 5 ottobre. L'UE conviene di cooperare strettamente nel contesto delle preparazioni che si stanno effettuando per la conferenza UNECE del 1996 su trasporti e ambiente nella prospettiva di un esito positivo della conferenza, secondo gli orientamenti delle conclusioni convenute nella riunione ministeriale del 5 ottobre.

Può essere prevista un'assistenza da parte del programma PHARE per cercare di raggiungere gli obiettivi definiti congiuntamente dall'Unione europea e dai suoi partner. L'UE incoraggerà altri donatori e gli istituti finanziari internazionali affinché sostengano questo programma e migliorino la loro cooperazione per conseguire effetti di sinergia.

IX. Trasporti/TEN (Rete transeuropea)

L'integrazione dei paesi associati nelle reti transeuropee è un elemento chiave ai fini del rafforzamento dei loro legami politici e economici con l'Unione.

Alla luce di quanto precede il Gruppo dei rappresentanti personali dei Capi di Stato o di Governo responsabili per i settori dei trasporti e dell'energia ha rivolto il quesito dell'estensione di TEN agli Stati limitrofi, tenuto conto dei relativi orientamenti riguardanti l'area comunitaria e delle priorità di detti Stati. La raccomandazione di intensificare le procedure di coordinamento costituisce un importante passo verso la creazione delle reti transeuropee al di là dell'Unione.

Il Gruppo ha raccomandato di procedere ad ulteriori lavori per quanto riguarda i seguenti progetti:

  • Berlino-Varsavia-Minsk-Mosca (ferrovia e strada)
  • Dresda-Praga (ferrovia e strada)
  • Norimberga-Praga (strada)
  • Collegamento permanente attraverso il Danubio tra Bulgaria e Romania (ferrovia e strada)
  • Helsinki-San Pietroburgo-Mosca (ferrovia e strada)
  • Trieste-Lubiana-Budapest-Lvov-Kiev (ferrovia e strada)
  • Russia-Bielorussia-Polonia-UE (pipeline di gas naturale)
  • Piattaforma telematica sul mar Baltico e rete elettrica nel Baltico.

Conformemente alle conclusioni del Gruppo, la Commissione e gli Stati membri, continueranno ad esaminare attentamente a quali strumenti e progetti debba essere data priorità e in che modo possano essere completati. Gli strumenti finanziari disponibili devono essere pertanto utilizzati nella maniera più efficace possibile. Ciò riguarda i prestiti della Banca europea per gli investimenti, il programma PHARE e la cooperazione transfrontaliera in collegamento con l'iniziativa comunitaria INTERREG II (Iniziativa comunitaria concernente le zone di frontiera).

Occorrerà prestare particolare attenzione allo sportello speciale TEN preannunciato dalla BEI che riveste grande importanza anche per progetti nei paesi associati. Programmi nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia nonché programmi transeuropei riguardanti il settore ambientale potrebbero rientrare in questa agevolazione.

X. Cultura, istruzione e formazione

1. Osservazioni di carattere generale

L'obiettivo fondamentale, consistente non soltanto nell'ampliare la cooperazione con i paesi associati dal punto di vista economico e politico ma anche nello svilupparla nei settori dell'istruzione, della gioventù e degli affari culturali, è sostenuto dagli Stati membri della Comunità, dal Parlamento europeo e dalla Commissione. Si sollecitano adeguati contributi da parte comunitaria ma spetta agli Stati membri decidere di perseguire l'approfondimento delle loro relazioni con i paesi associati conformemente agli scopi che si prefiggono e alle conoscenze sulle possibilità di operare in tal senso. Tutte le attività devono tenere pienamente conto delle diversità culturali e linguistiche in seno all'Unione.

2. Cultura

La Commissione è stata invitata ad individuare tutti i programmi in corso e quelli pianificati della Comunità e degli Stati membri, nonché di organizzazioni internazionali, con i paesi associati nel settore degli affari culturali ai fini di una maggiore trasparenza e del coordinamento.

I nuovi programmi culturali presentati dalla Commissione sono tuttora oggetto di discussione e potrebbero essere aperti ai paesi terzi; un'adeguata partecipazione dei paesi associati potrebbe essere possibile conformemente alla decisione del Consiglio del 27 luglio 1994.

Dagli accordi a livello europeo e da quelli bilaterali sta emergendo una vasta gamma di possibilità per intensificare la cooperazione culturale tra cui: la conservazione del patrimonio culturale e architettonico, la formazione, la traduzione di opere letterarie, lo scambio di lavori artistici non commerciali, la produzione di film e la cooperazione nel settore audiovisivo nonché la cooperazione per ovviare al traffico illegale di beni culturali.

