CONSIGLIO EUROPEO DI MADRID
15 E 16 DICEMBRE 1995
CONCLUSIONI DELLA PRESIDENZA

PARTE A

CONTENUTO

PARTE B

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INTRODUZIONE

Il Consiglio europeo, riunito a Madrid il 15 e 16 dicembre 1995, ha adottato decisioni sull'occupazione, la moneta unica, la Conferenza intergovernativa e l'allargamento verso l'Europa centrale e orientale e verso il Mediterraneo.

Il Consiglio europeo ritiene che la creazione di posti di lavoro costituisca il principale obiettivo sociale, economico e politico dell'Unione europea e dei suoi Stati membri e si dichiara fermamente determinato a continuare a compiere tutti gli sforzi necessari per la riduzione della disoccupazione.

Il Consiglio europeo ha adottato il quadro di riferimento per l'introduzione della moneta unica e ha confermato inequivocabilmente che questa fase comincerà il 1· gennaio 1999.

Il Consiglio europeo ha deciso di denominare "euro" la moneta unica, che sarà utilizzata dal 1· gennaio 1999.

Il Consiglio europeo ha proseguito la riflessione sul futuro dell'Europa, avviata ad Essen e proseguita a Cannes e a Formentor.

In tale contesto, dopo aver accolto con soddisfazione la relazione del Gruppo di riflessione, il Consiglio europeo ha convenuto di avviare la Conferenza intergovernativa il 29 marzo 1996 al fine di definire le condizioni politiche ed istituzionali necessarie per adeguare l'Unione europea alle necessità attuali e future, in particolare in previsione del prossimo allargamento.

E' indispensabile che detta conferenza possa ottenere risultati sufficienti per permettere all'Unione di apportare un valore aggiunto a tutti i suoi cittadini e di assumere adeguatamente le proprie responsabilità sul piano interno ed esterno.

Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione alcuni risultati di particolare rilievo conseguiti dopo la sua ultima riunione nel settore delle relazioni esterne, in cui l'Unione europea ha svolto un ruolo determinante:

  • la firma a Parigi dell'accordo raggiunto a Dayton, che pone fine alla terribile guerra nell'ex Iugoslavia e si basa sui cospicui sforzi compiuti dall'Europa nei mesi precedenti sul piano militare e umanitario nonché nell'ambito dei negoziati svolti. Il Consiglio europeo riconosce il decisivo contributo apportato dagli Stati Uniti in un momento cruciale;
  • la Nuova agenda transatlantica e il Piano di azione congiunto Unione europea-Stati Uniti, firmati in occasione del vertice di Madrid del 3 dicembre, che rappresentano importanti impegni assunti congiuntamente con gli Stati Uniti per conferire nuova vitalità e rafforzare la nostra associazione;
  • la firma a Madrid dell'accordo quadro interregionale tra l'Unione europea e il Mercosur, primo accordo di tale genere firmato dall'Unione europea;
  • la dichiarazione di Barcellona, che dà l'avvio ad una nuova associazione globale euromediterranea che promuoverà la pace, la stabilità e la prosperità nella regione del Mediterraneo mediante un processo permanente di dialogo e cooperazione;
  • la firma a Maurizio, da parte dell'Unione europea e degli Stati ACP, della quarta Convenzione di Lomé riveduta, che consoliderà l'associazione tra le due parti;
  • il parere conforme del Parlamento europeo in merito all'Unione doganale tra l'Unione europea e la Turchia, che apre la via al consolidamento e al rafforzamento di relazioni politiche, economiche e di sicurezza di fondamentale importanza per la stabilità di tale regione.

Il Consiglio europeo ha iniziato i lavori con uno scambio di opinioni con il sig. Klaus HÄNSCH, Presidente del Parlamento europeo, in merito ai principali temi di discussione della presente riunione.

Infine, si è svolta in data odierna una riunione con i Capi di Stato e di governo e i Ministri degli Affari esteri dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale, compresi gli Stati baltici (qui di seguito denominati PECO), nonché Cipro e Malta. Si è proceduto a un ampio scambio di opinioni in merito alle presenti conclusioni, ai problemi connessi con la strategia di preparazione all'adesione e a diverse questioni di politica internazionale.

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I: RILANCIO ECONOMICO DELL'EUROPA IN UN QUADRO SOCIALMENTE INTEGRATO

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A. UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

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I. Quadro di riferimento per l'introduzione della moneta unica.

1. Il Consiglio europeo conferma che il 1· gennaio 1999 sarà la data di inizio della terza fase dell'Unione economica e monetaria, conformemente ai criteri di convergenza, al calendario, ai protocolli e alle procedure stabiliti nel trattato.

Il Consiglio europeo conferma che un elevato grado di convergenza economica costituisce una condizione preliminare dell'obiettivo della creazione di una moneta unica stabile, previsto dal trattato.

2. La denominazione della nuova moneta rappresenta un importante elemento della preparazione del passaggio alla moneta unica, in quanto determina parzialmente l'accettabilità, da parte del pubblico, dell'Unione economica e monetaria. Il Consiglio europeo ritiene che la denominazione della moneta unica debba essere la medesima in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea, tenendo conto dell'esistenza dei diversi alfabeti, e che debba essere semplice e simboleggiare l'Europa.

Il Consiglio europeo decide di conseguenza che, sin dall'inizio della terza fase, la denominazione della moneta europea sarà euro. Euro sarà la sua denominazione completa e non un semplice prefisso da anteporre alle denominazioni delle monete nazionali.

La denominazione specifica euro sarà utilizzata in luogo dell'espressione generica "ecu" utilizzata dal trattato per indicare l'unità monetaria europea.

I governi dei quindici Stati membri hanno convenuto che questa decisione costituisce l'interpretazione concordata e definitiva delle disposizioni del trattato.

3. Come passo decisivo nel chiarimento del processo di introduzione della moneta unica, il Consiglio europeo adotta il quadro di riferimento per l'introduzione della moneta unica figurante nell'allegato 1 in base alla relazione elaborata a sua richiesta dal Consiglio, di concerto con la Commissione e l'Istituto monetario europeo. Constata con soddisfazione che il quadro di riferimento è pienamente compatibile con la relazione dell'IME sull'introduzione della moneta unica.

4. Il quadro di riferimento assicura la trasparenza e l'accettabilità, rafforza la credibilità e l'irreversibilità del processo; è tecnicamente fattibile e mira a fornire la necessaria sicurezza giuridica, a ridurre al minimo i costi di adattamento e ad evitare distorsioni di concorrenza. Conformemente al quadro di riferimento, il Consiglio, riunito a livello di Capi di Stato e di governo, confermerà quanto prima possibile nel 1998 quali Stati membri soddisfino le condizioni richieste per l'adozione della moneta unica. La Banca centrale europea (BCE) dovrà essere creata con sufficiente anticipo in modo che i lavori preparatori possano essere completati e che possa essere pienamente operativa per il 1· gennaio 1999.

5. La terza fase inizierà il 1· gennaio 1999 con la fissazione irrevocabile dei tassi di conversione delle monete dei paesi partecipanti le une rispetto alle altre e nei confronti dell'euro. A partire da tale data, la politica monetaria e la politica dei tassi di cambio saranno attuate in euro, si promuoverà l'utilizzazione dell'euro sui mercati valutari e gli Stati membri partecipanti emetteranno in euro i nuovi titoli del debito negoziabili.

