Politica in materia di asilo e rifugiati in Australia

10-11-2016

L'Australia ha messo a punto una politica nei confronti dei rifugiati che si è rivelata estremamente efficace nel dissuadere la migrazione irregolare ma che, tuttavia, ha attirato molte critiche da parte delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Gli elementi principali di tale politica consistono nella detenzione obbligatoria e nella gestione offshore dei richiedenti asilo irregolari in arrivo via mare. A partire dalla sua introduzione, non si sono più verificati episodi di annegamento in mare e la migrazione irregolare via mare verso le coste australiane ha subito una totale battuta d'arresto. Tuttavia, le condizioni presso i centri offshore di Nauru e in Papua Nuova Guinea, dove sono stati trasferiti i profughi in arrivo via mare, sono state criticate in quanto ritenute inadeguate dalle organizzazioni della società civile; inoltre, la detenzione di queste persone per un periodo di tempo indefinito è stata ritenuta arbitraria ai sensi del diritto internazionale. A seguito di tali critiche, i due paesi hanno recentemente deciso di concedere ai richiedenti asilo la possibilità di circolare liberamente e, qualora ottengano lo status di rifugiati, di stabilirsi nella comunità. La situazione dei rifugiati nei due paesi rimane comunque estremamente precaria e ancora non si prospetta una soluzione definitiva, nonostante gli sforzi dell'Australia volti a concludere accordi di reinsediamento con altri paesi terzi. Allo stesso tempo, l'Australia mantiene una posizione aperta nei confronti dei richiedenti asilo e dei rifugiati che entrano nel paese tramite i canali ufficiali, ed è uno dei paesi in cui viene ammesso il maggior numero di rifugiati reinsediati tramite l'UNHCR.

L'Australia ha messo a punto una politica nei confronti dei rifugiati che si è rivelata estremamente efficace nel dissuadere la migrazione irregolare ma che, tuttavia, ha attirato molte critiche da parte delle organizzazioni per la difesa dei diritti umani. Gli elementi principali di tale politica consistono nella detenzione obbligatoria e nella gestione offshore dei richiedenti asilo irregolari in arrivo via mare. A partire dalla sua introduzione, non si sono più verificati episodi di annegamento in mare e la migrazione irregolare via mare verso le coste australiane ha subito una totale battuta d'arresto. Tuttavia, le condizioni presso i centri offshore di Nauru e in Papua Nuova Guinea, dove sono stati trasferiti i profughi in arrivo via mare, sono state criticate in quanto ritenute inadeguate dalle organizzazioni della società civile; inoltre, la detenzione di queste persone per un periodo di tempo indefinito è stata ritenuta arbitraria ai sensi del diritto internazionale. A seguito di tali critiche, i due paesi hanno recentemente deciso di concedere ai richiedenti asilo la possibilità di circolare liberamente e, qualora ottengano lo status di rifugiati, di stabilirsi nella comunità. La situazione dei rifugiati nei due paesi rimane comunque estremamente precaria e ancora non si prospetta una soluzione definitiva, nonostante gli sforzi dell'Australia volti a concludere accordi di reinsediamento con altri paesi terzi. Allo stesso tempo, l'Australia mantiene una posizione aperta nei confronti dei richiedenti asilo e dei rifugiati che entrano nel paese tramite i canali ufficiali, ed è uno dei paesi in cui viene ammesso il maggior numero di rifugiati reinsediati tramite l'UNHCR.