3. Istruzione

I programmi comunitari Leonardo e Socrates e il programma "Gioventù per l'Europa" dovrebbero essere aperti ai paesi associati conformemente alla decisione del Consiglio del 27 luglio 1994. Parimenti importante è il programma TEMPUS per sostenere la ristrutturazione dell'istruzione superiore e il perfezionamento professionale.

Gli istituti accademici europei dovrebbero coinvolgere, passo dopo passo, i paesi associati nel loro lavoro e occorrerebbe prendere in considerazione una maggiore cooperazione con istituti incentrati sull'Europa nei paesi associati.

La cooperazione bilaterale nei settori in questione - ad esempio riforma strutturale del perfezionamento professionale e sviluppo di nuove qualifiche richieste dalla riforma del sistema economico - riveste grande importanza. Inoltre gli sforzi bilaterali per promuovere lo scambio di studenti universitari e di docenti e lo sviluppo congiunto dei corsi di studio come pure la creazione di "partnership" a livello scolastico e la promozione dell'apprendimento delle lingue europee potrebbero essere intensificati.

4. Formazione di amministratori

Le attività di formazione della Commissione nonché i notevoli sforzi a livello nazionale per preparare diplomatici e altri funzionari governativi dei paesi associati secondo la necessaria formazione politica giuridica e in materia di questioni europee dovrebbero essere rafforzate e estese.

5. Informazione

È necessario che gli Stati membri dell'UE e i paesi associati abbiano una migliore conoscenza delle rispettive società. Occorre pertanto procedere all'estensione e all'approfondimento degli sforzi di informazione, naturalmente nel pieno rispetto delle libere trasmissioni radiofoniche, della libertà di stampa e della libera circolazione delle idee.

XI. Cooperazione finanziaria

La principale funzione dell'assistenza finanziaria UE nel quadro del programma PHARE sarà:

  • di aiutare i paesi associati ad assorbire l'"acquis communautaire";
  • di completare le riforme di mercato e la ristrutturazione a medio termine delle rispettive economie e società al fine di creare le condizioni richieste per la futura adesione.

È necessario finanziare adeguatamente il programma PHARE, tenendo conto della ristrutturazione delle priorità previste in questa strategia. Una pianificazione pluriennale flessibile e indicativa sarà introdotta sia a livello generale che a livello di singolo paese e si incentrerà su un quadro completo per i prossimi cinque anni. Le prospettive finanziarie del Consiglio europeo di Edimburgo, compresi i tassi pianificati di crescita e la crescita derivante dall'allargamento dell'UE continueranno ad essere valide per il programma PHARE.

Le previsioni finanziarie relative al programma PHARE per il 1995 costituiranno un livello minimo anche per i prossimi anni, sino al 1999. Il Consiglio sottoporrà a riesame i tassi di aumento, che considera in linea di massima auspicabile, dopo il Consiglio europeo di Essen. Ciò aumenterà l'efficacia del programma PHARE per favorire il processo di integrazione ai fini dell'adesione tenendo conto del parere dei paesi associati. Il programma PHARE sosterrà misure per promuovere il ravvicinamento delle legislazioni e delle norme nonché il processo di riforma economico e lo sviluppo di infrastrutture adeguate. Per appoggiare lo sviluppo delle infrastrutture l'Unione europea aumenterà dal 15 % al 25 % il limite di finanziamento relativo a PHARE convenuto a Copenaghen.

La BEI è invitata a sviluppare queste operazioni di prestito nel quadro degli attuali massimali di crediti garantiti, soprattutto nel settore degli investimenti per le infrastrutture, quale contributo alla preparazione per l'adesione. Laddove fattibile dovrebbe esplorare le possibilità di una stretta cooperazione con PHARE e gli istituti finanziari internazionali.

XII. Cooperazione interregionale e promozione di "buon vicinato"

Per il successo di questa strategia riveste particolare importanza la cooperazione interregionale tra i paesi associati e i paesi limitrofi. Il patto di stabilità evidenzia questi aspetti dal punto di vista politico e della sicurezza e vi sono parecchi esempi pratici di cooperazione tra paesi limitrofi nel quadro del programma PHARE. Una siffatta cooperazione è altresì importante per la promozione dello sviluppo economico regionale.