6. Un regolamento del Consiglio, i cui lavori tecnici preparatori dovranno essere conclusi entro il 1996, entrerà in vigore il 1· gennaio 1999 e fisserà il quadro giuridico per l'utilizzazione dell'euro che, a partire da tale data, si trasformerà in una moneta a pieno diritto e il paniere ufficiale dell'ecu cesserà di esistere. Detto regolamento stabilirà, fintanto che sussisteranno unità monetarie diverse, un'equivalenza legalmente obbligatoria tra l'euro e le unità monetarie nazionali. La sostituzione delle monete nazionali con l'euro non altererà di per sé la continuità dei contratti, salvo nel caso in cui questi ultimi dispongano altrimenti. In caso di contratti espressi in riferimento al paniere ufficiale dell'ecu della Comunità europea, conformemente al trattato, la sostituzione con l'euro avverrà al tasso di cambio 1 a 1, salvo nel caso che il contratto disponga altrimenti.

7. Al più tardi il 1· gennaio 2002 inizieranno a circolare le banconote e le monete in euro, insieme alle banconote e alle monete nazionali. Al più tardi sei mesi dopo le monete nazionali saranno completamente sostituite dall'euro in tutti gli Stati membri partecipanti e l'introduzione sarà completa. Le banconote e le monete nazionali continueranno tuttavia a poter essere cambiate presso le banche centrali nazionali.

8. Il Consiglio europeo invita il Consiglio ECOFIN ad accelerare tutto il lavoro tecnico supplementare necessario per attuare il quadro di riferimento adottato in data odierna. Dovrà anche essere definito l'aspetto grafico delle banconote e monete in euro nei diversi alfabeti dell'Unione.

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II. Altri preparativi per la terza fase dell'UEM

Convergenza economica duratura

La disciplina di bilancio riveste fondamentale importanza sia per il successo dell'Unione economica e monetaria che per l'accettazione della moneta unica da parte del pubblico. E' quindi necessario garantire che, dopo il passaggio alla terza fase, le finanze pubbliche restino sane conformemente agli obblighi contemplati dal trattato.

Il Consiglio europeo prende atto con interesse dell'intenzione della Commissione di presentare nel 1996 le proprie conclusioni sulle modalità per garantire la disciplina di bilancio e il coordinamento nell'unione monetaria conformemente alle procedure e ai principi del trattato.

Relazione tra gli Stati membri aderenti all'area dell'euro e gli Stati membri non aderenti

Le future relazioni tra gli Stati membri aderenti all'area dell'euro e gli Stati membri che non aderiscano a tale area sin dall'inizio dovranno essere definite prima del passaggio alla terza fase.

Il Consiglio europeo chiede che il Consiglio ECOFIN esamini, in collaborazione con la Commissione e l'Istituto monetario europeo, ciascuno nei rispettivi settori di competenza, l'insieme delle questioni derivanti dal fatto che alcuni Stati membri potrebbero non aderire all'area dell'euro sin dall'inizio e in particolar modo, ma non esclusivamente, quelle relative ai problemi connessi con la stabilità monetaria.

Lavori futuri

Il Consiglio europeo chiede al Consiglio ECOFIN di riferirgli in merito alle due questioni sopra menzionate il più presto possibile.

I lavori su questi due temi dovranno rispettare la disposizione del trattato secondo cui gli Stati membri che aderiranno all'area dell'euro dopo il 1999 potranno aderirvi negli stessi termini e alle stesse condizioni applicabili nel 1998 agli Stati membri aderenti sin dall'inizio.

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B. ORIENTAMENTI GENERALI DI POLITICA ECONOMICA

Il Consiglio europeo rammenta la necessità di mantenere durevolmente un alto grado di convergenza tra le economie degli Stati membri sia per creare le condizioni stabili che permettono di passare alla moneta unica sia per assicurare il corretto funzionamento del mercato interno. Esso ha approvato in proposito la relazione del Consiglio sull'attuazione dei grandi orientamenti di politica economica adottati nel luglio scorso.

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C. OCCUPAZIONE

1. Il Consiglio europeo ribadisce che la lotta contro la disoccupazione e a favore della parità di opportunità costituisce il compito prioritario della Comunità e dei suoi Stati membri.

La strategia a medio termine tracciata ad Essen e confermata a Cannes costituisce il quadro appropriato per lo sviluppo delle misure convenute. Dette misure hanno già cominciato ad essere applicate negli Stati membri con risultati globalmente positivi, grazie soprattutto ad un'adeguata combinazione di misure strutturali e politiche che favoriscano una crescita economica sostenuta.

Il Consiglio europeo accoglie favorevolmente la relazione interinale della Commissione e l'analisi sugli effetti reciprocamente benefici di un coordinamento rafforzato tra le politiche economiche e strutturali dell'Unione. Chiede alla Commissione di presentare la sua relazione finale nella riunione di dicembre 1996.

2. Il Consiglio europeo esprime compiacimento per come è stata concepita ed applicata, per la prima volta, la procedura per seguire gli sviluppi dell'occupazione prevista a Essen e basata su una strategia di cooperazione tra tutti gli operatori impegnati in questo sforzo comune:

  • gli Stati membri hanno tradotto le raccomandazioni di Essen in programmi pluriennali per l'occupazione, che comprendono misure innovatrici che hanno già cominciato a produrre risultati e costituiscono lo strumento adeguato per concretare le raccomandazioni che il Consiglio adotterà in campo socioeconomico;
  • la strategia di creazione di posti di lavoro nell'Unione europea acquisirà nuovo slancio con l'approvazione, da parte del Consiglio europeo, della relazione congiunta presentata dal Consiglio (ECOFIN e Lavoro e Affari sociali) e dalla Commissione (allegato 2). Per la prima volta si è raggiunta una convergenza di analisi in merito alla via da seguire perché l'attuale ripresa economica sia accompagnata da un miglioramento più accentuato della situazione occupazionale.

Con l'approvazione di tale relazione si realizza il mandato del Consiglio europeo di Essen di seguire gli sviluppi nel settore dell'occupazione e si consolidano le politiche occupazionali concordate in precedenti Consigli europei. Mediante la cooperazione tra tutte le parti interessate si compiono nuovi passi non soltanto nell'individuazione degli ostacoli che si frappongono alla riduzione della disoccupazione ma soprattutto in relazione agli aspetti macroeconomici e strutturali che favoriscono sostanzialmente la creazione di nuovi posti di lavoro;

  • esprime compiacimento per il fatto che gli interlocutori sociali a livello europeo abbiano definito, nella dichiarazione fatta in occasione del vertice sul dialogo sociale a Firenze, un criterio comune sulle misure atte a favorire l'occupazione. Esprime parimenti soddisfazione per l'ampio margine di coincidenza esistente tra detto accordo degli interlocutori sociali e i criteri della relazione unica;
  • in questa stessa linea di implicazione dei vari soggetti e delle varie istituzioni che operano nell'Unione, ha esaminato con grande interesse la risoluzione del Parlamento europeo sull'occupazione, constatando parimenti l'ampia coincidenza tra detta risoluzione e la relazione unica.

3. Il Consiglio europeo, sulla base delle raccomandazioni contenute nella relazione unica, chiede agli Stati membri di considerare prioritari, nell'ambito dei loro programmi pluriennali per l'occupazione, i seguenti campi d'azione:

  • intensificare i programmi di formazione destinati in particolar modo ai disoccupati;
  • rendere flessibili le strategie imprenditoriali per quanto concerne aspetti quali l'organizzazione del lavoro e dell'orario di lavoro;
  • garantire un'evoluzione dei costi indiretti del lavoro adeguata agli obiettivi di riduzione della disoccupazione;
  • mantenere l'attuale moderazione salariale, legandola alla produttività, quale elemento indispensabile per favorire l'impiego intensivo di manodopera;
  • conseguire la massima efficacia dei sistemi di protezione sociale secondo modalità che, mantenendo per quanto possibile il livello raggiunto, non disincentivino in nessun caso la ricerca di impiego;
  • insistere su una maggiore conversione delle politiche passive di protezione a favore dei disoccupati in misure attive di creazione di posti di lavoro;
  • migliorare sostanzialmente i meccanismi di informazione tra l'offerta e la domanda di impiego;
  • favorire iniziative locali per l'occupazione.

