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Intervento del Presidente del Parlamento Europeo al dibattito sul ‘Futuro dell’Europa’ con i rappresentanti di regioni e delle città

Discorsi
CoR, Bruxelles
09-10-2018

Caro Presidente del Comitato delle Regioni, Karl-Heinz Lambertz,

Cari Membri,

 

Un Parlamento al centro del dibattito

La priorità del mio mandato è avvicinare le istituzioni europee ai loro popoli.

Per questo abbiamo bisogno di un’Unione più efficace e più democratica, che si articoli intorno al ruolo centrale del Parlamento europeo.

Abbiamo avviato una serie di dibattiti sul futuro dell’Europa con i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Unione.

I leader vengono a Strasburgo ad esporre la loro visione dell’Europa ai rappresentanti eletti da 500 milioni di cittadini.

Non ci sono incontri a porte chiuse, ma discussioni pubbliche in plenaria.

Dai dibattiti ospitati finora, emerge che il progetto europeo resta prioritario. Rimane fermo l’impegno a difendere i nostri valori comuni: democrazia liberale, dignità della persona, libertà individuale.

 

Un’Europa da difendere, che deve saper cambiare

Ma si fa strada anche la consapevolezza che l’Europa deve trovare il modo di affrontare nuove sfide.

L’Unione europea è stata un’efficace risposta ai tragici eventi che hanno sconvolto il nostro continente nella prima metà del secolo scorso.

Ma quello stesso progetto europeo che ha assicurato pace, stabilità e prosperità per oltre 50 anni, deve ora rivolgere il proprio sguardo al futuro.

Deve adeguarsi ad un mondo nuovo, e deve confrontarsi, innanzi tutto, con la globalizzazione e con la rivoluzione digitale.

Deve dotarsi dei mezzi per rispondere alle attese dei cittadini, e deve saper cambiare.

Questo cambiamento deve venire prima di tutto dall’interno, ed è compito di tutte le istituzioni europee promuoverlo, ascoltando i cittadini e partendo dalle loro opinioni.

Il Comitato delle Regioni si è dimostrato un precursore. Come ha sottolineato il Presidente Lambertz, l’iniziativa ‘Riflessioni sull’Europa’ - che ho avuto il piacere di tenere a battesimo - ha permesso di coinvolgere decine di migliaia di persone nel dibattito sul futuro dell’Europa.

E’ stato possibile raccogliere sul terreno opinioni e suggerimenti su quello che i cittadini si aspettano dall’Unione. Il rapporto che sintetizza i risultati offre uno spaccato reale e immediato delle priorità che dobbiamo affrontare.

I nostri cittadini chiedono una maggiore azione europea per la lotta al terrorismo, la lotta alla disoccupazione, la migrazione, l’economia, l’occupazione, la lotta ai cambiamenti climatici e la protezione dell’ambiente.

Come ben illustrato dal Presidente Lambertz nel suo discorso, e come sintetizzato nel Parere sul Futuro dell’Europa, è su questi aspetti concreti che dobbiamo dare risposte efficaci, modificando anche i nostri meccanismi di funzionamento.

Il primo cambiamento che dobbiamo promuovere è avere un bilancio politico, con risorse adeguate che riflettano le priorità degli europei.

Il Parlamento vuole un bilancio con più risorse che non pesi sui cittadini, ma su chi oggi le tasse non le paga. L’obiettivo minimo deve essere 1.3% del PIL dell’Ue.

Da un lato dobbiamo continuare a promuovere la coesione sociale e territoriale, un’agricoltura competitiva, un’industria innovativa e la lotta alla disoccupazione giovanile.

Dall’altro, servono più risorse per l’industria della difesa europea, la sicurezza e il controllo delle frontiere e per la gestione dei flussi migratori, incluso un Piano Marshall per l’Africa.

Un secondo cambiamento riguarda il Parlamento europeo, che deve essere il cuore della vita democratica dell’Unione.

L’ultimo Eurobarometro mostra un aumento della fiducia dei cittadini nel Parlamento europeo che, da quando ricopro la carica di Presidente, è salita al 50%. Sono orgoglioso di questo risultato e del lavoro dei miei colleghi deputati.

Ritengo fondamentale riconoscere il diritto di iniziativa legislativa al Parlamento europeo - l’unico Parlamento nell'Unione europea a non godere di tale prerogativa.

Deve cambiare anche l’approccio al processo decisionale del Consiglio: i cittadini non possono aspettare l’unanimità, per avere delle soluzioni concrete a problemi urgenti.

In attesa di un accordo, il regolamento di Dublino è bloccato e fermo da un anno in Consiglio.

Bisogna anche fare in modo che le istanze regionali e locali possano continuare ad essere rappresentate efficacemente a livello europeo.

Cambiare l’Europa non vuol dire però distruggerla.

Oggi assistiamo al risorgere di culture che confondono l’amore per la patria con i nazionalismi e il rigetto dell’altro.

Sono alla costante ricerca di un “nemico” o di un capro espiatorio, spesso identificato con l’Europa.

L’ascesa dei populismi e dei nazionalismi è basata su una propaganda di chiusura, sul concetto di una società divisa, ripiegata su se stessa, che vede solo nemici e si nutre di odio.

Il loro unico interesse è il proprio tornaconto, il consenso a breve termine. Sono l’antitesi dello spirito di armonia, solidarietà e impegno, incarnato dall’Unione europea.

 

Conclusioni

Le prossime elezioni del Parlamento europeo rappresentano un’occasione per contrastare queste tendenze e per dare una sterzata al progetto europeo.

Dobbiamo adattare i nostri messaggi, la nostra strategia, gli obiettivi, il lavoro sui media, alle peculiarità nazionali, regionali e locali.

L’approccio unico non può funzionare in 27 Stati membri. Per questo abbiamo bisogno del vostro aiuto.

Voi siete i più vicini alle realtà regionali e locali, quelli in grado di conoscere e comprendere meglio le istanze dei cittadini che amministrate sul territorio.

Insieme, dobbiamo imparare ad ascoltare le cause profonde del loro malessere e dobbiamo trovare soluzioni efficaci.

Dobbiamo contrastare le ondate di fake news e le campagne di disinformazione che manipolano la realtà.

E’ necessario smascherare chi scarica sull’Europa le responsabilità e le colpe di gestioni politiche nazionali fallimentari.

Non possiamo permettere che politici senza memoria mettano in crisi il sistema di principi e valori che hanno fatto del progetto europeo un successo senza precedenti.

La democrazia, lo stato di diritto, il benessere sono delle conquiste che vanno difese continuamente.

Non possiamo darle per scontate: la perdita delle conquiste di civiltà è sempre dietro l’angolo.

Anche se con modalità diverse, il Parlamento europeo e il Comitato delle Regioni riuniscono membri eletti dai cittadini a livello europeo, locale e regionale.

Forti di questa prerogativa, dobbiamo lavorare insieme.

Penso, ad esempio, alla possibilità di organizzare uno scambio di vedute tra le nostre Conferenze dei Presidenti, in vista delle elezioni, per dare risposte concrete ai nostri cittadini e per disegnare, con loro, un’Europa più efficace, più giusta e più capace di rappresentarli.

Per ulteriori informazioni:

europarl.president.press@europarl.europa.eu

 

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