L'UE incoraggia i paesi associati ad estendere la relazione bilaterale di libero scambio che ciascuno di essi ha con l'Unione alle loro rispettive relazioni. In questo contesto l'iniziativa per creare una zona centroeuropea di libero scambio va nella giusta direzione.

Per promuovere ulteriormente la cooperazione interregionale che contribuirà alla realizzazione del patto di stabilità, l'UE:

  • avvierà una nuova iniziativa per promuovere gli scambi nella regione. Ciò comprenderà il sostegno per l'introduzione, laddove necessario, di una moderna legislazione in materia di scambi, il trasferimento del "know-how" dell'Unione europea ai fini della promozione delle esportazioni e della commercializzazione, il sostegno per divulgare le norme UE e l'assistenza tecnica per lo sviluppo delle assicurazioni credito alle esportazioni e dei sistemi di garanzia;
  • definirà un programma di cooperazione regionale e di "buon vicinato" conformemente alle modalità definite dal Consiglio (Affari generali) in data 31 ottobre per promuovere la cooperazione pluriennale e a livello di più paesi nelle regioni che hanno frontiere terrestri o marittime in comune fra UE-PECO, PECO-PECO e PECO-CSI in settori quali trasporti, servizi pubblici, ambiente, sviluppo economico, risorse umane e agricoltura. Esso sarà utilizzato per il cofinanziamento di azioni con Inter-Reg (iniziativa comunitaria concernente le zone di frontiera) lungo le frontiere UE-PECO. Nella ripartizione tra i paesi ammissibili occorrerà tener conto della necessità di non ridurre i mezzi già previsti per le regioni al confine dell'attuale Comunità. In adeguate circostanze le facilitazioni possono essere combinate in modo coerente ed efficace con i fondi della BEI, della BERS e della Banca mondiale per fornire un sostegno consistente, coordinato e ad esborso rapido per i progetti nel settore della cooperazione regionale e del buon vicinato. Il Consiglio invita la Commissione a presentare una relazione al riguardo in tempo utile per la riunione nell'ambito del Patto di stabilità;
  • elaborerà un programma per eliminare i ritardi alle frontiere.

L'Unione europea, nel decidere questa strategia sottolinea nuovamente l'impegno dell'Unione per quanto riguarda l'adesione dei paesi associati e riconosce la portata degli sforzi richiesti per i necessari adeguamenti delle politiche dell'Unione in costante evoluzione. Questa strategia è intesa ad aiutarli per affrontare la sfida di porre in atto un piano di lavoro ai fini dell'adesione.

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ALLEGATO V: Relazione del Consiglio al Consiglio europeo di Essen sulla futura politica Mediterranea

  1. Il Consiglio ha esaminato la comunicazione al Consiglio e al Parlamento europeo avente per oggetto una politica mediterranea più incisiva per l'Unione europea : instaurazione di un nuovo partenariato euromediterraneo, presentata dalla Commissione europea il 25 ottobre 1994 su richiesta del Consiglio europeo di Corfù. Il Consiglio, nella sessione del 31 ottobre 1994, ha preso nota con grande interesse della comunicazione della Commissione.
  2. Il Consiglio condivide pienamente l'opinione della Commissione europea che il bacino mediterraneo costituisce un'area d'importanza strategica per la Comunità. La pace, la stabilità e la prosperità della regione sono tra le più importanti priorità dell'Europa.
  3. Tenendo presente quanto sopra, il Consiglio approva la concezione generale e gli obiettivi di un partenariato euromediterraneo basato sul rafforzamento della cooperazione in numerosi settori, come illustrato nella comunicazione della Commissione. Tale partenariato dovrebbe basarsi sulle già strette relazioni con i paesi della regione e sulle strutture dell'attuale politica globale mediterranea dell'Unione europea. Dovrebbe inoltre tener conto delle specifiche esigenze e capacità di ciascun paese interessato (2) .
  4. Il Consiglio appoggia la creazione di una zona euromediterranea di stabilità politica e di sicurezza. Il rafforzamento del dialogo politico deve essere fondato sul rispetto della democrazia, dei principi del buon governo e dei diritti umani.
  5. Il Consiglio conviene che un elemento importante del futuro partenariato euromediterraneo consista nell'avvio di un processo di realizzazione graduale del libero scambio tra i paesi stessi del Mediterraneo e tra la regione nel suo complesso e l'Unione europea, come proposto dalla Commissione nella sua comunicazione. Per promuovere tale zona la cooperazione regionale sarà un fattore chiave.
  6. Il Consiglio conviene che uno sviluppo graduale di questo genere debba essere sostenuto mediante un consistente aiuto finanziario supplementare.