Le misure sopramenzionate saranno attuate prendendo particolarmente in considerazione i gruppi che richiedono un'attenzione speciale, quali i giovani alla ricerca di un primo impiego, i disoccupati di lunga durata e le donne disoccupate.

Per quanto riguarda le misure relative alla moderazione salariale, ricorda che tali azioni rientrano nella sfera di competenza degli interlocutori sociali. Alla luce dell'evoluzione dei contributi sociali, occorre operare all'interno di un margine di manovra che permetta di preservare la stabilità finanziaria dei sistemi di protezione sociale.

Il grado di applicazione dei programmi pluriennali di occupazione e delle raccomandazioni adottate a Madrid dovrà essere esaminato dal Consiglio europeo del dicembre 1996, al fine di rafforzare la strategia occupazionale e adottare ulteriori raccomandazioni.

4. Il Consiglio europeo ribadisce la necessità di garantire una crescita economica che incrementi la creazione di posti di lavoro, e chiede agli Stati membri di portare avanti politiche in linea con i grandi orientamenti di politica economica, integrandole con le riforme strutturali già avviate o in attesa di essere applicate, allo scopo di eliminare le rigidità esistenti e di migliorare il funzionamento dei mercati del lavoro nel settore dei prodotti e dei servizi.

E' necessario sfruttare al massimo l'opportunità offerta dall'attuale fase di espansione economica per compiere ulteriori progressi nelle riforme strutturali da realizzare.

5. Il Consiglio europeo sottolinea infine l'importante ruolo svolto dalle politiche interne, in particolar modo il mercato interno, la politica dell'ambiente, le PMI e le reti transeuropee, nella creazione di posti di lavoro.

6. I membri del Consiglio europeo i cui Stati sono parti dell'accordo allegato al protocollo sulla politica sociale del trattato si compiacciono che, per la prima volta, sia stato raggiunto un accordo con gli interlocutori sociali nel quadro di detto accordo, in relazione al progetto di direttiva sulla possibilità di conciliare la vita professionale con la vita familiare ("congedo parentale"). Confidano che tale accordo apra la via ad ulteriori accordi in altri importanti ambiti del settore sociale e occupazionale.

7. Infine, per continuare a garantire il successo di questa strategia, chiede al Consiglio (ECOFIN e Lavoro e Affari sociali) e alla Commissione di seguire costantemente l'attuazione di tali programmi e di presentargli una nuova relazione annuale congiunta per la riunione del dicembre 1996. Per facilitare l'applicazione pratica della procedura per seguire gli sviluppi dell'occupazione decisa a Essen è necessario attuare quanto prima i meccanismi previsti nella relazione congiunta (struttura e indicatori comuni). Il Consiglio europeo ribadisce la propria determinazione a continuare ad attribuire alla creazione di posti di lavoro nei prossimi anni la massima priorità dell'Unione europea.

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D. ALTRE POLITICHE

Mercato interno

Il Consiglio europeo prende atto della relazione della Commissione sul mercato interno e si compiace degli accordi raggiunti su un cospicuo numero di proposte nonché dell'adozione di una nuova procedura di notifica delle misure nazionali che possono ostacolare la libera circolazione delle merci e garantire il reciproco riconoscimento.

Il Consiglio europeo ha preso atto della relazione CIAMPI sulla competitività e ha incaricato il Consiglio di studiarla.

Il mercato interno deve favorire e integrare pienamente i cittadini grazie all'applicazione delle disposizioni del trattato sulla libera circolazione, ad una maggiore protezione dei consumatori, al miglioramento della dimensione sociale e allo sviluppo di meccanismi che permettano ai cittadini di essere informati dei vantaggi che possono trarre dal mercato interno e di meglio conoscere le loro necessità.

Il Consiglio europeo sottolinea l'importanza di completare la realizzazione del mercato interno introducendo una maggiore concorrenza in numerosi settori per aumentare la competitività ai fini della creazione di posti di lavoro. A tale proposito il Consiglio europeo ribadisce le conclusioni di Cannes del giugno 1995 sulla necessità di rendere tale obiettivo compatibile con l'esercizio dei compiti d'interesse economico generale propri dei servizi pubblici. In particolare, bisogna assicurare la parità di trattamento tra i cittadini, garantire i requisiti di qualità e di continuità dei servizi e partecipare al riassetto territoriale equilibrato.

Il Consiglio europeo conferma che le reti transeuropee possono apportare un contributo essenziale alla competitività, alla creazione di posti di lavoro e alla coesione dell'Unione. Prende atto con soddisfazione della relazione della Commissione e dei progressi recentemente realizzati in questo settore. Invita il Consiglio e il Parlamento a perfezionare rapidamente il quadro legislativo e gli Stati membri ad accordare la massima priorità all'effettiva realizzazione dei progetti, in particolare quelli che il Consiglio europeo ha individuato come particolarmente importanti. Il Consiglio europeo chiede al Consiglio ECOFIN di adottare, su proposta della Commissione, le decisioni necessarie per integrare le risorse finanziarie attualmente disponibili per le reti transeuropee.

PMI

Il Consiglio europeo ha preso atto della relazione della Commissione sul ruolo svolto dalle PMI come fonte di occupazione, di crescita e di competitività, e in cui si sottolinea in particolare la necessità di:

  • semplificare le formalità amministrative,
  • assicurare un migliore accesso all'informazione, alla formazione e alla ricerca,
  • eliminare nel mercato interno gli ostacoli che pregiudicano le PMI e facilitarne l'internazionalizzazione,
  • migliorare il contesto finanziario in cui operano, grazie ad un migliore accesso al mercato dei capitali e favorire lo sviluppo della funzione del Fondo europeo per gli investimenti nei confronti delle PMI.

Il Consiglio europeo esorta la Commissione a attuare tali obiettivi il più rapidamente possibile nel prossimo programma integrato a favore delle PMI.

Ambiente

Il Consiglio europeo si compiace del ruolo chiaro e decisivo svolto dall'Unione a livello internazionale nella difesa dell'ambiente, in particolare in materia di controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e della loro eliminazione (Convenzione di Basilea), diversità biologica, sostanze che riducono lo strato di ozono (Protocollo di Montreal) e altri temi trattati nella terza Conferenza paneuropea dei Ministri dell'Ambiente.

Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione degli importanti accordi raggiunti nel quadro di detta politica, nonché del dibattito in merito ad un nuovo approccio integrato, imperniato non soltanto sulla qualità dell'acqua ma anche sulla sua scarsità in quanto risorsa economica e ambientale limitata.

Agricoltura

Il Consiglio europeo si rallegra dell'avanzamento dei lavori per quanto concerne le riforme delle organizzazioni comuni di mercato (OCM). Chiede al Consiglio che l'organizzazione comune di mercato del riso sia adottata entro l'anno e quella del vino quanto prima possibile. Chiede al Parlamento europeo di formulare il proprio parere in merito alla proposta di riforma dell'organizzazione comune di mercato degli ortofrutticoli affinché essa possa essere adottata al più presto.

Pesca

Il Consiglio europeo prende atto che i lavori del Consiglio hanno permesso la piena realizzazione del mandato conferito dal Consiglio di Essen ai fini della completa integrazione della Spagna e del Portogallo nella politica comune della pesca.

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II: UN'EUROPA APERTA AL CITTADINO

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A. SUSSIDIARIETA'

Il Consiglio europeo ha proceduto ad uno scambio di opinioni sull'applicazione del principio di sussidiarietà quale espresso nel trattato. Esso conferma i principi direttivi stabiliti nelle riunioni di Birmingham e di Edimburgo che devono orientare l'azione dell'Unione.

