Discorso
del Presidente del Parlamento europeo
Klaus Hänsch
di fronte al Consiglio europeo
Venerdì 21 giugno 1996
Firenze


Signor Presidente del Consiglio europeo,

signore e signori,

grande è l'attenzione con cui l'opinione pubblica europea guarda a questo Consiglio europeo.

Scarse sono le aspettative che essa nutre riguardo ai suoi risultati.

Ciò dipende dal fatto che un numero sempre maggiore di cittadine e cittadini stanno perdendo la fiducia nelle istituzioni dell'Unione europea - e quindi anche nel Consiglio europeo.

E' proprio per tali ragioni che questo Consiglio europeo costituisce una grande opportunità.

Può infatti ripristinare la fiducia dell'opinione pubblica, se si occuperà dei problemi e delle decisioni che sono all'ordine del giorno.

Può infondere nuovamente fiducia nel fatto che l'Unione europea svolga un ruolo, orientando e coordinando, meglio di quanto sia finora accaduto, gli sforzi degli Stati membri per la modernizzazione delle strutture economiche europee e la lotta contro la disoccupazione di massa.

Può infondere fiducia nella capacità dell'Unione di rafforzare la sicurezza interna e di dimostrare a cittadine e cittadini che l'Unione è in grado di dotarsi di strumenti efficaci e democraticamente controllati nella lotta contro il crimine organizzato a livello internazionale, il traffico di stupefacenti, le frodi e la corruzione.

Il Consiglio europeo può ristabilire la fiducia della gente nella capacità dell'Unione di avviare delle riforme, imprimendo un nuovo impulso alle stagnanti consultazioni della Conferenza intergovernativa.

Esso deve infine infondere fiducia nel concetto che la tutela della salute pubblica non è negoziabile.

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Nel corso di ogni Consiglio europeo, a cominciare da quello del dicembre 1993, avete dichiarato che la massima priorità dell'Unione europea è rappresentata dalla lotta contro la disoccupazione.

Avete sottolineato costantemente quale significato abbiano le iniziative comuni per la modernizzazione delle strutture economiche europee e per la creazione di posti di lavoro. Le proposte del Libro bianco su crescita, competitività e occupazione del 1993 sono tuttora attuali e non sono state ancora realizzate.

Il Parlamento europeo si aspetta che qui a Firenze si compia il passaggio dalla dichiarazione d'intenti all'azione.

Si aspetta che facciate vostro il Patto di fiducia per l'occupazione presentato dalla Commissione europea. Dovreste dare qui a Firenze l'impulso necessario per realizzarlo in modo rapido e deciso - e in ogni sua parte.

Da oggi al prossimo Consiglio europeo di Dublino occorrerà certo esaminare e concretizzare taluni punti e talune misure del Patto di fiducia, ma altre possono essere tradotte in realtà già prima di allora.

Dovreste dunque esercitare delle pressioni affinché a livello europeo vengano adottate le decisioni predisposte già da tempo, e recepire e applicare a livello nazionale quanto da lungo tempo deciso sul piano comunitario.

Fino ad oggi le decisioni relative a taluni settori chiave della legislazione sul mercato interno, come per esempio gli appalti pubblici e i servizi d'investimento, non sono state ancora recepite da due terzi degli Stati membri. Non avete bisogno di attendere fino a dicembre per colmare queste vistose lacune.

Anche per quanto riguarda l'approvazione dello statuto della Società per azioni europea, in grado di offrire alle imprese presenti a livello europeo una forma societaria che prevede fra l'altro un diritto di informazione e di consultazione per i lavoratori europei, non avete certo bisogno di far trascorrere un altro semestre.

Non occorre aspettare il Consiglio europeo di Dublino per sostenere ancora di più le piccole e medie imprese, che rappresentano il sostegno principale per l'innovazione e il lavoro nell'economia europea, nella loro partecipazione al mercato interno.

Dobbiamo sfruttare questo potenziale in primo luogo per creare crescita e occupazione, poiché il mercato europeo assorbe più del 90% della nostra produzione di merci e servizi.

All'inizio della settimana in corso il Consiglio e il Parlamento si sono accordati, nell'ambito della procedura di conciliazione, sulle linee direttrici per la creazione delle reti transeuropee.

