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Intervento del Presidente Tajani all’apertura del Women’s Forum

Discorsi
Roma
26-06-2017

Introduzione

Sono lieto di aprire questo Women’s forum sul ruolo delle donne per rilanciare un’Europa di pace e prosperità a sessant’anni dalla firma dei Trattati di Roma.

Come si è visto nel filmato prodotto dal Parlamento europeo, questa è anche l’occasione per sottolineare il ruolo fondamentale delle donne per un’Europa forte, capace di promuovere i suoi valori.

Un ruolo che spesso viene sottovalutato o non riconosciuto. Un enorme potenziale di cui, oggi più che mai, abbiamo grande bisogno.

Senza una vera parità di genere non è possibile rispondere a sfide come il terrorismo, le guerre, la povertà, la disoccupazione, la sostenibilità.

Solo consentendo alle donne di esprimere tutto il loro potenziale, in ogni ambito, il mondo sarà più sicuro, giusto e prospero.

 

Ruolo delle donne nell’economia

Nel mio ruolo di Vice Presidente della Commissione responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria, ho sempre lavorato per una maggiore presenza delle donne nell’economia.

Per creare lavoro, abbiamo bisogno di donne imprenditrici, professioniste, capitani d’industria, leader nella ricerca. Più donne occupate.

I dati parlano chiaro: maggiore è il coinvolgimento delle donne, più crescono benessere economico e occupazione. Le imprese con donne nei posti di comando vincono in efficienza e redditività.

Escludere le donne dal mondo produttivo vuol dire perdere, a livello globale, 11.500 miliardi di euro di minore crescita da qui al 2025. Il PIL combinato di Giappone, Germania e Regno Unito.

Malgrado forti progressi, il divario uomo - donna nel mondo è ancora inaccettabile:

  • Solo il 24% dei manager è donna. Appena il 4.6% è amministratore delegato.
  • Vi sono 655 milioni di donne occupate in meno rispetto agli uomini.

L’Unione Europea è in prima linea su questo fronte. Grazie al nostro impegno, al vostro impegno, la presenza femminile nei consigli di amministrazione delle grandi società quotate in borsa è passata dall'11,9 % del 2010 al 22,7 % del 2015.

Non è ancora abbastanza, ma stiamo procedendo nella giusta direzione. Anche il divario retributivo sta calando, pur restando al livello considerevole del 16 %.

Il Parlamento europeo sostiene la proposta di direttiva della Commissione su una maggiore presenza delle donne nei consigli di amministrazione.

Recentemente, ci siamo impegnati ad affrontare il divario pensionistico di genere. Si stima che nell’Unione le pensioni femminili siano in media il 40.2% inferiori a quelle maschili. Per cui le donne anziane hanno un maggiore rischio di povertà rispetto agli uomini nella stessa fascia d’età.

L’eliminazione di queste discriminazioni da parte degli Stati membri è dunque urgente.

Stiamo anche lavorando a norme europee che riformino il congedo di maternità, parentale e di paternità, superando i ruoli tradizionali.

Sulla parità di genere il Parlamento europeo dà il buon esempio: i 24 presidenti di Commissione sono 12 uomini e 12 donne. Anche nel mio gabinetto ho voluto garantire lo stesso equilibrio.

 

Cambiamenti climatici

Vorrei dare un forte sostegno al vostro impegno sui cambiamenti climatici.

Nelle scorsa plenaria abbiamo ospitato una grande donna, la Presidente delle Isole Marshall, che ha rivolto un accorato appello all’Europa.

Il Parlamento è in prima linea, insieme alla Presidente Hilda Heine, affinché l’impegno della nostra Unione non venga meno malgrado la volontà dell’Amministrazione USA di ritirarsi dagli accordi di Parigi.

Il cambiamento climatico non è una favola, ma una realtà drammatica che sconvolge la vita di milioni di persone toccate da siccità e altri eventi climatici estremi.

Oltre a costi altissimi, anche in termini di vite umane, questi fenomeni sono sempre più la causa principale dei flussi migratori.

Le donne, spesso in condizioni di povertà maggiore, sono le prime vittime di carestie, desertificazione, mancanza di acqua potabile.

Ma queste sfide rappresentano anche opportunità che l’Europa deve essere la prima a cogliere.

Nei prossimi anni, efficienza energetica, rinnovabili, economia circolare, reti intelligenti, saranno tra i principali fattori di nuovi investimenti e posti di lavoro.

Si stima che per raggiungere i suoi target ambiziosi l’Unione dovrà investire 170 miliardi di euro l’anno. L’economia verde potrà creare oltre 1 milione di nuovi posti di lavoro, contribuendo a una rilevante crescita del PIL.

Anche per questo, la battaglia del clima va affrontata con un’alleanza tecnologica tra imprese europee e del resto del mondo. Ricerca e innovazione industriale sono le armi migliori per limitare le catastrofi ambientali.

 

Le donne per rilanciare l’Europa

I nostri cittadini si aspettano risposte concrete su altri grandi problemi: terrorismo, sicurezza, disoccupazione. Non è possibile dare soluzioni senza una vera unità europea e un forte ruolo delle donne.

La concretezza delle donne, il loro buon senso, l’intelligenza, l’infaticabile capacità di lavoro, l’amore per la pace, l’abilità nel conciliare punti di vista diversi, sono risorse indispensabili per un’Europa più efficace.

Oggi, la vostra forza è indispensabile per rilanciare il progetto europeo. Per difenderlo dalle sirene populiste che promettono soluzioni nazionali, solo in apparenza accattivanti, ma in realtà controproducenti.

Questa Davos delle donne, a sessant’anni dai Trattati di Roma, è il segno del vostro impegno prezioso per un Unione fondata su valori di dialogo, apertura, solidarietà. Per una forte identità europea con al centro la dignità e la libertà della persona.

Insieme, possiamo contribuire a promuovere nel mondo questi valori europei.

Molti dei conflitti, degli abusi, degli estremismi, nascono proprio dalla paura maschile per il potenziale delle donne. Troppe volte questa paura si trasforma in violenza e negazione di diritti.

Combattere ed eliminare la violenza contro le donne è una priorità per realizzare un mondo più stabile e giusto.

E’ stata importante e doverosa l’adesione dell’Unione alla Convenzione di Istanbul per la lotta contro la violenza sulle donne.

Non si può rivitalizzare l’Europa, ottenere uno sviluppo e una pace duraturi, se metà della popolazione viene discriminata in ogni ambito della società, è oggetto di violenza di genere, viene tenuta lontana dalle risorse e dal mondo del lavoro.

L’Unione Europea deve continuare a battersi per una vera parità di genere. Non possiamo immaginare un mondo migliore senza dare il giusto valore alla conoscenza ed alle esperienze delle donne, al loro ruolo di educatrici, al loro impegno e passione nel mondo del lavoro.

Questa non è una battaglia di donne per le donne. Va combattuta da tutti, in prima linea, ogni giorno, per l’Europa, per l’umanità.

Per maggiori informazioni:

europarl.president.press@europarl.europa.eu

 

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