Ha preso atto della seconda relazione annuale della Commissione sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e si compiace del fatto che il programma del 1993 sull'adeguamento della legislazione esistente al principio di sussidiarietà sia praticamente concluso.

Ha chiesto alla Commissione di riferire al Consiglio europeo di Firenze in merito all'applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità all'attuale legislazione della CE e alle proposte allo studio.

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B. POLITICHE VICINE AL CITTADINO

Il Consiglio europeo chiede di progredire nella lotta contro l'esclusione sociale, nelle sue varie forme, ritenendo che la solidarietà costituisca un fattore di fondamentale importanza per l'integrazione e lo sviluppo di obiettivi comuni nell'Unione europea.

Prende atto dell'approvazione del quarto programma in materia di parità di diritti e di opportunità tra uomini e donne e auspica la prosecuzione delle azioni a favore della donna ai fini della sua totale equiparazione. Al riguardo l'Unione europea verificherà annualmente la piattaforma di azione creata a seguito della Conferenza di Pechino.

Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza dell'azione culturale per promuovere una dimensione comunitaria delle culture di tutti gli Stati membri dell'Unione.Sottolinea l'interesse di raggiungere in breve tempo un accordo valido sul programma RAFFAELLO relativo al patrimonio culturale di rilevanza europea.

Accoglie con favore il rinnovo del programma Media e si compiace dei progressi decisivi compiuti in seno al Consiglio sulla proposta di modifica della direttiva "Televisione senza frontiere", che spera possa essere adottata non appena saranno soddisfatte le condizioni necessarie.

Prende atto dei lavori realizzati in materia di tutela della salute dei cittadini e sollecita l'approvazione dei programmi di lotta contro il cancro e contro l'AIDS, nonché dei programmi di istruzione e formazione nel settore sanitario.

Prende atto dell'importante relazione sulla situazione sanitaria nell'Unione europea e auspica che il Parlamento e il Consiglio adottino al più presto il programma d'azione sulla sorveglianza e il controllo sanitario.

Si compiace dei progressi compiuti per quanto riguarda l'obiettivo di una maggiore trasparenza dei lavori del Consiglio mediante l'approvazione di un codice di condotta inteso a facilitare l'accesso del pubblico ai processi verbali e alle dichiarazioni del Consiglio, in qualità di organo legislatore, e l'aumento del numero di dibattiti che sono stati diffusi con mezzi audiovisivi.

Si compiace dell'adozione di due decisioni relative alla protezione consolare che permetteranno ai cittadini dell'Unione di rivolgersi a tutti i consolati degli Stati membri in paesi terzi, ai sensi dell'articolo 8 C del trattato.

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C. GIUSTIZIA E AFFARI INTERNI

Il Consiglio europeo ha preso atto della relazione sulle attività realizzate nel 1995 nel settore della giustizia e degli affari interni che illustra attività di natura molto differente tra le quali la conclusione di quattro convenzioni e l'istituzione dell'Unità droga Europol.

Il Consiglio europeo, che ha l'ambizione che l'Unione possa creare uno spazio di libertà e di sicurezza per i suoi cittadini, chiede che, al fine di approfondire la cooperazione in questi settori, le attività future si concentrino su temi prioritari programmati, compreso Europol, durante varie Presidenze, in particolare:

1. Terrorismo

Il Consiglio europeo accoglie con viva soddisfazione l'approvazione, da parte del Consiglio, della dichiarazione della Gomera sul terrorismo (allegato 3), che esprime la ferma volontà dell'Unione di potenziare la collaborazione nella lotta contro il terrorismo, uno degli obiettivi principali della cooperazione in materia di giustizia e affari interni. Invita il Consiglio a tradurre tale collaborazione in misure concrete ed efficaci.

2. Droga e criminalità organizzata

Il Consiglio europeo approva la relazione del gruppo di esperti in materia di droga e insiste sull'urgenza di tradurre gli orientamenti di detta relazione in attività precise, operative e coordinate all'interno dell'Unione.

Il Consiglio europeo invita la prossima Presidenza italiana, in collaborazione con la futura Presidenza irlandese e previa consultazione degli Stati membri, della Commissione, dell'Unità droga Europol e dell'Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze, ad elaborare un programma di attività che tenga conto delle direttrici figuranti in detta relazione. Il Consiglio europeo del dicembre 1996 esaminerà lo stato di applicazione di detta relazione.

A questo riguardo ritiene prioritario istituire un meccanismo di cooperazione per la lotta contro la droga tra l'Unione europea e l'America latina, compresa la regione dei Caraibi. Ritiene che la strategia internazionale di lotta contro l'abuso e il traffico illecito di stupefacenti debba basarsi su un approccio globale e coordinato, inteso a ridurre l'offerta e la domanda di droga, mediante la cooperazione bilaterale tra le due regioni. Accoglie con soddisfazione l'iniziativa franco-britannica relativa ai Caraibi, con la quale si propone un'azione regionale per combattere il narcotraffico che figura altresì tra le azioni dell'agenda transatlantica.

Chiede al Consiglio e alla Commissione di elaborare una relazione e le corrispondenti proposte di azione per le due regioni prima del prossimo mese di aprile. A tal fine verrà costituito un gruppo ad hoc "Droga".

Si compiace del fatto che il 18 dicembre sarà firmato a Madrid un accordo sui precursori tra la Comunità e i cinque paesi del Patto andino, accordo che rappresenta un importante progresso in questa strategia. In tale contesto dà il proprio sostegno al mantenimento dei vantaggi preferenziali a favore dei paesi andini e centroamericani nel quadro del regime speciale di lotta contro la droga del sistema di preferenze generalizzate.

Si compiace altresì per la conferenza in materia di droga che si è svolta a Bruxelles il 7 e 8 dicembre.

Prende atto dei lavori sulla criminalità organizzata ed esorta il Consiglio ad adottare le misure operative necessarie per lottare contro questa minaccia che grava su tutti gli Stati membri.

Il Consiglio europeo invita il Consiglio e la Commissione a studiare in quale misura un'eventuale armonizzazione della legislazione degli Stati membri possa contribuire ad una riduzione del consumo e del traffico illecito di stupefacenti.

3. Cooperazione giudiziaria

Il Consiglio europeo ritiene che i lavori debbano concentrarsi prioritariamente sull'estradizione e l'assistenza giudiziaria in materia penale, nonché sull'estensione della Convenzione di Bruxelles e la trasmissione degli atti in materia civile. Prende atto con soddisfazione della firma della convenzione sulle procedure di insolvenza.

4. Immigrazione e asilo

Il Consiglio europeo prende atto con soddisfazione dei risultati raggiunti in materia di immigrazione dei cittadini di paesi terzi in situazione irregolare, clausole di riammissione, controllo dell'immigrazione e del lavoro illegali, ed esorta il Consiglio a proseguire i lavori in questo settore.

Esprime altresì soddisfazione per l'approvazione della risoluzione sulla ripartizione degli oneri per quanto riguarda l'accoglienza degli sfollati, nonché per la decisione relativa ad una procedura di allarme e di emergenza per la ripartizione degli oneri.

Il Consiglio europeo prende atto della posizione comune sull'applicazione armonizzata del termine "rifugiato" ai sensi dell'articolo 1 della Convenzione di Ginevra e chiede di completare la ratifica della Convenzione di Dublino.

5. Frontiere esterne

Il Consiglio europeo esorta il Consiglio a risolvere quanto prima possibile le questioni in sospeso che ostano all'adozione della convenzione relativa all'attraversamento da parte delle persone delle frontiere esterne degli Stati membri dell'Unione e si compiace dei risultati raggiunti in materia di visti.