    Il Consiglio esaminerà quest'idea subito dopo il Consiglio europeo di Essen, tenendo conto dei seguenti elementi:

    • si prenderanno come base le decisioni sulle risorse proprie del Consiglio europeo di Edimburgo, comprese le prospettive finanziarie concernenti la categoria "politiche esterne";
    • conformemente agli orientamenti espressi dal Consiglio europeo di Edimburgo e considerato il carattere mutevole delle priorità comunitarie, si deve mantenere un opportuno equilibrio nella distribuzione geografica degli stanziamenti di impegno della Comunità;
    • quanto alla futura struttura dell'assistenza finanziaria alla regione mediterranea, il Consiglio ritiene che questo problema richieda un ulteriore approfondimento da parte della Commissione ed un'esauriente discussione in sede di Consiglio.
  7. Il Consiglio approva la concezione della Commissione secondo la quale l'Unione europea deve cominciare a sviluppare altri settori di cooperazione, da definire in comune con i partner del Mediterraneo. Questi potrebbero comprendere la cooperazione industriale e la cooperazione allo sviluppo, la cooperazione sociale e culturale, l'energia, l'ambiente, le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni, i servizi, il capitale, la scienza e la tecnologia, il traffico di droga, l'immigrazione illegale, il turismo nonché i trasporti e le reti di comunicazioni.
  8. Il Consiglio nota che l'aiuto dell'Unione europea alla regione mediterranea non può sostituire la realizzazione di sforzi significativi da parte dei paesi interessati per migliorare la propria condizione e il proprio sviluppo economico e sociale.
  9. Il Consiglio sottopone pertanto i seguenti elementi d'azione che il Consiglio europeo di Essen potrebbe approvare:
    • ribadire la volontà dell'Unione europea di sostenere i paesi del Mediterraneo nei loro sforzi diretti a trasformare gradualmente la loro regione in una zona di pace, stabilità, prosperità e cooperazione, mediante l'instaurazione di un partenariato euromediterraneo, e a rafforzare gradualmente le relazioni commerciali tra le parti basandosi, tra l'altro, sui risultati dell'Uruguay Round;
    • concludere entro la fine dell'anno i negoziati con il Marocco, la Tunisia e Israele, come richiesto dal Consiglio europeo di Corfù;
    • avviare negoziati analoghi, nel prossimo futuro, con l'Egitto e altri paesi mediterranei idonei e interessati;
    • continuare il sostegno economico all'Algeria, come previsto dal Consiglio europeo di Corfù, esortando nel contempo al dialogo tutti coloro che respingono la violenza;
    • invitare la Commissione e il Consiglio a porre in atto i principi di cui al punto 6;
    • concludere i negoziati con la Turchia sul completamento e la piena attuazione dell'Unione doganale e rafforzare le relazioni con questo partner;
    • ribadire che la prossima fase di allargamento dell'Unione coinvolgerà Cipro e Malta e invitare il Consiglio a esaminare all'inizio del 1995 nuove relazioni che saranno presentate dalla Commissione nonché di una relazione dell'osservatore europeo per Cipro.
  10. Il Consiglio raccomanda al Consiglio europeo di decidere che l'Unione europea convochi nella seconda metà del 1995 una conferenza ministeriale euromediterranea. Tutti i paesi mediterranei interessati dovranno essere invitati a tale conferenza. Quest'ultima, che richiederà un'intensa preparazione in cooperazione con i paesi interessati, dovrà permettere una discussione approfondita delle future relazioni euromediterranee, trattando tutte le pertinenti questioni politiche, economiche, sociali e culturali.

    La conferenza dovrebbe raggiungere un accordo su una serie di orientamenti economici e politici sulla cooperazione euromediterranea fino al prossimo secolo. La conferenza istituirà un dialogo permanente e regolare su tutte le questioni di interesse comune.

  11. Il Consiglio invita la Commissione a presentare all'inizio del 1995 proposte specifiche per l'attuazione di tutti gli aspetti della sua comunicazione, onde consentire al Consiglio di prendere le necessarie decisioni e preparare la conferenza.

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NOTES

1. Costruzione in corso. Sostegno già fornito a livello comunitario.

2. I paesi interessati sono in ordine alfabetico: Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia, nonché i Territori occupati.


© Parlamento europeo: 1998