Registro per la trasparenza

02-12-2014

La diffusa attività di lobbying presso le istituzioni dell'Unione Europea (UE) ha suscitato delle critiche riguardo alla trasparenza e alla responsabilità del processo decisionale dell'UE. Per rispondere a tali preoccupazioni, nel 1995 il Parlamento europeo ha istituito un proprio registro per la trasparenza, iniziativa seguita dalla Commissione nel 2008. Nel 2011le due istituzioni hanno fuso, sulla base di un accordo inter-istituzionale (AII), i rispettivi strumenti dando vita a un registro per la trasparenza (RT) comune. Per il momento, il Consiglio conserva uno status di osservatore. Il registro per la trasparenza è un sistema di registrazione volontaria dei soggetti che cercano di influenzare direttamente o indirettamente il processo decisionale dell'UE. Il registro è cresciuto a una media di circa 1000 organizzazioni all'anno e attualmente comprende più di 7000 organizzazioni. Benché sia molto difficile fare una stima della sua attuale copertura, un recente studio accademico del 2013 ha stimato che il registro abbraccia circa il 60-75% delle organizzazioni che svolgono attivamente attività di lobbying a livello dell'UE. Conformemente all'AII, nel 2013-2014 il sistema è stato sottoposto a un riesame politico, che sfocerà, nel gennaio 2015, nell'introduzione di un nuovo e migliorato sistema di registrazione. Il Parlamento sollecita sin dal 2008 un registro obbligatorio per i rappresentanti d'interessi specifici attivi presso le istituzioni dell'UE, sottolineando come solo un registro obbligatorio assicurerebbe il pieno rispetto da parte dei rappresentati d'interessi specifici del loro codice di condotta. La questione ha acquisito sempre maggiore rilevanza, in particolare dopo che il Presidente Juncker l'ha inserita nell'agenda politica, impegnandosi a presentare entro il 2016 una proposta per un sistema obbligatorio, come richiesto dal Parlamento. Inoltre, a partire dal 1° dicembre 2014, la Commissione pubblica informazioni relative alle riunioni dei Commissari, dei loro membri di Gabinetto e dei direttori generali con i rappresentanti di interessi specifici. La legislazione sulle attività di lobbying varia da uno Stato membro all'altro. Solo in Lituania, Polonia, Slovenia, Austria e Regno Unito esistono sistemi di registrazione obbligatori. Il Parlamento irlandese sta al momento esaminando una legge volta a introdurre un tale regime. In Germania, in Francia e nei Paesi Bassi esistono sistemi di registrazione volontaria.

La diffusa attività di lobbying presso le istituzioni dell'Unione Europea (UE) ha suscitato delle critiche riguardo alla trasparenza e alla responsabilità del processo decisionale dell'UE. Per rispondere a tali preoccupazioni, nel 1995 il Parlamento europeo ha istituito un proprio registro per la trasparenza, iniziativa seguita dalla Commissione nel 2008. Nel 2011le due istituzioni hanno fuso, sulla base di un accordo inter-istituzionale (AII), i rispettivi strumenti dando vita a un registro per la trasparenza (RT) comune. Per il momento, il Consiglio conserva uno status di osservatore. Il registro per la trasparenza è un sistema di registrazione volontaria dei soggetti che cercano di influenzare direttamente o indirettamente il processo decisionale dell'UE. Il registro è cresciuto a una media di circa 1000 organizzazioni all'anno e attualmente comprende più di 7000 organizzazioni. Benché sia molto difficile fare una stima della sua attuale copertura, un recente studio accademico del 2013 ha stimato che il registro abbraccia circa il 60-75% delle organizzazioni che svolgono attivamente attività di lobbying a livello dell'UE. Conformemente all'AII, nel 2013-2014 il sistema è stato sottoposto a un riesame politico, che sfocerà, nel gennaio 2015, nell'introduzione di un nuovo e migliorato sistema di registrazione. Il Parlamento sollecita sin dal 2008 un registro obbligatorio per i rappresentanti d'interessi specifici attivi presso le istituzioni dell'UE, sottolineando come solo un registro obbligatorio assicurerebbe il pieno rispetto da parte dei rappresentati d'interessi specifici del loro codice di condotta. La questione ha acquisito sempre maggiore rilevanza, in particolare dopo che il Presidente Juncker l'ha inserita nell'agenda politica, impegnandosi a presentare entro il 2016 una proposta per un sistema obbligatorio, come richiesto dal Parlamento. Inoltre, a partire dal 1° dicembre 2014, la Commissione pubblica informazioni relative alle riunioni dei Commissari, dei loro membri di Gabinetto e dei direttori generali con i rappresentanti di interessi specifici. La legislazione sulle attività di lobbying varia da uno Stato membro all'altro. Solo in Lituania, Polonia, Slovenia, Austria e Regno Unito esistono sistemi di registrazione obbligatori. Il Parlamento irlandese sta al momento esaminando una legge volta a introdurre un tale regime. In Germania, in Francia e nei Paesi Bassi esistono sistemi di registrazione volontaria.