6. Razzismo e xenofobia

Il Consiglio europeo ha preso atto dei risultati ottenuti per quanto riguarda la definizione di strategie di lotta contro il razzismo e la xenofobia (allegato 4); chiede che sia adottata l'azione comune per combattere il razzismo e la xenofobia al fine di conseguire il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri e incrementare le possibilità di assistenza giudiziaria tra questi ultimi nel settore in parola.

La relazione interinale della commissione consultiva ha suscitato altresì l'interesse del Consiglio europeo, che l'invita a proseguire i lavori in base alla relazione stessa e a completare lo studio di fattibilità del futuro Osservatorio europeo sul razzismo e la xenofobia per il Consiglio europeo di giugno 1996.

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D. FRODE E TUTELA DEGLI INTERESSI FINANZIARI

Il Consiglio europeo ha preso atto dell'analisi comparata e della relazione di sintesi sui provvedimenti presi a livello nazionale per lottare contro gli sprechi e la distrazione di fondi comunitari, che la Commissione ha elaborato in base alle relazioni degli Stati membri.

Appoggia le conclusioni approvate dal Consiglio "Economia e finanze" (allegato 5) e invita gli Stati membri e le istituzioni ad adottare le misure necessarie per assicurare un livello equivalente di protezione in tutta la Comunità e nell'insieme del bilancio comunitario e del FES.

Si compiace inoltre per l'imminente adozione del regolamento relativo alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità e la firma della relativa convenzione.

Chiede alla Commissione di presentare rapidamente la proposta concernente i controlli e le verifiche in loco e invita il Consiglio "Economia e finanze" ad adottare questo dispositivo prima della riunione del Consiglio europeo di giugno.

Prende atto con soddisfazione del consenso raggiunto sul protocollo addizionale della convenzione relativa alla tutela degli interessi finanziari delle Comunità europee, il cui obiettivo consiste nell'armonizzare le norme in materia di incriminazione per atti di corruzione compiuti da funzionari sia nazionali che europei e da membri delle istituzioni e degli organi comunitari o nazionali.

Chiede al Consiglio GAI di proseguire i lavori per completare la convenzione, in particolare nel settore della cooperazione giudiziaria.

Il Consiglio europeo accoglie con soddisfazione l'iniziativa della Commissione per una sana gestione finanziaria e in particolare la decisione di costituire un gruppo di rappresentanti personali per individuare le azioni prioritarie a livello comunitario e nazionale, intese a migliorare l'esecuzione del bilancio e a ovviare alle irregolarità di gestione finanziaria rilevate dalla Corte dei conti.

Invita la Commissione ed il Consiglio ad esaminare la possibilità di estendere il sistema di liquidazione dei conti dell'agricoltura ad altri settori.

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E. SEMPLIFICAZIONE LEGISLATIVA E AMMINISTRATIVA

Il Consiglio europeo ribadisce l'importanza di evitare oneri inutili per le attività delle imprese mediante un processo di semplificazione legislativa e amministrativa che dovrà preservare l'"acquis" comunitario ed essere accompagnato da misure nazionali finalizzate allo stesso obiettivo. A tale riguardo fa riferimento alla relazione della Commissione sulla relazione del gruppo di esperti indipendenti.

Invita la Commissione a presentare le nuove proposte intese alla codificazione del diritto comunitario e il Consiglio a deliberare al più presto.

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III: UN'EUROPA APERTA AL MONDO NELLA STABILITA', SICUREZZA, LIBERTA' E SOLIDARIETA'

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A. ALLARGAMENTO

L'allargamento rappresenta al tempo stesso un'esigenza politica e un'opportunità storica per l'Europa. Nell'assicurare la stabilità e la sicurezza del continente, esso offrirà non solo agli Stati candidati, ma anche agli attuali Stati membri dell'Unione, nuove prospettive di crescita economica e benessere generale. L'allargamento deve servire a rafforzare la costruzione europea nel rispetto dell'"acquis" comunitario che comprende le politiche comuni.

In tale prospettiva il Consiglio europeo ha preso nota delle relazioni della Commissione sugli effetti dell'allargamento sulle politiche dell'Unione europea, sulle strategie alternative in campo agricolo e sull'evoluzione della strategia di preadesione dei paesi associati dell'Europa centrale e orientale.

Prende atto della relazione del Consiglio sulle relazioni con i PECO associati nel corso del secondo semestre 1995 (allegato 6).

Il programma PHARE, sostenuto dalle decisioni del Consiglio europeo nella riunione di Cannes, nonché il proseguimento delle attività della Banca europea per gli investimenti consentiranno un aumento globale dello sforzo per la preparazione dell'adesione.

Ribadisce che i negoziati per l'adesione di Malta e Cipro all'Unione inizieranno, in base alle proposte della Commissione, sei mesi dopo la conclusione della Conferenza intergovernativa del 1996 e tenuto conto dei suoi risultati. Si compiace per il dialogo strutturato avviato con questi due paesi lo scorso mese di luglio nel quadro della strategia di preadesione.

Conferma altresì l'esigenza di preparare opportunamente l'allargamento in base ai criteri stabiliti a Copenaghen e nell'ambito della strategia di preadesione definita ad Essen per i PECO; questa strategia dovrà essere intensificata per rendere possibile l'integrazione progressiva ed armoniosa di detti Stati, grazie soprattutto allo sviluppo dell'economia di mercato, all'adeguamento delle loro strutture amministrative e alla creazione di un contesto economico e monetario stabile.

Il Consiglio europeo invita la Commissione ad approfondire la valutazione degli effetti dell'allargamento sulle politiche comunitarie, per quanto riguarda in particolare la politica agricola e le politiche strutturali. Il Consiglio europeo proseguirà la sua analisi nelle prossime riunioni in base alle relazioni della Commissione.

Invita la Commissione a preparare attivamente i pareri sulle candidature presentate, affinché siano trasmesse al Consiglio appena possibile dopo la conclusione della Conferenza intergovernativa, nonché ad avviare l'elaborazione di un documento d'insieme sull'allargamento. Tale procedura consentirà di trattare i paesi candidati su una base di parità.

Invita altresì la Commissione ad iniziare il più rapidamente possibile un'analisi approfondita del sistema di finanziamento dell'Unione europea al fine di presentare, immediatamente dopo la conclusione della Conferenza intergovernativa, una comunicazione sul futuro quadro finanziario dell'Unione, a decorrere dal 31 dicembre 1999, che tenga conto della prospettiva dell'allargamento.

Dopo la conclusione della Conferenza intergovernativa e alla luce dei suoi risultati, nonché dei pareri e delle relazioni sopracitati della Commissione, il Consiglio adotterà il più presto possibile le decisioni necessarie per l'avvio dei negoziati di adesione.

Il Consiglio europeo desidera che la fase iniziale dei negoziati coincida con l'inizio dei negoziati con Cipro e Malta.

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B. RELAZIONI ESTERNE

EX IUGOSLAVIA

Il Consiglio europeo si compiace per la firma, avvenuta il 14 dicembre a Parigi, dell'accordo di pace negoziato a Dayton e conferma la propria determinazione a contribuire in maniera sostanziale alla sua applicazione.

Si compiace che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite abbia adottato la risoluzione con cui appoggia gli accordi di pace firmati a Parigi e applica le sue disposizioni sul piano sia civile che militare.

Quanto agli aspetti civili fa proprie le conclusioni della conferenza tenutasi a Londra il 7 e 8 dicembre; si compiace della nomina del sig. Carl Bildt ad Alto rappresentante e gli assicura il suo pieno appoggio.