Il finanziamento delle grandi reti di trasporto e degli altri compiti da voi decisi non richiede nuove risorse proprie. Sarà sufficiente una revisione delle prospettive finanziarie.

Sosteniamo le proposte della Commissione per tale revisione.

Quale ramo dell'autorità di bilancio dell'Unione, siamo disponibili a un rapido negoziato con il Consiglio per pervenire a un nuovo accordo.

Per l'esercizio di bilancio 1997 lo stesso Parlamento europeo ha previsto notevoli restrizioni onde mantenere inalterato lo spazio d'azione dell'Unione in termini finanziari.

Siamo pronti a sottoporre il bilancio dell'Unione a una drastica cura dimagrante, rinunciando a nuovi posti, dando vita a un'amministrazione più snella e a una migliore collaborazione interistituzionale.

Per noi un'ampia politica di risparmio, del resto, non può riguardare un solo esercizio di bilancio, ma costituisce un compito a più lungo termine.

Assumiamo un impegno in tal senso non solo per il 1997, ma anche per gli anni successivi.

Il Parlamento europeo vede nell'introduzione di una moneta europea comune uno strumento di modernizzazione dell'economia europea e pertanto anche di crescita e di creazione di posti di lavoro.

Mi compiaccio dei progressi che sono stati fatti in questo senso.

Fra di essi vanno citati i risultati di Verona. Ma vanno ricordati altresì gli sforzi compiuti in tutti gli Stati membri per conseguire una sempre maggiore convergenza, in ossequio ai criteri di Maastricht.

Il Parlamento europeo è persuaso del fatto che il consolidamento dei bilanci pubblici e la diminuzione del debito pubblico rappresentano un contributo imprescindibile per dar vita a una crescita durevole e a posti di lavoro sicuri. Crediamo tuttavia anche che non siano stati sfruttati ancora tutti gli spazi di azione per rafforzare la domanda interna e creare stimoli per gli investimenti.

Il progetto relativo ai principî di politica economica, che vi è stato presentato dal Consiglio, non consente di riconoscere alcuna strategia globale che permetterebbe di coniugare il consolidamento della politica monetaria e di bilancio con una politica volta a creare crescita durevole e occupazione.

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Condivido con la Presidenza italiana l'auspicio che questo Consiglio europeo imprima un particolare impulso anche alla cooperazione in materia di sicurezza interna.

Se non tutti i quindici Stati membri intendono far controllare le attività di EUROPOL dalla Corte di giustizia europea, è meglio che tale decisione venga presa per quattordici Stati membri, anziché continuare a rinviare l'attivazione di EUROPOL.

L'Europa non può tollerare la libera circolazione dei criminali e il libero trasferimento delle ingenti somme della mafia e del narcotraffico.

Mi compiaccio dei propositi irlandesi riguardo alla lotta contro il traffico di stupefacenti.

Essi possono rappresentare un passo in avanti.

Ma a medio e a lungo termine potremo progredire solo grazie a una modifica del trattato, se tutti insieme vorremo dimostrare la nostra efficacia in quanto Unione.

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Vi sono buone ragioni per cui la Conferenza intergovernativa dovrebbe terminare al più tardi alla fine del primo semestre del prossimo anno.

Al rispetto di tale scadenza non sono legati unicamente i negoziati per l'ampliamento, che avete deciso di avviare sei mesi dopo il termine della Conferenza intergovernativa.

Se si vuole rispettare il termine previsto, dovrebbe chiudersi ora la fase in cui le delegazioni presso la Conferenza intergovernativa definiscono le loro posizioni.

Se non rispetterete tale scadenza, ciò non potrà non avere ripercussioni sulla decisione relativa alla partecipazione alla terza fase dell'Unione monetaria all'inizio del 1998, sui negoziati concernenti la revisione della politica agricola, dei Fondi strutturali e del finanziamento dell'Unione.

E' per questo che c'è bisogno da parte vostra, da parte dei Capi di Stato e di governo, di uno stimolo per l'avvio di autentici negoziati.

Tale impulso, che può essere legato alla definizione di un orientamento, dovrà indicare i temi prioritari.

Ciò vale in particolare per la politica estera e di sicurezza comune.