L'applicazione dell'accordo di pace comporta l'instaurazione di un equilibrio militare stabile, basato su un livello di armamenti quanto più ridotto possibile. Il Consiglio europeo spera che le parti interessate approfittino dell'occasione di dialogo offerta a tale proposito dalla conferenza che si svolgerà a Bonn il 18 dicembre.

Spetta adesso alle parti assumersi le loro responsabilità per la piena applicazione dell'accordo allo scopo di porre fine alla guerra in modo definitivo.

Dal canto suo, l'Unione europea ribadisce di essere disposta a contribuire alla ricostruzione dell'ex Iugoslavia nel quadro di un'equa ripartizione internazionale degli oneri. Una conferenza preparatoria si svolgerà a Bruxelles il 20 e 21 dicembre al fine di delineare le esigenze più urgenti.

Il Consiglio europeo ribadisce inoltre il diritto dei rifugiati e degli sfollati a ritornare liberamente e in condizioni di sicurezza nelle loro case in tutto il territorio dell'ex Iugoslavia e di ottenere un'equa compensazione quale principio fondamentale.

Il Consiglio europeo ha approvato la dichiarazione che figura nell'allegato 7.

EX REPUBBLICA IUGOSLAVA DI MACEDONIA

Il Consiglio europeo si compiace del fatto che sussistono le condizioni per instaurare relazioni contrattuali di cooperazione tra l'Unione e l'ERIM e chiede al Consiglio di approvare, entro il 1995, il mandato di negoziato per concludere un accordo sugli scambi e la cooperazione che tenga pienamente conto delle sue aspirazioni.

SLOVENIA

Alla luce delle conclusioni di Cannes e sulla scorta della proposta di compromesso della Presidenza, il Consiglio europeo riafferma il suo desiderio che l'accordo di associazione con la Slovenia sia firmato il più presto possibile.

MAR BALTICO

Il Consiglio europeo ha preso atto della relazione della Commissione sulla situazione attuale e le prospettive di cooperazione regionale nella regione del Mar Baltico.

L'Unione è interessata a promuovere la stabilità politica e lo sviluppo economico di questa regione. Il Consiglio europeo chiede pertanto alla Commissione di elaborare un'iniziativa di cooperazione regionale adeguata da presentare ai Capi di Stato e di governo del Consiglio degli Stati del Mar Baltico nella conferenza di Visby del 3 e 4 maggio 1996, e di riferire quindi al riguardo al Consiglio europeo di Firenze.

RUSSIA

Il Consiglio europeo confida che la Russia prosegua la sua azione a favore della stabilità, dello sviluppo, della pace e della democrazia. Intende appoggiarne gli sforzi e desidera rafforzare in modo permanente i legami tra l'Unione europea e questo grande paese.

E' persuaso che lo sviluppo della cooperazione nel settore della sicurezza tra l'Unione europea e la Russia sia essenziale per la stabilità in Europa.

Prende atto con soddisfazione che l'accordo interinale con la Russia, firmato a Bruxelles il 17 luglio scorso, entrerà in vigore il 1· febbraio 1996 e esorta le parti contraenti a ratificare l'accordo di partenariato e di cooperazione quanto prima possibile. Si compiace altresì dei risultati del vertice Unione europea-Russia, tenutosi a Mosca in settembre. Conferma l'orientamento della politica globale dell'Unione europea per quanto concerne le future relazioni con la Russia, quale formulato dal Consiglio "Affari generali" del 20 novembre 1995 (allegato 8).

Ha approvato una dichiarazione sulle elezioni parlamentari che si terranno prossimamente in Russia (allegato 9).

Sostiene gli sforzi compiuti dalla Russia per la sua completa integrazione nell'economia internazionale e la sua ammissione all'OMC e ad altre organizzazioni internazionali.

Conferma altresì il suo appoggio per una tempestiva adesione della Russia al Consiglio d'Europa.

TACIS

Il Consiglio europeo riafferma che l'Unione europea è disposta a proseguire il programma di assistenza alle repubbliche dell'ex Unione sovietica al fine di sostenere il processo di riforma politica e economica da esse avviato. Sottolinea l'importanza che il nuovo regolamento TACIS venga adottato nel prossimo Consiglio "Affari generali".

UCRAINA

Il Consiglio europeo si compiace per la recente adesione dell'Ucraina al Consiglio d'Europa e appoggia l'impegno delle sue autorità a proseguire il processo di riforme economiche in corso. L'Unione continua a sostenere l'Ucraina mediante l'assistenza macroeconomica e si compiace dell'importante accordo raggiunto con l'Ucraina sulla chiusura definitiva, nell'anno 2000, della centrale nucleare di Cernobil, secondo il calendario e le condizioni stabiliti.

TURCHIA

Il Consiglio europeo conferma il carattere prioritario che attribuisce allo sviluppo e all'approfondimento delle relazioni con la Turchia e si compiace del parere conforme, reso dal Parlamento europeo, che consentirà l'entrata in vigore, il 31 dicembre prossimo, della fase finale dell'unione doganale con la Turchia, nonché delle modalità per il rafforzamento del dialogo politico e della cooperazione istituzionale. Auspica che il regolamento relativo alla cooperazione finanziaria con questo paese entri in vigore al più presto.

Rammenta l'importanza che annette al rispetto dei diritti dell'uomo, dello stato di diritto e delle libertà fondamentali e sostiene fermamente tutti coloro che, in Turchia, si sforzano di porre in atto le riforme. In questo spirito si compiace per le misure già adottate dalle autorità turche e le esorta a continuare su questa via.

CIPRO

Il Consiglio ricorda l'importanza che attribuisce alla realizzazione di sforzi sostanziali per pervenire ad una soluzione giusta e valida della questione cipriota conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, sulla base di una federazione bizonale e bicomunitaria.

SICUREZZA

Nell'ambito della sicurezza il Consiglio europeo si compiace dei progressi compiuti nell'Unione per la definizione di una politica comune per quanto riguarda l'integrazione dei paesi dell'Europa centrale e orientale nell'architettura europea di sicurezza e il posto che vi devono avere la Russia e l'Ucraina.

Esprime soddisfazione per l'approvazione da parte del Consiglio dell'UEO, tenutosi a Madrid nel novembre del 1995, del contributo dell'UEO alla Conferenza intergovernativa del 1996 che conferma l'opportunità di rafforzare i vincoli tra l'Unione europea e l'UEO. Prende atto della volontà dell'UEO di contribuire in modo adeguato ai lavori della Conferenza intergovernativa nei settori della sicurezza e della difesa e di seguirne da vicino l'evoluzione. Il Consiglio europeo prende atto altresì del contributo del gruppo di riflessione in materia.

Ha sottolineato la necessità di continuare a favorire il disarmo e la non proliferazione nel quadro della politica estera e di sicurezza comune. Al riguardo:

  • esprime il fermo desiderio che i negoziati del trattato per la proibizione totale degli esperimenti nucleari siano conclusi non oltre il giugno del 1996;
  • appoggia l'avvio immediato dei negoziati di un trattato per la proibizione della produzione di materiale fissile per armi nucleari;
  • si congratula per l'adozione, nella prima serie di incontri della conferenza di revisione della convenzione sulle armi nocive del 1980, di un nuovo protocollo che proibisce l'utilizzazione delle armi laser accecanti;
  • ribadisce che l'Unione europea auspica che tutti i suoi membri ratifichino il più presto possibile la convenzione sulle armi chimiche, per permetterne la rapida entrata in vigore.

OSCE

L'Unione si compiace per i risultati della conferenza dell'OSCE tenutasi a Budapest, che tendono a rafforzare le strutture e capacità dell'OSCE per permetterle di compiere le sue sempre più numerose missioni, in particolare nell'ambito della diplomazia preventiva.

Il Consiglio europeo riafferma che l'Unione europea intende continuare a contribuire attivamente al rafforzamento dell'OSCE e, in particolare, all'elaborazione di un "modello comune e globale di sicurezza per l'Europa del XXI secolo".

Il Consiglio europeo ha accolto con favore l'adozione, il 13 dicembre a Royaumont su proposta dell'Unione europea, della dichiarazione su un processo di stabilità e buon vicinato nell'Europa sudorientale.

ANDORRA

Il Consiglio europeo si rallegra per il nuovo impulso impresso alle relazioni dell'Unione con Andorra e invita la Commissione a presentare le opportune proposte per lo sviluppo dei nuovi settori di cooperazione.

RELAZIONI TRANSATLANTICHE

Il Consiglio europeo pone in rilievo la grande importanza della nuova Agenda transatlantica e del piano di azione congiunto Unione europea - Stati Uniti che sono stati firmati in occasione del vertice Unione europea - Stati Uniti che ha avuto luogo a Madrid il 3 dicembre 1995 (allegato 10). Esso ritiene che questa iniziativa rappresenti un salto qualitativo verso il rafforzamento delle nostre relazioni, che presuppone il passaggio da una fase consultiva ad una nuova fase di concertazione e azione congiunta. Esprime la sua determinazione a far sì che l'Unione, dal canto suo, dia pienamente seguito a quanto approvato a Madrid, nonché a riesaminare questo fascicolo al Consiglio europeo di Firenze.

Si compiace per le iniziative presentate nella riunione del Dialogo imprenditoriale transatlantico di Siviglia.

Auspica che altre democrazie atlantiche condividano gli obiettivi della nuova Agenda transatlantica.

MEDITERRANEO

Il Consiglio europeo sottolinea la notevole importanza dei risultati raggiunti nella Conferenza euromediterranea di Barcellona e invita il Consiglio e la Commissione ad attuare la dichiarazione e il programma di lavoro di Barcellona (allegato 11).

La Conferenza di Barcellona ha segnato l'avvio di una nuova fase nella quale l'obiettivo di assicurare la pace, la stabilità e la prosperità nel Mediterraneo costituisce un compito collettivo di tutti i partecipanti alla nuova associazione euromediterranea. Lo "spirito di Barcellona" dovrà ispirare la continuità di questo processo, che dovrebbe terminare con la conclusione di un patto per il Mediterraneo.

Il Consiglio europeo si compiace vivamente per gli accordi conclusi con Tunisia, Israele e Marocco. Esprime la speranza che i negoziati in corso con Egitto, Giordania e Libano possano essere rapidamente portati a termine e dichiara che l'Unione europea è disposta a negoziare siffatti accordi con l'Algeria e la Siria il più presto possibile. In questo contesto conferma le conclusioni di Cannes relative alla natura della zona di libero scambio euromediterranea.

Accoglie con soddisfazione le elezioni presidenziali recentemente tenutesi in Algeria e confida che prossimamente siano fatti nuovi passi per la normalizzazione politica del paese attraverso il dialogo e elezioni legislative e municipali libere e incontestabili. Prende atto del desiderio di questo paese di concludere con l'Unione europea un nuovo accordo di associazione e invita pertanto la Commissione a presentare un progetto di mandato.

MEDIO ORIENTE

Il Consiglio europeo esprime la propria soddisfazione per l'accordo interinale tra Israele e l'Organizzazione per la liberazione della Palestina firmato a Washington il 28 settembre.

Il Consiglio europeo deplora il tragico assassinio del Primo Ministro Yitzhak Rabin e appoggia l'impegno del nuovo Primo Ministro Perez di portare avanti con la stessa determinazione il processo di pace. Lancia un appello in tal senso affinché siano compiuti rapidi progressi nel capitolo siriano e affinché tutte le parti intensifichino i loro sforzi per instaurare una pace globale, giusta e duratura.

Si compiace per la rapida erogazione dei prestiti concessi dalla BEI all'autorità palestinese per un importo di 250 milioni di ecu e spera che la Commissione presenti al più presto un progetto di direttive di negoziato per un accordo con l'Unione europea. Si compiace parimenti per il varo delle misure necessarie per garantire il coordinamento dell'osservazione delle elezioni palestinesi.

Prende atto con soddisfazione dei progressi realizzati dal vertice economico di Amman e confida nel raggiungimento di risultati positivi in occasione della conferenza ministeriale per l'assistenza economica al popolo palestinese, che si terrà a Parigi il 9 gennaio 1996.

IRAN

L'Unione europea continuerà a provvedere affinché la cooperazione con l'Iran sia attuata con tutte le garanzie necessarie, per evitare qualsiasi tipo di contributo all'acquisizione di una capacità nucleare militare.

Nel rispetto dei diritti fondamentali e della libertà di espressione, l'Unione europea continuerà i propri sforzi nel quadro del dialogo critico per ottenere dalle autorità iraniane una soluzione soddisfacente per la questione relativa allo scrittore britannico Salman Rushdie e chiede alle autorità iraniane una risposta costruttiva a tali sforzi. Chiede al Consiglio di seguire da vicino la questione.

AMERICA LATINA

Il Consiglio europeo sottolinea i notevoli progressi compiuti nel processo di rafforzamento delle relazioni con l'America latina. Invita il Consiglio e la Commissione ad attuare rapidamente le conclusioni relative al rafforzamento della cooperazione tra l'Unione europea e l'America latina durante il periodo 1996-2000 (allegato 12).

Esprime la propria soddisfazione per la firma, a Madrid, di un accordo quadro interregionale di cooperazione economica e commerciale tra l'Unione europea e il Mercosur, il cui obiettivo finale è la creazione di un'associazione di carattere politico e economico.

Sottolinea la prossima firma della dichiarazione congiunta sul dialogo politico tra l'Unione europea e il Cile, che rappresenta un importante passo per la rapida negoziazione di un nuovo accordo il cui obiettivo finale sia un'associazione di carattere politico e economico.

Invita il Consiglio e la Commissione ad avviare quanto prima possibile i negoziati con il

Messico per un nuovo accordo politico, economico e commerciale che comprenda la liberalizzazione graduale e reciproca degli scambi, tenendo conto del carattere sensibile di taluni prodotti e conformemente alle regole dell'Organizzazione mondiale del commercio.

Ricorda parimenti il proprio interesse per il rinnovo del dialogo di San José tra l'Unione europea e l'America centrale, in base alla comunicazione recentemente presentata dalla Commissione.

Prende atto della volontà manifestata dal Consiglio presidenziale andino di rafforzare le relazioni tra il Patto andino e l'Unione europea e chiede alla Commissione di presentare le opportune misure a tal fine. Considera parimenti di particolare importanza il rapido rinnovo del sistema di preferenze generalizzate a favore dei paesi dell'America centrale e del Patto andino e chiede al Consiglio di adottarlo il più presto possibile.

Ritiene opportuno continuare il dialogo e la cooperazione con Cuba al fine di appoggiare attivamente il processo di riforme in corso, incoraggiare il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e ampliare l'ambito dell'iniziativa privata e lo sviluppo della società civile. A tal fine chiede alla Commissione di presentare un progetto di mandato per un accordo di cooperazione economica e commerciale durante il primo semestre del 1996, che il Consiglio esaminerà alla luce dell'evoluzione della situazione politica e economica a Cuba.

Invita infine la Banca europea per gli investimenti ad intensificare le sue attività in America latina nel rispetto delle procedure e dei criteri di finanziamento.

CONVENZIONE DI LOME'

Il Consiglio europeo esprime la propria soddisfazione per la firma, che ha avuto luogo a Maurizio il 4 novembre scorso, dell'accordo di revisione della quarta Convenzione ACP-CE, unitamente al protocollo di adesione dell'Austria, della Finlandia e della Svezia, nonché per l'adozione di misure provvisorie di applicazione.