Dopo la riunione del Consiglio dei ministri della NATO, svoltasi il 3 giugno a Berlino, e grazie al documento svedese-finnico, si è creato uno spazio d'azione che non si limita a permettere una politica di sicurezza propria dell'Unione, ma la rende imprescindibile.

* * *

Il Parlamento europeo può svolgere il suo ruolo di "cassa di risonanza" della Conferenza intergovernativa, come l'ha definito una volta Carlos Westendorp, nel nostro lavoro e nelle nostre discussioni con i parlamenti nazionali, con i gruppi sociali e con numerosi singoli cittadini, soltanto se la Conferenza intergovernativa prenderà atto delle posizioni del Parlamento stesso. Finora ciò non è avvenuto in misura sufficiente.

Il Parlamento europeo ha seguito con crescente preoccupazione la politica di uno Stato membro che a nostro avviso viola nettamente l'obbligo di cooperazione sancito dal trattato.

La politica di blocco, da chiunque condotta e da qualunque motivo scatenata, non deve avere successo.

Qualora essa si rivelasse un successo, ciascuno Stato membro si sentirebbe indotto, ove gli apparisse opportuno, ad applicare la stessa politica.

Sarebbe la fine dell'Unione.

Riguardo al problema in questione:

il Parlamento europeo ritiene la proposta della Commissione appropriata ai fini di

  • garantire la protezione della salute umana nell'Unione europea,
  • eradicare l'encefalopatia spongiforme bovina in Gran Bretagna e
  • infondere nuova fiducia nella produzione di carni bovine.

Il Parlamento europeo sostiene integralmente la proposta. Il metodo proposto dalla Commissione non può essere negoziato.

Qualunque cosiddetta "soluzione politica" comprometterebbe la fiducia della gente nei confronti della carne bovina in generale, e non solo britannica, nuocendo in tal modo a tutti gli allevatori di bovini in Europa, e la capacità decisionale dell'Unione, se il comportamento tenuto da uno degli Stati membri nelle ultime settimane fosse coronato da successo e venisse pertanto preso ad esempio da altri.

La proposta della Commissione fornisce al Consiglio europeo l'ultima opportunità di agire nella città di Machiavelli secondo la seguente massima tratta da Il Principe:

"It is the duty of the princes to solve problems before public emotions make them unsolvable".

L'attuale crisi della BSE è certo una crisi britannica, ma nessun paese dell'Unione europea può oggi ritenersi al riparo da una simile epidemia.

Siamo coscienti della necessità di riformare ancora di più la nostra politica agricola comune, e ciò non solo per ottenere ulteriori economie, ma, e soprattutto, per modificare la nostra produzione agroalimentare.

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I lavori preparatori in vista di questo Consiglio europeo e dei risultati che da esso ci attendiamo danno un quadro incompleto delle difficoltà che la Presidenza italiana ha dovuto affrontare nel corso dell'ultimo semestre.

Essa ha dovuto superare altresì un turno elettorale e la formazione di un nuovo governo in Italia.

Tutte queste difficoltà sono state brillantemente superate.

A mo' d'esempio vorrei ricordare i risultati della Conferenza sul seguito da dare agli accordi di Dayton, svoltasi la scorsa settimana qui a Firenze, la firma dell'accordo per il disarmo nei paesi dell'ex Iugoslavia e la conferma della scadenza elettorale in Bosnia-Erzegovina, prevista per il 14 settembre.

Di questo vorrei congratularmi esplicitamente con la Presidenza italiana a nome del Parlamento europeo.

Vorrei ringraziare Lei, signor Presidente, e tutti i ministri della Presidenza italiana, nonché le vostre collaboratrici e i vostri collaboratori, per la grande disponibilità, che non è mai venuta meno, nei confronti di una stretta cooperazione con il Parlamento europeo.

Nutriamo altresì notevoli aspettative nei confronti della Presidenza irlandese del Consiglio.

Sappiamo di poter contare sulla vostra disponibilità alla cooperazione e sul vostro profondo impegno.

Da parte vostra potrete fare affidamento, nell'esecuzione del vostro difficile compito, sulla collaborazione critica quanto costruttiva del Parlamento europeo.


© Parlamento europeo: 1998