AFRICA

Il Consiglio europeo esprime grave preoccupazione per la situazione in Nigeria, conferma le sanzioni adottate nell'ambito dell'Unione europea e lancia un nuovo appello alle autorità nigeriane affinché assicurino il pieno rispetto dei diritti dell'uomo e una rapida transizione ad un regime democratico. In caso contrario si riserva la facoltà di adottare nuove misure.

Per far cessare la violenza, in particolare nel Burundi, e facilitare il ritorno dei rifugiati ruandesi, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza della conciliazione nazionale e della stabilità nella regione dei grandi laghi. Conferma il suo appoggio alla convocazione della conferenza sulla regione dei grandi laghi sotto l'egida delle Nazioni Unite e dell'Organizzazione dell'unità africana, nonché alla rapida nomina di un nuovo rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite in Burundi.

Accoglie con soddisfazione il dialogo politico avviato tra l'Unione e l'OUA e, in special modo, le conclusioni del Consiglio del 4 dicembre in materia di diplomazia preventiva, soluzione dei conflitti e mantenimento della pace in Africa (allegato 13).

Prende atto con soddisfazione dei negoziati in corso con il Sudafrica miranti all'elaborazione di un accordo per la creazione di una zona di libero scambio. Sottolinea l'importanza di una rapida conclusione di detti negoziati.

ASIA

Il Consiglio europeo si rallegra dell'adozione della relazione del Consiglio, che servirà di base per la preparazione dell'incontro Europa-Asia che si terrà a Bangkok il 1· e 2 marzo 1996 (allegato 14).

Conferma l'importanza che l'Unione europea attribuisce allo sviluppo delle relazioni con la Cina. Prende atto delle conclusioni adottate dal Consiglio su una politica a lungo termine per le relazioni tra la Cina e l'Europa.

Il Consiglio europeo ribadisce la sua profonda preoccupazione per la pesante pena detentiva inflitta al difensore dei diritti dell'uomo cinese, sig. WEI JINGSHEN, e chiede alla Cina di dar prova di clemenza e provvedere alla sua scarcerazione immediata e incondizionata.

L'Unione europea parteciperà, a condizioni da negoziare, all'Organizzazione per lo sviluppo energetico nella penisola coreana (KEDO).

Il Consiglio europeo, tenendo presenti in particolare gli ultimi sviluppi a Giacarta in relazione con l'acuirsi della tensione nel Timor orientale, esprime il suo sostegno a qualsiasi azione appropriata che possa contribuire ad una soluzione equa, globale e accettabile a livello internazionale, e in special modo agli sforzi di mediazione attualmente compiuti dal Segretario generale delle Nazioni Unite.

NAZIONI UNITE

In occasione del 50· anniversario delle Nazioni Unite, l'Unione europea ha manifestato il suo costante appoggio a questa organizzazione come sede universale finalizzata a concretare l'aspirazione dell'umanità alla pace, alla sicurezza e al progresso economico e sociale.

L'Unione europea, i cui Stati membri apportano collettivamente il più consistente contributo finanziario, ha espresso nella dichiarazione del 25 ottobre 1995 la propria preoccupazione per la grave crisi finanziaria in cui versano attualmente le Nazioni Unite. Il Consiglio europeo sollecita nuovamente tutti gli Stati membri dell'organizzazione ad adempiere integralmente, puntualmente e incondizionatamente i loro obblighi finanziari nei confronti sia del bilancio ordinario sia dei bilanci delle operazioni per il mantenimento della pace.

Il Consiglio europeo desidera in tale contesto che siano compiuti progressi ai fini di un migliore adeguamento delle strutture e delle istituzioni delle Nazioni Unite, compreso il Consiglio di sicurezza.

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IV: LE BASI DELL'EUROPA DEL FUTURO

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AGENDA POLITICA DELL'EUROPA

Il Consiglio europeo ha individuato le sfide cui gli Stati membri dell'Unione devono rispondere per preparare l'Europa del XXI secolo. Nei prossimi cinque anni si dovrà:

  • realizzare l'adattamento del trattato sull'Unione europea;
  • compiere il passaggio alla moneta unica secondo il calendario e le condizioni previste;
  • preparare e condurre i negoziati di allargamento con gli Stati associati dell'Europa centrale, orientale e meridionale candidati all'adesione;
  • definire parallelamente le prospettive finanziarie oltre il 31 dicembre 1999;
  • contribuire all'elaborazione di una nuova architettura europea di sicurezza;
  • proseguire attivamente la politica di dialogo, cooperazione e associazione già avviata con i paesi vicini dell'Unione e, in particolare, con la Russia, l'Ucraina, la Turchia e i paesi mediterranei.

La realizzazione dell'insieme di questi compiti permetterà di creare, su scala continentale europea, una grande comunità libera, prospera e stabile.

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CONFERENZA INTERGOVERNATIVA

1. Il Consiglio europeo ha accolto con grande interesse la relazione del Gruppo di riflessione presieduto dal sig. Westendorp (allegato 15), incaricato dal Consiglio europeo di preparare la Conferenza intergovernativa del 1996. Ritiene che gli orientamenti delineati in seno al Gruppo, al termine di un'analisi approfondita delle sfide interne e esterne che si presentano all'Unione e delle possibili risposte, rappresentino una buona base per i lavori della Conferenza.

2. La Conferenza intergovernativa dovrà esaminare le disposizioni del trattato sull'Unione di cui il trattato stesso prevede esplicitamente una revisione, nonché le questioni di cui la Conferenza si dovrà occupare conformemente a quanto deciso nelle conclusioni dei Consigli europei di Bruxelles e di Corfù e nelle dichiarazioni adottate in occasione di accordi interistituzionali. Il Consiglio europeo riafferma anche gli orientamenti definiti al vertice di Cannes. Su un piano generale, la Conferenza intergovernativa dovrà esaminare i miglioramenti che occorrerà apportare ai trattati per adattare l'Unione alle realtà attuali e alle esigenze future, alla luce dei risultati dei lavori del Gruppo di riflessione.

3. Il Consiglio europeo conviene che la procedura formale di revisione prevista dall'articolo N del trattato sia espletata il più rapidamente possibile, affinché la conferenza possa essere solennemente inaugurata il 29 marzo a Torino. Il Consiglio europeo prende atto dell'intenzione della prossima presidenza italiana di adottare le misure appropriate per la preparazione della conferenza.

4. La conferenza terrà riunioni con ritmo regolare, in linea di massima una al mese, a livello di Ministri degli Affari esteri, che avranno la responsabilità dell'insieme dei lavori; questi ultimi saranno preparati da un gruppo composto di un rappresentante di ciascun Ministro degli Affari esteri degli Stati membri e del Presidente della Commissione.

Il Segretario generale del Consiglio adotterà le disposizioni necessarie per organizzare il segretariato della conferenza.

5. Il Parlamento europeo sarà strettamente associato ai lavori della conferenza per poter essere informato regolarmente e dettagliatamente dello sviluppo delle discussioni, e poter esprimere il suo punto di vista, se lo riterrà utile, su tutte le questioni dibattute. Le modalità di associazione saranno definite dai Ministri degli Affari esteri nel rispetto delle disposizioni applicabili alla revisione dei trattati.

6. I rappresentanti dei paesi dell'Europa centrale e orientale con i quali sono stati conclusi accordi europei, e i rappresentanti di Malta e Cipro saranno informati regolarmente circa l'andamento delle discussioni e potranno esporre i loro punti di vista in occasione delle riunioni con la Presidenza dell'Unione europea, previste in linea di massima ogni due mesi. Saranno parimenti informati lo Spazio economico europeo e la Svizzera.


© Parlamento europeo: 1998